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Lo spettacolo
Lele vince la categoria dei giovani
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di Paolino Canzoneri

 

SANREMO – La quarta serata, penultima della 67esima edizione del Festival di Sanremo, dopo la "pausa" con le cover interpretate dagli artisti in competizione, torna nel vivo della gara con i 20 big pronti a ruggire e a giocarsi l'ultima carta per accedere alla finalissima di sabato sera. C'è tensione palpabile perchè ogni performance deve essere il più possibile convincente ancor più di prima. Oramai le canzoni non appaiono più nuove e la giuria di Sanremo cosi come il pubblico votante da casa, comincia ad aver le idee sempre più chiare. Nella serata è prevista la proclamazione del vincitore della categoria Giovani e difatti la kermesse apre con l'ultima esibizione dei 4 giovani ragazzi in gara. Carlo Conti e Maria De Filippi aprono la serata introducendo i primi big sul palco: Ron. Chiara, Samuel e Al Bano. 
 
Una piccola ma tenera pausa prima di passare agli altri big la si rivolge ad una vittima della strage del lungomare di Nizza del 14 Luglio 2016 in cui persero la vita 84 persone, molti bambini, ad opera di un franco tunisimo affiliato jidhaista. Sul palco Carlo Conti scambia qualche parola con uno dei sopravvissuti presente con il nipotino scampato alla morte grazie alla pronta spinta del nonno accortosi della folle corsa a zig-zag del camion bianco intenta ad investire più gente possibile. 
 
Ritornano i big e risale sul palco l'artista vincitore con la miglior cover, Ermal Meta seguito da una divertente imitazione di Francesco Crozza dei sondaggi di Paglioncelli ma riferiti allo share ottenuto da Sanremo in termini di consenso del pubblico. 
 
Sale sul palco anche la bellissima e altissima moglie di Eros Ramazzotti Marica Pellegrini, un autentico schianto, ospite un po a sorpresa con un abito con uno spacco lungo,  décolleté e con una grande classe che racconterà le emozioni di Eros al Festival l'anno precedente quando nonostante in stato febbricitante, ha presenziato in prima fila. 
 
 
Riprende la kermesse con la big Fiorella Mannoia che media, giornali e rumors vari la danno come possibile vincitrice al Festival. Seguono Ron che stona leggermente in alcune parti del suo brano, Al Bano che invece interpreta la sua canzone con grande perizia canora nonostante la recente degenza ospedaliera. 
 
Torna nel palco a fare ridere la platea fino alle lacrime la grande e bravissima attrice comica Virginia Raffaele che lo scorso anno è stata la "reginetta" del Festival impersonando Carla Fracci, Belen Rodriguez, Sabrina Ferilli e Donatella Versace in performance indimenticabili che la storia del Festival ricorderà. Quest'anno la grande attrice regala l'imitazione spassosa ed estrema di un altro personaggio storico italiano, Sandra Milo. 
 
Si giunge cosi alla proclamazione del vincitore nella categoria dei Giovani vinta da Lele Esposito, artista proveniente dalla tramissione Amici condotta da Maria De Flippi. Il suo brano di Sanremo trova concorde il televoto con "Ora Mai".
 
Ripartendo con i big, qualche fischio dalla platea si sente alla conclusione del brano ballato di Francesco Gabbani "Occidentali's Karma". Seguono successivamente Michele Zarrillo e Bianca Atzei commossa dopo la sua interpretazione. 
 
Ospite sul palco Luca Zingaretti per presentare nuovi episodi del "Commissario Montalbano" di prossima trasmissione alla Rai. Non sono mancati i ringraziamenti allo scrittore siciliano Andrea Camilleri autore del personaggio del Commissario presente in moltissimi libri scritti e letti in tutta Italia con un successo immenso. 
 
Altro personaggio italiano storico riconosciuto in tutto il mondo è il produttore di hit famosissime Giorgio Moroder, presente in platea a cui viene dedicato un numero musicale e di ballo in una coerografia piena di colori e luci al ritmo dance con il d-jy Robin Schulz, premiato poi con un disco d'oro, che ripercorre la sua carrierea con medley di brani dance come "Hot Staff" di Donna Summer, "Call me" dei Blondie e "What a Feeling" (Flashdance) veri capolavori legati al genere dance degli anni 80 indimenticabili e a cui viene consegnato un premio speciale. Carlo Conti giustamente lo presenta con una frase esaustiva e perfetta: "Un grande italiano che ha fatto grande l'Italia nel mondo". 
 
Riprendono il palco i big con Sergio Sylvestri, Elodie, Fabrizio Moro per poi spendere pochi minuti, forse troppo pochi e di fretta, per un ringraziamento alle forze dell'ordine e volontari e per ricordare le vittime dell'eccidio delle Foibe durante la seconda guerra mondiale per l'infame  mano dei fascisti. Dopo la pubblicità Carlo Conti ha voluto riprendere il discorso del massacro delle foibe proprio per dargli il giusto peso dovuto.
 
Proseguono gli ultimi big in gara: Giusy Ferreri e Alessio Bernabei. Si procede cosi allo "spoglio" delle votazioni della giuria del Festival e dei voti da casa e vengono eliminati nientedimeno che Giusy Ferreri, Ron, Gigi D'alessio e Al Bano. Clamorose eliminazioni contestate a gran voce e fischi da tutta la platea che segnano forse un punto di arrivo storico. Forse un cambiamento di tendenza teso a spazzare via il "vecchio stile", i vecchi artisti per introdurre nuovi e più giovani interpreti della musica italiana provenienti dai talent show che oramai sono considerati l'unico vero trampolino di lancio. Ad eccezione della Ferreri che ha cantato più volte e male un brano che non le sembrava ben cucito addosso. Sembra che ci sia sempre meno spazio per le glorie, forse ingiustamente "rottamate" da centinaia di Fan-base disseminate nel territorio italiano che hanno voluto far sentire la loro presenza con il televoto che quest'anno come non mai, ha assunto un valore fondamentale e del tutto inaspettato. Sabato sera si capirà se la tendenza di giudizio collettivo penderà verso una nuova concezione musicale più propensa a nuovi e giovani interpreti della musica leggera italiana o se verrà riconfermato il plauso verso interpreti "stagionati" e dotati ma anche "datati".
Cultura & spettacoli
La voce, così come era chiamata, morì in una stanza d'albergo
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di Silvio Rossi

 

Cinque anni fa, in una vasca da bagno, nella stanza del Beverly Hilton Hotel, è stata trovata senza vita Whitney Houston, una delle più grandi voci della storia della musica. Stroncata da un infarto, a causa dell’abuso di droghe e alcool, è stata trovata esanime l’11 febbraio del 2012.


Nata nel 1963 a Newark, fin da piccola ha dimostrato le sue immense doti canore, a soli 11 anni era solista nel coro della New Hope Baptiste Church. Nata in una famiglia di cantanti, specialmente nel ramo femminile, sua madre Cissy Houston ha cantato per Elvis Presley e Aretha Franklin, le cugine Dee Dee e Dionne Warwick hanno calcato le scene per molti anni, Whitney ha partecipato a 15 anni al singolo di Chaka Khan I’m Every Woman come voce di sottofondo.


Dopo una lunga gavetta, ha raggiunto il successo mondiale a metà degli anni ottanta, con l’albun di esordio, che si chiamava semplicemente col suo nome, che si è piazzato al primo posto della classifica di vendite americana alla prima settimana di pubblicazione, e ottenendo con tre estratti il primo posto nella Billbord hot 100 (la hit parade d’oltreoceano).


Sono stati anni d’oro per la Houston, che coniugava una voce con un’estensione di tutto rispetto e un vibrato naturale che ha reso inconfondibile il suo timbro. Gli album successivi hanno ripetuto il successo del primo, con alcune chicche, in particolare la colonna sonora del suo primo film “The bodyguard” del 1992, dove recita al fianco di Kevin Kostner, che ottiene 42 milioni di copie vendute, un record ancora imbattuto per una colonna sonora.


Forse l’interpretazione nel film è il punto di massimo splendore di Withney, era in un momento di forma, fisica e vocale, supremo. Le canzoni Run to you e soprattutto I will always love you, una cover di un brano di Patty Labelle, sono giudicate, assieme ai due brani del disco di esordio All at once e The greatest love of all, le interpretazioni in cui si può apprezzare meglio la voce della cantante.


Il declino inizia ad arrivare a metà anni novanta, per colpa del marito Bobby Brown, sposato qualche anno prima, un cantante R&B con diversi precedenti giudiziari e accuse di violenza. I familiari di Withney cercarono di ostacolare il matrimonio, ma nel 1992 Withney si legherà all’uomo che alla fine le ha rovinato la vita.


Dopo voci su una sua dipendenza dalla droga, e una serie di controversie, con violenze ripetute da parte di Bobby, nel 2006 ottiene il divorzio, ma non sarà più la stessa.


L’importanza di Whitney Houston per la musica “nera” ha superato la sua voce, il suo talento. Come solamente Michael Jackson tra gli uomini, la sua figura ha superato il cliché del cantante di colore, spesso con buone doti canore, ma limitato nei ruoli da assegnare. Anche i più grandi interpreti prima di lei, come Ray Charles o Aretha Franklin erano confinati, nei film musicali, a ruoli di caratteristi. Con Bodyguard, Whitney era la star, la donna bellissima, il modello che precedentemente erano riservati a uomini e donne dal colore della pelle chiaro.


La storia, anche quella musicale, non si costruisce con i se e i ma, però si può facilmente immaginare, se Whitney non avesse conosciuto Bobby Brown, quale sarebbe stato il suo ruolo oggi.
Con circa duecento milioni di album venduti, in una carriera troppo breve, è stata una delle donne di maggior successo nella storia della musica mondiale.

Musica
Vengono eliminate le due coppie costituite da Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi, invece Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri e Ron rientrano in gara
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di Angelo Barraco
 
SANREMO – Vince Ermal Meta con il brano “Amara terra mia” nella categoria “Miglior esibizione cover”. Nella terza serata della 67esima edizione del Festival di Sanremo gli artisti i "Big" in  gara hanno cantanto le cover, ovvero una rivisitazione personale di brani apparteneti a grandi artisti del panorama musicale italiano. La kermesse si è aperta con la gara delle quattro nuove proposte, uno scontro a quattro che ha portato alla vittoria di Maldestro con il brano "Canzone per Federica" e Lele con "Ora mai" ed entrambi passano direttamente alla finale dove vi sono già Francesco Guasti e Leonardo Lamacchia. Sono stati eliminati invece Valeria Farinacci con il brano "insieme" e Tommaso Pini con "Cose che danno ansia".
 
Conclusa questa prima parte del festival dedicato alle nuove proposte, la De Filippi si immedesima in quella che è la sua proverbiale e seriosa voglia di raccontare che tanto l'ha resa celebre sui grandi schermi televisivi Mediaset, ma certamente questo proselitismo riflessivo non sembra convogliarsi bene con la spigliata capacità comunicativa di Conti, che sembra essere l'antitesi perfetta di un binomio non perfettamente equiparato nè riuscito come enunciavano i pronostici. Il piccolo coro Mariele Ventre dell'Antoniano di Bologna compie 60 anni e festeggiano questo importante compleanno debuttando per la prima volta in assoluto sul palco dell'Ariston, proponendo inoltre un "medley" di brani dal sapore nostalgico che hanno indubbiamente raggiunto l'animo di tutti i presenti in sala; "Volevo un gatto nero", "il Valzer del moscerino", ma come dimenticare brani che hanno segnato la nostra infanzia come "44 gatti" e "il caffè della Peppina".  
 
La prima "Big" a calcare il palco dell'Ariston è stata Chiara, che ha cantato "Diamante" di Zucchero, accompagnata dal Maestro Mauro Pagani. Un brano intenso e senza ombra di dubbio un accompagnamento di prestigio, ma la resa finale risultava convincente; il secondo artista è Ermal Meta, che ha cantato in modo pregevole e con una delicatezza disarmante il brano "Amara terra mia". La sua esibizione è stata bene accolta e applaudita da tutto il Teatro Ariston. La terza artista ad esibirsi è stata Lodovica Comello che ha riproposto il brano "Le mille bolle blu" di Mina, una lettura eccessivamente pop di un brano che ha rappresentato un punto cardine nella storia della musica italiana; segue Al Bano Carrisi che ha cantato "Pregherò", una cover che ha certamente dato vigore all'artista di Cellino San Marco che visibilmente è ancora provato dai problemi fisici pregressi che lo hanno colpito. La prima ospite della serata è stata Maria Pollacci, una simpaticissima signora di 92 anni che di professione ha fatto –e fa ancora- l’ostetrica. La donna ha fatto nascere ben 7.642 bambini e ha ricordato inoltre il primo bambino che ha fatto nascere nel 1945 e che oggi ha ben 70 anni e l’ultimo che ha fatto venire al mondo il 13 gennaio scorso. Un altro momento di intensa emozione e di spessore culturale finalmente individuato e ben contestualizzato ha riguardato l’esibizione dell’Orquesta de Reciclados de Cateura, costituita da ragazzi provenienti da Cateura, località che si trova ad Asuncion, Paraguay. Questi ragazzi che apparentemente sembravano condannati ad una vita di stenti vissuta ai margini della società decidono di costruire strumenti musicali con materiali riciclati presi dalla discarica come bidoni, scatole di latta e come testimonial dell’Unicef hanno portato in giro per il mondo il messaggio che la musica fa cambiare il colore dell’anima e se qualcuno pensa che il colore si possa associare ad un concetto di superiorità e predominanza culturale allora l’uomo è destinato a regredire senza colori e senza musica. 
 
Segue l’esibizione di Fiorella Mannoia che ha cantato lo storico brano di Francesco De Gregori “Sempre e per sempre”. Quella della Mannoia sembra quasi una vittoria annunciata, il pubblico l’ha accolta in modo estremamente caloroso inoltre, in questo unico e specifico caso, Carlo Conti e Maria De Filippi hanno abbattuto la barriera dell’imparzialità che i presentatori debbono avere nei riguardi degli artisti e Conti ha presentato la Mannoia con le parole “Donna Straordinaria!” e dopo l’esaustiva esibizione la De Filippi ha esclamato “Brava!”. Vincerà? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava Battisti. Segue Crozza con il suo video in cui ironizza sul Superball travestito da Papa Francesco e prende in giro Keanu Reeves e la sua inutile esibizione con il basso in mano in cui ha dimostrato ai più di saper reggere appena quattro note di uno strumento tanto sacro quanto importante, tanto indispensabile quanto difficile e la figuraccia dinnanzi a chi ha maestria con la musica non se l’è di certo risparmiata, ma è un attore e in tv anche le figuracce sono ricoperte di zucchero. Ha parlato delle cover: “Stasera c'è la serata cover. Come spieghiamo cosa sono? Una specie di rifacimento... ad esempio, il governo Gentiloni è la cover del governo Renzi che a sua volta era la cover di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi”.  L’artista che ha calcato successivamente il palco è stato Alessio Bernabei, che imbracciando una chitarra ha cantato “Un giorno credi” di Bennato, una versione estremamente pop e soft per un brano che trasuda rock e rabbia; segue Paola Turci che con un look aggressivo e trasgressivo, scollatura appariscente e vestita di nero come soltanto le vere rocker sanno fare ha cantato una maestosa versione rock di “Un’emozione da poco” di Anna Oxa.  Tanti gli ospiti della terza serata e l’altra big star della serata era Mika, musicista e presentatore che si è esibito in medley dei suoi più grandi successi riuscendo ad incantare un teatro rimasto attonito ai suoi piedi. Ha inoltre reso omaggio al suo idolo George Michael, venuto a mancare pochi mesi fa, cantando una maestosa versione di “Jesus to a child”. Prosegue il Festival con l’intrattenimento e non manca l’improvvisa voglia di Carlo Conti di scherzare e intrattenere il pubblico, si reca infatti da una signora di 105 anni e le fa cantare “quel mazzolin di fiori…” il pubblico ad unisono risponde “che vien dalla montagna”, sotto previo suggerimento ed iniziativa di Conti. La kermesse continua con l’esibizione di Gigi D’Alessio e la cover de “L’immensità” di Don Backy, il pubblico accoglie positivamente; segue Francesco Gabbani che ormai è divenuto un motore di energia e forza motrice di puro divertimento con le sue simpaticissime e coloratissime felpe/maglioncini a colori. Gabbani ha cantato il brano si Celentano “Susanna”, ricordiamo inoltre che è autore di un brano presente nell’ultimo disco di Mina e Celentano.  Ancora ospiti all’Ariston e vengono annunciati come L’Ispettore Giuseppe Loiacono e il Vice questore Rocco Schiavone, arrivano Alessandro Gassmann e Marco Giallini per parlare del nuovo film. Continua la gara e sale sul palco Marco Masini che rivisita lo storico brano di Giorgio Faletti “Signor Tenente”, l’esibizione viene accolta positivamente dal pubblico in sala ma certamente da essa viene totalmente rimosso il pathos e l’intensità che Faletti dava, il tutto sostituito da un pop preconfezionato per far contenti i meno affabili; segue Michele Zarrillo con il brano “Se tu non torni”, con il classico approccio del cantante che da anni lo contraddistingue; poi tocca a Samuel del Subsonica con “Ho difeso il mio amore” dei Nomabi; Sergio Sylvestre accompagnato da Soul System con “La pelle nera”; Elodie con il brano “quando finisce un amore” di Cocciante; Fabrizio Moro canta il Brano di De Gregori “La leva calcistica della classe 68” e Michele Bravi “La stagione dell’amore” di Battiato. Tocca poi ai sei big in gara a rischio eliminazione: Clementino, Giusy Ferreri, Ron, Bianca Atzei, Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi.
 
Vengono eliminate le due coppie costituite da Nesli e Alice Paba, Raige e Giulia Luzi, invece Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri e Ron rientrano in gara. Per la categoria “Miglior esibizione cover” vince Ermal Meta con il brano “Amara terra mia”. Nel corso della serata vengono ospitate inoltre Annabelle Belmondo, nipote di Jean Paul e Anuchka Delon figlia di Alain, un ingresso che non viene immediatamente accolto da fragorosi applausi da parte del pubblico e Carlo Conti stesso incita l’Ariston ad applaudire le figlie delle star mondiali. Un altro ospite internazionale che ha calcato il palco è stato Lp, nome d’arte di Laura Pergolizzi, artista e musicista fuori dagli schemi che ha cantato i suoi grandi successi “Lost on you” e “Other People”. Carlo Conti e Maria De Filippi hanno mostrato grande professionalità e carisma ma sembra che viaggino su binari paralleli e troppo legati alle loro rispettive carriere artistiche e professionali che nulla hanno a che fare con il festival di Sanremo e quello che è il contesto dentro il quale i due dovrebbero creare l’amalgama unico ed esclusivo: è realmente una coppia? “Lo scopriremo solo vivendo” cantava Lucio Battisti. 
Eventi
Complessivamente il secondo giorno di Sanremo ha evidenziato alcune lacune derivate dall'eccessiva compostezza di Maria De Filippi
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di Paolino Canzoneri

 
La seconda serata della 67ma edizione del Festival di Sanremo è apparsa da subito più sciolta e meno irrigidita della precedente. I visi dei due conduttori Carlo Conti e Maria De Filippi sono sembrati più sereni e più "carburati" rispetto la sera precedentedella precedente, galvanizzati dai risultati strabilianti di oltre 11milioni e 400mila ascoltatori, uno share pazzesco del 50% che non si era visto dagli ultimi dodici anni. La prima sera è sempre una insidia, una scommessa e un po tutto si gioca proprio lì. Le ottime critiche della stampa e l'egregio svolgimento dello spettacolo senza intoppi, ha premiato una organizzazione impeccabile e scrupolosa che ha smorzato la classica tensione dell'esordio. Anche in questa seconda serata, la passerella sanremese con gli undici big e ospiti vari hanno divertito la platea attenta e plaudente ma allo stesso modo ha portato alla luce alcune lacune.

Le prime esibizioni hanno riguardato le nuove proposte con "giovani di bella speranza" come Marianne Mirage, Braschi, Franscesco Guasti e Leonardo amacchia. Il televoto da casa sancisce la vittoria degli ultimi due che si scontreranno con gli altri big proseguendo la loro "kermesse".

Inizia cosi la gara dei big preceduta da una esibizione di un artista orientale, una via di mezzo fra il circense e il prestigiatore molto gradita dal pubblico. Arriva cosi il momento delle canzoni per Bianca Atzei con il suo brano "Ora esisti solo tu", brano condizionato da un canto a volte un po troppo "strillato" che non ha convinto infatti la giuria; Marco Masini con "Spostato di un secondo" che ha confermato il suo stile oramai consolidato e maturo; Nesli e Alice Paba con un brano leggero "Do retta a te" molto "sanremese" e Sergio Sylvestre, artista alto e fisicamente imponente proveniente dal programma condotto da Maria De Filippi "Amici" che con il brano "Con te" ha potuto dimostrare la sua forza canora.

Grande spazio ad un primo ospite di riguardo quale Francesco Totti, campione assoluto di calcio che rappresenta l'eccellenza calcistica a livello planetario. Totti è apparso emozionato con il suo viso oramai adulto e maturo, un quarantenne simpatico, disposto a scherzare anche su qualche piccolo strafalcione che gli tocca subire da una lettura imposta di nomi ed autori per introdurre altri big in gara. Divertente e forse fuori programma il lancio di palloni autografati nella vastissima sala dell'Ariston in mezzo al pubblico divertito.

La pausa dei big ha visto salire sul palco anche il signor Salvatore Nicotra, dipendente di un ente pubblico con un record di nessuna assenza dal lavoro in oltre 40 anni di lavoro. Carlo Conti, continua la sua scaletta di "eroi" che rappresentano il buono che c'è in Italia a dimostrazione che l'onestà e la professionalità non sono dettagli marginali.

Dopo solo l'esibizione di un big quale Gigi D'alessio con la sua "solita" canzone "La prima stella" è arrivato il collegamento tanto atteso con Maurizio Crozza che con grande maestria e competenza ha intrattenuto il pubblico con gag sulla politica e sull'annoso problema della carenza eccessive di nascite che condannano il nostro paese ad una popolazione con una presenza copiosa di anziani. Gradita moltissima l'imitazione brillante del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Altri big al microfono come Michele Bravi con "Il diario degli errori" e Paola Turci con "Tu fatti bella per te".

Primo dei due ospiti internazionali all'Ariston, Robbie Williams che ha proposto un piacevole "medley" composto da vari suoi successi. Artista di grande fama, ex componente dei Take That, in Italia ha conquistato un posto particolare nei cuori delle fan giovani e meno giovani grazie alla sua simpatia.

Storico il fuori programma, con la complicità di Carlo Conti, di un bacio in bocca improvviso di Wiliams a Maria De Filippi che ignara, aveva introdotto l'usuale abitudine del cantante inglese di chiamare una ragazza del pubblico dei suoi concerti per concederle un bacio in bocca appassionato.

Prosegue la kermesse con Francesco Gabbani e la sua canzone "Occidental's karma" seguita dal piacevolissimo ritorno sul palco dell'Ariston di Giorgia che ha confermato le sue doti canore con un piacevolissimo "medley" dei suoi brani che l'hanno portata al successo.

Michele Zarrillo ha cantato poi un suo brano in gara anch'egli dopo molti anni di assenza dalle scene.

Il secondo ospite internazionale è stato l'attore statunitense Keanu Reeves, che dopo qualche domanda di rito si è cimentato nel suonare il basso elettrico con l'orchestra in un brano rock di cui ne sfugge il senso effettivo. Da anni oramai si assiste all'abitudine di inserire a forza fra gli ospiti internazionali nomi eccellenti del panorama americano; attori hollywoodiani vengono "ingaggiati" con cachet "stellari" per presenziare a Sanremo invitandoli e costringedoli quasi a manifestare non quello che sono come persone ma quello che rappresentano come protagonisti dei loro film di successo planetario. Una sorta di ibrida presenza, una vera e propria pantomima senza senso della durata di pochi minuti che dovrebbe fare "rivivere" il personaggio cinematografico ma che nella realtà non è altro che una inutile spesa folle. Indimenticabile il nonsense ridicolo del balletto alla "Febbre del sabato sera" di John Travolta durante l'edizione di Sanremo del 2006 con la conduzione di Giorgio Panariello.

Ha ripreso cosi la gara con il brano di Chiara che ancora una volta è sembrata il clone di se stessa in un brano praticamente simile ai suoi precedenti. Chiudono la gara Raige e Giulia Luzi un duo nuovo che ha proposto un brano ritmato ed incalzante.

A chiudere la serata un numero divertentissimo di tre grandi cabarettisti e attori italiani fra i migliori che abbiamo: Enrico Brigano, Flavio Insinna e Gabriele Cirilli si sono cimentati in una spassosa e goliardica "medley" di classici brani di Sanremo con uno spiccato humor e una divertentissima teatralità che a distanza di oltre trent'anni li riporta quali amici ed ex colleghi a divertirsi con questo numero che eseguivano nei locali ai tempi della scuola di recitazione di Gigi Proietti, loro mentore.

Complessivamente il secondo giorno di Sanremo ha evidenziato alcune lacune derivate dall'eccessiva compostezza di Maria De Filippi in netto contrasto con lo spigliato carattere estroso di Carlo Conti che ne ha accentuato le profonde differenze facendo mancare quell'affiatamento che i due conduttori avrebbero dovuto dimostrare. La media degli undici brani in concorso in questa seconda serata è sembrata tiepida senza che si sia sentito qualche brano in netto risalto rispetto gli altri. La terza serata porterà la piacevole opportunità di vedere gli artisti cimentarsi in cover che daranno modo di mettere in risalto la capacità di interpretazione di un brano di altri artisti.
Musica
Passano il primo turno Alessio Berbabei, Samuel, Elodie, Ermal Meta, Lodovica Comello, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia e Al Bano
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di Angelo Barraco
 

SANREMO (IM) – E’ iniziata la 67esima edizione del Festival di Sanremo che anche  quest’anno vede come timoniere il carismatico e abbronzatissimo Carlo Conti, affiancato dalla regina dei salotti televisivi Mediaset Maria De Filippi. Tanta l’attesa che ha preceduto questa serata inaugurale e tante sono state le contestazioni che si sono innescate sui social network in merito alla remunerazione percepita dai conduttori, polemiche che sono state spazzate via dalla sincera voglia di trasformare quel palco che trasuda musica e spettacolo in uno specchio della società contemporanea che non dimentica i problemi che affliggono il paese.
 
Il Teatro Ariston ha aperto i suoi tendoni e acceso i suoi fari, in questa 67esima edizione del festival della canzone italiana, nel ricordo di Luigi Tenco e dei 50 anni della tragica scomparsa avvenuta proprio a nella città dei fiori. Un ricordo affidato nelle mani di Tiziano Ferro che delicatamente ha raccolto e pregiato l’Ariston della sua voce che ha graffiato gli animi dei presenti e degli spettatori che hanno assistito ad un gioco di suoni e di luci dal sapore antico e che hanno rievocato tempi lontani, desueti, ma al contempo mai dimenticati per via dell’importanza storia e culturale che ha pregiato il nostro paese. Nel corso di questa prima serata si sono esibiti gli undici “Big” in gara e ad aprire la kermesse è stata Giusy Ferreri, con il suo brano dal titolo “Fa talmente male”.
 
Un brano che non si discosta molto dalle sue precedenti produzioni e che enfatizza quella che è la tua tipica timbrica vocale che però non è stata certamente delle migliori. Il brano risulta comunque orecchiabile e certamente avrà eco nelle radio. Il secondo ad esibirsi è stato Fabrizio Moro con il brano “Portami via”, una linea retta tra il passato e il presente con l’intensità che tanto piace ad un pubblico giovane e attento; la terza che ha calcato il prestigioso palco dell’Ariston è stata Elodie con il brano “Tutta colpa mia”, giovanissima e fresca di talent show ha esordito con un brano dal sapore antico che ha sicuramente entusiasmato molti; l’attrice e conduttrice televisiva Lodovica Comello ha cantato il brano “il cielo non mi basta”, una sorpresa per molti e una scoperta per altri; un fragoroso applauso ha accolto l’ingresso di Fiorella Mannoia che ha presentato il brano “Che sia benedetta”, mantenendo uno stile che ha fatto della sua carriera un marchio riconoscibile e non ha deluso di certo le aspettative dei numerosi fan; è arrivato poi il turno di Alessio Bernabei, ex voce e leader dei Dear Jack che per la seconda volta ha calcato il palco dell’Ariston senza il gruppo che lo ha reso celebre, proponendo un brano che si chiama “Nel mezzo di un applauso” dal sapore prettamente pop e radiofonico; è toccato poi ad Al Bano Carrisi, che nel periodo natalizio è stato colpito da un improvviso infarto. Ha calcato il palco dell’Ariston presentando il brano “Di rose e di spine”, ricco di suggestioni sonore che però non ha potuto ben evidenziare con la sua performance a causa di un’esibizione in cui sono emerse delle difficoltà vocali, nel momento in cui ha concluso ha però ammesso di non essere in forma e tale gesto è stato bene accolto dalla Sala Stampa del Festival e dal pubblico che ha comunque apprezzato e gradito.
 
Dopo Albano è toccato a Samuel, voce dei Subsonica che gi aveva calcato il palco dell’Ariston con la sua band tanti anni fa e che oggi si presenta solista con il brano “Vedrai”, che mantiene comunque il marchio tipicamente pop che lo ha contraddistinto anche in passato; Ron ha presentato un brano dal titolo “L’ottava meraviglia”, marchiato da un’impronta riconoscibile di classicismo pop non indifferente con un testo che trasuda sensibilità e ricerca interiore; e’ tornano sul palco dell’Ariston il rapper Clementino che ha presentato il brano “Ragazzi Fuori”, titolo che rievoca lo storico film del 1990 diretto da Marco Risi e scritto e sceneggiato insieme a Aurelio Grimaldi. Riferimento al film o pura casualità? Chissà, fatto sta’ che emerge un orecchiabile ritornello radiofonico con sfumature dialettali che piacciono tanto alle nuove generazioni; Ermal Meta ha concluso la kermesse con il brano “Vietato morire”, voce sopraffina e musica ricercata, se ne sentirà sicuramente parlare. I “Big” a rischio eliminazione sono: Ron, Giusy Ferreri e Clementino e la graduatoria che ha portato a tale risultato è stata stilata da un televoto che è per il 50% del pubblico e per il 50% della Sala Stampa.
 
Passano il primo turno Alessio Berbabei, Samuel, Elodie, Ermal Meta, Lodovica Comello, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia e Al Bano. E’ difficile fare pronostici a seguito della prima serata ma da indiscrezioni si apprende che i favoriti al momento sono Fiorella Mannoia, Albano e Samuel, vi è inoltre grande attesa e aspettativa per Gigi D’Alessio.  Le esibizioni di ieri sera non hanno entusiasmato gli attenti ascoltatori della Kermesse Sanremese e sembra che molti artisti non siano riusciti a reggere il palco con dovizia e austerità, ma l’emozione gioca spesso brutti scherzi e suonare dinnanzi ad una platea attenta e composta e ad un’orchestra di quel calibro può far tremare i polsi e l’ugola a chiunque. Un festival in cui non sono mancati gli ospiti, dal monologo di Crozza che ha ripercorso con lucida e intelligente analisi la storia dell’Italia odierna, mescolando problematiche sociali ad inefficienze di carattere politico in cui ha parlato di Salvini sottolineando che “Pagato dall'Europa per dire che dobbiamo uscire dall'Europa”, ha parlato della Raggi, di Renzi e di tutto uno scenario passato e presente a noi ben noto. Gradevole e bene accolto lo sketch della Cortellesi con Albanese che si sono presentati con il nome d’arte di “Nicola e Valeria” e hanno interpretato un medley dei migliori brani di Sanremo degli anni passati. Grande attesa per Raoul Bova che ha presentato la cantante Elodie e ha intrattenuto la platea con il suo carisma e la sua ironia. Uno dei momenti più alti del festival è stato indubbiamente Ricky Martin, che attraverso la sua energica esibizione in cui ha proposto in medley dei suoi più grandi successi ha fatto ballare i presenti.
 
La prima serata del festival non è stata soltanto musica ma anche sociale e attualità, dove si è reso omaggio agli eroi che hanno salvato la vita ai sopravvissuti nella tragedia di Rigopiano, si è parlato inoltre di bullismo con i ragazzi dell’associazione pugliese MaBasta!, acronimo di Movimento Anti Bullismo Animato Da Studenti Adolescenti, nata a seguito di un tentato suicidio da parte di una giovane vittima di bullismo. Carlo Conti e Maria De Filippi sono indubbiamente dotati di enormi capacità comunicative ed entrambi hanno fatto emergere in questa prima puntata le loro rispettive qualità professionali, la compostezza e serietà caratteristica di Maria e la spigliata e proverbiale disinvoltura di Conti anche se a tratti sembrava proprio che i due non fossero propriamente sciolti e disinvolti nella conduzione e nell’adempimento delle rispettive parti: la coppia che scoppia non è forse esplosa? Lo scopriremo sicuramente nel corso delle prossime puntate per capirne di più. Questa sera intanto ci sarà la seconda puntata del Festival di Sanremo e si esibiranno le nuove proposte: Marianne Mirage, Francesco Guasti, Braschi, Leonardo Lamacchia. Seguiranno i Big: Bianca Atzei, Marco Masini, Nesli e Alice Paba, Sergio Sylvestre, Gigi D'Alessio, Michele Bravi, Paola Turci, Francesco Gabbani, Michele Zarrillo, Chiara, Raige e Giulia Luzi. Gli ospiti tanto attesi di questa seconda serata saranno: Keanu Reeves, Robbie Williams, Giorgia, Francesco Totti, Biffy Clyro, il mago Hiroki Hara, il trio Enrico Brignano, Flavio Insinna, Gabriele Cirilli, Sveva Alviti protagonista della fiction su Dalida e l'impiegato "modello" Salvatore Nicotra.
L'evento
Dal Black Jack Cafè di Grottaferrata giovedì 19 gennaio dalle 18:00 alle 18:30
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Red. Cronaca

Rifiuti, competenze, degrado cronico: questo il tema principale della prima puntata di OFFICINA STAMPA programma diretto dalla giornalista Chiara Rai che andrà in diretta web Tv giovedì 19 gennaio dalle 18:00 alle 18:30 direttamente dal Black Jack Cafè di Grottaferrata. Oltre che dalla location, il programma potrà essere seguito in diretta dalle ore 18:00 sul canale Youtube OFFICINA STAMPA e sul sito www.officinastampa.tv


Tra gli ospiti della puntata saranno presenti Maurizio Fontana, direttore del Parco Regionale dei Castelli Romani, Massimiliano Borelli, Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale del Partito Democratico e Consigliere comunale di Albano Laziale con deleghe alle Risorse Umane, Politiche del Lavoro e Formazione, Viabilità e Progettazione Europea. Marco Silvestroni Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale (capogruppo) e consigliere comunale di Albano Laziale (Fdi-An).  Ospite anche il Sindaco di Monte Compatri Marco De Carolis.


Il programma si aprirà con il video e la presentazione di un personaggio, “special guest” di Officina Stampa il cui nome sarà svelato domani: si tratta di uno tra i primi tre stuntman più famosi di Europa, con un curriculum straordinario e in procinto di far parte delle riprese della prossima serie di Gomorra e Suburra dopo il successo riscosso nelle precedenti serie televisive.


Nel corso della trasmissione verrà presentata l’Associazione Gens Albana. Presenti il Presidente Cinthia Vercelloni insieme ad alcuni ragazzi.


La rassegna delle principali notizie di interesse apparse su quotidiani locali e nazionali sarà curata dal giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.


Ad intervenire anche Simone Carabella, campione del mondo di culturismo e personaggio impegnato da sempre nel sociale.


Ma non è tutto perché ci sarà anche musica dal vivo con le performances del pianista cantante romano Domenico D’Agostino (Mimmo)


Gli ospiti potranno essere intervistati dai giornalisti direttamente al locale Black Jack Cafè a Grottaferrata, non appena terminata la diretta.

OFFICINA STAMPA ha l’obiettivo di accrescere la rete di comunicazione e interlocuzione tra media locali e nazionali e i destinatari delle notizie: le persone che partecipano e interagiscono tutti giorni attraverso i social, i cittadini impegnati nel sociale, letterati, artisti, professionisti che pensano che informare sia un servizio che non prevede soltanto un comunicatore e un destinatario ma uno scambio di idee, immagini e suggerimenti. Il tutto condito da intrattenimento, curiosità e buonumore.


Per rimanere aggiornati su iniziative ed eventi basta seguire la pagina Facebook:  https://www.facebook.com/OfficinaStampatv/

 

L'iniziativa
Tutti i giovedì, dalle 18.00 alle 18.30 in diretta dal Black Jack Cafè di Grottaferrata, a partire dal 19 gennaio, su www.officinastampa.tv
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Red. Cronaca

Iniziato il conto alla rovescia per 'Officina Stampa' il programma in diretta video web che sarà condotto dalla giornalista Chiara Rai e che sarà trasmesso dalle ore 18 alle 18:30 ogni giovedì a partire dal 19 gennaio dalla esclusiva location di Lino Ventriglia 'Black Jack Cafè' di Grottaferrata (Nodo Squarciarelli - v.le V. Veneto, 2)
Per ogni puntata saranno affrontate delle tematiche, presentati dei personaggi famosi ed emergenti,  promossi cd, libri, film, programmi, appelli per iniziative di carattere sociale, politico, forum e dibattiti.


Ma non è tutto perché ci sarà anche musica dal vivo con le performances del pianista cantante romano Domenico D’Agostino e ogni volta l’angolo della rassegna stampa curato da un giornalista ospite della trasmissione.

 

Per la prima puntata curerà la rassegna delle principali notizie di interesse apparse su quotidiani locali e nazionali il giornalista Marco Montini, collaboratore de "Il giornale della Provincia", "Le Città" e "La Torre". Ad intervenire anche Simone Carabella, campione del mondo di culturismo e personaggio impegnato da sempre nel sociale.


L'innovazione del progetto si trova nel fatto che il programma rappresenterà a tutti gli effetti 30 minuti di notizie e i vari personaggi ospiti delle puntate potranno essere intervistati dai giornalisti direttamente in loco a Grottaferrata, non appena terminata la diretta. Dunque Officina Stampa funge anche da "conferenza stampa" settimanale.


I giornalisti che assisteranno alla trasmissione direttamente dai salotti del Black Jack Cafè di Grottaferrata infatti, avranno la possibilità di intervistare personalmente gli ospiti della trasmissione e realizzare propri servizi per le testate che rappresentano. Insomma una "fabbrica d'informazione" a tutto tondo.


Martedì  17 gennaio saranno resi noti gli ospiti della prima puntata che verranno intervistati da Chiara Rai e anche le tematiche che saranno dibattute:
“Affronteremo temi che interessano direttamente noi tutti e che fanno parte del nostro quotidiano  – dice Chiara Rai – dai rifiuti, alla sanità, dalla sicurezza alle buche per la strada. Cosa importante è che cercheremo anche di chiarire alcuni punti e cercare di risolvere, laddove è possibile, anche qualche problematica”.


Officina Stampa ha dunque l’obiettivo di accrescere la rete di comunicazione e interlocuzione tra media locali e nazionali e i destinatari delle notizie: le persone che partecipano e interagiscono tutti giorni attraverso i social, i cittadini impegnati nel sociale, letterati, artisti, professionisti che pensano che informare sia un servizio che non prevede soltanto un comunicatore e un destinatario ma uno scambio di idee, immagini e suggerimenti. Il tutto condito da intrattenimento, curiosità e buonumore.


 Il 19 gennaio dalle 18 alle 18:30 il programma web, in alta definizione, sarà trasmesso in diretta sul canale www.officinastampa.tv pertanto l’invito è quello guardare e condividere insieme il laboratorio di idee e notizie.


Per rimanere aggiornati su iniziative ed eventi basta seguire la pagina Facebook:  https://www.facebook.com/OfficinaStampatv/
 

Cultura
L’attrice si è spenta all’età di 60 anni e nei giorni scorsi aveva avuto un infarto
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di Angelo Barraco
 
Il mondo del cinema è in lutto per la morte di Carrie Fisher, meglio conosciuta come la “Principessa Leila” di Star Wars, interpretata da lei a 19 anni nel 1977. L’attrice si è spenta all’età di 60 anni e nei giorni scorsi aveva avuto un infarto mentre era a bordo di un aereo che da Londra la stava portano a Los Angeles. La notizia della sua scomparsa è stata resa nota da un portavoce della famiglia e in un comunicato si legge “E' con grande dolore che la figlia Billie Lourd conferma che la sua amata mamma, Carrie Fisher, si è spenta alle 8.55 di questa mattina”, il comunicato di Simon Halls prosegue “Era amata dal mondo e ci mancherà profondamente, vogliamo ringraziarvi per i vostri pensieri e le vostre preghiere”.
 
La sua scomparsa ha scosso profondamente i fan di Star Wars e del cinema mondiale che oggi piangono la dolce principessa Leila che in passato veniva ammirata sui grandi schermi da grandi e piccini e oggi invece quegli stessi teatri e schermi di Hollywood che l’hanno resa celebre sono diventati meta di fan che portano corone di fiori in sua memoria. Carrie Fisher viene ricordata da tutti coloro che l’hanno conosciuta come una donna molto intelligente, una grande attrice e una scrittrice di talento nonché dotata di un umorismo non indifferente agli occhi degli altri. George Lucas, regista di Star Wars nel 1977 ha commentato “In Guerre Stellari Carrie e' stata una nostra grande e potente principessa, combattiva, saggia, piena di speranza, in un ruolo molto piu' difficile di quanto si possa immaginare”. Ma non sono mancati ulteriori commenti da parte di grandi attori e registi che si sono uniti al dolore di questa grande perdita. Harrison Ford ha commentato: “Carrie era unica, brillante, originale, "Buffa e emotivamente senza paura, Carrie ha vissuto la sua vita coraggiosamente”.
 
La “Principella Leila” era figlia di un cantante pop, tale Eddie Fisher e della celebre attrice Debbie Reynolds. William Shatner di Star Wars, con la commozione di chi ha potuto conoscere Carrie, ha detto “Si è spenta una luce”. Una luce che nel corso della sua carriera ha recitato in numerosi film oltre a Star Wars, ricordiamo “L’impero colpisce ancora”, “Il ritorno del Jedi” e molti altri e il famosissimo Blues Brothers con un cast d’eccezione. Malgrado i film in cui ha recitato abbiano avuto un enorme successo, Star Wars rimane una gemma nella storia della cinematografia poiché ha permesso a molti giovani e non di poter far fluttuare laboriosamente la fantasia verso galassie sconfinate e dove la scienza ha annullato le proprie barriere per dar spazio ad un mondo in cui tutto era possibile e aveva una logica consequenziale. Addio Principessa Leila, ci mancherai. 
L'evento
Un fiume di fuoco anima il corso della cittadina molisana alla vigilia di Natale
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di Simonetta D'Onofrio

 

AGNONE (IS) - Lo spettacolo della ‘ndocciata, tradizionale manifestazione del Natale agnonese, ha allietato, nel pomeriggio della vigilia, quanti hanno deciso di trascorrere le festività nel centro altomolisano.
La sfilata delle ‘ndocce, torce realizzate in abete bianco, una pianta presente nei boschi che circondano la cittadina nei monti molisani, ha illuminato il corso con la presenza di centinaia di volontari e di migliaia di spettatori.
Pur se negli ultimi anni il maggior numero di presenze si riscontra durante la sfilata che si svolge il giorno dell’Immacolata (quest’anno sono state stimate ventimila persone), il corteo del 24 dicembre ha un particolare fascino. Proprio il pomeriggio della vigilia è il giorno in cui tradizionalmente le ‘ndocce illuminano le strade di Agnone, l‘atmosfera ha un sapore più familiare, più vicino alla festa cui rendono omaggio.


Ricordo di riti che affondano le proprie radici nelle tribù sannitiche che abitavano il luogo nel periodo dell’antica Roma, nella sfilata agnonese si combinano una pluralità di simboli, che vanno dal bisogno di illuminare le strade percorse dalle greggi durante gli spostamenti notturni, alla credenza medievale che il fuoco allontanasse le streghe, fino alla simbologia che il fuoco rappresenta nel passaggio dalle tenebre alla luce collegato prima al Natale pagano, poi importato nella tradizione cristiana.
Proprio su quest’ultimo significato, sono state indicative le parole di papa Wojtyla quando nel 1996, per la celebrazione del suo 50° anniversario di sacerdozio, le torce hanno sfilato a Piazza San Pietro, accolte dalle parole del papa, che ha detto “Recando sulle spalle le gigantesche torce di abete e formando quasi un fiume di fuoco, voi proclamate l’amore di Colui che è venuto a portare sulla Terra il Fuoco del Vangelo”.


Lo scorso anno, le ‘ndocce hanno rappresentato la giornata dedicata al fuoco durante l’esposizione universale milanese, con un corteo che ha sfilato per i navigli, con cinquantamila spettatori alla Darsena.

Il progetto
Rodan Di Maria: "Un fitto sottobosco di gruppi e progetti individuali. Si tratta, al di là delle apparenti differenze, di un movimento musicale complessivo ben radicato a Palermo"
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di Paolino Canzoneri


PALERMO – La scena musicale underground palermitana, quella più "off", più estrema e complessa, quasi nascosta è stata raccontata e raccolta in un doppio album in vinile di recentissima uscita nel capoluogo siciliano. Il 10 Dicembre 2016 è uscito infatti un doppio LP frutto di un egregio e coraggioso sforzo di tre etichette discografiche palermitane che hanno dato vita ad un progetto autoprodotto che raccoglie brani assolutamente inediti di parecchi artisti che da anni occupano uno spazio importante nella scena musicale. Il genere prevalente è  legato all'elettronica suddiviso in varie avanguardie e sottotipi che includono musica concreta, atonale, psichedelica con vistose contaminazioni che passano da estremismi punk, rock fino a vere e proprie electro-improvvisazioni. 25 brani dalla forte individualità che esprimono e sprigionano una forza artistica radicata nel territorio che trova una valvola di sfogo grazie all'impegno di Almendra: casa discografica con studio di registrazione a pochi passi dal Palazzo dei Normanni vicina a musicalità caratterizzata dalla prevalente attenzione alle dialettiche attuali tra la musica classica, la musica elettronica, il nuovo jazz e rock e le musiche d’improvvisazione; Brusio Netlabel: etichetta discografica in rete con licenza copyleft cioè a libero scaricamento lontana quindi da logiche di "businness commerciale" che percorrere una linea di pubblicazioni prevalentemente digitali legate a sonorità elettroniche che spaziano dall'IDM all'industrial fino al glitch e oltre; e Qanat Records: etichetta prettamente rock ma con eccezioni e accezioni dall'indie-rock al metal, al punk hardcore fino al dub, jazz ed electro che vanta uscite musicali di band e realtà ritenute di alto valore storico legato alla storia della musica di Palermo.
 
Trentacinque anni di storia della musica underground palermitana spesso dalle fattezze per lo più artigianali e home made e riassunte in poche ma esaustive parole da Rodan Di Maria, uno degli organizzatori: "Un fitto sottobosco di gruppi e progetti individuali. Si tratta, al di là delle apparenti differenze, di un movimento musicale complessivo ben radicato a Palermo, e che anzi, assecondandone forse lo spirito artigianale della Città, costituisce una delle cifre artistico-espressive più originali e diffuse, radicata in una lunga tradizione di improvvisazioni dialettali, di teatro da strada e di "babbìo" (scherzo). Il disco è prodotto interamente "dal basso", senza finanziamenti esterni e senza intermediazioni di società di crowdfunding o simili.
 
Era fatale che un progetto del genere, radicale ed improntato al fare, trovasse spazio espressivo in un contesto socialmente aperto, emergente ed improntato alla crescita culturale". Il doppio vinile si presenta con un lavoro grafico eccelso; una copertina forte e chiara che vuole evitare fronzoli e futili tergiversazioni mostrando in serie tutti i volti "censurati" degli artisti partecipanti uno accanto all'altro quasi come fosse una segnaletica da questura o un confronto di riconoscimento per testimoni in una ambientazione quasi da cronaca nera. Una genialità grafica non convenzionale e lontana da autocelebrazioni o megalomanie d'ogni tipo, perfettamente a tono con la potenza musicale dell'oggetto che si ha nelle mani. Il disco è stato presentato dal vivo durante un concerto/Showcase al Montevergini Liberato, location storico-culturale nel centro storico di enorme importanza. Una meravigliosa cornice che ha visto l'esibizione di diversi artisti partecipanti e che ha riscontrato un interesse e una presenza di giovani e meno giovani che pone presupposti incoraggianti per future altre iniziative culturali di questo spessore.

Foto di Massimo Torcivia
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