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Officina Stampa
“Il problema delle abitazioni – ha detto De Santoli - è più importante di tutti"
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di Ivan Galea

 

Si è parlato di energia nell’ultima puntata di OFFICINA STAMPA, trasmissione web tv condotta dalla giornalista Chiara Rai. Importante al proposito l’intervento del viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova intervistata dal giornalista de L’Osservatore d’Italia Silvio Rossi. Il viceministro ha evidenziato l’importanza che c’è in questo attuale momento storico di non lasciare indietro nessuno: “Non dobbiamo far sentire escluse le persone che non hanno reddito sufficiente, per questo motivo – ha sottolineato il viceministro - oltre ai bonus elettrico e gas ragioniamo su un ampliamento dei servizi nella parola welfare deve entrare la parola energia. Le norme che abbiamo messo nell’ultima legge di bilancio includono anche l’efficientamento energetico bisogna dare risposte a persone che sono più vulnerabili come anziani che hanno bisogno di riscaldarsi”.

 

In studio il Prof. Livio de Santoli Ingegnere meccanico, professore ordinario alla Sapienza con cattedra di Energy Management e Impianti Tecnici oltre ad essere il delegato all’energia dell’Università La Sapienza di Roma. In passato ha ricoperto anche l’incarico di preside della facoltà di architettura della stessa università. De Santoli ha realizzato il piano energetico della Regione Molise, già approvato in giunta, e in questi giorni in attesa dell’approvazione del Consiglio Regionale. E’ uno dei massimi esperti italiani di risparmio energetico, di condizionamento, di produzione energie alternative


La giornalista de L’Osservatore d’Italia Simonetta d’Onofrio ha ricordato al Professor De Santoli il convegno di giovedì scorso alla facoltà di ingegneria dove appunto si è trattato l’argomento sulla povertà energetica. Per il De Santoli è stato un momento di riflessione che può gettare le basi per una sinergia tra istituzioni su un argomento di cui si parla poco o niente: ”Il convegno di giovedì scorso – ha detto il professore – è stato un successo di pubblico e istituzioni che hanno partecipato all’evento. Questo significa che è talmente sentito il tema della povertà energetica che non si sta facendo niente, ne in Italia ne in Europa. Attraverso interventi qualificati – ha continuato De Santoli – si è cercato di dare una definizione alla povertà energetica: il problema sta assumendo proporzioni drammatiche. Se volete è un po’ l’addentellato della carta dei diritti nata nel 1948 che negli ultimi anni attraverso l’Onu ha declinato il principio di una sostenibilità per tutti, proprio tutti i 7 miliardi di persone nel mondo. Tra gli obiettivi più importanti c’è l’accessibilità di un’energia sostenibile a tutti. Attualmente c’è un miliardo di persone che non ha accesso all’energia elettrica e tre miliardi di persone che non hanno accesso all’energia termica: non si possono scaldare, non possono avere delle cotture di cibi in sicurezza. Nel nostro Paese abbiamo 4 milioni e mezzo di individui in povertà assoluta che diventano 9 milioni di persone che hanno una povertà relativa. L’energia è protagonista della povertà assoluta”.


Poi si è toccato l’argomento del risparmio energetico negli edifici:
“Il problema delle abitazioni – ha detto De Santoli - è più importante di tutti. Il 50 per cento dei consumi complessivi di una nazione in tutta l’Europa sono assegnati agli edifici. In Italia ci sono tre combinazioni pericolose che ci dicono che la media della situazione dei consumi energetici negli edifici italiani è più alta dell’Europa, il reddito economico di ogni famiglia è il più basso di Europa e paghiamo la bolletta energetica più alta di Europa. La combinazione di questi tre fattori è micidiale, occorre tentare di accorciare questo gap e prendere delle soluzioni. Il primo punto da affrontare è quello degli edifici, dare la possibilità a tutti di consumare di meno attraverso gli interventi di efficienza energetica per ridurre le spese. A tale riguardo, ci supporta un quadro normativo che viene dall’Europa. La revisione della direttiva degli edifici – ha concluso - è un tema che deve essere assolutamente affrontato in maniera diversa occorre una strategia a lungo termine . Serve una cabina di regia che non può essere assegnata a sette diversi ministeri perché attualmente non c’è una cabina di energia unica. Noi abbiamo avanzato una serie di proposte in questa direzione. Occorre coordinare in maniera omogenea e terza che fa capo alla presidenza del consiglio”.

La ricerca
La Boinc (Berkley Open Infrastructure for Network Computing) ha creato una piccola applicazione software del tutto gratuita che consente al proprio computer di collegarsi al server principale del
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di Paolino Canzoneri

 

La ricerca in ambito biologico, matematico, climatico e astronomico richiedono da sempre enormi risorse in termini di calcolo e di sperimentazione. Rendere ai ricercatori i benefici e i risultati di calcoli complessi rappresenta la vera sfida del futuro per l'umanità. Una quindicina di anni fa un istituto americano di Berkley ha ideato e creato una piattaforma software gratuita adatta per tutti i sistemi operativi attuali in grado di "condividere insieme" i calcoli complessi in tempo reale e creare cosi una rete mondiale di elaborazione che incentiva e velocizza quanto serve come calcolo distribuito volontario per diverse aree scentfiche come matematica, medicina, biologia, chimica, climatologia e spazio. Sembra quasi una trama da film di fantascienza ma è possibile per il privato che possiende semplicemente un computer di ultima generazione collaborare attivamente da casa a progetti anche spaziali di enorme importanza. Scegliere di partecipare volontariamente ad alcuni progetti può sembrare complesso ma non è assolutamente cosi. Non è richiesta alcuna preparazione e nessuna competenza a riguardo.

La Boinc (Berkley Open Infrastructure for Network Computing) ha creato una piccola applicazione software del tutto gratuita che consente al proprio computer di collegarsi al server principale del singolo progetto e ricevere le istruzioni sull'elaborazione in corso al momento. E' necessario crearsi un proprio account gratuito nella comunità Boinc italiana, istallare il software e scegliere uno dei moltissimi progetti a disposizione per poter dire "a quel progetto ho partecipato attivamente anche io". La licenza del software è di tipo GNU Lesser General Public License ossia "open source" e i sistemi operativi necessari sono quelli più comuni al mondo ossia Windows, Unix, Linux, Mac OS, FreeBSD e Android.

Fra i progetti più scelti nel mondo troviamo "Rosetta" per la previsione della struttura delle proteine, "Docking" per la progettazione di nuovi farmaci, "Planet Quest" per la scoperta di nuovi pianeti e classificazione delle stelle basandosi su immagini scattate dagli osservatori astronomici disseminati nel mondo, "Einsetin Home" che evidenzia la presenza di onde gravitazionali da fonti come buchi neri, pulsar e altri tipi di stelle, "Orbit Home" che usa la ricostruzione e simulazione orbitale per valutare danni possibili da impatti sulla terra di oggetti orbitanti e vicini, e molti molti altri.

Si intuisce facilmente l'importanza e l'utilità di utilizzare la rete quale collegamento di trilioni e trilioni di computer da tutto il mondo che insieme contribuiscono con il loro singolo utilizzo del processore del proprio computer ma nell'insieme ciò che si ottiene è una potenza di calcolo impressionante. In questo caso il detto "l'unione fa la forza" calza a pennello come non mai. Elemento importante da considerare è la propria autonomia nello scegliere quante risorse offrire per il calcolo, nel senso che nelle opzioni dell'applicazione si può scegliere di avviare il lavoro di calcolo solo nei momenti morti dell'utilizzo del computer alla stregua di un semplice salvaschermo ed è possibile scegliere la percentuale di risorse del proprio processore per l'elaborazione in quei precisi istanti. Il tutto senza nessun danno o costo se non il piacere e l'orgoglio di sentirsi partecipi nella ricerca che la comunità scentifica e spaziale porta avanti per il bene del pianeta terra e dei terrestri. La partecipazione individuale è contrassegnata da crediti numerici che aumentano il proprio prestigio e che comportano la piena riuscita di un progetto e la possibilità di partecipare ad iniziative dei centri di ricerca. Il software è in costante aggiornamento e funziona alla perfezione. Blog e comunità nella rete pulsano di partecipanti da tutto il mondo che scambiano informazioni e pareri sui progetti. Un metodo facile e semplice in un futuro che rende il singolo individuo possibile protagonista della teconolgia e del sapere.

Clamoroso annuncio Nasa
C'è acqua e forse c'è vita a 40 anni luce dalla Terra
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Il più grande sistema planetario mai scoperto con tanti possibili 'sosia' della Terra, a nemmeno 40 anni luce dalla Terrai. Mondi che potrebbero avere acqua liquida in superficie e forse le condizioni per ospitare la vita. La straordinaria scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, si deve a un gruppo internazionale coordinato dall'università belga di Liegi. Aumenta così anche il numero dei pianeti esterni al Sistema Solare finora scoperti.

I pianeti ruotano intorno alla stella Trappist-1, molto più piccola e debole del nostro Sole. "E' un sistema planetario eccezionale, non solo perché i suoi pianeti sono così numerosi, ma perchè hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra", spiega il coordinatore della ricerca, Michael Gillon. Utilizzando il telescopio Trappist, installato in Cile presso lo European Southern Observatory (Eso), i ricercatori hanno scoperto che tre dei sette pianeti dei Trappist-1 si trovano nella zona abitabile, cioè alla distanza ottimale dalla stella per avere acqua allo stato liquido. Potrebbero quindi ospitare oceani e, potenzialmente, la vita.

I sei pianeti più vicini alla stella sono paragonabili alla Terra per dimensioni e temperatura, hanno probabilmente una composizione rocciosa e si trovano in una zona in cui la temperatura è compresa fra zero e 100 gradi. Il sole di questo sistema planetario, Trappist-1, è una vecchia conoscenza per gli astronomi: era stato scoperto nel maggio 2016 insieme ai tre pianeti che si trovano nella fascia abitabile.

Trappist-1, nella costellazione dell'Acquario, è una stella nana ultrafredda, con una massa pari all'8% del nostro Sole. In termini stellari quindi è molto piccola, solo un po' più grande di Giove. Gli astronomi ritengono che queste stelle nane possano ospitare molti pianeti di dimensione terrestre in orbite molto strette, rendendoli quindi promettenti obiettivi per la caccia alla vita extraterrestre, ma Trappist-1 è il primo di questi sistemi a essere stato scoperto.

"La produzione energetica delle stelle nane come Trappist-1 è molto più debole di quella prodotta dal Sole. Perché ci sia acqua liquida in superficie, i pianeti dovrebbero essere in orbite più vicine di quanto vediamo nel Sistema Solare. Fortunatamente sembra che questa configurazione compatta sia proprio ciò che troviamo intorno a Trappist-1", spiega il co-autore della ricerca, Amaury Triaud, dell'università britannica di Cambridge.

Molti dei sette i pianeti di Trappist-1, osservati anche con il telescopio spaziale Spitzer della Nasa, potrebbero avere acqua liquida in superficie, anche se le distanze orbitali rendono alcuni candidati più promettenti di altri. Modelli climatici suggeriscono che i tre pianeti più interni siano probabilmente troppo caldi per avere acqua liquida. E il pianeta più esterno è probabilmente troppo distante e freddo per averne. Ma quei tre pianeti che si trovano con le loro orbite giusto nel mezzo rappresentano per gli astronomi una sorta di Santo Graal poiché hanno le condizioni ideali per poter ospitare la vita.

L'avvertimento
Più di 400.000 cittadini muoiono prematuramente nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria
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di Marco Staffiero
 

Non bastano le morti per far prendere delle misure adeguate alle istituzioni. Gi si girà sempre dall'altra parte per fare finta di non sentire. Numerosi gli avvertimenti dalle varie assiociazioni ambientaliste e non. Adesso è proprio la Commissione europea, che ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito perché non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto (NO2). Lo rende noto in un comunicato la stessa Commissione Ue che esorta "i cinque Stati membri ad agire per garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica". Il parere motivato riguarda persistenti violazioni dei valori limite per l'NO2 in Italia in 12 zone di qualità dell'aria, tra cui Roma, Milano e Torino.

Sebbene spetti alle autorità dello Stato membro scegliere le misure idonee per far fronte al superamento dei limiti di NO2, sottolinea la Commissione Ue, "è necessario compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale, per adempiere agli obblighi della normativa Ue e tutelare la salute pubblica". Se gli Stati membri non ci adempiranno entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Ue. L'inquinamento da NO2, rileva Bruxelles, costituisce un grave rischio per la salute. La maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale. Più di 400.000 cittadini muoiono prematuramente nell'UE ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno.

La legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l'NO2;in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile.Tra le eventuali misure volte a ridurre le emissioni inquinanti, accelerando al tempo stesso la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, figurano la riduzione globale dei volumi di traffico, i combustibili utilizzati, il passaggio ad autovetture elettriche e/o l'adattamento dei comportamenti al volante. In questo contesto, ridurre le emissioni dei veicoli diesel è un passo importante verso la conformità con gli standard Ue in materia di qualità dell'aria. Come più volte sottolineato, secondo una recente indagine del CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell'Impatto dell'Inquinamento atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute con la collaborazione di varie Università e centri, oltre 34.500 italiani ogni anno muoiono 'avvelenati' dall'inquinamento atmosferico: è come se 'scomparisse' improvvisamente un'intera città delle dimensioni di Aosta. 'Veleni' dell'aria che uccidono soprattutto al Nord, dove si registrano 22.500 decessi annuali, ma che riducono in media di 10 mesi la vita di ogni cittadino.

Eppure, il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite l'anno. La nuova mappa dell'inquinamento è ottenuta applicando sofisticati modelli previsionali delle concentrazioni degli inquinanti su tutto il territorio nazionale. Emerge così che il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente sopra la soglia di legge, ma anche che vi sono considerevoli disuguaglianze degli effetti sanitari sul territorio. Come atteso, l'inquinamento colpisce maggiormente il Nord (per il 65% del totale), in generale le aree urbane congestionate dal traffico e le aree industriali.Anche la combustione di biomasse (principalmente legno e pellet) è responsabile della maggiore incidenza di morti e malattie per l'esposizione al particolato. Questi scenari, afferma il Rapporto, mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute positive sulla salute pubblica e sull'economia: seguendo le statistiche dell'OMS, infatti, 10.000 decessi evitati all'anno corrispondono a circa 30 mld di euro.

Infine, la Commissione Ue ha intrapreso un'azione legale contro gli Stati membri a causa della scarsa qualità dell'aria fin dal 2008, concentrandosi inizialmente sul particolato (PM10), per il quale il termine per l'adempimento di conformità era il 2005, e sul biossido di azoto (NO2) - per quale il termine era il 2010. Ad oggi, l'azione legale imperniata sul NO2 riguarda 12 Stati membri, con casi d'infrazione in corso nei confronti di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Potrebbero intervenire azioni nei confronti di altri Stati membri. Il traffico stradale è responsabile di circa il 40% delle emissioni di ossido di azoto (NOx) nell'Ue. A livello del suolo il contributo relativo del traffico è molto più elevato (in quanto le emissioni provenienti dalle ciminiere industriali sono diluite prima di raggiungere il suolo). Delle emissioni totali di NOx dovute al traffico, circa l'80% proviene dai veicoli con motore diesel.

Il caso
il Polo Sanitario Reggio Nord svolge una quantità di servizi a dir poco imponente. La struttura ha oltre 100 dipendenti con oltre 50 specialisti ambulatoriali
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REGGIO CALABRIA - Risveglio Civile per Reggio (RC) fa un quadro dell'attuale situazione critica che sta vivendo il Polo Sanitario Reggio Nord. Il ripetuto annuncio di chiusura totale del Polo Sanitario ASL Reggio Nord - Struttura n.1 di via Torrione a Reggio, apre prospettive inquietanti per decine di migliaia di reggini che ogni giorno hanno necessità di rivolgersi alla sanità pubblica, e per centinaia di dipendenti, medici e professionisti esterni convenzionati.
Il servizio pubblico (già ampiamente sottodimensionato) viene subordinato a logiche che hanno sullo sfondo un totale dispregio per la salute dei cittadini, che pure sborsano centinaia di milioni per mantenere il servizio.
Eppure il Polo Sanitario Reggio Nord svolge una quantità di servizi a dir poco imponente. La struttura ha oltre 100 dipendenti tra medici interni e convenzionati, tecnici, amministrativi, con oltre 50 specialisti ambulatoriali. Di fatto assicura tutte le branche specialistiche in regime di convenzione.
È il riferimento obbligato (anche per il distretto sud) per la scelta e la revoca dei medici di famiglia, e deve rispondere alle esigenze di oltre 180.00 cittadini. Per il solo cambio medico pervengono anche 200 pratiche al giorno. Il Polo (unico servizio in città) cura migliaia di esenzioni ticket per patologie e reddito con le pratiche relative.
È l'unico punto (assieme agli Ospedali Riuniti) cui fa obbligo l'assistenza per l'emergenza immigrati (Stranieri Temporaneamente Presenti) per i quali può mettere (ma solo sulla carta) a disposizione un solo medico con centinaia di presenze ogni mese, per accertare sospette tbc, malaria, malattie infettive, traumi da violenze, problemi dermatologici, redigendo cartelle cliniche e anammesi, avviando a visite specialistiche o ricoveri ospedalieri. Deve inoltre essere pronto a rispondere comunque alla generalità degli assistiti da tutta Italia (o Unione Europea).
L'ambulatorio di radiologia, unico punto in provincia, ha compiuto 3500 screening mammografici nel 2013, 3000 nel 2015, e le cifre del 2016 non si discostano da questi livelli. Il laboratorio di analisi compie esami di altissimo livello, con una media di 150 prelievi al giorno.
Le visite cardiologiche domiciliari sono espletate mediamente in 7 giorni. Anche per le altre specialità, il Polo compie visite domiciliari in tutta la città.

Il Polo è un importante centro di diabetologia per la prevenzione oculistica: vi si rivolgono anche 100 persone al giorno per la prescrizione di presidi per diabetici.
È evidente che il personale e la dirigenza della struttura fanno fronte ogni giorno a centinaia di incombenze con spirito di assoluta dedizione, a volte al di là di compiti e responsabilità dovuti, con orari che comprendono anche il sabato.
Vi sono periodi in cui si verificano lunghissime file per carenza di personale. Può capitare che manchi chi possa avvisare i pazienti di eventuali assenze: ma gli utenti arrivano comunque, e si rivolgono a chi dirige da cui ci si aspetta, nei limiti del possibile, che trovi un rimedio per ogni problema.
Ora bisogna riflettere sulla pretestuosità delle carenze (non affrontate) che dovrebbero legittimare la totale cancellazione del Polo, mentre invece siamo di fronte a interventi compatibili con la continuazione del servizio. Un ascensore che non funziona si può sostituire; riimbiancare le mura, rendere decenti i bagni, riqualificare (dove necessario) gli infissi non sono interventi che giustifichino la spesa di un milione di euro e la chiusura totale per DUE ANNI. In realtà sarebbe una interruzione di pubblico servizio che consentirebbe di prendere due piccioni con una fava: bloccare le prestazioni pubbliche e iniziare lavori che, come si sa bene a Reggio, avrebbero una durata non calcolabile. 

Ambiente
Nei delfinari sono rinchiusi in prigioni d’acqua e cessano di utilizzare il loro bio-sonar. Basterebbe già solo questo per impedire la reclusione dei delfini
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GENOVA - L’Associazione Animalisti Onlus e Animalisti Genovesi organizzano per il 18 febbraio 2017 un corteo nazionale per chiedere la chiusura dei delfinari e parchi marini in Italia. Il corteo partirà da Piazza della Vittoria alle ore 15,00 e arriverà in Piazza Caricamento per una protesta con tutte le altre associazioni e gruppi che hanno aderito a questa protesta:
Sea Shepherd, Animalisti Italiani, LEAL Lega Antivivisezionista, N.a.l.a., Meta, Riscatto Animale, Avi, Fronte Animalista, Animal Renegade, Tursiopi Liberi, Cani Sciolti, con altri gruppi e movimenti animalisti.

I delfini sono animali dotati di un localizzatore, chiamato bio-sonar, lo utilizzano per orientarsi nel mare per comunicare, cacciare e per evidenziare a distanza l’esistenza di ostacoli, producono infatti, ultrasuoni e percepiscono l'eco riflessa dagli ostacoli che trovano sul loro cammino. Nei delfinari sono rinchiusi in prigioni d’acqua e cessano di utilizzare il loro bio-sonar. Basterebbe già solo questo per impedire la reclusione di questi Tursiopi, ma non è tutto; un delfino costretto in una vasca artificiale può vivere la metà degli anni di un delfino che vive in mare, nei parchi marini o acquari infatti, raramente un delfino vive oltre i 20 anni, viceversa in mare può vivere fino ad oltre 50 anni.

Alessandro Mosso, presidente di Animalisti Onlus, dichiara: “Molti studi scientifici hanno dimostrato che negli acquari cittadini, questi cetacei si ammalano, diventano aggressivi, hanno problemi mai riscontrati in mare aperto, a volte vengono stressati al punto di avere bisogno di farmaci perché affetti da depressione. Questo è inammissibile in un paese civile come l’Italia”

Gli acquari, gli zoo marini e i delfinari, sono strutture con finalità di lucro che utilizzano i delfini per esibirli in spettacolo e numeri di carattere “ludico”. In realtà i tursiopi sono costretti a lavorare per divertire i visitatori. Queste esibizioni non hanno nulla di naturale, vengono indotte con pratiche di addestramento contrarie alla natura dei delfini, tra cui la privazione di cibo e rinchiudendoli, come punizione, in vasche minuscole.

Ad oggi, l’India ha proibito i parchi marini e/o delfinari sulla base del riconoscimento dei delfini come “persone non umane”. Già molti non hanno delfinari o ne hanno proibito l’apertura; Austria, Croazia, Cipro, Estonia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, ma anche il Vietnam, Messico, Malesia, Cile e il Costa Rica.

Chiediamo che anche l'Italia vieti la reclusione degli Animali marini, che disponga la chiusura degli attuali acquari, zoo marini e delfinari e ne impedisca l’apertura con una legge specifica che tuteli gli Animali!

Salute
Gratis l'anti-Pneumococco, anti-Meningococco, Papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65
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SALUTE - "Con il nuovo piano nazionale vaccini, collegato ai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), il cui decreto è stato firmato dal premier Paolo Gentiloni, i vaccini saranno gratis per tutti e senza pagamento del ticket, perche' i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione". Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.Tra le vaccinazioni che saranno gratuite, l'anti-Pneumococco, anti-Meningococco, Papillomavirus anche agli adolescenti maschi, vaccino anti-influenzale per gli anziani over-65.

"Per l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza non bisognerà attendere altri 15 anni", ha sottolineato Lorenzin, ricordando come sia stata infatti costituita la Commissione nazionale per l'aggiornamento dei Lea. "La Commissione - sottolinea il ministro - avrà il compito di monitorarne costantemente il contenuto dei Lea, escludendo prestazioni, servizi o attività che divengano obsoleti e valutando di erogare a carico del Servizio sanitario nazionale trattamenti che, nel tempo, si dimostrino innovativi o efficaci per la cura dei pazienti". Lo stanziamento previsto, ha ricordato Lorenzin, è pari a 800 milioni. I nuovi Lea, "dopo 15 anni - ha ribadito il ministro - rappresentano un passaggio storico per la sanità italiana".

Sanità
Parola di De Luca: "Nessuna angoscia. Strutture sanitarie pronte"
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Redazione

 

"Abbiamo deciso la distribuzione gratuita del vaccino quadrivalente che copre anche il ceppo di meningite più aggressivo fino ai 18 anni". Lo annuncia il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca su Lira Tv. La vaccinazione è prevista, precisa, "per una copertura completa dei bambini e dei ragazzi che frequentano di più luoghi affollati". Il governatore sottolinea che non deve esserci: "nessun clima di angoscia per la meningite, la situazione è sotto controllo, con strutture pronte a intervenire e qualificate".

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC) è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B, che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

Sicurezza
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più
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Redazione

 

“Dal 1° gennaio il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha ‘ereditato’ dal Corpo forestale dello stato le funzioni di concorso con le regioni nella lotta attiva agli incendi boschivi, compreso lo spegnimento con mezzi aerei. Un importante trasferimento di funzioni cui non è seguito un adeguato transito di uomini e mezzi che sono stati invece destinati all’Arma dei carabinieri. E’ impensabile fare fronte con i soli 361 uomini assegnati a queste importanti competenze che in precedenza venivano svolte già a fatica, seppur in via non esclusiva, da oltre 8 mila forestali, serve una revisione urgente delle decisioni o in alternativa un piano di assunzioni straordinarie perché si rischia di far trovare l’Italia in difficoltà alla prossima stagione di incendi boschivi”.
La contestazione è contenuta in una nota del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, inviata a tutti i vertici di governo.
Per Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo “i Forestali che sarebbero dovuti transitare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco dovevano essere molti di più, almeno 3 mila, anche per le correlate attività di polizia giudiziaria e amministrativa o mancherà il potenziale operativo e umano per gestire efficacemente anche questa attività”” .
Il Conapo reclama inoltre che, a seguito della soppressione della forestale, non sarebbero stati affidati ai vigili del fuoco “le strutture di formazione in materia di antincendio boschivo, gli automezzi che erano destinati ai servizi antincendi nei parchi naturali e gli elicotteri NH500 attrezzati per l’antincendio boschivo e che indiscrezioni riferiscono essere confluiti ai carabinieri”.
“Assurda poi è la situazione che si è venuta a creare nei vigili del fuoco a seguito della riforma, con gli ex forestali, elicotteristi compresi, che - spiega Brizzi - saranno adeguati al ribasso al penalizzante ordinamento pensionistico dei vigili del fuoco mentre dal punto di vista retributivo riceveranno un assegno aggiuntivo (pari alla sperequazione oggi esistente) non potendo per legge adeguare al ribasso anche la retribuzione. Una situazione che deve far riflettere il governo Gentiloni sulla necessità di sanare urgentemente tutte le disparità esistenti tra i vigili del fuoco e gli altri corpi dello Stato, per evitare danni ai forestali e dare così anche ai vigili del fuoco la meritata parità di trattamento. Il Ministro dell’Interno Minniti ne prenda atto”.

Salute
Stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia
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Redazione

 

Passi da giganti per il vaccino contro il tumore al seno. E' risultato sicuro ed efficace il vaccino che stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia in stadio iniziale su un gruppo di 13 pazienti su 54 arruolate nella sperimentazione. Il gene HER2 è sovraespresso nel 25% di tutti i tumori al seno ed è associato a una cattiva prognosi. I ricercatori del Moffitt Cancer Center hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e prenderlo di mira. Per prepararlo hanno isolato le cellule immunitarie dendritiche dal sangue di ogni paziente ed le hanno esposte a frammenti della proteina HER2. Per determinare se il vaccino fosse sicuro ed efficace, hanno eseguito uno studio su 54 donne che avevano cancro al seno di questo tipo in stadio precoce. Alle pazienti è stata iniettata una dose di vaccino personalizzato una volta alla settimana per 6 settimane in un linfonodo, sul tumore stesso o in entrambi i siti. Dai risultati, pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, è emerso che il vaccino era ben tollerato e la tossicità bassa; gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento e brividi. Circa l'80% delle pazienti valutabili ha avuto una risposta immunitaria positiva.
Inoltre 13 pazienti hanno raggiunto una risposta completa, ovvero l'assenza di malattia rilevabile all'interno di campioni chirurgici dopo la resezione. Maggiore efficacia è stata riscontrata in donne con carcinoma duttale (che colpisce le cellule dei dotti mammari). Precedentemente uno studio ha mostrato l'efficacia del vaccino GP2 contro tumori al seno HER2-positivi per evitare recidive in pazienti già operati.

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