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Politica
Per il leader di Direzione Italia è preclusa la collaborazione con chi è al governo col PD
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di Simonetta D'Onofrio

 

ROMA - Alla riunione romana di Direzione Italia è intervenuto il coordinatore del partito, Raffaele Fitto. La proposta lanciata dal politico pugliese è volta a riunire il centrodestra, per affrontare le prossime elezioni politiche. Sembrano quindi archiviate le incomprensioni che portarono, quasi due anni fa, alla rottura con Berlusconi e l’uscita da Forza Italia.

 

Certamente non sono stati superati tutti i problemi che hanno portato alla rottura, ma la convinzione che l’unità dello schieramento è prioritaria rispetto agli individualismi. Unico limite alla coalizione, non sia accetta chi è stato al governo con il Partito Democratico, chiaro stop a eventuali propositi di Angelino Alfano di tornare con il centrodestra. In una concitata conferenza stampa improvvisata, con alcuni colleghi, siamo riusciti a portare una domanda in esclusiva.

L'inchiesta
Entro sabato la decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione di Romeo. Continua il dibattito politico sulla posizione del ministro dello Sport
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Vertice nella capitale oggi tra pm di Roma e di Napoli titolari delle inchieste Consip per un punto della situazione e pianificare le prossime tappe. Il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo ed il sostituto Mario Palazzi si sono incontrati con il collega partenopeo John Henry Woodcock.
Al centro dei colloqui, tra l'altro, l'analisi dell'interrogatorio di Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Pd Matteo, indagato per traffico di influenze, e i rifiuti a rispondere degli imprenditori Alfredo Romeo (in carcere per corruzione) e Carlo Russo (indagato). Non è escluso che durante il summit si sia accennato anche alle conseguenze determinate dalle fughe di notizie sul contenuto di alcuni atti ed informative oggetto di omissis. Nel frattempola politica discute della mozione di sfiducia al ministro dello Sport Luca Lotti, che sarà al Senato il 15 marzo,

Per quanto riguarda Romeo, detenuto a Regina Coeli con l'accusa di corruzione nell'ambito del filone romano dell'inchiesta, entro la fine della settimana dovrebbe arrivare la decisione del gip sulla richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali. Secondo gli avvocati, sarebbero state violate alcune norme del codice di procedura penale in relazione all'assunzione delle prove. La procura di Roma, secondo quanto si è appreso, non avrebbe ancora formulato un parere sulla richiesta, ma quasi certamente sarà negativo.

Intorno all’inchiesta sugli appalti Consip, poi, continua la polemica politica. A tenere banco è soprattutto la mozione di sfiducia individuale presentata dal Movimento 5 Stelle contro il ministro Luca Lotti, indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto. La mozione è stata calendarizzata per mercoledì 15 marzo. La sfiducia era stata presentata sia alla Camera sia al Senato. Poi, per velocizzare i tempi, il M5S ha ritirato quella di Montecitorio. “Così che il Senato possa discutere e votare la sfiducia all'ex sottosegretario nei tempi previsti dalla capigruppo”, ha spiegato Vincenzo Caso, capogruppo M5S alla Camera. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, infatti, aveva deciso che la mozione di sfiducia sarebbe approdata nell’Aula del Senato il 15 marzo “previa intesa con la Camera”. Questa formula, chiesta dal capogruppo Dem Luigi Zanda, non era piaciuta al Movimento 5 Stelle: “Mai sentita prima”. “Non daremo – ha aggiunto Casio motivando il ritiro della mozione a Montecitorio – nessun alibi al Pd, che si appiglia ad acrobazie regolamentari pur di prendere tempo. In questo modo si potrà regolarmente votare la sfiducia a Luca Lotti mercoledì prossimo senza ulteriori rinvii”.

 Al Senato, intanto, è stata depositata un’altra mozione per chiedere al governo l'azzeramento dei vertici Consip. il primo firmatario è Andrea Augello di “Idea”. Insieme agli altri senatori di “Idea”, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello, hanno sottoscritto la mozione anche senatori di Forza Italia, Gal, Direzione Italia e Gruppo Misto. Per un totale di circa venticinque adesioni. Secondo quanto si apprende in ambienti del Senato, altri gruppi parlamentari starebbero valutando mozioni simili, sempre dirette ad azzerare i vertici della Consip. La Lega, poi, starebbe decidendo se aderire a quella di “Idea” o presentare un documento autonomo.

L'intervista al premier
Il presidente del Consiglio: "Abbiamo fatto cose importanti sul piano del mercato del lavoro e questo ci ha consentito di avere settecentomila posti stabili"
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ROMA - Lui si è presentato come uno stakanovista seriamente intenzionato ad abbassare le tasse sul lavoro che poi sono la zavorra dei lavoratori italiani che non riescono più a tenere aperte le loro imprese. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ospite di Domenica In è stato intervistato da Pippo Baudo.

Alcuni passaggi importanti di quanto affermato dal premier che così ha aperto l'intervista: "A Palazzo Chigi arrivo alle 7,30/7,45" e torna a casa "dopo le 21 o verso mezzanotte se c'è qualche impegno, ma comunque è un bel lavoro. E per chi fa politica lamentarsi che si lavora troppo...finchè il fisico regge lo devi fare".  "I governi fanno quello che dice la Costituzione e non hanno aggettivi. Erdogan choc: la Germania 'pratica il nazismo' di cui facevo parte e più che il testimone ,abbiamo preso la campanella, abbiamo cose da completare del governo Renzi e anche delle cose nuove e importanti. La scadenza è la fine della legislatura poi i governi possono finire prima se non hanno la maggioranza in Parlamento ma io dico sempre ai miei colleghi che dobbiamo lavorare non avendo in mente la durata ma le nostre responsabilità". 

"Le cicatrici della crisi si fanno sentire ancora e che ci sia una crisi di fiducia è abbastanza comprensibile, ma le cose fatte in questi anni ci hanno rimesso in carreggiata e penso che le cose possono migliorare non solo nei grandi numeri astratti ma anche nelle nostre buste paga". "Ci vuole l'ottimismo di un grande Paese". "Se devi immaginare un aggettivo per il governo dico rassicurante perche penso che l'Italia ha bisogno di essere rassicurata". "L'obiettivo del prossimo documento di economia e finanza è un ulteriore abbassamento delle tasse sul lavoro, dobbiamo rendere gli investimenti sul lavoro più vantaggiosi". "I giovani ed il lavoro sono due cose che vanno insieme e a questo ci aggiungiamo il Mezzogiorno. Abbiamo fatto cose importanti sul piano del mercato del lavoro e questo ci ha consentito di avere settecentomila posti stabili, e non sono pochi. Io ricordo campagne elettorali in cui si prometteva un milione di posti di lavoro; noi ne abbiamo fatti 700 mila senza clamori, ma la disoccupazione giovanile è ancora alta, quello che manca è la capacità di far crescere ad un ritmo diverso la nostra economia". "Io vorrei, anche per togliere l'idea di provvisorietà del governo, che l'esecutivo si dia un'agenda di riforme che mi auguro si portino a termine. Anche all'Europa va dato un messaggio: non è che le riforme si sono fermate, c'è stata una sconfitta, un cambio a palazzo Chigi io lavoro in continuità con quello che ha fatto Renzi e nei prossimi mesi andremo avanti con le riforme finchè avremo la fiducia".

"Lo sforzo che abbiamo fatto è quello di rendere un po' più fluida la collaborazione tra le autorità centrali e gli enti locali perché noi ci dobbiamo rendere conto di una realtà: non lo cancelli con un improvviso colpo di bacchetta magica il flusso migratorio, lo puoi gestire e ridurre i numeri e l'illegalità quindi ma difficilmente si fa scomparire. Quindi si devono ridurre i numeri". I sondaggi sulla fiducia degli italiani nel governo? "E' inevitabile la sfiducia degli italiani, veniamo dalla crisi economica più grave dal dopoguerra, ci stiamo riprendendo se guardiamo ai grandi numeri dell'economia, la pressione del fisco sta diminuendo, ma i grandi numeri non arrivano immediatamente alle nostre famiglie". "Mi è piaciuto che la legge sul Mezzogiorno sia stata approvata senza fiducia che ormai è diventata un'eccezione. Io vorrei un Parlamento in cui si collabora nell'interesse del paese, un Parlamento che non è palcoscenico per risse, certo le opinioni sono diverse, ma vorrei meno scontri e litigi e un po' più di produzione di norme da parte nostra sarebbe apprezzato dai cittadini"

Politica allo sbando
Inchiesta Consip. La Procura ha "revocato" ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini, affidandola al Nucleo Investigativo di Roma
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Botta e risposta tra il leader M5s Beppe Grillo e l'ex premier Matteo Renzi che ieri ha detto che se suo padre fosse colpevole dovrebbe avree "condanna doppia". Grillo va all'attacco: "Renzi rottama il padre".E la replica di Renzi non si fa attendere: "Questo è mio padre. Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre". Lo scrive sul suo blog, in merito al caso Consip, l'ex premier Matteo Renzi rivolgendosi al leader M5S. "Caro Beppe Grillo ti scrivo", è l'incipit della 'lettera' di Renzi. "Spero che un giorno ti possa vergognare - anche solo un po' - per aver toccato un livello così basso", scrive Renzi. "Vedremo che cosa accadrà. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneità ai fatti. Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda ci sia la stessa attenzione mediatica che c'è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere".

Non si fa attendere anche la controreplica del leader M5s:  "Si derottamano padri solo se la rottamazione è una gaffe comprovata, Matteo tu sei una gaffe esistenziale. Per una volta che leggo quello che dici non puoi prendetela con me. Fatti coraggio e rileggi a voce alta, magari ti aiuta". Così Beppe Grillo, su Facebook, controreplica alla 'lettera' che dal suo blog Matteo Renzi gli ha indirizzato in merito alla vicenda Consip e alle frasi dell'ex premier di ieri in tv su suo padre Tiziano.

La Procura di Roma, alla luce di "ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto" - sia verso gli indagati, sia verso i media - e "per una esigenza di chiarezza" ha "revocato" ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini, affidandola al Nucleo Investigativo di Roma sempre dei Carabinieri.

Università
Il Corso d’Istituto riservato alla formazione degli Ufficiali Superiori, come perfezionamento universitario in “Scienza della Sicurezza Interna ed Internazionale”
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Red. Interni

 

ROMA - Sabato 4 marzo presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri il Comandante Generale, Tullio del Sette, il Rettore dell’Università LUISS, Paola Severino e il Direttore Generale dell’Ateneo, Giovanni Lo Storto, hanno sottoscritto un accordo di convenzione per l’istituzione di un “Corso di Perfezionamento Universitario in Scienza della Sicurezza Interna e Esterna”. L’accordo rientra nel quadro di sviluppo delle attività formative dell’Arma dei Carabinieri che, con la collaborazione della LUISS “Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli”, accrediteranno il Corso d’Istituto riservato alla formazione degli Ufficiali Superiori, come Corso di Perfezionamento Universitario in “Scienza della Sicurezza Interna ed Internazionale” con il riconoscimento dei relativi crediti universitari.


I Corsi si terranno presso la Scuola Ufficiali, già teatro di consolidati rapporti di collaborazione con la LUISS, tra cui le docenze di Diritto Penale ed altre iniziative culturali, tenute da professori con consolidata e riconosciuta esperienza nel settore di riferimento.
“Si tratta di un importante progetto di formazione che costituisce un momento di ulteriore apertura dell’Arma al mondo accademico” - ha detto il Generale Del Sette – “Un’intesa prestigiosa che interessa l’Arma tutta, che si sente partecipe e onorata di questa collaborazione”.
Nell’accordo è previsto - per la prima volta - che il Corso d’Istituto, momento fondamentale di crescita formativa e sviluppo nella carriera degli Ufficiali dell’Arma, nonché di perfezionamento della loro preparazione professionale e culturale per l’assolvimento delle funzioni dirigenziali e direttive, potrà essere frequentato anche da studenti in possesso di un titolo di studio universitario. “L’accordo si inserisce in un percorso più ampio, intrapreso dalla LUISS, di promozione della legalità, intesa non come valore imposto e distante dalla coscienza del singolo, ma come una dimensione in cui riconoscersi individualmente e agire collettivamente”, ha commentato il Rettore dell’università Paola Severino. È prevista la partecipazione ad alcune attività formative del Corso di Perfezionamento Universitario, in qualità di uditori, di non meno di 15 studenti iscritti al corso di laurea in Giurisprudenza o al “Master School of Law”.
“L’intesa con l’Arma, simbolo di responsabilità e impegno sociale è un motivo di grande orgoglio per la nostra università, che vede nella contaminazione di esperienze differenti, la base della crescita etica e professionale degli studenti”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ateneo Giovanni Lo Storto.
Il riconoscimento del corso in ambito universitario non comporterà modifiche ai programmi e consentirà l’acquisizione di 40 crediti formativi universitari utili per l’eventuale prosecuzione di iter universitari e significativi del riconoscimento universitario della valenza del corso.


 

Politica e polemiche
L'indagine su Lotti e Del Sette "è una cosa di tre mesi fa. Cosa è successo?"
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E' durato oltre tre ore l'interrogatorio di Tiziano Renzi, nell'ambito delle inchieste delle procure di Roma e Napoli su Consip. Il padre dell'ex premier ha lasciato piazzale Clodio senza fare dichiarazioni. "Mai preso soldi. Si è trattato di un evidente caso di abuso di cognome": così Tiziano Renzi si è difeso davanti ai pm, secondo quanto riferito dal suo difensore Federico Bagattini, durante l'interrogatorio al quale è stato sottoposto nel pomeriggio a piazzale Clodio. "Il dottor Renzi ha risposto a tutte le domande" ed ha precisato di "non aver avuto alcun ruolo in questa vicenda", ha detto l'avvocato Federico Bagattini. Tiziano Renzi, ha aggiunto che il suo assistito ha negato di aver mai conosciuto né incontrato Alfredo Romeo e di essere mai stato in Consip. Nel corso dell'interrogatorio ha escluso anche di conoscere Denis Verdini. Rispondendo a domande dei pm sui rapporti "con tutte le persone coinvolte nell'inchiesta", il padre dell' ex premier ha sottolineato di essere legato all'imprenditore farmaceutico Carlo Russo anche da una frequentazione di carattere religioso. Durante l'interrogatorio, ha concluso l'avvocato Bagattini, non sono state fatte nuove contestazioni.
 

In serata Matteo Renzi a Otto e mezzo ha detto: "Se c'è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia". "Se ci sono ricatti si va dai magistrati - ha detto ancora Matteo Renzi a Otto e mezzo -. Vogliamo essere chiari: stiamo parlando di soldi pubblici e allora se ci sono ricatti e reati, se ci sono tangenti c'è il dovere di fare i processi. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi. Anzi. Erano quelli di prima che facevano i lodi e il legittimo impedimento per non fare i processi. Si va in tribunale e si guarda chi ha ragione e chi ha torto". "Noi non siamo come quelli che quando si indaga la sindaca di Roma sono garantisti - ha detto ancora l'ex premier a Otto e mezzo: io della Raggi non ho chiesto le dimissioni, non sono garantista a targhe alterne"."Se la buttiamo sulla questione processuale e penale devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza", ha aggiunto.

Poi Matteo Renzi alla domanda 'Luca Lotti deve dimettersi?' ha detto: "A mio giudizio assolutamente no. Conosco Lotti da anni ed è una persona straordinariamente onesta, lo devono sapere sua moglie e i suoi figli. Io non scarico mai gli altri: non l'ho fatto con Delrio, Boschi e ora Lotti. Non accetto processi sommari".

"C'è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi", ha detto ancora Matteo Renzi a Otto e mezzo. L'indagine su Lotti e Del Sette "è una cosa di tre mesi fa. Cosa è successo?", domanda l'ex premier. "Una discussione incredibile".

E si è concluso anche l'interrogatorio di Carlo Russo, l'imprenditore amico di Tiziano Renzi, indagato nell'inchiesta Consip. Russo è uscito dalla sede del comando provinciale dei carabinieri di Firenze dove è stato ascoltato dai pm di Roma e di Napoli Mario Palazzi ed Henry John Woodcock, accompagnato dal suo legale. Russo si è quindi allontanato a bordo di un taxi. A giornalisti e cameramen che gli chiedevano una dichiarazione si è limitato a rispondere "Buona sera e buon lavoro". L'imprenditore Carlo Russo non ha risposto ai pm Palazzi e Woodcock nella caserma dei carabinieri di Firenze dove si è svolto l'interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta Consip. Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere su indicazione dei suoi difensori, avvocati Gabriele e Marco Zanobini. "Intendiamo - spiegano i legali - far rispondere il nostro assistito quando saremo su un piano di parità ossia quando avremo piena conoscenza degli atti. Ora abbiamo solo un decreto di perquisizione".

Il caso
Secondo i pm avrebbe aiutato l'imprenditore Alfredo Romeo a rafforzare i suoi contatti nella centrale acquisti della Pubblica amministrazione in cambio della promessa di soldi
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Redazione

 

In corso l'interrogatorio dei pm della Procura capitolina a Tiziano Renzi indagato per traffico di influenze nell'ambito dell'inchiesta Consip. Secondo i pm avrebbe aiutato l'imprenditore Alfredo Romeo a rafforzare i suoi contatti nella centrale acquisti della Pubblica amministrazione in cambio della promessa di soldi.

 

Sentito anche l'imprenditore Carlo Russo, che però non ha risposto ai magistrati. Russo interrogato per oltre 4 ore: nessuna risposta - I pm Mario Palazzi John Woodcock hanno sentito per oltre quattro ore Carlo Russo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere su indicazione dei suoi difensori, gli avvocati Gabriele e Marco Zanobini. "Intendiamo far rispondere il nostro assistito - hanno spiegato i difensori - quando saremo su un piano di parità, ossia quando avremo piena conoscenza degli atti. Ora abbiamo solo un decreto di perquisizione".

L'interrogatorio di Russo si è svolto nella caserma dei carabinieri di Ognissanti a Firenze. L'imprenditore è accusato dall'amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, di aver esercitato pressioni, per conto di Tiziano Renzi e Denis Verdini, in merito ad un appalto da 2,7 miliardi di euro.

 

Gentiloni: Tenere il Governo al riparo da turbolenze - Tenere il governo al riparo dalle turbolenze, di ogni tipo, scatenate dall'attualità politica. Questo quanto va ripetendo il premier Paolo Gentiloni ai suoi ministri. Nella giornata di oggi, secondo quanto riferito da diverse fonti, se n'è parlato in occasione del Consiglio dei Ministri anche a margine della riunione.


Il pensiero è subito andato al caso Consip e in questo caso le idee del premier sarebbe chiare: il ministro Luca Lotti merita solidarietà per la vicenda e le polemiche che si sono scatenate. In questo senso, il governo potrebbe anche decidere di tenere il punto in maniera ferma nei prossimi giorni: la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, infatti, ha riportato al premier Gentiloni la richiesta arrivata da alcuni gruppi perchè il governo riferisca in Aula proprio sul caso Consip.

 

L'intervista
Intervista al presidente Nazionale dell’Associazione Penelope Italia Onlus
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
Il 25 febbraio si è tenuto a Cagliari, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello del Palazzo di Giustizia, un importante convegno denominato “Minori Scomparsi”, promosso dall’Associazione Penelope Sardegna.  “L’evento è stato ideato ed organizzato dall'Avv. Paola Pischedda e dalla mia commissione della quale fanno parte Antonio Serreli e Miriam Useli. E' stato fortemente voluto dall'Avv. La Scala perché il problema dei minori è un problema molto attuale anche perché, l’arrivo di minori non accompagnati nel nostro territorio con il fenomeno dell’immigrazione e la loro fuga dai centri di accoglienza ha fatto schizzare le statistiche italiane dei minori scomparsi” è quanto ci ha riferito pochi giorni fa l’Avv. Gianfranco Piscitelli  in merito al’iniziativa  che ha richiamato un copioso numero di esperti del settore e non, che hanno ascoltato attentamente le parole degli esperti in merito a questo delicato tema che tanto caratterizza e affligge il nostro paese. Dagli anni 70 ad oggi sono scomparsi nel nulla circa 18.300  minori, incognite che pesano come macigni sulle famiglie in cerca di risposta che vivono costantemente nel  dubbio che lentamente ha lacerato gli spiragli di quotidianità trasformandoli in dolore e angoscia. Voluminosi fascicoli d’indagine ancora aperti si trovano  ancora oggi nelle Procure di tutto lo stivale e l’obiettivo di Penelope Onlus è proprio quello di tenere alta l’attenzione sul fenomeno, valutando con parsimonia tutte le piste possibili in merito alla sparizione dei minori  che vanno dalle adozioni abusive al traffico d’organi, dai rapimenti allo sfruttamento fino all’allontanamento volontario consequenziale a fattori prettamente legati alla sfera emotiva e ai rapporti sociali che successivamente possono indurre il giovane ad intraprendere percorsi di vita ai margini della strada ed essere sfruttati per furti o essere indotti alla prostituzione. L’evento è stato presentato e moderato dall’Avvocato Gianfranco Piscitelli, Presidente dell’Associazione Penelope Sardegna nonché  avvocato ed esperto nelle investigazioni  e criminologia, Responsabile per la Sardegna dell’I.I.S.C.P.F. (Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologiche Forensi), Presidente il Distretto della Corte di Appello di Cagliari delle Associazioni “Centro Studi e Ricerche sul Diritto della famiglia e dei minori” e “Tutela dei Diritti” che nel corso di un’intervista che ci ha gentilmente concesso prima del convegno ci ha parlato del problema dei minori scomparsi precisandoci che “Purtroppo stiamo assistendo a suicidi di minori, abuso di alcool e droga in età minorili sempre più giovanili, microcriminalità, tutte facce di un grave disagio giovanile. Ecco perché entriamo sempre più nelle scuole a parlare con i ragazzi me il nostro messaggio vuole arrivare ai genitori per prevenire e capire. Una scomparsa anche in età adulta a volte è la punta terminale di un disagio che monta sin dall’adolescenza sino ad esplodere”.  Ci ha inoltre parlato di quelle che sono le iniziative di Penelope e di come opera “La nostra associazione, sia quella sarda che la nostra madre Penelope Italia, pur se orientata e sorta in favore ed aiuto dei familiari ed amici delle persone scomparse, è molto aperta e sensibile a problemi collaterali quali i minori e la violenza di genere e quindi, anche con la collaborazione di altre associazioni a noi strettamente collegate, studia e svolge attività preventive su fenomeni quali bullismo, cyber bullismo, rapimenti, sottrazione internazionale di minori, commercio di minori ecc”.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo intervistato l’Avvocato Antonio Maria La Scala, che dal 7 giugno 2014 è Presidente Nazionale dell’Associazione Penelope Italia Onlus. 
 
- Avete realizzato questo splendido evento sui minori scomparsi. Penelope come si muove in questo settore?
Io da tre anni sono il Presidente Nazionale quindi ho seguito questa linea; prima di tutto quella della sensibilizzazione che è un problema che purtroppo a cominciare dalla stampa non ne ha mai parlato per 80 anni. Siamo arrivati a 18.000 minori scomparsi e non abbiamo raggiunto tali cifre in un giorno ma in 40 anni e ogni anno sono aumentati sempre di più senza che nessuno ne abbia mai parlato se non da 6/7 anni grazie a Penelope ma mai come gli ultimi anni perché io ho messo al centro della mia attività i femminicidi e minori scomparsi. Femminicidi con donne scomparse, che poi scopriamo puntualmente essere state assassinate. Se non si sensibilizza non si va da nessuna parte e un risultato che abbiamo ottenuto è che per la prima volta nella storia del Vaticano, quest’anno il Papa  ha parlato di minori scomparsi. Si è sempre parlato di minori abbandonati, di minori maltrattati, minori violentati, minori rapiti ma la parola “minori scomparsi” non era mai stata pronunciata se non dal Papa nel maggio 2016. A fine anno il Papa ha parlato dei minori non accompagnati. Grasso, il Presidente del Senato, ha lanciato un allarme su questo fenomeno e sul traffico d’organi. Tant’è vero che a dicembre la commissione giustizia bicamerale ha approvato all’unanimità la riforma del reato di traffico d’organi portando la pena fino a 10 anni solo per chi traffica. L’assistenza giuridica, nel momento in cui i familiari di persone scomparse si rivolgono a noi, è gratuita e psicologica gratuita. Facciamo le nostre indagini difensive, coadiuviamo le procure e facciamo in modo che eventuali casi si possano riaprire.
 
- Le casistiche di minori scomparsi sono aumentate negli ultimi anni?
Si. Per quanto riguarda i minori italiani, i dati ufficiali del ministro dell’Interno, che ogni sei mesi vengono aggiornati nel corso di una relazione semestrale, parlano dal 1974 al 30 giugno 2016 di 18.300 minori scomparsi sul solo territorio italiano. E’ chiaro che questo numero è aumentato di anno in anno, è chiaro che il 90% dei minori scomparsi sono stranieri quindi sbarcano sulle nostre coste, noi li accogliamo e li censiamo dopodiché alcuni raggiungono le famiglie di origine, altri invece formano il secondo problema cioè i bambini scomparsi in Europa che sono tra 10.000 tra Siriani e Iracheni. I bambini italiani scomparsi sono 1920 di cui non si è saputo più nulla. 
 
- Avvocato, voi con Penelope avete portato avanti delle battaglie importanti e avete ottenuto dei risultati lodevoli come l’introduzione del reato di omicidio stradale. Quali sono le battaglie che adesso Penelope sta portando avanti?
Abbiamo già ottenuto l’omicidio con occultamento di cadavere. Per i femminicidi abbiamo ottenuto la condanna sia per l’omicidio di Roberta Ragusa a Pisa, sia per l’omicidio di Guerrina Piscaglia con Padre Graziano che ha preso 27 anni per omicidio a Firenze. Questi due omicidi, senza che sono stati mai trovati i corpi, rappresentano una pietra miliare della giurisprudenza italiana cioè esiste il reato di omicidio anche quando non si trova il cadavere, il che fino ad oggi era riconosciuto soltanto per le lupare bianche, per reati di mafia. Nei reati tra le mura domestiche è difficile che senza il corpo si venga condannati, noi abbiamo ottenuto questi precedenti con tanto di sentenze confermate anche in Appello. La nostra battaglia principale è sui femminicidi e le proposte di legge a riguardo, poi continuare questa battaglia per i minori stranieri non accompagnati  perché vengono purtroppo indirizzati nella criminalità, adozioni illegali, traffico d’organi, prostituzione minorile, da questo punto di vista noi dobbiamo continuare a star dietro a tutte queste strutture perché spesso queste strutture di accoglienza sono un po’ in difficoltà a fare questa accoglienza;  la terza fondamentale battaglia è sui cadaveri non identificati, noi abbiamo negli obitori circa 1.500 cadaveri non identificati da anni che costano l’ira di Dio allo Stato italiano. 

L'Avvocato Antonio Maria La Scala nasce a Manfredonia (FG) l'8 settembre del 1968 e si laurea in Giurisprudenza nel 1993 presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" con il massimo dei voti con una tesi di Diritto Penale che dimostra palesemente una spiccata predisposizione per  le materie legate al Diritto. Fra il 1993 e il 1994 ricopre il ruolo di Ufficiale di Complemento presso la Scuola Allievi Sottufficiali dell'Aquila all'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo e proseguendo studi assidui tra cui Diritto penale, Diritto processuale penale, Diritto tributario e Diritto penale dell'impresa; consegue un Master di alta specializzazione in Diritto amministrativo militare presso la società Prisma di Roma. Dal 1997 ad oggi svolge con passione ed estrema perizia la libera professione di Avvocato occupandosi prevalentemente di reati militari, economici e reati contro la pubblica amministrazione. Nel febbraio del 2004 fonda l'Associazione culturale "Gens Nova" svolgendone il ruolo di Presidente Nazionale e coadiuvato da un suo consiglio direttivo, è promotore di iniziative ed eventi legati al volontariato sociale e culturale. Titolare e responsabile dell'ufficio dell'A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia) per le regioni Puglia e Basilicata; copre anche il ruolo di Consigliere A.N.F.I.  della sezione di Bari.    Patrocinante dal 2010 innanzi le Supreme Corti Giurisdizionali Ordinarie e Speciali (Consiglio di Stato – Corte di Cassazione), svolge l'attività forense quale titolare di studio legale specializzato in Diritto penale della P.A. e Diritto penale tributario avvalendosi di collaboratori professionisti esterni. Dal 7 giugno 2014 assume il ruolo di Presidente Nazionale dell'Associazione Penelope Italia Onlus, con sede a Roma,  nonchè coordinatore unico della rete legale gratuita italiana dell'Associazione Penelope che si occupa delle famiglie e parenti delle persone scomparse. 
Cultura
Si spegne all'età di 78 anni il cantante pugliese ormai simbolo di provocazione e idolo indiscusso del trash musicale
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di Angelo Barraco

Milano – Lutto nel mondo dello spettacolo. All’età di 78 anni è morto Leone Di Lernia, il cantante pugliese ormai simbolo di provocazione e idolo indiscusso del trash musicale, divenuto famoso negli anni 90 per le sue deliranti e scurrili reinterpretazioni di tormentoni stagionali stagionali correlate da simpatici e dissacranti videoclip. Caratteristica principale della sua musica i testi pungenti come “Ti si mangiate la banana (The rhythm of the night…)” che si apre con “Ti si mangiate la banana, con due salsicce e u'parmigian, e mo' te senti mal! se tu te fe 'na limonata con tre cucchiai di cidret surridi alla giurnat!!”. La notizia della sua morte è stata resa nota dal figlio Davide Di Lernia, che in un post su facebook ha scritto: “R.I.P. LEONE DI LERNIA Un male incurabile l'ha portato via, ma non ha portato via il suo spirito che rimarrà nei nostri cuori. La famiglia Di Lernia ringrazia tutte le persone che l'hanno amato e i suoi fans. Grazie di essere esistito. Ti amo Davide”. Leone di Lernia era un personaggio simbolo dello Zoo di 105 e alle spalle aveva avuto una carriera iniziata sotto lo pseudonimo di Cucciolo Di Lernia. La sua prima pubblicazione ufficiale risale al 1968 con il 45 giri Trenta chili/Andiamo nei cieli ma il successo vero e proprio arriva negli anni 90, quando partecipa al programma radiofonico Carlo Fausto Terenzi Show. Divenuto ormai un’icona decennale per i ragazzi dello Zoo di 105 che sulla pagina facebook hanno scritto il seguente messaggio: “Sembra uno scherzo, uno dei mille fatti dallo Zoo, ma con il cuore spezzato, dobbiamo annunciare che Leone ci ha lasciato questa mattina! Riposa in pace fratello”. Marco Mazzoli, voce dello Zoo di 105, ha ricordato il suo amico con un lungo messaggio sulla sua pagina facebook: “Quando io e Fabio siamo andati in ospedale a trovarlo, i medici e i famigliari ci avevano detto che il male era in stato avanzatissimo e che aveva pochi mesi!In quel momento, io e Fabio, siamo esplosi in un pianto infinito! L'unica speranza era che il suo corpo tenesse duro e potesse affrontare la chemio, ma come faceva a rimettersi?? Appena ha visto telecamere, tutta l'attenzione su di lui, ha tenuto botta e si è goduto gli ultimi giorni di notorietà! Lui era così, viveva per la tv e la radio, apparire era la sua gioia, essere riconosciuto, la sua aria! Sabato sera ha voluto che io e Wender andassimo a cena da lui, voleva stare con quelli con cui ha inizato Lo Zoo nel 1999, come se volesse chiudere il cerchio! Sembrava in forma, sembrava pieno di vita, ma la notte ha avuto un tracollo e la mattina successiva mi ha inviato (con fatica) un messaggio vocale in cui diceva che si sentiva debole e che forse sarebbe venuto in radio il giorno dopo, ma quello è stato l'ultimo messaggio da lucido! Mi mancherai tantissimo amico mio, lascerai un vuoto nella vita di tutto noi, eri un ragazzino, con una carica assurda! Eri sempre di buonumore e riuscivi a farci ridere anche in circostanze assurde!
Eri un amico, un fratello, un collega, un nonno e un vecchio di merda! Ora vai, sali in cielo e insegna al paradiso i tuoi "auz", "Addavadai", digli che "non succedeee nientttt"! Ti voglio bene! Tuo
Figliastro Mazzoli”. Tantissimi i commenti  dei fan sulla pagina dello Zoo di 105 che salutano con il cuore affranto e con una velata ironia che, senza ombra di dubbio, Leone apprezzerà.  La notizia in merito al malessere di Leone Di Lernia era emersa il 21 febbraio, quando Marco Mazzoli pubblicava sulla sua pagina facebook il seguente messaggio poi condiviso anche sulla pagina de Lo Zoo di 105: “Abbiamo iniziato questo lungo percorso radiofonico insieme! Per 18 lunghi anni, ci siamo insultati, augurati la qualsiasi. Ti ho fatto un milione di scherzi, abbiamo creato tormentoni indimenticabli e costruito il programma radiofonico più assurdo d'Italia! Hai 80 anni, ma non hai mai mollato un secondo! Quando andiamo in onda, siamo cane e gatto, ma nella vita reale, ti voglio un bene indescrivibile! Non mollare adesso, nessuna malattia potrà mai sconfiggere il guerriero che c'è in te! Tieni duro vecchiaccio, perché voglio poterti insultare per altri 20 anni! Ti voglio bene. Tuo figliastro Marco”. Parole che successivamente sono state confermate da una foto che vedeva Leone disteso su di un letto d’ospedale e i suoi amici al suo fianco. Innumerevoli i commenti che incitavano “il nonnino” (come lo chiamavano quelli de Lo Zoo) a rimettersi in piedi, tante le domande che hanno inondato le bacheche dei diretti interessati fino al 23 febbraio, quando Lo Zoo di 105 scrive sulla bacheca: “Buongiorno ragazzi, ringraziamo tutti quelli, che in queste ore, si sono preoccupati per le condizioni di Leone! La situazione è delicata e Facebook non è il posto più adatto per spiattellare questioni delicate! Attualmente, la cosa più importante è stare vicino a Leone e fargli sentire quanto è importante per noi! Appena avremo novità (speriamo positive), sarete i primi a saperlo. Grazie a chi ci sostiene e fanculo a chi usa ogni pretesto per romperci le palle...siete pietosi!” e le speranze di una ripresa si riaccendono a seguito di un divertente video in cui Leone scherza e ride con Marco e gli amici in ospedale. Ma alcuni soggetti non prendono sul serio la malattia di Leone di Lernia e insinuano che il tutto sia una farsa, così il 24 febbraio sulla pagina dello Zoo di 105 spunta questo messaggio “Stiamo superando l'assurdo e il cattivo gusto! Arrivare a scrivere e dichiarare in tv che la malattia di Leone è una farsa pubblicitaria, è davvero squallido!Ok, siamo lo Zoo, ok, facciamo scherzi da 18 anni, ok, ma arrivare a simulare una grave malattia per farci pubblicità, sarebbe una trovata a dir poco squallida! Leo era in gravi condizioni, sta reagendo e affrontando la malattia da grande guerriero....e questo è quello che conta! Che i giornali e la tv, smettessero di speculare sulla questione!”. Ma dietro quelle immagini e quei messaggi non vi era nessuno scherzo ma soltanto un uomo che ha lottato fino alla fine contro un male incurabile, portando impresso sul suo viso armonico la serenità di chi ha voluto circondarsi di allegria e gioie, ridendo e scherzando fino alla fine e senza mai abbattersi davanti a niente e nessuno. “Guarda Leo, tutti parlano di te! Ciao Leo”. 
(Zoo Staff)
Politica e polemiche
Speranza: "Il lavoro è nostro simbolo e programma"
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"C'è bisogno di un nuovo campo del centrosinistra". Con queste parole Vasco Errani, a Ravenna, ha annunciato il suo addio al Partito democratico. "Non voglio fare un nuovo partito e non lo farò", ha detto l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna. "Vado dentro a nuova avventura ma sono sicuro che non si tratta di un addio. Si tratta invece di provare a dare contributo per ritrovarci in un nuovo progetto diverso da Ulivo e Pd ma con quella ispirazione. Perché io ho solo quella ispirazione", conclude. Parlando alla platea del suo circolo di Ravenna, Errani ha chiarito di "non voler fare un nuovo partito e non lo farò. Voglio portare avanti queste idee ed è difficile farlo per me". "Sapete qual è la mia storia e non è facile - ha aggiunto - non è stata una scelta facile". Serve, ha argomentato ancora l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna, un movimento che "in primo luogo proponga un cambio di idee. Un nuovo campo, abbiamo bisogno di un nuovo campo del centrosinistra".

"L'articolo 1 della Costituzione, "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", è il tratto identitario più bello della nostra comunità. Noi siamo questo, è il nostro simbolo, il nostro progetto per l'Italia". Lo ha detto Roberto Speranza presentando "Democratici e Progressisti", il nuovo partito che nasce a sinistra del Pd. "In questi anni abbiamo vissuto una frattura tra il popolo e la sua rappresentanza sul lavoro, la scuola e l'ambiente". Lo ha detto Roberto Speranza alla presentazione del Movimento Democratici e Popolari. Speranza ha indicato nel Jobs Act, nella Buona Scuola e nel referendum sulle trivelle i passaggi che "hanno creato una rottura tremenda". "Basta - ha esclamato - e' il momento di ricucire quella frattura", dando vita a "un Movimento largo che vuole connettere e unire anziché dividere". "Noi siamo qui perche' abbiamo un avversario, che e' la destra e la deriva populista, e la battiamo solo costruendo una sinistra". Lo ha detto Enrico Rossi, alla presentazione del Movimento Democratici e Progressisti, che nasce alla sinistra del Pd. "Non si vince - ha aggiunto - qualificandosi ne' di destra ne' di sinistra, o con politiche neo-reaganiane, o con un moderatismo ne' di destra ne' di sinistra".

Intanto, parte al veleno la campagna per le primarie Pd sull'onda dell'inchiesta Consip che coinvolge il ministro Lotti, il padre di Matteo Renzi e, come testimone, Michele Emiliano. 'La magistratura esamina i fatti liberamente. Ciascuno di noi è obbligato a collaborare. Ci mancherebbe che in una situazione in cui si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse come risultato anche quello di eliminare dal gioco un suo avversario politico', dice il governatore della Puglia sul suo ipotetico conflitto di interesse come candidato alla segreteria del Pd e testimone nell'inchiesta.

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