Tag Titolo Abstract Articolo
Cronaca
Accolto il ricorso dell'associazione studentesca Udu contro l'introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici
immagine


Redazione

 

MILANO - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro l'introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici dell'Università Statale di Milano. Lo ha reso noto l'associazione studentesca Udu (Unione degli Studenti) che a fine luglio aveva presentato il ricorso.

Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione - si legge nella nota dell'Udu - possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell'immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell'accesso illecite".

Gli studenti ricordano come avessero denunciato "sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99".

Cronaca
Intanto in queste ore in tribunale a Rimini si sta tenendo un incontro tra squadra mobile magistrati italiani e polacchi
immagine

 

Redazione

 

RIMINI - La prostituta transessuale peruviana ha riconosciuto senza ombra di dubbio i quattro del branco che l'ha aggregata nella notte del doppio stupro a Miramare, tra sabato e domenica scorsi. Negli ambienti investigativi vige il massimo riserbo ma sembra che la transessuale abbia visto le immagini elaborate dalla polizia scientifica e squadra mobile e abbia senza dubbio identificato chi l'ha stuprata, dopo aver violentato a turno una turista polacca e aggredito l'amico sulla spiaggia del Bagno 130 di Miramare.
Intanto in queste ore in tribunale a Rimini si sta tenendo un incontro tra squadra mobile magistrati italiani e polacchi. Le autorità polacche con rogatoria internazionale hanno chiesto di poter accedere gli atti. I due turisti polacchi (ancora in ospedale, pare saranno dimessi lunedì) saranno nuovamente verbalizzati dagli agenti italiani e polacchi.

Incidente in via Venezia
Pirata strada fugge e poi si costituisce
immagine

 

Redazione

 

GELA - Una parrucchiera di 35 anni, Nuccia Vullo, e la figlia di 6 anni sono state travolte, ieri sera, da un'automobile, mentre attraversavano la strada in via Venezia, alla periferia est di Gela. La donna è morta dopo il suo ricovero in ospedale, mentre la bambina, che ha subito un grave trauma cranico, è deceduta oggi nella tarda mattinata. L'investitore, dopo l'incidente, ha proseguito la sua corsa rendendosi irreperibile, ma poi si è costituito facendo ritrovare l'auto che aveva nascosto dopo l'incidente.

Il caso
Lui aggredito, picchiato e rapinato. Caccia a quattro persone
immagine

 

Redazione

 

RIMINI - Lei stuprata ripetutamente da quattro uomini davanti al fidanzato, lui aggredito, picchiato e rapinato. E' accaduto la notte scorsa sulla spiaggia di Rimini, sulla battigia del bagno 130. La polizia di Stato in queste ore è sulle tracce di quattro persone, forse straniere. Ad essere aggredita una coppia di turisti polacchi, trasportata in ospedale.

Le due vittime, di 26 anni, erano in vacanza a Rimini con un gruppo di connazionali dalla Polonia, alloggiati in un hotel di via Padova, ed era l'ultima sera di vacanza. Lei è stata violentata a ripetizione da quattro uomini; lui, aggredito e colpito al capo più volte, è stato lasciato a terra svenuto. Il loro gruppo proprio questa mattina è ripartito per tornare a casa, non i due giovani, ancora ricoverati. La coppia, quando è stata aggredita, si era probabilmente appartata da poco per un po' d'intimità sotto le stelle in un luogo poco illuminato. Erano stesi sui lettini del bagno a scambiarsi effusioni quando i quattro sono comparsi dal nulla, aggredendoli. E' successo intorno alle 4 e l'allarme è scattato quando alcuni passanti, vedendo la coppia insanguinata e sotto choc camminare sul lungomare, hanno chiamato la polizia.

Il giovane dovrebbe essere dimesso a breve dal Pronto Soccorso, per essere sentito nuovamente in Questura con l'ausilio di un interprete, anche se parlerebbe correntemente inglese. Sequestrati gli indumenti della ragazza, tra cui i pantaloncini corti che indossava al momento dello stupro. Per lei è stato immediatamente attivato il protocollo sanitario previsto in caso di violenza sessuale e l'assistenza psicologica.

"Gli autori dell'aggressione e dello stupro? Sicuramente giovani e non escludo reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti". Lo ha detto all'ANSA il questore di Rimini, Maurizio Improta, che oggi, dopo un'estate tra le più tranquille degli ultimi anni, si trova di fronte ad un caso tra i più odiosi per circostanze e vocazione del territorio: stupro di gruppo e rapina in spiaggia. "Senza entrare nello specifico dell'attività d'indagine - spiega - l'impegno degli investigatori della Questura dalle prime ore dell'alba, pochi minuti dopo l'allarme, è stato ed è totale, perché una disumana violenza nei confronti dei due giovani che avevano cercato un momento di intimità sulla spiaggia l'ha trasformato in un incubo. Mi auguro ora che un incubo lo diventi per gli autori del gesto. Non posso dire nulla sullo stato delle indagini, per non dare vantaggi agli aggressori"

Far West
Calogero Lo Presti, 23 anni, cugino del boss di Portanuova Tommaso Lo Presti
immagine


Redazione

 

PALERMO - Un uomo di 30 anni, Andrea Cusimano, pluripregiudicato, è stato assassinato nel mercato del Capo, uno dei mercati storici di Palermo, a pochi metri dal palazzo di giustizia. La vittima, che faceva il commerciante, è stata uccisa con alcuni colpi di arma da fuoco. La sparatoria è avvenuta tra le bancarelle che affollano la zona. I carabinieri hanno fermato Calogero Lo Presti, 23 anni, cugino del boss di Portanuova Tommaso Lo Presti. La vittima gestiva una bancarella di frutta e verdura nello storico rione palermitano.

Il conducente della vettura è riuscito invece a darsi alla fuga e le ricerche sono ancora in corso. Inoltre, i Carabinieri sono riusciti a recuperare l’arma del delitto (una pistola revolver marca “Lebel” di fabbricazione francese, calibro 8) di cui il LO PRESTI si era disfatto prima di darsi alla fuga.

Cronaca
Domenica ci sarà il vicario generale
immagine

 


PISTOIA - Diventa un caso politico il bagno in piscina di alcuni migranti ospitati da un parroco di Pistoia, don Massimo Biancalani. Il sacerdote ha pubblicato sul suo profilo facebook le foto dei giovani di colore in acqua nell'impianto alle porte della città toscana commentandole con la frase "E oggi piscina! Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici". L'iniziativa è stata commentata sul social network dallo stesso Matteo Salvini. "Questo Massimo Biancalani - ha scritto sul suo profilo - prete anti-leghista, anti-fascista e direi anti-italiano, fa il parroco a Pistoia.

Non è un fake, è tutto vero! Buon bagnetto". Tra le migliaia di commenti molti gli insulti al religioso il quale ha anche denunciato che gli pneumatici delle biciclette dei migranti che sarebbero stati bucati dopo l'episodio. Di "silenzio" della Chiesa e del sindaco di centrodestra della città toscana parla il senatore Pd Vannino Chiti e di "vergognoso attacco" al sacerdote il presidente della Toscana Enrico Rossi (Mdp).

Forza nuova dice di voler organizzare una presenza consistente per 'controllare' la messa di domenica prossima celebrata nel pistoiese da don Biancalani, il prete che aveva accompagnato alcuni migranti in piscina. Il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, reagisce annunciando che la celebrazione sarà presieduta dal suo vicario generale.

"Credo che qui si stiano davvero oltrepassando i limiti. Spero solo che si voglia scherzare, anche se lo scherzo mi pare di cattivo gusto", afferma il vescovo dopo un comunicato di Forza nuova ripreso dai giornali locali. "A Messa si va esclusivamente per partecipare con fede al divino sacrificio, ricevere la grazia di Cristo e imparare a vivere nell'amore fraterno. Ogni altra finalità ha qualcosa di sacrilego. Intanto annuncio che domenica prossima a Vicofaro, la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal mio vicario generale", aggiunge il vescovo.

La kermesse
L'intero evento archeoenogastronomico si terrà dal 2 al 19 settembre
immagine

 

di Giusy Ercole

 

NAPOLI - Per i puteolani del passato il termine "Malazè"; veniva usato per indicare un magazzino, era un "posto" sicuro dove i pescatori depositavano gli attrezzi dopo il lavoro, gli imprenditori flegrei (Na) attualmente affidano ogni anno la promozione dei lori prodotti all'associazione Campi Flegrei a Tavola, che da ben dodici anni organizza una kermesse di eventi raggruppati nel grande contenitore "Malazè", l'intero evento archeoenogastronomico si terrà dal 2 al 19 settembre. Fra le iniziative ci sono promozioni di prodotti tipici, assaggi del vino falanghina, del piedirosso, piatti a base di mare, ma si può anche assaggiare un buon piatto di chichierchie a Monte di Procida detta "La Terrazza dei Campi Flegrei" accompagnato dal un buon vino locale. Malazè pensa anche ai bambini con le escursioni in bici, laboratori e educazione alimentare e ambientale. Fra le tante iniziative ci sono le estemporanee dedicate alle arti figurative, cortometraggi a tema enogastronomico, fra le novità si sono escursioni in canoa e trekking.
Malazè organizza anche escursioni che partono dalle Grotte di Seiano (Na) e per poi ritrovarsi nello splendido Parco Archeologico di Posillipo, oppure serate dedicate alla Musica, organizzate dentro al sito Reale del Lago Fusaro di Bacoli ( Casina Vanvitelliana). L'intento di Malazè è di promuovere e fare impresa, di far assaporare i sapori e di far vedere le bellezze peculiari di questa terra, di dare ai viaggiatori la stessa meraviglia dei visitatori del passato, come durante il Gran Tour del sette e ottocento, come testimoniano i dipinti degli artisti che ritraevano i Campi Flegrei nelle loro Goughes. Fra gli illustri da ricordare è Lord Hamilton con le sue tavole dedicate
ai "Campi Phlegrae": erano raffigurazioni descrittive a carattere scientifiche con più punti di fuga chiamate ad "alta definizione". Il lago d'Averno e le vedute di Pozzuoli e di tutta l'area, erano il soggetto tradizionale di Pietro del Fabris, Saverio Della Gatta Salvatore Luigi Gentile e tanti artisti ed alcuni
anonimi che dipingevano l'intera area flegrea.
Malazè è una comunità che ogni anno come dichiara il Founder Rosario Mattera compie "il miracolo", perché sono tantissimi gli sforzi che permettono di mettere insieme più di settanta eventi, e centoquaranta soggetti di vario titolo che partecipano a Malazè. Per tutte le informazioni delle iniziative
sono su www.malazè.it

Il caso
Un gruppo armato a bordo di una auto rubata, tese loro un agguato e li uccise
immagine

 

Redazione

 

BARI - Ieri sera i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Cesare Michele ORESTE, nato ad Altamura il 03.06.1983.
I fatti contestati si riferiscono al duplice omicidio di Rocco LAGONIGRO e Vincenzo CICCIMARRA, avvenuto in Altamura (BA,) la mattina del 27 marzo 2010 quando nelle vie di quel centro, un gruppo armato a bordo di una autovettura rubata, tese loro un agguato ferendoli entrambi mortalmente. I fatti si verificarono nei pressi dell’abitazione del LAGONIGRO che era legato al clan Palermiti di Bari ed era attivo nell’attività di spaccio degli stupefacenti in Altamura. La sua eliminazione si inserisce in una serie di altri gravi fatti di sangue orditi ai danni di vari pregiudicati altamurani di spessore da una consorteria criminale emergente – il clan Nuzzi – allo scopo di realizzare la conquista violenta di quel comune.
Nella misura cautelare applicata a ORESTE Cesare Michele per omicidio volontario e detenzione e porto dell'arma utilizzata per l’omicidio è stata riconosciuta dal GIP l'aggravante di mafia.
Il provvedimento restrittivo è stato adottato a seguito di successivi e mirati accertamenti scaturiti in seno all’indagine - operazione kairos - conclusa nella primavera del 2016 dal Nucleo Investigativo di Bari e svolta attraverso articolate e complesse attività tecniche e dinamiche che avevano già portato – nel gennaio u.s. – all’esecuzione di 18 ordinanze di custodia cautelare (16 delle quali in carcere e 2 in regime domiciliare) nei confronti di altrettanti soggetti, tra i quali figurano gli elementi apicali, diversi affiliati e alcuni fiancheggiatori del clan Nuzzi operante nel predetto centro della Città Metropolitana levantina, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso armata, omicidio consumato e tentato, estorsione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa aveva inoltre fatto luce – oltre a quello in narrativa[1] - su numerosi altri gravi fatti di sangue, 1 omicidio[2] e 2 omicidi tentati [3] - orditi dalla consorteria ai danni di vari pregiudicati altamurani di spessore, allo scopo di realizzare la conquista violenta di quel Comune.
Tali elementi - che nel gennaio 2017 il GIP non aveva ritenuto sufficienti ad integrare la sussistenza della gravità indiziaria in capo all’ORESTE, ritenuto tra gli esecutori materiali del duplice efferato delitto – sono stati corroborati dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da obiettivi riscontri che hanno consentito di accertare la sua partecipazione al gruppo di fuoco che ha commesso il duplice omicidio di LAGONIGRO Rocco e CICCIMARRA Vincenzo.
L’ORESTE Cesare Michele, è stato catturato dai Carabinieri nell’aeroporto ‘KAROL WOJTYLA’ di Bari, mentre sbarcava al rientro da un periodo di vacanza nella località turistica di Sharm El Sheikh.
L’operazione - convenzionalmente denominata “Kairos” – è stata il frutto di un’indagine avviata nel 2014 dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Bari, sviluppata quasi esclusivamente mediante incessanti servizi di osservazione e pedinamento effettuati in territori ostili e per mezzo di costanti attività tecniche d’intercettazione telefonica ed ambientale, che hanno inequivocabilmente:
- documentato una abbondante serie di elementi che dimostrano la nascita ed il perdurante operare dell’organizzazione criminale facente capo a Nuzzi Pietro Antonio, detto “U leng”, 34enne di Altamura; il sodalizio si è dimostrato attivo con carattere di stabilità nel territorio di Altamura, con la commissione di una serie indefinita di attività delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti, i reati contro il patrimonio (estorsioni e furti), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi, ecc.;
- permesso di sequestrare droga (circa 50 chili tra cocaina, hashish e marijuana), ordigni rudimentali da utilizzare per atti intimidatori, numerose armi, anche da guerra e centinaia di munizioni, il tutto nella disponibilità del clan;
- evidenziato la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari del citato Nuzzi Pietro Antonio e di Nuzzi Angelantonio, 37enne di Altamura - capi cosca - determinando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 2 appartamenti, a loro in uso, correnti in Altamura, del valore di mezzo milione di euro

La terra che trema
Da 3.6 a 4, il rebus della magnitudo. Sono 2.600 gli sfollati, salvati 3 bambini
immagine

 

Redazione

 

ISCHIA - E' stato estratto vivo dai vigili del fuoco uno dei due bambini sotto le macerie ad Ischia, località Casamicciola, colpita ieri sera da un terremoto di magnitudo 4. Si tratta di Mattias: il bimbo sta bene. I vigili del fuoco hanno ormai raggiunto e stanno lavorando per estrarlo anche il fratellino Ciro. Anche lui sta bene secondo le informazioni dei vigili del fuoco. I soccorritori sono anche riusciti a porgere ai bimbi due bottigliette d'acqua. Il fratellino neonato è stato il primo ad essere estratto vivo dai vigili del fuoco.

Alcune case sono crollate a Casamicciola, travolgendo diverse famiglie. Due le donne morte: una colpita dai calcinacci di una chiesa, un'altra travolta dalle macerie della sua casa. Due uomini e due donne sono stati trovati vivi sotto le case crollate. I feriti accertati sono 39, di cui uno gravissimo. Paura tra i tanti turisti in vacanza sull'isola.

Sono duemila gli sfollati a Casamicciola e altri 600 a Lacco Ameno. Il numero è stato reso noto dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli che oggi ha incontrato i sindaci dell'isola per fare un primo punto della situazione. Escluso l'allestimento di tendopoli, per l'accoglienza degli sfollati si confida di far ricorso alle diverse strutture ricettive presenti sull'isola verde.

Per i turisti, tantissimi in questo periodo sull'isola verde, e per i residenti, l'estate si è fermata nel peggiore dei modi. Prima un boato poi la consapevolezza di quello che stava accadendo. Le suppellettili che cadevano, i mobili che si spostavano e poi il black-out, i crolli. "E' stato peggio del terremoto del 1980", racconta Giovanni. E' stato un incubo che piano piano ha preso forma. E c'è chi fugge, ora, da Ischia.

Sono i turisti che hanno letteralmente preso d'assalto il primo traghetto partito per Pozzuoli mentre c'è chi dorme in strada, su una panchina, aspettando le prossime navi per Napoli.

Il rebus della magnitudo I primi calcoli avvenuti in automatico segnalavano una magnitudo 3.6: un valore che non tornava con le prime testimonianze da Ischia, che parlavano di un terremoto "fortissimo", e le macerie sotto le quali è rimasta uccisa almeno una persona e ferite altre 26. Successivamente il calcolo è stato rivisto, con un valore di 4.0, grazie ai dati registrati dalla rete sismica dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Qualcuno, forse, ha temuto un altro errore del sistema, come quello che il 15 giugno scorso aveva associato la magnitudo 5.1 di un terremoto nelle Filippine al sisma di magnitudo 1.6 registrato a Pieve Torina (Macerata).
Niente del genere, questa volta. Non c'è stato in realtà nessun errore, ma solo la grande difficoltà di dover calcolare la magnitudo di un terremoto che appartiene a uno dei tipi più rari e anomali: quelli che avvengono sotto i vulcani. Non sono certamente studiati come lo sono quelli tettonici che scuotono continuamente la penisola e può accadere, come nel caso di Ischia, che i primi sismografi a registrare l'evento siano distanti alcuni chilometri. Sulla base di queste prime rilevazioni viene di solito calcolata la magnitudo locale (ML), che nel caso dei terremoti tettonici, come quelli che avvengono lungo l'Appennino, è un valore molto affidabile. Quando il terremoto avviene sotto un vulcano, però, la situazione è molto diversa.
Per questo dopo il primo calcolo di 3.6, sono stati utilizzati i dati della rete sismica dell'Osservatorio Vesuviano per ricalcolare la magnitudo sulla base della durata dell'evento, ottenendo il valore di 4.0. Un valore ancora provvisorio in quanto quello definitivo, relativo alla "magnitudo momento", viene calcolato dai ricercatori e si basa sulla stima del momento sismico, ossia su una durata più ampia del sismogramma, fino a 30 minuti.
I nuovi dati della rete sismica dell'Osservatorio Vesuviano hanno inoltre permesso di ricalcolare la profondità dell'evento, correggendo a cinque chilometri il valore iniziale di dieci. E' stata un'ulteriore conferma di quanto si sa finora dei terremoti vulcanici. "Una caratteristica comune a tutti è di essere molto più superficiali, al punto da superare molto difficilmente la profondità di cinque chilometri", ha osservato il sismologo Gianluca Valensise, dell'Ingv. "Questo - ha proseguito - accade perché al di sotto di cinque chilometri la crosta diventa troppo calda per generare una rottura". Il fatto che i terremoti che avvengono sotto i vulcani siano superficiali spiega anche perché si risentano maggiormente

Tensione in Italia
Chiedono più gente in strada ma non solo a parole
immagine

 

Redazione

 

PALERMO - Così come Roma anche Palermo corre ai ripari dopo gli attentati di Barcelloni. Il sindacato di polizia Ugl - LeS affronta un problema serio senza girarci troppo intorno. Ecco la nota: “I recenti attacchi terroristici verificatisi appena al di fuori dei nostri confini nazionali ed il crescente allarme sociale destato dai continui episodi di microcriminalità e criminalità organizzata impongono una seria riflessione sull’impiego degli uomini e delle donne della Polizia di Stato anche sul territorio palermitano.” Così ha esordito Pasquale Guaglianone, Segretario Generale Provinciale di Palermo del Ugl-LeS, che ha poi proseguito: “ In questi giorni si sta provvedendo al posizionamento di barriere di cemento che dovrebbero impedire il transito di mezzi pesanti che, com’è noto, sovente vengono utilizzati per mettere in atto attacchi terroristici mentre, di contro, apprendiamo dalle testate giornalistiche di una non meglio specificata implementazione di un maggior controllo da parte del personale delle Forze dell’Ordine impegnato per la sorveglianza sul territorio. In considerazione del fatto che negli ultimi tempi il numero degli equipaggi delle Volanti è drasticamente diminuito, che l’età media dei poliziotti si è notevolmente innalzata e che non risulta alcun rafforzamento degli Uffici e dei Reparti deputati al controllo del territorio ed alle attività di prevenzione, ci si chiede in che modo sia stato implementato il controllo della nostra città, sembrando piuttosto, più che una reale risposta, uno slogan pubblicitario del genere “più sicurezza per tutti” rivolto solo alla stampa e ben lontano dalla realtà territoriale. Come da sempre sostenuto dalla nostra Organizzazione Sindacale, considerato il delicato momento storico che stiamo vivendo e l’inserimento della città di Palermo tra i siti patrimonio dell’Unesco con relativo maggiore afflusso di visitatori, si ritiene opportuno rivedere l’impiego del personale in seno alla Questura ed ai Commissariati sezionali e distaccati senza distoglierlo in funzioni diverse dal controllo del territorio fra le quali, si fa notare, ci sono le notifiche di atti o il continuo utilizzo di Poliziotti per effettuare le scarcerazioni dei detenuti e/o arrestati domiciliari nonché le traduzioni degli stessi in udienza e/o presso luoghi di cura (quando per tale scopo esiste il Corpo della Polizia Penitenziaria!) o finanche l’impiego del personale della Polizia di Stato per effettuare vigilanze fisse!”. Guaglianone infine auspica: “Una rivisitazione dei compiti assegnati alla Polizia di Stato, fatta in maniera seria ed attenta, magari dando voce a chi giornalmente assolve a tali mansioni, produrrebbe certamente un notevole risparmio di risorse sia in termini economici che di personale, consentendo altresì di affrontare con maggiore incisività le nuove sfide legate alla sicurezza e garantendo, al contempo, maggiore serenità ai cittadini palermitani ed ai visitatori della nostra splendida città”.

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
SEPARATORE 5PX 113 3 puntata SEPARATORE 5PX 113 2 puntata SEPARATORE 5PX 113 1 puntata SEPARATORE 5PX ITALA SCANDARIATO SEPARATORE 5PX
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact