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L'avvertimento
Più di 400.000 cittadini muoiono prematuramente nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria
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di Marco Staffiero
 

Non bastano le morti per far prendere delle misure adeguate alle istituzioni. Gi si girà sempre dall'altra parte per fare finta di non sentire. Numerosi gli avvertimenti dalle varie assiociazioni ambientaliste e non. Adesso è proprio la Commissione europea, che ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito perché non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto (NO2). Lo rende noto in un comunicato la stessa Commissione Ue che esorta "i cinque Stati membri ad agire per garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica". Il parere motivato riguarda persistenti violazioni dei valori limite per l'NO2 in Italia in 12 zone di qualità dell'aria, tra cui Roma, Milano e Torino.

Sebbene spetti alle autorità dello Stato membro scegliere le misure idonee per far fronte al superamento dei limiti di NO2, sottolinea la Commissione Ue, "è necessario compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale, per adempiere agli obblighi della normativa Ue e tutelare la salute pubblica". Se gli Stati membri non ci adempiranno entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Ue. L'inquinamento da NO2, rileva Bruxelles, costituisce un grave rischio per la salute. La maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale. Più di 400.000 cittadini muoiono prematuramente nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno.

La legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l'NO2;in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile.Tra le eventuali misure volte a ridurre le emissioni inquinanti, accelerando al tempo stesso la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, figurano la riduzione globale dei volumi di traffico, i combustibili utilizzati, il passaggio ad autovetture elettriche e/o l'adattamento dei comportamenti al volante. In questo contesto, ridurre le emissioni dei veicoli diesel è un passo importante verso la conformità con gli standard Ue in materia di qualità dell'aria. Come più volte sottolineato, secondo una recente indagine del CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell'Impatto dell'Inquinamento atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute con la collaborazione di varie Università e centri, oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono 'avvelenati' dall'inquinamento atmosferico: è come se 'scomparisse' improvvisamente un'intera città delle dimensioni di Aosta. 'Veleni' dell'aria che uccidono soprattutto al Nord, dove si registrano 22.500 decessi annuali, ma che riducono in media di 10 mesi la vita di ogni cittadino.

Eppure, il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite l'anno. La nuova mappa dell'inquinamento è ottenuta applicando sofisticati modelli previsionali delle concentrazioni degli inquinanti su tutto il territorio nazionale. Emerge così che il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente sopra la soglia di legge, ma anche che vi sono considerevoli disuguaglianze degli effetti sanitari sul territorio. Come atteso, l'inquinamento colpisce maggiormente il Nord (per il 65% del totale), in generale le aree urbane congestionate dal traffico e le aree industriali.Anche la combustione di biomasse (principalmente legno e pellet) è responsabile della maggiore incidenza di morti e malattie per l'esposizione al particolato. Questi scenari, afferma il Rapporto, mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute positive sulla salute pubblica e sull'economia: seguendo le statistiche dell'OMS, infatti, 10.000 decessi evitati all'anno corrispondono a circa 30 mld di euro.

Infine, la Commissione Ue ha intrapreso un'azione legale contro gli Stati membri a causa della scarsa qualità dell'aria fin dal 2008, concentrandosi inizialmente sul particolato (PM10), per il quale il termine per l'adempimento di conformità era il 2005, e sul biossido di azoto (NO2) - per quale il termine era il 2010. Ad oggi, l'azione legale imperniata sul NO2 riguarda 12 Stati membri, con casi d'infrazione in corso nei confronti di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Potrebbero intervenire azioni nei confronti di altri Stati membri. Il traffico stradale è responsabile di circa il 40% delle emissioni di ossido di azoto (NOx) nell'Ue. A livello del suolo il contributo relativo del traffico è molto più elevato (in quanto le emissioni provenienti dalle ciminiere industriali sono diluite prima di raggiungere il suolo). Delle emissioni totali di NOx dovute al traffico, circa l'80% proviene dai veicoli con motore diesel.

Il caso
il Polo Sanitario Reggio Nord svolge una quantità di servizi a dir poco imponente. La struttura ha oltre 100 dipendenti con oltre 50 specialisti ambulatoriali
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REGGIO CALABRIA - Risveglio Civile per Reggio (RC) fa un quadro dell'attuale situazione critica che sta vivendo il Polo Sanitario Reggio Nord. Il ripetuto annuncio di chiusura totale del Polo Sanitario ASL Reggio Nord - Struttura n.1 di via Torrione a Reggio, apre prospettive inquietanti per decine di migliaia di reggini che ogni giorno hanno necessità di rivolgersi alla sanità pubblica, e per centinaia di dipendenti, medici e professionisti esterni convenzionati.
Il servizio pubblico (già ampiamente sottodimensionato) viene subordinato a logiche che hanno sullo sfondo un totale dispregio per la salute dei cittadini, che pure sborsano centinaia di milioni per mantenere il servizio.
Eppure il Polo Sanitario Reggio Nord svolge una quantità di servizi a dir poco imponente. La struttura ha oltre 100 dipendenti tra medici interni e convenzionati, tecnici, amministrativi, con oltre 50 specialisti ambulatoriali. Di fatto assicura tutte le branche specialistiche in regime di convenzione.
È il riferimento obbligato (anche per il distretto sud) per la scelta e la revoca dei medici di famiglia, e deve rispondere alle esigenze di oltre 180.00 cittadini. Per il solo cambio medico pervengono anche 200 pratiche al giorno. Il Polo (unico servizio in città) cura migliaia di esenzioni ticket per patologie e reddito con le pratiche relative.
È l'unico punto (assieme agli Ospedali Riuniti) cui fa obbligo l'assistenza per l'emergenza immigrati (Stranieri Temporaneamente Presenti) per i quali può mettere (ma solo sulla carta) a disposizione un solo medico con centinaia di presenze ogni mese, per accertare sospette tbc, malaria, malattie infettive, traumi da violenze, problemi dermatologici, redigendo cartelle cliniche e anammesi, avviando a visite specialistiche o ricoveri ospedalieri. Deve inoltre essere pronto a rispondere comunque alla generalità degli assistiti da tutta Italia (o Unione Europea).
L'ambulatorio di radiologia, unico punto in provincia, ha compiuto 3500 screening mammografici nel 2013, 3000 nel 2015, e le cifre del 2016 non si discostano da questi livelli. Il laboratorio di analisi compie esami di altissimo livello, con una media di 150 prelievi al giorno.
Le visite cardiologiche domiciliari sono espletate mediamente in 7 giorni. Anche per le altre specialità, il Polo compie visite domiciliari in tutta la città.

Il Polo è un importante centro di diabetologia per la prevenzione oculistica: vi si rivolgono anche 100 persone al giorno per la prescrizione di presidi per diabetici.
È evidente che il personale e la dirigenza della struttura fanno fronte ogni giorno a centinaia di incombenze con spirito di assoluta dedizione, a volte al di là di compiti e responsabilità dovuti, con orari che comprendono anche il sabato.
Vi sono periodi in cui si verificano lunghissime file per carenza di personale. Può capitare che manchi chi possa avvisare i pazienti di eventuali assenze: ma gli utenti arrivano comunque, e si rivolgono a chi dirige da cui ci si aspetta, nei limiti del possibile, che trovi un rimedio per ogni problema.
Ora bisogna riflettere sulla pretestuosità delle carenze (non affrontate) che dovrebbero legittimare la totale cancellazione del Polo, mentre invece siamo di fronte a interventi compatibili con la continuazione del servizio. Un ascensore che non funziona si può sostituire; riimbiancare le mura, rendere decenti i bagni, riqualificare (dove necessario) gli infissi non sono interventi che giustifichino la spesa di un milione di euro e la chiusura totale per DUE ANNI. In realtà sarebbe una interruzione di pubblico servizio che consentirebbe di prendere due piccioni con una fava: bloccare le prestazioni pubbliche e iniziare lavori che, come si sa bene a Reggio, avrebbero una durata non calcolabile. 

Ambiente
Nei delfinari sono rinchiusi in prigioni d’acqua e cessano di utilizzare il loro bio-sonar. Basterebbe già solo questo per impedire la reclusione dei delfini
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GENOVA - L’Associazione Animalisti Onlus e Animalisti Genovesi organizzano per il 18 febbraio 2017 un corteo nazionale per chiedere la chiusura dei delfinari e parchi marini in Italia. Il corteo partirà da Piazza della Vittoria alle ore 15,00 e arriverà in Piazza Caricamento per una protesta con tutte le altre associazioni e gruppi che hanno aderito a questa protesta:
Sea Shepherd, Animalisti Italiani, LEAL Lega Antivivisezionista, N.a.l.a., Meta, Riscatto Animale, Avi, Fronte Animalista, Animal Renegade, Tursiopi Liberi, Cani Sciolti, con altri gruppi e movimenti animalisti.

I delfini sono animali dotati di un localizzatore, chiamato bio-sonar, lo utilizzano per orientarsi nel mare per comunicare, cacciare e per evidenziare a distanza l’esistenza di ostacoli, producono infatti, ultrasuoni e percepiscono l'eco riflessa dagli ostacoli che trovano sul loro cammino. Nei delfinari sono rinchiusi in prigioni d’acqua e cessano di utilizzare il loro bio-sonar. Basterebbe già solo questo per impedire la reclusione di questi Tursiopi, ma non è tutto; un delfino costretto in una vasca artificiale può vivere la metà degli anni di un delfino che vive in mare, nei parchi marini o acquari infatti, raramente un delfino vive oltre i 20 anni, viceversa in mare può vivere fino ad oltre 50 anni.

Alessandro Mosso, presidente di Animalisti Onlus, dichiara: “Molti studi scientifici hanno dimostrato che negli acquari cittadini, questi cetacei si ammalano, diventano aggressivi, hanno problemi mai riscontrati in mare aperto, a volte vengono stressati al punto di avere bisogno di farmaci perché affetti da depressione. Questo è inammissibile in un paese civile come l’Italia”

Gli acquari, gli zoo marini e i delfinari, sono strutture con finalità di lucro che utilizzano i delfini per esibirli in spettacolo e numeri di carattere “ludico”. In realtà i tursiopi sono costretti a lavorare per divertire i visitatori. Queste esibizioni non hanno nulla di naturale, vengono indotte con pratiche di addestramento contrarie alla natura dei delfini, tra cui la privazione di cibo e rinchiudendoli, come punizione, in vasche minuscole.

Ad oggi, l’India ha proibito i parchi marini e/o delfinari sulla base del riconoscimento dei delfini come “persone non umane”. Già molti non hanno delfinari o ne hanno proibito l’apertura; Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, ma anche il Vietnam, Messico, Malesia, Cile e il Costa Rica.

Chiediamo che anche l'Italia vieti la reclusione degli Animali marini, che disponga la chiusura degli attuali acquari, zoo marini e delfinari e ne impedisca l’apertura con una legge specifica che tuteli gli Animali!

Salute
Gratis l'anti-Pneumococco, anti-Meningococco, Papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65
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SALUTE - "Con il nuovo piano nazionale vaccini, collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), il cui decreto è stato firmato dal premier Paolo Gentiloni, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perche' i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione". Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.Tra le vaccinazioni che saranno gratuite, l'anti-Pneumococco, anti-Meningococco, Papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65.

"Per l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza non bisognerà attendere altri 15 anni", ha sottolineato Lorenzin, ricordando come sia stata infatti costituita la Commissione nazionale per l'aggiornamento dei Lea. "La Commissione - sottolinea il ministro - avrà il compito di monitorarne costantemente il contenuto dei Lea, escludendo prestazioni, servizi o attività che divengano obsoleti e valutando di erogare a carico del Servizio sanitario nazionale trattamenti che, nel tempo, si dimostrino innovativi o efficaci per la cura dei pazienti". Lo stanziamento previsto, ha ricordato Lorenzin, è pari a 800 milioni. I nuovi Lea, "dopo 15 anni - ha ribadito il ministro - rappresentano un passaggio storico per la sanità italiana".

Sanità
Parola di De Luca: "Nessuna angoscia. Strutture sanitarie pronte"
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Redazione

 

"Abbiamo deciso la distribuzione gratuita del vaccino quadrivalente che copre anche il ceppo di meningite più aggressivo fino ai 18 anni". Lo annuncia il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca su Lira Tv. La vaccinazione è prevista, precisa, "per una copertura completa dei bambini e dei ragazzi che frequentano di più luoghi affollati". Il governatore sottolinea che non deve esserci: "nessun clima di angoscia per la meningite, la situazione è sotto controllo, con strutture pronte a intervenire e qualificate".

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC) è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B, che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

Sicurezza
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più
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Redazione

 

“Dal 1° gennaio il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha ‘ereditato’ dal Corpo forestale dello stato le funzioni di concorso con le regioni nella lotta attiva agli incendi boschivi, compreso lo spegnimento con mezzi aerei. Un importante trasferimento di funzioni cui non è seguito un adeguato transito di uomini e mezzi che sono stati invece destinati all’Arma dei carabinieri. E’ impensabile fare fronte con i soli 361 uomini assegnati a queste importanti competenze che in precedenza venivano svolte già a fatica, seppur in via non esclusiva, da oltre 8 mila forestali, serve una revisione urgente delle decisioni o in alternativa un piano di assunzioni straordinarie perché si rischia di far trovare l’Italia in difficoltà alla prossima stagione di incendi boschivi”.
La contestazione è contenuta in una nota del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, inviata a tutti i vertici di governo.
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più, almeno 3 mila, anche per le correlate attività di polizia giudiziaria e amministrativa o mancherà il potenziale operativo e umano per gestire efficacemente anche questa attività”” .
Il Conapo reclama inoltre che, a seguito della soppressione della forestale, non sarebbero stati affidati ai vigili del fuoco “le strutture di formazione in materia di antincendio boschivo, gli automezzi che erano destinati ai servizi antincendi nei parchi naturali e gli elicotteri NH500 attrezzati per l’antincendio boschivo e che indiscrezioni riferiscono essere confluiti ai carabinieri”.
“Assurda poi è la situazione che si è venuta a creare nei vigili del fuoco a seguito della riforma, con gli ex forestali, elicotteristi compresi, che - spiega Brizzi - saranno adeguati al ribasso al penalizzante ordinamento pensionistico dei vigili del fuoco mentre dal punto di vista retributivo riceveranno un assegno aggiuntivo (pari alla sperequazione oggi esistente) non potendo per legge adeguare al ribasso anche la retribuzione. Una situazione che deve far riflettere il governo Gentiloni sulla necessità di sanare urgentemente tutte le disparità esistenti tra i vigili del fuoco e gli altri corpi dello Stato, per evitare danni ai forestali e dare così anche ai vigili del fuoco la meritata parità di trattamento. Il Ministro dell’Interno Minniti ne prenda atto”.

Salute
Stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia
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Redazione

 

Passi da giganti per il vaccino contro il tumore al seno. E' risultato sicuro ed efficace il vaccino che stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia in stadio iniziale su un gruppo di 13 pazienti su 54 arruolate nella sperimentazione. Il gene HER2 è sovraespresso nel 25% di tutti i tumori al seno ed è associato a una cattiva prognosi. I ricercatori del Moffitt Cancer Center hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e prenderlo di mira. Per prepararlo hanno isolato le cellule immunitarie dendritiche dal sangue di ogni paziente ed le hanno esposte a frammenti della proteina HER2. Per determinare se il vaccino fosse sicuro ed efficace, hanno eseguito uno studio su 54 donne che avevano cancro al seno di questo tipo in stadio precoce. Alle pazienti è stata iniettata una dose di vaccino personalizzato una volta alla settimana per 6 settimane in un linfonodo, sul tumore stesso o in entrambi i siti. Dai risultati, pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, è emerso che il vaccino era ben tollerato e la tossicità bassa; gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento e brividi. Circa l'80% delle pazienti valutabili ha avuto una risposta immunitaria positiva.
Inoltre 13 pazienti hanno raggiunto una risposta completa, ovvero l'assenza di malattia rilevabile all'interno di campioni chirurgici dopo la resezione. Maggiore efficacia è stata riscontrata in donne con carcinoma duttale (che colpisce le cellule dei dotti mammari). Precedentemente uno studio ha mostrato l'efficacia del vaccino GP2 contro tumori al seno HER2-positivi per evitare recidive in pazienti già operati.

Il contagio
In questo momento, i casi che si sono registrati sono dovuti al meningococco, una delle tante forme
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di Paolino Canzoneri

 
TOSCANA – Terzo caso confermato di meningite in 24 ore in Toscana. Il primo caso riguardava una ragazza ventenne di Prato ricoverata ieri sera nel reparto intensivo dell'Ospedale Santo Stefano affetta da meningite di tipo C, diagnosi confermata dal laboratorio Meyer; il secondo caso ha coinvolto un uomo di 83 anni circa di Venturina in provincia di Livorno ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Livorno con diagnosi confermata di meningite da emofilo di tipo B ; e il terzo caso sempre della stessa diagnosi per un uomo di 55 anni circa residente a Impruneta vicino Firenze ricoverato all'Ospedale Santa Maria Annunziata. Da una nota delle ASL fiorentine, ai pazienti sono state attivate le dovute misure di profilassi e le condizioni al momento sembrano stabili e sotto controllo. Tre casi che suscitano seria preoccupazione nonostante le autorità sanitarie escludano si tratti di un principio di epidemia, nonostante la meningite sia una malattia infettiva dal contagio rapido. 
 
Il professor Antonio Chirianni, primario di Malattie infettive all'Ospedale Monaldi-Cotugno di Napoli e presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) rassicura: "Non c’è una maggiore concentrazione di decessi per meningite, in questo momento c’è per lo più un’attenzione mediatica. Non è una malattia debellata e le meningiti sono tante perché gli agenti che le provocano sono diversi. In questo momento, i casi che si sono registrati sono dovuti al meningococco, una delle tante forme. Dunque non c’è una maggiore concentrazione di decessi. La meningite è una malattia sempre presente che ogni anno fa registrare un certo numero di pazienti che la contraggono e ha un tasso di mortalità tra il 5 e il 10%. Ma un aumento, a livello nazionale, tra l’1 e il 2% non è tale da fare statistica. Il consiglio è sempre quello di vaccinare: il vaccino copre un certo numero di meningiti, non è obbligatorio, ma nella maggior parte delle regioni italiane, è gratuito e offerto soprattutto ai bambini.  Ad oggi, però, nonostante la gratuità del vaccino, la copertura è molto bassa. La responsabilità è la cattiva informazione fatta da alcuni sui vaccini e le vaccinazioni in senso più ampio e non legata solo alla meningite". 
 
A voler tracciare un quadro preciso sui casi di meningite nella regione, ci si accorge che fra il 2015 ad oggi si sono registrati 13 decessi su 31 casi e a questi va aggiunto un ulteriore decesso di un paziente causato da una forma gravissima di meningite di ceppo B pneumococcica nel novembre scorso. Il virus ha colpito prevalentemente la fascia d'età compresa dai 20 ai 30 circa, di meno la fascia da 0 a 29 anni e si registrano appena 10 casi di pazienti affetti con età maggiore di 40 anni. La diffusione della malattia si trasmette via aerea e i batteri più pericolosi sono il meninginocco scoperto nel 1887, il pneumococco e l'emofilo. Naso e gola sono le vie respiratorie dove risiedono questi potenti e pericolosi batteri che infiammano meningi e le membrane che rivestono cervello nonchè il midollo spinale. Questi batteri però sono sensibili alle temperature basse e all'essiccamento cosi all'esterno sopravvivono pochissimo, ragione per cui il contagio è  limitato da persona a persona tramite secrezione respiratoria. Vi sono anche altre forme di contagio provocate da infezioni virali derivati da infezioni virali o fungine da farmaci. Putroppo un decorso accellerato può portare al decesso anche in poche ore ma per fortuna nella maggior parte dei casi si riesce a debellare anche in 10 giorni circa. Conviene sempre e comunque ricorrere ai vaccini presso le strutture ASL distribuite nel territorio che al momento stanno registrano un "boom" di richieste di vaccinazioni da parte di coloro che hanno assunto una posizione scettica sull'importanza, specie per i più piccoli, dell'uso del vaccino come prevenzioni di prassi. 
 
 
Medicina & Salute
Al progetto, finanziato con un PRIN e coordinato dall'Università di Pisa, hanno partecipato le Università di Torino e di Roma La Sapienza, il Politecnico di Bari, l'INFN e la Fondazione CNAO
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Red. Medicina e salute


PAVIA - È stato testato per la prima volta su un paziente l'innovativo sistema di imaging INSIDE (“Innovative Solution for Dosimetry in Hadronthreapy”) sviluppato per rendere ancora più efficace l’adroterapia, una terapia oncologica avanzata che cura i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale con fasci di protoni e ioni carbonio generati da acceleratori di particelle.

 

INSIDE è frutto di un progetto di ricerca che è stato coordinato dall'Università di Pisa in collaborazione con gli Atenei di Torino e di Roma "La Sapienza", il Politecnico di Bari, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e, per la fase sperimentale, con il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia dove si è svolto il test sul paziente.


INSIDE è un sistema di monitoraggio innovativo, basato sulla tecnologia dei rivelatori, capace di fotografare ciò che avviene nel paziente durante il trattamento. In adroterapia, infatti, le cellule tumorali vengono irraggiate con fasci di particelle cariche (protoni o ioni) emessi da un acceleratore. Questa tecnica di altissima precisione consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti.

 

INSIDE misura con un brevissimo scarto temporale la profondità di penetrazione nel tessuto dei fasci di particelle cariche durante il trattamento e consente di verificare che sia in accordo con il valore desiderato. Nel dettaglio il progetto, finanziato con un PRIN di un milione di euro nel triennio 2013-2016, ha realizzato un sistema di imaging bi-modale, con uno scanner per la Tomografia a Emissione di Positroni (PET) e un tracciatore di particelle cariche in grado di funzionare durante l'erogazione del fascio di trattamento di tumori del distretto testa-collo.


Dopo la sua costruzione nel febbraio 2016 presso l’INFN di Torino, il prototipo è stato installato al CNAO di Pavia, l’unico centro in Italia (e il quinto al mondo) per il trattamento di tumori mediante fasci di protoni e ioni carbonio, con cui è stato sottoscritto un accordo scientifico finalizzato alla sperimentazione dello scanner. A
oggi, nel mondo, ci sono in totale 10 acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia con ioni carbonio, le particelle più pesanti e “distruttive” per le cellule tumorali: 5 in Giappone, 2 in Cina e 3 in Europa. Solo 5, tra cui il CNAO di Pavia, sono in grado di utilizzare sia gli ioni carbonio che i protoni a seconda delle necessità cliniche. Alcuni giorni fa, il sistema PET è stato testato per la prima volta durante il trattamento di un paziente affetto da tumore alle ghiandole lacrimali, con risultati molto promettenti.


Il progetto INSIDE - la cui descrizione dettagliata è disponibile all'indirizzo: http://131.114.131.146/insidewiki/- è stato coordinato da Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa. Le unità di ricerca sono state coordinate da Piergiorgio Cerello, dell’INFN e Università di Torino, Vincenzo Patera, dell’Università "La Sapienza" di
Roma, Francesco Corsi, del Politecnico di Bari, Giuseppe Battistoni, dell’INFN di Milano, e Sandro Rossi per il CNAO.


“L’impiego clinico di INSIDE - ha dichiarato la professoressa Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa - potrà permettere la verifica in tempo reale della qualità dei trattamenti in adroterapia, aumentandone così la sicurezza e l’efficacia". “Questa tecnologia - ha aggiunto Piergiorgio Cerello dell’INFN di Torino -
rappresenta un eccellente esempio di integrazione tra rivelatori per il medical imaging, sviluppati per la diagnostica, e l’adroterapia, nata dalla fisica degli acceleratori”. “INSIDE - ha concluso Mario Ciocca, responsabile Fisica Medica della Fondazione CNAO - è un sistema che si sta dimostrando affidabile, accurato e non invasivo nel verificare in tempo reale sui nostri pazienti la corrispondenza tra la dose pianificata e quella effettivamente erogata. È un ulteriore salto in avanti in termini di sicurezza e qualità dei trattamenti con adroterapia”.
 

Nuclei Antifrodi Carabinieri
Contestate 13 diffide per violazioni reversibili, in prevalenza per mancato aggiornamento registri e mancata regolarizzazione del sistema di identificazione delle partite di olio
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Red. Cronaca

BARI
- L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più rappresentativi del sistema agroalimentare nazionale, la cui materia prima è quasi del tutto autoctona, e che mostra una grande riconoscibilità all’estero come prodotto italiano. In tale contesto, nell’ultima settimana, il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, attraverso i N.A.C. ( Nuclei Antifrodi Carabinieri ) dipendenti, ha disposto una vasta azione di monitoraggio della filiera di produzione di olio extravergine di oliva di pregio, nel territorio del Sud-Est ed in particolare nella zona tra la bassa Murgia barese ed il nord Salento brindisino (Binetto, Alberobello, Castellana Grotte, Turi, Noicattaro e Noci in provincia di Bari e Francavilla Fontana, Fasano, Carovigno, Erchie, San Michele Salentino, Ostuni, Latiano, Oria, Cisternino e Ceglie Messapica in provincia di Brindisi) ove insistono oliveti secolari, perfettamente integrati nel paesaggio.

 

I controlli hanno comportato verifiche e accertamenti sulla filiera produttiva e sulla conformità dei processi di trasformazione, la regolare tenuta della documentazione prevista dalla legge ed ancora sulla correttezza e veridicità delle informazioni riportate nell’etichetta dei prodotti . Ulteriori controlli sono consistiti nella consultazione di banche dati del comparto agroalimentare e nelle correlate verifiche sulla superficie olivetata.


Le verifiche hanno evidenziato irregolarità a carattere amministrativo in contrasto con la normativa di riferimento:
-    irrogate sanzioni amministrative per un totale di 6.100 euro;
-    contestate 13 diffide per violazioni reversibili, in prevalenza per mancato aggiornamento registri e mancata regolarizzazione del sistema di identificazione delle partite di olio contenute nei silos;
-    per l’oggettiva discrepanza delle giacenze e la mancata rintracciabilità degli olii nella fase ascendente della filiera, operato il sequestro amministrativo di 15.000 (quindicimila) litri di olii dichiarati extravergini d’oliva (valore 90.000 euro circa) detenuti nei frantoi, senza la necessaria documentazione di rintracciabilità.

 

L’attività ispettiva dei N.A.C., appartenenti al comparto di Specialità del neo istituito Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri, si incardina nel contesto del nuovo modello organizzativo e operativo di presidio del territorio per garantire il più alto livello di potenziamento della tutela agro-ambientale, e contribuisce a preservare e difendere il patrimonio agroalimentare con l’apporto di militari altamente specializzati nel contrasto degli illeciti anche in quel settore, a tutela del consumatore e dei produttori .
I controlli, in larga parte, hanno anche attestato l’effettiva corrispondenza tra designazione e contenuto del prodotto imbottigliato, i cui esiti rassicurano il consumatore sull’autenticità e sul valore dell’acquisto, nonché sulla alta qualità del prodotto italiano.
 

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