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Minori nel mirino
Allenatori in manette. Obbligo di firma per un arbitro, che con la scusa di massaggi tonificanti tentava approcci sessual
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TORINO - Chiedeva sesso in cambio di un ruolo da titolare in squadra. Ruota intorno al mondo del calcio giovanile l'operazione della polizia postale di Torino che ha arrestato un allenatore 20enne, ora ai domiciliari. In carcere è invece finito un allenatore 50enne che sfruttava il collega più giovane per collezionare materiale pedopornografico. Obbligo di firma per un arbitro, che con la scusa di massaggi tonificanti tentava approcci sessuali. Pedopornografia e violenza sessuale le accuse a vario titolo nei loro confronti.
L'indagine, coordinata dalla Procura di Torino e durata quasi un anno. A far scattare gli accertamenti è stata la denuncia per violenza sessuale dei genitori di un sedicenne con la passione del pallone.
Una quindicina le vittime che hanno confermato i sospetti della polizia. L'inchiesta è ancora in corso.

Cronaca
L'Esercito"Profondo sdegno e condanna nei riguardi dei gravi eventi accaduti"
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di Paolino Canzoneri

PALERMO – Agenti della Polizia Giudiziaria in servizio alla procura dei miniori del capoluogo siciliano hanno posto agli arresti con l'accusa di violenza sessuale il prete guaritore ed esorcista Salvatore Anello di 59 anni e Salvatore Muratore colonnello dell'esercito in servizio alla caserma Turba di 52 anni. Le pesanti accuse di violenza sessuale contestate al parroco sono riferite a presunte preghiere e benedizioni di quattro donne che si trovavano ammalate in uno stato di debolezza e fragilità psicologica e una dodicenne che si erano rivolti a lui nella speranza di ottenere una guarigione. Le violenze si sarebbero consumate nel bel mezzo di riti vari dove il sacerdote cappellano all'ospedale Civico avrebbe professato la preghiera di guarigione palpeggiando insistentemente le donne nelle parti intime. L'arresto del parroco è avvenuta nel convento dei Cappuccini. In manette pure l'ufficiale dell'esercito in servizio presso la caserma Turba che svolgeva il compito di animatore della comunità "Rinnovamento dello Spirito Santo" e che faceva parte pure dello stesso gruppo di preghiera. L'Esercito provvedendo all'immediata sospensione dell'ufficiale dal servizio, ha emesso un comunicato: "Profondo sdegno e condanna nei riguardi dei gravi eventi accaduti e conferma la massima collaborazione con gli organi inquirenti. La Forza Armata, inoltre si ribadisce il pieno rigore nel perseguire i comportamenti che, violando la dignità umana, non rispettano i principi e i valori su cui si fonda l'Istituzione e screditano tutti i soldati che, invece, con onestà e professionalità, quotidianamente svolgono il proprio devoto servizio alla Nazione, in Italia e all'estero, anche a rischio della propria vita". Da una precisa ricostruzione curata dal procuratore Giorgia Righi e dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca le violenze sarebbero avvenute nelle abitazioni delle vittime. Le indagini sono partite a seguito della denuncia di due minorenni e della madre oggetto delle attenzioni del Colonnello a cui raccontava il suo tormento. Il colonnello avrebbe coercizzato la donna convincendola d'essere vittima del "malocchio" e che avrebbe potuto guarire con il rito del sacerdote che ufficialmente non era neanche riconosciuto esorcista dalla diocesi palermitana e quando mostravano dubbi o perplessità il sacerdote rispondeva che la causa era il diavolo che parlava e che lui, tramite il rito, invocava il demone della lussuria. Muratore stesso avrebbe abusato anche di un'altra minorenne chiedendole foto in costume. Ulteriori indagini sono in corso per accertare se ci sono state altre vittime abusate. 

Cronaca
Cinque ragazzi, tutti minorenni e di età compresa tra i 15 e i 17 anni, hanno avvicinato una ragazza di 16 anni che camminava a piedi lungo le vie del centro di San Valentino Torio
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di Angelo Barraco
 
Nocera Inferiore (SA) - Un terribile episodio di violenza sessuale si è consumato la notte scorsa a San Valentino al Torio, Salerno. Cinque ragazzi, tutti minorenni e di età compresa tra i 15 e i 17 anni, hanno avvicinato una ragazza di 16 anni che camminava a piedi lungo le vie del centro di San Valentino Torio, l’hanno portata con la forza in un garage,  l’hanno poi violentata a turno, costringendola a subire un rapporto sessuale completo. La giovane ha raccontato la violenza subita ai genitore e poi si è recata presso la caserma dei Carabinieri dove ha sporto denuncia. I segni di violenza sessuale sono stati riscontrati nel corso degli accertamenti fatti all’ospedale “Martiri di Villa Malta”. I giovani sono stati arrestati dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore e sono accusati di violenza sessuale. Sono tutti originari di San Valentino al Torio, nessuno di loro risulta avere precedenti penali. Sono in corso accertamenti per verificare quali sono stati i ruoli dei singoli individui all’interno della vicenda e sono stati portati al centro di prima accoglienza e sono a disposizione della Procura.
 
Un altro terribile episodio di violenza sessuale ai danni di una donna è avvenuto a Roma, dove una donna al settimo mese di gravidanza è stata violentata da due somali di 29 anni, entrambi con precedenti penali e dovranno adesso rispondere di violenza sessuale in concorso. La donna è stata salvata dalla Polizia e dai Carabinieri che hanno interrotto la violenza che era in corso all’interno dell’istituto scolastico all’Esquilino a Roma. L’allarme è stato dato da un residente che ha sentito le strazianti urla della donna che chiedeva aiuto. Non appena sono sopraggiunte le forze dell’ordine, sono entrati nell’edificio e hanno arrestato i due somali salvando così la donna. 
Attualità
La Cassazione ha stabilito ciò esaminando un ricorso presentato da un uomo di 44 anni che è stato condannato dalla Corte d’appello di Venezia ad un anno e due mesi di reclusione con la concession
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Redazione
 
Roma – La terza sezione penale della Cassazione ha stabilito che dare un bacio sulle labbra ad una ragazza infraquattordicenne, malgrado sia consenziente, è una violenza sessuale. La Cassazione ha stabilito ciò esaminando un ricorso presentato da un uomo di 44 anni che è stato condannato dalla Corte d’appello di Venezia ad un anno e due mesi di reclusione con la concessione delle attenuanti. L’uomo ha giustificato l'atto poichè c’era soltanto un bacio sulle labbra liberamente scambiato con una minorenne. L’uomo sosteneva che “nel comune sentire un bacio non puo' costituire un illecito”. La Suprema Corte sostiene invece che “il fatto che l'atto sessuale nel caso di specie sia consistito nell'avere soltanto dato un bacio (definito dalla parte offesa, nella lettera da lei scritta, appassionato e consensuale) non ha rilievo di per se” e la giurisprudenza consolidata ha affermato la compatibilità del bacio con il reato sessuale. La Corte d’appello di Venezia ha evidenziato che “il consenso di una persona infraquattordicenne, pur alla stregua dell'evoluzione umana e sociale, rimane assoggettato sul piano normativo da un giudizio assoluto di immaturita', con cio', implicitamente ma inequivocabilmente, escludendo che la sua presenza possa comunque integrare la carenza del dolo nell'individuo maggiorenne che con tale persona compie l'atto sessuale”. Il reato, conclude la sentenza, “non richiede un dolo specifico, ma semplicemente la coscienza e la volonta' di porre in essere un comportamento sessuale, qualunque sia lo scopo che l'agente si prefigga”.
Cronaca
L’accusa è di violenza sessuale commessa per induzione, il prete ha abusato delle condizioni fisiche e psicologiche di ragazzini minorenni
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Angelo Barraco
 
Bari -  E’ stato arrestato dai Carabinieri di Foggia e dalla Polizia Postale un ex parroco di 55 anni. L’accusa è di violenza sessuale commessa per induzione, il prete ha abusato delle condizioni fisiche e psicologiche di ragazzini minorenni. Sull’uomo pende anche l’accusa di produzione, distribuzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Ma non è l’unico caso di abusi sessuali ai danni di minori in cui vi è coinvolto un prete; Carabinieri della Compagnia di Policoro hanno eseguito un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza in cui sono state arrestate 3 persone. Costoro adescavano, attraverso i social network dei minorenni e li pagavano per rapporti sessuali. Tra le tre persone tratte in arresto c’è Don Antonio Calderaro, il prete della chiesa di San Giuseppe a Rivello, a Potenza, il prete è stato sospeso “a divinis” ed esonerato dalle funzioni religiose. C’è poi il prete di Ravenna,  don Giovanni Desio che  è stato arrestato il 5 aprile scorso con l’accusa di aver abusato sessualmente di minori. I rapporti sessuali compiuti dal parroco si sarebbero svolti in un arco temporale che va tra il 2010 e il 2014 e i ragazzini avevano un’età che andava dagli 11 ai 15 ed erano affidati a lui dalle famiglie. Le accuse sono: atti sessuali con minore, adescamento di minore, violenza sessuale, sostituzione di persona. L’uomo è accusato di avere millantato qualifiche mediche che non gli appartenevano. Si fingeva infermiere con il solo fine di poter visitare i ragazzini e addirittura in un caso vi è da parte del parroco un uso del termometro in modo improprio. L’uomo inoltre ha usato il profilo facebook di un minore di cui aveva la password. Le indagini verso il prete, oltre alle intercettazioni, hanno trovato riscontro anche sul materiale trovato in canonica come foto, appunti, agende e materiale all’interno del computer del prete. Malgrado l’attuale condizione del parroco, sono emersi elementi oggettivi di pericolo di reiterazione del reato poiché il prete in un’intercettazione il prete avrebbe parlato del fatto di conservare ancora la patente, nonostante l’incidente che abbia avuto nel periodo di febbraio, la reiterazione comunque riguarderebbe anche gli abusi sessuali.  Un altro caso riguarda la storia di don Alberto Barin, ex cappellano del carcere San Vittore. Don Alberto Barin, di 53 anni, avrebbe abusato dello stato di bisogno dei detenuti.  Nella prima udienza, sono stati ricostruiti gli abusi e i detenuti che li avrebbero subiti sarebbero 12. Don Barin chiedeva favori  sessuali ai detenuti che, già deboli psicologicamente, si rivolgevano al prete per sigarette, shampoo, spazzolini. Dopo che i detenuti uscivano dal carcere, li invitava a casa sua e abusava di loro e diceva loro che il suo parere aveva un peso notevole sulla buona condotta. Il prete controllava l’arrivo di eventuali persone con uno specchietto –quando agiva presso le celle dei detenuti- invece quando i detenuti manifestavano disagio, li rassicurava dicendo loro che ciò che faceva era un gesto di amicizia e che a Napoli facevano tutti. 
Cronaca
L’accusa ha puntato sul fatto che il medico non ha segnato nel referto la visita “extra” svolta, per questa ulteriore visita il medico è stato denunciato
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di Angelo Barraco

Palermo -  Un gastroenterologo è stato condannato dal Tribunale di Palermo a cinque anni con l’accusa di violenza sessuale. Il medico, Antonino Trizzino, dovrà anche dare una somma in denaro alla giovane che si è costituita parte civile. Secondo l’accusa, il medico sarebbe andato oltre la normale visita. Analizziamo la vicenda: I fatti risalgono all’anno 2010, quando una ragazza si recò presso il polimbulatorio Oreto per farsi una normale visita. La ragazza soffriva di dolori addominali e a causa di tali dolori il suo medico curante le aveva prescritto una visita specialistica. Il medico imputato, come primo accertamento, ha svolto un’ecografia all’addome, successivamente ha eseguito un’ecografia. Dopo che il medico ha svolto seguenti accertamenti, avrebbe chiesto alla ragazza se soffriva di qualche altro disturbo e avrebbe eseguito una visita rettale e vaginale. L’accusa ha puntato sul fatto che il medico non ha segnato nel referto la visita “extra” svolta, per questa ulteriore visita il medico è stato denunciato. Il Tribunale ha creduto al racconto della ragazza e l’accertamento del medico è considerato una violenza sessuale. L’avvocato del medico accusato di violenza sessuale ha annunciato che per dimostrare l’innocenza del medico farà ricorso. Un altro processo, siamo a Milano però, ha avuto conclusione processuale. Un uomo si sarebbe finto fisioterapista e medico sportivo e avrebbe prima sedato i pazienti e poi li avrebbe violentati. Le vittime sarebbero un centinaio. Nel momento ha avuto inizio l’inchiesta però , l’uomo si è reso irreperibile e tuttora è latitante. L’uomo aveva diversi studi dove esercitava la professione e con essi vi era anche un giro di clienti presso Gallarate e presso la provincia di Belluno. Le manette ai polsi per il falso medico erano scattate nel mese di luglio del 2007 e l’accusa era di violenza sessuale, poi però era stato scarcerato. Ciò che ha fatto partire l’inchiesta era stata una confessione di un paziente del finto medico che era stato narcotizzato ma, malgrado ciò, era cogliente e si era accorto che stava subendo violenza sessuale dal medico. La condanna arriva il 24 aprile 2013 e la pena è di 30 anni di reclusione, il Tribunale aveva stabilito un risarcimento per le vittime che ammontava a un milione di euro. Nel processo d’Appello tenutosi a Milano la pena è stata ridotta da 30 a 24 anni di reclusione.

Cronaca
L’episodio è accaduto in un appartamento tra Via Libertà e la Zisa
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di Angelo Barraco

Palermo
- Una quattordicenne è riuscita a sfuggire ad un tentativo di violenza sessuale lunedì pomeriggio, ma tale episodio è stato reso noto dalla Polizia soltanto oggi. L’episodio è accaduto in un appartamento tra Via Libertà e la Zisa. La giovane stava rincasando e si trovava a pochi passi dall’ascensore, quando è stata avvicinata, presa e bloccata per le spalle da uno sconosciuto. L’aggressore ha tentato di esercitare violenza sulla giovane, strappandole un frammento di vestito. La giovane è riuscita a scappare e dopo essersi liberata ha raggiunto il proprio appartamento dove ha avuto modo di raccontare quanto accaduto alla madre e hanno provveduto a chiamare il 118.

L’aggressore, che si era dileguato dopo che la ragazza era scappata, aveva dimenticato il cellulare lì e allora è tornato indietro. Nel tentativo di effettuare tale recupero però, l’aggressore ha incontrato il portiere dello stabile che lo ha fermato e successivamente l’arrivo degli agenti. L’aggressore ha tentato la fuga ma è stato immediatamente bloccato e tratto in arresto. Adesso gli uomini della sezione “Contrasto al Crimine diffuso” stanno svolgendo indagini appurate per verificare se l’aggressore ha compiuto in precedenza altri atti di violenza ad altri soggetti.
 

Cronaca
Gli approfondimenti giudiziari nascono da una denuncia presentata nei primi giorni di settembre dai genitori della ragazza
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Redazione

Trapani - Arrestato a Marsala, in provincia di Trapani per violenza sessuale aggravata e continuata un istruttore 73enne della polisportiva "Diavoli Rossi". L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Marsala Annalisa Amato e' stata eseguita dai carabinieri. Dalle indagini, coordinante dal procuratore della Repubblica di Marsala Alberto Di Pisa e dal sostituto Antonella Trainito ha permesso di individuare "gravi indizi di colpevolezza" su abusi sessuali compiuti ai danni di un'allieva minorenne. Gli approfondimenti giudiziari nascono da una denuncia presentata nei primi giorni di settembre dai genitori della ragazza. L'uomo e' stato sottoposto agli arresti domiciliari

Cronaca
Donna aggredita alle spalle in ascensore
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Redazione

Taranto - Un ragazzo di 16 anni e' stato denunciato a Taranto dalla polizia, perche' ritenuto responsabile di un tentativo di violenza sessuale nei confronti una donna. L'episodio, che risale ad alcuni giorni fa e' stato denunciato dalla stessa vittima, che ha raccontato agli agenti di essere stata aggredita alle spalle nell'ascensore del suo palazzo, da un giovane, messo in fuga grazie alla sua tempestiva reazione. Ieri pomeriggio la malcapitata ha incontrato e riconosciuto il ragazzo all'interno di un esercizio commerciale, e cosi' la donna ha telefonato al 113.

Sono subito interventi gli agenti che hanno identificato, portandolo in Questura, dove poi ha ammesso ogni addebito

Cronaca
L'uomo avrebbe inoltre convinto marito e moglie a divorziare, altrimenti la loro figlia sarebbe morta.
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Redazione

Caltanissetta - Si finge mago e abusa della madre e della figlia 17enne per liberare i loro corpi dal demonio. E' successo a Niscemi, dove i carabinieri hanno arrestato, con l'accusa di violenza sessuale, truffa ed estorsione, un 52enne. L'incubo per le due donne inizio' lo scorso mese di gennaio quando il finto mago, dopo averle adescate, nell'arco di pochi giorni le convinse a sottoporsi alle sue cure, altrimenti sarebbero morte. Attraverso una serie di riti magici e incantesimi, il "santone" sarebbe riuscito a convincerle di essere in possesso di poteri soprannaturali tali da liberarle da mali oscuri. In cambio sarebbe riuscito a estorcere alle due donne, 8mila euro. Le vittime, sarebbero anche state costrette ad avere rapporti sessuali con lui.
  L'uomo avrebbe inoltre convinto marito e moglie a divorziare, altrimenti la loro figlia sarebbe morta. In poco tempo, in effetti la coppia, avvio' le pratiche per la separazione permettendo cosi' al sedicente guaritore di entrare a far parte del nucleo familiare, fino a prendere il posto del capofamiglia e a consumare regolari rapporti sessuali con madre e figlia.
  Solo lo scorso luglio il capofamiglia, esasperato per quanto stava succedendo, si e' rivolto ai carabinieri. Durante le indagini gli inquirenti hanno raccolto diverse testimonianze e sequestrato alcuni oggetti utilizzati dal finto mago per i riti magici, quali croci in legno trovate sotterrate nel giardino dell'abitazione delle due donne, la foto di una delle vittime e una "polverina magica" usata per suggestionarle. Il provvedimento e' stato emesso dal gip del tribunale di Gela.
  Dopo le formalita' di rito, all'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari.
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