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Esteri
L'autocarro è finito in corsa contro un centro commerciale. Quattro morti. Il premier svedese: 'E' un attacco terroristico'
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Red. Esteri

 

STOCCOLMA - Un attacco inaspettato che arriva poco dopo la notizia che gli Stati Uniti hanno colpito la base siriana dalla quale è partito l'attacco con il gas nei giorni scorsi. Stavolta i terroristi colpiscono in pieno centro a Stoccolma, ancora una volta con un camion, che è finito contro la folla prima di schiantarsi contro un centro commerciale. Almeno tre persone sono rimaste uccise - secondo quanto riferisce la polizia, precisando che ci sono anche otto feriti.L'uomo arrestato ieri nell'ambito delle indagini sull'attentato di Stoccolma e' sospettato di essere stato alla guida del camion con cui e' stato realizzato l'attacco: lo ha detto questa mattina il portavoce della polizia della capitale, Lars Bystrom, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian. "La persona in questione e' stata arrestata in qualità di colpevole... in questo caso il guidatore", ha detto il portavoce, che non ha confermato il secondo arresto di cui oggi parlano i media locali.

L'episodio è avvenuto in una delle principali strade commerciali di Stoccolma, secondo quanto riferisce la polizia citata dai media locali. Sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco nel luogo dove il camion è piombato sulla folla. Secondo i testimoni, l'autista del camion "indossava un passamontagna".

Il premier svedese, Stefan Lofven ha detto: "E' un attacco terroristico". La polizia ritiene che si tratti di "un attacco deliberato". Il parlamento svedese è stato chiuso dopo quanto accaduto.

Le autorità hanno invitato gli abitanti a evitare di recarsi nel centro della città. Ci sono report di spari in un'altra zona del centro della capitale svedese, a Hotorget. I pedoni sono stati investiti a Drottninggaten.

Il camion è stato rubato poco prima dell'attacco. Il mezzo appartiene alla 'Spendrups', popolare marca di birra svedese, ed è stato rubato durante il giro di consegne nei ristoranti della città. I responsabili dell'azienda hanno avuto un contatto con l'autista legittimo del mezzo. Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l'autista "stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato". Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l'autista "è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia".

Il camion ha falciato la folla nella centralissima strada pedonale Drottningsgatten di Stoccolma ha finito la sua corsa nel centro commerciale Ahlens City. "Ho visto centinaia di persone mettersi a correre per salvarsi la vita. Mi sono girata ed ho cominciato a correre anche io" ha detto una testimone al quotidiano Aftonbladet. Un altro testimone ha riferito: "Stavo camminando verso la strada principale quando un grande camion è spuntato dal nulla. Non sono riuscito a vedere se ci fosse qualcuno alla guida o fosse fuori controllo, ma ho visto che almeno due persone sono state schiacciate. E mi sono messo a correre più forte che potevo

Guerra
Trump: attacco mirato alla base aerea da cui è partita la strage chimica. "Nessun bambino deve soffrire così"
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Red. Esteri

 

USA - Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte un attacco, con 59 missili Tomahawk partiti da navi Usa nel Mediterraneo, contro la base militare siriana di Shayrat, nella provincia di Homs, da dove sarebbero partiti i raid con armi chimiche del 4 aprile scorso sulla zona di Idlib, che hanno causato la morte di almeno 86 persone tra cui 30 bambini. Durissima la reazione della Russia.

Il presidente Vladimir Putin ha accusato Washington di aver compiuto "un'aggressione contro uno Stato sovrano", che comprometterà le relazioni tra Usa e Russia. Mosca ha annunciato che rafforzerà le difese aeree di Damasco per proteggere le infrastrutture e ha sospeso l'intesa con gli Stati Uniti che garantisce la sicurezza dei voli durante le operazioni in Siria. Secondo il ministero della Difesa tuttavia, "solo 23" dei 59 missili hanno raggiunto la base di Shayrat, mentre gli altri 36 sarebbero caduti in un luogo "sconosciuto".

La Russia, che conferma di essere stata avvisata prima del raid, ritiene inoltre che l'attacco chimico sia stato solo "un pretesto" per l'operazione americana decisa in precedenza, e chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Per Mosca inoltre l'attacco favorisce l'Isis e Al Nusra. Anche l'Iran protesta per "un'azione unilaterale pericolosa". Prima di agire, Washington ha avvisato anche gli alleati, tra cui la Nato e l'Ue.

Per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, l'uso delle armi chimiche "doveva avere una risposta". In un comunicato congiunto, i leader francese e tedesca, François Hollande e Angela Merkel, sottolineano come "l'intera responsabilità pesi su Assad" e auspicano "sanzioni appropriate dell'Onu" per l'uso delle armi chimiche.

In contatto con loro, si schiera il premier italiano Paolo Gentiloni, ribadendo l'impegno comune "perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati" con Onu e Russia. "Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti", ha aggiunto, convinto che l'azione americana rimarrà "limitata".

A sostegno dell'azione americana, si schierano anche i nemici storici del regime di Assad. Da Israele all'Arabia Saudita, alla Turchia. Ankara auspica che il lavoro venga "completato" e invoca la rimozione di Assad "il prima possibile". Il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, prevede "nuove ondate di migranti" in fuga dalla Siria e chiede una "safe zone". Intanto è salito a 15 il numero dei morti nell'attacco: 6 soldati della base e 9 civili, tra cui quattro bambini, secondo un bilancio fornito dall'agenzia ufficiale siriana Sana. I missili avrebbero colpito anche case attorno alla base. Mosca non registra invece vittime russe. Sempre secondo la Russia infine, i miliziani antigovernativi hanno lanciato un vasto attacco contro le truppe siriane dopo il raid missilistico degli Usa

Terremoto politico
In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump illustra le modifiche all'organizzazione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale
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USA - Steve Bannon e' stato rimosso dal Consiglio nazionale per la sicurezza. Lo riportano alcuni media americani citando fonti della Casa Bianca. La decisione dopo le critiche sul ruolo assegnato al controverso stratega del presidente americano Donald Trump.

Nella riorganizzazione del Consiglio Trump ha rimosso a sorpresa Bannon, sminuendo allo stesso tempo anche il ruolo del suo consigliere alla Sicurezza Nazionale, Tom Bossert. Il direttore dell'intelligence Dan Coats e il presidente del Joint Chiefs of Staff Joseph Dunford tornano a essere definiti 'partecipanti regolari' delle riunioni del Consigli.

In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump illustra le modifiche all'organizzazione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Cambiamenti che, secondo gli osservatori, rendono potenzialmente piu' bilanciato l'approccio dell'amministrazione alla politica estera, e segnano una vittoria per la corrente moderata di Ivanka Trump, la figlia del presidente entrata a far parte ufficialmente dello staff da una settimana.

Guerra civile
Il portavoce del ministero:"Le attività militari russe hanno registrato ieri un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni "
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SIRIA - Una città in mano ai ribelli nel nord della Siria è stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano: così il ministero della Difesa russo parla di quanto accaduto ieri nella provincia di Idlib, dove sono morte decine di persone. Mosca smentirebbe così da parte sua l'ipotesi che il regime di Damasco abbia volutamente eseguito un attacco chimico.

Il portavoce del ministero, il generale maggiore Igor Konashenkov, ha detto stamattina che le attività militari russe hanno registrato ieri un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun. Konashenkov ha aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzati in Iraq e lo stesso tipo di armi erano state usate precedentemente dai ribelli ad Aleppo, dove si erano riscontrate sintomatologie simili a quelle osservate nelle immagini arrivate ieri da Khan Sheikhoun.

Bambini e adulti stesi per strada, seminudi, con gli occhi sbarrati nello sforzo sovrumano per continuare a respirare, mentre vengono innaffiati con getti d'acqua. Altri con la schiuma alla bocca, o mentre vengono intubati dai medici. Le immagini che arrivano da Khan Sheikhun sono come quelle della Ghuta orientale, nell'estate del 2013. Un altro attacco chimico in Siria, che ha provocato decine di morti, e che gli attivisti e i governi occidentali imputano al regime di Assad. A differenza di quello avvenuto alle porte di Damasco, dove 1.400 persone furono uccise dal gas Sarin caricato su missili terra-terra, l'attacco di oggi è "venuto dal cielo", ha detto l'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, invocando "una chiara individuazione della responsabilità". Ma, come insegna l'esperienza degli ultimi anni, non sarà un'impresa facile, anche se già domani il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà in seduta di emergenza. La Russia ha immediatamente affermato che al momento dell'attacco nessun suo aereo militare era impegnato in raid sulla provincia nord-occidentale di Idlib, dove è situata Khan Sheikhun, controllata da gruppi di insorti e da qaedisti dell'organizzazione Fatah al Sham. Il comando delle forze armate di Damasco, invece, ha atteso diverse ore prima di diffondere un comunicato in cui respinge le accuse e afferma che "i responsabili dell'uso di agenti chimici sono i terroristi e chi li sostiene". Rimane incerto il numero delle vittime. Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) sono almeno 58, tra cui 11 bambini. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi perché ci sono altri 160 intossicati, alcuni dei quali in gravi condizioni. Nessuna notizia precisa nemmeno sul tipo di gas che sarebbe stato usato. Un membro di un centro di informazione dell'opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall'agenzia Ap, ha detto di aver sentito da alcuni medici che potrebbero essere stati utilizzati diversi agenti, tra cui il Sarin, già impiegato per l'attacco di quattro anni fa sulla Ghuta orientale. Abu Hamdu, capo del servizio di difesa civile dell'opposizione a Khan Sheikhun, ha detto che ore dopo l'attacco anche un ospedale da campo in cui venivano curate le vittime è stato bombardato, ma non si hanno notizie di morti o feriti. La Russia e la Turchia, gli sponsor del cessate il fuoco in vigore in Siria dal 30 dicembre, si sono immediatamente consultate al massimo livello. I presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan hanno avuto una conversazione telefonica e, secondo fonti presidenziali di Ankara, "Erdogan ha detto che un tale attacco disumano è inaccettabile". Tuttavia, entrambi hanno insistito sulla necessità di preservare la tregua. Durissime, come sempre in queste occasioni, le reazioni dei governi europei e di quello americano. "Ovviamente c'è una primaria responsabilità del regime", ha sottolineato l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha detto che l'Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell'Onu e alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, anch'essa in programma domani, "nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili". Contraddittoria la reazione degli Usa. La Casa Bianca non ha dubbi che l'attacco sia stato compiuto dal governo di Bashar al Assad, ha detto il portavoce Sean Spicer, addossando la responsabilità anche all'amministrazione di Barack Obama, che "non fece nulla" contro Damasco per l'uso di armi chimiche in passato. Ma allo stesso tempo lo stesso Spicer ha detto che Washington non è pronta a parlare di un prossimo passo sulla Siria

Russia
Bagno di sangue: la deflagrazione è avvenuta tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut
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SAN PIETROBURGO - Bomba nella metropolitana di San Pietroburgo: una esplosione è avvenuta nel tunnel tra due stazioni e ha causato, secondo il portale Fontanka, 14 morti. Secondo le informazioni raccolte dal sito, 10 vittime si trovavano sul vagone della metropolitana colpito dall'esplosione, mentre le altre 4 sarebbero decedute o in ospedale o mentre ricevevano i primi soccorsi. Sono 47 i feriti, di cui 6 in gravi condizioni. Il numero delle vittime arriva dalla ministra russa della Salute Veronika Skvortsova, secondo cui 39 persone sono ricoverate in ospedale. Secondo la ministra, sette persone sono morte sul posto, una durante il trasporto in ambulanza, e altre due in ospedale.

La deflagrazione è avvenuta tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut e, secondo fonti citate dall'agenzia Interfax, è stata causata da un ordigno artigianale "probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio", e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l'aggiunta di "elementi lesivi".

E un ordigno inesploso è stato trovato in un'altra stazione della metro di San Pietroburgo, quella di Ploshchad Vosstaniya. E' stato disinnescato. "In seguito alle misure prese dalle forze dell'ordine - fa sapere il Comitato antiterrorismo in una nota - alla stazione Ploshchad Vosstaniya è stato trovato e tempestivamente disinnescato un ordigno artigianale".

"C'è stata solo un'esplosione, nessun incendio, tutti i morti si trovavano dentro il vagone vicino al luogo dell'esplosione", ha detto una fonte.

La polizia sta cercando due persone in relazione all'attentato. Lo riporta Interfax che cita fonti delle forze dell'ordine. "Uno di loro è colui che ha messo l'ordigno esploso nel vagone del treno, l'altro quello che ha lasciato la bomba alla stazione Ploschad Vosstaniya", ha detto la fonte. Il secondo ordigno è stato disinnescato dagli artificieri.

Intanto la procura generale russa parla di "attentato". "I procuratori - ha detto il portavoce della procura generale Aleksandr Kurennoi, citato dall'agenzia Interfax - faranno tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro".

La tragedia
L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità colombiane per verificare l'eventuale presenza di italiani a Mocoa
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"Secondo le prime informazioni in nostro possesso ci sono quattro o cinque stranieri, tra i quali due italiani e due israeliani, che si trovavano nella zona di Mocoa colpita dalla valanga di fango, che non hanno ancora dato loro notizie alle rispettive famiglie". A parlare, contattato dall'ANSA, è Cesar Uruena, responsabile delle operazioni di soccorso della Croce Rossa colombiana. "Il personale della Croce Rossa sta perlustrando tutta l'area devastata dalla frana alla ricerca dei dispersi e proseguirà anche nelle prossime ore".

L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità colombiane per verificare l'eventuale presenza di italiani a Mocoa, la cittadina colombiana travolta da una devastante valanga di fango, e per prestare ogni possibile assistenza ai loro familiari. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Fonti locali riferiscono la presenza di stranieri, tra i quali anche italiani, tra gli ospiti di un ostello sulla strada colpita dalla micidiale massa di fango e detriti.

Sono almeno 254 i morti nella frana che ha travolto ieri la cittadina di Mocoa, in Colombia. Lo riferiscono le forze di sicurezza colombiane, citate dalla Bbc. Un bilancio che continuerà ad aggravarsi: l'esercito ha reso noto che i dispersi sono circa 200 mentre i feriti sono oltre 400. Più di 1.100 soldati e poliziotti sono impegnati nelle operazioni di soccorso.

Il quotidiano locale Caracol Radio scrive che "la situazione nella città di Mocoa, colpita da una valanga di fango dopo lo straripamento di tre fiumi", a causa delle intense piogge, è "devastante". "E' una tragedia. chiediamo l'Sos", ha detto il sindaco, Jose Antonio Sanchez, precisando che i quartieri colpiti sono 17. I fiumi straripati, tra cui il Mocoa ed il SanBoyaco hanno invaso e distrutto le case, spazzato via i veicoli e due ponti.

"La mia casa è distrutta, il fango è quasi al tetto", ha aggiunto il primo cittadino di Mocoa.

Il governatore della regione colpita dal maltempo, Sorrel Aroca, ha detto che interi quartieri sono sepolti, dal fango. Il sindaco di Mocoa, capoluogo del dipartimento di Putumayo, ha aggiunto che la sua città è "totalmente isolata", senza elettricità e acqua. Marzo è stato il mese più piovoso dal 2011, stando all'agenzia meteorologica locale. Putumayo è al confine tra l'Ecuador ed il Perù. E proprio in quest'ultimo Paese dall'inizio dell'anno almeno 90 persone hanno perso la vita per le forti piogge, che anche in questo caso hanno causato valanghe ed inondazioni.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha dichiarato lo stato di calamità nella regione di Putumayo colpita dal maltempo. Lo scrive il sito del quotidiano Caracol Radio. Santos ha precisato che in questo modo sarà possibile allocare le risorse e attivare i meccanismi necessari per le cure d'emergenza per le vittime del disastro.

Il sondaggio
La scuola italiana è una scuola inclusiva, capace di supportare le studentesse e gli studenti che partono da condizioni più svantaggiate
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La scuola italiana funziona meglio di quella di altri paesi dell'Ocse, in particolare per quanto riguarda l'inclusione dei ragazzi delle scuole superiori provenienti da famiglie con una condizione non favorevole: è quanto emerge da uno studio elaborato dalla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico basato sul confronto tra i dati delle indagini Ocse-Pisa sulle competenze scolastiche e sulle competenze degli adulti (26/28 anni). Nel nostro Paese, le differenze socio-economiche di partenza pesano meno, ma ritornano a farsi sentire dopo l'uscita dalla scuola. L'Italia si posiziona a ridosso della media delle nazioni esaminate (in totale 21) in posizione positiva, rispetto ai valori della ricerca. 


Dal confronto delle indagini Ocse-Pisa sulle competenze scolastiche e sulle competenze degli adulti (26/28 anni) Survey of Adult Skills (PIAAC), emerge che, in generale, il divario del punteggio nell'alfabetizzazione associato all'istruzione dei genitori è generalmente di grandi dimensioni, all'età di 15 e tende ad allargarsi come dimostra l'analisi realizzata sul campione di studenti osservato dall'indagine Ocse-Pisa giovane età adulta. Nella Repubblica Ceca, in Danimarca e in Polonia, il divario è superiore a 0,5 all'età di 15 anni e aumenta a 27 anni. Invece, in Belgio (Fiandre), in Canada e negli Stati Uniti il divario è maggiore di 0,5 a 15 anni ma diminuisce a 27 anni. In Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia il divario con il livello di istruzione dei genitori è ridotto all'età di 15 anni (0,3) ma aumenta da giovani adulti e, in Nuova Zelanda, arriva fino a 0,8. In Corea il divario è basso all'età di 15 anni e rimane sempre ad un livello non alto. Il divario con l'istruzione dei genitori all'età di 15 è di medie dimensioni in Australia, Austria, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia e Spagna. Il divario resta stabile in Germania, mentre tende a crescere in altri paesi.

"I dati - commenta il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli - ci dicono che la scuola italiana è una scuola inclusiva, capace di supportare le studentesse e gli studenti che partono da condizioni più svantaggiate. Una scuola di cui possiamo essere orgogliosi e a cui dobbiamo ora continuare a garantire strumenti e risorse perché possa attuare sempre pienamente l'articolo 3 della nostra Costituzione, garantendo a tutte le ragazze e tutti i ragazzi pari opportunità e uguaglianza. In questa direzione vanno gli investimenti che stiamo facendo sulle competenze delle studentesse e degli studenti attraverso i fondi PON che abbiamo messo a bando nelle scorse settimane".

"I dati Ocse - prosegue Fedeli - confermano che il nostro sistema scolastico funziona: fra le nostre e i nostri quindicenni le differenze socio-economiche di partenza pesano meno che in altri Paesi. Questo divario, però, torna a farsi sentire dopo l'uscita dal sistema scolastico. È quindi molto importante investire anche sull'acquisizione di competenze lungo tutto l'arco della vita e aiutare le ragazze e i ragazzi, soprattutto chi è in condizione di svantaggio, ad affrontare al meglio la transizione dalla scuola agli studi successivi o nel mondo del lavoro".

Renzi, ci promuove, abbiamo fatto molto - "La notizia più bella riguarda la scuola visto che l'Ocse ci promuove. Continuo a pensare che sulla scuola abbiamo fatto molto ma abbiamo anche sbagliato approccio. Punti come il merito, l'alternanza scuola lavoro, la fine del precariato, il potenziamento degli insegnanti, la formazione, l'edilizia scolastica, il diritto allo studio, lo ZeroSei sul modello di Reggio Emilia sono tuttavia per me molto importanti. Con Maurizio Martina - e coinvolgendo il ministro Fedeli - faremo nelle prossime settimane un'iniziativa su questi temi. Da quali temi ripartireste? Mi indicate un punto positivo e uno negativo tra quelli che vi hanno colpito della riforma della scuola?". Lo scrive l'ex premier Matteo Renzi su Facebook. "Il primo G7 della cultura - innovazione della presidenza italiana - nella magnifica cornice di Palazzo Vecchio, col Maestro Muti che torna a Firenze dopo molti anni", sottolinea tra l'altro.

Effetto referendum
La premier britannica: "Siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".
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INGHILTERRA - La premier britannica Theresa May ha firmato la lettera per la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che, nel momento della consegna al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, segnerà l'avvio formale dell'iter della Brexit, il divorzio di Londra dall'Ue sancito dal referendum del 23 giugno scorso. Lo riporta la Bbc. La lettera - poche cartelle - sarà consegnata alle 13,30 a Tusk dall'ambasciatore del Regno Unito a Bruxelles. E farà scattare i due anni di negoziati previsti per il divorzio.

"E' il momento di essere uniti". Così la premier britannica, secondo le anticipazioni dei media del Regno Unito, si rivolgerà più tardi al Paese annunciando l'inizio della Brexit. Nel suo richiamo all'unità dopo le divisioni del referendum ricorda come "siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".

La May, sempre secondo le anticipazioni dei media, si impegna a "rappresentare ogni persona in tutto il Regno Unito, inclusi i cittadini Ue". Secondo la leader conservatrice, i milioni di residenti europei nel Regno "hanno fatto di questo Paese la loro casa".

"Alle 13,20 oggi, l'ambasciatore Tim Barrow mi consegnerà la lettera con la notifica dell'articolo 50", lo scrive il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, ricordando che poco più tardi, alle 13,45, farà una dichiarazione per la stampa.

Terrorismo
Scotland Yard ha parlato chiaramente di terrorismo. I testimoni hanno descritto l'attentatore come un uomo 'dai tratti asiatici, un quarantenne'.
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LONDRA - Londra piomba nel terrore nel giorno dell'anniversario della strage di Bruxelles. orna il terrore, stavolta a Londra, nel giorno dell'anniversario della strage di di Bruxelles. Sono quattro le persone uccise e venti i feriti dopo l'attacco davanti al Parlamento inglese. Ucciso l'attentatore. Alla guida di un suv, l'uomo si è lanciato sulla folla del ponte di Westminster lasciando numerosi feriti in terra, quindi è sceso dall'auto e ha accoltellato un agente nel cortile del Parlamento di Londra. L'assalitore è stato ucciso dalle forze di polizia dopo aver tentato di fare irruzione nel Parlamento britannico attraverso i cancelli del compound di Westminster, accoltellando l'agente. Evacuata la premier Theresa May che prendeva parte alla seduta in corso. Scotland Yard ha parlato chiaramente di terrorismo.

Complessivamente, tra le persone morte ci sono l'assalitore, un agente e una donna. Non ci sono particolari sulla terza e quarta vittima. I feriti sono venti, tra cui una donna romana e una giovane bolognese: quest'ultima vive a Londra da sei anni ed è rimasta lievemente ferita. La donna romana, di cui non è stata data l'identità per ragioni di privacy, è stata invece ricoverata in un ospedale diverso rispetto alle altre vittime. La premier britannica Theresa May, che si trovava a Westminster al momento dell'attentato di Londra, lo ha condannato con fermezza definendolo "un attacco terroristico disgustoso e odioso".

Un uomo "dai tratti asiatici, un quarantenne": così i testimoni descrivono l'aggressore. In un primo momento al Arabiya e la britannica Channel 4 avevano indicato in Trevor Brooks, noto come Abu Izzadeen, l'autore dell'attacco di Londra. L'uomo, imam di Clapton e considerato un "predicatore d'odio", era stranoto all'intelligence britannica sin dal 2006. Ma in seguito, la stessa Channel 4, che ha citato l'avvocato e il fratello, ha precisato che Trevor Brooks sarebbe tuttora in prigione. Anche un giornalista della Bbc, Dominic Casciani, ha citato "diverse fonti" secondo le quali l'uomo sarebbe in galera e non può quindi essere lui il killer.

Emergenza terrorismo
Il divieto per dieci aeroporti di otto paesi a maggioranza musulmana
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Il divieto di tablet e laptop in cabina per i voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto paesi a maggioranza musulmana sarebbe stato deciso perché Al Qaida avrebbe perfezionato tecniche per nascondere esplosivo nelle batterie dei dispositivi elettronici. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali le informazioni di intelligence ottenute ''indicano che i gruppi terroristici continuano ad avere nel mirino l'aviazione commerciale'' e che il bando non e' una ''mossa politica''.

Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna introduce il divieto di portare in cabina laptop. Il bando, secondo i media, riguarda i voli diretti verso il Regno Unito in arrivo da sei Paesi: Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Anche il Canada starebbe valutando la possibilità di introdurre restrizioni simili.

"Stiamo valutando le informazioni che ci sono state fornite", ha detto a riguardo il ministro canadese dei Trasporti Marc Garneau, pur specificando che al momento "non ci sono ancora tempi precisi. Ma stiamo lavorando speditamente".

La decisione di vietare pc e iPad in cabina sui voli per gli Usa provenienti da una decina di paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente e' "necessaria e proporzionata alle minacce" date le informazioni di intelligence a disposizione. Lo ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer rispondendo a domande dei giornalisti, senza tuttavia entrare in dettagli. "Un passo appropriato date le informazioni di intelligence", ha detto Sipcer.

Riguardano 14 compagnie aeree le restrizioni introdotte dagli Stati Uniti prima e poi anche da Londra che vietano pc e iPad in cabina sui voli provenienti da alcuni paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente, di queste sei di base sia negli Usa sia nel Regno Unito, stando a quanto riferisce la Cnn. Si tratta quindi di British Airways, EasyJet, Jet2.com, Monarch, Thomas Cook, Thomson, Turkish Airlines, Pegasus Airways, Atlas-Global Airlines, Middle East Airlines, Egyptair, Royal Jordanian, Tunis Air e Saudia. Ci sono inoltre alcune differenze sull'applicazione del divieto da parte delle autorita' di Washington e Londra, per esempio riguardano diversi 'punti di partenza': per i voli diretti con destinazione Regno Unito il provvedimento interessa quelli provenienti da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Saudi Arabia. Ma alcuni aeroporti interessati dal divieto americano - Abu Dhabi e Dubai, Doha, Kuwait City e Casablanca - non sono interessati dalle restrizioni previste dalle autorità britanniche.

Abc, minaccia Isis dietro bando a pc e tablet - Ci sarebbe la minaccia dell'Isis dietro la decisione americana di vietare pc e tablet sui voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto Paesi a maggioranza musulmana. Lo riferisce la Abc che cita fonti del governo americano secondo le quali le informazioni raccolte quest'anno dagli 007 sulla possibile presenza di esplosivi all'interno dei device sono ritenute "credibili" da Washington. Lo stesso allarme è stato riferito dalla Cnn, che ha però puntato il dito contro al Qaida.

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