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Sicurezza
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più
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Redazione

 

“Dal 1° gennaio il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha ‘ereditato’ dal Corpo forestale dello stato le funzioni di concorso con le regioni nella lotta attiva agli incendi boschivi, compreso lo spegnimento con mezzi aerei. Un importante trasferimento di funzioni cui non è seguito un adeguato transito di uomini e mezzi che sono stati invece destinati all’Arma dei carabinieri. E’ impensabile fare fronte con i soli 361 uomini assegnati a queste importanti competenze che in precedenza venivano svolte già a fatica, seppur in via non esclusiva, da oltre 8 mila forestali, serve una revisione urgente delle decisioni o in alternativa un piano di assunzioni straordinarie perché si rischia di far trovare l’Italia in difficoltà alla prossima stagione di incendi boschivi”.
La contestazione è contenuta in una nota del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, inviata a tutti i vertici di governo.
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più, almeno 3 mila, anche per le correlate attività di polizia giudiziaria e amministrativa o mancherà il potenziale operativo e umano per gestire efficacemente anche questa attività”” .
Il Conapo reclama inoltre che, a seguito della soppressione della forestale, non sarebbero stati affidati ai vigili del fuoco “le strutture di formazione in materia di antincendio boschivo, gli automezzi che erano destinati ai servizi antincendi nei parchi naturali e gli elicotteri NH500 attrezzati per l’antincendio boschivo e che indiscrezioni riferiscono essere confluiti ai carabinieri”.
“Assurda poi è la situazione che si è venuta a creare nei vigili del fuoco a seguito della riforma, con gli ex forestali, elicotteristi compresi, che - spiega Brizzi - saranno adeguati al ribasso al penalizzante ordinamento pensionistico dei vigili del fuoco mentre dal punto di vista retributivo riceveranno un assegno aggiuntivo (pari alla sperequazione oggi esistente) non potendo per legge adeguare al ribasso anche la retribuzione. Una situazione che deve far riflettere il governo Gentiloni sulla necessità di sanare urgentemente tutte le disparità esistenti tra i vigili del fuoco e gli altri corpi dello Stato, per evitare danni ai forestali e dare così anche ai vigili del fuoco la meritata parità di trattamento. Il Ministro dell’Interno Minniti ne prenda atto”.

Salute
Stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia
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Redazione

 

Passi da giganti per il vaccino contro il tumore al seno. E' risultato sicuro ed efficace il vaccino che stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia in stadio iniziale su un gruppo di 13 pazienti su 54 arruolate nella sperimentazione. Il gene HER2 è sovraespresso nel 25% di tutti i tumori al seno ed è associato a una cattiva prognosi. I ricercatori del Moffitt Cancer Center hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e prenderlo di mira. Per prepararlo hanno isolato le cellule immunitarie dendritiche dal sangue di ogni paziente ed le hanno esposte a frammenti della proteina HER2. Per determinare se il vaccino fosse sicuro ed efficace, hanno eseguito uno studio su 54 donne che avevano cancro al seno di questo tipo in stadio precoce. Alle pazienti è stata iniettata una dose di vaccino personalizzato una volta alla settimana per 6 settimane in un linfonodo, sul tumore stesso o in entrambi i siti. Dai risultati, pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, è emerso che il vaccino era ben tollerato e la tossicità bassa; gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento e brividi. Circa l'80% delle pazienti valutabili ha avuto una risposta immunitaria positiva.
Inoltre 13 pazienti hanno raggiunto una risposta completa, ovvero l'assenza di malattia rilevabile all'interno di campioni chirurgici dopo la resezione. Maggiore efficacia è stata riscontrata in donne con carcinoma duttale (che colpisce le cellule dei dotti mammari). Precedentemente uno studio ha mostrato l'efficacia del vaccino GP2 contro tumori al seno HER2-positivi per evitare recidive in pazienti già operati.

Il contagio
In questo momento, i casi che si sono registrati sono dovuti al meningococco, una delle tante forme
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di Paolino Canzoneri

 
TOSCANA – Terzo caso confermato di meningite in 24 ore in Toscana. Il primo caso riguardava una ragazza ventenne di Prato ricoverata ieri sera nel reparto intensivo dell'Ospedale Santo Stefano affetta da meningite di tipo C, diagnosi confermata dal laboratorio Meyer; il secondo caso ha coinvolto un uomo di 83 anni circa di Venturina in provincia di Livorno ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Livorno con diagnosi confermata di meningite da emofilo di tipo B ; e il terzo caso sempre della stessa diagnosi per un uomo di 55 anni circa residente a Impruneta vicino Firenze ricoverato all'Ospedale Santa Maria Annunziata. Da una nota delle ASL fiorentine, ai pazienti sono state attivate le dovute misure di profilassi e le condizioni al momento sembrano stabili e sotto controllo. Tre casi che suscitano seria preoccupazione nonostante le autorità sanitarie escludano si tratti di un principio di epidemia, nonostante la meningite sia una malattia infettiva dal contagio rapido. 
 
Il professor Antonio Chirianni, primario di Malattie infettive all'Ospedale Monaldi-Cotugno di Napoli e presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) rassicura: "Non c’è una maggiore concentrazione di decessi per meningite, in questo momento c’è per lo più un’attenzione mediatica. Non è una malattia debellata e le meningiti sono tante perché gli agenti che le provocano sono diversi. In questo momento, i casi che si sono registrati sono dovuti al meningococco, una delle tante forme. Dunque non c’è una maggiore concentrazione di decessi. La meningite è una malattia sempre presente che ogni anno fa registrare un certo numero di pazienti che la contraggono e ha un tasso di mortalità tra il 5 e il 10%. Ma un aumento, a livello nazionale, tra l’1 e il 2% non è tale da fare statistica. Il consiglio è sempre quello di vaccinare: il vaccino copre un certo numero di meningiti, non è obbligatorio, ma nella maggior parte delle regioni italiane, è gratuito e offerto soprattutto ai bambini.  Ad oggi, però, nonostante la gratuità del vaccino, la copertura è molto bassa. La responsabilità è la cattiva informazione fatta da alcuni sui vaccini e le vaccinazioni in senso più ampio e non legata solo alla meningite". 
 
A voler tracciare un quadro preciso sui casi di meningite nella regione, ci si accorge che fra il 2015 ad oggi si sono registrati 13 decessi su 31 casi e a questi va aggiunto un ulteriore decesso di un paziente causato da una forma gravissima di meningite di ceppo B pneumococcica nel novembre scorso. Il virus ha colpito prevalentemente la fascia d'età compresa dai 20 ai 30 circa, di meno la fascia da 0 a 29 anni e si registrano appena 10 casi di pazienti affetti con età maggiore di 40 anni. La diffusione della malattia si trasmette via aerea e i batteri più pericolosi sono il meninginocco scoperto nel 1887, il pneumococco e l'emofilo. Naso e gola sono le vie respiratorie dove risiedono questi potenti e pericolosi batteri che infiammano meningi e le membrane che rivestono cervello nonchè il midollo spinale. Questi batteri però sono sensibili alle temperature basse e all'essiccamento cosi all'esterno sopravvivono pochissimo, ragione per cui il contagio è  limitato da persona a persona tramite secrezione respiratoria. Vi sono anche altre forme di contagio provocate da infezioni virali derivati da infezioni virali o fungine da farmaci. Putroppo un decorso accellerato può portare al decesso anche in poche ore ma per fortuna nella maggior parte dei casi si riesce a debellare anche in 10 giorni circa. Conviene sempre e comunque ricorrere ai vaccini presso le strutture ASL distribuite nel territorio che al momento stanno registrano un "boom" di richieste di vaccinazioni da parte di coloro che hanno assunto una posizione scettica sull'importanza, specie per i più piccoli, dell'uso del vaccino come prevenzioni di prassi. 
 
 
Medicina & Salute
Al progetto, finanziato con un PRIN e coordinato dall'Università di Pisa, hanno partecipato le Università di Torino e di Roma La Sapienza, il Politecnico di Bari, l'INFN e la Fondazione CNAO
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Red. Medicina e salute


PAVIA - È stato testato per la prima volta su un paziente l'innovativo sistema di imaging INSIDE (“Innovative Solution for Dosimetry in Hadronthreapy”) sviluppato per rendere ancora più efficace l’adroterapia, una terapia oncologica avanzata che cura i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale con fasci di protoni e ioni carbonio generati da acceleratori di particelle.

 

INSIDE è frutto di un progetto di ricerca che è stato coordinato dall'Università di Pisa in collaborazione con gli Atenei di Torino e di Roma "La Sapienza", il Politecnico di Bari, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e, per la fase sperimentale, con il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia dove si è svolto il test sul paziente.


INSIDE è un sistema di monitoraggio innovativo, basato sulla tecnologia dei rivelatori, capace di fotografare ciò che avviene nel paziente durante il trattamento. In adroterapia, infatti, le cellule tumorali vengono irraggiate con fasci di particelle cariche (protoni o ioni) emessi da un acceleratore. Questa tecnica di altissima precisione consente di minimizzare il danno prodotto ai tessuti sani circostanti.

 

INSIDE misura con un brevissimo scarto temporale la profondità di penetrazione nel tessuto dei fasci di particelle cariche durante il trattamento e consente di verificare che sia in accordo con il valore desiderato. Nel dettaglio il progetto, finanziato con un PRIN di un milione di euro nel triennio 2013-2016, ha realizzato un sistema di imaging bi-modale, con uno scanner per la Tomografia a Emissione di Positroni (PET) e un tracciatore di particelle cariche in grado di funzionare durante l'erogazione del fascio di trattamento di tumori del distretto testa-collo.


Dopo la sua costruzione nel febbraio 2016 presso l’INFN di Torino, il prototipo è stato installato al CNAO di Pavia, l’unico centro in Italia (e il quinto al mondo) per il trattamento di tumori mediante fasci di protoni e ioni carbonio, con cui è stato sottoscritto un accordo scientifico finalizzato alla sperimentazione dello scanner. A
oggi, nel mondo, ci sono in totale 10 acceleratori impiegati nel trattamento dei tumori con adroterapia con ioni carbonio, le particelle più pesanti e “distruttive” per le cellule tumorali: 5 in Giappone, 2 in Cina e 3 in Europa. Solo 5, tra cui il CNAO di Pavia, sono in grado di utilizzare sia gli ioni carbonio che i protoni a seconda delle necessità cliniche. Alcuni giorni fa, il sistema PET è stato testato per la prima volta durante il trattamento di un paziente affetto da tumore alle ghiandole lacrimali, con risultati molto promettenti.


Il progetto INSIDE - la cui descrizione dettagliata è disponibile all'indirizzo: http://131.114.131.146/insidewiki/- è stato coordinato da Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa. Le unità di ricerca sono state coordinate da Piergiorgio Cerello, dell’INFN e Università di Torino, Vincenzo Patera, dell’Università "La Sapienza" di
Roma, Francesco Corsi, del Politecnico di Bari, Giuseppe Battistoni, dell’INFN di Milano, e Sandro Rossi per il CNAO.


“L’impiego clinico di INSIDE - ha dichiarato la professoressa Maria Giuseppina Bisogni, dell'Università di Pisa - potrà permettere la verifica in tempo reale della qualità dei trattamenti in adroterapia, aumentandone così la sicurezza e l’efficacia". “Questa tecnologia - ha aggiunto Piergiorgio Cerello dell’INFN di Torino -
rappresenta un eccellente esempio di integrazione tra rivelatori per il medical imaging, sviluppati per la diagnostica, e l’adroterapia, nata dalla fisica degli acceleratori”. “INSIDE - ha concluso Mario Ciocca, responsabile Fisica Medica della Fondazione CNAO - è un sistema che si sta dimostrando affidabile, accurato e non invasivo nel verificare in tempo reale sui nostri pazienti la corrispondenza tra la dose pianificata e quella effettivamente erogata. È un ulteriore salto in avanti in termini di sicurezza e qualità dei trattamenti con adroterapia”.
 

Nuclei Antifrodi Carabinieri
Contestate 13 diffide per violazioni reversibili, in prevalenza per mancato aggiornamento registri e mancata regolarizzazione del sistema di identificazione delle partite di olio
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Red. Cronaca

BARI
- L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti più rappresentativi del sistema agroalimentare nazionale, la cui materia prima è quasi del tutto autoctona, e che mostra una grande riconoscibilità all’estero come prodotto italiano. In tale contesto, nell’ultima settimana, il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, attraverso i N.A.C. ( Nuclei Antifrodi Carabinieri ) dipendenti, ha disposto una vasta azione di monitoraggio della filiera di produzione di olio extravergine di oliva di pregio, nel territorio del Sud-Est ed in particolare nella zona tra la bassa Murgia barese ed il nord Salento brindisino (Binetto, Alberobello, Castellana Grotte, Turi, Noicattaro e Noci in provincia di Bari e Francavilla Fontana, Fasano, Carovigno, Erchie, San Michele Salentino, Ostuni, Latiano, Oria, Cisternino e Ceglie Messapica in provincia di Brindisi) ove insistono oliveti secolari, perfettamente integrati nel paesaggio.

 

I controlli hanno comportato verifiche e accertamenti sulla filiera produttiva e sulla conformità dei processi di trasformazione, la regolare tenuta della documentazione prevista dalla legge ed ancora sulla correttezza e veridicità delle informazioni riportate nell’etichetta dei prodotti . Ulteriori controlli sono consistiti nella consultazione di banche dati del comparto agroalimentare e nelle correlate verifiche sulla superficie olivetata.


Le verifiche hanno evidenziato irregolarità a carattere amministrativo in contrasto con la normativa di riferimento:
-    irrogate sanzioni amministrative per un totale di 6.100 euro;
-    contestate 13 diffide per violazioni reversibili, in prevalenza per mancato aggiornamento registri e mancata regolarizzazione del sistema di identificazione delle partite di olio contenute nei silos;
-    per l’oggettiva discrepanza delle giacenze e la mancata rintracciabilità degli olii nella fase ascendente della filiera, operato il sequestro amministrativo di 15.000 (quindicimila) litri di olii dichiarati extravergini d’oliva (valore 90.000 euro circa) detenuti nei frantoi, senza la necessaria documentazione di rintracciabilità.

 

L’attività ispettiva dei N.A.C., appartenenti al comparto di Specialità del neo istituito Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri, si incardina nel contesto del nuovo modello organizzativo e operativo di presidio del territorio per garantire il più alto livello di potenziamento della tutela agro-ambientale, e contribuisce a preservare e difendere il patrimonio agroalimentare con l’apporto di militari altamente specializzati nel contrasto degli illeciti anche in quel settore, a tutela del consumatore e dei produttori .
I controlli, in larga parte, hanno anche attestato l’effettiva corrispondenza tra designazione e contenuto del prodotto imbottigliato, i cui esiti rassicurano il consumatore sull’autenticità e sul valore dell’acquisto, nonché sulla alta qualità del prodotto italiano.
 

La stima
Lo sostiene l'Unicef: se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi, l'aumento sarà fino a 400.000 ogni anno
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Redazione

 

Un aumento del 60% dei nuovi casi di HIV fra gli adolescenti entro il 2030, se i progressi si arrestano. "Ogni 2 minuti un adolescente, con molte probabilità una ragazza, contrae l'HIV''. E' quanto afferma l'Unicef.

Secondo un nuovo rapporto lanciato oggi, se entro il 2030 non verranno effettuati ulteriori progressi per raggiungere gli adolescenti, i nuovi casi di contagio da HIV per questa fascia di età aumenteranno fino a 400.000 ogni anno, rispetto ai 250.000 del 2015 in tutto il mondo.

L'AIDS rimane una delle cause principali di morte fra gli adolescenti: nel 2015 ha causato 41.000 vittime fra i ragazzi tra i 10 e i 19 anni, secondo il settimo rapporto sui bambini e l'AIDS 'For Every Child: End AIDS'. Il mondo "ha fatto enormi progressi per porre fine all'AIDS, ma la battaglia è ancora lontana dall'essere conclusa, soprattutto per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti", ha dichiarato il direttore generale Unicef Anthony Lake.

Nel rapporto viene sottolineato che sono stati fatti considerevoli progressi nella prevenzione della trasmissione materno infantile dell'HIV. Nel mondo, fra il 2000 e il 2015, sono stati evitati 1,6 milioni di nuovi contagi fra i bambini. Nel 2015 sono state colpite 1,1 milioni di persone fra bambini, adolescenti e donne.

I bambini fra 0 e 4 anni che convivono con l'HIV, rispetto a tutti gli altri gruppi di età, avverte l'Unicef, vanno incontro ai maggiori rischi di morte causata dall'AIDS, e questi casi sono spesso diagnosticati e curati troppo tardi. Solo alla metà dei bambini nati da madri sieropositive viene effettuato un test per l'HIV nei primi due mesi di vita, e in Africa Subsahariana l'età media dei bambini, che cominciano a ricevere cure e ai quali le madri hanno trasmesso il virus dell'HIV, è di circa 4 anni.

Nel 2015 nel mondo erano circa 2 milioni gli adolescenti fra i 10 e i 19 anni che convivevano con l'HIV. Nell'Africa Subsahariana, la regione maggiormente colpita, 3 nuovi casi su 4 registrati fra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni hanno colpito le ragazze.

Salute
Nasce M.S.M. Mutuo Soccorso Medici. Nuovi strumenti per la tutela del medico
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Redazione

 

A tutela dei Medici, un nuovo strumento per contrastare il dilagante fenomeno della Medical Malpractice, che ha assunto negli ultimi anni le dimensioni di una pandemia. Una rete nazionale di Legali e Consulenti Tecnici schierata al fianco dei Medici: M.S.M. Srl – Mutuo Soccorsolegale Medici supporta il medico e sanitario a 360° nel momento in cui si trovi ad affrontare un evento devastante come la denuncia penale.

"Secondo i dati in nostro possesso un italiano su tre si lamenta di malasanità” - dichiarano Fabrizio Fossati e Calogero Caponetto, responsabili di M.S.M. Srl – Mutuo Soccorsolegale Medici - “Attualmente in Italia la problematica assicurativa ha un ruolo sempre più rilevante nell’attività professionale dei medici o sanitari ed appare assolutamente necessario realizzare un sistema in grado di fornire loro una consulenza e tutela legale tempestiva e specialistica, atteso il continuo mutare di leggi e sentenze, molto spesso sfavorevoli alla classe medica ed ai sanitari in genere”.



LA SITUAZIONE IN ITALIA
- In Italia non esistono certezze in merito alla tutela dei rischi sanitari. Sia agli operatori (dai medici ai portantini) che ai cittadini tutti (pazienti e loro parenti) le strutture sanitarie dovrebbero essere garantite come totalmente sicure, non solo sul piano professionale, ma anche su quello strutturale e assicurativo. Il concetto di sicurezza implica che qualunque "evenienza avversa" che possa capitare ad ogni individuo riceverà adeguata copertura. Tuttavia manca una legge specifica che affronti il problema del rischio professionale, sanitario ma non solo.



LE CAUSE DEL RISCHIO DI MALPRACTICE
- I rischi sempre maggiori a cui è esposta la componente medica/sanitaria nella delicata attività professionale sono correlati all'aumento esponenziale della conflittualità con i pazienti; alle difficoltà del mercato assicurativo a fornire coperture adeguate; alla mancanza dell’obbligo assicurativo per le strutture ospedaliere; all'assenza di monitoraggio, prevenzione e riduzione del rischio clinico (risk management); al coinvolgimento personale dei medici in lunghi processi penali e civili; all'esposizione del patrimonio personale dei medici, spesso aggredito da azioni esecutive dei pazienti e di rivalsa delle strutture; al danno alla persona; alla scomparsa dell’alea terapeutica; non osservanza delle norme delle disposizioni di legge, tra cui le linee guida; al contenzioso derivante dal mancato rispetto delle normative vigenti; alla non ottemperanza della gestione burocratica.



I DATI - Secondo l’Eurobarometro, agenzia dell’Unione Europea, su un campione di 5.000 pazienti, il 68% ritiene che gli errori medici e di errata prescrizione dei farmaci siano tra i problemi più rilevanti di cui sono fortemente preoccupati, senza tener conto dell’alea terapeutica. Il 23% di questo campione dichiara di avere avuto personalmente o in famiglia problemi causati da errori medici. I ricorsi sono aumentati di circa il 38% in tutti gli Stati negli ultimi 5 anni.



Secondo un’indagine dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), in un anno solare si registrano circa 34.000 denunce di cittadini per danni subiti da medici privati e nelle strutture sanitarie. Considerato che un risarcimento si aggira tra i 25.000,00 e i 40.000,00 Euro, il costo economico della malpractice potrebbe giungere a superare i 2 miliardi di Euro l’anno. Cifre teoriche, ma folli se si considera che rappresentano il 2% del FSN (fondo sanitario nazionale).



LE POSSIBILI SOLUZIONI - Per porre rimedio a questi rischi sono necessari nuovi strumenti legislativi e un costante confronto con l’esperienza europea, nuove forme di tutela legale e assicurativa e nuovi strumenti di monitoraggio e prevenzione dei rischi e degli eventi avversi. In particolare, tutti i professionisti, sanitari e non, dovrebbero essere coperti da assicurazione. La tipologia di polizza deve coprire sia la “colpa lieve” che la “colpa grave” per il libero professionista, solo la sola colpa grave per il dipendente ospedaliero.



A questo proposito, M.S.M. Srl – Mutuo Soccorsolegale Medici propone una risposta definitiva. Una rete nazionale di Legali e Consulenti Tecnici viene schierata al fianco dei Medici, fornendo uno strumento finalmente chiaro e diretto che supporti il medico/sanitario a 360° nel momento in cui si trovi ad affrontare un evento devastante come la denuncia penale. MSM Srl non rientra in alcun modo nel mondo dei servizi assicurativi, né vi entra in conflitto.



L’acquisto del servizio da parte del Medico include la consulenza sulle polizze assicurative esistenti, con esclusione totale di vendita diretta o indiretta di polizze, il pronto soccorso legale e la tutela del patrimonio personale, offerte da Professionisti esperti dei settori e convenzionati con MSM Srl. In caso di contenzioso penale, il Medico dovrà solamente conferire il mandato ad uno dei legali convenzionati con MSM, esperti del settore penale-sanitario, lasciando a quest’ultimo la gestione del complesso iter burocratico, perizie e atti irripetibili compresi, a costi prefissati e rispondenti ai minimi tariffari legali. Netto risparmio quindi per i medici in contenzioso, ma anche per le strutture ospedaliere e le assicurazioni.

Ambiente & Territorio
Nel nostro paese l'inquinamento atmosferico uccide oltre 34.500 italiani l'anno
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di Marco Staffiero

 

Nelle grandi città si muore. E' solo un lontano ricordo l'immagine di numerose famiglie che lasciavano le campagne per andare a vivere nelle città. Adesso chi ci riesce fugge dalle metropoli coperte di veleno per andare a vivere in realtà meno inquinate. L'inquinamento atmosferico è "la più grande minaccia ambientale alla salute in Europa": si stimano quasi 470mila morti premature in 41 Paesi europei collegate all'inquinamento dell'aria nel 2013. Lo riferisce l'Agenzia europea per l'ambiente."La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti della qualità dell'aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili per la salute umana e l'ambiente", ha detto Hans Bruyninckx, a capo dell'agenzia con sede a Copenhagen. Sono necessari - ha aggiunto - maggiori sforzi da parte delle autorità pubbliche e delle imprese, così come dei cittadini e ricercatori".
 
L'inquinamento da particolato così come l'ozono e il biossido di azoto causano o peggiorano problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e portano ad aspettative di vita più brevi, riferisce l'Eea. Non solo. L'ozono, a livello di troposfera, è anche ritenuto responsabile della bassa resa delle colture. Il report dell'agenzia europea, che si riferisce al periodo 2000-2014, utilizza i monitoraggi di oltre 400 città. Nonostante i miglioramenti, circa l'85% degli abitanti delle città dell'Ue nel 2014 sono stati esposti a inquinamento da particolato a livelli ritenuti dannosi per la salute dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il report definisce l'inquinamento da particolato come una miscela di minuscole particelle e goccioline liquide composte da diversi elementi tra cui acidi, metalli, particelle di suolo o polvere. Fonte principale è la combustione di carbone e biomassa da parte di industrie, centrali elettriche e famiglie. Altre fonti di inquinamento sono i trasporti, l'agricoltura e l'incenerimento dei rifiuti. L'Italia non esce pulita da un panorama che sembra apocalittico.
 
Secondo una recente indagine del  CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell'Impatto dell'Inquinamento atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute con la collaborazione di varie Università e centri, oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono 'avvelenati' dall'inquinamento atmosferico: è come se 'scomparisse' improvvisamente un'intera città delle dimensioni di Aosta. 'Veleni' dell'aria che uccidono soprattutto al Nord, dove si registrano 22.500 decessi annuali, ma che riducono in media di 10 mesi la vita di ogni cittadino. Eppure, il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite l'anno. La nuova mappa dell'inquinamento è ottenuta applicando sofisticati modelli previsionali delle concentrazioni degli inquinanti su tutto il territorio nazionale. Emerge così che il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente sopra la soglia di legge, ma anche che vi sono considerevoli disuguaglianze degli effetti sanitari sul territorio.
 
Come atteso, l'inquinamento colpisce maggiormente il Nord (per il 65% del totale), in generale le aree urbane congestionate dal traffico e le aree industriali.Anche la combustione di biomasse (principalmente legno e pellet) è responsabile della maggiore incidenza di morti e malattie per l'esposizione al particolato. Questi scenari, afferma il Rapporto, mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute positive sulla salute pubblica e sull'economia: seguendo le statistiche dell'OMS, infatti, 10.000 decessi evitati all'anno corrispondono a circa 30 mld di euro. Il Rapporto mette anche a fuoco come è cambiata la natura dell'inquinamento atmosferico negli ultimi dieci anni, individuando nella combustione di biomasse per il riscaldamento e negli scarichi dei veicoli diesel i due principali bersagli verso cui indirizzare nuove misure preventive. Inoltre, il progetto ha mostrato come la riduzione significativa delle emissioni avvenuta negli ultimi anni non si sia sempre tradotta in un abbassamento delle esposizioni, soprattutto in quelle aree (come la Pianura Padana) caratterizzate da condizioni fisiche e meteorologiche difficili.
curiosità dalla natura
“Indossa” una leggera quanto complessa attrezzatura oceanografica che trasmetterà a un satellite non solo la sua posizione, ma anche le caratteristiche delle acque che solcherà
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Redazione

È una grigia mattina d’autunno, al largo della costa di Ischia, Valeriana scivola in acqua con un sonoro “splash!”. In mare, anche loro tuffatisi dalla barca da ricerca dell’Istituto Anthon Dohrn di Napoli, l’aspettano due subacquei che riprenderanno il suo tuffo e le sue prime pinneggiate. “Indossa” una leggera quanto complessa attrezzatura oceanografica che trasmetterà a un satellite non solo la sua posizione, ma anche le caratteristiche delle acque che solcherà nei prossimi mesi. Valeriana non vedeva l'ora di tuffarsi, anche se l'acqua autunnale comincia a diventare freddina.

 

Un mese passato nel reparto di riabilitazione dell'Istituto napoletano e le operazioni diagnostiche per verificare il suo stato di salute le danno un aspetto un po’ annoiato e per tutta la navigazione tra Mergellina e Capo Miseno non ha smesso di sbuffare. Adesso ha voglia di sgranchire le pinne e, magari, mangiucchiare qualche medusa. Perché Valeriana è una tartaruga marina della specie Caretta caretta, recuperata in mare al largo di Ventotene circa un mese fa, perché non riusciva ad immergersi e quindi a mangiare. Trasportata via mare a Napoli, grazie alla Nave Scuola della Guardia di Finanza di Gaeta, è stata affidata alle cure del team di specialisti che da anni si occupa di curare e studiare questi affascinanti rettili marini, seguendoli poi nei loro lunghi viaggi successivi al rilascio in mare: uno degli individui ha attraversato in lungo e in largo il Mediterraneo, arrivando fin quasi in Turchia.

Ogni anno, sono decine le tartarughe marine che vengono ricoverate a Napoli: grandi e piccole, con problemi di facile soluzione o patologie gravissime, avvelenate dall'ingestione di pezzi di plastica o con il carapace tranciato dalle eliche dei motoscafi. Qui arrivano anche le tartarughe che, come Valeriana, provengono dai mari laziali e che, a causa delle condizioni di salute particolarmente serie non è possibile reimmettere subito in libertà. Lo scorso mese di giugno altre tre di esse sono state liberate presso l'Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, al largo della costa romana.
“Questi sono successi che ci inorgogliscono – sottolinea Vito Consoli, direttore della Direzione Ambiente della Regione Lazio – e motivano il nostro lavoro. Tutelare e studiare questi animali è fondamentale per comprendere meglio quali siano le azioni necessarie per la conservazione della biodiversità del mare.”

Robotica
Il robot muove le sue braccia per suonare e tenere il tempo per qualsiasi tipo di musica, dal rock and roll, assoli fino ai successi commerciali più recenti.
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di Simonetta D'Onofrio

 

CAMPOBASSO - Il Molise protagonista assoluto dell’innovazione digitale nel campo musicale. Lo dimostra “Robodrum”, è questo il nome del robot “Made in Molise” che ha ottenuto il primo premio alla “Maker Faire”, la più grande fiera europea dell'innovazione promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Innova Camera, con oltre 110 mila presenze nei tre giorni.

Un riconoscimento eccezionale per l’Istituto Tecnico Industriale “Guglielmo Marconi” e al team guidato dal professore Felice Montanaro di Campobasso.  Si sono distinti nel campo dell’innovazione nel digitale, della creatività e della tecnologia che ha visto il progetto concorrere con un alto numero di adesioni (oltre 300,di cui 274 scuole di cui 68 non italiane) per i progetti presentati alla Call for Schools di “Maker Faire” Rome, alla Nuova Fiera di Roma, una autentica piattaforma di lancio per l’innovazione tecnologica, aperta agli Istituti scolastici di secondo grado nazionali e appartenenti ai Paesi dell’Unione europea realizzata in collaborazione con il Miur.

Suonare la batteria diventa un gioco da robot con “Robodrum”, l'ultimo nato nel complesso musicale costruito dagli studenti molisani che hanno utilizzato per la realizzazione del device soprattutto componenti di riciclo, per sensibilizzare i ragazzi nella lotto contro lo spreco dei materiali.

Dopo i robot capaci di suonare il piano e la chitarra è arrivato anche "il batterista", che fa parte di un progetto più ampio che l professore Montanaro sta sviluppando in questi anni con i ragazzi per costruire un'intera band di robot. In pratica di tratta di sfruttare la musica applicata al digitale per incentivare i ragazzi allo studio e farli lavorare a qualcosa di concreto.

Piatti, rullante, grancassa, grazie a un "cervello" Arduino e a una serie di attuatori permettono a "Robodrum" di muovere le sue braccia per suonare e tenere il tempo per qualsiasi tipo di musica, dal rock and roll, assoli fino ai successi commerciali più recenti. In pratica il "batterista" digitale si esibisce su una base di brani in formato midi.

Abbiamo incontrato il professore Montanaro, responsabile del progetto d’innovazione per il Molise e ci ha anticipato (fuori intervista) che sono già al lavoro per portare il prossimo anno l'intera band.

Professore Montanaro ci racconti della sua esperienza di Roma, del “Maker Faire”. Non è la prima volta che la scuola di Campobasso, l’istituto Marconi aderisce all’iniziativa. Quali sono le novità che avete portato quest’anno alla fiera?

Questo è il secondo anno che vede la nostra partecipazione ad un evento così importante, lo scorso anno abbiamo partecipato consapevoli di essere delle matricole ma sapevamo di aver ben lavorato ed in effetti, il nostro “guitar robot” il robot che suona una chitarra acustica, ha riscosso un notevole interesse da parte sia del pubblico degli amatori che dei più navigati maker; il nostro lavoro è stato premiato con una stampante 3D e da matricole siamo diventati “leader”.

Come è nato il progetto sul robot che suona. Quali sono stati i primi segnali di apprezzamento per l’idea e per il risultato finale? I riconoscimenti?

Gasati dall’esperienza fatta abbiamo voluto riprovarci realizzando il “robot drum”, il robot che suona la batteria; anche quest’anno siamo stati protagonisti e la commissione preposta alla valutazione dei lavori delle scuole, sia nazionali che europee presenti, ci ha premiato con una stampante 3D, attribuendoci il primo posto tra le scuole.

Un punto di partenza per i ragazzi e la scuola o pensate a qualcos’altro?


Robot drum è il terzo nato in “casa Marconi”, esso va ad affiancare il guitar robot e il robot tastiera, che è stato, in assoluto, il primo progetto che ha permesso la realizzazione di un automa musicale.

Il robot tastiera grazie all’esperienza fatta in questi anni, verrà migliorato nel suo funzionamento ed andrà ad affiancare i due più “famosi” robot così da poter realizzare il nostro sogno che è quello di formare una vera e propria band di robot musicisti.

Apprezzamenti ne abbiamo avuti tanti, degli alunni, dei nostri colleghi, di amici musicisti, fino a suscitare l’interesse del maestro Giulio Costanzo, docente di percussioni al conservatorio Perosi di Campobasso; il maestro Costanzo ci ha invitato a partecipare, nel mese di maggio, al festival internazionale delle percussioni, svoltosi presso il teatro Savoia di Campobasso. Con nostra grande soddisfazione il robot è stato protagonista, e, situato al centro del palco, ha eseguito con gli altri percussionisti un brano appositamente composto. Il teatro, gremito in ogni ordine di palchi, ha apprezzato con molto entusiasmo l’esibizione, tanto, che la stampa locale, attraverso i giornali e la TV, ha parlato di noi con apprezzamenti lusinghieri anche nei confronti della nostra scuola.


I ragazzi cosa ne pensano dei risultati ottenuti? Per il futuro pensano a una startup?

L’entusiasmo dei ragazzi, nonostante il grosso impegno, è stato altissimo e infatti sono molto motivati a far bene anche per il prossimo anno con la realizzazione della band di robot musicisti e…. qualcos’altro, ma non sveliamo la sorpresa.

Cosa si aspetta, ora, dopo tutto questo successo, dalle istituzioni pubbliche e private?

Cosa mi aspetto? Vorrei tanto che l’apprezzamento avuto per questo lavoro dalle istituzioni pubbliche si trasformi in aiuti concreti alla nostra scuola al fine di rendere il nostro lavoro, attraverso mezzi più idonei, sempre più proficuo, sia dal punto di vista didattico che per la realizzazione di ingegni sempre più performanti così che la nostra scuola continui a “seminare”, nel nostro territorio, tecnici sempre più capaci di raccogliere le sfide dell’innovazione tecnologica.

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