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Trucidato dalle Brigate Rosse
Il capo della Polizia di Stato, prefetto Franco Gabrielli, ha ricordato Antonio Ammaturo nel giorno in cui ricorre il 35esimo anniversario della morte
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NAPOLI - Questa mattina, il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, presso il chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità, insieme al questore Antonio De Iesu,ha partecipato alla cerimonia commemorativa del Vice Questore Antonio Ammaturo, ex Capo della Squadra Mobile di Napoli, trucidato dalle Brigate Rosse insieme all’Agente Scelto il 15 luglio del 1982.
A cura della compagnia di giovani attori “Nuovo Teatro Sanità”, diretta dal Direttore artistico Mario Gelardi, la cerimonia è stata introdotta da una rappresentazione teatrale, tratta dal romanzo di Roberto Saviano “La Paranza dei bambini“.
Nell’occasione sono stati premiati alcuni poliziotti che si sono particolarmente contraddistinti per acume investigativo, tenacia e determinazione operativa. In particolare è stato riconosciuto il merito della task force composta da poliziotti della Squadra Mobile e del commissariato San Carlo Arena che hanno tratto in arresto i responsabili dell’omicidio di Gennaro Cesarano, vittima innocente della criminalità organizzata.
L’evento si è concluso con un momento musicale realizzato dall’orchestra denominata “Sanitansamble” e formata da giovani del rione Sanità. Quest’ultima da anni promuove la pratica collettiva musicale come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità in aree e contesti sociali difficili.

 "Il vice questore Antonio Ammaturo era un grande poliziotto, un grande uomo e credo sia particolarmente significativo che nel suo nome si premino i colleghi che si distinguono per attivita' di contrasto a ogni forma di criminalita', di delinquenza, di illegalita' in questo territorio". Con queste parole il capo della Polizia di Stato, prefetto Franco Gabrielli, ha ricordato Antonio Ammaturo nel giorno in cui ricorre il 35esimo anniversario della morte. Ammaturo, insieme all'agente scelto Pasquale Paola, fu ucciso dalle Brigate Rosse. Intervenuto alla consegna dei premi, Gabrielli ha elogiato la scelta di effettuare la cerimonia nella chiesa del Rione Sanita' definita "altamente simbolica. La Sanita' - ha affermato - troppo spesso e' abbinata a tutte le negativita'. Nessuno nega la complessita' dei problemi, ma questo quartiere ha in se' forza e capacita' di riscatto". Dal capo della Polizia e' stato espresso "plauso per l'impegno dell'amministrazione e anche della Municipalita' che molto hanno investito in termini di riscatto. Questo territorio - ha proseguito - ha complessi problemi sociali, economici, criminali ma e' anche vero che qui e' doveroso recuperare le forze per dimostrare che esiste un'altra Sanita' e mi fa piacere, mi inorgoglisce che si associ questo percorso a uomini straordinari come Ammaturo e Paola. La nostra - ha concluso - e' una famiglia che vive delle gesta, del sacrificio e dell'impegno di tutti, dei grandi e di quelli che apparentemente non lo sono ma che poi a casa portano comunque un risultato".

L'iniziativa
Un evento che Allontana il cittadino dal traffico e dal caos e lo riporta indietro nel tempo, alle storie di Belle Mbriane e i Munacielli, agli odori degli agrumeti
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di Giusy Ercole

 

NAPOLI - Le scale infinite e le prospettive impossibili erano il soggetto preferito di Maurits Cornelia Escher, pittore originario della Frisia provincia olandese, sono tanti gli artisti che non hanno saputo resistere al fascino delle scale, anche al cinema e al teatro sono state il soggetto di molte trame. Il film con Massimo Troisi e Lello Arena "Scusate il ritardo" del 1983 è rimasto nell'immaginario collettivo dei napoletani soprattutto per la scena che venne girata sulle scale a via Mariconda nel quartiere di Chiaia a Napoli. Sotto una forte pioggia Tonino (Lello Arena) che è stato lasciato dalla fidanzata si sfoga con il suo amico Gaetano ( Massimo Troisi) che cerca a tutti i costi, senza riuscirci di rientrare a casa. Adesso queste scale portano il nome dell'attore e del regista.

Napoli ha mille volti e mille tesori, le scale di Napoli costituiscono una parte di questo immenso patrimonio culturale. Le rampe napoletane hanno tutte una grande storia, ne sono all'incirca duecento, grazie anche a Carmine Maturo ambientalista storico che da anni porta avanti la valorizzazione e la difesa di questo immenso patrimonio cittadino, ha infatti dichiarato che" le scale di Napoli racchiudono il meglio dell'entità della nostra città e della nostra storia, la scelta di recuperarle e valorizzarle rappresenta attualmente una sfida dei napoletani e di questa amministrazione per immaginare una nuova città, più vivibile con una nuova mobilità e turismo sostenibile".
Il progetto riguarda maggiormente i quattro percorsi indicati dal coordinamento Scale di Napoli, sono le scale di Pedamentina/ Monte santo e Petraio per la collina del Vomero, Montagnale/ Moiariello e le scale del Niccolini per la collina di Capodimonte. L'intento è di avere una città vivibile e di attrarre sempre di più turisti responsabili. Vivere questo tipo di evento significa ripercorrere la storia attraverso la scoperta di antichi borghi, le memorie e le presenze monumentali.


Attraversare la città a piedi e con zaino a spalle ( ma, anche senza) significa vedere la città con un'altra prospettiva, fruire scorci e panorami bellissimi, e rappresentazioni teatrali che fanno d'attrazione confermando ulteriormente che Napoli è un teatro a cielo aperto, questi incontri sono dei leggeri momenti di teatro di prosa e canti dal vivo. Il teatro d'azione sulle scale si svolge periodicamente, da la possibilità al cittadino napoletano e al turista di vivere un'esperienza davvero unica con una scenografia a tutto tondo, vera e non fittizia attornata insieme all'atmosfera magica. Questa rivalutazione delle scale dà a chi partecipa a quest'evento non solo la possibilità di vivere un'esperienza Green, ma anche di vivere momenti di vero relax, di vivere momenti di meditazione assaporando e vivere appieno la città in tutti le sue sfaccettature. Allontana il cittadino dal traffico e dal caos e lo riporta indietro nel tempo, alle storie di Belle Mbriane e i Munacielli, agli odori degli agrumeti e a riscoprire il "Verde" di città.
Il prossimo appuntamento è il 10 settembre da via Foria a Capodimonte attraverso il Moirariello a cura di Gente Green, per partecipare bisogna prenotare su www.lescaledinapoli.it 

Cronaca
Al servizio della famiglia da una decina di anni, negli ultimi tempi, la invitava spesso a “giocare” nello scantinato
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CATANIA – Ieri sera  i Carabinieri della Tenenza di Mascalucia hanno arrestato nella flagranza un cingalese di 33 anni, poiché ritenuto responsabile di  violenza sessuale nei confronti di minore degli anni 14. E’ stata la bambina qualche giorno fa a confidare alla madre come il collaboratore

domestico, al servizio della famiglia da una decina di anni, negli ultimi tempi, la invitava spesso a “giocare” nello scantinato. La madre, accompagnata dal marito,  si è rivolta immediatamente ai carabinieri raccontando e denunciando quanto appreso dalla figlia, particolari chiaramente votati alla sfera sessuale, indicando anche il luogo dove presumibilmente l’uomo approfittava della bambina.

I militari, appresa la notizia hanno immediatamente informato l’Autorità Giudiziaria che ha fornito le direttive sulle modalità di intervento, e, dopo alcune ore di appostamento, hanno verificato la piena fondatezza del racconto della minore, operando in flagranza.  A fermarlo in tempo i carabinieri che, intervenuti immediatamente,  lo hanno  ammanettato ed associato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, al carcere di  Catania Piazza Lanza.

Cronaca
Le zone con incendi attivi si espandono anche nella Sicilia orientale fino nel siracusano e fino a Paternò nel catanese
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di Paolino Canzoneri

 
Rientrata l'emergenza a San Vito Lo Capo dopo che un incendio aveva costretto l'evacuazione di 250 turisti ospiti del Villaggio Calampiso nella meravigliosa riserva dello Zingaro, costretti ad una fuga improvvisa per il dilagarsi delle fiamme che hanno avvolto le stanze del villaggio senza possibilità di raccogliere le proprie valigie e oggetti personali. Gli ospiti hanno potuto infatti trascorrere la notte presso strutture adiacenti messe a disposizione dalla cittadina. Gli altri 500 ospiti invece hanno potuto oggi raggiungere il resort e hanno potuto cosi recuperare le loro auto per ripartire e tornare a casa. Il sindaco Matteo Rizzo ha commentato: "E' stata una gara di generosità e di coraggio; tutta la cittadinanza e i turisti stessi si sono messi a disposizione degli ospiti di Calampiso e hanno creato una catena di solidarietà. Grazie di cuore alla marineria di San Vito e ai diportisti che hanno messo in salvo le persone con le loro imbarcazioni". A mezzogiorno di oggi è prevista una riunione di servizio per controllare la sicurezza stradale nel tratto che collega la cittadina al resort. Una macchina organizzativa che con successo e solidarietà ha consentito il pieno svolgimento delle operazioni di salvataggio senza intoppi grazie anche alla piena solidarietà dei resort adiacenti che si sono messi a disposizione offrendo viveri di prima necessità e prodotti necessari come carta igienica e altro.
 
A conti fatti ci si ritrova con una puntualità di un orologio svizzero alla solita emergenza degli incendi che in tutta la regione ha già distrutto oltre 13 mila ettari cosi come riporta Legambiente nel solo mese di giugno e non sembra che l'emergenza sia da ritenersi conclusa. Il sindaco di Lipari ha chiesto alla Regione Sicilia lo stato di emergenza e a Sciacca, Castemola, San Mauro Castelverde e in altre 125 zone dell'isola gli incendi divampati e attivi sono oramai decine e decine. A Monreale è in volo da stamane un Canadair che come spola raccogle centinaia di litri dal mare per riversarli sulle zone vaste ancora in fiamme.
 
Le zone con incendi attivi si espandono anche nella Sicilia orientale fino nel siracusano e fino a Paternò nel catanese. Tutte le forze del Corpo Forestale e Vigili del Fuoco incessantemente stanno lavorando assiduamente per marginare quanto più possibile l'ulteriore dilagarsi di questa puntuale calamità che affligge anche Campania, Sardegna, Puglia e Basilicata. Nel crotonese, tra Matera e Arzana,  una imponente evacuazione di oltre 400 persone è stata messa in atto per l'inasprirsi di due vasti incendi. In Calabria un uomo è deceduto nel disperato tentativo di spegnere il fuoco nella sua proprietà di campagna. Causa della morte l'inalazione di fumi che gli hanno fatto perdere i sensi facendolo cadere dentro ad una scarpata. Per gli inquirenti la stragrande maggioranza degli incendi sembrano avere una chiara matrice dolosa e l'incessante opera dei carabinieri nella caccia ai piromani di fatto ha portato agli arresti molti piromani colti in flagrante mentre appiccavano incendi. Impazzano sui social foto e filmati di tutto il sud arso dai roghi e molti commenti hanno le medesime parole "non si vede il cielo".
L'operazione
Ecco tutti i particolari dell'operazione [VIDEO]
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Redazione


BARI - Nella mattinata di ieri militari del Comando Nucleo Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza e del Comando Compagnia Carabinieri di Gioia del Colle hanno dato esecuzione a separate ordinanze emesse dall’ Ufficio G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, all’esito di complesse ed articolate attività d’ indagine - anche con operazioni tecniche di intercettazione telefonica e c.d. ambientale - relative a condotte di corruzione di pubblici ufficiali ed alterazione delle procedure di affidamento di opere pubbliche nel settore degli appalti che hanno interessato i comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura e Castellana Grotte.


Tra gli arrestati anche Marco Cuffaro, nuovo dirigente dei settori dell’Urbanistica del Comune di Marino, in provincia di Roma,  a guida Movimento Cinque Stelle. “E dopo tanto aspettare - ha commentato sul proprio profilo Fb Marco Comandini esponente politico di Marino - questo signore è stato messo a fare il dirigente ai lavori pubblici ed urbanistica, sperando sempre che sia innocente, agli inesperti della politica grillini consiglierei prudenza, anche perchè dopo le dimissioni di Costanzi quell'ufficio sembra non trovar pace, mi chiedo a queste condizioni come e quando si potrà fare un nuovo Prg come da programma elettorale. Ma poi quell'ufficio cosi' delicato in quali mani era finito? Ai posteri la sentenza”.



Il primo provvedimento
- eseguito da militari del Comando Compagnia Carabinieri di Gioia del Colle - è stato emesso nei confronti degli imprenditori Fatigati Salvatore e Procino Tomaso, dei tecnici comunali Cuffaro Marco e Lassandro Vito Raffaele, dei tecnici-progettisti Zampiello Antonello, Boscia Giovanni Francesco e Lamanna Nicola Valerio. Nei confronti del Fatigati, del Procino, del Cuffaro e del Lassandro la misura applicata è stata quella degli arresti domiciliari, nei confronti del Lamanna dell’obbligo di dimora.

Le condotte oggetto di contestazione concernono:
-             l’istigazione alla corruzione – con la dazione, non accettata ed oggetto di denuncia ai militari dell’ Arma, della somma di euro 5.000,00 e la  promessa di ulteriore corresponsione di denaro (“dieci/ventimila euro”) – posta in essere, in tempi diversi, dal PROCINO e dal FATIGATI - quest’ ultimo amministratore/gestore di APULIA s.r.l. - anche su istigazione dello ZAMPIELLO, nei confronti del vice-sindaco del comune di Acquaviva delle Fonti per indurlo a favorire l’ a.t.i. “APULIA s.r.l. – PI GROUP s.r.l.” nell’ aggiudicazione della gara d’ appalto per i lavori di recupero del Teatro comunale di Acquaviva delle Fonti (bando del 2 ottobre 2015, importo di euro 3.248.314,00) nonché per l’affidamento di futuri contratti di evidenza pubblica    
-            la turbata libertà della gara d’ appalto sopra indicata, aggiudicata all’ a.t.i. “APULIA s.r.l. – PI GROUP s.r.l.” dalla commissione presieduta dal CUFFARO - dirigente dell’ Ufficio Tecnico Comunale di Acquaviva delle Fonti - attraverso mezzi fraudolenti consistiti dapprima nella nomina del LASSANDRO, dirigente dell’ Ufficio Tecnico del comune di Gioia del Colle,  quale componente della commissione aggiudicatrice - concordata dal FATIGATI, dallo ZAMPIELLO e dal PROCINO con il CUFFARO - e successivamente mediante l’attribuzione di punteggi di favore all’ offerta tecnica presentata dall’ l’ a.t.i. “APULIA s.r.l. – PI GROUP s.r.l.”
-            la turbata libertà della gara d’ appalto indetta dal comune di Acquaviva della Fonti relativa all’affidamento, mediante procedura negoziata, dell’incarico di progettazione definitiva dei lavori di “riutilizzo a fini irrigui della acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell’ abitato di Acquaviva delle Fonti”, aggiudicata dal CUFFARO, quale  Responsabile unico del procedimento, allo Studio ROMANAZZI, BOSCIA e ASSOCIATI s.r.l., società della quale il BOSCIA era amministratore/socio, mediante preventive illecite intese tra il CUFFARO, il FATIGATI, il PROCINO ed il LAMANNA, quest’ ultimo nella qualità di amministratore/legale rappresentante di L.S. INGEGNERIA s.r.l., ed altri concorrenti ammessi alla presentazione delle offerte.
All’ esecuzione delle misure nei confronti del LASSANDRO e del PROCINO hanno collaborato anche militari della Tenenza di Gioia del Colle della Guardia di Finanza. Le misure nei confronti del CUFFARO, del FATIGATI e dello ZAMPIELLO sono state eseguite in Roma.
Il secondo provvedimento applicativo di misure coercitive è stato eseguito congiuntamente da militari del Comando Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dai Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle ed ha interessato le persone di SALLAKU Bertin, TISCI Roberto Ottorino (per entrambi è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere), FATIGATI Michele, FORTE Giacinto e CISTERNINO Giuseppe, con applicazione per costoro della misura degli arresti domiciliari. Le condotte oggetto di contestazione hanno riguardato:
-            l’istigazione alla corruzione – con la dazione, non accettata ed oggetto di denuncia ai militari dell’ Arma, della somma di euro 2.000,00 e la  promessa di ulteriore corresponsione di denaro (“dieci/quindicimila euro”) – posta in essere, in tempi diversi, dal SALLAKU, amministratore/gestore di BESA COSTRUZIONI s.r.l., e dal TISCI, quale intermediario/agevolatore delle illecite condotte, nei confronti del vice-sindaco del comune di Acquaviva delle Fonti per indurlo a favorire l’ indicata società nella aggiudicazione della gara d’ appalto per i lavori di “ampliamento dell’ impianto per il riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue licenziate dal depuratore di Acquaviva delle Fonti”, intervento ammesso al finanziamento della Regione Puglia per l’ importo di euro 2.000.000,00 e per il quale era imminente la pubblicazione del bando
-            la dazione al FORTE, sindaco del comune di Altamura, della somma in contanti di euro 15.000,00 da parte del SALLAKU e del FATIGATI, con la complicità del TISCI,  quale atto di corruzione per indurre il pubblico ufficiale a favorire BESA COSTRUZIONI s.r.l. nell’ aggiudicazione di gare d’ appalto in procinto di essere indette dal comune di Altamura, tra le quali quella relativa ai lavori di “riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell’ abitato di Altamura”, intervento al quale il comune era stato ammesso con riserva del finanziamento da parte della Regione Puglia; la dazione della somma – accettata dal FORTE – veniva eseguita il 28 marzo scorso all’ interno della sede sociale di BESA COSTRUZIONI s.r.l., in Altamura, dove il FORTE si era portato insieme al collaboratore TOTA Francesco
-            la dazione al CISTERNINO, dirigente responsabile del Settore VI – Lavori Pubblici del Comune di Castellana Grotte, della somma in contanti di euro 6.000,00 quale atto di corruzione posto in essere dal SALLAKU affinchè il pubblico ufficiale   favorisse gli interessi di BESA COSTRUZIONI s.r.l. nella fase di predisposizione del bando di gara relativo all’ appalto “per interventi di ripristino funzionale ed adeguamento alla normativa vigente di settore della scuola secondaria di primo grado “Silvia Viterbo”” e nello  svolgimento della gara d’ appalto relativa alla “rifunzionalizzazione delle infrastrutture per il trattamento, lo stoccaggio ed il riutilizzo delle acque reflue depurate”, già indetta dal comune di Castellana Grotte.
E’ stato eseguito nei confronti di FATIGATI Salvatore il sequestro preventivo della somma di euro 5.000,00 oggetto di illecita dazione, non accettata dal pubblico ufficiale destinatario.
Sono state eseguite, e sono tuttora in corso di svolgimento, operazioni di perquisizione - che hanno condotto al sequestro di ingenti somme di denaro contante - presso uffici della Regione Puglia e dei comuni interessati, abitazioni, studi professionali e sedi aziendali nei confronti non solo delle persone interessate dai provvedimenti coercitivi ma anche di altre persone sottoposte ad indagine.

 

Il caso
Testimonianze: "Siamo scappati in costume e ciabatte. Il nostro appartamento è stato avvolto dalle fiamme"
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TRAPANI - Un incendio è divampato a San Vito Lo Capo (Trapani) in prossimità del villaggio turistico Calampiso che ospita circa 700 villeggianti evacuati a bordo di barche. Il sindaco Matteo Rizzo ha lanciato un appello sui social network per chiedere a chiunque fosse in possesso di imbarcazioni in buono stato di raggiungere il porticciolo per dare un aiuto nelle operazioni di evacuazione della megastruttura. "E' urgentissimo!", ha scritto il sindaco.

Tutti gli ospiti del villaggio turistico Calampiso a San Vito Lo Capo (Trapani) sono stati portati via. Le fiamme attorno alla struttura, dicono i vigili del fuoco, sono state circoscritte. I pompieri continuano a lavorare per impedire la nascita di nuovi focolai. Anche un baglio vicino al resort è stato evacuato.

'Villaggio in fiamme, scappati in ciabatte' - "Siamo scappati in costume e ciabatte. Il nostro appartamento è stato avvolto dalle fiamme. Erano proprio sopra di noi. Ho preso mia figlia e sono andata in spiaggia. Ci hanno fatto andare via sui barconi che fanno il giro dello Zingaro. Prima donne e bambini e poi gli altri. Molti sono rimasti sulla spiaggia ad aspettare i soccorsi". Lo dice Stella Belliotti, una delle turiste evacuate dal villaggio Calampiso a San Vito Lo Capo (Tp), raggiunto dalle fiamme. "Non ho nulla, solo il cellulare - ha spiegato - Abbiamo lasciato tutto lì per la paura. Dalla barca, il villaggio non si vedeva più. Era avvolto dal fumo. Mio padre ha fatto in tempo a spostare l'auto per metterla più in basso, vicino al mare, ma non so se la ritroveremo". La donna, assieme alla bambina, è stata accolta in una scuola di San Vito.

Il caso
Il Cavallaro ha, nella sostanza, riferito di aver avuto l’incarico dalla Bregamo di uccidere il proprio compagno Giuffrida Santo
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CATANIA - La Procura Distrettuale della Repubblica ha delegato - ai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Catania - l’esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa l’8.7.2017 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di:
1. BREGAMO Barbara cl. 1974, domiciliata in Misterbianco;
2. INDORATO Francesco Giuseppe cl. 1968, domiciliato in Catania;
3. ZUCCARELLO Antonio cl. 1966, domiciliato Santa Maria di Licodia (CT);
4. MAUGERI Alfio cl. 1973, domiciliato in Misterbianco;
rispettivamente indagati:
- la BREGAMO (quale mandante) e l’INDORATO (quale esecutore) per il tentato omicidio aggravato, e nello specifico dell’accoltellamento, commesso in Misterbianco il 21.01.2001 nei confronti dell’imprenditore Catanese GIUFFRIDA Santo cl.1957, compagno della BREGAMO;
- la BREGAMO (quale mandante), ZUCCARELLO e MAUGERI (quali esecutori) per l’omicidio premeditato, per mezzo di iniezione di sostanza venefica e soffocamento, dell’imprenditore GIUFFRIDA Santo cl.1957, avvenuto in Catania il 10.12.2002.

La morte del GIUFFRIDA era stata finora attribuita ad un infarto fulminante, ma, le dichiarazioni rese nel corso del 2016 dal neo-collaboratore di giustizia CAVALLARO Luciano, hanno consentito di far luce su un efferato omicidio fino ad ora dissimulato come morte naturale.
Il CAVALLARO ha, nella sostanza, riferito di aver avuto l’incarico dalla BREGAMO di uccidere il proprio compagno GIUFFRIDA Santo e di aver per questo effettuato un primo tentativo nel 2001 incaricando dell’esecuzione materiale un suo conoscente (INDORATO Francesco Giuseppe) che aggrediva con un coltello la vittima all’interno del suo garage condominiale. In tale occasione, però, il GIUFFRIDA riusciva a scampare all’attentato restando gravemente ferito. Nessun elemento raccolto all’epoca consentiva poi di ritenere la BREGAMO coinvolta nell’accaduto e - seppure l’INDORATO veniva indagato - non venivano acquisiti sufficienti elementi per un rinvio a giudizio.


A distanza di quasi un anno da tali fatti, tuttavia, la BREGAMO richiedeva nuovamente al CAVALLARO l’uccisione del compagno pagando questa volta 20.000 euro ed acquistando, per lo stesso CAVALLARO, una BMW.
In questa seconda occasione l’omicidio veniva pianificato con maggior cura e, nello specifico, il CAVALLARO coinvolgeva MAUGERI Alfio e ZUCCARELLO Antonio. I tre soggetti si introducevano nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre 2002 nell’abitazione del GIUFFRIDA (con la collaborazione della convivente BREGAMO) e - dopo aver iniettato al GIUFFRIDA una sostanza velenosa - lo soffocavano. La BREGAMO inscenava successivamente la morte naturale dello stesso GIUFFRIDA senza che si ingenerassero sospetti su quanto realmente accaduto.
Le indagini, avviate sotto la direzione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, per ottenere i necessari riscontri alle dichiarazioni del CAVALLARO sono state condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri presso la predetta A.G. e dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Catania e, attraverso un’articolata serie di intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e di videoregistrazione che, corroborate da molteplici attività istruttorie (sommarie informazioni di persone informate sui fatti, consulenze medico-legali ed altro) consentivano di acquisire fonti di prova dall’elevata carica probatoria; invero, si ottenevano riscontri precisi e individualizzanti in ordine alla chiamata di correità compiuta dal collaboratore di giustizia. Al fine di indurre gli indagati a commentare il risalente fatto di reato veniva, inoltre, lasciato sulla loro autovettura un foglio di carta riportante la seguente frase: “sacciu comu tu e i to cumpari affucasturu u masculu di l’amica di Luciano 15 anni fa”. Uno degli indagati dopo aver ricevuto il biglietto confessava ad un amico il delitto riferendo testualmente “Sedici anni fa abbiamo fatto un omicidio, io ed altri due”.
Per tali motivi, il G.I.P. di questo Tribunale, concordando sulla piattaforma probatoria ricostruita dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania emetteva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico per INDORATO Francesco Giuseppe (quest’ultimo indagato per il solo tentato omicidio), MAUGERI Alfio e ZUCCARELLO Antonio, mentre per BREGAMO Barbara (madre di prole di età inferiore ai sei anni), disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Cronaca
Sindaco Accorinti ha diffuso: "La situazione è completamente sotto controllo"
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di Angelo Barraco

 

Messina - Sta migliorando la situazione a Messina, dove nella giornata di ieri i Vigili del Fuoco, il corpo forestale e la protezione civile sono intervenuti per domare i terrificanti incendi che hanno avvolto città e provincia e che hanno allarmato tutta la cittadinanza. I focolai attivi sui Monti Peloritani sono pochi e anche in altre zone e lentamente tutto sembra stia tornando alla normalità, grazie anche all'azione di un Canadair. Si stimano intanto i danni, che ammonterebbero a un centinaio di migliaio di euro, ma ancora è presto per tirare le somme e stabilire con certezza le cifre e l'entità del danno stesso. Si apprende inoltreche nel pomeriggio riprenderanno le lezioni nelle facoltà, ieri prontamente evacuate. Gli esperti intanto annunciano che a causa dei numerosi ettari di bosco distrutti, c'è il probabile rischio di dissesto idrogeologico nei mesi invernali. Un inferno di fuoco e fiamme incontrollate che hanno distrutto ben oltre 10 chilometri di territorio nell'aria che si estende tra il viadotto Ferrarelle, luogo di origine dell'incendio, ha avvolto l'A19 fino alle pendici di Enna e Calascibetta. Le fimme hanno avvolto la pineta che sovrasta la città, nella zona di San Michele e Annunziata. Sopra la galleria Fortolese -A/19- il fuoco si è propagato fino a raggiungere il costone roccioso della cittadina di Calascibetta e ha raggiunto il cimitero di Enna. Sono state evacuate alcune abitazioni per questioni prettamente cautelative, soprattutto grazie all'intervento dei soccorritori.

Adesso però sembra essere tornato tutto sotto controllo. Il Sindaco di Messina Renato Accorinti ha diffuso il seguente messaggio: "La situazione è completamente sotto controllo. Gli incendi sono stati tutti domati. Rimane qualche piccolo focolaio non pericoloso. Numerosi i fronti di fuoco : Mili, Larderia, poggio dei Pini, San Jachiddu, Annunziata cittadella universitaria, contrada Catanese, contrada Ciaramida e poi la zona di monte Ciccia,Sul campo VV. F, Forestale, Protezione civile, associazioni volontariato, 3 Canadair e 1 elicottero della marina. Polizia municipale, polizia di Stato, Carabinieri e polizia provinciale impegnati a garantire viabilità e ordine pubblico. 118, ASP e Servizi sociali hanno garantito assistenza sanitaria e assistenza alla popolazione.Attivato il COC e convocato il CCS in prefettura. Nel pomeriggio momenti critici alla cittadella universitaria dell'Annunziata con le fiamme vicine alle facoltà di lettere e veterinaria e alle case do contrada Catanese e Ciaramida. Sono stati allontanati gli studenti e gli abitanti di due case.Anche per gli abitanti di poggio dei pini momenti di paura nel tardo pomeriggio per le fiamme vicino alle case. Fiamme domate con gli ultimi interventi aerei. Non risultano danni alle abitazioni, ma ingenti danni alle campagne ed al patrimonio boschivo.Grazie a tutti coloro che, col loro lavoro, vanno anche ben oltre il proprio dovere per garantire la sicurezza e salvaguardare la vita dei cittadini di Messina". La solidarietà per quanto accaduto in Sicilia è arrivata da tutta Italia. Il celebre Showman siciliano Rosario Fiorello ha anche lanciato un messaggio sui social, ringraziando coloro che hanno tentato in questi giorni di spegnere l'incendio. Adesso la domanda che ci si pone e che si pone nel video anche il famoso showman è la seguente: qual è la natura dell'incendio? Accidentale o dolosa?

Cronaca
Si tratta di un cinquantenne, cittadino italiano residente a Monaco di Baviera, di origini niscemesi
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di Vincenzo Giardino


PALERMO - I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo, presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese (PA), hanno arrestato un cinquantenne, cittadino italiano residente a Monaco di Baviera, di origini niscemesi, indagato per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di beni archeologici.

 

L’arresto si inserisce nell’ambito dell’Operazione “Himera” che, a maggio del 2016, ha portato all’esecuzione di 3 misure cautelari personali, la denuncia di 22 persone e il sequestro di oltre 400 reperti di epoca greca e romana. Le indagini del Nucleo TPC di Palermo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, sono state avviate nel 2014, a seguito di un intenso fenomeno di scavi clandestini presso l’area archeologica di “Himera”, in località Buonfornello. Il lavoro investigativo ha permesso di far luce su una complessa rete criminale, in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito: dagli scavi clandestini in vari siti siciliani, all’esportazione illecita (tramite “corrieri”) in Germania dove i beni, attraverso vari espedienti che ostacolavano l'identificazione della loro provenienza delittuosa, venivano rivenduti.

 

L’uomo, che svolgeva la funzione di “corriere” nell’ambito del sodalizio, in quanto non rintracciabile in territorio italiano, è stato destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese (PA). Grazie alle risultanze investigative del Nucleo TPC di Palermo ed al supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, è stato possibile localizzare il soggetto e procedere all’estradizione in Italia. Espletate le formalità dell’arresto appena giunto sul territorio nazionale, il “corriere” è stato condotto a Niscemi (CL), in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria siciliana. Le indagini all’estero proseguono per il recupero dei beni illecitamente esportati dal territorio nazionale e per l’individuazione degli ulteriori complici dell’organizzazione.

Il punto
La sorella di Giovanni Falcone si è detta costernata ma resta chiaro a tutti che si andrà avanti fino alla rassegnazione dell'arroganza dei mafiosi
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – A pochi giorni dalla commemorazione della strage di Via D'Amelio dove il giudice Borsellino morì insieme alla scorta, Palermo si risveglia con raid vandalici contro i simboli antimafia. Nella notte di ieri, nel quartiere Zen (Zona Espansione Nord), alcuni sconosciuti hanno decapitato la statua di Giovanni Falcone piazzata all'ingresso della scuola intitolata al giudice e l'hanno usata come ariete per sfondare il cancello di ingresso. E' già la terza volta che quella statua è oggetto di atti vandalici. La procura ha immediatamente aperto una inchiesta e sta setacciando la zona per acquisire dettagli utili a risalire agli autori del vile gesto. Nella scuola Alcide De Gasperi in Piazza Giovanni Paolo II è stato dato alle fiamme un cartellone con l'immagine di Giovanni Falcone. La preside dell'Istituto Falcone Daniela Lo Verde non crede affatto si tratti di un semplice gesto scellerato o di una ragazzata: "Esprimo la mia amarezza per tutto quello che è successo. Lo sconforto e il dolore sono grandi perchè atti di vandalismo ce ne possono essere tanti ma questo va oltre perchè è stato colpito il simbolo, l'ideale in cui si incarnano tutti i valori che portiamo avanti e impartiamo ai ragazzi. A prescindere da tutte le cose visibili noi facciamo una azione quotidiana di accoglienza, di benessere verso tutti i bambini e proviamo a fare tutto e di più nonostante non sia tutto non sia sufficiente". Il sindaco Leoluca Orlando ha mandato maestranze per un immediato restauro della statua. La sorella di Giovanni Falcone si è detta costernata ma resta chiaro a tutti che si andrà avanti fino alla rassegnazione dell'arroganza dei mafiosi e fino alla loro sconfitta inevitabile. Il presidente del Consiglio Gentiloni ha espresso tutta la sua indignazione con una semplice parola inequivocabile: "Miserabili". Toni altrettanto decisi e fermi giungono dalle parole del Presidente del Senato Pietro Grasso che ha definito il gesto come opera di "deboli". Traspare con forte evidenza oggi che questi atti dimostrano quanto la mafia sia ancora una metastasi da espellere in una città che mostra segni tangibili di cambiamento e dimostra ancora di più come quegli avanzi di feccia mafiosa ancora incrostata in una città dedita al cambiamento possano essere compiuti senza la consapevolezza di aver intrapreso una direzione del tutto sbagliata e senza un futuro. Questi atti non fanno altro che confermare e rafforzare l'impegno dei cittadini e le istituzioni nella costante lotta giorno dopo giorno.
Cronaca
Sulla fronte della bambina è stata rilevata una piccola ferita; la morte probabilmente a causa di un malore
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NAPOLI - Una bambina di 3 anni e mezzo è giunta morta all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dopo essere rimasta in auto per diverso tempo. La piccola viveva nel campo nomadi del rione Scampia. Sull'episodio indaga il commissariato di Polizia di Scampia, dove è stata ascoltata la madre. La polizia sta verificando la versione dei fatti resa dalla madre della piccola che ha riferito di aver trovato la bambina già morta in macchina. E' stata la stessa donna, con lo zio, ad accompagnare la bimba all' ospedale dove i sanitari non hanno potuto far altro che verificarne il decesso.

La bimba non è stata dimenticata all'interno dell'auto. E' stata trovata adagiata sul sedile anteriore della macchina dalla madre che al ritorno al campo nomadi, dove mamma e figlia abitano, non l'ha trovata a casa. Sulla fronte della bambina è stata rilevata una piccola ferita; la morte probabilmente a causa di un malore

Violenza
Dieci anni dati alla convivente di Caputo
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NAPOLI - È uscita la sentenza del processo che vede imputati Raimondo Caputo e la sua convivente Marianna Fabozzi per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, 6 anni, precipitata da un balcone dell’ottavo piano nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno del 2014. Caputo, patrigno della bambina, dovrà scontare l’ergastolo. Alla convivente dello stesso Caputo sono stati dati 10 anni.

Al termine della lettura della sentenza, la mamma di Fortuna, Imma Guardato, è rimasto in silenzio per qualche minuto. Poi è scoppiata in lacrime, riuscendo soltanto a dire poche parole: «Certo, giustizia è fatta. Ma la condanna peggiore l’ho avuta io», ha detto riferendosi alla perdita della figlia. Caputo invece, uscendo dall’aula, ha continuato a ripetere: «Non ho ucciso io la bambina»
E’ stata riconosciuta la validità dell’impianto accusatorio, che si basava soprattutto sulle dichiarazioni delle tre figlie della Fabozzi oltre che sulle intercettazioni ambientali; impianto non condiviso dal padre della bimba uccisa, secondo il quale responsabile dell’orrore è proprio la Fabozzi, con la complicità di un suo successivo compagno.

Tragedia
L'edificio crollato è costruito a ridosso di una linea ferroviaria. Il bilancio delle vittime è definitivo
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NAPOLI - Sono state recuperate le salme delle due ultime vittime del crollo di Torre Annunziata (Napoli). A confermarlo il sindaco Vincenzo Ascione, presente sul posto dall'alba: ''Da pochi istanti è stato estratto il corpo senza vita del piccolo Salvatore Guida. Poco prima era stata recuperato il corpo senza vita della sorella Francesca''. Con i due fratelli sale a otto il numero delle vittime del crollo della palazzina di quattro piani avvenuto ieri mattina in via Rampa Nunziate.

Tutte le salme sono state portate nell'obitorio di Castellammare di Stabia. Le operazioni di scavo sono state momentaneamente sospese e l'area recintata. I vigili del fuoco si preoccuperanno a questo punto della messa in sicurezza dell'area che è sottoposta a sequestro per disposizione dell'autorità giudiziaria che ha aperto un fascicolo d'inchiesta per disastro e crollo colposo e omicidio colposo plurimo.

''Stiamo valutando l'eventualità di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Adesso, però, è presto per queste cose. Attendiamo gli esiti delle autopsie e delle indagini''. ''Per la città - prosegue il primo cittadino - è una tragedia immane. Non facciamo polemiche e attendiamo i risvolti di ordine giudiziario''.

Sotto accusa i lavori di ristrutturazione in corso nei primi due piani dell'edificio anni Cinquanta che si affaccia sulla strada ferrata della linea ferroviaria che congiunge Napoli con Salerno. E già divampano le polemiche per delle avvisaglie che sarebbero state sottovalutate. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di crollo colposo. I lavori, se fatti male, potrebbero aver causato danni alla statica del palazzo determinando il crollo del terzo e quarto piano.

Sfilate
Allestita all'interno della Tonnara Florio una collezione artistica tutta dedicata alla città "Pop Up Boutique" e una "Terrazza Martini"
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Città di moda per pochi giorni, Palermo nella meraviglia delle sue piazze del centro storico e dei suoi palazzi antichi e nobiliari accoglie i due stilisti di fama intercontinentale Dolce & Gabbana in una kermesse di sfilate di moda e appuntamenti mondani con una cospicua presenza di vip che accendono i riflettori del mondo della moda sulla città in subbuglio per l'eccezionalità dell'evento mai immaginato possibile prima d'ora. I due stilisti in una conferenza stampa tenutasi all'interno della Tonnara Florio hanno da subito chiarito che questo evento non vuole essere blindato ed esclusivo per gli addetti della moda ma tende a coinvolgere, per quanto possibile, i cittadini che potranno assistere alla grande sfilata prevista oggi nella cornice meravigliosa della fontana di Piazza Pretoria e non solo. Invitati oltre 400 ospiti internazionli che contribuiranno con la loro presenza a rendere questo evento unico nel suo genere. Allestita all'interno della Tonnara Florio una collezione artistica tutta dedicata alla città "Pop Up Boutique" e una "Terrazza Martini" dove i sapori siciliani troveranno la massima espressione con pregiatissimi cocktail e altro. Ieri sera i vip invitati,  fra cui spicca il regista Peppuccio Tornatore impegnato anche a girare un documentario sull'evento mondano senza precedenti, sono stati accolti a Palazzo Ganci in una cornice ad hoc all'interno delle grandissime stanze e saloni che ricordavano perfettamente le atmosfere e gli addobbi del 14esimo secolo, presente anche la principessa Carine Vanni Mantegna che da due decenni preserva e cura lo storico palazzo dove fu girato l'immenso film "Il Gattopardo". Domenico Dolce e Stefano Gabbana nei saloni dell'antico e magnifico palazzo hanno allestito una esposizione di gioielli di rara bellezza disponibile per vip e clienti da conti bancari da parecchi zeri: diamanti, rubini, zaffiri, collane, orecchini e uno speciale orologio con un coperchio a forma di testa di gattopardo e molto altro. Oggi gli eventi avranno sede in diverse location come Palazzo Mazzarino mentre nel pomeriggio a Piazza Pretoria, attorno alla splendida fontana, una grande sfilata è attesa anche dai numerosissimi cittadini che avranno modo dietro transenne di poter guardare e sognare anche per un solo istante di essere protagonisti di un mondo fatto di bellezza, arte e ricchezza. Domani Monreale invece chiuderà le porte a questo evento. Sarà infatti scenario con sfilata di modelle vestite con abiti di alta sartoria e non mancherà ovviamente cena di gala al Chiostro dei Benedettini. Ad evento concluso sarà possibile visitare a Villa Igiea una esposizione stilistica che Dolce & Gabbana lasceranno in modo permanente. Questo evento per Palermo rappresenta un ulteriore tassello, un passo avanti verso una magnificenza, verso un posto meritato nelle alte sfere delle città europee modello di cultura e di arte. Ogni grande risultato comporta sempre un sacrificio che i palermitani stanno cominciando a comprendere. L'evento di Dolce & Gabbana ha comportato la necessità di chiusura di strade e deviazioni di percorsi che ovviamente hanno arrecato qualche disagio ma è un prezzo che si deve pagare se si vuole vivere in una città alle prese con prestigiose manifestazioni sempre di più al centro della considerazione internazionale quale punto di riferimento di arte e cultura. Ci si deve farne una ragione. I più importanti quotidiani locali hanno sempre correttamente illustrato mappe e percorsi alternativi proprio per ridurre al massimo i disagi ed è giusto tenersi sempre informati per stare al passo con i cambiamenti in corso d'opera.
Cronaca
Dalla denuncia dei genitori della vittima sono scattate le denunce dei genitori
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Red. Cronaca

 

BARI - Da mesi una bambina di 12 anni era costretta da un gruppo di ragazzi, tutti giovanissimi, a subire violenze sessuali: i ragazzini sono stati smascherati dai carabinieri di Santo Spirito (quartiere di Bari). I militari hanno eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità nei confronti di due 17enni baresi. I due - secondo l'accusa - sono responsabili di aver, insieme ad un 15enne (direttamente rinviato a giudizio) e a due 13enni, quindi non imputabili, perpetrato ripetuti abusi sessuali ai danni della dodicenne.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari, hanno preso le mosse - informano i carabinieri con un comunicato diffuso stamattina - dalla denuncia dei genitori della vittima, che, avendo iniziato a notare un atteggiamento di grande preoccupazione da parte della loro bambina, ne hanno raccolto la confessione e si sono subito rivolti ai Carabinieri. I militari hanno avviato le indagini, identificando i primi violentatori e ascoltando, nelle forme dell’audizione protetta, la bambina vittima di abusi. La piccola ha raccontato che da mesi era costretta da un gruppo di ragazzi, a subire violenze sessuali di varia natura, sempre in luoghi insalubri e sempre sotto la minaccia della diffusione di un video che la ritraeva durante un rapporto con uno di loro. Secondo quanto accertato dalle indagini, il gruppo, noncurante dei pianti e delle richieste di soccorso della piccola, l’avrebbe costretta più volte a sottostare, a turno, ad ogni richiesta. Gli accertamenti sono stati svolti dai militari della Stazione con grande cautela e tempestività e sono partiti dalla identificazione dei responsabili, per poi svilupparsi con audizioni protette, accurati sopralluoghi, sommarie informazioni testimoniali di tutti coloro che hanno, anche in minima parte, percepito o avuto sentore delle violenze, nonché mediante immediati accertamenti tecnici sui dispositivi informatici posseduti dai giovanissimi.

Il caso
Tutto il prato da Porta dei Greci fin'oltre il perimetro dove è stato installato il palco porta segni importanti di deturpamento
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – A pochi giorni dal mega concerto del Foro Italico, evento che ha visto sul palco un susseguirsi di grandi artisti della musica italiana e internazionale nonchè qualche inatteso e bizzarro imprevisto, il capoluogo siciliano si è risvegliato con l'incombenza di dover smontare accuratamente il comparto strutturale del gigantesco palco, area backstage e molto altro. Gli operatori della Reset e Rap per tutto il fine settimana si sono occupate e si stanno ancora occupando della pulizia della vastissima area raccogliendo tonnellate di rifiuti lasciati dagli oltre 42mila spettatori che hanno reso speciale e storica la serata. Tutto il prato da Porta dei Greci fin'oltre il perimetro dove è stato installato il palco porta segni importanti di erosione, depturpamento e buche che necessitano ovviamente di un piano di ristrutturazione particolarmente efficace che possa consentire al manto del prato di godere di buona salute come è giusto che sia. Il dirigente del settore comunale Domenico Musacchia conviene con l'esigenza di rianimare l'erba del manto: "Non sappiamo con certezza lo stato del prato in questo momento ma appena termineranno le operazioni di smontaggio delle varie strutture vedremo meglio le condizioni e interverremo con attività di riqualificazione perchè l'erba ha subito un enorme stress in queste ore. Da circa 12 giorni, da quando hanno iniziato a preparare il Foro Italico per il concerto, non diamo acqua allo spazio verde. Controlleremo gli  impianti idrici sperando che gli irrigatori automatici non abbiano subito danni". Sembra che a peggiorare lo stato del manto non sia stata solamente la calca non indifferente degli spettatori del concerto ma da sempre la presenza assidua di ragazzi che giocano a pallone con scarpe inadatte per un prato delicato e le passeggiate continue della gente non portano certamente che ad una necessità di cura maggiore e continua. Quello che conforta è una precisa volontà dell'amministrazione di organizzare un piano di recupero da attuare non appena i lavori di smantellamento della struttura del concerto verranno ultimati. Questo sembra emergere all'indomani di un evidente e prevedibile impatto per una grande struttura già liberata dalle tonnellate di rifiuti (cocci di vetro, lattine e tant'altro), grazie all'impegno non indifferente degli operai che da domenica hanno compiuto un lavoro assiduo nelle zone dove era possibile ripulire senza intralciare le operazioni di smantellamento del palco e del backstage. Nei prossimi giorni l'opera di riqualificazione del Comune dovrebbe compiere i passi importanti per la ristrutturazione completa del Foro Italico. 
L'operazione
In corso imponente operazione dei carabinieri: in manette 54 persone per reati di associazione mafiosa, armi, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina
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Red. Cronaca


CATANIA – Imponente operazione da parte dei carabinieri del Comando Provinciale di Catania, quella scattata alle prime luci dell’alba di martedì 4 luglio, che vede impegnati oltre 200 militari dell’Arma che stanno passando al setaccio un intero agglomerato del capoluogo siciliano.

L’operazione è scattata a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 54 persone per i reati di associazione mafiosa, armi, traffico di stupefacenti, estorsione e rapina, ritenute appartenenti alla famiglia Santapaola ed in particolare, al “Gruppo di San Giovanni Galermo” ovvero la compagine ritenuta tra le più affidabili e tenuta maggiormente in considerazione da “Nitto” Santapaola.
Nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, sono stati sequestrati notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti ed accertate le dinamiche del gruppo mafioso, soprattutto in relazione alla gestione delle attività di spaccio della droga, con introiti che si aggiravano intorno a 40 mila euro a settimana nonché riscontrate numerose estorsioni commesse in danno di imprenditori e commercianti.

 

Il provvedimento è stato eseguito da oltre duecento Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati (Compagnia di Intervento Operativo del XII Battaglione “Sicilia”, Nuclei Cinofili ed Elicotteri), su tutto il territorio nazionale, ed ha riguardato figure apicali e semplici affiliati del clan “Santapaola-Ercolano” attivo nel capoluogo e con ramificazioni in tutta la provincia etnea, responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, rapina.

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania dal 2014 al 2016 mediante attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, veniva avviata sulla base di intercettazioni emerse da un procedimento in corso per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni.
Nello specifico, il 15 maggio 2013, in seno a detto procedimento, emergeva che per cause legate a conflittualità  interne conseguenti all’acquisizione della leadership in seno al “gruppo”  mafioso di San Giovanni Galermo, gli indagati MIRENDA Vincenzo, suo fratello Arturo ed un altro correo,  si erano posti alla ricerca del sodale FIORENZA Vittorio Benito per attentare alla sua vita, tanto che, non trovandolo, si recavano presso la sua abitazione ove minacciavano con una pistola i suoi familiari e le persone a lui vicine.
A seguito del grave episodio si avviava una complessa attività tecnica sui fratelli MIRENDA, Arturo e Vincenzo che consentiva di far piena luce anche sulle condotte criminali di un articolato gruppo di spacciatori che, capeggiati da PALERMO Alessandro, si occupavano dell’acquisto di cospicue quantità di stupefacente da destinare sulle piazze dei comuni dell’hinterland nord della provincia per il tramite di pusher locali.
Le intercettazioni ambientali consentivano di appurare come l’alternanza delle figure apicali, inevitabile a seguito degli arresti che si susseguivano, portava gli affiliati a porsi immediatamente alle dipendenze del nuovo responsabile, come nel caso di MOTTA Francesco Lucio, il quale,  dopo l’arresto di GUZZETTA Vincenzo “Enzo il biondo”, si poneva prima agli ordini di FIORE Salvatore “Turi ciuri” e, dopo l’arresto di questi, alle dipendenze di GURRERI Salvatore “il puffo” ed infine dell’ultimo responsabile del gruppo di S. Giovanni Galermo individuato nel corso delle indagini, ovvero MIRENDA Vincenzo “Enzo patata”.
FIORE Salvatore risultava figura di spicco in seno al clan mafioso di riferimento, anche dopo il suo arresto avvenuto nel mese di Aprile 2013 (operazione Fiori Bianchi 2) come emergeva dal fatto che, a seguito degli attriti tra i due fratelli MIRENDA Arturo e Vincenzo su chi dovesse assumere la leadership del gruppo mafioso, il primo per tentare di scalzare il fratello Vincenzo ed avere una posizione di rilievo nel gruppo cercava proprio l’appoggio di FIORE Salvatore, per il tramite della moglie di questi, che fungeva da messaggera durante i colloqui in carcere.
Su tali basi, a partire dal febbraio 2014, l’indagine consentiva di accertare la responsabilità degli indagati in relazione all’appartenenza al “gruppo” della famiglia di Cosa Nostra catanese operante nel quartiere popolare di San Giovanni Galermo, inizialmente capeggiata da GURRIERI Salvatore, il quale pur essendo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari dirigeva le attività illecite grazie ai fratelli MIRENDA, Vincenzo, Arturo ed Angelo. Dalle articolate indagini emergeva la struttura del gruppo, le posizioni di vertice ed i ruoli degli affiliati nell’ambito del sodalizio malavitoso, e veniva anche ricostruito l’ingente volume di affari illegali del clan nei settori delle estorsioni e rapine ai danni di imprenditori e commercianti,  e del traffico di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa consentiva di trarre in arresto in flagranza di reato 17 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
 
ELENCO DELLE PERSONE COLPITE DALL’ ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE OPERAZIONE “DOKS” 04.07.2017.
 
AIELLO Giosuè Michele, classe 1993;
BUTTAFUOCO Domenico,  classe 1978;
CALABRETTA Mario Maurizio, classe 1988;
CORALLO Andrea Nicolò, classe 1982;
DIOLOSA’ Mario, classe 1975;
FIORE Salvatore, classe 1967;
FLORIO Andrea, classe 1995;
FRENI Giorgio, classe 1965;
FURNO’ Francesco, classe 1988;
GIGANTINI Vincenzo, classe 1967;
GIUFFRIDA Armando, classe 1980;
IUCULANO Francesco, classe 1986;
LEOTTA Silvana, classe 1976;
LO RE Salvatore, classe 1987;
MANTARRO Salvatore, classe 1965;
MIRENDA Angelo, classe 1964;
MIRENDA Arturo, classe 1961;
MOTTA Francesco Lucio, classe 1986;
MUSUMECI Corin, classe 1995;
MUSUMECI Desiree, classe 1989;
MUSUMECI Domenico, classe 1969;
PALERMO Carmelo, classe 1957;
PALERMO Salvatore Fabio Valentino, classe 1979;
PONZO Salvatore, classe 1986;
RAMPULLA Saverio, classe 1986;
RUSSO Mario, classe 1973;
SAVOCA Antonino, classe 1990;
SPATARO Corrado, classe 1983;
SQUILLACI Damiano Salvatore, classe 1993;
STRANO Nicola, classe 1964;
 
         SOTTOPOSTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI
 
AIELLO Diego, classe 1995;
BULLA Alfredo, classe 1984;
LA MANNA Alessio, classe 1988;
GIUFFRIDA Antonino, classe 1963;
COSENTINO Antonino, classe 1979;
FLORIO Vincenzo, classe 1977;
MIRENDA Vincenzo, classe 1973;
PALERMO Alessandro, classe 1975;
CALTABIANO Salvatore, classe 1976;
RUSSO Antonino, classe 1989;
 
         GIA’ DETENUTI
 
AIELLO Claudio Pietro Antonio, classe 1986;
BUTTAFUOCO Daniele, classe 1988;
CALABRETTA Claudio, classe 1964;
CALTABIANO Nunzio, classe 1969;
FIORENZA Vittorio Benito, classe /1981;
DI MAURO Vincenzo, classe 1979;
VIZZINI Massimo, classe 1973;
GUGLIELMINO Mario, classe 1967;
GURRIERI Salvatore, classe 1973;
PRIVITERA Francesco, classe 1993;
VARONCELLI Angelo, classe 1970;
 
AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI ED OBBLIGO DI DIMORA
 
MAZZARINO Andrea, classe 1987;
MANGANO Antonio, classe 1977.
 
 
 
 

Emergenza senza fine
Dal primo gennaio al 30 giugno i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati, secondo i dati ufficiali aggiornati del ministero dell'Interno, 83.360
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CATANIA - E' arrivata a Catania la nave militare svedese 'Bkv 002' con 650 migranti, recuperati in più operazioni di soccorso nel mare Mediterraneo. A bordo anche i corpi di nove persone: sette donne e due uomini. Scattati i protocolli per l'accoglienza, coordinata dalla prefettura, e avviate anche le prime indagini da parte della squadra mobile della Questura per identificare eventuali scafisti.

Dal primo gennaio al 30 giugno i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati, secondo i dati ufficiali aggiornati del ministero dell'Interno, 83.360. Nello stesso periodo del 2016 erano stati 70222. L'aumento percentuale nel 2017 è dunque del 18,71%. A questi andranno aggiunti i migranti giunti in Italia tra ieri ed oggi, circa 400 ieri a Brindisi, 280 recuperati da operazioni di soccorso al largo della Libia coordinate dalla Guardia Costiera e 650 recuperati dalla nave militare svedese 'Bkv 002' e sbarcati questa mattina a Catania. Infine, il numero dei minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia dall'inizio dell'anno è 9.761.

Estate marsalese
Il calendario dei film del mese di luglio si apre sabato 1 con la pellicola “Florence” che vede come protagonisti Meryl Streep e Hugh Grant
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MARSALA - Sono diversi ed interessanti gli eventi, patrocinati dal Comune di Marsala, in programma nel prossimo mese di luglio. All'appuntamento quotidiano con il “Cinema sotto le Stelle” - coordinato dall'Assessorato alle Attività produttive - si affiancono altre iniziative culturali, di spettacolo e sport promossi da Associazioni ed Enti cui l'Amministrazione Di Girolamo compartecipa con location e servizi. Cominciamo con gli eventi più corposi.

Il calendario dei film del mese di luglio si apre sabato 1 con la pellicola “Florence” che vede come protagonisti Meryl Streep e Hugh Grant. Al Complesso San Pietro, spettacolo unico alle ore 21,30 e biglietto di ingresso a 4 euro (ridotto a 3 € per gli over 65). La programmazione del “Cinema sotto le Stelle” proseguirà per tutto luglio e fino al 31 agosto, per un totale di quasi cinquanta film in visione.

Domenica 2, al Convento del Carmine (ore 18,30), l'inaugurazione della mostra “Alberto Gianquinto. Nello Studio. Opere 1960-2002”. Curata dal direttore artistico Sergio Troisi ed organizzata dall'Ente Mostra di Pittura Contemporanea insieme agli Archivi Alberto Gianquinto, l'esposizione rende omaggio all’opera intima e visionaria di uno dei maestri del colorismo italiano. La mostra, visitabile fino al 15 ottobre, esplora quarant’anni della produzione del maestro veneto: dalle nature morte dei primi anni Sessanta, alle bagnanti degli anni Ottanta, che raccolgono la lezione di Cézanne, Matisse e Picasso. Una quarantina le opere, molte delle quali di grandi dimensioni, incluse le figure monumentali che rivisitano le iconografie della maternità e degli antichi miti greci.

Il 28 luglio, nel Complesso San Pietro, si apre la seconda edizione di “MarSale” organizzato dall'Associazione culturale “Banca Marsalese della Memoria”. Un contenitore di eventi culturali e mostre fino al 30 luglio, con tema la “Genealogia delle dominazioni a Capo Boeo”. Quest'anno, i tappeti di sale – che tanto successo hanno ottenuto nella scorsa edizione - saranno 5; mentre altre iniziative (cortei storici, esibizioni, mostre, tornei, musica, talk-show e degustazioni) coinvolgeranno il centro storico.

Il mese di luglio riserva altri appuntamenti (www.turismocomunemarsala.com/eventi.html) che qui riassumiamo: “Vivere a Lilibeo” (1 luglio), “Color Vibe” (2), “Racconti banali e la Grande bellezza” (6), “Marsala J Blues” (6 e 13 luglio), “Il Respiro del Vino” (8), “Kiteboarding Demo e Pro Clinic Tour 2017” (8), “Zecchino d'Oro”-selezioni nazionali (13), “Volti di Donne” (16 e 27 luglio).

Politica
Una nuova "squadra" di governo su cui Leoluca Orlando scommette il suo futuro politico
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Varata a Palazzo delle Aquile la nuova giunta del neo sindaco Leoluca Orlando eletto "a furor di popolo" nelle elezioni amministative della settimana scorsa. Un plebiscito che rincara la dose di speranza e fiducia di una Palermo in trasformazione che ha accolto sforzi e ideali per un futuro slegato dalle ataviche e brutte nomee e teso verso un panorama nuovo e sempre più vicino alle moderne concezioni delle città europee.

Una nuova "squadra" di governo con deleghe cambiate su cui Leoluca Orlando scommette il suo futuro politico. Per la delega relativa a Cittadinanza solidale, Diritto e dignità dell'abitare e Beni Comuni il ruolo è assegnato a Giuseppe Mattina esperto in diritti dei bambini con un baccellierato in Teologia. Per la delega  relativa a Manutenzioni, Riqualificazioni del patrimonio e impianti sportivi, Edilizia scolastica e privata, il ruolo è assegnato a Emilio Arcuri, medico e assessore nonchè presidente dell'AMG  (l'azienda che gestisce gli impianti di illuminazione e la rete metano della città di Palermo. Per la delega relativa a Mare e Coste, Igiene, Sanità e attività economiche il ruolo è assegnato a Sergio Marino, ingegnere ed ex dirigente dell'ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e già assessore della precedente amministrazione che svolgerà il suo compito istituzionale come vice sindaco. Alle Politiche giovanili, Scuola e Salute il ruolo è stato assegnato a Giovanna Marino, ex dirigente sindacale CGIL, assessore alla precedente amministrazione. Per le Società partecipate, consorzi, innovazione e mobilità il ruolo è assegnato a Iolanda Riolo, amministratrice del gruppo di famiglia attivo nel commercio e laureata; per i Servizi demografici, impianti cimiteriali e Polizia municipale il ruolo è coperto da Gaspare Nicotri commissario straordinario in alcuni enti locali nonchè segretario generale in diversi Comuni. Per la delega relativa a Bilancio, Patrimonio, Beni confiscati e Fondi comunitari il ruolo è stato assegnato a Antonino Gentile ex dirigente delle Agenzie delle entrate di Palermo e revisore contabile. Alla Cultura, beni culturali e Toponomastica il ruolo lo coprirà Andrea Cusumano performer scenografo, docente al college universitario Goldsmith, pittore e regista. Il sindaco Leoluca Orlando, fiducioso di aver varato una squadra vincente ha commentato: "Ogni settimana è necessario mettere in sicurezza quanto faticosamente fatto ma non possiamo ignorare le criticità che ci sono state. Il vero cambio nella cultura di questa città sta nel fatto che le forze politiche hanno accettato un civismo politico fondato su un programma chiarissimo, in piena continuità con le scelte degli ultimi 5 anni, questa è una giunta politica, chi non è in giunta resta comunque nella squadra. A chi molto ha dato molto viene chiesto, a noi molto è stato dato in termini di consensi e ora molto deve essere chiesto in termini di azioni concrete". Nasce cosi una nuova giunta che sancirà e amministrerà il futuro di Palermo.
 
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