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Smartphone
Evan Blass diffonde in rete il primo press render del dispositivo che dovrebbe essere presentato il 29 marzo
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di Francesco Pellegrino Lise


Notizia bomba per gli amanti dei dispositivi Samsung. Appena pochi giorni fa era stato comunicato che il 29 marzo verrà presentato il #Samsung Galaxy S8. Oggi, il noto leaker Evan Blass, che da anni si è guadagnato la fama di essere una delle fonti più attendibili al mondo per il settore della tecnologia e degli #smartphone, ha pubblicato la prima foto ufficiale di quello che sarà il nuovissimo telefonino del colosso coreano, affermando che, probabilmente, il cellulare avrà due versioni, una da 5,8 pollici e l'altra da 6,2 pollici. L'immagine conferma dunque due aspetti: che la presentazione avverrà il prossimo 29 marzo, quindi ormai tra meno di un mese, ma soprattutto ribadisce l'aspetto del Galaxy S8, soprattutto per quanto riguarda il frontale. Come si può infatti vedere non solo lo schermo frontale è a doppia curvatura come gli attuali Edge ma mostra le cornici inferiore e superiore ridotte al minimo indispensabile. In quella superiore in particolare c'è giusto lo spazio per ospitare la fotocamera, il sensore di luminosità ambientale e un terzo sensore, che a questo punto potrebbe effettivamente essere a tutti gli effetti il già anticipato scanner dell'iride sulla falsariga di quello utilizzato sul defunto Note 7. Se la foto risultasse attendibile, sarebbe confermata anche la scomparsa del tasto home col sensore di impronte digitali che il probabile utilizzo di tasti virtuali. Ovviamente mancando una foto del retro non si può capire se il lettore di impronte digitali sia stato effettivamente spostato sulla cover, lateralmente alla fotocamera, ma è molto probabile che sia questa la strada seguita dall'azienda piuttosto che l'adozione di una qualche tecnologia per integrarne le funzioni nel display stesso. Secondo gli altri rumors trapelati dalla rete, per quanto riguarda il display, si ipotizza che esso sarà un 18:9 Super AMOLED QHD con tecnologia Y-OCTA. Il processore dovrebbe essere un SoC Qualcomm Snadpragon 835, oppure un Exynos 8895/Exynos 9, entrambi con architettura a 10nm. La memoria RAM conterrà fino a 4 GB, mentre la memoria interna sarà un UFS 2.1. Il sistema operativo previsto è, ovviamente, Android con specifiche 7.1 Nougat. Lo smartphone dovrebbe essere dotato del Bluetooth 5.0, con una porta USB di tipo C (Type-C). La fotocamera posteriore dovrebbe presentare 12 megapixel con apertura f/1.7, mentre quella anteriore dovrebbe essere dotata di 8 megapixel con autofocus. Inoltre si ipotizza che il prezzo sia leggermente più alto rispetto al modello S7: per la versione Edge si potrebbe anche arrivare a spendere sopra gli 800 euro. I colori disponibili, secondo MobileFun, dovrebbero essere nero, argento, oro, rosa, blu e viola. In ogni caso per avere notizie certe è necessario attendere il lancio ufficiale. 

Videogames
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di Francesco Pellegrino Lise


Dopo essere stata pubblicata sul PTR (Reame pubblico di test) all'inizio del mese, la nuova patch diOverwatch, lo shooter competitivo di Blizzard che ha conquistato oltre 25 milioni di giocatori, è disponibile su PC Windows, PlayStation 4 e Xbox One. Questo aggiornamento introduce alcune entusiasmanti novità al gioco, tra cui: Ricerca partite Questa nuova funzione è un'estensione della modalità "Partita personalizzata" di Overwatch, che consente di calibrare le impostazioni di diverse mappe, modalità ed eroi, permettendo di creare un server totalmente personalizzato. Cattura la Bandiera Cattura il Gallo si è rivelata la rissa di Overwatch più popolare, e per questo Cattura la Bandiera continuerà a esistere come modalità permanente nell'Arcade. Aggiornamenti eroi Molti eroi di Overwatch sono stati migliorati, tra cui Bastion, che ora è più potente e flessibile grazie alle cure in movimento in Assetto Ricognitore e una maggior resistenza in Assetto Torretta. Come già detto insieme alla nuova patch arriva anche una nuova stagione competitiva, e gli sviluppatori di Overwatch hanno apportato alcuni miglioramenti per iniziare con il piede giusto. Ecco le cose più importanti: prima di tutto i giocatori di alto livello devono disputare più partite competitive per evitare il decadimento da inattività, dando così più lustro e una maggior accuratezza all'indice di valutazione. Adesso solo i giocatori che sono nella Top 500 alla fine della stagione riceveranno le ricompense, un incentivo per mantenere un indice di valutazione alto. Infine per incoraggiare la competizione, gli indici di valutazione inferiori al 500 non verranno più mostrati. In ogni caso per avere un elenco più completo e dettagliato sulle modifiche al gioco è bene consultare il blog ufficiale di Overwatch a questo link.

Videogames
Nuovi scenari e tante novità ambientate nella I Guerra Mondiale
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di Francesco Pellegrino Lise


Buone notizie per gli amanti della serie di Battelfield. EA e DICE infatti hanno finalmente svelato i primi dettagli sulle quattro espansioni in arrivo incluse nel Premium Pass: "Battlefield 1 They Shall Not Pass", "Battlefield 1 In the Name of the Tsar", "Battlefield 1 Turning Tides" e "Battlefield 1 Apocalypse". In queste 4 espansioni i giocatori potranno mettersi nei panni di soldati dell’Esercito Francese e darsi battaglia in trincee coperte dalla neve con l’Armata Russa, rendendo così il conflitto ancora più globale grazie anche alla pluripremiata esperienza multigiocatore. I giocatori potranno anche partecipare ad intense battaglie navali e conquistare territori contestati nei più duri scontri della Grande Guerra. I pacchetti di espansione includeranno 16 nuove mappe multigiocatore, 20 nuove armi e nuove classi elite. Inoltre, i possessori del Premium Pass di Battlefield 1 otterranno due settimane di accesso anticipato ad ogni pacchetto di espansione, oltre a 14 Battlepack Superiori, accesso prioritario ai server e molto altro. Con Battlefield 1, DICE ha creato il più immersivo e dinamico titolo del franchise di sempre, tant'è che il gioco è stato inserito in 160 liste dei Game of the Year del 2016. Ora, i giocatori che ancora devono entrare in azione potranno provare l’epico multigiocatore e Campagna Giocatore Singolo di Battlefield 1 grazie alle prove gratuite in arrivo su PC e Xbox One dal 3 al 5 Marzo. Gli iscritti a Xbox Live Gold su Xbox One potranno giocare senza limiti di tempo all’esperienza completa di Battlefield 1, provando sia il Giocatore Singolo sia il Multigiocatore. I giocatori PC su Origin otterranno 10 ore di gioco con l’intera esperienza multigiocatore sbloccata su due mappe e le prime due Storie di Guerra della Campagna a Giocatore Singolo. Tutti coloro che decideranno di acquistare il gioco successivamente avranno disponibili i propri progressi e achievement ottenuti durante la prova gratuita.


Le quattro espansioni digitali nello specifico:


Battlefield 1 They Shall Not Pass: Gioca con una delle più feroci armate della Prima Guerra Mondiale – i Francesi. Combatti attorno alla fucina di Verdun e scendi sottoterra nei meandri del Forte di Vaux dove la battaglia infuria in corridoi pieni di gas. Prendi parte al più grande assalto con carri armati della Grande Guerra sull’Aisne.



Battlefield 1 In the Name of the Tsar Gioca sul più grande fronte della Prima Guerra Mondiale con l’Armata Russa. Combatti in Galizia con i leggendari Ussari durante l’offensiva di Brusilov. Partecipa alle schermaglie durante l’assalto Albion in un arcipelago ghiacciato e combatti in trincee ricoperte di neve sul pericoloso Passo di Lupkow.



Battlefield 1 Turning Tides Prendi parte alla guerra anfibia della Prima Guerra Mondiale. Partecipa ad intense e tattiche battaglie navali. Diventa il terrore della costa grazie ad un nuovo dirigibile e combatti in aria, sul mare e sulla terra. Vivi l’esperienza del raid di Zeebrugge e conquista le spiagge nei primi giorni dell’offensiva di Gallipoli.



Battlefield 1 Apocalypse Entra in azione nelle più intense battaglie della Prima Guerra Mondiale. Conquista terre contestate con strumenti brutali e armi uniche nate dall’inventiva e dalla disperazione. Gli orrori della Grande Guerra non sono mai stati così vicini e reali. Preparati all’Apocalisse.




 

Il futuro del gaming
Tantissimi titoli da scaricare sul proprio hard disk al costo di 9,99 euro al mese
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di Francesco Pellegrino Lise


Microsoft è sempre pronta a guardare al futuro e, proprio oggi, ne ha dato conferma presentando un servizio che stravolgerà il concetto di gaming venendo sempre più incontro alle esigenze dei consumatori. Il colosso di Redmond ha annunciato infatti l'arrivo di Xbox Game Pass, un nuovo servizio in abbonamento per la sua ammiraglia di gioco che permetterà di accedere a oltre cento titoli del catalogo Xbox One e Xbox 360 retrocompatibili pagando 9,99 euro al mese, proprio come accade con Netflix. Xbox Game Pass includerà titoli di publisher come 2K Games, 505 Games, Bandai Namco, Capcom, Codemasters, Focus Home Interactive, SEGA, SNK, THQ Nordic, Deep Silver, Warner Bros, Microsoft Game Studios e tanti altri. Tra i primi giochi disponibili troveremo Halo 5 Guardians, Payday 2, NBA 2K16, LEGO Batman e Soulcalibur 2. Ogni mese verranno aggiunti nuovi giochi al servizio, inoltre gli abbonati godranno di uno speciale sconto del 20% sui giochi e del 10% sui DLC, solamente fino a quando il gioco base resterà presente nel catalogo Xbox Game Pass. Il servizio partirà ufficialmente in primavera in 27 paesi (Italia inclusa), a partire da oggi alcuni selezionati utenti del programma Xbox Insider potranno provare Xbox Game Pass con un numero limitato di titoli. Da segnalare che i giochi non verranno riprodotti in streaming ma dovranno essere interamente scaricati su hard disk per essere lanciati, una volta scaduto l'abbonamento, non sarà più possibile accedere ai contenuti Xbox Game Pass scaricati. Questo servizio, assieme al lancio della prossima console di casa Microsoft che dovrebbe avvenire entro l'anno, rappresentano a tutti gli effetti uno stravolgimento nella fruizione dei software. Chiunque potrà avere a disposizione più titoli e potrà vantare una libreria sempre aggiornata in grado di offrire migliaia di ore d'intrattenimento. Non resta altro che aspettare e provare.

La recensione
Campagna intrigante, multiplayer competitivo/cooperativo di prim'ordine e l'inedita modalità blitz decretano un nuovo successo per Xbox One e Pc
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di Francesco Pellegrino Lise


Nel lontano 2009 in casa Microsoft decisero di lanciare un ambizioso progetto ambientato nell’universo della saga di Halo. Nacque così Halo Wars, un Rts ( strategico in tempo reale) che raccontava la storia dell’equipaggio di una delle navi spaziali della UNSC, la Spirit of Fire, e di quello che accadde al suo equipaggio. A fronte di una scarsa profondità strategica, Halo Wars fu amato dal pubblico perché proponeva una trama estremamente curata, coadiuvata da alcune cut-scene davvero ben riuscite, nonché un ritmo d'azione di altissimo livello, che non faceva rimpiangere i furiosi scontri a fuoco in prima persona vissuti nei capitoli canonici della serie nei panni di Master Chief. A distanza di otto anni il seguito di quel gioco, sviluppato in esclusiva su Xbox One e Pc, è finalmente arrivato e porta con se nuove fantastiche sfide da affrontare. Questo sequel riparte 28 anni dopo gli eventi narrati dallo scorso capitolo. La campagna in singolo, affrontabile anche in co-op, rinuncia a qualsiasi new entry sul fronte dei soldati dell'UNSC, scongelando, è proprio il caso di dirlo, l'intero equipaggio della Spirit of Fire dal sonno criogenico in cui sono rimasti sospesi prima di essere svegliati dall’ia di bordo. Per nulla aggiornato sulle sorti della guerra tra umani e Covenant, ma soprattutto alla deriva in una porzione sconosciuta dello spazio, il Capitano James Cutter e la squadra di Spartan al suo seguito giungono così sull'Arca, ai confini della Galassia, dove dovranno vedersela contro l'esercito al soldo di Atriox, temuto generale Brute rinnegato, mosso da un'implacabile odio per i Covenant e per chiunque possa frapporsi tra lui e la sua personalissima vendetta. Come fu già per il prequel, la trama funziona alla grande, coinvolgendo il giocatore sotto ogni punto di vista. Il cast di protagonisti inoltre spicca per caratterizzazione. Atriox in particolare, nonostante le rare apparizioni sul palcoscenico, è un antagonista che intimorisce, che emana un sinistro e implacabile potere e che si farà veramente detestare da chi tiene il joypad in mano. La trama, seppure risulti piuttosto prevedibile, riesce a coinvolgere i fan perche fa luce su certi aspetti e propone situazioni che donano veri e propri momenti di esaltazione. Anche la sceneggiatura si attesta su ottimi livelli offrendo dialoghi mai scontati e fatti apposta per svelare progressivamente le psicologie dei personaggi. Anche in questo secondo capitolo a rendere il quadro generale ancora più profondo, ci sono le splendide cut-scene, dirette e curate in maniera davvero sopraffina da “Blur Studio”, che introducono di volta in volta la missione successiva. Sul fronte narrativo Halo Wars 2 supera di gran lunga il predecessore, grazie alla presenza di un nemico credibile, temibile, alla testa di un esercito disposto a dare la vita per i suoi ideali di vendetta. La campagna si attesta su un buonissimo livello complessivo e riesce a intrattenere splendidamente chi gioca lungo tutto l’arco delle dodici missioni che la compongono. L’IA dei nemici mostra inoltre decisi passi in avanti rispetto al precedente capitolo e già a difficoltà normale risulta dannatamente fastidiosa da contrastare. Ma se si è dei grandi esperti del genere però, la vera sfida è affrontare l’intera campagna a difficoltà Eroica, qui i nemici si scaglieranno come delle vere furie contro chi gioca e solo astuzia, senso della strategia e un’ottima padronanza dei comandi potranno garantire la vittoria finale a chi sta dinanzi lo schermo. Ad arricchire la campagna inoltre ci sono anche alcuni oggetti collezionabili da raccogliere. Questi andranno a comporre un diario pieno di spiegazioni e dettagli sulla trama specifica di Halo Wars 2 e sull’intero universo di Halo. Il titolo di 343 Industries essendo un “RTS da console” risulta, nelle sue meccaniche, maggiormente semplificato rispetto ai grandi esponenti del genere ma non per questo bisogna pensare che sia un prodotto banale o privo di cura. Halo Wars 2 è infatti semplicemente un piccolo capolavoro, in qualsiasi direzione o modo lo si vada ad analizzare.

 

 

L’obiettivo del gioco è creare un esercito, composto da unità differenti, in grado di sfruttare le proprie abilità per sconfiggere quello avversario, con astuzia e strategia. Grazie a due tutorial sarà possibile apprendere fin da subito le funzioni fondamentali, imparando le regole per poi tuffarsi in campagna o in multiplayer. Così come nel precedente episodio, anche qui, alla base del gameplay vi sono la gestione dell’economia, la diversificazione dell’esercito e i poteri dei leader. Le dinamiche di ogni singola battaglia possono mutare da un momento all’altro; per tale motivo, è fondamentale padroneggiare le meccaniche di gioco. L’economia di Halo Wars 2, esattamente come nel primo capitolo, ruota attorno alla costruzione di edifici che arricchiranno la propria base e a due forme di risorse: rifornimenti ed energia. I rifornimenti sono necessari per acquistare strutture, addestrare unità e rappresentano il costo principale delle unità specializzate. L’energia invece è fondamentale per acquistare potenziamenti per gli edifici della propria base ma anche per l’addestramento di inedite unità d’assalto e per la costruzione di veicoli potenziati. Disporre di risorse sufficienti è dunque condizione necessaria per la creazione di un esercito abbastanza potente, senza dimenticare comunque l’importanza dell’abilità del giocatore nel valorizzare i punti in proprio possesso e la conoscenza delle mappe di gioco. Così come nel precedente capitolo, purtroppo anche in Halo Wars 2 sono presenti solo due fazioni ed entrambi gli eserciti operano in modo simile, ma possiedono vantaggi e svantaggi che non rendono mai un singolo scontro banale. Una volta sul campo di battaglia è bene tenere a mente che i veicoli hanno la meglio sulla fanteria, i velivoli sui veicoli, e la fanteria sui velivoli, ma alcune unità, dette di contrasto, esulano da questa logica risultando efficaci contro delle unità specifiche, ma deboli contro altre. In generale dunque il gioco farà di tutto per spingervi verso la creazione di un esercito variegato, mettendo in risalto una certa attenzione a quali unità nemiche sono presenti sul campo. Il “jolly” di tutte queste meccaniche è rappresentato dai poteri dei leader, che sono le armi più potenti di Halo Wars 2: nel corso di ogni missione e delle partite multiplayer si ottengono dei punti leader. Questi possono essere spesi nel menu radiale accessibile premendo il grilletto sinistro per sbloccare determinati poteri, attivi o passivi. I poteri passivi forniranno un bonus costante al proprio esercito mentre quelli attivi sarà possibile utilizzarli spendendo risorse, e avranno un tempo di ricarica particolarmente alto. I leader dispongono di vari tipi di abilità: bonus difensivi, unità extra, cure mediche o potenti attacchi orbitali in grado di rovesciare uno scontro che sembrava giunto alla fine. Per stuzzicare l'interesse del giocatore invogliandolo a tornare con regolarità, gli sviluppatori hanno pensato di suddividere l'esperienza multigiocatore in due filoni: il multiplayer classico e la modalità Blitz. Le due tipologie, seppur diverse e ben distinte, coesistono in armonia senza mai entrare in conflitto fra loro. Per consentire all'utenza di sperimentare dedicandosi indistintamente a ogni modalità di gioco, è stata introdotta la dinamica delle missioni giornaliere e settimanali. Le quest, ovviamente, consentono di guadagnare ricompense e punti esperienza con cui salire di grado e curare il proprio registro Carriera. Insomma, Creative Assembly ha deciso di impegnarsi a fondo per offrire ai giocatori un comparto multiplayer degno di questo nome che fosse il più completo e accattivante possibile. Blitz è la nuova modalità di gioco, vera novità di Halo Wars 2 che l’utenza ha già avuto modo di provare attraverso una fase di Beta, in cui viene mescolata la strategia in tempo reale con quella dei giochi di carte.

 

 

In Blitz, il mazzo di carte è sostanzialmente il proprio esercito; esercito, che potrà essere migliorato collezionando carte veicolo/truppa/potere. La struttura della modalità prevede uno sviluppo in due diverse fasi: la prima dedicata alla costruzione del mazzo, mentre la seconda al match. Diversamente dalle altre classiche modalità, qui verrà data la possibilità di costruire da zero il proprio esercito, ben prima che la partita cominci. Bisognerà aprire dei pacchetti, poi ogni giocatore selezionerà un leader e costruirà un mazzo di carte; ogni carta rappresenta uno specifico tipo di unità oppure un potere del leader precedentemente selezionato. Sarà possibile creare tre mazzi per personaggio; se non se ne vorrà crearne alcuno, è disponibile fin dall’inizio un mazzo predefinito. Tutte le unità e i poteri hanno un costo d’energia associato: diviene così fondamentale la capacità organizzativa del giocatore, che dovrà trovare il giusto compromesso tra l’utilità di una carta, l’eventuale costo e il momento giusto per utilizzarla. Con il passare del tempo, la velocità di produzione aumenterà accelerando il ritmo e aumentando le possibilità tattiche per sconfiggere l’avversario; per utilizzare le vostre carte dovrete raccogliere i nuclei energetici sparsi per la mappa. Per concludere la partita bisogna conquistare più zone di controllo rispetto al nemico, arrivando a segnare i duecento punti richiesti per la vittoria. Il multiplayer classico si presenta forte di tre modalità distinte: Deathmatch, Controllo e Roccaforti. Queste possono essere affrontate anche sfidando l'intelligenza artificiale, magari assieme (o contro) gli amici attraverso partite personalizzate ad hoc. Prima di scendere nell'agone, il giocatore può scegliere uno tra i sette leader attualmente previsti e suddivisi tra le due fazioni. Ognuno di essi possiede un esercito iniziale ben determinato, nonché abilità attive e passive da conoscere a menadito per avere qualche possibilità di vittoria. Il Deathmatch è una modalità di gioco più lenta e ragionata in cui tutti iniziano con una base e pochissime risorse a disposizione. L'obiettivo a cui dedicarsi con tutte le proprie forze è unico: distruggere le basi avversarie senza pietà. Controllo, invece, si basa più su una strategia di movimento. Le mappe, in questo caso, prevedono diversi hotspot da dover controllare per portarsi a casa la vittoria. Infine, Roccaforti è forse la modalità più frenetica e caotica in assoluto. Tutti i giocatori iniziano infatti con potenziamenti sbloccati e risorse infinite. L'unico limite a cui si deve prestare grande attenzione è il numero di unità che è possibile schierare sul campo. Scegliere attentamente quali siano in grado di contrastare gli avversari con efficacia è fondamentale per l'economia dello scontro. Ciò consente di dominare la mappa attraverso il controllo del maggior numero di roccaforti entro lo scadere del tempo. Ogni modalità appena descritta può essere affrontata in sfide 1vs1 in cui l'abilità del singolo è messa a dura prova, 2vs2 e le più caotiche 3vs3. Dal punto di vista grafico, Halo Wars 2 riesce a intrigare grazie ad un set di texture molto più ricche di dettagli e di effetti grafici, rispetto al suo predecessore, che rendono l’ambiente di gioco ancora più ricco di particolari. Un plauso va poi fatto alla qualità dei video in computer grafica che confermano l’assoluta bontà già evidenziata nell’originale Halo Wars, spingendola ancora di più verso l’eccellenza grazie all’ausilio delle nuove tecnologie. Nessuna traccia, invece, del parlato in italiano, e forse è un bene anche se per qualcuno potrebbe essere un problema riuscire a seguire i dialoghi fuori campo leggendo i sottotitoli a schermo e riuscire a ultimare il gioco. Ottimi gli effetti sonori che riproducono fedelmente quelli legati alla saga di Halo originale.

 

 

Tirando le somme, con Halo Wars 2 gli appassionati di Rts, ma anche quelli dell’universo di Halo, potranno tuffarsi in una nuova realtà fatta di strategia, colpi di scena, ma soprattutto di tante cose da fare. Prima di stufarsi di questo gioco ne passerà di tempo. Unico avvertimento: il gioco è strettamente consigliato a chi ha tanta pazienza e a chi piacciono i videogames di strategia.



GIUDIZIUO GLOBALE:


Grafica: 8,5
Sonoro: 9
Gameplay: 8,5
Longevità: 9,5


VOTO FINALE: 9

Smartphone
Presentata a Barcellona la nuova versione dello storico dispositivo e altri tre nuovi cellulari Android
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di Francesco Pellegrino Lise


I veri miti non muoiono mai, e questo è proprio il caso del celeberrimo Nokia 3310. La nuova versione dello storico telefonino, che dal 2000 al 2005 ha venduto ben 126 milioni di esemplari, è stata presentata al Mobile World Congress di Barcellona da HMD scatenando la gioia di nostalgici e appassionati. Il nuovo 3310, oltre che essere un vero e proprio acquisto per gli amanti del vintage, rappresenta anche una forma di terapia disintossicante per chi è stressato dagli smartphone moderni e vuole uscire dagli schemi eliminando Facebook e, WhatsApp e tutte quelle diavolerie che infestano gli smartphone contemporanei. Soprattutto però il suo lancio rappresenta una formidabile mossa di marketing da parte di HMD/Nokia che riesce a far parlare di sé senza dover lanciare un super-telefonino da centinaia di euro. Il neonato 3310 infatti prevede un costo di appena 49 euro. Il dispositivo è equipaggiato con un tastierino numerico, display a colori, fotocamera posteriore, un sistema operativo custom e, naturalmente, una versione moderna del fantomatico videogame Snake. Ma il punto forte sembra essere la batteria che, a quanto detto, sarebbe in grado di durare, in stand by, quasi un mese.

 

L’evento però non è stato solo occasione per il lancio del nuovo Nokia 3310, infatti HMD Global ha annunciato 2 nuovi smartphone Android, il Nokia 3 ed il Nokia 5, e la commercializzazione globale del Nokia 6, annunciato a gennaio ma rimasto limitato al solo mercato cinese. I 3 modelli condividono la medesima filosofia progettuale, ossia: non rinunciare alla qualità dei materiali anche allo scendere del prezzo, e condividono anche la scelta da parte dell'azienda di dotarli di una versione stock di Android 7.1, quindi nessun fronzolo aggiuntivo del produttore, che permetterà di mantenerli in linea con gli ultimi aggiornamenti di sicurezza rilasciati per l'Os; questa scelta inoltre garantirà ai 3 smartphone Nokia accesso a Google Assistant, l’assistente che Mountain View ha attualmente riservato a pochi altri dispositivi.

 

 

Ma come sono questi nuovi smartphone? Il Nokia 3, avrà un display da 5″ HD, sarà animato da un SoC MediaTek 6737 (CPU Quad-core 1.3Ghz), avrà 2GB di ram e 16GB di memoria (espandibile), fotocamera frontale e posteriore da 8Mpixel e batteria da 2650mAh. Anche per il 3 i colori disponibili saranno 4 (Silver White, Matte Black, Tempered Blue e Copper White) ed il prezzo previsto è di 139 euro +IVA.

 

 

Il modello "di mezzo", ossia il Nokia 5 invece sarà dotato di un display da 5,2″HD (1280×720), come il 6 utilizzerà il processore Snapdragon 430 ma con soli 2GB di RAM, avrà 16GB di memoria interna espandibile, fotocamera posteriore da 13Mpixel e frontale da 8, batteria da 3000mAh e scocca ricavata da un unico blocco di alluminio. Verrà venduto in 4 colorazioni (Matte Black, Silver, Tempered Blue e Copper) al prezzo di 189 euro + IVA. Il modello di punta, ossia il Nokia 6, è dotato di un display IPS FullHD da 5,5″, monta un processore Snapdragon 430 supportato da 3GB di RAM, ha 32GB di memoria interna espandibile tramite microSD, un sistema audio composto da 2 speaker stereo certificato Dolby Atmos, fotocamera posteriore da 16Mpixel e anteriore da 8Mpixel, batteria da 3000mAh e scocca ricavata da un unico blocco di alluminio 6000. In europa sarà venduto in 4 colorazioni (Matte Black, Tempered Blue, Silver, Copper) al costo di 229 euro + IVA; per festeggiare il lancio globale verrà realizzata un’edizione speciale in colorazione “Arte Black” dotata di 4GB di RAM e 64GB di memoria interna che sarà venduta invece a un prezzo di 299 euro +IVA.

 

Insomma, operazione nostalgia e tre nuovi assi nella manica. Riuscirà con queste mosse HMD a entrare di prepotenza nel mercato della telefonia mobile e a riportare il brand Nokia agli antichi fasti? Noi tutti ci auguriamo di sì, sperando che questo sia solo il primo di una serie di fortunati passi verso la nascita di qualcosa d'innovativo e diverso dal solito. 

Game Developers Conference 2017
Il 93% degli sviluppatori nostrani esporta in Europa, l’83% in Nord America, il 64% in Asia e il 58% in Sud America
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di Francesco Pellegrino Lise


Il detto "Italians do it better" non è mai stato così vero. L’industria dei videogiochi in Italia oggi vive una fase di grande fermento. Uno dei principali motivi di tale crescita è dovuto all’internazionalizzazione nella distribuzione, che guarda più ai mercati esteri che a quello interno come destinatari dei propri prodotti: il 93% degli sviluppatori italiani esporta in Europa, l’83% in Nord America, il 64% in Asia e il 58% in Sud America. Ad oggi, benché ancora in fase embrionale, siamo il quarto paese europeo per volume di vendite dopo Gran Bretagna, Germania e Francia e superiamo di gran lunga paesi emergenti quali Russia, Polonia e Medio Oriente. L’Agenzia ICE, anche quest’anno ha deciso di essere presente alla Game Developers Conference di San Francisco, il più grande evento a livello mondiale dedicato agli sviluppatori di videogiochi, per accompagnare gli operatori italiani nei mercati esteri, impegnandosi concretamente per l’internazionalizzazione di un settore fortemente innovativo e in rapida crescita. La collettiva, organizzata dall’ICE in collaborazione con AESVI, l’Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, è riunita sotto il brand Games in Italy con un padiglione nell’area GDC EXPO, che verrà inaugurato il primo marzo. Alla collettiva parteciperanno 11 studi di sviluppo italiani: 34BigThings, Bad Seed, Digital Tales, Forge Reply, Just Funny Games, Milestone, Neko8Games, Proxy42, Unreal Vision, Untold Games e XPLORED. In Italia vi sono oltre 120 studi di sviluppo distribuiti su tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei quali si sono costituiti negli ultimi 3 anni. Essi sono concentrati soprattutto nel Nord Italia, che ne ospita circa due terzi (61%) di cui la maggioranza in Lombardia, seguito dal Centro Italia (22%) e dal Sud Italia e dalle Isole (16%). A livello provinciale la provincia di Milano è in testa, con più del 22% di studi di sviluppo, seguita dalla provincia di Roma (12%). Gli imprenditori, per la maggior parte di giovane età (media 33 anni) concentrano la loro produzione soprattutto su due diverse piattaforme: PC (37%) e mobile (35%). In misura minore ma significativa su console (14%) e online (13%). Insomma, il futuro per il settore videoludico tricolore sembra essere più che roseo e nei prossimi anni, se si dovesse continuare su questa linea, quest'area potrebbe essere destinata a diventare uno dei punti di forza del nostro Paese. 

La recensione
Cavalieri, Vichinghi e Samurai si danno battaglia in un mondo dettagliatissimo e super-competitivo
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di Francesco Pellegrino Lise


L’attesa è finita. For Honor, il videogame che celebra l’arte del combattimento medievale sviluppato da Ubisoft per Pc ,Xbox One e PlayStation 4 è finalmente realtà. La nuova e ricchissima Ip ha il pregio di discostarsi dai soliti teatri di guerra che popolano i videogiochi, prevalentemente dominati da paesaggi urbani e scontri con armi da fuoco, ma anche da tutti quei titoli fantasy che fanno di guerrieri, maghi, orchi ed elfi il loro punto di forza. For Honor stupisce già fin dal primo impatto rappresentando un medioevo alternativo, sporco, dilaniato dalla guerra, dove il vero protagonista è lo scontro all’arma bianca e il sangue che scorre nel fango sotto una pioggia battente. Ma come è strutturato questo titolo? For Honor è un software che punta tutto sul comparto multiplayer, ma offre anche una campagna in single player che in sostanza funge da vasto tutorial e prepara alle numerosissime battaglie che si dovranno affrontare online. Ma partiamo dal principio: nel gioco sono presenti tre fazioni: Cavalieri, Samurai e Vichinghi. La prima volta che si gioca verrà chiesto al giocatore a quale fra queste tre si vuole giurare la propria fedeltà. La scelta è molto importante perché, come esamineremo più avanti ogni partita che si giocherà garantirà alcune risorse che serviranno alla fazione scelta per conquistare i territori degli avversari o difendere i propri. Fatto ciò, bisognerà creare il proprio emblema attraverso un semplice editor e affrontare il tutorial di base che insegnerà a chi si trova dinanzi lo schermo le basi del combattimento. Una volta fatto ciò si verrà trasportati nel menù principale che offrirà diverse opzioni fra cui quella di iniziare la campagna o affrontare gli scontri online. Parlando della prima tipologia, giocabile anche in cooperativa con un amico, essa si snoda attraverso tre racconti che porteranno a visitare le terre natie delle fazioni coinvolte nel conflitto, dando modo di conoscere il loro passato e apprendere la reale motivazione che le spingono a combattersi l’un l’altra. Se giocata ad un difficoltà normale, la campagna non impegna molto tempo e porta via circa sei ore. Discorso ben diverso va invece fatto per la modalità realistica, dove per portare a termine la storia sarà richiesto oltre il doppio del tempo, oltre che una buona dose di pazienza. Inoltre, per rendere il tutto ancora più complesso, non ci sono i tanti checkpoint presenti nei livelli più bassi di difficoltà, né è presente un interfaccia grafica per capire come difendersi o attaccare. Insomma, nonostante la campagna non brilli per profondità della trama, essa svolge un ottimo ruolo introduttivo sia sul lato della conoscenza delle fazioni sia dal punto di vista dell’apprendimento delle tecniche di combattimento.

 

 

Parlando della vera anima del gioco, ovvero il comparto multigiocatore, anche qui sono presenti le ormai note tre fazioni. Per ognuna di esse sono disponibili quattro classi: Avanguardia, Pesante, Assassino e Ibrido. L'Avanguardia, costituita da Guardiani, Razziatori e Kensei, è sostanzialmente la classe più semplice da usare. Abbastanza versatile nel combattimento e con una buona capacità di danno, può facilmente spezzare la guardia del nemico scaraventandolo a terra o penetrare la difesa con attacchi non bloccabili. Nella classe Pesante ci sono invece Conquistatori, Condottieri e Shugoki. Classificati con una media difficoltà di utilizzo, possiedono pesanti armature che li rendono più resistenti ai colpi, più lenti e con un'ottima capacità di blocco e di contrattacco. Pacificatori, Berserker e Orochi appartengono alla categoria Assassino: rapidissimi nei movimenti ma difficili da padroneggiare, sono letali nel combattimento ravvicinato ma indossano armature leggere, mentre la portata ridotta li rende facili prede degli avversari. Infine c’è la classe Ibrido, che compre Giustizieri, Valchirie e Nobushi. Anche per loro la difficoltà di utilizzo è abbastanza elevata, però rispetto agli Assassini hanno il vantaggio di una portata maggiore di attacco, e armature più resistenti capaci di sopportare qualche colpo in più. Nonostante le classi siano suddivise in quattro categorie, ogni eroe ha uno stile personalizzato di combattimento con movimenti, prese e capacità di contrattacco differenti. Ad esempio, per quanto riguarda le Avanguardie, i Guardiani hanno un attacco diretto e possono interrompere le azioni avversarie ma non bloccarle temporaneamente come invece fanno i Razziatori, mentre tutti gli attacchi pesanti dei Kensei sono sostanzialmente inarrestabili, il che li rende davvero pericolosi. Grazie a queste differenze tra le classi delle varie fazioni e ai diversi stili di combattimento, in pratica si hanno dodici classi diverse con cui scendere sul campo di battaglia.

 

 

Ed è proprio nel sistema di combattimento che For Honor esprime il suo potenziale offrendo un sistema di gioco semplice da usare, ma nello stesso tempo complesso da padroneggiare. Una volta scesi in battaglia, è possibile sferrare fendenti dai lati e dall'alto, prestando sempre attenzione ai movimenti dell'avversario intento a parare il colpo in arrivo. Spostando l’arma nella stessa direzione dell'attacco, attraverso lo stick analogico destro, è difatti possibile bloccare un colpo oppure effettuare un contrattacco, interrompendo l'azione avversaria. Parare però non è sempre la soluzione migliore: il nemico può infatti usare uno spezza-guardia o una presa per spingere il nostro alter ego virtuale e fargli perdere l'equilibrio, lasciandolo temporaneamente indifeo. Perciò è bene imparare anche a schivare e, al momento giusto, contrattaccare senza pietà. Negli sontri 4vs4, ad aiutare il giocatore negli scontri, ci sonoun buon numero di abilità attive e passive, che si sbloccano con l'avanzamento del livello del personaggio e grazie alle quali si potrà talvolta cambiare le sorti dello scontro. Inoltre, una speciale modalità, chiamata Vendetta, garantirà resistenza infinita e l'immunità temporanea ai danni quando si è attaccati da più nemici. Essa si attiverà anche una volta incassato, parato o schivato un buon numero di colpi, riempendo una barra posta in basso a sinistra dello schermo. Un'altra cosa che rende l’esperienza di gioco ancora più complessa sono i pericoli dell’area di gioco. È difatti possibile sfruttare alcuni fattori ambientali come i geyser o le pozze di lava per ferire i nemici. È inoltre molto facile sbilanciare un nemico e gettarlo da un ponte o infilzarlo sugli spuntoni che fuoriescono dalle pareti per rovesciare totalmente il risultato di un duello. Perciò non solo è bene prestare attenzione a dove si mettono i piedi, ma conoscere le mappe per sfruttarle a proprio vantaggio.

 

 

For Honor però non si limita esclusivamente a semplici scaramucce tra combattenti. Con la Guerra delle Fazioni, ad ogni fine scontro, si accumulano punti per la “squadra” scelta all'inizio del gioco che andranno distribuiti per difendere o conquistare un territorio al fronte. Ogni Guerra di Fazioni dura una stagione, suddivisa in 5 round. La fazione che si aggiudicherà più territori avrà diritto a premi unici e a modifiche permanenti agli scenari di gioco per le stagioni future. La Guerra di Fazioni include tutte le modalità multigiocatore (anche quelle contro i bot), quindi l’importante non è contro chi si vuole combattere, ma combattere. Ultima ma non per questo meno importante parentesi sulla Guerra di Fazioni è che la distribuzione delle risorse post battaglia condivise sulla mappa dei territori è cross-platform, il che vuol dire che tutti i giocatori appartenenti alla fazione dei Cavalieri, ad esempio, condivideranno le proprie risorse di guerra con chiunque appartenga alla fazione, siano essi su Xbox, su PC o su PlayStation. Ciò non significa però che l'intero gioco sia cross-platform. Nelle partite multigiocatore infatti ci si scontrerà solo con giocatori della stessa piattaforma. Ultimo ma non per questo meno importante aspetto da evidenziare è che la scelta di una determinata fazione non vincola l’uso esclusivo dei personaggi appartenenti ad essa. Quindi ad esempio, se si è scelto di appoggiare la causa dei Samurai, durante gli scontri si potranno usare lo stesso anche le classi vichinghe o dei cavalieri. Per quanto riguarda le tipologie di scontro in multiplayer, sarà possibile giocare a Dominio, Eliminazione, Schermaglia, Duello e Mischia. In Dominio bisogna lottare per conquistare e mantenere il possesso di tre aree presenti sul campo di battaglia e accumulare un totale di 1000 punti così da mandare in rotta la squadra avversaria e precluderle la possibilità di tornare a lottare. In Schermaglia invece è necessario sconfiggere più nemici possibile per accumulare punti e mandare in rotta gli avversari mentre in Eliminazione è sufficiente eliminare gli eroi avversari per vincere lo scontro al meglio di 5 round. Se invece si preferisce di più la tecnica al semplice massacro, Duello (1vs1) e Mischia (2vs2) sono la scelta migliore: in entrambe bisognerà aggiudicarsi un totale di tre round su un massimo di cinque per portare a casa la vittoria, l'unica differenza è il numero di giocatori coinvolti. Naturalmente ognuna delle modalità elencate garantisce al termine dello scontro un buon numero di punti esperienza e di pezzi d'Acciaio, la valuta del gioco necessaria per sbloccare elementi estetici, potenziamenti e abilità dei guerrieri. Se si è particolarmente fortunati, a fine scontro si possono vinceremo anche parti di equipaggiamento per potenziare e personalizzare gli eroi. Per rendere il tutto ancora più longevo, Ubisoft ha inserito anche alcuni ordini, giornalieri e non che richiedono il completamento di alcuni compiti. Essi garantiscono un numero elevato di punti esperienza e acciaio. Ogni personaggio una volta raggiunto il livello 20 guadagnerà un grado notorietà. Il livello massimo di notorietà per ogni guerriero è il 30, quindi per raggiungere tale traguardo con un singolo eroe bisognerà giocare davvero moltissimo, il tutto a favore di un’ottima longevità. Aumentare di notorietà inoltre permetterà di sbloccare pezzi per armatura e armi sempre più potenti ed esteticamente migliori. Sempre restando in tema giocabilità, va detto che i bot godono di un sistema d’intelligenza artificiale buono, suddivisi in livelli di difficoltà, questi personaggi interpretati dal computer si comportano proprio come se fossero dei giocatori virtuali, quindi anche nel caso si scelga di combattere senza effettuare un matchmaking, l’esperienza di gioco è sempre di buon livello.

 

 

Dal punto di vista estetico For Honor è una vera gioia per gli occhi: su Pc è splendido e su console è altrettanto incredibile. La struttura poligonale dei singoli personaggi è davvero valida; i dettagli e le texture sono molto ben definiti e questo dona stile e carisma ai personaggi. Da vedere, infatti, le differenti tipologie di condottieri sono davvero incredibili e con uno stile davvero d’impatto. Stesso discorso vale per gli ambienti: molto dettagliati e particolareggiati in base al luogo di provenienza delle fazioni. Ottima anche la possibilità di giocare a uno stesso stage ma con condizioni climatiche differenti. Foreste rigogliose, picchi innevati, pagode circondate da ciliegi in fiore, imponenti templi e castelli tartassati dal fuoco continuo delle catapulte sono una vera gioia per gli occhi. Peccato per le truppe che compongono i tre eserciti che sono in sostanza una serie di cloni che avanzano in gruppo e non hanno quasi niente di differente l’uno dall’altro. Dal punto di vista dell’audio, scendere sul campo di battaglia è davvero emozionante grazie a un doppiaggio in italiano di buon livello, ad effetti sonori sopraffini e a musiche che esaltano il giocatore. Fin qui tutto bene, ma purtroppo For Honor è afflitto da un grosso problema. Problema che va a minare proprio la componente multi giocatore e che rende spesso impossibile giocare online attraverso il matchmaking. Il sistema dei server adottato da Ubisioft infatti spesso e volentieri rende le partite in giocabili. Durante la nostra prova, molte volte, ci è capitato di cadere a metà o a fine partita e non eravamo i soli. Spesso durante i match capita di vedere un via vai continuo di gente con conseguente rallentamento o blocco dell’immagine. Fortunatamente si possono affrontare scontri con i bot senza il matchmaking, ma, nonostante l’ottima Ia dei personaggi controllati dal computer, non è la stessa cosa. Inoltre giocare una partita con i bot vuol dire ricevere meno acciaio e meno esperienza. Speriamo che questi problemi siano risolti in breve tempo perché lanciare un ottimo prodotto che punta tutto sul comparto online, ma avere grossi problemi ai server che si riflettono sulla stabilità del gioco è davvero controproducente e rischia di uccidere un brand dal potenziale altissimo. Tirando le somme, ed escludendo i problemi per il comparto online, For Honor è un ottimo titolo, in grado di risvegliare quella voglia di competizione sana che molto spesso manca nei videogames. Ambientazioni epiche e doppiaggio ben fatto fanno del prodotto di Ubisoft un piccolo grande capolavoro. Nella speranza che in tempi ristrettissimi la casa francese riesca a risolvere i problemi legati all’online, il nostro consiglio è sicuramente quello di giocarlo per provare finalmente qualcosa di nuovo ma soprattutto qualcosa di veramente bello.



GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9
Sonoro: 9
Gameplay: 9 (senza problemi di server), 4 (con i problemi di server)
Longevità: 9

VOTO FINALE: 9 (senza problemi di server), 7 (con problemi di server) 

Social media
L’azienda apre la vendita degli occhiali hi tech attraverso l’e-commerce negli Usa
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di Francesco Pellegrino Lise


Sotto scacco da parte di Facebook, Instagram e WhatsApp, ma soprattutto in vista della quotazione in Borsa, Snap, la società proprietaria dell'app Snapchat, ha deciso di puntare sull'hardware. La compagnia infatti amplia la vendita dei suoi occhiali dotati di videocamera chiamati Spectacles. Essi non saranno più disponibili solo in negozi temporanei "a sorpresa", ma chiunque negli Usa li potrà acquistare online. Grazie a questi dispositivi, introdotti nel settembre 2016 , gli utenti del social possono registrare brevi video, in alta qualità e in un formato simile al fish eye (con un campo visivo di 115 gradi), per poi condividerli con i propri amici su Snapchat. Ma quanto costano? Il prezzo è davvero allettante, si parla infatti di 130 dollari, in pratica il loro prezzo è equiparabile a quello di un buon paio di occhiali da sole, con la differenza che la tecnologia di bordo è davvero innovativa. Vicino alla lente destra infatti è posizionata una fotocamera, mentre a sinistra è presente un flash anulare. Ma come funzionano? Il principio è molto semplice: basta toccare l’asticella per registrare un minivideo di 10 secondi. Questo viene poi viene spedito allo smartphone e da lì condiviso esclusivamente su Snapchat. Gli Spectacles finora si potevano acquistare solo da distributori automatici particolarmente vistosi, chiamati SnapBot, che spuntavano a sorpresa, e per poco tempo, nelle città degli Usa. Adesso invece sono disponibili anche online nei colori nero, rosa e verde. Nella confezione sono inclusi il cavo che consente di ricaricarli e la custodia. Per averli, dopo aver fatto l'ordine, si devono attendere dalle due alle quattro settimane e naturalmente sono acquistabili esclusivamente negli States. E per noi italiani? Attualmente ancora non si sa quando saranno disponibili nel Bel Paese, ma esiste un modo per averli anche nel nostro Paese: è possibile affidarsi a servizi come Parcl, il cui sistema si basa su intermediari che ricevono il prodotto da noi acquistato, spedendolo poi dove più si desidera. Insomma, se proprio non si può fare a meno di raccontare le proprie giornate sui social network, questi occhiali hi-tech rappresentano il modo più semplice ed efficace per immortalare ciò che si vede ogni giorno.

Instant messagging
Arrivano sulla chat gli aggiornamenti di stato comprensivi di foto, video e gif animate
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di Francesco Pellegrino Lise


Circa otto anni fa, più precisamente il 24 febbraio del 2009, WhatsApp arrivò sugli App Store. All’inizio non era così come tutti lo conoscono oggi: l’idea originale su cui si basava il progetto era quella di creare un’applicazione che permettesse di far sapere agli amici e ai contatti quello che si stava facendo tramite un aggiornamento di stato. Ed è proprio su questo principio che prende spunto la novità introdotta con l’ultima versione della popolare app di instant messagging. Questa feature si chiama "Status" ed è contenuta in un aggiornamento globale per iOS, Android e Windows Phone disponibile già dal 22 febbraio. La novità sembrerebbe praticamente identica alle "Storie" di Facebook, Instagram e Snapchat e nasce dal recente aggiornamento della Camera di WhatsApp, con cui è possibile condividere foto, video e gif che possono essere personalizzati con emoticon, testo e disegni. Grazie a Status gli utenti avranno la possibilità di commentare e controllare chi visualizza i propri stati, decorare come meglio credono le loro immagini e condividere il tutto con la lista dei propri contatti. La funzione consente inoltre di inviare una storia a tutta la rubrica, ma per gli utenti più riservati c’è anche la possibilità di silenziare la novità e ignorare i messaggi dei propri amici. Il traffico sulla piattaforma di messaggistica è destinato ad intensificarsi ed aumentare, l’azienda ha un bacino di oltre un miliardo di utenti, ogni giorno vengono inviati 50 miliardi di messaggi, 3.3 miliardi di foto, 760 milioni di video e 80 milioni di GIFs. Nel corso del 2016, il numero di immagini condivise è raddoppiato mentre quello di video è triplicato. È evidente, dunque, che se Status dovesse avere il successo sperato spingerà ancora più in alto WhatsApp, che potrebbe rivelarsi un concorrente davvero duro per Snapchat. WhatsApp, infatti, è ormai un'applicazione completa da ogni punto di vista, ed intaccare il suo successo sembra ormai un'impresa titanica.

 

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