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Tragedia in pista
Alessandro Pepe aveva soli 43 anni originario di Coriano (Rimini)
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SAN MARINO - Incidente mortale durante il rally 'Rose'n Bowl' a San Marino: ha perso la vita il pilota Alessandro Pepe, 43 anni, originario di Coriano (Rimini) e residente sul Titano. Ferite lievi per il navigatore. Pepe era alla guida di una A112 Abarth e gareggiava nella categoria auto storiche. Secondo una prima ricostruzione della Polizia civile, quando l'auto è arrivata nei pressi di un dosso ha perso il controllo ed è finita contro il muretto di cinta di un'abitazione. La gara è stata sospesa.

Il pilota non è deceduto nell'impatto: è stato soccorso e portato all'ospedale di Stato, ma dopo un paio d'ore, verso le 12, i sanitari ne hanno dichiarato il decesso. Il rally è giunto alla 17/a edizione e lo stesso Alessandro Pepe, che nella vita lavorava al 'Conad Azzurro' di Serravalle, pare avesse già gareggiato diverse volte. L'indagine sull'incidente - che non ha coinvolto spettatori - è affidata alla polizia civile di San Marino. Il pilota partecipava a una delle tre prove speciali, denominata 'Le tane', in cui era divisa la gara, valida per il Campionato Sammarinese e Campionato Erms.

Scuderia, colpiti da tragico evento - La Scuderia San Marino, con una nota sul proprio sito, spiega che l'incidente in cui è morto il pilota Alessandro Pepe è avvenuto nel corso della prova speciale n.3 'Le Tane', alle 10:09, nella parte finale del percorso, in strada Val Giurata a Domagnano. "Le partenze - precisa la Scuderia - sono state immediatamente sospese e i mezzi di soccorso sono prontamente intervenuti sul posto. La squadra di pronto intervento ha provveduto a sbloccare la portiera, consentendo le operazioni di soccorso all'equipe medica. Il navigatore, il sammarinese Alberto Ronci, non ha riportato nessun tipo di trauma. Le attenzioni si sono concentrate sul pilota, le cui condizioni sono da subito apparse gravi tanto che è stato rapidamente trasportato al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Stato di San Marino. Purtroppo le sue condizioni si sono successivamente aggravate e i medici alle 11.55 ne hanno dichiarato il decesso. La manifestazione è stata immediatamente interrotta. I concorrenti, unitamente alla Scuderia San Marino, profondamente colpiti da questo tragico evento, si uniscono alla famiglia in questo momento di dolore".

Cronaca
Il premier: "E' la più grande tragedia con vittime in un incidente di questo tipo vista negli ultimi tempi"
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PEDRGAO GRANDE - Il Portogallo si è svegliato oggi in un incubo davanti alle immagini apocalittiche lasciate dietro di sé dal violento incendio che ha devastato le foreste attorno a Pedrogao Grande, 160 km a nord di Lisbona, facendo almeno 62 morti, molti dei quali carbonizzati nelle auto, e 59 feriti 5 dei quali gravi. I 700 pompieri impegnati nella lotta contro le fiamme attive ancora su quattro fronti, due ancora violenti, questa mattina hanno trovato i cadaveri di 30 persone ancora rinchiusi nelle auto distrutte dalle fiamme. Altri sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire a piedi. Famiglie intere sono morte così. 

E tra le vittime ci sono almeno quattro bambini. Rodrigo, 4 anni, il primo identificato, poi c'è la piccola Bianca, anche lei di 4 anni che tentava di fuggire dalle fiamme con la nonna, e altri due bambini minori di 8 anni. Il governo di Lisbona ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. "Le autorità portoghesi, con cui l'ambasciata d'Italia è in costante contatto, hanno escluso la presenza di italiani tra le vittime finora identificate". Lo riferisce la Farnesina.

In due auto ferme in mezzo ad una strada in un bosco sono stati trovati i cadaveri di 9 adulti e di due bambini. La polizia giudiziaria ha escluso che ci sia una mano criminale dietro a questa tragedia. L'incendio sarebbe divampato a causa di un fulmine caduto su un albero, in mezzo ad una vegetazione secca per la mancanza di pioggia da giorni. La diffusione fulminea delle fiamme è stata propiziata dalle alte temperature, sui 40 gradi, e da venti violenti fino a 200 chilometri all'ora. Il Papa questa mattina all'Angelus ha espresso vicinanza "al caro popolo portoghese" ed ha invitato i fedeli a pregare in silenzio per le vittime.

Cronaca
L'attenzione si è concentrata immediatamente sull'Esercito di liberazione nazionale (Eln), ultimo movimento ribelle ancora attivo
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BOGOTA' - Tre persone, tra cui una ventitreenne francese, sono morte e altre nove rimaste ferite per l'esplosione ieri di una bomba in uno dei centro commerciali più frequentati di Bogotà. Testimoni hanno affermato di essere stati fatti evacuare dai cinema e dai negozi dopo una deflagrazione nel bagno delle donne al secondo piano del 'Centro Andino', nel cuore del quartiere turistico della capitale della Colombia. Il sindaco Enrique Penalosa lo ha definito un "un codardo attacco terroristico" e l'attenzione si è concentrata immediatamente sull'Esercito di liberazione nazionale (Eln), ultimo movimento ribelle ancora attivo nel Paese sudamericano. La vittima francese è stata identificata come Julie Huynh, da sei mesi a Bogotà come volontaria in una scuola di un quartiere povero.

Russiagate
Il procuratore speciale che guida l'inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interroghera' alti dirigenti dell'intelligence
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USA - Compleanno amarissimo per Donald Trump, che ieri ha spento le candeline dei suoi 71 anni con la peggiore delle notizie: ora e' indagato per una possibile ostruzione della giustizia, il reato per cui Richard Nixon si dimise evitando un sicuro impeachment. Lo scoop e' del Washington Post, che cita dirigenti coperti dall'anonimato.
"Il procuratore speciale (Robert Mueller, ndr) che guida l'inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interroghera' alti dirigenti dell'intelligence come parte di una piu' ampia indagine che ora include l'esame dell'ipotesi se Donald Trump ha tentato di ostruire la giustizia", scrive il Wp. Secondo cinque fonti informate sui fatti, il capo della National intelligence Daniel Coats, il direttore della Nsa Mike Rogers e il suo ex vice Richard Ledgett hanno concordato di essere sentiti nei prossimi giorni da Mueller. Immediata la reazione di Marc Kasowitz, l'avvocato privato che difende il presidente nel Russiagate: "la fuga di notizie dell'Fbi riguardanti il presidente e' scandalosa, ingiustificabile e illegale", ha commentato Marko Corallo, un suo portavoce. Coats, Rogers e Ledgett appariranno volontariamente ma non e' chiaro se descriveranno completamente le loro conversazioni con Trump o se il presidente usera' il suo privilegio esecutivo per mantenerle segrete. Facolta' questa messa in dubbio da alcuni esperti, i quali hanno ricordato che la corte suprema durante il Watergate stabili' che i dirigenti non possono usare tale privilegio per bloccare prove in indagini criminali. L'ipotesi di ostruzione alla giustizia si e' profilata dopo che il tycoon ha licenziato a sorpresa l'allora capo dell'Fbi James Comey, che indagava sul Russiagate. Ipotesi che ha preso piu' corpo dopo la deposizione al Senato dello stesso Comey, che ha accusato Trump di avergli fatto pressioni per far cadere l'indagine sul suo ex consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn. Il presidente ha contestato questa versione, definendo Comey un bugiardo, oltre che una 'gola profonda', e si e' detto pronto a testimoniare sotto giuramento. La mossa dei Mueller lascia intendere, secondo il Wp, che il procuratore vuole andare al di la' della disputa tra i due, cercando prove a carico (o a discarico) con altri testimoni. Il presidente, secondo notizie di stampa dei giorni scorsi, avrebbe telefonato a Coats e a Rogers chiedendo di negare pubblicamente l'esistenza di qualsiasi prova di collusione tra la sua campagna e i russi. Coats inoltre avrebbe riferito ad alcuni suoi collaboratori che Trump gli aveva chiesto di intervenire su Comey per lasciare la presa su Flynn. Nella loro audizione pubblica al Senato entrambi i capi dell'intelligence hanno negato di aver mai subito pressioni da Trump, ma hanno anche precisato di non voler svelare il contenuto delle conversazioni col presidente. Lo faranno con Mueller? Quanto a Ledgett, avrebbe scritto il memo interno dell'Nsa che documenta la telefonata del presidente a Rogers. Il procuratore speciale intanto ha gia' acquisito i memo di Comey sui suoi colloqui con il tycoon.

Inghileterra
Le fiamme hanno attaccato tutti i 27 piani dell'edificio
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LONDRA - Inferno di fuoco a Londra. Un gigantesco incendio ha avvolto la Grenfell Tower, grattacielo residenziale di 24 piani e 120 appartamenti nella zona di North Kensington. Secondo la polizia è di almeno sei morti, il bilancio ancora provvisorio della tragedia. Non è possibile fornire al momento un numero dei dispersi. Secondo i pompieri ci sono ancora persone dentro la torre, ma non si sa se sono vive. Salvo un bimbo lanciato nel vuoto dalla mamma e preso al volo da un uomo. Per ora si contano 74 feriti, ricoverati in sei ospedali. Venti sono in gravi condizioni.

Dopo le prime verifiche sull'edificio, è stato scongiurato il rischio di collasso della torre. Intanto è stato rinviato l'annuncio dell'accordo di governo. "Profondamente rattristata per la perdita di vite". E' il commento della premier britannica Theresa May. Mentre il leader laburista, Jeremy Corbyn, chiede che il governo riferisca domani in Parlamento. L'allarme e' stato dato verso l'1 ora locale (le 2 in Italia) e dal secondo piano in su tutta un'ala dell'edificio e' in fiamme da ormai tre ore.
George Clarke, presentatore del programma ''Amazing Spaces'', ha detto a Radio 5 Live di essere coperto da cenere pur essendo a 100 metri dal luogo dell'incendio. Ha aggiunto di aver visto persone con torce elettriche dai piani alti del grattacielo e i soccorritori ''fare un lavoro incredibile'' cercando di portare le persone fuori dall'edificio. Secondo il giornalista Andy Moore della Bbc ci sono timori che il grattacielo possa crollare

Cronaca
La sparatoria è avvenuta nel campo di baseball di Alexandria dove si stava svolgendo l'allenamento della squadra dei congressmen repubblicani
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Un esponente di spicco del partito repubblicano, in una sparatoria avvenuta oggi nel campo di baseball di Alexandria, in Virginia, dove si stava svolgendo l'allenamento della squadra dei congressmen repubblicani. Secondo le prime notizie arrivate dai media americani tra le diverse persone rimaste colpire vi sarebbe anche Steve Scalise, il 'whip', una sorta di capogruppo del partito. "Il sospetto è stato arrestato e non è una minaccia", ha fatto sapere la polizia di Alexandria. Alcuni testimoni avevano fatto riferimento alla morte dell'assalitore. Intanto, un portavoce di Scalise ha detto che il deputato è ricoverato al George Washington University Hospital ed è in condizioni stabili. Secondo Mo Brooks, deputato dell'Alabama, Scalise è stato colpito all'anca. In tutto sarebbero almeno cinque le persone rimaste colpite, ha detto ancora il deputato repubblicano. "Mi è sembrato che fosse un maschio bianco, ma considerate che l'ho visto per un secondo o due", ha aggiunto Brooks riferendosi all'aggressore, armato di un fucile semiautomatico. Intervistato dalla Cnn, Brooks ha detto che l'uomo appariva "di mezza età, non magro, ma neanche obeso". "Non so se sia stato ucciso", ha poi aggiunto, mentre altri repubblicani presenti hanno detto ai media che l'assalitore è stato 'neutralizzato'. Prima di entrare in azione, l'uomo avrebbe chiesto chi si stesse allenando, "democratici o repubblicani?", rivolgendo la domanda al deputato repubblicano Ron DeSantis. Lo ha raccontato il politico a Fox news. La sparatoria è iniziata alle 7.15 ed è durata circa dieci muniti, secondo l'emittente.

E' il quarto lancio di missili, dalla Corea del Nord, in meno di cinque settimane
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Reazione


NORD COREA - RedPyongyang ha lanciato una raffica di missili (probabilmente missili da crociera terra aria) al largo della costa orientale, nella zona di Wonsan. Lo confermano gli stati maggiori riuniti della Corea del Sud. I missili a corto raggio hanno viaggiato per 200 chilometri prima di precipitare in mare. Il ministro degli esteri giapponese Fumio Kishida ha precisato che il nuovo lancio non ha avuto alcuna conseguenza per la sicurezza nazionale e che i missili non hanno raggiunto la sua zona economica esclusiva. Tokio tuttavia "rimarrà in stato di elevata allerta, raccogliendo informazioni e analisi sul lancio e coordinandosi con i paesi interessati come gli Stati Uniti e la Corea del Sud", ha aggiunto. E' il quarto lancio di missili, dalla Corea del Nord, in meno di cinque settimane. Dopo l'ultimo lancio di missili, la Cina lancia un appello a tutte le parti coinvolte perché "facciano sforzi positivi volti a garantire la stabilità nella regione" della penisola coreana. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato risoluzioni molto chiare in materia di uso di tecnologia missilistica balistica, ha quindi ricordato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, durante un briefing a Pechino.azione

La ricorrenza
Il presidente della Repubblica finlandese ha ricevuto la regina ed il re di Norvegia, la regina di Danimarca, il re e la regina di Svezia e il presidente della Repubblica d’Islanda
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di Gianfranco Nitti


HELSINKI
- I quattro capi di Stato dei paesi nordici hanno reso visita ad Helsinki di congratulazioni al loro collega finlandese in onore del centenario della Finlandia come Stato indipendente. Il Presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö e la consorte Jenni Haukio hanno ricevuto il 1° giugno nel Palazzo Presidenziale la regina ed il re di Norvegia, Sonia ed Harald V, la regina di Danimarca, Margrethe II, il re e la regina di Svezia, Carlo XVI Gustavo e Silvia, il presidente della Repubblica d’Islanda Guðni Thorlacius Jóhannesson e la consorte Eliza Jean Reid.


Nonostante la giornata piovosa, gli ospiti sono stati festosamente salutati dai cittadini al loro arrivo nella Piazza del Mercato, ove si affaccia il Palazzo.
Dopo una colazione nel Palazzo Comunale della città, ospiti del neo sindaco Jan Vapaavuori, gli ospiti sono rientrati a piedi al Palazzo Presidenziale, salutando il pubblico lungo il percorso ed hanno poi assistito dalla balconata a balli folk nella piazza. Nel pomeriggio, gli ospiti hanno inaugurato il Centro Culturale Finno-svrdese nell’isola di Hanasaari, recandosi successivamente ai piedi del monumento a Sibelius, ove sono stati eseguiti canti corali dal Corto del Centro Musicale di Helsinki. L’intera giornata si è conclusa con un banchetto nel Palazzo Presidenziale.


 

Crisi del Golfo
E' accusato di sostegno alle attività terroristiche armate e i finanziamenti legati a gruppi iraniani
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Vuoi per rapporti ormai inesistenti, vuoi perché c'è totale contrarietà rispetto l'azione del Qatar accusato di armare i terroristi, lo scenari odi crisi del Golfo è pressoché preoccupante: Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici col Qatar. La mossa delle quattro nazioni arabe approfondisce la divisione tra i paesi del Golfo per il sostegno qatariota ai gruppi islamici. L'Arabia afferma che le truppe qatariote sarebbero state tirate dalla guerra in corso in Yemen, mentre il Bahrein accusa il Qatar per "il sostegno alle attività terroristiche armate e i finanziamenti legati a gruppi iraniani" Bahrain, Egitto, Arabia ed Emirati hanno annunciato il ritiro del loro personale diplomatico dal Qatar, nazione ricca di gas e che ospiterà i Mondiali di calcio del 2022. Le quattro nazioni arabe hanno annunciato anche di voler tagliare il traffico aereo e marittimo verso il paese peninsulare.

Il ministro degli Esteri del Qatar ha espresso oggi rammarico per la decisione "ingiustificata" da parte di alcuni Paesi arabi di interrompere i rapporti diplomatici con Doha: lo riporta l'agenzia di stampa cinese Xinhua in un tweet.

Petrolio, balzo prezzo dell'1,6% con tensione nel Golfo - Le tensioni nel Golfo Persico dove Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici col Qatar, spingono il prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Il greggio Wti del Texas sale dell'1,6% a 48,46 dollari al barile mentre il Brent avanza dello 0,6% a 50,56 dollari.

Affonda Borsa Qatar (-5,7%) con tensione nell'area - Affonda la Borsa del Qatar dopo che Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrain hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici con il paese del Golfo Persico. All'avvio l'indice generale del mercato ha ceduto il 5,7%. Poco mossi i mercati degli altri paese dell'area come Emirati (-0,78%), Arabia Saudita (+0,93%) e Oman (-0,12%).

Usa-Italia
Il presidente americano ha ribadito il valore del "contributo di oltre 17 milioni di americani che hanno origini italiane"
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''I vincoli tra Italia e Usa si estendono al di la' dei legami sentimentali e culturali. La nostra alleanza militare e' piu' forte che mai mentre continuiamo a combattere il terrorismo'': e' uno dei passaggi del messaggio di auguri del presidente americano Donald Trump per la festa del 2 giugno. ''Non vediamo l'ora di proseguire la partnership con il nostro grande alleato nello sforzo comune di rendere il mondo piu' sicuro'', aggiunge Trump.

Trump ha festeggiato il 2 giugno con una evento fuori programma alla Casa Bianca: presente l'ambasciatore Varricchio e personalita' di origini italiane tra cui la consigliera Conway, il governatore Christie e l'ex sindaco Giuliani. "La nostra alleanza militare" con Roma "è più forte che mai mentre continuiamo a combattere il terrorismo", dice il presidente Usa.

Nell'esprimere i "piu' calorosi auguri" per la festa della Repubblica con un messaggio consegnato dal suo assistente Dan Scavino, il presidente Trump ha tra l'altro ricordato il significato della ricorrenza, ha rimarcato i "profondi legami tra i nostri paesi, la nostra storia condivisa e le nostre comuni tradizioni politiche e culturali", e ha ribadito il valore del "contributo di oltre 17 milioni di americani che hanno origini italiane", cosi' come il segno lasciato dagli immigrati italiani nella storia recente degli Stati Uniti, ma anche l'influenza che la storia italiana ha avuto sui 'Padri fondatori'. "Un grande gesto di amicizia nei nostri confronti", ha sottolineato l'ambasciatore Varricchio. All'evento, che ha avuto luogo nella residenza presidenziale, hanno preso parte anche numerosi funzionari della Casa Bianca di origini italiane.

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