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Il caso
Convinto di ricevere informazioni su Hillary
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USA - Donald Trump Jr ha pubblicato sul suo profilo Twitter lo scambio di mail che ha preceduto il suo incontro lo scorso anno con una avvocatessa russa, Natalia Veselnitskaya, nella convinzione di ricevere informazioni su Hillary Clinton. Sono quattro le pagine che Donald Jr pubblica in quello che indica come lo scambio integrale con l'ex giornalista britannico e pr Rob Goldstone. Sono precedute da una nota del primogenito di Trump in cui spiega che ha deciso di diffondere i messaggi "per essere totalmente trasparente". "Se è come dite, molto bene (letteralmente: 'I Love it' ndr)". Così Donald Trump Jr risponde in una mail a chi gli propone la possibilità di ottenere informazioni dannose per Hillary Clinton. Intanto, in un'intervista alla Nbc, Veselnitskaya afferma di "non avere mai avuto informazioni dannose per Hillary Clinton. Non e mai stata questa la mia intenzione. E' possibile che forse loro cercassero tali informazioni. Le volevano disperatamente al punto di sentire solo quello che volevano".

Russiagate
Il procuratore speciale che guida l'inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interroghera' alti dirigenti dell'intelligence
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USA - Compleanno amarissimo per Donald Trump, che ieri ha spento le candeline dei suoi 71 anni con la peggiore delle notizie: ora e' indagato per una possibile ostruzione della giustizia, il reato per cui Richard Nixon si dimise evitando un sicuro impeachment. Lo scoop e' del Washington Post, che cita dirigenti coperti dall'anonimato.
"Il procuratore speciale (Robert Mueller, ndr) che guida l'inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 interroghera' alti dirigenti dell'intelligence come parte di una piu' ampia indagine che ora include l'esame dell'ipotesi se Donald Trump ha tentato di ostruire la giustizia", scrive il Wp. Secondo cinque fonti informate sui fatti, il capo della National intelligence Daniel Coats, il direttore della Nsa Mike Rogers e il suo ex vice Richard Ledgett hanno concordato di essere sentiti nei prossimi giorni da Mueller. Immediata la reazione di Marc Kasowitz, l'avvocato privato che difende il presidente nel Russiagate: "la fuga di notizie dell'Fbi riguardanti il presidente e' scandalosa, ingiustificabile e illegale", ha commentato Marko Corallo, un suo portavoce. Coats, Rogers e Ledgett appariranno volontariamente ma non e' chiaro se descriveranno completamente le loro conversazioni con Trump o se il presidente usera' il suo privilegio esecutivo per mantenerle segrete. Facolta' questa messa in dubbio da alcuni esperti, i quali hanno ricordato che la corte suprema durante il Watergate stabili' che i dirigenti non possono usare tale privilegio per bloccare prove in indagini criminali. L'ipotesi di ostruzione alla giustizia si e' profilata dopo che il tycoon ha licenziato a sorpresa l'allora capo dell'Fbi James Comey, che indagava sul Russiagate. Ipotesi che ha preso piu' corpo dopo la deposizione al Senato dello stesso Comey, che ha accusato Trump di avergli fatto pressioni per far cadere l'indagine sul suo ex consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn. Il presidente ha contestato questa versione, definendo Comey un bugiardo, oltre che una 'gola profonda', e si e' detto pronto a testimoniare sotto giuramento. La mossa dei Mueller lascia intendere, secondo il Wp, che il procuratore vuole andare al di la' della disputa tra i due, cercando prove a carico (o a discarico) con altri testimoni. Il presidente, secondo notizie di stampa dei giorni scorsi, avrebbe telefonato a Coats e a Rogers chiedendo di negare pubblicamente l'esistenza di qualsiasi prova di collusione tra la sua campagna e i russi. Coats inoltre avrebbe riferito ad alcuni suoi collaboratori che Trump gli aveva chiesto di intervenire su Comey per lasciare la presa su Flynn. Nella loro audizione pubblica al Senato entrambi i capi dell'intelligence hanno negato di aver mai subito pressioni da Trump, ma hanno anche precisato di non voler svelare il contenuto delle conversazioni col presidente. Lo faranno con Mueller? Quanto a Ledgett, avrebbe scritto il memo interno dell'Nsa che documenta la telefonata del presidente a Rogers. Il procuratore speciale intanto ha gia' acquisito i memo di Comey sui suoi colloqui con il tycoon.

Il Commento
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di Emanuel Galea

Il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi sul clima, siglati nel dicembre 2015,come si poteva immaginare, ha subito provocato reazioni internazionali negative. Gridano allo scandalo  l’Unione Europea, le “democratiche” Cina e India e perfino la Russia. Sono i ” virtuosi”, i “buoni”, coloro che si ergono paladini a difesa del clima. Sono “dei votati” a salvare il creato. Dall’altra faccia della medaglia si trova il “cattivo”, “l’eretico”, il “miscredente e scismatico Trump”.

 La scienza ci insegna e gli economisti ci avvertono che i  livelli preoccupanti dell’inquinamento atmosferico e le notizie sullo sfruttamento delle risorse petrolifere influiscono negativamente al pari di altri fattori nocivi   sull’ impatto ambientale.

Una delle cause maggiori dell’inquinamento atmosferico è dovuto ai veicoli circolanti che emettono gas di scarico inquinanti quando vengono utilizzati. Il numero di auto, motori,trainanti,bus, camion ecc. in circolazione sulle strade della terra è impressionante. Nel 2015,solamente sul suolo  italiano si contavano 665 veicoli per ogni mille abitanti.

Secondo un rapporto pubblicato da Ward’s Automotive, nel 2010 in tutto il mondo i veicoli circolanti superavano il miliardo. Uno studio condotto da Navigant  attesta che questo numero sarebbe destinato a crescere per raggiungere due miliardi di automobili nel 2035 e con lo stesso trend si stima che arriverebbe a cinque miliardi nel 2050.

Interessante notare che questa corsa al rialzo si dovrebbe alla Cina, paese più popolato al mondo .In Cina il possesso di un automobile non è ancora molto diffuso però con la crescita della sua economia, migliorerà il suo welfare e il possesso del veicolo potrebbe diventare una normalità. Ciò significherebbe un aumento di un miliardo di vetture solo in Cina.

Riflessione:

a)  – I summenzionati Stati virtuosi hanno mai monitorato l’impatto sull’ambiente che avrà questa costante crescita del numero delle auto in circolazione nel mondo?
b)   gli Stati virtuosi, ad iniziare da quelli appartenenti all’Unione Europea fino all’India, dalla Russia alla Cina, quest’ultima poi che si dice riempirebbe il vuoto lasciato da Trump, questi Stati virtuosi, ripeto, come mai NULLA hanno da dire, nulla hanno da proporre per ridurre l’impatto dei suddetti scarichi nocivi sull’ambiente?
c)  come mai la loro ritrosia ad affrettare e facilitare il lancio di veicoli con motori elettrici che non emettono gas di scarico inquinanti? 

Anziché fare campagne costose  seguendo “teorie ipotetiche”, perché non si impegnano le risorse per risolvere le cause dell’inquinamento, non più ipotetico, che respiriamo nelle nostre città?

Chissà chi lo sà...

 
 

Usa-Italia
Il presidente americano ha ribadito il valore del "contributo di oltre 17 milioni di americani che hanno origini italiane"
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''I vincoli tra Italia e Usa si estendono al di la' dei legami sentimentali e culturali. La nostra alleanza militare e' piu' forte che mai mentre continuiamo a combattere il terrorismo'': e' uno dei passaggi del messaggio di auguri del presidente americano Donald Trump per la festa del 2 giugno. ''Non vediamo l'ora di proseguire la partnership con il nostro grande alleato nello sforzo comune di rendere il mondo piu' sicuro'', aggiunge Trump.

Trump ha festeggiato il 2 giugno con una evento fuori programma alla Casa Bianca: presente l'ambasciatore Varricchio e personalita' di origini italiane tra cui la consigliera Conway, il governatore Christie e l'ex sindaco Giuliani. "La nostra alleanza militare" con Roma "è più forte che mai mentre continuiamo a combattere il terrorismo", dice il presidente Usa.

Nell'esprimere i "piu' calorosi auguri" per la festa della Repubblica con un messaggio consegnato dal suo assistente Dan Scavino, il presidente Trump ha tra l'altro ricordato il significato della ricorrenza, ha rimarcato i "profondi legami tra i nostri paesi, la nostra storia condivisa e le nostre comuni tradizioni politiche e culturali", e ha ribadito il valore del "contributo di oltre 17 milioni di americani che hanno origini italiane", cosi' come il segno lasciato dagli immigrati italiani nella storia recente degli Stati Uniti, ma anche l'influenza che la storia italiana ha avuto sui 'Padri fondatori'. "Un grande gesto di amicizia nei nostri confronti", ha sottolineato l'ambasciatore Varricchio. All'evento, che ha avuto luogo nella residenza presidenziale, hanno preso parte anche numerosi funzionari della Casa Bianca di origini italiane.

Il Caso
A rivelarlo è stato per primo il New York Times che la notte scorsa ha pubblicato gli appunti
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Redazione

 

NEW YORK - In un colloquio a due nello Studio Ovale Donald Trump chiese a James Comey di insabbiare l'inchiesta su Michael Flynn, il consigliere per la Sicurezza Nazionale che aveva appena lasciato la Casa Bianca dopo che era emerso che aveva mentito sulla natura dei colloqui avuti con l'ambasciatore russo a Washington. A rivelarlo è stato per primo il New York Times che la notte scorsa ha pubblicato gli appunti, un memorandum che potrebbe essere esplosivo per il futuro della Casa Bianca, che l'ex direttore dell'Fbi scrisse subito dopo quell'incontro. "Spero che lei possa trovare una strada per lasciar cadere la cosa, lasciar andare Flynn, è una brava persona", disse Trump, parlando con Comey di Flynn e dell'inchiesta, secondo il memo che, stando a quanto rivela il New York Times, non è l'unico che l'allora direttore dell'Fbi ha scritto con l'intento di documentare quello che considerava un improprio tentativo di influenzare l'inchiesta in corso.
 
La Casa Bianca ha immediatamente smentito la notizia e il contenuto del memo, che è stato poi pubblicato da altri media, affermando che non è "un veritiero o accurato resoconto di quella conversazione". Nel comunicato della Casa Bianca Trump "espresse più volte la sua opinione che il generale Flynn sia una brava persona" ma "non ha mai chiesto a Mr Comey né a nessun altro di chiudere nessuna inchiesta, compresa quella che coinvolge il generale Flynn". Il memorandum ha fatto scoppiare un'altra bufera, quando ancora non si era placata quella provocata dalla rivelazione che Trump, durante il colloquio con Sergei Lavrov, ha condiviso informazioni top secret, ottenute da un Paese alleato che si ritiene sia Israele, sullo Stato Islamico. Ma questa nuova rivelazione appare essere "una minaccia all'esistenza della presidenza Trump", come scrive la Cnn che ha anche confermato l'esistenza del memo, spiegando che il memorandum - che l'esperto investigatore ha scritto riportando direttamente le frasi del presidente, come se fosse una testimonianza - potrebbe aprire le porte a un'inchiesta per intralcio alla giustizia, una delle accuse che può portare all'impeachment del presidente.
 
Jason Chaffetz, il repubblicano che guida la commissione controllo della Camera, ha inviato una lettera al direttore ad interim dell'Fbi, Andrew MvCabe, in cui si chiede di consegnare "tutti i memorandum, appunti, sintesi e resoconti" dei colloqui tra Comey e il presidente. Documenti, ha esplicitamente scritto il repubblicano, potrebbero "sollevare domande riguardo al fatto che il presidente abbia influenzato o bloccato" il bureau. Comey ha scritto l'accurato resoconto del colloquio, che avvenne il giorno dopo e dimissioni di Flynn il 13 febbraio, perché era così "sconvolto" per la richiesta fatta da Trump che voleva documentarla in modo da poterne discutere con altri alti funzionari del bureau. Con i colleghi però decise di mantenere segreta la conversazione, anche per non influenzare il lavoro degli agenti che lavoravano sull'inchiesta. Il New York Times sottolinea che la propria fonte non ha consegnato una copia del documento, che è classificato, ma ne abbia letto alcuni stralci al suo reporter. Non è chiaro se Comey abbia avvisato il dipartimento di Giustizia dell'esistenza di questo memo e di altri scritti dopo ogni telefonata o colloquio con Trump.

 
Terremoto politico
In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump illustra le modifiche all'organizzazione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale
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USA - Steve Bannon e' stato rimosso dal Consiglio nazionale per la sicurezza. Lo riportano alcuni media americani citando fonti della Casa Bianca. La decisione dopo le critiche sul ruolo assegnato al controverso stratega del presidente americano Donald Trump.

Nella riorganizzazione del Consiglio Trump ha rimosso a sorpresa Bannon, sminuendo allo stesso tempo anche il ruolo del suo consigliere alla Sicurezza Nazionale, Tom Bossert. Il direttore dell'intelligence Dan Coats e il presidente del Joint Chiefs of Staff Joseph Dunford tornano a essere definiti 'partecipanti regolari' delle riunioni del Consigli.

In un memorandum di sette pagine datato 4 aprile, Trump illustra le modifiche all'organizzazione del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Cambiamenti che, secondo gli osservatori, rendono potenzialmente piu' bilanciato l'approccio dell'amministrazione alla politica estera, e segnano una vittoria per la corrente moderata di Ivanka Trump, la figlia del presidente entrata a far parte ufficialmente dello staff da una settimana.

Nello studio Ovale
Trump è tornato a battere sul tasto della questione immigrazione: "L'immigrazione - ha detto il presidente Usa - e' un privilegio, non un diritto"
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Donald Trump e Angela Merkel: faccia a faccia nello studio Ovale, in un clima cordiale ma apparentemente freddo. Prima si sono fatti fotografare senza raccogliere le domande dei giornalisti ma limitandosi a ringraziare.

Il presidente Usa Donald Trump ha accolto la cancelliera tedesca Angela Merkel sorridendo e con una rapida stretta di mano quando è arrivata alla Casa Bianca ma sembra aver ignorato la richiesta di una stretta di mano ad uso dei fotografi nello studio Ovale. Il tycoon, come si è visto nelle immagini trasmesse dalle tv americane, ha mantenuto le sue mani palmo contro palmo tra le gambe.

"E meglio parlarsi l'uno con l'altro piuttosto che parlare l'uno dell'altro", ha detto la Cancelliera nel corso della corso della conferenza stampa alla Casa bianca. "Durante il pranzo di lavoro - ha fatto sapere - parleremo e affronteremo anche il tema del libero commercio". La Germania ha minacciato un ricorso presso l'Organizzazione del commercio mondiale (Wto) contro gli Stati Uniti se entrerà in vigore la 'border tax' promessa dal presidente Usa Donald Trump, in particolare sulle auto prodotte in Messico. Lo ha detto alla radio tedesca la ministra dell'economia Brigitte Zypries, a poche ora dalla visita della cancelliera negli Usa.

Trump è tornato a battere sul tasto della questione immigrazione: "L'immigrazione - ha detto il presidente Usa - e' un privilegio, non un diritto". Il presidente Usa Donald Trump ha affermato il suo "forte supporto" alla Nato ma ha ribadito la necessità che gli alleati paghino la loro "giusta quota". "Un'America più forte - ha detto ancora - è nell'interesse del mondo intero". "Non sono un isolazionista", ha detto ancora Trump, sostenendo di essere per un commercio più equo, che aiuti a riequilibrare il deficit commerciale. "Non so che tipo di stampa lei legga, ma che io sia un isolazionista è una fake news!", ha detto rivolto alla giornalista tedesca che aveva posto la domanda.

"Dobbiamo proteggere i nostri confini - ha detto sul tema immigrazione la Merkel - ma dobbiamo anche guardare ai rifugiati che fuggono dalle guerre e dalla povertà".

In agenda, tra l'altro, le relazioni commerciali, la Nato, la lotta al terrorismo, i rapporti con il leader del Cremlino Vladimir Putin e la crisi ucraina. Si tratta del primo banco di prova con la nuova amministrazione americana per un leader Ue (esclusa Theresa May ormai proiettata sulla Brexit) e secondo i media potrebbe dare il 'la' ai futuri rapporti tra Washington e l'Unione europea.

Nella sua visita, la Merkel è accompagnata dai numeri uno di tre grandi aziende tedesche, la Siemens, la Bmw e la Schaeffler, produttrice di componenti auto, che parteciperanno ad una tavola rotonda presieduta da Trump con altri dirigenti d'impresa americani.

Le imprese di Trump
Conway: "I rifugiati siriani saranno trattati come tutti i rifugiati".
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USA - Il nuovo divieto sugli ingressi da negli Usa da alcuni Paesi a maggioranza musulmana entrerà in vigore il 16 marzo e, rispetto alla versione originaria, non riguarderà chi arriva dall'Iraq. Lo spiega Kellyyanne Conway, una delle più strette collaboratrici del presidente americano Donald Trump, aggiungendo che "i rifugiati siriani saranno trattati come tutti i rifugiati".

Conway ha spiegato come il nuovo bando avrà 'sei o sette punti di diferenza' col precedente divieto. Tra questi l'esclusione dai controlli di coloro che hanno già un visto e di coloro che sono residenti permanenti negli Stati Uniti. L'esclusione dell'Iraq - ha aggiunto - e' motivata dai controlli rafforzati che questo Paese ha messo in atto nelle ultime settimane". La lista dovrebbe invece ancora comprendere Siria, Libia, Iran, Somalia, Yemen e Sudan.

Attaccano i democratici: un decreto ''anti-americano'', commenta il leader dei democratici in Senato, Chuck Schumer. Il decreto entrera' in vigore il 16 marzo prossimo e non riguardera' l'Iraq, riducendo la lista dei paesi al bando a sei.

Duello Casa Bianca- Fbi - Resta alta la tensione dopo le accuse di Trump a Obama e la richiesta al Congresso di indagare su su possibili abusi di potere da parte dell'amministrazione Obama. "Ritengo che il presidente non accetti" quanto affermato dal direttore dell'Fbi, James Comey, che ha chiesto al Dipartimento di giustizia di respingere pubblicamente le affermazioni di Donald Trump secondo cui Barack Obama avrebbe ordinato di intercettarlo. Lo ha affermato una portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. "Tutto quello che chiediamo è che il Congresso faccia il proprio lavoro, che la commissione di Intelligence della Camera indaghi", ha aggiunto.

Politica Usa nel ciclone
'amministrazione Trump starebbe per calare la scure dei tagli sulla National Oceanic and Atmospheric Administration (Nooa), la principale agenzia federale che si occupa di cambiamenti climatici
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"Ho appena scoperto che mise sotto intercettazione i telefoni della Trump Tower poco prima della vittoria. Nulla è stato trovato, questo è maccartismo". Così Donald Trump su Twitter. "E' legale per un presidente monitorare una elezione presidenziale?", aggiunge Trump. "Un avvocato potrebbe fare una grande causa, visto che Obama intercettava i miei telefoni lo scorso ottobre".

L'amministrazione Trump sta valutando una proposta che prevede di separare donne e bambini che insieme attraversano illegalmente il confine sud degli Usa. Il provvedimento e' al vaglio del Dipartimento alla Sicurezza nazionale e ha come obiettivo quello di scoraggiare l'immigrazione irregolare e l'arrivo di madri con i propri figli. L'amministrazione Trump ha in programma l'assunzione di ulteriori 15 mila agenti per rafforzare la lotta all'immigrazione irregolare. La maggior parte dei terroristi nati all'estero che operano negli Stati Uniti si sono radicalizzati molti anni dopo il loro ingresso nel Paese, secondo un recente rapporto interno del dipartimento per la Sicurezza nazionale: il bando sull'ingresso da 7 paesi a maggioranza musulmana non metterebbe al riparo dai rischi.
 

Sergey Kislyak, l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, al centro del Russiagate per i suoi incontri con Jeff Sessions 'e' stato alla Casa Bianca per 22 volte, 4 solo nell'ultimo anno'. Cosi' il presidente Usa Donald Trump in un tweet. 'Il primo incontro tra Sessions e l'ambasciatore e' stato organizzato dall'amministrazione Obama nell'ambito di un programma di educazione per 100 diplomatici'.


L'amministrazione Trump starebbe per calare la scure dei tagli sulla National Oceanic and Atmospheric Administration (Nooa), la principale agenzia federale che si occupa di cambiamenti climatici. Secondo quanto riporta il Washington Post, il bilancio verrebbe decurtato del 17% delle risorse eliminando fondi per la ricerca e programmi satellitari. Ad essere colpiti anche programmi piu' piccoli ma fondamentali per studiare e combattere gli effetti dei cambiamenti climatici, come quelli per il controllo delle coste, degli estuari dei fiumi e delle riserve costiere, aree sempre piu' soggette a tempeste ed alluvioni legate all'innalzamento del livello dei mari.

Il governo di Donald
Per far fronte alla spesa sono presti tagli consistenti sono previsti sul fronte degli aiuti all'estero
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USA - La Casa Bianca punta ad aumentare le spese per la difesa di 54 miliardi di dollari attraverso un taglio corrispettivo sul fronte delle spese di altre agenzie e dipartimenti. Lo riporta la Casa Bianca nel corso di una conference call con i giornalisti. In particolare - si spiega - tagli consistenti sono previsti sul fronte degli aiuti all'estero. Il presidente Donald Trump inoltre ha fatto sapere che ha una soluzione "molto buona" per sostituire l'Obamacare, che ha "fallito, deve essere bocciato e sostituito". Il piano per il taglio delle tasse, ha aggiunto, non può procedere fino a quando non si conosceranno i costi per la riforma sanitaria.

'Rischio di caccia alle streghe in Russiagate' - Il presidente (repubblicano) della commissione intelligence della Camera Devin Nunes ha ammonito sul rischio di una "caccia alle streghe" nelle indagini sul Russiagate. "Non c'e' alcuna prova allo stato di contatti tra la campagna di Trump e dirigenti del governo russo": ha sostenuto in una conferenza stampa Nunes, uno dei parlamentari contattato dalla Casa Bianca per telefonare ad alcuni giornali e confutare l'articolo del Nyt sui "ripetuti contatti" tra l'entourage di Trump e l'intelligence russa.

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