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La recensione
Da soli, prigionieri di una stazione spaziale infestata da alieni e a caccia della verità
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di Francesco Pellegrino Lise


Arkane Studios, dopo l’avvincente Dishonored 2, torna alla carica propone ai possessori di Pc, Xbox One e PS4, Prey un'avventura in prima persona ambientata a bordo di una vasta stazione spaziale infestata. Una volta affrontati i primi minuti di gioco, i giocatori si risveglieranno a bordo della Talos I, una stazione spaziale che orbita intorno alla luna nel 2032. Molto presto ci si accorgerà di star vestendo i panni di Morgan Yu, oggetto di un esperimento destinato a cambiare per sempre l’umanità, ma le cose hanno preso una terribile piega. La stazione spaziale è stata invasa da creature aliene altamente ostili che hanno iniziato a dar la caccia al protagonista. Mentre ci si addentrerà nei più profondi segreti di Talos I e del proprio passato, bisognerà cercare di sopravvivere usando gli strumenti trovati nella stazione, l’intelligenza, le armi e le abilità incredibili messe a disposizione. Il destino di Talos I e di tutti è nelle mani di chi gioca. La storia di Morgan Yu e della stazione spaziale Talos-1 nasce prendendo ispirazione da tutte le opere sci-fi più recenti, ma anche da altre produzioni ludiche e letterarie. Pervade sempre il senso di mistero, c'è uno sconosciuto a guidarci verso uno scopo inizialmente opaco ma poi ben delineato, c’è una minaccia aliene antropomorfa, sfuggente e letale pronta a uccidere in qualsiasi momento. Se si è appassionati di titoli come BioShock allora il nuovo gioco Bethesda potrà dare grandissime soddisfazioni. La vera forza di Prey però risiede nel trasporto della quest principale, ma anche nell’incredibile qualità di tutte le attività secondarie mai banali, inutili, superflue. Tutto serve a raccontare una storia ben scritta, dove l’esplorazione diventa un elemento fondamentale, sia per quanto riguarda il gameplay, sia per quanto riguarda la narrativa, con i classici terminali da leggere e file audio da ascoltare che assieme creano un puzzle scritto con coscienza ed estrema cura per il dettaglio. Talos-1 come la città sommersa di Rapture quindi, o almeno cosi sembra: perché in realtà Prey obbligherà i giocatori a prendere decisioni importanti, ogni bivio narrativo avrà ripercussioni e, se si vorrà vivere l’esperienza fino in fondo, finire il gioco una volta soltanto potrebbe non bastare.



All'inizio dell’avventura Morgan non è attrezzato a dovere per affrontare le terrificanti creature che hanno superato i sistemi di contenimento. La sua unica arma è infatti una chiave inglese utile contro i Mimic, quadrupedi alieni simili a dei ragni giganti che mutano il loro aspetto nascondendosi in oggetti comuni al fine di sferrare un attacco a sorpresa. Incontrare altri tipi di Typhon, potrebbe invece costare la pelle in quanto sono molto più resistenti dei Mimic e sono dotati di abilità aliene di vario tipo. Talos I non è affatto un luogo ospitale, i pericoli si celano dietro ad ogni angolo e sopravvivere non è proprio un gioco da ragazzi. Nella stazione spaziale, tuttavia, si possono recuperare ed utilizzare diversi oggetti, armi, munizioni, torrette difensive, kit medici, cibo, bevande di varia natura e gli indispensabili Neuromod, utili a potenziare il nostro protagonista. Attraverso questi ultimi oggetti, dopo essersi iniettati il contenuto, sarà possibile sviluppare tutta una serie di abilità, ognuna dotata di vari potenziamenti. Imparare le tecniche Hacker, ad esempio, permette di accedere con facilità a computer, aprire porte e casseforti protette da password o codici. Le abilità legate alla riparazione sono indispensabili per aggiustare torrette, macchine per il riciclaggio e sistemare pannelli in cortocircuito. Imparare a sollevare oggetti sempre più pesanti invece permette di usare la forza bruta e di spostare grosse casse al fine di accedere a passaggi segreti o stanze inaccessibili. I Neuromod però non si trovano così spesso e potenziare le abilità ha un costo tutt’altro che esiguo: di conseguenza non è possibile accendere e sviluppare al massimo tutte le voci presenti nei tre alberi legati alle abilità di Morgan. E' bene inoltre sottolineare che i kit auto-iniettabili servono anche per acquisire e sviluppare le potenti abilità aliene, una volta ottenuto lo Psicoscopio. Esso è uno speciale visore che permette di scovare i Mimic nascosti e di scansionare i vari tipi di Typhon, sbloccando i loro poteri. Si può quindi ottenere l’utile abilità dei Mimic per sfruttare la loro capacità di mimetizzarsi oppure si può apprendere le basi della telecinesi o ancora imparare a usare le onde energetiche.

 

 

I kit auto-iniettabili fortunatamente possono essere costruiti anche tramite il sistema di crafting, affidato alle macchine per il riciclaggio. I materiali richiesti però non saranno semplici da reperire. I compattatori, però, potranno essere usati per produrre diversi oggetti utili a sopravvivere quali medi kit, munizioni e armi, a patto di essere in possesso dei materiali giusti e di aver trovato i progetti necessari. La personalizzazione di Morgan però non si limita solo alle abilità e ai poteri alieni, ma viene affidata anche ai chip removibili, da installare su Tuta e Psicoscopio, che garantiscono upgrade di vario tipo e rendono il protagonista immune ad alcune tipologie di attacco. Prey è un'avventura che spinge e invoglia il giocatore a sperimentare, trovando soluzioni ingegnose per superare i numerosi ostacoli e portare a casa la pelle. Il livello di difficoltà generale è alto, gli alieni non si devono mai sottovalutare, neppure se si affronta l’avventura in modalità normale. Il combat system funziona nel complesso abbastanza bene, armi e munizioni non abbondano anche se ispezionando la stazione spaziale sarà possibile recuperare granate, pistole e l’immancabile fucile a pompa. Utilissimo inoltre il Cannone Gloo, che spara raffiche di una insolita schiuma molto utile per bloccare i Typhon, per crearsi strade alternative e per bloccare momentaneamente scariche elettriche, in quanto la schiuma a contatto con le superfici si solidifica. Non mancano inoltre chiavi magnetiche da scovare per accedere a luoghi inizialmente interdetti, documenti da leggere, registrazioni da ascoltare e video da visionare. Oltre a tutto questo è anche possibile ricevere le richieste di aiuto dei poveri superstiti in cerca di aiuto. Insomma su Talos I non c’è proprio tempo di annoiarsi e oltre alle missioni legate alla trama principale, sarà possibile sbloccare anche una serie di compiti extra, completamente opzionali, caratterizzati da un buona varietà di incarichi.



Dal punto di vista grafico, Prey non stupisce particolarmente. La discreta estensione delle varie aree in cui è suddivisa la stazione orbitale si paga con una serie di alti e bassi qualitativi, legate soprattutto alla presenza di modelli poligonali di qualità altalenante, e di qualche texture a bassa risoluzione. Nonostante gli interni di Talos I non siano particolarmente dettagliati, il gioco riesce in ogni caso ad assemblare scorci affascinanti, intrisi di un'atmosfera unica, ma soprattutto colmi di oggetti, di casse e container, di armadietti da ispezionare. Anche la narrazione indiretta è importante, in Prey, così come lo è quella diversità di materiali, prospettive ed elementi a cui prima si accennava. Buoni, anche se non travolgenti, gli effetti speciali, legati quasi sempre all’arrivo degli Spettri, alcuni tra i più insidiosi nemici che infestano la stazione. Letteralmente da Oscar, invece, è la splendida colonna sonora. Mentre l’effettistica ambientale generale non è sempre all’altezza, le musiche di sottofondo riescono a sottolineare in maniera perfetta l’entusiasmo di una nuova scoperta, il timore di avanzare in una zona inesplorata, la tensione di un incontro con i Typhon. Tirando le somme, a nostro avviso Prey rappresenta un gioco da avere. La vasta esplorazione, gli enigmi da affrontare, la possibilità di scegliere e la grande rigiocabilità fanno di questo titolo un prodotto davvero godibile in ogni suo aspetto. Il senso di ignoto che circonda il protagonista, la voglia di scoprire la verità e la possibilità di approcciare in modi differenti l’intera storia fanno di Prey un piccolo capolavoro assolutamente da provare. 

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 9

Longevità: 9

VOTO FINALE: 9

Shopping 2.0
Il sistema di pagamento digitale della Mela debutta online e nei negozi anche nel nostro Paese
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di Francesco Pellegrino Lise


I pagamenti in contanti, con carta di credito o con il bancomat stanno per andare in pensione grazie ad Apple. Finalmente anche in Italia si potrà pagare accostando semplicemente l'iPhone ad un Pos. Dopo il lancio avvenuto nel 2014 arriva anche nel nostro Paese Apple Pay, il sistema di pagamenti digitali della Mela, che trasforma lo smartphone in conto corrente e portafoglio. Un sistema "sicuro" in cui "le proprie credenziali non vengono condivise" che al momento non ha rivali nel suo genere in Italia. Ma come funziona? La piattaforma di Cupertino opera su diversi apparecchi e in diversi modi: in negozio basta avvicinare Apple Watch o iPhone al Pos e confermare il pagamento; non è necessario accedere al dispositivo, aprire un’app o inquadrare un codice Qr, come accade con altri sistemi. Prima però è necessario aver registrato la carta di credito o di debito: al momento possono farlo i clienti di Unicredit, Carrefour Bank, Banca Mediolanum e American Express, a breve la compatibilità sarà estesa a CartaBCC, ExpendiaSmart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. Per tutti gli altri la soluzione è Boon: una carta virtuale che si può ricaricare tramite bonifico o altre carte. Una volta registrata la carta (o più d’una, da scegliere al momento del pagamento), Apple Pay si può usare anche per fare acquisti sia su app per smartphone, sia sul web: ad esempio per prenotare le vacanze con Booking.com , ordinare cibo con Deliveroo o parcheggiare a Roma con ParkAppy. “E naturalmente – aggiunge Bailey - è possibile fare acquisti online con i Mac, sia utilizzando Touch ID sul nuovo MacBook Pro, sia completando un pagamento con iPhone o Apple Watch sugli altri Mac”. Purché siano aggiornati all’ultima versione del sistema operativo. Tale sistema di pagamento vanta anche un sistema di sicurezza all'avanguardia: il numero della carta di credito non viene conservato sull'iPhone, ne' sui server Apple ne' condiviso con il commerciante e ogni transazione viene autorizzata con un codice di sicurezza dinamico e univoco che cambia di volta in volta. Le transazioni vengono finalizzate "con il Touch ID", cioè il riconoscimento delle impronte digitali o "con il proprio codice di sicurezza", chiavi di accesso strettamente personali che rendono Apple Pay inutilizzabile da chiunque in caso di perdita o di furto del dispositivo. Con l’ingresso dell'Italia, attualmente sono 16 i mercati in cui Apple Pay è disponibile: USA, UK, Canada, Australia, Cina, Singapore, Svizzera, Francia, Hong Kong, Russia, Nuova Zelanda, Giappone, Spagna, Irlanda e Taiwan.

Social network
Informazioni ingannevoli al momento dell acquisto dell'app
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di Francesco Pellegrino Lise


Grossa grana per il social network di Mark Zuckerberg, l'Antitrust Ue ha infatti deciso di infliggere una maximulta da 110 milioni di euro a Facebook per aver fornito informazioni fuorvianti nel momento dell'acquisto di Whatsapp. Nel 2014 Facebook aveva assicurato alla Commissione Ue di non poter fare collegare gli account del social network con quelli della piattaforma di instant messagging, cosa invece avvenuta successivamente nel 2016. Si tratta di "un chiaro segnale alle società che devono rispettare le regole Ue, incluso l'obbligo di fornire informazioni corrette", ha dichiarato la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. La multa inflitta a Facebook è "proporzionata e deterrente", ha avvertito la Commissaria alla concorrenza. Secondo le regole Ue sulle fusioni, Bruxelles può infatti imporre una sanzione pari all'1% del fatturato annuo di una società se questa fornisce in modo intenzionale informazioni scorrette o fuorvianti. Facebook ha commesso due infrazioni: ha fornito informazioni fuorvianti nel 2014 e anche nella risposta di chiarimenti richiesta da Bruxelles a fine 2016. Lo staff di Facebook era infatti al corrente sin dal 2014 della possibilità tecnica di poter collegare automaticamente i profili Facebook con quelli Whatsapp, sebbene lo avesse negato. La società di Zuckerberg, però, ha poi ammesso di aver commesso l'infrazione collaborando con la Commissione, e quindi quest'ultima ha deciso di ridurre la multa a 110 milioni dai quasi 250milioni di euro potenziali, pari all'1% del fatturato 2016 del gigante social. Nonostante le false informazioni fornite nel 2014, l'ok che la Commissione Ue diede alla fusione tra Facebook e Whatsapp resta valido. La decisione di oggi, sottolinea Bruxelles, "non ha impatto sulla decisione dell'ottobre 2014 di autorizzare la transazione", né è legata a ulteriori procedimenti legali in corso legati alla privacy dell'aggiornamento dei termini di utilizzo del servizio imposti agli utenti Whatsapp nell'agosto 2016. Un portavoce di Facebook, dopo l'annuncio della Maxi multa nei confronti del social network ha dichiarato: "Abbiamo agito in buona fede sin dalle nostre prime interazioni con la Commissione Ue e abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta". Il portavoce ha poi concluso affermando: "Gli errori che abbiamo fatto nel 2014 non erano intenzionali e la Commissione ha confermato che non avevano impatto sull'esito dell'analisi della fusione. L'annuncio di oggi porta a conclusione la questione".

La Recensione
L'avventura abbandona le due dimensioni e approda per la prima volta in un universo tutto in 3D
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di Francesco Pellegrino Lise


A distanza di 13 lunghi anni dall’ultimo capitolo della serie, arriva finalmente su Pc, Xbox One e PlayStation 4 il tanto agognato Syberia 3. Il titolo segna una decisa discontinuità rispetto ai suoi predecessori, portando la tipica anima enigmistica dell'avventura grafica in un ambiente tridimensionale dove tutta avviene in tempo reale. Ma veniamo al gioco: il titolo si apre con la protagonista, Kate Walker, svenuta in mezzo alla neve mentre viene salvata dalla tribù degli Youkol. L'avvocatessa, già protagonista del viaggio nel sogno di Hans Voralberg, raccontato nei primi due episodi, è in punto di morte e viene portata in una clinica dove, quando riprende conoscenza, si trova prigioniera di alcune persone poco raccomandabili il cui scopo non è ben chiaro. Da qui inizia il viaggio di Kate per la libertà, ma andando avanti ci sarà molto di più in gioco. Dal punto di vista narrativo Syberia 3 rappresenta davvero un gran bel prodotto. Sokal non ha perso la sua capacità di descrivere mondi affascinati e riccamente caratterizzati e ha diretto l'intero titolo con sapienza. Pur mantenendo i toni e la struttura del romanzo di avventura, Syberia 3 affronta quelli che sono i nodi cruciali dell'Europa contemporanea. Il razzismo individualista della popolazione della piccola cittadina dove si svolge l’avventura, non è in fondo diverso da quello delle periferie europee, dove il multiculturalismo mostra i suoi lati più problematici. Il rapporto tra l'uomo e la natura è forse il tema più forte ed evidente nella narrazione; inquinamento, riscaldamento globale, contaminazione nucleare, cementificazione selvaggia e colonialista. Insomma oltre al semplice gioco, vivono dietro le quinte anche alcune importanti tematiche che riguardano il mondo reale. Kate Walker, nonostante gli anni, resta ancora un personaggio affascinante, tormentata, forte ma allo stesso tempo capace di uscire dai guai usando la sua intelligenza nelle situazioni più difficili. Per quanto riguarda la giocabilità, i puzzle logici presenti in gioco, sono realizzati molto bene e, nonostante non siano i più cervellotici in circolazione, sicuramente i fan della saga saranno in grado di apprezzarli. In Syberia 3 sono presenti anche numerosi puzzle meccanici: ad esempio in una circostanza bisogna allineare una chiave con una serratura girando delle rotelle, mentre in un'altra bisogna manipolare delle chiuse per filtrare l'acqua di un fiume. Insomma, una buona storia, dei puzzle non difficili ma interessanti e una protagonista affascinante fanno sì che il titolo sia nel complesso molto interessante. Peccato, purtroppo, che quanto descritto fino ad adesso venga macchiato da una realizzazione complessiva non troppo curata. L'interfaccia risulta uno dei punti deboli di questo terzo capitolo. Nonostante s’intraveda una qualche forma di continuità stilistica rispetto a quello dei precedenti episodi, il sistema di selezione degli “hotspots” non funziona a dovere: gli oggetti con cui interagire non vengono sempre evidenziati automaticamente quando Kate si avvicina a un elemento attivo, e spesso ci si troverà a bisticciare con la telecamera per cercare la giusta distanza e la corretta angolazione. Per quel che riguarda la progressione, in ogni caso, molto spazio viene riservato alle conversazioni con gli NPC, dotati di un sistema che integra risposte a scelta multipla, le quali, tuttavia non hanno alcuna influenza sullo svolgimento della trama ma solo sul "mood" del personaggio con cui Kate si relaziona. Durante l'avanzamento, infine, si alternano sia sezioni di gioco più esplorative sia fasi dal ritmo più serrato, in cui Kate è chiamata a svolgere compiti specifici che si susseguono uno dopo l'altro senza molta verve. Syberia III soffre inoltre di altri problem, in particolare nelle rifiniture. Ad esempio il labiale è sincronizzato solo con il doppiaggio francese e non con quello inglese (l'italiano esiste solo nei sottotitoli).

 

 

Quelli elencati fino ad adesso sono piccoli problemi, magari ininfluenti per molti, ma che se messi tutti insieme danno un'impressione negativa specialmente a chi si avvicina per la prima volta alla saga. È vero che il lato narrativo, supportato dalla maestosa colonna sonora composta da Inon Zur aiuta a sorvolare sui difetti e che si viene comunque coinvolti al punto da voler arrivare alla fine a prescindere, ma questo in ogni caso non rappresenta una scusante per tutto il resto. Fortunatamente il punto forte della saga di Syberia 3 risiede nello stile visivo, caratterizzato da ambientazioni maestose, realizzate con una cura maniacale per i particolari, frutto di una minuziosa ricerca iconografica e una conoscenza profonda della storia dell'arte. Le scenografie, rese maestose dai ben costruiti giochi di inquadrature, sono colorate con tinte delicate e decorate con dettagli minuziosi. In ogni angolo emerge l’attenzione di di Sokal, uno stile caratteristico e inconfondibile dal forte impatto emozionale. Il passaggio dal 2D al 3D, c’è da dire, benché fortemente voluto sacrifica quello che era uno dei punti di forza della grafica dei precedenti episodi: la visione d'insieme della maestosa potenza degli scenari, fissi e bidimensionali, con un punto di vista unico e definito che ha permesso quindi al fumettista di giocare moltissimo con l'impatto delle prospettive sceniche. Per il giocatore, insomma, si tratta di fare un piccolo compromesso tra il piacere estetico e la fluidità dell'esperienza. Lo stile grafico è invece riuscito a superare indenne l’impatto del passaggio alla terza dimensione e a farsi perdonare una certa ruvidezza della modellazione, restituendo le stesse emozioni delle illustrazioni dei primi due episodi: nonostante le differenze significative rispetto a quanto visto in passato, si respira ancora a pieni polmoni l'atmosfera caratteristica della saga di Syberia. Tirando le somme, Nonostante i difetti tecnici evidenti e a volte fastidiosi,Syberia 3 si fa giocare con piacere grazie all’ampio respiro della narrazione e la fedeltà stilistica che resiste agli anni e al cambiamento. La suggestione onirica, esotica e avventurosa, affrontando temi forti come il razzismo, l’inquinamento e il rapporto con la tradizione sono poi tutti ingredienti che riescono a fare del prodotto qualcosa di davvero unico nel suo genere. Insomma, se quello che si cerca non è un gioco perfetto, ma che sappia lasciare dentro quel qualcosa in più, che manca a molti dei titoli odierni, Syberia 3 è un’ottima scelta.



GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 6,5
Longevità: 7

VOTO FINALE:7,5

Smartphone
Caratteristiche di fascia alta a un prezzo "appetitoso" di appena 450 dollari
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di Francesco Pellegrino Lise


Gli ormai noti telefonini OnePlus 3 e 3T avranno un successore. La compagnia asiatica "OnePlus", che negli ultimi anni si è costruita una reputazione grazie alla strategia di mercato "smartphone performanti a prezzo contenuto", ha infatti confermato al sito specializzato The Verge che in estate sarà lanciato lo OnePlus 5. Il dispositivo, secondo le primissime indiscrezioni, dovrebbe avere una doppia fotocamera e specifiche di fascia alta. Come lo OnePlus 3T, il 5 monterebbe uno chassis in alluminio spazzolato, con bordi arrotondati, ed essere disponibile nelle colorazioni: oro, argento e nero. Il display, sempre secondo le voci di corridoio, dovrebbe essere da 5,5 pollici, con lettore di impronte digitali sulla parte frontale. Altre caratteristiche peculiari diffuse tramite i rumors della rete parlano di un processore Snapdragon 835 di Qualcomm, 6 GB di Ram e 64 o 128 GB di memoria interna, doppia fotocamera posteriore da 12 megapixel più sensore frontale da 8 megapixel, sistema operativo Android Nougat. Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 450 dollari. In molti si staranno chiedendo come mai il nuovo smartphone non sarà chiamato quattro. Ebbene il nuovo OnePlus sarà contrassegnato dal numero cinque a causa della tetrafobia, ovvero dell'avversione al numero quattro diffusa in alcuni Paesi orientali come la Cina, dove la parola "quattro" ha una pronuncia molto simile alla parola "morte". Insomma, fra prestazioni di fascia alta, costo contenuto e scaramanzia, il prossimo dispositico della casa cinese, se le voci venissero confermate, rappresenterebbe un oggettino davvero appetitoso per chi vuole ottenere tanto spendendo il giusto. 

Sistema operativo
Si potrà continuare ad usare, ma sarà maggiormente esposto a rischi
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di Francesco Pellegrino Lise


Utenti della prima versione di Windows 10 attenzione. Microsoft oggi lancia la "Patch Tuesday" di maggio. Ma questa data non segna solo la distribuzione di tutta una serie di aggiornamenti per l’intero ecosistema dei software della casa di Redmond. Infatti, oggi giunge al capolinea il supporto ufficiale della versione originale di Windows 10. La versione interessata dallo stop, più precisamente, è quella che fu lanciata il 29 luglio del 2015 quando la nuova piattaforma debuttò in forma ufficiale. All’atto pratico, per tutti gli utenti che ancora oggi ne fanno uso, significa che il sistema operativo potrà continuare ad essere utilizzato come sempre, ma sarà maggiormente esposto a rischi in quanto non riceverà più alcun update. Il problema, ovviamente, si può risolvere facilmente: gli utenti non dovranno fare altro che effettuare l’upgrade alla versione successiva di Windows 10. Tale aggiornamento, renderà così possibile continuare a ricevere il supporto da parte di Microsoft e poter continuare anche in futuro ad installare i futuri update del sistema operativo. Sono passati solo due anni dal lancio di Windows 10 versione 1507, ma Microsoft ha già deciso di interrompere il suo ciclo vitale. Una scelta figlia della nuova strategia commerciale di Microsoft, la cosiddetta “Windows as a service”, con cui il colosso di Redmond vuole mantenere il suo sistema operativo costantemente aggiornato come se fosse un servizio e non un semplice programma. Aggiornare Windows 10 alla versione più recente può essere fatto comodamente tramite internet, ma per chi non disponesse di una connessione sufficientemente può optare per l’update via chiavetta USB o DVD con una procedura ad hoc illustrata da Microsoft. La prossima, chiamata "Windows 10 Redstone 3", sarà disponibile a settembre.

La recensione
CI Games trasforma la saga in un "open world" dove si potrà contare solo sul proprio fucile di precisione
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di Francesco Pellegrino Lise


Sniper: Ghost Warrior 3, ultima incarnazione della serie, è arrivato su Pc, Xbox One e PlayStation 4 per far felici tutti gli appassionati dei fucili di precisione e dell’arte del cecchinaggio. Il nuovo capitolo del titolo sviluppato da CI Games propone un titolo open-world stravolgendo totalmente la natura del brand e proponendo qualcosa di diverso dal solito. L’avventura del cecchino Usa Johnathan Nort è interessante e impegnativa, grazie a una struttura ludica non particolarmente originale, ma che comunque riesce a stimolare sia gli amanti degli shooter in prima persona che i più curiosi grazie al mondo aperto condito da una buona dose di quest secondarie. Venendo alla trama, le vicende di Jonathan North, si svolgono in Georgia, un territorio sull'orlo di una guerra civile con un governo instabile, corrotto e con eserciti di separatisti che attuano i peggiori crimini di guerra. Il cecchino deve quindi prendere parte ad una serie di missioni ad alto rischio, infiltrandosi dietro le linee nemiche per eliminare una serie di bersagli e intrufolandosi in strutture altamente sorvegliate per recuperare documenti di fondamentale importanza. Il comparto narrativo di Sniper Ghost Warrior 3 non si limita però a raccontare solo le vicende di un paese martoriato da rappresaglie e corruzione ma narra anche la storia di due fratelli.Jonathan non è figlio unico e la sua decisione di accettare la missione in Georgia va ben oltre il semplice incarico militare. Il protagonista ha infatti visto rapire suo fratello, a seguito di una missione che non si è conclusa nel migliore dei modi. Nonostante tutti siano convinti della sua morte, Jonathan, dopo aver ricevuto un rapporto dalla CIA, crede invece fortemente che suo fratello sia vivo e si trovi proprio in Georgia. Ed è da qui che ha inizio l’avventura. Parlando di gameplay, Sniper: Ghost Warrior 3, offre una diversità d’approccio convincente. Rintanarsi su una zona sopraelevata, usare il piccolo drone per mappare la zona e i nemici e poi decidere come e quando agire sarà comunque solo il punto di partenza: eliminare dalla distanza, provare un attacco più stealth o gettarsi nella mischia in stile Chuck Norris sarà poi la scelta successiva. Naturalmente le dinamiche da puro cecchino saranno quelli più gratificanti e, purtroppo anche quelle più facili da affrontare, complice anche un’IA non del tutto convincente. Ad ogni modo è bene considerare che in situazioni di grande affollamento, uccidere dalla distanza risulterà vincente su tutta la linea; al contrario le altre soluzioni oltre che essere più pericolose, sono state sicuramente trattate con più superficialità e quindi non appagano mai come un bel centro in mezzo agli occhi da 500 metri di distanza. La situazioni fortunatamente cambia radicalmente quando la missione da affrontare richiedere l'uccisione di un solo individuo, oppure alcuni più particolari dove seguire le traccie di un cecchino avversario, tracciarne la posizione d'appostamento e addirittura ricreare il percorso del proiettile. Tutta questa fase di ricognizione è favorita della modalità esplorazione, ovvero la capacità di evidenziare a schermo tracce, nemici e altre informazioni utili a pianificare l'azione. Se la giocabilità è fatta di alti e bassi, il sistema di gestione dell'inventario e dei oggetti è invece complesso e ben studiato per rendere le battaglie più interessanti. Prima di ogni missione infatti si potranno portare solo una quantità limitata di munizioni e oggetti che si esauriranno presto nel corso dell'incarico e non saranno per nulla facili da trovare sul campo di battaglia, senza contare che anche il vento e la gestione del respiro di John avranno il loro peso specifico, sia in positivo che in negativo. A questo si aggiunge l'usura del silenziatore del protagonista, ciò vuol dire che se i primi colpi saranno pressoché inudibili, i seguenti rimbomberanno invece in tutta la valle, dato che la bocca di fuoco sarà priva del silenziatore di cui sopra. Insomma se uccidere i nemici dall'alto è facile, gestire invece la quantità e la qualità dei proiettili a disposizione sarà diametralmente il contrario. Ed è proprio qui che il titolo trova un punto d’equilibrio fondamentale per mantenere l’esperienza di gioco tutto sommato stimolante e appagante, evitando cosi di trasformarla in una mera routine meccanica.

 

 

Ovviamente il caro vecchio John, a seconda di come opererà sul campo, potrà sviluppare diverse abilità nel corso del gioco tramite i punti esperienza guadagnati a fine missione che potranno essere investiti nei tre diversi rami di specializzazione, ovvero Cecchino, Fantasma e Guerriero. A livello di audio, il comparto sonoro risponde sempre bene e musiche ed effetti sonori sono quasi sempre credibili e ben azzeccati. Peccato per il doppiaggio italiano completamente assente, una vera pecca per i giocatori più giovani o che non conoscono bene la lingua. Dal punto di vista della grafica, il titolo di CI games, offre degli scorci davvero suggestivi, grazie al CryEngine e a un buon level design, che si rivela abbastanza variegato da offrire zone discretamente diversificate tra loro, e che spaziano da aree boscose ad altre più pianeggianti, fino ad agglomerati urbani e basi militari. Ma soprattutto il risultato è positivo grazie alla buona implementazione di effetti particellari, atmosferici e di luce e ombra, che agendo in combinazione tra loro e col meteo dinamico e il ciclo giorno e notte, regalano agli utenti una bella visione d’insieme. Dove invece il motore non rende come dovrebbe, è nella resa degli edifici, che appaiono rozzi e dall'aspetto abbastanza piatto, oltre che poveri di texture. Queste ultime sono generalmente di buona fattura, specie per quanto riguarda quelle legate ad elementi naturali, ma purtroppo deludono sui personaggi, protagonisti e comprimari. A completare il quadro dei difetti ci sono poi alcuni movimenti dei personaggi che appaiono spesso rigidi, e le lunghe schermate di caricamento che possono durare fino a quattro o cinque minuti a volta. Un vero peccato perché l’idea di base era davvero buona. Tirando le somme, questo Sniper: Ghost Warriors 3 è un titolo che naviga tra alti e bassi. Se quello che si cerca è un buon gioco con cui sparare qualche cecchinata in maniera seria, ma non si vuole perder tempo con una trama troppo approfondita e realistica, allora è il titolo che fa per voi. Contrariamente se quello che si desidera è il realismo puro, un’IA perfetta e la fluidità, allora il gioco potrebbe non soddisfarre a pieno. In ogni caso, nel complesso, l’ultima fatica di CI Games non è affatto un brutto gioco, ma anzi è un ottimo connubio fra uno shooter puro e un rafting game. Un vero appassionato di giochi di guerra non dovrebbe lasciarselo sfuggire.

 


GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 7
Gameplay: 7,5
Longevità: 7,5


VOTO FINALE: 7,5

Smartphone
La previsione di Deusche Bank che "spaventa" gli appassionati della Mela
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di Francesco Pellegrino Lise

 

L'iPhone 8 potrebbe non arrivare in autunno come in molti speravano, ma potrebbe addirittura slittare al 2018. A sostenere questa tesi è Deutsche Bank. Gli analisti della banca tedesca ritengono infatti che "la scarsità di componenti chiave e le difficoltà tecnologiche" possano determinare il posticipo del lancio dell'iPhone 8. Stando a questa tsi, il colosso di Cupertino lancerebbe in autunno solo gli iPhone 7S e 7S Plus. Ritardi nell'arrivo del melafonino del decimo anniversario della casa californiana  sono già stati ventilati da altri analisti, da Ming-Chi Kuo di Kgi Securities al quotidiano giapponese Nikkei. Per tutti la causa è legata da una serie di difficoltà tecnologiche che Apple si troverebbe a fronteggiare per produrre un dispositivo innovativo. Uno degli ostacoli maggiori per la casa di Cupertino, che ha appena presentato dati di vendita sotto le attese per gli smartphone, sembra rappresentato dall'integrazione del tasto home e della fotocamera frontale sotto il display. Le ultime indiscrezioni, rilanciate dal sito iDrop News, ipotizzano la sostituzione del tasto home con un'area funzioni, simile alla Touch Bar che equipaggia i nuovi MacBook Pro. Anche la fotocamera frontale potrebbe aggiornarsi e diventare doppia, per migliorare i selfie. I rumrs descrivono poi un iPhone 8 interamente in vetro bordato in alluminio, con cornice sottilissima del display, ricarica wireless, doppia batteria per aumentare l'autonomia e tecnologia di riconoscimento facciale. Insomma se queste indiscreziooni si rivelassero vere, i fan della Mela morsicata dovranno aspettare qualche mese in più per mettere le mani sul prossimo smartphone delle meraviglie.

Instant messagging
Blackout in tutto il mondo, i vertici della società si scusano con gli utenti
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di Francesco Pellegrino Lise

 

WhatsApp, la popolarissima piattaforma di instant messagging, si è fermata per alcune ore nella serata di ieri causando non pochi disagi er i milioni di utenti. Poche le informazioni diffuse dai responsabili dell'app che si sono limitati a dichiarare di "essere a conoscenza del problema e di essere al lavoro per risolverlo il prima possibile", salvo inviare delle scuse stamattina: "Ci scusiamo per il disagio", così un portavoce che spiega come il disservizio "ha interessato utenti in tutte le parti del mondo per poche ore, abbiamo risolto il problema". Il blackout ha riguardato sia i sistemi operativi per dispositivi mobili di Apple sia di Google sia di Microsoft, impedendo di inviare o ricevere messaggi o chiamate. Purtroppo, per gli utenti che cercavano spiegazioni, non è stato possibile capire cosa stava accadendo dai profili Twitter di WhatsApp che non sono aggiornati: l'ultimo tweet sull'account principale risale ad agosto 2016. L'ultimo crash importante della chat è stato nel febbraio 2014, subito dopo l'acquisizione da parte di Facebook, per problemi al server. Qualche mese dopo, a giugno, un altro disservizio ma di entità inferiore. Le cause del misterioso blackout secondo alcune fonti sarebbero da ricondurre a due nuovi aggiornamenti, che molto presto interesseranno la celebre applicazione per dispositivi mobili. Secondo quanto si apprende, infatti, ieri sera il crash sarebbe stato causato proprio da un test dei suddetti aggiornamenti, che in fase di prova prima del rilascio avrebbero mandato in tilt il server di WhatsApp.

La recensione
Il city builder che ha conquistato i giocatori su Pc arriva anche in edizione Xbox One
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di Francesco Pellegrino Lise


Amanti dei giochi gestionali, ma soprattutto, fan dei videogame “city Builder”, è in arrivo una vera bomba per voi. Cities Skylines è infatti diventato realtà su Xbox One. Il titolo si presenta come un’esperienza molto stratificata e complessa, non tanto a livello di interfaccia, che anzi è stata resa in maniera più semplice e intuitiva, quanto più nel gestire già dopo qualche ora di gioco una quantità enorme di aspetti legati alla propria città. Il titolo richiama fortemente il vecchio Sim City di Maxis, ma naturalmente è in grado di offrire tantissime feature in più. Come da rito in questo genere di videogames, dopo aver scelto il terreno su cui edificare la città guardando a caratteristiche come la vicinanza a corsi d’acqua, la quantità di terreno coltivabile, di petrolio e di risorse estrattive, si inizia subito con la costruzione delle strade per collegare lo svincolo dell’autostrada al nuovo centro abitato. Già da qui la scelta è molto ampia e c’è il rischio di perdersi tra diversi tipi di strade a più corsie, rotonde e curve. Per fortuna allestire un tracciato stradale dentro e ai lati della città è semplificato dai pratici comandi e lo stesso vale per le risorse energetiche, visto che costruire una linea elettrica e una idrica è un altro passo fondamentale. Le cose iniziano poi a farsi ancora più interessanti con il posizionamento delle centrali elettriche, con la costruzione dell’impianto fognario e con le prime costruzioni. Insomma di carne al fuoco ce n’è davvero tantissima. Il sistema di sviluppo e crescita della propria città in Cities Skylines non è diverso dal solito sistema basato sulle aree RCI (ovvero residenziali, commerciali e industriali) reso famoso fin dal primo SimCity. Queste tre aree sono come sempre intrecciate tra di loro attraverso il semplice ma efficace modello della domanda e dell'offerta. Più case si costruiranno e più posti di lavoro serviranno, più attività commerciali apriranno e più prodotti le industrie dovranno produrre, e così via. Bilanciare questi aspetti è essenziale per riuscire a tenere in piedi la città e per renderla appetibile all'esterno, in modo da attirare non solo turisti, ma anche nuovi abitanti. In più, Cities: Skyline permette di creare veri e propri quartieri, e a ognuna di queste zone si possono assegnare nomi e regole diverse: si può per esempio abbassare le tasse alle attività commerciali solo in determinati luoghi, creare zone in cui è tollerato l'uso di droghe leggere per incentivare il turismo dove si è meglio attrezzati a riceverlo, stabilire un limite d'altezza alle costruzioni per contenere il proliferare di grattacieli in luoghi dove non si è ancora pronti a gestire così tanti abitanti, bandire il traffico di mezzi pesanti laddove rappresenta un inutile problema... tante opzioni diverse che permetteranno una messa a punto fin nei minimi dettagli della città per un’esperienza completa, complessa e soprattutto appagante. Naturalmente sono presenti anche i tipici problemi di una metropoli, come il traffico, l'inquinamento, il fabbisogno energetico e idrico, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque scure. In più, Cities: Skylines, aggiunge ai soliti ingredienti altre due preoccupazioni: l'inquinamento acustico e la gestione dei defunti, che i cimiteri dovranno essere in grado di accogliere attraverso un numero sufficiente di carri funebri per il trasporto e loculi per la sepoltura. Anche se inizialmente la prima area in cui si potrà costruire sarà alquanto limitata, man mano che la popolazione crescerà si potranno comprare nuove aree circostanti: ogni mappa è composta da 25 caselle, il giocatore ne potrà sbloccare un massimo di 9, per un totale di 36 km quadrati di terreno edificabile: davvero una cifra considerevole e decisamente sufficiente per creare qualcosa di davvero immenso e d'effetto. Cities: Skylines gestisce però un massimo di un milione di cittadini individualmente, un numero ragguardevole ma che una volta raggiunto bloccherà l'arrivo di nuovi abitanti. Sia la grandezza dell'area edificabile che il numero massimo di cittadini sono limiti che Colossal Order ha inserito per avere la certezza che il gioco sia sempre e comunque giocabile entro i requisiti minimi richiesti.

 



Per quanto riguarda i controlli, gran parte del lavoro effettuato sulla Xbox One Edition si è concentrato sull'adattamento dell'interfaccia, trasformata per essere utilizzata interamente attraverso controller. La fedeltà alla struttura e allo spirito originali ha portato a una soluzione classica, ossia una sorta di riproposizione semi-diretta del puntatore del mouse: con lo stick analogico sinistro si sposta una sorta di puntatore che assume varie forme e funzioni a seconda dello strumento prescelto, agendo in coordinazione con i tasti. Una sorta di supporto intelligente automatizza in parte il movimento effettuando dei leggeri sbalzi in corrispondenza di elementi sensibili e aiutando così il giocatore a rendere più preciso e veloce lo spostamento del cursore, un sistema che in linea di massima funziona bene e consente di utilizzare la stessa varietà e complessità di opzioni della versione PC anche su Xbox One. Naturalmente la precisione non è la stessa garantita dal mouse e la cosa risulta piuttosto evidente quando c’è da disegnare elementi a "mano libera" come nel caso delle strade o dell'organizzazione delle linee degli autobus, tanto per fare due esempi che possono mettere anche a dura prova la pazienza dei giocatori in questa versione. Menù radiali, tasti che innescano controlli alternativi e uno snellimento generale nell'organizzazione delle opzioni fanno comunque del loro meglio per non far sentire il peso si un sistema di controllo così profondamente legato a un altro tipo di input rispetto al controller di Xbox One e con un po' di pratica e pazienza la situazione migliora sensibilmente col tempo. Cities Skylines su PC ha attraversato un processo di evoluzione che l'ha portato ad arricchirsi notevolmente di contenuti a qualche mese di distanza dal lancio, e su questo fronte la Xbox One Edition è al passo pur rimanendo chiaramente indietro rispetto ad alcuni aspetti più avanzati dell'ambiente Windows. Per quanto riguarda le espansioni ufficiali, questa versione comprende il primo DLC "After Dark" che ha introdotto una maggiore profondità nella gestione della vita notturna in città e una maggiore continuità nell'attività cittadina dal giorno alla notte, nonché alcune opzioni legate ai trasporti pubblici e al turismo, ma mancano quelle successive come Snowfall e Natural Disasters e non sono chiare al momento le intenzioni sull'implementazione di queste e delle prossime espansioni. Il passaggio da Pc a Xbox One dal punto di vista tecnico è stato fortunatamente indolore:il gioco risultava già piuttosto ottimizzato e scalabile su PC e questo ha portato a una versione console ben bilanciata dal punto di vista grafico, aggiornata alle ultime evoluzioni ufficiali dell'edizione originale con una notevole ricchezza di dettagli e particolari che emergono nelle inquadrature più ravvicinate. La complessità che si può raggiungere nella costruzione della città tende ovviamente a rendere instabile il frame rate, ma questo si nota quasi esclusivamente ai livelli maggiori di zoom, mentre la situazione resta sempre piuttosto gestibile con le inquadrature più distanziate, necessarie per una visione di gioco ottimale. Tirando le somme Cities Skylines è un validissimo city builder. Il team finlandese di Colossal Order è riuscito a creare un titolo gestionale cittadino profondo, complesso e vasto ma mai eccessivo in maniera da diventare confuso o ingestibile. Il titolo è a tutti gli effetti un prodotto in grado do donare tantissime possibilità e di dare sfoggio alla propria fantasia. Di certo, gestire una città di vaste dimensioni non sarà un’opera sempre, ma l’alto livello di sfida garantito e il senso di soddisfazione che si ha riuscendo a completare i propri obiettivi, ripagheranno pienamente gli sforzi sul campo. Se si ha pazienza e voglia di fare, Cities Skylines è un gioco da non perdere.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8,5
Sonoro: 8
Gameplay: 8
Longevità: 9


VOTO FINALE: 8,5

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