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Tensioni per crisi con Usa
Lo hanno riferito fonti militari americane alla Cnn
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Le forze armate cinesi hanno messo in "massima allerta" i caccia, armati con missili cruise, per essere pronti a rispondere a un'eventuale situazione in Corea del Nord. Lo hanno riferito fonti militari americane alla Cnn, precisando che le ricognizioni americane stanno riscontrando un numero straordinario di aerei militari cinesi pronti ad essere operativi attraverso l'intensificazione delle operazioni di manutenzione. Queste misure sono state adottate dai militari cinesi nell'ambito degli sforzi per "ridurre i tempi di reazione" in caso del precipitare di una situazione in Corea del Nord, hanno aggiunto le fonti Usa.
 
La crisi tra Stati Uniti e Corea del Nord sta destando allerta e preoccupazione in tutta la comunità internazionale. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato con forza l'ultimo test missilistico di Pyongyang e ha minacciato nuove sanzioni per il comportamento nordcoreano definito fortemente destabilizzante. Intanto, dopo le minacce del Paese asiatico di mettere in atto un attacco preventivo, la Cina ha allertato la sua aviazione.
Terrorismo
L'Isis ha rivendicato l'attacco
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PARIGI - Il terrorismo irrompe nelle elezioni francesi: ieri sera un 39enne armato di kalashnikov ha sparato sugli Champs-Elysees a Parigi uccidendo un poliziotto e ferendone altri due, prima di venire abbattuto. Rivendicazione dell'Isis. Hollande ha convocato per stamattina un Consiglio di difesa. Dal Belgio segnalato il complice.

E' ripreso stamattina il traffico sugli Champs Elysees dopo l'attacco di ieri sera contro gli agenti. Le foto pubblicate sui media online mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.
Come previsto, e' cominciato questa mattina all'Eliseo un Consiglio di difesa convocato d'urgenza ieri sera dal presidente francese Francois Hollande. Oltre a Hollande, partecipano al Consiglio i ministri dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e degli Esteri. Tra gli altri, sono presenti inoltre i capi dei servizi di sicurezza, dell'intelligence e delle forze armate.
Un avviso di ricerca nei riguardi di un uomo segnalato dalle autorità belghe ieri sera in relazione all'attentato sugli Champs-Elysées è stato trasmesso alla Francia. Lo si apprende da fonti ufficiali. Le autorità francesi hanno emesso un immediato avviso di ricerca dell'uomo.
"Nulla deve ostacolare l'appuntamento democratico". Lo ha dichiarato il Primo ministro francese Bernard Cazeneuve.
Il belga segnalato dalle autorità di Bruxelles a Parigi in relazione all'attentato sugli Champs-Elysées si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa. Lo si apprende dal portavoce del ministero degli Interni a Parigi.

Due giorni fa l'avvertimento. Ieri sera, a tre giorni dal primo turno, il terrorismo ha fatto irruzione nelle elezioni presidenziali francesi. Un francese, Karim C., forse appoggiato da un complice belga, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi si è dato alla fuga, ma è stato ucciso dopo pochi metri. Prima di mezzanotte, la rivendicazione dell'Isis: l'attentato è stato compiuto da qualcuno denominato 'Abu Yusuf al Beljiki', ovvero "il belga". A Parigi, il killer - come confermato dal procuratore Francois Molins - è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Si chiamava Karim C., era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere. Era nato nella periferia di Parigi. Il panico si è propagato in pochi istanti, l'intera avenue, la più celebre della capitale, è stata blindata dai furgoni di polizia, dalla Concorde fino all'Etoile. Tutte le fermate del metrò sono state sbarrate, gli abitanti sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere.

 

L'agenzia Amaq, legata allo Stato Islamico, ha riferito che l'attacco è stato compiuto da "combattenti" dell'Isis, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero "il belga". Lo riferisce il Site.

 

Erano passati pochi minuti dalle 21 e gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un'ora nell'ultima performance in diretta tv su France 2 quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il terrore sugli Champs-Elysees, all'altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici 'Marks & Spencer'. Un uomo è sceso da un'Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno - agenti della stradale e della municipale - e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante - una turista straniera - colpita da schegge. L'assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Testimoni hanno parlato di "una vera e propria esecuzione". La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino 'Marks & Spencer', poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì. Sul presunto 'secondo uomo', però, non ci sono conferme in Francia, mentre dal Belgio rimbalza la notizia - e la foto - di un complice "arrivato in treno da Bruxelles". Il suo domicilio belga sarebbe stato già perquisito.

 

Intanto, sul canale pubblico France 2 andava in onda l'ultimo dibattito elettorale, a 3 giorni dalle urne. Per 40 minuti, i candidati si sono succeduti nello studio ma di attentato a Parigi non si è mai parlato. Emmanuel Macron è stato il primo ad esprimere il cordoglio e il dolore per il poliziotto ucciso, Marine Le Pen è indicata da molti come la candidata che più potrebbe trarre vantaggio dall'attentato. All'Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente Francois Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità. Per questa mattina alle 8, il presidente ha convocato all'Eliseo un Consiglio di difesa, annullando una visita in Bretagna. Anche Le Pen e Fillon hanno annullato gli ultimi comizi previsti per oggi, confermati invece da Macron, Melenchon e Hamon.

(Ansa)

Tensione Italia-Turchia
Intanto è stata chiusa la porta in faccia al vice-console italiano di Smirne e al suo interprete
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di Chiara Rai

Ha iniziato lo sciopero della fame il giornalista Gabriele Del Grande trattenuto in Turchia da sei giorni in un centro di detenzione amministrativa a Mugla. Gabriele voleva incontrare i siriani fuggiti in Turchia. Era lì al confine turco per ricostruire in un libro la memoria di quella guerra: come sono nate le prima proteste, come è stata la fuga dalla Siria. Non aveva alcuna intenzione di passare il confine con la Siria. A garantirlo è la sua compagna con la quale Gabriele ha dei bambini. Ma la Turchia è rigida: è stata chiusa la porta in faccia al vice-console italiano di Smirne e al suo interprete che cercavano, nella giornata di ieri, di raggiungere il giornalista italiano.
Sono ben dieci giorni da quando è stato fermato nella provincia di Hatay, una propaggine turca al confine con la Siria. Ancora non sono chiare le motivazioni del fermo. L’ipotesi più probabile è che a Del Grande sia stata contestata l’assenza di un permesso stampa, la cui concessione permette al Direttorato dell’informazione turco di tracciare i giornalisti stranieri attivi in Turchia.
La vicenda procedurale in corso non può in alcun modo impedire l’assistenza legale e ogni forma di sostegno e assistenza a Gabriele. Su questa linea è l’Italia e lo stesso ministro Alfano che sta seguendo da vicino la vicenda.
L'Ue, in questo particolare caso, si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche

Colpo di scena
Oggi la mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato
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INGHILTERRA - Lo aveva negato almeno sette volte in pubblico: niente voto anticipato prima della Brexit. Buona l'ottava nel Regno Unito, dove la premier Theresa May, con una disinvolta capriola a sorpresa, ha annunciato lo scioglimento della Camera dei Comuni e nuove elezioni politiche per l'8 giugno.

Oggi presenterà alla Camera dei Comuni una mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato.

L'obiettivo dichiarato dalla May è irrobustire il suo Partito Conservatore per portare a casa l'uscita dall'Ue in barba ai dubbi delle altre formazioni. Quello implicito, approfittare dei sondaggi che, a prenderli stavolta per buoni, le permettono di sperare di far quasi piazza pulita dell'opposizione: a cominciare da un Labour diviso sulla leadership - ad un tempo radicale e troppo soft - di Jeremy Corbyn. "Non sono disposta a consentire che gli oppositori della Brexit indeboliscano la Gran Bretagna", ha proclamato lady Theresa, in tailleur gessato sul blu e posa simil-thatcheriana, comparendo davanti al portoncino al numero 10 di Downing Street con appena un'ora di preavviso - fra gli affannati interrogativi di commentatori e media - per rendere pubblica dopo il Consiglio dei Ministri la sua decisione in un messaggio alla nazione. 

Vicini alla guerra
Choe ha criticato Trump per "la creazione di una situazione di guerra" nella penisola coreana con l'invio di mezzi militari strategici nella regione
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COREA DEL NORD - "Risponderemo a una guerra totale con una guerra totale, e a una guerra nucleare con il nostro stile di un attacco nucleare": Choe Ryong-hae, secondo alcuni analisti il secondo più potente ufficiale della Corea del Nord, ha detto che il Paese è pronto ad affrontare qualsiasi minaccia posta dagli Stati Uniti. Parlando in occasione della grande parata militare in corso a Pyongyang per festeggiare il 105mo anniversario della nascita del padre della patria Kim Il-sung, Choe ha criticato il nuovo governo degli Usa sotto il presidente Donald Trump per "la creazione di una situazione di guerra" nella penisola coreana con l'invio di mezzi militari strategici nella regione. Presente alla parata anche Kim Jong-un, che però non ha parlato prima che la tv di Stato nordcoreana interrompesse le trasmissioni in diretta dalla piazza. Kim, leader 30enne salito al potere alla fine del 2011, ha sempre enfatizzato come le armi nucleari siano il fondamento della sua strategia di difesa nazionale.

La Corea del Nord ha avviato la grande parata a Pyongyang per celebrare il 105/mo compleanno del suo padre fondatore Kim Il-sung e la leadership del dittatore di terza generazione Kim Jong-un. La televisione di Stato ha mostrato migliaia di soldati in marcia su piazza Kim Il-sung e prototipi di missili intercontinentali KN-08 e KN-14 trasportati su camion in sfilata. Alla parata assiste da un podio anche il leader Kim Jong-un. Secondo gli analisti militari tali missili potrebbero un giorno essere in grado di colpire bersagli fino agli Stati Uniti continentali, anche se la Corea del Nord non li ha ancora testati. I soldati nordcoreani hanno portato in parata anche un altro grande razzo mai visto prima, delle dimensioni di uno a lunga gittata. Nel corteo sfilano poi carri armati, lanciarazzi multipli, pezzi d'artiglieria e un missile a combustibile solido progettato per essere sparato da sottomarini. Presente anche il potente missile a medio raggio 'Musudan', che potenzialmente potrebbe raggiungere le basi aeree statunitensi a Guam. La tv di Stato ha mostrato il leader Kim Jong-un, in abito nero e camicia bianca, uscire da una limousine nera e salutare la sua guardia d'onore prima di avviarsi lungo un tappeto rosso verso il podio da cui assiste alla parata insieme ai funzionari governativi di alto livello.

"La guerra potrebbe scoppiare in ogni momento". E' l'ammonimento lanciato dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi sulla crisi con la Corea del Nord. Lo scrive la Bbc online. "Si ha la sensazione che un conflitto potrebbe scoppiare da un momento all'altro - ha detto il ministro -. Penso che tutte le parti interessate dovrebbero mantenere alta la vigilanza per quanto riguarda questa situazione".

Le forze armate nordcoreane hanno annunciato di essere pronte a prendere "le più dure" contromisure contro gli Stati Uniti se continueranno con le provocazioni. "Le nostre controazioni più dure contro gli Usa e i loro vassalli saranno prese senza alcuna pietà, tali da non permettere all'aggressore di sopravvivere", ha affermato un portavoce del Comando generale di Pyongyang in una dichiarazione rilanciata dall'agenzia ufficiale Kcna.

In un'eventuale guerra tra Corea del Nord e Stati uniti "non ci possono essere vincitori". Lo ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi, promettendo il sostegno della Cina a qualsiasi tentativo di dialogo tra le parti. "Invitiamo tutte le parti a smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile e fuori controllo", ha aggiunto Wang in una conferenza stampa con il collega francese Jean-Marc Ayraul. Il Cremlino è "molto preoccupato" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "E' con grande preoccupazione che stiamo guardando l'escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie".

Il Cremlino è "molto preoccupato" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "E' con grande preoccupazione che stiamo guardando l'escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie". Lo riporta la Tass.

In una intervista all'Associated Press il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha accusato il presidente americano Donald Trump di aver creato un "circolo vizioso" di tensioni nella penisola coreana, ha detto che di fronte a un attacco preventivo americano Pyongyang "non terrà le braccia incrociate" e che il prossimo test nucleare sarà condotto quando il quartier generale supremo nordcoreano lo riterrà più opportuno. Han ha aggiunto che la Corea del Nord andrà in guerra se" gli Stati Uniti "lo sceglieranno". Il viceministro ha puntato il dito contro le "manovre militari spericolate" degli Usa e possibili "attacchi preventivi", avvertendo che Pyongyang "ha un potente deterrente nucleare".

Per il viceministro degli Esteri nordcoreano la politica di Trump è "più aggressiva" di quella di Barack Obama. "Abbiamo fatto un confronto con le precedenti amministrazioni americane e la conclusione è che questa è più violenta e aggressiva" verso la Corea del Nord, ha aggiunto.

Pentagono non commenta su attacco preventivo - Il Pentagono non commenta le indiscrezioni della Nbc, secondo le quali gli Stati Uniti sarebbero pronti a un attacco preventivo alla Corea del Nord nel caso di imminente test nucleare da parte di Pyongyang.

Nbc, Usa pronti a raid preventivo contro Corea - Gli Usa sono pronti ad un raid preventivo con armi convenzionali contro la Corea del Nord se e quando i responsabili politici saranno convinti che Pyongyang si stia preparando a un test nucleare. Lo afferma la Nbc citando più fonti dell'intelligence americana. Le fonti credono che un test nucleare possa verificarsi durante il fine settimana.

Gli Stati Uniti hanno posizionato due cacciatorpediniere con missili Tomahawk non lontano dalla Corea del Nord, riferiscono fonti dell'intelligence a Nbc. Pyongyang ha avvertito che un ''grande evento'' è vicino, spingendo l'intelligence a temere un test nucleare. Un evento di rilievo si è già tenuto nella capitale nordcoreana alla presenza di Kim Jong-un, che ha inaugurato uno dei maggiori progetti abitativi di Pyongyang, mostrando come la Corea del Nord nonostante le sanzioni continui a crescere.

Da lunedì sospesi voli Air China Pechino-Pyongyang - I collegamenti aerei tra Pechino e Pyongyang della Air China saranno sospesi da lunedì. Lo rende noto la tv cinese Cctv.

Alta tensione
Il Cremlino esprime preoccupazione per l'escalation sinora dialettica tra Pyongyang e la Casa Bianca
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COREA DEL NORD - "La guerra potrebbe scoppiare in ogni momento". E' l'ammonimento lanciato dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi sulla crisi con la Corea del Nord. Lo scrive la Bbc online. "Si ha la sensazione che un conflitto potrebbe scoppiare da un momento all'altro - ha detto il ministro -. Penso che tutte le parti interessate dovrebbero mantenere alta la vigilanza per quanto riguarda questa situazione".

Le forze armate nordcoreane hanno annunciato di essere pronte a prendere "le più dure" contromisure contro gli Stati Uniti se continueranno con le provocazioni. "Le nostre controazioni più dure contro gli Usa e i loro vassalli saranno prese senza alcuna pietà, tali da non permettere all'aggressore di sopravvivere", ha affermato un portavoce del Comando generale di Pyongyang in una dichiarazione rilanciata dall'agenzia ufficiale Kcna.

In un'eventuale guerra tra Corea del Nord e Stati uniti "non ci possono essere vincitori". Lo ha detto il ministro degli esteri cinese Wang Yi, promettendo il sostegno della Cina a qualsiasi tentativo di dialogo tra le parti. "Invitiamo tutte le parti a smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile e fuori controllo", ha aggiunto Wang in una conferenza stampa con il collega francese Jean-Marc Ayraul. Il Cremlino è "molto preoccupato" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "E' con grande preoccupazione che stiamo guardando l'escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie".

Il Cremlino è "molto preoccupato" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "E' con grande preoccupazione che stiamo guardando l'escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie". Lo riporta la Tass.

In una intervista all'Associated Press il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha accusato il presidente americano Donald Trump di aver creato un "circolo vizioso" di tensioni nella penisola coreana, ha detto che di fronte a un attacco preventivo americano Pyongyang "non terrà le braccia incrociate" e che il prossimo test nucleare sarà condotto quando il quartier generale supremo nordcoreano lo riterrà più opportuno. Han ha aggiunto che la Corea del Nord andrà in guerra se" gli Stati Uniti "lo sceglieranno". Il viceministro ha puntato il dito contro le "manovre militari spericolate" degli Usa e possibili "attacchi preventivi", avvertendo che Pyongyang "ha un potente deterrente nucleare".

Per il viceministro degli Esteri nordcoreano la politica di Trump è "più aggressiva" di quella di Barack Obama. "Abbiamo fatto un confronto con le precedenti amministrazioni americane e la conclusione è che questa è più violenta e aggressiva" verso la Corea del Nord, ha aggiunto.

Pentagono non commenta su attacco preventivo - Il Pentagono non commenta le indiscrezioni della Nbc, secondo le quali gli Stati Uniti sarebbero pronti a un attacco preventivo alla Corea del Nord nel caso di imminente test nucleare da parte di Pyongyang.

Nbc, Usa pronti a raid preventivo contro Corea - Gli Usa sono pronti ad un raid preventivo con armi convenzionali contro la Corea del Nord se e quando i responsabili politici saranno convinti che Pyongyang si stia preparando a un test nucleare. Lo afferma la Nbc citando più fonti dell'intelligence americana. Le fonti credono che un test nucleare possa verificarsi durante il fine settimana.

Gli Stati Uniti hanno posizionato due cacciatorpediniere con missili Tomahawk non lontano dalla Corea del Nord, riferiscono fonti dell'intelligence a Nbc. Pyongyang ha avvertito che un ''grande evento'' è vicino, spingendo l'intelligence a temere un test nucleare. Un evento di rilievo si è già tenuto nella capitale nordcoreana alla presenza di Kim Jong-un, che ha inaugurato uno dei maggiori progetti abitativi di Pyongyang, mostrando come la Corea del Nord nonostante le sanzioni continui a crescere.

Da lunedì sospesi voli Air China Pechino-Pyongyang - I collegamenti aerei tra Pechino e Pyongyang della Air China saranno sospesi da lunedì. Lo rende noto la tv cinese Cctv.

L'iniziativa
Il servizio ‘Laptop in prestito’ garantisce che i viaggiatori d'affari possano continuare a lavorare mentre viaggiano
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di Gianfranco Nitti

 

Le recenti restrizioni introdotte dal Presidente Trump su voli da taluni paesi verso gli Stati Uniti, hanno dato l’occasione alla compagnia aerea del golfo, Qatar Airways, di introdurre una efficace idea promozionale. Infatti, la Qatar Airways è ora l’unica compagnia ad offrire ai passeggeri un computer portatile in sostituzione dei propri su tutti i voli verso gli Stati Uniti, in risposta al divieto su gli apparati elettronici.


Il servizio ‘Laptop in prestito’ garantisce che i viaggiatori d'affari possano continuare a lavorare mentre viaggiano sui voli Qatar Airways, e l’offerta Wi-Fi permette a tutti i passeggeri di beneficiare di una connettività senza limiti.
L’amministratore delegato della compagnia Akbar Al Baker, ha commentato: “In qualità di compagnia aerea premiata e globale apprezziamo l'importanza di poter far continuare alavorare a bordo dei nostri aerei e questo è il motivo per cui ho insistito ad offrire solo la migliore soluzione possibile ai nostri clienti. Fornendo questo servizio di portatile in prestito possiamo garantire che i nostri passeggeri di voli verso gli Stati Uniti possano continuare a lavorare a bordo. Questa capacità unica di offrire ‘business as usual’, al di là della concorrenza, è l'ennesimo esempio che giustifica come la ‘Business Class’ migliore al mondo sia ritenuta quella di Qatar Airways.”

Con il recente lancio di Qsuite, il nuovo prodotto business class, i portatili gratuiti sono a disposizione dei passeggeri di Business Class che viaggiano su tutti i voli diretti negli Stati Uniti e possono essere prelevati poco prima dell'imbarco. I clienti sono in grado di scaricare il loro lavoro su una porta USB prima di salire a bordo per riprendere da dove avevano lasciato. Inoltre Qatar Airways offre un servizio speciale al gate per tutti i passeggeri, per cui saranno raccolti tutti gli apparati elettronici proibiti dal nuovo divieto e confezionati in modo sicuro. Questi saranno contrassegnati, caricati come bagaglio check-in e restituiti in modo sicuro al cliente al momento dell'arrivo negli Stati Uniti.


Una volta a bordo, i passeggeri hanno una scelta di oltre 3.000 opzioni di intrattenimento sul pluripremiato sistema di intrattenimento in navigazione, pacchetti di attività dedicati ai bambini   in collaborazione con Hasbro, kit di lusso, menu e snack bar di stagione, possibilità di leggere al bordo riviste e giornali, godersi letti reclinabili in business class e utilizzare la connessione internet Wi-Fi su tutti i voli. Si aggiunga un'ora di connessione Wi-Fi per tutti i passeggeri e uno speciale pacchetto Wi-Fi di US $ 5 per rimanere in contatto per tutta la durata del volo.
 

Giustizia lumaca
Solo Cipro ha una giustizia amministrativa più lenta di quella del Bel Paese
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Paese che vai, giustizia amministrativa che trovi. Se non solo in Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (cioè che veda opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono dieci volte tanto, ben 1000 giorni, vale a dire quasi tre anni, contro i tre mesi dei Paesi citati. E' uno dei dati che emergono dalla V edizione del Justice Scoreboard della Commissione Europea, che misura l'efficienza della giustizia nei Paesi membri dell'Ue. Solo Cipro ha una giustizia amministrativa più lenta di quella del Bel Paese, con circa 1.400 giorni per chiudere un procedimento in primo grado; il Portogallo è allineato all'Italia (un migliaio di giorni); seguono Grecia (circa 900) e Malta (500). Tra 100 e 500 giorni Olanda, Romania, Lussemburgo, Lituania, Finlandia, Francia, Spagna, Germania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Belgio. Non ci sono dati per Danimarca, Irlanda, Austria (dove la giustizia amministrativa non è separata da quella civile) e Regno Unito. In Repubblica Ceca e Slovacchia i casi pendenti includono tutti i gradi di giudizio. 

CAUSE CIVILI - L'Italia resta la lumaca dell'Unione Europea, superata solo da Cipro, per la lunghezza delle cause civili e commerciali. In media, secondo il quinto 'Justice Scoreboard', nel nostro Paese occorrono ancora oltre 500 giorni, in media, per chiudere una causa in primo grado (dato 2015).

Emergenza terrorismo
Due gli attentati e almeno 45 i morti. Il presidente proclama tre mesi di stato di emergenza
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CAIRO - Sangue e di morte in Egitto. I kamikaze dell'Isis hanno fatto strage di cristiani copti in due chiese: a Tanta, a nord del Cairo, e ad Alessandria, lasciando sul terreno almeno 45 morti e 118 feriti. Un massacro che ha fatto ripiombare l'Egitto militarizzato di al Sisi nell'incubo terrorismo del Califfato nero a tre settimane dalla visita del Papa e in una giornata fortemente simbolica per tutto il mondo cristiano. Erano in duemila nella chiesa Mar Girgis di Tanta, sul delta del Nilo, a seguire le celebrazioni quando, in un attimo, si è scatenato l'inferno.

Un'esplosione vicino all'altare ha squassato l'edificio e divelto i banchi. Al posto dei fedeli in preghiera, decine di corpi senza vita - 27 - sul pavimento bianco macchiato di sangue e, intorno, i lamenti dei feriti. In un primo momento si è pensato a una bomba azionata a distanza, ma dopo il ritrovamento dei resti dilaniati di un uomo si è fatta strada l'ipotesi di un kamikaze. Erano le 10 del mattino e mentre il bilancio delle vittime saliva e cominciavano ad arrivare le prime reazioni inorridite, la notizia di un secondo attacco: questa volta ad Alessandria, 'capitale' della chiesa copta, sul sagrato della chiesa di San Marco. Quando il terrorista si è trovato davanti gli addetti alla sicurezza è tornato indietro, si è avvicinato al metal detector e si è fatto esplodere nei pressi dell'entrata. Almeno 18 i morti e una quarantina i feriti. Il patriarca copto Tawadros II, capo di otto milioni di cristiani egiziani, aveva appena finito di celebrare la messa. Secondo alcune fonti, aveva lasciato la chiesa, secondo altre si trovava ancora all'interno. E' lui - oltre al presidente al Sisi e al grande imam di al-Azhar, Ahmed al Tayyib - che papa Francesco incontrerà nella prossima visita in Egitto, il 28 e 29 aprile, nella prosecuzione di quel dialogo cominciato nel 1973 con il primo incontro, dopo 15 secoli, tra Paolo VI e l'allora patriarca Shenuda III. Ed è a lui che il pontefice si è rivolto durante l'Angelus, quando è stato informato del primo attentato.

In serata il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha annunciato parlando in televisione "la dichiarazione dello stato di emergenza in Egitto per tre mesi". Lo stato d'emergenza sospende il diritto alle manifestazioni di ogni genere e le adunate di oltre cinque persone, consente fermi per un periodo indeterminato, estende i poteri delle forze di polizia, permette procedimenti giudiziari per civili ad opera di tribunali militari.

Esteri
L'autocarro è finito in corsa contro un centro commerciale. Quattro morti. Il premier svedese: 'E' un attacco terroristico'
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Red. Esteri

 

STOCCOLMA - Un attacco inaspettato che arriva poco dopo la notizia che gli Stati Uniti hanno colpito la base siriana dalla quale è partito l'attacco con il gas nei giorni scorsi. Stavolta i terroristi colpiscono in pieno centro a Stoccolma, ancora una volta con un camion, che è finito contro la folla prima di schiantarsi contro un centro commerciale. Almeno tre persone sono rimaste uccise - secondo quanto riferisce la polizia, precisando che ci sono anche otto feriti.L'uomo arrestato ieri nell'ambito delle indagini sull'attentato di Stoccolma e' sospettato di essere stato alla guida del camion con cui e' stato realizzato l'attacco: lo ha detto questa mattina il portavoce della polizia della capitale, Lars Bystrom, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian. "La persona in questione e' stata arrestata in qualità di colpevole... in questo caso il guidatore", ha detto il portavoce, che non ha confermato il secondo arresto di cui oggi parlano i media locali.

L'episodio è avvenuto in una delle principali strade commerciali di Stoccolma, secondo quanto riferisce la polizia citata dai media locali. Sono stati sparati dei colpi di arma da fuoco nel luogo dove il camion è piombato sulla folla. Secondo i testimoni, l'autista del camion "indossava un passamontagna".

Il premier svedese, Stefan Lofven ha detto: "E' un attacco terroristico". La polizia ritiene che si tratti di "un attacco deliberato". Il parlamento svedese è stato chiuso dopo quanto accaduto.

Le autorità hanno invitato gli abitanti a evitare di recarsi nel centro della città. Ci sono report di spari in un'altra zona del centro della capitale svedese, a Hotorget. I pedoni sono stati investiti a Drottninggaten.

Il camion è stato rubato poco prima dell'attacco. Il mezzo appartiene alla 'Spendrups', popolare marca di birra svedese, ed è stato rubato durante il giro di consegne nei ristoranti della città. I responsabili dell'azienda hanno avuto un contatto con l'autista legittimo del mezzo. Secondo quanto riferito dal direttore della comunicazione del birrificio, Maarten Lyth, l'autista "stava scaricando della merce quando qualcuno è saltato dentro il camion ed è scappato". Lyth, precisando di non essere in grado di dire quante persone abbiano preso possesso del camion, ha detto che l'autista "è illeso ma sotto choc, attualmente è ascoltato dalla polizia".

Il camion ha falciato la folla nella centralissima strada pedonale Drottningsgatten di Stoccolma ha finito la sua corsa nel centro commerciale Ahlens City. "Ho visto centinaia di persone mettersi a correre per salvarsi la vita. Mi sono girata ed ho cominciato a correre anche io" ha detto una testimone al quotidiano Aftonbladet. Un altro testimone ha riferito: "Stavo camminando verso la strada principale quando un grande camion è spuntato dal nulla. Non sono riuscito a vedere se ci fosse qualcuno alla guida o fosse fuori controllo, ma ho visto che almeno due persone sono state schiacciate. E mi sono messo a correre più forte che potevo

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