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Il piano di rilancio economico della compagnia di bandiera, che ha archiviato il 2016 in profondo rosso
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Red. Cronaca

 

Tagli sui costi per un miliardo e aumento dei ricavi pari al 30% entro la fine del 2019. E, questione ancora in bilico, il rischio esuberi: circa 2mila. Sono questi gli interventi previsti dal nuovo piano industriale 2017/2021 approvato ieri dal cda di Alitalia arrivato oggi sul tavolo del governo.Il business plan predisposto dall'amministratore delegato Cramer Ball e passato al vaglio dell'advisor indipendente Roland Berger tenta di riportare all'utile la Compagnia entro la fine del 2019. Per questo motivo tra le misure annunciate vi sono un aumento dei ricavi pari al 30%, dagli attuali 2,9 miliardi a 3,7, entro la fine del 2019 e, sempre alla scadenza dei tre anni, la riduzione dei costi - operativi e del lavoro - per 1 miliardo di euro. Il piano di rilancio economico della compagnia di bandiera, che ha archiviato il 2016 in profondo rosso (si parla di perdite di gestione vicine ai 600 milioni), si fonda su quattro 'pilastri' principali: rivisitazione del modello di business; riduzione dei costi e incremento della produttività; ottimizzazione del network di collegamenti e delle partnership; nuove iniziative commerciali attraverso soluzioni tecnologiche già disponibili. Questione ancora irrisolta invece è quella degli esuberi di personale che potrebbero salire a 2mila unità e che servirebbero a ridurre le spese relative al costo del lavoro. Un tema che verrà discusso a breve con le organizzazioni sindacali durante l'incontro per illustrare i dettagli del piano, le misure relative al personale e trovare un accordo sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.

Cronaca
Giovanni Busi: "Nel mondo del vino cresce sempre di più la rappresentanza femminile"
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Su 1.688 viticoltori soci del Consorzio Vino Chianti oltre il 25% sono donne. Ben 429 imprenditrici che lavorano e investono in un settore che per anni è stato monopolizzato dalla presenza maschile. Un numero che fotografa un trend in crescita registrato negli ultimi anni dal Consorzio che ha deciso di tirare le somme alla vigilia dell'8 marzo. Il dato più incoraggiante, si legge in una nota, è che l'aumento della presenza femminile si sta manifestando anche fra quelle figure del settore dove fino a qualche anno fa le quote rose erano pressoché inesistenti, come vinificatori e imbottigliatori. Una crescita complessiva, dunque, che non risparmia alcuna area e che fa ben sperare sul futuro dell'intero mercato. Consolidati invece da tempo i ruoli femminili per i comparti legati alla commercializzazione e al marketing del vino, con risultati sempre più apprezzabili. "Nel mondo del vino cresce sempre di più la rappresentanza femminile - spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - e se da una parte lo confermano i dati che abbiamo per quello che riguarda i nostri vinificatori, dall'altra la componente femminile è ormai una certezza consolidata in settori quali il marketing e il commerciale. Sono infatti sempre di più le aziende che decidono di affidarsi a professioniste in questo campo e che hanno permesso di rinnovare il nostro mondo. Un influsso positivo e un trend che non riguardano solo il nostro Paese, ma che registriamo nei tanti viaggi internazionali che il Consorzio organizza".

Finanza & Economia
La compagnia prosegue anche la collaborazione con iberia
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di  Gianfranco Nitti



Costa Crociere ha annunciato di aver sottoscritto un accordo strategico internazionale con Vueling, che garantirà un ulteriore miglioramento dei servizi offerti ai suoi ospiti, grazie all’ampia offerta di voli di cui la compagnia aerea dispone da Barcellona, in quanto principale operatore dell’aeroporto El Prat. Contestualmente Costa Crociere ha confermato il rinnovo del suo accordo triennale con Iberia.


La collaborazione con Vueling consentirà ai passeggeri Costa provenienti dalla Spagna di raggiungere, passando per l’aeroporto di Barcelona-El Prat, i principali porti di imbarco delle navi Costa in Europa. Vueling metterà infatti a loro disposizione tutti i voli via Barcelona diretti  a Copenaghen, Bari, Amsterdam, Amburgo e Stoccolma. In aggiunta proporrà anche la rotta Parigi-Copenaghen. Inoltre, la collaborazione consentirà agli ospiti Costa provenienti dagli altri paesi europei di raggiungere Barcellona, uno dei principali porti di imbarco della compagnia italiana, per iniziare la loro crociera, grazie ai collegamenti aerei da Roma, Napoli, Palermo, Amsterdam, Monaco e Bruxelles. Per la stagione invernale 2016-2017, Vueling propone già collegamenti dalla penisola iberica e  isole Canarie, con servizio navetta da El Prat al terminal crociere di Barcellona.


Secondo David García Blancas, Direttore Commerciale di Vueling: "Questo nuovo importante accordo con Costa si propone di offrire alle agenzie di viaggio e a Costa Crociere una vasta gamma di opportunità, che si traducono in un servizio al cliente ancora più efficente, agevole e comodo".
Con questa partnership, che avrà durata triennale – dal 2017 al 2019 - Vueling metterà a disposizione dei passeggeri Costa 20.000 posti volo all'anno, per un totale di 60.000 posti nell’intero periodo. Per assicurare una migliore esperienza di viaggio, entrambi gli operatori offriranno ai clienti un’area check-in dedicata presso l'aeroporto di Barcellona-El Prat.

Accordo tra Costa Crociere e Iberia -
Iberia e Costa Crociere hanno prolungato di un anno, sino al 2019, il loro attuale accordo di collaborazione triennale (2016-2018), con un’aggiunta di 45.000 posti su voli charter per il 2019, che porterà a 175.000 l'offerta complessiva di posti disponibili.
Victor Moneo, Direttore Vendite Spagna di Iberia, ha commentato: "Siamo lieti di rinnovare la nostra partnership strategica con Costa Crociere, una compagnia con la quale collaboriamo dal 2014, con ottimi risultati. Questa collaborazione permette ai clienti di raggiungere i porti di imbarco delle crociere da tutte le destinazioni comprese nel network di Iberia, 125 in tutto il mondo. Inoltre, grazie al lavoro congiunto con Iberia Airport Services, i clienti hanno la possibilità di effettuare il check-in dei propri bagagli in aeroporto e di ritrovarli direttamente nella cabina della nave. Il nostro obiettivo è quello di offrire la migliore esperienza di viaggio possibile. "
Questa partnership permetterà di incrementare i collegamenti tra la Spagna, l'Europa e i vari porti di imbarco delle crociere Costa nel continente. In particolare, durante l’estate i passeggeri Costa potranno usufruire di collegamenti da Madrid per Trieste, Rostock, Stoccolma, Bari, Venezia, Copenhagen e Amsterdam.
Inoltre nell’accordo sono comprese diverse rotte da e per il Sud America, i Caraibi e gli Stati Uniti. Nell'estate del 2017 i passeggeri di Costa Crociere provenienti da Argentina, Cile, Brasile e Uruguay potranno raggiungere, passando per Madrid, i porti di imbarco europei delle crociere Costa. Allo stesso modo, durante l’inverno, gli Ospiti europei che prenoteranno una crociera in Sud America potranno volare con Iberia partendo comodamente dal proprio paese di origine per arrivare in tutti i principali aeroporti del Sud America, come quelli di Buenos Aires, San Paolo, Rio de Janeiro.

Gli accordi stretti con Vueling e Iberia nascono dalla volontà di Costa Crociere di offrire la migliore esperienza di crociera possibile, creando la rete di collegamenti aerei più efficiente del settore,  al fine di facilitare l'arrivo degli ospiti presso i porti di imbarco, in modo comodo e semplice.
Raffaele D'Ambrosio, Direttore Generale Spagna e Portogallo di Costa Crociere, ha commentato: "Siamo molto orgogliosi di presentare la nostra partnership con due aziende del settore turistico leader a livello internazionale. Con Vueling abbiamo firmato un primo accordo di tre anni, mentre con Iberia abbiamo rinnovato una collaborazione già di successo. Grazie a queste due iniziative, metteremo a disposizione dei nostri passeggeri più di 235.000 posti aerei fino al 2019, a conferma del nostro impegno per migliorare continuamente l'esperienza di viaggio e rendere ancora più accessibile il prodotto crociera ai nostri ospiti. Questo nuovo accordo rappresenta uno degli elementi principali della strategia di crescita a breve termine di Costa Crociere in Spagna e Portogallo ".

 

Finanza & Economia
Si tratta di titoli quotati in borsa la cui compravendita è regolamentata su un mercato simile a quello azionario
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Redazione

 

Che siano grandi o piccoli, che puntino ad un guadagno o a mantenere i capitali al “sicuro” evitando il deposito nelle banche che ultimamente stanno creando diversi grattacapi, gli investimenti assumono grande importanza. Ed è per questo che tra i risparmiatori italiani si fanno sempre più strada gli Etf.


Si tratta di titoli quotati in borsa la cui compravendita è regolamentata su un mercato simile a quello azionario e che riscuotono un grande successo anche per la possibilità di azione senza intermediari. Queste caratteristiche hanno portato ad un volume positivo del 3.5%, dato eccezionale soprattutto se confrontato al preoccupante -22.5% dei controvalori negoziati sul listino principale di piazza Affari, come riporta un articolo pubblicato da LaStampa. Gli italiani però non hanno “inventato” nulla, visto che stanno seguendo le tendenze mondiali che evidenziano un boom costante dei cosiddetti “replicanti”.


A spiegare questa crescita esponenziale degli Etf non sono soltanto i trend internazionali, ma anche la semplicità di utilizzo e i costi risibili per i risparmiatori. Le percentuali di costo oscillano tra lo 0,1 e lo 0,5%, e assicurano non solo un’opzione in grado di riprodurre l’andamento delle azioni di maggior successo, ma anche un recupero importante delle quote di performance. I costi di investimento, poi, sono nell’ordine di pochi euro, ed è per questo che sono molto appetibili per gli investitori di ogni tipo: “Gli Etf sono uno strumento appropriato per raggiungere una maggiore diversificazione del portafoglio – ha dichiarato il responsabile di Amundi Etf Italia Vincenzo Sagone al giornale torinese -, anche se è importante mixare l’investimento con più prodotti, non limitandosi solo agli Etf. In questo modo, si crea un portafoglio efficiente e in linea con il proprio profilo di rischio”.


A proposito di rischi, due diktat arrivano dal famoso investitore Warren Buffet, che ha sempre evidenziato l’importanza di non perdere denaro e di una gestione delle perdite, che è una delle basi per un investimento di successo. Ed è per questo motivo che, quanto meno per “l’esordio” nel mercato finanziario, è consigliabile affidarsi ai più esperti per operare la selezione delle azioni da mettere a portafoglio: “Non va sottovalutata l’importanza di una consulenza d’esperienza. La scelta dell’Etf su cui puntare va calibrata opportunamente - sostiene Emanuele Bellingeri, responsabile italiano di iShares -, seguire l’investimento nel tempo è fondamentale per non rischiare brutte sorprese sull’andamento di un singolo indice o Paese. Meglio non affidarsi al fai da te”.


Posta come condizione necessaria la possibilità di rivolgersi ad un consulente finanziario in grado di traghettare il risparmiatore durante i suoi primi passi nel mondo delle azioni, è altrettanto importante studiare il quadro macroeconomico attuale. In una fase congiunturale in cui regna l’incertezza sulla politica economica e monetaria dei prossimi anni, è fondamentale puntare ad un portafoglio variegato, in grado da una parte di cogliere appieno le opportunità di crescita, e dall’altro si mantengano nell’alveo della prudenza. Per un portafoglio ancor più variegato, si potrebbero puntare piccole quote anche su strumenti globali ad alto dividendo, che assicurano prospettive di rendimento più appetibili.

È importante evidenziare, però, che anche gli Etf possono nascondere brutte sorprese. Sono stati molti gli italiani che l’anno scorso hanno puntato sulla rinascita di piazza Affari, ma ora si “leccano le ferite” e fanno i conti con perdite a due cifre. Da non sottovalutare anche i rischi di cambio per gli strumenti legati al rendimento di oro e petrolio, entrambi quotati in dollaro. Anche per i più esperti, infatti, non è sempre garantito il capitale iniziale. Anche per questo motivo, gli investitori più piccoli devono rivolgersi agli investitori. È infatti assodato che solo una gestione oculata e quotidiana può portare a scenari positivi e anche a guadagni costanti nell’arco temporale di riferimento
 

I dati
I passeggeri aumentano del 4,4%, le merci e la posta del 3,1%, i movimenti commerciali di aeromobili dello 0,6%
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di Gianfranco Nitti


Secondo dati recentemente comunicati dall’ISTAT, nel 2015 si è consolidata la crescita del traffico aereo da e verso gli scali nazionali, confermando le tendenze espansive registrate nell'anno precedente. I passeggeri aumentano del 4,4%, le merci e la posta del 3,1%, i movimenti commerciali di aeromobili dello 0,6%.
L'incremento dei passeggeri riguarda solo i voli di linea e, in particolare, i voli internazionali che crescono in misura più intensa (7,7%) rispetto ai voli nazionali (1,8%).
I passeggeri dei voli charter diminuiscono invece in modo significativo, con un calo del traffico sia nazionale (-28,3%) sia internazionale (-20,7%).
Gli aeroporti che registrano i maggiori aumenti di passeggeri rispetto all'anno precedente sono Bergamo (1,6 milioni in più), Roma Ciampino (813 mila in più), Perugia (76 mila passeggeri in più), quelli con i cali più consistenti sono invece Rimini (310 mila in meno) e Cuneo (109 mila in meno).
Continua a diminuire l'utilizzo dei vettori nazionali da parte dei passeggeri arrivati e partiti negli aeroporti italiani.

 

Italia ancora al quinto posto nella classifica europea dei passeggeri

Nel 2015, il traffico dei passeggeri in Europa è aumentato del 4,8% rispetto al 2014, passando da 1,3 a 1,4 milioni. I paesi che nel 2015 presentano il maggior traffico in termini assoluti sono Regno Unito con circa 232 milioni di passeggeri (+12,2 milioni rispetto all’anno precedente), Germania con più di 194 milioni (+7,4 milioni rispetto all’anno precedente), Spagna con 175 milioni (+9,3 milioni rispetto all’anno precedente) e Francia con circa 142 milioni, ma con una diminuzione di 927 mila passeggeri; l’Italia si colloca al quinto posto nella classifica europea, con poco più di 128 milioni di passeggeri (+6,1 milioni rispetto al 2014). Complessivamente nel 2015 questi cinque paesi rappresentano circa il 62,9% delle destinazioni europee. Considerando l’andamento registrato tra il 2014 e il 2015 i maggiori incrementi riguardano Polonia (+12,6%), Irlanda (+12,5%) e Portogallo (+10,5), mentre si registra una forte riduzione per Danimarca (-5,9%) e Francia (-0,7%).
 

PADOAN, LETTERA A BRUXELLES,
Riforma strutturale e rilancio delle privatizzazioni sono sempre state considerate da Padoan le carte vincenti
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di Paolino Canzoneri

ROMA - A volte si ha la sensazione di stare "stretti" in una Europa che troppo spesso appare eccessivamente rigorosa nei richiami continui per il contenimento del debito ma le regole sono quelle e il nostro ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ieri ha inviato un "Rapporto sui fattori rilevanti" alla Commissione Europea dove ha chiarito che l'Italia proseguirà il suo cammino per rispettare le tappe relative all'avvicinamento del deficit strutturale considerato al momento eccessivo e per l'aggiustamento dei 3,4 miliardi di euro che corrispondono circa allo 0,2% del PIL che tanto accoratamente aveva preteso Bruxelles. In un laconico messaggio sui social, il ministro Padoan ha scritto: "Nessuna manovra estemporanea: riduciamo il debito nel nostro interesse con una strategia che protegge la crescita". Concetti pochi ma basilari  che vorrebbero palesare una risposta forte e decisa per calmare gli animi di Bruxelles convinta della necessità di una correzione dei conti "sprint" e rapida non condivisa da Padoan che invece registra segnali lievi di ripresa che non vuole compromettere. Una correzione rapida danneggerebbe la ripresa alla luce di due eventi dal sapore catastrofico, due incertezze finanziarie e politiche quali Brexit e Trump che seminano sul campo non poche perplessità e preoccupazioni. Il governo italiano vuole cercare di dimostrare che la propria parola vale tanto e pretende fiducia dalla comunità europea. Riforma strutturale e rilancio delle privatizzazioni sono sempre state considerate da Padoan le carte vincenti. Il commissario Pierre Moscovici il vice presidente Valdis Dombrovskis leggeranno attentamente il Def redatto da Padoan e giudicheranno la strategia per il contenimento del debito e vaglieranno le promesse di un ulteriore taglio alla spesa e di un inasprimento maggiore della lotta contro l'evasione, misure i cui frutti potranno evitare l'aumento dell'aliquota dell'IVA, provvedimento odioso e poco popolare ma che porterebbero comunque a ritoccare le imposte di bollo o di registro. Provvedimenti che porterebbero comunque ad una crescita del PIL maggiore anche se al momento è difficile quantificare e che tipo di impatto avrà una erogazione finanziaria necessaria per sopperire le spese del terremoto che affligge il Centro Italia. Si parla ad oggi di circa un miliardo di euro e proprio per questo verrà creato un fondo speciale per questa esigenza urgente.
L'accordo
Stop dei costi aggiuntivi quando si va all'estero
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L'abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno è assicurata: le tre istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno raggiunto, nella notte, un accordo sui prezzi all'ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. Era l'ultimo tassello mancante per consentire allo stop dei costi aggiuntivi quando si va all'estero di entrare in vigore, come precedentemente deciso, a metà giugno.

Le tariffe all'ingrosso saranno il 90% più basse delle attuali, spiega il Consiglio, consentendo agli operatori di offrire il roaming ai loro clienti senza aumentare i costi delle telefonate nazionali. Allo stesso tempo però devono essere abbastanza elevate in modo che gli operatori dei Paesi visitati possano recuperare i loro costi senza aumentare i prezzi al dettaglio. Inoltre, il tetto deve consentire di proseguire con gestione e l'ammodernamento delle reti in modo che i cittadini europei possano avere connessioni stabili dappertutto in Europa.

In base all'accordo, il 15 giugno 2017 il tetto dei prezzi all'ingrosso per i dati scenderà dall'attuale 50 euro a Gigabyte a 7,7/GB, e poi proseguirà a scendere in diverse fasi: dal 1 gennaio 2018 il tetto sarà 6 euro a Giga, dal 1 gennaio 2019 4,5/GB, dal 1 gennaio 2020 3,5/GB, dal 1 gennaio 2021 3/GB e dal 1 gennaio 2022 2,5/GB. E' un tetto significativamente più basso di quello inizialmente proposto dalla Commissione (8,5/GB), e consentirà comunque alle aziende di investire nelle reti di nuova generazione (5G), scrive il Consiglio. "Era l'ultimo pezzo del puzzle. Dal 15 giugno, gli europei potranno viaggiare nella Ue senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati nazionali", ha detto il commissario al digitale, Andrus Ansip

Agricoltura & Economia
Ad annunciare il progetto il presidente (IFAD) Kanayo F. Nwanze e il v. ministro Enrico Morando
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di Gianfranco Nitti



Si chiama SAFIN (Rete per il finanziamento e gli investimenti a favore dell’agricoltura familiare) ed è la nuova rete internazionale lanciata con lo scopo di colmare il vuoto di 150 miliardi di dollari di finanziamenti necessari alla crescita e rafforzamento  dei piccoli produttori agricoli dei paesi in via di sviluppo.   

L’annuncio della creazione del SAFIN è stato fatto dal presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) Kanayo F. Nwanze e dal viceministro dell’Economia e delle Finanze italiano Enrico Morando a chiusura dei lavori della conferenza internazionale "Investire nella trasformazione rurale inclusiva: approcci innovativi al finanziamento”, tenutasi a Roma.


La povertà e la mancanza di opportunità economiche nelle zone rurali determina la migrazione delle popolazioni dalle campagne alle città contribuendo all’instabilità e all’insicurezza alimentare. SAFIN riunirà in un’unica rete il settore privato e pubblico, quello filantropico, gli agricoltori e le imprese in modo che possano coordinare azioni e investimenti comuni volti a finanziare il mondo agricolo.


"Non servono solo più risorse, devono anche essere mirate in modo intelligente», ha spiegato Nwanze. E ha aggiunto: «Il risultato non sarà solo quello di migliorare le vite e la capacità di sussistenza delle popolazioni rurali, ma rappresenterà un vero e proprio miglioramento globale in termini di prosperità, benessere e sicurezza". "L'istituzione della SAFIN è un passo importante», ha detto Morando -, per la prima volta, rappresentanti governativi di alto profilo, istituzioni internazionali, organizzazioni non governative, società civile e settore privato lavoreranno "spalla a spalla" per condividere idee e procedure per rendere risorse e servizi finanziari disponibili ai piccoli agricoltori".


L’annuncio della nuova rete si colloca in un momento critico, caratterizzato da cambiamenti politici e crisi umanitarie (guerre, flussi migratori importanti, disastri naturali) che costringono a rivedere le priorità internazionali ed eventualmente a sottrarre finanziamenti destinati allo sviluppo. Tre quarti delle popolazioni più povere del pianeta vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo. La  maggioranza di loro  dipende  dalle piccole imprese agricole e dalle realtà ad esse associate. La mancanza di accesso ai servizi finanziari non permette loro di espandere  le proprie attività e quindi di avere redditi  dignitosi e di  sviluppare le economie delle comunità in cui vivono.


Le piccole e medie imprese delle aree rurali sono spesso considerate troppo grandi per avere accesso al micro credito ma troppo piccole per avere accesso a mutui da parte di banche commerciali che vedono i piccoli agricoltori e le piccole imprese agricole come investimenti rischiosi. "Grazie alla SAFIN, il problema delle piccole imprese agricole sarà reso noto al mondo intero e verranno trovate delle soluzioni», ha detto parlando a sostegno della Rete, Rupinder Singh Sodhi, amministratore delegato di Gujarat Co-operative Milk Marketing Federation in India. La conferenza è stata organizzata dall''IFAD assieme al Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano, la Brookings Institution e l'Università di Warwick.

 

Economia
Il pil crescerà quest'anno dello 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di ottobre
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Il Fmi lima le stime di crescita per l'Italia per il 2017 e il 2018. Il pil crescerà quest'anno dello 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di ottobre. Nel 2018 la crescita sarà dello 0,8%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti stime. Lo afferma il Fmi aggiornando il World Economic Outlook. Nel 2016 l'economia italiana è cresciuta dello 0,9%.

L'ex premier Matteo Renzi ha fatto molte riforme strutturali ''molto importanti'' e positive per l'Italia, ma molto resta da fare. Lo afferma il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, sottolineando che le riforme approvate vanno attuate.

Il Fmi conferma le stime di crescita mondiali per il 2016 e il 2017. Il pil globale crescera' quest'anno del 3,4%, per accelerare nel 2018 a +3,6%. Il Fmi rivede al rialzo le stime per le economie avanzate, che cresceranno quest'anno dell'1,9%, 0,1 punti percentuali in piu' rispetto alle stime precedenti, e nel 2018 del 2,0%, +0,2 punti percentuali.

Il Fmi rivede al rialzo le stime di crescita degli Stati Uniti e dell'Area euro nel 2017. L'economia americana si espandera' quest'anno del 2,3%, 0,1 punit percentuali in piu' rispetto alle stime di ottobre. Per il 2018 la crescita e' stimata a +2,5%, 0,4 punti percentuali in piu' rispetto alle previsioni precedenti. L'Area euro crescera' quest'anno dell'1,6%, +0,1 punti in piu' rispetto alle stime di ottobre. Invariata a +1,6% la crescita per il 2018.

L'economia inglese resiste alla Brexit. Il Fmi rivede al rialzo le stime di crescita della Gran Bretagna per il 2017, rivedendo al ribasso quelle per il 2018. La crescita inglese si attesterà quest'anno al +1,5%, 0,4 punti percentuali in più rispetto alle stime di ottobre, ma in rallentamento rispetto al +2,0% del 2016. Per il 2017 il pil inglese è previsto attestarsi al +1,4%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti.

Il Fmi avverte: sulle politiche dell'amministrazione Donald Trump c'e' ancora incertezza e questo potrebbe pesare sulle stime di crescita. Nel caso gli stimoli all'economia, che il presidente eletto ha assicurato, si mostrassero piu' sostenuti delle attese, la crescita globale potrebbe accelerare. Rischi negativi sulla crescita potrebbero invece arrivare dal protezionismo.

Padoan, stupito da revisione stime, no argomenti - "Sono un po' stupito" dalla revisione al ribasso delle stime del Pil per l'Italia da parte del Fondo monetario "perché le ragioni addotte per una crescita più bassa sono più incertezza politica, difficile da argomentare dopo il referendum e con un governo in continuità con il precedente, e problemi con le banche". Ma, ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al Tg3 "anche qui sono state prese misure per fronteggiare" alcune situazioni bancarie "che non sono preoccupanti".

dati Istat
I disoccupati salgono a quota 3.089.000, in aumento di 57.000 su ottobre e di 165.000 su novembre 2015
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Red. Economia 

 

Il tasso di disoccupazione a novembre torna a salire nonostante la crescita dell'occupazione. Il valore, spiega l'Istat, si attesta all'11,9% in aumento di 0,2 punti su base mensile e di 0,5 punti rispetto a novembre 2015, al livello più alto dopo giugno 2015. I disoccupati salgono a quota 3.089.000, in aumento di 57.000 su ottobre e di 165.000 su novembre 2015. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni a novembre calano di 93.000 unità su ottobre e di 469.000 su novembre 2015. Il tasso di inattività è ai minimi storici (34,8%).

La disoccupazione giovanile risale al 39,4% - A novembre il tasso di disoccupazione giovanile sale al 39,4%, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto al mese precedente, e tocca così il livello più alto a partire da ottobre 2015. Lo rileva l'Istat nell'analisi della fascia di età tra 15 e 24 anni. Il tasso di occupazione giovanile diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività - che include anche le persone impegnate negli studi - cala di 0,6 punti.

Novembre, +19.000 occupati su mese, +201.000 anno - A novembre gli occupati in Italia sono aumentati di 19.000 unità rispetto a ottobre (+0,1%) e di 201.000 unità su novembre 2015 (+0,9%). Lo rileva l'Istat spiegando che l'aumento riguarda le donne e le persone ultracinquantenni. Aumentano, in questo mese, gli indipendenti e i dipendenti permanenti, calano i lavoratori a termine. Il tasso di occupazione è pari al 57,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre. La crescita su base annua si concentra esclusivamente tra gli over 50 (+453.000).

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