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Cultura
“Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve” disse Umberto Eco
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di Angelo Barraco
 
 
Marsala (TP)“Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve” disse Umberto Eco. La città di Marsala dimostra di essere letteralmente  affamata di cultura e pronta a scoprire artisti fruitori del sapere e della conoscenza. Gli enti pubblici e privati si mobilitano attivamente affinché si possano creare delle situazioni di aggregazione e condivisione, coinvolgendo artisti del territorio e/o coinvolgendo i ragazzi. Un esempio forte che rappresenta la voglia e l’esigenza di far accrescere la cultura in città è il Baluardo Velasco, un’Associazione culturale che vuole tracciare un segnale forte all’interno di una società che rema contro una crescita che concretamente arranca ad avvenire. Il “Baluardo Velasco – Espacio teatral” non gode di alcun contributo pubblico ma nasce dall’impegno di quattro soci e dal contributo di sponsor privati. Il suo nome deriva da un antico bastione della città di Marsala edificato dagli spagnoli nel XVI secolo. Una roccaforte che per anni rimase coperta dall’oblio e dall’indifferenza e solo negli anni 90 vide una degna valorizzazione. L’Associazione ha scelto proprio questo nome e questa storia per lanciare un segnale forte alla città e voler comunicare ai cittadini che concretamente esiste una realtà che punta alla qualità e alla cultura. Baluardo Velasco è aperto alla musica, al teatro, alla fotografia, alle mostre, alla pittura, alla scultura e a qualsiasi forma d’arte che porta all’interazione e alla fruizione delle espressioni artistiche tra i cittadini. Oggi, 18 aprile, alle ore 18 verrà presentato al Baluardo Velasco “Scelgo di essere felice”, il nuovo libro dello scrittore marsalese Giovanni Di Girolamo. Lo scrittore ha dichiarato “Le cose non accadono mai a caso. Le novità sopraggiungono quando meno ce lo aspettiamo, quando siamo pronti a che esse accadano, quando abbiamo imparato a non vivere di aspettative e di rimorsi, ma ad osservare e ad assaporare il nostro presente nelle sue innumerevoli sfumature”. Non è solo un libro “Scelgo di essere felice” ma anche un messaggio da condividere, un piccolo strumento con cui sperimentare e arricchire la propria vita, incamminandosi lungo il sentiero della felicità” aggiungendo inoltre “Facendo tesoro delle piccole esperienze che vivo costantemente in ambito sociale, professionale e culturale – afferma Giovanni Di Girolamo -, con tutta umiltà ho scritto “Scelgo di essere felice” per provare a dare un riferimento a chi avrà il desiderio di leggere e comprendere sé stesso e gli altri, essendo consapevole del fatto che spesso la frenetica realtà attuale tende a deviare il nostro cammino, instillando stress, tristezza, insoddisfazione e rassegnazione, tutte componenti che ci tarpano le ali e la capacità di sognare e di volare. Una capacità che abbiamo e che dobbiamo solo imparare a riscoprire e a valorizzare, mettendo a frutto i nostri talenti ed educandoci a vivere con serenità”. 
 
Oltre alle lodevoli iniziative dei privati, l’Amministrazione comunale si sta mobilitando attivamente sul fronte culturale e la settimana scorsa si è tenuta una riunione incentrata su tale fronte a cui hanno partecipato gli assessori Angileri e Ruggieri. Il primo appuntamento coinvolge gli Istituti superori che sono chiamati ad un confronto sul tema “Cristo si è fermato ad Eboli”, Una conversazione condotta dal Prof. Gaspare Trapani, docente presso l’Università di Lisbona e l’Istituto di cultura in Portogallo e avrà luogo venerdì 21 aprile al Teatro Comunale alle ore 9,30. L’incontro è promosso dall’Amministrazione Di Girolamo e si avvale della collaborazione dell’ANPI di Marsala. La città è famelica di arte e cultura e il Comune, per incentivare ulteriormente le realtà locali, ha diramato un avviso rivolto a tutti gli artisti del territorio, invitandoli a presentare curriculum con relativa proposta progettuale “Siamo conseguenziali a quanto concordato con il direttore Moni Ovadia anche in occasione di incontri con gli stessi artisti -sottolinea l'assessore Clara Ruggieri-  Lo ritengo un ottimo metodo per avere una cognizione diretta di quello che il territorio esprime, utile altresì per una futura produzione artistica locale”. Un invito rivolto sia agli artisti marsalesi già affermati in ambito regionale/nazionale che ai talenti locali che vogliono cogliere questa opportunità per farsi conoscere. Marsala chiama, la città risponderà? Staremo a vedere…
Attualità
Nell’ambito dell’iniziativa che riguarda l’astensione dell’Unione Camere Penali Nazionali
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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – La Camera Penale di Marsala, nell’ambito dell’iniziativa che riguarda l’astensione dell’Unione Camere Penali Nazionali, ha organizzato un “flashmob” davanti al Tribunale di Marsala e con un copioso numero di Avvocati in toga, con lo scopo di informare i cittadini e i colleghi in merito a quelle che sono le motivazioni che hanno portato alla suddetta Camera Penale all’astensione. E’ stato distribuito inoltre un volantino che riportava il seguente testo:
 
1.L’uso dello strumento della fiducia ai fini della approvazione del DDL da parte del Governo sottrae al Parlamento ogni possibile confronto su di una riforma che incide in profondità sul processo e sull’intero ordinamento penale;
2. Nonostante le molteplici e convergenti critiche sollevate nei confronti di tale iniziativa, si è proceduto in Senato al voto di fiducia, impedendo che sul disegno di legge si sviluppasse la necessaria discussione sulle molteplici questioni tuttora controverse ed in particolare sulla riforma della prescrizione e sulla estensione dell’istituto del processo a distanza;
3. Di fronte a questa modalità autoritaria ed antidemocratica con la quale si è inteso chiudere ogni possibile spazio di confronto ed ogni pur necessaria interlocuzione politica con riferimento a riforme che incidono in maniera diretta e penetrante sulla natura stessa del processo penale, distorcendo gravemente il modello accusatorio del giusto ed equo processo, appare necessario adottare ogni opportuna iniziativa di contrasto;
4. tali riforme sono contrarie, non solo agli interessi e ai diritti dei singoli imputati, ma anche alle legittime aspettative delle persone offese e della intera collettività, che esige, in un Paese civile, moderno e democratico, che i procedimenti penali abbiano una ragionevole durata e che la fase dell’accertamento dibattimentale torni ad essere il baricentro del processo, sottraendo la fase delle indagini preliminari all’attuale enfatizzazione e mediatizzazione;
5. la norma che estende la applicazione del processo a distanza ad un numero elevatissimo di procedimenti con detenuti, lungi dal costituire un risparmio di risorse, rappresenta invece, come più volte stigmatizzato, la più evidente ed aperta violazione dei principi costituzionali e convenzionali del contraddittorio e della immediatezza, nonché della presunzione di innocenza;
6. il termine di un anno previsto ora dal DDL per l’effettiva entrata in vigore della nuova normativa sul processo a distanza, evidentemente necessario al fine di realizzare gli straordinari adeguamenti tecnici e strutturali che ne consentano l’operatività, non giustifica affatto una modificazione del radicale giudizio negativo formulato nei confronti di tale riforma, e rende evidente come la norma risulti contraria ad ogni criterio di economicità e razionalità;
7. La sentenza delle Sezioni Unite Sezioni Unite del 27 ottobre 2016, n. 8825/2017 pubblicata il 22.02.2017, sull’inammissibilità delle impugnazioni costituisce un vero e proprio attentato al diritto dell’imputato di appellare le sentenze che ritenga a lui sfavorevoli, e certifica che oramai i Giudici sono i “veri” legislatori. Non rimane che rivolgere un appello a tutti gli avvocati penalisti, ed in particolare a quelli iscritti alle Camere Penali, affinché si adoperino per far sì che questa sentenza non divenga “diritto vivente” (che equivale, come qualcuno dice, a legalità morente). Se queste sono le “prove di dialogo”, con la parte più illuminata della magistratura, c’è davvero poco da stare allegri.
Il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Marsala.
 
Pochi giorni fa la Camera Penale di Marsala ha tenuto una conferenza stampa in occasione dello sciopero dei penalisti indetto dalla Unione Camere Penali Nazionali per i giorni che vanno dal 10 al 14 aprile. Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino e della sua libertà.  L’Avvocato Giacomo Frazzitta, Presidente della Camera Penale di Marsala, stimato principe del foro che con le sue numerose e delicate battaglie legali ha forgiato l’animo di un’intera nazione, ha motivato le ragioni che ha indotto i penalisti marsalesi nel fare questa scelta. Un primo punto riguarda l’allungamento della prescrizione, poi il processo a distanza e in fine la sentenza delle Sezioni Unite che ha deciso per inammissibilità dell’appello. Oltre all’Avvocato Frazzitta c’erano anche l’Avvocato Francesco Moceri e l’Avvocato Maurizio D’Amico. L’Avv. Moceri ha spiegato che la modifica della prescrizione porta all’allungamento  dell’iter processuale e c’è inoltre il rischio che un cittadino rimanga sotto processo anche per dieci anni, ma in alcuni casi si potrà arrivare anche a vent’anni di processi “bloccando la vita dei cittadini, non solo degli imputati, ma anche delle parti offese che hanno il diritto ad avere giustizia in tempi ragionevoli”.  Frazzitta e Moceri hanno voluto sottolineare che l’adesione all’astensione serve per tutelare i diritti dei cittadini. Si è parlato inoltre del processo a distanza, che attualmente riguarda in particolar modo il 41 bis ma con la riforma si punta all’estensione anche in altri procedimenti con imputato in videoconferenza. Gli Avvocati –in merito a ciò- hanno detto che si tratta di un fatto gravissimo poiché comporterà un aumento notevole della spesa pubblica poiché sarà necessario un adeguamento di strumenti appositi per consentire il giusto svolgimento del processo, tutto ciò porterà inoltre a dilatare i tempi tecnici. Gli Avvocati hanno precisato inoltre al Tribunale di Marsala c’è al momento una sola aula in cui si può fare il processo in videoconferenza. L’Avvocato Frazzitta si è inoltre mostrato preoccupato per la sentenza sull’inammissibilità dell’appello decisa dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione e a gran voce ha detto “E’ di una gravità assoluta e mette a rischio tutto il sistema giudiziario italiano”.  Preoccupazione dettata dalla decisione della Corte d’Appello di poter dichiarare d’ufficio l’inammissibilità e quindi una volta che un soggetto viene condannato in primo grado, la Corte d’Appello può emanare l’immediata carcerazione.
Il decreto Minniti-Orlando supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera
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Redazione

Una soluzione strutturale di lungo periodo secondo la maggioranza, un provvedimento autoritario che lede le garanzie giuridiche per l'opposizione. Il decreto Minniti-Orlando sul contrasto all'immigrazione irregolare, supera con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti il passaggio alla Camera e viene definitivamente approvato, dopo il sì dato dal Senato lo scorso 29 marzo. E a Montecitorio, come era avvenuto due settimane fa a palazzo Madama, il governo ha blindato il decreto ponendo la fiducia, per scongiurare incidenti di percorso, visto che l'effetto del provvedimento, emanato dal Cdm il 17 febbraio, sarebbe scaduto la prossima settimana.
 
Mai in questa legislatura una votazione sulla fiducia alla Camera aveva ottenuto un numero di consensi così ridotto.Composto da 23 articoli, la cui finalità principale, come hanno precisato il ministro dell'Interno e della Giustizia, è rendere più rapido l'esame delle domande di asilo, istituendo delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e asilo. Molto discussa e contestata dall'opposizione è stata un'altra norma-cardine del decreto: l'abolizione del secondo grado di giudizio nel caso la richiesta di protezione internazionale sia stata respinta dal tribunale competente.Contro i paragrafi F e G dell'articolo 6, si sono schierati infatti diversi giuristi (oltre che le associazioni di volontariato che assistono i migranti) dichiarando che la norma collide sia con gli articoli 24 e 111 della Costituzione (Giusto processo con i tre gradi di giudizio e diritto alla difesa), sia con l'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio).
 
Per la determinazione dell'accoglimento della domanda di asilo, le nuove disposizioni prevedono inoltre un rito camerale senza udienza, nel corso della quale il giudice si limiterà a prendere visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale. La legge attribuisce al Csm il compito di predisporre un piano straordinario di applicazioni di magistrati per coprire le esigenze delle nuove sezioni specializzate. In ciascun tribunale distrettuale potranno essere applicati al massimo 20 magistrati per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 6 mesi. Inoltre il ministero dell'Interno sarà autorizzato a assumere fino a 250 impiegati a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali o nazionale. Il ministero della Giustizia potrà a bandire concorsi per l'assunzione di 60 funzionari da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Sarà incrementato di 20 unità il personale per l'Africa delle sedi diplomatiche e consolari, per le accresciute esigenze connesse al potenziamento della rete nel continente africano, derivanti anche dall'emergenza migratoria. E' previsto inoltre un aumento di spesa per l'invio in Africa di personale dei Carabinieri per la sicurezza delle ambasciate.
Attualità
Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino
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di Angelo Barraco
 
 
MARSALA (TP) – La Camera Penale di Marsala ha tenuto una conferenza stampa in occasione dello sciopero dei penalisti indetto dalla Unione Camere Penali Nazionali per i giorni che vanno dal 10 al 14 aprile. Gli Avvocati marsalesi non approvano la riforma già passata al Senato con la fiducia e gridano a gran voce un’opposizione che mira al rispetto del cittadino e della sua libertà.  L’Avvocato Giacomo Frazzitta, Presidente della Camera Penale di Marsala, stimato principe del foro che con le sue numerose e delicate battaglie legali ha forgiato l’animo di un’intera nazione, ha motivato le ragioni che ha indotto i penalisti marsalesi nel fare questa scelta. Un primo punto riguarda l’allungamento della prescrizione, poi il processo a distanza e in fine la sentenza delle Sezioni Unite che ha deciso per inammissibilità dell’appello. Oltre all’Avvocato Frazzitta c’erano anche l’Avvocato Francesco Moceri e l’Avvocato Maurizio D’Amico. L’Avv. Moceri ha spiegato che la modifica della prescrizione porta all’allungamento  dell’iter processuale e c’è inoltre il rischio che un cittadino rimanga sotto processo anche per dieci anni, ma in alcuni casi si potrà arrivare anche a vent’anni di processi “bloccando la vita dei cittadini, non solo degli imputati, ma anche delle parti offese che hanno il diritto ad avere giustizia in tempi ragionevoli”.  Frazzitta e Moceri hanno voluto sottolineare che l’adesione all’astensione serve per tutelare i diritti dei cittadini. Si è parlato inoltre del processo a distanza, che attualmente riguarda in particolar modo il 41 bis ma con la riforma si punta all’estensione anche in altri procedimenti con imputato in videoconferenza. Gli Avvocati –in merito a ciò- hanno detto che si tratta di un fatto gravissimo poiché comporterà un aumento notevole della spesa pubblica poiché sarà necessario un adeguamento di strumenti appositi per consentire il giusto svolgimento del processo, tutto ciò porterà inoltre a dilatare i tempi tecnici. Gli Avvocati hanno precisato inoltre al Tribunale di Marsala c’è al momento una sola aula in cui si può fare il processo in videoconferenza. L’Avvocato Frazzitta si è inoltre mostrato preoccupato per la sentenza sull’inammissibilità dell’appello decisa dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione e a gran voce ha detto “E’ di una gravità assoluta e mette a rischio tutto il sistema giudiziario italiano”.  Preoccupazione dettata dalla decisione della Corte d’Appello di poter dichiarare d’ufficio l’inammissibilità e quindi una volta che un soggetto viene condannato in primo grado, la Corte d’Appello può emanare l’immediata carcerazione. 
Politica
Gaspare Giacalone: "Io ho avuto la grande fortuna di avere una squadra meravigliosa al mio fianco"
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di Angelo Barraco
 
PETROSINO (TP) “Devo dire che effettivamente sono molto emozionato. Ho provato a dirlo nelle ultime ore ma non mi ha creduto nessuno perché sono tutti convinti che sono un po’ una macchina da guerra, uno di quelli sfacciato abbastanza da affrontare qualunque situazione, qualunque pubblico”, con queste parole Gaspare Giacalone, Sindaco uscente di Petrosino, ha aperto il suo ai cittadini sancendo così ufficialmente la sua ricandidatura. L’incontro con la cittadinanza si è tenuto in Via Pietro Nenni 156, di fronte il Piazzale della posta alle ore 20.20. La sala era gremita e il Sindaco, visibilmente emozionato ma entusiasta di una così sentita risposta da parte della cittadinanza ha parlato al microfono delle ragioni della sua scelta: “Mi rendo conto che la mia decisione, con le ragioni di una scelta riguardano un mio percorso personale ma riguardano anche tanti altri. Soprattutto una bellissima cittadina come Petrosino, tutti quanti voi, la gente, il territorio”.
 
Il Sindaco ha parlato dei successi ottenuti in questi lunghi anni, attraverso un lavoro fatto di quotidianità che hanno portato poi alla concretezza soprattutto della forza e dell’importanza  di un lavoro di squadra. Ha raccontato delle soddisfazione accumulate in questi anni in cui l’Amministrazione ha dovuto ripartire da zero.  Precisando che cinque anni fa il Comune aveva strade, scuole, cimitero  che si trovavano in una situazione discutibile. Non vi erano progetti ma il lavoro è stato fatto passo dopo passo, una crescita esponenziale. Il Sindaco ricorda che il primo lavoro concreto fatta cinque anni fa è stato il parco giochi, evidenziando da questo esempio quanto è importante iniziare a costruire la comunità con i bambini che sono i veri protagonisti della comunità. Ha parlato dell’impegno concreto e oggettivo dell’Amministrazione che è partito dalle scuole per poi ampliarsi fino ai campetti di calcio, al palazzetto dello sport dove è stata individuata una società sportiva che lo gestisce e regala grandi soddisfazioni.  Nel corso della conferenza ha inoltre parlato dei risultati ottenuti nel settore del sociale. In merito ai suoi sfidanti ha detto: “Prima di venire qua ho inviato un messaggio ai miei sfidanti, a Vito Messina…almeno lui sono sicuro che sarà un mio sfidante e Vincenzo D’Alberti che forse, non lo so se è mio sfidante ancora. Ho inviato un messaggio per augurare in bocca al lupo e per dire che io sono pronto a fare una campagna elettorale all’insegna della correttezza e soprattutto al confronto. Io vorrei che fosse una campagna elettorale serena, dai toni pacati, dove non ci si insulta a vicenda e non si cerca di denigrare l’avversario. Parliamo, confrontiamoci sui progetti, sulle idee, quello è ciò che dobbiamo fare da persone serie che vogliono amministrare per cinque anni questo Comune. Noi ne abbiamo ed io invito già da adesso, come ho fatto in questo messaggio che ho inviato, ad un confronto pubblico”.
 
Gaspare Giacalone è determinato e precisa che “Noi andremo avanti per non fermare il cambiamento”.  Il Sindaco parla del Consiglio Comunale e dice che a giorni cercherà “di mettere insieme la squadra dei candidati al Consiglio Comunale, rimodulare anche la squadra assessoriale però qualcosa ve la voglio dire subito: ‘cavallo che vince non si cambia’. Io ho avuto la grande fortuna di avere una squadra meravigliosa al mio fianco e a loro ho chiesto di essere di nuovo nella partita quindi questa è la prima notizia che vi posso dare tranquillamente nel senso che cercherò di confermare coloro che ci hanno accompagnato in questo viaggio. Poi ci saranno delle caselle che saranno libere, sapere per altro che il numero dei consiglieri comunali si è ridotto da 15 a 12 e questa volta il Sindaco che vince ha la maggioranza fatta di 8 consiglieri comunali anziché 10. Queste caselle che abbiamo cercheremo di riempirle mettendo delle persone che siano rappresentative e che siano espressione di quella parte della comunità e che possono dare un contributo”.  Il Sindaco ha precisato ai presenti in sala quanto è importante continuare il cambiamento che è stato attuato in questi lunghi anni, sottolineando che la stima della cittadinanza è stato un monito per andare avanti malgrado tutto. 
Politica
Questa sera Gaspare Giacalone, Sindaco uscente incontrerà i cittadini alle ore 20:30
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di Angelo Barraco

 

Petrosino (TP) – Il Comune di Petrosino sta affrontando un periodo di marasma oceanico elettorale in cui le onde che si infrangono quotidianamente sugli scogli del lungo mare biscione fanno da sottofondo alle prime e fragorose voci che si rincorrono tra i cittadini in merito alle prossime Amministrazioni comunali. Chi sarà il prossimo Sindaco?

Questa sera  Gaspare Giacalone, Sindaco uscente, incontrerà i cittadini alle ore 20:30, precisamente in Via Pietro Nenni 156, di fronte il piazzale della posta.  Un incontro con la cittadinanza che ascolterà “le ragioni di una scelta”, come dice il manifesto. Giacalone in questi anni è stato impegnato in prima linea nella lotta per la legalità, la trasparenza e il riuscitissimo intento di far diventare Petrosino un Comune prestigioso oltre manica, attraverso quelle iniziative di spessore artistico e culturale che hanno trasformato una piccola realtà locale in una vetrina nel mondo.  Il Presidente Francesco Zichittella ha recentemente scritto il seguente messaggio sulla sua pagina facebook:  “Se c'è una cosa che ho apprezzato più di ogni altra in questi anni di esperienza amministrativa è stato lo stile con cui abbiamo lavorato. Senza mai attaccare o insultare nessuno, in un clima di rispetto e grande armonia tra noi. Siamo stati e saremo una squadra unita che si impegna con serietà e credibilità per far crescere Petrosino. Mai scesi a volgarità. La differenza è sotto gli occhi di tutti”. Gaspare Giacalone in questi giorni è stato ospite presso l’Università La Sapienza di Roma, nella facoltà di Scienze della Comunicazione poiché è stato scelto come “testimonial di una comunicazione positiva fatta di speranza e fiducia. Ho parlato della mia Petrosino e della mia esperienza di Sindaco alla presenza di tanti dirigenti RAI, del rettore ed di altri esperti. La Sicilia è positiva!” come scrive lui stesso. E’ stato intervistato anche negli studi RAI di Saxa Rubra a Roma per un’intervista a Newsroom Italia con Paolo Poggio dove ha parlato di Petrosino, esempio di buona amministrazione e comune virtuoso.

Un altro papabile candidato Sindaco per il Comune di Petrosino è Vito Messina.  In una nota inviata agli organi di stampa dal Movimento civico Uniti per Petrosino  si legge “che trova il suo fondamento nel mettersi a disposizione della città in cui lavora da molto tempo, con impegno, civiltà e coerenza”. In una nota del papabile candidato Sindaco pubblicata da un quotidiano locale si legge “Rifiuti, immondizia, eternit, elettrodomestici e tanto altro. Non siamo a Napoli, bensì a Petrosino, una piccola cittadina sul mare circondata e riempita da tutto questo. Direi una discarica a cielo aperto. Passeggiando per le vie di Petrosino ( Via Regione Siciliana – passaggio a livello; Viale Torrazza; Via dello Sport; Via Trapani; Via Marsala – dietro cantina Petrosino; Via Olimpia) è questo il paesaggio che siamo costretti ad ammirare e che ci distoglie lo sguardo da quanto di più bello e interessante ci sarebbe da osservare. Segni, questi, di inciviltà e disinteresse per il territorio in cui viviamo. Per questo uno dei punti salienti del mio programma elettorale sarà la tutela e protezione dell’ambiente che ci circonda, cercando di far crescere la sensibilità ambientale dei nostri cittadini, puntando in particolare sul contenimento di un fenomeno fastidioso come l’abbandono dei rifiuti. Tra le azioni che si vorranno adottare vi rientrano anche maggiori controlli finalizzati alla repressione dei reati contro l’ambiente e, punire dunque chi adotta comportamenti incivili contro un patrimonio della collettività”. Vincenzo D’Alberti è un altro papabile candidato della coalizione alternativa allo schieramento di Gaspare Giacalone. Ha 37 anni, varie esperienze all’interno di istituti Nazionali come Palazzo Chigi ed Europee come l’European Economic and Social Committee di Bruxelles, laureato in ingegneria e questa è la sarebbe la sua prima esperienza politica.  Ha dichiarato “Stiamo valutando assieme a diversi gruppi per capire se ci sono le condizioni per un programma e una giunta di alto livello, capace di superare i confini di Petrosino”.

Politica
Orlando: "Quella di centrodestra è una coalizione a guida di un condannato per mafia"
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Appare già rovente lo scontro tra i contendenti alla poltrona di primo cittadino per le prossime elezioni comunali del prossimo giugno. In campo Leoluca Orlando cerca una riconferma al suo precedente mandato che appare un percorso impervio e complesso e sopratutto ostacolato da Fabrizio Ferrandelli, leader della corrente "I Coraggiosi" che nelle ultime ore ha sferrato un attacco diretto ad Orlando per il ruolo politico di Totò Cuffaro che dopo aver scontato la sua pena detentoria riemerge nella politica siciliana schierandosi apertamente dalla parte di Ferrandelli; le sue parole non lasciano dubbi: "Sì, lavoro per Ferrandelli. Nel senso che fornisco le mie riflessioni: gli ho parlato sulla questione del simbolo di Forza Italia. Non si può chiedere a un partito di rinunciare alla propria identità. Lui ha capito: è un ragazzo intelligente, la sua candidatura mi emoziona perché Fabrizio possiede un'empatia che è la stessa che avevo io 20 anni fa".
 
Leoluca Orlando non ci sta, e remore del fatto che Cuffaro è stato condannato, ha sollevato una questione morale: "Quella di centrodestra è una coalizione a guida di un condannato per mafia. Non posso tacere di fronte a un tentativo di tornare a un passato che ci ha fatto vergognare di essere palermitani e siciliani. Che Cuffaro cerchi di avere un ruolo politico ci sta, ognuno nella vita può fare quel che vuole, mi sembra singolare che tutti gli altri lo accettino, a cominciare dai candidati al Consiglio comunale e al candidato al ruolo di primo cittadino".
 
In un video postato sui social Ferrandelli non ha fatto attendere la sua risposta innescando prontamente uno scontro che sembra destinato ad inasprirsi ulteriormente: "Rimango sconcertato ma non sorpreso, perché riconosco la sua solita retorica e il suo stile. I palermitani però sono stanchi di questa antimafia di facciata e della tendenza a squalificare l’avversario buttando fango e ombre. Io non ho scheletri nell’armadio e, rispetto a chi ha 30 anni di amministrazione alle spalle, si può dire che non ho neanche un armadio". Rovente polemica e duro attacco anche da Ferrandelli che nel video dice di essere un uomo libero e respinge ogni ipotesi,  seppur ipotetica e illusoria, di covare interessi personali e tantomeno sentirsi condizionato dai consigli di Cuffaro e nel video sottolinea: "Quando mi sono dimesso dall'Ars e ho cominciato il mio percorso per la città ancora Salvatore Cuffaro era a Rebibbia a scontare la sua pena, ero condizionabile anche allora? Io ho costruito un programma partecipato, al quale hanno partecipato in tanti e non li nascondo come fai tu in liste senza appartenenza, io dico in maniera chiara chi è con me, perché io non ho la doppia morale di stabilire chi è buono e chi è cattivo." Ferrandelli non si limita alla collaborazione di Cuffaro ma inizia una pressante sfilza di interrogativi diretti e senza peli sulla lingua: "Quante volte hai provato anche tu a tirarmi la giacchetta e gestirmi, ma tu sai che io non sono gestibile e quante volte ti mandato a fare in culo.? Il mio unico interesse sono i palermitani, mi sono dimesso due anni fa voltando le spalle proprio a quell'antimafia parolaia che adesso sta insieme a te. Dov’eri quando io denunciavo tre anni fa le collusioni all’interno dall’aeroporto 'Falcone-Borsellino', quando convocavo continue commissioni trasporti e antimafia per fare chiarezza? Non eri forse impegnato a rinnovare con un anno di anticipo il contratto allo stesso dirigente che, oggi, è affidato alle patrie galere?". Sembra siano iniziate le strategie dei candidati che mirano all'annientamento politico degli avversari. Questo sembra solo un primo passo.
 
Attualità
Erasmo da Rotterdam disse:“Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte..."
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri

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CAGLIARI - Il 31 marzo 2017 alle ore 17.00 presso la sala consigliare del Comune di Dolianova si è tenuto l'evento dal nome “Dietro La Maschera Le Voci del Silenzio – Aspetti Giuridici, Psicologici e Criminologici della Violenza di Genere” organizzato da PENELOPE SARDEGNA onlus con la Sezione di Psicologia diretta dalla dr.ssa Emanuela Piredda e l’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi. L'incontro ha visto la partecipazione di un copioso pubblico ed è stato particolarmente apprezzato grazie alla perfetta sinergia ed affiatamento del nutrito staff di professionisti di alto livello che ha saputo trattare il tema della violenza con estrema perizia e visione da tutte le angolazioni. Lo scopo era quello di focalizzare e spaziare dai primi sontomi di violenze in  età evolutiva per giungere ai tragici episodi di femmicidio o femminicidio che dir si voglia, passando per il bullismo, la violenza in famiglia ed a scuola, gli atti persecutori più conosciuti come stalking, i cyber crimes ed in particolare la più temibile e subdola, la violenza psicologica, violenza senza lividi e lesioni ma che lascia ferite più profonde, a volte inguaribili e causa di morte: perché morte è anche morire dentro, annullarsi, non avere più identità. Spesso le Scomparse sono causate da qualche forma di violenza di quelle accennate e quelle con esiti nefasti spesso sono da ricondurre a violenze in famiglia. La dottoressa Valeria Casu non ha potuto presenziare all'evento perchè impossibilitata, in sostituzione ha partecipato la Dott.ssa Marianna Scioni Predidente Commissione Politiche Sociali.drl Comune ospitante"; la dr.ssa Emanuela Piredda, della commissione di psicologia di Penelope Sardegna". Entrambi portano avanti nei Comuni, nelle Scuole, nei circoli tipo Rotary, nelle Palestre e persino nelle Piazze, un programma di sensibilizzazione, informazione e studio della violenza, non solo di genere, ma di ogni forma di violenza a 360°. Nei vari incontri su questo argomento L'avvocato Gianfranco Piscitelli e la dr.ssa Piredda si interscambiamo con altri professionisti ed esperti facenti parte del loro gruppo come L'avvocato Ester Deplano, criminologa e Grafologa Forense e l'Avvocato Barbara Congiu, Vice Presidente dela commissione Regionale per la realizzazione della parità fra Uomini e Donne. Durante l'incontro l'avvocato Gianfranco Piscitelli ha sviluppato il tema analizzando il tempo della crescita dell'individuo dall’asilo sino all’età adulta senza restringerlo ai soli episodi di violenza di genere. E così ha potuto parlare dei “bambini spugna” che assorbono dalla famiglia e dalla scuola i segnali imprimendoli inconsciamente nella propria memoria storica per poi passare all’importante momento adolescenziale sino alla maggiore età passando per bullismo, primi amori e riconoscimento della violenza nell’età evolutiva come aggressioni verbali e fisiche o violenze psicologiche poste in essere dal giovane partner o amici, nascondendoli e giustificandoli con gelosia, protezione e troppo affetto per poi parlare di maltrattamenti, atti persecutori, violenza fisica ed omicidi evidenziando il novello D.L. “omicidio di identità” per gli sfregi al volto con acido, fuoco e lame. L'avvocato inoltre ha invitato i presenti a spingersi oltre l'incontro in sala e provare a trovare il coraggio di parlare con i vicini di questi argomenti, con i vicini di casa, nelle scuole, in chiesa per dare forza e voce a chi per paura o altro tace e si nasconde dietro la maschera. 
 
Pochi giorni fa abbiamo chiesto all’Avvocato Gianfranco Piscitelli di spiegarci il perché del titolo “Dietro la Maschera – le voci del silenzio” e ci ha puntualizzato che la maschera “copre la dura realtà, perché la maschera viene usata da un falso perbenismo, perché la maschera nasconde vittima e carnefice, perchè dobbiamo imparare a guardare oltre la maschera ed ascoltare le grida di aiuto, gridate in silenzio da chi è privato della voce. Perché dobbiamo strappare la maschera a chi la usa da troppo tempo per crogiolarsi nella menzogna”. Un concetto estremamente profondo in cui viene raccontata una realtà priva di trasparenze e verità, in cui prevale l’illusione dell’essere quello che non si è dinnanzi ad un perbenismo apparente e di facciata che nasconde la crudeltà dell’uomo che non si pone limiti etici e morali. Un pensiero che riporta alla mente una frase di Erasmo da Rotterdam che recita “Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico”.
 
La dottoressa Emanuela Piredda, psicologa e criminologa, oltre a sviluppare quanto detto dall'avvocato Piscitelli, ha focalizzato il suo intervento sul punto di vista psicologico del tema della “violenza psicologica” che è la più subdola, penetrante e con segni permanenti anche quando cessa invitando a non chiudersi ma a reagire, a cercare l’aiuto ed a trovare il coraggio necessario. Ed è su questo tema specifico che ha denunciato e sottolineato la forma di violenza chiamata “gaslighting” che rappresenta il crudele comportamento manipolatorio che uccide la vittima che raggiunge irreversibili stati di depressione che possono condurla sino al suicidio o gravi problemi psichiatrici.
L’Avvocato Piscitelli ci aveva inoltre specificato che “Nei vari incontri su questo argomento io e la Dott.ssa Piredda ci interscambiamo con altri professionisti ed esperti facenti parte del nostro gruppo come la Dott.ssa Ester De Plano, Avv. libera professionista ma anche criminologa e grafologa forense, collaborando con altre associazioni ed Enti quali ad esempio la Commissione Pari Opportunità della Regione Sardegna di cui una delle relatrici dell’incontro l’Avv.  Barbara Congiu è Vice presidente”
 
Gli aspetti legati alla violenza invece sono stati analizzati durante l'intervento dell'avvocata Ester De Plano, criminologa e grafologa forense, che non si è soffermata solamente sulle punizioni dei reati vecchi e nuovi ma anche sulla prevenzione e ciò che il soggetto vittima o chi assiste o sa può fare, ricordando anche i vantaggi economici di gratuito patrocinio riservati in tali casi. L’avvocata Barbara Congiu, vicepresidente della Commissione per le pari opportunità della Regione Sardegna, ha ricordato ciò che la Regione fa in favore delle vittime di violenza di genere e gli studi, le battaglie e quanto la Commissione ha fatto e fa quotidianamente.
 
L’Avvocato Piscitelli ci ha inoltre spiegato che l’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico-Forensi è “un Ente di Ricerca di Eccellenza riconosciuto dal MIUR ed iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche con il codice n. 62065CSS – ha sede a Roma il rappresentante legale è la Prof.ssa Monica Calderaro, Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Psicografologa, Specialista in Psicologia applicata alla scrittura ed in perizie grafiche, esperta in Criminologia e Scienze Investigative e della Sicurezza, docente di grafologia e grafologia forense ai Master in Criminologia e Grafologia presso l’Università La Sapienza di Roma; Presidente è il Chiar.mo Prof. Dott. Vincenzo Maria Mastronardi noto psichiatra e criminologo clinico docente di Criminologia e di Psicopatologia Forense presso Università italiane ed estere; Responsabile per la Sardegna sono io su rfecente nomina del prof. Mastronardi. L’I.I.S.C.P.F. organizza corsi di studio, seminari di formazione, master, convegni ed eventi sulle materie giuridico-criminologiche-psicopatologico.forensi e tutto quanto di pertinente e relativo alla formazione e qualificazione professionale curando anche la pubblicazione di libri, dispense, riviste ecc”.

Camera dei Deputati
L’evento è stato moderato dal prefetto Francesco Tagliente, delegato nazionale per i rapporti istituzionale dell’ANCRI, figlio di Donato Tagliente, un soldato deportato
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ROMA - Un successo di partecipazione il convegno “La storia maestra di vita. L’esempio dei Giusti tra le Nazioni”, promosso dall’Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica (ANCRI) per ricordare la Shoah che si è tenuto presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati.

 

Cariche d'emozione le testimonianze: Pietro Terracina sopravvissuto al più grande campo di concentramento messo in piedi dalla macchina di sterminio nazista, Auschwitz, dove sono state uccise almeno un milione e centomila persone ha raccontato il suo viaggio negli abissi più profondi della crudeltà dell’uomo.

Franco Perlasca ha raccontato la straordinaria vicenda del padre Giorgio che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica facendosi passare per Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né tanto meno spagnolo. Angelo De Fiore ha ricordato alcuni eventi ed azioni del nonno. Nella sua attività di Dirigente dell’Ufficio Stranieri della Questura di Roma, De Fiore dispiegò una capillare attività di sabotaggio e in favore dei perseguitati, riuscendo a salvare centinaia di ebrei, di stranieri e di italiani dalla morte e dalla deportazione. Dal 4 ottobre 1943 all’arrivo degli Alleati egli militò nel gruppo clandestino “Sprovieri” del Centro Clandestino Militare, cui comunicava le liste dei perseguitati politici. Per la sua attività gli venne rilasciato dal Generale Alexander il certificato di “Patriota”.

De Fiore agiva creando volutamente ostruzionismo nello svolgimento delle pratiche e una grande confusione negli archivi della Questura, nascondendo e distruggendo documenti e schedari. Molti ebrei stranieri ebbero il nome camuffato; mentre decine di ebrei italiani furono regolarizzati come profughi dell’Africa settentrionale e furono fabbricati documenti falsi, carte annonarie, permessi di soggiorno. Trovò rifugio ad ebrei nei conventi o presso case di amici, o gli fece passare il confine. Il coraggio e il martirio di Giovanni Palatucci, arrestato dai tedeschi e internato nel campo di concentramento di Dachau dove morì di stenti il 10 febbraio 1945, è stato ricordato da Florinda Palumbo, figlia di Alberino Palumbo, attendente e poi collaboratore di Palatucci il quale, prima addetto all’ufficio stranieri e poi reggente della questura di Fiume, contribuì a mettere in salvo circa 5.000 persone.

Sono stati molto apprezzati gli interventi di saluto in apertura del convegno portati dal vice Presidente della Camera On. Roberto Giachetti
, convinto sostenitore dell’importanza del dialogo tra religioni e culture; dal prefetto Filippo Dispensa Direttore Centrale per gli Affari Generali, intervenuto in rappresentanza del Capo della Polizia Franco Gabrielli; dal presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni e dal Questore di Roma Guido Marino. Il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove ha sottolineato che “l’essere stati insigniti della più alta Onorificenza della Repubblica, non può essere considerato un mero traguardo, sebbene molto prestigioso, bensì l’inizio di un percorso che deve vederci sempre più impegnati quali testimoni e custodi dei valori e delle virtù civiche ereditate dai nostri padri e costituire esempio per le future generazioni, affinché possano essere riscoperti quei valori primari come la fedeltà alle Istituzioni, il rispetto per le leggi, l’amore per la Patria, l’altruismo e il senso del dovere, da soli capaci di garantire un sano profilo nazionale”.

L’evento è stato moderato dal Prefetto Francesco Tagliente, delegato nazionale per i rapporti istituzionale dell’ANCRI, figlio di Donato Tagliente, un soldato deportato che, per essersi rifiutato di collaborare con i tedeschi, fu catturato e internato in un campo nazista in condizioni di vita disumane e sottoposto a privazioni di ogni sorta. Tagliente facendo riferimento alla vita nei lager nazisti ha posto l’accento sul doloroso silenzio di tantissimi deportati sopravvissuti ai campi nazisti. “Mio padre – ha ricordato- come moltissimi reduci della deportazione, non amava parlare di quegli anni: Sottoposto a privazioni di ogni sorta, non voleva farci conoscere il terribile e lungo dolore della fame, di stenti e di inenarrabili sofferenze fisiche e soprattutto morali. I suoi ricordi – raccontati peraltro in famiglia alla Masseria Belfiore di Crispiano, solo negli ultimi anni di vita - erano legati a periodi di profonda atroce sofferenza e ai compagni che non ce l’avevano fatta, tormentati dalla fame, dalla sete e dalle malattie.

E’ stata una rievocazione a più voci, ricca di testimonianze e di riflessioni fatte alla presenza delle Autorità e dei delegati territoriali dell’Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica provenienti da 13 regioni in rappresentanza della 65 sezioni territoriali, 20 delegazioni regionali e 11 delegazioni estere presenti in altrettanti Paesi: Albania, Argentina, Francia; Germania, Libano, Malta, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. La nostra regione era rappresentata da Urgo Fedele, delegato regionale Puglia; Giovanni Carella, vice delegato regionale; Francesco Giuglio Cretì, presidente della sezione di Lecce e Luigi Vergaro, tesoriere nazionale di Lecce.

Votazioni circoli
L'ex premier vince un po' ovunque e rilancia sulla legge elettorale
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Alla fine delle votazioni dei circoli Pd il risultato è netto: Renzi rispetta le previsioni e conquista la maglia rosa, mentre Orlando non riesce a metterne in discussione la leadership. L'ex premier vince un po' ovunque e rilancia sulla legge elettorale. Secondo fonti mozione Renzi, Emiliano passa sul filo arrivando al 6,5-7%. La mozione Orlando denuncia 'anomalie' nel voto in varie Regioni: a Catania in 400 avrebbero votato senza tessera. 'Nessun broglio', replica la ministra Boschi. Sulla legge elettorale Renzi rilancia sulle Camere; "Facciano una proposta". E la Boschi: "Hanno bocciato tutto, tocca a loro". Anche Berlusconi in campo: 'Mattarellum inaccettabile'.

"Si stanno concludendo in queste ore in tutta Italia e all'estero i congressi dei circoli del Partito Democratico. L'affluenza al voto degli iscritti al partito per i congressi scrutinati è del 58,1%, che propone una proiezione finale di votanti compresa tra 235mila e 255mila. Al momento, con i dati raccolti dall'organizzazione del Partito che coprono circa 4mila circoli, le tre mozioni hanno ottenuto voti:

- Matteo RENZI 68,22% (141245 voti) - Andrea ORLANDO 25,42% (52630 voti) - Michele EMILIANO 6,36% (13168), per una somma totale di voti validi pari a 207.043".

Si chiude il primo round del congresso Pd: oggi infatti sarà l'ultimo giorno per le assise dei circoli e già nel tardo pomeriggio dovrebbero arrivare i dati ufficiali. Confermati i trend di questi giorni, e anche la guerra di cifre: Renzi è saldamente al comando oltre il 60 per cento mentre Orlando veleggia intorno 30 per cento; Emiliano fa mostra di essere ottimista e secondo fonti del suo Comitato avrebbe raggiunto il 7%.

"In poche ore in alcuni circoli ci sono state centinaia di iscritti e non credo sulla base di un improvviso entusiasmo, io esprimo preoccupazione. Io credo che tutto sia regolare ma voglio dire che quando in un circolo l'ultimo giorno utile si iscrivono 6-700 persone, poi il dibattito lo fanno in 6-7 e vanno a votare in 300, non credo che sia il partito che vogliamo. Ho scelto la linea di non presentare ricorsi". Lo afferma Andrea Orlando candidato alla segreteria del Pd a In Mezz'ora su rai3.

Percentuale che però, stando ai calcoli dei renziani (che comunque non sarebbero inclini a lasciarlo fuori dalla contesa) è più bassa, addirittura sotto la soglia del 5% necessaria a poter restare in corsa. Secondo la mozione dell'ex premier la vittoria sarebbe vicina a quota 70%, mentre il ministro della Giustizia sarebbe poco sopra il 26%. Dati diversi dalla mozione del Guardasigilli che, stando ai propri conti, vede superare il 30% attribuendo a Renzi il 63,9%

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