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Ordine pubblico
Il punto di Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Prefetto di Pisa
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di Francesco Tagliente

 

Riecco l’arresto in flagranza differita. Finalmente gli operatori di polizia possono disporre nuovamente di uno strumento ritenuto molto importante per la gestione delle manifestazioni. Tra le principali novità contenute nella legge 18 aprile 2017 n. 48 di conversione del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città c’è la reintroduzione dell’istituto dell'arresto in flagranza differita (per i soli reati in cui l'arresto è obbligatorio) se il reato con violenze alla persone o alle cose avvenga durante o in occasione di manifestazioni pubbliche e sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche.
Uno strumento giuridico ritenuto molto importante per gli operatori di polizia perché rispondente alle esigenze di garanzia del cittadino.
Per la complessità del contesto ambientale in cui è chiamata a operare la polizia giudiziaria, a volte, un provvedimento restrittivo obbligatorio nella flagranza, potrebbe provocare reazioni da parte degli arrestati che potrebbero coinvolgere, anche con conseguenze gravi, persone estranee ai fatti violenti.
La legge 18 aprile 2017 n. 48 sulla sicurezza delle città, attribuisce più poteri, e conseguenti responsabilità, ai sindaci per la sicurezza nelle città.
La reintroduzione della possibilità di arresto ritardato in "flagranza differita" in caso di reati con violenze alla persone o alle cose durante o in occasione di manifestazioni pubbliche, con previsione di arresto obbligatorio, escludendo la possibilità di avvalersi degli elementi oggettivi e lasciando la possibilità di arresto esclusivamente nelle ipotesi che l’autore del reato sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche, richiede in impegno dei sindaci con spese per videosorveglianza – come previsto dall’art 5 co. 2-ter della legge n.48/2017- anche fuori dal patto di stabilità.
Saluto con estremo favore la reintroduzione di questo importante strumento giuridico di governo delle manifestazioni, che si ricollega a un mio punto fermo della strategia per la gestione dell’ordine pubblico, riassumibile - come ho più volte sostenuto -nella espressione: “Meglio l’inchiostro del manganello”.
Ed è proprio con questa convinzione che, nel 2001, promossi una circolare che il Capo della Polizia inviò a tutte le questure, per limitare ai casi di estrema ratio l’uso dei lacrimogeni e degli sfollagente nei servizi di ordine pubblico.
Con lo stesso spirito, insieme con Roberto Massucci, Giulio Cazzella e Antonino Bella tentammo di far introdurre l’arresto in flagranza differita nel nostro ordinamento con il d.l. 20 agosto 2001, n 336 poi soppresso in sede di conversione della legge n.337/2001
Convinti della necessità per ridurre le occasioni di scontri di piazza e di poter intervenire senza creare pregiudizi per le persone perbene, insistemmo poi a riproporlo con il dl 24 febbraio 2003 n 28. Finalmente fu accolto dalla legge di conversione 24 aprile 2003 n. 88 anche se transitorio fino al 30 giugno 2005. Prorogato più volte, l’ultima possibilità di procedere all’arresto in flagranza differita fu estesa fino al 2016. Dopo un anno eccolo reintrodotto con la legge n.48 del 2017.

Cultura
Stasera l'ultima puntata. La terza puntata è stata seguita da 6.226.000 spettatori pari al 26.5% di share
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di Angelo Barraco

GALLERY IN FONDO ALLA PAGINA

 
MARSALA (TP) – Questa sera andrà in onda su Rai 1 la quarta e ultima puntata della fortunata miniserie televisiva “Maltese – Il romanzo del Commissario”, con Kim Rossi Stuart. La terza puntata, andata in onda il 15 maggio, è stata seguita da 6.226.000 spettatori pari al 26.5% di share. La serie tv è ambientata negli anni 70 e diretta da Gianluca Tavarelli e prodotta dalla Palomar, girata tra il mese di Aprile e il mese di Giugno a Trapani, Palermo e Roma, con alcune scene girate a Palermo, Castellammare del Golfo,  all’aeroporto militare Comani di Latina, altre invece sono state girate nelle splendide saline di Mozia che hanno fatto da cornice ad una storia intrigante e coinvolgente che ha catturato i telespettatori sin da subito. La prima puntata infatti –andata in onda l’8 maggio- è stata seguita da 7.433.000 spettatori pari al 30.16% di share; la seconda puntata –andata in onda il 10 maggio- è stata seguita da 5.665.000 spettatori pari al share 23.7%. La serie vede il grande ritorno in tv di Kim Rossi Stuart dopo 12 anni che interpreta il commissario Dario Maltese, che da Roma ritorna a Trapani, la sua terra natia, per fare i conti con il suo passato. Il ritorno avviene in occasione del matrimonio di Gianni, il suo migliore amico, interpretato dall’attore Claudio Castrogiovanni. Una fiction in cui il ricordo rappresenta la componente principale di una regressione al passato attraverso il quale il commissario fa i conti con l’abbattimento delle distanze emozionali che per molto tempo lo avevano tenuto ben lontano da quelle terre. Dopo un vissuto fatto di emozioni soffocate e tenute lontane, il ritorno a casa fa riaffiorare i ricordi dinnanzi ai suoi occhi al calar della sera e Gianni, Dario e Angelica sono i protagonisti dei suoi flashback. I due giovani vivono spensieratamente la loro adolescenza insieme alla giovane Angelica, della quale sono entrambi innamorati. Noi de L’Osservatore D’Italia intervistammo  Fulvio Figuccia. Il suo ruolo all’interno della fiction rientra proprio tra i flashback del Commissario Maltese –Kim Rossi Stuart- e in luoghi suggestivi come San Teodoro è stato ripreso insieme ai suoi colleghi mentre giocavano in acqua, ma anche sul golfo di Bonagia, in una festa anni ’50 presso il Baglio Fontanasalsa e mentre pescano su una piccola barca al largo del porto di Trapani. Nel novembre 2016, quando ancora il film era in fase di realizzazione, noi lo intervistammo e ci spiegò l’inizio di questa sua nuova ed entusiasmante esperienza. Ci ha spiegato com’è stato per lui vedersi in tv per la prima volta e l’emozione che ha provato nell’aver interpretato il Commissario Peralta, amico di Maltese, da giovane. Nel film si parla di lotta alla mafia e in merito a ciò ha detto “Fa riflettere molto anche che Peralta avesse conservato fuori dal commissariato lo schedario con le sue indagini personali sulla mafia a Trapani perché, come diceva il commissario Maltese, o non si fidava nemmeno dei suoi uomini oppure non voleva metterli in pericolo. L'assassinio del commissario Peralta convince Maltese a trasferirsi a Trapani e a prendere il suo posto per indagare sull'omicidio dell'amico di infanzia, ma soprattutto per continuare le indagini iniziate dall'amico, che negli ultimi istanti di vita è come se gli passasse il testimone, informandolo dell'inchiesta che aveva iniziato fuori dal commissariato. Quindi possiamo dire che  Peralta incarna l'eroe dello Stato, vittima della mafia, ma lasciato solo dallo Stato stesso. La differenza importantissima rispetto agli anni in cui è ambientata la fiction è che oggi di mafia si parla ed è cambiata anche la società civile più consapevole ed impegnata”. Vi proponiamo in esclusiva alcune foto del backstage della fiction.
L'intervista
ome contrastare questa follia? Come fermare questa macchina infernale che induce al suicidio centinaia di giovani in Russia e che si sta espandendo?
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di Angelo Barraco

Un nuovo “gioco” molto pericoloso ha cagionato la morte di circa 157 adolescenti in Russia, il suo nome è “Blue Whale” ovvero “Balena Blu”. Un fenomeno talmente preoccupante che le tv e i giornali russi hanno dedicato intere puntate a questo gioco, con interventi di esperti e familiari delle vittime che vorrebbero  trovare una possibile e tempestiva soluzione a questo agghiacciante fenomeno che pian piano si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Brasile, Francia, Gran Bretagna e forse anche Italia.


Ma che cos’è “Blue Whale”? Si tratta di pura manipolazione mentale, dove ci sono dei “Curatori” che adescano gli adolescenti sui social per introdurli al gioco. Vi è un’interazione tra i giocatori e gli amministratori o curatori che inducono gli adolescenti –attraverso le regole- a cagionarsi danni fisici fino alla morte. Dopo essere entrati nel gioco non è più possibile uscirne poiché gli amministratori arrecano minacce nei riguardi dei partecipanti e delle loro famiglie.  Tutti devono seguire obbligatoriamente e quotidianamente 50 regole per 50 giorni, che devono essere completate l’ultimo giorno con il suicidio, che avviene solitamente dal palazzo più alto della città.

 

Dietro tutto ciò si cela Philipp Budeikin, un ex studente di Psicologia che è stato arrestato e condannato. A lui sono riconducibili ben 16 suicidi di ragazze, ha inoltre dichiarato che il suo scopo era quello di “ripulire” la società inducendo al suicidio coloro che riteneva indegni di vivere. “Blue Whale” è un gioco malato di pura coercizione psicologica che induce i partecipanti a mantenere l’assoluto silenzio in merito a quanto stanno facendo e obbliga ad ostentare una normalità apparente che non lascia in alcun modo far presagire gli intenti futuri. La trasmissione televisiva “Le Iene” si è occupata di tale inquietante fenomeno e dalle interviste che Matteo Viviani ha realizzato in Russia si apprende chiaramente come l’induzione al suicidio sia stata talmente devastante da stravolgere queste giovani vite che in principio erano serene. I genitori di questi ragazzini hanno raccontato infatti che i loro figli erano allegri, sereni e pieni di interessi e solo dopo aver collegato la morte del proprio figlio a quella di altri ragazzi e al fenomeno “Blue whale” hanno capito che determinati comportamenti che nell’ultimo periodo assumevano i  figli erano dettati dalle assurde regole di un gioco malato. I loro figli per esempio disegnavano balene, le collocavano all’interno di immagini di ogni tipo. In un primo momento i genitori pensavano che fosse un semplice disegno ma non è così poiché la balena collocata in qualsiasi spazio rappresenta l’inizio del gioco stesso che porta i ragazzini a gesti di autolesionismo, all’annullamento del proprio io non parlando con nessuno, guardando film dell’orrore per tutta la notte, alzandosi alle 4 del mattino. Progressiva e lento stress fisico e mentale che disorienta e disturba una giovane mente sana che pian piano cade in uno stato depressivo che si spinge fino al suicidio. Ultima regola del gioco: la morte deve essere documentata attraverso un filmato.

 
La Dott.ssa Rossana Putignano - Psicologa Clinica- Psicoterapeuta Psicoanalitica- Responsabile della Divisione Sud e della Divisione di Psicodiagnosi Neuropsicologia e Forense del Crime Analysts Team ci ha spiegato che “Nel Novembre 2015 scattò il primo arresto per un 21enne, Filip Budejkin, amministratore di 8 “gruppi della morte”, il quale, secondo gli inquirenti, avrebbe istigato al suicidio almeno 15 teenagers tra il 2013 e il 2016. Ora il fenomeno si sarebbe esteso anche in Ucraina, Bielorussa, Azerbaijan, Kazakhistan e Kirgizistan e la Camera civile da sempre a tutela i diritti dei cittadini in Cremlino, ha dovuto porre il divieto di accesso ad internet ai minori sotto i 15 anni” ha aggiunto inoltre “Questo fenomeno sta comparendo anche su instagram: anonimi amministratori affidano alcune “prove” da superare per accedere a gruppi più esclusivi; queste tappe iniziali prevedono una serie di attività come scrivere poesie sulla morte, disegnarsi un cetaceo blu sul polso, decifrare indovinelli o pubblicare foto di vene recise. Man mano che sali nella “scala della morte” vedrai film horror per 24 ore di fila, ti inciderai sul braccio la balena col tuo stesso sangue e poi scatterai il tuo “selfie” finale prima di ucciderti. Secondo i dati che provengono dal Rotsit (Centro pubblico russo sulle tecnologie Internet) si contano almeno 4mila hashtag al giorno associati a queste chat suicide”.
 
L’aspetto più assurdo di questa storia è certamente legato all’indifferenza dei presenti dinnanzi ad un suicidio programmato che viene anche documentato con un video. Una morte annunciata, pianificata e soprattutto imposta da terzi ma che nessuno osa contrastare poiché si tratta del “gioco” a cui nessuno può sottrarsi poichè vi sono minacce continue qualora vi fosse l'intenzione. L’esasperazione del mezzo internet si palesa davanti ai nostri occhi e si tramuta in un mostro amorfo che gioca con la vita degli altri e usa le fragilità di adolescenti nel fiore della loro età  che ancora non hanno sviluppato la possibilità di potersi imporre in autonomia ad un meccanismo psicologico malato e deviato che fa leva su una presunta e illusoria crescita in una scala generazionale attraverso il raggiungimento di obiettivi e prove di forza, come l’autolesionismo e poi il suicidio. C’è un altro gioco che ha già seminato molte vittime e che si chiama “Fata di Fuoco”. E’ un gioco che coinvolge i bambini di 9 anni e li induce al suicidio attraverso un video in cui si vede un bimbo che entra in cucina, accende il gas e si trasforma in una fata di fuoco come nei cartoni animati. Nell’immagine coercitiva c’è scritto “entra in cucina silenziosamente senza farti notare da nessuno altrimenti la magia scomparirà”. Le conseguenze di questa depravata manipolazione ha avuto effetti devastanti sui bambini e numerosi sono stati i casi di suicidio o ustioni. Come contrastare questa follia? Come fermare questa macchina infernale che induce al suicidio centinaia di giovani in Russia e che si sta espandendo? 
 
Abbiamo intervistato la Dott.ssa Mary Petrillo, Psicologa, criminologa, Coordinatrice del Crime Analysts Team, Docente Master Univ. Niccolò Cusano.

- Cosa spinge queste persone a indurre al suicidio i minori?
Cominciamo col dire che in Italia l'istigazione al suicidio è un reato penale, art. 580 c.p. ., il suicidio può essere indotto per svariati motivi da quelli più di natura compassionevole a quelli più abietti, come quelli che avvengono nelle sette o come in questo caso. Purtroppo ci sono persone che affermano la loro personalità e la loro dominanza sugli altri, facendo leva sulle debolezze altrui e spingendo le persone più fragili fino a commettere tale atto non conservativo. Teniamo presente però che, come in questo caso specifico, nel soggetto che subisce questa pressione deve già preesistere il proposito suicida e che egli stesso mette in atto la sua morte, altrimenti dovremmo parlare di omicidio del consenziente e/o di omicidio volontario, quindi il tutto dovrebbe poi assumere un altro "aspetto ". 

- Quali sono i punti deboli su cui fanno leva?
Se parliamo di istigazione, questa può essere perpetrata per motivi disparati quali ad esempio partecipazione emotiva nei confronti di chi vive una situazione di disagio psicologico e/o fisico, si può istigare al suicidio attraverso la minaccia, l' inganno, per odio e violenza. 
 
- Un minore come può contrastare tutto ciò?
Torniamo all'inizio del nostro discorso, ossia se trattasi di omicidio del consenziente o di suicidio vero e proprio perché ovviamente ciò cambia anche il modo in cui un soggetto può far fronte a ciò. In linea di massima un giovane deve imparare ad amare la vita ed in questo noi adulti abbiamo le nostre responsabilità, in quanto i ragazzi vogliono punti di riferimento che facciano capire loro fino a che punto possono spingersi e ovviamente la sana socializzazione tra coetanei è un ottimo antidoto contro il suicidio. Oggi i ragazzi nonostante i social network sono più soli che mai e purtroppo molte volte questi social non fanno che alimentare le invidie e i disagi che alcuni giovani vivono e sentono. 

- Un adulto come può accorgersi di tale coercizione?
 Un adulto attento e che non lascia solo per troppe ore davanti ad un PC o ad uno smartphone un   adolescente, si! Un adulto che privilegia la comunicazione in famiglia può accorgersi di certi segnali coglierli in tempo e quindi con l'aiuto della scuola e dei professionisti della salute psicologica può sicuramente far fronte a questi terribili eventi.

- Un genitore come può capire se il proprio figlio è stato plagiato e cosa può fare? 
Parlare di plagio in un Paese che lo ha eliminato come reato è molto difficile, personalmente lo reintrodurrei con le opportune modifiche che fanno riferimento anche alle più moderne tecniche di interpretazione del disagio psicologico. Logicamente è bene farsi aiutare in questi casi da un professionista

- Che consigli si sente di dare?
Innanzi tutto di fare sempre attenzione a cambiamenti repentini di personalità del ragazzo/a e anche a cambiamenti di vita quotidiana. È importante favorire sempre la comunicazione in famiglia, ma non facendo il "genitore/amico"! È importante far capire quanto la vita sia bella e preziosa e che ogni situazione si può superare, perché è la paura che deve "essere uccisa" e non la persona! È necessario stare vicino a chi vive un momento di panico e/o smarrimento e con la propria vicinanza ed umanità si può far superare il panico che porta poi al compimento anche di gesti inconsulti.

Cultura
“Quando piantiamo un albero, stiamo facendo ciò che possiamo per rendere il nostro pianeta un luogo più salutare e vivibile per quelli che verranno dopo di noi, se non per noi stessi”Oliver Wend
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di Angelo Barraco

 
Marsala/Petrosino (TP): “Quando piantiamo un albero, stiamo facendo ciò che possiamo per rendere il nostro pianeta un luogo più salutare e vivibile per quelli che verranno dopo di noi, se non per noi stessi” disse il giurista statunitense Oliver Wendell Holmes Jr. Un concetto perfettamente contestualizzabile a quelle realtà urbane che sviluppano progetti concreti che mirano allo sviluppo della polis per migliorare la vivibilità dei suoi abitanti e per lasciare un segno concreto e indelebile per coloro che verranno domani. Esattamente ciò che stanno attuando in modo esemplare i Comuni di Marsala e Petrosino, sviluppando concretamente idee e progetti che portano alla valorizzazione del territorio e alla crescita dello stesso.
 
Il Comune di Petrosino, guidato dal carismatico Sindaco uscente Gaspare Giacalone che ha confermato la sua candidatura alle prossime amministrative, punta ad un uso razionale dell’energia elettrica degli immobili comunali aderendo al progetto “Led negli edifici della pubblica amministrazione”, una campagna per l’ammodernamento tecnologico dei corpi illuminati esistenti con altrettanti ad alta efficienza negli edifici esistenti di proprietà del Comune.  Un’iniziativa che punta all’ammodernamento tecnologico dei gruppi illuminanti già presenti con altri di altissima efficienza. Il Sindaco ha dichiarato che l’iniziativa “è a costo zero per l’Amministrazione e  prevede un adeguamento funzionale, più efficiente e rispettoso alle norme di settore, con un abbattimento dei consumi e minori costi di manutenzione quindi meno costi per la collettività. L’adesione al progetto consentirà all’Amministrazione di ottenere una riduzione dei consumi energetici, negli edifici di proprietà comunale di almeno il 50%”.
 
Le porte all’innovazione come specchio per il futuro si aprono anche a Marsala, con la collocazione di un murales chiamato “Cartolina da Marsala” collocato a Sappusi. L’opera fa parte di un progetto scolastico chiamato “Rigeneriamoci”, sotto la coordinazione dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione diretto da Annamaria Angileri. Nel corso della manifestazione vi era anche il Sindaco Alberto Di Girolamo e gli assessori Ruggieri e Accardi. Il lavoro è stato ideato da Federico Di Girolamo, con il coinvolgimento di diverse scuole. Entusiasta il Sindaco Di Girolamo che ha affermato “Contiamo su giovani per fare di Marsala una città sempre più vivibile e turistica”. L’Assessore Angileri ha dichiarato invece “Un lavoro faticoso, che ha visto impegnati i ragazzi per intere giornate con grande entusiasmo. Nel racchiudere in un colpo d'occhio le peculiarità del nostro territorio, la Cartolina costituisce altresì un esempio di sinergia virtuosa e cittadinanza attiva”. 
La sentenza
Ora l'unico parametro è la valutazione dell'autosufficienza
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Rivoluzione copernicana della Cassazione sull'assegno di divorzio che fino ad oggi, con 30 anni di indirizzo costante, era collegato nella sua entità al parametro del "tenore di vita matrimoniale", una pietra miliare che da oggi va in soffitta e lascia il posto a un "parametro di spettanza" basato sulla valutazione dell'indipendenza o dell'autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede.

Il matrimonio non è più la "sistemazione definitiva": sposarsi, scrive la Corte, è un "atto di libertà e autoresponsabilità".

Con la sentenza 11504, depositata oggi dalla Cassazione e relativa al divorzio tra un ex ministro e una affascinate imprenditrice, i supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale la ex moglie chiedeva l'assegno di divorzio già negatole con verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano nel 2014 che aveva ritenuto incompleta la sua documentazione dei redditi e valutato che l'ex marito dopo la fine del matrimonio aveva subito una "contrazione" dei redditi. Ad avviso dei supremi giudici, la decisione milanese deve essere corretta in motivazione perchè a far perdere il diritto all'assegno alla ex moglie non è il fatto che si suppone abbia redditi adeguati, ma la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre "superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come 'sistemazione definitiva'" perchè è "ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonchè come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile".

"Si deve quindi ritenere - afferma la Cassazione - che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell'ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale".

Il protagonista della vicenda è un ex ministro e chiede il rispetto della privacy. L'uomo contattato dai suoi legali ai quali ha espresso "soddisfazione" per l'esito del verdetto, ha preannunciato azioni legali nei confronti di chi diffonderà il suo nome violando la richiesta di anonimato stampigliata sulla stessa sentenza della Cassazione che oggi ha messo una pietra 'tombale' sulla pretesa della ex moglie di avere da lui l'assegno a vita.

"Il nostro assistito - ha spiegato l'avvocato Daniele Mariotti che insieme a Ida Favero ha difeso l'ex ministro nella causa in Cassazione - non ha dato alcuna autorizzazione alla diffusione del suo nome in relazione alla sentenza della Cassazione: gli abbiamo espressamente chiesto se voleva essere citato e ha risposto negativamente. Anche in considerazione del delicato ruolo che ricopre attualmente, non desidera comparire".

Nel verdetto dei supremi giudici "chissà perchè non è ricordato", rileva l'avvocato Mariotti, ma l'ex ministro durante la separazione consensuale ha versato due milioni di euro alla ex moglie che aveva debiti. Per quanto riguarda la sentenza, l'avvocato Mariotti sottolinea che "è un importante punto di arrivo che sovverte quasi trenta anni di giurisprudenza costante e farà da 'base' per tutte le sentenze in tema di divorzio: per questo io e l'avvocato Favero riteniamo di aver ottenuto un risultato al servizio dell'intero Paese, e tanti cittadini potranno trarne utilità mettendo fine a situazioni di indebito arricchimento alle spalle dell'ex coniuge".

Questa vicenda, ha proseguito Mariotti, "è stata trattata dalla Cassazione in due diverse udienze precedute da una ricerca dell'Ufficio del Massimario che ha fatto anche una panoramica della giurisprudenza comunitaria: evidentemente i supremi giudici erano pronti a prendere atto che i tempi sono cambiati e che quando due persone divorziano tornano ad essere 'singole'". Da Bologna, anche l'avvocato Salvatore Santagata, legale dalla ex moglie, ha invocato il rispetto della privacy per la sua cliente.

Cultura
Figuccia: "oggi di mafia si parla ed è cambiata anche la società civile più consapevole ed impegnata"
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di Angelo Barraco

 
MARSALA (TP) – Questa sera alle ore 21.25 andrà in onda su Rai 1 la seconda puntata della miniserie televisiva “Maltese – Il romanzo del Commissario”, il cui esordio andato in onda lunedì 8 maggio ha registrato il 30.3% di share pari a 7.433.000 spettatori, un successo clamoroso e inaspettato. La serie tv ambientata negli anni 70 è diretta da Gianluca Tavarelli e prodotta dalla Palomar, girata tra il mese di Aprile e il mese di Giugno a Trapani, Palermo e Roma e che vede il ritorno in tv di Kim Rossi Stuart dopo 12 anni  che interpreta il commissario Dario Maltese, che da Roma ritorna a Trapani, la sua terra natia, per fare i conti con il suo passato. Il ritorno avviene in occasione del matrimonio di Gianni, il suo migliore amico, interpretato dall’attore Claudio Castrogiovanni. Una fiction in cui il ricordo rappresenta la componente principale di una regressione al passato attraverso il quale il commissario fa i conti con l’abbattimento delle distanze emozionali che per molto tempo lo avevano tenuto ben lontano da quelle terre. Dopo un vissuto fatto di emozioni soffocate e tenute lontane, il ritorno a casa fa riaffiorare i ricordi dinnanzi ai suoi occhi al calar della sera e Gianni, Dario e Angelica sono i protagonisti dei suoi flashback. I due giovani vivono spensieratamente la loro adolescenza insieme alla giovane Angelica, della quale sono entrambi innamorati. Ricordiamo inoltre che sono quattro le puntate della miniserie: la prima è andata in onda l’8 maggio, la seconda il 10 maggio, la terza andrà in onda il 15 maggio e l’ultima il 16 maggio. 
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo intervistato Fulvio Figuccia. Il suo ruolo all’interno della fiction rientra proprio tra i flashback del Commissario Maltese –Kim Rossi Stuart- e in luoghi suggestivi come San Teodoro è stato ripreso insieme ai suoi colleghi mentre giocavano in acqua, ma anche sul golfo di Bonagia, in una festa anni ’50 presso il Baglio Fontanasalsa e mentre pescano su una piccola barca al largo del porto di Trapani. Nel novembre 2016, quando ancora il film era in fase di realizzazione, noi lo intervistammo e ci spiegò l’inizio di questa sua nuova ed entusiasmante esperienza. Oggi ce ne parla alla luce dell’enorme successo ottenuto dalla prima puntata e a distanza di poche ore dall’inizio della seconda.

Com'è stato vedersi in tv?
Un'emozione indescrivibile per me vedermi per la prima volta in tv, in prima serata, su Rai Uno. Soprattutto perché neanch'io avevo visto in anteprima le scene che ho girato,  quindi, come tutti, mi sono visto lunedì sera e poi è stata grandissima la sorpresa poiché non sapevo quando sarebbe andata in onda la scena in cui sarei comparso. Anche il solo fatto di collaborare insieme ad attori come Kim Rossi Stuart, Francesco Scianna e Valeria Solarino. Comparire nei ricordi, nei flashback del commissario Maltese 
rende tutto piú magico e onirico.

Com’è stato impersonare il Commissario Peralta da giovane, amico di Maltese?
È stato un onore impersonare da giovane il Commissario Peralta, amico di Maltese, ucciso per avere iniziato silenziosamente la sua lotta alla mafia in un periodo in cui si diceva che la mafia non esistesse e in cui i delitti di mafia erano considerati "delitti di fimmine".
 
Si parla di lotta alla mafia, di morti ammazzati in una Sicilia da sempre teatro di una mattanza senza fine…
Fa riflettere molto anche che Peralta avesse conservato fuori dal commissariato lo schedario con le sue indagini personali sulla mafia a Trapani perché, come diceva il commissario Maltese, o non si fidava nemmeno dei suoi uomini oppure non voleva metterli in pericolo.
L'assassinio del commissario Peralta convince Maltese a trasferirsi a Trapani e a prendere il suo posto per indagare sull'omicidio dell'amico di infanzia, ma soprattutto per continuare le indagini iniziate dall'amico, che negli ultimi istanti di vita è come se gli passasse il testimone, informandolo dell'inchiesta che aveva iniziato fuori dal commissariato. Quindi possiamo dire che  Peralta incarna l'eroe dello Stato, vittima della mafia, ma lasciato solo dallo Stato stesso. La differenza importantissima rispetto agli anni in cui è ambientata la fiction è che oggi di mafia si parla ed è cambiata anche la società civile più consapevole ed impegnata.
Politica
Si voterà il 16 maggio dalle 08.30 alle 16.30 e il 17 maggio dalle 08.30 alle 14.00
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di Angelo Barraco
 
 
PALERMO– Il 16 e 17 Maggio tutti gli studenti Universitari di Trapani e Palermo saranno chiamati ad eleggere i rappresentanti degli studenti per gli Organi Superiori, cioè il Senato Accademico, il Consiglio d’Amministrazione, il Comitato per il potenziamento dell’attività sportiva universitaria (CUS). Ma chi sono i candidati? Per il Senato Accademico c’è Emanuele Cocchiara, classe 1993, originario di Gela ma trasferitosi a Palermo nel 2005. Consegue la maturità scientifica nell’anno 2012 presso il Liceo Scientifico Statale “Benedetto Croce”. Si iscrive all’università e sin da subito inizia a lavorare per gli studenti  con il Foro di Giurisprudenza e viene eletto Presidente nel 2014, quando era studente al secondo anno. Nel dicembre del 2015 si candida al Consiglio di Corso di Studi e viene eletto con un cospicuo numero di voti. Lo staff dell’Associazione Foro di Giurisprudenza decide di rinominarlo Presidente nel Marzo del 2017. Per il CDA la candidata è Antonella Morana, classe 1995, originaria di Marsala (TP). Consegue la maturità al Liceo “Giovanni XXIII” di Marsala nel 2014 e nello stesso anno intraprende la carriera universitaria presso la Facoltà di Giurisprudenza del Polo Universitario di Trapani. Si mostra subito interessata alle problematiche degli studenti universitari e la realtà associativa universitaria, entrando a far parte in qualità di Socio Attivo dell’Associazione Alfaomega diventando nel mese di gennaio 2016 Vicepresidente e Tesoriere. In merito alla sua candidatura dichiara: “Ho scelto di presentare la mia candidatura perché credo nella buona rappresentanza. Quella di candidarmi è stata una scelta voluta e  pensata , avendo anche valutato il grande impegno che comporterebbe ricoprire questa carica. Sono convinta che sia necessario valorizzare ulteriormente il nostro percorso universitario ma ancor di più, da Studentessa di un Polo decentrato,  credo sia giunto il momento di dare una forte e più vicina rappresentanza agli Studenti del Polo Universitario di Trapani che per molto tempo non ha avuto l’opportunità di competere in prima linea”. Per il CUS la candidata è Elisabetta Fiorello, classe 1997 di Palermo. Consegue la maturità classica presso il Liceo “Giuseppe Garibaldi” di Palermo nel 2015 e nello stesso anno si iscrive nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo. Mostra sin da subito interesse alle problematiche degli studenti e partecipa attivamente ad attività di tal genere. Nel 2016 decide di proseguire la sua passione per gli studi umanistici iscrivendosi al corso di Studi storici e filosofici ma non abbandona la passione politica. Si voterà il 16 maggio dalle 08.30 alle 16.30 e il 17 maggio dalle 08.30 alle 14.00. In bocca al lupo!
Amministrative 2017
Gaspare Giacalone: "“ la politica deve essere prima di tutto un campo umano. I semi sono le idee"
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di Angelo Barraco

 
PETROSINO (TP) - Oggi, 5 maggio, alle ore 19.30, il Sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone –che il 6 aprile ha confermato la sua ricandidatura- terrà un incontro con i cittadini dal titolo “RIGENERAZIONE IDEE”, aperto a tutti coloro che in questi anni lo hanno supportato per rendere Petrosino un Comune limpido e trasparente. L’evento si terrà  nella sede di “Cambia Petrosino”, in Via Pietro Nenni n.156, di fronte il piazzale della posta. Si prevede una partecipazione copiosa e attiva di una nuova generazione giovane che rappresenta il futuro di Petrosino e che attraverso l’esposizione di nuove idee punterà alla crescita e allo sviluppo del comunità. Gaspare Giacalone dichiara “ la politica deve essere prima di tutto un campo umano. I semi sono le idee, il nutrimento è la tenacia, i frutti sono le realizzazioni. Cambia Petrosino è la forza di una grande squadra di giovani, donne e uomini liberi”. Verrà presentata la lista dei candidati al Consiglio Comunale di “Cambia Petrosino”, la squadra che supporterà Gaspare Giacalone in questo nuovo cammino, ci sarà un confronto diretto tra i candidati e la cittadinanza da sempre attiva e determinata al cambiamento e alla crescita. Gaspare Giacalone, in merito all’incontro di oggi ha postato il seguente messaggio su facebook: “Alle ragazze e ai ragazzi di Petrosino voglio dire di progettare insieme il nostro domani partendo dalle cose fatte. In questi anni abbiamo puntato sul risveglio sociale e culturale, le nostre strade e le nostre piazze, in momenti diversi dell' anno hanno ospitato momenti di elevato valore culturale oltre che migliaia di visitatori. Con il bando Stand Up e gli incentivi ai cittadini virtuosi, abbiamo sperimentato e attuato il Cambiamento, creando opportunità per tutti. Vi aspettiamo VENERDÌ 5 Maggio dalle 19.30 presso il comitato di Gaspare Giacalone Sindaco. Parleremo di politiche giovanili e sperimenteremo forme di CITTADINANZA ATTIVA e PARTECIPAZIONE nei processi decisionali per aggiungere valore al programma che scriveremo insieme a voi con le vostre idee per azioni concrete”. 
 
Sabato 6 maggio, alle ore 17.00 sarà il candidato Sindaco Vincenzo D’Alberti ad incontrare la cittadinanza al Baglio Basile. Un incontro dal titolo “Cento giovani x 100 idee”, un confronto in cui sono stati selezionati 100 ragazzi, tra i 18 e i 35 anni, che si interfacceranno con due rappresentanti delle istituzioni europee che sono l’On. Michele Giuffrida, del Parlamento Europeo, Commissione Agricoltura e Sviluppo Regionale e il Prof. Antonello Pezzini del Comitato Economico e Sociale Europeo e si parlerà di idee per Petrosino e quelle che sono le possibilità di attuazione grazie ad un sostegno che può dare l’Europa. D’Alberti ci spiega che “si presentano idee che i ragazzi hanno raccolto e le confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni europee. Cento giovani per cento idee e quindi si parlerà di idee per creare futuro, occupazione, innovazione e di vedere quali sono gli strumenti che l’Europa può offrire per poi realizzarle”.  
Politica
Obiettivi e programmi per il futuro di Petrosino di Gaspare Giacalone, Vito Messina e Vincenzo D'Alberti
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di Angelo Barraco
 
PETROSINO (TP) – Il Comune di Petrosino è pronto ad affrontare le elezioni Amministrative dell’11 giugno, la grinta e l’entusiasmo non mancano tra i candidati Sindaco, i candidati al consiglio Comunale e la cittadinanza da sempre parte attiva.  Gaspare Giacalone, Sindaco uscente  ha confermato la sua ricandidatura e si scontrerà con Vito Messina e Vincenzo D’Alberti: ma chi sarà il prossimo Sindaco di Petrosino? I cittadini riconfermeranno Giacalone o no? Una domanda  che ormai è diventata consuetudinaria tra la gente che si incrocia nei bar per bere un caffè e scambiare quattro chiacchiere leggendo il giornale, un bisbiglio che da lontano risulta quasi un’ovvietà alla luce di quello che sarà il futuro di un Comune che negli anni ha cambiato più volte pelle, che si è tolto di dosso quelli che erano gli spettri di un passato ombroso e ha iniziato a brillare di luce propria pian piano. Tante le indecisioni e le titubanze dei cittadini che dinnanzi alle tante “Santine elettorali” che già circolano per la città, sono consapevoli che la scelta che prenderanno sarà certamente determinante, sono anche tante le chiacchiere di piazza –molto spesso fuorvianti-  sui programmi elettorali dei rispettivi candidati Sindaco e spesso tra la popolazione vige un po’ di confusione a riguardo, ma quali sono gli obiettivi di Gaspare Giacalone, Vito Messina e Vincenzo D’Alberti per cambiare il volto di  Petrosino e migliorarlo? Noi de L’Osservatore D’Italia ve lo spieghiamo attraverso le loro parole. 
 
Gaspare Giacalone, il Sindaco uscente ha confermato la sua candidatura e si candida per la lista “Cambia Petrosino”. Il 6 aprile ha incontrato i suoi cittadini, ha parlato dei successi ottenuti in questi lunghi anni, attraverso un lavoro fatto di quotidianità che hanno portato poi alla concretezza soprattutto della forza e dell’importanza  della squadra. In quell’incontro ha precisato che cinque anni fa il Comune aveva strade, scuole, cimitero  che si trovavano in una situazione discutibile. Non vi erano progetti ma il lavoro è stato fatto passo dopo passo, una crescita esponenziale. Il Sindaco ricorda che il primo lavoro concreto fatta cinque anni fa è stato il parco giochi, evidenziando da questo esempio quanto è importante iniziare a costruire la comunità con i bambini che sono i veri protagonisti della comunità. Ha parlato dell’impegno concreto e oggettivo dell’Amministrazione che è partito dalle scuole per poi ampliarsi fino ai campetti di calcio, al palazzetto dello sport dove è stata individuata una società sportiva che lo gestisce e regala grandi soddisfazioni. Gaspare Giacalone è determinato e precisa che “Noi andremo avanti per non fermare il cambiamento”.  Il Sindaco parla del Consiglio Comunale e dice che a giorni cercherà “di mettere insieme la squadra dei candidati al Consiglio Comunale, rimodulare anche la squadra assessoriale però qualcosa ve la voglio dire subito: ‘cavallo che vince non si cambia’. Io ho avuto la grande fortuna di avere una squadra meravigliosa al mio fianco e a loro ho chiesto di essere di nuovo nella partita quindi questa è la prima notizia che vi posso dare tranquillamente nel senso che cercherò di confermare coloro che ci hanno accompagnato in questo viaggio. Poi ci saranno delle caselle che saranno libere, sapere per altro che il numero dei consiglieri comunali si è ridotto da 15 a 12 e questa volta il Sindaco che vince ha la maggioranza fatta di 8 consiglieri comunali anziché 10. Queste caselle che abbiamo cercheremo di riempirle mettendo delle persone che siano rappresentative e che siano espressione di quella parte della comunità e che possono dare un contributo”.  Il Sindaco ha precisato ai presenti in sala quanto è importante continuare il cambiamento che è stato attuato in questi lunghi anni, sottolineando che la stima della cittadinanza è stato un monito per andare avanti malgrado tutto.
 
Vito Salvatore Messina è candidato a Sindaco con la lista “Uniti per Petrosino”, una lista composta da uomini e donne apolitici, animati dalla passione e lo spirito di servizio. "Sono un imprenditore  nel settore della vigilanza privata che da anni lavora e produce nel territorio petrosileno - afferma Vito Salvatore Messina. Ho voluto candidarmi con una lista civica, perché propongo un progetto politico lontano dalle logiche di partito, che hanno causato l'allontanamento dalla politica di  tanti cittadini. Uniti per Petrosino è una lista civica composta soprattutto da giovani capaci e volenterosi, che in questi anni mi hanno sollecitato a candidarmi a sindaco di Petrosino. Il mio programma è il frutto di un’attenta valutazione della situazione economica e sociale del territorio petrosileno e conseguentemente dell'accoglimento delle idee dei nuovi candidati presenti in questa coalizione civica". Continua inoltre "Il simbolo Uniti per Petrosino - afferma il candidato sindaco Vito Salvatore Messina- identifica con chiarezza le linee guida del nostro progetto , improntato su : impegno,coerenza,legalità, nonché meritocrazia, pari opportunità, rinnovamento. Il nostro programma , cogliendo appieno le grandi potenzialità del nostro territorio, propone: una politica di tutela e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche locali , soprattutto ai fini occupazionali ; la valorizzazione dell'agricoltura e dell'artigianato locale, sostenendo con proposte concrete l'imprenditoria locale e incentivando quella giovanile. Il sostegno alle famiglie e alle fasce sociali più deboli e disagiate della città sarà per noi una priorità . Vogliamo una Petrosino sempre più vivibile per i cittadini ed accogliente per i turisti". Conclude "I tagli ai Comuni rendono sempre più difficile reperire fondi e fare investimenti. Occorre non solo intercettare i fondi della Comunità Europea , ma occorre anche coinvolgere i privati ,promuovendo un percorso di “project financing”, volto alla stipula di contratti di partenariato con aziende disposte alla collaborazione. Il mio programma è concreto, - conclude in candidato sindaco Vito Salvatore Messina- basato sulle richieste dei petrosileni, con i quali manterrò sempre un rapporto alla pari senza alcun favoritismo".
 
Vincenzo D’Alberti è candidato a Sindaco con la lista “Adesso il Futuro!”,  ha 37 anni, è laureato in ingegneria e alle spalle ha varie esperienze all’interno di istituti Nazionali come Palazzo Chigi ed esperienze Europee come l’European Economic and Social Committee di Bruxelles. Ci ha spiegato che gli obiettivi principali che vuole portare avanti qualora venisse eletto sono “lavorare sull’agricoltura perché secondo me è stato il settore lasciato operare senza un coordinamento. Noi dobbiamo in qualche maniera costituire un tavolo di coordinamento dove ci siano i rappresentanti delle cantine, rappresentanti dei sindacati, rappresentanti dell’Assessorato regione del territorio e dell’ambiente, nel settore dell’agricoltura, istituto regionale vini e oli. In modo da lavorare insieme a quelle che sono le opportunità che ci da il nuovo piano di sviluppo rurale, dove ci sono soldi che riguardano la promozione di prodotti agricoli, la costituzione di consorzi, la promozione di manifestazioni per la promozione del territorio, la creazione di una sottozona all’interno della Doc Sicilia che si possa chiamare Doc Petrosino per quanto riguarda i nostri vini frizzanti. Quindi il primo punto sarà il tavolo tecnico sull’agricoltura, per poter fare un lavoro coordinato dall’Amministrazione comunale perché io la vedo con un ruolo di facilitatore per quanto riguarda i processi di innovazione che possono arrivare dalla comunità europea e promozione soprattutto del territorio e del vino perché se prima non parte questo non riusciamo ad operare. Secondo punto riguarda quello di iniziare a lavorare con la programmazione europea che a Petrosino, da sempre, non si è mai fatto; costituire tavoli tecnici con progettisti in modo da poter partecipare a bandi per la riqualificazione della costa, per la bonifica delle aree costiere, per portare a Petrosino Mobilità sostenibile, per dare servizi ai turisti. Tutto questo si può fare perché la Regione ha emanato la programmazione attuativa dei bandi dal 2017 in poi. Noi sappiamo quando escono i bandi, quanto è l’importo per le amministrazioni locali e dobbiamo essere pronti a rispondere e dobbiamo essere pronti a partecipare”.
 
Secondo lei cos’è che non è stato fatto a Petrosino? “di tutto questo nulla, l’Amministrazione non ha idea di cosa sia la programmazione europea, di quale sia la programmazione attuativa della regione dei bandi che escono dal 2018 al 2020, non ha idea di che significa dialogare con le istituzioni palermitane, le istituzioni romane e le istituzioni europee, non è riuscita a partecipare a progetti infrastrutturali a Petrosino; abbiamo bisogno di completare l’impianto di depurazione, abbiamo bisogno di completare la fognatura, manca il dialogo con le istituzioni”.
 
Come reputa il lavoro fatto fino ad oggi a Petrosino? “l’ordinaria amministrazione fatta in maniera spicciola, in maniera chiusa all’interno del Comune di Petrosino. Hanno fatto quello che si poteva fare, con le poche risorse che c’erano a disposizione quindi solo ordinaria amministrazione fatta in maniera spicciola, senza portare lo straordinario e noi non ce lo possiamo più permettere in questa fase. Abbiamo bisogno di tentare, di portare qualche cosa che dia un impulso alla crescita economica del paese sennò Petrosino muore perché è il Comune più povero della Provincia di Trapani”
Attualità
Avvocato Giacomo Frazzitta: "Grazie a tutti e ci vediamo il prossimo anno"
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di Angelo Barraco

MARSALA (TP) - Grande successo a Marsala per il secondo Seminario di Criminologia che si è tenuto nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale San Pietro  il  28 e 29 aprile. Un corso a numero chiuso accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Marsala a cui hanno partecipato  Avvocati, tanti appassionati della materia, Giornalisti, Psicologi, Criminologi, Studenti e Forze dell’Ordine.
 
Quindici ore di full immersion con i massimi esperti di fama nazionale e internazionale che hanno spiegato ai presenti in sala le sfaccettature e i dettami di una branca tanto affascinante quanto complessa, che in questi ultimi anni si è introdotta sempre di più nelle case degli italiani attraverso  programmi televisivi di settore e non che hanno disseminato curiosità e interesse. Il Seminario è iniziato venerdì 28 aprile alle ore 14, con la registrazione dei presenti; dalle 15.00 alle 16.30 il tema è stato “Le tracce criminali e la scena del crimine”, si sono susseguiti gli interventi di Chiara Cazzaniga, Giornalista del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, che ha parlato delle investigazioni giornalistiche e della riapertura di casi giudiziari, portando ai presenti l’esempio del caso di Ilaria Alpi; Fabio Salvitale, Giornalista investigativo de “Il Tempo” e “Il Messaggero”, esperto di cold case e criminalità informatica ha parlato di importanti casi giudiziari. La chiusura della prima giornata del convegno è stata affidata alla Dott.ssa Marina Baldi, Biologa specialista in genetica medica nonché consulente tecnico in materia di genetica forense che ha spiegato come vengono svolte le indagini biologiche, la complessità di tale iter e la progressiva evoluzione che ha subito negli anni e che ha portato alla risoluzione di innumerevoli casi.
 
Sabato 29 aprile si è svolta invece l’ultima giornata del corso, iniziata con le spiegazioni del Dott. Roberto Cusani, Ordinario della cattedra di Telecomunicazioni all’Università “La Sapienza” di Roma che ha parlato degli Hacker, delle tracce telefoniche e telematiche; Armando Palmegiani, esperto della scena del crimine nonché docente di Criminologia all’Università eCampus ha parlato invece della storia del delitto Pasolini e gli scenari che si celano dietro; l’Avvocato Giacomo Frazzitta, penalista di fama nazionale, ha parlato della prova scientifica e delle novità in ambito giurisprudenziale. Dopo la pausa pranzo offerta dal corso, è toccato al Dott. Livio Milone, medico legale e dirigente del dipartimento di Medicina Legale al Policlinico di Palermo che ha spiegato quanto sia importante l’analisi di un cadavere ai fini della risoluzione di un crimine poiché egli stesso è portatore di informazioni utili per stabilire le cause, quasi come fosse una scatola nera di un aereo; è toccato poi a Luciano Garofano, Ex Comandante dei R.I.S. di Parma ed Esperto della scena del crimine; è toccato poi a Raffaele Sollecito, che ha presentato il suo libro “Un passo fuori dalla notte”.
 
Dalle 17.00 alle 20.00 si è parlato del caso Meredith e degli errori giudiziari, con Raffaele Sollecito, Nicolò Renda, Luciano Garofano, Livio Milone, Chiara Cazzaniga e Roberto Cusani. L’Avvocato Frazzitta è riuscito a far brillare ancora una volta la città di luce propria, portando qualità e professionalità che indubbiamente hanno fomentato gli appassionati ad approfondire e studiare questa materia così intrigante e piena di insidie. Ci auguriamo vivamente che questo percorso iniziato lo scorso anno non si fermi qui ma che continui negli anni, con l’obiettivo di alimentare la conoscenza e lo studio di una materia tanto bella quanto complessa. Frazzitta sulla sua pagina facebook ha scritto: “Un ringraziamento particolare alla Famiglia Bianchi che ci ha accolto per la cena finale nel loro meraviglioso baglio. Grazie a tutti e ci vediamo il prossimo anno”.
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