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Lutto
Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità
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Partigiano, dirigente del Pci, direttore dell'Unità: è morto a 91 anni Alfredo Reichlin. Figlio di Pietro ed Elisabetta Lauro, nato a Barletta, all'età di cinque anni Reichlin si trasferì a Roma, dove il padre esercitò la professione d'avvocato.

Nella capitale Reichlin partecipò alla Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP. Reichlin fu fra i gappisti romani catturato nel 1944 dai fascisti. Nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent'anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni sessanta si avvicina alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Quando l'attrito tra Togliatti e la corrente di Ingrao diventa inconciliabile, Reichlin è allontanato dai quadri de l'Unità per far spazio alla direzione di Mario Alicata.

Da Segretario regionale del PCI in Puglia fu molto attento alla questione meridionale, alla quale dedicò anche alcune sue opere. Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni Settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò con Enrico Berlinguer. Successivamente fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu "Ministro dell'Economia" del governo ombra del Partito Comunista Italiano. Sposato in prime nozze con la militante comunista (espulsa nel 1969 per aver aderito al gruppo de Il manifesto) Luciana Castellina, ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro, entrambi economisti.

Gentiloni, Reichlin punto di riferimento per generazioni - "Ricordo Alfredo #Reichlin grande dirigente della sinistra. Una vita esemplare di impegno verso i più deboli e di responsabilità nazionale". Cosi' il premier Paolo Gentiloni ricorda lo storico dirigente Pci scomparso stanotte.

Magistratura
Il PM: "Reputo doveroso tentare di concludere il mio sforzo"
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di Paolino Canzoneri

 

Il pubblico ministero Nino Di Matteo, con il massimo dei voti, passa alla Superprocura Nazionale Antimafia come vincitore di concorso e presto si trasferirà a Roma. Stessa promozione per i PM Maria Cristina Palaia, Francesco Polino e Barbara Sargenti. Una promozione e un trasferimento che consentirà comunque a Nino Di Matteo di proseguire il processo e dibattimento sulla trattativa Stato-Mafia; egli stesso ha commentato: "Io stesso ho chiesto al procuratore di Palermo e al procuratore nazionale antimafia l'applicazione per potere finire il processo sulla trattativa e anche qualche indagine collegata ala trattativa Stato-mafia, perché reputo questo un dovere. Io sono stato quello, con il dottor Ingroia che ha iniziato le indagini. Con i colleghi Tartaglia, Teresi e Del Bene abbiamo affrontato un percorso difficile, irto di ostacoli anche strumentalmente posti lungo il nostro cammino. Reputo doveroso tentare di concludere il mio sforzo. La mia non è una fuga, ma una scelta per potere continuare a occuparmi di mafia". Di fatto erano cinque i posti disponibili adesso occupati dai vincitori del concorso. Restano esclusi l'ex PM di Caltanissetta Luca Tescaroli che indagò sulla strage di Capaci e su Mafia Capitale; Alfonso Sabella e Teresa Principato che occuperà incarico di "sovrannumero" come procuratore aggiunto di Palermo che le spetta per l'aver superato gli otto anni di permanenza nell'incarico nel capoluogo siciliano.
 
Una disposizione e un quadro deciso dal capo della DNA Franco Lo Voi che insieme al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti deciderà sull'applicazione di tale quadro investigativo al processo sulla Trattativa Stato-Mafia la cui conclusione sembra prevista per il 2018. Riguardo il suo impegno nella Capitale che sarà operativo fra circa due mesi, Di Matteo stesso ha chiarito: "Di cosa mi occuperò a Roma lo deciderà il procuratore nazionale antimafia. La mia esperienza è maturata in Sicilia, sulle indagini e sui processi sulle stragi, sulle cosche siciliane e sui rapporti di Cosa nostra con la politica e le istituzioni. Spero che la mia esperienza possa essere utile anche al nuovo ufficio". Sulla promozione il commento di Nino Di Matteo è chiaro: "Veti istituzionali impedirono la mia nomina. La mia scelta non è quella di una resa. Ho fatto la domanda per andare alla Procura nazionale antimafia per cercare di continuare a dare un contributo nella lotta a Cosa nostra. Non è facile dopo 25 anni di impegno, con tutti i miei limiti, molto gravoso e totalizzante nelle DDA di Caltanissetta e Palermo, lasciare la Sicilia. La mia è stata una scelta dovuta alla consapevolezza che per continuare, in questo momento, ad impegnarmi nella lotta alla mafia dovevo cambiare ruolo e ufficio".
 
Due anni orsono la sua candidatura venne bocciata  e ricorse al Tar del Lazio ma lo stesso Di Matteo visse la vicenda come una sorta di "mortificazione ingiusta": "A prescindere dal valore altissimo dei colleghi che mi sono stati preferiti in altre circostanze resto convinto che in passato ci sia stato anche qualche veto, qualche pregiudizio. Probabilmente è accaduto che qualche alto esponente istituzionale abbia posto dei veti o abbia pressato perchè la mia domanda non fosse accolta. Questo è quello che penso: mi auguro che non sia accaduto, ma ho qualche elemento per ritenere che possa essere accaduto". Tracciando un profilo storico di Nino Di Matteo si evidenzia facilmente lo spessore e l'alta professionalità che lo ha sempre contraddistinto sin dai tempi della collaborazione dell'ex collega Antonio Ingroia nelle complesse indagini che portarono al processo per la mancata cattura del boss allora latitante Bernando Provenzano nel lontano 1995; come non ricordare  pochi anni prima quando Di Matteo stesso aveva messo a processo l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro per i rapporti con cosa nostra. Nel 2013 il boss Totò Riina fu intercettato mentre parlava dal carcere a Milano-Opera di un possibile attentato a Di Matteo mentre nel 2014 il pentito Vito Galatolo rivelò che l'attentato era stato progettato dal superlatitante Matteo Messina Danaro, rivelazione ritenuta attendibile e che da quel momento pose il pm sotto la massima protezione con scorta e accompagnati da un dispositivo dla nome "bomb jammer" che neutralizza qualsiasi funzionamento di telecomandi nei percorsi blindati del PM.
Il rapporto
Beni per 2,6 miliardi recuperati e 281 aziende sottratte alle cosche
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Nel 2016 sono stati scoperti appalti pubblici irregolari per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro, più del triplo del valore di quelli irregolari scoperti nel 2015 (un miliardo). Il dato è contenuto nel Rapporto annuale della Guardia di Finanza. I controlli sulle irregolarità negli appalti pubblici hanno consentito di denunciare 1.866 persone e di arrestarne 140.

La guardia di Finanza ha poi sequestrato nel 2016 beni per circa 781 milioni frutto di 1.663 casi di evasione fiscale internazionale e dei duemila casi di frodi all'Iva scoperti. Gli interventi di polizia economica e finanziaria attuati l'anno scorso sono stati un milione. I finanzieri hanno anche scoperto oltre 19 mila lavoratori in nero e irregolari.

Beni per 2,6 miliardi recuperati e 281 aziende sottratte alle cosche. Nel corso dell'anno i finanzieri hanno anche sequestrato 180 milioni di prodotti illegali perché contraffatti, piratati o pericolosi, per un valore complessivo di 2,4 miliardi.

Il decreto
Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l'indizione dei referendum popolari relativi alla "abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti" e alla "abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)". Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Sulla modifica alla disciplina dei voucher "oggi, al termine dei lavori d'Aula, incardiniamo il testo e fissiamo a domani il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione". A dirlo è Patrizia Maestri (Pd) relatrice del testo sulla modifica alla disciplina del lavoro accessorio, e quindi dei voucher, in commissione Lavoro della Camera dei Deputati. L'esame del provvedimento quindi dovrebbe entrare nel vivo già da domani e riguardo alla tempistica di approvazione del disegno di legge rispetto alla data del 28 maggio in cui si svolgerà il referendum richiesto dalla Cgil su voucher e responsabilità solidale in materia di appalti "non dipende solo dal nostro lavoro, ma anche dal governo, noi cercheremo di fare il nostro meglio, abbiamo già ricevuto alcune indicazioni di possibili modifiche al testo iniziale su cui cominceremo subito a fare degli approfondimenti", ha aggiunto Maestri.

Secondo Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale Pd, "possiamo evitare lo spreco di 300 milioni di euro: visto che il consiglio dei ministri ha deciso di calendarizzare il referendum su appalti e voucher il 28 maggio, allora lo si faccia coincidere con la data delle elezioni amministrative. Ci vuole un ELECTION DAY". "Voterò due volte SI' ai referendum della Cgil - aggiunge - perché le norme sul lavoro vanno azzerate e riscritte da capo, col contributo di tutte le parti sociali. Farsi dettare le ricette sulla scuola e sul lavoro dai poteri esterni non va bene".

"Avevamo proposto l'election day e rinnoviamo questa richiesta", ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Vista la data scelta - ha spiegato -, sarebbe possibile far coincidere il referendum con le elezioni amministrative e non perchè ci preoccupa il quorum, i Comuni al voto non sono tantissimi, sarebbe solo una scelta oculata, in un'ottica di finanza pubblica".

disegno di legge
Tra i punti principali: per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale ma non solo
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Arriva in Aula alla Camera il Biotestamento. Il testo sulle "Disposizioni anticipate di trattamento" (questo il titolo del disegno di legge) è composto da cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. Tra i punti principali: per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario nazionale; le volontà sono sempre revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari, incluse la nutrizione e l'idratazione artificiali.

Il TESTO, di cinque articoli, prevede la possibilità di compilare la DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) . In base ad essa "ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (« DAT »), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (« fiduciario ») che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie

Il gruppo Forza Italia della Camera dei deputati ha tenuto la scorsa settimana una riunione di direttivo (martedì 7 marzo) e un'assemblea di gruppo (mercoledì 8 marzo) in merito alla 'dichiarazione anticipata di trattamento' - il cosiddetto biotestamento - che da questa settimana sarà all'esame dall'Aula di Montecitorio. "Dopo un approfondito e accurato dibattito nelle due sedi - si legge in una nota - l'assemblea del gruppo ha deciso di raccogliere (è stato fatto in questi giorni) le adesioni per la presentazione in Aula degli emendamenti fortemente migliorativi del provvedimento e ai quali hanno lavorato i deputati Antonio Palmieri e Francesco Paolo Sisto che hanno seguito l'iter della legge in Commissione Affari sociali alla Camera. I 48 emendamenti Palmieri-Sisto sono stati sottoscritti dalla stragrande maggioranza dei deputati di Forza Italia". "È stato già deciso, in ogni caso, di convocare una nuova riunione dell'assemblea dei deputati azzurri per individuare, anche in relazione all'atteggiamento che il governo terrà in merito alle nostre proposte, l'orientamento del gruppo Forza Italia sul voto finale. In ogni caso sarà garantita, in considerazione della delicatezza del tema, la libertà di coscienza ai parlamentari che non si riconosceranno nella posizione maggioritaria del gruppo".

Il decreto
Nuovi scenari della sicurezza nei Comuni: l’analisi punto per punto
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Redazione
 

Il decreto è in vigore dal 21 febbraio ma sono pochi Comuni che hanno capito di cosa si tratta. I difetti: Senza adeguati strumenti sanzionatori il tutto si riduce a un mero trasferimento di deleghe dallo Stato ai Comuni. La responsabilità passa dallo Stato sulle spalle dei sindaci. Si tratta più un passaggio di testimone che di un valido ed efficace strumento per risolvere i problemi del territorio. 


Premessa Il decreto-legge contiene disposizioni in materia di collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza integrata e la tutela della sicurezza delle città e del decoro urbano. In particolare:

• Sicurezza integrata. Individua contenuti e gli strumenti per la promozione della sicurezza integrata, sul presupposto del pluralismo istituzionale e della necessità del coordinamento sinergico. Di fatto vengono spalmati i poteri e le responsabilità in materia di sicurezza urbana e vivibilità cittadina tra i vari soggetti istituzionali, realizzando un reticolato di sicurezza integrata che coinvolge tutti gli enti interessati. Prevede specifici accordi tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano l'attuazione di interventi in materia di sicurezza integrata;

• Sicurezza urbana Definisce, la sicurezza urbana e rimette l'attuazione dei relativi interventi a specifici patti tra il prefetto e il sindaco, da stipulare nel rispetto delle linee guida adottate su proposta del Ministro dell'interno con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali;

• Ordinanze sindacali. Interviene sul potere di ordinanza del sindaco, ampliando le ipotesi che lo legittimano, in qualità di capo della comunità locale, a adottare provvedimenti contingibili e urgenti connessi a problematiche emergenti nell'ambito del contesto locale; Prevede che il sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da un afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, possa adottare ordinanze non contingibili e urgenti in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni;

• Regolamenti di polizia urbana. Prevede che il comune possa adottare regolamenti per la cura del territorio e per la vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche;

• Comitato Metropolitano. Istituisce un apposito organo, il Comitato metropolitano – copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano – quale sede deputata all'analisi, alla valutazione e al confronto sulle tematiche in materia di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana;

• Ordine di allontanamento e daspo urbano. Definisce specifiche misure per il contrasto delle condotte che compromettono la libera e piena fruibilità di particolari spazi pubblici, caratterizzati da un rilevante flusso di utenti;

• Spaccio di stupefacenti all’interno o in prossimità di locali pubblici Prevede il daspo per chi spaccia stupefacenti all’interno o in prossimità di locali pubblici o aperti al pubblico e di pubblici esercizi è previsto il daspo urbano antidroga semplice e con prescrizioni;

• Occupazione di Immobili Interviene nella delicata materia delle occupazioni arbitrarie di immobili, con la definizione dei criteri e delle modalità di intervento della forza pubblica, tramite il rinvio ad apposite disposizioni impartite dal prefetto. L'obiettivo è quello di superare i pericoli di possibili turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenuto conto della necessità del bilanciamento dei diversi interessi in gioco;

• Controllo dei sorvegliati speciali Consente anche il controllo dei sorvegliati speciali con il cd braccialetto elettronico.

• Deturpamento o imbrattamento di beni. Prevede che per i reati di deturpamento o imbrattamento di beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o di cose di interesse storico o artistico, il giudice, può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute.

Per saperne di più sulla efficacia delle misure introdotte con decreto-legge in materia di sicurezza nelle città - già in vigore dal 21 marzo e ora all'esame della Camera per la conversione in legge- abbiamo chiesto una valutazione a Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Prefetto di Pisa, estensore dei decreti antiviolenza negli stadi


“In sede di conversione in legge – ha detto Tagliente - è bene tenere presente che senza adeguati strumenti sanzionatori il tutto si riduce a un mero trasferimento di deleghe dallo Stato ai Comuni. Alcuni Sindaci, convinti di poter finalmente disporre di nuovi e più incisivi poteri, stanno plaudendo a tale iniziativa senza rendersi conto che le nuove norme gli trasferiscono solo pesanti responsabilità senza conseguenti efficaci strumenti giuridici deterrenti. Prendiamo come esempio il daspo urbano per chi viola le regole dei territori mutuato dal divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Mentre per la violazione del daspo sportivo è previsto l’arresto in flagranza, giudizio per direttissima e condanna alla reclusione da uno a tre anni e alla multa da 10.000 a 40.000 euro, per quello urbano introdotto con il decreto-legge si prevede solo una sanzione pecuniaria priva di efficacia deterrente. Per chi viola il daspo urbano resta l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda prevista per “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità”.
E nemmeno per la violazione dell’altro daspo previsto dal decreto-legge 14/2017, quello antidroga, è consentito l’arresto, perché nei confronti di chi non si attiene al divieto è prevista solo una sanzione pecuniaria e la sospensione della patente – se ce l’ha - da sei mesi ad 1 anno.




Nuovi scenari della sicurezza. L’analisi punto per punto.



D. Cosa si intende per sicurezza integrata?


Di fatto vengono spalmati i poteri e le responsabilità in materia di sicurezza urbana e vivibilità cittadina tra i vari soggetti istituzionali, realizzando un reticolato di sicurezza integrata che coinvolge tutti gli enti interessati.
Per sicurezza integrata, secondo le nuove disposizioni, si intende l'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali.
Le linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata sono rivolte, prioritariamente, a coordinare, per lo svolgimento di attività di interesse comune, l'esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti, anche con riferimento alla collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale.



D. Quali sono gli strumenti per attuare la sicurezza integrata?

Le linee guida generali delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata sono adottate su proposta del Ministero dell’Interno con accordo sancito in sede di conferenza unificata.
Gli strumenti per attuare gli interventi di promozione della sicurezza integrata sono, infatti, gli accordi tra lo Stato e le Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano sanciti in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali. Con gli accordi tra Stato e Regioni vengono adottate le linee guida per la promozione della sicurezza integrata


D. cosa prevedono le nuove norme in materia di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale?

Tra gli strumenti di competenza dello Stato e delle Regioni, per attuare gli interventi di promozione della sicurezza integrata, sono comprese anche le valutazioni delle eventuali criticità per la programmazione e la predisposizione degli interventi di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale.



D. Cosa si intende per sicurezza urbana?
In base alle nuove norme, per sicurezza urbana, si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città. Vivibilità e decoro delle citta da perseguire anche attraverso una serie di interventi come la riqualificazione e il recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.



D. Chi concorre alla sicurezza urbana?
Alla sicurezza urbana concorrono anche, con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni.



D. Cosa sono i patti per la sicurezza urbana?
Con il decreto-legge sono previsti nuove convenzioni per la sicurezza tra Prefettura ed istituzioni locali. Per l’attuazione della sicurezza urbana il prefetto ed il sindaco possono sottoscrivere patti nel rispetto delle linee guida adottate con gli accordi per la promozione della sicurezza integrata sanciti in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali.
 


D. Quali sono gli obiettivi dei Patti per la sicurezza urbana?

I patti per la sicurezza urbana perseguono i seguenti obiettivi:
a) prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi di prossimità, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado;
b) promozione del rispetto della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita, comprese l'occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché' la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici;
c) promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l'ente locale nell'individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela anche con i nuovi strumenti giuridici: ordine di allontanamento, sanzione amministrativa pecuniaria e Daspo per il decoro urbano.


D. Cosa è il Comitato Metropolitano?
Per l'analisi, la valutazione e il confronto sulle tematiche di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana, è istituito un comitato metropolitano, copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano, cui partecipano anche i sindaci dei comuni interessati e, se ritenuti utili i soggetti pubblici o privati dell'ambito territoriale interessato. Restando immutate le competenze del “Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica”
 


D. Sono previsti nuovi ulteriori strumenti per il sostegno per l'incremento dei servizi di controllo del territorio?

Nell'ambito degli accordi per la promozione della sicurezza integrata e dei patti per la sicurezza urbana possono essere individuati ulteriori strumenti e obiettivi per l'attuazione di iniziative congiunte finalizzate all'incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua valorizzazione.
Le nuove norme prevedono infatti la possibilità del concorso, sotto il profilo del sostegno strumentale, finanziario e logistico, altri enti pubblici, anche non economici e soggetti privati.


D. I sindaci hanno reali maggiori poteri con l’estensione della possibilità di emanare ordinanze?
Le nuove disposizioni in materia di sicurezza urbana approvate dal C.D.M. comprendono anche l’estensione dei poteri dei Sindaci in materia di Ordinanze sindacali per la disciplina degli orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. In pratica al Sindaco viene attribuito un più penetrante potere di ordinanza.
a) Le ordinanze sindacali contingibili e urgenti. Il sindaco, quale rappresentante della comunità locale, anche in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, può intervenire anche in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
b) Le ordinanze sindacali non contingibili e urgenti. Il Sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, può disporre, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
c) Le ordinanze sindacali per prevenire e contrastare spaccio, prostituzione, uso di minori e disabili nell’accattonaggio, illecita occupazione di spazi, violenza legata all’uso di alcol e stupefacenti. I provvedimenti contingibili e urgenti adottati dal sindaco, quale ufficiale del Governo sono diretti a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l'illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all'abuso di alcool o all'uso di sostanze stupefacenti.


D. Cosa cambia in materia di Regolamenti di Polizia Urbana?
Le nuove norme attribuiscono al Consiglio Comunale il potere di inserire nei Regolamenti comunali norme volte a prevenire fenomeni di criticità sociale, suscettibili di determinare un’influenza negativa sulla sicurezza urbana come la vendita e somministrazione di bevande acoliche e la individuazione delle aree urbane da sottoporre a particolare tutela.
In materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, i Comuni possono adottare regolamenti ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.
Individuazione delle aree urbane protette. I regolamenti di polizia urbana possono individuare aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico, alle quali si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria e l’ordine di allontanamento dal luogo.
 


D. Quali sono i nuovi strumenti giuridici previsti per la tutela del decoro di particolari luoghi?

Tra le misure previste a tutela del decoro di particolari luoghi, le nuove norme prevedono: la sanzione amministrativa pecuniaria; ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto, ordine di allontanamento per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione; daspo urbano del questore; daspo giudiziario urbano

a) Sanzione amministrativa pecuniaria. Chiunque ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti, è soggetto alla sanzione amministrativa da 100 a 300 euro.
b) Ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Contestualmente alla rilevazione della condotta illecita, l’organo accertatore ordina al trasgressore l'allontanamento per 48 ore dal luogo in cui è stato commesso il fatto.
c) Ordine di allontanamento per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione, il provvedimento di allontanamento è disposto altresì nei confronti di chi commette le violazioni previste dalle predette disposizioni nelle aree di cui al medesimo comma.
 


D. Quali sono le procedure per impartire l'ordine di allontanamento

L'ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto e quello per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione è rivolto per iscritto, dall'organi accertatori compresi gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, con la specificazione che ne cessa l'efficacia trascorse quarantotto ore dall'accertamento del fatto e che la sua violazione è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria aumentata del doppio.


D. A chi va trasmesso l’ordine di allontanamento?
Copia dell’ordine di allontanamento è trasmessa con immediatezza al questore competente per territorio per l’adozione del DASPO e contestuale segnalazione ai competenti servizi socio-sanitari, ove ne ricorrano le condizioni.
 


D. Che durata ha il Daspo urbano e quali sono le garanzie processuali per il “daspato”?

Il Daspo urbano del Questore può avere la durata fino a 6 mesi in caso di reiterazione della condotta o da 6 mesi e 2 anni se l’autore risulta condannato negli ultimi 5 anni. Garanzie procedurali sono le stesse previste per il DASPO sportivo.
a) Daspo urbano fino a 6 mesi. Nei casi di reiterazione della violazione dell’ordine di allontanamento questore, qualora dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato, per un periodo non superiore a sei mesi, il divieto di accesso ad una o più delle aree protette, espressamente specificate nel provvedimento, individuando, altresì, modalità applicative del divieto compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario dell'atto.
b) Daspo urbano da 6 mesi a 2 anni. La durata del divieto non può comunque essere inferiore a sei mesi, ne' superiore a due anni, qualora la violazione dell’ordine di allontanamento risulti commesse da soggetto condannato, con sentenza definitiva o confermata in grado di appello, nel corso degli ultimi cinque anni per reati contro la persona o il patrimonio.
c) Daspo urbano a minorenne. Qualora il responsabile sia soggetto minorenne, il questore ne dà notizia al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.


D. Funzionerà davvero questo Daspo ? Quali sono le conseguenze per la violazione del Daspo urbano e che differenza c’è con il daspo sportivo?
Il daspo urbano è privo di sanzione con effetto deterrente. Chi contravviene al DASPO sportivo, al divieto di andare allo stadio può essere arrestato in flagranza, giudicato per direttissima e condannato alla reclusione da uno a tre anni e alla multa fino da 10.000 a 40.000 euro. Lo stesso dicasi per chi non si presenta al Commissariato in occasione della partita disputata dalla squadra per cui è sottoposto al divieto.
Per il daspo urbano non è così perché il quarto comma dell’art 10 del D.L. approvato dal C.D.M. dispone che in relazione al provvedimento di cui al comma tre, cioè qualora le condotte sono commesse da un soggetto già condannato, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 2-bis 3 e 4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401. La norma fa espresso riferimento quindi alle garanzie procedurali relative a notifica, prescrizioni e ricorsi. Non richiama invece anche il comma 6 dell’articolo che tratta appunto della sanzione prevedendo espressamente che la” contravventore alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è punito con la reclusione da uno a tre anni”

D. E’ previsto un DASPO giudiziario urbano?

In sede di condanna per reati contro la persona o il patrimonio commessi in particolari aree protette, la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'imposizione del divieto di accedere a luoghi o aree specificamente individuati.


D. Cosa si prevede in tema di cooperazione tra le Forze di polizia e polizia municipale?
Ai fini dell'applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari luoghi, della sanzione amministrativa pecuniaria, dell’ordine di allontanamento e del Daspo urbano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'interno determina i criteri generali volti a favorire il rafforzamento della cooperazione, informativa ed operativa, tra le Forze di polizia e i Corpi e servizi di polizia municipale.


D. Cosa prevedono le nuove norme in tema di occupazioni abusive di immobili?
Il prefetto, nel dare esecuzione ai provvedimenti dell’A.G. concernenti occupazioni arbitrarie di immobili, sentito il CPOSP, dispone la graduazione delle esecuzioni tenendo conto del numero degli immobili da sgomberare, del pericolo di possibili turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica e della disponibilità della Forza pubblica tenendo anche conto della situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonché' dei livelli assistenziali che possono essere assicurati agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali.


D. Quali sono le sanzioni per reiterata inosservanza delle ordinanze sindacali In materia di esercizi pubblici?
E’ prevista la sospensione della licenza di esercizio da parte del Questore. Le nuove norme prevedendo la possibilità per il Questore di disporre la sospensione dell’attività ex articolo 100 Tulps fino a 15 giorni in caso di reiterata inosservanza ad ordinanze sindacali, ordinarie e contingibili ed urgenti di cui agli articoli 50, comma 5 e 7 TUEL in tema di vivibilità e decoro urbano, vendita di alcolici e superalcolici.
Nei casi di reiterata inosservanza delle ordinanze sindacali emanate, in materia di orario di vendita e somministrazione delle bevande alcoliche nelle aree protette il Questore può disporre la sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni
D. cosa viene previsto per chi spaccia all’interno o in prossimità di locali pubblici?
Per chi spaccia all’interno o in prossimità di locali pubblici o aperti al pubblico e di pubblici esercizi è previsto il daspo urbano antidroga semplice e con prescrizioni
a) Daspo urbano antidroga semplice. Nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, per fatti commessi all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico, pubblici esercizi, il questore può disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso, per la durata da 1 a 5 anni, agli stessi locali o a esercizi analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi.


b) Daspo urbano antidroga con prescrizioni. Se il soggetto risulta già condannato negli ultimi tre anni con sentenza definitiva, il Questore può integrare il DASPO urbano antidroga fino a 5 anni con una o più delle seguenti prescrizioni per la durata massima di due anni, una o più delle seguenti misure:
- obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana a un ufficio della Polizia; obbligo di rientrare a casa entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata;
- divieto di allontanarsi dal comune di residenza;
- obbligo di comparire in un ufficio di polizia negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici.



D. quali garanzie procedurali sono previste per il DASPO urbano antidroga?

Le garanzie procedurali per il DASPO urbano antidroga semplice e con prescrizioni (notifica, prescrizioni e ricorso) sono le stesse previste per il DASPO sportivo



D. Può essere applicato un daspo antidroga a in minore?

Il Daspo urbano antidroga semplice può essere disposto dal Questore anche nei confronti di minori imputabili (da 14 a 18 anni)



D. Le sanzioni per la violazione del DASPO antidroga sono le stesse previste per il daspo sportivo?

No. Le sanzioni previste per il daspo antidroga sono solo la pena pecuniaria da 10.000 a 40.000 euro e la sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno. Il nuovo decreto-legge prevede che salvo che il fatto costituisca più grave reato, per la violazione del daspo urbano antidroga semplice e con prescrizione il prefetto applica, la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 40.000 euro e la sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno. Non è prevista la stessa sanzione come per il contravventore al divieto di andare allo stadio che può essere arrestato in flagranza, giudicato per direttissima e condannato alla reclusione da uno a tre anni e alla multa fino da 10.000 a 40.000 euro.

 


D. Cosa prevedono le nuove norme per il condannato per spaccio nel caso di concessione della sospensione condizionale della pena?
E’ previsto il daspo giudiziario antidroga. In sede di condanna per spaccio di droga all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico o dei pubblici esercizi, la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'imposizione del divieto di accedere in locali pubblici o pubblici esercizi specificamente individuati.



D. per chi viola il daspo può essere adottato il foglio di via obbligatorio?

Le nuove norme prevedono una estensione dei soggetti destinatari delle misure di prevenzione personali. In base al nuovo decreto-legge il Questore può applicare le misure di prevenzione anche per reiterate violazione dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa, se i soggetti interessati sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.



D. Cosa prevedono le nuove norme per il controllo dei sorvegliati speciali?

Le nuove norme consentono anche il controllo con il cd braccialetto elettronico. Si prevede che le misure di prevenzione personali possono essere applicate dall'autorità giudiziaria anche per reiterate violazioni dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa e, che, con il consenso dell’interessato, i controlli possono essere effettuati anche con il braccialetto elettronico.



D. Che misure sono previste contro chi imbratta i muri?

E’ previsto che con la sentenza di condanna per i reati di deturpamento o imbrattamento di beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o di cose di interesse storico o artistico, il giudice, può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna.
 

Politica
D’Alema ha dichiarato: “Lasciare il Pd? Come strappare un cerotto: fa male, però dopo si sta meglio”. La Meloni ha detto: “Silvio, se vuoi vincere trova una sintesi e accetta le primarie”.
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Red. Politica

Centrodestra e centrosinistra ai calci di rigore nel panorama politico nazionale che si riflette poi sul territorio. Nuovi fermenti con un Pd che cerca vie di fuga da vecchi contenitori rispetto ai quali alcuni iscritti non si sentono più rappresentati mentre nel centrodestra si riaffaccia lo spettro delle tanto discusse primarie e necessita di fare sinergia tra vecchi e nuovi volti. Una sinergia che fin’ora è stata difficile a compiersi.

Come si ripercuote la situazione nazionale dei partiti sulle prossime amministrative? Ci saranno accordi, coalizioni sottobanco o inciuci? Si potrà trovare una soluzione a problemi che interessano direttamente le tasche dei cittadini e la loro sopravvivenza quotidiana: lavoro, immigrazione, servizi carenti e tasse alle stelle su rifiuti, acqua, energia elettrica.

Quanto incidono le inchieste della magistratura sulla stabilità dei partiti politici: dal Consip, alle firme false dei grillini in Sicilia, dall’arresto di Marra a Berlusconi accusato di estorsione su Ruby Ter e “olgettine”.  

D’Alema ha dichiarato: “Lasciare il Pd? Come strappare un cerotto: fa male, però dopo si sta meglio”. La Meloni ha detto: “Silvio, se vuoi vincere trova una sintesi e accetta le primarie”.

A parlare di questi temi due Senatori della Repubblica a confronto: il Senatore Bruno Astorre del Pd e il senatore di Forza Italia Francesco Aracri. Al confronto è stata invitata anche la senatrice del Movimento Cinque Stelle Elena Fattori la quale ha fatto sapere di non poter partecipare "causa impegni iscritti".

Il confronto si terrà nel salotto di Officina Stampa, la trasmissione web tv che si tiene tutti i giovedì a Grottaferrata. Il web talk condotto dalla giornalista Chiara Rai andrà in diretta giovedì 9 marzo 2017 alle ore 18:00 sui seguenti canali:

youtube OFFICINA STAMPA

www.officinastampa.tv


Facebook OFFICINA STAMPA

La diretta sarà trasmessa dal locale Black Jack di Grottaferrata

 

Affari esteri
A presiedere al business forum il ministro Alfano e il primo ministro georgiano Kvirikashvili
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di Silvio Rossi


ROMA - Si è svolto oggi 8 marzo, al Ministero degli affari esteri il primo business forum Italia-Georgia, alla presenza del ministro degli esteri Angelino Alfano e del primo ministro georgiano Giorgi Kvirikashvili. Durante l'incontro sono stati firmati due importanti accordi commerciali, tra l'Unioncamere italiana e le camere di commercio e industria georgiane, e tra la SACE e la JSC Partnership Fund of Georgia, per il supporto finanziario alle aziende che vogliono investire nel paese.


Il titolare della Farnesina ha sottolineato lo stretto legame che contraddistingue i rapporti tra l'Italia e il paese caucasico. In particolare ha ricordato come, durante gli anni della guerra civile, che ha afflitto la Georgia negli anni immediatamente successivi allo sfaldamento dell'Unione sovietica, in Italia, e in particolare proprio nella "sua" Sicilia, molti ragazzi georgiani sono stati ospiti presso le famiglie palermitane, imparando la lingua italiana (e il dialetto siciliano, che ha dignità di lingua, ha commentato il ministro), e oggi apprezzano la cultura italiana, il nostro cibo, "E fanno il tifo per il Palermo".


Grazie a questa esperienza è stata creata una Associazione Scuola Italiana a Tbilisi, che dal prossimo anno sarà bilingue. Numerose aziende italiane hanno realizzato investimenti in Georgia, tra cui Ferrero, Salini Impregilo, Anas, e in particolare nel settore costruzioni, i progetti più innovativi sono stati curati da architetti italiani, come il ferrarese Michele De Lucchi autore del palazzo presidenziale voluto da Saakashvili, oggi sede di un'università americana, o come Massimiliano Fuksas, che ha disegnato il Tbilisi Public Service Hall, moderno centro polifunzionale, e il Music Theatre and Exhibition Hall. Sono inoltre numerosi gli architetti italiani impegnato nella realizzazione di alberghi e infrastrutture per la nascente industria turistica georgiana.


 

Emergenza immigrazione
Per Bruxelle il sistema italiano è debole e incoraggia il afflusso migranti irregolari
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"Le debolezze del sistema italiano di rimpatri volontari e delle espulsioni forzate rischia di incoraggiare l'afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari". E' la messa in guardia che il rappresentante speciale del segretario generale del Consiglio d'Europa per le migrazioni e i rifugiati, l'ambasciatore Tomas Bocek, fa all'Italia nel suo rapporto basato sulla visita condotta nel Paese lo scorso ottobre.

Secondo il rapporto del Consiglio d'Europa, "non funziona" il sistema di custodia legale per i minori non accompagnati che arrivano in Italia, e gli hotspot in cui sono obbligati a trascorrere lunghi periodi sono "luoghi inadatti a garantire le loro necessità". L'autore del rapporto, il rappresentante speciale per le migrazioni Tomas Bocek, spiega però all'ANSA che la nuova legge italiana sulle misure di protezione, "è un passo avanti molto buono", anche se resta da vedere come sarà applicata nella pratica.

E il premier Paolo Gentiloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, afferma: "L'attività di governo" è concentrata su una serie di misure, "dall'immigrazione alla pubblica amministrazione, dal processo penale alla sicurezza urbana, dalla legge sulla povertà al ddl sulla concorrenza: sfido chiunque ad indicare un altro governo e un altro Parlamento in Europa impegnati su un complesso di riforme come quello su cui siamo impegnati in Italia. Non siamo i primi della classe, ma non accettiamo lezioni e lavoriamo nell'interesse comune".

Sicurezza & Territorio
Giovedì 9 marzo alle 18 i maggiori rappresentanti delle sigle sindacali di polizia ospiti alla trasmissione web tv Officina Stampa
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Red. Politica

 

Come verrebbero ripartiti i fondi con la nuova bozza di riordino già approvata  in via preliminare dal Consiglio dei Ministri? Le risorse complessivamente disponibili a regime per la Polizia di Stato sono di 36 milioni di euro di cui 27 milioni riservati al solo personale dal ruolo degli agenti e assistenti a quello degli ispettori. Circa 9 milioni di euro destinati a tutti i ruoli.


Delle 4.000 unità di incremento di organico, il 60 per cento è riservato agli assistenti capo, il 20 al personale del ruolo con almeno quattro anni di anzianità e il restante 20 per cento a coloro, del medesimo ruolo, che non hanno superato 40 anni di età.  La bozza prevede inoltre l’accesso graduale al ruolo dei sovrintendenti, per gli attuali circa 43.000 assistenti  Capo  di cui circa 24.000 entro cinque anni e tutti gli altri entro dieci anni.


Diversi sindacati di polizia hanno organizzato manifestazioni nelle piazze perché di fatto non vedono sostanziali benefici per i poliziotti con questa bozza di riordino: c‘è chi parla di ripartizione delle risorse sbilanciata e chi contesta il mancato sostanziale avanzamento di carriera interno atteso da oltre vent’anni nonché il dislivello di ruoli intermediari che andrebbe riallineato.


Intanto, almeno su carta sembrerebbe che la bozza possa portare qualche beneficio nel ruolo di servizio alla cittadinanza anche se come ad esempio l’istituzione al livello provinciale e locale di un'unica centrale operativa della Polizia e a livello comunale o sovracomunale una rete capillare di comandi, commissariati, stazioni di Polizia che devono essere ovunque sempre operativi 24 ore su 24. Prevedere un’adeguata ed uniforme dotazione tecnica, economica ed informatica di tutti i comandi territoriali o i commissariati delle due nuove forze di polizia dello Stato in conformità ai nuovi compiti e alla nuova organizzazione.
Nei fatti i cittadini non sanno se ciò che è scritto nella bozza di riordino possa veramente contribuire a garantire il livello di sicurezza nelle strade e l’attività di prevenzione rispetto ai reati di criminalità. La cittadinanza vorrebbe dunque sapere cosa sta succedendo e perché si manifesta in maniera tale da farsi un’idea ed essere partecipi agli stati d’animo di chi garantisce sicurezza nel Paese.


Per questo motivo saranno presenti alla trasmissione web tv in diretta da Grottaferrata Officina Stampa i maggiori rappresentanti delle sigle sindacali di polizia: il Segretario Generale Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti, il segretario nazionale Silp Cgil Tommaso Delli Paoli, il Segreterio Generale del SAP Gianni Tonelli, il segretario generale provinciale di Roma per il Coisp Umberto De Angelis.


Il web talk condotto dalla giornalista Chiara Rai andrà in diretta il giorno giovedì 9 marzo 2017 alle ore 18:00 sui seguenti canali:
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