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La recensione
Cavalieri, Vichinghi e Samurai si danno battaglia in un mondo dettagliatissimo e super-competitivo
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di Francesco Pellegrino Lise


L’attesa è finita. For Honor, il videogame che celebra l’arte del combattimento medievale sviluppato da Ubisoft per Pc ,Xbox One e PlayStation 4 è finalmente realtà. La nuova e ricchissima Ip ha il pregio di discostarsi dai soliti teatri di guerra che popolano i videogiochi, prevalentemente dominati da paesaggi urbani e scontri con armi da fuoco, ma anche da tutti quei titoli fantasy che fanno di guerrieri, maghi, orchi ed elfi il loro punto di forza. For Honor stupisce già fin dal primo impatto rappresentando un medioevo alternativo, sporco, dilaniato dalla guerra, dove il vero protagonista è lo scontro all’arma bianca e il sangue che scorre nel fango sotto una pioggia battente. Ma come è strutturato questo titolo? For Honor è un software che punta tutto sul comparto multiplayer, ma offre anche una campagna in single player che in sostanza funge da vasto tutorial e prepara alle numerosissime battaglie che si dovranno affrontare online. Ma partiamo dal principio: nel gioco sono presenti tre fazioni: Cavalieri, Samurai e Vichinghi. La prima volta che si gioca verrà chiesto al giocatore a quale fra queste tre si vuole giurare la propria fedeltà. La scelta è molto importante perché, come esamineremo più avanti ogni partita che si giocherà garantirà alcune risorse che serviranno alla fazione scelta per conquistare i territori degli avversari o difendere i propri. Fatto ciò, bisognerà creare il proprio emblema attraverso un semplice editor e affrontare il tutorial di base che insegnerà a chi si trova dinanzi lo schermo le basi del combattimento. Una volta fatto ciò si verrà trasportati nel menù principale che offrirà diverse opzioni fra cui quella di iniziare la campagna o affrontare gli scontri online. Parlando della prima tipologia, giocabile anche in cooperativa con un amico, essa si snoda attraverso tre racconti che porteranno a visitare le terre natie delle fazioni coinvolte nel conflitto, dando modo di conoscere il loro passato e apprendere la reale motivazione che le spingono a combattersi l’un l’altra. Se giocata ad un difficoltà normale, la campagna non impegna molto tempo e porta via circa sei ore. Discorso ben diverso va invece fatto per la modalità realistica, dove per portare a termine la storia sarà richiesto oltre il doppio del tempo, oltre che una buona dose di pazienza. Inoltre, per rendere il tutto ancora più complesso, non ci sono i tanti checkpoint presenti nei livelli più bassi di difficoltà, né è presente un interfaccia grafica per capire come difendersi o attaccare. Insomma, nonostante la campagna non brilli per profondità della trama, essa svolge un ottimo ruolo introduttivo sia sul lato della conoscenza delle fazioni sia dal punto di vista dell’apprendimento delle tecniche di combattimento.

 

 

Parlando della vera anima del gioco, ovvero il comparto multigiocatore, anche qui sono presenti le ormai note tre fazioni. Per ognuna di esse sono disponibili quattro classi: Avanguardia, Pesante, Assassino e Ibrido. L'Avanguardia, costituita da Guardiani, Razziatori e Kensei, è sostanzialmente la classe più semplice da usare. Abbastanza versatile nel combattimento e con una buona capacità di danno, può facilmente spezzare la guardia del nemico scaraventandolo a terra o penetrare la difesa con attacchi non bloccabili. Nella classe Pesante ci sono invece Conquistatori, Condottieri e Shugoki. Classificati con una media difficoltà di utilizzo, possiedono pesanti armature che li rendono più resistenti ai colpi, più lenti e con un'ottima capacità di blocco e di contrattacco. Pacificatori, Berserker e Orochi appartengono alla categoria Assassino: rapidissimi nei movimenti ma difficili da padroneggiare, sono letali nel combattimento ravvicinato ma indossano armature leggere, mentre la portata ridotta li rende facili prede degli avversari. Infine c’è la classe Ibrido, che compre Giustizieri, Valchirie e Nobushi. Anche per loro la difficoltà di utilizzo è abbastanza elevata, però rispetto agli Assassini hanno il vantaggio di una portata maggiore di attacco, e armature più resistenti capaci di sopportare qualche colpo in più. Nonostante le classi siano suddivise in quattro categorie, ogni eroe ha uno stile personalizzato di combattimento con movimenti, prese e capacità di contrattacco differenti. Ad esempio, per quanto riguarda le Avanguardie, i Guardiani hanno un attacco diretto e possono interrompere le azioni avversarie ma non bloccarle temporaneamente come invece fanno i Razziatori, mentre tutti gli attacchi pesanti dei Kensei sono sostanzialmente inarrestabili, il che li rende davvero pericolosi. Grazie a queste differenze tra le classi delle varie fazioni e ai diversi stili di combattimento, in pratica si hanno dodici classi diverse con cui scendere sul campo di battaglia.

 

 

Ed è proprio nel sistema di combattimento che For Honor esprime il suo potenziale offrendo un sistema di gioco semplice da usare, ma nello stesso tempo complesso da padroneggiare. Una volta scesi in battaglia, è possibile sferrare fendenti dai lati e dall'alto, prestando sempre attenzione ai movimenti dell'avversario intento a parare il colpo in arrivo. Spostando l’arma nella stessa direzione dell'attacco, attraverso lo stick analogico destro, è difatti possibile bloccare un colpo oppure effettuare un contrattacco, interrompendo l'azione avversaria. Parare però non è sempre la soluzione migliore: il nemico può infatti usare uno spezza-guardia o una presa per spingere il nostro alter ego virtuale e fargli perdere l'equilibrio, lasciandolo temporaneamente indifeo. Perciò è bene imparare anche a schivare e, al momento giusto, contrattaccare senza pietà. Negli sontri 4vs4, ad aiutare il giocatore negli scontri, ci sonoun buon numero di abilità attive e passive, che si sbloccano con l'avanzamento del livello del personaggio e grazie alle quali si potrà talvolta cambiare le sorti dello scontro. Inoltre, una speciale modalità, chiamata Vendetta, garantirà resistenza infinita e l'immunità temporanea ai danni quando si è attaccati da più nemici. Essa si attiverà anche una volta incassato, parato o schivato un buon numero di colpi, riempendo una barra posta in basso a sinistra dello schermo. Un'altra cosa che rende l’esperienza di gioco ancora più complessa sono i pericoli dell’area di gioco. È difatti possibile sfruttare alcuni fattori ambientali come i geyser o le pozze di lava per ferire i nemici. È inoltre molto facile sbilanciare un nemico e gettarlo da un ponte o infilzarlo sugli spuntoni che fuoriescono dalle pareti per rovesciare totalmente il risultato di un duello. Perciò non solo è bene prestare attenzione a dove si mettono i piedi, ma conoscere le mappe per sfruttarle a proprio vantaggio.

 

 

For Honor però non si limita esclusivamente a semplici scaramucce tra combattenti. Con la Guerra delle Fazioni, ad ogni fine scontro, si accumulano punti per la “squadra” scelta all'inizio del gioco che andranno distribuiti per difendere o conquistare un territorio al fronte. Ogni Guerra di Fazioni dura una stagione, suddivisa in 5 round. La fazione che si aggiudicherà più territori avrà diritto a premi unici e a modifiche permanenti agli scenari di gioco per le stagioni future. La Guerra di Fazioni include tutte le modalità multigiocatore (anche quelle contro i bot), quindi l’importante non è contro chi si vuole combattere, ma combattere. Ultima ma non per questo meno importante parentesi sulla Guerra di Fazioni è che la distribuzione delle risorse post battaglia condivise sulla mappa dei territori è cross-platform, il che vuol dire che tutti i giocatori appartenenti alla fazione dei Cavalieri, ad esempio, condivideranno le proprie risorse di guerra con chiunque appartenga alla fazione, siano essi su Xbox, su PC o su PlayStation. Ciò non significa però che l'intero gioco sia cross-platform. Nelle partite multigiocatore infatti ci si scontrerà solo con giocatori della stessa piattaforma. Ultimo ma non per questo meno importante aspetto da evidenziare è che la scelta di una determinata fazione non vincola l’uso esclusivo dei personaggi appartenenti ad essa. Quindi ad esempio, se si è scelto di appoggiare la causa dei Samurai, durante gli scontri si potranno usare lo stesso anche le classi vichinghe o dei cavalieri. Per quanto riguarda le tipologie di scontro in multiplayer, sarà possibile giocare a Dominio, Eliminazione, Schermaglia, Duello e Mischia. In Dominio bisogna lottare per conquistare e mantenere il possesso di tre aree presenti sul campo di battaglia e accumulare un totale di 1000 punti così da mandare in rotta la squadra avversaria e precluderle la possibilità di tornare a lottare. In Schermaglia invece è necessario sconfiggere più nemici possibile per accumulare punti e mandare in rotta gli avversari mentre in Eliminazione è sufficiente eliminare gli eroi avversari per vincere lo scontro al meglio di 5 round. Se invece si preferisce di più la tecnica al semplice massacro, Duello (1vs1) e Mischia (2vs2) sono la scelta migliore: in entrambe bisognerà aggiudicarsi un totale di tre round su un massimo di cinque per portare a casa la vittoria, l'unica differenza è il numero di giocatori coinvolti. Naturalmente ognuna delle modalità elencate garantisce al termine dello scontro un buon numero di punti esperienza e di pezzi d'Acciaio, la valuta del gioco necessaria per sbloccare elementi estetici, potenziamenti e abilità dei guerrieri. Se si è particolarmente fortunati, a fine scontro si possono vinceremo anche parti di equipaggiamento per potenziare e personalizzare gli eroi. Per rendere il tutto ancora più longevo, Ubisoft ha inserito anche alcuni ordini, giornalieri e non che richiedono il completamento di alcuni compiti. Essi garantiscono un numero elevato di punti esperienza e acciaio. Ogni personaggio una volta raggiunto il livello 20 guadagnerà un grado notorietà. Il livello massimo di notorietà per ogni guerriero è il 30, quindi per raggiungere tale traguardo con un singolo eroe bisognerà giocare davvero moltissimo, il tutto a favore di un’ottima longevità. Aumentare di notorietà inoltre permetterà di sbloccare pezzi per armatura e armi sempre più potenti ed esteticamente migliori. Sempre restando in tema giocabilità, va detto che i bot godono di un sistema d’intelligenza artificiale buono, suddivisi in livelli di difficoltà, questi personaggi interpretati dal computer si comportano proprio come se fossero dei giocatori virtuali, quindi anche nel caso si scelga di combattere senza effettuare un matchmaking, l’esperienza di gioco è sempre di buon livello.

 

 

Dal punto di vista estetico For Honor è una vera gioia per gli occhi: su Pc è splendido e su console è altrettanto incredibile. La struttura poligonale dei singoli personaggi è davvero valida; i dettagli e le texture sono molto ben definiti e questo dona stile e carisma ai personaggi. Da vedere, infatti, le differenti tipologie di condottieri sono davvero incredibili e con uno stile davvero d’impatto. Stesso discorso vale per gli ambienti: molto dettagliati e particolareggiati in base al luogo di provenienza delle fazioni. Ottima anche la possibilità di giocare a uno stesso stage ma con condizioni climatiche differenti. Foreste rigogliose, picchi innevati, pagode circondate da ciliegi in fiore, imponenti templi e castelli tartassati dal fuoco continuo delle catapulte sono una vera gioia per gli occhi. Peccato per le truppe che compongono i tre eserciti che sono in sostanza una serie di cloni che avanzano in gruppo e non hanno quasi niente di differente l’uno dall’altro. Dal punto di vista dell’audio, scendere sul campo di battaglia è davvero emozionante grazie a un doppiaggio in italiano di buon livello, ad effetti sonori sopraffini e a musiche che esaltano il giocatore. Fin qui tutto bene, ma purtroppo For Honor è afflitto da un grosso problema. Problema che va a minare proprio la componente multi giocatore e che rende spesso impossibile giocare online attraverso il matchmaking. Il sistema dei server adottato da Ubisioft infatti spesso e volentieri rende le partite in giocabili. Durante la nostra prova, molte volte, ci è capitato di cadere a metà o a fine partita e non eravamo i soli. Spesso durante i match capita di vedere un via vai continuo di gente con conseguente rallentamento o blocco dell’immagine. Fortunatamente si possono affrontare scontri con i bot senza il matchmaking, ma, nonostante l’ottima Ia dei personaggi controllati dal computer, non è la stessa cosa. Inoltre giocare una partita con i bot vuol dire ricevere meno acciaio e meno esperienza. Speriamo che questi problemi siano risolti in breve tempo perché lanciare un ottimo prodotto che punta tutto sul comparto online, ma avere grossi problemi ai server che si riflettono sulla stabilità del gioco è davvero controproducente e rischia di uccidere un brand dal potenziale altissimo. Tirando le somme, ed escludendo i problemi per il comparto online, For Honor è un ottimo titolo, in grado di risvegliare quella voglia di competizione sana che molto spesso manca nei videogames. Ambientazioni epiche e doppiaggio ben fatto fanno del prodotto di Ubisoft un piccolo grande capolavoro. Nella speranza che in tempi ristrettissimi la casa francese riesca a risolvere i problemi legati all’online, il nostro consiglio è sicuramente quello di giocarlo per provare finalmente qualcosa di nuovo ma soprattutto qualcosa di veramente bello.



GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9
Sonoro: 9
Gameplay: 9 (senza problemi di server), 4 (con i problemi di server)
Longevità: 9

VOTO FINALE: 9 (senza problemi di server), 7 (con problemi di server) 

Social media
L’azienda apre la vendita degli occhiali hi tech attraverso l’e-commerce negli Usa
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di Francesco Pellegrino Lise


Sotto scacco da parte di Facebook, Instagram e WhatsApp, ma soprattutto in vista della quotazione in Borsa, Snap, la società proprietaria dell'app Snapchat, ha deciso di puntare sull'hardware. La compagnia infatti amplia la vendita dei suoi occhiali dotati di videocamera chiamati Spectacles. Essi non saranno più disponibili solo in negozi temporanei "a sorpresa", ma chiunque negli Usa li potrà acquistare online. Grazie a questi dispositivi, introdotti nel settembre 2016 , gli utenti del social possono registrare brevi video, in alta qualità e in un formato simile al fish eye (con un campo visivo di 115 gradi), per poi condividerli con i propri amici su Snapchat. Ma quanto costano? Il prezzo è davvero allettante, si parla infatti di 130 dollari, in pratica il loro prezzo è equiparabile a quello di un buon paio di occhiali da sole, con la differenza che la tecnologia di bordo è davvero innovativa. Vicino alla lente destra infatti è posizionata una fotocamera, mentre a sinistra è presente un flash anulare. Ma come funzionano? Il principio è molto semplice: basta toccare l’asticella per registrare un minivideo di 10 secondi. Questo viene poi viene spedito allo smartphone e da lì condiviso esclusivamente su Snapchat. Gli Spectacles finora si potevano acquistare solo da distributori automatici particolarmente vistosi, chiamati SnapBot, che spuntavano a sorpresa, e per poco tempo, nelle città degli Usa. Adesso invece sono disponibili anche online nei colori nero, rosa e verde. Nella confezione sono inclusi il cavo che consente di ricaricarli e la custodia. Per averli, dopo aver fatto l'ordine, si devono attendere dalle due alle quattro settimane e naturalmente sono acquistabili esclusivamente negli States. E per noi italiani? Attualmente ancora non si sa quando saranno disponibili nel Bel Paese, ma esiste un modo per averli anche nel nostro Paese: è possibile affidarsi a servizi come Parcl, il cui sistema si basa su intermediari che ricevono il prodotto da noi acquistato, spedendolo poi dove più si desidera. Insomma, se proprio non si può fare a meno di raccontare le proprie giornate sui social network, questi occhiali hi-tech rappresentano il modo più semplice ed efficace per immortalare ciò che si vede ogni giorno.

Instant messagging
Arrivano sulla chat gli aggiornamenti di stato comprensivi di foto, video e gif animate
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di Francesco Pellegrino Lise


Circa otto anni fa, più precisamente il 24 febbraio del 2009, WhatsApp arrivò sugli App Store. All’inizio non era così come tutti lo conoscono oggi: l’idea originale su cui si basava il progetto era quella di creare un’applicazione che permettesse di far sapere agli amici e ai contatti quello che si stava facendo tramite un aggiornamento di stato. Ed è proprio su questo principio che prende spunto la novità introdotta con l’ultima versione della popolare app di instant messagging. Questa feature si chiama "Status" ed è contenuta in un aggiornamento globale per iOS, Android e Windows Phone disponibile già dal 22 febbraio. La novità sembrerebbe praticamente identica alle "Storie" di Facebook, Instagram e Snapchat e nasce dal recente aggiornamento della Camera di WhatsApp, con cui è possibile condividere foto, video e gif che possono essere personalizzati con emoticon, testo e disegni. Grazie a Status gli utenti avranno la possibilità di commentare e controllare chi visualizza i propri stati, decorare come meglio credono le loro immagini e condividere il tutto con la lista dei propri contatti. La funzione consente inoltre di inviare una storia a tutta la rubrica, ma per gli utenti più riservati c’è anche la possibilità di silenziare la novità e ignorare i messaggi dei propri amici. Il traffico sulla piattaforma di messaggistica è destinato ad intensificarsi ed aumentare, l’azienda ha un bacino di oltre un miliardo di utenti, ogni giorno vengono inviati 50 miliardi di messaggi, 3.3 miliardi di foto, 760 milioni di video e 80 milioni di GIFs. Nel corso del 2016, il numero di immagini condivise è raddoppiato mentre quello di video è triplicato. È evidente, dunque, che se Status dovesse avere il successo sperato spingerà ancora più in alto WhatsApp, che potrebbe rivelarsi un concorrente davvero duro per Snapchat. WhatsApp, infatti, è ormai un'applicazione completa da ogni punto di vista, ed intaccare il suo successo sembra ormai un'impresa titanica.

 

Dal 15 al 19 marzo
L'evento ospiterà anche il "Drago d'Oro", l'Oscar italiano dei videogiochi
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di Francesco Pellegrino Lise


Se vivete a Roma e amate i videogames, sarete ben lieti di sapere che dal 15 al 19 marzo, la Capitale ospiterà un evento che non ha precedenti in Italia: Let’s Play, il primo festival del videogioco ospitato inItalia, che per cinque giorni colonizzerà la ex caserma di via Guido Reni con eventi e iniziative di ogni tipo, legate ovviamente al mondo del gaming. La cinque giorni è un evento organizzato da Let’s Play Srl e da Q-Academy Impresa Sociale in collaborazione con AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) e realizzato con il sostegno di MiBACT, direzione Cinema, MIUR e Regione Lazio e con il patrocinio di Roma Capitale, CNI UNESCO, ANCI, Centro Sperimentale di Cinematografia, “UNESCO - Rome City of film”, SIAE, Federculture, Confindustria Cultura Italia, sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, media partner RDS 100% Grandi Successi. Per cinque giorni Istituzioni, Big del settore e consumatori si incontreranno per giocare, ma anche per discutere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo che questo mondo ricopre per l’economia italiana, mostrando i videogame nel loro ruolo di strumento culturale a 360° che è in grado di far dialogare arte, pedagogia, informatica, istruzione e sviluppo economico. Inoltre, nella serata del 16 marzo, Let’s Play ospiterà il Premio Drago D’Oro (www.premiodragodoro.it), l’evento ispirato ai più importanti awards internazionali che celebra le eccellenze del mondo dei videogiochi, promosso da AESVI. Ma non saranno solo le eccellenze internazionali a farla da padrona, perché saranno tanti anche i team e i titoli italiani indipendenti da scoprire e giocare nell’area dedicata alla Regione Lazio.  In totale oltre 200 macchine per far divertire veramente tutti in quello che, ad oggi, si prospetta come il più grande electronic consumer show mai proposto nella capitale. L’offerta consumer si conclude con un palco dedicato agli YouTubers dove i fan potranno incontrare dal vivo FaviJ, i Mates, Sabrigamer, Awed, Tudor e tanti altri beniamini del grande tubo. Per acquistare i biglietti basterà andare sul sito ufficiale: http://www.letsplay.net/IT

 

Il fenomeno in crescita Un passatempo per tutti. Un’opportunità di lavoro. Uno strumento per imparare. Un mezzo per veicolare cultura e conoscenza del mondo. Il videogioco negli ultimi anni è diventato un vero e proprio fenomeno sociale capace di coinvolgere non più solo i giovani under 18 ma tutta la famiglia. Sono oltre 25 milioni infatti gli italiani che videogiocano, ovvero circa il 50% della popolazione (si va dai 14 anni agli over 65), senza alcuna differenza di genere (metà uomini e metà donne).E se da una parte è facilmente immaginabile che la concentrazione maggiore di videogiocatori rientri nella fascia 14-24 (ovvero il 19,2%), dall’altra sorprende vedere che al secondo posto si colloca la fascia di popolazione adulta, quella tra i 34 e i 44 anni, che rappresenta il 18,1% dei videogiocatori italiani. Il videogiocatore tipo ha un grado di istruzione elevato (il 49,8% è in possesso di un diploma di scuola media superiore o di una laurea) e un notevole potere di acquisto (il 24% è ha un reddito alto e medio-alto). Anche i dati di business parlano di un settore in crescita (+6,9%) capace di sfiorare, nel 2015, il miliardo di euro di fatturato. Il mercato dei videogame appare quindi in crescita costante e, negli ultimi anni, il nostro Paese ha assistito a un vero e proprio boom. Anche il mondo delle istituzioni se n’è reso conto, tanto che nel 2016, con l’intento di favorire lo sviluppo ulteriore di questo settore, è stata approvata in via definitiva la legge di riforma del cinema e dell'audiovisivo, con la quale si estende il meccanismo del “Tax credit”, già previsto per il settore del cinema, anche alla produzione e alla distribuzione di videogiochi prodotti in Italia. Si tratta di un’importate riforma che apre concretamente la strada allo sviluppo del mondo del videogioco. Una politica, quella del “Tax credit”, che ha portato importanti risultati nei Paesi che l’hanno adottata prima di noi, come per esempio la Francia o il Regno Unito, che oggi sono tra i principali paesi produttori di videogiochi insieme ad USA e Canada.

 

Anteprime, cultura e divertimento Per 5 giorni Roma diventerà la “casa” del videogioco, ospitando importanti anteprime come Tekken 7 e Little Nightmares di Bandai Namco Entertainment o Horizon Zero Dawn™ e Gran Turismo® Sport di Sony Interactive Entertainment, che porterà anche PlayStation®VR. E ancora, sarà possibile cimentarsi con la nuova console Nintendo Switch, che sarà lanciata il 3 Marzo, giocando con titoli molto attesi come Legend of Zelda: Breath of the Wild e Mario Kart 8 Deluxe. Sarà presente anche Nintendo 3DS con Super Mario Sports Superstars in uscita il 10 Marzo. Durante Let’s Play saranno oltre 30 i titoli giocabili: For Honor e Ghost Recon: Wildlands di Ubisoft, Nier Automata, Sniper Elite 4 e Berserk and the Band of the Hawk distribuiti da Koch Media e LEGO: Worlds di Warner Bros, sono solo alcuni dei giochi più attesi. Microsoft sarà presente con ben 4 titoli di grande successo: Gears of War 4, Recore, Forza Horizon 3 e Halo Wars 2. Quattro i titoli per Activision: Call of Duty: Infinite Warfare, Destiny: i signori del ferro, Skylander Imaginators e Overwatch della Blizzard. EA farà giocare a Titanfall 2, FIFA 17 e Battlefield 1. 2K è presente con i propri titoli sportivi, NBA 2K17, WWE 2K17 e con Mafia III, l’ultimo capitolo della famosa ed acclamata serie. Infine, tra i protagonisti più attesi di questo Festival, le italianissime Milestone e 505 Games, che saranno presenti con le loro simulazioni di guida sportiva: Ride 2 e Valentino Rossi the game per la prima, Assetto Corsa e Rocket League per la seconda. Tutti questi titoli saranno acquistabili presso i due punti vendita Euronics, retailer partner in esclusiva della manifestazione, che porterà anche una valanga d'intrattenimento elettronico all'interno dei 240 metri quadrati dell’Euronics Village. 

 

Un fatturato più alto di musica e cinema Nel mondo, il mercato del videogame – sia esso per console, pc o smartphone – vale più di 99 miliardi di dollari2 ed è caratterizzato da un trend in costante crescita. Un dato, quello del fatturato, molto significativo anche se confrontato con altre forme di intrattenimento più “tradizionali” come quelle di cinema e musica. Ebbene, nel 2015, il cinema, inteso sia come presenze al box office che come distribuzione digitale, ha generato un fatturato complessivo di circa 64,3 miliardi di dollari3, mentre la musica, sia digitale che come supporto fisico, ha portato a un fatturato di circa 17 miliardi di dollari. Ad appena 60 anni di “vita”, il videogioco insomma è riuscito a superare due realtà che hanno alle spalle ben oltre un secolo di storia.

La recensione
Il cecchino Karl Fairburne sbarca nell'Italia del 1943 per contrastare la minaccia nazista
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di Francesco Pellegrino Lise


La saga di Sniper Elite, sviluppata dal team di Rebellion, è sinonimo di originalità e di grande passione nella realizzazione degli scenari della Seconda Guerra Mondiale. Dopo un avvincente terzo capitolo ambientato durante la campagna d’Africa, il cecchino Karl Fairburne sbarca nell’ Italia del 1943 per  combattere le truppe naziste e fasciste al fine di facilitare l'avanzata degli Alleati nella Penisola. Con Sniper Elite 4, disponibile su Pc, Xbox One e PlayStation 4, Rebellion ha deciso di proseguire sulle tracce lasciate dall'episodio precedente, valorizzando nuovamente l'ampiezza di mappa e riproponendo il gameplay che ha reso celebre la serie. Una volta avviato il gioco, verrà spiegato il compito del protagonista: questa volta il cecchino è in missione speciale per recuperare informazioni su una potente nuova arma in possesso dei nazisti in grado di cambiare le sorti della guerra. Per portare a termine il suo compito però dovrà viaggiare e visitare alcuni dei luoghi più belli della penisola italica aiutando i partigiani a eliminare gli ufficiali nazisti più influenti che occupano il territorio. L'incipit narrativo di Sniper Elite 4 non è certamente tra i più originali, ma veicola perfettamente tutta una serie di vicende che appassionano e fanno del gioco un titolo davvero interessante. La location italiana è realizzata davvero bene e la direzione artistica dei vari paesaggi ha il suo fascino. Per quello che concerne la giocabilità, l'approccio alla missioni si mantiene fedele al solito della serie, anche se fin dalla prima missione Rebellion vuole mettere in mostra le novità di questo quarto capitolo, ovvero: verticalità degli ambienti e ampiezza delle mappe.

 

 

Arrivati sul campo di battaglia, le prime fasi saranno come sempre dedicate alla perlustrazione e allo scouting dell'ambiente circostante: cercare un luogo sopraelevato dal quale identificare tutte le minacce presenti in zona. Nonostante la possibilità di arrampicarsi e cercare zone con una vista più ampia per poi passare all'azione, Sniper Elite 4 conserva molto le caratteristiche dei precedenti, spostando solamente lo scontro a un livello superiore per via della vastità delle mappe. Sniper Elite 4 è, come lo era il suo predecessore, un titolo che preferisce appagare il giocatore tramite la confidenza con i bersagli da uccidere e la spettacolarità delle kill cam a raggi X, piuttosto che con la difficoltà degli scontri. Per quanto riguarda l’azione di gioco, invece, se si è amanti della sperimentazione, è possibile provare a cambiare stile di approccio e tentarne uno più diretto, ma sicuramente molto più difficile. Naturalmente il titolo incoraggio in tutti i modi lo stealth, ma si sarà comunque liberi di imbracciare il proprio mitragliatore e tentare il massacro. La campagna, costituita da otto lunghe missioni ambientate in altrettanti paesaggi, ha il pregio di svilupparsi all'interno di aree molto grandi che porteranno via molto tempo per essere esplorate tutte: fra collezionabili sparpagliati lungo tutta la mappa e missioni secondarie, di cose da fare ce ne sono davvero tante. Grazie a un level design curatissimo poi, viaggiare in lungo e in largo per le varie isole, agglomerati urbani e foreste sarà una vera gioia per gli occhi di chi gioca. Il sistema di crescita di Karl infine è condiviso fra single player e multiplayer: ogni volta che si completerà una missione rispettando determinati canoni, si riceverannoi punti esperienza che serviranno per aumentare di livello e sbloccare le abilità dallo skill tree (piuttosto scarno) del personaggio. Ci si trova infatti dinanzi a una griglia di abilità sbloccabili dal livello 5 al livello 30, che andranno a modificare alcuni dei parametri principali del gameplay di Karl, come la trattenuta del respiro, la resistenza a determinati colpi e così via, ma che non permettono una vera e propria caratterizzazione del personaggio, tanto da rendere i miglioramenti davvero percettibili solo una volta aver raggiunto il livello 30 e aver sbloccato tutte le opzioni. L'arsenale proposto invece è discretamente vario, e può essere migliorato acquistando nuove armi tra una missione e l'altra, oppure potenziando quelle già in possesso, non prima di aver completato alcune sfide, come un determinato numero di uccisioni, colpi letali in specifiche parti del corpo e altre richieste più o meno simili.

 

 

Per quanto riguarda il già citato multiplayer, come il precedente capitolo, è possibile affrontare l'intera campagna in co-op, sia con qualche amico sia aprendo la propria partita a qualche giocatore disponibile in rete. Non manca altresì una modalità Sopravvivenza, dove, in compagnia di tre alleati, occorre difendere una postazione dall'assalto di numerose ondate nemiche all'interno di arene speciali. Per quanto riguarda il competitivo, invece, ci sono: Deathmatch e Re dalla Distanza(entrambe con la loro variante a squadre), Attraversamento Vietato e Controllo (una sorta di modalità Conquista). Per quanto riguarda la longevità, la campagna di Sniper Elite 4 terrà impegnati i giocatori, a seconda della difficoltà selezionata, per una durata che può andare dalle 8 alle 14 ore di gioco, le quali potrebbero comunque anche aumentare nel caso si decida di procedere alla raccolta di tutti i collezionabili (lettere e statue) sparsi per le ambientazioni. Dal punto di vista tecnico l'ultima fatica dei Rebellion è certamente un prodotto che si lascia ammirare con piacere. Ogni scenario, considerata anche l'eccellente vastità e l'ottima diversificazione artistica, ha un colpo d'occhio molto buono, con una pulizia dell'immagine globalmente sempre di alto livello. Ottimo anche il comparto audio che, supportato da uno squisito doppiaggio in lingua italiana, fa di Sniper Elite 4 un gioco da possedere. Tirando le somme, nonostante le somiglianze con il suo predecessore, quest’ultimo capitolo del cecchino Karl Fairburne è un gioco davvero ben fatto. Certo, non è un titolo per giocatori frettolosi o per chi vuole un’azione spara uccidi e corri, ma rappresenta, come sempre, un’ottima simulazione di cecchino ambientata nella Seconda Guerra Mondiale.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Gameplay: 7,5
Longevità: 7,5


VOTO FINALE: 8

L'indiscrezione
Il cellulare dei record, 126 milioni di esemplari, potrebbe trovare nuova vita tra pochi giorni
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Francesco Pellegrino Lise


A volte ritornano, e mai come questa volta, il suo ritorno sarebbe una cosa davvero molto gradita. Stiamo parlando del mitico Nokia 3310, uno fra i telefonini più amati e venduti di sempre. Che il cellulare sia in fase di rilancio, lo ha anticipato HMD Global Oy, l’azienda che ha comprato i diritti del marchio Nokia per la telefonia tradizionale, dopo l’acquisizione della parte industriale del gigante finlandese da parte di Microsoft. L’erede del 3310 avrà un prezzo di 59 euro circa e connessione 3G: insomma, potrebbe essere il “dumb phone” del futuro. A rendere più forte la notizia ci sono le indiscrezioni di Evan Blass di "VentureBeat" secondo cui HMD si concentrerà su tre dispositivi Nokia al prossimo Mobile World Congress di Barcellona, ovvero i: Nokia 5, Nokia 3, e un altro telefono che, appunto, potrebbe riportare in vita il mitico 3310. Il cellulare dell'azienda finlandese ha venduto dal 2000 al 2005 ben 126 milioni di esemplari ed è considerato da chiunque lo abbia posseduto una specie di telefono-Hulk: schermo in bianco e nero, guscio personalizzabile e una resistenza davvero sorprendente. Semplicissimo da utilizzare e per questo accessibile a tutti, l'unica funzione smart che possedeva erano gli sms. Niente fotocamera o altre tecnologie del futuro, il Nokia 3310 si è conquistato la sua reputazione grazie a una performance e a una resistenza unica. Prendeva segnale anche in metropolitana, rapidissimo nell’aggancio della linea, poteva volare cadere da tasche o borse innumerevoli volte senza rompersi. Al massimo si divideva come un puzzle in tre pezzi (batteria, cover frontale e corpo del telefono) per poi ripartire come se niente fosse. Ma forse, la caratteristica che piaceva di più a tutti e che la batteria poteva durare anche una settimana. Riuscirà questo nuovo ipotetico modello ad eguagliare il mito? Non resta altro che aspettare fiduciosi e incrociare le dita. 

Social network
La piattaforma di Mark Zuckerberg si avvicina alla rivale Snapchat
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di Francesco Pellegrino Lise


Mark Zuckerberg sembra non dormire mai ed essere un vulcano di idee in continua eruzione. Facebook infatti ha introdotto un importante aggiornamento della fotocamera in Italia e in altri sette paesi nel mondo. Questo update include tre nuovi elementi: Le "Storie", l'opzione "Direct" e una "Camera in App". L’aggiornamento della fotocamera è in corso da poche ore, quindi potrebbe non essere da subito disponibile per tutti. L'azienda di Menlo Park aveva già sperimentato le nuove funzioni in alcuni altri paesi, compresi gli Stati Uniti, e ora sta provvedendo a estenderli al resto del mondo. Le novità riprendono diverse funzioni inserite negli ultimi mesi all’interno di Messenger e di Instagram, applicazione di proprietà di Facebook. Funzioni analoghe dovrebbero essere introdotte nei prossimi mesi anche su WhatsApp, altra applicazione per scambiarsi i messaggi di proprietà di Facebook. Ma veniamo a queste nuove features: le Storie, sono sbarcate prima negli Usa, ma ora anche sulla versione nostrana della piattaforma arriva la possibilità di raccontare in pillole la propria giornata grazie a scatti e filmati che si autodistruggeranno dopo 24 ore. Lanciate da Snapchat per prime, le Storie hanno dimostrato di non essere solo apprezzate dagli adolescenti, che rappresentano la maggior parte dell'utenza "snap", ma anche dal pubblico di tutte le età. Per quanto riguarda Direct, questa è un’opzione ideata per postare foto e video in mondo temporaneo con uno o più amici nello specifico. Con la nuova fotocamera, si possono infatti condividere i propri contenuti con i propri contatti attraverso Facebook, con la possibilità di vederli fino a 2 volte. Dopo 24 ore da quando l’amico avrà visto la foto, il video, o un messaggio, questi spariranno e non saranno più visibili, dinamiche che riprendono le peculiarità di Snapchat. La nuova Facebook Cam invece include una Fotocamera in-app, dotata di effetti creativi ed interattivi per stimolare il divertimento dei propri utenti e nuovi strumenti per migliorare l’esperienza di condivisione. In tutto questo si può anche modificare la visibilità del post a seconda delle impostazioni della privacy. Per i contenuti acquisiti dalla fotocamera posizionata in alto a sinistra, la piattaforma rende le foto e i video più grandi in modo da renderli ancora più visibili.

La recensione
Le nuove avventure dell'Agente 47 in un unico imperdibile disco
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di Francesco Pellegrino Lise


Dopo esser stato lanciato sul mercato, solo in versione digitale, ad episodi, Hitman torna con “La Prima Stagione Completa” (disponibile su Pc, Xbox One e PS4) in una versione fisica definitiva del gioco, con oltre 100 ore di gameplay. Tale edizione offre tutte le location e gli episodi della prima stagione il Prologo, la Francia e l’Italia, il Marocco, la Thailandia, gli USA ed il Giappone. La trama su cui vertono le vicende della prima stagione di Hitman, riguarda il coinvolgimento del famoso sicario nell’uccisione di alcuni bersagli. Queste persone, apparentemente slegate una dall’altra, una volta uccise, sveleranno man mano una cospirazione nei quali si verrà inevitabilmente invischiati. Il titolo si pone come prequel della serie, svelando ai gamers come l’Agente 47 sia entrato “nel giro”. Ogni altra parola potrebbe considerarsi spoiler, quindi non aggiungiamo altro e passiamo ad esaminare altri aspetti della produzione. Come tutti gli altri capitoli della serie, anche questo nuovo Hitman a episodi è essenzialmente uno stealth game, ma è forse uno dei migliori in circolazione. Anche qui lo scopo principale è l’eliminazione di alcuni bersagli, ma l’approccio a muso duro non paga praticamente mai. Infatti, agire senza criterio ed essere scoperti porterà quasi inevitabilmente a un tragico game over. Questa cosa non deve però scoraggiare i giocatori meno esperti, anche perché il gioco permette il salvataggio (quasi) libero e alcune piste da seguire per penetrare nella struttura di turno. In ogni mappa poi, verranno infatti dati dei suggerimenti per sfruttare alcune opportunità per avere la meglio sui bersagli. I puristi possono anche non seguire queste indicazioni pre-impostate, ascoltando magari le conversazioni altrui per cogliere queste opportunità. A questo poi va aggiunta anche una massima libertà applicata a tutto il contesto di gioco. Nessuno vieterà ad esempio a chi si trova dinanzi lo schermo di uccidere il bersaglio di turno con la pistola silenziata ma, per non dare alcun sospetto, è anche possibile avvelenare il cibo o usare l’ambiente di gioco per il proprio vantaggio al fine di causare finti incidenti. Sempre nel nome di un’accessibilità più marcata rispetto ai capitoli passati alcuni indicatori a video saranno di gran supporto: oltre all’istinto, utile a individuare le vittime designate, è possibile capire immediatamente se una guardia potrebbe sospettare dell’Agente 47. Questo sarà intuibile grazie a un segnalino presente sopra la testa del nemico, unito a una “barra di sospetto”. Se travestiti da poliziotto si potrà passare facilmente inosservati dai civili o ad alcuni poliziotti di grado inferiore, bisogna stare comunque attenti perché un ufficiale invece capirà subito che non si tratta di un vero agente.

 

 

Per i giocatori più esigenti, nella versione boxata di Hitman è stato inserito un livello di difficoltà ancora più elevato. Ma cosa offre? Ai sensi migliorati dei nemici e dei personaggi non giocabili in generale si deve aggiungere che i salvataggi automatici non saranno presenti e si potrà salvare solo una volta nell'arco dell'intera missione. Il risultato è una pianificazione metodica e certosina che non può ammettere errori. Il nuovo livello di difficoltà non è l'unica novità che amplia l'esperienza di Hitman: gli autori hanno infatti lanciato una nuova missione aggiuntiva in Italia che, pur essendo meno ricca di quella della campagna, è comunque più profonda dei semplici contratti lanciati dagli utenti o dalle missioni Escalation. Tornato nella ridente cittadina, l’agente 47 dovrà eliminare Marco Abiatti, politico che si sta candidando sindaco mentre intrattiene rapporti con la criminalità locale. L'atmosfera all'interno della missione è unica e le possibilità offerte al giocatore sono anche in questo caso appaganti, nonostante infatti la missione si completi in circa un'ora e mezza, la variazione svolta dai programmatori sul livello è molto ben fatta e dimostra la versatilità della mappa. Tecnicamente parlando Hitman è un prodotto di alto livello nonostante ci sia qualche piccolo difetto estetico di tanto in tanto che farà storcere il naso ai giocatori più attenti. In ogni caso nel complesso il titolo offre delle mappe dalle dimensioni davvero enormi, dettagliatissime, tutte da scoprire e con un design in grado di far impallidire molti dei titoli odierni. Ogni area di gioco poi è densamente popolata da un numero incalcolabile di NPC, ognuno dotato di una IA molto convincente, seppur non sempre perfetta. Di buona fattura i filmati in CG disponibili a cavallo tra una missione e l’altra, buono il doppiaggio in inglese e la localizzazione dei testi in italiano, anche se la mancanza del doppiaggio nella nostra lingua si fa sentire davvero. Di grande pregio invece tutta l’effettistica e le sonorità legate al gioco, sempre credibili e mai fuori luogo. Tirando le somme la prima stagione completa di Hitman è un vero piccolo capolavoro che farà felici sia i vecchi appassionati della saga, sia chi si avvicina per la prima volta alle avventure dell’Agente 47.



GIUDIZIO GLOBALE:


Grafica: 8,5
Sonoro: 8
Gameplay: 8,5
Longevità: 8,5


VOTO FINALE: 8,5

Futuro
Il dispositivo si chiamerà "MindFlix" e userà le onde cerebrali al posto del telecomando
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di Francesco Pellegrino Lise


Quante volte, magari dopo una dura giornata di lavoro oppure stanchi dalle fatiche quotidiane, ci si siede sul divano per vedere un bel film, ma il telecomando non è accanto a noi. Bene, sembra proprio per evitare che ciò accada, ma anche per semplificare la vita dei suoi utenti, Netflix in futuro si doterà di un sistema in grado di utilizzare proprio il pensiero per fare zapping. L'idea è venuta ad alcuni membri del team di sviluppo prodotto della compagnia, chiamati a liberare la loro creatività in occasione dell'Hack Day, un'iniziativa con cui Netflix sprona a rilassarsi e a sperimentare cose divertenti. L'idea si chiama MindFlix e usa un "Muse", ossia una sorta di cerchietto da indossare sulla fronte che "traduce" le onde cerebrali in comandi. In un video (consultabile in fondo all'articolo), gli inventori lo mostrano in funzione: si può navigare nel menu di Netflix muovendo la testa e, una volta trovato il programma da guardare, basta pensare il titolo per avviare la riproduzione. Ancora però è difficile sapere se il "telecomando del pensiero" funzioni altrettanto bene nella vita reale, dove peraltro il dispositivo potrebbe non arrivare mai. Come spiega la stessa Netflix sul suo blog, "anche se siamo entusiasti della creatività messa in queste idee, potrebbero non diventare mai parte del prodotto Netflix, dell'infrastruttura interna o essere utilizzate in altro modo al di là dell'Hack Day". Ovviamente è bene sottolineare che MindFlix è ben lontano da un'ipotetica lettura del pensiero, infatti il "cerchietto magico" è in grado semplicemente di percepire le onde cerebrali, ma non quello che si sta pensando. In ogni caso, se tale rivoluzionario dispositivo dovesse arrivare in casa di tutti, iper-pigri e persone distratte saranno finalmente accontentati.

 

Sicurezza informatica
Cripta il contenuto dei file personali e chiede un "riscatto" in danaro per sbloccarli
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di Francesco Pellegrino Lise


Popolo del web attenzione a come navigate in rete e a cosa cliccate con il vostro mouse, una nuova minaccia infatti si sta espandento a macchia d'olio e sembra proprio colpire gli internauti più distratti. Questo software malevolo si chiama Cerber e appartiene alla categoria dei ransomware, ovvero, quei virus che rendono inutilizzabile il proprio dispositivo e chiedono un riscatto in danaro per ottenere lo sblocco. Tale minaccia sta dilagando molto velocemente in Italia criptando file di varia natura su dischi fissi, removibili e di rete, chiedendo poi di seguire istruzioni particolari per decriptare i file. Secondo la telemetria "Live Grid" utilizzata dai ricercatori di ESET, uno fra i più grandi produttori di software per la sicurezza digitale dell'Unione europea, Cerber nell’ultimo mese ha registrato un’escalation di crescita che lo ha portato dallo 0 al 25% circa di prevalenza nel giro di poche settimane, con un trend ancora in aumento. "Win32/Filecoder.Cerber.A", nome completo assegnato da ESET al ransomware, utilizza diverse tecniche di infiltrazione per infettare i PC, come download guidati da siti infetti, allegati email, installazione tramite altri trojan o backdoor. I file presi di mira sono di varia natura e comprendono le estensioni più comuni, tra cui jpg, html, zip, java, mp3,mp4 e pdf. Cerber cripta il contenuto dei file utilizzando gli algoritmi RSA ed RC4, modificando l’estensione del file in .cerber. A seguito dell’infezione l’utente viene avvertito della presenza di Cerber tramite questo messaggio: “Attention! Attention! Attention! Your documents, photos, databases and other important files have been encrypted”, oppure attraverso un avviso. Per evitare il contagio i ricercatori di ESET raccomandano di usare attenzione e prudenza durante la navigazione online e nel leggere le email. Ad esempio, mai cliccare in automatico su link, soprattutto se abbreviati (anche sui social media), scaricare file o aprire allegati email, anche se sembrano provenire da una fonte nota e attendibile, dotare il proprio dispositivo di un buon software per la sicurezza informatica.

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