Tag Titolo Abstract Articolo
Giornata mondiale
"Tu che ti ricordi la forma e il colore delle saponette e degli ascensori e delle macchine di tutti i miei amici"
immagine

 

di Raffaella Wetzl

 

Per noi che tutti i giorni é il 2 Aprile. Per te, amore mio, che ti fai passare il mal di testa con una presina in testa, che gioisci sorpreso e un po' spaventato da un viaggio in metropolitana, che a volte ti innamori di un'amica di mamma per un suo impercettibile dettaglio, che faresti qualunque cosa pur di avere la lingua blu ( blu colore di sta' giornata dell'autismo), che ti incanti ore davanti a un acquario, tu che fai il buffone più per te che per me perché adori il giallo dei baffi finti, tu che hai trovato dei veri amici, tu che ti ricordi la forma e il colore delle saponette e degli ascensori e delle macchine di tutti i miei amici da anni a questa parte e che ancora ti metti la giacca al contrario e parli in terza persona e non distingui il pranzo dalla cena. E i treni e le radio occupano la maggior parte delle nostre conversazioni. Per te che fai finta che abbiamo l'ascensore e mimi ogni santa volta che saliamo le scale l'apertura e la chiusura delle porte di un fantomatico ascensore. Per te che ogni giorno mi ripeti decine di volte le stesse tue paure e per te che sistemi accuratamente lo spazzolino e il telefono della doccia esattamente come sono sempre stati ieri e ogni giorno. Per te io mi auguro un futuro migliore. Ho tanta paura per il giorno in cui non ci sarò io a ricordarti che é lunedì e devi sbrigarti a lavarti e a vestirti per andare al lavoro. E quella maledetta giacca non la devi infilare al contrario. E arriverà Domenica. E tu saprai che non dovrai mettere la sveglia. Lo saprai. Ce la faremo. Ce la farai.

Attualità
Avvocato Piscitelli: "Dobbiamo strappare la maschera a chi la usa da troppo tempo per crogiolarsi nella menzogna"
immagine
 
di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri

 
SARDEGNA – “Dietro La Maschera – Le Voci del Silenzio” è il nome del convegno che si terrà il 31 Marzo alle ore 17:00 presso la sala consigliare del Comune di Dolianova (Cagliari). Un incontro sulla violenza di genere patrocinato dal Comune unitamente alla Commissione di Psicologia di Penelope Sardegna Onlus e l’Istituto Superiore di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi. Il convegno sarà moderato dalla Dott.ssa Valeria Casu, che sarà affiancata dall’Avvocato Gianfranco Piscitelli, esperto in investigazioni e criminologia, Presidente dell’associazione Penelope Sardegna Onlus, Responsabile per la Sardegna dell’istituto di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi; dalla Dott.ssa Emanuela Piredda, Psicologa, Criminologa, Responsabile della Sezione Psicologica dell’associazione Penelope Sardegna Onlus; ci sarà inoltre l’Avv. Ester Deplano, Criminologa, Grafologa Forense e l’Avvocato Barbara Congiu, Vice Presidentessa della commissione Regionale per la realizzazione della parità fra Uomini e Donne. L’incontro è aperto a tutti.
 
L’Avvocato Gianfranco Piscitelli ci ha spiegato che l’evento è stato organizzato da “Penelope Sardegna onlus con la Sezione di Psicologia diretta dalla dr.ssa Emanuela Piredda e l’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi, su invito del Sindaco di Dolianova dr. Ivan Piras ha creato questo evento.” L'evento dal nome “Dietro La Maschera Le Voci del Silenzio” , ha inoltre aggiunto che  “Nella mia duplice qualità di Presidente di Penelope Sardegna e di Responsabile per la Sardegna dell’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi, sono da tempo impegnato con la dr.ssa Emanuela Piredda, psicologa e criminologa nonché responsabile della Commissione Psicologia di Penelope, a portare avanti nei Comuni, nelle Scuole, nei circoli tipo Rotary, nelle Palestre e persino nelle Piazze, un programma di sensibilizzazione, informazione e studio della violenza, non solo di genere, ma di ogni forma di violenza a 360, ecco quindi che i nostri interventi spaziano dai primi sintomi di violenza in età evolutiva per giungere ai tragici episodi di femmicidio o femminicidio che dir si voglia, passando per il bullismo, la violenza in famiglia ed a scuola, gli atti persecutori più conosciuti come stalking, i cyber crimes ed in particolare la più temibile e subdola, la violenza psicologica, violenza senza lividi e lesioni ma che lascia ferite più profonde, a volte inguaribili e causa di morte: perché morte è anche morire dentro, annullarsi, non avere più identità. Spesso le Scomparse sono causate da qualche forma di violenza di quelle accennate e quelle con esiti nefasti spesso sono da ricondurre a violenze in famiglia” L’Avvocato aggiunge puntualizzato che “Nei vari incontri su questo argomento io e la dr.ssa Piredda ci interscambiamo con altri professionisti ed esperti facenti parte del nostro gruppo come la dr.ssa Ester De Plano, avvocata libera professionista ma anche criminologa e grafologa forense, collaborando con altre associazioni ed Enti quali ad esempio la Commissione Pari Opportunità della Regione Sardegna di cui una delle relatrici dell’incontro l’avv.  Barbara Congiu è vice presidente”

Abbiamo chiesto all'Avvocato Piscitelli perché “ Dietro la Maschera - le voci del silenzio”?
Perché la maschera copre la dura realtà, perché la maschera viene usata da un falso perbenismo, perché la maschera nasconde vittima e carnefice, perchè dobbiamo imparare a guardare oltre la maschera ed ascoltare le grida di aiuto gridate in silenzio da chi è privato della voce. Perché dobbiamo strappare la maschera a chi la usa da troppo tempo per crogiolarsi nella menzogna.
 
Cos’è l’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico-Forensi?
Trattasi di un Ente di Ricerca di Eccellenza riconosciuto dal MIUR ed iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche con il codice n. 62065CSS – ha sede a Roma il rappresentante legale è la prof.ssa Monica Calderaro, dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Psicografologa, Specialista in Psicologia applicata alla scrittura ed in perizie grafiche, esperta in Criminologia e Scienze Investigative e della Sicurezza, docente di grafologia e grafologia forense ai Master in Criminologia e Grafologia presso l’Università La Sapienza di Roma; Presidente è il Chiar.mo Prof. Dott. Vincenzo Maria Mastronardi noto psichiatra e criminologo clinico docente di Criminologia e di Psicopatologia Forense presso Università italiane ed estere; Responsabile per la Sardegna sono io su rfecente nomina del prof. Mastronardi.
L’I.I.S.C.P.F. organizza corsi di studio, seminari di formazione, master, convegni ed eventi sulle materie giuridico-criminologiche-psicopatologico.forensi e tutto quanto di pertinente e relativo alla formazione e qualificazione professionale curando anche la pubblicazione di libri, dispense, riviste ecc.

Elezioni comunali 2017
Al voto 1021 Comuni, anche Palermo, Genova, Catanzaro e L'Aquila
immagine

 

I residenti di 1021 Comuni, di cui 153 superiori ai 15.000 abitanti, saranno chiamati alle urne domenica 11 giugno per eleggere sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali. La data è stata fissata dal Viminale. L'eventuale turno di ballottaggio per l'elezione diretta dei sindaci avrà luogo domenica 25 giugno. Al voto anche quattro capoluoghi di regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L'Aquila. Dei Comuni interessati alla consultazione 796 appartengono a regioni a statuto ordinario e 225 a regioni a statuto speciale, dove lo svolgimento delle elezioni può essere fissato autonomamente, anche in data diversa da quella prevista per le regioni a statuto ordinario. Sul sito www.interno.gov.it è consultabile l'elenco completo dei comuni interessati.

Cultura
“La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati” disse Cartesio
immagine
 
A.B. 
 
MARSALA / PETROSINO (TP) – “La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati” disse Cartesio e in occasione della “Giornata Internazionale della Lettura”, gli asili nido dei Comuni di Marsala e Petrosino gestiti dalla società “Le Gardenie” hanno dedicato la mattinata di oggi a questa importante iniziativa. I piccoli alunni muovono lentamente i primi passi verso il mondo adulto, e la  lodevole iniziativa  arricchisce le loro menti e il loro sapere attraverso la lettura poiché bisogna ricordare che i bambini sono,  disse Haim G. Ginott, “ come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta”.L’iniziativa si colloca all’interno di un palinsesto di eventi che fanno parte di un progetto chiamato “Libro fammi grande”, che ha coinvolto in questa occasione le scuole dell’infanzia e la libreria “L’albero delle Storie” di Marsala. Un’esperienza stimolante e divertente per i bambini, che è stata proposta loro come un gioco con la lettura di testi messi in scena negli spazi appositi nelle sedi dei quartieri di Sappusi, Amabilina e nel micronido “Franca Rame” di Petrosino. Grande entusiasmo e partecipazione da parte dei piccoli alunni e delle famiglie che hanno mostrato una evidente curiosità nel corso delle attività svolte. La cultura chiama e la città risponde, positivamente. 
Il punto
Per il Prefetto Francesco Tagliente servono regole più severe. All'interno la valutazione del testo
immagine


Ieri in Senato è stato presentato un disegno di legge scritto in collaborazione con le vittime, i loro avvocati, psicologi e criminologi, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari con una unanimità che in questa legislatura non ha precedenti, per chiedere di introdurre l'omicidio di identità, e sanzioni specifiche con pene di 12 anni per chi sfregia le donne.
La proposta di legge prevede anche l’istituzione dell'Osservatorio permanente per le azioni di monitoraggio, prevenzione e contrasto al fenomeno, del quale fanno parte rappresentanti del ministero dell'Interno e del Ministero dell'Istruzione.
La senatrice Laura Puppato, prima firmataria del progetto di legge trasversale ha sottolineato che l'Introduzione nel codice penale degli articoli 577-bis, 577-ter e 577-quater in materia di omicidio d'identità colma un vuoto normativo e rappresenta un unicum anche in campo europeo.

In vista del dibattito parlamentare abbiamo voluto sentire punto di vista di Francesco Tagliente già questore di Firenze e di Roma e Prefetto di Pisa, da sempre attento alla tutela delle categorie più vulnerabili. Il Prefetto Tagliente in tema di femminicidio ha manifestato da sempre una particolare attenzione. A Firenze, fu tempestivo nell’applicare la nuova normativa del 2009 in materia di atti persecutori: il primo provvedimento di ammonimento fu firmato da lui, allora Questore del capoluogo toscano. A Pisa, per consentire un’immediata esecuzione alle disposizioni contenute nella nuova legge del 2013 per il contrasto della violenza di genere, da Prefetto, ha elaborato il primo protocollo attuativo. Il protocollo anti-femminicidio pisano, facendo da capofila, pone l’accento sull' esigenza garantire l'assistenza ed il sostegno alle vittime e l'incentivazione di programmi di recupero per i maltrattanti.

Tagliente ha premesso una valutazione molto positiva sul testo soprattutto per l’occasione che offre per tornare sul tema della violenza contro le donne e colmare le lacune lasciate dalle recenti disposizioni normative
“Se a distanza di 8 anni dalla prima legge di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori e dalle disposizioni ancora più incisive del 2013, a fronte dell'aumento delle denunce, degli ammonimenti, degli arresti in flagranza di reato, si registrano ancora così tanti gravi fatti – ha chiarito Tagliente - è evidente che qualcosa non va. Sono tanti i punti di forza delle due recenti leggi antiviolenza ma accanto agli aspetti positivi si avvertono anche delle criticità che vanno affrontate”.


“Accorerebbe curare ancora di più la formazione degli operatori, rendere effettiva la tutela della vittima prestando maggiore attenzione alla figura del maltrattante e dello stalker” e definire regole severe per video che possono alimentare atti di violenza”, chiarisce Tagliente
Per quanto riguarda l’esigenza di una maggiore professionalità ha detto Tagliente “In tema di femminicidio, e in generale di violenza nei confronti delle donne gli strumenti giuridici offerti dal legislatore con le due leggi emanate nel 2009 e nel 2013 sono importanti, ma non sufficienti, se non utilizzati congiuntamente alla professionalità e al sapere scientifico, da parte di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, Amministrazioni e Enti, a vario titolo coinvolti nelle diverse fasi di prevenzione e repressione degli abusi. Ciò vale soprattutto con riferimento alla tutela della vittima che ha denunciato la violenza e agli interventi nei confronti del maltrattante o dello stalker, quest'ultimo, in particolare, se già ammonito.


La legge del 2009 e quella del 2013 hanno introdotto numerosi e importanti strumenti giuridici penali, procedurali e di prevenzione: il reato di atti persecutori; circostanze aggravanti generiche e specifiche per maltrattamento, atti persecutori e reati sessuali; la codificazione della violenza assistita attraverso l'aggravante per il fatto commesso “in presenza” del minore ; l'arresto obbligatorio in flagranza per maltrattamento e stalking; l'allontanamento urgente dalla casa familiare ad opera della P.G.; l'ammonimento del Questore; gli obblighi di informazione alle vittime e l'estensione della possibilità di gratuito patrocinio; l'obbligo di informazione all’ammonito circa i servizi disponibili sul territorio; gli obblighi di comunicazione tra Istituzioni.


Sono strumenti giuridici importantissimi – ha proseguito Tagliente- che permettono di registrare significativi segnali di miglioramento. Le donne appaiono più consapevoli nel riconoscere e reagire alla condizione di violenza che stanno vivendo: meno vergogna nel parlarne con qualcuno e la ricerca di aiuto in servizi pubblici e specializzati, come i centri antiviolenza. Le denunce sono in aumento cosi come risultano aumentati gli ammonimenti e gli allontanamenti”.
Passando a trattare della necessità di prestare maggiore attenzione alla figura del maltrattante e dello stalker Tagliente ha aggiunto che “L'autore è una figura essenziale, ancora in ombra. Per proteggere le vittime, oltre al prezioso lavoro svolto dai centri antiviolenza, servono professionalità specializzate nell'ascolto e nell'intervento sui maltrattanti all'interno di servizi territoriali, consultori familiari, centri di salute mentale, centri per le dipendenze e strutture specializzate del privato sociale. Si rende necessario soprattutto affinare gli strumenti per il controllo dello stalker disturbato mentalmente, che a seguito dell’ammonimento potrebbe maturare atteggiamenti non sempre prevedibili”.


Tornando sul tema della formazione ha chiarito che “un'azione formativa mirata potrebbe essere promossa, in questo senso, attraverso corsi, ove possibili universitari specialistici, che consentano l'interazione tra le conoscenze degli studiosi delle scienze comportamentali e l’esperienza professionale degli operatori di settore. Una formazione che coniughi competenza ed esperienza e che si traduca in linguaggio comune, regole condivise, procedure operative. Conoscere i maltrattanti, intervenire su di essi - ha precisato ¬ significa poter valutare il rischio, agire sulla reiterazione e dunque proteggere le vittime, attuali e potenziali. Da circa 10 anni – ha proseguito Tagliente - vado sostenendo che per ridurre i casi di femminicidio bisogna intervenire anche sugli autori, che dobbiamo far curare i carnefici, soltanto così si potranno salvare le vittime. Vado ripetendo- ha proseguito - che è giunto il momento di pensare anche a programmi d’intervento finalizzati ad incoraggiare gli autori di violenze a prendere coscienza delle loro azioni, a riconoscere le loro responsabilità e a modificare i loro comportamenti”.

Trattando dei ‘Centri di ascolto specializzati per la gestione dei maltrattanti’ ha precisato poi che “sono ancora molti a rifiutare l’idea che il maltrattante sia da educare o curare, ma negli ultimi anni in varie città, a partire dal CAM di Firenze nel 2009 continuando con molte città del nord, si stanno costituendo centri specializzati. E’ chiaro che questi centri non possono che essere uno strumento funzionale alla tutela della vittima e ad evitare la reiterazione della violenza; uno strumento, dunque, che richiede una grande accortezza e una salda professionalità. “
Passando a trattare della necessità di regole più severe per video che possono alimentare atti di violenza il prefetto Tagliente ha premesso che “Il concetto di violenza assistita individuato dai Centri antiviolenza e poi riconosciuto sul piano normativo ci dimostra come l’esposizione alla violenza su figure di riferimento crei traumi profondi e duraturi. Un bambino che ha subito un trauma o assistito a fatti di violenza, può dunque elaborare un'immagine che, da adulto, può condurlo a un comportamento e a stili di vita negativi. Dobbiamo allora interrogarci – ha proseguito- su quali conseguenze possano determinare il linguaggio e le immagini di determinati cartoni, videogiochi, pubblicità, cinematografia e talvolta, purtroppo, programmi di informazione. Corpi trattati come manichini, trailer horror prima della proiezione di un film per famiglie, videogiochi il cui obiettivo è uccidere e ancora uccidere.

Si tratta di una rappresentazione di emozioni negative che fanno parte dell’essere umano o di un’esposizione alla violenza? Di una forma di elaborazione dell’aggressività o di una forma di normalizzazione e di assuefazione alla violenza? Esiste un filo conduttore tra violenza su uno schermo ed emulazione? E’ un tema complesso, ma è uno spunto di riflessione al quale non possiamo sottrarci.”
Basti pensare - ha concluso - a come si sia rapidamente delineato tra gli adolescenti il fenomeno del sexting e un cyberbullismo di genere, in cui i comportamenti aggressivi sono legati e indirizzati al ‘genere’ e alla sfera sessuale: dai commenti volgari su corpo e abbigliamento, alle calunnie sulle relazioni, alla diffusione e manipolazione di foto private”.

Lutto
Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità
immagine

 

Partigiano, dirigente del Pci, direttore dell'Unità: è morto a 91 anni Alfredo Reichlin. Figlio di Pietro ed Elisabetta Lauro, nato a Barletta, all'età di cinque anni Reichlin si trasferì a Roma, dove il padre esercitò la professione d'avvocato.

Nella capitale Reichlin partecipò alla Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP. Reichlin fu fra i gappisti romani catturato nel 1944 dai fascisti. Nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent'anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni sessanta si avvicina alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Quando l'attrito tra Togliatti e la corrente di Ingrao diventa inconciliabile, Reichlin è allontanato dai quadri de l'Unità per far spazio alla direzione di Mario Alicata.

Da Segretario regionale del PCI in Puglia fu molto attento alla questione meridionale, alla quale dedicò anche alcune sue opere. Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni Settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò con Enrico Berlinguer. Successivamente fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu "Ministro dell'Economia" del governo ombra del Partito Comunista Italiano. Sposato in prime nozze con la militante comunista (espulsa nel 1969 per aver aderito al gruppo de Il manifesto) Luciana Castellina, ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro, entrambi economisti.

Gentiloni, Reichlin punto di riferimento per generazioni - "Ricordo Alfredo #Reichlin grande dirigente della sinistra. Una vita esemplare di impegno verso i più deboli e di responsabilità nazionale". Cosi' il premier Paolo Gentiloni ricorda lo storico dirigente Pci scomparso stanotte.

Magistratura
Il PM: "Reputo doveroso tentare di concludere il mio sforzo"
immagine

 

di Paolino Canzoneri

 

Il pubblico ministero Nino Di Matteo, con il massimo dei voti, passa alla Superprocura Nazionale Antimafia come vincitore di concorso e presto si trasferirà a Roma. Stessa promozione per i PM Maria Cristina Palaia, Francesco Polino e Barbara Sargenti. Una promozione e un trasferimento che consentirà comunque a Nino Di Matteo di proseguire il processo e dibattimento sulla trattativa Stato-Mafia; egli stesso ha commentato: "Io stesso ho chiesto al procuratore di Palermo e al procuratore nazionale antimafia l'applicazione per potere finire il processo sulla trattativa e anche qualche indagine collegata ala trattativa Stato-mafia, perché reputo questo un dovere. Io sono stato quello, con il dottor Ingroia che ha iniziato le indagini. Con i colleghi Tartaglia, Teresi e Del Bene abbiamo affrontato un percorso difficile, irto di ostacoli anche strumentalmente posti lungo il nostro cammino. Reputo doveroso tentare di concludere il mio sforzo. La mia non è una fuga, ma una scelta per potere continuare a occuparmi di mafia". Di fatto erano cinque i posti disponibili adesso occupati dai vincitori del concorso. Restano esclusi l'ex PM di Caltanissetta Luca Tescaroli che indagò sulla strage di Capaci e su Mafia Capitale; Alfonso Sabella e Teresa Principato che occuperà incarico di "sovrannumero" come procuratore aggiunto di Palermo che le spetta per l'aver superato gli otto anni di permanenza nell'incarico nel capoluogo siciliano.
 
Una disposizione e un quadro deciso dal capo della DNA Franco Lo Voi che insieme al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti deciderà sull'applicazione di tale quadro investigativo al processo sulla Trattativa Stato-Mafia la cui conclusione sembra prevista per il 2018. Riguardo il suo impegno nella Capitale che sarà operativo fra circa due mesi, Di Matteo stesso ha chiarito: "Di cosa mi occuperò a Roma lo deciderà il procuratore nazionale antimafia. La mia esperienza è maturata in Sicilia, sulle indagini e sui processi sulle stragi, sulle cosche siciliane e sui rapporti di Cosa nostra con la politica e le istituzioni. Spero che la mia esperienza possa essere utile anche al nuovo ufficio". Sulla promozione il commento di Nino Di Matteo è chiaro: "Veti istituzionali impedirono la mia nomina. La mia scelta non è quella di una resa. Ho fatto la domanda per andare alla Procura nazionale antimafia per cercare di continuare a dare un contributo nella lotta a Cosa nostra. Non è facile dopo 25 anni di impegno, con tutti i miei limiti, molto gravoso e totalizzante nelle DDA di Caltanissetta e Palermo, lasciare la Sicilia. La mia è stata una scelta dovuta alla consapevolezza che per continuare, in questo momento, ad impegnarmi nella lotta alla mafia dovevo cambiare ruolo e ufficio".
 
Due anni orsono la sua candidatura venne bocciata  e ricorse al Tar del Lazio ma lo stesso Di Matteo visse la vicenda come una sorta di "mortificazione ingiusta": "A prescindere dal valore altissimo dei colleghi che mi sono stati preferiti in altre circostanze resto convinto che in passato ci sia stato anche qualche veto, qualche pregiudizio. Probabilmente è accaduto che qualche alto esponente istituzionale abbia posto dei veti o abbia pressato perchè la mia domanda non fosse accolta. Questo è quello che penso: mi auguro che non sia accaduto, ma ho qualche elemento per ritenere che possa essere accaduto". Tracciando un profilo storico di Nino Di Matteo si evidenzia facilmente lo spessore e l'alta professionalità che lo ha sempre contraddistinto sin dai tempi della collaborazione dell'ex collega Antonio Ingroia nelle complesse indagini che portarono al processo per la mancata cattura del boss allora latitante Bernando Provenzano nel lontano 1995; come non ricordare  pochi anni prima quando Di Matteo stesso aveva messo a processo l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro per i rapporti con cosa nostra. Nel 2013 il boss Totò Riina fu intercettato mentre parlava dal carcere a Milano-Opera di un possibile attentato a Di Matteo mentre nel 2014 il pentito Vito Galatolo rivelò che l'attentato era stato progettato dal superlatitante Matteo Messina Danaro, rivelazione ritenuta attendibile e che da quel momento pose il pm sotto la massima protezione con scorta e accompagnati da un dispositivo dla nome "bomb jammer" che neutralizza qualsiasi funzionamento di telecomandi nei percorsi blindati del PM.
Il rapporto
Beni per 2,6 miliardi recuperati e 281 aziende sottratte alle cosche
immagine

 

Nel 2016 sono stati scoperti appalti pubblici irregolari per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro, più del triplo del valore di quelli irregolari scoperti nel 2015 (un miliardo). Il dato è contenuto nel Rapporto annuale della Guardia di Finanza. I controlli sulle irregolarità negli appalti pubblici hanno consentito di denunciare 1.866 persone e di arrestarne 140.

La guardia di Finanza ha poi sequestrato nel 2016 beni per circa 781 milioni frutto di 1.663 casi di evasione fiscale internazionale e dei duemila casi di frodi all'Iva scoperti. Gli interventi di polizia economica e finanziaria attuati l'anno scorso sono stati un milione. I finanzieri hanno anche scoperto oltre 19 mila lavoratori in nero e irregolari.

Beni per 2,6 miliardi recuperati e 281 aziende sottratte alle cosche. Nel corso dell'anno i finanzieri hanno anche sequestrato 180 milioni di prodotti illegali perché contraffatti, piratati o pericolosi, per un valore complessivo di 2,4 miliardi.

Il decreto
Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017
immagine

 

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l'indizione dei referendum popolari relativi alla "abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti" e alla "abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)". Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Sulla modifica alla disciplina dei voucher "oggi, al termine dei lavori d'Aula, incardiniamo il testo e fissiamo a domani il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione". A dirlo è Patrizia Maestri (Pd) relatrice del testo sulla modifica alla disciplina del lavoro accessorio, e quindi dei voucher, in commissione Lavoro della Camera dei Deputati. L'esame del provvedimento quindi dovrebbe entrare nel vivo già da domani e riguardo alla tempistica di approvazione del disegno di legge rispetto alla data del 28 maggio in cui si svolgerà il referendum richiesto dalla Cgil su voucher e responsabilità solidale in materia di appalti "non dipende solo dal nostro lavoro, ma anche dal governo, noi cercheremo di fare il nostro meglio, abbiamo già ricevuto alcune indicazioni di possibili modifiche al testo iniziale su cui cominceremo subito a fare degli approfondimenti", ha aggiunto Maestri.

Secondo Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale Pd, "possiamo evitare lo spreco di 300 milioni di euro: visto che il consiglio dei ministri ha deciso di calendarizzare il referendum su appalti e voucher il 28 maggio, allora lo si faccia coincidere con la data delle elezioni amministrative. Ci vuole un ELECTION DAY". "Voterò due volte SI' ai referendum della Cgil - aggiunge - perché le norme sul lavoro vanno azzerate e riscritte da capo, col contributo di tutte le parti sociali. Farsi dettare le ricette sulla scuola e sul lavoro dai poteri esterni non va bene".

"Avevamo proposto l'election day e rinnoviamo questa richiesta", ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Vista la data scelta - ha spiegato -, sarebbe possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non perchè ci preoccupa il quorum, i Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un'ottica di finanza pubblica".

disegno di legge
Tra i punti principali: per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale ma non solo
immagine

 

Arriva in Aula alla Camera il Biotestamento. Il testo sulle "Disposizioni anticipate di trattamento" (questo il titolo del disegno di legge) è composto da cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. Tra i punti principali: per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario nazionale; le volontà sono sempre revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari, incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali.

Il TESTO, di cinque articoli, prevede la possibilità di compilare la DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) . In base ad essa "ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (« DAT »), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (« fiduciario ») che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie

Il gruppo Forza Italia della Camera dei deputati ha tenuto la scorsa settimana una riunione di direttivo (martedì 7 marzo) e un'assemblea di gruppo (mercoledì 8 marzo) in merito alla 'dichiarazione anticipata di trattamento' - il cosiddetto biotestamento - che da questa settimana sarà all'esame dall'Aula di Montecitorio. "Dopo un approfondito e accurato dibattito nelle due sedi - si legge in una nota - l'assemblea del gruppo ha deciso di raccogliere (è stato fatto in questi giorni) le adesioni per la presentazione in Aula degli emendamenti fortemente migliorativi del provvedimento e ai quali hanno lavorato i deputati Antonio Palmieri e Francesco Paolo Sisto che hanno seguito l'iter della legge in Commissione Affari sociali alla Camera. I 48 emendamenti Palmieri-Sisto sono stati sottoscritti dalla stragrande maggioranza dei deputati di Forza Italia". "È stato già deciso, in ogni caso, di convocare una nuova riunione dell'assemblea dei deputati azzurri per individuare, anche in relazione all'atteggiamento che il governo terrà in merito alle nostre proposte, l'orientamento del gruppo Forza Italia sul voto finale. In ogni caso sarà garantita, in considerazione della delicatezza del tema, la libertà di coscienza ai parlamentari che non si riconosceranno nella posizione maggioritaria del gruppo".

Pubblicitá
SEPARATORE 5PX OFFICINA STAMPA SEPARATORE 5PX SEPARATORE 5PX
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact