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La recensione
Il videogame di Capcom, uscito nel 2012 su Nintendo Ds, sposa la current-gen in HD
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Resident Evil Revelations, come tutti gli appassionati della saga sanno, è un gioco “survival horror” uscito su Nintendo 3DS nel lontano 2012. Il videogame è stato un episodio di grande importanza, per la sag targata Capcom. Dopo una stagione di capitoli principali non amati alla follia dagli appassionati meno avvezzi alle novità, accusati di aver tradito lo spirito originale della saga e di aver abbracciato troppo la via dell'action, l'avventura portatile di Jill e Chris rappresentò per molti una sorta di ritorno alle origini. Pur non mettendo del tutto da parte le sparatorie, il gioco rappresentò un parziale ritorno alle meccaniche classiche, tra ambientazioni claustrofobiche ed un ritorno delle dinamiche survival più classiche. Gli apprezzamenti del pubblico convinsero così Capcom a portare il gioco anche su Home Console, grazie ad una conversione HD arrivata sul mercato un anno dopo la release portatile. Oggi, passati quattro anni ed un sequel a episodi risultato meno convincente, Resident Evil Revelations arriva anche su PlayStation 4 e Xbox One. La trama di questo capitolo, che nella linea temporale si inserisce fra Resident Evil 4 e 5, è strutturata in maniera intricata, e procede schizzando tra flashback e continui cambi di protagonisti. L'incipit porta i giocatri a bordo di una nave da crociera alla deriva, la Queen Zenobia, narrando gli eventi di una missione di recupero dietro cui si cela ben altro. Ben presto si apprenderanno gli eventi che, un anno prima, hanno portato alla caduta della città di Terragrigia, metropoli ecosostenibile costruita sulle coste mediterranee ed attaccata dalle armi biologiche scatenate da un gruppo terroristico. La trama prosegue tuttavia in maniera piuttosto lineare, tra citazioni di Dante e sparatorie, fino al classico scontro finale con un’arma biologica enorme e mostruosa. Per tutti coloro che non vi hanno mai giocato, il primo impatto con Revelations è davvero positivo, soprattutto perché ricorda le atmosfere dei primi episodi. La lugubre solitudine che avvolge le varie locations è però mitigata dalla presenza di un partner, spesso inutile nel contesto delle dinamiche di gioco. I primi passi mossi all'interno della nave Queen Zenobia, quindi, chiariscono in maniera abbastanza lampante cosa ci aspetta: tutto quello di cui si dispone è una pistola dal basso potenziale d'offesa ed una flebile luce che illumina interni devastati da chissà quale abominio, pieni di cadaveri putrefatti e macchie di sangue. La situazione è destinata a cambiare, dal punto di vista dell'armamento così come da quello dell'atmosfera, ma se c'è un merito che va riconosciuto a Revelations è in primo luogo quello di riuscire a proporre un'alternanza di situazioni di gioco con un ritmo sempre molto convincente. Mano a mano che si procede nell'avventura, tuttavia, la predominanza della componente action emerge di prepotenza. Anche nelle fasi avanzate, per fortuna, non viene mai a mancare quel senso di lugubre oppressione dovuto soprattutto alle ottime atmosfere veicolate dalle ambientazioni tetre e sporche.

 

 

L'esperimento di coniugare le due anime della serie è sicuramente uno degli elementi meglio riuscito, anche se in effetti la componente action promossa da Revelations è un po' più semplice rispetto a quella vista negli episodi canonici della serie. Anche questo aspetto riesce però a soddisfare perché sfrutta al meglio un arsenale vario e soprattutto potenziabile in maniera precisa, ma senza eccessi. Ogni arma, sia essa la classica pistola, il fucile a pompa, la mitragliatrice, il fucile d'assalto o quello da cecchino, è fornita di diversi slot nei quali infilare elementi di personalizzazione che ne aumentino la potenza, il rateo di fuoco, la precisione, per un controllo pressoché totale della propria arma. Un sistema che funziona e richiede un minimo di strategia, piegandosi alla varietà di minacce che si incontrano camminando lungo gli angusti corridoi e nei tetri luoghi che sono l’anima della produzione Capcom. Affianco alle armi in Revelations spicca una piccola novità, ovvero il Genesis: uno scanner con cui analizzare i nemici e gli ambienti di gioco. Usandolo si potranno scovare munizioni nascoste, analizzare i cadaveri al fine di sintetizzare un antivirus (che funziona da medi kit) o scovare impronte invisibili, necessarie per sbloccare elementi aggiuntivi di gioco all'interno della modalità raid. La necessità costante di trovare oggetti nascosti limita i ritmi della progressione chiedendo al giocatore di osservare con attenzione i dettagli che caratterizzano i vari scorci, ed in generale rappresenta una trovata intelligente e ben congegnata. Oltre alla modalità storia, in Resident Evil Revelations è presente anche una tipologia di gioco denominata Raid. Selezionandola il giocatore sarà chiamato ad affrontare una serie di stage di difficoltà crescente, in cui dovrà massacrare i nemici che si troverà dinanzi cercando di finire l’area di gioco nel minor tempo possibile e soprattutto senza lasciarci le penne. Il sistema di potenziamento dei personaggi e delle armi, già convincente nel contesto dell'avventura Single Player, risulta qui ancora più efficace, e questo game mode rappresenta in buona sostanza una versione potenziata della modalità "Mercenari", che in questa riedizione include tutti i contenuti extra in precedenza pubblicati come DLC. Dal punto di vista grafico, questa riedizione per la current-gen del titolo di Capcom non offre grandi novità. A parte una veloce “lucidata” a qualche texture, caricamenti molto più rapidi e l'inclusione di tutti i contenuti aggiuntivi, questa re-remastered non si differenzia molto dalla versione PlayStation 3. Ottimo il comparto audio con le voci doppiate tutte in italiano, begli effetti sonori e musiche che mantengono sempre alta la tensione. Tirando le somme quindi, se non avete mai giocato a questo capitolo della serie o lo avete provato in versione portatile su 3DS, il nostro consiglio è quello di acquistarlo assolutamente. Il ghiotto prezzo, appena 19,99 euro lo rende infatti un prodotto più che appetibile, valido e assolutamente divertente.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8,5
Longevità: 8,5


VOTO FINALE: 8,5

Digitalizzazione
In Cdm il decreto Madia. Abbasserà i costi e renderà le comunicazioni più rapide e sicure
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di Francesco Pellegrino Lise

 

La cara vecchia cassetta postale è prossima alla pensione. Infatti adesso è il momento del domicilio digitale, ossia l'indirizzo online attraverso il quale ognuno potrà essere raggiunto dalla Pubblica Amministrazione. A prevederlo è la bozza del decreto correttivo del Codice dell'amministrazione digitale, provvedimento della riforma Madia, ora all'esame in Cdm. Quindi si anticipano i tempi, senza aspettare la piena funzionalità dell'Anagrafe unica della popolazione residente: chi vorrà potrà subito attivare il domicilio come posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue. L'Anagrafe unica delle popolazione, il megadata base che mette insieme le singole anagrafi comunali, infatti è ancora in via di sviluppo. Ecco che si è deciso intanto di dare il via libera al domicilio online, primo vero passo verso il così detto "cittadino digitale". L'indirizzo elettronico per dialogare con le pubbliche amministrazioni avrà valore per tutti i documenti e le notifiche, multe incluse. Esso non coinciderà esclusivamente con la Pec, ma con ogni canale di comunicazione via web che rispetti le regole europee in materia di sicurezza. I domicili digitali saranno raccolti in un indice, realizzato presso l'Agenzia per l'Italia digitale. Si tratterà di un portale online ad hoc quindi. Il sistema sarà disponibile in più fasi, si prevede infatti di realizzare l'infrastruttura entro l'anno per entrare a regime nel 2019. Il domicilio digitale rappresenterebbe un risparmio per le casse pubbliche, posto che le spese postali, il cui ammontare è per le sole Pubbliche amministrazioni locali non inferiore a 250 milioni annui. Naturalmente per far sì che ciò avvenga ci sono dei costi per sostenere l'infrastruttura tecnologica alla base del nuovo domicilio digitale. Quanto alle attività di manutenzione ed erogazione del servizio si prevede, stando a quanto diffuso da una relazione tecnica del governo, è prevista per il 2018 e il 2019 una spesa di circa 200.000 euro.

La recensione
Simulazione, competizione e grafica spettacolare su Pc, Xbox One e Ps4
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Buone notizie per tutti gli appassionati di videogames e Formula 1, Codemasters ha infatti realizzato e lanciato sul mercato F1 2017, il gioco ufficiale della FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP 2017. Il titolo è disponibile già su PlayStation 4, Xbox One e PC Windows. Grazie a tutta una serie di nuove caratteristiche e miglioramenti, questo rappresenta a tutti gli effetti il capitolo della serie più completo di sempre. F1 2017 offre tutte le piste viste nell’edizione 2016 ad eccezione di Hockenheim, gara saltata per questioni organizzative, portando il campionato a venti appuntamenti totali. Il parco scuderie è stato aggiornato alla stagione in corso con solo dieci team, mentre le novità coinvolgono tutti i movimenti del mercato piloti come avviene nella realtà. Una volta avviato il gioco, il menu principale offre una buona gamma di modalità con cui mettersi al volante delle monoposto vestendo i panni di tutti i piloti presenti quest'anno. Ci sono quindi la gara veloce, il campionato personalizzabile a piacimento nel numero degli appuntamenti, oppure giocato in versione completa in modalità standard o pro, senza possibilità di selezionare aiuti alla guida o il livello di difficoltà delle vetture avversarie. Si possono correre anche delle prove a tempo e una serie di eventi che ci permettono di disputare scampoli di gara in situazioni particolari sia con le auto moderne sia con quelle storiche. Sono presenti quindi una ricca selezione di McLaren, Ferrari e Williams presenti a cavallo tra il 1988 e il 2008 con cui disputare esibizioni di vario tipo. E’ bene sottolineare però che questi eventi non sono vere e proprie rievocazioni complete di gare d'epoca, ma solo alcuni eventi parziali giocabili una tantum o come extra durante la modalità carriera. Naturalmente il cuore della produzione è la modalità carriera. Selezionando questa tipologia di gioco, si partirà con la creazione del proprio pilota virtuale, mettendolo sotto contratto con una scuderia qualsiasi per fargli affrontare una serie di stagioni e quindi simulando una sequenza di campionati. Oltre alle prestazioni del giocatore in pista, sono presenti anche i rapporti contrattuali con la scuderia in relazione alle aspettative per le prestazioni in gara che potranno portare il proprio alter ego virtuale a ricevere offerte da parte di scuderie sempre più prestigiose o anche al licenziamento nel caso in cui le prestazioni con i team inferiori risultino essere scarse. Attenzione però, decidere di iniziare a gareggiare fin da subito con squadre di primissimo livello come ad esempio la Mercedes e la Ferrari potrebbe non essere una buona idea, visto che la qualità dei compagni di squadra influiscono sulle statistiche della rivalità e obbligano il giocatore a rispettare aspettative di alto livello. Quindi se siete dei neofiti del genere vi consigliamo caldamente di iniziare dal basso. Naturalmente, sedersi in una Sauber o una Haas porta a una pressione minore, ma si deve pagare lo scotto di gareggiare con vetture nettamente meno performanti.

 

 

La grande novità di quest'anno però, risiede nel sistema di ricerca e sviluppo rivoluzionato e ampliato. L’evoluzione delle prestazioni è legata all'investimento di punti in quattro aree specifiche, ossia: telaio, power unit, aerodinamica ed affidabilità secondo quattro progressioni specifiche. Le strade da percorrere sono numerose e dall'esito tutt'altro che scontato, visto che la produzione di una parte può anche fallire e obbligarvi a reinvestire punti risorsa faticosamente accumulati. Tutto questo è molto intelligente, al posto del denaro, utilizzato nella realtà dai veri team, bisogna investire punti risorse accumulabili in base alle prestazioni e al lavoro svolto nelle prove libere del venerdì e del sabato. Il grosso dei punti però si ottiene vincendo gare o portando a casa podi e piazzamenti, mentre una minima base arriva svolgendo un preciso lavoro di test durante le prove libere di ogni fine settimana. Test di gomme, di consumo carburante o di qualifica, insieme a una quanto mai opportuna familiarizzazione con le migliori traiettorie del tracciato, permettono di racimolare una base da investire gara per gara. Insomma, questo F1 2017 è un prodotto serio, che possiede un’anima simulativa a tutti gli effetti e che lo rende un titolo assolutamente sconsigliato per chi cerca un approccio arcade. Aggiornare costantemente ed efficacemente la monoposto per competere nelle gare della stagione in corso è importante, ma investire nella crescita della scuderia è fondamentale per sperare di superare le prestazioni complessive degli avversari nelle fasi avanzate della carriera. Piazzamenti a punti consistenti del giocatore e investimenti oculati delle risorse nel corso delle varie stagioni possono portare quindi squadre di fascia intermedia in posizioni di punta. Questo, unito al sistema contrattuale che prevede lo spostamento del giocatore da un team all'altro, accettando offerte da team superiori o subendo licenziamenti in tronco, rendono l’esperienza di gioco complessa, incerta e veramente appagante. Migliorie sono state apportate anche per quanto riguarda l'azione di gioco, la gestione dei week-end di gara offre ampie possibilità di personalizzazione del livello di difficoltà inteso come combinazione tra la velocità dei nostri avversari virtuali e tipologie di aiuti alla guida offrendo decine di sfumature differenti. Per quanto riguarda la componente della giocabilità e della simulazione il risultato è davvero di alto livello. La simulazione delle componenti del motopropulsore nel corso del campionato o della carriera sono di grande pregio: i pacchetti motore e cambio sono quattro e devono durare almeno cinque gare ciascuno. L'uso costante ne provoca l'usura e nel caso del motore anche a una certa perdita di prestazioni; si può però giocare con le singole componenti, sostituendo prima quelle usurate per arrivare con la vettura fresca al giorno di gara e magari rimontare elementi vecchi nei venerdì di prova quando la prestazione non ha importanza. Arrivare a usare il quinto componente porta all'assegnazione di penalità proprio come accade nella realtà. Per quanto riguarda le penalità, il sistema è stato riproposto esattamente come quello dell'anno scorso e funziona piuttosto bene per quanto riguarda i tagli di pista, le partenze prima del via, la velocità eccessiva in corsia box e gli incidenti causati dal pilota. Anche la gestione e il consumo delle gomme sono stati realizzati davvero bene, considerando anche l'introduzione della nuova mescola Ultrasoft.

 

 

La vera novità rispetto a F1 2017 risiede però nella possibilità di correre senza controllo trazione, un’introduzione che porta il gioco a nuovi livelli di coinvolgimento, soprattutto per chi usa il volante e i pedali. Dove prima si era obbligati a usare il controllo trazione a medio, ora si ha un effettivo controllo del gas in tutte le condizioni. Davvero sbalorditivo. Tutto ciò rende la guida senza aiuti una sfida impegnativa ma accessibile divertente soprattutto per chi voleva sentirsi più partecipe di quanto accade tra il pedale del gas e le ruote posteriori. Graficamente parlando il gioco non è stato rivoluzionato, ma comunque l'EGO Engine fa sempre il suo dovere e rende benissimo anche con tutte le vetture sullo schermo della tv. L'intelligenza degli avversari offline è rimasta quella dell'anno scorso e questo è un bene perché le gare generalmente filano via lisce con veri e propri duelli tra giocatore e IA, ma anche tra le stesse vetture controllate dalla CPU. Lo slider che permette di regolare la loro performance è una manna dal cielo per trovare facilmente il livello di difficoltà degli avversari che più si addice alle proprie capacità. Tuttavia le vetture avversarie sono sempre molto aggressive e obbligano a fare molta attenzione quanto si entra appaiati in curva. Quindi i piloti delle altre scuderie simulano molto bene l’atteggiamento dei rivali in pista. Tirando le somme, questo F1 2017 si presenta come una bella sfida per tutti coloro che cercano un simulatore di Formula 1. Il modello di guida, sebbene risulti poco permissivo, riesce comunque a mantenersi divertente e ben stratificato. Bello da giocare sia con il pad, ma soprattutto con il volante, il nuovo titolo sfornato del team britannico è riuscito nell’intento di rifinire e migliorare considerevolmente il già ottimo capitolo dell’anno passato. Quindi , se quello che cercate è un’esperienza elettrizzante, impegnativa e appagante, questo F! 2017 è il titolo che fa per voi.

 


GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8
Sonoro: 8
Gameplay: 8,5
Longevità: 8


VOTO FINALE: 8

Sicurezza informatica
E' capace di rimanere attivo sui computer infetti lavorando nell’ombra per spiare il più a lungo possibile
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di Francesco Pellegrino Lise

 

I ricercatori di ESET, uno fra i più il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, hanno pubblicato i risultati di una ricerca condotta sulla "backdoor Gazer" collegata al noto gruppo di cyber spionaggio russo Turla, che è stata utilizzata nell’ultimo anno in attacchi a consolati, ambasciate, ministeri e altre istituzioni pubbliche in varie parti del mondo, prevalentemente localizzate nell’Europa dell’Est e nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Il successo di Gazer può essere spiegato dai metodi avanzati che utilizza per spiare i propri obiettivi e dalla sua capacità di rimanere attivo sui dispositivi infetti, lavorando nell’ombra per spiare il più a lungo possibile un computer. Per evitare di essere scoperto, Gazer agisce esattamente come le altre backdoor create da Turla ovvero modifica di continuo le stringhe all’interno del proprio codice, randomizza i marcatori e cancella i file in modo sicuro. Gli attacchi alle ambasciate e ai ministeri effettuati finora tramite Gazer mostrano tutte le caratteristiche principali delle campagne di spionaggio informatico attribuite a Turla, che utilizzano tecniche di spear-phishing per distribuire una backdoor di primo stadio, cui si affianca una backdoor di secondo stadio che cattura le informazioni dal computer infetto e le invia al gruppo di cyber criminali tramite connessione ai server C&C. Tutte le organizzazioni, da quelle istituzionali, diplomatiche, di vigilanza, alle aziende private, dovrebbero prendere coscienza sulla pericolosità di queste nuove minacce sofisticate come Gazer e adottare una difesa stratificata per ridurre le possibilità di una violazione dei loro sistemi di sicurezza.

La recensione
Volutamente eccessivo, estremamente caotico e assolutamente distruttivo
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Avete una gran passione per i videogame action-free roaming in stile Saints Row? Bene, con Agents of Mayhem il vostro desiderio di avventura misto a demolizione e sparatorie sarà finalmente colmato. Il titolo di Volition, disponibile su Pc, Xbox One e PlayStation 4, ha molti punti in comune con Saints Row. Nel gioco infatti spicca ancora una volta il colore viola, e dietro al logo ritorna trionfante il giglio rosa marchio distintivo della gang. Il titolo si ambienta nello stesso universo narrativo della saga dei Saints, e più precisamente nella "terra ricostruita" a cui accenna uno dei finali del quarto capitolo. Strappato via il sottotesto criminale delle gang, Agents of Mayhem trasporta i giocatori in una frenetica Seoul dalle tinte fortemente futuristiche, mettendo i giocatori al controllo degli agenti scelti di una virtuosa organizzazione per lo sterminio dei geni del male (Mayhem, appunto: Multinational Agency for Hunting Evil Masterminds). L'obiettivo è quello di sventare i piani di conquista della spietata organizzazione Legion (League of Evil Gentlemen Intent on Obliterating Nations), sfruttando ovviamente tutta la potenza di fuoco a disposizione dei 12 superprotagonisti che sarà possibile controllare.

 

La storia del gioco viene raccontata attraverso una serie di cut-scene realizzate con il motore grafico del gioco e di sequenze animate in stile fumettosi. La trama c’è da dire però che ha un ruolo molto marginale perché l’intera esperienza è tutta incentrata su folli esplosioni, sparatorie e rocamboleschi inseguimenti. Il tipo di comicità abbracciato da Agents of Mayhem si allontana da quella esagertamente triviale che ha caratterizzato alcuni capitoli di Saints Row mantenendo però una forte dose di humor a tratti intelligente e spesso demenziale. Il tema scelto per questo gioco si allontana da quello delle gang spaziando nell'ambiente militaresco e nel complottismo delle mega-corporazioni tipiche dei b-movie. Un impasto volutmente "pacchiano", che farà spesso e volentieri sbellicare dalle risate. Per quello che concerne il gameplay, Agents of Mayhem si presenta come uno sparatutto action-open-world in terza persona. Il ritmo dell'azione è acceso ma mai eccessivo, ed il gunplay sembra quasi "estratto" dalle precedenti produzioni del team. C'è poco spazio per la mira di precisione, un evidente disinteresse per le coperture dinamiche, e generalmente si procede a testa bassa, scagliando tonnellate di proiettili e granate contro i nemici. Tutta l’azione di gioco quindi sibasa sulla mobilità, e sulla capacità di alternare i tre eroi di cui si dispone il controllo. In Agents of Mayhem, si dovranno gestire delle piccole squadre d'assalto composte da un tris di soldati, selezionati da un roster di dodici protagonisti, uno più folle dell’altro, ognuno con caratteristiche, manie e armamenti differenti. Una volta iniziato il gioco si avranno a disposizione soltanto tre personaggi, così da entrare in sintonia con le meccaniche di gioco, ma ben presto si potranno accettare diversi incarichi di reclutamento, per ottenere più agenti e avere una maggior scelta prima di iniziare le missioni. Si avranno a disposizione letali ninja mediorientali, yakuza mascherati, gangster di quartiere, enormi giganti glaciali, arcieri indiani, hooligan urlanti e persino un’affascinante ingegnere italiana maestra dell’hacking. Come preannunciato ognuno di essi avrà la sua arma peculiare, un'abilità speciale pronta a massimizzare il danno o infliggere qualche status alterato ai nemici, ed una distruttiva abilita "Mayhem", pronta a disseminare morte e distruzione su larga scala, tra bombardamenti aerei, tempeste glaciali, poderose smitragliate, e chi più ne ha più ne metta. Grazie a questa scelta è un piacere avere a disposizione una serie di eroi così diversificati fra loro, su cui contare per ogni missione principale o incarico secondario. Prima di lanciarsi in missione, sarà possibile assemblare la propria squadra ideale, così facendo si avrà la possibilità di divertirsi a testare tutte le possibili combinazioni in relazione all’obiettivo di missione. Naturalmente, mentre si proseguirà nella lotta contro i cattivi della Legion si avrà modo di potenziare in diversi modi i propri agenti. Oltre a salire di livello grazie all'esperienza accumulata sul campo, gli eroici protagonisti possono sbloccare potenziamenti di vario tipo, che garantiranno abilità passive o modificheranno il funzionamento delle armi o dei colpi speciali.

 


Vagando per le strade di Seul si possono inoltre raccogliere schemi con cui costruire gadget particolari, trovare skin per i personaggi e le armi e raccogliere i classici collezionabili che aiuteranno i giocatori a potenziare gli agenti: ricostruendo un nucleo energetico con 10 frammenti recuperati sulla mappa di gioco, si possono ad esempio attivare delle abilità passive molto potenti che renderanno l’agente ancora più letale in combattimento. Nonostante la mappa sia piuttosto povera di attività stimolanti le missioni sono un buon numero e i giocatori possono catturare alcuni punti di scambio per garantirsi un guadagno regolare, con cui poi acquistare dei "potenziamenti agenzia" applicati indistintamente a tutti gli agenti oppure utili a potenziare il veicolo ufficiale del Mayhem. Per quanto riguarda la base operativa dell’organizzazione, infine, è possibile sfruttare gli agenti non attivi per indagini sparse in tutto il globo: facendo cio, oltre a raccogliere risorse e materie prime fondamentali per il crafting dei gadget, queste operazioni in giro per il globo sbloccano poi uno dei contenuti endgame più difficili da ottenere. Agents of Mayhem, garantisce una progressione molto profonda per incanalare gli sforzi del giocatore, facendogli sentire la soddisfazione di creare una struttura sempre più efficace e poderosa. I modificatori di difficoltà fanno il resto: applicandoli per ottenere più esperienza e soldi si trasformano le varie scorribande in un inferno, così da rendere quello che si può considerare l'endgame molto difficile da raggiungere. È un peccato, però, che una volta terminate le molte missioni della trama principale e gli incarichi personali dei vari agenti, manchi un open-world più accattivante e vivo, un ambiente più caratterizzato e vasto, e magari una serie di missioni cooperative. Tecnicamente e visivamente parlando il titolo si difende bene, anche se non fa gridare al miracolo. La direzione artistica, fatta eccezione per il design degli Agenti e per alcune sequenze d'intermezzo è spesso sottotono: le architetture di gioco sono banali, così come lo stile futuristico di edifici e oggetti, che sono incapaci di donare al titolo quella scintilla creativa che caratterizzava alcuni dei passati Saints Row. Il meglio di di Agents of Mayhem è tutto legato alle numerose esplosioni ed all'uso di shader molto sgargianti ma anche un po' patinati. Insomma, il titolo non è del tutto a fuoco per quel che riguarda le prestazioni dell'engine, e se non fosse per la presenza degli Agenti il colpo d'occhio sarebbe l'aspetto più mediocre della produzione. Tirando le somme, con Agents of Mayhem il team di Volition ha creato un titolo assolutamente divertente, a tratti impegnativo ma che purtroppo non riesce a convincere totalmente. Se quello che si cerca è un gioco dove non è necessario pensare, dove bisogna mettere a ferro e fuoco qualsiasi cosa e che sia legato al single player allora questo è il vostro gioco. Se diversamente si vuole un titolo dove bisogna spremere le meningi, con una grafica realistica e che offra caratteristiche più profonde allora è meglio navigare verso altri lidi.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 7,5
Sonoro: 7,5
Gameplay: 8
Longevità: 7,5


VOTO FINALE: 7,5

Sicurezza 2.0
Rubano le credenziali di accesso a iCloud via mail, rendono inaccessibile il dispositivo e chiedono soldi per sbloccarlo
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Apple ha sempre vantato un sistema di sicurezza molto alto per i suoi dispositivi, ma adesso quella che sembrava essere una roccaforte inespugnabile sta affrontando una seria minaccia, ossia un massiccio attacco di phishing. Nel mirino dei cybercriminali infatti sono finiti sia i dispositivi mobile, ossia iPhone e iPad, ma anche i Macbook. Fino a qualche settimana fa gli episodi erano stati segnalati soprattutto all’estero, ma nelle ultime settimane, però, la cronaca ha cominciato a segnalare episodi di questo genere anche in Italia. Ma cosa accade nello specifico? L’attacco informatico ha inizio con una classica email di phishing preparata in modo che sembri provenire proprio da Apple. Nel testo del messaggio viene segnalato un accesso a iCloud avvenuto da un paese straniero e viene chiesto di verificare le credenziali di accesso collegandosi a un link indicato all’interno del messaggio di posta. Ovviamente, tale collegamento non punta assolutamente al sito di Apple ma a un clone gestito dai pirati informatici. Se vengono inseriti username e password, questi vengono immediatamente memorizzati dai cyber-criminali, che hanno così accesso al profilo iCloud del malcapitato utente. Questo significa che possono avere libero accesso a tutti i documenti, i contatti e le informazioni personali che si è scelto di conservare nel servizio cloud di Apple. Ma non finisce qui, infatti grazie a tali credenziali i pirati informatici hanno la possibilità di utilizzare la funzione Trova il mio iPhone per attivare la Modalità smarrito che consente di bloccare il dispositivo impostando un codice a 6 cifre attraverso iCloud. La logica di tale feature è quella di impedire l’accesso a chi avesse rubato o avesse trovato dopo lo smarrimento. Ma se utilizzato in questa maniera, diventa un sistema che rende inutilizzabile il dispositivo a meno di non conoscere il codice di sblocco impostato e utilizzato dai cybercriminali. A questo punto, il malcapitato si ritrova con il dispositivo bloccato e, visto che i pirati hanno il pieno accesso a iCloud e come prima cosa avranno modificato la password, nell’impossibilità di sbloccarlo usando il sito di Apple. Una volta fatto ciò, gli hacker invieranno al proprietario del dispositivo bloccato un’email con una richiesta di riscatto per riattivare il device. Generalmente, almeno stando a quanto accaduto fino a ora in Italia, la somma di denaro richiesta per lo sblocco si aggira fra i 50 e i 100 euro da pagare in Bitcoin su un conto indicato dai cyber-criminali. La cifra non è molto alta perché i pirati informatici sanno che il blocco può essere aggirato rivolgendosi al servizio di assistenza Apple, ma che di norma comporta la perdita di tutti i dati memorizzati e rappresenterebbe comunque un danno da non poco per l’utilizzatore. In una situazione del genere è consigliabile però non pagare perché non è sicuro che una volta fatto il bonifico il dispositivo venga sbloccato, ma soprattutto perché una volta pagato i pirati potrebbero chiedere ulteriori somme di denaro. Se vi state chiedendo che cosa si può fare per proteggersi da tale minaccia, la risposta è molto semplice: tale forma di attacco si può prevenire esclusivamente diffidando dalle comunicazioni via mail e controllando sempre il testo della “lettera” e l’indirizzo del mittente. Se si ha il minimo sospetto che si tratti di un messaggio originale, la verifica va fatta in ogni caso collegandosi al sito ufficiale di Apple digitandone l’indirizzo nel browser ed evitando categoricamente di usare il link contenuto nel messaggio. Un’ulteriore mossa per prevenire questo tipo di attacco è quella di attivare il sistema di autenticazione a due fattori. Così facendo, ogni volta che verrà tentato un accesso a iCloud da un dispositivo sconosciuto, oltre alla password il sito chiederà l’inserimento di un codice che Apple invia all’iPhone, anche via sms, e di conseguenza l’accesso sarà impossibile per chi non ha tra le mani uno dei dispositivi associati all’account. Insomma, non sentitevi mai troppo sicuri, se si tratta di dispositivi elettronici nulla è sicuro al cento per cento, evitate mosse avventate e informatevi bene.

La recensione
Una preziosa raccolta che offre i capitoli 7, 8, 9 e 10 della storica saga targata Capcom
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Dopo aver lanciato un anno fa la raccolta dei primi 6 capitoli classici dell’eroico personaggio dal casco blu armato di blaster, Capcom ha deciso di chiudere il cerchio lanciando sul mercato Mega Man Legacy Collection 2, ossia un titolo che racchiude gli ultimi 4 titoli della saga per Pc, Xbox One e PlayStation 4. Naturalmente per chi volesse provare l’esperienza completa, sui rispettivi store è presente un’edizione bundle che contiene entrambe le raccolte a prezzo scontato, tale occasione rappresenta un’offerta davvero molto ghiotta per tutti gli amanti del titolo di Capcom. Nato su NES nell’ormai lontano 1987, la saga di Mega Man ha al suo attivo oltre un centinaio di titoli, suddivisi per serie e usciti per le più svariate piattaforme, tra cui PC, console portatili e casalinghe, cabinati arcade e smartphone. Tutto questo successo è senz’ombra di dubbio dovuto alla capacità di coniugare un platforming in due dimensioni a scorrimento al genere action più puro, fatto di combattimenti molto impegnativi, in particolar modo quando bisogna vedersela con i boss di fine livello. Proprio in virtù di tali qualità, la Mega Man Legacy Collection 2 propone una difficoltà spesso ai limiti del frustrante. Certo è che il grado di sfida elevato rappresenta, in un certo senso, la croce e la delizia di alcuni dei giochi di quel periodo, che venivano volutamente sviluppati in modo tale da essere complessi e difficili da portare a termine, ma è anche vero che questo aspetto è uno di quelli che hanno maggiore appeal nei giocatori. Mega Man Legacy Collection 2 non si estrania da questa prerogativa, presentando, nel complesso, una collezione dalla difficoltà alta. Nello specifico, il titolo comprende Mega Man 7, uscito su SNES nel 1995, il controverso Mega Man 8, del 1997, approdato su Playstation e Sega Saturn, e gli ultimi due capitoli usciti unicamente in digitale, Mega Man 9 e Mega Man 10, rispettivamente del 2008 e 2010. Il primo gioco è indubbiamente il migliore dell’offerta dell’intero pacchetto. Mega Man 7, infatti, oltre ad offrire un level design bello da vedere, presenta soluzioni di gameplay rivisitate, come una nuova gestione delle armi secondarie, che contribuiscono a renderlo ancora più godibile che in passato. L’unica pecca da ascrivergli è relativa all’eccessivo sbilanciamento tra la difficoltà degli otto boss iniziali, con quella proposta invece, nella parte finale del gioco che risulta veramente molto impegnativa e che spingerà i giocatori a spegnere la console nervosamente molte e molte volte. Per quanto riguarda Mega Man 8, esso rappresenta uno dei titoli più discussi nella storia della proprietà intellettuale Capcom: c'è chi lo odia e chi lo ama, ma fu effettivamente un momento importante nello sviluppo del franchise, grazie anche all'inclusione di dialoghi e sequenze animate che, pur se doppiate non in maniera impeccabile, servivano a far calare i giocatori ancora meglio nell’universo di un mondo che fino a quel momento era stato descritto esclusivamente attraverso immagini statiche e testi brevi. Mega Man 8 era ed è un platform impegnativo, un gioco pieno di colori e di belle idee che danno ancora oggi al gameplay una marcia in più. Per questa ottava avventura del cyborg di casa Capcom va detto inoltre che viene ricordata dai fan anche grazie anche ad alcune armi tra le più creative e sorprendenti della serie che generano una sensazione di euforia quando vengono utilizzate per far piazza pulita dei nemici.

 

 

Mega Man 9 e Mega Man 10 completano il pacchetto passando dalla grafica cartoonesca e dettagliata di Mega Man 8 agli sprite 8-bit vecchia scuola. Mega Man 9 è un platform di gran qualità che molti fan considerano tra i migliori della serie. Il giudizio nei confronti di Mega Man 10, ultimo episodio a uscire nel 2010 prima che il franchise andasse in pensione, invece è molto più freddo. Infatti nonostante il titolo introduca la possibilità di controllare Proto Man e Bass al posto di Mega Man, sfruttando le loro peculiari capacità, appare chiaro fin da subito che in Mega Man 10 manca quel qualcosa in più che lo renda al pari dei suoi predecessori. E’bene sottolineare che la Mega Man Legacy Collection 2 include tutti i DLC di Mega Man 9 e Mega Man 10, sbloccabili completando i giochi oppure attraverso una, vecchia combinazione di tasti segreta. Nel complesso si può dire che questa seconda raccolta ripercorre attentamente i passi della compilation precedente con qualche piccola differenza. Nello specifico si può notare il passaggio a un semplice sistema di checkpoint che potrebbe rendere più frustrante l'esperienza per i giocatori alle prime armi: questi ultimi, comunque, avranno la possibilità di attivare a piacimento una sorta di "scudo" che dimezza i danni subiti e che rende alcune sequenze marginalmente più semplici. Fanno poi ritorno tutte le caratteristiche già implementate nella prima Mega Man Legacy Collection, e quindi il museo pieno di illustrazioni e informazioni, il jukebox per riascoltare i brani musicali, gli stage di "allenamento" contro i vari boss, le sfide a tempo e via dicendo. Tecnicamente parlando il lavoro svolto da Capcom sulla grafica è davvero buono ed è, per certi versi, figlio dell'ottimo risultato tecnico ottenuto dai Digital Eclipse con la prima parte della Legacy Collection. Oltre a questo, come nel precedente capitolo, i controlli sono reattivi e rispondono alla grande, con una combinazione di tasti semplice e immediata che mette a proprio agio il giocatore. In conclusione, acquistando questa Mega Man Legacy Collection 2, si farà un vero e proprio tuffo nel passato, un viaggio nel tempo che dimostra ancora una volta come i capolavori di un tempo siano del tutto attuali e come fosse piacevole divertirsi nonostante non esistessero grafiche strabilianti e trame hollywoodiane. Quindi, sia che siate amanti della storica saga di Capcom, sia che non abbiate mai vestito i panni dell’eroico cyborg, il nostro consiglio è di giocarlo assolutamente. Essere appassionati di videogame tralasciando un titolo del genere a nostro avviso sarebbe un vero errore.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 7,5
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8
Longevità: 8


VOTO FINALE: 8

Eventi e gaming
Dall'8 al 10 settembre a Roma e Milano si potrà inoltre provare il nuovo titolo di Ubisoft ambientato in Egitto
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Dieci giovani concept e game artist, un videogioco diventato leggenda e una storia mitologica che diviene musa ispiratrice: si chiama “AC GameArt”, la prima exhibition in chiave social che vive sulla pagina Facebook di Assassin’s Creed (https://it-it.facebook.com/assassinscreeditalia/), il gioco di Ubisoft in uscita il 27 ottobre con il nuovo atteso capitolo, Assassin’s Creed Origins. Dal digital painting alla pittura classica, dal digital sculpting alla photomanipulation, fino ad arrivare ai video interattivi: le forme di espressione dell’era contemporanea diventano strumenti per intraprendere un viaggio interattivo tra i personaggi, i segreti, il fascino e la storia dell’Egitto tolemaico, celebrando il mito di Assassin’s Creed. Il videogioco sviluppato da Ubisoft è ambientato in Egitto, alla metà del I sec. a.C., tra la fine della dinastia dei Tolomei, di cui Cleopatra è l’ultima esponente, e l’inizio della dominazione romana. In un contesto in cui il mondo occidentale si appresta a un cambiamento epocale, le trasformazioni, gli intrighi e i misteri dell’Antico Egitto diventano oggetto d’ispirazione per tutte le arti. La social exhibition è frutto di un progetto sviluppato da Ubisoft e Neoludica ®Game Art Gallery ed è finalizzata a coinvolgere e promuovere i concept e game artist italiani, sviluppando un percorso artistico interattivo che possa vivere e diffondersi in rete. Le opere dei 10 autori saranno esposte a Lucca Comics & Games, il festival internazionale di fumetto, cinema di animazione, illustrazione e gioco. “Assassin’s Creed - commenta Debora Ferrari di Neoludica - è un raffinato contenitore di storia, arte e immaginazione. È un videogioco che ha raggiunto tutte le forme multimediali, dal fumetto al cinema, per raggiugere il suo vasto pubblico e diventare terreno fertile per la nascita di altra arte: la Game Art”. “La collaborazione con Neoludica è iniziata nel 2011 - spiega Alberto Coco, Marketing Director di Ubisoft - e insieme possiamo dire di aver contribuito a valorizzare il coinvolgimento diretto di tanti game artist nel far conoscere i valori e la magia di questa forma d’arte innovativa al grande pubblico”. “Questa è la dedica d’amore che faccio alla pittura e al videogioco che, fondendosi, si ispirano a vicenda e rinascono in molteplici forme in un balletto infinito che dà vita a quella che oggi possiamo chiamare Game Art”, racconta della sua opera il concept artist Christian Scampini, che ha collaborato al progetto. “Ho cercato di trovare un punto comune a tutto il mio percorso per rinnovarmi e dare nuova forma alla mia espressione, per questo mi sono ispirato a Sir Lawrence Alma Tadema che ben si lega al tema di Assassin’s Creed Origins e all’idea che avevo in mente. Le atmosfere, la composizione e il tipo di luce sono le cose più difficili da replicare, ma in ogni caso è stato un ulteriore passo avanti”. Dieci le creazioni che compongono un percorso artistico con cui accompagnare i fan del videogioco attraverso le più innovative forme d’espressione. I dieci talenti che hanno reinterpretato Assassin’s Creed Origins sono: Samuele Arcangioli, Claudia Gironi, Biancamaria Mori, Federico Vavalà, Francesco Delrio, Filippo Scaboro, Luca Baggio, Giacomo Giannella, Christian Scampini e Ivan Porrini. A caratterizzare la social exhibition è la commistione di tecniche espressive differenti: ne è un esempio la tecnica mista su cartone con fusaggine, carbone e gesso con cui è stata realizzata l’opera di Samuele Arcangioli, legata al tema delle divinità egizie, sviluppate su una serie di bozzetti cartacei riguardanti le fusioni uomo-animale e un bozzetto su cartone in grande formato. Lo scopo è quello di ricreare il mito e le sue rappresentazioni, umane e bestiali: il gatto cosmico, Bastet, e il falcone di Horus prendono forma nelle dimensioni colossali degne di un’epopea. Rivivono nella social exhibition anche alcuni dei più iconici personaggi storici, come Cleopatra, frutto del lavoro di Claudia Gironi, che ha realizzato un disegno a mano libera con Photoshop che trae ispirazione dall'affascinante nonché tragica vita di Cleopatra e i suoi intrighi con Giulio Cesare e Marco Antonio. L’opera di Francesco Delrio s’intitola “Animus Origins” ed è stata creata con la tecnica della Photomanipulation. Attraverso un processo di fotomanipolazione, il capo della Sfinge e i colossi di Memnone, vengono decostruiti, privati della fisica, della gravità, della consistenza, in un’anticamera onirica fatta di codice, uno e zero, linguaggio binario. “Mysteries, Intrigues and Threats, Dove tutto ebbe inizio” è il titolo dell’artwork di Federico Vavalà. Usando come tecnica il 3D sculpting e il matte painting, l’artista rappresenta l'antico Egitto, terra intrisa di sangue e misteri, plasmata da lotte senza fine in nome di miti dimenticati. Ubisoft ha inoltre deciso di promuovere il contest “La Porta Del Tempo”, organizzato da Neoludica Game Art Gallery, in collaborazione con Lucca Comics & Games, che si impegna nell’obiettivo di dar voce a numerosi artisti e studenti appassionati della saga di Assassin’s Creed. L’obiettivo è selezionare circa 40 autori, che attraverso le loro opere inedite realizzate in digitale raccontino il mondo di Assassin’s Creed Origins e i suoi personaggi. Le opere verranno esposte nella prestigiosa location del Baluardo San Regolo, in occasione di Lucca Comics & Games 2017 e pubblicate sull’artbook a cura di TraRari TIPI edizioni.



Roma e Milano protagoniste dell'Assassin's Creed Origins - The Tour


Dallo skyline delle metropoli alle piramidi e ai misteri dell’Antico Egitto. Per un intero fine settimana sarà possibile vivere le emozioni dei leggendari combattimenti nei deserti sabbiosi, nelle oasi lussureggianti e nelle iconiche città dell’Egitto dei faraoni. Dall’8 al 10 settembre, presso la Microsoft House di Milano e dal 15 al 17 settembre a Roma al Vigamus-Museo del Videogioco, si terrà l’atteso Assassin’s Creed Origins – The Tour, esclusivo appuntamento pensato per tutti i fan in occasione del quale provare in anteprima Assassin’s Creed® Origins, l’ultimo episodio del videogioco di Ubisoft. Assassin’s Creed Origins sarà disponibile in tutto il mondo dal 27 ottobre 2017 per Xbox One X e le altre console della famiglia Xbox, PlayStation 4 Pro, PlayStation 4 e CP Windows 10.  I fan del gioco amato da intere generazioni potranno vestire i panni di Bayek, un guardiano dell’Egitto e ultimo appartenente della tribù dei Medjay – popolazione nubiana che abitava la regione Medja del Sudan settentrionale - la cui storia personale porta alla nascita della Confraternita degli Assassini. A fare da sfondo alla storia del gioco sono sono la natura selvaggia africana e le leggendarie città dell’antico Regno, rappresentate da sei ambientazioni esclusive, da Alessandria d’Egitto alle tombe di Giza. Nel corso del Tour verrà mostrato ai fan anche l’ultimo atteso trailer presentato alla GamesCom 2017, in cui è possibile riconoscere i volti di personaggi epici come Cleopatra, Giulio Cesare e Tolomeo XIII, scenari mozzafiato e una trama intricata ed avvincente. Un video manifesto in cui il messaggio celebra la fine del vecchio mondo e l’inizio di una nuova era, per mano del protagonista.

La recensione
Una splendida edizione rimasterizzata del grande classico del 1998 che comprende titolo originale ed espansione
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di Francesco Pellegrino Lise

 

StarCraft è un nome che per tutti gli amanti di videogames risuona come una leggenda, un sinonimo di battaglie punta e clicca in tempo reale veramente inimitabile, un titolo che ha fatto la storia del genere. Bene, proprio per celebrare tale magnificenza, Blizzard ha deciso di fare un grande regalo a tutti i fan di vecchia data, ma anche a tutte quelle nuove generazioni di gamers che per via della giovane età non hanno potuto godere della bellezza di questo gioco lanciando a un prezzo davvero straordinario StarCraft remastered, ossia un’edizione completamente rimessa a nuovo del grande classico per pc del 1998. Oggi, 19 anni dopo la sua uscita, viene quindi proposto un viaggio indietro nel tempo. L'obiettivo che Blizzard si è proposta con il ritorno di questo immenso videogame è infatti rispolverare un grande capolavoro degli anni ’90 ringiovanendolo con un comparto tecnico in grado di garantire agli appassionati un prodotto che abbia il fascino e la grande giocabilità del passato, senza far avvertire troppo il peso degli anni trascorsi. Se vi state chiedendo: perché proprio StarCraft? Bene, la risposta è semplice, questo titolo non è solo un eSport, ma rappresenta anche a tutti gli effetti un racconto epico che ha accompagnato la crescita di migliaia di appassionati per oltre 20 anni, riuscendo a creare un vero e proprio universo vivo e pulsante sul quale sono stati scritti romanzi e sono stati prodotti avvincenti cortometraggi. Con questa edizione rinnovata del grande classico, quindi, si chiude quindi un cerchio che magari un giorno porterà a riaprirne uno totalmente nuovo. E’ bene sottolineare che il gioco è commercializzato solo in versione digitale, all’ottimo prezzo di 14,99 euro, mentre la versione fisica, con favolosi gadget annessi, è al momento acquistabile solo in Corea del Sud. E’ bene sottolineare che il titolo non offre niente di più e niente di nuovo rispetto alla versione originale e, come già detto, le principali novità riguardano il solo comparto tecnico, ma sia che lo abbiate spolpato a dovere negli anni passati, sia che non lo abbiate mai giocato, il nostro consiglio è quello di acquistarlo perché ne vale davvero la pena. Il pacchetto, offrendo sia la campagna originale, sia l’avvincente espansione Brood War, garantisce una longevità non indifferente e di certo superiore alla media del genere. Per quanto riguarda il multiplayer, questo ovviamente è basato su un semplice concetto: la competitività. Chiunque si voglia quindi avvicinare a questo contesto deve armarsi prima di tutto di pazienza e voglia di apprendere, dato che le ore che si dovranno passare davanti al computer per migliorare e affinare la propria tecnica per poter competere a livelli alti saranno davvero molte.

 

 

Per chi non lo sapesse, la trama di StarCraft è una delle più appassionanti mai create per uno strategico in tempo reale, con dei personaggi fortemente carismatici e una storyline ricca di colpi di scena. Le missioni sono numerosissime, estremamente cinematografiche e, grazie anche ad un sistema di difficoltà molto equilibrato, anche chi non ha dimestichezza con questa tipologia di gioco non dovrebbe trovare difficoltà a godersi tutta la storia senza dover affrontare momenti di estrema frustrazione. Per chi non avesse mai giocato a questo titolo, è bene spiegare che la campagna è suddivisa in tre grandi filoni, tutti estremamente intrecciati tra di loro, ognuno dei quali è legato a una razza differente. Si parte con i Terran per poi passare agli Zerg ed infine ai Protoss. Ogni razza ha le sue caratteristiche specifiche e le proprie meccaniche, il che è uno degli aspetti che ha permesso a StarCraft di raggiungere il meritato successo, garantendo una grandissima varietà alla campagna. Per quanto riguarda la giocabilità,Il menù principale, una volta lanciato il gioco, dà la possibilità di scegliere tra giocatore singolo e multigiocatore. Scegliendo la prima opzione si potrà rivivere la campagna originale oppure quella proposta dall’espansione Brood War, un'esperienza che qualunque giocatore di StarCraft dovrebbe assolutamente provare prima di cimentarsi nelle battaglie online. Per quello che concerne il menù principale del comparto multiplayer, esso è il classico Battle.net, notizia che farà la felicità dei videogiocatori nostalgici e più accaniti. Anche giocando online verrà chiesto di scegliere tra le unità tipiche del gioco originale oppure quelle presenti in Brood War e successivamente la fazione da controllare sul campo di battaglia. Si potrà anche selezionare che tipo di partita affrontare scegliendo tra una semplice amichevole oppure una partita classificata, da soli o in compagnia di altri tre giocatori, per delle sfide quattro contro quattro di dimensioni davvero imponenti. Il sistema di gioco, come per tutti i videogames di strategia in tempo reale, è estremamente frenetico e bisogna sempre porre molta attenzione a tutto quello che si fa se si vuole vincere. Tutto è incentrato sulla velocità dei giocatori e sull'abilità nel coordinare mouse e tastiera contemporaneamente mentre si costruisce, si pianifica e si combatte. Specialmente per quanto riguarda i veterani di StarCraft II, il ritorno alle meccaniche originali, con l'impossibilità di non poter selezionare più di 12 unità contemporaneamente, potrebbe essere difficile da digerire fin da subito, ma sicuramente aggiunge quel pizzico di sfida in più che i veri gamers sapranno apprezzare. Per quanto riguarda il comparto tecnico, Blizzard ha il merito di aver svolto un lavoro squisito, attento ai particolari ed estremamente curato. Il titolo può girare fino a 4K e garantisce un'attenzione al dettaglio per la quale chiedere di più sarebbe stato davvero molto difficile, sempre tenendo in considerazione che si sta parlando di un software sviluppato 19 anni fa. Per quanto riguarda il comparto audio, la colonna sonora è rimasta la stessa di un tempo, proprio per questo c’è la possibilità di selezionare l'audio originale con le musiche e i doppiatori che hanno fatto la storia del primo StarCraft o impostare quelle rimasterizzate. Stessa flessibilità viene concessa per quanto riguarda l'aspetto grafico, è possibile infatti passare in qualsiasi momento dalla versione aggiornata del gioco a quella originale, così che si possa apprezzare ancora di più il lavoro svolto dai programmatori Blizzard con quest'opera di restyling, ma soprattutto ci si possa render davvero conto di come ci si divertiva a giocare quasi un ventennio fa. Tirando le somme, con questo StarCraft Remastered, Blizzard ha regalato un vero e proprio sogno a tutti gli amanti di questa spettacolare saga. Puntando sui ricordi di chi lo ha già giocato e investendo sulle nuove generazioni di giocatori che si avvicineranno a questo titolo Blizzard ha compiuto a nostro avviso un’operazione commerciale molto intelligente, estremamente curata e soprattutto ha dimostrato di tenere veramente ai propri fan.



GIUDIZIO GLOBALE:


GRAFICA: 8
SONORO: 9
GAMEPLAY: 9
LONGEVITA’: 9,5


VOTO FINALE: 9

La recensione
Il 98% dell'umanità è scomparsa a seguito di una misteriosa tempesta, riusciranno i sopravvissuti a salvare il pianeta?
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di Francesco Pellegrino Lise

 

Fortnite l’Action-Building game definitivo targato Epic Entertainment è finalmente disponibile negli store online e in copia fisica. Le versioni per PlayStation 4, Xbox One e PC, oltre al gioco di base, includono il Founder’s Pack con un ricco bottino costituito da tesori, oggetti, armi ed eroi utilizzabili una volta che si entra nel vivo dell’azione. Fortnite è un gioco atipico, un piccolo capolavoro alimentato dall’ormai famoso Unreal Engine 4. Tale titolo consente agli appassionati hardcore di sparatutto, di costruzione e di combattimenti in genere, di giocare nello stesso splendido mondo di gioco per centinaia di ore da soli facendo squadra con altri combattenti in rete o in compagnia dei propri amici sempre online. L’esperienza offerta dal titolo Epic Games si divide tra la necessità di raccogliere risorse per i più svariati motivi e quella di costruire dei forti improvvisati per difendersi dall’attacco delle creature maligne che arriveranno di notte a tentare di massacrare i protagonisti e i sopravvissuti che scappano in cerca di iuto. Il tutto avviene con un comparto tecnico da shooter in terza persona semplice ed efficace che renderà fin da subito più che gradevole l’approccio al gioco. Per quanto riguarda la trama, questa è semplice quanto ingegnosa: il 98% della popolazione mondiale è scomparso in merito a una non meglio definita tempesta, e spetta proprio al giocatore l’ingrato quanto eroico compito di trovare i superstiti e metterli in salvo per far sì che il genere umano possa prosperare ancora. Nel farlo sarà necessario scontrarsi con delle creature mostruose che si caratterizzano per dimensioni e caratteristiche differenti, che hanno l’abilità di teletrasportarsi in giro per il mondo e attaccare gli esseri viventi. Il gioco si suddivide in missioni, le quali prevedono sempre una fase iniziale di esplorazione della mappa alla ricerca di risorse, materiali speciali, superstiti da salvare, e una fase finale dove è necessario difendere un obiettivo dall’assalto dei nemici per un determinato numero di minuti. In modo molto simile a Minecraft, in Fortnite si può distruggere quasi ogni cosa per ottenere risorse, comprese automobili, alberi e case. Ogni elemento del mondo di gioco fornisce tipologie di materiali differenti, i quali possono essere utilizzati con un classico sistema di crafting per costruire armi, proiettili, elementi per costruire pavimenti, mura e soffitti del forte (tra metallo, legno e pietra, ognuno con resistenze diverse), trappole da piazzare all’interno della propria costruzione, oggetti curativi e molto altro ancora. In Fortnite le mappe sono generate in modo randomico, ma soprattutto, anche la locazione degli oggetti lo è, inoltre a smorzare la monotonia di uno sfondo che sarebbe potuto essere piatto, c’è il ciclo continuo della fase diurna e notturna, inoltre all’interno della mappa sono presenti anche alcuni macchinari attivabili grazie ai “blub”. Queste piccole sfere blu gelatinose fungeranno da carburante per l’obiettivo da proteggere o serviranno per ottenere alcuni bonus temporanei.

 

 

Per quanto riguarda menù della gestione delle risorse, questo inizialmente può lasciare spiazzati. La quantità di attività e oggetti di cui tenere conto è enorme: il numero di eroi, difensori, sopravvissuti, progetti per armi è difficile da gestire inizialmente, e questo potrebbe stordire più di un giocatore. In realtà la progressione del gioco suddivide poco alla volta questi contenuti, dando il tempo di apprenderne bene le funzioni prima di scoprire nuove meccaniche. Una volta completate le prime missioni, si inizierà ad esempio ad avere un'idea più precisa delle abilità e degli effetti speciali di ogni eroe e arma, creando con cognizione di causa il proprio esercito personale. Ogni personaggio, differenziato sempre da una classe e da varie sottoclassi, possiede abilità specifiche e uniche che lo rendono più o meno adatto a certe missioni, obbligando a variare di eroe in eroe a seconda delle necessità. Inoltre, anche le armi sono situazionali, con abilità di zona, di danno elementale, a distanza o nel corpo a corpo. In tal senso, meritano sicuramente una menzione le armi bianche, al momento incontrastate dominatrici dei gusti della comunità online del gioco, che affronta le ondate di abietti con mazze, rastrelli e piedi di porco potenziati. Ciò rende interessante l'evoluzione dell’endgame, che non si lega al recupero di set completi del massimo livello possibile, ma si concentra più che altro nel collezionare armi e strutture adatte a certi nemici e determinati scopi. Inoltre, il fatto che ogni arma possa danneggiarsi obbliga i giocatori a utilizzare le più potenti solo in determinate situazioni, anche perché gli elementi necessari alla loro costruzione sono spesso difficili da trovare. Le armi dalla distanza sono in ogni caso molto varie e divertenti, con un'eccellente sensazione restituita da ogni colpo, e anche in questo caso il loro utilizzo varia da caso a caso: nemici più veloci hanno bisogno di uan buona cadenza di fuoco, mentre giganti lenti ma potenti richiedono precisione e impatto maggiore. Data l'ottima qualità complessiva delle meccaniche sparattutto, la presenza di una modalità di "invasione pacifica", in cui si entra nelle basi di player sconosciuti per aiutare altri giocatori nella difesa, permette ai meno attratti dal farming e dall'aspetto tattico del gioco di concentrarsi puramente sulle sparatorie, sempre molto divertenti e appaganti. Purtroppo però, la necessità di sbloccare lentamente i contenuti danneggia enormemente l'esperienza complessiva, dato che per molte ore si dovranno affrontare ondate sostanzialmente identiche, prima di poter vedere comparire un nuovo nemico, caratterizzato da nuove animazioni e tattiche. Inoltre, limitarsi ad aumentare saltuariamente la vita e il danno di alcuni nemici per aumentare il livello di sfida è non solo sintomo di scarsa originalità, ma anche di pessimo design. Il titolo, insomma, costringe l'utente a sopportare lunghe sessioni di gioco che rischiano di risultare monotone e poco vivaci: un problema strutturale non da poco, che tende a smorzare gli entusiasmi delle prime ore di gioco. Certo, c’è da dire che se il gioco viene affrontato con un team di amici tali difetti verranno notati di meno, ma comunque il rischio di ripetitività è molto alto. Se l'elemento "ruolistico" e le fasi di shooting si dimostrano abbastanza solide, è nella creazione e nell'uso delle strutture difensive che il gioco mostra le sue migliori qualità. Ogni struttura o trappola è pensata per uno scopo, che è quello della resistenza al nemico: ogni altro genere di creazione può al massimo dar sfoggio delle abilità architettoniche del creatore. Tenendo conto di tutto ciò, la quantità e la qualità di trappole e opzioni per il giocatore è eccellente, e gli sviluppatori sono riusciti a mantenere equilibrata la sfida grazie a un'ottima intelligenza artificiale del nemico, oltre ad una varietà degli abietti abbastanza buona sin dalle prime fasi. In Fortnite sono presenti anche una serie di alberi di abilità per praticamente ogni cosa, essi sono molto lunghi e complessi da completare, il che conferisce al titolo di Epic Games una buona longevità.

 

 

Dal punto di vista grafico, il gioco possiede una solidità strutturale a tutto tondo, esteticamente è gradevole da vedere e offre, nella sua semplicità, linee, modelli e strutture ben realizzati. Molto buona la fluidità di gioco e la palette di colori utilizzata per caratterizzare le arene dove si svolge la parte action del titolo. Dal punto di vista dell’audio, il comparto sonoro si difende bene offrendo tutta una serie di effetti ben realizzati e sempre coerenti. Il titolo parla inglese, ma una serie di sottotitoli faciliteranno la comprensione dei dialoghi a chi ha poca confidenza con la lingua di Sua Maestà. Peccato per l’assenza di una colonna sonora epica che sottolinei i momenti clou dell’azione, ma nonostante questo, il gioco si difende bene nel complesso. Tirando le somme, questo Fortnite rappresenta un titolo che vale assolutamente la pena di giocare. La grande varietà di cose da fare e la possibilità d’interagire con i propri amici fa di questo gioco un ottimo prodotto dedicato a gamers di tutte le età. Il nostro consiglio? Provatelo, giocatelo a fondo e senza ombra di dubbio passerete moltissime ore di piacevole divertimento in sua compagnia.



GIUDIZIO GLOBALE


Grafica: 8,5
Sonoro: 8
Gameplay: 8
Longevità: 9


VOTO FINALE: 8,5

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