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Cronaca
Davanti al Gip interrogatorio in carcere per Di Lello
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CHIETI - Centinaia di persone hanno partecipato a Vasto, nella chiesa del Sabato Santo, ai funerali di Italo D'Elisa, il ventunenne ucciso a colpi di pistola mercoledì scorso davanti al 'Drink Bar'. Accusato dell'omicidio Fabio Di Lello. Una vendetta, dopo che D'Elisa, nel luglio 2016, aveva ucciso, investendola con la macchina, Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello.


La banda di Chieti, con una marcia sinfonica, ha accolto sul sagrato la bara bianca di Italo. Il parroco, don Antonio Totaro, ha ammonito i presenti: "Si fermi questa ondata di odio. Basta con questa violenza. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città. Noi abbiamo perso".

Il sacerdote ha portato le condoglianze delle famiglie. "E' qui presente il fratello di Roberta" ha detto ai presenti. E ancora: "Queste morti riportino nella nostra comunità un po' di serenità. Basta con i social media. Dobbiamo tornare a parlare tra di noi. Senza conoscere abbiamo condannato" ha aggiunto il parroco.

Intanto Fabio Di Lello, nell'interrogatorio di garanzia in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare" dicono i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. A carico di Di Lello la Procura ha formulato il reato di omicidio volontario premeditato e si è riservata più tempo in ordine alla convalida e all'adozione delle misure cautelari.

I personaggi
Il programma, condotto dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 dall'esclusivo locale Black Jack Cafè di Grottaferrata
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La società di oggi gioca un ruolo importante: possono i frequentatori di social network, di un luoghi di culto o addirittura adolescenti o vicini di casa risvegliare istinti suicida o omicida in alcune persone? Quali sono le caratteristiche di un “criminale”? Si può intervenire su questi soggetti prima che finiscano sulle cronache?
Questo il tema principe che verrà affrontato nella prossima puntata di OFFICINA STAMPA ricca di ospiti e di notizie. La puntata condotta dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 direttamente dall'esclusivo locale di Lino Ventriglia Black Jack Cafè di Grottaferrata.
Oltre che dalla location, il programma può essere seguito in diretta dalle ore 18:00 sul canale Youtube OFFICINA STAMPA o sulla pagina FACEBOOK OFFICINA STAMPA o direttamente sul sito www.officinastampa.tv

In apertura la criminologa Roberta Bruzzone: parlerà di se stessa, della sua professione ma anche di alcuni casi interessanti che sta seguendo.

 
Ospite nell’angolo di Simone Carabella, Roberto Pennacchi, fratello di Francesco Pennacchi commercialista di Velletri ucciso barbaramente da un vicino di ufficio che sentiva “troppi rumori”. Roberto annuncerà importanti novità.
Non mancherà occasione di affrontare i problemi del territorio, tra tutti l’allarme di abbassamento del livello dell’acqua del lago di Bracciano. Ospite in trasmissione un membro del Parlamento: il deputato Pd Emiliano Minnucci. A partecipare a questo spazio di cronaca anche il giornalista Emilio Ammaturo noto per il suo piglio concreto e talvolta piacevolmente irriverente.


Momento musicale di grande pathos con Athanas che ha brevettato un nuovo strumento oltre che una nuova maniera di fare musica: presenterà una performance con chitarra e percussione grazie al "Rhythm and Play"

A curare il momento della rassegna stampa il giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.

A chiudere la puntata di OFFICINA STAMPA un ospite speciale: il giornalista, autore televisivo RAI e scrittore Camillo Scoyni che ci farà amare un giallo dalle tinte forti con sapori storici e mistici non digiuno di profezie: “Il male sulle scarpe”. Il libro di Scoyni parla della “Roma oscura”: gioielleria di via Marcantonio Colonna. I corpi senza vita di titolare e dipendenti vengono ritrovati dagli uomini dei Vigili del Fuoco. Emerge subito un particolare raccapricciante: l'assassino, prima di uccidere a sangue freddo il proprietario, gli ha versato in bocca dell'oro fuso.
Con l’occasione potranno essere acquistate alcune copie del suo giallo che naturalmente verranno autografate dallo stesso autore. Davvero un appuntamento da non perdere quello di giovedì 2 febbraio con OFFICINA STAMPA che si sta confermando a tutti i gli effetti come il nuovo modo di fare informazione. 

Cronaca
Il 29 giugno 2009 morirono 32 persone. In aula i familiari delle vittime, 'Momenti pesanti dopo tanto tempo'.
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VIAREGGIO - Condanna a sette anni per gli ex ad di Fs e Rfi Moretti ed Elia al processo per la strage di Viareggio in cui persero la vita 32 persone nel giugno del 2009. Per i 33 imputati, come persone fisiche, e 9 società, le accuse erano a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Dieci le assoluzioni. Moretti, hanno spiegato i suoi avvocati, è stato assolto come ad delle Ferrovie, ma condannato in qualità di ex amministratore delegato di Rfi. "Scandaloso l'esito del processo, e la sentenza trasuda populismo" ha aggiunto il legale. Tra le società 'imputate', assolte Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, condannate Rfi e Trenitalia. I parenti delle vittime commenteranno domani la decisione dei giudici. Dopo la lettura della sentenza, in Borsa Leonardo ha perso il 3,4%.

Sanzioni da 700.000 euro a Rfi e Trenitalia 480.000 euro per società Gruppo Gatx Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon è tra le condanne pronunciate oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell'illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

Dieci assoluzioni I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto 10 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto che sono Andreas Barth dell'Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

Nella strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, morirono 32 persone, tra cui bambini. Sono 33 le persone imputate a vario titolo. I familiari delle vittime sono arrivati in corteo al Polo fieristico, dove si svolge il processo. 'Viareggio 29-6-2009 niente sarà più come prima' è lo striscione con le foto di tutte le vittime che ha aperto il corteo silenzioso. Con loro anche una rappresentanza dei macchinisti delle Ferrovie, una bandiera del gruppo delle 'Tartarughe lente', alcuni rappresentanti dei No Tav. Chiudevano il corteo alcuni gonfaloni tra cui quello della Regione Toscana.
 

Mauro Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi. Lo spiegano i suoi legali. Tra le società 'imputate' assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia. 

Cronaca
Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli)
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Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda di Napoli, sta eseguendo nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L'Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera.

Si tratta di tre italiani e un libico accusati di aver introdotto, tra il 2011 e il 2015, in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.

Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli). Si chiamano Mario Di Leva, convertito all'Islam con il nome di Jaafar, e Annamaria Fontana. Anche un loro figlio risulta indagato. L'indagine, coordinata dai pm Catello Maresca e Luigi Giordano, riguarda fra l'altro un traffico di armi destinate ad un gruppo dell'Isis attivo in Libia. Agli atti dell'inchiesta vi sarebbe anche una foto in cui la coppia è in compagnia dell'ex premier iraniano Ahmadinejad.

Figura anche l'amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi, già coinvolto un un'altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia, tra i quattro destinatari dei provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Napoli. L'ultima misura cautelare riguarda un libico, attualmente irreperibile.

Oltre ai quattro provvedimenti di fermo sono state eseguite 10 perquisizioni nei confronti di altrettante persone per ipotesi di reato riconducibili al traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera. La prima fase dell'odierna operazione ha avuto avvio nel giugno 2011, su input del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, in relazione ad un precedente procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Napoli dalla quale è emerso che una persona organica ad un clan camorristico dell'area casalese era stato contattato da un appartenente alla cosiddetta "mala del Brenta" con precedenti specifici per traffico di armi.

Quest'ultimo ricercava, infatti, persone esperte di armi ed armamenti da inviare alle Seychelles per l'addestramento di un battaglione di somali, che avrebbero dovuto svolgere attività espressamente qualificate come "mercenariato". Le attività di indagine al tempo svolte, sfociate in diversi procedimenti penali, consentirono di evidenziare come la richiesta di addestramento fosse stata originata da una persona di nazionalità somala, con cittadinanza italiana, parente del deposto dittatore del Puntland (Somalia).

Tragedia in Abruzzo
"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini
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ABRUZZO - C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. A distanza di una settimana tutte le vittime sono state recuperate, 29 corpi; gli ultimi due nella tarda serata di ieri.

Gabriele D'Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano: lo ha stabilito l'autopsia a cui è stato sottoposto, secondo quanto riferisce il medico legale di parte Domenico Angelucci. "Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali - spiega il medico -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato'', riferisce il medico di parte della famiglia D'Angelo.

Conferenza stampa del sostituto procuratore di Pescara, Cristina Tedeschini, per fare il punto sulle indagini dell'hotel Rigopiano. Casi di esclusivo schiacciamento, con morti istantanee, e per altri concorrenza di cause, tra quali ipotermia e asfissia. Sono questi, fin qui, i motivi delle morti delle sei persone sottoposte ad autopsia: ha confermato il pm. Finora sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma. 
Nel pomeriggio, nel tribunale del capoluogo adriatico, il punto sull'inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo colposo: "Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio", ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "Al momento non ci sono indagati", ha dichiarato il pm Tedeschini, che poi ha confermato che in giornata sono state effettuate "acquisizioni importanti" di materiale utile alle indagini. "Sulla base delle informazioni in mio possesso, l'hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni", ha proseguito la Tedeschini. "La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell'hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c'era una diffusa volontà di lasciare l'albergo": a dirlo il procuratore aggiunto Tedeschini rispondendo ad una domanda sulle prime testimonianze dei sopravvissuti. "Anche nella giornata precedente - ha proseguito Tedeschini - altre criticità erano state segnalate dal gestore dell'hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza si gasolio e a problemi di viabilità". "I bollettini Meteomont sono stati regolarmente redatti, trasmessi e ricevuti dai destinatari istituzionali. Questo e' un fatto certo". Tedeschini ha annunciato che terrà il prossimo incontro con la stampa, per fare un nuovo punto sull'inchiesta, venerdì prossimo alle 15. Questo è un punto importante per l'inchiesta, per capire quali soggetti istituzionali abbiano effettivamente ricevuto per tempo, il 18 gennaio scorso, il bollettino che indicava un rischio valanghe 4 in una scala da 0 a 5.

"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "I primi sei accertamenti autoptici che sono stati acquisti hanno dinamiche di decesso diverse l'una dall'altra", ha spiegato. "In alcuni casi, ci sono state morti immediate per schiacciamento, in altri casi ci sono stati decessi meno immediati con concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia". Il procuratore ha poi precisato: "Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia. Abbiamo casi di esclusivo schiacciamento - ha rimarcato - e casi di concorrenza di cause, ma temporalmente assai prossime".

In mattinata c'è stata un'informativa nell'aula di Palazzo Madama del premier Paolo Gentiloni: 'Siamo orgogliosi dei soccorritori, fatto ogni sforzo possibile'.

Trovato morto il receptionist Alessandro Riccetti: ad annunciarlo è stato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook. "La notizia che tutta Terni si aspettava non è arrivata. Tante ore di angoscia e speranza terminano nel peggiore dei modi" scrive ancora. Riccetti, 33 anni, lavorava come receptionist all'hotel Rigopiano. 

Tragedia senza fine
Il bilancio sale a 15 vittime. Con l'ultimo recupero, scende a 14 il numero dei dispersi
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RIGOPIANO - Continua purtroppo senza sosta la conta delle vittime dell'hotel Rigopiano: i vigili del fuoco hanno estratto dalle macerie il corpo di un uomo: si tratta della quindicesima vittima del disastro. Con l'ultimo recupero, scende a 14 il numero dei dispersi.

C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell'hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all'esterno dell'albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all'alba di giovedì scorso.

Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì e l'alba di sabato scorsi, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Le vittime al momento estratte sono invece 15: 9 uomini e 6 donne. Di queste ne sono state identificate 6: Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, il maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D'Angelo, l'estetista Linda Salzetta e Barbara Nobilio. Restano da identificare 9 vittime, 6 uomini e 3 donne. Sono invece ancora 14 i dispersi.

Tragedia senza fine
Il velivolo è caduto tra l'aquilano e Campo Felice.Era un normale volo di soccorso
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L'AQUILA - Un elicottero del 118 è precipitato nell'aquilano, tra il capoluogo e Campo Felice. Morte le sei persone a bordo.Lo schianto dopo aver prelevato uno sciatore rimasto ferito sulla pista. Volava in una zona con una fitta coltre di nebbia e nuvole basse e sarebbe precipitato da un'altezza di 600 metri. L'impatto dell'elicottero contro il Monte Cefalone è stato terribile. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri Forestali in quota c'è una pendenza vicina al 100% e il suolo è inclinato di 45 gradi.

"L'elicottero si è schiantato in località Monte Cefalone, non lontano dalla piana di Campo Felice. Era intervenuto nella zona degli impianti per un normale soccorso dopo un incidente sciistico e probabilmente aveva già svolto l'intervento e stava tornando indietro", afferma l'ingegnere Marco Cordeschi, esperto consulente del Comune dell'Aquila nell'ambito della Commissione Valanghe, che si trova in questo momento in quota.

"Ci vorrà tempo a capire la dinamica dell'incidente ma possiamo ipotizzare che lo schianto sia avvenuto a causa della nebbia perché questo è un itinerario conosciuto. Nei giorni scorsi, durante le operazioni per l'emergenza maltempo, anche i mezzi dell'Aeronautica guidati da piloti molto esperti hanno avuto qualche difficoltà in questo punto. Siamo sotto choc perché conosciamo tutti gli operatori che erano a bordo".

L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. L'Agenzia - che ha competenza specifica sugli incidenti aerei - ha già disposto l'invio di un proprio ispettore sul luogo dell'incidente.

Alcuni dei soccorritori hanno cominciato la discesa con delle barelle e da quanto appreso dovrebbero portare a valle i primi corpi dei deceduti nell'incidente. Da capire se completamente a piedi o servendosi del gatto delle nevi che, al momento è fermo a metà strada, tra la piana e il luogo dell'incidente perché non riesce a salire oltre quella quota. 

Cronaca
I soccorritori continuano a lavorare per tentare di individuare gli altri che ancora mancano all'appello
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FARINDOLA - Si lavora senza sosta nella ricerca dei dispersi all'hotel "Rigopiano" di Farindola, spazzato via da una slavina mercoledì. Il bilancio attuale è di 11 sopravvissuti (9 salvati e i primi due scampati) e di cinque vittime estratte dalle macerie, 23 dispersi. I Vigili del Fuoco riferiscono di avere "altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve".

I soccorritori continuano a lavorare per tentare di individuare gli altri che ancora mancano all'appello. Tra questi ci sono i genitori di Samuel, uno dei 4 bambini salvati ieri, che si trova in ospedale: la mamma e il papà, che ieri sembrava fossero stati salvati, sono invece ancora nella lista dei dispersi.

Identificata tra le vittime Nadia Acconciamessa, la mamma del piccolo Edoardo Di Carlo, ricoverato in ospedale, e moglie di Sebastiano Di Carlo, ancora disperso. Lo ha confermato il direttore sanitario dell'ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, durante il bollettino sanitario. In corso il riconoscimento delle altre due salme arrivate oggi in ospedale.

Al momento ci sono 11 sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e trasportati all'obitorio a Pescara e 23 dispersi. Ai due superstiti recuperati all'alba di giovedì - il cuoco Giampiero Parete e il 'tuttofare' dell'hotel Fabio Salzetta - si aggiungono la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo, salvati ieri mattina, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l'altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel di Michelangelo. Nella notte sono state estratte vive altre 4 persone - Giampaolo Matrone (lievemente ferito), Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

La prefettura di Pescara aveva fornito un elenco di cinque nomi, indicandoli come quelli che si trovavano sotto le macerie, che erano stati individuati e dovevano essere estratti vivi: oltre a Matrone, Bronzi, Forti e Galassi c'era anche Stefano Feniello, del quale pero' al momento non ci sono notizie.

Il bilancio ufficiale delle vittime è al momento salito a cinque: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell'hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D'Angelo, si sono aggiunti quelli estratti nella notte dai soccorritori e non ancora identificati: due donne e un uomo. All'appello mancano al momento 23 persone, risultanti sulla lista ufficiale degli ospiti della struttura e da altre segnalazioni ricevute

La tragedia sul Gran Sasso
Le immagini in esclusiva del salvataggio
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GRAN SASSO - Dopo i sei trovati vivi e in buone condizioni nell'hotel Rigopiano travolto dalla valanga, i soccorritori hanno raggiunto un altro superstite e I vigili del fuoco hanno estratto dalle macerie, intorno alle 18:20, tre bambini. Si tratterebbe - si apprende da fonti degli stessi vigili del fuoco - di quel gruppo di persone che era stato individuato per ultimo..Il primo gruppo di persone è stato individuato sotto un solaio, grazie anche all'aiuto di uno dei superstiti, un manutentore dell'hotel che ha guidato i soccorritori verso le aree in cui potevano trovarsi gli ospiti quando la valanga ha investito l'albergo. Si riaccende la speranza dei familiari delle vittime dopo la drammatica giornata di ieri, in cui si è scavato senza sosta nell'ammasso di neve e detriti senza trovare superstiti. Sono ancora decine i dispersi. Riparte dunque la corsa contro il tempo. 

 

Da questa mattina sono operativi nella zona ruspe, spalaneve ed elicotteri, anche per prevenire il rischio di eventuali altre valanghe. Alle operazioni partecipa anche un dipendente dell'albergo per guidare i soccorritori all'interno di quello che è rimasto dell'albergo.C'è anche una coppia di Monterotondo, cittadina alle porte di Roma, tra i dispersi dell'Hotel Rigopiano, in provincia di Pescara, dove proseguono senza sosta le ricerche delle persone rimaste intrappolate sotto la frana che ha travolto il resort alle pendici del Gran Sasso. Non si hanno più notizie di Giampaolo Matrone, 34enne titolare della pasticceria "La Deliziosa" a Monterotondo, e la compagna di vita Valentina Cicioni, originaria di Mentana, infermiera presso il Policlinico Gemelli di Roma. Anche i loro nomi sarebbero tra quelli degli ospiti della struttura.La coppia aveva deciso di trascorrere a Farindola alcuni giorni di relax. I due, genitori di una bimba di 5 anni, avevano lasciato la piccola a Monterotondo, dai nonni, che non appena appresa la notizia si sono precipitati in Abruzzo per avere notizie dirette sulle operazioni in corso. La notizia è stata confermata sia da fonti vicine alla Protezione Civile, sia dal sindaco di Monterotondo, Mauro Alessandri: "Siamo in contatto con i familiari - ha dichiarato il primo cittadino del borgo romano - abbiamo appreso purtroppo che la coppia si trovava in vacanza presso quella struttura. Ora stiamo cercando, tramite la nostra protezione civile, di metterci in contatto con chi è lì sul luogo per avere ulteriori notizie".

Sei delle persone disperse dopo la slavina che ha inghiottito l'hotel di Rigopiano sono della provincia di Terano. Si tratta di dei fidanzati Vincenzo Forti, 25 anni, gestore di una pizzeria, e Giorgia Galassi, 22 anni, di Giulianova, di Claudio Baldini e sua moglie Sara, di Atri, e di Luana Biferi, di Bisenti, e Cecilia Martella, di Atri, entrambe dipendenti dell'albergo. La madre di Giorgia Galassi, Isa Toccotelli, ha scritto su Facebook: "Amore della nostra vita, tieni duro so che sei una combattiva tieni duro amore mio".Altri quattro dei dispersi provengono dalla provincia di Chieti: i fidanzati Jessica Tinari, 24 anni, estetista di Vasto, e Marco Tanda, 25 anni, primo ufficiale di Ryanair, residente a Roma. I coniugi Luciano Caporale e Silvana Angelucci, gestori di un'attivita' di parrucchiere a Castel Frentano.

Cronaca
Almeno 30 le persone sotto neve e macerie da 24 ore nell'albergo a Farindola, in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. "Slavina immane, scenario apocalittico".
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GRAN SASSO - A Farindola, in provincia di Pescara, nell'hotel 'Rigopiano' sul Gran Sasso travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone più il personale, è stata estratta la prima vittima. "Ci sono tanti morti", ha riferito all'ANSA il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l'albergo. La slavina si è staccata dalla montagna molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. "La valanga è immensa", confermano i soccorritori. Il personale dell'albergo e i clienti sarebbero dunque da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Dentro l'albergo risultano 30 dispersi. L'hotel sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all'esterno sono state messe in salvo: uno è in stato di ipotermia ed è stato trasferito in ospedale con un elicottero. Le sue condizioni sono definite serie, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita. 

La valanga sarebbe venuta giù in un tratto boschivo e avrebbe investito auto, bestiame e parte dell'albergo. Alcune persone presenti nell'hotel sarebbero scese a valle per dare l'allarme, parlando dei dispersi. I testimoni hanno riferito di una valanga di inaudita forza per la zona.

I mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, diretti sono bloccati a circa 9 chilometri dall'albergo. La neve caduta, almeno due metri, impedisce di proseguire. Al momento stanno raggiungendo l'hotel i soccorritori del vigili del fuoco portati con l'elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l'albergo con gli sci e le pelli di foca.

Critica la situazione anche nel resto dell'Abruzzo. Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell'Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.

La valanga sarebbe venuta giù in un tratto boschivo e avrebbe investito auto, bestiame e parte dell'albergo. Alcune persone presenti nell'hotel sarebbero scese a valle per dare l'allarme, parlando dei dispersi. I testimoni hanno riferito di una valanga di inaudita forza per la zona.

I mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, diretti sono bloccati a circa 9 chilometri dall'albergo. La neve caduta, almeno due metri, impedisce di proseguire. Al momento stanno raggiungendo l'hotel i soccorritori del vigili del fuoco portati con l'elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l'albergo con gli sci e le pelli di foca.

Critica la situazione anche nel resto dell'Abruzzo. Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell'Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.

Cronaca
A Roma dove sulla metro a e b il servizio è stato sospeso e sostituito da bus per verifiche tecniche dopo il sisma
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Red. Cronaca

L'AQUILA
- Una nuova forte scossa di terremoto alle 11.14 è stata avvertita in tutta l'Italia Centrale, la magnitudo è 5.6. La terra ha tremato per diversi secondi anche a Roma. In precedenza, alle 10.25, c'era stata un'altra scossa di magnitudo 5.3. Il sisma è avvenuto tra L'Aquila e Rieti, nella zona di Montereale (AQ), l'pcicentro è a una profondità di 9 chilometri. Gli altri comuni vicini (entro 10 chilometri) sono Capitignano, Campotosto, Amatrice e Cagnano Amiterno.

La scossa è stata sentita nel Lazio, in Abruzzo e nelle Marche ed è stata avvertita anche a Roma dove sulla metro a e b il servizio è stato sospeso e sostituito da bus per verifiche tecniche dopo il sisma. lo fa sapere atac. Rispetto ai capoluoghi e alla capitale, la scossa  è avvenuta 28 chilometri a sud-ovest di Ascoli Piceno, 36 chilometri a nord dell'Aquila e 111 chilometri a nord-est della Capitale.

Una prima scossa di terremoto è stata avvertita intorno alle 10.25 in centro Italia. La magnitudo è 5,4, secondo le prime stime dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il sisma è avvenuto tra L'Aquila e Rieti, nella zona di Montereale (AQ), l'pcicentro è a una profondità di 9 chilometri. Gli altri comuni vicini (entro 10 chilometri) sono Capitignano, Campotosto, Amatrice e Cagnano Amiterno. 


Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli, si sono verificati alcuni crolli,
come nel caso di un cornicione della Scuola Alberghiera di Amatrice che ha ceduto in seguito alla scossa. I Vigili del Fuoco stanno compiendo ulteriori verifiche ad Amatrice e Accumoli, rese complesse dalla presenza di molta neve.

 

Evacuate diverse scuole di Rieti dove gli studenti  sono stati fatti uscire precauzionalmente, come previsto dai piani di sicurezza, in seguito alla scossa di magnitudo 5.3 registrata alle 10.25 di questa mattina.


ll presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, appresa la notizia del nuovo terremoto che ha colpito il centro Italia, si è messo in contatto con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e segue direttamente la situazione.

Cronaca
Dopo l'emergenza neve, emergenza acqua. Strade bloccate, gelo sulle Alpi, venti fino a 150 km orari
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ABRUZZO - Dopo l'emergenza neve, emergenza acqua a Pescara: il Pescara ha iniziato a esondare alle 5 circa; le golene chiuse già alle 4,30, con la situazione di allarme. Il Comune fa sapere che si registrano problemi di allagamenti in tutto il territorio comunale. Sconsigliato l'uso dell'auto. Si controllano i sottopassi. Intanto, a causa della neve 87mila utenze ancora senza luce in tutta la regione. Emergenza incendi invece attorno a Genova, dove si formano nuovi fronti di fuoco, alimentati dal forte vento. Brucia anche l'entroterra di Imperia.

Continua a nevicare nell'entroterra delle Marche, in particolare nelle zone meridionali dove si trova la maggior parte dei Comuni colpiti dal terremoto. Viabilità ancora difficile nelle zone interne delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Nell'Ascolano, la scorsa notte il tetto della palestra dell'Isc Folignano a Villa Pigna è crollato sotto il peso della neve. Non si segnalano feriti, dato che in quel momento non c'era nessuno. Ad Ascoli è venuta giù parte di una strada a Monticelli. Molte le zone ancora senza energia elettrica zone, Decine le richieste di intervento ai vigili del fuoco, chiamati anche per recuperare mezzi spazzaneve in difficoltà. Ad Ascoli città sta cadendo pioggia mista a neve, a Macerata il manto nevoso si sta sciogliendo. La situazione è invece in via di miglioramento in provincia di Pesaro Urbino, dove non nevica più e le strade sono libere, mentre nel Fabrianese, in provincia di Ancona, sta ancora nevicando, ma senza problemi di viabilità.

Paesi e città con un metro di neve, centinaia di migliaia di cittadini al buio, strade bloccate, gelo sulle Alpi, venti fino a 150 km orari, un uomo morto assiderato in Puglia dopo essersi addormentato in strada: non molla la presa il maltempo che ha investito l'Italia e per le prossime ore è atteso un nuovo peggioramento sulle regioni del centrosud, le più colpite dalle bufere di neve.

"Tutte le regioni centrali sono interessate da una perturbazione importante, che sta creando problemi e che purtroppo insisterà anche nelle prossime ore - avverte il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio - le nevicate dureranno ancora un paio di giorni, almeno fino a giovedì, e dunque dobbiamo attrezzarci". Fin dalla nottata la neve è caduta abbondantemente sull'Abruzzo, sulle zone appenniniche di Marche - dove decine di comuni hanno deciso la chiusura delle scuole - e Umbria, sul Lazio orientale, sulle colline fiorentine, sull'Appennino tosco-emiliano e sulle zone interne della Sardegna.

Nevicate che hanno provocato problemi alla circolazione sia stradale che autostradale in Umbria, Abruzzo e Marche. In queste ultime due regioni e in alcune zone del Molise e della Puglia è stato anche disposto per diverse ore il divieto di circolazione per i mezzi pesanti sopra le 7,5 tonnellate. La situazione più critica è però quella dell'Abruzzo: la Regione ha avviato le procedure per la richiesta dello stato d'emergenza e il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha annunciato l'arrivo dell'Esercito per liberare le strade dai cumuli di neve, alti fino a due metri.

Mezzi spazzaneve sono in arrivo anche dal Trentino Alto Adige. Quasi un quarto della popolazione, circa 200 mila persone, è senza luce a causa dei problemi che hanno riguardato sia la rete gestita da Enel sia quella dell'alta tensione, che invece è di competenza di Terna. I guasti su quest'ultima sono stati risolti in serata, dicono i tecnici, ma migliaia di cittadini sono ancora al buio. Secondo Enel sono state ripristinate le utenze relative ad almeno 100mila clienti.

Cronaca
Continua la neve e il freddo nelle zone terremotate. I maggiori disagi li vivono gli allevatori che dormono in camper per rimanere vicino alle stalle
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ABRUZZO - Freddo al Nord e maltempo al Centrosud, e così continuerà fino a metà settimana. Nevica anche sulle zone terremotate. Disagi in Abruzzo. Freddo record in Alto Adige, gelo in Veneto. Centomila persone senza energia elettrica in Abruzzo a causa del maltempo: principali criticità nel Chietino, nel Teramano e nel Pescarese. Sull'A14 Bologna-Taranto sono stati riaperti i tratti tra Val di Sangro e Pescara ovest, in direzione nord, e tra Pescara nord e Pescara sud, in direzione sud, chiusi per la caduta in carreggiata di un cavo di media tensione che ha ceduto per il peso delle abbondanti nevicate che stanno interessando la zona dalla notte di ieri. Ritardi all'aeroporto d'Abruzzo. Scuole chiuse a Pescara e comuni limitrofi. Nelle zone interne la neve ha raggiunto il mezzo metro, il centro storico di Spoltore è isolato per la caduta di alberi.

Da ieri nevica ininterrottamente nelle zone terremotate delle Marche. I maggiori disagi li vivono gli allevatori che dormono in camper per rimanere vicino alle stalle. A Camerino per oggi le scuole sono chiuse. Preoccupa soprattutto il peso della neve accumulato che potrebbe provocare altri crolli di edifici per altro pericolanti e già evacuati. Scuole chiuse oggi e domani a San Ginesio.

Nevica su parte della fascia appenninica dell'Umbria, in particolare tra Gubbio, Gualdo Tadino e Nocera Umbra, dove sono chiuse tutte le scuole.

Continua l'ondata di freddo polare in Alto Adige. La scorsa notte è stata, infatti, la più fredda degli ultimi sette anni. A Monguelfo, in val Pusteria, la minima è stata di -21,2 gradi, a Dobbiaco di -19,1, a Brunico di -19,0 e a Sesto di -18,8 gradi. L'ultima notte con valori sotto i -20 gradi risale al dicembre 2009. Nei prossimi giorni resterà comunque molto freddo.

Il record è sull'Altopiano di Asiago, con -31,8 gradi nella località isolata di Dolina Campoluzzo a 1.768 metri, dove abitualmente vengono rilevate le temperature 'estreme', ma l'ondata di gelo è tornata a interessare il Veneto con minime al di sotto dei 9 gradi a fondovalle e -7 gradi in quota.

Le previsioni meteo - Freddo al Nord e maltempo al Centrosud nella prima parte della settimana; graduale attenuazione dei fenomeni nella seconda parte. Sono le previsioni dei meteorologi di Meteo.it-Centro Epson Meteo. Entro domani la depressione mediterranea verrà ulteriormente rinvigorita da un altro impulso freddo, di origine artica, in discesa dal nordovest della Russia, con una conseguente prosecuzione della fase di maltempo sull'Italia centro-meridionale almeno fino a giovedì".

In questa fase, sul medio Adriatico, tra la Romagna e il Molise, le precipitazioni potranno risultare abbondanti, con accumuli nevosi decisamente importanti nelle zone interne. Nel resto del Nord, più vicino all'afflusso di aria fredda continentale, il tempo resterà asciutto, ma particolarmente freddo. Attenzione anche ai venti molto forti sull'alto Adriatico, in Liguria, regioni centrali e Sardegna, con raffiche anche oltre i 100 km/h.

Cronaca
Neve attesa anche nell'interno del Lazio
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ITALIA - Una nuova perturbazione di origine artica è in arrivo sull'Italia dal Mediterraneo occidentale e nelle prossime ore darà avvio a una nuova fase di gelo e neve, anche al Centrosud, destinata a durare per buona parte della prossima settimana. Sono queste le previsione dei meteorologi del Centro Epson Meteo, secondo cui il peggioramento è atteso dalla mattina di domenica, con le prime precipitazioni in "Emilia orientale, Romagna e nelle regioni del Centrosud, destinate poi ad intensificarsi nel corso della giornata".

I fenomeni più intensi e insistenti sono quindi previsti in "Campania, nella Sicilia occidentale, nel sud delle Marche, in Abruzzo e dalla sera anche la Puglia". Le temperature saranno per lo più in calo in tutta Italia. Nevicate sono attese "sopra i 700-900 metri in Sicilia, oltre i 400-600 metri su Campania, Basilicata e Sardegna e a quote inferiori nelle regioni del medio versante Adriatico, in Umbria e nell'interno del Lazio. Probabili nevicate fino in pianura, invece, in Romagna, Marche e Abruzzo".

Venti intensi e gelidi un po' dovunque e mari mossi o molto mossi. Onde fino a 4 metri in Sardegna e nel Canale di Sicilia.

Pericolo valanghe, secondo il bollettino Aineva, nel fine settimana lungo la maggior parte delle dorsali di confine e di grado 4 nel settore occidentale della Valle d'Aosta. Secondo Meteo.it, lunedì ci saranno poi nevicate fino in pianura su Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, oltre 800 metri all'estremo Sud. "Dalla sera e nella notte non si esclude qualche fiocco di neve fino in costa su medio Adriatico, Romagna e anche sulla bassa pianura emiliana". Al Nord il tempo sarà soleggiato ma le temperature subiranno un'ulteriore riduzione, così come in Toscana e nelle Marche.

Gelo e neve dovrebbero durare per gran parte della settimana, spiegano i meteorologi, "a causa del blocco della circolazione atmosferica che nel frattempo si attuerà a causa dell'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre verso i Paesi centro- settentrionali del continente e la successiva saldatura con l'Anticiclone Russo-Siberiano".

Il Caso
Il Capo Segreteria Particolare del Presidente Dott. Stefano Del Giudice ha fatto presente che l'Ente non può imporre direttamente il trasferimento della paziente da una struttura all’altra
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Red. Cronaca

 

ROMA
- A seguito della conferenza stampa tenutasi il 13 gennaio 2017 alle ore 11,00 presso la FIDAL, sala consiliare, in via Flaminia Nuova, 830, a Roma, conferenza indetta e tenuta dal collegio difensivo di Vincenza Sicari, ex atleta paralizzata a letto orami da più di due anni senza che nessuna diagnosi abbia potuto chiarire la sua condizione, lo stesso collegio difensivo, composto dagli avvocati Luana Sciamanna e Giorgia La Leggia, ha diramato il seguente comunicato stampa, a conclusione dell’incontro al quale è intervenuta in videoconferenza la stessa Vincenza Sicari: "Nel corso dell’incontro tenutosi in data odierna presso la Regione Lazio, il Capo Segreteria Particolare del Presidente, Dott. Stefano Del Giudice, ha fatto presente ai difensori della sig.ra Sicari che la posizione dell’Ente consisterà nel richiedere all’Azienda Sanitaria Sant’Andrea il conseguimento di una diagnosi anche attraverso l’effettuazione di ulteriori esami non potendo la Regione imporre direttamente il trasferimento della paziente da una struttura all’altra.


La signora Sicari a mezzo del Collegio Difensivo informa “di non essere soddisfatta della posizione assunta dalla Regione avendo già chiaramente illustrato che la sfiducia nei confronti dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea è giustificata non dalla carenza di mezzi diagnostici a loro disposizione, bensì nella mancata volontà di ricercare la diagnosi avendo omesso per più di 40 giorni di sottoporla a qualsiasi forma di indagine. E’evidente che  il ritardo nell’accertamento della diagnosi sarà imputato a tutti coloro che lo hanno consentito ”

Resta quindi ferma la richiesta che l’indagine diagnostica venga eseguita in altra struttura di pari o superiore livello rispetto all’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea. Auspichiamo che l’appello di Vincenza Sicari venga accolto senza ulteriore ritardo.

Cronaca
A fare la macabra scoperta i vigili del fuoco
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Red. Cronaca

QUARRATA (PT)
- Trovato il cadavere di Marcello Maggini, l’81enne pensionato che alle 13,00 di ieri si era allontanato dalla sua abitazione di via Fiorentina a Quarrata. Il corpo si trovava nel fosso “Quadrelli” ed è stato trovato verso le due di notte dai Vigili del fuoco di Pistoia


L’allontanamento dell’uomo, che viveva da solo, era stato denunciato da un nipote alla locale stazione dei carabinieri nel pomeriggio di ieri e le ricerche a cura dei vigili del fuoco di Pistoia e dei carabinieri si sono concentrate fin da da subito nelle zone limitrofe al torrente Ombrone, dove pare che l’anziano si recasse spesso a passeggiare.


La salma è stata posta a diposizione dell’Autorità Giudiziaria per eventuali esami autoptici. Dai primi accertamenti sarebbe esclusa la responsabilità di terzi nel decesso dell’anziano.
 

Cronaca
Fiamme nel capannone che un tempo ospitava l'ex mobilificio Aiazzone
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SESTO FIORENTINO - Un uomo è morto nel rogo di un capannone in disuso a Sesto Fiorentino (Firenze) usato come rifugio da un centinaio di somali. L'uomo era il più grave dei tre feriti nell'incendio scoppiato mercoledì sera nel capannone che un tempo ospitava l'ex mobilificio Aiazzone. La struttura è occupata dai cittadini extracomunitari da circa due anni.


L'uomo, 35enne, extracomunitario, era stato trovato dai vigili del fuoco all'interno del fabbricato. Le sue condizioni erano state giudicate fin da subito critiche ed era stata a lungo rianimato. Poi la corsa verso l'ospedale, ma inutilmente.

In seguito all'incendio è stato deciso di montare due grandi tende nella vicina piazza Marconi per ospitare le persone rimaste senza un alloggio, circa un' ottantina di extracomunitari, per lo più somali. Il sindaco di Sesto, arrivato anche lui in via Avogadro, ha contattato i comuni limitrofi e il prefetto per trovare una soluzione per l'accoglienza.

Ma gli occupanti non vogliono allontanarsi né essere divisi. A decine gli extracomunitari sono rimasti vicino al fabbricato dove sono scoppiate le fiamme che hanno fatto un morto mentre altre due persone sono finite in ospedale perché intossicate: entrambe non sarebbero gravi.

Prosegue intanto l'intervento dei vigili del fuoco: praticamente spente le fiamme. Le verifiche fatte finora hanno escluso che all'interno ci possa essere qualcun altro. Sul posto intervenuti anche carabinieri, vigili urbani, polizia e protezione civile, che ha distribuito coperte e bevande calde date le rigide temperature, e i sanitari inviati dal 118. Lo stabile, che un tempo ospitava il mobilificio Aiazzone, era stato occupato nel dicembre 2014 da una cinquantina di extracomunitari, tutti, secondo quanto spiegato all'epoca dal Movimento di lotta per la casa, profughi richiedenti asilo che erano stati in precedenza ospitati per alcuni mesi in strutture di accoglienza.

Cronaca
Tra i motivi alla base della decisione anche l'aver sottovalutato la portata dell'indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza
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ROMA - Cambia il capo della Polizia postale alla luce dell'inchiesta sul cyberspionaggio. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha disposto l'avvicendamento al vertice, e all'attuale direttore, Roberto Di Legami, è stato assegnato un nuovo incarico. Tra i motivi alla base della decisione anche l'aver sottovalutato la portata dell'indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza. Alla fine dell'estate un primo scivolone di Di Legami sul caso Cucchi.


Spiati politici e figure istituzionali come l'ex premier Renzi, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. Lo ha scoperto la Polizia che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. L'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all'arresto di due persone, l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina.

"Il mio assistito nega di aver fatto attività di spionaggio, i server all'estero li aveva per lavoro". E' quanto affermato dall'avvocato Stefano Parretta, difensore di Giulio Occhionero, prima di entrare nel carcere di Regina Coeli dove è previsto l'interrogatorio di garanzia dopo gli arresti di ieri. "Oggi risponderà alle domande del gip - aggiunge - ha cose da chiarire: questa è una vicenda ancora tutta da scrivere e lui nega di aver fatto alcunchè di illecito".

Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini degli investigatori del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, hanno accertato che i due fratelli gestivano una rete di computer (botnet) - infettati con un malware chiamato 'Eyepyramid' - che avrebbe loro consentito di acquisire, per anni, notizie riservate e dati sensibili di decine di persone che, a vario titolo, gestiscono la funzione pubblica e delicati interessi, soprattutto nel mondo della Finanza.

 

Cronaca
Operazione della Polizia postale: smantellata una centrale di cyberspionaggio
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ROMA - Spiati politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. Lo ha scoperto la Polizia che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. L'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all'arresto di due persone, l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. L'indagine è coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma.

Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini degli investigatori del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, hanno accertato che i due fratelli gestivano una rete di computer (botnet) - infettati con un malware chiamato 'Eyepyramid' - che avrebbe loro consentito di acquisire, per anni, notizie riservate e dati sensibili di decine di persone che, a vario titolo, gestiscono la funzione pubblica e delicati interessi, soprattutto nel mondo della Finanza.

L'indagine è partita dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail: indirizzata all'amministratore di rilievo di un' infrastruttura critica nazionale, conteneva il virus Eyepyramid. Seguendo quella traccia gli investigatori sono risaliti alla rete botnet che, sfruttando il malware, riusciva ad acquisire da remoto il controllo dei computer e dei sistemi informatici delle vittime. Fra queste ci sarebbero anche l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il presidente della Bce Mario Draghi. Tra i portali oggetto dell'attività dei due anche quello della Banca d'Italia, della Camera e del Senato. E risultano "compromessi" pure due computer in uso ai collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontifica Commissione di archeologia sacra e del consiglio di coordinamento tra accademie pontificie. L'organizzazione aveva immagazzinato le informazioni trafugate in alcuni server sequestrati in Usa.

Pisa
La donna, cinquantenne, figlia di una delle due vittime, da tempo è in cura presso la locale Asl per problemi psichiatrici
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VOLTERRA - Una donna alla guida di un'auto ha investito tre pedoni, in centro a Volterra (Pisa), uccidendo la propria madre ed una parente. E' accaduto questa mattina intorno alle 9,30 in viale Ferrucci, a poca distanza dal teatro romano.

Le vittime sono due donne di 70 e 75 anni, ferito invece un uomo di 73 anni, trasferito in condizioni non gravi all'ospedale cittadino. La dinamica è ancora al vaglio di polizia e vigili urbani, ma un testimone ha raccontato che l'automobilista avrebbe investito le due donne volontariamente.

La donna, cinquantenne, figlia di una delle due vittime, da tempo è in cura presso la locale Asl per problemi psichiatrici e soffrirebbe di manie di persecuzione. Dopo l'incidente è stata ricoverata in stato di shock all'ospedale ed è piantonata dalla polizia, anche se a suo carico al momento non ci sarebbe alcun provvedimento, in attesa della decisione del pm di turno. La donna, stando alle prime informazioni, avrebbe ritenuto le due anziane parenti 'causa dei suoi problemi'.

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