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Cultura
La città di Genzano di Roma parteciperà come ospite d'onore
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Red. Cultura

Noto (SR) - L'Infiorata della Primavera Barocca di Noto, giunta alla sua 37ima edizione, ospiterà nelle date dal 12 al 15 maggio 2016 la sesta edizione del Congresso Internazionale della Arti effimere, un evento sempre più internazionale che vedrà la partecipazione della città dei Castelli Romani di Genzano di Roma partecipare come ospite d'onore.

Il tema scelto per questa edizione sarà “tradizioni, miti e leggende”, magistralmente interpretato dalle delegazioni dei Paesi ospiti: l’infiorata tradizionale, tappeti di grani di sale, quelli con le sabbie colorate, con i trucioli e tante altre performance culturali ed artistiche raggruppate sotto il nome di “Arti Effimere”.

La manifestazione siciliana è nata trentasette anni fa dall’incontro di artisti infioratori  di Genzano e Netini, ed è proprio nella città di Genzano, alle porte della capitale d'Italia, che si sviluppa questa nuova tecnica pittorica.

Una delle più belle città siciliane, patrimonio dell'Unesco, darà il via ad uno degli eventi più attesi di primavera in grado di attrarre un pubblico internazionale che approfitta dell'Infiorata per scoprire il barocco del Val di Noto e per fare il primo bagno di sole. Via Nicolaci, teatro dell'Infiorata, è un palcoscenico naturale che culmina con il prospetto concavo convesso della suggestiva Chiesa di Montevergini e accoglie “i balconi più belli del mondo”, quelli di Palazzo Nicolaci Villadorata.

Via Corrado Nicolaci è la via dove nasce l'infiorata di Noto, l'impatto è forte, in alto la Chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci "Villa dorata", con i balconi che sono stati definiti da molti i più belli del mondo. Oggi l'infiorata di Noto è considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Isola.
“Pensare che a ‪Genzano – dice il Sindaco Flavio Gabbarini che si candida alle imminenti amministrative sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra -  c’è‬ una meravigliosa opera del Maestro Bruno D'Arcevia, lo stesso che ha affrescato la cattedrale di San Nicolò a Noto, città siciliana dove si tiene l'Infiorata dal 12 al 15 Maggio e alla quale parteciperò personalmente in rappresenta della città di Genzano. Genzano sarà dunque presente a questa realtà siciliana in cui la cultura è il filo conduttore”.

Intanto fervono i preparativi per la tradizionale Infiorata di Genzano  che quest'anno si terrà dal 26 al 30 maggio 2016 con tante novità. Il tema di quest’anno è “Con e per gli altri. Riconciliazione, perdono amore e pace”. Ma non è tutto perché quest’anno l’infiorata di Genzano rende omaggio al Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Il sindaco Flavio Gabbarini ha anche lanciato un appello a Papa Francesco: “Santo Padre – ha detto il primo cittadino – ci faccia una sorpresa, ci venga a trovare”. A fare da sfondo alla tradizionale Infiorata ci saranno come sempre eventi culturali in tutta la città e quest'anno verranno infiorate due strade: via Livia e viale Bruno Buozzi.

Musica
La terza edizione nel capoluogo siciliano e la nona nel mondo
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di Angelo Barraco
 
Palermo – Sabato 16 aprile 2016, si è tenuta a Palermo la terza edizione del Record Store Day, un evento che ha lo scopo di dare spazio e vigore ai negozi di dischi indipendenti, dare valore al vinile e alla musica a 360° e di conseguenza valorizzare le piccole e grandi etichette discografiche che hanno contribuito alla pubblicazione di questi prodotti.  
 
Il Record Store Day è un evento che viene celebrato in tutto il mondo ed è giunto alla nona edizione, tanti gli artisti che vi partecipano, tante le apparizioni speciali, le performance esclusive, le edizioni limitante in vinile e in cd e prodotti per collezionisti. Palermo quest’anno ha vibrato sotto le note del Record Store Day e lo ha fatto grazie alla capillare organizzazione di Rizzo manufacture studio, shoes e Recors, con Oriana Guarino (Indigo) e Vinyl Corner che hanno riunito tutte le etichette discografiche di Palermo e gli appassionati e cultori “del pezzo raro” in Via Ruggero Settimo. L’evento è iniziato alle ore 10.00 ed è terminato alle 20.00.
 
Noi de L’Osservatore D’Italia eravamo presenti, siamo arrivati in Via Ruggero Settimo in mattinata e dopo le interviste abbiamo assistito al lavoro parsimonioso degli organizzatori. Vi era un grande banco vinili, dove era possibile reperire cimeli storici del vinile; nella zona centrale vi era un piccolo live-set per le band che sarebbero esibite nel pomeriggio; sulla sinistra vi era una zona dedicata alle etichette discografiche palermitane: 800A Records, 800Hz Records, Almendra Music, Brusio Netlabel, Fitzcarraldo Records, Malintenti Dischi, Nostress Netlabel, QanatRecords, Tone Deaf Records, Urtovox Records, Gi-Kill, autoproduzioni. E’ stato allestito inoltre, da Block Design, un piccolo laboratorio serigrafico e sono stati stampati 100 poster dedicati al Record Store Day 2016, firmati dall’illustratore Marco Start's Airoldi per Skills Clothing. Marco Monterosso è stato il filo conduttore di tutta la giornata con la sua “Radio Monterosso”. Ha intervistato artisti e ha trasmesso brani inediti, ha intervistato i rappresentanti delle etichette discografiche palermitane. Dalle ore 17.00 alle 18.30 si sono esibite due band: gli Utveggi, band palermitana con due dischi all’attivo e un tour in Giappone, inoltre sono in semifinale per Musicultura 2016. Dopo di loro è toccato a The Smuggler Brothers. In chiusura vi è stato il dj-set Sound Butik e Donato Di Trapani di 800Hz Records che hanno selezionato vinili. Dalle 22.00 in poi il Record Store Day si è spostato nei locali palermitani. L’affluenza è stata notevole, altrettanta la vendita dei dischi alle bancarelle. Un evento che ha portato tanta allegria tra i partecipanti e tanta voglia di ritrovarsi e stare insieme. Come diceva Platone “La musica fa bene al cuore e all’anima”.   

Cultura
Il mondo della musica è cambiato radicalmente negli ultimi anni e con l’avvento di internet e l’evoluzione di sistemi e canali digitali ogni musicista può tergiversare la sua arte senza barriere
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di Angelo Barraco
 
Mondello (PA) – Il mondo della musica è cambiato radicalmente negli ultimi anni e con l’avvento di internet e l’evoluzione di sistemi e canali digitali ogni musicista può tergiversare la sua arte senza barriere sul web. Le etichette discografiche consentono all’artista di promuovere un disco, pubblicarlo e diffonderlo. Con l’avvento di internet le etichette si sono adeguate al mercato e al fenomeno del download e c’è stata anche l’evoluzione di un sistema di diffusione e di pubblicità che non sfrutta più i classici canali di diffusione, come i negozi di dischi, ma si affida al web, e che da la possibilità di ampliare i contatti e di abbattere l’idea strutturale della classica etichetta discografica, la Netlabel.

In merito al fenomeno Netlabel, noi abbiamo intervistato Paolino Canzoneri, manager dell’etichetta discografica di Palermo Nostress Netlabel (www.nostressnetlabel.net). La Nostress Netlabel è un’etichetta indipendente nata nel 2011 che svolge le sue attività al di fuori delle corporazioni multinazionali. Generalmente ogni etichetta discografica ha un genere che predilige, l’etichetta di Canzoneri pubblica artisti che suonano un genere che va dalla Psichedelia allo Space rock, dal Post Rock all’Avanguardia, dall’Elettronica all’Elettroacustica.
 
L’etichetta ha all’attivo pubblicazioni di artisti da tutto il mondo. Sono stati pubblicati album dei più importanti artisti della musica elettronica Russa, importanti artisti europei e anche artisti dei paesi balcanici. Ovviamente non mancano gli artisti italiani e locali. L’etichetta da anche la possibilità ad alcuni artisti di esibirsi in concerti d’improvvisazione presso teatri, pub, luoghi di cultura, dove la musica diventa l’elemento di congiunzione tra arte, cultura e musica, dove l’interazione è l’elemento essenziale. La Nostress Netlabel è un’etichetta autofinanziata ed è supportata solamente da donazioni, indispensabili per coprire le spese gestionali. L’etichetta solitamente pubblica album in formato digitale, ma determinate opere musicali, in seguito ad accordi con l’artista, vengono pubblicate su CD o Vinile in edizione limitata e rese disponibili previa donazione a sostegno delle iniziative di promozione degli artisti . Nell’intervista da noi realizzata, Paolino Canzoneri ci ha spiegato che cos’è una Netlabel e come nasce il fenomeno. Con lui abbiamo analizzato dal principio il fenomeno della discografia, spiegando brevemente che cos’è un’etichetta discografica e la sua funzione. 

Video servizio
Appena i ragazzi dell'associazione Pachamama Factory hanno spiegato i motivi del gesto, l’afflusso si è intensificato sempre di più.
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO [CLICCARE SOPRA LE FOTO PER INGRANDIRLE]
 
 
di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – Pachamama Factory è un’associazione no profit naturalistico-culturale, nata a marsalese da poco e ha come obiettivo la sensibilizzazione e lo sviluppo dei territori e sostiene i prodotti locali a Km/0.
 
L’associazione non ha un target specifico, ma è aperta a 360°. La prima uscita ufficiale dell’associazione è avvenuta il 13 febbraio del 2016. Il Presidente, il Vicepresidente e coloro che vi fanno attivamente parte si sono riuniti a Porta Garibardi, a Marsala, con un tavolo e diverse casse di arance, mandarini e limoni, che hanno donato gratuitamente ai cittadini. La reazione iniziale dei marsalesi è stata di apparente timidezza, ma non appena i ragazzi hanno spiegato i motivi del gesto, l’afflusso si è intensificato sempre di più.
 
I ragazzi hanno inoltre offerto delle spremute di arance preparate appositamente in loco. L’intento di distribuire dei prodotti del territorio e valorizzare la propria terra ha portato ai ragazzi dei risultati inaspettati in questa loro prima uscita, poiché alcuni coltivatori si sono spontaneamente offerti nel partecipare alle iniziative dell'associazione, e doneranno i loro prodotti. Tanti anche i turisti che sono accorsi e si sono complimentati per l’ottimo esempio dato alla città, esempio culturale, sociale e umano.
 
L’associazione sta lavorando a tanti progetti e nel nostro video servizio, oltre alla presenza oggettiva dei ragazzi all’opera, è possibile ascoltare un’intervista al Presidente dell’associazione e ai collaboratori che ci hanno spiegato in dettaglio la nascita dell'associazione e i prossimi progetti in cantiere. 

Evento
Andato in scena il Gran Galà della Solidarietà condotto da Fabrizio Frizzi
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LEGGI ANCHE: MARINA MILITARE: EROI SILENZIOSI, EROI OGNI GIORNO - IL VIDEO REPORTAGE DI TIZIANA BIANCHI

 

Redazione

Alla sua XIII edizione, nella serata di sabato 23 gennaio 2016, presso l’Auditorium Parco della Musica, si e` svolto il Gran Galà della Solidarietà, condotto, come di consueto da Fabrizio Frizzi, accompagnato dal dr. Ivo Pulcini, Presidente della Onlus “Tutti per un cuore…un cuore per tutti” che promuove l’evento.

Nel corso della serata molti gli artisti che, in favore dell’ “Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo e dell’ “Associazione Bambini Tibetani nel Mondo” si sono esibiti, offrendo ai numerosi intervenuti un elegante spettacolo di varietà.
Emanuela Aureli, Orietta Berti, Sergio Cammariere, Marco Capretti, Olen Cesari, “Il Grande Coro di Roma”, Sergio Friscia, Antonio Giuliani, Loretta Goggi, Mago Lupis, gli Opera Pop e Cinzia TH Torrini, tutti insieme, hanno testimoniato il proprio sostegno alle benefiche cause promosse dalla Onlus.

Ed in tema di solidarietà, grande successo è stato riscosso dalla presentazione del video-reportage della dott.ssa Tiziana Bianchi sull’Operazione Mare sicuro, girato in prossimità delle coste libiche a bordo di due unità della Marina Miliare, che ha testimoniato la professionalità ed il grande cuore dei marinai, nell’assolvimento dei propri doveri ed in particolare per il salvataggio di vite in mare.

“Agli “EROI SILENZIOSI, EROI OGNI GIORNO” della Marina Militare Italiana che tra il 2014 ed il 2015, con la loro instancabile opera, hanno tratto in salvo 191.407 persone” questa la motivazione del “Premio Gran Galà della Solidarietà” che con evidente commozione il dr. Pulcini ha voluto attribuire alla forza armata. Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Amm. Giuseppe De Giorgi nel ritirare il Premio, dopo aver ringraziato il Presidente della Onlus per l’iniziativa e Tiziana Bianchi per la realizzazione del video-reportage, ha confermato l’impegno della Marina Militare a tutela della sicurezza dei Mari circostanti l’Italia, ribadendo che su una nave, a prescindere dalla lamiera da cui e` costituita, grazie agli eccezionali equipaggi, pulsa un cuore pronto a continuare a salvare chi intraprende la navigazione per fuggire dalle atrocità e dal terrore dei Paesi di origine.

 

Il videoservizio
A Mazara del Vallo si è tenuto il corteo per i 15 anni di Denise
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di Angelo Barraco
 
Mazara Del Vallo (TP) – Lunedì 26 ottobre ha avuto luogo a Mazara del Vallo un corteo per festeggiare i 15 anni di Denise Pipitone, la piccola scomparsa misteriosamente il 1 settembre 2004.
 
Si è festeggiato un compleanno senza verità e giustizia, come indica lo striscione sorretto da Piera Maggio e da Pietro Pulizzi, i genitori della piccola.  I genitori della piccola hanno attraversato la città con dietro tanti cittadini che si chiedono da troppi anni  risposte su uno dei misteri che ha scosso l’Italia e non solo. Il corteo è partito alle 17:00 da Piazza della Repubblica, la gente accorsa era tanta, c’erano genitori con bambini a seguito che sorreggevano cartelloni con su scritto “Giustizia per Denise” e hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla famiglia. Un corteo silenzioso, come silenzioso è il dolore che scava dentro l’anima di chi cerca disperatamente una figlia, una madre ed un padre sempre pronti ad affrontare tutto e l’avvocato Giacomo Frazzitta, anch’esso presente al corteo, che in questi anni ha lottato e lotta alla ricerca della verità.
 
Gli occhi lucidi di Piera Maggio nel momento in cui parla di Denise non rimangono di certo indifferenti, la sete di giustizia e di verità accompagnata dal dolore per l’assenza di una figlia che si trova nel limbo degli scomparsi da troppi anni è tanta. Tanti sono stati i giornalisti che sono intervenuti nel corso del corteo per strappare una parola alla signora Maggio. Da piazza della Repubblica si è giunti poi fino a via M.Rossi (zona Macello), vicino la scuola che frequentava Denise. E’ stato allestito un palco dove ci sono stati alcuni interventi. Noi abbiamo intervistato Piera Maggio e L’Avvocato Giacomo Frazzitta.

Il dolore di una madre, guardando un letto vuoto, è tanto e Piera Maggio scrive un post su facebook, dei suoi pensieri in merito a Denise, alle indagini e a questi anni: “Allo stato attuale dopo 11 anni, di peripezie indagini e processi, secondo i giudici non esiste nessun colpevole per il sequestro di Denise, non ci hanno fornito nessun altra pista alternativa, rispetto alle persone principalmente accusate, insomma chi non vuol vedere non vede, chi non vuol sentire non sente e chi dovrebbe parlare non parla. Noi non ci fermeremo non è finita, andremo avanti nella ricerca di Denise, della verità e giustizia”. Aggiunge inoltre “Giustamente alcuni dicono di non voler entrare in merito nella nostra vicenda, ne di dare un nome o un volto al mostro, ma che ci saranno le persone preposte a farlo. Altri invece immaginano, credono, sanno, ma non si esprimono, molti da tempo hanno già dato un volto all'essere ignobile che ci ha colpiti” continua inoltre “Io invece dico che la libertà di pensiero e di parola senza ledere alcuno è un nostro diritto in un paese democratico. Allora mi chiedo, se è venuto sotto casa mia un ladro di bambini qualunque, scegliendo mia figlia a caso, una bambina tra tante, il mio consiglio premuroso da genitore è di stare attenti ai vostri figli ! perchè in questi casi il mostro di turno non colpisce una volta sola, quindi io mi aspetto da oggi in poi un sano allarmismo generale nella città di Mazara, in Italia e non solo, così come è stata rapita Denise senza alcun motivo, potrebbe colpire qualsiasi altro bambino anche domani, in questo caso andrebbero presi seri provvedimenti” e prosegue “Invece A tutela dei minori, perché combatto anche per questo, In generale vorrei che passasse il messaggio, che i bambini non vengano utilizzati a proprio scopo personale per ripicca o vendetta. Esistono persone inumane dettate dalla cattiveria e da una mente contorta, non può essere dato loro spazio di agire tranquilli. In molti conoscono la mia vicenda, purtroppo non è un caso isolato, basti pensare che con modalità e storie diverse in altri casi di cronaca il bambino è diventato il mezzo più facile utilizzato per colpire qualcuno, spesso nella maggioranza dei casi per far del male al proprio coniuge” aggiunge che “Non basta pensare che discostandosi dai drammi altrui si rimanga puliti e immuni dalle brutte storie (sono fatti che riguardano loro a noi non ci tocca più di tanto) non sempre è così, il dramma la tragedia non ti avvisa non bussa alla tua porta non chiede permesso, arriva e basta quanto meno te lo aspetti. Nel nostro paese necessità il bisogno di tutelare i più vulnerabili, come anche i bambini, che in alcuni casi si trovano ingarbugliati in mezzo alle beghe degli adulti che senza giustificazione agiscono da vigliacchi.” E conclude “C'è bisogno di agire concretamente cercare di mettere un frego a quegli individui che agiscono senza ritegno, con l'utilizzo di azioni concrete e decisive nei loro confronti. E' un nostro dovere morale ribellarci all' assuefazione del male, all' indifferenza, il male andrebbe estirpato alla radice affinché non proliferi indisturbato, ma evidentemente non tutti la pensano così ... spesso rimane libero di agire e continuare sotto gli occhi di tutti, e chissà magari un giorno il male toccherà qualcun altro”.
 
La Storia. Il 1 settembre 2004 tutta Mazara Del Vallo e tutta Italia apprende della scomparsa di una bambina che si chiama Denise Pipitone, ma sin da subito i contorni della vicenda sono opachi. Analizziamo la vicenda attimo per attimo; Denise viene affidata da Piera Maggio –madre di Denise- alla nonna materna intorno alle 8:30, poiché la signora Maggio in quel periodo frequentava un corso di formazione e necessitava di affidare i due figli alla madre. Piera Maggio quel terribile giorno riceve una telefonata alle 12:30, una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di tutte le persone che hanno seguito il caso; a Piera Maggio gli viene detto al telefono che Denise era scomparsa e che le ricerche erano in corso da mezz’ora ma che non avevano portato ad alcun esito. Piera Maggio non appena giunge a casa vede Polizia e Carabinieri che cercano Denise, iniziano le perquisizioni anche all’interno degli appartamenti dei familiari e viene presa in considerazione l’idea che la bambina si sia allontanata da sola, ma Piera Maggio conosce bene la sua bambina, conosce bene le sue abitudini, sa di cosa ha paura la sua creatura e sa che non è autonoma negli spostamenti  e ha paura delle macchine. La nonna di Denise stava cucinando al momento della scomparsa, e la certezza di collocare Denise in un orario specifico all’interno del garage c’è, poiché la piccola si trovava, almeno fino alle 11.35, con la nonna. La casa in cui viveva Denise si trova in periferia, vicino ad un cimitero, e si trova in Via Domenico La Bruna. L’ultima persona a vedere Denise è stata la zia di Denise in Via Castagnola, proprio il cugino ha confermato di averla vista giocare quella mattina. Denise aveva mostrato il suo visino innocente dalla porta a specchio della zia, successivamente si avvia verso la casa della nonna, ovvero verso Via Domenico La Bruna, ed è da li che inizia il mistero della scomparsa di Denise, avvenuta in pochi istanti. 
 
Piera Maggio sin da subito viene interrogata e gli viene chiesto se nella sua famiglia vi erano dei rapporti burrascosi, allora Piera Maggio indica agli inquirenti immediatamente e sin da subito Jessica Pulizzi e la famiglia poiché Jessica Pulizzi è figlia del padre naturale di Denise, ma sull’aspetto investigativo ci torneremo più avanti, adesso ci soffermiamo su un avvenimento che è accaduto il 18 ottobre 2004, esattamente un mese e mezzo dopo la scomparsa di Denise. Siamo a Milano, una guardia giurata che prestava servizio ha notato dei nomadi costituito da un uomo, due donne e tre bimbi, ma nella guardia giurata c’è stato un sobbalzo poiché una di quelle bambine somigliava in modo evidente a Denise Pipitone. La piccola aveva la testa coperta da un cappuccio di colore scuro, ma quel giorno a Milano non pioveva. L’uomo ha avvertito la Polizia ma il gruppo di persone si è allontanato prima dell’arrivo dei poliziotti. L’uomo aveva con se un telefonino e ha registrato di nascosto un video/audio in cui si sente chiaramente la bambina che somiglia a Denise che dice “Dove mi porti?” con una cadenza tipica del sud Italia, prima di questa frase vi è un’altra frase pronunciata dalla donna che fa pensare ancora e supporre che quella bimba sia effettivamente Denise, poiché una donna dice alla piccola “Danàs”, inoltre la guardia giurata aveva notato nel volto di quella piccola una cicatrice, anche Denise aveva una cicatrice sotto l’occhio. 
 
Tante segnalazioni arrivano da tutta Italia, tanti credono di aver visto Denise in diversi luoghi d’Italia ma nulla di concreto, furono scandagliate tante piste, da quella del traffico di organi a quella che portava agli zingari come probabili responsabili. Ma la svolta investigativa arriva nel mese di maggio del 2005, quando le indagini si concentrano sulla pista familiare e su Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise. L’astio di Jessica nei confronti di Piera Maggio è dovuto al fatto che il padre naturaledi Jessica, nonché anche padre naturale di Denise, avrebbe avuto una relazione con Piera Maggio, quindi il motivo sarebbe la gelosia. Jessica già in precedenza aveva manifestato a Piera Maggio il suo disprezzo mediante insulti e foratura di gomme, il rapimento della figlia sarebbe stato un ulteriore atto punitivo.
 
L’accusa contro Jessica Pulizzi si incentra su una frase “ Io a casa c’à purtai” (io a casa gle la portai), catturata durante un’intercettazione ambientale. Jessica ha inoltre detto numerose bugie e ha negato di essere vicino la casa di Denise quel giorno, ma ciò è stato smentito dalle celle telefoniche di quella zona. Il colpo di scena arriva il 5 dicembre nel processo d’appello, dove si apprende in un’intercettazione ambientale risalente all’11 ottobre del 2004, dopo un’accurata ripulitura dei nastri, che Jessica ha detto alla sorella Alice la seguente frase: “Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise» (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise)”, il consulente della difesa dice però che quella frase non si sente. Il 27 giugno 2014 Jessica Pulizzi viene assolta dal Tribunale di Marsala con l’accusa di concorso nel sequestro di Denise, assolta per non aver commesso il fatto e per mancanza di prove. I Pm avevano chiesto una condanna a 15 anni poiché “Una serie di indizi chiari, univoci e convergenti inducono a ritenere che Jessica sia stata l'autrice del sequestro. E' colpevole senza alcun dubbio. Anche se non può aver agito da sola”, un processo di primo grado costituito da 44 udienze, lungo, torbido ma inconcludente. Intanto gli anni passano, le indagini vanno avanti e il pg della Corte d’Appello di Palermo ha chiesto pochi giorni fa per Jessica Pulizzi 15 anni di carcere durante il processo di secondo grado. Il sostituto procuratore Rosalba Scaduto ha dichiarato: “In appello sono emersi molti più indizi a carico di Jessica Pulizzi rispetto al processo di primo grado. Tutti indizi, univoci e concordanti, che portano a lei. Non è mai saltata fuori un'alternativa”. Si sono svolte il 22/05/2015 anche le arringhe di parte civile sul caso della scomparsa di Denise ed è stata richiesta la condanna di Jessica Pulizzi inquanto la sua colpevolezza era emersa durante il processo d’Appello.

L'intervista
Una storia autobiografica che si intreccia con vite difficili ma allo stesso tempo reali
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di Christian Montagna

Napoli – Dal carcere al set, dalla vita di strada al teatro: Salvatore Striano, in arte Sasà, sta conquistando sempre più lettori e ascoltatori. Un racconto di vita vissuta, ambientato negli anni Ottanta ai quartieri Spagnoli di Napoli, oggi spesso noti alle cronache, è quello realizzato in Teste Matte, il nuovo libro di Guido Lombardi e Salvatore Striano.

 

Una storia autobiografica che si intreccia con vite difficili ma allo stesso tempo reali; l’inizio delle scissioni all’interno degli ambienti criminali; la ribellione verso quel clan che domina tutto e tutti. Sasà e Totò sono due cugini che vivono nel covo della criminalità, “già orfani dell’innocenza”. Si confrontano e affrontano il mondo dei grandi, sebbene siano appena due adolescenti. Contrabbando di sigarette, furti, droga e prostituzione sono la linfa di quei giovani che, ai tempi, si sentivano già i veri “boss” di Napoli. Ma Sasà, non vuole sottomettersi a nessuno ed “entra nella camorra per difendersi dalla camorra”. Dà vita alla prima grande scissione nella storia della camorra napoletana, dichiara guerra a tutti i clan di Napoli e fonda le Teste Matte.

 

Forte della sua esperienza nelle carceri italiane, tre anni in Spagna e cinque a Rebibbia (RM), Salvatore Striano grazie alla cultura individua la strada della “redenzione”. Comincia a studiare teatro, si cimenta in diversi ruoli per diventare, oggi, un esempio per tutti quegli uomini che non riescono a liberarsi dalla criminalità. Lui, lo ha fatto. Ci è riuscito grazie alla sua forza di volontà, al suo amore per la famiglia; ci è riuscito grazie alla consapevolezza che ad esser camorrista non c’è certezza. Si vive male, all’ombra della società, con un ansia e un angoscia perenne; ansia che perseguita chi ha le coscienze sporche, macchiate da chissà quale reato. Sasà è stanco di vivere tutto ciò: decide di diventare un uomo migliore, ma prima, chiede ufficialmente scusa alle vittime e gli dedica l’incipit del testo: “Alle vittime, ai giovani strappati alla vita. Vi chiedo perdono con tutto me stesso”.

 

Attore ormai affermato in numerosi film tra cui “Gomorra” di Matteo Garrone, “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, “Il clan dei camorristi” di Alexis Sweet, “L’Oro di Scampia” di Beppe Fiorello e “Take five” e “I milionari” ispirati al boss Paolo di Lauro, si attesta ora nel podio delle vendite per la sua nuova creazione “Teste Matte”. Un libro tutto da leggere, da gustare e da vivere; un impianto semplice, efficace e a tratti teatrale; una storia che ha dell’incredibile ma che potrebbe presto diventare un punto di riferimento per tutti quei giovani che, tuttora, continuano a perdersi nei meandri della criminalità.


L’Osservatore d’Italia lo ha incontrato e intervistato: ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni…

Il videoservizio
Il videoservizio de L'Osservatore d'Italia nella piazza simbolo della lotta alla mafia
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di Angelo Barraco

Marsala (TP) – Ricordare Peppino Impastato, vittima della mafia, è un bel gesto, oltre che un dovere morale e civile, che deve mandare un segnale forte alla società civile. A Marsala la piazza intitolata a Peppino Impastato è totalmente abbandonata al degrado. E in questo caso si viene a creare una notevole spaccatura tra quello che diventa la memoria comune del simbolo della lotta alla mafia e di come questo simbolo viene poi dimenticato dalle Istituzioni. Il cittadino si trova davanti ad una piazza dedicata a Peppino Impastato completamente in stato di degrado e di abbandono quasi a simboleggiare l'assenza delle istituzioni che dovrebbero essere, in particolar modo in questo caso, presenti.  Ma qual è il problema? La piazza è totalmente abbandonata al degrado e all'incuria, un cittadino che decide di farvi una passeggiata si trova di fronte ad un’infinità di lattine di birra, bottiglie abbandonate, panchine in marmo spaccate a metà, palme crollate al suolo, cumuli di fogliame che impediscono il transito. E come se non bastasse la piazza si trova nelle vicinanze di una scuola elementare. Perché non curare e rivalorizzare quest’area del territorio marsalese? La piazza porta il nome di Peppino Impastato, un nome importante poiché è uno dei nomi che rappresenta la lotta contro la mafia, l’ingiustizia e l’illegalità. Il modo migliore per ricordarlo non è di certo con un luogo dove vige il vandalismo e l’abbandono. La lotta per una città migliore è un interesse di tutti, l’inciviltà è ingiustificabile ma l’interesse di chi di competenza è la risposta alle promesse fatte ai cittadini per una città migliore. 

Ha collaborato David Sciacca

Video intervista
Alcuni luoghi di Marsala che meriterebbero di essere valorizzati per la loro importanza.
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di Angelo Barraco

Marsala (TP)L'Osservatore d'Italia ha realizzato una video intervista con Giancarlo Montesano, personaggio molto noto del cinema e dello spettacolo e fratello del famoso attore romano Enrico Montesano.
Giancarlo vive a Marsala da più di 10 anni  e ha voluto raccontare, alle telecamere de L'Osservatore d'Italia ciò che, secondo lui, non va in questo piccolo spaccato d’Italia. Giancarlo Montesano ci ha portato in alcuni luoghi di Marsala che  meriterebbero di essere valorizzati per la loro importanza.

Siamo andati su lungo mare Salinella, abbiamo visto l’immenso parco e abbiamo parlato di ciò che è stato fatto, ciò che non è stato fatto e ciò che si dovrebbe fare per valorizzare un luogo abbandonato a se stesso dove la spazzatura, il degrado e l’abbandono regnano sovrani, ma l’area in se potrebbe regalare ai cittadini nuovi spazi, per il turismo e per il marsalese. Buona visione.

Ha collaborato Gaspare Pizzo

 

La video intervista
Una lunga ed articolata video intervista di 45 minuti i gestori e l’avvocato Frazzitta hanno risposto ad alcune domande che abbiamo rivolto loro
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di Angelo Barraco

Marsala (TP) – Siamo tornati ad occuparci del Lido Tre Torri di San Teodoro di Marsala, dove sul finire dello scorso mese di Agosto era scoppiato un caso mediatico e politico in seguito alla pubblicazione di un nostro servizio giornalistico che raccontava una vicissitudine avvenuta proprio su quella spiaggia. Questa volta abbiamo voluto ascoltare direttamente i proprietari del Lido: Giuseppe De Vita e Ombretta Nizza e il loro legale l’avvocato Giacomo Frazzitta. In una lunga ed articolata video intervista di 45 minuti i gestori e l’avvocato hanno risposto  ad alcune domande che abbiamo rivolto loro per chiarire i molti dubbi in merito a quanto accaduto, partendo dalla storia del lido fin dalla sua nascita, per arrivare alle problematiche incontrate in merito a dei camion che transitavano in acqua e che arrivavano fino all’isola lunga. Si è parlato molto anche di autorizzazioni o meno in merito. Ricollegandoci al nostro primo servizio abbiamo chiesto ai titolari del notissimo lido di Marsala se è consentita la sosta in spiaggia, inoltre si è parlato anche di alcune critiche negative su Tripadviser. Infine abbiamo sentito un frequentatore della struttura. Buona visione.

Ha collaborato David Sciacca   #Marsala #GiacomoFrazzitta


Video intervista
Richiesta di condanna a 15 anni per Jessica Pulizzi. L’avvocato Frazzitta ci ha spiegato in dettaglio come mai si è passati a questa richiesta.
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di Angelo Barraco

Marsala - Questa è l’intervista che ci ha concesso l’avvocato Giacomo Frazzitta in merito alla scomparsa di Denise Pipitone avvenuta il 1 settembre 2004 da Mazara del Vallo. Abbiamo posto tante domande all’avvocato Frazzitta e siamo partiti dall’ultima novità sul caso, ovvero la richiesta di condanna a 15 anni per Jessica Pulizzi.
L’avvocato ci ha spiegato in dettaglio come mai si è passati a questa richiesta. Abbiamo parlato della frase che è il fulcro dell’inchiesta e l’avvocato ci ha spiegato cosa rappresenta quella frase, quali sono gli elementi a carico di Jessica Pulizzi, ha spiegato la posizione del soggetto e gli elementi a suo carico. Abbiamo chiesto se sono state battute tutte le piste, che valore ha attribuito la magistratura alle testimonianze e quali saranno le prossime mosse. Ringraziamo l’avvocato Frazzitta per la disponibilità. Buona visione.  

Video intervista
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di Angelo Barraco
 
Questa è la videointervista fatta all’Avvocato Giacomo Frazzitta in merito al caso di Donatella Grosso.  Donatella Grosso, trentenne di Francavilla al Mare, ma di origini molisane scomparsa il 26 luglio del 1996. Abbiamo chiesto all’Avvocato Frazzitta come mai è stato archiviato il caso e ci ha spiegato in dettaglio le motivazioni; abbiamo chiesto anche se vi siano stati degli errori nella prima fase delle indagini, si parla dell’ex fidanzato di Donatella Grosso e di quali saranno le prossime mosse a livello investigativo. Ringraziamo l’avvocato Giacomo Frazzitta per averci concesso l’intervista. Buona visione. 

Pausa caffè con...
Un giallo con la maiuscola da non perdere che già è diventato un cult.
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di Chiara Rai
Non è esagerato dire che “Il male sulle scarpe” sia un giallo con la maiuscola. Camillo Scoyni è riuscito a mettere insieme una storia che si legge tutta d’un fiato, che affascina, interessa e colpisce. Non vediamo l’ora di che esca il suo secondo libro. Nella ormai consueta “Pausa Caffè”, riservata a personaggi di spessore, Camillo Scoyni è stato nostro graditissimo ospite. Non perdete la visione di questa intervista, dopo la quale siamo sicuri che, chi ancora non l’ha fatto, correrà in libreria ad acquistare “Il male sulle scarpe”.

LA PRESENTAZIONE
Gioielleria di via Marcantonio Colonna. I corpi senza vita di titolare e dipendenti vengono ritrovati dagli uomini dei Vigili del Fuoco. Emerge subito un particolare raccapricciante: l'assassino, prima di uccidere a sangue freddo il proprietario, gli ha versato in bocca dell'oro fuso, rifacendosi a un episodio della Bibbia. E’ “Il male sulle scarpe” il primo giallo di Camillo Scoyni, giornalista e autore Rai, pubblicato da Tullio Pironti Editore.

Protagonista del giallo è il dirigente della Polizia di Stato Enrico Vaciago che si troverà a collaborare con agenti della Digos e dei "servizi" militari: coinvolto personalmente, darà vita a una caccia all'uomo senza quartiere e senza regole per fermare la carneficina del serial killer.
“E’ un racconto – spiega Scoyni - ambientato in una Roma messa in scena sia con le sue contraddizioni e suggestioni sia con i suoi misteri in un periodo segnato da una vena di follia che attraversa tutti noi. Una follia dovuta allo stress ma anche all'incapacità di comprendere, con i normali mezzi che ci dà la scuola e la nostra cultura, come si stia sviluppando il mondo.

#GIALLOILMALESULLESCARPE #GIALLOCAMILLOSCOYNI #CHIARARAI #PAUSACAFFE

Video cronaca
Ora viene da tremare solo al pensiero di un attacco mirato e organizzato da parte del Califfato.
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LEGGI ANCHE: ROMA- FEYENOORD: SCOPRI COSA HA DETTO GIORGIA MELONI

 

Le riprese shock della Questura di Roma nel video esclusivo che ha ripreso gli atti vandalici ad opera dei tifosi del Feyenoord, il bilancio finale cita 28 arresti dei tifosi stranieri

 

di Cinzia Marchegiani

Roma – Una catastrofe del genere non era stata neanche mai ipotizzata, come selvaggi i tifosi si sono scagliati contro la città più bella del mondo, senza decenza, senza dignità. Quello che è accaduto lascia sbigottiti soprattutto perché dopo gli annunci di attacchi terroristici dell’ISIS, la capitale è andata in tilt per opera di selvaggi tifosi, senza regole e rispetto per il paese che li ha ospitati…Ora viene da tremare solo al pensiero di un attacco mirato e organizzato da parte del Califfato.

La Questura di Roma ci tiene a rendere noto tutto il lavoro fatto nei mesi precedenti per poter affrontare la partita Roma-Feyenoord che era stata già inserita come evento a rischio, che lasciamo nella sua interezza:
“La preparazione della partita Roma- Feyenoord è iniziata nel gennaio di quest’anno con le prime riunioni tenute allo stadio Olimpico con i dirigenti delle due società, funzionari della Questura di Roma e della polizia olandese.
Nel corso degli ultimi 2 mesi, sono pervenuti 15 rapporti dall’Ufficio della polizia olandese, specificamente dedicato, come in tutti i paesi europei, per lo scambio di informazioni e l’omologo Ufficio italiano, che hanno delineato un quadro informativo di rischio significativo, sebbene le notizie degli olandesi parlassero solo di poche centinaia di tifosi pericolosi, tra gli oltre 5000 sostenitori definiti ufficiali, in quanto in possesso di fidelity card.
Analoga attività di raccolta di informazioni è stata condotta, interessando altri Paesi europei ove si erano disputati incontri internazionali con la presenza di tifosi olandesi, quali Spagna, Repubblica Ceca, Belgio, Croazia e Germania.
Per la sicurezza dei tifosi olandesi, la Questura di Roma ha predisposto un piano di accoglienza che ha previsto un punto di raccolta nell’ormai tradizionale piazzale delle Canestre, da dove gli stessi avrebbero potuto raggiungere, in totale sicurezza e con navette gratuite, lo stadio Olimpico.
In preparazione dell’evento, la Questura ha, inoltre, previsto un dettagliato piano di prevenzione nelle piazze più significative della Capitale nel timore, poi confermato, che gruppi di tifosi olandesi in stato di ebbrezza, nonostante le restrizioni sulla vendita degli alcolici, avrebbero potuto creare incidenti.
L’atteggiamento dei tifosi olandesi si è rivelato, sin da subito ed in maniera generalizzata, ostile nei confronti delle Forze di Polizia ed irrispettoso dei cittadini e dei luoghi della Capitale. Lo testimoniano i ripetuti interventi di polizia che si sono tenuti in scenari di degrado causato dall’abbandono di residui dell’alcool con veri e propri tappeti di bottiglie, talvolta lanciati verso le Forze dell’ordine. In piazza di Spagna , come anche le immagini documentano, i tifosi olandesi si sono radunati alla spicciolata in breve tempo; L’intervento delle forze dell’ordine, immediato ed evidentemente necessario, ha dovuto tener conto sia del contesto urbano oltre che della presenza di cittadini e turisti .
L’azione delle forze di polizia ha altresì impedito che i violenti tifosi potessero invadere le strade del centro della capitale in corteo, così come avevano intenzione di fare.
In totale, al momento, si registrano 28 arrestati tra la tifoseria olandese, 5 tifosi contusi, nonché 13 feriti tra le Forze dell’Ordine, 3 dei quali investiti dallo scoppio di potenti petardi. Si registrano, altresì, danneggiamenti ad arredi urbano nonché a varie auto in sosta ed ai mezzi delle Forze di Polizia.
Tale comportamento negativo è stato anche sottolineato, nella mattinata di oggi, con note ufficiali al Ministero dell’Interno olandese ed alla stessa UEFA, tramite la Federcalcio italiana.”

L’Italia intera guarda con incredulità le immagini che come una pallina da ping pong rimbalzano in rete, ora tutti chiedono la testa di Ignazio Marino di Angelino Alfano, ma questo evento di una barbarie unica, mette in ginocchio l’intera nazione, che oggettivamente ha dimostrato di essere impreparata a gestire la sicurezza delle città. Siamo impotenti e il sacco di Roma dimostra che gli eventi non possono essere prevenuti neanche studiando le strategie difensive per mesi, siamo un paese folle che vive con la testa tra le nuvole, perché ancora non vuole ammettere che siamo nel mirino di chiunque, senza avere la minima idea di come attivarsi con le intelligence. Il cittadino ora sa, che l’Italia non è in sicurezza, e Roma è stata trattata come un volgare cassonetto dell’immondizia. Una ferita che qualcuno dovrà assumersi la responsabilità. 

L'intervista.
Nativo di quella terra, il primo cittadino contattato si è dimostrato disponibilissimo a rilasciare un'intervista per chiarire il messaggio del video.
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di Christian Montagna

Castel Volturno (CE) - E' davvero tanto il clamore che ha suscitato l'iniziativa bizzarra del sindaco di Castel Volturno. Tra consensi e critiche, l'obiettivo è stato raggiunto: portare agli occhi di tutti un Comune letteralmente dimenticato dalle istituzioni. Televisioni, social network, giornali, tutti ne parlano. Per saperne di più, L'Osservatore d'Italia ha intervistato l'autore del video nonché sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo. Nativo di quella terra, il sindaco Russo si è dimostrato disponibilissimo a rilasciare un'intervista per chiarire il messaggio del video ideato con le due consigliere, prostitute (finte) per un giorno.

La provocazione ha fatto centro e, a mio avviso, anche Castel Volturno con questo sindaco! Una persona disponibile e gentile che sin dalle prime parole ha mostrato l'interesse e l'amore che ha verso il suo Comune, e fatemelo dire, ai giorni d'oggi è veramente difficile trovarne uno così.

Sette mesi fa, Dimitri Russo assolveva probabilmente il ruolo più arduo della sua vita: diventava primo cittadino di un comune letteralmente allo sbando, abbandonato e martoriato dalle vecchie amministrazioni comunali che non hanno fatto altro che aggravare la situazione. Sono lontani i ricordi di questa terra come la Rimini del Sud, in cui solo i più facoltosi potevano permettersi una vacanza. Oggi, dopo tanti anni, Castel Volturno conta migliaia di extracomunitari irregolari che a detta del sindaco, "vanno lì forti del grande patrimonio edilizio a disposizione abbandonato o ceduto da chi ha rinunciato a trascorrere le proprie vacanze estive in quelle zone". E ancora riferisce che "Con cinquanta euro, qui, un immigrato prende una stanza, circola senza patente ne assicurazione e si assicura da vivere spacciando e derubando" .

Una situazione allarmante che però non getta gli amministratori nello sconforto. Nessun legame di parentela ne affettivo mi lega al personaggio che sto descrivendo, ma a onor di cronaca è giusto conferirgli i meriti che gli spettano.

Dimitri Russo secondo quanto detto durante l'intervista, era consapevole a cosa andava in contro il giorno in cui fu eletto. Insieme ai suoi colleghi sta lavorando affinché i problemi che da anni affliggono la zona possano essere pian piano risolti. Certamente, la risoluzione di problemi creati in oltre vent'anni di indifferenza e noncuranza non può avvenire in così poco tempo, ma, al momento apprezziamo la buona volontà.

Immigrazione, prostituzione, inquinamento sono soltanto alcuni dei problemi affrontati nell'intervista di cui ne riportiamo l'audio.

I consiglieri e il sindaco sono davvero convinti di poter dare agli abitanti "tutta un'altra storia"; lo hanno cantato nella loro sigla di presentazione durante la fase elettorale e lo stanno dimostrando. E se generalmente alle cronache si è parlato di Castel Volturno per problemi legati alla camorra e al cattivo funzionamento delle istituzioni, stavolta, grazie a questa iniziativa, i telegiornali hanno riportato un' iniziativa provocatoria che mette in risalto un problema del comune ma lo fa dando una speranza a tutti i cittadini attivi della zona che forse, mai più saranno soli. E alla domanda "Cosa ne pensa delle critiche ricevute?", il buon sindaco sorridente, rivela di averle già messe in conto. Un 'intervista come poche in cui non si promettono false speranze ma si palesa una realtà disastrata che in tutti i modi si sta cercando di cambiare. Grazie Sindaco, a nome di tutti i cittadini onesti!

 

Videoservizio
I vari Gasparri, Chaouki, Toti e altri sono stati accolti con applausi ironici.
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[ VIDEO INTERVISTA NICOLA ZINGARETTI ]

[ VIDEO INTERVISTA GIOVANNI TOTI ]

[ VIDEO INTERVISTA MAURIZIO GASPARRI ]

[ VIDEO INTERVISTA KHALID CHAUOKI ]

 

di Maurizio Costa

Roma
– Una piazza Farnese piena di luci, con centinaia di persone che gridano alla libertà di stampa, all'uguaglianza tra i popoli e alla fraternità tra Italia e Francia: con questa immagine, Roma ha mostrato tutta la vicinanza al popolo francese dopo la strage di Charlie Hebdo, un attentato di matrice islamica che ha portato alla brutale uccisione di 12 persone. Tra i morti ci sono 4 vignettisti della testata di Parigi, rea solamente di aver fatto satira su argomenti che riguardavano il popolo islamico e la religione di Allah.

Centinaia di persone hanno alzato le loro matite in segno di protesta per far capire che la libertà di esporre i propri pensieri è sacrosanta. La fiaccolata organizzata a Roma è stato un successo di fratellanza e di coesione, di uguaglianza davanti a un bene comune: la libertà. Alcuni cartelloni recitano la famosa frase “io sono Charlie”, diventata ormai il cavallo di battaglia di tutti coloro che si sentono vicini a quei poveri vignettisti uccisi a Parigi. In piazza Farnese erano presenti anche alcuni francesi, che hanno cantato ininterrottamente l'inno nazionale, baluardo fondamentale dei diritti che sorreggono la repubblica di Parigi.

Presenti anche centinaia di giornalisti italiani, che hanno voluto così far sentire tutta la vicinanza al popolo francese. A tal punto che, verso la fine della fiaccolata, dalle finestre dell'ambasciata di Francia sono stati esposti fogli con la scritta “merci”: un grazie che vale più di mille parole.

La Camera dei Deputati, inoltre, ha interrotto per un'ora i lavori per permettere ai vari parlamentari di partecipare alla manifestazione. Un gesto che non è piaciuto a tutti: i vari Gasparri, Chaouki, Toti e altri sono stati accolti con applausi ironici. La fiaccolata non doveva diventare una passerella politica.

Dai vari capannelli che formavano la piazza si alzavano voci di indignazione, protesta e sgomento; alla fine, anche l'Inno di Mameli si è unito a quello francese, in un mix che ha rappresentato il vero spirito di questa fiaccolata. Le candele accese, spesso strumentalizzate dai media, si muovevano per la piazza come fuochi indipendenti ma portati da persone che la pensano allo stesso modo: morire così è ingiusto e in un paese “strano” come l'Italia, per quel che riguarda la libertà di stampa, dobbiamo combattere tutti i giorni per non far ripetere una situazione del genere. Non c'entra l'Islam o Maometto: poter scrivere quello che si pensa è la base della democrazia e del libero pensiero.

Alla fine, le candele quasi spente sono state messe per terra. L'immagine aveva quello spirito lugubre, che si avvicina alla morte, ma una morte strana, che ancora mantiene un barlume di luce. L'attentato di Parigi è stato gravissimo ed ha portato all'uccisione di 12 persone, ma una speranza ancora c'è. La voglia di far sentire la propria voce è grande e sicuramente ha diminuito le distanza tra due popoli profondamente diversi. Nelle tragedie c'è sempre fratellanza.

Siamo tutti Charlie, oggi.

[ VIDEO INTERVISTA NICOLA ZINGARETTI ]

[ VIDEO INTERVISTA GIOVANNI TOTI ]

[ VIDEO INTERVISTA MAURIZIO GASPARRI ]

[ VIDEO INTERVISTA KHALID CHAUOKI ]

Video servizio redazionale
Le tendenze e l'arredamento per questo Natale proposte dall'azienda Mirlinum renderanno più cool le case dei napoletani.
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di Christian Montagna

Napoli - Bastano un po' di ottimismo, uno sguardo alle vetrine dei negozi e la consapevolezza che tra meno di un mese è Natale. Questa ricorrenza che per alcuni è angoscia, per altri gioia e per altri ancora malinconia, a Napoli, è già nell'aria. Soltanto la scorsa settimana ho raccontato come nel mercato di Fuorigrotta si stessero preparando al Natale. I commercianti già super organizzati si affrettavano ad esporre la merce nel migliore dei modi e con essa, si impegnavano nella battaglia al miglior prezzo. E si, perché purtroppo a quello dobbiamo farci attenzione in periodi come questi...Sabato 22 Novembre, sono stato nel quartiere di Mergellina per scoprire le tendenze di quest'anno. Come si sono organizzati i commercianti? Quali saranno i colori dell'albero di Natale? Quali saranno i decori più gettonati dai napoletani? La tradizione va sempre rispettata: non ci sarà abitazione napoletana senza il presepe e l'alberello. E almeno per stavolta chi se ne frega della crisi; lasciamo da parte i problemi del nostro Paese e impegniamoci a rendere speciale l'evento più atteso dell'anno. C'è chi attribuirà al Natale il valore religioso, c'è chi lo considererà un occasione per stare tutti insieme: l'importante è viverlo nel migliore dei modi! Ho visitato l'azienda Mirlinum che prende il nome da quello antico di Mergellina e che opera dal 1996 nel settore dell'arredamento. Beh, devo dire che quest'anno ha superato ogni altra concorrente! Da sempre considerato il punto di riferimento per gli abitanti della zona, ha lanciato una linea in controtendenza con i classici. Un misto di rosa antico abbinato all'oro champagne in un contesto classico contemporaneo sarà il mix che colorerà i nostri alberi di Natale. Frutto di anni di esperienza nel campo e di accurata ricerca, Mirlinum renderà anche quest'anno più cool le case dei napoletani. Una volta entrato all'interno della struttura, come per magia, anche io mi sono sentito immerso tra i pastori e i re magi. Canzoni tipiche della tradizione, luci e colori, decori magistralmente realizzati che rasentano la genialità dei grandi artisti della storia: pareva di essere già a Natale! Durante l'intervista alla titolare nonché Visual dell'azienda è stato inevitabile il coinvolgimento emotivo in quell'atmosfera sensazionale che ivi regnava sovrana! Ed è proprio questo il Natale che vorrei augurare a tutti voi, sereno,disteso e gioioso, proprio come quello descritto dalle pubblicità. I napoletani, si sa, sono molto ottimisti, ergo,sono sicuro che quest'anno, quello di Natale sarà proprio "nu juorn buon..."

L'intervista
Il problema, sottolinea Perna nell'intervista, non riguarda soltanto la città di Napoli ma è un'emergenza a livello nazionale che al più presto deve essere risolta.
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di Christian Montagna
Napoli
- Ancora scosso e provato appare ai microfoni del nostro giornale l'autista dell'Anm Giuseppe Perna che l'altra mattina è stato aggredito da tre giovani balordi a dir loro minorenni. Perna che gentilmente ci ha concesso l'intervista, racconta nei minimi particolari quegli attimi concitati in cui ha rischiato persino la sua vita stessa. Il motivo? Incredibile a credersi. Durante il regolare servizio della linea C12 che da Pianura arriva a Piazza Vittoria, alle ore 7.30, l'autobus carico di studenti si apprestava a terminare la corsa quando tre o forse più ragazzi si divertivano ad ostruire le vie di accesso al mezzo. Una volta ammoniti bonariamente i giovani, con una battuta spiritosa del conducente che ha interrotto la corsa per raggiungere i tre al centro della vettura, non se la sono fatta andare giù. All'altezza di Via Dohrn, quando il loro viaggio era terminato, sono usciti dalla vettura e hanno raggiunto il conducente. Da li un infinità di insulti, maledizioni e minacce. Poi l'aggressione fisica che è costata a Giuseppe la frattura dell'omero e di alcune costole ma soprattutto un grande spavento. Gli inquirenti che indagano sul caso hanno visualizzato i filmati delle telecamere di sicurezza per fortuna attive nel bus e potrebbero essere vicini all'identificazione dei delinquenti. Il problema, sottolinea Perna nell'intervista, non riguarda soltanto la città di Napoli ma è un'emergenza a livello nazionale che al più presto deve essere risolta. Non possono più rimetterci uomini e donne che tentano semplicemente di svolgere il proprio lavoro.

 

Video servizio
L'omaggio floreale del Sindaco di Napoli deposto all'esterno della Chiesa a simboleggiare la presenza delle istituzioni. Nessuna partecipazione delle forze dell'ordine.
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di Christian Montagna

La mattina di venerdì 12 settembre alle ore dieci presso la chiesa di Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa, si sono celebrati i funerali del giovane Davide Bifolco.

Una chiesa gremita, all'esterno è stato necessario l'allestimento di megafoni per poter rendere partecipi tutti i presenti che non sono riusciti ad entrare.

Davide Bifolco fu ucciso nella notte tra il 4 e il 5 Settembre, nel quartiere del Rione Traiano dal colpo della pistola di ordinanza di un carabiniere che durante l'inseguimento ha accidentalmente esploso il colpo. Davide Bifolco per il quartiere è diventato un martire.

Una cerimonia composta così come anche il dolore di parenti e amici che sono andati a recare l'ultimo saluto. Celebrata da Padre Lorenzo Manca, la cerimonia è stata vietata a giornalisti e reporter per poter concedere alla famiglia di vivere un momento così doloroso nella massima intimità. "Resti nel cuore di chi non ti dimentica" : sono queste le parole scritte sulle magliette che i giovani del rione hanno indossato.

Sono rimaste serrate le saracinesche dei negozi della zona in segno di lutto per tutta la durata del rito funebre. Commoventi e nello stesso momento struggenti le parole della sorella di Davide che in una lettera ha espresso tutto il dolore e la desolazione di chi improvvisamente si vede privata di un proprio caro. Un malore ha colto la madre all'ingresso della Chiesa. L'omaggio floreale del Sindaco di Napoli deposto all'esterno della Chiesa a simboleggiare la presenza delle istituzioni.Nessuna partecipazione delle Forze dell'ordine. Le parole della famiglia Bifolco affidate al cugino di Davide, lasciano ben sperare: "Abbiate fede che avremo giustizia". E ancora un invito a tutti gli abitanti del quartiere a mantenere la pace e la calma poiché, altra violenza proprio non serve. Durata poco più di un'ora, la cerimonia è terminata per dare modo al rito funebre di proseguire per le strade. Proprio dinanzi la casa del giovane, numerosi palloncini bianchi hanno spiccato il volo. Un quartiere intero, dunque, che si unisce a questa famiglia manifestando affetto e solidarietà verso il dolore più grande che la vita può dare, la perdita di un caro.

L'intervista
Abbiamo chiesto ad un imprenditore italiano, Stefano Vari, in che modo un giovane può diventare economicamente autonomo
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di Christian Montagna

In un periodo come questo, prevedere il futuro per i giovani non è facile. C’è chi decide di mollare abbandonando la penisola e chi invece, invano, continua a lottare. Governi che si alternano come fossero stagioni, caos e scarsa chiarezza nelle riforme e nel frattempo ogni giorno migliaia di persone restano senza lavoro. Aziende che chiudono perché non reggono la pressione fiscale, grandi catene costrette a vendere le proprie azioni e produzioni all’estero. Cosa ne sarà dell’Italia? Oggi, sette giovani su dieci risultano inoccupati.

Secondo i dati Istat, il tasso di disoccupazione è al tredici per cento e ahimè questo dato continua a crescere. Raggiungere un’indipendenza economica dunque sembra essere una vera e propria utopia. Abbiamo chiesto ad un giovane imprenditore italiano, Stefano Vari, in che modo un giovane può diventare economicamente autonomo. Attraverso il marketing relazionale, ci viene proposta una possibile soluzione. Il mondo sta cambiando, si sa, sta prendendo sempre più piede l’utilizzo della tecnologia. Possedere un’attività commerciale on line per veicolare prodotti e servizi beneficiandone economicamente pare sia la soluzione suggerita dall’ imprenditore intervistato.

I benefici ricavati da queste operazioni sono senza dubbio costi minori, una maggiore accessibilità ed un guadagno esponenziale. Attraverso un sito informativo ed incontri mensili, Stefano Vari, offre la possibilità di entrare a far parte di questo mondo distribuendo le giuste informazioni. All’ interno della video intervista, l’imprenditore, racconta il modo in cui è entrato a far parte di questo mondo. Una possibilità dunque per i giovani che cercano un occupazione e un guadagno onesto e che questo sistema economico non riesce a dargli.

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