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Hardware
Prestazioni superiori e una maggior durata della batteria racchiuse in un portatile sottile, leggero e silenzioso
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di Francesco Pellegrino Lise


Microsoft svela Surface Pro, la nuova generazione del laptop più versatile di sempre. Surface Pro introduce nella famiglia Surface le migliori prestazioni tecnologiche e una maggior durata della batteria racchiuse in un portatile sottile, leggero e silenzioso. Con il nuovo dispositivo, Microsoft rinforza la categoria dei 2in1, che aveva creato, facendole fare un salto in avanti aumentando fino a 13,5 ore l’autonomia della batteria, realizzando un dispositivo oltre 2,5 volte più veloce rispetto al Surface Pro 3 e offrendo versatilità e portabilità ineguagliate, il tutto racchiuso in un design più leggero e raffinato. Surface Pro non è solo un potentissimo laptop, ma è anche uno Studio creativo mobile, con uno straordinario schermo touch PixelSense da 12,3”, che supporta i nuovi dispositivi Surface Pen e Surface Dial. Due volte più precisa rispetto alla versione precedente grazie all’introduzione del silicio nel PixelSense Accelerator, la nuova Surface Pen rappresenta il punto di riferimento per il settore grazie all’esperienza di scrittura e disegno più veloce e fluida e alla possibilità di modificare l’ombreggiatura in base all’inclinazione. Gli strumenti di scrittura saranno disponibili anche su Windows 10 e Office 365 insieme alla nuova app Microsoft Whiteboard per favorire la collaborazione, la produttività e la creatività.

 





Il portatile più versatile

Il nuovo Surface Pro è stato interamente ripensato per offrire nuove performance e un’autonomia della batteria del 50% superiore rispetto al Surface Pro4. Ogni dettaglio è stato perfezionato e rifinito, dai bordi più dolci e arrotondati, alle fotocamere perfettamente incastonate nella cornice. Con uno spessore di soli 8,5 mm e un peso a partire da circa 800 g, il nuovo Surface Pro è più leggero della borsa che si utilizzerà per trasportarlo e racchiude in sé tutta la potenza di un processore Intel® Core TM di settima generazione, in una nuova silenziosissima struttura priva di ventole. La tastiera Signature Type Cover per Surface Pro assicura una digitazione più rapida e confortevole grazie ad un meccanismo a forbice di elevata qualità che consente una corsa dei tasti di 1,3 mm fluida e accurata. Un ampio trackpad in vetro con funzioni multi-touch a cinque dita consente il massimo della precisione, mentre l’intera tastiera è rivestita in Alcantara, un materiale morbido e resistente, crea un comodo appoggio per i polsi conferendo un tocco di eleganza. Nel corso di quest’anno il nuovo Surface Pro sarà disponibile anche con tecnologia LTE Advanced, per offrire una mobilità ancora maggiore in modo da poter lavorare, collaborare e creare senza limiti.



Uno Studio creativo mobile

Surface Pro fa propria l’esperienza immersiva e creativa di Surface Studio donandole nuova vita in un formato estremamente portatile. Grazie alla nuova cerniera posteriore regolabile a 165 gradi è possibile inclinare il Surface Pro in modalità Studio, creando la posizione ottimale per scrivere o disegnare. Lo schermo ad alta risoluzione PixelSense da 12,3” è progettato per lavorare con la nuova Surface Pen, la più veloce penna digitale di sempre per un’esperienza di scrittura straordinaria. La nuova Pen ha una velocità di scrittura doppia rispetto alla versione precedente e i 4096 livelli di sensibilità alla pressione garantiscono assoluta precisione e reattività. La nuova penna è inclinabile e automaticamente rileva l’angolo di inclinazione per consentire l’ombreggiatura e la maggiore precisione possibile. Ora si può utilizzare anche il Surface Dial sullo schermo del nuovo Surface Pro per esperienze uniche come quelle disponibili su Surface Studio. Posizionando il Dial sullo schermo si aprono una serie di strumenti e app per un utilizzo fluido durante il lavoro. 

 

Informazioni generali

Disponibile a partire da 959 euro in Italia, il nuovo Surface Pro è personalizzabile grazie a una serie di opzioni cromatiche, platino, bordeaux, blu cobalto, disponibili per la tastiera Signature, la nuova Surface Pen e il Surface Arc Mouse. Il lancio del nuovo Surface Pro è previsto per il 15 giugno 2017 in 26 mercati: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Corea, Lussemburgo, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti. Il pre-ordine in Italia per il nuovo Surface Pro e per la cover Signature verrà aperto oggi sul Microsoft Store. Per gli studenti e docenti è disponibile uno sconto del 10% su Microsoft Store e MediaWorld. La nuova Surface Pen sarà disponibile nelle prossime settimane.



La scrittura prende vita con Microsoft Office 365 e il nuovo Microsoft Whiteboard

Con il nuovo Surface Pro e la nuova Surface Pen la scrittura digitale prende vita ispirando la creatività e i creativi in tutto il mondo, ma non solo le nuove penne sono anche pensate per aiutare la produttività, per scrivere e condividere commenti su documenti, appunti su un blocco e schizzi sulle lavagne. Per dare ancora più spazio alla produttività e alla creatività della nuova Surface Pen l’abbiamo integrata nel pacchetto di produttività più potente al mondo: Microsoft Office. Le nuove funzionalità di scrittura in Microsoft Word, Excel e PowerPoint comprendono una galleria personalizzabile delle penne, matite ed evidenziatori preferiti disponibili per l’utilizzatore in tutte le app e i dispositivi Office, insieme al supporto per la funzione di inclinazione e ombreggiatura della nuova Surface Pen. A partire da giugno queste funzioni verranno messe a disposizione degli utenti Office 365, compresi gli oltre 100 milioni di utenti business mensili attivi e i 26 milioni di utenti privati. Ulteriori esperienze di scrittura continueranno a essere sviluppate in futuro, compresa la nuova app Microsoft Whiteboard, che offre una tela illimitata per la creatività e la collaborazione con scrittura simultanea fra le persone ovunque siano.

 

Il progetto di Asi e Microsoft
Presentato Office Automation, dematerializzazione e digitalizzazione dei processi interni, per abilitare l'accesso trasparente alle informazioni sui progetti spaziali e aerospaziali
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di Francesco Pellegrino Lise


A Forum PA 2017, l’Agenzia Spaziale Italiana e Microsoft presentano Office Automation, un innovativo progetto a supporto della trasformazione digitale dell’Ente che fa leva sul Cloud Computing per sostenere la dematerializzazione dei processi e di conseguenza recuperare efficienza e migliorare la condivisione e l’accesso alle informazioni. Office Automation ha già consentito di ottimizzare la gestione dei progetti spaziali e aerospaziali e di ridurre del 30% il tempo di lavoro medio di ogni istruttoria, con un importante vantaggio in termini di dispiegamento delle risorse: è già stato possibile risparmiare 12.000 ore uomo su base annua per un totale di circa 700.000 Euro e di conseguenza ridurre i costi e dedicare le risorse ad attività a maggior valore aggiunto nel campo dell’osservazione della Terra e dell’Universo, del volo umano, delle telecomunicazioni, del trasporto spaziale, delle tecnologie e delle infrastrutture satellitari. Un contributo importate per il Paese, considerato che i programmi spaziali possono dare slancio alla ricerca scientifica e al progresso tecnologico, trainando lo sviluppo economico industriale delle società più avanzate, e possono favorire soluzioni in ambito ambiente, clima, controllo del territorio e degli spazi aeromarittimi, sicurezza e difesa. Tali risultato è frutto della collaborazione strategica tra pubblico e privato, che nell’ultimo anno ha visto Agenzia Spaziale Italiana cooperare con Microsoft per introdurre nuovi strumenti di lavoro al passo con i tempi e per ripensare i propri modelli nel segno di questa innovazione tecnologica. È stato quindi sviluppato un portale per la digitalizzazione dei processi interni in linea con le esigenze di efficientamento dei servizi e in grado di garantire al contempo trasparenza e sicurezza. ASI si occupa di un migliaio di progetti all’anno, che in passato venivano gestiti in modalità cartacea, con un grosso dispendio di energie per stamparli, firmarli, amministrarli e condividerli e senza poter beneficiare di un monitoraggio in tempo reale sullo stato di avanzamento dei lavori. Inoltre la gestione via carta non offriva particolari garanzie di sicurezza e non consentiva di regolare l’accesso agli atti per la massima riservatezza dei dati sensibili. Il nuovo portale realizzato da ASI in sinergia con Microsoft ovvia a queste problematiche e concretizza quella che rappresenta ormai una priorità per la Pubblica Amministrazione italiana: dematerializzare. Che si tratti di approvare atti, gestire flussi o accedere a documenti, ora viene tutto gestito attraverso strumenti digitali alla portata di chiunque ovunque e in qualunque momento grazie al Cloud Computing, senza la necessità di installare software ad hoc sui dispositivi utilizzati. I 250 dipendenti di ASI possono ora accedere a informazioni chiave via web, e-mail e documenti online e condividere contenuti utili in modo più semplice e rapido, ottimizzando così la gestione dei flussi di comunicazione e la reportistica sui progetti. Office Automation fa leva sulla piattaforma tecnologica di Microsoft. L’intera infrastruttura è ospitata sul Cloud di Azure con importanti vantaggi in termini di flessibilità rispetto ai picchi di utilizzo e scalabilità rispetto ai nuovi progetto di ASI, continuità operativa consentendo ai dipendenti ASI di accedere 24 ore su 24 ma anche assicurando integrità dei dati e disaster recovery, e infine sicurezza in linea con gli standard europei. Il portale integra gli strumenti di comunicazione e collaborazione della piattaforma per la produttività cloud Office 365, che consentono ai dipendenti di ASI di consultare e modificare documenti ovunque e in qualunque momento attraverso qualsiasi device, di condividere informazioni in modo più immediato sfruttando anche le applicazioni di messaggistica e audio-videoconferenza di Skype for Business e di accedere a un archivio digitale sempre aggiornato grazie a OneDrive for Business. I dipendenti di ASI possono anche utilizzare gli strumenti di analisi di PowerBI per elaborare dati spaziali e aerospaziali, ottenere confronti e visualizzare metriche in modo grafico, in modo da monitorare con più efficacia lo stato dell’arte dei progetti sui cui stanno collaborando. Il portale include anche una sezione per le FAQ e richieste dei dipendenti, gestita in modo automatizzato attraverso Azure Bot Framework. Infine la gestione dei processi di ASI avviene con System Center Service Manager, che offre una piattaforma integrata per l'automazione e l'adattamento delle procedure per la gestione dei servizi IT. 

Sicurezza
Semplifica e accelera l’identificazione degli autori di delitti e delle persone scomparse
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di Francesco Pellegrino Lise


Al Forum PA 2017, la principale manifestazione dedicata al mondo della Pubblica Amministrazione (Roma Convention Center La Nuvola, 23-25 Maggio 2017), Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale e Microsoft presentano un innovativo progetto di gestione dei dati genomici al servizio della Giustizia e della Sicurezza italiana: è attiva la Banca Dati Nazionale del DNA (BDN-DNA). Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è infatti avvalso della tecnologia di Microsoft per dar vita alla prima esperienza italiana di Banca Dati del DNA in conformità con quanto stabilito dalla legge 30 giugno 2009, n.85. Istituita presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, Direzione centrale polizia criminale, Servizio per il sistema informativo interforze, la Banca Dati ha l’obiettivo di semplificare l’identificazione di autori di delitti, reati di tipo predatorio e atti di terrorismo e di accelerare il riconoscimento di persone scomparse dando un nome a corpi ignoti. Consente inoltre all’autorità giudiziaria e alla polizia giudiziaria di interrogare e ricevere interrogazioni di profili del DNA dalle omologhe banche dati internazionali per finalità di collaborazione internazionale, un aspetto strategico nell’attuale scenario in cui alla minaccia della criminalità tradizionale si somma lo spettro del terrorismo. I vantaggi di questo progetto sono significativi, dal momento che non ci saranno più banche dati del DNA distinte per ogni singola forza di polizia, ma i dati confluiranno in un’unica banca dati nazionale DNA, con evidenti risparmi sui costi di gestione e con la possibilità di associare più facilmente casi prima non collegati a livello investigativo. Microsoft collabora da anni sulle banche dati del DNA con diverse autorità a livello internazionale e sull’analisi di dati genomici per finalità di ricerca, come dimostra il progetto Project Premonition: la piattaforma Intelligente Cloud di Microsoft consente di abbattere i tempi di elaborazione dei dati, effettuando miliardi di miliardi di confronti genetici in poche ore, laddove in passato sarebbero serviti mesi di lavoro. Lo sviluppo della soluzione ha richiesto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano anni di lavoro per creare una rete nazionale dei laboratori che effettuano analisi del DNA nell’ambito di un procedimento penale, che ora parte dal prelievo effettuato su oltre 57.000 soggetti sottoposti a provvedimenti restrittivi da parte di un giudice e da oltre 20.000 profili genetici estratti da reperti biologici acquisiti dalla scena del crimine. Facendo leva sulla piattaforma dati di Microsoft è possibile memorizzare e analizzare questa enorme mole di dati non strutturati gestendo le informazioni sul datacenter del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, garantendo elevati standard di sicurezza in linea con le normative vigenti sulla riservatezza dei dati. In particolare il progetto è basato sulla piattaforma scalabile di gestione di database Microsoft SQL Server 2012 che integra applicazioni intelligenti, performance in-memory e analytics avanzati. La soluzione è interoperabile con ambienti diversi e consente la gestione sinergica di dati eterogenei e database di diversi fornitori. È in grado di trasformare i dati in informazioni utili con il vantaggio di offrire analisi approfondite su qualsiasi device per rispondere alle esigenze di tempestività e mobilità del personale giudiziario. Interessante anche la flessibilità offerta all’ente, dal momento che è possibile implementare in modo dinamico nuove istanze in base alle necessità e sviluppare rapidamente nuovi database utilizzando diverse macchine virtuali. Un sistema che garantisce tra l’altro continuità operativa, funzionando con elevate performance anche in caso si verifichino problemi con una macchina virtuale. E in linea con le esigenze di sicurezza tipiche per le Forze di Polizia, che tratta informazioni sensibili e che può secretare l’accesso ai sistemi al personale non autorizzato e fare affidamento su quello è risultato il database meno vulnerabile per il sesto anno consecutivo secondo il National Institute of Standards and Technology (NIST). I servizi IT offerti dalla Banca Dati del DNA saranno conformi allo standard di qualità a norma ISO/IEC 9001:2015 e orientati allo standard della sicurezza delle informazioni ISO/IEC 27001. Grazie alla Banca Dati del DNA, l’impronta genetica sarà associata all’impronta digitale quale strumento per consentire l’identificazione durante le indagini e si delinea così una doppia chiave di verifica indipendente dalle generalità fornite dal soggetto. La BDN-DNA non contiene però i dati personali del soggetto che viene sottoposto al prelievo di saliva ma solo informazioni anonimizzate ed una modalità di inserimento del profilo del DNA in doppio cieco, in una logica di massima riservatezza. Solo quando la banca dati trova una concordanza (hit o match) tra un profilo del DNA noto e un profilo del DNA sconosciuto legato alla scena del crimine, avviene l’abbinamento dei dati anagrafici del soggetto, attraverso una procedura con certificato digitale ad uso personale che consente l’accesso all’anagrafica solo a personale autorizzato presente nella banca dati delle impronte digitali (AFIS). Il match positivo offre un’indicazione utile per le Forze di polizia e l’Autorità giudiziaria e, in effetti, i benefici emergono in maniera evidente dall’esperienza internazionale: la prima banca dati DNA europea è quella istituita nel 1995 nel Regno Unito e se già nel 2004 la percentuale dei profili del DNA sconosciuti riferibili ai reperti acquisiti sulla scena di un crimine che hanno trovato una concordanza con i profili del DNA delle persone presenti nella banca dati è stata del 45%, nel 2014 questa percentuale è passata a circa il 62%, ovvero ad un reperto biologico su due acquisito sulla scena del crimine è stato possibile associare il nome e cognome di una persona presente nella banca dati. Nel complesso in circa 15 anni (2001-2015) la banca dati UK ha prodotto 578mila match tra DNA di soggetti noti e DNA sconosciuti prelevati da scene del crimine.

La recensione
Da soli, prigionieri di una stazione spaziale infestata da alieni e a caccia della verità
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di Francesco Pellegrino Lise


Arkane Studios, dopo l’avvincente Dishonored 2, torna alla carica propone ai possessori di Pc, Xbox One e PS4, Prey un'avventura in prima persona ambientata a bordo di una vasta stazione spaziale infestata. Una volta affrontati i primi minuti di gioco, i giocatori si risveglieranno a bordo della Talos I, una stazione spaziale che orbita intorno alla luna nel 2032. Molto presto ci si accorgerà di star vestendo i panni di Morgan Yu, oggetto di un esperimento destinato a cambiare per sempre l’umanità, ma le cose hanno preso una terribile piega. La stazione spaziale è stata invasa da creature aliene altamente ostili che hanno iniziato a dar la caccia al protagonista. Mentre ci si addentrerà nei più profondi segreti di Talos I e del proprio passato, bisognerà cercare di sopravvivere usando gli strumenti trovati nella stazione, l’intelligenza, le armi e le abilità incredibili messe a disposizione. Il destino di Talos I e di tutti è nelle mani di chi gioca. La storia di Morgan Yu e della stazione spaziale Talos-1 nasce prendendo ispirazione da tutte le opere sci-fi più recenti, ma anche da altre produzioni ludiche e letterarie. Pervade sempre il senso di mistero, c'è uno sconosciuto a guidarci verso uno scopo inizialmente opaco ma poi ben delineato, c’è una minaccia aliene antropomorfa, sfuggente e letale pronta a uccidere in qualsiasi momento. Se si è appassionati di titoli come BioShock allora il nuovo gioco Bethesda potrà dare grandissime soddisfazioni. La vera forza di Prey però risiede nel trasporto della quest principale, ma anche nell’incredibile qualità di tutte le attività secondarie mai banali, inutili, superflue. Tutto serve a raccontare una storia ben scritta, dove l’esplorazione diventa un elemento fondamentale, sia per quanto riguarda il gameplay, sia per quanto riguarda la narrativa, con i classici terminali da leggere e file audio da ascoltare che assieme creano un puzzle scritto con coscienza ed estrema cura per il dettaglio. Talos-1 come la città sommersa di Rapture quindi, o almeno cosi sembra: perché in realtà Prey obbligherà i giocatori a prendere decisioni importanti, ogni bivio narrativo avrà ripercussioni e, se si vorrà vivere l’esperienza fino in fondo, finire il gioco una volta soltanto potrebbe non bastare.



All'inizio dell’avventura Morgan non è attrezzato a dovere per affrontare le terrificanti creature che hanno superato i sistemi di contenimento. La sua unica arma è infatti una chiave inglese utile contro i Mimic, quadrupedi alieni simili a dei ragni giganti che mutano il loro aspetto nascondendosi in oggetti comuni al fine di sferrare un attacco a sorpresa. Incontrare altri tipi di Typhon, potrebbe invece costare la pelle in quanto sono molto più resistenti dei Mimic e sono dotati di abilità aliene di vario tipo. Talos I non è affatto un luogo ospitale, i pericoli si celano dietro ad ogni angolo e sopravvivere non è proprio un gioco da ragazzi. Nella stazione spaziale, tuttavia, si possono recuperare ed utilizzare diversi oggetti, armi, munizioni, torrette difensive, kit medici, cibo, bevande di varia natura e gli indispensabili Neuromod, utili a potenziare il nostro protagonista. Attraverso questi ultimi oggetti, dopo essersi iniettati il contenuto, sarà possibile sviluppare tutta una serie di abilità, ognuna dotata di vari potenziamenti. Imparare le tecniche Hacker, ad esempio, permette di accedere con facilità a computer, aprire porte e casseforti protette da password o codici. Le abilità legate alla riparazione sono indispensabili per aggiustare torrette, macchine per il riciclaggio e sistemare pannelli in cortocircuito. Imparare a sollevare oggetti sempre più pesanti invece permette di usare la forza bruta e di spostare grosse casse al fine di accedere a passaggi segreti o stanze inaccessibili. I Neuromod però non si trovano così spesso e potenziare le abilità ha un costo tutt’altro che esiguo: di conseguenza non è possibile accendere e sviluppare al massimo tutte le voci presenti nei tre alberi legati alle abilità di Morgan. E' bene inoltre sottolineare che i kit auto-iniettabili servono anche per acquisire e sviluppare le potenti abilità aliene, una volta ottenuto lo Psicoscopio. Esso è uno speciale visore che permette di scovare i Mimic nascosti e di scansionare i vari tipi di Typhon, sbloccando i loro poteri. Si può quindi ottenere l’utile abilità dei Mimic per sfruttare la loro capacità di mimetizzarsi oppure si può apprendere le basi della telecinesi o ancora imparare a usare le onde energetiche.

 

 

I kit auto-iniettabili fortunatamente possono essere costruiti anche tramite il sistema di crafting, affidato alle macchine per il riciclaggio. I materiali richiesti però non saranno semplici da reperire. I compattatori, però, potranno essere usati per produrre diversi oggetti utili a sopravvivere quali medi kit, munizioni e armi, a patto di essere in possesso dei materiali giusti e di aver trovato i progetti necessari. La personalizzazione di Morgan però non si limita solo alle abilità e ai poteri alieni, ma viene affidata anche ai chip removibili, da installare su Tuta e Psicoscopio, che garantiscono upgrade di vario tipo e rendono il protagonista immune ad alcune tipologie di attacco. Prey è un'avventura che spinge e invoglia il giocatore a sperimentare, trovando soluzioni ingegnose per superare i numerosi ostacoli e portare a casa la pelle. Il livello di difficoltà generale è alto, gli alieni non si devono mai sottovalutare, neppure se si affronta l’avventura in modalità normale. Il combat system funziona nel complesso abbastanza bene, armi e munizioni non abbondano anche se ispezionando la stazione spaziale sarà possibile recuperare granate, pistole e l’immancabile fucile a pompa. Utilissimo inoltre il Cannone Gloo, che spara raffiche di una insolita schiuma molto utile per bloccare i Typhon, per crearsi strade alternative e per bloccare momentaneamente scariche elettriche, in quanto la schiuma a contatto con le superfici si solidifica. Non mancano inoltre chiavi magnetiche da scovare per accedere a luoghi inizialmente interdetti, documenti da leggere, registrazioni da ascoltare e video da visionare. Oltre a tutto questo è anche possibile ricevere le richieste di aiuto dei poveri superstiti in cerca di aiuto. Insomma su Talos I non c’è proprio tempo di annoiarsi e oltre alle missioni legate alla trama principale, sarà possibile sbloccare anche una serie di compiti extra, completamente opzionali, caratterizzati da un buona varietà di incarichi.



Dal punto di vista grafico, Prey non stupisce particolarmente. La discreta estensione delle varie aree in cui è suddivisa la stazione orbitale si paga con una serie di alti e bassi qualitativi, legate soprattutto alla presenza di modelli poligonali di qualità altalenante, e di qualche texture a bassa risoluzione. Nonostante gli interni di Talos I non siano particolarmente dettagliati, il gioco riesce in ogni caso ad assemblare scorci affascinanti, intrisi di un'atmosfera unica, ma soprattutto colmi di oggetti, di casse e container, di armadietti da ispezionare. Anche la narrazione indiretta è importante, in Prey, così come lo è quella diversità di materiali, prospettive ed elementi a cui prima si accennava. Buoni, anche se non travolgenti, gli effetti speciali, legati quasi sempre all’arrivo degli Spettri, alcuni tra i più insidiosi nemici che infestano la stazione. Letteralmente da Oscar, invece, è la splendida colonna sonora. Mentre l’effettistica ambientale generale non è sempre all’altezza, le musiche di sottofondo riescono a sottolineare in maniera perfetta l’entusiasmo di una nuova scoperta, il timore di avanzare in una zona inesplorata, la tensione di un incontro con i Typhon. Tirando le somme, a nostro avviso Prey rappresenta un gioco da avere. La vasta esplorazione, gli enigmi da affrontare, la possibilità di scegliere e la grande rigiocabilità fanno di questo titolo un prodotto davvero godibile in ogni suo aspetto. Il senso di ignoto che circonda il protagonista, la voglia di scoprire la verità e la possibilità di approcciare in modi differenti l’intera storia fanno di Prey un piccolo capolavoro assolutamente da provare. 

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 9

Longevità: 9

VOTO FINALE: 9

Shopping 2.0
Il sistema di pagamento digitale della Mela debutta online e nei negozi anche nel nostro Paese
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di Francesco Pellegrino Lise


I pagamenti in contanti, con carta di credito o con il bancomat stanno per andare in pensione grazie ad Apple. Finalmente anche in Italia si potrà pagare accostando semplicemente l'iPhone ad un Pos. Dopo il lancio avvenuto nel 2014 arriva anche nel nostro Paese Apple Pay, il sistema di pagamenti digitali della Mela, che trasforma lo smartphone in conto corrente e portafoglio. Un sistema "sicuro" in cui "le proprie credenziali non vengono condivise" che al momento non ha rivali nel suo genere in Italia. Ma come funziona? La piattaforma di Cupertino opera su diversi apparecchi e in diversi modi: in negozio basta avvicinare Apple Watch o iPhone al Pos e confermare il pagamento; non è necessario accedere al dispositivo, aprire un’app o inquadrare un codice Qr, come accade con altri sistemi. Prima però è necessario aver registrato la carta di credito o di debito: al momento possono farlo i clienti di Unicredit, Carrefour Bank, Banca Mediolanum e American Express, a breve la compatibilità sarà estesa a CartaBCC, ExpendiaSmart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. Per tutti gli altri la soluzione è Boon: una carta virtuale che si può ricaricare tramite bonifico o altre carte. Una volta registrata la carta (o più d’una, da scegliere al momento del pagamento), Apple Pay si può usare anche per fare acquisti sia su app per smartphone, sia sul web: ad esempio per prenotare le vacanze con Booking.com , ordinare cibo con Deliveroo o parcheggiare a Roma con ParkAppy. “E naturalmente – aggiunge Bailey - è possibile fare acquisti online con i Mac, sia utilizzando Touch ID sul nuovo MacBook Pro, sia completando un pagamento con iPhone o Apple Watch sugli altri Mac”. Purché siano aggiornati all’ultima versione del sistema operativo. Tale sistema di pagamento vanta anche un sistema di sicurezza all'avanguardia: il numero della carta di credito non viene conservato sull'iPhone, ne' sui server Apple ne' condiviso con il commerciante e ogni transazione viene autorizzata con un codice di sicurezza dinamico e univoco che cambia di volta in volta. Le transazioni vengono finalizzate "con il Touch ID", cioè il riconoscimento delle impronte digitali o "con il proprio codice di sicurezza", chiavi di accesso strettamente personali che rendono Apple Pay inutilizzabile da chiunque in caso di perdita o di furto del dispositivo. Con l’ingresso dell'Italia, attualmente sono 16 i mercati in cui Apple Pay è disponibile: USA, UK, Canada, Australia, Cina, Singapore, Svizzera, Francia, Hong Kong, Russia, Nuova Zelanda, Giappone, Spagna, Irlanda e Taiwan.

Social network
Informazioni ingannevoli al momento dell acquisto dell'app
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di Francesco Pellegrino Lise


Grossa grana per il social network di Mark Zuckerberg, l'Antitrust Ue ha infatti deciso di infliggere una maximulta da 110 milioni di euro a Facebook per aver fornito informazioni fuorvianti nel momento dell'acquisto di Whatsapp. Nel 2014 Facebook aveva assicurato alla Commissione Ue di non poter fare collegare gli account del social network con quelli della piattaforma di instant messagging, cosa invece avvenuta successivamente nel 2016. Si tratta di "un chiaro segnale alle società che devono rispettare le regole Ue, incluso l'obbligo di fornire informazioni corrette", ha dichiarato la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. La multa inflitta a Facebook è "proporzionata e deterrente", ha avvertito la Commissaria alla concorrenza. Secondo le regole Ue sulle fusioni, Bruxelles può infatti imporre una sanzione pari all'1% del fatturato annuo di una società se questa fornisce in modo intenzionale informazioni scorrette o fuorvianti. Facebook ha commesso due infrazioni: ha fornito informazioni fuorvianti nel 2014 e anche nella risposta di chiarimenti richiesta da Bruxelles a fine 2016. Lo staff di Facebook era infatti al corrente sin dal 2014 della possibilità tecnica di poter collegare automaticamente i profili Facebook con quelli Whatsapp, sebbene lo avesse negato. La società di Zuckerberg, però, ha poi ammesso di aver commesso l'infrazione collaborando con la Commissione, e quindi quest'ultima ha deciso di ridurre la multa a 110 milioni dai quasi 250milioni di euro potenziali, pari all'1% del fatturato 2016 del gigante social. Nonostante le false informazioni fornite nel 2014, l'ok che la Commissione Ue diede alla fusione tra Facebook e Whatsapp resta valido. La decisione di oggi, sottolinea Bruxelles, "non ha impatto sulla decisione dell'ottobre 2014 di autorizzare la transazione", né è legata a ulteriori procedimenti legali in corso legati alla privacy dell'aggiornamento dei termini di utilizzo del servizio imposti agli utenti Whatsapp nell'agosto 2016. Un portavoce di Facebook, dopo l'annuncio della Maxi multa nei confronti del social network ha dichiarato: "Abbiamo agito in buona fede sin dalle nostre prime interazioni con la Commissione Ue e abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta". Il portavoce ha poi concluso affermando: "Gli errori che abbiamo fatto nel 2014 non erano intenzionali e la Commissione ha confermato che non avevano impatto sull'esito dell'analisi della fusione. L'annuncio di oggi porta a conclusione la questione".

La Recensione
L'avventura abbandona le due dimensioni e approda per la prima volta in un universo tutto in 3D
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di Francesco Pellegrino Lise


A distanza di 13 lunghi anni dall’ultimo capitolo della serie, arriva finalmente su Pc, Xbox One e PlayStation 4 il tanto agognato Syberia 3. Il titolo segna una decisa discontinuità rispetto ai suoi predecessori, portando la tipica anima enigmistica dell'avventura grafica in un ambiente tridimensionale dove tutta avviene in tempo reale. Ma veniamo al gioco: il titolo si apre con la protagonista, Kate Walker, svenuta in mezzo alla neve mentre viene salvata dalla tribù degli Youkol. L'avvocatessa, già protagonista del viaggio nel sogno di Hans Voralberg, raccontato nei primi due episodi, è in punto di morte e viene portata in una clinica dove, quando riprende conoscenza, si trova prigioniera di alcune persone poco raccomandabili il cui scopo non è ben chiaro. Da qui inizia il viaggio di Kate per la libertà, ma andando avanti ci sarà molto di più in gioco. Dal punto di vista narrativo Syberia 3 rappresenta davvero un gran bel prodotto. Sokal non ha perso la sua capacità di descrivere mondi affascinati e riccamente caratterizzati e ha diretto l'intero titolo con sapienza. Pur mantenendo i toni e la struttura del romanzo di avventura, Syberia 3 affronta quelli che sono i nodi cruciali dell'Europa contemporanea. Il razzismo individualista della popolazione della piccola cittadina dove si svolge l’avventura, non è in fondo diverso da quello delle periferie europee, dove il multiculturalismo mostra i suoi lati più problematici. Il rapporto tra l'uomo e la natura è forse il tema più forte ed evidente nella narrazione; inquinamento, riscaldamento globale, contaminazione nucleare, cementificazione selvaggia e colonialista. Insomma oltre al semplice gioco, vivono dietro le quinte anche alcune importanti tematiche che riguardano il mondo reale. Kate Walker, nonostante gli anni, resta ancora un personaggio affascinante, tormentata, forte ma allo stesso tempo capace di uscire dai guai usando la sua intelligenza nelle situazioni più difficili. Per quanto riguarda la giocabilità, i puzzle logici presenti in gioco, sono realizzati molto bene e, nonostante non siano i più cervellotici in circolazione, sicuramente i fan della saga saranno in grado di apprezzarli. In Syberia 3 sono presenti anche numerosi puzzle meccanici: ad esempio in una circostanza bisogna allineare una chiave con una serratura girando delle rotelle, mentre in un'altra bisogna manipolare delle chiuse per filtrare l'acqua di un fiume. Insomma, una buona storia, dei puzzle non difficili ma interessanti e una protagonista affascinante fanno sì che il titolo sia nel complesso molto interessante. Peccato, purtroppo, che quanto descritto fino ad adesso venga macchiato da una realizzazione complessiva non troppo curata. L'interfaccia risulta uno dei punti deboli di questo terzo capitolo. Nonostante s’intraveda una qualche forma di continuità stilistica rispetto a quello dei precedenti episodi, il sistema di selezione degli “hotspots” non funziona a dovere: gli oggetti con cui interagire non vengono sempre evidenziati automaticamente quando Kate si avvicina a un elemento attivo, e spesso ci si troverà a bisticciare con la telecamera per cercare la giusta distanza e la corretta angolazione. Per quel che riguarda la progressione, in ogni caso, molto spazio viene riservato alle conversazioni con gli NPC, dotati di un sistema che integra risposte a scelta multipla, le quali, tuttavia non hanno alcuna influenza sullo svolgimento della trama ma solo sul "mood" del personaggio con cui Kate si relaziona. Durante l'avanzamento, infine, si alternano sia sezioni di gioco più esplorative sia fasi dal ritmo più serrato, in cui Kate è chiamata a svolgere compiti specifici che si susseguono uno dopo l'altro senza molta verve. Syberia III soffre inoltre di altri problem, in particolare nelle rifiniture. Ad esempio il labiale è sincronizzato solo con il doppiaggio francese e non con quello inglese (l'italiano esiste solo nei sottotitoli).

 

 

Quelli elencati fino ad adesso sono piccoli problemi, magari ininfluenti per molti, ma che se messi tutti insieme danno un'impressione negativa specialmente a chi si avvicina per la prima volta alla saga. È vero che il lato narrativo, supportato dalla maestosa colonna sonora composta da Inon Zur aiuta a sorvolare sui difetti e che si viene comunque coinvolti al punto da voler arrivare alla fine a prescindere, ma questo in ogni caso non rappresenta una scusante per tutto il resto. Fortunatamente il punto forte della saga di Syberia 3 risiede nello stile visivo, caratterizzato da ambientazioni maestose, realizzate con una cura maniacale per i particolari, frutto di una minuziosa ricerca iconografica e una conoscenza profonda della storia dell'arte. Le scenografie, rese maestose dai ben costruiti giochi di inquadrature, sono colorate con tinte delicate e decorate con dettagli minuziosi. In ogni angolo emerge l’attenzione di di Sokal, uno stile caratteristico e inconfondibile dal forte impatto emozionale. Il passaggio dal 2D al 3D, c’è da dire, benché fortemente voluto sacrifica quello che era uno dei punti di forza della grafica dei precedenti episodi: la visione d'insieme della maestosa potenza degli scenari, fissi e bidimensionali, con un punto di vista unico e definito che ha permesso quindi al fumettista di giocare moltissimo con l'impatto delle prospettive sceniche. Per il giocatore, insomma, si tratta di fare un piccolo compromesso tra il piacere estetico e la fluidità dell'esperienza. Lo stile grafico è invece riuscito a superare indenne l’impatto del passaggio alla terza dimensione e a farsi perdonare una certa ruvidezza della modellazione, restituendo le stesse emozioni delle illustrazioni dei primi due episodi: nonostante le differenze significative rispetto a quanto visto in passato, si respira ancora a pieni polmoni l'atmosfera caratteristica della saga di Syberia. Tirando le somme, Nonostante i difetti tecnici evidenti e a volte fastidiosi,Syberia 3 si fa giocare con piacere grazie all’ampio respiro della narrazione e la fedeltà stilistica che resiste agli anni e al cambiamento. La suggestione onirica, esotica e avventurosa, affrontando temi forti come il razzismo, l’inquinamento e il rapporto con la tradizione sono poi tutti ingredienti che riescono a fare del prodotto qualcosa di davvero unico nel suo genere. Insomma, se quello che si cerca non è un gioco perfetto, ma che sappia lasciare dentro quel qualcosa in più, che manca a molti dei titoli odierni, Syberia 3 è un’ottima scelta.



GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 6,5
Longevità: 7

VOTO FINALE:7,5

Smartphone
Caratteristiche di fascia alta a un prezzo "appetitoso" di appena 450 dollari
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di Francesco Pellegrino Lise


Gli ormai noti telefonini OnePlus 3 e 3T avranno un successore. La compagnia asiatica "OnePlus", che negli ultimi anni si è costruita una reputazione grazie alla strategia di mercato "smartphone performanti a prezzo contenuto", ha infatti confermato al sito specializzato The Verge che in estate sarà lanciato lo OnePlus 5. Il dispositivo, secondo le primissime indiscrezioni, dovrebbe avere una doppia fotocamera e specifiche di fascia alta. Come lo OnePlus 3T, il 5 monterebbe uno chassis in alluminio spazzolato, con bordi arrotondati, ed essere disponibile nelle colorazioni: oro, argento e nero. Il display, sempre secondo le voci di corridoio, dovrebbe essere da 5,5 pollici, con lettore di impronte digitali sulla parte frontale. Altre caratteristiche peculiari diffuse tramite i rumors della rete parlano di un processore Snapdragon 835 di Qualcomm, 6 GB di Ram e 64 o 128 GB di memoria interna, doppia fotocamera posteriore da 12 megapixel più sensore frontale da 8 megapixel, sistema operativo Android Nougat. Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 450 dollari. In molti si staranno chiedendo come mai il nuovo smartphone non sarà chiamato quattro. Ebbene il nuovo OnePlus sarà contrassegnato dal numero cinque a causa della tetrafobia, ovvero dell'avversione al numero quattro diffusa in alcuni Paesi orientali come la Cina, dove la parola "quattro" ha una pronuncia molto simile alla parola "morte". Insomma, fra prestazioni di fascia alta, costo contenuto e scaramanzia, il prossimo dispositico della casa cinese, se le voci venissero confermate, rappresenterebbe un oggettino davvero appetitoso per chi vuole ottenere tanto spendendo il giusto. 

Sistema operativo
Si potrà continuare ad usare, ma sarà maggiormente esposto a rischi
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di Francesco Pellegrino Lise


Utenti della prima versione di Windows 10 attenzione. Microsoft oggi lancia la "Patch Tuesday" di maggio. Ma questa data non segna solo la distribuzione di tutta una serie di aggiornamenti per l’intero ecosistema dei software della casa di Redmond. Infatti, oggi giunge al capolinea il supporto ufficiale della versione originale di Windows 10. La versione interessata dallo stop, più precisamente, è quella che fu lanciata il 29 luglio del 2015 quando la nuova piattaforma debuttò in forma ufficiale. All’atto pratico, per tutti gli utenti che ancora oggi ne fanno uso, significa che il sistema operativo potrà continuare ad essere utilizzato come sempre, ma sarà maggiormente esposto a rischi in quanto non riceverà più alcun update. Il problema, ovviamente, si può risolvere facilmente: gli utenti non dovranno fare altro che effettuare l’upgrade alla versione successiva di Windows 10. Tale aggiornamento, renderà così possibile continuare a ricevere il supporto da parte di Microsoft e poter continuare anche in futuro ad installare i futuri update del sistema operativo. Sono passati solo due anni dal lancio di Windows 10 versione 1507, ma Microsoft ha già deciso di interrompere il suo ciclo vitale. Una scelta figlia della nuova strategia commerciale di Microsoft, la cosiddetta “Windows as a service”, con cui il colosso di Redmond vuole mantenere il suo sistema operativo costantemente aggiornato come se fosse un servizio e non un semplice programma. Aggiornare Windows 10 alla versione più recente può essere fatto comodamente tramite internet, ma per chi non disponesse di una connessione sufficientemente può optare per l’update via chiavetta USB o DVD con una procedura ad hoc illustrata da Microsoft. La prossima, chiamata "Windows 10 Redstone 3", sarà disponibile a settembre.

La recensione
CI Games trasforma la saga in un "open world" dove si potrà contare solo sul proprio fucile di precisione
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di Francesco Pellegrino Lise


Sniper: Ghost Warrior 3, ultima incarnazione della serie, è arrivato su Pc, Xbox One e PlayStation 4 per far felici tutti gli appassionati dei fucili di precisione e dell’arte del cecchinaggio. Il nuovo capitolo del titolo sviluppato da CI Games propone un titolo open-world stravolgendo totalmente la natura del brand e proponendo qualcosa di diverso dal solito. L’avventura del cecchino Usa Johnathan Nort è interessante e impegnativa, grazie a una struttura ludica non particolarmente originale, ma che comunque riesce a stimolare sia gli amanti degli shooter in prima persona che i più curiosi grazie al mondo aperto condito da una buona dose di quest secondarie. Venendo alla trama, le vicende di Jonathan North, si svolgono in Georgia, un territorio sull'orlo di una guerra civile con un governo instabile, corrotto e con eserciti di separatisti che attuano i peggiori crimini di guerra. Il cecchino deve quindi prendere parte ad una serie di missioni ad alto rischio, infiltrandosi dietro le linee nemiche per eliminare una serie di bersagli e intrufolandosi in strutture altamente sorvegliate per recuperare documenti di fondamentale importanza. Il comparto narrativo di Sniper Ghost Warrior 3 non si limita però a raccontare solo le vicende di un paese martoriato da rappresaglie e corruzione ma narra anche la storia di due fratelli.Jonathan non è figlio unico e la sua decisione di accettare la missione in Georgia va ben oltre il semplice incarico militare. Il protagonista ha infatti visto rapire suo fratello, a seguito di una missione che non si è conclusa nel migliore dei modi. Nonostante tutti siano convinti della sua morte, Jonathan, dopo aver ricevuto un rapporto dalla CIA, crede invece fortemente che suo fratello sia vivo e si trovi proprio in Georgia. Ed è da qui che ha inizio l’avventura. Parlando di gameplay, Sniper: Ghost Warrior 3, offre una diversità d’approccio convincente. Rintanarsi su una zona sopraelevata, usare il piccolo drone per mappare la zona e i nemici e poi decidere come e quando agire sarà comunque solo il punto di partenza: eliminare dalla distanza, provare un attacco più stealth o gettarsi nella mischia in stile Chuck Norris sarà poi la scelta successiva. Naturalmente le dinamiche da puro cecchino saranno quelli più gratificanti e, purtroppo anche quelle più facili da affrontare, complice anche un’IA non del tutto convincente. Ad ogni modo è bene considerare che in situazioni di grande affollamento, uccidere dalla distanza risulterà vincente su tutta la linea; al contrario le altre soluzioni oltre che essere più pericolose, sono state sicuramente trattate con più superficialità e quindi non appagano mai come un bel centro in mezzo agli occhi da 500 metri di distanza. La situazioni fortunatamente cambia radicalmente quando la missione da affrontare richiedere l'uccisione di un solo individuo, oppure alcuni più particolari dove seguire le traccie di un cecchino avversario, tracciarne la posizione d'appostamento e addirittura ricreare il percorso del proiettile. Tutta questa fase di ricognizione è favorita della modalità esplorazione, ovvero la capacità di evidenziare a schermo tracce, nemici e altre informazioni utili a pianificare l'azione. Se la giocabilità è fatta di alti e bassi, il sistema di gestione dell'inventario e dei oggetti è invece complesso e ben studiato per rendere le battaglie più interessanti. Prima di ogni missione infatti si potranno portare solo una quantità limitata di munizioni e oggetti che si esauriranno presto nel corso dell'incarico e non saranno per nulla facili da trovare sul campo di battaglia, senza contare che anche il vento e la gestione del respiro di John avranno il loro peso specifico, sia in positivo che in negativo. A questo si aggiunge l'usura del silenziatore del protagonista, ciò vuol dire che se i primi colpi saranno pressoché inudibili, i seguenti rimbomberanno invece in tutta la valle, dato che la bocca di fuoco sarà priva del silenziatore di cui sopra. Insomma se uccidere i nemici dall'alto è facile, gestire invece la quantità e la qualità dei proiettili a disposizione sarà diametralmente il contrario. Ed è proprio qui che il titolo trova un punto d’equilibrio fondamentale per mantenere l’esperienza di gioco tutto sommato stimolante e appagante, evitando cosi di trasformarla in una mera routine meccanica.

 

 

Ovviamente il caro vecchio John, a seconda di come opererà sul campo, potrà sviluppare diverse abilità nel corso del gioco tramite i punti esperienza guadagnati a fine missione che potranno essere investiti nei tre diversi rami di specializzazione, ovvero Cecchino, Fantasma e Guerriero. A livello di audio, il comparto sonoro risponde sempre bene e musiche ed effetti sonori sono quasi sempre credibili e ben azzeccati. Peccato per il doppiaggio italiano completamente assente, una vera pecca per i giocatori più giovani o che non conoscono bene la lingua. Dal punto di vista della grafica, il titolo di CI games, offre degli scorci davvero suggestivi, grazie al CryEngine e a un buon level design, che si rivela abbastanza variegato da offrire zone discretamente diversificate tra loro, e che spaziano da aree boscose ad altre più pianeggianti, fino ad agglomerati urbani e basi militari. Ma soprattutto il risultato è positivo grazie alla buona implementazione di effetti particellari, atmosferici e di luce e ombra, che agendo in combinazione tra loro e col meteo dinamico e il ciclo giorno e notte, regalano agli utenti una bella visione d’insieme. Dove invece il motore non rende come dovrebbe, è nella resa degli edifici, che appaiono rozzi e dall'aspetto abbastanza piatto, oltre che poveri di texture. Queste ultime sono generalmente di buona fattura, specie per quanto riguarda quelle legate ad elementi naturali, ma purtroppo deludono sui personaggi, protagonisti e comprimari. A completare il quadro dei difetti ci sono poi alcuni movimenti dei personaggi che appaiono spesso rigidi, e le lunghe schermate di caricamento che possono durare fino a quattro o cinque minuti a volta. Un vero peccato perché l’idea di base era davvero buona. Tirando le somme, questo Sniper: Ghost Warriors 3 è un titolo che naviga tra alti e bassi. Se quello che si cerca è un buon gioco con cui sparare qualche cecchinata in maniera seria, ma non si vuole perder tempo con una trama troppo approfondita e realistica, allora è il titolo che fa per voi. Contrariamente se quello che si desidera è il realismo puro, un’IA perfetta e la fluidità, allora il gioco potrebbe non soddisfarre a pieno. In ogni caso, nel complesso, l’ultima fatica di CI Games non è affatto un brutto gioco, ma anzi è un ottimo connubio fra uno shooter puro e un rafting game. Un vero appassionato di giochi di guerra non dovrebbe lasciarselo sfuggire.

 


GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 7
Gameplay: 7,5
Longevità: 7,5


VOTO FINALE: 7,5

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