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Le date
La mission: far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela
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MARSALA - Annuale appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, in svolgimento anche in provincia di Trapani nel fine settimana, volte a far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela. Il 25 e 26 marzo, a cura della delegazione provinciale del FAI (Fondo Ambiente Italiano), diverse le iniziative nei comuni di San Vito Lo Capo, Alcamo, Pantelleria e Marsala. Qui, il “Gruppo FAI”, si avvarrà del patrocinio dell'Amministrazione Di Girolamo, nonchè della collaborazione della Direzione del Polo Regionale Trapani-Marsala, dell'Associazione Amici del Parco archeologico e delle Scuole marsalesi. Il programma prevede visite in siti di pregio archeologico e architettonico, nonché legati alle tradizioni locali, che saranno illustrati - anche in lingua inglese e francese - dagli “apprendisti ciceroni”, ovvero dagli studenti marsalesi appositamente formati. A Marsala si comincia già venerdì 24 (ore 9-13) con la visita all'Area archeologica di Capo Boeo e al rinnovato Museo di Baglio Anselmi. Ad accogliere i visitatori, gli studenti degli Istituti Superiori “Giovanni XXIII-Cosentino”, “Pascasino”, “Garibaldi”, “Ruggieri” e del Comprensivo “Garibaldi-Pipitone” (le visite guidate si ripeteranno domenica). Ancora venerdì 24, in mattinata, apertura dell'Ipogeo di Crispia Salvia (via Massimo D'Azeglio), con accoglienza a cura del Comprensivo “Luigi Sturzo”. Sabato 25, gli studenti del Comprensivo “De Gasperi” guideranno i visitatori nel suggestivo Parco delle Cave di contrada Sant'Anna dove, dalle ore 9 alle 13, si alterneranno anche momenti musicali. L'ultimo appuntamento con le “Giornate di Primavera” - promosse dal Fondo Ambiente Italiano - è fissato per domenica 25 marzo nel Complesso monumentale di Santa Maria della Grotta: gli “apprendisti ciceroni” saranno gli studenti del Liceo Scientifico.

Violenza sessuale
Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi
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NAPOLI - In dodici, tutti minorenni, un anno fa furono arrestati e portati in comunità per avere stuprato e filmato ripetutamente una 15enne, costringendola a sottostare alle violenze del branco con la minaccia di diffondere i video hard realizzati in un bosco.
Accadde a Pimonte, paese dei Monti Lattari. Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all'epoca era 13enne e quindi non imputabile). Già ai domiciliari dallo scorso 20 febbraio, ora sono destinati a tornare a scuola o lavorare (uno di loro ha raggiunto i 18 anni di età), svolgere attività sportive e di volontariato. L'unica restrizione disposta dal giudice è di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi per ristabilire - mediante adeguati comportamenti e scuse - dei buoni rapporti con lei dalla quale devono ottenere il perdono.

Cronaca
"Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga"
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Il consigliere della quinta circoscrizione Giovanni Tarantino nelle fila de I Coraggiosi di Fabrizio Ferradelli è stata vittima di una aggressione nella movida del centro città di sabato notte verso mezzanotte. A spiegare è il giovane politico che sui social ha denunciato il fatto: "Ieri, intorno a mezzanotte, mentre stavo tornando a casa, sono rimasto imbottigliato nel traffico nei pressi di Piazza Nascè. Fermo nel traffico, ho leggermente sfiorato una macchina che mi stava davanti. È stato un attimo e il tizio alla guida dell'auto che avevo sfiorato, ha aperto la mia macchina e ha iniziato a picchiarmi, colpendomi con pugni in faccia. Non ho reagito, sono riuscito soltanto a malapena a chiudere lo sportello e ad infilarmi nella corsia d'emergenza e, fra l'indifferenza generale di decine di automobilisti e passanti che hanno assistito alla scena, infine sono riuscito a scappare con la macchina. Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga. Sono appena uscito dal pronto soccorso. Dopo una radiografia i medici hanno riscontrato una frattura scomposta delle ossa nasali e un versamento di sangue. Sporgerò denuncia per l'accaduto, ma quello che più mi fa male non sono i pugni, non sono le ossa rotte, non è l'occhio tumefatto, quello che più mi fa male è che nessuno si sia preoccupato neanche per un attimo di quello che stava accadendo". Stranamente il giovane Tarantino dopo essersi ripreso dalla perdita dei sensi non ha chiamato nè il 118 e neppure le forze dell'ordine e ha espresso l'intenzione di denunciare l'aggressione al suo avvocato la mattina successiva. I medici al pronto soccorso gli hanno riscontrato una frattura al setto nasale e un versamento non grave all'occhio destro. Prognosi di una ventina di giorni.
 
 
Il caso
Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta"
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P . C.

COMISO – L'inciviltà è una piaga che può essere combattuta non solo per vie legali come multe o more ma anche con quella che si può definire "pubblica gogna mediatica". Ed è proprio quello che è successo nella cittadina di Comiso nel ragusano dove il primo cittadino Filippo Spataro ha ritenuto efficace e "ammaestrativo" l'utilizzo della rete internet per "postare" un video-denuncia che ha ripreso il gesto palesemente incivile di alcuni cittadini ripresi con le classiche telecamere di videosorveglianza mentre abbandonano sacchetti della spazzatura e vari rifiuti ingombranti in strade divenute vere e proprie "discariche abusive". Alcune persone sono state identificate e dovranno pagare una multa salatissima di seicento euro. Il video pubblicato sul portale YouTube nel canale istituzionale mostra le immagini del misfatto con un sottofondo ad hoc scelto per evidenziare e sottolineare in una ottica di derisione e di pubblica gogna ovvero la musica "Siam tre piccoli porcellin" tratta dal capolavoro cinematografico a cartoni animati del 1933 "I tre porcellini". Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta". Il Sindaco Spataro aveva già espresso la chiara intenzione di voler incoraggiare l'utilizzo della rete per iniziative che provassero a scuotere le coscienze. 
 
 
Cronaca
"E' cosciente e sereno", hanno detto i sanitari che lo hanno in cura
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LECCE - Albano Carrisi é ricoverato nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce per una leggera ischemia che lo ha colto ieri mentre era in viaggio di ritorno in Puglia dalle Marche. Dopo essersi sentito male, Albano è stato ricoverato nel Policlinico di Bari per primi accertamenti e poi trasferito a Lecce. Il candante è ora ricoverato nella Stroke Unit, l' unità specializzata nella cura dell'ictus, all'interno del reparto di neurologia. "E' cosciente e sereno", hanno detto i sanitari che lo hanno in cura. La compagna Loredana Lecciso è attesa a momenti. Poco prima di Natale il cantante era stato operato proprio per dei problemi cardiaci. Stava provando la scaletta di un concerto all’Auditorium di Roma, a due passi da San Pietro, quando si era sentito male. Corsa in ospedale, allora, e intervento di tre ore. Perfettamente riuscito. Allora si trattò di due attacchi cardiaci. Al Bano era tornato sul palco per l’ultima edizione del festival di Sanremo.

Contro la mafia
Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore"
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LOCRI - Un colpo alla mafia sferrato nelle parole lapidarie del presidente della Repubblica e poco dopo la criminalità organizzata risponde. Dopo la visita di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, una scritta "più lavoro meno sbirri" e un'altra "don Ciotti sbirro", sono state tracciate la notte scorsa sul Vescovado di Locri dove risiede il vescovo Francesco Oliva e che in questi giorni ospita don Luigi Ciotti, presidente di Libera, per la manifestazione nazionale della Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Entrambe le frasi sono state subito cancellate, stamani, dagli operai del Comune. Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore".

Visita di Mattarella Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello stadio di Locri incontra i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera.Forte richiamo antimafia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Locri, nell'incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera. Bisogna prosciugare le paludi dell'arbitrio della corruzione, dove la mafia prospera, dice il capo dello Stato, sottolineando che i mafiosi non hanno senso dell'onore o del coraggio. E la lotta alla mafia deve riguardare tutti quanti, nessuno può pensare di chiamarsene fuori. Un messaggio anche al mondo politico: deve essere impermeabile alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose. Ed ogni zona grigia va azzerata, ammonisce Mattarella.

Letti nel corso della cerimonia gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie. Il Capo dello Stato é accompagnato dal Ministro dell'Interno, Marco Minniti, e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell'incontro a Locri con il Capo dello Stato. Un applauso ha accompagnato la lettura dei nomi. Anche il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva, nel suo intervento, ha fatto riferimento al Capo dello Stato come familiare di vittima delle mafie. "Le Chiese di Calabria - ha detto il presule - sono vicine a Lei, signor Presidente, e alla sua personale sofferenza per la perdita di suo fratello Piersanti, vittima anch'egli dell'arroganza criminale".

Come Chiese di Calabria abbiamo accolto l'invito di Papa Francesco ad essere fermento di una società animata dal Vangelo che s'impegna quotidianamente nella lotta alla 'ndrangheta e nella formazione ai valori della legalità, della solidarietà e della partecipazione civile". Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva nel suo intervento all'incontro dei familiari delle vittime di mafia con il Capo dello Stato Sergio Mattarella nell'ambito della Giornata della memoria e dell'impegno organizzato da Libera. "Questa terra, Presidente - ha aggiunto il presule - guarda a Lei con fiducia. Vede in Lei la presenza dello Stato e delle istituzioni, dalle quali si attende sempre maggiore attenzione. Con Lei oggi diciamo no alle mafie e a tutte le forme di associazione criminale. Diciamo no alla 'ndrangheta, che, insieme alla corruzione, rappresenta una delle cause più gravi della crisi sociale del nostro tempo. Siamo certi che le mafie possono essere sconfitte. Dipende dall'impegno di tutti e di ciascuno". "Questa terra - ha detto ancora mons. Oliva - guarda avanti e vuole lasciare alle spalle un passato triste d'ingiustizie, macchiato dal sangue versato da faide che hanno seminato morte e disperazione. Non vogliamo più morti e sangue innocente! La nostra terra nutre il sogno di divenire 'terra di speranza e luogo di bellezza' e sa di doversi impegnare nel purificare se stessa da ogni deriva mafiosa".

L'iniziativa
Un momento di grande attenzione verso il grave fenomeno del bullismo, dove relatori e operatori scolastici si sono confrontati con i numerosi studenti presenti
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MARSALA - Si svolgerà il prossimo 3 aprile, allo Stadio Municipale di Marsala (ore 10), la manifestazione conclusiva del progetto “Un Calcio al Bullismo” patrocinato dall’Ufficio XI Ambito Territoriale della Provincia di Trapani e dall'Amministrazione comunale di Marsala – Assessorato alla Pubblica Istruzione. Un forum itinerante che, in città, ha avuto come prima tappa l’Istituto Pascasino diretto da Annamaria Angileri, qui nella duplice veste di assessore e dirigente scolastico. Un momento di grande attenzione verso il grave fenomeno del bullismo, dove relatori e operatori scolastici si sono confrontati con i numerosi studenti presenti e partecipi con grande attenzione all’iniziativa. L'incontro al Pascasino – cui hanno partecipato le Società sportive partner del progetto, "Marsala Volley", "Scuola Rugby I Fenici" e "Marsala Calcio Femminile" - ha visto quali relatori la dott.ssa Rita Chianese (psicologa e psicoterapeutica) e la prof.ssa Marilisa Figuccia (Ufficio XI Ambito Territoriale di Trapani). Le stesse coordineranno l'appuntamento del prossimo 23 marzo, nella scuola “Sirtori”, per un secondo confronto di sensibilizzazione e per dire NO al bullismo.
La manifestazione conclusiva del 3 aprile con “La Partita della Solidarietà” sarà una giornata di sport e musica, cui prenderanno parte alcuni artisti di “Amici”, il talent show di Canale 5.

Cronaca
Nelle vicinanze del luogo del tentato furto, i militari hanno rinvenuto tre ciclomotori verosimilmente utilizzati dalla banda per spostarsi, privi di qualsiasi contrassegno identificativo
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PALERMO - Nel corso di un’attività notturna di controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Capaci hanno tratto in arresto quattro persone, con l’accusa di tentato furto in concorso di un’autovettura.

La banda composta da MAJORANA Antonino di 20 anni, GIULIANO Nunzio di 20 anni, e di due 17enni, tutti provenienti dal quartiere Z.E.N. di Palermo, era entrata in azione nel cuore della notte di venerdì scorso insieme ad un quinto complice, in corso di identificazione.

Armati di strumenti da effrazione e di una centralina elettronica che consente di mettere in moto i veicoli, con una grande abilità ed in tempi ridottissimi, erano già riusciti a forzare la portiera di una Lancia Ypsilon effettuando un piccolo foro all’altezza della serratura e, se non fosse stato per l’arrivo dei Carabinieri, di lì a poco sarebbero riusciti a mettere in moto il mezzo ed a fuggire silenziosamente.

All’arrivo degli uomini dell’Arma, due malviventi sono stati bloccati immediatamente nelle vicinanze del veicolo, altri due sono stati raggiunti dopo un breve inseguimento a piedi per le vie del centro. Il quinto complice è riuscito a fuggire per le campagne circostanti.

Nelle vicinanze del luogo del tentato furto, i militari hanno rinvenuto tre ciclomotori verosimilmente utilizzati dalla banda per spostarsi, privi di qualsiasi contrassegno identificativo.

Successivamente alla convalida dell’arresto da parte dell’Autorità Giudiziaria, i due maggiorenni sono stati posti in libertà mentre i due minorenni sono stati associati al centro di prima accoglienza “Malaspina” di Palermo.

Amministrazione pubblica e cittadini
La Soprintendenza non ha tenuto conto delle osservazioni critiche fatte al Piano Paesaggistico, ambito territoriale 2-3, deliberate durante il Consiglio Comunale del 6 giugno 2013
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di Ivan Galea


PETROSINO (TP) - L'amministrazione comunale di Petrosino ipotizza un ricorso al Tar, insieme ad altre amministrazioni comunali del territorio, rispetto i vincoli imposti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali sul Piano Paesaggistico relativo l'Ambito territoriale 2 e 3 che interessa anche i Comuni di Erice, Trapani, Paceco, Marsala, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Castelvetrano.


Gli amministratori di Petrosino lamentano il fatto che la Soprintendenza non ha tenuto conto delle osservazioni critiche fatte al Piano Paesaggistico, ambito territoriale 2-3, deliberate durante il Consiglio Comunale del 6 giugno 2013. E per questo si sta attivando presso le varie Istituzioni, di concerto con le altre Amministrazioni Comunali del territorio, per ribadire le osservazioni critiche già avanzate a suo tempo e chiedendo che siano recepite dal Piano Paesaggistico affinchè si possa portare avanti uno sviluppo sostenibile del territorio.


L’Amministrazione Comunale di Petrosino, ha infatti considerato il fatto che la Soprintendenza ai Beni Culturali non ha tenuto conto delle osservazioni critiche fatte al Piano Paesaggistico, ambito territoriale 2-3, già deliberate in sede di Consiglio Comunale il 6 giugno 2013 dove sono stati approvati all’unanimità i “Rilievi al Piano Paesaggistico riguardante gli Ambiti territoriali 2–3 – Fase di concertazione istituzionale ex art.144 del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio approvato con D. Lsg. 22 gennaio 2004, n.42 – Atto di indirizzo”. Il Consiglio Comunale era stato convocato in sessione straordinaria in considerazione del fatto che la Regione Sicilia, sulla base delle indicazioni espresse dalle Linee Guida del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, intendeva procedere alla pianificazione paesaggistica, su base provinciale secondo l’articolazione in ambiti regionali così come individuati dalle medesime Linee Guida.

“A livello Nazionale si cerca di semplificare la questione del  Piano Paesaggistico -Ambito territoriale 2 e 3 – sostiene con forza l’assessore ai Lavori Pubblici, Rocco Ingianni -, mentre a livello locale si paralizza tutto. Anziché regolamentare le aree vincolate, il Piano appone nuovi vincoli, senza tener conto delle peculiarità del territorio: tutti i giardini e aree alberate, seppur piccole, diventano paradossalmente boschi, come il parcheggio della più grande industria storica; le zone di espansione urbanistica, c.d. B, diventano inibite all'edificazione; nelle zone agricole non si potranno più realizzare delle serre, dei magazzini e dei locali per la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli. Di concerto con le Amministrazioni Comunali interessate, si sta pensando di portare avanti un’eventuale azione comune di impugnazione del Piano Paesaggistico dinanzi al TAR, evidenziando le criticità di mancata concertazione e le gravi ripercussioni sull’economia del territorio”.

“Nel Piano Paesaggistico – ha detto il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Zichittella - non si tiene conto delle reali esigenze del territorio, andando di fatto a contrastare le attività produttive già esistenti. A tal fine mi sto attivando per convocare nel più breve tempo possibile una nuova seduta di Consiglio Comunale ad hoc, in cui si discuterà delle osservazioni approvate a suo tempo e delle azioni da intraprendere per modificare il Piano Paesaggistico – ambito territoriale 2-3”.

L’Amministrazione Comunale di Petrosino aveva, infine, trasmesso alla  Soprintendenza alcuni rilievi all’adottando Piano Paesaggistico riguardante gli ambiti 2-3, proponendo delle modifiche, che riguardano principalmente la perimetrazione all’interno del territorio comunale, ai fini del regime di tutela, per tener conto delle realtà produttive esistenti e delle esigenze di sviluppo della comunità locale.
 

Bullismo e social
Il ragazzo, 13 anni appena compiuti, stava rientrando a casa quando ha incrociato cinque ragazzini, forse suoi coetanei. In tre, dopo averlo preso in giro lo hanno anche aggredito.
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NAPOLI - Il figlio è stato picchiato da tre bulli e, dopo aver denunciato l'accaduto ai carabinieri, il padre ha pubblicato la foto del volto tumefatto del tredicenne su Facebook lanciando un appello a quanti sono vittime di violenza a denunciare "perché gli autori di tali soprusi non devono passarla liscia". Il post ha raggiunto, finora, quasi diecimila condivisioni. L'aggressione è accaduta nel pomeriggio di ieri in via Cesare Pavese a Mugnano, un comune alle porte di Napoli.

Il ragazzo, 13 anni appena compiuti, stava rientrando a casa quando ha incrociato cinque ragazzini, forse suoi coetanei. In tre, dopo averlo preso in giro lo hanno anche aggredito. Il ragazzino, che era in compagnia di un suo amichetto rimasto profondamente scosso, ha riportato contusioni guaribili fortunatamente in pochi giorni. Il 13enne, tornato a casa, ha raccontato in lacrime tutto ai genitori che subito sono andati in caserma per la denuncia. I carabinieri della caserma e quelli della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, hanno immediatamente avviato le indagini. Poi il papà sul suo profilo Fb ha pubblicato anche la foto del figlio, per dire che bisogna fermare la violenza, affinché quello che è successo a suo figlio "non deve e non dovrà accadere a nessuno". Un appello accorato che in poche ore ha avuto circa diecimila condivisioni. Un post commentato anche da centinaia di persone che hanno espresso solidarietà alla vittima; un coro unanime di condanna al bullismo.

Cronaca
A San Gregorio di Catania con due auto utilizzate come ariete hanno infranto una vetrina del centro Commerciale “Porte di Catania”
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CATANIA - Nella mattinata di giovedì 16 Marzo 2017, in Catania, Messina, Agrigento e Catanzaro, su delega della Procura della Repubblica di Catania, militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Catania Fontanarossa hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su conforme richiesta della locale Procura, nei confronti di sei persone ritenute responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, furti aggravati e ricettazione.
Ad innescare le indagini il rapido susseguirsi di tre gravi eventi delittuosi: una prima rapina perpetrata da tre soggetti a volto coperto armati di pistola in danno di un’area di servizio con annesso bar tabacchi e rifornimento carburanti sita in Misterbianco (CT) nel luglio del 2014 seguita, a distanza di soli due giorni, da un’ulteriore rapina a mano armata nei confronti di un rifornimento carburanti sito ad Aci Castello (CT) e successivamente da altra rapina consumata presso un distributore di Catania in contrada Gelso Bianco, tutte commesse con analoghe modalità. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza degli esercizi rapinati e l’acquisizione dei successivi riscontri investigativi evidenziati nel corso di mirati servizi di osservazione e prevenzione consentivano di individuare uno dei rapinatori in LITRICO Giuseppe, 24enne di Misterbianco. Proprio seguendo gli spostamenti di quest’ultimo, in pochi mesi i militari delineavano componenti e caratteri del sodalizio criminoso, contraddistinto da elevata organizzazione e celerità di esecuzione di ogni singola attività delittuosa con efferate modalità di realizzazione; tale modus operandi consentiva al gruppo di essere protagonista di più fenomeni delittuosi anche nella medesima giornata, non solo nella città di Catania, ma nel territorio dell’intera provincia etnea.
Oltre al LITRICO, quindi, altri 5 i membri fermati facenti parte del nucleo, stabile e sempre attivo: il 38enne FERLITO Francesco, ritenuto il promotore del gruppo, FAMA’ Maurizio, 37enne, LA ROSA Carmelo, MOLINO Carmelo e SCARPATO Anthony, quest’ultimi 24enni, tutti di Catania; nei loro confronti gravi indizi di colpevolezza rappresentati dall’esame incrociato delle registrazioni video che immortalavano le loro caratteristiche fisiche (i volti, spesso, erano coperti da passamontagna) e soprattutto i sequestri effettuati presso le rispettive abitazioni di numerosi indumenti – molti dei quali idonei al travisamento – del tutto coincidenti con quelli utilizzati per le rapine.
Tra gli episodi delittuosi perpetrati si annovera quanto accaduto alla fine del mese di Luglio 2014 allorquando i predetti soggetti, utilizzando due autovetture provento di furto commesso a San Gregorio di Catania come ariete, durante la chiusura notturna infrangevano una delle vetrine d’ingresso del centro Commerciale “Porte di Catania” per penetrarvi e girovagare per la galleria commerciale a bordo delle stesse auto. Abbandonato il centro commerciale, nella stessa giornata, la banda realizzerà due rapine a mano armata in danno di distributori di carburante, la prima ad Acireale la seconda a Catania.
Inoltre, nel corso delle indagini e dei relativi servizi, condotti tra il mese di luglio 2014 ed il febbraio 2015, venivano acquisiti elementi per attribuire al gruppo la responsabilità di oltre 20 gravi delitti contro il patrimonio colpi, tra rapine a mano armata, spaccate a centri commerciali, bar tabacchi e gioiellerie, nonché numerosi furti e ricettazione di auto utilizzate per portare a termine i reati, nei centri abitati di Catania, Misterbianco, Aci Catena, Aci Castello, Belpasso e Nicolosi, per un bottino, complessivamente quantificato in circa 50 mila euro tra denaro contante, tabacchi e biglietti “gratta e vinci”.
Gli arrestati sono stati tradotti presso le case circondariali di Catania, Messina, Caltanissetta e Catanzaro. 

Fiamme Gialle
Accuse di corruzione e turbativa d'asta
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NAPOLI - La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un'inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa.

L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, come detto a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico.

Reportage
Nel murale anche una dedica al compianto Vito Trapani, l'artista marsalese che nel 2007 – proprio in piazza Peppino Impastato guidò gli alunni nella realizzazione di un graffito
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO

 


Red. Cronaca


MARSALA (TP)
- Parole, disegni, fiori e colori stamani in piazza Peppino Impastato per l'ultima attività del programma “Oltre l'Otto Marzo 2017”, le iniziative per la “Giornata Internazionale delle Donne” promosse dagli Assessorati alle Pari Opportunità e Politiche Culturali. Scuole (“Garibaldi-Pipitone”, “Cosentino”, “Pascasino”) e Associazioni (“Pachamama Factory”, “Club per l'Unesco”, “Libera”, “Archè”) hanno dato il proprio fondamentale contributo alla realizzazione del “Murale dei Giusti e delle Giuste di Sicilia”, ispirato al progetto dell'Associazione “Nuova Dimensione” finanziato dal Consorzio Legalità e Sviluppo di cui Marsala fa parte. Il tocco squisitamente artistico è stato quello di Fabio Ferrara che ha introdotto le immagini conclusive nel murale. Altra iniziativa interessante è stata la riqualificazione della stessa piazza Impastato, con essenze arboree collocate nelle aiuole ripulite e sistemate.

 

La riqualificazione di piazza Peppino Impastato rientra nel progetto “Rigeneriamoci”, coordinato dall'assessore Angileri e che si avvale della consulenza tecnica di Giorgio Salvo (Ente Mostra), Giuditta Petrillo (CESVOP) e Barbara Lottero (OTIUM). “Una riappropriazione di uno spazio molto significativo sul fronte dell'impegno sociale, ha affermato il sindaco Alberto Di Girolamo, di cui dobbiamo avere cura perchè è patrimonio di tutti. Collaboriamo assieme per tutelare sempre più la nostra città”. Presenti gli assessori Agostino Licari e Clara Ruggieri, nonché alcuni consiglieri comunali, parole di apprezzamento per il buon lavoro svolto e la riuscita dell'iniziativa ha espresso pure l'assessore Annamaria Angileri: “Concludiamo oggi un percorso al femminile che, inevitabilmente, incrocia i temi della legalità e del rispetto delle persone. Un esempio di cittadinanza attiva che avrà continuità”. Il riferimento è al fatto che analoghe iniziative si svolgeranno prossimamente a Terrenove, Sappusi, Santi Filippo e Giacomo. Nel murale anche una dedica al compianto Vito Trapani, l'artista marsalese che nel 2007 (amministrazione Carini) – proprio in piazza Peppino Impastato – guidò gli alunni nella realizzazione di un graffito.

 

Abusivismo e inquinamento
Nell'area il proprietario aveva anche collocato una sorta di capannone con centinaia di pezzi meccanici e di componenti provenienti dalla rottamazione di decine di veicoli
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CATANIA - I Carabinieri del Comando Tutela Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Catania –, collaborati dai militari della Stazione di Graneri, al termine di una approfondita attività ispettiva finalizzata alla salvaguardia ambientale eseguito nel corso della giornata del 10 marco su un’area di circa 2.500 mq. posta in contrada Piano Peri di Caltagirone, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Caltagirone il responsabile, S.G.F. di anni 51 , del luogo per i reati di Attività di gestione di un centro di rottamazione e raccolta veicoli a motore senza la prescritta autorizzazione, attività di deposito/stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi senza la prescritta autorizzazione, tutti in violazione alle speciali norme di tutela del D. Lvo. 152/2006, meglio noto come “Codice dell’ambiente” .
L’area interessata dall’attività illecita dove il proprietario aveva anche collocato una sorta di capannone all’interno del quale sono stati rinvenuti centinaia di pezzi meccanici e di componenti provenienti dalla rottamazione di decine di veicoli è stata posta sotto sequestro. Sulla stessa sono state ritrovate di carcasse di autovetture, motori. batterie, oli, materie inquinanti, oltre a rifiuti pericolosi come bombole, frigoriferi dismessi di ogni specie.
L’attività di controllo, svolta nell’ambito dell’efficace e consolidato affiancamento tra i Comandi Stazione dell’Arma e lo speciale Reparto di Tutela Ambientale ha consentito di interrompere l’illecita condotta da un “rottamatore” abusivo dimostratosi incurante delle pesanti conseguenze procurate in danno dell’ambiente.
Comunicazione del sequestro preventivo dell’area è stata inviata anche al Comune di Caltagirone per i provvedimenti di competenza in materia di Ordinanze miranti ad ottenere la bonifica dell’area a carico del responsabile. 

Il caso
Trovato il corpo carbonizzato di Marcello Cimino di 45 anni. La polizia, coordinata dal Pm Maria Forti che ha disposto l'autopsia, al momento ipotizza l'omicidio
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PALERMO - Ha confessato l'assassino di Marcello Cimino, il clochard bruciato vivo la notte scorsa a Palermo. Si tratta di Giuseppe Pecoraro, un benzinaio di 45 anni. Secondo indiscrezioni l'uomo, fermato dalla polizia dopo un interrogatorio con l'accusa di omicidio volontario, avrebbe agito per gelosia. Pecoraro si era da poco separato dalla moglie e sospettava che quest'ultima avesse una storia con il clochard.

L'uomo, senza fissa dimora, dormiva all'interno della missione San Francesco, in piazza Cappuccini, sotto un portico. Nei pressi del refettorio della struttura dove è stato trovato carbonizzato, c'è una sola telecamera di sorveglianza che non era puntata sul giaciglio di fortuna del senzatetto. Dalle immagini si intravede qualcuno che si avvicina alla zona dove dormiva Cimino. Questo, secondo le prime Indagini della Squadra Mobile di Palermo, potrebbe fare propendere per l'omicidio. Qualcuno sarebbe entrato all'interno della Missione e avrebbe dato fuoco al clochard.

Sul luogo della tragedia, infatti, sono state infatti trovate tracce di liquido infiammabile. 

Ambiente e cittadini
Così il dirigente regionale Salvatore Cocina ha chiuso la prima sessione di lavori del Convegno “La Sicilia che Ricicla”
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MARSALA - Marsala costituisce un esempio per tutta la Sicilia, dimostrando che con una buona programmazione e grazie al sistema porta a porta la raccolta differenziata può raggiungere alte percentuali”. Così il dirigente regionale Salvatore Cocina ha chiuso la prima sessione di lavori del Convegno “La Sicilia che Ricicla”, motivando altresì l'assegnazione del riconoscimento alla Città di Marsala nell'ambito della raccolta e riuso del vetro. Ad inizio dell'incontro il sindaco Alberto Di Girolamo ha illustrato i passi avanti che Marsala ha fatto nell'ambito della raccolta differenziata, nonché le iniziative messe in campo per sensibilizzare i cittadini. Più tecnico l'intervento del vice sindaco Agostino Licari che, nel rappresentare effetti economici e risparmi anche della futura programmazione, ha pure ringraziato l'Associazione “EtiCOlogica”, presieduta da Simona Pecorella, per la cura dello “Sportello Verde”. Nel complimentarsi per i risultati raggiunti, l'ing. Massimiliano Avella (rappresentante del Consorzio recupero vetro) ha evidenziato che Marsala è ben oltre la media regionale nella raccolta del vetro, vantando altresì la presenza virtuosa nel territorio di tutti gli attori della filiera e facendo altresì riferimento alla locale società Sarco, nonchè alla OI - Stabilimento di Marsala che certifica le sue bottiglie come “100x100 Sicilia”. A seguire l'intervento di Claudia Casa (Legambiente Sicilia) per la quale ”riciclare è una buona pratica che va accostata alla bellezza dei territori da proteggere e valorizzare" , aggiungendo che “la cosiddetta rivoluzione circolare, quando parliamo di riuso dei rifiuti, non è economia del futuro ma vero progresso”. Prima dell'assegnazione del premio a Marsala, la relazione dell'ing. Salvatore Cocina. Il dirigente regionale dell'Ufficio Differenziata ha fotografato lo stato di salute (non certo buono) della raccolta differenziata in Sicilia, evidenziando criticità (tante) e buoni esempi (pochi). “Ed è per quest'ultimo aspetto che oggi siamo qui a Marsala - ha concluso Cocina - dove l'Amministrazione comunale sta lavorando con onestà e coerenza per il bene della comunità amministrata”. Una degustazione di prodotti di Aziende marsalesi impegnate nei temi ambientali e rispettose dell'Economia circolare ha chiuso la prima parte dei lavori (proseguono nel pomeriggio). 

Il processo
Era il 2011 quando si inaugurò il parco costato 11 milioni di euro
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Falso e disastro ambientale per l'inquinamento del Parco Cassarà a Palermo: questa l'accusa per burocrati, imprenditori e per il dirigente comunale del servizio Ecologia e Ambiente Roberto Giaconia.

L'udienza preliminare è stata fissata per il 27 giugno. Il Parco avrebbe dovuto rappresentare una "boccata d'ossigeno" per il capoluogo siciliano, in quanto situato in un'area fortemente cementificata, ma invece si è rivelato essere nient'altro che una gigantesca discarica sotterrata di materiale tossico, eternit e scarti di origine industriale, copertoni, plastica, piombo e tant'altro, coperta in superficie da un innocuo e ingannevole manto erboso sovrastante. Una vergogna incauta e pericolosa per la salute dei cittadini che da circa tre anni appare come l'ennesimo raggiro di una città che da sempre appare aggredita da tanti mali ma che prova a rialzarsi con tutte le proprie forze.

Era il 2011 quando si inaugurò il parco costato 11 milioni di euro con la gioia e la speranza di una positiva  sterzata verso tematiche relative all'ecologia e a spazi necessari per rassegne musicali e luogo di incontro e di reciproche interazioni sociali ma ben presto i primi forti temporali invernali del 2013 hanno fatto pian piano emergere una prima lastra di eternit rivelando il grande raggiro che ha gettato la città, ancora una volta, nello sconforto.
 
Ma si avvicina la resa dei conti. Sei anni di indagini accurate per risalire alle dirette responsabilità coordinate dall'aggiunto Dino Petralia e dai sostituti Alessandro Clemente e Fabiola Furnari e un importante risultato di dodici indagati fra cui figurano il responsabile del parco Vincenzo Polizzi, i direttori dei lavori del parco Francesco Saverino e Luigi Trovato, Emanuele Caschetto legale rappresentate dell'associazione di imprese e vari imprenditori fra cui Gianfranco Caccamo, Francesco e Filippo Chiazzese e altri responsabili del collaudo tecnico come Eugenio Agnello. Tutti accusati di falso e disastro ambientale ognuno con la propria porzione di responsabilità direttamente riferita alla competenza messa in atto durante la realizzazione del parco. Parecchi sono gli avvocati con il compito arduo di difendere gli indagati. Fra questi figurano Fausto Maria Amato, Basilio Milio, Ottaviano Pavone e altri.
 
Rattrista molto ricordare come il nome del parco sia intitolato a Ninni Cassarà della Squadra Mobile, ucciso il 6 Agosto del 1985 che i palermitani, quelli veri, ricorderanno sempre. Un nome che si dovrebbe in ogni modo proteggere e tutelare da questi beceri scandali italiani.
 
Eventi
Il Consorzio Recupero Vetro (COREVE) premierà Marsala quale “Comune virtuoso” per l'eccellente risultato nell'ambito della raccolta e riciclo del vetro.
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Red. Cronaca


MARSALA (TP) - Regione Siciliana e Amministrazione comunale organizzano a Marsala il Convegno “La Sicilia che Ricicla”, che si aprirà domani - venerdì 10 marzo – nel Complesso San Pietro (ore 9,30) con i saluti del sindaco Alberto Di Girolamo. A seguire gli interventi, tra i quali quello dell'ing. Salvatore Cocina dirigente dell'Ufficio Speciale Differenziata istituito dal Governo Crocetta. Nel corso del Convegno, il Consorzio Recupero Vetro (COREVE) premierà Marsala quale “Comune virtuoso” per l'eccellente risultato nell'ambito della raccolta e riciclo del vetro.

Cronaca
Disagi evidenti hanno coinvolto automobilisti e passanti per il crollo in strada di rami in piazza XIII vittime
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Nonostante sia previsto un miglioramento per le prossime ore, la Sicilia è stata attraversata da una imponente maltempo con folate di vento violentissimo che ha causato e sta causando danni ingenti in molte zone del capoluogo e provincia. Danni non indifferenti si sono registrati già dalla tarda serata di ieri e la sala operativa dei vigili del fuoco è stata letteralmente presa d'assalto con numerosissime chiamate di soccorso per rami pericolanti, crolli vari di cornicioni e cartelloni divelti. Disagi evidenti hanno coinvolto automobilisti e passanti per il crollo in strada di rami in piazza XIII Vittime e violente raffiche di vento hanno abbattuto un ponteggio all'interno dei Cantieri Culturali della Zisa dove una intera impalcatura è crollata ferendo in modo leggero il regista Claudio Collovà impegnato in loco. Egli stesso rammaricato ha commentato: "Abbattuto da una impalcatura in una area di solito affollata di studenti e professori. Questa città di carta e di parole. Sto benino. In attesa di tac. Grazie a tutti gli amici". Danni ingenti a Carini dove l'intero tendone del Circo di Svezia è volato arrecando danni enormi alla struttura e all'impianto di illuminazione, amplificazione e seggiolini.
 
Una tigre bianca è pure fuggita ma dopo circa due ore è stata catturata e ricondotta nella sua gabbia e sembra inoltre che un Lama al momento sia scomparso. Guai per la famiglia Saly gestore del Circo che non si è vista rinnovare la concessione agli artisti da parte del primo cittadino Pietro Capizzi. Animali, trapezisti e clowns si sono spostati fino a Villagrazia di Carini per poter condurre nuovi spettacoli ma al momento hanno ricevuto visita di controllo medico dei veterinari dell'ASP, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale che dopo accertamenti hanno sequestrato tredici animali per maltrattamenti. A loro difesa d'ufficio gli avvocati Frascesco Noto e Giuseppe Marcellino che parlando di un accanimento nei confronti degli artisti e della dirigenza del Circo da parte degli animalisti. Il vento intanto non risparmia neanche la motonave Antonello Da Messina costretta a sospendere la regolare corsa Palermo-Ustice delle ore 9. Le previsioni del tempo fortunatamente prevedono un certo miglioramento per le prossime ore.
 
Cronaca
Il medico insieme con la moglie, aveva costituito due società attraverso le quali faceva da intermediario per l'approvvigionamento di macchinari medicali antitumorali
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Red. Cronaca

 

NAPOLI - A Napoli sette persone sono finite agli arresti domiciliari e si sono viste notificare un decreto di sequestro patrimoniale per corruzione nell'ambito dei rapporti di fornitura di prodotti all' Istituto Nazionale Tumori Fondazione "Pascale" di Napoli. A eseguire i provvedimenti giudiziari la Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta sulle forniture di apparecchiature medicali all'istituto tumori Pascale di Napoli.

Figura anche il primario Francesco Izzo. Secondo quanto emerso dalle indagini, Izzo, insieme con la moglie, aveva costituito due società attraverso le quali faceva da intermediario per l'approvvigionamento di dispostivi medicali (macchinari) che il Pascale acquistava per le cure antitumorali. Il primario faceva risultare gli apparati come gli unici idonei per quel tipo di cure e creava le condizioni affinché fossero acquistati urgentemente dalle società a lui riconducibili. In questa maniera si evitava il bando di gara e si procedeva con una trattativa privata. Le società, inoltre, gonfiavano il loro fatturato aumentando sensibilmente il prezzo di acquisto dei dispositivi. Tutto questo, secondo gli investigatori, avveniva con la compiacenza del dirigente amministrativo, anch'egli arrestato. Ai domiciliari sono finiti anche alcuni imprenditori del settore farmaceutico e un informatore scientifico. Complessivamente i finanzieri hanno sequestrato beni per quasi due milioni di euro.
 

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