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Il caso
L'ex premier, 'Non puoi dire che non ricordi. Non è un gioco'
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"Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati": così Il Fatto quotidiano riporta un'intercettazione del 2 marzo di quest'anno tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, alla vigilia della convocazione di quest'ultimo in procura, nell'ambito della vicenda Consip. Il brogliaccio è riportato nel libro del giornalista Marco Lillo 'Di padre in figlio'.

"E' una cosa molto seria", afferma l'ex premier, secondo quanto ricostruito da Lillo: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje". E ancora: "Devi dire nomi e cognomi", "Mazzei è l'unico che conosco anche io". "È vero che hai fatto una cena con Romeo?", è la domanda dell'ex premier. E i carabinieri - riporta il quotidiano - annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Quindi Matteo Renzi: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato". E ancora: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie", "non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco".

 

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Cronaca
Fermate 68 persone. Il clan gestiva anche gioco e scommesse
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CROTONE - Smantellata la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (Crotone) con il fermo di 68 persone disposto dalla Dda di Catanzaro. La cosca Arena controllava a fini di lucro la gestione del centro di accoglienza per migranti di Isola. Secondo le indagini, oltre alle tradizionali dinamiche criminali legate alle estorsioni esercitate in maniera capillare sul territorio catanzarese e crotonese, la cosca controllava anche il centro oltre a coltivare ingenti interessi nelle attività legate al gioco ed alle scommesse.

Il capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco, ed il parroco dello stesso paese, don Edoardo Scordio, sono tra i fermati dell'operazione denominata ''Jonny''. La Misericordia gestisce il Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola, uno dei più grandi d'Europa, che secondo le indagini sarebbe stato controllato dalla cosca Arena. I due sono accusati di associazione mafiosa, oltre a vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose.

La cosca Arena, tramite il governatore della "Fraternita di Misericordia" Leonardo Sacco, era riuscita ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di 'ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all'accoglienza dei migranti. Dalle indagini sarebbe emersa l'infiltrazione della cosca Arena nel tessuto economico crotonese e, in particolare, il controllo mafioso delle attività imprenditoriali connesse al funzionamento dell'accoglienza al Cara di Isola Capo Rizzuto che andava avanti da più di un decennio.

Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Nel corso dell'operazione anche un sequestro beni milionario.

La cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, da decenni al centro delle vicende criminali nel crotonese, aveva imposto la propria assillante presenza anche sull'area ionica della provincia di Catanzaro con estorsioni a tappeto ai danni di esercizi commerciali ed imprese anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche.

Nella zona, gli Arena agivano direttamente attraverso i propri affiliati, oppure tramite fiduciari nominati responsabili della conduzione delle attività delittuose o anche attraverso la messa "sotto tutela" di cosche alleate. Tra il 2015 ed il 2016 infatti, in particolare a Catanzaro, una cellula degli Arena, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto ma radicata nel capoluogo, secondo l'accusa, ha perpetrato una serie impressionante di danneggiamenti a fini estorsivi per fissare con decisione la propria influenza sull'area mentre cosche satelliti della famiglia Arena avevano fatto altrettanto nell'area a sud di Catanzaro, ricadente nei comuni di Borgia e Vallefiorita e di rilevante interesse imprenditoriale e turistico.

“Gli arresti di oggi degli affiliati al clan Arena sono un risultato importante e rilevante nella lotta quotidiana che lo Stato porta avanti contro la ‘Ndrangheta. Un plauso, dunque, al Procuratore Nicola Gratteri e ai Carabinieri della Polizia e della Guardia di Finanza di Catanzaro e Crotone per questa ennesima operazione di successo”. A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato calabrese di Alternativa Popolare.

E aggiunge: “Quella di oggi è una vittoria anche di tutti quei cittadini onesti oppressi dall’arroganza della malavita. Siamo riusciti a indebolire una cosca radicata sul territorio e a smantellarla. Le indagini faranno il loro corso e faranno di sicuro la giusta chiarezza sulla gestione del Cara di Isola di Capo Rizzuto. È inaccettabile lucrare sulle difficoltà degli altri”.
 

L'evento
Incontro martedì 16 maggio, ore 11, presso la sede centrale dell’Università “Kore”. Intervengono il rettore Gianni Puglisi e il Cav. Lav. Francesco R. Averna
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ENNA - Il Gruppo Siciliano dei Cavalieri del Lavoro in campo per la nuova edizione del Premio “Alfieri del Lavoro” – Medaglia del Presidente della Repubblica, istituito dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e destinato ai 25 migliori studenti d’Italia.
Si terrà martedì 16 maggio, alle 11, presso la sede centrale dell’Università “Kore” di Enna, l’incontro “Ripartire dai giovani: investire in formazione e innovazione”, organizzato dal Gruppo Siciliano dei Cavalieri del Lavoro con gli studenti della Sicilia, e i loro dirigenti scolastici, interessati a partecipare al Premio. Le selezioni si chiuderanno entro settembre.
Scopo dell’iniziativa, consolidare il rapporto fra la scuola e il mondo del lavoro e mettere in evidenza le punte di merito che il sistema formativo italiano è in grado di esprimere. Interverranno Gianni Puglisi, rettore dell'Università di Enna "Kore" e Accademico dei Lincei, il Cav. Lav. Francesco R. Averna, presidente del Gruppo Siciliano dei Cavalieri del Lavoro, Domenico Melidoro, docente presso il Center for Ethics and Global Politics della LUISS di Roma e coordinatore delle attività di formazione del Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro "Lamaro Pozzani", e Andrea Miccichè, Alfiere del Lavoro del 2014.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare alla platea di studenti siciliani le attività del Collegio “Lamaro Pozzani”, che offre, a Roma, agli studenti particolarmente meritevoli iscritti alle università romane, un percorso culturale caratterizzato dall'eccellenza e da significative occasioni di crescita personale.

L'inchiesta
15 misure cautelari e due fermi tra la Lombardia e la Sicilia nell'ambito di una indagine contro le attività criminali della famiglia mafiosa catanese dei Laudani
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Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno eseguito 15 misure cautelari e due fermi tra la Lombardia e la Sicilia nell'ambito di una indagine contro le attività criminali della famiglia mafiosa catanese dei Laudani coordinata dalla Dda di Milano. In particolare, secondo quanto si è appreso, sono state poste in amministrazione giudiziaria quattro direzioni generali della società di grande distribuzione Lidl, cui afferiscono circa 200 punti vendita. Destinatarie delle misure sarebbero anche alcune società del consorzio che ha in appalto tra le proprie attivitò commerciali, anche la vigilanza privata del Tribunale di Milano. Si tratta di società che forniscono i vigilantes del Palagiustizia. Nell'operazione sarebbero emersi stretti rapporti tra alcuni dirigenti delle società coinvolte e messe in amministrazione giudiziaria, e alcuni personaggi ritenuti appartenenti alla famiglia dei Laudani. Nel corso dell'operazione, il gip del tribunale di Milano, su richiesta della Dda, ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti a vario titolo accusati di far parte di un'associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei Laudani. Altri due fermi di indiziato di delitto sono stati eseguiti a Catania.

Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, responsabile della Dda milanese, ha spiegato che le indagini riguardanti la Lidl hanno accertato che "sapevano chi corrompere, quali fossero le persone giuste da corrompere. Per coloro che volevano corrompere - ha detto - era come pescare in un laghetto sicuro: sapevano esattamente chi, come e dove trovare le persone da corrompere. Tutta l'indagine - ha aggiunto - è stata condotta in piena sinergia con l'autorità giudiziaria di Catania"

Nell'ordinanza cautelare, si legge che la presunta associazione per delinquere avrebbe ottenuto "commesse e appalti di servizi in Sicilia" da Lidl Italia e Eurospin Italia attraverso "dazioni di denaro a esponenti della famiglia Laudani", clan mafioso "in grado di garantire il monopolio di tali commesse e la cogestione dei lavori in Sicilia". Gli arrestati, inoltre, avrebbero ottenuto lavori da Lidl Italia "in Piemonte" attraverso "dazioni corruttive". L'ordinanza del gip di Milano Giulio Fanales, è stata emessa su richiesta del pm della Dda Paolo Storari. La presunta associazione per delinquere, composta da 16 persone, avrebbe commesso "una pluralità di delitti di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione Iva, omesso versamento IVA, appropriazione indebita, ricettazione, traffico di influenze, intestazione fittizia di beni, corruzione tra privati". In particolare, Luigi Alecci, Giacomo Politi e Emanuele Micelotta, tutti "con il ruolo di capi e promotori", nel 2008 avrebbero costituito "dapprima la Sigi Facilities e poi, nel 2015, la Sigilog, società consortile a cui fanno capo una serie di imprese, che si occupano di logistica e servizi alle imprese, intestate a prestanome al fine di permettere agli indagati una totale mimetizzazione". Queste imprese, poi, come si legge sempre nell'ordinanza, avrebbero versato somme di denaro a Simone Suriano "dipendente Lidl Italia srl, con il ruolo di associato" e finito oggi agli arresti domiciliari. Suriano sarebbe stato "stabilmente a libro paga al fine di far ottenere appalti a favore di imprese facenti parte dei consorzi Sigi Facilitis e Sigilog". La società Lidl Italia, invece, non è indagata. Soldi sarebbero stati versati, poi, anche a Salvatore Orazio Di Mauro, "fino al suo arresto intervenuto in data 10.2.2016". Di Mauro sarebbe un "esponente di spicco della famiglia Laudani, uomo di fiducia di Laudani Sebastiano classe '69, detto Iano il grande". Le imprese della presunta associazione, tra l'altro, avrebbero versato denaro anche a "Enrico Borzì", anche lui presunto esponente dell'associazione. I rapporti tra gli indagati e la famiglia Laudani, si legge negli atti, "risalgono a tempo addietro" e tra le finalità dei versamenti c'era anche quella "di provvedere al sostegno dei detenuti della famiglia mafiosa dei Laudani".

Cronaca
E dopo la recente apertura di una ciclostazione a Villa Niscemi è prevista anche l'apertura di un nuovo parcheggio nel campus universitario
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Senza dubbio il Cyclopride è stata una iniziativa intelligente e costruttiva tesa a stimolare e valorizzare le due ruote in una giornata palermitana che ha visto Piazza Castelnuovo riempirsi di migliaia di bici di buon mattino pronti per dare vita all'evento annuale. L'evento è stato organizzato dalla Fiab Palermo e da associazioni cittadine delle due ruote in concomitanza con lo stesso evento svoltosi a Milano a Parco Sempione. Al Cyclopride hanno partecipato non solo normodotati ma anche moltissimi disabili che hanno impreziosito l'evento con la loro presenza incoraggiante e ricca di valore e di stimolo per avvicinare sempre di più giovani e adulti all'uso delle due ruote quale mezzo per un sano esercizio fisico in un'ottica di ambiente lontano dall'inquinamento causato dai mezzi di trasporto comuni. L'itinerario è partito da Piazza Castelnuovo nei pressi della Stazione Centrale e lungo tutta la via Roma si è protratto per tutta la città fino a raggiungere il parco della Favorita, polmone verde che separa il capoluogo siciliano dalle spiagge marittime. L'Azienda Municipalizzata Auto e Trasporti di Palermo (AMAT), già da un anno aveva attivato un servizio cittadino di Bike Sharing che, grazie ad un abbonamento periodico, consente l'utilizzo di speciali biciclette dislocate in ciclostazioni presenti in varie zone della città. E dopo la recente apertura di una ciclostazione a Villa Niscemi è prevista anche l'apertura di un nuovo parcheggio nel campus universitario. Iniziative a cui i palermitani hanno risposto in modo entusiasta e con una enorme presenza, forse oltre le più rosee previsioni, che però ha rappresentato "un rovescio della medaglia"; infatti per tutto il giorno in città si sono registrati disagi notevoli per i molti ingorghi causati dalle strade bloccate del centro e il traffico, andato in tilt, ha causato anche la soppressione di alcune linee dei mezzi di trasporto dalla Stazione Centrale particolarmente utilizzati dai molti turisti già presenti in città. A questo va aggiunto che siti internet e portali di informazione nelle ore prima dell'evento non sembra avessero riportato in tempo utile la soppressione o il cambio di percorso di alcune linee. I disagi dei cittadini impongono ovviamente una riflessione sull'importanza di saper valutare la portata di un evento in termini di adesione e di partecipazione. La città di Palermo diventa luogo sempre più abitudinario di grandi eventi colossali dove è prevista una partecipazione massiccia di cittadini e turisti. Questo impone una capacità organizzativa esaustiva in ogni dettaglio che da un lato assicuri il pieno successo nella sicurezza più assoluta e dall'altro garantisca parallelamente la viabilità senza interruzione del flusso del traffico giornaliero e dei mezzi di trasporto. 
Cronaca
Una voce indipendente, spesso ostacolato per le sue inchieste scomode
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di Silvio Rossi

 

ROMA - Per molti italiani è stato Zorro. Lo Zorro radiofonico, sempre controcorrente, mai allineato, un esempio del giornalismo italiano.Ha iniziato a scrivere su Paese Sera e Tuttosport nei primi anni settanta, per passare a Repubblica nel 1976, anno della sua fondazione. Beha sarà però conosciuto dal grande pubblico prima per la sua collaborazione con Andrea Barbato in “Va Pensiero”, un contenitore culturale domenicale dove si alternavano interviste e approfondimenti su molti argomenti ai commenti delle partite del campionato in diretta, formula ripresa anni dopo nella trasmissione Quelli che il calcio. Parallelamente Beha inizierà la trasmissione radiofonica che lo identificherà, Radio Zorro, una trasmissione di servizio dove giungevano quotidianamente richieste di intervento su molti argomenti. Nel 1995 la trasmissione si fuse con la storica “3131”, diventando il caso dell’anno, con centinaia di chiamate in diretta ogni giorno.


Spesso ostacolato dalle dirigenze, sia di destra che di sinistra, ha continuato a portare avanti con coerenza le proprie trasmissioni (Brontolo in TV, Radio a Colori e Beha a Colori in radio), e le sue inchieste. Tra le sue pubblicazioni, le più conosciute sono state Italiopoli, un viaggio contro i poteri forti, e Indagine sul calcio, una denuncia delle combine che spesso si effettuano nel milionario mondo del pallone. A 69 anni Beha muore a Roma dopo una breve malattia, circondato dall’affetto della sua famiglia.

Cronaca
Una svolta sicuramente determinante sul mistero della piccola Angela
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di Angelo Barraco - Paolino Canzoneri
 
NAPOLI – Importanti novità sul caso della scomparsa di Angela Celentano, avvenuta il 10 agosto del 1996 sul Monte Faito, quando la piccola aveva soltanto 3 anni. E’ stata rintracciata Celeste Ruiz, la misteriosa ragazza che nel 2010 aveva intrapreso delle fitte corrispondenze con la famiglia Celentano, riferendo di essere la loro figlia e inviando loro delle foto che avevano riacceso delle speranze dopo tanti anni di silenzio e di buio. Celeste è stata rintracciata in Messico e dagli accertamenti compiuti è stato escluso qualsiasi legame con la piccola Angela Celentano. Si apprende inoltre che la Ruiz si troverebbe in Italia e molto probabilmente sarà stata sentita in Procura. Una svolta nelle indagini sicuramente determinante, che arriva proprio dopo che il Ministero della Giustizia del Messico ha raddoppiato la ricompensa per tutti coloro che  fornivano informazioni utili su Celeste Ruiz. Una svolta sicuramente determinante sul mistero della piccola Angela Celentano, che lascia però nell’animo di tutti un retrogusto amaro poiché molti hanno vissuto con la certezza che potesse essere lei quella giovane donna. Un’amarezza che certamente apre ulteriori maglie e spunti investigativi, che fissa dei punti fermi su una storia che da molti anni teneva in stallo Italia e Messico e che oggi invece è tutta da riscrivere, una verità da cercare fino in fondo. Bisogna dare una risposta cerca al dolore di un padre e una madre come Catello e Maria, che in questi lunghi anni non si sono mai arresti, hanno sempre sperato e lottato per trovare la verità sulla scomparsa della loro piccola; bisogna dare una risposta agli italiani che hanno sperato con tutto il loro cuore che quella ragazza dagli occhi scuri fosse veramente Angela e che oggi, con il sorriso amaro e le lacrime agli occhi, battono i pugni sul tavolo con rassegnazione; bisogna dare una risposta anche a Celeste Ruiz, che in tutta questa storia non c’entra assolutamente nulla ma che è stata trascinata inconsapevolmente dentro l’oscuro labirinto del web e delle condivisioni fotografiche attuate da soggetti che per motivazioni ignote hanno intrattenuto lunghe conversazioni con la famiglia Celentano, diventando per anni la speranza  di una famiglia che ha sempre lottato con forza e dignità. Oggi tutti si chiedono: dov’è Angela Celentano?
 
Noi de L’Osservatore D’Italia abbiamo parlato di Celeste Ruiz con l’Avvocato Luigi Ferrandino, legale della famiglia.

- Ho letto la notizia in merito al ritrovamento di Celeste Ruiz…
C’è già stato il vertice ai quali hanno partecipato, oltre me, il Procuratore della Repubblica Bernardini con il Procuratore aggiunto Filippelli, il sostituto Raimondi e i signori Celentano in cui ci hanno spiegato che hanno ritrovato quella ragazza della foto, le hanno fatto il DNA, non è Angela. 
 
- Avvocato dove è stata ritrovata Celeste Ruiz e da chi?
In Europa, non posso dire il paese. Questa ragazza è venuta qui a Torre Annunziata e si è incontrata anche con i signori Celentano. 
 
- E’ stata fatta una segnalazione?
Degli amici in Messico hanno visto la foto sui giornali e l’hanno chiamata dicendole “guarda, c’è la tua foto che gira”. Lei si è messa a disposizione dell’autorità giudiziaria perché è una persona per bene, una persona colta.
 
- E’ la stessa persona che mandava i messaggi da quella casa?
No, lei non c’entra niente. Hanno utilizzato solo la sua foto, era arrabbiata con questi signori che hanno utilizzato la sua foto.
 
Uno dei misteri più fitti e tristi degli anni 90 è quello che coinvolge una pacifica e religiosa famiglia di Vico Equense, un comune della penisola sorrentina posta tra il golfo di Napoli, i monti Lattari e il golfo di Salerno. E' sabato 10 Agosto, una giornata calda fortemente soleggiata e ideale per trascorrerla insieme agli amici della comunità Evangelica nel vicino monte Faito facilmente raggiungibile e classica meta per scampagnate e pic-nic. I bimbi delle famiglie del gruppo di amici non stanno nella pelle dalla gioia, è una delle occasioni più belle per giocare e divertirsi nella loro età di spensieratezza e di felicità perenne. In una zona boscosa del monte c'è chi immortala con una telecamera quei momenti di gioia e di congregazione del gruppo festoso di quaranta amici fra adulti e bambini che corrono qua e là sempre con l'occhio vigile dei genitori. Poco dopo le 13 circa Renato, bimbo di 11 anni percorre un breve tratto di strada boscosa per andare a riporre il pallone da gioco nella macchina del padre, crede forse d'essere da solo ma di li a breve si accorge che  Angela, una bimba di soli tre anni figlia della famiglia Celentano lo segue silente a piedi a poca distanza. Undici anni bastano forse per impensierire Renato che invita Angela a tornare subito indietro dagli altri e a non seguirlo ma la bambina non lo ascolta e continua a seguirla fino a che il sentiero si fa più impervio e si intreccia con altri sentieri. Facile perdersi ma Renato ha una età che lo rende più consapevole e più capace ad orientarsi e dopo aver riposto il pallone nella macchina del padre ritorna sui suoi passi ma non vede più Angela. Non passa molto tempo e l'assenza di Angela impensierisce genitori e amici che cominciano a cercarla nelle vicinanze chiamandola a voce ma purtroppo senza risposta. Angela Celentano sparisce lasciando dietro se angoscia e tormento diventando cosi uno dei misteri dell'Italia della seconda metà degli anni 90. Come una tragica prassi da quel momento in poi testimonianze contrastanti e confuse anche dei bambini infittiscono il mistero e le riprese video putroppo non mostrano anomalie o dettagli rilevanti. Una angoscia perenne che prosegue per molti anni di silenzio e di sofferenza per i coniugi Celentano che mai si sono arresi neanche per un attimo. Sofferenza interrotta da una fievole speranza iniziata nel maggio del 2010 dove una giovane ragazza messicana Celeste Ruiz inizia ad intraprendere una corrispondenza tramite invio e ricezione di mail con la famiglia Celentano in cui lei assicura d'essere Angela. Una foto inviata in allegato ad una mail lascia attoniti e perplessi i genitori e l'Italia intera perchè la rassomiglianza è piuttosto evidente e il volto della giovane Celeste sembra proprio avere tutti i connotati del volto della piccola Angela. Le mail e il contatto sembrano infittirsi ma non mancano di suscitare confusione e incredulità in una Italia che si divide fra chi crede che quella ragazza sia in realtà Angela e chi invece reputa possa essere l'ennesimo buco nell'acqua. Il governo messicano a questo punto interviene fissando una grossa ricompensa di circa 80mila euro in pesos per coloro che riusciranno a fornire dettagli e informazioni veramente utili per individuare la ragazza. Un contatto e una speranza che scalda il cuore dei coniugi Celentano che credono nella ragazza fomentati dall'esito positivo del Ris ed esperti vari che non trovano tracce di manomissioni nella foto della ragazza inviata da Celeste Ruiz. Anche l'avvocato Luigi Ferrandino crede fermamente che la ragazza non sia assolutamente una mitomane ma è pur vero che Celeste non rivela mai espressamente dove la si possa trovare e non spiega mai perchè non sia in grado di tornare e spesso lo scambio di mail tende a interrompersi bruscamente per certi periodi per poi riprendere nuovamente. Una linea diretta fra i due paesi in merito al caso Celentano attivo ed intenso oramai da anni fino ad oggi.
L’ordigno rudimentale, posto in una scatola di ‘plastica e probabilmente telecomandato, era stato lasciato fra due auto ferme nel parcheggio
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di Roberto Ragone

 

ROMA - Esplosione in strada, stamattina, attorno alle dieci, in via Marmorata, quartiere Aventino, davanti all’ufficio postale. Testimoni raccontano di aver sentito due esplosioni, la seconda più potente. L’ordigno rudimentale, posto in una  scatola di ‘plastica e probabilmente telecomandato,  era stato lasciato fra due auto ferme nel parcheggio riservato all’ufficio postale, e ha causato un principio d’incendio che ha danneggiato uno dei due veicoli, pare un furgoncino delle Poste. Sul posto, artificieri, scientifica e pompieri stanno vagliando le varie ipotesi, nessuna delle quali  al momento viene scartata. Prende tuttavia corpo il sospetto di una pista anarchica. La Polizia parla di ‘un atto dimostrativo, in quanto pare che l’ordigno non fosse atto ad offendere. Gli artificieri hanno rinvenuto anche due bottiglie di plastica da mezzo litro con residui di liquido infiammabile. Si stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza, ma al momento non ci sono notizie in merito. Dopo l’esplosione, l’edificio delle Poste è stato evacuato in via precauzionale. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, e i magistrati di Piazzale Clodio attendono una informativa da parte delle forze dell’ordine intervenute. La zona è stata transennata

L'intervista
Intervista al prof. Luigi Sanlorenzo
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO

 

 

di Paolino Canzoneri

 

PALERMO - Le elezioni amministrative dell'11 giugno sembrano lontane ma un certo fermento in città dimostra palesemente l'opposto. Tutto il comparto politico si sta spendendo con comizi e affissioni pubblciitarie per convincere l'elettore che il voto, questa volta, rappresenti qualcosa di più importante rispetto le precedenti elezioni e questo fatto inoppugnabile è segno tangibile che la città di Palermo confermi già da tempo d'aver intrapreso un cammino verso uno sradicamento definitivo da città nota solo per il terribile passato mafioso. Questo percorso non è stato facile e c'è voluta la volontà e il sacrificio di tanti uomini che ad oggi hanno saputo analizzare e comprendere le reali esigenze di modernità e sviluppo per una città alle prese con la necessità di approcciarsi agli anni duemila con una maturità diversa tesa a valorizzarsi ed apparire per quello che è sempre stata: una città policulturale di rara bellezza. Si perdono nelle strade cittadine decine di slogan più o meno risibili ma si percepisce un sapore un po "deja vù" che non sembra aggiungere nulla di nuovo. Incuriosisce invece uno slogan forse fuori dal comune: " A prezzo di enormi sacrifici Palermo sta cambiando. Mettiamo in sicurezza il futuro della Città".
 
Noi de l'Osservatore d'Italia sentiamo l'esigenza di rincorrere la notizia e abbiamo scelto di intervistare l'autore di questo slogan forte e coraggioso. Dietro a quelle parole c'è Luigi Sanlorenzo, un professore di Filosofia, ex responsabile della formazione manageriale della sede storica del Banco di Sicilia nonchè giornalista pubblicista e tant'altro. Un curriculum d'eccezione che ha fomentato la curiosità di apprendere dalla sua voce le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi al Consiglio Comunale di Palermo a sostegno dell'attuale sindaco Leoluca Orlando: 
 
Un premessa doverosa prima di entrare nel vivo; chi è Luigi Sanlorenzo?
 
Non è facile raccontare 40 anni di impegno in 60 anni di età, sopratutto quando come nel mio caso io penso di avere vissuto più vite nel senso che ho avuto una prima parte di vita di "tipo bancario" anche se di banca in senso stretto mi sono occupato poco perchè  curavo soprattutto la formazione del personale, poi una seconda parte in cui ho deciso di lasciare volontariamente la banca per occuparmi della formazione manageriale a tutto campo e dell'Università nella quale ho insegnato come professore a contratto per circa 10 anni e poi quest'ultima parte nella quale invece mi è capitato, per completare il mio percorso contributivo, di tornare a scuola, dico tornare perchè avendo vinto il concorso a cattedra prima ancora di entrare in banca a 21 anni, lo avevo accantonato;  da 2 anni  insegno filosofia in un Liceo ma si tratta comunque di una esperienza lavorativa conclusiva visto che nel volgere di 1 o 2 anni andrò in pensione.

Passione politica, senso civico o desiderio di migliorare aspetti della sua città; cosa l'ha spinto a spendersi personalmente nel districato mondo della politica a Palermo?
 
Diciamo che io vengo da un "prepolitico" cioè da una formazione maturata all'interno dello scoutismo che mi ha portato a considerare come naturale l'impegno di tipo educativo come palestra per un impegno politico a tutto tondo. Come spesso accade il mio percorso poltico, nasce da un incontro nel 1985 con un giovanissimo sindaco eletto da appena un mese, Leoluca Orlando, che partecipando ad una manifestazione internazionale Scout che io organizzavo come responsabile provinciale  dell'AGESCI a Palermo. Venne a trovarci Villa Trabia   e rimase impressionato dalla capacità e dalla forza che i giovani avevano nel sognare e immaginare una città diversa;  erano gli anni in cui Villa Trabia era chiusa al pubblico ed era diventato un luogo "fantasma"; io riuscii a farmi consentire dalla proprietà che all'epoca era il Banco di Sicilia di poterla utilizzare per una intera settimana con apertura al pubblico con iniziative di giochi e celebrazione della settimana internazionale dello Scoutismo con tutto un programma che vedeva l'immaginazione al potere nel senso che invitava questi ragazzi ad immaginare come sarebbe stata Palermo nei prossimi 10 anni. Da questo comune intendimento nacque una amicizia molto forte oltre che politica con Orlando e quando nel 1991 venne fondata la Rete io fui tra coloro che aderirono tra i primi divenendo Consigliere Comunale della Rete nel 1994. Esperienza che durò fino al 1997.
 
Vista la sua esperienza nel campo dell'amministrazione e del managment, quali saranno i punti essenziali del suo operato qualora fosse eletto?
 
Qui dobbiamo assolutamente qualcosa che andrebbe spiegata anche a molti neo candidati al Consiglio Comunale che ovviamente seguo sui social media etc e che illustrano proclami come se si stessero candidando a diventare sindaci o addirittura come se si stessero candidando a diventare presidenti della Regione; è una cosa assolutamente ridicola perchè il programma del Consigliere Comunale non esiste. Esiste invece il sostegno o l'opposizione al Sindaco quindi tante velleità che io vedo esprimere pur di farsi votare dalle persone e che talvolta riguardano temi stratosferici mondiali o universali e che sicuramente sono una base della propria visione del mondo però hanno poco a che vedere con il ruolo del Consiglio Comunale. Si sceglie di candidarsi e io sono alla mia terza candidatura e so bene cosa voglia dire fare il Consigliere Comunale; vuol dire essenzialmente due cose, se si è Consiglieri di maggioranza, garantire in tutti i modi  che l'azione del Sindaco trovi nel Consiglio un sostegno forte  agli atti che l'amministrazione ritiene essenziali per realizzare il proprio programma; se si è un conisiglieri di opposizione,  consiste nell'esercitare il controllo che l'amministrazione stia operando nel rispetto delle leggi, nel rispetto della trasparenza e nel rispetto dei diritti dei cittadini. Quindi un Consigliere non è un "battitore libero", è un lavoro di grande passione e di grande umiltà sopratutto se si è Consiglieri di maggioranza, ruolo che ha davanti a se lunghe e lunghe sedute dove si è anche liberi di presentare delle delibere proprie anche se il 90% delle delibere che arrivano in Consiglio Comunale sono proposte dell'amministrazione.
 
Volendo immaginare esista un suo personale programma?
 
Per uno come me che ha cominciato il percorso che oggi abbiamo sotto gli occhi che è quello della trasformazione culturale della città come premessa essenziale per qualsiasi altro tipo di cambiamento che va dalla macchina in doppia fila al conferimento dei rifiuti fuori orario, il mio programma è portare a compimento questo processo nel superiore convincimento che tutte le volte che esso è stato interrotto ogni volta è stato necessario dire "dove eravamo rimasti?" e riprendere le fila. Sopratutto per riparare i guasti che erano stati fatti nel frattempo. Portare quindi a compimento il programma che abbiamo sviluppato a partire dalla Consiliatura 93-97 che consisteva nella rigenerazione culturale della città intesa come premessa essenziale per potere risolvere tutti gli altri problemi, da quelli più quotidiani spesso dovuti a forme di inciviltà,  ai problemi più vasti come quello di ribaltare l'immagine di Palermo nel mondo. Non possiamo immaginare il futuro di questa terra  attraverso una visione industriale, nè possiamo immaginare che la pubblica amministrazione sia l'unico motore che generi il reddito in una città. Quindi il problema era capire come trasformare Palermo e come regalarle un nuovo futuro di città internazionale e di cultura grazie anche alla convivenza di culture diverse.

Nel secondo mandato di Orlando, c'è qualcosa che secondo lei non ha funzionato o che si sarebbe dovuto fare meglio e cosa invece la ritiene soddisfatto completamente?
 
Dobbiamo iniziare valutando in che condizioni questa amministrazione si è insediata. C'erano due grandi aziende pubbliche municipalizzate  assolutamente sull'orlo del fallimento: AMIA e GESIP due aziende con all'interno migliaia e migliaia di dipendenti e quindi si può immaginare con quante famiglie dietro. Questa situazione di grandissimo allarme pesava sul bilancio comunale e sostanzialmente ha ritardato l'avvio di questa amministrazione. I primi due anni sono serviti a salvare questa città dal default con un colpo all'immagine che sarebbe stato terribile. Quindi possiamo dire che questa amministrazione ha ripreso solo tre anni fa da dove eravamo arrivati e se ci guardiamo intorno  quello che è stato fatto in questi tre anni ha quasi del miracoloso. Una città che è passata dall'essere capitale della mafia a capitale della cultura, con parti inserite come patrimonio arabo-normanno dell'UNESCO, una città che ha risanato le due aziende che dicevo prima senza perdere un solo dipendente, a portare all'attivo aziende come l'AMG del gas o l'AMAP dell'acqua, ormai a Palermo l'acqua non manca più nelle case. Quello che negli anni 90 è stato il coraggio nel ribaltare anche una concezione urbanistica della città che era ancora quella di Ciancimino quindi questa idea di stop al consumo di suolo a Palermo significa sostanzialmente riqualificazione di tutto e sopratutto l'idea che se Palermo vuole diventare quello che sta diventando deve rinunciare a cose che non sono più compatibili. Se scegliamo la ZTL e i commercianti si vengono a lamentare, dobbiamo spiegare che in Via Roma il commercio era già al collasso. Via Roma nacque strada commerciale nei pressi della stazione dove si veniva con le corriere dai paesi e si compravano pentole, i corredi del le figlie e quant'altro; oggi basta andare in un qualsiasi paese e a 300 metri c'è un enorme centro commerciale. Da qui la scelta delle crescenti pedonalizzazioni: ed è stato difficile per le resistenze avute ma in larga parte è stato attuato. Invito a ricordare cosa fosse Piazza Bellini, un tappeto di macchine posteggiate o cosa fossero Via Maqeda, piazza Borsa o piazza Sant'Anna anch'essa piena di macchine e oggi invece diventata un set. Hanno prenotato Palermo decine e decine di produzioni cinematografiche, Palermo sta diventando un set cinematografico proprio per le quelle caratteristiche che la rendono scenario ideale non soltanto per film sulla mafia e quindi Palermo diventa una città palcoscenico a livello nazionale e internazionale. A questo potremmo aggiungere tante altre cose che stanno completamente modificando e trasformando la mentalità del palermitano; oggi abbiamo un tram che ha cambiato la vita alle periferie in particolare a quella che più ha pagato in termini di emarginazione  che è la Brancaccio di Padre Puglisi.

Lei da giornalista pubblicista collabora con alcuni giornali, che opinione ha sul futuro dell'informazione web o cartacea. Dove siamo diretti?
 
Io credo che l'informazione mai come oggi abbia il grande dovere  di controllare e stare col fiato sul collo del potere, questo è il grande ruolo che ha l'informazione e per questo è sempre meglio ed auspicabile una informazione libera ed autonoma che non sia controllata dalla mano pubblica. Tenuto conto di come si svilupperà il processo democratico e come accanto a questo si svilupperanno anche delle forme complesse di leaderismo, per difendersi dall'eccesso di assemblearismo da una parte e dall'eccesso di leaderismo dall'altra parte, credo che l'unica funzione possa essere svolta dalla stampa che considero l'unica difesa non solo della verità ma soprattutto del diritto del cittadino di sapere. Mai come oggi purtroppo la presenza di hackers, fake news e di elementi che inquinano l'informazione per poter agevolare questa o quella "parte", ha bisogno di una stampa intelligente. Credo che oggi  il ruolo di giornalista sia duplice: da una parte preservare e conservare la memoria perchè è l'unico modo per evitare di ripetere gli errori commessi, dall'altra quella di proteggere le società dall'ascesa o di populismi o di leaderismi riuscendo a dire che "il re è nudo" e quindi anche utilizzando la satira, l'ironia,  ovviamente nel rispetto però della dignità persona.

Cosa augura alla città di Palermo e cosa agli elettori che dovranno scegliere con il loto voto il futuro?
 
Più che augurare mi sento di mettere in guardia gli elettori di Palermo dal possibile ritorno di amministrazioni che non abbiano una visione di Palermo come città internazionale e che continuino a pensarla come una città ripiegata su se stessa che si occupa esclusivamente dei propri bisogni quotidiani. Se  si dovesse interrompere questo difficile percorso si rimarrà una città normale dove per "normale" intendo una città che non attrae; oggi invece la sfida che il mondo pone ai dei territori è quella di attrarre  le migliori professionalità, i migliori investimenti le migliori garanzie per l’esercizio dei diritti civili. Un luogo i cui i diritti civili sono assolutamente centrali e vengono rispettati a prescindere da razza, religione e di attrarre da un punto di vista turistico. Per fare questo una città deve andare incontro al mondo e voglio ricordare che questa amministrazione ha una quantità di rapporti internazionali come nessuna città in Italia. L’attuale Sindaco più volte al mese riceve delegazioni di Paesi anche lontanissimi che vogliono conoscere Palermo, che oggi viene vista come modello di una città metropolitana in grado di mettere in pratica le opportunità del nostro tempo. Una città che dice no alle privatizzazioni dei luoghi, degli spazi e dei servizi; una città che dice si all'accoglienza dei migranti che addirittura considera "cittadini" automaticamente,  che consente una pacifica convivenza con etnie di ogni genere e in particolare con quella musulmana che oggi è l'unico antidoto al radicalismo islamico perchè soltanto se si ha un rapporto tra la città e la comunità etnica si ha anche la possibilità di avere da parte di questa comunità una collaborazione che nessuna intelligence riuscirà mai ad avere. Se c'è una intesa forte tra la città e la comunità e la comunità sa che al proprio interno ci può essere qualche elemento che può deviare verso forme di radicalismo, sarò la comunità stessa ad isolare questi elementi  e  a fornire informazioni. Ecco perchè ha grande importanza che a disposizione dei migranti di Palermo ci sia larga parte del centro storico e non un ghetto periferico adibito e costruito per loro come purtroppo si sta facendo in altre regioni città del nord. Nella misura si ghettizzano i migranti rendendoli cittadini di serie B ne perdi il controllo. Ma Palermo da duemila anni è una città multietnica e multiculturale, luogo di convivenze e tolleranza un modello per il mondo che si prepara.

L'emergenza
Un dramma annunciato, dove come sempre la politica le istituzioni non riescono mai a trovare una risposta.
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di Marco Staffiero

 

E' emergenza criminalità, emergenza immigrazione, emegenza abitativa, emergenza rifiuti, disastri ambientali e crisi economica. Che altro aggiungere? A poche ore dalla strage avvenuta martedì notte nel quartiere Centocelle di Roma in cui hanno perso la vita tre sorelle rom di 20, 8 e 4 anni ha riacceso i riflettori sulla condizione di emergenza abitativa in cui vivono migliaia di persone di etnia rom e sinti in Italia. Un dramma annunciato, dove come sempre la politica  le istituzioni non riescono mai a trovare una risposta. Roma, come il resto del Paese sta vivendo una situazione catastrofica. Interi quartieri nel decrado più assoluto. Non facciamo una critica di colore politico, sono tutti responsabili. Nessuno escluso. 
 
Secondo l'ultimo rapporto annuale elaborato dall'Associazione 21 Luglio, a fronte di un numero imprecisato di persone appartenenti alle comunità rom presenti in Italia (le stime si mantengono all'interno di un'ampia forbice compresa tra le 120.000 e le 180.000 unità), sono circa 28.000 unità le persone di etnia rom e sinti che vivono in emergenza abitativa, ovvero in baraccopoli formali, in baraccopoli informali, in micro insediamenti, in centri di raccolta rom. Circa 1.300 persone, in prevalenza sinti, vivono invece in una cinquantina di microaree collocate nell'Italia Centro-Settentrionale. Le baraccopoli istituzionali, insediamenti monoetnici totalmente gestiti dalle autorità pubbliche, sono 149 in totale e si distribuiscono su 88 comuni dal Nord al Sud del Paese. Ben 18.000 sono le persone di origine rom che vivono in questi insediamenti, tra questi, il 55% ha meno di 18 anni, il 37% possiede la cittadinanza italiana mentre sono 3000 i rom provenienti dall'ex Jugoslavia che si stima siano a rischio apolidia, tra essi la metà sono minori.
 
Negli insediamenti informali, prosegue il Rapporto, è stata calcolata la presenza di circa 10.000 unità - per il 90% di nazionalità rumena - mentre i centri di raccolta per soli rom attualmente attivi sono 3, due al Nord e uno al Sud. Le condizioni di vita dei rom che vivono in questi insediamenti sono nettamente al di sotto degli standard igienico-sanitari, l'aspettativa di vita tra queste persone è di 10 anni inferiore rispetto alla media della popolazione italiana. Negli insediamenti informali e nei micro insediamenti il 92% dei residenti sono di cittadinanza rumena. L'Italia, ha lamentato l'Associazione, anche nel 2016 ha perseverato con la "politica dei campi" così come l'attuazione della Strategia Nazionale d'Inclusione dei Rom. La questione dell'alloggio è l'ambito che ha registrato i risultati più scarsi e nel corso del 2016 tre enti internazionali di monitoraggio dei diritti umani hanno diffuso le loro raccomandazioni sull'Italia.
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