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L'Operazione
Carabinieri del Gruppo Forestale di Terni in azione per prevenire il fenomeno
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TERNI - Prosegue incessante l’attività di prevenzione e contrasto delle attività illegali nel comparto agro- alimentare da parte dei Carabinieri del Gruppo Forestale di Terni. In particolare, a seguito di svariate segnalazioni pervenute da alcuni cittadini e dalle associazioni di pesca sportiva, sono state intensificate le attività di controllo sul lago di Corbara finalizzate al contrasto della pesca illegale esercitata attraverso l’utilizzo di reti e di altri mezzi non consentiti.


Questo tipo di pesca illegale comporta infatti un rilevante impatto sulla fauna ittica del lago; pesca che deve essere effettuata da pescatori professionali, con conoscenza delle giuste tecniche e della normativa di settore, per impedire la distruzione di habitat naturali e la perdita di biodiversità.
L’attività di controllo eseguita negli ultimi giorni dai reparti Carabinieri Forestale del comprensorio Orvietano-Amerino, si è conclusa con l’individuazione ed il conseguente sequestro di circa 2000 metri lineari di rete da pesca di altezza di 4 mt, posizionata, prevalentemente nell’arco notturno al fine di non farsi scoprire dalle FF.OO., in una zona del lago idonea alla cattura di diverse specie ittiche attualmente in fase di riproduzione.


Il recupero della rete ha consentito la liberazione e la immediata reimmissione nelle acque di circa 5 q.li di esemplari di pesci tra i quali carpe, carassi e lucioperca, molti dei quali con ventre rigonfio di uova e prossimi alla deposizione.
Nel corso dei controlli effettuati sono state identificate una decina di persone prevalentemente di nazionalità rumena e controllati i loro mezzi di trasporto.
 

Cronaca
Manifestanti cercano di sfondare il cordone della polizia
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LUCCA - Sono 5 o 6 i rappresemtanmti delle forze dell'ordine rimasti contusi nel corso degli scontri avvenuti all'altezza di Porta San Jacopo a Lucca dove i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone della polizia per entrare nel centro storico. Tra i contusi ci sarebbe anche un funzionario.

In questo momento i manifestanti si stanno raggruppando a circa 200 metri dalle mura, controllati a distanza dalle forze dell'ordine che si sono ritirate dopo la carica di alleggerimento prolungata. 

L'inchiesta
Scafarto avrebbe attribuito frase su Tiziano Renzi a Romeo invece che a Bocchino
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Il capitano del Noe, Giampaolo Scafarto, è indagato dalla procura di Roma per falso in quanto autore di un'informativa nell'ambito dell'inchiesta Consip in cui da un lato avrebbe accreditato erroneamente la tesi della presenza dei servizi segreti nel corso degli accertamenti e, dall'altro di aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase intercettata: "...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato". Interrogato oggi Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L'Anac ha avviato la procedura per il commissariamento della Romeo Gestioni Spa e del Consorzio Stabile Romeo Facility Services 2010. Le società fanno capo ad Alfredo Romeo, coinvolto nell'inchiesta sul mega-appalto Consip da 2,7 miliardi per l'Fm4, il facility management per le pubbliche amministrazioni. L'iter - a quanto si apprende - è partito nei giorni scorsi. L'Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, ha quindi avviato le verifiche che potrebbero sfociare nell'istanza di commissariamento al prefetto di Napoli. 

Cronaca
Il gestore egiziano di un autolavaggio di Terni veniva sanzionato per l’impiego di due lavoratori in nero, accertamento che comportava l’ulteriore sanzione dell’immediata sospensione dell’attivi
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TERNI - Continuano i controlli disposti dal Comando Provinciale di Terni che, sotto il coordinamento della Prefettura di questo capoluogo, hanno come obiettivo la verifica del rispetto delle normative sulla salute, sull’ambiente e sul lavoro. Nello specifico l’Arma territoriale, insieme ai militari dei reparti speciali del NOE, del Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri di Terni ed dei Carabinieri Forestali e con il supporto di personale dell’ARPA Umbria – Sezione di Terni, hanno controllato una serie di autolavaggi su tutto il territorio provinciale.
Al termine dei controlli, che hanno interessato una decina di autolavaggi, sulla scorta delle irregolarità riscontrate, si procedeva, come di seguito dettagliatamente indicato, alla denuncia a piede libero di una persona ed all’irrogazione di 7 sanzioni amministrative, per complessivi 25.000 €, nei confronti di altre due:
- la proprietaria italiana di un autolavaggio di Terni veniva denunciata per inosservanza delle prescrizioni autorizzative non avendo provveduto all’effettuazione del campionamento delle acque reflue;
- il gestore egiziano di un autolavaggio di Terni veniva sanzionato per l’impiego di due lavoratori in nero, accertamento che comportava l’ulteriore sanzione dell’immediata sospensione dell’attività stessa;
- il gestore, anche questo egiziano, di un autolavaggio di Amelia, oltre a subire la doppia sanzione dell’immediata sospensione dell’attività a seguito dell’accertamento dell’impiego di tre lavoratori in nero, veniva sanzionato per omessa tenuta del registro di carico/scarico dei rifiuti pericolosi e per il mancato rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione di scarico delle acque.
La specifica verifica rientra in uno dei tanti servizi che l’Arma di Terni organizza, sfruttando le specifiche competenze degli altri organi istituzionali deputati ai controlli, per garantire, nell’interesse del cittadino, la tutela dell’ambiente, il rispetto dei lavoratori ed anche la concorrenza leale.

Il caso
Il vice presidente della Camera: "Starò qui pochi giorni, ma sono stato costretto, come immaginate, a far saltare tutti gli impegni del week end"
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ROMA - Il vice presidente della Camera ed esponente del M5S Luigi Di Maio, a quanto si apprende, ha avuto un malore nel pomeriggio ed è ricoverato d'urgenza all'ospedale Gemelli a Roma. L'area interessata dal malore, si apprende ancora, sembrerebbe essere quella intestinale e i medici starebbero valutando se procedere o meno con un intervento sul paziente, descritto come particolarmente sofferente.

Gemelli: 'accertamenti tranquillizzanti' - "Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, per l'insorgenza di dolori addominali, si è recato presso il Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli dove ha effettuato accertamenti clinici e strumentali che hanno dato risultati tranquillizzanti". E' quanto si legge in una nota dell'ospedale. ''I medici curanti del Policlinico Gemelli, professori Giovanni Battista Doglietto e Antonio Gasbarrini, d'accordo con il paziente, hanno tuttavia deciso di trattenerlo in ospedale per ulteriori indagini diagnostiche''.

Di Maio,sono tranquillo, starò in ospedale pochi giorni - "Sono stato ricoverato al Gemelli per delle visite di controllo. Starò qui pochi giorni, ma sono stato costretto, come immaginate, a far saltare tutti gli impegni del week end. Mi dispiace per gli attivisti che avevano preparato gli incontri in Piemonte e in Sardegna. Appena fatti i dovuti controlli vi prometto che organizzeremo nuovamente. Qui sono tutti molto gentili e professionali e sono molto tranquillo. Vi terrò aggiornati. Buon fine settimana!". Lo scrive, in un post su Facebook, il vice presidente della Camera Luigi Di Maio

Tutti uniti contro la violenza
Il mondo della scuola, del tifo, della cultura e delle istituzioni affrontano il tema del bullismo del rispetto della legalità nello sport, con oltre 500 studenti
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MONTECATINI
- Si è appena concluso a Montecatini un interessante incontro-dibattito, organizzato dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Pistoia e del Comune di Montecatini. E’ stato affrontano il tema del bullismo e del rispetto della legalità nello sport alla presenza del mondo della scuola, del tifo, della cultura e delle istituzioni e di oltre 500 ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori. Emozionante il lungo applauso di oltre 500 studenti a seguito dell'intervento di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso nel febbraio 2007 durante gli scontri tra tifosi di Catania e Palermo. Un entusiasmo autentico, sintomo di una nuova generazione che ha pieno rispetto della divisa del poliziotto e quindi delle istituzioni che onorano quotidianamente un servizio alla collettività

E’ stata una riflessione a più voci, moderata dal giornalista Franco Morabito, presidente dei giornalisti sportivi toscani, molto apprezzata dai ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori della città. Sono intervenuti il prefetto Angelo Ciuni e il questore Salvatore La Porta di Pistoia; il sindaco Giuseppe Bellanti e il vicesindaco Ennio Rucco di Montecatini; il prefetto Francesco Tagliente, già questore di Firenze, di Roma e prefetto di Pisa; Marisa Grasso; la criminologa Silvia Calzolari e la dirigente del commissariato di Montecatini Mara Ferasin.


Hanno preso la parola anche il rappresentante dei tifosi Empoli Athos Bagnoli, presidente dell'Unione Clubs Azzurri, prezioso punto di riferimento della scuola del tifo, per educare i tifosi, siano essi piccoli o grandi, a fare il tifo in modo corretto sulle tribune e il rappresentante della squadra di basket di serie B di Montecatini
L’evento, organizzato per il giorno del 39esimo anniversario del rapimento Moro, per non dimenticare e per educare alla legalità, è stato preceduto dalla commemorazione della strage di via Fani con il contributo del giornalista Daniele Bernardini che ha ricostruito i momenti della strage.
Il sindaco Bellandi ha parlato dei cinque uomini di scorta uffici in via Fani, invitando gli studenti presenti a rispettare la legge e di conseguenza gli altri per imparare a convivere al meglio con i compagni e a non farsi attrarre da fenomeni negativi quali il bullismo o senza percorrere cattive strade che da giovani soprattutto sono facili da seguire.

Sul rapimento Moro è intervenuto il prefetto di Pistoia Angelo Ciuni illustrando ai ragazzi il significato della commemorazione. Sollecitato dal moderatore Franco Morabito ha preso la parola anche il prefetto Tagliente che ha ricordato le paure durante quegli anni di piombo. "Si generò un clima di pericolo, di insicurezza e di paura – ha detto Tagliente che all’epoca del rapimento Moro era Capitano del Reparto Volanti della Questura di Roma - anche perché venivano colpiti pure singoli cittadini, rappresentanti della società civile, della magistratura, del mondo carcerario e delle forze dell'ordine.
Molti rappresentanti delle forze di polizia, uscendo da casa, non sapevano se sarebbero tornati. La tensione e la paura, erano entrati a fare parte della quotidianità delle loro famiglie dei poliziotti. Consapevoli che alcuni colleghi erano stati colpiti con azioni inattese e imprevedibili anche a tradimento, al momento dell’uscita o rientro a casa, in tanti si videro costretti a cambiare continuamente abitudini, itinerari e orari di uscita e rientro. Ci fu chi decise di allontanare la famiglia dalla sede di servizio”.

Passando poi al tema del dibattito sport e bullismo Tagliente ha detto che “lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di Bullismo, ciberbullismo, mobbing, straining e stalking. Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi, la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c'è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c'è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi. L'area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco". “Per sviluppare la cultura del dialogo nei giovani – ha proseguito Tagliente - è fondamentale che anche ‘attori’ esterni alla formazione didattica e all'educazione familiare si interessino al problema. Ma attenzione – ha concluso Tagliente - è necessario che i progetti esterni di questi ‘attori’ anche se istituzionali, siano richiesti dal mondo scolastico per evitare che la scuola diventi un progettificio”.

Di educazione alla legalità e rispetto nello sport ha parlato diffusamente la vedova Raciti, Marisa Grasso che, al fine di diffondere un messaggio contro ogni forma di violenza, ha portato la sua testimonianza ricordando il sacrificio del marito per compiere il proprio dovere. Ha raccontato anche la vita dei familiari dei poliziotti: le ansie, il timore per il pericolo connesso al lavoro ma anche l’orgoglio per l’esempio che essi rappresentano e lasciano ai propri figli e a tutti i giovani.” Voi – ha detto Marisa Grassi agli studenti - siete la mia speranza per un futuro migliore” Al termine dell’intervento tutti i presenti si sono alzati in piedi per un lunghissimo applauso.

Trattando del tema “educazione alla legalità e rispetto nello sport”, Tagliente, sollecitato dal presidente dei giornalisti sportivi della Toscana ad affrontare la questione della gestione dei riottosi e dei tifosi violenti, ha fatto riferimento ai pilastri fondamentali della sua strategia: Dialogo anche con i più riottosi, rigore giuridico e lavoro di squadra.

Per quanto concerne in dialogo, Tagliente, ha fatto espresso riferimento alla politica del doppio binario: attenzione e rispetto da un lato ed estremo rigore dall’altro. Ha richiamato anche la necessità di ricercare il dialogo a tutti i costi anche con daspati e arrestati per tentare di renderli protagonisti della propria sicurezza. Per dimostrare che aprire un dialogo con la parte meno sana del tifo e con i più riottosi è possibile, Tagliente, ha fatto riferimento “Progetto daspo” avviato, con un piccolo esercito dei daspati romani per valutare, anche in assenza di istanza degli interessati, le condizioni per la eventuale modifica della durata del divieto. “Sono stati inoltrati 334 inviti a tifosi daspati, dei quali in 151 si sono presentati e 135 hanno accettato di compilare un questionario”.
“Ne è scaturito un confronto franco e proficuo - ha detto Tagliente - i risultati dell’indagine hanno fatto emergere la non conoscenza per molti delle conseguenze di un gesto ai loro occhi “banale”, inducendo in presenza delle idonee condizioni una modifica della durata del Daspo o addirittura la revoca. Scandagliando il campione – ha aggiunto- si è notato che in molti casi, alla determinazione della revoca o della modifica si è arrivati per dichiarato ravvedimento dopo l’esito dei colloqui. Il 52 per cento del campione si è detto favorevole all’iniziativa e il 59 per cento ha ritenuto positiva anche la propria partecipazione ad una campagna informativa. La disponibilità offerta dai diretti interessati anche a partecipare a campagne di educazione alla legalità dimostra la necessità di un ulteriore sforzo di cercare il dialogo a tutti i costi, per provare almeno a ridurre comportamenti dannosi.

Sul tema è intervenuto anche il questore di Pistoia Salvatore La Porta che, nel ripercorrere le tappe significative del percorso professionale fatto con il prefetto tagliente e con i rappresentanti dei tifosi dell’Empoli e della Fiorentina ha messo in evidenze alcuni punti di forza del modello attuato a Empoli e Firenze: rimozione delle recinsioni, gestione delle partite con la polizia lontana dagli impianti, Fan zone e somministrazione assistita delle bevande alcoliche anche ai tifosi inglesi.

Sollecitato dal giornalista Morabito a chiarire ai ragazzi con un esempio la strategia adottata per cercare il dialogo ad ogni costo anche con i tifosi inglesi e della importanza del rispetto anche per i tifosi più turbolenti, Tagliente, ha poi ricordato il caso della la lettera indirizzata a John Mackin, rappresentante dello 'Spirit of Shankly', il sindacato dei tifosi del Liverpool, per illustrare tutte le misure di prevenzione e accoglienza predisposte in occasione della loro trasferta a Firenze e per sapere se avevano delle particolari esigenze concludendo il messaggio con: vi accogliamo, divertitevi, ma rispettate la città, i suoi monumenti, il suo stadio e i suoi tifosi.
Il rappresentante dei tifosi del Liverpool rispondendo alla lettera aveva ringraziato per l'approccio precisando che "Bere alcolici prima delle partite fa parte della cultura dei tifosi inglesi e di quelli del Liverpool in particolare" invitando, a evitare il divieto assoluto della somministrazione di birra e alcolici. L'unico rischio, secondo il rappresentante dei supporter inglesi, potrebbe venire dai più giovani, che in ogni caso saranno una minoranza rispetto agli oltre 2.400 tifosi che si presenteranno davanti ai cancelli del Franchi per la Champions League.Pronta la risposta: in occasione delle due successive partite internazionali, Fiorentina-Liverpool e Fiorentina-Bayern Monaco, le forze dell’ordine, le categorie economiche e gli esercenti dei pubblici esercizi fiorentini hanno sperimentato un nuovo rapporto con le tifoserie ospiti. Anziché adottare il rigido divieto di vendita di alcolici, previsto per queste occasioni, è stato deciso di procedere al solo divieto di asporto delle bevande alcoliche. I tifosi, sparsi in piccoli gruppi nei locali pubblici, hanno potuto ordinare e consumare alcolici all’interno del locale, magari mangiandoci insieme anche qualche specialità tradizionale, per poi recarsi, a stomaco pieno, allo stadio. Anziché bighellonare per strada in comitive sorvegliate a vista dalle forze dell’ordine, anziché riempire di bottiglie vuote i parapetti dei lungarni e di cocci di vetro le carreggiate stradali, i tifosi “avversari” si sono dispersi nella molteplice offerta dei pubblici esercizi fiorentini in piccoli gruppi che non si sono fatti notare. Sarà stata la qualità dell’offerta, sarà stata la sensazione di sentirsi turisti, e non “gruppi paramilitari” osteggiati dai nativi, i tifosi delle squadre ospiti si sono comportati in modo encomiabile e anche le forze dell’ordine non hanno dovuto dispiegare i classici strumenti repressivi.

Nel corso del dibattito con i ragazzi l’attenzione è caduta sulla “tessera del tifoso”. Sul punto Tagliente ha chiarito che la tessera del tifoso è uno strumento odiato dalle tifoserie più accese, proprio per il difetto di comunicazione. Un rischio che avevo previsto – ha precisato- tentando di prevenirlo. Da presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, nel mese di novembre del 2005, per corrispondere alle esigenze rappresentate dai presidenti delle società che lamentavano ritardi nel controllo accessi con i “biglietti nominativi” (introdotti pochi mesi prima, con il decreto Pisanu 6 giugno 2005), ho elaborato il progetto “Tessera del Tifoso”. Temendo che questo strumento potesse essere considerato imposto dall’alto, ho ritenuto di denominarlo “Carta del tifoso” - come risulta dal verbale della riunione del 9 novembre 2005, dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive - con l’obbiettivo di far accogliere il documento come "Tessera dei diritti del tifoso" La successiva gestione della comunicazione facendola percepire (erroneamente) imposta dall’alto, ha procurato danni alimentando l’odio verso i vertici istituzionali.

Il convegno è stato chiuso dalla criminologa Silvia Calzolari Con un interessante intervento "sui possibili percorsi devianti che accomunano il bullo e il potenziale tifoso violento come espressione delle stesse incapacità. In particolare - ha detto la Calzolari- entrambi presentano problemi di immagine di sé, andando alla ricerca di un'identità sociale basata su modelli negativi che vengono percepiti erroneamente come vincente"

Violenza sessuale
L’aggressore è stato riconosciuto sia dalla vittima che dai due suoi soccorritori
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TERNI - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Amelia (TR) hanno arrestato per violenza sessuale un 38enne nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver molestato sessualmente una studentessa alla stazione ferroviaria di Attigliano (TR).
Alla fine del mese scorso infatti l’africano, titolare di permesso di soggiorno per asilo politico rilasciato a Treviso, città dalla quale si era però allontanato diventando di fatto senza fissa dimora, aveva avvicinato, all’interno del terminal del citato scalo ferroviario, una 19enne studentessa universitaria amerina pendolare con la capitale. L’uomo, che aveva infastidito la giovane con insistenti approcci di natura sessuale, dapprima solo verbali per poi passare alle vie di fatto, veniva messo in fuga dal tempestivo intervento in sua difesa di due uomini che attendevano il medesimo treno della vittima.
Le immediate indagini esperite dagli investigatori dell’Arma a seguito della denuncia presentata il giorno dopo dalla ragazza, che veniva accolta nella “Stanza tutta per sé” di questo Comando Provinciale dove raccontava il brutto episodio di cui era stata involontaria protagonista, permettevano di dare un’identità al molestatore sessuale. L’aggressore veniva infatti riconosciuto sia dalla vittima che dai due suoi soccorritori, che i militari riuscivano a rintracciare e che confermavano la dinamica dell’evento denunciato. Il preciso quadro probatorio così raccolto dai Carabinieri veniva subito inoltrato all’A.G. ternana che, accogliendolo, emetteva nei confronti del 38enne, già tratto in arresto nel giugno 2016 per violenza privata e lesioni commesse ai danni di una donna polacca a bordo di un convoglio ferroviario del Friuli, un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere per il reato di violenza sessuale. Il nigeriano, che veniva rintracciato ad Attigliano dai militari, veniva arrestato e tradotto presso il carcere di vocabolo Sabbione.

Cronaca
Solo qualche mese fa era crollato un cavalcavia sulla strada statale 36 ad Annone Brianza del lago di Como e dello Spluga
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di Angelo Barraco

ANCONA - Erano le 13.30, quando il cavalcavia numero 167 dell’Autostrada A14 posto al chilometro 235+800 all’altezza di Camerano, in provincia di Ancona precisamente tra Loreto e Ancona, è crollato. Un impatto violentissimo che ha cagionato la morte di due persone e il ferimento di altre tre persone  operai della Delabeh che stavano eseguendo dei lavori nella campata del ponte. Molti aspetti non sono ancora del tutto chiari poiché le indagini sono in corso ma ciò che sembra emergere è che le attività di sollevamento del cavalcavia erano state ultimate alle 11,30 e alle 13,30 –momento dell’incidente- il personale stata compiendo attività addizionali.
 
La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio plurimo. Si apprende inoltre che l’area è stata posta sotto sequestro ed è stata inoltre autorizzata la demolizione della sezione di ponte caduta, il tutto per consentire la riapertura di quell’area che rimane sotto sequestro. Subito dopo il crollo è stato chiuso il tratto autostradale, successivamente è stata riaperta la carreggiata sud in direzione Pescara e poi il tratto nord Bologna Taranto. Nella giornata di ieri inoltre, Autostrade per l’Italia ha diramato una nota in cui ha comunicato quanto segue: “quanto accaduto oggi sul cavalcavia dell'A14 all'altezza di Camerano è un tragico incidente non prevedibile, determinato dal cedimento di pile provvisorie su lavori di innalzamento del cavalcavia necessari per ripristinare l'altezza dell'opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale, dopo l'allargamento dell'autostrada a 3 corsie. Non si tratta dunque del cedimento strutturale del cavalcavia” precisando inoltre che “la piena sicurezza e stabilità strutturale dei cavalcavia della propria rete, che sono costantemente monitorati e controllati". Intanto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta istituendo una commissione di esperti per far luce su quanto accaduto sulla A14.
 
Il Ponte crollato era una struttura provvisoria posta a sostegno del cavalcavia che era chiuso a traffico, il ponte però si è spezzato ai lati e ha schiacciato la Nissan che in quel momento transitava al cui interno vi erano i due coniugi rimasti uccisi, si chiamavano Emidio “Mimmo” Diomedi di 60 anni e Antonella Viviani di 54 anni. La coppia era a bordo di una Nissan Qashqai e si stava recando all’ospedale di Torrette per una visita di controllo. Erano persone conosciute e amate da tutti, che contribuivano attivamente al benessere della società partecipando attivamente all’organizzazione di quelle che erano le feste del territorio e gli eventi che ogni anno attiravano tanta gente. I feriti invece sono tre operai romeni che ai soccorritori hanno riferito “Non ci abbiamo capito niente, ad un certo punto è crollato tutto, e ci siamo ritrovati per terra” aggiungendo “. l'Ing Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento presso Autostrade per l'Italia ha dichiarato "E' andata in crisi la struttura dell'insieme dei sostegni provvisori del ponte" aggiungendo "Stiamo facendo gli accertamenti del caso, il ponte è andato in crisi per i motivi che dovremo appunto accertare. La struttura di sostegno provvisorio è rimasta integra, questo ci teniamo a dirlo. E' una struttura in calcestruzzo: non è andata in crisi la struttura di calcestruzzo che sosteneva le travi fino all'inizio delle operazioni di sollevamento del cavalcavia. E' andata in crisi la struttura dell'insieme dei sostegni provvisori".
 
Intanto il PM Irene Bilotta, titolare dell’inchiesta, dichiara all’Ansa “'Mi riservo di valutare se esistano i presupposti per ipotizzare il reato di disastro colposo. L'errore umano? per definizione un reato colposo comprende anche l'errore umano, ma l'indagine è appena iniziata”. Intanto Autostrade per l'Italia "ha chiesto con estrema urgenza alle aziende che hanno progettato ed eseguito i lavori sul cavalcavia crollato in A14 una relazione dettagliata su quanto accaduto, per accertare eventuali errori umani e valutare possibili azioni a tutela". Una nota della società dice che il cantiere "era stato avviato il 7 febbraio e si sarebbe dovuto concludere, per quanto riguarda le attività sulle pile finalizzate all'innalzamento del cavalcavia, il 31 marzo".
 
Una vicenda che riporta alla mente quanto diversi mesi fa nel lecchese, dove è crollato un un cavalcavia sulla strada statale 36  ad Annone Brianza del lago di Como e dello Spluga’, tratto di cui Anas aveva chiesto la chiusura. Una persona è deceduta e quattro sono rimaste ferite, tre dei quali bambini e sono stati trasportati con codice giallo all’ospedale di Lecco, l’autista del tir invece ha riportato un trauma cranico ed è stato trasferito con codice giallo. Una vicenda che ha scosso l’Italia e ha portato il pensiero degli italiani sul problema sicurezza. Il camion era in transito e sarebbe letteralmente precipitato nella carreggiata sottostante, schiacciando due auto in transito. Claudio Bertini invece non ce l’ha fatta e risulta essere l’unica vittima dell’incidente. Un perimetro stradale sventrato e ripiegato su se stesso come fosse una pressa che schiaccia scatole  in metallo a quattro ruote che transitano indisturbate e una circolazione bloccata in entrambi i sensi di marcia. Intanto l’Anas, attraverso un comunicato riferisce: “il cantoniere Anas addetto alla sorveglianza del tratto della strada statale 36al km 41,900, sul quale alle ore 17.20 è ceduto il cavalcavia n. 17 della strada provinciale SP49, già attorno alle ore 14.00, avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della Polizia Stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia. Gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato”, successivamente Anas informa attraverso un ulteriore comunicato “Anas, con i propri operai e con ditte specializzate, sta provvedendo assieme alla Polizia stradale e ai Vigili del Fuoco, al taglio delle travi della campata e sta partecipando alle operazioni di soccorso.È inoltre stato confermato che il Tir che è precipitato dal cavalcavia della strada provinciale SP49 era un trasporto eccezionale di notevole ingombro e peso, autorizzato dalla Provincia di Lecco.
 
Non risulta ancora verificato il peso effettivo del mezzo. Il cavalcavia era stato realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta dalla Provincia di Como”. E sfogliando i nostri archivi e la nostra memoria ci salta alla mente il viadotto che collega Cosenza a Crotone lungo la Statale 107 che sembra versare in condizioni critiche. Sui social network è stato diffuso un video che è diventato presto virale in cui i cittadini cosentini hanno filmato la tratta regolarmente attraversata dalle autovetture ove è presente, nella parte centrale esterna, una sorta di pressione del ponte che induce gli elementi cementificati sospesi a ripiegarsi su loro stessi e creare uno spazio vuoto centrale, che potrebbe portare alla rottura della struttura a seguito di continue sollecitazioni e nella parte superiore dove vi transitano le autovetture è presente invece un avvallamento che porta le autovetture e tutti i mezzi pesanti che vi transitano a fare uno sbalzo ogni qualvolta attraversano quel determinato tratto. Il video immortala un’assenza di simmetria dell’asse del ponte e un’evidente inclinazione verso un lato ma tutto ciò non impedisce ai cittadini il libero transito. Tale viadotto si trova tra gli svincoli di Rovito e Celico in provincia di Cosenza e collega la provincia Bruzia con Crotone, passando attraverso la Sila e gli avvallamenti presenti nella struttura fanno allarmare i numerosi cittadini che quotidianamente vi transitano. La memoria storica dei cittadini non ha cancellato di certo la tragedia dell’agosto 1972, quando nel corso dei lavori di costruzione lo spostamento di un pilone cagionò il crollo parziale della struttura e la morte di quattro operai. Noi abbiamo raccolto le testimonianze di due persone della zona che hanno attraversato recentemente il ponte e ci ha riferito che ad occhio nudo non si vede nulla e il ponte è attraversabile e hanno appreso però della pericolosità del ponte attraverso la tv. Ci hanno riferito inoltre che non vi sono segnali di avvertimento sul ponte che indicano il pericolo e non si sentono tranquilli ad attraversarlo poiché non vi sono nemmeno segnali di deviazione del corso stradale e sul ponte vi erano macchine che andavano anche a velocità sostenuta. Abbiamo chiesto se sul ponte ci passano anche camion è la risposta che ci è sopraggiunta a tal proposito è stata affermativa. I cittadini che ci hanno comunicato tale disagio che vivono nell'attraversare una struttura che secondo loro è instabile e ci hanno riferito inoltre che alcuni abitanti del luogo hanno riferito loro di evitare di passare sul ponte e hanno consigliato loro di prendere una deviazione ma sul ponte non vi sono segnali che avvertono di un eventuale pericolo.
Cronaca
Ferito, ma salvato con l'autoscala dai Vigili del Fuoco, un coinquilino. Non si conoscono ancora le cause del rogo
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MONTESILVANO - Un uomo è morto dopo essere precipitato dal sesto piano di un palazzo in via Isonzo a Montesilvano dove un incendio è divampato in un appartamento. Non è stato possibile capire se l'uomo, uno straniero, si sia gettato volontariamente per sfuggire alle fiamme o se sia scivolato mentre si reggeva a un cornicione, in attesa dei soccorsi. Ferito, ma salvato con l'autoscala dai Vigili del Fuoco, un coinquilino. Non si conoscono ancora le cause del rogo

Cronaca
Diciottenne prende a fucilate il padre durante una lite
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AREZZO - Diciottenne uccide il padre a fucilate durante una lite poi chiama i carabinieri e si costituisce. E' accaduto la notte scorsa in una villetta alle porte di Lucignano, in provincia di Arezzo. La vittima aveva 51 anni ed era un fabbro. In base ad una prima ricostruzione, si tratterebbe di un delitto d'impeto ma i carabinieri, intervenuti con il sostituto procuratore Laura Taddei, non esclude alcuna ipotesi. Da chiarire i motivi che hanno fatto degenerare la discussione in tragedia.

Cronaca
Emozione e lacrime sui volti delle persone che hanno potuto prendere possesso delle abitazioni dotate di ogni confort
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NORCIA - Consegnate le prime 18 casette di legno a San Pellegrino di Norcia. Sono le prime abitazioni completate nell'intera area del Centro Italia colpita dal sisma.
Il sindaco Nicola Alemanno ha dato le chiavi degli alloggi alle famiglie aventi diritto a seguito della scossa del 24 agosto scorso. Emozione e lacrime sui volti delle persone che hanno potuto prendere possesso delle abitazioni dotate di ogni confort: all'interno sono completamente arredate con tanto di stoviglie, asciugamani, biancheria e pentole.
"Questo è il risultato dello sforzo di cinque mesi difficili, ma è anche la risposta migliore che lo Stato potesse dare, oggi possiamo dire che le istituzioni qui hanno lavorato come meglio non si potesse, nonostante le tante difficoltà", ha detto il sindaco. Al taglio del nastro ha partecipato anche l'assessore regionale Fernanda Cecchini che ha ribadito che "lo Stato c'è e continuerà ad esserci, restando al fianco di questa gente". I destinatari delle 18 casette potranno abitarci dai prossimi giorni.

Bufera giudiziaria
I carabinieri gli avrebbero notificato oggi, a Scandicci, l'invito a comparire fissando l'interrogatorio già per la settimana prossima a Piazzale Clodio
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SCANDICCI - Tiziano Renzi, padre dell'ex presidente del consiglio Matteo Renzi, è indagato dalla Procura di Roma nell'inchiesta sugli appalti Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Tiziano Renzi avrebbe ricevuto oggi un invito a comparire nel quale si ipotizza il reato di concorso in traffico di influenza. Il padre di Renzi sarà interrogato la prossima settimana. In base a quanto si apprende, i carabinieri gli avrebbero notificato oggi, a Scandicci, l'invito a comparire fissando l'interrogatorio già per la settimana prossima a Piazzale Clodio.

"Ho ricevuto questa mattina - dice Tiziano Renzi - un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza 'il traffico di influenza'. Ammetto la mia ignoranza ma prima di stamattina neanche conoscevo l'esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati - cui va tutto il mio rispetto - potranno verificare. I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore è per loro".

La notifica dell'invito a comparire è arrivata a Tiziano Renzi oggi alle 13.00. Lo conferma il suo difensore, l'avvocato Federico Bagattini, di Firenze. "Il fatto è totalmente incomprensibile - aggiunge il legale - perché nell'atto è riportato solo il numero della norma violata. Prenderemo contatto con il pm per capire quali sarebbero i fatti contestati".

Il procedimento all'attenzione dei pm romani è uno stralcio dell'inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Nell'inchiesta a fine dicembre erano stati indagati anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento. Il reato di traffico di influenza, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa. 

Cronaca
Taglio mensilità e e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici: non c'è parità di trattamento con gli altri corpi
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ROMA - "Trecento euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici". E un affronto che i Vigili del Fuoco del Conapo non riescono più a digerire, anche perché, chiarisce il segretario generale Antonio Brizzi "alle tante lodi pubbliche dei governanti non seguono mai per noi i dovuti riconoscimenti e continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B. Per noi stranamente i soldi non si trovano mai, solo medaglie".
Per dire basta a questo trattamento il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco Conapo ha organizzato per giovedi 16 febbraio una manifestazione di protesta a Roma davanti alla Camera dei Deputati che vedrà la partecipazione di numerosi pompieri in divisa provenienti da tutta Italia.
"Non possiamo tollerare oltremodo questa inaccettabile situazione anche perché non chiediamo nessun privilegio ma solo parità di trattamento con gli altri corpi" fa sapere Brizzi, stizzito anche dal fatto che "non c'è nessuna attenzione nemmeno per gli specialisti che soffrono una sperequazione ancora piu elevata con gli altri corpi".
I vigili del fuoco, gli stessi eroi del terremoto e del Rigopiano si dicono "offesi dalla riforma Madia in via di approvazione, la quale non solo non rimedia le sperequazioni esistenti ma non prevede nemmeno carriere parificate agli altri corpi, l'ennesima umiliazione!".
"Aspettiamo da troppo tempo - spiega Brizzi - di avere un rilancio autentico dei Vigili del Fuoco e la meritata valorizzazione del nostro personale in divisa che è il vero patrimonio del Corpo nazionale e che grazie solo alla passione e al sacrificio individuale rappresenta una eccellenza del Paese invidiata in tutto il mondo. Servono urgentemente anche ulteriori assunzioni per coprire la grave carenza di organico di 3 mila pompieri che mancano dai 32 mila previsti a livello nazionale anche perché quelli in servizio hanno un età media troppo elevata di 48 anni causata dai tagli alle assunzioni. Per questo chiediamo solidarietà e sostegno trasversali affinchè la protesta pungoli a dovere il premier Gentiloni e i Ministri Minniti e Madia".
"Mai più trattati come un corpo di serie B sarà lo slogan della protesta di Roma affinché in questo momento storico in cui la legge Madia impone riforme del nostro corpo i pompieri non vengano ancora una volta traditi. Apprezziamo l'annuncio di Minniti di aver reperito 50 milioni di euro per i Vigili del Fuoco ma sono ampiamente insufficienti per avere lo stesso trattamento degli altri corpi, anche perché una parte la vogliono destinare al personale amministrativo e non a chi rischia la vita" conclude.
 

Bufera giudiziaria
I profitti ottenuti dall'associazione con il riciclaggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati da Corallo in attività economiche e finanziarie e in immobili
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ROMA - L'ex presidente della Camera e leader di An Gianfranco Fini é indagato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. A Fini é stato consegnato un avviso di garanzia.

L'iscrizione nel registro degli indagati di Fini, secondo quanto si apprende, scaturisce dalle perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani eseguite a dicembre 2016. Gli accertamenti bancari e finanziari sui rapporti intestati alla famiglia Tulliani avrebbero infatti portato alla luce nuove condotte di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere - dal 2008 in poi - da Sergio, Giancarlo, Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini.

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Roma, ha eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di 5 milioni nei confronti dei Tulliani. Il sequestro é il frutto degli sviluppi dell'indagine che ha portato a dicembre dell'anno scorso all'emissione di un'ordinanza di custodia in carcere nei confronti di Francesco Corallo, Rudolf Theodor, Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, ritenuti dagli investigatori appartenenti a un'associazione a delinquere transnazionale dedita a peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I profitti ottenuti dall'associazione con il riciclaggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati da Corallo in attività economiche e finanziarie e in acquisizioni immobiliari. Profitti anche destinati ai membri della famiglia Tulliani

L'inchiesta
Ospiti della trasmissione il Consigliere Regionale di Fratelli D'Italia Fabrizio Santori e il Segretario Regionale del Sul Comparto Trasporti Renzo Coppini.
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Redazione

 

Si è parlato dell’azienda Cotral nella puntata del 9 febbraio 2017 di Officina Stampa condotta dalla giornalista Chiara Rai. Sono state toccate diverse tematiche tra cui quella della pulizia e stato dei mezzi, dei dati sulla manutenzione e dell’inchiesta che vede 50 indagati e un arresto. Ospiti della trasmissione il Consigliere Regionale di Fratelli D'Italia Fabrizio Santori e il Segretario Regionale del Sul Comparto Trasporti Renzo Coppini.

 

Dalle immagini di alcuni mezzi Cotral immortalati in servizio, si può chiaramente evincere che i bus sono sporchi a vista d’occhio. Coppini ha sollevato alcune problematiche sebbene abbia evidenziato una premessa importante: “Siamo concordi al risanamento della Cotral, che deve rimanere pubblica, ma abbiamo una visione diversa rispetto all’Azienda”.


Il Consigliere Regionale Santori è stato molto chiaro e diretto nel suo intervento: “Finora alle nostre interrogazioni su Cotral abbiamo ricevuto risposte fumose da parte dell’amministrazione Zingaretti. La nostra costante presenza è volta a tutelare gli utenti del trasporto pubblico – ha continuato – dunque se si fanno delle truffe su manutenzione e pulizia queste vanno a discapito di chi usufruisce del servizio e non può succedere”. Santori ha espresso un voto “pessimo” sotto il profilo del servizio all’utenza. Si tratta di una situazione di gestione fallimentare che non è da imputare assolutamente agli autisti che fanno il proprio lavoro e che addirittura sono stati spostati a 150 chilometri di distanza da casa. “Questo significa distruggere le vite familiari di queste persone”. “Sul sito del Cotral - ha proseguito Santori - abbiamo letto una sorta di indagine che poteva essere approfondita meglio: ci sono problemi sugli orari, sulle coincidenze delle corse e sulla sicurezza ma anche sullo stato dei mezzi e pulizia: i bus sono obsoleti e si fermano spesso creando disagi agli utenti. Questo è il giudizio generale che abbiamo raccolto da parte dei cittadini. Ci si chiede inoltre, come è possibile dedicare soltanto 20 minuti alla pulizia del mezzo?. Ultimo ma non ultimo – ha concluso - Zingaretti sostiene di aver fatto un appalto che sarà operativo a partire da ottobre… beh, ci hanno messo un bel po’ di tempo! Loro con 340 mezzi dicono di aver sostituito un terzo della flotta ma dai dati non ci risulta. Abbiamo una situazione devastata”.


Il Segretario Regionale Sul Coppini inoltre ha rimarcato che
“l’azienda utilizza lo strumento disciplinare per convincere che il loro è un lavoro corretto”, ponendo l’accento sul caso del trasferimento degli autisti, che sta destando non poche polemiche. E sul nuovo capitolato sulla pulizia delle vetture, Coppini è stato lapidario: “Prima gli autobus venivano lavati con molta più frequenza, oggi ogni mese, mese e mezzo”.

 

Importanti i dati forniti durante la puntata di Officina Stampa: Nel bilancio 2015 si parla di 1569 mezzi in totale di età media tra i 15 e i 48 anni rispetto ai 1.619 bus del 2012. Dunque che tipo di manutenzione è stata fatta su questi mezzi?

 

Preoccupanti i dati che registrano un incremento dei costi sulla manutenzione, sempre nel bilancio 2015: i costi per la manutenzione impianti (+35,3%), per la manutenzione dei complessivi (+30,4%), per la manutenzione dei macchinari (+19,6%) e per la manutenzione della flotta (+0,3%) le voci che hanno registrato i principali incrementi sono i costi per: “Omologazioni, revisioni e collaudi” (+87,0%), per “Assistenza hardware/software” (+38,3%), per “Accertamenti DM 88/99” (+37,3%), per “Commissioni su operazioni di Factoring” (+6,7%), per “Servizi idrici” (+31,6%), per “Gas metano” (+36,7%) e per “Assicurazioni”(+7,8%)

 

Emblematica la battuta finale della conduttrice, Chiara Rai: “Io non capisco, dicono che è aumentata la copertura della reta del servizio, però leggo che il chilometraggio è diminuito. Di anno in anno, diminuiscono i chilometri, ma aumenta la copertura del servizio”. Anche qui, la domanda della giornalista è stata supportata da dati: Nel 2015, si rileva un aumento dell’indice di copertura del servizio con una percentuale media annua che si attesta al 94,88%. I chilometri percorsi sono stati: 76.507.393. I chilometri percorsi nel 2012 erano 76.772.648 e nel 2010 erano 80.317.880.

Cronaca
Davanti al Gip interrogatorio in carcere per Di Lello
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CHIETI - Centinaia di persone hanno partecipato a Vasto, nella chiesa del Sabato Santo, ai funerali di Italo D'Elisa, il ventunenne ucciso a colpi di pistola mercoledì scorso davanti al 'Drink Bar'. Accusato dell'omicidio Fabio Di Lello. Una vendetta, dopo che D'Elisa, nel luglio 2016, aveva ucciso, investendola con la macchina, Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello.


La banda di Chieti, con una marcia sinfonica, ha accolto sul sagrato la bara bianca di Italo. Il parroco, don Antonio Totaro, ha ammonito i presenti: "Si fermi questa ondata di odio. Basta con questa violenza. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città. Noi abbiamo perso".

Il sacerdote ha portato le condoglianze delle famiglie. "E' qui presente il fratello di Roberta" ha detto ai presenti. E ancora: "Queste morti riportino nella nostra comunità un po' di serenità. Basta con i social media. Dobbiamo tornare a parlare tra di noi. Senza conoscere abbiamo condannato" ha aggiunto il parroco.

Intanto Fabio Di Lello, nell'interrogatorio di garanzia in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare" dicono i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. A carico di Di Lello la Procura ha formulato il reato di omicidio volontario premeditato e si è riservata più tempo in ordine alla convalida e all'adozione delle misure cautelari.

I personaggi
Il programma, condotto dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 dall'esclusivo locale Black Jack Cafè di Grottaferrata
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La società di oggi gioca un ruolo importante: possono i frequentatori di social network, di un luoghi di culto o addirittura adolescenti o vicini di casa risvegliare istinti suicida o omicida in alcune persone? Quali sono le caratteristiche di un “criminale”? Si può intervenire su questi soggetti prima che finiscano sulle cronache?
Questo il tema principe che verrà affrontato nella prossima puntata di OFFICINA STAMPA ricca di ospiti e di notizie. La puntata condotta dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 direttamente dall'esclusivo locale di Lino Ventriglia Black Jack Cafè di Grottaferrata.
Oltre che dalla location, il programma può essere seguito in diretta dalle ore 18:00 sul canale Youtube OFFICINA STAMPA o sulla pagina FACEBOOK OFFICINA STAMPA o direttamente sul sito www.officinastampa.tv

In apertura la criminologa Roberta Bruzzone: parlerà di se stessa, della sua professione ma anche di alcuni casi interessanti che sta seguendo.

 
Ospite nell’angolo di Simone Carabella, Roberto Pennacchi, fratello di Francesco Pennacchi commercialista di Velletri ucciso barbaramente da un vicino di ufficio che sentiva “troppi rumori”. Roberto annuncerà importanti novità.
Non mancherà occasione di affrontare i problemi del territorio, tra tutti l’allarme di abbassamento del livello dell’acqua del lago di Bracciano. Ospite in trasmissione un membro del Parlamento: il deputato Pd Emiliano Minnucci. A partecipare a questo spazio di cronaca anche il giornalista Emilio Ammaturo noto per il suo piglio concreto e talvolta piacevolmente irriverente.


Momento musicale di grande pathos con Athanas che ha brevettato un nuovo strumento oltre che una nuova maniera di fare musica: presenterà una performance con chitarra e percussione grazie al "Rhythm and Play"

A curare il momento della rassegna stampa il giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.

A chiudere la puntata di OFFICINA STAMPA un ospite speciale: il giornalista, autore televisivo RAI e scrittore Camillo Scoyni che ci farà amare un giallo dalle tinte forti con sapori storici e mistici non digiuno di profezie: “Il male sulle scarpe”. Il libro di Scoyni parla della “Roma oscura”: gioielleria di via Marcantonio Colonna. I corpi senza vita di titolare e dipendenti vengono ritrovati dagli uomini dei Vigili del Fuoco. Emerge subito un particolare raccapricciante: l'assassino, prima di uccidere a sangue freddo il proprietario, gli ha versato in bocca dell'oro fuso.
Con l’occasione potranno essere acquistate alcune copie del suo giallo che naturalmente verranno autografate dallo stesso autore. Davvero un appuntamento da non perdere quello di giovedì 2 febbraio con OFFICINA STAMPA che si sta confermando a tutti i gli effetti come il nuovo modo di fare informazione. 

Cronaca
Il 29 giugno 2009 morirono 32 persone. In aula i familiari delle vittime, 'Momenti pesanti dopo tanto tempo'.
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VIAREGGIO - Condanna a sette anni per gli ex ad di Fs e Rfi Moretti ed Elia al processo per la strage di Viareggio in cui persero la vita 32 persone nel giugno del 2009. Per i 33 imputati, come persone fisiche, e 9 società, le accuse erano a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Dieci le assoluzioni. Moretti, hanno spiegato i suoi avvocati, è stato assolto come ad delle Ferrovie, ma condannato in qualità di ex amministratore delegato di Rfi. "Scandaloso l'esito del processo, e la sentenza trasuda populismo" ha aggiunto il legale. Tra le società 'imputate', assolte Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, condannate Rfi e Trenitalia. I parenti delle vittime commenteranno domani la decisione dei giudici. Dopo la lettura della sentenza, in Borsa Leonardo ha perso il 3,4%.

Sanzioni da 700.000 euro a Rfi e Trenitalia 480.000 euro per società Gruppo Gatx Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon è tra le condanne pronunciate oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell'illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

Dieci assoluzioni I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto 10 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto che sono Andreas Barth dell'Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

Nella strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, morirono 32 persone, tra cui bambini. Sono 33 le persone imputate a vario titolo. I familiari delle vittime sono arrivati in corteo al Polo fieristico, dove si svolge il processo. 'Viareggio 29-6-2009 niente sarà più come prima' è lo striscione con le foto di tutte le vittime che ha aperto il corteo silenzioso. Con loro anche una rappresentanza dei macchinisti delle Ferrovie, una bandiera del gruppo delle 'Tartarughe lente', alcuni rappresentanti dei No Tav. Chiudevano il corteo alcuni gonfaloni tra cui quello della Regione Toscana.
 

Mauro Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi. Lo spiegano i suoi legali. Tra le società 'imputate' assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia. 

Cronaca
Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli)
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Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda di Napoli, sta eseguendo nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L'Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera.

Si tratta di tre italiani e un libico accusati di aver introdotto, tra il 2011 e il 2015, in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.

Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli). Si chiamano Mario Di Leva, convertito all'Islam con il nome di Jaafar, e Annamaria Fontana. Anche un loro figlio risulta indagato. L'indagine, coordinata dai pm Catello Maresca e Luigi Giordano, riguarda fra l'altro un traffico di armi destinate ad un gruppo dell'Isis attivo in Libia. Agli atti dell'inchiesta vi sarebbe anche una foto in cui la coppia è in compagnia dell'ex premier iraniano Ahmadinejad.

Figura anche l'amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi, già coinvolto un un'altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia, tra i quattro destinatari dei provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Napoli. L'ultima misura cautelare riguarda un libico, attualmente irreperibile.

Oltre ai quattro provvedimenti di fermo sono state eseguite 10 perquisizioni nei confronti di altrettante persone per ipotesi di reato riconducibili al traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera. La prima fase dell'odierna operazione ha avuto avvio nel giugno 2011, su input del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, in relazione ad un precedente procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Napoli dalla quale è emerso che una persona organica ad un clan camorristico dell'area casalese era stato contattato da un appartenente alla cosiddetta "mala del Brenta" con precedenti specifici per traffico di armi.

Quest'ultimo ricercava, infatti, persone esperte di armi ed armamenti da inviare alle Seychelles per l'addestramento di un battaglione di somali, che avrebbero dovuto svolgere attività espressamente qualificate come "mercenariato". Le attività di indagine al tempo svolte, sfociate in diversi procedimenti penali, consentirono di evidenziare come la richiesta di addestramento fosse stata originata da una persona di nazionalità somala, con cittadinanza italiana, parente del deposto dittatore del Puntland (Somalia).

Tragedia in Abruzzo
"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini
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ABRUZZO - C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. A distanza di una settimana tutte le vittime sono state recuperate, 29 corpi; gli ultimi due nella tarda serata di ieri.

Gabriele D'Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano: lo ha stabilito l'autopsia a cui è stato sottoposto, secondo quanto riferisce il medico legale di parte Domenico Angelucci. "Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali - spiega il medico -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato'', riferisce il medico di parte della famiglia D'Angelo.

Conferenza stampa del sostituto procuratore di Pescara, Cristina Tedeschini, per fare il punto sulle indagini dell'hotel Rigopiano. Casi di esclusivo schiacciamento, con morti istantanee, e per altri concorrenza di cause, tra quali ipotermia e asfissia. Sono questi, fin qui, i motivi delle morti delle sei persone sottoposte ad autopsia: ha confermato il pm. Finora sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma. 
Nel pomeriggio, nel tribunale del capoluogo adriatico, il punto sull'inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo colposo: "Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio", ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "Al momento non ci sono indagati", ha dichiarato il pm Tedeschini, che poi ha confermato che in giornata sono state effettuate "acquisizioni importanti" di materiale utile alle indagini. "Sulla base delle informazioni in mio possesso, l'hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni", ha proseguito la Tedeschini. "La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell'hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c'era una diffusa volontà di lasciare l'albergo": a dirlo il procuratore aggiunto Tedeschini rispondendo ad una domanda sulle prime testimonianze dei sopravvissuti. "Anche nella giornata precedente - ha proseguito Tedeschini - altre criticità erano state segnalate dal gestore dell'hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza si gasolio e a problemi di viabilità". "I bollettini Meteomont sono stati regolarmente redatti, trasmessi e ricevuti dai destinatari istituzionali. Questo e' un fatto certo". Tedeschini ha annunciato che terrà il prossimo incontro con la stampa, per fare un nuovo punto sull'inchiesta, venerdì prossimo alle 15. Questo è un punto importante per l'inchiesta, per capire quali soggetti istituzionali abbiano effettivamente ricevuto per tempo, il 18 gennaio scorso, il bollettino che indicava un rischio valanghe 4 in una scala da 0 a 5.

"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "I primi sei accertamenti autoptici che sono stati acquisti hanno dinamiche di decesso diverse l'una dall'altra", ha spiegato. "In alcuni casi, ci sono state morti immediate per schiacciamento, in altri casi ci sono stati decessi meno immediati con concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia". Il procuratore ha poi precisato: "Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia. Abbiamo casi di esclusivo schiacciamento - ha rimarcato - e casi di concorrenza di cause, ma temporalmente assai prossime".

In mattinata c'è stata un'informativa nell'aula di Palazzo Madama del premier Paolo Gentiloni: 'Siamo orgogliosi dei soccorritori, fatto ogni sforzo possibile'.

Trovato morto il receptionist Alessandro Riccetti: ad annunciarlo è stato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook. "La notizia che tutta Terni si aspettava non è arrivata. Tante ore di angoscia e speranza terminano nel peggiore dei modi" scrive ancora. Riccetti, 33 anni, lavorava come receptionist all'hotel Rigopiano. 

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