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L'evento
Per la prima volta erano presenti anche studenti indipendenti
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di Gianfranco Nitti

MILANO
- Gran finale a Milano per ISKO I-SKOOL™, 4° edizione della competizione internazionale ideata da ISKO™, leader globale nella produzione denim e nell’innovazione tessile, e dalla sua divisione stile e ricerca CREATIVE ROOM™. “Questo è stato l’anno della consacrazione”, ha commentato Marco Lucietti, ISKO™ Senior Advisor. “Non solo per i numeri impressionanti che hanno segnato questa edizione, ma anche per lo spessore dimostrato da tutti i partecipanti. Siamo fieri di aver dato vita a questa iniziativa, e fieri di avere dalla nostra il supporto di player così prestigiosi”, conclude. “Ogni anno supportiamo gli studenti del design nella realizzazione dei loro outfit e ogni anno restiamo stupiti dal loro coraggio e dalla loro freschezza:la moda ha bisogno di energia, di forze sempre nuove, di menti proiettate verso futuro”, ha sottolineato Massimo Munari, Art Director di CREATIVE ROOM™.
La quarta edizione del talent, che come ogni anno ha coinvolto gli studenti delle migliori scuole di moda e business del mondo, si è conclusa con un fashion show al BASE di Milano.


Il tema generale al centro della sfida è stato, come sempre, il denim: sono oltre 60,000 gli studenti coinvolti e quest’anno, per la prima volta nella storia di ISKO I-SKOOL™, tra le fila erano presenti anche studenti indipendenti che hanno avuto l’opportunità di inoltrare la loro candidatura attraverso il sito ufficiale della competition, iskooldenim.com. Questa edizione ha potuto contare sul supporto di alcune delle più prestigiose aziende dell’industria: il Gold Partner è Lenzing Group, i Silver Partners Itema e Reca Group e i Supporting partners haikure, Swarovski, Replay, Liu Jo, 7 For All Mankind, Capsule, Betabrand, C&S, Mustang, A02, Tonello, Peter Non, ISKOTECA™ e Menabò Group.I vincitori del concorso avranno la possibilità di fare degli stage nei brand che hanno supportato l’iniziativa: una ulteriore dimostrazione del profondo legame tra ISKO I-SKOOL™ e il mondo del lavoro.

Dai Social Media

Anche i protagonisti della #deniminside community hanno preso parte al gran finale della quarta edizione di ISKO I-SKOOL™. Dai reportage live dell’evento alla partecipazione diretta alle attività, la loro presenza hacreato più di un’occasione utile a celebrare il mondo del denim.
Ella Grace, musicista e instagrammer (@ellegracedenton), è stata protagonista di una live performance e ha presieduto la giuria che ha selezionato il vincitore del workshop che ha coinvolto gli studenti. Simone Guidarelli, contributor di Vanity Fair e stylist, ha non solo fatto parte della giuria ma si è anche occupato dellook di Ella durante la performance, utilizzando i tessuti ISKO EARTH FIT™. Nicole B. (@nickyinsideout) e la designer Verena Erin (@verenaerin) hanno invece preso parte al workshop con gli studenti.

Denim Design Award
Il Denim Design Award ha coinvolto le seguenti scuole: POLIMODA (Firenze), NABA – Nuova Accademia di Belle Arti (Milano), Università Iuav di Venezia (Venezia), Accademia Costume&Moda (Roma), UAL – Chelsea College of Arts (Chelsea, UK), AMD – Akademie Mode & Design (Dusseldorf e Monaco, Germania), AALTO University – School of Art, Design and Architecture (Helsinki, Finlandia), AMFI – Amsterdam Fashion Institute (Amsterdam, Olanda), FIDM – Fashion Institute of Design and Merchandising (Los Angeles, USA), The New School – Parsons (New York, USA), Colegiatura Colombiana (Medellìn, Colombia), Beijing Institute of Fashion Technology (Pechino, Cina), Academy of Arts & Design of Tsinghua University (Pechino, Cina), Donghua University (Shanghai, Cina), Hong Kong Polytechnic University (Hong Kong, Cina), BUNKA Fashion college (Tokyo, Giappone) e UTS – University of Technology Sydney (Sydney, Australia).
Gli studenti hanno creato degli outfit totalmente in denim ispirati al tema GENDERFUL, una celebrazione dei nuovi e inclusivi modi di concepire le infinite possibilità di espressione del proprio io al di là delle classiche dicotomie di genere. La bellezza degli outfit, rigorosamente 100% denim, è stata esaltata grazie alle scarpe del marchio Peter Non, indossate dai modelli durante la sfilata.
Le creazioni degli studenti sono state valutate dalla Denim Design Award Jury, presieduta dal denim innovator Adriano Goldschmied, che ha scelto i migliori outfit insieme ad Alice Tonello (Tonello), Carlotta Maffi (7 For All Mankind), Ester Rigato (vincitrice dell’edizione 2016 di ISKO I-SKOOL™), Heikki Salonen (Designer), Lara Reck (haikure), Luigi Giusti (Giada), Maurizio Bosacchi (Swarovski), Paolo Diacci e Antonio Salzano (Reca Group), Sara Maino (Vogue Talents e Vogue Italia), Silvia Lo Giudice e Massimo Pasqualon (Peter Non), Stefania Nanni (Liu Jo), Tricia Carey (Lenzing), Giuseppe Serfaldi (Replay), Vladimiro Baldin (Safilo) e Wen Jing (Capsule).
Marketing AwardAnche il Marketing Award ha coinvolto alcune delle più prestigiose business school: AMFI – Amsterdam Fashion Institute (Amsterdam, Olanda), FIDM – Fashion Institute of Design and Merchandising (LosAngeles, USA), Politecnico di Milano (Milano), Sapienza University (Roma), Università Commerciale Luigi Bocconi (Milano), Milano Fashion Institute (Milano) e POLIMODA (Firenze). Gli studenti hanno dovuto ideare un piano marketing strategico utile a valorizzare uno dei temi più importanti dell’agenda fashion mondiale, ovvero il legame tra sostenibilità e mondo della moda. I lavori degli studenti sono stati valutati dalla giuria del Marketing Award, presieduta da Livia Firth (Eco Age Ltd.) e composta da Andreas Dorner e Tricia Carey (Lenzing), Claudio Marcolli (Swarovski), Diana Profir (Itema), Elisa Ravaglia (Menabò Group), Fabio Di Liberto (ISKO™), Federico Corneli (haikure), Laura Santanera (Educator), Massimo Miracoli (7 For All Mankind), Paolo Diacci (Reca Group), Manfredi Ricca (Interbrand) e da Yan Jun (Capsule).

Marketing Award
-Vincitore del Marketing Award è il team di Sara Giordano (POLIMODA), premiato da Diana Profir

Denim Design Award
-Vincitore del Best Seller Award Massimiliano Mucciarelli (Università Iuav di Venezia), premiato da Adriano Goldschmied
-Vincitore del Responsible Innovation Award Morine Uramoto (BUNKA Fashion College), premiato da Tricia Carey
-Vincitore del Best Show Piece Award Sara Armellin (POLIMODA), premiato da Silvia Lo Giudice e Massimo Pasqualon
-Vincitore del Reca Award Mianchen Wang (The New School – Parsons), premiato da Paolo Diacci
-Vincitore dello Swarovski Award Giulia Masciangelo (NABA), premiato da Claudio Marcolli

Info:
www.iskooldenim.com
 

Turismo
Il turismo nei borghi pesa sempre di più ed è sempre più apprezzato
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di Gianfranco Nitti

 

Tra i vari eventi e mostre che caratterizzano il 2017 come anno dei Borghi più belli d’Italia, l’associazione Skål International Roma ha organizzato un Forum economico con la partecipazione di MIBACT, ENIT, l’Associazione Alberghi Diffusi, Lybra, e la collaborazione del Club I Borghi più Belli d’Italia e Borghi Italia Tour Network, al fine di poter approfondire le possibilità di sviluppo della nuova offerta turistica, capirne le strategie innovative di marketing, degli investimenti connessi alla valorizzazione di questo grande patrimonio, oltre che analizzarne l’impatto economico sulla filiera turistica.


“Skål  International Roma” ha commentato Antonio Percario, presidente Skal International Roma-  ha come obiettivo il posizionamento ed il rilancio turistico attraverso un metodo aperto e partecipato atto a rafforzare l’attrattività del nostro Paese verso una visione unitaria ed innovativa di promozione e commercializzazione del nostro Patrimonio Culturale”.


Nel corso del Forum sono stati presentati i dati e le tendenze turistiche de I Borghi più Belli d'Italia (271 i piccoli centri storici, inferiori ai 15.000 abitanti)  e i nuovi progetti dell'ENIT che mirano a promuovere un turismo di qualità e di attività che disincentivino lo spopolamento dei borghi e dei piccoli centri italiani.
I borghi più belli d'Italia dispongono di strutture di accoglienza turistica con oltre 176 mila posti letto in circa 6.300 esercizi ricettivi. L’offerta ricettiva complessiva – grazie anche all’aumento del numero dei borghi - è in crescita rispetto al 2014 registrando un + 4,0%  di esercizi ricettivi. Per quanto riguarda i dati su arrivi e presenze 2015-2016 dei turisti si nota un Incremento in linea con i valori medi nazionali (rispettivamente +5,8% e 0,6%) e 10,6 milioni di presenze (10,0 nel 2014) : pari al 2,7% del totale nazionale e 36 mila notti all’anno per borgo.


Un altro elemento di rilievo è la domanda di turisti stranieri che si rileva però in proporzione minore che nel resto d’Italia in termini di presenze: sono il 43,2% contro una media nazionale del 49%, nonostante ci sia stato un significativo incremento (presenze +8,7%, arrivi +12,6%).Per quanto riguarda la permanenza media, si registrano 3,6 giorni di permanenza media, poco superiore che nel resto d’Italia (3,5 giorni).


Il turismo nei borghi pesa sempre di più ed è sempre più apprezzato data dentro la grande varietà di stili architettonici, paesaggi, produzioni artigianali ed enogastronomiche, feste, tradizioni,ed eventi che caratterizzano i centri e dove sia possibile vivere lo stile italiano.
Soprattutto l'enogastronomia e il tessuto sociale sono le armi vincenti per la promozione del territorio come ha affermato Giovanni Bastianelli, Direttore esecutivo ENIT  “promuovere il turismo nei borghi è un'operazione culturale che va oltre la semplice commercializzazione, miriamo inoltre a  frenare lo spopolamento dei piccoli centri valorizzando al massimo lo spirito dei luoghi. I  visitatori che scelgono i borghi sono prettamente repetears e abitanti nelle regioni limitrofe che si dedicano al turismo di prossimità, ma abbiamo numeri importanti per quanto riguarda i mercati esteri e stiamo notando interesse anche da parte dei turisti cinesi. Abbiamo avviato varie campagne promozionali dedicate ai borghi:a Londra, a Bruxelles e Madrid , Vienna unitamente a  una forte promozione social, basti pensare che con l'hashtag #italianvillages abbiamo avuto oltre 70 milioni di visualizzazioni”.


Le numerose  potenzialità della commercializzazione del prodotto turistico  sono state evidenziate da Maria Musco Direttore Borghi Italia Tour Network, che ha confermato gli esiti positivi della politica di promozione lanciata dal MIBACT guidato dal Ministro Dario Franceschini con l'Anno dei Borghi e l’interesse dei turisti americani attratti da questo prodotto.
 

La giurisprudenza
La recente pronuncia riguarda un caso particolare: il divorzio dell'ex ministro Grilli dalla moglie imprenditrice
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di Susanna Campione

Lo scorso maggio la Cassazione ha emesso la sentenza n. 11504/ 2017 in tema di assegno di mantenimento del coniuge divorziato. Si è subito acceso un vivace dibattito su televisioni e giornali: sentenza femminista, maschilista, rivoluzionaria. La sentenza appare innovativa perché per determinare il diritto del coniuge divorziato al mantenimento non considera il tenore di vita avuto durante il matrimonio ma l'autonomia economica del coniuge che richiede l'assegno.

Quattro i criteri enunciati per stabilire che il coniuge è economicamente autonomo: deve percepire un reddito, avere la titolarità di beni mobili e immobili, possedere capacità lavorativa e disporre di un alloggio. Si deve premettere che la pronuncia in esame riguarda un caso particolare: il divorzio dell'ex ministro Grilli dalla moglie imprenditrice e non appare applicabile concretamente ai casi comuni che quotidianamente vengono sottoposti ai giudici nei Tribunali.

Il provvedimento inoltre lascia molti aspetti irrisolti: non precisa quale sia il reddito da considerare sufficiente per l'autonomia economica, ne' stabilisce cosa succede quando il coniuge assegnatario della casa coniugale perde la disponibilità dell'alloggio a seguito del raggiungimento dell'autonomia economica da parte dei figli e sembra non tenere in alcuna considerazione il lavoro casalingo e familiare svolto dal coniuge per favorire la carriera dell'altro. Desta inoltre perplessità la precisazione della Corte secondo la quale il matrimonio non può più considerarsi una "sistemazione definitiva" ma deve essere un atto di libertà e responsabilità. Quasi che nella generalità dei casi ci si sposi per "sistemarsi". In realtà richiamare un concetto tanto arcaico e riduttivo e suggerire l'immagine del matrimonio come strumento per guadagnare una posizione appare in totale dissonanza con la realtà attuale. Non si può negare che l'istituto del matrimonio sia stato talvolta piegato a realizzare interessi economici, ne' che in epoche storiche remote il matrimonio fosse uno strumento per acquisire proprietà, titoli nobiliari, fondere dinastie. Attualmente però il rinvio a un'idea così antica non trova alcun riscontro in una fase storica in cui le donne sono in maggioranza dedite alla carriera e alla propria realizzazione e spesso guadagnano più dei mariti. Anche l'uso del vocabolo "sistemarsi " è inappropriato. Infatti come qualcuno ha sottolineato ironicamente il concetto di sistemazione è più adatto agli oggetti che alle persone. La prospettazione della Corte inoltre sembra spingere le donne a sacrificare sempre di più la vita familiare in nome di un affermazione professionale che nel quadro delineato dalla sentenza non sarebbe più una libera scelta da concordare con il coniuge ma una necessità dettata dall'evenienza di trovarsi, in caso di divorzio, senza mezzi economici adeguati. Questa si una vera forzatura.

La sentenza di per se' quindi non ha la portata rivoluzionaria che è stata tanto annunciata. Saranno i giudici di primo grado a valutare se e come potrà essere applicata, a dettare concretamente i parametri per valutare l'autonomia economica del coniuge che richiede il mantenimento in sede di divorzio. Si attendono inoltre altre pronunce di Cassazione sul punto, più adatte ai casi delle persone comuni e maggiormente in sintonia con il comune sentire attuale per dare risposte adeguate alle pressanti esigenze che sorgono quando si pone fine al matrimonio.

 

Il punto
Napoli è come una ragazza bellissima che la mattina studia e la sera va a ballare, contesa da molti uomini, ma fedele solo a se stessa
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di Giusy Ercole

 

NAPOLI - Quando frequentavo l'Accademia di Belle Arti di Napoli capitava spesso fra una lezione e l'altra di passeggiare tra i vicoli, restavo incantata dalle bancarelle di qualsiasi etnìa, dai numerosi artisti di strada che fanno da cornice, dalle mille bellezze della città, dai mille colori come disse Pino Daniele, è incredibile la creatività dei napoletani e l'energia che può trasmettere questa città. Andy Worhol venne negli anni ottanta e dedicò a Napoli e il Vesuvio un filone di opere che vennero messi in mostra dal gallerista Lucio Amelio al Museo di Capodimonte dal nome "Vesuvius", lo si vedeva spesso camminare a via Costantinopoli, comprava i colori per i suoi lavori ai negozi storici che vendono materiali per belle arti. Leopardi vi trascorse gli ultimi anni di vita, la tomba si trova nel Parco di Virgilio a Fuorigrotta ed è fra le prime mete dei turisti. Napoli è la città del grande Totò, Eduardo de Filippo, Renato Carosone, Sophia Loren, Massimo Troisi e anche San Gennaro che spesso sono i soggetti preferiti dei writer provenienti da tutto il mondo per le loro opere sui muri. Passeggiare per il centro storico significa passeggiare tra un passato sempre presente e un futuro ben accetto, è una città cosmopolita; all'imbrunire quando si accendono le luci si viene proiettati in una città internazionale dove la movida dei locali di tendenza fa da padrona. Napoli è come una ragazza bellissima che la mattina studia e la sera va a ballare, contesa da molti uomini, ma fedele solo a se stessa.
Bansky è il massimo esponente della Street Art chiamata anche Guerilla Art, restò anche lui abbagliato dai colori dalla città partenopea, firmò alcuni dei suoi murales a Napoli, la scelse meta come la Cisgiordania, New York, Londra ecc..; uno dei murales era un'interpretazione dell'estasi della Beata Ludovica Albertini del Bernini, reggeva in mano delle patatine e un panino simbolo del consumismo, ma nel 2010 venne cancellato da un altro writer, l'altro murales è sopravvissuto ed è custodito da una teca a via Gerolomini, vicino al famoso ospedale delle bambole ed è chiamata "La vergine di Bansky", la teca è stata comprata da una pizzeria. Sono molte le leggende su questo artista, sono state fatte parecchie ipotesi addirittura che le case d'aste newyorchesi fossero al corrente nei suoi "interventi" e che lo aiutassero per creare un'aurea intorno all'artista e alle sue opere perché Bansky è quotato a cifre vertiginose. Fra le tante ipotesi c'è quella che dice che si trattasse di un team, l'ipotesi non è azzardata perché sono murales dipinti a bombolette spray e vengono usati gli stensil o mascherine, tecnicamente non bastano due mani, oppure un'altra ipotesi che Bansky fosse una donna e a si sono fatti molti nomi. La settimana scorsa è apparsa su tutti i media la notizia che Bansky è il vocalist dei Massiv Attack ed è Robert del Naja chiamato anche 3D, la causa è di una gaffe del suo amico DJ Goldie durante un'intervista; nel 2003 si pensava ad un certo Robin Gunningham ex alunno della Queen Mary University di Londra. Le ipotesi sono tante e resta che Bansky fa parte di quella categoria di artisti che mettono a disposizione il proprio talento per il mondo, per protestare quando le cose vanno a rotoli, le sue opere sono a sfondo satirico e riguardano la politica, la cultura e l'etica, personalmente credo che si tratta di un'artista vero e non di un mercenario.

L'intervista
Due chiacchiere con Ferrari: a ventidue anni parte per Roma e si iscrive al Centro Sperimentale di Cinema
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di Giusy Ercole 

 

"Occhi che sanno parlare" come diceva Pino Daniele, è la caratteristica predominante dell'attore Daniele Ferrari, bravo attore italiano di cinema, fiction e teatro; fra le caratteristiche principali che lo differenziano sono, sguardo intenso, voce "importante", fisico statuario e amore verso gli animali. Da Forlì approdò sulle passerelle di Milano a soli Diciannove anni, ha sfilato per i grandi Brand italiani come Armani, versace, Paul Smith, ma voleva qualcosa in più. A ventidue anni parte per Roma e si iscrive al Centro Sperimentale di Cinema, la passione per il cinema nasce quando era bambino, i suoi genitori avevano a Ronco una frazione di Forlì un piccolo cinema dal nome Alexander, insieme al fratellino passavano i pomeriggi a vedere film. Racconta dell'emozione che provò quando arrivò a Roma perché il suo sogno di diventare attore si stava avverando. Daniele Ferrari è stato sempre consapevole che il cinema è magia, ma la strada da percorrere è molto ripida e ha bisogno di preparazione; con molta umiltà partecipa a vari corsi e stage di recitazione imparando e lavorando con i grandi maestri del Cinema italiano. Daniele Ferrari è un attore contemporaneo, come la maggior par parte di noi è presente sui Social, ma non solo per presentare i suoi lavori, le sue foto, ma anche per denunciare la violenza sugli animali. Vive con la sua cucciola dal nome Birba che non la lascia mai.


1) Hai mai pensato di lasciare il lavoro dell'attore e fare un mestiere "normale"?
Certamente! in questo paese è difficile emergere con le proprie forze, essendo un paese ben poco meritocratico, quindi sarei falso se ti dicessi che non ho mai avuto momenti di sconforto, però se ti devo dire di aver mai pensato di vedermi nella vita e in età avanzata fare altro, come dici tu un mestiere più " normale", ti dico di no!. Io mi sono abbastanza imposto di vederla in maniera positiva, contro tutta la negatività del mondo, il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno!
Diceva Danzel Washington " Se tu riesci a vederti nella vita a vivere senza fare l'attore allora lascia perdere perché vnon riuscirai a farcela, solo chi vuole fortissimamente ce la farà", ma io credo che valga per tutti e non solo per gli attori


2) Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ad ottobre/novembre inizio a girare una nuova serie dal titolo accattivante "Il diario della bestia" in un ruolo da protagonista sarò il Real Vampire, si parla di vampiri, ma quelli non morti viventi, solo viventi, ma sempre con doti eccezionali, che trattano temi delicati come l'omosessualità, il bullismo ecc..i protagonisti della storia Jacob e Steve avranno una relazione insieme, la regia è di Max Ferro, con il bravo autore Davide Santandrea, la storia si dipana nel presente poi si catapulta in un passato e viceversa, in stile americano!

L'appello
Tutti sono buoni ad ammettere l’illiceità del trattamento, eppure la contenzione ancora vige viva e vegeta nei luoghi di cura
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di Emanuel Galea

Non è un gioco di parole. Al contrario, riguarda una faccenda molto seria, piuttosto grave. E’ la Campagna Nazionale per l’Abolizione della Contenzione. Già ci siamo occupati del fenomeno su L’Osservatore d’Italia e ora ritorniamo sull’argomento perché la pratica disumana, come denunciato  dal Comitato Nazionale per la Bioetica: "l'uso della forza e la contenzione meccanica rappresentano in sé una violazione dei diritti fondamentali della persona”.  La contenzione è ancora pratica diffusa in gran parte dei servizi psichiatrici ospedalieri di diagnosi e cura e ahinoi la troviamo praticata anche negli istituti che si occupano degli anziani e nei luoghi che accolgono bambini e adolescenti.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale sponsorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, trattando il tema “Dignità e inclusione” pur riconoscendo alla  Legge 180 progressi nel processo di restituzione di autonomia alle persone con disturbo mentale, progresso continuato con il superamento degli Ospedali psichiatrici Giudiziari, ciò nonostante, auspica il presidente, che: ”i passi avanti sino a ora compiuti conducano a ulteriori avanzamenti nella tutela della salute mentale delle persone; è dal rispetto della dignità che nasce l’idea stessa di terapia”.

Tutti sono buoni ad ammettere l’illiceità del trattamento, eppure la contenzione ancora vige viva e vegeta nei luoghi di cura. E’ dottrina consolidata che la contenzione non è la terapia per questo tipo di disagio. Al contrario, lo aggrava, lo acuisce. Ferisce ed umilia chi lo subisce e sentimentalmente demoralizza i relativi congiunti.  La contenzione schiavizza l’individuo, lo disumanizza, seviziando qualsiasi dignità, riparandosi dietro un banale codicillo che richiama alla sicurezza della stessa persona inferma.

Nella maggior parte dei casi molti operatori sanitari praticano l’aberrante metodo sui pazienti per rendersi più liberi e da infermieri e custodi si riducono in freddi carcerieri umiliando e rendendo all’impotenza persone che hanno estremo bisogno di comprensione, affetto e una forte dose di umanità.

Si avvicinano le ferie estive e le famiglie, giustamente, lasciano città e lavoro e si avviano verso luoghi di mare e montagna, serene di poter dimenticare le fatiche del tram tram giornaliero. Alle famiglie che lasciano parcheggiato il proprio caro in qualche struttura di riposo è rivolta questa riflessione. Sarà verissimo che in Italia ci sono luoghi dove è stata abbandonata  l’odiosa pratica della contenzione, sia quella meccanica che farmacologica. E’ anche vero che  in certe strutture le porte sono state aperte dove sono evidenti pratiche e organizzazioni dei servizi rispettose della persona, della dignità e dei diritti di tutti, utenti ed operatori, però ahinoi, ci sono tanti altri dove muoiono a causa  di questa barbara pratica persone come Francesco Mastrogiovanni, maestro di cinquantotto anni, di Vallo della Lucania (SA) morto dopo 4 giorni di contenzione. Purtroppo ancora ci sono strutture come il Servizio psichiatrico dell’ospedale “Santissima Trinità” di Cagliari dove nel 2006 è morto il sessantenne Giuseppe Casu dopo averlo lasciato legato al letto per una  settimana.

La “contenzione questa sconosciuta” miete più vittime di quanto non si possa  immaginare. Le statistiche ne sono piene sia quelle locali che quelle estere. Il Collegio IPASVI di Como ne ha fatto uno studio molto particolareggiato e la Campagna Nazionale per l’Abolizione della Contenzione sta raccogliendo le firme lanciando l’appello: etuslegalosubito@gmail.com .

E tu che aspetti? Slegalo subito… slegali tutti!
 

Tendenze
Tutto è in trasformazione: le librerie sono diventate anche bar dove si può prendere il caffè e mangiare
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di Giusy Ercole

 

I Romani nell'antichità si recavano alle terme anche per socializzare, adesso quali sono i luoghi per incontrare persone? Molti degli oggetti che usiamo o luoghi che abitualmente frequentiamo hanno cambiato la destinazione d'uso, oppure con il tempo si sono aggiunte altre funzioni; I cellulari un tempo servivano solo per telefonare, adesso sono diventate anche delle vere macchine fotografiche, musei d'arte contemporanei sono di mattina luoghi per eccellenza della cultura e la sera si trasformano in discoteche, le librerie sono diventate anche bar dove si può prendere il caffè e mangiare mentre si sfoglia un buon libro, anche i supermercati sono diventati luoghi che oltre a fare la spesa, si sono trasformati in luoghi per divertirsi, socializzare e ascoltare musica. Il legame tra cibo e spettacolo è sempre stato fortissimo, ma no è una novità, in passato spesso nei teatri si mangiava e si cucinava nei "palchetti" adibiti, emanavano durante le rappresentazioni odori consistenti di zuppe ed altro.
Vedere supermercati aperti di notte è diventata una realtà anche nostra, è sintomo della globalizzione, eravamo abituati a vedere scene di questo genere solo nei film newyorchesi, fare la spesa di notte non faceva parte della nostra cultura, adesso rientra anche delle nostre abitudini. I supermercati sono stati protagonisti di scene di famosi film, di qualsiasi genere, sono state le Location preferite di produttori, registi e sceneggiatori e hanno fatto sognare milioni di spettatori con le loro storie di amore che nascono tra gli scaffali. È diventato anche un luogo per presentare libri o per manifestazioni musicali capaci di attirare l'attenzione dei media. Fra gli eventi che sono la vera novità di quest'anno a Napoli è "La festa della musica" che si terrà alle presso i supermercati Carrefour a Via Morgen il giorno 21 Giugno, ad allietare la serata alle ore 20 sarà il gruppo composto dalla nota cantante Raffaela Novizio & Tony proponendo musica di classico napoletano!
Fruire melodie che fanno parte della nostra memoria è possibile anche in un luogo fino a pochi anni fa era sterile e non aveva emozioni!

Idee per la casa
Si può avere in poco tempo, bastano pochi euro ed è un oggetto personalizzato con i colori come li vuoi tu!
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di Giusy Ercole

 

Perché no! È estate, finalmente si ha più tempo per leggere nei weekend, ma la casa al mare non ha molto spazio per una libreria... la cassetta porta libri è la soluzione ideale per non avere libri sparsi uno po' qui e un po là...è adatta in qualsiasi ambiente, si può utilizzare per mettere qualsiasi cosa, ad esempio per mettere la borsa mare e sandali, soprattutto non è ingombrante, è originale e libera la vostra creatività!
Si può avere in poco tempo, bastano pochi euro ed è un oggetto personalizzato con i colori come li vuoi tu!
La prima mossa è andare dal fruttivendolo, farsi regalare una cassetta porta frutta di legno, comprare un colore acrilico dal costo di 3€ circa ed un pennello, oppure la si può colorare a due colori .. Attenzione se si sceglie un colore a smalto i tempi di asciugatura sono più lenti e l'odore resta per due giorni in casa! Buon lavoro

Il caso
Fenomeni simili, ovvero 'giochi' composti da sfide che portano spesso al suicidio, esistevano infatti anche prima dei social network
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di Marco Staffiero

 
Benvenuti nell'era del caos. Gli antichi, già milleni fa l'avevano descritta come il Kali yuga (l'età oscura). La violenza inaudita verso tutto e tutti  è il fenomeno più evidente della nostra società e dei nostri tempi. Non possiamo fare finta di niente. Dai continui attacchi terroristici, alle violenze sui bambini, sulle donne, sugli animali a nuove forme di autolesione giovanile. Un dramma che ha radici lontane. L'ultima folle "moda", chiamata Blue Whale, la macabra sfida autolesionistica condotta via web non è infatti né il primo né l'unico caso di 'gioco dell'orrore'. Fenomeni simili, ovvero 'giochi' composti da sfide che portano spesso al suicidio, esistevano infatti anche prima dei social network. "Choking game”, “blackout game" o “scarf game”. Sono questi alcuni dei nomi che comparivano in un articolo del Washington Post di quasi 10 anni fa.
 
Era infatti il febbraio del 2008 quando il quotidiano statunitense parlava di "almeno 82 giovani morti nello "choking game” a partire dal 1995". Il gioco - letteralmente "gioco del soffocamento" - consiste nello strangolare se stesso o qualcun altro usando le mani o una corda, in modo da raggiungere il più velocemente possibile uno "stato di euforia". "Quasi il 96 per cento dei giovani è morto mentre si trovava da solo, e il 93 per cento dei genitori ha detto di non essere a conoscenza del macabro gioco di cui erano vittime i loro figli" . Queste le parole di Robert L. Tobin del National Centre for Injury Prevention and Control degli Stati Uniti, riportate al tempo sul Washington Post.
 
"L'età più a rischio va dai 6 ai 19 anni, con una media di 13, e ad essere coinvolti sono soprattutto maschi." Molti tratti in comune con il 'Blue Whale', quindi. Un mix di euforia ed eccitazione incomprensibili le cui vittime sono ragazzi giovanissimi. "Giochi simili sono stati probabilmente praticati per generazioni" – aggiungeva il ricercatore americano. Tant'è che, seppure riportati ufficialmente dai media dal 1995, dall'articolo emergeva il sospetto che alcuni casi potessero risalire addirittura agli anni '70. "Quel che è nuovo è che vengono praticati in solitudine e i metodi usati aumentano i fattori di rischio e la probabilità di morire". In una società dell'orrore prevale il senso di morte e di sconfitta. In una società dell'amore, dell'equilibrio, della centralità e del rispetto prevale la gioia di vivere. Educhiamo i nostri figli ai Valori, dedichiamo del tempo prezioso a loro. Non lasciamoli da soli in questo triste mondo.
Rassegne & eventi
Sabato 20 maggio la cerimonia di consegna del premio Internazionale 2017
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Redazione


NAPOLI
- Sabato 20 maggio 2017a Napoli, nell’Auditorium del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella (via San Pietroa Majella 35), si terrà a partire dalle ore 18 (ingresso entro le 17:45 per esigenze di protocollo e televisive) la cerimonia di consegna del Premio Internazionale “Sebetia-Ter”, che si fregia della Targa d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana. Giunto alla trentacinquesima edizione, il Premio assegna riconoscimenti a personalità di rilievo nel mondo della cultura, delle scienze, dell’ingegneria, della medicina, dell’arte, dell’archeologia, della giurisprudenza, della comunicazione, della ricerca e in altri campi del sapere. Tra queste, Umberto Siola per l’architettura, Danilo Perrotti e Giuseppe Paolisso per la medicina e per la ricerca scientifica, Remo Croci e Alessandro Barbano per il giornalismo, Giovanni Nistri e Mauro Felicori per la tutela del patrimonio architettonico e archeologico e beni culturali, Elsa Evangelista per la promozione delle attività musicali e culturali.


Tra i premiati, ancora, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, l’Esercito Italiano- Comando Genio, il Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, la Stazione dei Carabinieri di Amatrice per le attività umanitarie (soccorso, protezione, prevenzione, sicurezza e legalità); Gianluca Minin per l’ambiente e la storia, ‘Un Posto al Sole’ per la fiction tv del Centro di produzione RAI Campania.


Oltre a riconoscimenti ai migliori allievi ufficiali delle accademie e scuole militari italiane (Modena, Livorno, Pozzuoli, Bergamo, Nunziatella, Morosini, Douhet, Teulié), saranno assegnati premi per meriti militari all’Amm. di D. Salvatore Vitiello e al Serg. Gabriele Pizzichetti Medaglia d’Argernto al Valor Militare Esercito. Ad Anatolij Korol il premio al valore e alla difesa della legalità.


Premio alla carriera all’ C. Amm. Gian Paolo Sessa, Al Comandante dei VV-FF di Avellino Arch. Rosa D’Eliseo, all’ C. Amm Arturo Faraone Comandante Capitaneria di Porto e alla Dott. Rosanna Purchia Soprintendente del Teatro San Carlo di Napoli.

Nell’occasione, il Dipartimento Attività Artistiche e Moda del Sebetia-Ter, conferirà uno speciale riconoscimento ad Antonietta Calabrese per i suoi 60 anni di attività lavorativa.

L’evento è organizzato dal presidente del Centro studi di arte e cultura Sebetia-Ter, Ezio Ghidini Citro, in collaborazione con il Conservatorio e con il patrocinio Con il Patrocinio Morale: dell’Ambasciata di Spagna a Roma, dell’Ambasciata di Ungheria a Roma, del Consolato Generale di Francia a Napoli, del Consolato Generale di Ucraina a Napoli,   dell’Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della Seconda Università degli Studi di Napoli S.U.N, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, dell’ Università degli Studi di Salerno, dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, della Fondazione Valenzi, Con la collaborazione media partner con  Il Mattino di Napoli. Nel corso della serata sarà distribuito il volume dedicato al Sebetia-ter.
 

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