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Sindacati polizia
I rappresentanti sindacali hanno commentato la bozza di riordino durante la puntata di Officina Stampa il web talk condotto da Chiara Rai
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di Roberto Ragone

 

Grande puntata della trasmissione Officina Stampa, il web talk condotto dalla giornalista Chiara Rai in diretta dal Black Jack di Grottaferrata, quella di giovedì 9 marzo. Presenti i rappresentanti di tre sindacati di Polizia di Stato: Valter Mazzetti, segretario generale UGL, Tommaso Delli Paoli, segretario nazionale SILP-CGIL, Umberto De Angelis, segretario generale provinciale di Roma del COISP. Assente a sorpresa, perché colto da improvviso malessere, il segretario generale del SAP Gianni Tonelli.

Riuniti in un’atmosfera di comunione d’intenti, malgrado le loro sigle denotassero orientamenti politici differenti, i tre intervenuti sono stati d’accordo su parecchi punti, praticamente su tutti: dal riordino delle carriere, agli stanziamenti per una maggior professionalità, dall’esigenza di costruire nuove carceri per evitare che i giudici siano costretti a liberare i delinquenti arrestati a rischio anche della vita degli agenti, all’esigenza di assumere nuovo personale in polizia penitenziaria, dall’imprescindibile e capillare controllo del territorio al fine di garantire sicurezza ai cittadini, al problema dell’assistenza legale ai colleghi coinvolti in conflitti a fuoco, nei quali in meno di un secondo si devono prendere decisioni capitali.

Ma su tutto spicca un consenso unanime, che alla fine è stato il motivo della puntata, e che sarà il punto di partenza per un reale riordino della carriere in polizia, oltre che del rimpiazzo e dello svecchiamento di una forza dell’ordine oggi sotto organico e fatalmente composta da uomini e donne con un’età media attorno ai 45/46 anni.

Nonostante i proclami del ministro Pinotti, - il cui intervento è stato trasmesso nel video servizio di apertura -  non è difficile rilevare che l’impegno economico profuso per questa iniziativa, attesa da oltre vent’anni, non è sufficiente. Ora i sindacati, in un quadro generale ancora confuso, hanno 90 giorni di tempo per proporre miglioramenti al testo, e per farli accettare, dato che il testo attuale risulta per le tre sigle intervenute irricevibile.

Per questo motivo è stata prevista una manifestazione di piazza nella giornata di venerdì 10 marzo davanti al Ministero degli Interni, alla Questura di Roma e agli uffici di P.S.

Il delegato della CGIL, Tommaso Delli Paoli, ha voluto spiegare che la protesta non riguarda il lato economico, infatti se ci sono i soldi, perché protestare? In realtà questo disegno di legge non procura maggiore professionalità agli operatori di polizia, e di conseguenza neanche maggior sicurezza per i cittadini, né da’ le giuste risposte per un automatismo che riguardi l’avanzamento nelle carriere.

Il segretario generale UGL, Valter Mazzetti, ha specificato che i soldi ci sono, ma non sono tutti destinati alla Polizia di Stato, ma anche a Carabinieri, Guardia di Finanza, quindi alle forze dell’ordine in generale. Si chiedono avanzamenti più veloci, per rimpiazzare i colleghi che sono andati in pensione, o sono stati promossi ad incarichi più elevati, e quindi una maggior dignità.

Infatti gli agenti impiegati nelle volanti  per l’ordine pubblico hanno un’età media di 45/46 anni, quindi inidonei ad intervenire in alcune occasioni di contrasto diretto al crimine. In questi casi l’età anagrafica è importante. Per la carriere è necessario innescare un percorso virtuoso, che oggi non c’è, ha proseguito Mazzetti che ha detto anche che il nuovo riordino non può certamente soddisfare.

Nei quadri superiori c’è troppo personale anziano: circa 55/56.000 operatori, di cui almeno 46.000 assistenti capo, contro non più di 6.000 agenti. L’impressione è che questo riordino sia uno spot politico-elettorale, e non un provvedimento strutturale che agevoli un percorso di ricambio e integrazione dell’organico.

Il riordino si può migliorare, ha detto Umberto De Angelis, rappresentante del COISP. Infatti alcune modifiche proposte sono già state inserite e il ritardo non è imputabile alla Polizia di Stato, ma dell’Amministrazione, che non ha provveduto a bandire concorsi ogni anno, a differenza di ciò che hanno fatto le altre forze dell’ordine.
De Angelis ha anche evidenziato il fatto che queste risorse non sono sufficienti per un riordino totale, per il quale occorrerebbero circa 2,5 miliardi di euro. Siamo a 977 milioni, ma si dovrà fare di più: la cosa più importante è svecchiare le Forze dell’Ordine.

Al cittadino interessa che ci sia un maggior controllo del territorio e che l’aiuto arrivi tempestivamente.

La discussione è continuata con i convenuti che alternativamente hanno preso la parola. Temi comuni, sui quali, come già spiegato il consenso era unanime. Per esempio sul problema delle troppe depenalizzazioni, per cui gli arresti anche in flagranza sono vanificati dalla magistratura che denuncia ‘a piede libero’, liberando di fatto l’arrestato, che il giorno appresso torna a delinquere, a volte anche sbeffeggiando la stessa pattuglia che lo ha arrestato. Tutto ciò crea situazioni di pura follia, e incentivo a commettere reati in piena impunità, senza il deterrente di una pena certa. Di contro, a volte capita che l’operatore sia indagato a sua volta per aver fatto il suo dovere, cioè per aver difeso il cittadino. C’è chi ha dovuto vendere la casa acquistata a prezzo di sacrifici con anni di mutuo per pagarsi un avvocato che lo difendesse in sede civile. Troppe volte, infatti, il carabiniere o il poliziotto sono sottoposti a risarcimento danni da parte del giudice su richiesta del bandito arrestato, addirittura, come accaduto di recente, per un arresto ‘troppo violento’; o, aggiungiamo noi, non sufficientemente gentile.

Il riordino proposto tende ad una maggiore professionalità, il tutto a vantaggio della sicurezza del cittadino: dopo i recenti episodi di intrusioni domestiche, diurne e notturne, nessuno vuole armarsi, come è costretto a fare, ma per questo è senz’altro indispensabile un maggior controllo del territorio, come già spiegato.

Nel corso degli ultimi anni, invece, gli organici di polizia sono stati depotenziati, giungendo ad annoverare 99.000 agenti contro i 117.000 del periodo precedente. Capita a volte che si debba scegliere a quale chiamata rispondere prima, e che se ne debba valutare la gravità. Per ciò che riguarda il sovraffollamento delle carceri, tutti e tre i rappresentanti sono stati d’accordo nel proporre la costruzione di nuove carceri e il ripristino di quelle già esistenti e magari inutilizzate, parallelamente ad una massiccia assunzione di personale di polizia penitenziaria. Ma questo è un problema politico, e implica dei costi che la politica non è disposta a sopportare. Anche la polizia penitenziaria ha subito il blocco del turn-over al 50%, ciò che provoca un progressivo invecchiamento dell’organico, e un suo depauperamento.

Umberto De Angelis ha posto l’accento sul fatto che la sicurezza non è un costo, ma un investimento, e come tale dev’essere valutata. E la sicurezza è maggiormente prevenzione del crimine, più che contrasto. Quindi, ha aggiunto Delli Paoli, è maggiormente presente quando la situazione è tranquilla, di normalità. Un paese civile, aggiunge De Angelis, adegua le vecchie carceri e ne crea di nuove: non dice ‘non arrestiamo più. Un paese civile assume polizia penitenziaria, e nelle carceri nuove chi delinque può scontare la sua pena.

Secondo Walter mazzetti, poi, si fa sempre troppo poco per l’assistenza legale ai colleghi, perché i fondi a disposizione sono sempre insufficienti e non vengono ripristinati a sufficienza, oltre ad essere erogati secondo la presunta gravità del fatto,  e non secondo un calcolo reale di necessità.
Bisogna che il fondo sia sempre al massimo della disponibilità, per tutelare al meglio il poliziotto che ne avesse bisogno. Un’altra esigenza è quella di un protocollo operativo, che manca, e che costringe l’operatore di polizia ad assumersi, in un tempo infinitesimale, rischi che nessun burocrate seduto in poltrona si assumerebbe mai. Salvo poi, a bocce ferme, venire giudicato da chi non si è mai trovato in una situazione del genere. La questione del protocollo operativo è stata più volte sollevata dai sindacati, ma senza alcun esito. Tanto che attualmente, valutandone i rischi, si ha quasi paura di intervenire. Se i poliziotti sono armati, è per svolgere un compito preciso, che implica anche l’uso delle armi, e non è corretto che ogni volta l’operatore debba decidere per sé, senza alcun supporto protocollare, a proprio esclusivo rischio; che può comportare la perdita della vita, o anche mettere sé e la propria famiglia in gravi situazioni di disagio. Un commento da cronista: l’impressione generale è che il provvedimento di riordino delle carriere sia stato affrontato da chi di questo tema capisce poco e niente. Sono molti, infatti, e troppo astrusi i tecnicismi che questo provvedimento contiene, e che in pratica limitano l’accesso a chi voglia entrare in polizia con la prospettiva di una carriera. Gli stanziamenti palesemente insufficienti, poi, completano il quadro.

Poco c’entra il ministro Pinotti: sappiamo che le nomine ministeriali vengono fatte per politica e non per competenza. Certamente queste riforme sono studiate e redatte a tavolino da chi non è mai stato in polizia, e non ha mai affrontato un delinquente armato, né ha mai avuto problemi economici, nonostante la professione dichiaratamente rischiosa. Ritengo che queste riforme vadano fatte con la partecipazione degli organismi preposti alla tutela degli iscritti, e cioè dei sindacati: chi infatti meglio di chi il poliziotto ha fatto ed è tuttora può capire le esigenze di un servizio fondamentale, non solo per la tutela in piazza dei politici – quando i poliziotti prendono le botte – ma anche e soprattutto del cittadino comune, quello della strada: quello che vota e paga le tasse,e che alla politica interessa solo per queste due cose.

L’impressione – e si specifica impressione – è che ‘ci stiano provando’, salvo poi a mercanteggiare su alcuni argomenti, il tutto per spendere il meno possibile. Tutto questo, se fosse vero, sarebbe non solo sulla pelle dei poliziotti e di tutte le forze dell’ordine coinvolte, ma soprattutto sulla pelle dei cittadini, sulla nostra pelle: il che, per l’ennesima volta, ci ridurrebbe, da cittadini, a sudditi. Come in effetti siamo.

 

SINDACATI POLIZIA DAL MINUTO 24

Programmi tv
La trasmissione condotta dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 16 febbraio a partire dalle 18:00
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Redazione

 

Protocollo Sprar e collocazione dei migranti nei vari Comuni d’Italia. Promette di essere una puntata molto interessante quella di oggi giovedì 16 febbraio ad OFFICINA STAMPA, il nuovo modo di fare informazione collaborando con più testate giornalistiche del territorio.

 

Numerosi gli ospiti della puntata tra quelli che saranno presenti nel salotto di Grottaferrata, il Black Jack di Lino Ventriglia e gli altri che hanno voluto comunque lasciare un contributo video, data l’importanza dell’argomento. La trasmissione condotta dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 16 febbraio a partire dalle 18:00. Il programma può essere seguito in diretta su diverse piattaforme: sul canale Youtube OFFICINA STAMPA , sul sito www.officinastampa.tv e sulla pagina Facebook di OFFICINA STAMPA.


In studio saranno presenti il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli, il Sindaco di Marino Carlo Colizza, il Sindaco di Genzano Daniele Lorenzon, il consigliere della città Metropolitana di Roma per FdI-AN e assessore ai Lavori pubblici di Lanuvio Andrea Volpi. 
A partecipare in video servizio il Sindaco di Albano Nicola Marini, Il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Velletri Giulia Ciafrei. Dalla Sicilia, Paolino Canzoneri  de L’Osservatore d’Italia ha intervistato la dottoressa Pruiti del Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane, uno delle più grandi realtà che opera nell'intera regione Sicilia con il progetto Sprar.


Per l’angolo di Simone Carabella, un altro servizio in tema direttamente realizzato da Simone presso il  centro "Mondo Migliore" di Rocca di Papa (RM)
che ospita gli immigrati: come vivono? Cosa mangiano e cosa pensano dell’accoglienza che gli viene rivolta?


Dai migranti si passerà a parlare del tema della concessione degli arenili ad Anguillara, Bracciano e Martignano: una storia che si trascina da oltre un ventennio. Ospiti in trasmissione Sergio Manciuria, presidente di AnguillaraSvolta, Carlo Franco Presidente Associazione Spiagge Vigna di Valle e Massimiliano Necci, operatore turistico lago di Martignano. Prezioso, al riguardo, il contributo video giornalistico del quotidiano d'informazione online di Ladispoli, Cerveteri, Fiumicino e litorale a nord di Roma Terzo Binario (www.terzobinario.it) diretto da Alessio Vallerga e l’intervento di Claudia Pescatori cooperante opinionista di Mecenate TV.


Non mancheranno, come sempre, i momenti di musica live con il pianista cantante romano Domenico D’Agostino detto “Mimmo”.


Come sempre a chiudere la puntata un momento di rassegna stampa della settimana con Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.


Davvero un altro appuntamento da non perdere quello di giovedì 16 febbraio con OFFICINA STAMPA che si conferma a tutti i gli effetti come il laboratorio d’informazione dove cogliere in esclusiva le notizie

 


PER VEDERE LA DIRETTA (INIZIO ALLE ORE 18 DI GIOVEDI' 16 FEBBRAIO 2017)

Emergenza migranti
Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza.
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di Paolino Canzoneri

 

Il progetto SPRAR ossia Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati si rivolge ai richiedenti e/o titolari di protezione internazionale di minori/adulti e nuclei familiari. Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza. Gli interventi previsti vanno dal vitto all'acquisizione di strumenti per l'autonomia, in sintonia con i servizi e le opportunità offerte dla territorio in cui esiste il progetto SPRAR. 
 
L'Osservatore d'Italia oggi vuole focalizzare il suo interesse per questo progetto esteso su tutto il territorio nazionale per sondare e comprendere gli sviluppi e le difficoltà che emergono per il corretto svolgimento delle attività dei centri. Sembra che da più parti persista una seria preoccupazione circa i centri di accoglienza oramai giunti al collasso per varie motivazioni legate forse a difficoltà gestionali del Comune. Difficoltà e criticità dovute sopratutto alla mancanza di destinazione delle risorse ministeriali. Il presidente della Consulta delle culture Adham Darawsha ha recentemente parlato di chiara "incapacità gestionale del Comune" e "già a settembre dello scorso anno il Comune non ha destinato le risorse ministeriali in tempi rapidi" lasciando i centri senza soldi e senza stipendi. Ad aprile le somme relative al 2015 erano state erogate mentre per il 2016 il ministero sembra abbia stanziato il 40% del dovuto ma i pagamenti sono fermi. Chiaramente una situazione piuttosto scomoda e insostenibile da risolvere nel minor tempo possibile per riavviare serenamente tutte le attività dei centri. 
 
Noi de L'Osservatore d'italia abbiamo contattato il Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane che opera in una vastissima area dell'intera regione Sicilia che ringraziamo per la gentile e gradita disponibilità. 
 
Il centro si occupa del coordinamento educativo, dei servizi educativi ed ausiliari, del servizi di supporto psicologico, di gestione della struttura, dell'accoglienza materiale e delle spese di integrazione. Si definiscono un Consorzio di Imprese sociali che, intraprendono la strada della cooperazione sociale in Sicilia, ha fatto dei valori di solidarietà, integrazione, promozione e garanzia della qualità del lavoro sociale il fulcro di tutto il sistema cooperativo e delle attività messe in campo a servizio delle persone svantaggiate. 
 
Abbiamo posto delle domande alla dottoressa psicologa e psicoterapeuta Francesca Pruiti che oltre a darci un chiaro ed esaustivo quadro generale delle attività del centro in relazione al progetto SPRAR, ci ha fatto comprendere le difficoltà che possono emergere nell'attuazione del progetto stesso. Estratti di questa intervista saranno trasmessi all'interno della quinta puntata di "Officia Stampa" in onda streaming giovedi 16 Febbraio alle 18.00 sul canale YouTube Officina Stampa. Buona visione
 

La video intervista
Di Maio: "Siamo la prima forza del Paese e governiamo Roma"
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri


PALERMO - Anche Alberto Di Maio ha partecipato alle due giornate a 5 Stelle a Palermo. Dal palco il Movimento, ripete, "è partecipazione e condivisione" e "noi andiamo avanti su questa strada. Non esistono Vip o Big. Non esiste Fico o Di Maio, esistono persone che partecipano", ha ripetutto. Facile a dirsi. A Palermo irrompe Alessandro Di Battista che arriva trionfante sulla sua moto che lo ha portato a spopolare le piazze in giro per l'Italia con la sua campagna per il No alla riforma. Guadagnandosi i galloni sul campo. E la conclusione della serata se da un lato vede sul palco tutti gli esponenti 5 Stelle, dall'altro certifica l'emergere di un 'tridente': quello formato da Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. Sono loro a chiudere la serata, ad essere presentati assieme come i paladini dell'onestà. A non avere, a differenza degli altri, confini tematici. "Siamo la prima forza del Paese e governiamo Roma", è lo slogan di Di Maio secondo cui, con il No ai Giochi olimpici "abbiamo salvato dal dissesto Roma". Ecco le quattro domante formulate dai giornalisti de L’Osservatore D’italia (Angelo Barraco - Paolino Canzoneri) alle quali ha risposto Luigi Di Maio.


 

La video intervista
La video intervista esclusiva de L'Osservatore d'Italia
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di Paolino Canzoneri
PALERMO
- Sono trascorsi ben 24 anni dal quel maledetto 19 Luglio dove alle 16:58 di una giornata afosa Il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta composta dagli agenti Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Agostino Catalano perirono falciati e smembrati dall'esplosione di una vettura riempita di tritolo in via D'Amelio. Per i siciliani e si spera per l'Italia intera, questa data rappresenta il punto di forza e di speranza per tenere viva una memoria da tramandare sempre per le prossime generazioni, un obbligo morale affinchè quanto successo divenga valore storico e istituzionale. Da questo si comprende il motivo della presenza in via D'Amelio,  gremita da una folla sempre presente in questa commemorazione per l'intera giornata, di parecchie associazioni culturali giovanili col preciso scopo di formare e informare tramite iniziative ludiche e creative sull'importanza assoluta della memoria gettando le basi essenziali per saper riconoscere e rifutare qualsiasi mentalità e condotta mafiosa. Parti di verità ancora non svelate, depistaggi e una certa assenza fisica delle istituzioni rappresentano ad oggi un vergognoso e intollerabile pugno nello stomaco quale insulto alla democrazia e pericolosa tendenza verso una eredità ridotta ad un mero ricordo doloroso senza prospettive di vero cambiamento radicale. Il capo dello Stato ha mandato un messaggio: - Onorare Borsellino significa ricordare la sua battaglia - mentre il Presidente del Consiglio Renzi ha apostrofato che l'Italia non dimentica quanto successo; e il Presidente della Camera Pietro Grasso ha commentato: - Il ricordo della sua inesaurubile tenacia mi conforta quando la mente si concentra sui pezzi di verità che mancano per ricomporre la storia dietro la stagione delle stragi: ventiquattro anni diventano un tempo lunghissimo e doloroso, un fardello insopportabile che scuote le coscienze dei cittadini che hanno a cuore il presente e il futuro del nostro paese.

La video intervista a Salvatore e Rita Borsellino Noi de l'Osservatore d'Italia abbiamo presenziato in via D'Amelio per renderci conto di quanto sia vivo ancora oggi a distanza di 24 anni l'interesse, dedizione e l'insegnamento per i giovani e giovanissimi. Abbiamo intervistato Salvatore e Rita Borsellino, che dal giorno dell'eccidio sono scesi in campo in prima linea nelle attività legate al ricordo del fratello; il quadro che ne è venuto fuori è un quadro di consapevolezza positiva per i grandi passi fatti ma appare evidente la necessità di fronteggiare anno dopo anno lo zoccolo duro delle istituzioni assenti e la precisa volontà di occultare parti di verità ancora non emerse. La giornata di commemorazione ha avuto l'epicentro a via D'Amelio mentre in serata si è spostata a piazza Vittorio Veneto per la classica fiaccolata. Buona Visione
 

L'intervista
L'intervista in esclusiva al direttore dell'Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Palermo Rosalba Salierno
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di Paolino Canzoneri

Il poeta cantante americano Bob Dylan disse "Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro", un pensiero profondo che rivela quanto sia fondamentale per il giovane trovare sempre un aiuto, un conforto nel momento in cui si commette un reato, un errore quasi sempre originato da immaturità o da forte disagio sociale derivato da ambienti familiari difficili e non inseriti correttamente nella società. Il servizio sociale è una professione basata sulla disciplina e la pratica accademica che coinvolge persone e strutture per migliorare il benessere e per affrontare le sfide della vita. I giovani minorenni che commettono reati ed entrano nel circuito penale sono presi in carico da professionisti con complesse competenze rieducative e socializzanti che garantiscono un trattamento e un sostegno anche psicologico, in un percorso di responsabilizzazione, in contrapposizione al concetto semplicistico di "punizione", con il fine ultimo di reinserire il giovane nella società, scevro da sofferenze interiori e pronto per dare il suo contributo.

Il servizio sociale "USSM" per i minorenni di Palermo collabora con l'istituto penale Malaspina.
Noi de L'Osservatore d'Italia abbiamo intervistato il Direttore dell'Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Palermo, Rosalba Salierno, che ci ha spiegato come viene svolto il lavoro all’interno della struttura, dettagli e punti di vista di questa professione complessa, delicata ma troppo spesso fraintesa e ignorata in una città difficile come Palermo. Il Direttore ci ha spiegato esaustivamente il ruolo sociale nell'ambito penale focalizzando  le differenze nella criminalità minorile di Palermo e di altre città italiane. Abbiamo anche considerato l'operatività e i punti di incontro fra l'Ufficio di Servizio Sociale e l'Istituto Penale Minorile Malaspina evidenziando anche le attuali difficoltà di gestione degli uffici a causa della pressante spending review e delle voci sempre più incalzanti da parte dell'attuale governo circa un ipotetico smantellamento del Tribunale dei minori e conseguente smantellamento delle poltrone dirigenziali ma soprattutto si è fatta luce e chiarezza sul reale significato del servizio lontano da futili stereotipi relativi al ruolo stesso dell'assistenza sociale.

Buona visione...

Costume & Società
"Progetto crostate" il libro di Federico che l'ha visto in cima alla classifica dei libri di cucina Feltrinelli per un lungo periodo
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di Pina Guglielmino

Un pomeriggio all'insegna della dolcezza, quello di domenica scorsa ad Eataly Roma, insieme a Federico Prodon, terzo classificato di Bake off Italia, giovane dinamico, sempre alla ricerca di sapori nuovi. Quasi per gioco viene spinto da un suo amico a partecipare al talent e con tenacia arriva in semifinale aggiudicandosi il terzo posto. Ancora oggi continua a fare il broker assicurativo e allo stesso tempo porta avanti la sua passione, la pasticceria, quella amatoriale però, cosa che ci ha tenuto a precisare durante la nostra chiacchierata, lui non si definisce un pasticcere professionista. Divenuto anche autore del libro "progetto crostate" che l'ha visto in cima alla classifica dei libri di cucina Feltrinelli per un lungo periodo. Ci confessa che conciliare la sua vita lavorativa, la sua passione per la pasticceria e la famiglia è un'impresa abbastanza complessa, ma i suoi familiari lo sostengono. In questo momento è in giro per l'Italia perché è divenuto partner della linea retail con l'azienda Agrimontana, famosa nel settore. Ama insegnare e tra tutti suoi impegni organizza anche corsi per adulti e bambini volti a trasmettere la sua passione per la pasticceria, per la conoscenza della materia prima e per le tecniche di esecuzione.

Tra un assaggio di crostata fragole cocco e lime e una mousse ai frutti di bosco ci spiega con dovizia di particolari, ingrediente dopo ingrediente, e spende qualche istante per spiegarci che approfondire la conoscenza della materia prima ti fa acquisire la consapevolezza di poterla utilizzare anche in modo alternativo. Tutte accortezze che rendono uniche le sue preparazioni, non ultimo l'utilizzo di teglie microforate per eliminare l'umidità della pasta frolla. Alla fine di questa dolce parentesi, ci siamo lasciati rubando una piccola indiscrezione a Federico: a dicembre uscirà il suo secondo libro per il quale speriamo vivamente sia ancora un grande successo, come per il primo, augurandogli di vero cuore che diventi ciò che lui spera, cioè il punto di riferimento per pasticceri non professionisti e che riesca a tramettere il suo amore per la pasticceria con una comunicazione trasparente e soprattutto sincera.

L'intervista
Con l'articolo la video intervista in esclusiva de L'Osservatore d'Italia con Franco La Torre
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di Paolino Canzoneri

Palermo – Martedi 14 Giugno presso i locali dell'istituto Gramsci Siciliano, ai Cantieri Culturali della Zisa, ha avuto luogo la presentazione ufficiale del libro "Ecco Perchè..." edito dall'istituto Poligrafico Europeo scritto da Francesco Tornatore, fratello di Giuseppe Tornatore, glorioso regista siciliano conosciuto in tutto il mondo.

Il libro raccoglie articoli di stampa, autografi, atti parlamentari, interviste e molto altro del compianto politico e sindacalista Pio La Torre.
L'incontro ha visto la preziosa e animata partecipazione di Francesco Tornatore (scrittore), Franco La Torre (storico), Achille Occhetto, Roberto Scarpinato (procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Palermo), Michele Figurelli, Vito Lo Monaco, Salvatore Nicosia (presidente istituto Gramsci Siciliano) e Gioacchino Vizzini (rappresentante del Centro Studi Pio La Torre).

Il volume di oltre cinquecento pagine è un importante archivio a perenne memoria del grande lavoro e impegno prodigato per l'intera vita di Pio La Torre fino al suo estremo sacrificio del 30 aprile del 1982 quando alle 9 del mattino La Torre, a bordo della Fiat 132 guidata da Di Salvo, sta raggiungendo la sede del partito: in via Turba, in una zona centrale di Palermo. L'auto, raccontano le cronache, viene affiancata da due moto e alcuni uomini con il volto coperto dal casco sparano decine di colpi contro i due. Per quel duplice omicidio sono stati condannati i boss Giuseppe Lucchese, Nino Madonia,Salvatore Cucuzza e Pino Greco: tutti pezzi da Novanta della mafia palermitana. Grazie alle rivelazioni di Cucuzza, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia, sarebbe stato anche ricostruito il quadro dei mandanti identificati nei boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Antonino Geraci. Poco prima che iniziasse l'incontro è stato possibile scambiare qualche parola con Francesco Tornatore che amabilmente e timidamente ha rivelato che ci sono voluti ben sette anni per raccogliere tutto il materiale presente nel libro.

Franco La Torre ci ha concesso una intervista in cui ha espresso il suo orgoglio di aver avuto un padre cosi importante per la Sicilia e anche tutto il peso emotivo e psicologico che ne è derivato dopo l'uccisione. La Torre dimostra una forza e un equilibrio invidiabile quando oltre che dare consigli per le generazioni a venire, apre un panorama possibile di un futuro dove la legalità e il senso di giustizia non appariranno più utopie. Nel suo intervento durante l'incontro egli stesso regala ai molti presenti nei locali dell'Istituto uno spaccato privato della la sua infanzia dove uno fra tanti, l'insegnamento e l'amore del padre verso gli studi, visti come condizione essenziale per la compresione della vita e del presente. Valori assoluti che il padre ha tramandato al figlio che oggi, con orgoglio egli  racconta con una certa commozione condivisa dai presenti.

L'incontro è proseguito con l'intervento di Achille Occhetto, storico e ultimo segretario del Partito Comunista nonchè primo segretario del Partito Democatico della Sinistra. L'intervento è stato caratterizzato anche dalla lettura di alcune pagine dedicate all'amico Pio La Torre estratte da un suo nuovo libro che egli stesso presenterà nei prossimi giorni a Palermo. Ciò che ne viene fuori dalla sua lettura attenta e scorrevole è una dimostrazione di amicizia e analisi politica di affinità e divergenze con il partito comunista che in quei tempi storici ha vissuto momenti travagliati e pesanti crisi che ne segnarono un certo declino. Altrettanto ricchi di dettagli e spunti di riflessioni gli interventi a seguire del magistrato Roberto Scarpinato, degli altri presenti e di Giocacchino Vizzini che nel suo intervento ha evidenziato con estrema lucidità e perizia ragioni, incertezze ed errori che, a suo parere, possono essere considerate come alcune concause della crisi stessa del partito e non solo.

Ha concluso l'incontro l'autore del libro Francesco Tornatore che ha riassunto la sua esperienza descrivendo i passi della stesura del libro, le informazioni cercate e trovate in ogni dove e l'enorme impegno che egli stesso ha dedicato a dimostrazione inoppugnabile del suo amore per la Sicilia e per i suoi martiri come Pio La Torre.

Il Sindaco Leoluca Orlando e il Sostituto Procuratore Antonino Di Matteo, entrambi invitati hanno inviato una missiva in cui riferivano d'essere oberati ma sinceramente dispiaciuti di non aver presenziato. L'evento ha evidenziato il grande spessore culturale, storico e politico non solo della città di Palermo ma di tutta la nazione intera.

 

Cronaca
Abbiamo intervistato anche il medico psichiatra Nicolò Renda
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di Angelo Barraco

Monreale (PA) – La criminologia è una disciplina che studia il fenomeno criminale, lo analizza sotto un profilo psicologico/psicopatologico e sotto aspetti che riguardano la variazione nel tempo e nei luoghi del fenomeno stesso, le condizioni sociali che determinano la propagazione e la modificazione di tali fenomeni nel tempo.

Sotto la splendida cornice del Duomo di Monreale e tra le storiche vie che echeggiano quel sapore normanno e barocco affollate da turisti baciati dal sole, noi de L’Osservatore d’Italia abbiamo intervistato il Prof. Francesco Bruno, massimo esperto di criminologia, noto per essere stato il primo ad aver parlato di questa disciplina sulle reti nazionali. Bruno è stato, tra l'altro, consulente di parte nel processo Pacciani.

Insieme all’illustre Professore abbiamo intervistato anche il Dott. Nicolò Renda, medico psichiatra. Un’intervista di circa un’ora in cui il professor Francesco Bruno ha analizzato il significato di criminologia sin dalla sua origine, scandagliando i meandri della storia e portando esempi che spiegano cos’era prima e cos’è oggi.

Si è parlato dei processi mediatici e dell’influenza che tali meccanismi possono avere sui processi in aula di Tribunale,
si è parlato del fenomeno dell’emulazione e su questo punto il dott. Renda ha dato una spiegazione analitica e dettagliata, aprendo un ventaglio a molti ignoto. E’ stata esposta una dettagliata differenza tra la figura del  Criminologo e dello Psichiatra e i rispettivi ruoli in sede processuale, inoltre il prof. Bruno ha parlato della sua esperienza come consulente di parte nel processo Pacciani e ha parlato anche del caso di Emanuela Orlandi e Yara Gambirasio.

Buona visione...

Riprese/Montaggio/Fotografia: Paolino Canzoneri per L'Osservatore d'Italia

Cultura
La città di Genzano di Roma parteciperà come ospite d'onore
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Red. Cultura

Noto (SR) - L'Infiorata della Primavera Barocca di Noto, giunta alla sua 37ima edizione, ospiterà nelle date dal 12 al 15 maggio 2016 la sesta edizione del Congresso Internazionale della Arti effimere, un evento sempre più internazionale che vedrà la partecipazione della città dei Castelli Romani di Genzano di Roma partecipare come ospite d'onore.

Il tema scelto per questa edizione sarà “tradizioni, miti e leggende”, magistralmente interpretato dalle delegazioni dei Paesi ospiti: l’infiorata tradizionale, tappeti di grani di sale, quelli con le sabbie colorate, con i trucioli e tante altre performance culturali ed artistiche raggruppate sotto il nome di “Arti Effimere”.

La manifestazione siciliana è nata trentasette anni fa dall’incontro di artisti infioratori  di Genzano e Netini, ed è proprio nella città di Genzano, alle porte della capitale d'Italia, che si sviluppa questa nuova tecnica pittorica.

Una delle più belle città siciliane, patrimonio dell'Unesco, darà il via ad uno degli eventi più attesi di primavera in grado di attrarre un pubblico internazionale che approfitta dell'Infiorata per scoprire il barocco del Val di Noto e per fare il primo bagno di sole. Via Nicolaci, teatro dell'Infiorata, è un palcoscenico naturale che culmina con il prospetto concavo convesso della suggestiva Chiesa di Montevergini e accoglie “i balconi più belli del mondo”, quelli di Palazzo Nicolaci Villadorata.

Via Corrado Nicolaci è la via dove nasce l'infiorata di Noto, l'impatto è forte, in alto la Chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci "Villa dorata", con i balconi che sono stati definiti da molti i più belli del mondo. Oggi l'infiorata di Noto è considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Isola.
“Pensare che a ‪Genzano – dice il Sindaco Flavio Gabbarini che si candida alle imminenti amministrative sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra -  c’è‬ una meravigliosa opera del Maestro Bruno D'Arcevia, lo stesso che ha affrescato la cattedrale di San Nicolò a Noto, città siciliana dove si tiene l'Infiorata dal 12 al 15 Maggio e alla quale parteciperò personalmente in rappresenta della città di Genzano. Genzano sarà dunque presente a questa realtà siciliana in cui la cultura è il filo conduttore”.

Intanto fervono i preparativi per la tradizionale Infiorata di Genzano  che quest'anno si terrà dal 26 al 30 maggio 2016 con tante novità. Il tema di quest’anno è “Con e per gli altri. Riconciliazione, perdono amore e pace”. Ma non è tutto perché quest’anno l’infiorata di Genzano rende omaggio al Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Il sindaco Flavio Gabbarini ha anche lanciato un appello a Papa Francesco: “Santo Padre – ha detto il primo cittadino – ci faccia una sorpresa, ci venga a trovare”. A fare da sfondo alla tradizionale Infiorata ci saranno come sempre eventi culturali in tutta la città e quest'anno verranno infiorate due strade: via Livia e viale Bruno Buozzi.

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