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L'iniziativa
Ogni anno la nostra Penisola perde a causa degli incendi ampissime aree verdi di paesaggi unici al mondo
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di Gianfranco Nitti


I ripetuti incendi, di natura dolosa e non, che stanno danneggiando in questi giorni ampie porzioni di territorio italiano da Nord a Sud, pongono all’attenzione del Governo e della società civile, con una forza e una gravità ineludibili, il tema della gestione e della manutenzione delle aree verdi della Penisola e, in particolare, delle aree naturalistiche e dei parchi.


Al di là delle responsabilità dirette, che è pur doveroso individuare, e delle problematiche legate agli interventi in emergenza, FAI – Fondo Ambiente Italiano e CAI – Club Alpino Italiano si sono rivolti al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti per evidenziare ancora una volta l’assenza di presidi adeguati e di piani di manutenzione preventiva contro il rischio incendi, unici strumenti per evitare e ridurre il rischio di queste drammatiche calamità.


La ricorrenza annuale di questi eventi evidenzia la mancanza da parte delle autorità competenti e della società civile di una reale consapevolezza del problema e di adeguate politiche di intervento ordinario riguardo alla prima causa degli incendi, che non risiede nella natura dolosa degli eventi ma che deve essere cercata piuttosto nell’incuria.


L’incendio che ha compromesso ampie porzioni del Parco del Vesuvio, e che ancora oggi infuria, dimostra, ad esempio, che al di là della mano che ha appiccato il fuoco, che è solo la scintilla, questo sarebbe stato ben più facilmente e rapidamente contenuto se i boschi vesuviani fossero stati nel corso dell’anno adeguatamente curati, correttamente manutenuti, puliti dalle sterpaglie e dall’immondizia, dotati di vie spartifuoco e sentieri, oltre che naturalmente di servizi antincendio.


Ogni anno la nostra Penisola perde a causa degli incendi ampissime aree verdi di paesaggi unici al mondo tra cui Parchi naturali nazionali e regionali. Queste drammatiche occasioni devono almeno servire a ribadire che la tutela non è chiusura e immobilismo, ma al contrario è operosa e costante attività di cura e presidio da parte degli enti responsabili e con il contributo dei cittadini: senza manutenzione ordinaria e programmata dei monumenti, come dei paesaggi, non esiste tutela.
 

Interni
Lettera a Gentiloni: "Non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero"
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Il ministro ha comunicato la sua decisione di lasciare l'esecutivo con una lettera al Presidente del Consiglio. "Caro Presidente - scrive Costa a Gentiloni - ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche.

Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia. In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica. Tu, caro Presidente - prosegue Costa - hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero. Ho avuto un'occasione unica ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente. Rassegno, pertanto, con la presente - conclude Costa - le mie dimissioni dall'incarico di Ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del Governo". 

Il caso
Il Garante Anastasia: “Mi auguro che il risultato raggiunto possa rappresentare un’occasione di riflessione"
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di Marco Staffiero

 

Tutti possiamo sbagliare e la possibilità di un riscatto, di un cambiamento è possibile in ogni persona. Ci sono tante storie da raccontare dietro le tristi "sbarre" delle prigioni. Qualche racconto a volte è circondato da speranza e di grandi traguardi e soprattutto dalla voglia di voltare pagina e di lasciarsi alle spalle il passato. Quella di oggi è una bella storia: Alessandro L., attualmente detenuto al reparto G8 di Rebibbia – Nuovo complesso dopo un periodo passato in alta sicurezza, ha conseguito un dottorato di ricerca in Sociologia. Lo racconta lui stesso in una lettera al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, sottolineando di essere “il primo detenuto in un carcere italiano ad aver conseguito un dottorato di ricerca senza essere mai uscito dal carcere”.
 
Ininterrottamente detenuto dal giugno del 1995, Alessandro si è laureato con lode in Sociologia all’Università degli studi di Roma La Sapienza nel gennaio del 2013, discutendo la tesi “Il lavoro rende liberi. Etnografia del ‘mondo’ carcere”, pubblicata l’anno seguente da Gruppo Albatros Il filo. Dopo la laurea ha quindi deciso di proseguire gli studi universitari accedendo al corso di dottorato di ricerca in Sociologia e scienze applicate attivato dall’Università di Roma La Sapienza. Fino ad arrivare, lo scorso 23 febbraio, alla discussione della dissertazione finale “Rieducazione, formazione e reinserimento sociale dei detenuti. Uno studio comparativo ed etnografico dei detenuti rientranti nella categoria ‘Alta sicurezza’ in Italia: percorsi di vita, aspettative e reti sociali di riferimento”.
 
“E’ davvero un bel traguardo” commenta il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio Stefano Anastasia, sottolineando la difficoltà di raggiungere un simile obiettivo per chi è detenuto in un istituto di pena. “Se studiare all’interno del carcere è complicato – spiega Anastasia, che è anche docente universitario – seguire un corso di dottorato lo è ancora di più, per la reale difficoltà di accedere ad adeguati strumenti di ricerca. Complimenti ad Alessandro, quindi, che è riuscito a portare a termine un percorso così arduo con grande determinazione. Mi auguro che il risultato raggiunto possa rappresentare un’occasione di riflessione sul tema dell’accesso agli studi, a tutti i livelli, per le persone detenute. In questo senso – conclude il Garante – sarebbe certamente importante se l’amministrazione penitenziaria si attrezzasse per garantire agli studenti che intendono intraprendere un percorso formativo post laurea, idonei strumenti di studio e ricerca, anche informatici”.
 

Stivale avvolto dalle fiamme
In tutta la penisola sono numerosi gli intervanti dei vigili del fuoco
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In Toscana, nel Lazio, in Campania e non solo. L'Italia continua a bruciare. Per quanto riguarda la Toscana, sono proseguite nella notte le operazioni di soccorso nei vari scenari degli incendi di vegetazione. Questa mattina, riferiscono i vigili del fuoco, risultano attivi i seguenti interventi: a Marina di Grosseto (GR), a Castellina Marittima (PI), a Lorenzana (PI), a Fognano Montale (PT) e a Piancastagnaio (SI). Nelle ultime 24 ore i vigili del fuoco, in Toscana, hanno effettuato 286 interventi di soccorso di cui 133 per incendi. Attualmente sono in corso 15 interventi di cui 12 per incendi. Malore per un vigile del fuoco durante le operazioni di coordinamento per lo spegnimento di un incendio nel comune di Montale (Pistoia), in località Fognano. Stamani verso le 4.30 un pompiere di 55 anni si è sentito male ed è stato soccorso dai sanitari del 118, con un'ambulanza della Misericordia di Agliana con infermiere a bordo. E' stato ricoverato in codice rosso al pronto soccorso di Pistoia. Il vigile del fuoco era in turno da più di 20 ore continuative per svolgere il suo servizio. Dopo gli accertamenti, il pompiere stamani è stato dimesso. Le sue condizioni sono buone.
 
Lazio - Solo a Roma gli interventi dei vigili del fuoco nella notte sono stati circa 60. E' in fase di bonifica l'intervento in via Camposampiero 844 dove dalle 20 di ieri si è verificato un incendio ad un fabbricato ad uso industriale sul posto due squadre e due autobotti e uno kilolitrica e autoscala. Campania - Un 24enne di origini rumene è stato arrestato ieri sera a Teggiano, in provincia di Salerno, in quanto ritenuto responsabile dell'incendio di un'area boschiva ricadente nel Parco nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano. Un carabiniere della compagnia di Sala Consilina, mentre era libero dal servizio, ha notato il giovane che, da solo e a piedi, si inoltrava nella località boschiva Pedamontana nel comune di Teggiano, luogo in cui nella scorsa settimana sono stati incendiati e distrutti oltre 80 ettari di macchia mediterranea. Il militare ha iniziato un pedinamento a distanza nel corso del quale ha notato il giovane mentre lanciava un oggetto infuocato tra le sterpaglie secche, provocando rapidamente un incendio prima di scappare. Dopo aver allertato la Centrale operativa della compagnia Carabinieri di Sala Consilina, il carabiniere si è adoperato per domare le fiamme con l'aiuto di alcuni residenti accorsi successivamente. Nel frattempo le immediate ricerche hanno consentito ai militari di rintracciare l'incendiario nelle vicinanze del luogo dell'accensione, trovando in suo possesso un accendino funzionante. Il 24enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della Procura di Lagonegro (Potenza).
Politica
"Il consenso degli italiani oggi è frammentato in tre poli, per l'avvento del M5S, non siamo più in un sistema bipolare"
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"Non c'è nessuna probabilità di un governo Berlusconi-Renzi. Non ritengo possibile e neppure desiderabile una collaborazione con lui e con il Pd. Né ora, né tantomeno dopo le elezioni. Il mio obbiettivo è vincere, lo ripeto ancora una volta, non fare accordi al di fuori del centrodestra". Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Mattino in cui difende il proprio sostegno alla legge elettorale proporzionale.
"Un sistema elettorale che desse la maggioranza in Parlamento a uno schieramento che ha il voto di un terzo degli elettori sarebbe sbagliato anche se facesse vincere noi. Il consenso degli italiani oggi è frammentato in tre poli, per l'avvento del M5S, non siamo più in un sistema bipolare", dice Berlusconi.
"Quanto alla legge elettorale proporzionale, in paesi come Germania e Spagna ha reso comunque possibile un assetto storicamente bipolare".
Sulla possibilità di urne anticipate, "ormai mi sembra quasi impossibile votare prima. E' un peccato, perché sarebbe ora di consentire agli italiani di scegliere. Però questo tempo - osserva Berlusconi - ci consente di affrontare il tema della riforma elettorale, riprendendo l'accordo al quale si era giunti alla Camera, prima delle elezioni amministrative, su un sistema proporzionale di tipo tedesco".
L'ex premier ribadisce l'asse con il Carroccio. "L'alleanza con la Lega non è mai venuta meno. Il centrodestra dà spazio alle ragioni della Lega dal 1994. Sono certo che questo continuerà, non tanto per il lavoro delle diplomazie, ma perché condividiamo lo stesso progetto e lo stesso programma", anche se "ovviamente ci sono delle differenze".
Guardando a sinistra, "D'Alema e Bersani sono figli di una cultura politica del Novecento sconfitta dalla storia. Renzi avrebbe dovuto essere un uomo nuovo, anche per ragioni generazionali", commenta Berlusconi. "In effetti non ha più nulla a che fare con il Comunismo, ma ha sostituito questa tradizione ideologica negativa con una gestione personale del potere fine a se stessa. Non ha certo portato il Pd a quel rinnovamento che pure sarebbe stato utile alla nostra democrazia".
L'attuale governo "ha fatto poco, essendo in condizione di fare poco", afferma Berlusconi, che definisce il premier Gentiloni "persona seria e garbata". Quanto al ministro dell'Interno Marco Minniti, "è una persona determinata, ha un apprezzabile atteggiamento cortese e dialogante, anche se finora non ha ottenuto grandi risultati. Non ha un compito facile: per diretta responsabilità del governo Renzi una migrazione biblica si sta rovesciando sulle coste del nostro Mezzogiorno".
In campo economico, i dati Istat sulla povertà "sono cifre che impressionano, contro le quali dobbiamo fare davvero una rivoluzione e toglierci di dosso l'oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria", evidenzia Berlusconi, che dice sì alla Flat Tax della Lega: "I primi a proporla siamo stati noi".

I dati
L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni
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La povertà assoluta in Italia nel 2016 è rimasta stabile rispetto al 2015 e ha coinvolto 4 milioni e 742mila persone, pari a 1,619 milioni di famiglie residenti. Lo comunica l'Istat. L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni. Per gli individui, l’incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% con una variazione statisticamente non significativa rispetto al 2015 (quando era 7,6%). Più nel dettaglio, prosegue l'Istat, l'incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente). Persiste, a partire dal 2012, la relazione inversa tra incidenza di povertà assoluta e età della persona di riferimento (aumenta la prima al diminuire della seconda).

 
Il valore minimo, pari a 3,9%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (10,4%). Come negli anni precedenti l’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata. La posizione professionale della persona di riferimento incide molto sulla diffusione della povertà assoluta. Per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l’incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%). POVERTA' RELATIVA - Anche la povertà relativa risulta stabile rispetto al 2015.
 
Nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente). Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%) La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne. L’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%) FAMIGLIE CON 3 FIGLI - Netto balzo in avanti nel 2016 dell'incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con tre o più figli minori. Il dato è infatti salito al 26,8% dal 18,3% dell'anno precedente, rende noto l'Istat, precisando che il valore coinvolge 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui e che aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016).
Immigrazione senza fine
Frontex apre alla revisione delle operazioni di Triton dopo l'incontro con la delegazione italiana guidata dal prefetto Giovanni Pinto
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Il direttore di Frontex Fabrice Leggeri, ha chiesto agli Stati europei di mantenere gli impegni di rafforzare l'operazione Triton. Così l'Agenzia al termine dell'incontro chiesto a Varsavia dall'Italia sull'operazione marittima nel Mediterraneo.

Frontex apre alla revisione delle operazioni di Triton dopo l'incontro con la delegazione italiana guidata dal prefetto Giovanni Pinto. "E' stato concordato che sarà stabilito senza ritardi un gruppo di lavoro per identificare ulteriormente ed elaborare cosa deve essere rivisto nel concetto operativo di Triton in vista delle decisioni già raggiunte a livello politico" a Tallinn sul Piano della Commissione Ue. Verrà quindi redatto un "nuovo piano operativo" che sarà successivamente sottoposto ai Paesi Ue.

Nella riunione svoltasi oggi nella sede di Frontex a Varsavia la delegazione italiana ha chiesto che in caso di massiccio afflusso di migranti, sia possibile sbarcarli nei porti di altri Stati membri. Sarà costituito un gruppo di lavoro, informa Frontex, per stabilire cosà deve essere rivisto nella missione Triton alla luce delle decisioni già raggiunte a livello politico.

Mouzalas (Grecia), giuste richieste Italia a Ue - "Le richieste dell'Italia all'Europa sono giuste: un problema europeo ed internazionale non può avere una soluzione nazionale": lo ha detto all'ANSA il ministro greco per le migrazioni Ioannis Mouzalas, per il quale "la solidarieta' europea non e' una questione sentimentale o etica, e' un obbligo legale. Sono d'accordo con quello che ha detto il ministro Minniti a Tallinn, non puo' essere che il salvataggio sia internazionale, ma l'accoglienza nazionale".

Mouzalas, che e' in Italia per uno scambio di esperienze sull'integrazione, che lo ha portato ieri a Riace in Calabria, e che prevede incontri con il presidente della Camera Laura Boldrini e con il sottosegretario all'Interno Domenico Manzione, ha sottolineato che "nessuno meglio della Grecia capisce l'Italia. Noi nel 2015 abbiamo avuto un milione di arrivi in sei mesi. L'unica soluzione e' replicare con la Libia, dove la situazione e' pero' piu' difficile, l'accordo Ue-Turchia, che sta funzionando".
"Aiutarli a casa loro? Sarei d'accordo, ma ci vuole tempo, meglio aiutare la gente prima che salga sulle barche - spiega il ministro - Occorre creare un modo legale, corridoi umanitari con cui i rifugiati arrivino in Europa, per esempio organizzando campi gestiti dall'Unhcr lungo tutta la tratta che dalla Nigeria va alla Libia, e per chi arriva in Europa, far funzionare i ricollocamenti. E' l'unico modo, perche' anche in Grecia, come in Italia, oltre la meta' di coloro che arrivano sono migranti economici". 

La scelta contestata
Fi: "No a fiducia, è insulto al Paese". Governo verso probabile fiducia
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Il decreto vaccini vede il respingimento in Aula del Senato per alzata di mano delle questioni pregiudiziali presentate dalle opposizioni al decreto sui vaccini. Hanno votato contro le pregiudiziali: FI, il gruppo "Federazione per la Libertà" di Gaetano Quagliariello e il gruppo di Gal. Sul provvedimento potrebbe essere chiesta la fiducia da parte del Governo.

Una scelta contestata - però - fa Forza Italia. "Sarebbe un insulto al Paese - sostiene il capogruppo azzurro al Senato Paolo Romani - un calcio in faccia a chi vuole discutere di questi problemi". Romani chiede così al governo di non porre la fiducia sul decreto. "Si è aperto un dibattito importante nel Paese - sottolinea - e l'Aula deve approfondire". E come "gesto di buona volontà" Romani sottolinea che FI voterà contro le questioni pregiudiziali presentate dalle opposizioni. Pregiudiziali che sono state respinte dall'Aula.

Tra le novità del provvedimento arrivate nella discussione in Commissione l'emendamento che prevede l'istituzione dell'Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrera' la situazione vaccinale degli italiani, e una modifica che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici.

Tra le modifiche apportate dal passaggio in Commissione a Palazzo Madama, la principale riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10, ovvero: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 "consigliate" attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.

Diminuite, inoltre, le sanzioni ai genitori che non vaccinano e tolto il riferimento al rischio della perdita di patria potesta'. Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi, uno prevede la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia

I dati
A rilevarlo è l'Istat che oggi ha diffuso i dati sulle casalinghe in Italia
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Poco più della metà delle casalinghe non ha mai svolto attività lavorativa retribuita nel corso della vita. A rilevarlo è l'Istat che oggi ha diffuso i dati sulle casalinghe in Italia. Il motivo principale per cui le casalinghe di 15-34 anni non cercano un lavoro retribuito, spiega l'Istituto, è familiare nel 73% dei casi, 600mila casalinghe sono scoraggiate e pensano di non poter trovare un lavoro. La condizione economica delle casalinghe, segnala l'Istat, non è buona. Nel 2015 sono più di 700mila le casalinghe in povertà assoluta, il 9,3% del totale. Nel 2014 sono state effettuate in Italia 71 miliardi e 353 milioni di ore di lavoro non retribuito per attività domestiche, cura di bambini, adulti e anziani della famiglia, volontariato, aiuti informali tra famiglie e spostamenti legati allo svolgimento di tali attività. Mentre 41 miliardi e 794 milioni di ore sono le ore di lavoro retribuito stimate nei Conti Nazionali.

 
Nel 2016 erano 7milioni 338mila le donne che si dichiarano casalinghe nel nostro Paese, 518mila in meno rispetto a 10 anni fa e la loro età media è 60 anni. Le anziane di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale, quelle fino a 34 anni sono l’8,5%, rileva l'Istituto evidenziando che le casalinghe vivono prevalentemente nel Centro-Sud (63,8%). Il 74,5% delle casalinghe possiede al massimo la licenza di scuola media inferiore. Nel 2012 solo l’8,8% ha frequentato corsi di formazione, quota che sale di poco tra le giovani di 18-34 anni (12,9%). Il 42,1% delle casalinghe vive in una coppia con figli, un quarto in coppia senza figli e il 19,8% da sola. 560mila casalinghe sono di cittadinanza straniera. L'Istat rileva inoltre che le casalinghe italiane lavorano più degli occupati con una media di quasi 49 ore a settimana. Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolte in un anno dalle casalinghe è pari a 2.539, sono 1.507 per le occupate e 826 per gli uomini (considerando sia quelli occupati, sia quelli non occupati).
Politica
Cinquestelle: è liberticida. Il leader Pd: liberticida era fascismo
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Scontro tra Matteo Renzi e i Cinquestelle sulla proposta di legge a prima firma Fiano (Pd), che introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. "Il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente 'liberticida'". Con queste parole i Cinque stelle, in un parere depositato in commissione alla Camera, bocciano la proposta di legge. Il M5s boccia il testo perché, spiega, vengono punite "anche condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco". E invece, sostengono i Cinque stelle, "la Cassazione ha confermato che l'idoneità lesiva della condotta viene in rilievo solo in quanto realizzata nel corso di pubbliche riunioni o manifestazioni, non anche in un ambito privato e ciò ha correttamente determinato, ad esempio sulla punibilità 'saluto romano', pronunciamenti da parte dei giudici di merito con sentenze di senso diverso a seconda dei casi, senza arbitrari automatismi". "'Liberticida' era il fascismo non la legge sull'apologia di fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!". Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi, che commenta il parere dato dai Cinque stelle alla legge Fiano che oggi sarà in Aula alla Camera

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