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Trasporti
L'adesione è stata "altissima" secondo quanto riporta l'Usb
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ROMA - Giovedì nero per lo sciopero del trasporto pubblico, proclamato dai sindacati Sul, Usb e Faisa Confail, che si svolge con modalità diverse da città a città. L'adesione è stata "altissima" secondo quanto riporta l'Usb. A Roma sono chiuse tutte linee metropolitane, riferisce, così come la Roma-Lido; oltre il 90% delle linee su gomma è rientrata nei depositi. Inoltre, continua la sigla sindacale in una nota, "altissima l'adesione" anche a Napoli, dove le tre linee funicolari della ANM sono ferme così come la linea 1; chiuse la linea Cumana e la Circumflegrea di EAV, adesione allo sciopero di oltre il 70% dei lavoratori ATC che gestisce i collegamenti per l'isola di Capri. Il servizio su gomma entrerà in sciopero nella fascia oraria pomeridiana a partire dalle ore 13,00. E' di circa il 70%, continua la nota, l'adesione nel servizio urbano di Modena, Reggio e Piacenza.
 
Alla SAD di Bolzano oltre il 60% dei lavoratori hanno aderito allo sciopero con il 100% negli impianti di Egna e Monte San Pietro; rilevanti adesioni alla Trentino Trasporti, con ricadute sul servizio della ferrovia Trento-Malè e della Trento-Bassano. Ampie le adesioni in tutte le maggiori città, dove lo sciopero si sta svolgendo in fasce orarie diversificate con percentuali destinate a crescere nei turni serali che coinvolgeranno anche i lavoratori della Lombardia, Umbria, Toscana. "Gli autoferrotranvieri, in queste ore, stanno di nuovo dimostrando la loro straordinaria volontà di non cedere il passo a chi sta aggredendo il mondo del lavoro", si legge infine nella nota dell'Usb.
 
ROMA - La situazione più caotica si registra a Roma dove sono chiuse le tre linee della metropolitana e la ferrovia Roma-Lido. Per lo sciopero sono possibili cancellazioni di corse per bus e tram e forti rallentamenti ci sono per la ferrovie Roma-Viterbo, nel tratto urbano, e Termini Centocelle. Il servizio sarà garantito, secondo le consuete fasce di garanzia, dalle ore 17 alle ore 20. A Termini alcuni viaggiatori, armati di pazienza, aspettano un autobus alle fermate del capolinea semi deserte. Altri cercano di prendere un taxi, ma le file per salire su un'auto bianca sono lunghissime. Nella Capitale il traffico è in tilt. Rallentamenti, informa Luceverde, si registrano in mattinata sulla Tangenziale Est, Via Trionfale, via Flaminia, via Salaria, via Cassia e via Laurentina. Code sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sul tratto urbano dell'A24. E' spenta la Ztl diurna del centro, mentre saranno in funzione quelle notturne di Trastevere e San Lorenzo.
 
NAPOLI - Disagi anche a Napoli per lo sciopero di 4 ore previsto per le linee bus dalle ore 09:00 alle ore 13:00. Il servizio tornerà completamente regolare circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. L'agitazione interessa anche la Metro Linea 1 e le funicolari. MILANO - Anche a Milano lo stop ai mezzi pubblici durerà 4 ore e scatterà alle 18:00 per terminare alle 22:00. TORINO - A Torino lo sciopero si svolgerà con le seguenti modalità: Servizio urbano e suburbano della Città di Torino e Metropolitana: dalle ore 18.00 alle ore 22.00; Autolinee extraurbane: dalle ore 18.35 alle ore 22.35; sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres: dalle ore 18.35 alle ore 22.35. Sempre oggi l'organizzazione sindacale Faisa Cisal ha proclamato uno sciopero aziendale di 8 ore del personale della azienda Ca.Nova che gestisce alcune linee per conto di GTT. Di conseguenza non sarà garantito il servizio su alcune linee urbane dalle ore 15.00 alle ore 23.00 e extraurbane dalle ore 11.30 alle ore 14.30 e dalle 17.30 alle 22.30.
L'analisi
A Milano per Imu e Tasi si paga complessivamente più di 296 euro, a Roma oltre 355 euro
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Redazione

 

Per le imprese milanesi del terziario dal 2011 al 2016 si è registrato un forte aumento della pressione fiscale. Milano, tuttavia, nel confronto sui tributi pagati, è meno penalizzata di Roma. E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’Ufficio studi di Confcommercio Milano e presentata oggi al Circolo del Commercio. "Con una crescita economica ancora incerta - afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano - i tributi locali rappresentano un peso rilevante per il mondo delle imprese. In particolare la pressione fiscale è sensibilmente aumentata negli ultimi anni anche a causa del taglio delle risorse alle amministrazioni comunali da parte dello Stato". "Milano tuttavia - rileva Barbieri - anche grazie al dialogo tra Confcommercio e Comune, risulta nel complesso meno cara di Roma. Si può e si deve fare di più. Occorre intervenire sui tributi locali per sostenere le imprese, rilanciare i consumi e rendere la nostra città ancora più attrattiva".
 
L’analisi dell’Ufficio studi di Confcommercio Milano rileva i principali tributi che interessano le imprese commerciali, turistiche e dei servizi. Presi in esame Imu e Tasi sugli immobili di proprietà, Tari, la tassa rifiuti, Cosap, il canone occupazione spazi ed aree pubbliche e l’imposta di soggiorno (che vede gli imprenditori della ricettività turistica come esattori). Due gli esempi: un ufficio di circa 100 metri quadrati di superficie e un negozio di 70 metri quadrati. Se per l’ufficio a Milano, nel 2011, si pagavano d’imposta poco meno di 790 euro, ora l’importo è vicino ai 2.900 euro: più di tre volte e mezzo di aumento. Nel caso del negozio di proprietà di 70 metri quadrati l’esborso passa da poco più di 96 euro ad oltre 355 euro: anche in questo caso una crescita di più di tre volte e mezzo.
 
Ma la capitale é più cara per gli immobili in locazione. La differenza emerge nei negozi dove le aliquote Imu sono diverse: 8,70 per mille a Milano sia per uso proprio dell’immobile che per locazione, 10,60 per mille a Roma per locazione e 7,60 per mille per uso proprio. A Milano per Imu eTasi si paga complessivamente più di 296 euro, a Roma oltre 355 euro. Il confronto passa poi alla tassa smaltimento rifiuti. L’Ufficio studi di Confcommercio Milano ha preso in esame cinque tipologie di attività con differenti metrature: uffici, ristoranti, pizzerie, trattorie, bar caffè pasticceria, minimarket, ambulanti con i banchi di mercato alimentari. A Milano, dal 2011 al 2016, gli aumenti maggiori hanno riguardato i pubblici esercizi: bar caffè pasticceria con più del 157% (da 443 a 1.141 euro) e ristoranti/pizzerie/trattorie con oltre il 138% (da quasi 1.383 a circa 3.294 euro). Nelle cinque tipologie messe a confronto per il 2016 l’importo medio della Tari è decisamente più alto a Roma: circa 2.778 euro contro i 1.420 euro di Milano: quasi il doppio. E il livello standard di servizio elaborato da Opencivitas (il portale d’accesso alle informazioni degli enti locali a cura del Ministero dell’Economia) è migliore a Milano rispetto a Roma.
 
Gli introiti della Cosap sono passati a Milano da 26,1 milioni di euro del 2011 a 59,9 del 2016, ma con il grande picco di 98,6 milioni di euro nell’anno di Expo 2015. Nella nostra città il balzo Cosap si è avuto tra il 2011 e il 2012 quando il gettito è cresciuto di oltre il 51% (alla fine del 2011 il Comune di Milano ha rivoluzionato il sistema di classificazione dello spazio urbano passando da 6 a 55 classi). Nell’analisi effettuata dall’Ufficio studi di Confcommercio Milano per il confronto si sono individuati due assi commerciali importanti con lo stesso posizionamento di fascia media qualità/prezzo e con numerose insegne commerciali comuni: corso Buenos Aires a Milano e via Cola di Rienzo a Roma. Per un bar con dehor di 20 metri quadrati il canone di concessione è più caro a Roma di circa il 17% (5.738 euro contro i quasi 4.917 di Milano). Attività temporanea: qui è più costosa Milano. Uno spazio pubblico di 20 metri quadrati per i tavolini e le sedie di un pubblico esercizio – occupazione di 3 giorni - a Milano costa il 68,5% in più rispetto a Roma (circa 366 euro contro i 217 euro di Roma). Un dato che penalizza la Milano attrattiva e degli eventi. Sia a Milano sia a Roma si paga l’imposta di soggiorno, ma nella capitale è più cara. Sono state prese in esame tre delle cinque categorie degli esercizi alberghieri dove maggiore è il numero di pernottamenti: due, tre, quattro stelle.
 
L’imposta di soggiorno media a Milano è di 3 euro, a Roma di 4,3. Dall'analisi alle proposte. Confcommercio Milano, per Imu e Tasi propone di estendere le aliquote ridotte “premiali” ai proprietari di immobili a destinazione commerciale (utilizzati direttamente o affittati) della categoria D (alberghi, medie e grandi strutture commerciali) e della categoria A/10 (uffici e studi professionali). Quanto alla Tari Confcommercio suggerisce di introdurre un abbattimento della tassa per chi produce e consente la raccolta e il riciclo di rifiuti di valore (carta, alluminio, vetro…). Quanto al Cosap, per Confcommercio il canone di occupazione del suolo pubblico va ridotto per sostenere le imprese, già in difficoltà per l’andamento dei consumi e l’abusivismo. In particolare, vanno diminuiti gli importi dell’occupazione temporanea per accrescere l’attrattività e gli eventi. Contestualmente si devono rafforzare tutte le procedure utili a reprimere la concorrenza sleale degli abusivi. Sull'imposta di soggiorno, il gettito aumenterà con l’estensione anche alle locazioni turistiche brevi. Gli introiti dell’imposta di soggiorno devono essere destinati a interventi in materia di turismo e sostegno alle strutture ricettive con vantaggi per il turista. Ad esempio: una carta gratuita del turista che offra sconti per l’accesso ai musei e per l’utilizzo della rete pubblica Atm di trasporti.
Il caso
A darne notizia la Cgil provinciale che ha inviato immediatamente una segnalazione all'Ispettorato del Lavoro
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ASTI - "Senza famiglia, di oltre 30 anni, non in sovrappeso, dal lunedì al venerdì, disponibile a lavorare undici ore al giorno, con orario continuato dalle 8.30 alle 19.30". E' l'offerta di 'lavoro' per un posto da estetista apparsa su alcune vetrine commerciali di Asti. A darne notizia, in una nota, la Cgil provinciale che ha inviato immediatamente una segnalazione all'Ispettorato del Lavoro, alla Consigliera di Parità, alle associazioni di categoria Ascom, Confesercenti, Cna, Confartigianato, chiedendone immediatamente la rimozione, poiché "offensivo e denigrante nei confronti della popolazione femminile". Per la Cgil di Asti, si legge ancora nella nota, "sarebbe interessante sapere quale fantastico stipendio venga offerto, a questa donna 30enne che dovrà essere anoressica, orfana, nubile e senza figli e senza zii e nipoti, disposta a mettersi a disposizione dall'alba al tramonto. Magari le proporranno qualche voucher di nuovo conio". "Il breve testo si commenta da solo - sottolineano Cgil e Filcams astigiane - non siamo nati ieri, e quindi non ci stupiscono, purtroppo, le discriminazioni verso le lavoratrici madri (o le figlie di genitori anziani) e neanche le pretese di orari molto 'elastici'. E sappiamo che per certe mansioni serve la cosiddetta bella presenza. Cosa riesce ancora a stupirci è la rozzezza e la volgarità, l'impudenza di discriminare a viso aperto", conclude nella nota la Cgil di Asti, che invita "le ragazze a non rispondere ad annunci di questo tipo e a rivolgersi a un altro centro estetico".

Variazioni climatiche
La situazione si sta aggravando con effetti catastrofici per la produzione con perdite ben superiori al miliardo stimato
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Redazione

 

Giugno bollente in Italia dove le temperature massime sono risultate superiori di 3,6 gradi la media di riferimento con un valore di 28,3 gradi mentre le precipitazioni sono risultate in calo del 65,4% provocando una crisi idrica di portata storica a livello nazionale. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla seconda decade del mese che evidenzia una situazione di criticità diffusa sul territorio con nubifragi e grandine nel nord Italia che hanno aumentato i danni. Frane e allagamenti diffusi, ma anche campagne devastate a macchia di leopardo dalla Lombardia, con una forte grandinata nel bresciano con campi di mais spianati e alberi sradicati lungo i canali in diverse zone della regione, fino al Veneto dove nel trevigiano sono caduti chicchi grandi come palline da golf con serre di ortaggi e fiori divelte, campi di mais distrutti, vigneti di Prosecco rovinati.
 
Le precipitazioni - continua la Coldiretti - non hanno peraltro scalfito lo stato di grave siccità dei campi perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. Con il prolungarsi dell’assenza di pioggia in gran parte della Penisola l’allarme siccità si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola nazionale interessando praticamente tutte le regioni anche se con diversa intensità. La situazione si sta aggravando con effetti catastrofici per la produzione con perdite ben superiori al miliardo stimato, se non pioverà nell’arco delle prossime due settimane in modo costante e non violento. Nel campi coltivati lungo tutta la Penisola con il grande caldo e la crisi idrica per gli agricoltori – conclude la Coldiretti – è sempre piu’ difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e gli uliveti ed il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici.
 
Amministrative 2017
M5S si consola con Carrara, Ardea e Guidonia. A Parma, però, a sorridere è il simbolo del dissenso interno al M5S, Federico Pizzarotti
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Trionfo del centrodestra ai ballottaggi delle amministrative 2017 che vedono la gran parte dei 22 capoluoghi di Provincia in gioco passare all'asse FI-Lega Nord-Fdi. E' per il Pd e tutto il centrosinistra, lo schiaffo è sonorissimo: cadono roccaforti "rosse" come Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei - Piacenza inclusa - in Emilia-Romagna. Da oggi a Matteo Renzi, toccherà riannodare i fili di una sconfitta che rischia di minare anche la sua leadership: "il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito", è il fendente lanciato dal leader della minoranza Andrea Orlando. E gli stessi Dem ammettono, per voce del capogruppo alla Camera Ettore Rosato: 'Abbiamo perso, ha vinto la destra'.

In una tornata elettorale che registra un'alta disaffezione dell'elettorato (affluenza al 46%, tredici punti in meno rispetto al primo turno) a fare rumore è, innanzitutto, è l'imporsi di quell'alleanza Fi-Lega-Fdi che, fino a qualche giorno fa, vedeva proprio in Matteo Salvini e Silvio Berlusconi tra i più scettici.
Eppure, laddove si presenta unito, il centrodestra vince, espugnando Genova con Marco Bucci e conquistando roccaforti rosse come La Spezia - con Pierluigi Peracchini - e Pistoia, con Alessandro Tomasi. Ma lo schema unitario è vincente anche a Monza, Lodi, nell' "ex Stalingrado" d'Itlia Sesto San Giovanni, ad Asti e a Verona, dove Federico Sboarina trionfa su Patrizia Bisinella, compagna dell'ex sindaco Flavio Tosi e sostenuta anche dal Pd. "Ora vado fino in fondo, a governare. I prossimi sono Renzi, Gentiloni e Boschi", esulta Salvini "vedendo" la trazione leghista del trionfo di oggi. "E' un risultato storico, il centrodestra ne faccia tesoro", è il messaggio, chiaro, che Giovanni Toti, dopo il trionfo del "modello" che porta il suo nome in Liguria, manda ai leader di Fi, Lega e Fdi, a cominciare proprio da Berlusconi. "Uniti si vince, no perditempo", incalza Giorgia Meloni anticipando un dibattito che, nei prossimi giorni, si farà infuocato.
Anche perché al Sud, dove è l'influenza di FI a prevalere in maniera netta su quella leghista, il centrodestra avanza ugualmente. Clamorosa è la vittoria a L'Aquila, dove Pierluigi Biondi ribalta il risultato del primo turno e ha la meglio su Americo Di Benedetto. Annunciato, il trionfo a Catanzaro di Sergio Abramo e al fotofinish quello a Rieti. In tutto, ai ballottaggi, il centrodestra prende 16 capoluoghi su 22 rivoluzionando, inoltre, il tradizionale trend negativo che aveva subito al secondo turno.

Oggi, a "piangere", è invece il Pd. Il centrosinistra si consola vincendo a Lecce con Carlo Maria Salvemini, a Padova con Sergio Giordani, a Lucca con Alessandro Tambellini e a Taranto con Rinaldo Melucci. "Poteva andar meglio", scrive in tarda notte Renzi su facebook confermando tuttavia come a suo parere le elezioni amministrative siano "un'altra cosa rispetto alle politiche". Eppure, in chiave di leadership di coalizione, il voto rischia di indebolire il segretario Dem. E da Mdp arrivano, in vista della kermesse di Giuliano Pisapia, i primi attacchi: "la destra è forte, o si cambia o si muore", sottolinea Arturo Scotto.

E il M5S? Dopo il "disastro" del primo turno, si consola strappando Carrara al centrosinistra (con Francesco De Pasquale) dopo 70 anni di governo "rosso" e avanzando nel Lazio, dove vince a Ardea e Guidonia. "Siamo in crescita inesorabile", sottolinea Luigi Di Maio. A Parma, però, a sorridere è il simbolo del dissenso interno al M5S, Federico Pizzarotti. "Ognuno nel Movimento si farà domande e si darà risposte", sono le parole della rivincita del sindaco emiliano che, con il suo "effetto Parma", potrebbe dare linfa ad una formazione ex M5S anche a livello nazionale.

I numeri
Il dato segna un calo di circa quattro punti rispetto al primo turno dell'11 giugno scorso
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E' stata del 14,9% l'affluenza alle urne alle ore 12 per i ballottaggi che sono in corso in oltre cento comuni italiani dove dovranno essere eletti i sindaci e i consigli comunali. Il dato segna un calo di circa quattro punti rispetto al primo turno dell'11 giugno scorso, quando l'affluenza complessiva alle urne negli stessi comuni, sempre alle ore 12, era stata del 18,65%. Il calo ha coinvolto tutti i 22 capoluoghi chiamati alle urne, senza eccezioni. Nei tre capoluoghi di regione l'affluenza è stata quasi analoga: 14,93% (19,35 al primo turno) a L'Aquila; 14,22% (16,10) a Genova; 14,08% (22,13) a Catanzaro. Le città dove si è votato di più - ma con percentuali sempre inferiori al primo turno - sono state Lecce, Padova e Rieti; fanalini di coda Belluno, con quasi la metà degli elettori al voto rispetto al primo turno, e Trapani, dove ha votato solo il 7,72 per cento degli aventi diritto. Nella città siciliana è in corso un voto atipico perché corre un solo candidato dopo l'esclusione del secondo che aveva guadagnato il ballottaggio: perché le elezioni siano valide deve recarsi alle urne il 50 per cento degli elettori e il traguardo sembra lontano. La prossima rilevazione è prevista per le ore 19.00.

Per il turno di ballottaggio il centrodestra incrocia le dita e conta di potersi affermare in una decina di capoluoghi di provincia su 22 (più Carrara) partendo con un vantaggio di 13 rispetto al centrosinistra che parte in vantaggio in soli 6. E in cui a fronte dell'attivismo di Berlusconi e Salvini, Renzi è rimasto dietro le quinte.
Il ballottaggio interessa in tutto 111 comuni italiani, 19 capoluoghi di provincia e 3 di regione: Genova, Catanzaro, L'Aquila. Tra i grandi centri il M5s punta ad affermarsi negli unici due in cui è in gara: Asti e Carrara, ma punta molto anche ai comuni in cui corre nel Lazio, anche per testare l'influenza dell'amministrazione capitolina sul territorio circostante e soprattutto a Guidonia, centro con molti abitanti. Tra tutti la sfida clou sarà quella di Genova dove, fallito il blitz dei 5 Stelle, il centrodestra punta a sfondare nella roccaforte rossa. Occhi puntati anche su Parma, con la sfida tra Federico Pizzarotti e Paolo Scarpa (sostenuto da alcune liste civiche di centrosinistra) e a Verona Patrizia Bisinella, 'lady Tosi', se la vedrà con Federico Sboarina (del centrodestra).

Tutela del patrimonio Culturale
Le fattispecie di reato ora previste sono processo per direttissima, le intercettazioni telefoniche
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Redazione


“Il disegno di legge del Governo che riforma la disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale è stato approvato in prima lettura dalla Camera a soli sei mesi dalla sua approvazione in Consiglio dei Ministri. Un iter veloce, che testimonia la sensibilità del Parlamento”. Così il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, in occasione dell’approvazione da parte della Camera del disegno di legge recante disposizioni in materia di delitti contro il patrimonio culturale il cui esame passa ora al Senato.

“Grazie anche alle modifiche introdotte nel corso del dibattito nelle commissioni parlamentari - ha sottolineato il Ministro Franceschini – questa riforma introduce strumenti efficaci e moderni per contrastare i reati contro il patrimonio culturale. Un provvedimento molto importante, non solo per l’Italia, ma per l’intera comunità internazionale che, a partire dall’Onu fino al G7 Cultura di Firenze, identifica sempre più la tutela del patrimonio culturale come una priorità. Con queste nuove norme l’Italia si pone all’avanguardia nel mondo”.

Il provvedimento, originariamente presentato come delega al Governo il 23 dicembre 2016 in Consiglio dei Ministri dal Ministro Franceschini e dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, è stato modificato in sede referente presso la Commissione Giustizia della Camera trasformando la delega in disposizioni di diretta modifica del codice penale e lasciando immutati i principi della riforma. In particolare, i sei articoli del nuovo Titolo VIII-bis del Codice penale “Dei delitti contro il patrimonio culturale” danno coerenza al sistema delle sanzioni superando la divisione tra codice penale e codice dei beni culturali: furto di beni culturali, appropriazione indebita di beni culturali, ricettazione di beni culturali, riciclaggio di beni culturali, illecita detenzione di beni culturali, violazioni in materia di alienazione di beni culturali, uscita o esportazione illecita di beni culturali, possesso ingiustificato di metal detector, danneggiamento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, devastazione e saccheggio di beni culturali, contraffazione di opere d’arte, attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali. L’aumento delle pene, oltre a rafforzare la deterrenza, ha un effetto di “trascinamento” utile sugli strumenti processuali, tra i quali l’arresto in flagranza, il, introducono nuovi delitti a tutela del patrimonio culturale, innalzano le pene esistenti e introducono aggravanti se i reati comuni sono commessi contro dei beni culturali.

Le fattispecie di reato ora previste sono processo per direttissima, le intercettazioni telefoniche. Viene inoltre razionalizzata la materia degli sconti di pena e dei benefici per chi collabora con la giustizia e permette il recupero di beni trafugati e viene introdotta la confisca penale obbligatoria.  Viene prevista una pena per mendaci dichiarazioni in sede di esportazione di beni culturali. Infine, il disegno di legge prevede che le forze dell’ordine e gli ufficiali di polizia giudiziaria siano dotati di strumenti di maggiore efficacia nel perseguire i reati contro il patrimonio culturale. A riguardo, sono estese al delitto di attività organizzata finalizzata al traffico di beni culturali le operazioni sotto copertura e i siti civetta su internet già previsti per altre, gravi tipologie di delitti.
 

Cronaca
Ex parlamentare e primo Garante per la privacy, aveva 84 anni
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di Silvio Rossi

 

E’ morto nel pomeriggio di oggi all’età di 84 anni il giurista Stefano Rodotà, uno dei più illustri esperti Costituzionali italiani.
Dopo una lunga carriera accademica, che lo ha visto Professore Ordinario in giovane età, alternata all’impegno politico, prima nel Partito Radicale, ai tempi di Pannella, l’unica formazione che lo ha visto tesserato, si presenta alle elezioni nel 1979 in Parlamento come indipendente nelle liste del PCI di Berlinguer.
Resta deputato fino al 1993, eletto nelle liste del PDS, quando subito dopo l’elezione a Vicepresidente della Camera, decide di dimettersi a sorpresa. Negli anni da parlamentare ha comunque sempre mantenuto la sua coerenza, votando in dissenso con il partito che lo ha eletto, quando non condivideva i contenuti dei provvedimenti, come nel caso dell’appoggio comunista alle leggi Cossiga.
Nel 1997 fu nominato primo Garante della neonata autorità per la “Garanzia per la protezione dei dati personali”, ente nel quale è stato in carica per due mandati fino al 2005.
Strenuo difensore della Costituzione, sia in occasione della riforma proposta da Berlusconi nel 2006 che in quella dello scorso anno, dove ha sostenuto il fronte del No nel referendum del 4 dicembre.
Nel 2013, al termine del mandato di Napolitano, il nome di Rodotà fu proposto dal Movimento Cinque Stelle per l’elezione a Presidente della Repubblica, con l’appoggio anche di Sel e di alcuni parlamentari del Partito Democratico.

Esami
Stavolta i pronostici non sono stati disattesi. Le ipotesi del toto-esame precedente l'inizio della maturità davano proprio Seneca come candidato principale
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Seconda prova della Maturità 2017 stamani per circa mezzo milione di studenti impegnati con gli esami in tutta Italia. E' Seneca l'autore proposto al liceo Classico per la versione di latino. Di Seneca è stato proposto un brano tratto da 'Il valore della filosofia'. La versione di latino proposta per l'esame di maturità 2017 è tratta dalle Lettere a Lucilio. Nel brano l'autore parla del valore della filosofia e del bisogno che l'uomo ha di essa; ne descrive quindi le caratteristiche e le finalità, specialmente in relazione agli aspetti pratici della vita.

Stavolta i pronostici non sono stati disattesi. Le ipotesi del toto-esame precedente l'inizio della maturità davano proprio Seneca come candidato principale: secondo il sondaggio di Skuola.net su 2500 maturandi, 1 su 4 (la maggioranza) si aspettava questo autore.

Allo Scientifico, come di consueto, la prova è di Matematica. Tra le tracce proposte c'è anche un problema sulla possibilità di pedalare su una bicicletta a ruote quadrate, citando il caso del MoMath Museum of Mathematics di New York. Nel problema sulla bici quadrata si chiede di calcolare il profilo della pedana per far muovere una bicicletta dalle ruote quadrate. Un secondo problema con il quale si stanno cimentando gli studenti dello scientifico è lo studio di una funzione. Su due problemi e dieci domande, per superare la prova agli studenti è richiesto di risolvere almeno un problema e di rispondere ad almeno cinque domande.

Sicurezza & Cittadini
L’operazione “Mare Sicuro” ha registrato, al termine dell’estate 2016, il soccorso ad oltre 3.500 persone e 700 unità, con quasi 50.000 controlli sulle imbarcazioni da diporto
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di Gianfranco Nitti


Come ogni anno, nel periodo estivo si intensifica lo sforzo operativo della Guardia Costiera volto a garantire la corretta fruizione del mare e uno svolgimento in sicurezza delle attività ludiche e ricreative ad esso collegate. Sicurezza e serenità, legalità e divertimento: sono questi alcuni dei concetti chiave dell’operazione “Mare Sicuro 2017”, operazione che ogni estate viene attuata dalla Guardia Costiera e che, fino al 17 settembre, vedrà impiegati circa 3.000 uomini e donne, oltre 300 mezzi navali e 15 mezzi aerei lungo tutti gli 8.000 chilometri di coste del Paese, nonché sul Lago di Garda e sul Lago Maggiore.
Un’operazione condotta nel segno della “trasversalità”, quale sintesi del lavoro e dello sforzo che il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera compie nell’ambito delle proprie funzioni e dei compiti legati agli usi civili e produttivi del mare, tra i quali – in primis – la salvaguardia della vita umana in mare, oltre alla sicurezza della navigazione, alla tutela dell’ambiente marino e costiero, ai controlli sulla pesca e sull’intera filiera ittica. Così, i milioni di turisti italiani e stranieri che nel periodo estivo trascorrono le vacanze lungo le coste del Paese, troveranno nella Guardia Costiera il riferimento a garanzia della propria sicurezza. L’operazione “Mare Sicuro” ha registrato, al termine dell’estate 2016, il soccorso ad oltre 3.500 persone e 700 unità, con quasi 50.000 controlli sulle imbarcazioni da diporto. L’ingente afflusso turistico richiede un’attenzione ancora maggiore verso l’ecosistema marino e costiero: sarà attuato il massimo sforzo possibile per garantire il rispetto dell’ambiente. Durante l’estate 2016 sono stati 57.000 i controlli effettuati sul demanio marittimo, ai quali si sono aggiunti anche gli oltre 3.000 controlli nelle Aree Marine Protette.


Non meno importante è l’intensificazione dei controlli su tutta la filiera ittica:
il prodotto ittico italiano, bene primario per qualità e quantità, continuerà ad essere costantemente monitorato, controllato e garantito. La Guardia Costiera, con “Mare Sicuro 2017”, si impegna, infatti, anche ad assicurare la gestione sostenibile della risorsa ittica, il controllo della filiera di commercializzazione del pescato e la tutela del consumatore; è quanto attestato dai risultati conseguiti nell’analogo periodo estivo 2016, con oltre 20.000 controlli in materia.
L’impegno rafforzato della Guardia Costiera mira così ad assicurare rapidi interventi di soccorso in favore di bagnanti, diportisti e subacquei e a garantire controlli più intensi su tutte le attività svolte in mare, per prevenire condotte illecite, pericolose per le persone, per il patrimonio ambientale, per l’ecosistema marino e per le risorse ittiche.
 

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