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Caos voli
Stop di 24 ore di piloti e assistenti Anpac, Anpav e Usb. Fermo di 4 ore indetto dai sindacati confederali del trasporto aereo
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Giornata difficile oggi negli aeroporti per una serie di agitazioni legate alla crisi dell' Alitalia. E' di 24 ore lo sciopero di piloti e assistenti di volo proclamato da Anpac e Anpav e dall'Usb Lavoro Privato. Per far fronte alla protesta, la compagnia ha cancellato il 60% dei voli programmati sia nazionali che internazionali, e attivato un piano straordinario che ha permesso di riproteggere oltre il 90% dei passeggeri coinvolti. Anche EasyJet ha fatto sapere di aver adottato una serie di misure operative per minimizzare l'impatto sui passeggeri.

Dalle 14 alle 18 si aggiungerà infatti lo sciopero proclamato dai sindacati confederali del trasporto aereo, che coinvolgerà anche il personale di terra e le compagnie straniere.

Dopo che i sindacati ieri hanno disertato l'incontro con Alitalia sul contratto, il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, in un momento "così delicato" per la compagnia, chiede di evitare "iniziative unilaterali" e auspica che si torni a "un modo di lavorare più armonico tra azienda e sindacato, e soprattutto a un confronto".

Il dialogo potrebbe riprendere venerdì, quando è in programma una nuova convocazione.

Raggiunto accordo tra Governo e tassisti
Le proteste dei tassisti non fermano la corsa del decreto milleproroghe che si avvia al voto di fiducia alla Camera oggi
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"Una riforma seria, senza cedere alla piazza". Così il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha definito la soluzione raggiunta ieri tra governo e tassisti. Intervistato dal TG1, il ministro ha sottolineato che "abbiamo ripristinato la regolarità del servizio e contestualmente abbiamo preso l'impegno di una riforma seria che non si può fare con delle proroghe". Per Delrio, "uno stato serio dà diritti a tutti, a quelli che hanno investito il loro denaro e ai cittadini che devono potersi muovere liberamente" anche utilizzando le innovazioni più recenti.

Dopo giorni di protesta in tutta Italia e l'odierna manifestazione a Roma sfociata in momenti di tensione, tafferugli, a tratti vera e propria guerriglia urbana, i tassisti ritornano al lavoro. E' la decisione condivisa con il governo, in un incontro che si è tenuto al ministero dei trasporti, sottoscritta da tutte le 21 sigle della categoria, secondo quanto ha resto noto il viceministro Riccardo Nencini.

Le proteste dei tassisti non fermano la corsa del decreto milleproroghe che si avvia al voto di fiducia alla Camera oggi. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, al termine di una lunga mediazione trova l'intesa proponendo due decreti, uno per il riordino del settore e l'altro per la lotta all'abusivismo. Una soluzione che superi quindi di fatto il contenuto dell'emendamento al Milleproproghe a firma di Linda Lanzillotta che ha scatenato la protesta. I decreti dovranno includere tutti i temi, già concordati con le categorie a suo tempo, tra cui miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, necessità di migliorare i servizi ai cittadini evoluzione tecnologica del settore, lotta all'abusivismo, migliore incontro tra domanda e offerta. "L'impegno è a iniziare i lavori domani e a concluderli per presentare i testi entro un mese", spiega poi il ministero precisando che tutte e 21 le sigle hanno siglato il verbale che prevede un'immediata sospensione della protesta. Domani le assemblea delle diverse sigle. La soluzione arriva dopo una riunione fiume al ministero dei Trasporti con i tassisti rappresentanti delle auto bianche. Fuori dall'incontro i tassisti hanno asserragliato il ministero con fumogeni e bombe carta, decisi a contrastare con le buone o con le cattive l'emendamento che rimanda a fine anno la stretta sui noleggi con conducente come quelli dell'app Uber Black.

I dati
A preoccupare maggiormente gli esperti del Clusit è la crescita a quattro cifre degli attacchi con phishing e social engineering
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Il 2016 è stato "l'anno peggiore di sempre in termini di evoluzione delle minacce cyber e del relativo impatto". Aumento a quattro cifre per gli attacchi di phishing (+1.166%), cresce del 117% nell'ultimo anno la "guerra delle informazioni". Sono i dati del Rapporto Clusit presentato oggi a Milano, che mostra come la maggior crescita percentuale di attacchi gravi nel 2016 è avvenuta nel settore della sanità (+102%), seguito dalla Grande Distribuzione Organizzata (+70%) e dall'ambito Banking e Finance (+64%).
"Nella situazione attuale i rischi cyber non solo stanno crescendo sensibilmente ma continuano a non essere gestiti in modo efficace, ovvero sono fuori controllo. Siamo giunti ad una situazione da 'allarme rosso'", spiega Andrea Zapparoli Manzoni, tra gli autori del Rapporto.
A preoccupare maggiormente gli esperti del Clusit è la crescita a quattro cifre degli attacchi con phishing e social engineering, tecniche che sfruttano le debolezze degli utenti. E crescono a tre cifre (+117%) gli attacchi riferibili al 'cyber warfare', un vasto spettro di azioni volte a crescere la pressione in ambito geopolitico o dell'opinione pubblica. Come, ad esempio, gli attacchi alle mail di un partito o alle infrastrutture critiche come i servizi energetici. Nella lista degli attacchi più significativi del 2016 c'è anche quello alla Farnesina. Il rapporto da sei anni fornisce un quadro aggiornato della situazione mondiale, è frutto del lavoro di oltre un centinaio di professionisti del Clusit, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica

Il convegno
Moreno Rosati (CONI Umbria): "Necessario un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti preposti, ad iniziare dalle Istituzioni"
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Red. Interni

 

TERNI - Serve rigore giuridico verso chi resiste a rientrare nei binari della legalità. “Lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di mobbing, straining e stalking messi in atto contro le donne” Lo ha detto il prefetto Francesco Tagliente parlando a margine del suo intervento al convegno “Lo sport contro la violenza sulle donne: Per vincere insieme. Mobbing, Straining e stalking: prevenzione, strategie e soluzioni organizzato a Terni da Carmelo Mandalari presidente del Gs Flames Gold-Iaps in collaborazione con diverse istituzioni, enti, associazioni antiviolenza, sportive e culturali.

 

“Con il suo linguaggio universale - ha proseguito Tagliente - lo sport ha il potere di unire e comunicare messaggi positivi comprensibili da tutti, a prescindere dall’età, dalla nazionalità e dal livello di istruzione e bagaglio culturale. A unire sono soprattutto quei valori validi per tutti e gli ideali universali come l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, l’impegno, il coraggio, il miglioramento di sé”. “Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi - ha aggiunto Tagliente - la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c'è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c'è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi. L'area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco. Senza questa cultura condivisa non c'è alcuna possibilità di sviluppare la cultura della legalità, e, quindi attuare una efficace attività di contrasto ad ogni forma di violenza, tra cui quella del bullismo”. “Per sviluppare la cultura del dialogo nei giovani – ha proseguito - è fondamentale che anche ‘attori’ esterni alla formazione didattica e all'educazione familiare si interessino al problema. Ma è necessario che i progetti esterni di questi ‘attori’ anche se istituzionali, siano richiesti dal mondo scolastico per evitare che la scuola diventi un progettificio”. “Per quanto riguarda invece le strategie e le soluzioni per il contrasto dei fenomeni di mobbing, bossing, straining, stalking messi in atto da adulti – ha proseguito Tagliente - dallo sport mutuerei alcuni pilastri fondamentali per indurre i tifosi alla legalità. Penso al coinvolgimento attivo anche dei più riottosi per provare a farli sentire e diventare protagonisti del rispetto. Penso alla ricerca del dialogo a tutti i costi. Penso anche alla necessità di ricorrere al rigore giuridico nei confronti di chi resiste a rientrare nei binari della legalità”. “Penso ancora al lavoro di squadra. Ritengo necessario – ha concluso - agire in modo che ciascun componente del gruppo si senta protagonista attivo del progetto. E non basta avere una squadra, bisogna saperla tenere unita”.

 

I lavori, moderati da Manuela Valloscuro, sono stati aperti dal presidente Carmelo Mandalari organizzatore degli eventi che ha illustrato finalità e tappe del progetto. Dopo il prefetto Tagliente a preso la parola l'avvocato criminologo Luana Campa. “Dopo aver condotto un'analisi criminologica di questi comportamenti devianti – ha esordito la criminologa - mi sono accorta che essi hanno una base comune: sono tutti l'espressione di una società in cui sono dominanti i valori della prevaricazione e dell'arbitrio del più forte sul più debole, in cui i modelli vincenti sono quelli dell'arroganza e del non rispetto dell'altro. Il Mobbing – ha proseguito la criminologa - è essenzialmente un problema di comunicazione all'interno dell'ambiente di lavoro e come tale il suo trattamento preventivo e risolutivo è di pertinenza esclusiva della Psicologia del Lavoro e dell'Organizzazione. Formazione a tutti i livelli - ha aggiunto - è la parola chiave per risolvere o almeno limitare il problema del Mobbing e dello Straining. E' fondamentale che i vari professionisti esperti in materia (psicologi, avvocati, medici) lavorino in equipe per garantire la migliore tutela alla vittima. Si rendono indispensabili specifici interventi di sostegno psicoeducativo rivolti all'offender, nonché interventi trattamentali sulle dinamiche relazionali patologiche dell'offender. Sottolineo – ha concluso - la necessità di una sensibilità da parte delle Istituzioni verso questi argomenti. E 'importante arrivare a una legge nazionale per creare una cultura del rispetto”.

 

E’ intervenuta poi Cristiana Conti, psicologa dello Sport, membro del Consiglio Direttivo dell'AIPS (Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e dell'Esercizio) con una relazione dal titolo " I contributi della psicologia dello Sport". La psicologa dello sport ha chiarito che “sono due le direzioni principali della riflessione, relativamente al tema della violenza: lo Sport come spazio e strumento per l'educazione e la condivisione dei valori”. Ha poi sottolineato “l'importanza del coinvolgimento responsabile da parte di tecnici, Società e dirigenti per la creazione di contesti in cui l'esperienza sportiva possa essere un'esperienza positiva educativa”. La psicologa Cristina Conti ha poi affrontato un secondo tema. “Lo Sport come potente strumento di empowerment, inteso come opportunità di rafforzamento personale nei termini di percezione di competenza, consapevolezza e autostima"


Il vice presidente del CONI Umbria, Moreno Rosati, ha premesso al suo intervento il ringraziamento del CONI Umbria per aver organizzato a Terni un importante convegno sul delicato tema della violenza sulle donne, in ambiti e forme diverse, anche nel rapporto con il mondo dello sport. Ha poi sottolineato che “Il CONI, grazie al protocollo d'intesa siglato nel 2013 dal presidente Giovanni Malagò con il Ministro dello Sport, è in prima linea su questo versante consapevole inoltre che troppe atlete nell'età adolescenziale abbandonano l'attività sportiva, favorendo quindi forme di isolamento alla socializzazione”. “È necessario - ha aggiunto il rappresentante del CONI - un maggiore impegno da parte di tutti i soggetti preposti, ad iniziare dalle Istituzioni, affinché anche le donne che operano nei diversi settori dello sport non subiscano più violenze e soprusi dai potentati di turno"

 

Sono poi interventi con interessanti relazioni tematiche: Luciana Crucitti, grafologa e criminologa, Jean Luc Bertoni presidente regionale del prestigioso Ente di promozione sportiva ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), Dario Naccari del Comitato Italiano Paraolimpico e Dariush Rahiminia esperto in Psicologia. Al convegno hanno partecipato anche le Ragazze dell’Umbria Rugby, Giampiero Micciani Vice Presidente del Comitato Regionale Umbria della LND e Giovanni Bonati Responsabile Calcio Femminile.

Politica
A Roma la manifestazione della minoranza Pd ha preso il via sulle note di Bandiera Rossa
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Red. Politica



Michele Emiliano dal palco della manifestazione della sinistra a Roma, che in un post su Facebook dice di aver convinto Renzi a votare nel 2018, chiede di non costringere con argomenti capziosi questa comunità (la minoranza, ndr) ad uscire dal Pd. "Noi speriamo di non dover dire cose drammatiche nelle prossime ore ma se dovesse essere necessario non avremo paura. Non costruiremo un soggetto avversario del Pd ma non aspetteremo altro che ricostruire questa comunità. Tutto questo, però, è evitabile, lo voglio dire ancora".

Dal palco, il governatore toscano e candidato alla segreteria Enrico Rossi ha chiarito che "se si pensa di fare un congresso in poche settimane, una una conta per riconsegnare la guida del partito al segretario noi non ci stiamo. Il Pd è per sua natura un partito plurale e di centrosinistra, se si pensa di abolire la sinistra o che finisca per non contare nulla la responsabilità della spaccatura ricade su chi non vuole capire".

Nel suo intervento, Roberto Speranza ha raccontato di aver avuto un colloquio con Matteo Renzi: 'Mi ha cercato e ho parlato con lui, come giusto sia perché è il segretario. Gli ho chiesto se la vediamo solo noi la scissione che c'è già stata in parte del nostro mondo?. Se non c'è una presa di consapevolezza sarà normale un nuovo inizio. Se il congresso non è il tentativo di rimettere insieme un mondo ma è solo rivincita o plebiscito a me non interessa entrare".

 E mentre Massimo D'Alema annuncia che domani non parteciperà all'assemblea del Pd", da Dario Franceschini arriva un appello per evitare la scissione: "I margini di trattativa ci sono sempre, dipende dalla volontà delle persone e sopratutto dobbiamo sapere che il Pd non è proprietà di alcuni capi che litigano tra di loro".
"Il Pd - ha aggiunto Franceschini - è proprietà di alcuni milioni di persone che ci hanno creduto, che ci credono e che non vogliono questa divisione".

E in attesa dell'assemblea PD di domani, il presidente della Puglia Michele Emiliano propone la sua 'ricetta': 'Adesso che abbiamo convinto Renzi a sostenere Gentiloni fino alla fine della legislatura senza fargli brutti scherzi, possiamo darci il tempo di riconciliarci e trovare le ragioni per stare ancora insieme".
Ribatte Bersani: "Questa cosa non l'ho mai sentita: dovrà dirla Renzi, non Emiliano. E' il nostro governo, non possiamo lasciargli la spada di Damocle sopra. Intanto, nel Pd, tre candidati della minoranza Dem, stanno dicendo che non si può fare un congresso così, perché se si forzano le regole non può candidarsi nessuno".

Intanto il ministro Graziano Delrio stempera le polemiche dopo il fuorionda in cui lamentava che Renzi non avesse fatto neppure una telefonata per evitare la scissione.

"Sono per Matteo un fratello maggiore - dice a Repubblica - e come i fratelli maggiori ho il dovere di dirgli quello che ritengo serva", e gli ho detto: "'Devi togliere ogni alibi per evitare la rottura nel partito'" e gli ho "chiesto di essere flessibile, il più possibile in questa fase, in ballo c'è il futuro dell'Italia e del Pd". Poi la telefonata tra Renzi e Emiliano c'è stata: "Mi ha ascoltato. Infatti ci siamo sentiti a nostra volta". Secondo Delrio, la scissione "va evitata in ogni modo e stiamo lavorando per questo, ne vedremo l'esito". Intervistato dal Corriere della Sera aggiunge: "La scissione sarebbe la frattura nella diga, che oggi è ancora solida contro i populismi e la rabbia sociale. Ma io sono anche convinto che nessuno possa imputare a Renzi il minimo di responsabilità". Al segretario, Delrio non rimprovera niente nel merito: "Renzi ha fatto ogni sforzo possibile, si è mostrato sempre disponibile a seguire le indicazioni della minoranza. Lui voleva fare il congresso a dicembre, poi ha accettato di posticiparlo, quindi gli hanno chiesto che il partito fosse contendibile con primarie aperte. E infine dai candidati, Rossi, Speranza, Emiliano e anche Cuperlo, si è alzata la richiesta prepotente del congresso subito". Precisa quindi le parole nel video fuorionda sui 'posti' nelle liste: "Dico che in questo momento è meglio pensare ai destini del Pd e della nostra gente, più che ai calcoli di chi crede che, divisi, ci sarebbero più posti nelle liste. Non ascoltiamo i cattivi consiglieri, ma gli elettori che ci implorano di fare ogni sforzo".

Attualità
Putignano: "Noi professionisti abbiamo il dovere deontologico, morale e civile di informare"
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di Angelo Barraco

 
BARI “L’ospite- Uscire dal tunnel del Parkinson è possibile” è il nome del convegno  che si terrà in data 17 Febbraio, dalle 18.00 alle 20.00, presso lo studio di Psicoterapia e Consulenze in ambito psicologico e forense in Via Leone XII n.43 ad Acquaviva delle Fonti in cui presenzierà il Dott. Giuseppe Santoro, Medico specialista in cardiologia, dirigente c/o la u.o di Cardiologia d’Urgenza della Az. Osp. Policlinico di Bari. L’evento fa parte di un progetto sulle malattie croniche ideato e moderato dalla Dott.ssa Rossana Putignano, Psicologa Clinica- Psicoterapeuta Psicoanalitica. Gli incontri sono completamente gratuiti e hanno lo scopo di creare un amplio prospetto informativo in merito alle malattie croniche e quelli che sono i risvolti psicologici come la depressione che deve essere necessariamente monitorata. Si punta all’informazione e alla prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare gli specialisti del settore alla psicologia del malato cronico. La Dott.ssa Putignano ha spiegato: “ogni malattia cronica necessita di un sostegno psicologico, soprattutto nei reparti ospedalieri oppure a domicilio per i pazienti che non possono deambulare o che, ostacolati dalla malattia, sviluppano una depressione secondaria. La depressione può portare i malati cronici a chiudersi progressivamente al mondo, isolandoli dal contesto sanitario e aumentando, così, il rischio di complicazioni”. I primi due incontri di questo progetto erano incentrati sull’apparato respiratorio e in particolar modo sulla BPCO (Broncopatia Cronica Ostruttiva),con il Dott. Alberto Capozzolo e la Retinopatia Diabetica con il Dott. Massimo Zavatta. LA BPCO è una patologia frequente nei fumatori, il 70% dei pazienti risulta affetto da Broncopatia Cronica, patolgia che cova anche negli ex fumatori; il 10 febbraio si è tenuto un altro incontro chiamato ““Dolore e postura: quale rimedio alla cronicità” con la presenza del Dott. Giovanni Lorubbio, Osteopata.
 
Putignano precisa inoltre che: “noi professionisti abbiamo il dovere deontologico, morale e civile di informare; nella fattispecie degli psicologi, purtroppo non viene data grande possibilità nel pubblico tuttavia, noi giovani abbiamo abbastanza coraggio per trovare una soluzione e ovviare ai tempi e ai modi dispendiosi della burocrazia”. Il Dott. Giuseppe Santoro presenterà inoltre il suo libro dal titolo “L’Ospite”.
 
Putignano ha commentaTo così il libro del collega: “ho vissuto con l'autore le sue tribolazioni ma anche la sua rinascita. Letto tutto d'un fiato. Il Dott. Giuseppe Santoro riavvolge il nastro della sua vita e ci racconta dei dolori, delle "ambasce", della negazione iniziale legate alla diagnosi nefasta di Parkinson, sopraggiunto in un età in cui uno ha tutto da dare, ai figli, alla moglie e nel lavoro. L'ospite indesiderato ti divora lentamente, prende il sopravvento non solo sul tuo corpo ma anche sulla tua vita psichica; fuggi dalla macabra visione di un corpo che non risponde più ai tuoi comandi e ti rifugi in un miraggio di benessere dato solo dalla esclusiva soddisfazione delle tue pulsioni primordiali. Si soffre tanto e tanti soffrono accanto a te, a partire dai tuoi cari. Poi finalmente ti avvicini a Dio e dai un senso alla tua esistenza, qualsiasi essa sia; non vai in chiesa tutti i giorni, semplicemente riscopri i valori dell'amore e di quello che di più' puro ci può essere: la solidarietà disinteressata di cui tu per primo diventi fautore. Una doppia visione, quella di medico e quella di paziente: imperdibile opera che tocca implacabile le corde del "cuore". 
Rottura democratica
Pier Luigi Bersani all'indomani della direzione: "La scissione è già avvenuta tra la nostra gente"
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"Qui non è questione di calendario" del congresso, "quella è una tecnica. Qui il problema è se siamo il Pd o il Pdr, il Partito di Renzi. Io da Renzi non mi aspetto nulla, ma chi ha buonsenso ce lo metta. Perché siamo a un bivio molto serio": così Pier Luigi Bersani all'indomani della direzione. "La scissione è già avvenuta tra la nostra gente. E io mi chiedo come possiamo recuperare quella gente lì", aggiunge.

"Noi come ogni partito normale ce l'abbiamo un canale per discutere a fondo ed eventualmente correggere la linea politica o no? Di questo stiamo discutendo. Il calendario è una tecnica che può inibire ogni discussione vera. Chi ha buonsenso ce lo metta perché la questione è seria", ha detto ancora Bersani. "Serve consapevolezza politica: da Renzi non me lo aspetto dopo averlo sentito ieri ma da quelli che stanno attorno a lui me l'aspetto". Quindi Orlando o Franceschini? "Vediamo".

L'assemblea del Partito democratico si terrà domenica all'hotel Parco dei Principi di Roma. Lo si apprende da fonti Dem, secondo le quali dal Nazareno sta per partire la convocazione ai delegati.

Nel Pd si rischia la scissione? "Mi auguro vivamente di no. La parola scissione ha già prodotto grandi danni nella storia della sinistra", ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Scindersi oggi di fronte ad una destra che è sempre più aggressiva e agita l'odio, credo che sarebbe una responsabilità che non ci potremmo in alcun modo perdonare", ha concluso. "Ho detto ieri alla Direzione, mettiamo al bando la parola scissione - aggiunge Orlando - Torniamo a parlarci, a farci carico delle ragioni dell'altro. Rispettando il fatto che c'e' stato un congresso e la scelta di una leadership che non puo' essere delegittimata quotidianamente".

"Non è Renzi, è il Pd che credo debba seguire un'altra strada, che è quella di provare prima a stringere su un accordo programmatico e poi confrontarsi anche sul tema della leadership": così il ministro della Giustizia a chi gli chiede se Renzi rischi di "andare sbattere" nel Pd. "Io credo che non ci sia niente di male - dice Orlando - nel fare un congresso. Ma fare un congresso senza prima aver parlato al Paese rischia di essere un elemento di lacerazione. Credo che sia importante una conferenza programmatica anche per fare il punto su che giudizio diamo su questi anni di governo. Non credo che ci possiamo permettere di andare ad un congresso nel quale i candidati da un lato rivendicano il buon governo e le cose positive fatte in questi tre anni e dall'altro paragonano il governo Renzi a quelli della destra. Rischiamo di preparare noi la campagna elettorale per i nostri avversari".

Intanto l'assemblea del Partito democratico si terrà domenica all'hotel Parco dei Principi di Roma. Lo si apprende da fonti Dem, secondo le quali dal Nazareno sta per partire la convocazione ai delegati.

Con 107 sì, 12 no e 5 astenuti, la direzione del Pd approva l'accelerazione decisa da Matteo Renzi: nel fine settimana l'assemblea darà il via al congresso immediato dopo che il segretario formalizzerà le sue dimissioni necessarie per l'anticipo della sfida interna che nei fatti allontana il voto a giugno. "E' ora di mettere un punto, facciamo il congresso e poi chi perde il giorno dopo da una mano", è il gong che suona l'ex premier che riesce a compattare la sua maggioranza tranne Andrea Orlando ma non a convincere la minoranza di Pier Luigi Bersani e Michele Emiliano, per i quali "con il congresso ad aprile si rischia la scissione".

Attualità
Avv. Gentile: "L’amore che uccide è l’amore malato che diventa una delle forme più subdole di comportamento che può portare poi a gesti insani"
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di Angelo Barraco
 
 
San Valentino è una ricorrenza dedicata a tutti gli innamorati che viene celebrata in quasi tutto il mondo. Tale festività  prende il nome dall’omonimo santo, Valentino da Terni, ma l’odierna pratica della celebrazione risale al Basso Medioevo. Un interscambio di pregevoli doni che rappresenterebbe la prova oggettiva e indiscussa di un sentimento tanto grande quanto intimo e profondo. Una donna sin da piccola è abituata a credere nell’amore e ad immedesimarsi in quelle che sono le icone che rappresentano ideali di bellezza e incentivano i sogni d’infanzia, per tale motivo una bambina tende a volersi curare e far si che ogni piccolo aspetto della sua giovane vita sia impeccabile. Crescendo si acquisisce la consapevolezza di quello che si è, si scopre l’importanza del sentimento e la condivisione dello stesso  con l’altro sesso e si inizia a scoprire ed apprezzare una persona nuova, diversa.
 
Ogni giorno diventa una scoperta l’amore e ciò che agli occhi degli altri può apparire come un difetto, sotto gli occhi dell’innamorata appare invece come un pregio da coltivare giorno dopo giorno. Un’evoluzione di sentimenti e sensazioni che con il passare del tempo portano la coppia  all’altare con il fine ultimo di costruire una famiglia, storie che fanno pensare quei film americani in cui viene coronato un sogno e tutto sembra perfetto e destinato a cristallizzarsi e durare in eterno. Ma il matrimonio non sempre fortifica il rapporto e spesso il grande sogno pian piano si va sgretolando come calce sulle pietre a causa della gelosia che può indurre l’uomo ad esercitare pressioni coercitive nei confronti della donna o atteggiamenti di controllo atti a verificare la fedeltà di ella. Sono i primi segnali di un meccanismo che inizia a rallentare e si sta per rompere ma spesso la donna tende –bonariamente- a giustificare tali gesti come attenzione e manifestazioni di affetto nei suoi riguardi. La fiducia spesso però viene meno da parte dell’uomo e gli atteggiamenti di controllo e la coercizione si tramutano in ossessione che sfocia in violenza e spesso uno schiaffo dato non viene valutato dalla parte offeso nel modo adeguato e il soggetto che esercita violenza promette di non ripetere l’azione e cerca di colmare la ferita di quell’umiliazione attraverso dei regali, ma si tratta di mite apparenza.
 
I rapporti pian piano si possono inclinare e quello sembrava un semplice schiaffo si tramuta successivamente in gratuita violenza per un trucco troppo marcato, una gonna troppo corta o dei capelli troppo pettinati. La donna in queste situazioni di violenza domestica si chiede che cosa stia sbagliando, pensa di essere lei la causa scatenante di tali liti e compromette se stessa per migliorare le cose ma nulla si sistema, tutto peggiora e precipita e la cronaca di tutti i giorni ci racconta di donne scomparse vittime di uomini che hanno varcato la soglia del raziocinio e della ragione. Un sogno da bambina che si tramuta in un incubo, in cui l’abito bianco si tinge di nero e il sorriso si sporca di lividi su cui scivolano silenziosamente le lacrime. Oggi le donne denunciano l’amore malato che le attanaglia e le fa star male fisicamente e psicologicamente ma spesso tutto ciò viene messo a tacere dalla paura e dalla vergogna che vige dell’animo e nello spirito affranto di una donna che ha visto sgretolare sotto i propri occhi un matrimonio e preferisce tacere piuttosto che denunciare onde evitare di creare “scandalo”. Il silenzio però uccide l’anima del soggetto passivo e spesso, come ci insegna la cronaca odierna, può portare a veri e propri omicidi e/o scomparse. 
 
Abbiamo parlato dell’amore che uccide con l’Avvocato Nicodemo Gentile che ci ha riferito: “L’amore che uccide è l’amore malato che diventa una delle forme più subdole di comportamento che può portare poi a gesti insani. Subdolo perché quello meno prevedibile, perché se è vero che ci sono dei femminicidi che io definisco anche omicidi o comunque violenze domestiche che si annidano all’interno della famiglia, che sono dei reati annunciati perché si assiste ad una escalation che può essere anche prevedibile. Vi sono molte situazioni che portano poi a reati anche gravi dove riuscire a capire quando arriva il momento di non ritorno, il punto di rottura, non è assolutamente facile perché molti reati anche gravissimi come può essere l’omicidio, con tutta una serie di aggravanti, avvengono in situazioni che sicuramente non lasciavano presagire degli epiloghi così drammatici. Quindi è l’amore malato che non si sa dove può condurre, anche in condizioni di apparente normalità vi è una linea molto sottile tra la normalità e la dissociazione. Momenti di rottura che spesso si possono anche prevedere ma che in molti casi non danno segnali premonitori, non danno segnali che accendono la spia. Tensioni che possono essere anche ritrovate in coppie normali, in coppie che vivono la fisiologia di una vita quotidiana e spesso e volentieri si ritrovano questi amori malati, quando parlo di malato non parlo di patologia ma parlo di stati emotivi mal controllati, mal gestiti, penso al fatto di Padre Graziano, penso al fatto di Roberta Ragusa, si tratta di situazioni di vita quotidiana mal gestita a cui spesso si affiancano situazioni di natura economica e patrimoniale e spesso ci si trova di fronte a gesti così feroci, così abnormi anche in situazioni dove non te l’aspettavi. Nel caso di Roberta Ragusa, se le cose sono andate come noi riteniamo e come è stato sancito, la sera della scomparsa un’ora prima aveva messo a letto la figlia, aveva dato il bacio della buonanotte, si era messa in pigiama. L’interpretazione che si da è di una normalità che viene violata e stravolta all’improvviso. C’è anche la vicenda di Sara Di Pietrantonio per esempio, una coppia giovane dove c’erano gelosie continue soprattutto da parte di lui, un controllo che può essere fisiologico a quell’età, non c’erano stati gesti particolari. Ad un certo punto, nell’ambito di una settimana le cose sono precipitate e si è arrivati a quel gesto senza che prima vi fossero stati dei sintomi che comunque potevano accendere un allarme”.

E' intervenuta sul tema anche la Dott.ssa Mary Petrillo, Psicologa, criminologa, Vice Presidente Ass. Con Te Donna Lazio, Coordinatrice Crime Analysts Team e ci ha riferito: “Oggi è San Valentino e vorrei condividere una riflessione, oggi è la tanta attesa festa degli innamorati, in questo giorno molte coppie riscoprono la loro intimità, i loro momenti di tenerezza, del resto in questa giornata seppure non volessimo "festeggiare" per una qualche motivazione, il mondo esterno, invece, ce lo ricorda inevitabilmente tra pubblicità di cioccolatini, tutto il brulicare di offerte in ristoranti, pub, hotel tutto all'insegna della coppia, dell'amore. Bisogna, però, ricordare che San Valentino, per altrettante coppie è un giorno difficile, ad esempio chi ha perso il proprio amore in tragiche circostanze o chi vive un rapporto di coppia complesso, al limite...purtroppo non sono mancati, in anni passati ( e speriamo non accadano proprio oggi!) eventi infausti che hanno colpito proprio le coppie, coppie che anche in questo giorno, invece, è risultato essere come sempre, come ogni giorno, ossia trascorso tra disagi e violenze. Molte donne, purtroppo, anche oggi vivranno il loro quotidiano, all' interno delle mura domestiche, all'insegna della violenza e dei soprusi. Donne che pagano per aver fatto la scelta sbagliata e che hanno difficoltà, per varie ragioni più o meno plausibili, a staccarsi dal proprio aguzzino! Un amore finto, che ha solo la parvenza di "amore", per quieto vivere e soprattutto per non destare sospetti tra i vicini, tra i parenti. In questo giorno che dovrebbe essere dedicato al sentimento voglio invece ricordare la solitudine, la tremenda solitudine, che vivono queste donne costrette a fingere di star bene per non subire violenze ancor più inaudite ed è per questo che le invito a parlare, a trovare il coraggio di confidare le loro pene a chi può aiutarle perché la vita è una sola, è preziosa e merita di essere vissuta al meglio lontano dalle violenze di ogni tipo e ricordo  ai signori uomini che San Valentino dovrebbe essere festeggiato tutto l'anno perché far sentire importante la propria partner ogni giorno ravviva e rende sereno il rapporto. “

Si vota ad Aprile il nuovo segretario
Bersani: "Un errore il congresso-lampo". L'appello del segretario: "Stop alla personalizzazione, dalla narrazione della politica è sparito il futuro"
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Pd spaccato in due? Si, ancora una volta. E qual'è la novità? Dopo l'intervento del segretario che ha detto ok al congresso ma in tempi rapidi (aprile) è scontro con la road map per le elezioni con la minoranza che chiede tempi più lunghi (settembre-ottobre). La direzione del Pd, a questo punto, a quanto si apprende, si chiuderà con il voto su due mozioni contrapposte: da un lato quella di maggioranza che convocherà l'assemblea per indire subito il congresso, dall'altro quella della minoranza che chiede tempi più lunghi, settembre-ottobre, per il congresso.

"Credo che sia buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l'invito a fare il congresso prima delle elezioni". Lo ha detto Matteo Renzi parlando alla cruciale direzione del Pd sul futuro del partito e sul voto dopo il referendum e la sentenza della Consulta sull'Italicum.

"Non possiamo più prendere in giro la nostra gente - ha detto in un altro passaggio - potete prendere in giro me ma non la nostra gente. Nel pieno rispetto dello statuto, con le stesse regole dell'ultima volta" si faccia il congresso. "Così che non si discuta da domani sulle regole. Ma torni la politica".

"Io non sarò mai il custode dei caminetti, preferisco il mare aperto della sfida che la palude. Facciamo il congresso e chi perde il giorno dopo dia una mano, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi vince le primarie, non faccia quanto avvenuto a Roma".

Intanto Michele Emilianoi ufficializza la sua discesa in campo per il congresso: "Quella di candidarmi alla segreteria è una cosa che sento di fare, necessaria". Ma, sottolinea Emiliano: "Un congresso ad aprile senza conoscere la legge elettorale, senza sapere quante sezioni sono commissariate e con la Pasqua in mezzo è una di quelle cose è una di quelle cose che fa rischiare la scissione". No al congresso in favore di una conferenza programmatica da Andrea Orlando. "Il nostro statuto e il modo in cui si celebrerà il congresso non è adeguato ad una vera discussione perché è stato pensato in una fase diversa e serviva solo alla legittimazione del leader mentre noi dobbiamo costruire una piattaforma politica. Sarebbe come fare le tagliatelle con la macchina da scrivere e non credo che a fine percorso si sarà esaltata la partecipazione popolare". In questi termini Andrea Orlando esprime in direzione i suoi dubbi sul congresso anticipato proponendo una conferenza programmatica.

Lavoro
A Palazzo Chigi si lavora sulla maggiore flessibilità
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Telelavoro e altre formule flessibili per venire incontro a mamme e papà con l'obiettivo di conciliare i tempi di vita e lavoro dei dipendenti pubblici. Il governo sta lavorando a una direttiva ad hoc per dare attuazione a quanto previsto dalla riforma Madia, dove si prevede che almeno il 10% dei dipendenti pubblici, dove lo richiedano, entro il 2018, possa avvalersi di nuove modalità spazio-temporali di lavoro. Nella stessa direzione vanno le convenzioni con gli asili nido e le misure per agevolare il ricorso al part time.

La delega Madia prevede, infatti, che le amministrazioni stringano accordi con nidi e scuole dell'infanzia, sempre nei limiti delle risorse disponibili. Viene aperta anche la possibilità di organizzare, anche d'intesa con altre amministrazioni, campi estivi per i figli dei dipendenti: servizi di supporto alla genitorialità aperti durante i periodo di chiusura delle scuole. Le linee guida per procedere su questo fronte dovrebbero rientrare nella direttiva che la ministra della P.a, Marianna Madia, starebbe stendendo insieme alla sottosegretaria Maria Elena Boschi, che ha la delega alle parti opportunità.

Insomma le novità per gli statali sembrano non finire, oltre al Testo Unico e al prossimo rinnovo dei contratti, ci sarà anche una direttiva apposita per un restyling del lavoro pubblico in versione 'family friendly'.

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