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Cronaca
Il raggiro ha coinvolto almeno 150 persone scelte dai truffatori tra negozianti, commercianti ed artigiani convinti di poter abbattere i costi fiscali
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di Paolino Canzoneri

PALERMO – Due anni e quattro mesi di reclusione; questa è stata la sentenza del processo a carico di Nicolò Regina, la madre Anna Giammarino, la sorella Carmela Regina e la moglie Veronica Rosa rei d'essersi spacciati per rappresentati di una finta azienda tedesca di erogazione di energia elettrica che sul territorio era in grado di garantire il servizio di fornitura a costi decisamente bassi, oltre il 30% in meno rispetto la media degli altri gestori.
 
Il raggiro ha coinvolto almeno 150 persone prevalentemente scelte dai truffatori tra negozianti, commercianti ed artigiani convinti di poter abbattere i costi fiscali della quotidiana morsa fiscale che attanaglia il nostro paese. La banda avrebbe incassato almeno un milione e mezzo di euro grazie alle bollette false mandate ai raggirati che ignari pagavano la finta azienda tedesca con il risultato di diventare loro stessi morosi nei confronti dell'ENEL che continuava a fornire regolarmente il servizio di erogazione. Sei lunghi mesi di indagini della Guardia di Finanza coordinate dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Teresa Maligno partite da una denuncia di un negoziante seguita successivamente dalla denuncia dell'ENEL che nella truffa si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Massimo Motisi al processo svolto con rito abbreviato dal gup Vittorio Alcamo.
 
La truffa sarebbe stata prevalentemente gestita dai coniugi Regina trasferitisi da poco tempo a Tenerife nelle Canarie mentre la madre avrebbe coperto il ruolo di curatrice delle transazioni bancarie e conti correnti e la sorella invece avrebbe mantenuto i contatti con i clienti che preferivano pagare in contanti e si sarebbe anche occupata di far volturare i contatori dei clienti che nel tempo divenivano morosi per evitare che l'ENEL procedesse al distacco dei contatori. La moglie Veronica Rosa si sarebbe invece occupata della fatturazione delle finte bollette che giungevano periodicamente ai clienti raggirati. In circa sei mesi di indagini della Guardia di Finanza la banda è stata posta agli arresti e processata con rito abbreviato con la condanna di due anni e quattro mesi.
Cronaca
La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è l’ossatura principale per il contrasto della criminalità
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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – Manette ai polsi per Massimo Maltese e Teresa Pace, responsabili di aver rubato un computer portatile e oggetti vari. La coppia si era recata in un bar nei pressi del luogo in cui avevano messo a segno l’ultima rapina, ma alle 17.50 una volante riceve la segnalazione in merito al furto ai danni di un commerciante che gestisce un’attività di vendita di computer.
 
L’attività commerciale, dotata di un sistema di videosorveglianza, ha permesso al titolare di mostrare agli inquirenti un video in cui vi erano due soggetti –una donna e un uomo- che si destreggiavano nei pressi dell’espositore di computer portatili. L’uomo viene immortalato mentre introduce nel suo giubbotto un portatile e repentinamente si dirige verso l’uscita.
 
Gli inquirenti identificano immediatamente il soggetto maschile nella persona di Massimo Maltese, già noto alle forze dell’ordine. Immediatamente partono le ricerche e viene individuato insieme a Teresa Pace, che all’interno della sua borsa teneva tre paia di occhiali etichettati e un vestito con relativa etichetta. Gli inquirenti hanno accertato che anche quegli oggetti erano stati rubati in altre attività commerciali.
 
In base agli elementi riscontrati nel corso dell’attività, gli inquirenti hanno provveduto all’arresto di entrambi per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa della sentenza. La città di Marsala non si piega alla criminalità e alle rapine. Le forze dell’ordine svolgono quotidianamente un lavoro eccelso nel tutelare i cittadini da episodi di criminalità che intralciano il quieto vivere di coloro che vorrebbero assaporare le bellezze della città del vino senza compromessi gravosi.
 
La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è l’ossatura principale per il contrasto della criminalità che ogni giorno affligge le nostre città. L’episodio sopracitato dimostra quanto sia importante la prontezza e la collaborazione oggettiva dei cittadini con gli inquirenti con il fine ultimo di individuare i responsabili di un determinato reato. Nel mese di marzo ci sono stati altri arresti importanti nella città di Marsala  e nella giornata di venerdì 13 marzo sono scattate le manette ai polsi per David Bojian, pregiudicato rumeno. Sul soggetto pendeva un mandato di arresto europeo poiché nel novembre del 2010 –a Barlad in Romania- aveva commesso il reato di rapina. L’uomo inoltre aveva precedenti per ricettazione e guida senza patente. E’ stato condannato a 2 anni di reclusione. 
Cronaca
Avvocato Rometta: "Siamo in fase di indagine"
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di Angelo Barraco
 
PRATO “Chi sa parli e che ci dia il modo anche a noi di vivere come forse lui sta facendo. Oramai siamo senza speranze,  se forse all' inizio si fossero degnati di cercarlo adesso non saremmo qui” è questo il messaggio che lancia Fiorella al marito Sergio Russo, scomparso misteriosamente sabato 11 aprile del 2015 dalla propria casa. Un appello rivolto “a chi forse lo ha aiutato in questa cosa senza pensare che a casa ci sono due figli che aspettano sempre notizie del padre. Se magari lui sta bene, che faccia stare bene anche i nostri  figli dandogli la possibilità di stare sereni “. La famiglia vive da anni in un limbo di dubbi e incertezze all’interno del quale le risposte in merito all’improvvisa scomparsa dell’uomo non sono direttamente proporzionate agli innumerevoli interrogativi che ogni giorno attanagliano la mente di chi ha visto interrompersi improvvisamente il corso di un modus vivendi apparentemente tranquillo.  Una scomparsa che in un primo momento poteva essere giustificato, agli occhi dei familiari, come un allontanamento volontario ma che ben presto si è tramutato in un vero e proprio mistero che ancora oggi non fa trapelare barlumi di certezze e risposte. Per gli inquirenti si tratta di allontanamento volontario e non vi sono elementi che conducono ad altre possibili piste investigative.
 
La scomparsa di Sergio Russo è stata affrontata  dalla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?” che ha intervistato gli amici dell’uomo che hanno parlato del forte legame che aveva con i figli e che non li avrebbe mai abbandonati, motivo per cui i soggetti intervistati hanno avanzato eventuali ipotesi drastiche in merito alla scomparsa. La madre dell’uomo sostiene invece che la scomparsa sia stata premeditata. Emerge inoltre che nell’ultimo periodo la coppia stava vivendo un momento sereno e i rapporti erano notevolmente migliorati tanto che Sergio, il giorno prima di scomparire, aveva prenotato l’albergo per andare al giuramento del figlio più grande. L’ultima segnalazione di Sergio Russo risale a settembre del 2015, attraverso un messaggio anonimo su facebook.
 
L’avvistamento riguarda una persona molto somigliante a Sergio Russo avvistata in una comunità di meditazione e registrato con il nome di Romeo. Il dettaglio che ha colpito Fiorella riguarda il fatto che il marito utilizzava per l’email lo pseudonimo Romeo Sierra, ma le telefonate effettuate presso alcune comunità hanno dato esito negativo, l’attenzione alle comunità era dovuta al fatto che l’uomo, in passato, era stato in Scientalogy. Sergio era entusiasta per il giuramento del figlio e il giorno prima di sparire ha effettuato un bonifico per l’albergo dove avrebbero dovuto trascorrere quei momenti insieme. Il giorno della scomparsa ha avuto inoltre un colloquio di lavoro e nel primo pomeriggio è sceso nel suo laboratorio dove stava costruendo un drone. La moglie si è accorta che il marito non era in casa alle 15.30, ha provato a chiamarlo al cellulare ma risultava staccato. Gli inquirenti hanno localizzato il suo telefono ad Agliana.
 
Fiorella è sostenuta dall’Associazione Penelope Toscana con gli Avvocati Nicodemo Gentile e Daica Rometta, noi abbiamo parlato con l’Avvocato Rometta che ci ha riferito che “E’ tutto in fase di indagine. Noi abbiamo depositato diversi mesi fa l’ultima memoria, c’è da approfondire la pista della Romania relativa a dei passaggi su facebook che sono stati attenzionati dal Pubblico Ministero, è stata richiesta anche una rogatoria internazionale però è tutto ancora in fase d’indagine”. Dov’è l’imprenditore Sergio Russo? Si tratta di una scomparsa volontaria o c’è dell’altro? Ricordiamo che l’uomo aveva 51 anni al momento della scomparsa e quell’11 aprile del 2015 indossava un giubbotto rosso mattone senza maniche, pantaloni tipo militare, una t-shirt grigia e delle scarpe sportiva.  
Emergenza immigrazione
Ricoverato presso l'ospedale Martini
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TORINO - Un tunisino si è inflitto gravi ferite per non essere espulso ed è stato ricoverato presso l'ospedale Martini. A darne notizia è l'Ufficio stampa del Coordinamento affari sociali Noi con Salvini Lazio Simone Carabella.:"Il fatto gravissimo accaduto presso il centro di identificazione ed espulsione di Torino sottolinea ancora una volta la necessità di intervenire drasticamente sulla questione degli immigrati clandestini. Evidente l'inefficenza dei metodi di controllo e gestione dei centri di espulsione la dove continui fatti di intolleranza mettono a repentaglio l'incolumità di tutti ed in particolare degli operatori che in esso operano. La prevista moltiplicazione dei centri CIE in italia potenzialmente innescherà delle vere e proprie bombe ad orologeria che potranno esplodere in qualsiasi momento. Il responsabile degli affari sociali per la regione Lazio di Noi con Salvini, Simone Carabella, esprime solidarietà agli operatori e alle forze dell'ordine costrette a far fronte a tali situazioni auspicando un immediato intervento da parte del Ministero competente".

 

Uniti si vince
Mezzo milione in tutta Italia.Don Ciotti: "Oggi a Locri siamo tutti sbirri"
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LOCRI - In 25mila a Locri e mezzo milione in tutta Italia. Sono i numeri della marcia organizzata da 'Libera' per la Giornata della memoria e del ricordo delle vittime della mafia. "Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare". A detto in apertura della manifestazione don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri.

In testa al corteo i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest'anno: "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia."Orgogliosa di avere sposato uno sbirro". É la scritta che la vedova del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino il 9 luglio del 1990, ha scritto sulla propria camicia bianca con la quale sta marciando a Locri nel corteo di Libera. "Quando ho visto le scritte di ieri - ha detto - mi sono arrabbiata, mi si è rivoltato lo stomaco. Da qui l'impulso di fare questa maglietta. Sono moglie e mamma di un carabiniere e oggi mi sento la mamma di tutti i carabinieri d'Italia. Gli sbirri sono persone perbene. Rispetto!".

"La prima mafia - ha detto Ciotti - si annida nell'indifferenza, nella superficialità, nel quieto vivere, nel puntare il dito senza far nulla e girarsi dall'altra parte. L'omertà uccide, la verità è la speranza". "Coraggio e umiltà - ha aggiunto - non richiedono 'eroismi' ma generosità e responsabilità. Consapevolezza e responsabilità sono inseparabili. Se oggi i diritti sono così deboli non è solo a causa di chi li attacca, ma anche di chi li difende troppo debolmente o peggio si nasconde dietro di essi per giustificare inadempienze e negligenze". "La legalità - ha detto don Ciotti - non può essere un insieme di principi sacrosanti, ma astratti, ma un ponte tra la responsabilità e la coscienza di essere persona sociale ed il ruolo attivo e positivo che giochiamo nella nostra comunità. Sull'assenza di progetti e proposte concrete e credibili rischiamo di rassegnarci alle mafie come un male inevitabile".

Ieri le scritte contro il prete simbolo della lotta alla mafia ('Don Ciotti sbirro') sui muri del Vescovado che lo ospita in questi giorni. Domenica la visita del presidente Sergio Mattarella.

L'iniziativa
Sarà piantata nel giardino Alexander Langer venerdì 24 marzo alla presenza del botanico giapponese Ebinuma, ideatore del progetto Kaki Tree Project
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TRENTO - Arriva anche a Trento una delle piante figlie del caco sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki. Sarà piantata nel giardino Alexander Langer venerdì 24 marzo alla presenza del botanico giapponese Ebinuma, ideatore del progetto Kaki Tree Project, e di numerosi bambini delle scuole materne ed elementari dell’Oltrefersina. Giovedì 23 marzo alle 20.30, presso sala Falconetto di palazzo Geremia, tavola rotonda su “Coltivare un tempo di pace” in collaborazione con il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, l’associazione Pro.di.Gio e l'associazione italo-giapponese Yomoyamabanashi. Tra gli ospiti il dottor Ebinuma, il fisico Mirco Elena e Lisa Clark dei Beati Costruttori di Pace.


Il 9 agosto 1945 la bomba atomica “Fat Man” venne sganciata da un bombardiere americano sulla città di Nagasaki. Le intense radiazioni e la forza d’urto dell’esplosione sprigionate uccisero circa 80 mila persone, riducendo in cenere la città. Miracolosamente un albero di cachi sopravvisse alla devastazione. Nel 1994 l'arboricoltore Masayuki Ebinuma iniziò a curare il fragile albero di cachi e riuscì a farlo riprendere fino al punto da ottenere delle pianticelle di “seconda generazione dell’albero di cachi sopravvissuto al bombardamento atomico”. Quindi, Ebinuma cominciò a distribuire quelle pianticelle ai bambini che si recavano in visita a Nagasaki, come simbolo di pace.
L’artista contemporaneo Tatsuo Miyajima nel 1996 concepì un progetto artistico detto “Kaki Tree Project– La rinascita del tempo” e nell’anno seguente, una pianticella di “seconda generazione” fu piantata presso l’'ex Scuola Elementare Ryuhoku, andando a costituire la prima piantatura del Progetto. Da quel momento il progetto si è diffuso ovunque e oggi le piccole piante di caco, figlie dell’albero di Nagasaki, possono raccontare la loro storia e parlare di pace e della forza della vita ai bambini di tutto il mondo.
Uno dei cachi arriva ora nella città di Trento grazie all'associazione Finisterrae Teatri - Pituit studio d’arti, che, dopo aver presentato uno specifico progetto di promozione della pace tra le nuove generazioni e un impegno a seguire con cura la crescita dell’albero, è riuscita ad ottenere il consenso dallo staff giapponese per la piantumazione della pianta presso il parco comunale Alexander Langer (dedicato ad uno dei più grandi protagonisti della cultura della pace del nostro tempo).

L’associazione culturale Finisterrae Teatri è una compagnia teatrale professionale impegnata, fin dalla sua nascita, nell’ormai lontano 1995, in progetti che coniugano arte e impegno sociale. Il nome stesso sta a indicare un luogo al confine, o meglio ciò che avviene ai margini, una sorta di feconda instabilità. Da un paio d’anni, dopo ver preso casa presso Pituit studio d’arti in via Aosta, proprio nei pressi del parco del Salé, ora dedicato ad Alexander Langer, ha iniziato un progetto di attivazione dei processi partecipativi sul territorio per riqualificare il parco e renderlo luogo di relazioni significative e di incontro.
Il progetto ha coinvolto centinaia di persone, istituzioni e numerosissime associazioni che hanno partecipato attivamente alle varie attività proposte. Dal 2017 Finisterrae Teatri e associazione Prodigio onlus hanno stretto un patto di collaborazione con I Beni Comuni del Comune di Trento per la valorizzazione del parco attraverso la creazione di alcuni luoghi di incontro e relazione, in particolare sotto gli archi del viadotto della ferrovia della Valsugana che delimita il parco. Lì hanno trovato sede il BiblioArc – spazio di Bookcrossing, l’Arco Giochi e il TeatrArc, piccolo “teatrino sotto il ponte” per ascoltare una storia, leggere un libro o semplicemente incontrarsi e parlare. Infine “Perle verdi” è un progetto dedicato alla coltivazione di spezie, piante antiche e piante che vengono da lontano. Proprio come il caco di Nagasaki che ora, con l’aiuto di tanti cittadini, bambini e adulti crescerà nel nostro parco a ricordarci che la pace nasce da piccoli gesti, continui e duraturi.

Per l’arrivo del Caco di Nagasaki e per la sua piantumazione sono previsti due momenti informativi e celebrativi aperti a tutta la cittadinanza.

Giovedì 23 marzo 2017, alle ore 20.30, presso palazzo Geremia (sala Falconetto) si terrà l'incontro "Coltivare un tempo di pace": una tavola rotonda per raccontare la storia del Caco di Nagasaki e riflettere sulla diffusione del nucleare al giorno d'oggi e sulla promozione della pace. La serata è organizzata in collaborazione con il Forum Trentino per la pace e i diritti umani, l’Associazione Pro.di.Gio e l'Associazione italo-giapponese Yomoyamabanashi. Saranno presenti numerosi ospiti tra cui Masayuki Ebinuma (botanico, ideatore del Kaki Tree Project), Mirco Elena (Unione degli scienziati per il disarmo), Lisa Clark (Beati Costruttori di Pace), Miriam Vanzetta e Giacomo Anderle (Finisterrae Teatri) e l'Assessore alle politiche sociali Mariachiara Franzoia.

Venerdì 24 marzo 2017, alle ore 10.00, presso il parco Alexander Langer si terrà la Cerimonia di piantumazione del Caco di Seconda Generazione di Nagasaki.
È prevista la partecipazione di alcune classi delle scuole elementari e delle scuole materne della Circoscrizione Oltrefersina che daranno il benvenuto al Caco offrendogli alcuni lavori dei bambini: fiori di carta, disegni e canzoni. Verrà raccontata “La storia dell’albero delle sette virtù” e infine i bambini assicureranno il loro impegno affinché l’albero di cachi possa crescere sereno e felice insieme a tutti loro. Ogni bambino potrà affidare un proprio impegno/desiderio per il futuro ad una cassetta che sarà interrata con il Caco.
Avremo l’onore di avere nuovamente con noi il dottor Ebinuma, che interverrà con un breve saluto e le artiste Gabriella Gasperini, Nadezhda Simeonova e i musicisti Martino Brocchieri e Irem Kurt.
Per tutti gli eventi l'ingresso è libero e gratuito


INFORMAZIONI
Pituit studio d’arti, via Aosta, 18 38122 Trento
Per informazioni e comunicazioni: pituit.studio@gmail.com
Segreteria: venerdì dalle ore 9 alle 12 tel. 0461.1595982

Le date
La mission: far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela
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MARSALA - Annuale appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, in svolgimento anche in provincia di Trapani nel fine settimana, volte a far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela. Il 25 e 26 marzo, a cura della delegazione provinciale del FAI (Fondo Ambiente Italiano), diverse le iniziative nei comuni di San Vito Lo Capo, Alcamo, Pantelleria e Marsala. Qui, il “Gruppo FAI”, si avvarrà del patrocinio dell'Amministrazione Di Girolamo, nonchè della collaborazione della Direzione del Polo Regionale Trapani-Marsala, dell'Associazione Amici del Parco archeologico e delle Scuole marsalesi. Il programma prevede visite in siti di pregio archeologico e architettonico, nonché legati alle tradizioni locali, che saranno illustrati - anche in lingua inglese e francese - dagli “apprendisti ciceroni”, ovvero dagli studenti marsalesi appositamente formati. A Marsala si comincia già venerdì 24 (ore 9-13) con la visita all'Area archeologica di Capo Boeo e al rinnovato Museo di Baglio Anselmi. Ad accogliere i visitatori, gli studenti degli Istituti Superiori “Giovanni XXIII-Cosentino”, “Pascasino”, “Garibaldi”, “Ruggieri” e del Comprensivo “Garibaldi-Pipitone” (le visite guidate si ripeteranno domenica). Ancora venerdì 24, in mattinata, apertura dell'Ipogeo di Crispia Salvia (via Massimo D'Azeglio), con accoglienza a cura del Comprensivo “Luigi Sturzo”. Sabato 25, gli studenti del Comprensivo “De Gasperi” guideranno i visitatori nel suggestivo Parco delle Cave di contrada Sant'Anna dove, dalle ore 9 alle 13, si alterneranno anche momenti musicali. L'ultimo appuntamento con le “Giornate di Primavera” - promosse dal Fondo Ambiente Italiano - è fissato per domenica 25 marzo nel Complesso monumentale di Santa Maria della Grotta: gli “apprendisti ciceroni” saranno gli studenti del Liceo Scientifico.

Violenza sessuale
Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi
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NAPOLI - In dodici, tutti minorenni, un anno fa furono arrestati e portati in comunità per avere stuprato e filmato ripetutamente una 15enne, costringendola a sottostare alle violenze del branco con la minaccia di diffondere i video hard realizzati in un bosco.
Accadde a Pimonte, paese dei Monti Lattari. Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all'epoca era 13enne e quindi non imputabile). Già ai domiciliari dallo scorso 20 febbraio, ora sono destinati a tornare a scuola o lavorare (uno di loro ha raggiunto i 18 anni di età), svolgere attività sportive e di volontariato. L'unica restrizione disposta dal giudice è di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi per ristabilire - mediante adeguati comportamenti e scuse - dei buoni rapporti con lei dalla quale devono ottenere il perdono.

Cronaca
"Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga"
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Il consigliere della quinta circoscrizione Giovanni Tarantino nelle fila de I Coraggiosi di Fabrizio Ferradelli è stata vittima di una aggressione nella movida del centro città di sabato notte verso mezzanotte. A spiegare è il giovane politico che sui social ha denunciato il fatto: "Ieri, intorno a mezzanotte, mentre stavo tornando a casa, sono rimasto imbottigliato nel traffico nei pressi di Piazza Nascè. Fermo nel traffico, ho leggermente sfiorato una macchina che mi stava davanti. È stato un attimo e il tizio alla guida dell'auto che avevo sfiorato, ha aperto la mia macchina e ha iniziato a picchiarmi, colpendomi con pugni in faccia. Non ho reagito, sono riuscito soltanto a malapena a chiudere lo sportello e ad infilarmi nella corsia d'emergenza e, fra l'indifferenza generale di decine di automobilisti e passanti che hanno assistito alla scena, infine sono riuscito a scappare con la macchina. Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga. Sono appena uscito dal pronto soccorso. Dopo una radiografia i medici hanno riscontrato una frattura scomposta delle ossa nasali e un versamento di sangue. Sporgerò denuncia per l'accaduto, ma quello che più mi fa male non sono i pugni, non sono le ossa rotte, non è l'occhio tumefatto, quello che più mi fa male è che nessuno si sia preoccupato neanche per un attimo di quello che stava accadendo". Stranamente il giovane Tarantino dopo essersi ripreso dalla perdita dei sensi non ha chiamato nè il 118 e neppure le forze dell'ordine e ha espresso l'intenzione di denunciare l'aggressione al suo avvocato la mattina successiva. I medici al pronto soccorso gli hanno riscontrato una frattura al setto nasale e un versamento non grave all'occhio destro. Prognosi di una ventina di giorni.
 
 
Il caso
Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta"
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P . C.

COMISO – L'inciviltà è una piaga che può essere combattuta non solo per vie legali come multe o more ma anche con quella che si può definire "pubblica gogna mediatica". Ed è proprio quello che è successo nella cittadina di Comiso nel ragusano dove il primo cittadino Filippo Spataro ha ritenuto efficace e "ammaestrativo" l'utilizzo della rete internet per "postare" un video-denuncia che ha ripreso il gesto palesemente incivile di alcuni cittadini ripresi con le classiche telecamere di videosorveglianza mentre abbandonano sacchetti della spazzatura e vari rifiuti ingombranti in strade divenute vere e proprie "discariche abusive". Alcune persone sono state identificate e dovranno pagare una multa salatissima di seicento euro. Il video pubblicato sul portale YouTube nel canale istituzionale mostra le immagini del misfatto con un sottofondo ad hoc scelto per evidenziare e sottolineare in una ottica di derisione e di pubblica gogna ovvero la musica "Siam tre piccoli porcellin" tratta dal capolavoro cinematografico a cartoni animati del 1933 "I tre porcellini". Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta". Il Sindaco Spataro aveva già espresso la chiara intenzione di voler incoraggiare l'utilizzo della rete per iniziative che provassero a scuotere le coscienze. 
 
 
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