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Eventi
Patrizia Mirigliani, Patron di Miss Italia, ospite di Chiara Rai
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Redazione

 

Patrizia Mirigliani, la Patron di Miss Italia, ospite della puntata di oggi del web talk condotto da Chiara Rai 'Officina Stampa' che sarà trasmesso in diretta a partire dalle ore 18 sul sito http://www.officinastampa.tv e anche sui social Youtube www.youtube.com/officinastampa e Facebook sulla pagina officina stampa.

A Mirigliani si deve il grande merito di aver introdotto nel Concorso Miss Italia innovazioni importanti, tese alla valorizzazione della donna. La sua può definirsi una conduzione rigorosa della celebre manifestazione portata avanti per oltre mezzo secolo da Enzo Mirigliani, che mette al primo posto la correttezza, il rispetto delle regole, l’etica e soprattutto la tutela della donna e della sua dignità. Si parlerà della carriera di Patrizia Mirigliani, del suo essere d’esempio per tante ragazze che partecipano al concorso: come bisogna comportarsi? Qual è l’attitudine giusta? Che cos’è Miss Italia?

 

Con la puntata di oggi scende in campo a Officina Stampa anche lo sport: Suggellata una importante collaborazione con ScrivoNapoli.it che si inserisce all’interno della trasmissione in uno spazio dedicato ai temi calcistici e non solo. La conduzione di "In campo con Scrivonapoli..." sarà a cura del giornalista professionista Marco Martone, direttore del quotidiano di informazione Scrivonapoli.it 


Nel salotto televisivo verrà poi affrontato il tema scottante della violenza sui minori e del cyberbullismo. Un minore su tre è vittima di violenze che si consumano in rete. È in continua crescita il numero di denunce presentate alla Polizia Postale per atti di cyberbullismo. Sono dati allarmanti che impongono una riflessione. Così come impone un approfondimento l’ormai diffusa pratica di assoluzione nei Tribunali in favore di presunti abusanti perché è difficile condannare e riconoscere una violenza sessuale, soprattutto se ad esserne accusato è un genitore o un parente stretto di un minore, quando l’unico testimone dell’abuso è solo il bambino che spesso si trova nel centro di un rapporto conflittuale tra due genitori separati.


Ospiti di Chiara Rai nello spazio dedicato alla violenza sui minori e Cyberbullismo sono:
La dottoressa Patrizia Torretta, direttore tecnico capo psicologo della Polizia di Stato dell’Uaci (Unità di analisi dei crimini informatici) e del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni
L’avvocato Gianluca Baldasseroni, componente del direttivo dell’Associazione nazionale Rompere il silenzio
La dottoressa Catia Annarilli, psicologa e psicoterapeuta del Centro Psicologia Castelli Romani
La giornalista de L'Osservatore d'Italia Simonetta D'Onofrio


Non mancherà il consueto "Angolo di Simone" condotto da Simone Carabella dove vengono affrontate tematiche legate al sociale  e ai problemi dei cittadini. Come non mancheranno i momenti musicali di Domenico D'Agostino (Mimmo).
 

GIOVEDI' 16 MARZO 2017 ALLE 18.00 INIZIA LA DIRETTA

Ospite a Officina Stampa
Il direttore Elvio Echeoni ha dato in anteprima una importante notizia che è l’ingresso a gamba tesa del Cantagiro nel panorama della musica internazionale
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di Ivan Galea

 

Il Cantagiro, storica kermesse musicale italiana, ospite d’eccezione della trasmissione OFFICINA STAMPA condotta da Chiara Rai ha ospitato il patron della manifestazione Enzo De Carlo, il direttore generale Elvio Echeoni, la conduttrice e giornalista di musica e spettacolo Giulia Carla De Carlo e Flavio Capasso il vincitore dell’ultima edizione del Cantagiro 2016.


Il direttore Elvio Echeoni ha dato in anteprima una importante notizia che rappresenta l’ingresso a gamba tesa del Cantagiro nel panorama della musica internazionale tant’è che quest’anno verrà suggellato un gemellaggio con Montreal in Canada: Enzo De Carlo con il Cantagiro sarà ospitato in Canada dal 14 al 18 aprile e il vincitore del festival a Montreal gareggerà nelle finali internazionali del Cantagiro di quest’anni che come sempre si terrà a Fiuggi e che vedrà in giuria esperti musicali d'eccellenza quali il Maestro Mario Torosantucci.


Del resto lo scorso anno c’è stato un banco di prova che lasciava pensare che presto si sarebbe suggellata questa unione: il 7 ottobre scorso, sul palco di Fiuggi, dove si è tenuta la chiusura del Cantagiro, è approdata anche Nadia Dolce, proveniente da Montreal, che ha partecipato e vinto la finale internazionale di questo concorso canoro.


Da Montreal l’attenzione si è sportata anche ad un altro grande gemellaggio che qualche anno fa fu fatto tra il Cantagiro e Sanremo: “Mi piace ricordarlo – ha detto il patron De Carlo – proprio sotto la mia edizione è stato l’anno del gemellaggio con Sanremo: fu una gran bella esperienza ricordo, ci fu un percorso di macchine d’epoca e molta sinergia. Ma poi questa collaborazione fu interrotta non per volontà del Comune di Sanremo ma piuttosto per una presa di posizione attribuibile alla vecchia amministrazione a Fiuggi. Attualmente l’amministrazione a Fiuggi è nuova e ci auguriamo che si possa riprendere questo discorso interrotto”.
Nel corso delle interviste è stato ripercorsa la memorabile storia della kermesse musicale che ha visto esibirsi , crescere e poi affermarsi artisti divenuti poi delle leggende nella musica italiana e internazionale, parliamo di personaggi come Lucio Battisti, Claudio Villa, Adriano Celentano, Massimo Ranieri, Gianni Morandi , Rino Gaetano.


Ma che cos’era il Cantagiro? Un giro d’Italia canoro estivo in grado di coinvolgere le maggiori piazze italiane con lo scopo di scovare nuovi talenti e far esibire i Big della musica nostrana: così concepì il Cantagiro Ezio Radaelli nel 1962 e oggi questa storica festa della musica è tornata ad imporsi sul panorama della musica italiana grazie a nuovi talenti prodotti in quest’ultimi anni come Chiara Pilosu ma anche tanti altri artisti emergenti che hanno poi calcato i palcoscenici di programmi televisivi e talent famosi al livello di Amici e X Factor. Al patron De Carlo è riconosciuta universalmente la capacità e abilità di aver dato nuova vita al Cantangiro lasciato nel cassetto e rispolverato nel 2005, quando è partita una nuova edizione della festa della musica italiana che è tornata nelle piazze portando visibilità per gli artisti emergenti e riscuotendo un consenso sempre più grande.

 

La mostra
Iniziativa condivisa da Regione e Governo
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A. M. M.


SPOLETO - Saranno esposte al pubblico, nella Rocca di Spoleto in provincia di Perugia, le opere recuperate dopo il terremoto del 24 agosto.

Questa iniziativa è stata promossa dalla Regione Umbria in collaborazione con il ministero di Dario Franceschini e l’ assessore alla Cultura ne ha illustrato i motivi:”Per una comunità che sa reagire e collaborare per realizzare interventi altamente qualificati di recupero e per far conoscere che la quasi totalità del suo territorio e dei suoi musei non è stata ferita dal sisma”- ha affermato Fernanda Cecchini.

Le opere in vetrina saranno visitabili nel periodo di Pasqua, tra cui un’ opera del Cherubini – San Francesco di Paola -

Eventi
Giovedì 2 marzo alle 18 un ricco parterre per la video diretta dal Black Jack di Grottaferrata (Rm)
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Redazione

 

Tutto pronto per la settima puntata di 'Officina Stampa', la trasmissione trasmessa in diretta video sul web, di giovedì 2 marzo alle 18. "Per seguire il programma - fanno sapere dalla produzione - basta collegarsi al sito www.officinastampa.tv oppure andare direttamente sulle nostre pagine social Facebook  o YouTube, dove tra l'altro - proseguono - si possono visionare le puntate precedenti"


Ancora ospiti d'eccezione per la giornalista Chiara Rai che conduce il programma: il Maestro Giorgio Battistelli, musicista di fama mondiale e attuale direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma e direttore Artistico dell’Orchestra della Toscana, che interverrà sulla annosa questione del precariato storico nei Conservatori di musica italiani. Argomento, questo, già affrontato lo scorso 23 febbraio insieme al Maestro Aldo Ragone, docente di Pianoforte Principale al Conservatorio Statale di Musica Lorenzo Perosi di Campobasso, al Maestro Carlo Pari docente di pianoforte principale presso il Conservatorio statale di musica Benedetto Marcello di Venezia e l’Istituto Musicale Corelli di Cesena e il Dottor Filippo Sica referente AFAM FLC CGIL per l’Istruzione Musicale in Campania. Un punto di vista, quello del Maestro Battistelli, che contribuirà a tenere alta l'attenzione su un fenomeno che appare a tutt'oggi ancora irrisolto e che rischia di restare nell'ombra trascurando quelle che sono a tutti gli effetti le eccellenze del nostro patrimonio culturale e musicale.


Continuerà ad essere affrontato il tema della criminalità.
In particolare il ritorno dell’eroina sul mercato illegale della droga. A parlarne insieme alla conduttrice Alfredo Iorio, candidato sindaco alle scorse comunali di Roma con Forza Nuova che ha messo in campo diverse iniziative per cercare di frenare questa vera e propria piaga sociale.


Ospite nell'angolo di Simone Carabella l’imprenditore agricolo e presidente Aspal Lazio Stefano Giammatteo. Verrà affrontato il tema ormai alla ribalta delle cronache inerente la direttiva Bolkestein.  


Ma la puntata non finisce qui, perché a calcare il salotto di Officina Stampa ci sarà anche il Cantagiro, la manifestazione canora che ha fatto la storia d'Italia: ospiti in studio il patron Enzo De Carlo e il direttore generale Elvio Echeoni. Con loro il vincitore dell'ultima edizione Flavio Capasso.

 

Previsto anche l'intervento del prorompente e simpaticissimo Antonio Delle Donne, cantante, autore e cabarettista, oggi speaker radiofonico di Radio Top 100rtv 96.6 FM con la trasmissione Top One. Non mancheranno poi i momenti di musica live con il pianista cantante romano Domenico D’Agostino detto “Mimmo”.

 

Come sempre a chiudere la puntata un momento di rassegna stampa della settimana con il giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.

 

Dalla produzione ricordano poi che la trasmissione può essere seguita anche direttamente in loco, presentandosi entro le 17:45  nel locale di Grottaferrata Black Jack Cafè di Lino Ventriglia.


Sembra quindi ormai consolidato l’obiettivo prefissato dagli ideatori di Officina Stampa: accrescere la rete di comunicazione e interlocuzione tra media locali e nazionali e i destinatari delle notizie: le persone che partecipano e interagiscono tutti giorni attraverso i social, i cittadini impegnati nel sociale, letterati, artisti, professionisti che pensano che informare sia un servizio che non prevede soltanto un comunicatore e un destinatario ma uno scambio di idee, immagini e suggerimenti. Il tutto condito da intrattenimento, curiosità e buonumore.
 

Errori e scivoloni
Nel segmento dedicato alla memoria degli artisti scomparsi la foto di una persona viva e vegeta è apparsa sotto il nome della costumista Janet Patterson
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Oscar 2017 con gaffe: a causa di una busta sbagliata consegnata a Warren Beatty, l'Oscar per il miglior film è stato assegnato a La La Land ma in realtà era stato vinto da Moonlight (VIDEO - IL MOMENTO DELL'ERRORE). I produttori di La La Land avevano anche iniziato il discorso di ringraziamento, poi la clamorosa smentita. Warren Beatty e Faye Dunaway dopo una lunga pausa e guardandosi negli occhi annunciano la vittoria di La La Land. I produttori del musical fanno il loro discorso ma vengono zittiti.

Ma il pasticciaccio dell'annuncio del film sbagliato per l'Oscar del miglior film non è stata l'unica gaffe della serata. Un altro errore sta provocando un ulteriore mal di pancia agli organizzatori dell'89/a edizione degli Oscar. Nel segmento dedicato alla memoria degli artisti scomparsi la foto di una persona viva e vegeta è apparsa sotto il nome della costumista Janet Patterson. Jan Chapman, produttrice cinematografica australiana ora si dice "devastata" per aver scoperto la sua immagine sotto il nome della collega scomparsa nell'ottobre del 2015.

PriceWaterhouseCooper - la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar - ha annunciato di aver aperto un'inchiesta su l'errore dell'annuncio del miglior film alla serata degli Oscar. "Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l'annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo".

"Ha vinto Moonlight - dice uno di loro, agitato e sconvolto - no non è uno scherzo. Ha proprio vinto Moonlight". Arriva Jimmy Kimmel, il presentatore e conferma la notizia, mostrando la busta. Ha vinto proprio Moonlight. Cosa è successo? Warren Beatty, cerca di spiegare: "Nella busta c'era scritto Emma Stone per La La Land". Jimmy Kimmel scherza: "E' colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più.

C'erano due biglietti nella busta. E' Berry Jenkins, il regista di Moonlight a spiegare cosa è successo alla fine della cerimonia degli Oscar quando La La Land è stato dato per vincente al posto di Moonlight. "Ho chiesto di vedere la busta non me l'hanno consegnata immediatamente. Quando ho avuto modo di leggere, ho visto che c'era chiaramente scritto Moonlight. Il fatto è che nella busta c'erano due biglietti". Nell'altro biglietto c'era scritto "Emma Stone per La La Land", era dunque una copia che annunciava la vittoria della Stone nella categoria migliore attrice protagonista e Warren Beatty ha letto quel biglietto, uscito per primo dalla busta. E' per questo che alla lettura è seguito un lungo silenzio e uno sguardo interrogativo scambiato con Faye Dunaway.

Dopo quel momento di incertezza Beatty ha annunciato la vittoria di La La Land, sul palco sono saliti i produttori del musical che hanno iniziato il discorso, interrotto poi da Jenkins che ha mostrato il giusto biglietto, sul quale c'era chiaramente scritto della vittoria di Moonlight. "Ho pensato che stava succedendo qualcosa di strano, ma non capivo cosa, è per questo che ho voluto vedere il biglietto… devo però dire che il momento di crisi è stato superato con molta grazia", ha concluso Berry Jenkins in sala stampa.

L'evento
In Molise i migliori ballerini di Danza Sportiva provenienti da ogni parte d’Italia
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di Simonetta D'Onofrio

 

CAMPOBASSO - Fine settimana importante per il Molise, protagonista assoluto di una competizione nazionale di altissimo livello nel campo della Danza Sportiva. Tutto pronto per la seconda edizione della manifestazione organizzata dalla A.S.D. Dancing Art Molise, scuola di danza sportiva di Campobasso, diretta dai maestri e tecnici federali Fids Luca Russo e Simona Trivisonno. Si terrà a Campobasso il 25 e 26 Febbraio 2017, la gara che assegnerà “La Dance Cup Molise” , con i migliori ballerini di Danza Sportiva provenienti da ogni parte d’Italia.

L'evento che si svolgerà presso il Palaunimol di Campobasso, autorizzata dalla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva) e patrocinata dalla Regione Molise e dal Comune e dalla Provincia di Campobasso, è riservata alle danze di coppia e alle danze artistiche e vedrà la partecipazione di quasi 1.000 atleti provenienti da tutte le regioni d’Italia.


Abbiamo intervistato il responsabile della manifestazione durante la conferenza stampa che si è tenuta nel capoluogo molisano, Luca Russo:  "Siamo estremamente soddisfatti, perché i dati dicono che la competizione è in crescita, con sempre più atleti che scelgono di venire a Campobasso per confrontarsi con altri atleti di livello nazionale e internazionale. Stiamo facendo di tutto per accogliere questo grande flusso di ballerini e di pubblico nel migliore dei modi. E tutto questo è possibile grazie al nostro fantastico staff di persone, tra genitori e ballerini della nostra associazione, che hanno dato un grande contributo nell'organizzare questo importante evento. Grazie anche alle tante aziende molisane che hanno aderito alla nostra iniziativa di offrire prodotti tipici molisani alle associazioni e ai ballerini più meritevoli".


Tanti gli sponsor che hanno dato un contributo al progetto per una valorizzazione che coinvolge l'intera regione, i quali hanno creduto fortemente alla qualità dell’evento, capace di rilanciare l’economia generale, anche in un'ottica di promozione turistica.
Tra questi ricordiamo una società molisane leader nel settore agro alimentare, DOLCEAMARO – PAPA CONFETTI E CIOCCOLATO, realtà che ha lo stabilimento operativo a Monteroduni, in provincia di Isernia. Si conferma per numero di riconoscimenti dei prodotti di qualità che produce, un’azienda leader nel settore dell’esportazione internazionale. Favorisce progetti, iniziative ed eventi per valorizzare il profondo rapporto esistente tra paesaggio, produzione tradizionale e identità culturale del territorio, nell’ottica di uno sviluppo capace di promuovere l’innovazione imprenditoriale.


Ecco il programma della manifestazione:

Sabato 25  a partire dalle ore 11.00, scenderanno in pista, per contendersi il trofeo della Dance Cup Molise, realizzato con la sagoma del Castello Monforte, le coppie di danze Standard e Latine di tutti i livelli dagli esordienti della classe D ai campioni della classe As, il livello più alto della danza sportiva, ossia quello internazionale.

Domenica 26 sempre a partire dalle 11.00, sarà il turno degli atleti delle Danze Caraibiche che con le loro combinate caraibiche, cubane e portoricane animeranno e rallegreranno il pubblico presente. A seguire, da ora di pranzo fino alla sera, scenderanno in pista tutti i ballerini delle Danze Artistiche, che si cimenteranno nelle varie discipline: Synchro Latin, Synchro Modern, Choreographic Dance, Show Dance, Latino Show e Hip Hop.
 

In scena
Il musical tratto dal film con Travolta conquista il pubbico e lo fa ballare
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di Silvio Rossi

Quando, quarant’anni fa approdò al grande schermo, La Febbre del Sabato Sera fu un fenomeno mediatico e sociale. Nel nostro paese ci furono ragazzi che andarono a rivedersi il film più di dieci volte, un fenomeno mai più ripetuto, e difficilmente ripetibile anche perché oggi le modalità di fruizione sono cambiate, la colonna sonora conteneva alcuni brani che sono diventati classici della discomusic degli anni settanta.
Dal film interpretato da un giovane John Travolta è stato tratto un musical teatrale, prodotto dal Teatro Nuovo di Milano, che è attualmente in programmazione al Teatro Olimpico di Roma, fino a tutta la prossima settimana.
Dal film, lo spettacolo ha ereditato la forza travolgente dei balletti, la simpatia di alcune battute, la musica che oggi riesce ancora ad appassionare i giovani, mentre a chi ha i capelli grigi ha un potere evocativo non indifferente.
In un cast ben amalgamato, composto da una ensemble di notevole livello, spiccano il protagonista, realmente credibile come emulo di Travolta, e Giovanna D'Angi, nel ruolo di Candy, la disk jockey e cantante del locale Odissey 2001, con una voce che colpisce l’attenzione del pubblico
Al termine dell’esibizione, tutto il teatro, praticamente pieno nonostante la concomitanza con Sanremo, ha iniziato a ballare sul posto alle note dei Bee Gees.

Protagonista nel ruolo di Tony Manero è Giuseppe Verzicco, stella di un cast ben equilibrato, che abbiamo intervistato prima dello spettacolo.

Lei non era ancora nato quando è stato realizzato il film. Come si è immedesimato nella storia?

È vero, io allora non ero nato, per cui conosco la storia del film per quello che ho letto. Ho saputo che ci sono stati ragazzi che sono andati dieci o quindici volte a vederlo. Non ho vissuto questo, per cui posso solo immaginarlo. Quando ero ragazzo, un fenomeno simile è stato Titanic. Ecco, io ho cercato di immaginare ciò che è successo all’uscita della “Febbre” facendo un parallelo col Titanic. Certamente questo non è per forza la stessa cosa, ma può aiutare a comprenderlo.

Posso assicurarle che, nonostante il successo di Titanic, il fenomeno esploso con la Febbre è stato decisamente superiore. Vorrei invece chiederle, come ha trovato i ragazzi degli anni settanta narrati nella storia? Sono uguali o diversi dai ragazzi di oggi?

Non mi sembrano molto diversi, credo che abbiano molte cose in comune. In particolare, vedo che i ragazzi, sia ieri che oggi, in genere, hanno poca curiosità. Così come Tony Manero, che era chiuso nel suo ambiente, e ha iniziato a cercare di migliorare solo dopo aver conosciuto Stephanie, anche oggi spesso vedo giovani che hanno bisogno di una scossa per incuriosirsi, per cercare qualcosa di nuovo.

Parliamo di te ora. Prima della Febbre, hai interpretato Grease e West Side Story, ti sei specializzato nei musical americani, sei diventato uno dei più apprezzati interpreti del genere. Come stai vivendo questo momento?

Sono molto contento di come vanno le cose. Devo ringraziare molte persone che mi hanno aiutato, che hanno creduto in me. Da parte mia ho lavorato molto, spero di poter essere sempre all’altezza.

Quali sono i tuoi maestri? Chi è il personaggio a cui ti sei ispirato?

In Italia il più grande di tutti, se vogliamo sommare insieme recitazione, canto e ballo, è certamente Massimo Ranieri. Lui è conosciuto principalmente come cantante, ma è stato il primo che ha dimostrato di saper cantare, ballare e recitare, sempre al massimo livello. Devo dire che una volta, quando durante uno spettacolo hanno paragonato la mia voce alla sua, sono stato molto orgoglioso, a parte il fatto che credo abbiano esagerato, ma comunque, sentirsi paragonare ai propri idoli non ha prezzo.

Ora sei in tournee con questo spettacolo. Stai già programmando qualcosa per il futuro, o attualmente sei concentrato tutto sulla Febbre?

Sono completamente concentrato sullo spettacolo, e su altre attività più piccole, che non riguardano direttamente le esibizioni, ma un’attività didattica.

Festival & Rassegne
L'operazione di "businness" nel legare insieme Rai e Mediaset è servita sicuramente per aggiornare il "parco artisti" con talenti nuovi in grado di fare la loro egregia figura
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
 
SANREMO – La 67esima edizione del Festival di Sanremo è stata vinta da Francesco Gabbani con il brano “Occidentali’s Karma” che si è aggiudicato inoltre il Premio Tim Music per il brano più scaricato; il secondo posto è stato conquistato da Fiorella Mannoia con il brano “Che sia benedetta” che ha portato a casa il premio per il miglior testo e il premio sala stampa; al terzo posto si è posizionato invece Ermal Meta, che conquistato anche il premio della critica. Un altro artista premiato e fragorosamente accolto dal Teatro Ariston è stato Al Bano Carrisin, premiato dall’orchestra per il miglior arrangiamento.  Al sedicesimo posto si è posizionato Clementino, al quindicesimo posto Alessio Bernabei, al quattordicesimo posto Chiara, al tredicesimo posto Marco Masini, al dodicesimo posto Lodovica Comello, all’undicesimo posto Michele Zarrillo, al decimo posto Samuel, al nono posto Bianca Atzei, all’ottavo posto Elodie, al settimo posto Fabrizio Moro, al sesto posto Sergio Sylvestre, al quinto posto Paola Turci, al quarto posto Michele Bravi. Numerose sono state le contestazioni  nel corso della nomina degli artisti e delle loro rispettive posizioni in classifica, non sono mancati i fischi e parole di diniego per alcune collocazioni in classifica rispetto che altre.
 
La kermesse sanremese è iniziata  ufficialmente con Carlo Conti in mezzo alla platea che lo ha accolto con effimero entusiasmo la platea presentando un gruppo rock costituito da ragazzi affetti da sindrome down chiamati “I Ladri di Carrozzelle” che hanno eseguito un brano dal titolo “Stravedo per la vita”; un vero e proprio inno al non arrendersi mai dinnanzi alle difficoltà della vita e incitando il prossimo a non tirarsi mai indietro. Il brano è stato dedicato a Piero, un ragazzo che faceva parte del gruppo ma venuto a mancare poco tempo fa. Trapela con piacere e immenso stupore dei presenti la spiccata intelligenza e autoironia del cantante affetto di cecità che si è rivolto a Conti dicendo che non avrebbe fatto le scale ad “Occhi chiusi”. Vengono presentati i presidenti della giuria di qualità che sono stati: Rita Pavone, Linus, Violante Placido, Giorgio Moroder, Paolo Genovesi, Giorgia Surina, Andrea Morricone, Greta Menchi. La serata inizia ufficialmente quando le luci dell’imponente Teatro sono spente e dei fari sono puntati su di un uomo che al centro del palcoscenico canta pregevolmente un brano acustico dal titolo “ci si arrende”, si tratta di Zucchero Fornaciari che sale su quel palco dopo 30 anni. Tanta l’attesa per l’ingresso di Maria De Filippi che però non scende dalle rinomate scale dell’Ariston calcate negli anni passati da tante soubrette, preferisce un ingresso comodo e nettamente defilato dicendo a Conti di non saperlo fare. E’ sicuramente la prima presentatrice a non essere scesa dalle imponenti scale dell’Ariston e certamente ha sdoganato anche un simbolo associativo prettamente legato alla figura della presentatrice che attraversa senza indugi i tanti gradini per salutare il pubblico. 
 
E’ la volta dei cantanti in gara e la prima ad esibirsi è stata Elodie. Tutti i cantanti hanno ricevuto un in bocca al lupo da una persona a loro vicina e nel caso di Elodie si è trattato di Loredana Bertè. Da puntualizzare i piccoli errori di Maria nell’elencare gli autori ed esecutori del brano, segno di stanchezza? Chissà, sta di fatto che l’esecuzione avviene in modo fluido e lineare, senza troppe novità rispetto alle precedenti.  Il secondo ad esibirsi è stato Michele Zarrillo, che riceve un in bocca al lupo da parte di Riccardo Fogli; segue Sergio Sylvestre ma sin da subito emergono problemi tecnici e non si capisce come mai il cantante non è presente, motivo? La scala era rimasta alzata e per tale ragione l’ingresso degli artisti risultava bloccato, Maria commenta l’accaduto “abbassiamo la scala credo sia impossibile che lui possa entrare”. La scala viene comunque abbassata, riceve un in bocca al lupo da parte di Eros Ramazzotti e l’esecuzione è pregevole. E’ il turno di Fiorella Mannoia, accolta immediatamente dalla platea dell’Ariston con fragorosi applausi e un tifo quasi da stadio. Le fa il suo in bocca al lupo l’amico Enrico Ruggeri. Dopo la promozione della fiction Rai “Studio 1” segue Fabrizio Moro che riceve un in bocca al lupo da parte di Gianluca Grignani e tocca poi ad Alessio Bernabei che li riceve invece da Rudy Zerbi, giudice del programma Mediaset Amici. 
 
Segue il tanto atteso collegamento con Maurizio Crozza, che parla di Donald Trump e del fatto che sia l’unico politico del mondo a mantenere le promesse elettorali che fa. Si è poi messo in testa una parrucca, ha indossato un paio di occhiali e dei baffi imitando il Senatore Razzi, facendo a sorpresa il suo ingresso all’interno dell’Ariston. Numerosi gli argomenti trattati, uno su tutti ha riguardato coloro che timbravano il cartellino in mutande ma Conti ha arginato prontamente il tema caldo, definendolo un “caso isolato” e ha preferito pilotare la conversazione verso altri lidi certamente più malleabili come la musica e la politica internazionale. Successivamente esegue un brano e dopo aver chiesto a Maria di presentarlo, da alla stessa 10 euro come gesto simbolico dicendole che è “diseducativo per i bambini” e simula un bacio. Intanto sullo sfondo aleggia il volto di Donald Trump mentre Crozza canta a gran voce “Attaccati al Trump”, il pubblico accoglie positivamente.
 
Continua la kermesse con Marco Masini che riceve un in bocca al lupo da Gabriel Batistuta. L’ultima serata ha visto una copiosa presenza di ospiti e sul palco torna ancora una volta, dopo l’esibizione introduttiva, Zucchero Fornaciari che questa volta canta il suo ultimo successo “Partigiano Reggiano”, la platea entusiasta applaude il cantante che a fine esibizione presenta a tutti i prestigiosi musicisti che lo accompagnano durante il tour di Black Cat, suo ultimo album in studio. I toni si calano, si assopiscono e Maria si immedesima nelle atmosfere di C’è Posta Per Te in cui racconta la vita e il trascorso e introduce la storia che ha portato alla nascita del brano “Miserere”. Zucchero racconta l’aneddoto che lo ha spinto a chiedere la collaborazione di Luciano Pavarotti e le successive iniziative benefiche che si sono sussegite come il Pavarotti & Friends realizzato in 12 edizioni e che ha portato tanto bene a popolazioni meno fortunate.  Si è esibito in una maestosa e commovente versione di “Miserere” con la voce di Luciano Pavarotti e la sua immagine dietro che hanno fatto tremare e commuovere l’Ariston, creando un suggestione ed emozione che si è tramutata in un lungo e fragoroso applauso e Zucchero ha omaggiato il suo amico scomparso dicendo “per Luciano, per Luciano!”. Viene consegnato inoltre un premio.
 
Si è esibita poi la cantante Paola Turci che ha ricevuto un in bocca al lupo da parte di Nek, segue un’esecuzione senza sbavature con un pubblico che plaude la sua espressività e l’intensità del suo brano. Tocca a Bianca Atzei che riceve un in bocca al lupo da Checco dei Moda’, autore del brano. Esecuzione del brano magistrale che entusiasma un pubblico sempre più coinvolto dai brani preposti. E’ il turno dell’energico nonché vincitore del Festival Francesco Gabbani, che riceve un in bocca al lupo dalla Celentano e con una giacca luccicante fa ballare tutto l’Ariston con la sua “Occidentali’s Karma” con a fianco l’immancabile Scimmia; è la volta di Chiara che riceve l’augurio da parte di Francesco Renga; segue Clementino che riceve un in bocca al lupo da parte di Edoardo Bennato. 
 
La serata si è aperta alle commemorazioni delle stelle musica italiana e viene chiamata sul Palco Rita Pavone che si trova nella giuria di qualità e le viene consegnato un prestigioso premio alla carriera. Carlo Conti la lascia sul palco a cantare un suo brano storico e l’esecuzione magistrale incanta tutti e si conclude con un fragoroso applauso dell’Ariston che si alza in piedi. La cantante, visibilmente commossa, esclama “71 anni me li porto bene” e con la palma d’oro in mano esclama “questo è vostro”. Commozione anche tra il pubblico presente. La gara intanto prosegue a ritmo veloce ed energico ed è il turno di Ermal Meta che riceve un in bocca al lupo da parte di Fiorello che fa dell’ironia dicendo “oggi tutto è truccato, anche il Festival è truccato, me lo ha detto Carlo Conti”. A parte qualche piccolo problema tecnico iniziale con la chitarra poi tutto fila liscio; segue Lodovica Comello che riceve un in bocca al lupo da Claudio Bisio.
 
E’ stato il turno di un altro prestigioso ospite sul palco dell’Ariston, Enrico Montesano. Il celebre attore non risparmia ironia e sarcasmo sulle problematiche politiche attuali, sulla mancanza di lavoro in Italia e non si risparmia nessun politico italiano, il pubblico accoglie positivamente la comicità che non tramonta mai e lo applaude con gusto. Prosegue la gara con Samuel che riceve un in bocca al lupo da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, segue Michele Bravi che riceve un in bocca al lupo da Fabio Rovazzi e poi è stato il turno di un’altra ospite, Geppi Gucciari che è scesa dalle scale dell’Ariston raccogliendo un grande applauso. Ha fatto una riflessione sull’attitudine che c’è in Italia nel dire le bugie, ha parlato di Giulio Regeni e l’assenza di verità in una vicenda tanto cara a noi quanto ingiusta, ha parlato del titolo sulla Raggi “patata bollente”. Segue un’altra ondata di ospiti come Alvaro Soler che ha cantato un medley e gli è stato inoltre consegnato un premio, poi è toccato ad Amara e Paolo Vallesi, Emanuele Fasano, lo Chef Carlo Cracco e Ubaldo Pantani che ha imitato Massimo Giletti.
 
Le considerazioni che si traggono alla conclusione di questa edizione sono positive in merito all'organizzazione complessiva. Impeccabile e precisa in ogni dettaglio, ha dato dimostrazione di essere al pari della grandi produzioni delle altre emittenti per quello che riguarda l'universo legato agli spettacoli. Tutto è stato coordinato con perizia grazie anche alla professionalità eccelsa e stagionata di Carlo Conti che alla sua terza prova di conduzione e gestione ha saputo riconfermare la sua enorme perizia e professionalità. Al suo fianco Maria De Filippi inizialmente forse un po troppo legata al suo modo pacato e lento di condurre una trasmissione, è riuscita non senza una certa fatica ad affiatarsi con Conti ma pur sempre in modo discontinuo.
 
L'operazione di "businness" nel legare insieme Rai e Mediaset è servita sicuramente per aggiornare il "parco artisti" con talenti nuovi in grado di fare la loro egregia figura. Le canzoni del 2017 complessivamente non sembrano siano state clamorose o meravigliose ma è pur vero che questa sensazione la si prova ogni anno perchè la musica è un po come il vino, per sentirne il suo sapore e la sua profondità, deve maturare nel tempo e deve diventare colonna sonora della vita degli italiani. Solo allora alcuni brani saranno destinati ad entrare nella storia della musica leggera italiana. E' stato importante mettere in risalto quanto di positivo c'è nel nostro paese in termine di attenzione e valorizzazione dei valori umani espressi nelle forze dell'arma e dell'ordine da sempre impegnati in interventi di assistenza non soltanto dinanzi a calamità naturali ma nel loro costante e quotidiano impegno che va sempre considerato. Da correggere forse l'eccessiva lunghezza dell'edizione.

Cinque serate appaiono un po una forzatura legata a motivi di pulsante ed ossessiva pubblicità ma alla lunga il tutto diventa stressante e forse anche controproducente. Quell'omino in giacca e cravattino che a ritmo del motivetto musicale cantato nientedimeno che dalla grande Mina, si dimena in quel balletto ritmato e sciolto diventa poi una presenza odiosa e stancante che già al terzo giorno si vorrebbe la presenza di un cecchino nelle vicinanze. Piacevole e divertente anche il contributo dalla sala stampa di Rocco Tanica, tastierista degli Elio e le Storie Tese che con la sua solita comicità "scabrosa" e irriverente fa da filtro per introdurre il Dopo Festival condotto anche quest'anno da Savino e coadiuvato dalla Gialappa's band. Divertente e godibile ma senza dubbio ben lontana dall'edizione condotta in toto da Elio e la sua band del 2008 fra le più divertenti in assoluto. La prossima edizione dovrà trovare un nuovo conduttore; più volte Conti ha affermato che questa del 2017 sarebbe stata l'ultima e quindi il "toto festival" avrà un intero anno per scommettere sul nuovo conduttore..Frizzi? Cucciaro?..vedremo. Intanto divertiamoci a ballare il tormentone del 34enne Gabbani che con il suo karma occidentale contribuirà a rendere la nostra vita quotidiana più ritmata e briosa. Buona la 67esima.
Lo spettacolo
Lele vince la categoria dei giovani
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di Paolino Canzoneri

 

SANREMO – La quarta serata, penultima della 67esima edizione del Festival di Sanremo, dopo la "pausa" con le cover interpretate dagli artisti in competizione, torna nel vivo della gara con i 20 big pronti a ruggire e a giocarsi l'ultima carta per accedere alla finalissima di sabato sera. C'è tensione palpabile perchè ogni performance deve essere il più possibile convincente ancor più di prima. Oramai le canzoni non appaiono più nuove e la giuria di Sanremo cosi come il pubblico votante da casa, comincia ad aver le idee sempre più chiare. Nella serata è prevista la proclamazione del vincitore della categoria Giovani e difatti la kermesse apre con l'ultima esibizione dei 4 giovani ragazzi in gara. Carlo Conti e Maria De Filippi aprono la serata introducendo i primi big sul palco: Ron. Chiara, Samuel e Al Bano. 
 
Una piccola ma tenera pausa prima di passare agli altri big la si rivolge ad una vittima della strage del lungomare di Nizza del 14 Luglio 2016 in cui persero la vita 84 persone, molti bambini, ad opera di un franco tunisimo affiliato jidhaista. Sul palco Carlo Conti scambia qualche parola con uno dei sopravvissuti presente con il nipotino scampato alla morte grazie alla pronta spinta del nonno accortosi della folle corsa a zig-zag del camion bianco intenta ad investire più gente possibile. 
 
Ritornano i big e risale sul palco l'artista vincitore con la miglior cover, Ermal Meta seguito da una divertente imitazione di Francesco Crozza dei sondaggi di Paglioncelli ma riferiti allo share ottenuto da Sanremo in termini di consenso del pubblico. 
 
Sale sul palco anche la bellissima e altissima moglie di Eros Ramazzotti Marica Pellegrini, un autentico schianto, ospite un po a sorpresa con un abito con uno spacco lungo,  décolleté e con una grande classe che racconterà le emozioni di Eros al Festival l'anno precedente quando nonostante in stato febbricitante, ha presenziato in prima fila. 
 
 
Riprende la kermesse con la big Fiorella Mannoia che media, giornali e rumors vari la danno come possibile vincitrice al Festival. Seguono Ron che stona leggermente in alcune parti del suo brano, Al Bano che invece interpreta la sua canzone con grande perizia canora nonostante la recente degenza ospedaliera. 
 
Torna nel palco a fare ridere la platea fino alle lacrime la grande e bravissima attrice comica Virginia Raffaele che lo scorso anno è stata la "reginetta" del Festival impersonando Carla Fracci, Belen Rodriguez, Sabrina Ferilli e Donatella Versace in performance indimenticabili che la storia del Festival ricorderà. Quest'anno la grande attrice regala l'imitazione spassosa ed estrema di un altro personaggio storico italiano, Sandra Milo. 
 
Si giunge cosi alla proclamazione del vincitore nella categoria dei Giovani vinta da Lele Esposito, artista proveniente dalla tramissione Amici condotta da Maria De Flippi. Il suo brano di Sanremo trova concorde il televoto con "Ora Mai".
 
Ripartendo con i big, qualche fischio dalla platea si sente alla conclusione del brano ballato di Francesco Gabbani "Occidentali's Karma". Seguono successivamente Michele Zarrillo e Bianca Atzei commossa dopo la sua interpretazione. 
 
Ospite sul palco Luca Zingaretti per presentare nuovi episodi del "Commissario Montalbano" di prossima trasmissione alla Rai. Non sono mancati i ringraziamenti allo scrittore siciliano Andrea Camilleri autore del personaggio del Commissario presente in moltissimi libri scritti e letti in tutta Italia con un successo immenso. 
 
Altro personaggio italiano storico riconosciuto in tutto il mondo è il produttore di hit famosissime Giorgio Moroder, presente in platea a cui viene dedicato un numero musicale e di ballo in una coerografia piena di colori e luci al ritmo dance con il d-jy Robin Schulz, premiato poi con un disco d'oro, che ripercorre la sua carrierea con medley di brani dance come "Hot Staff" di Donna Summer, "Call me" dei Blondie e "What a Feeling" (Flashdance) veri capolavori legati al genere dance degli anni 80 indimenticabili e a cui viene consegnato un premio speciale. Carlo Conti giustamente lo presenta con una frase esaustiva e perfetta: "Un grande italiano che ha fatto grande l'Italia nel mondo". 
 
Riprendono il palco i big con Sergio Sylvestri, Elodie, Fabrizio Moro per poi spendere pochi minuti, forse troppo pochi e di fretta, per un ringraziamento alle forze dell'ordine e volontari e per ricordare le vittime dell'eccidio delle Foibe durante la seconda guerra mondiale per l'infame  mano dei fascisti. Dopo la pubblicità Carlo Conti ha voluto riprendere il discorso del massacro delle foibe proprio per dargli il giusto peso dovuto.
 
Proseguono gli ultimi big in gara: Giusy Ferreri e Alessio Bernabei. Si procede cosi allo "spoglio" delle votazioni della giuria del Festival e dei voti da casa e vengono eliminati nientedimeno che Giusy Ferreri, Ron, Gigi D'alessio e Al Bano. Clamorose eliminazioni contestate a gran voce e fischi da tutta la platea che segnano forse un punto di arrivo storico. Forse un cambiamento di tendenza teso a spazzare via il "vecchio stile", i vecchi artisti per introdurre nuovi e più giovani interpreti della musica italiana provenienti dai talent show che oramai sono considerati l'unico vero trampolino di lancio. Ad eccezione della Ferreri che ha cantato più volte e male un brano che non le sembrava ben cucito addosso. Sembra che ci sia sempre meno spazio per le glorie, forse ingiustamente "rottamate" da centinaia di Fan-base disseminate nel territorio italiano che hanno voluto far sentire la loro presenza con il televoto che quest'anno come non mai, ha assunto un valore fondamentale e del tutto inaspettato. Sabato sera si capirà se la tendenza di giudizio collettivo penderà verso una nuova concezione musicale più propensa a nuovi e giovani interpreti della musica leggera italiana o se verrà riconfermato il plauso verso interpreti "stagionati" e dotati ma anche "datati".
Cultura & spettacoli
La voce, così come era chiamata, morì in una stanza d'albergo
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di Silvio Rossi

 

Cinque anni fa, in una vasca da bagno, nella stanza del Beverly Hilton Hotel, è stata trovata senza vita Whitney Houston, una delle più grandi voci della storia della musica. Stroncata da un infarto, a causa dell’abuso di droghe e alcool, è stata trovata esanime l’11 febbraio del 2012.


Nata nel 1963 a Newark, fin da piccola ha dimostrato le sue immense doti canore, a soli 11 anni era solista nel coro della New Hope Baptiste Church. Nata in una famiglia di cantanti, specialmente nel ramo femminile, sua madre Cissy Houston ha cantato per Elvis Presley e Aretha Franklin, le cugine Dee Dee e Dionne Warwick hanno calcato le scene per molti anni, Whitney ha partecipato a 15 anni al singolo di Chaka Khan I’m Every Woman come voce di sottofondo.


Dopo una lunga gavetta, ha raggiunto il successo mondiale a metà degli anni ottanta, con l’albun di esordio, che si chiamava semplicemente col suo nome, che si è piazzato al primo posto della classifica di vendite americana alla prima settimana di pubblicazione, e ottenendo con tre estratti il primo posto nella Billbord hot 100 (la hit parade d’oltreoceano).


Sono stati anni d’oro per la Houston, che coniugava una voce con un’estensione di tutto rispetto e un vibrato naturale che ha reso inconfondibile il suo timbro. Gli album successivi hanno ripetuto il successo del primo, con alcune chicche, in particolare la colonna sonora del suo primo film “The bodyguard” del 1992, dove recita al fianco di Kevin Kostner, che ottiene 42 milioni di copie vendute, un record ancora imbattuto per una colonna sonora.


Forse l’interpretazione nel film è il punto di massimo splendore di Withney, era in un momento di forma, fisica e vocale, supremo. Le canzoni Run to you e soprattutto I will always love you, una cover di un brano di Patty Labelle, sono giudicate, assieme ai due brani del disco di esordio All at once e The greatest love of all, le interpretazioni in cui si può apprezzare meglio la voce della cantante.


Il declino inizia ad arrivare a metà anni novanta, per colpa del marito Bobby Brown, sposato qualche anno prima, un cantante R&B con diversi precedenti giudiziari e accuse di violenza. I familiari di Withney cercarono di ostacolare il matrimonio, ma nel 1992 Withney si legherà all’uomo che alla fine le ha rovinato la vita.


Dopo voci su una sua dipendenza dalla droga, e una serie di controversie, con violenze ripetute da parte di Bobby, nel 2006 ottiene il divorzio, ma non sarà più la stessa.


L’importanza di Whitney Houston per la musica “nera” ha superato la sua voce, il suo talento. Come solamente Michael Jackson tra gli uomini, la sua figura ha superato il cliché del cantante di colore, spesso con buone doti canore, ma limitato nei ruoli da assegnare. Anche i più grandi interpreti prima di lei, come Ray Charles o Aretha Franklin erano confinati, nei film musicali, a ruoli di caratteristi. Con Bodyguard, Whitney era la star, la donna bellissima, il modello che precedentemente erano riservati a uomini e donne dal colore della pelle chiaro.


La storia, anche quella musicale, non si costruisce con i se e i ma, però si può facilmente immaginare, se Whitney non avesse conosciuto Bobby Brown, quale sarebbe stato il suo ruolo oggi.
Con circa duecento milioni di album venduti, in una carriera troppo breve, è stata una delle donne di maggior successo nella storia della musica mondiale.

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