Tag Titolo Abstract Articolo
Colpo di scena
Oggi la mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato
immagine

 

INGHILTERRA - Lo aveva negato almeno sette volte in pubblico: niente voto anticipato prima della Brexit. Buona l'ottava nel Regno Unito, dove la premier Theresa May, con una disinvolta capriola a sorpresa, ha annunciato lo scioglimento della Camera dei Comuni e nuove elezioni politiche per l'8 giugno.

Oggi presenterà alla Camera dei Comuni una mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato.

L'obiettivo dichiarato dalla May è irrobustire il suo Partito Conservatore per portare a casa l'uscita dall'Ue in barba ai dubbi delle altre formazioni. Quello implicito, approfittare dei sondaggi che, a prenderli stavolta per buoni, le permettono di sperare di far quasi piazza pulita dell'opposizione: a cominciare da un Labour diviso sulla leadership - ad un tempo radicale e troppo soft - di Jeremy Corbyn. "Non sono disposta a consentire che gli oppositori della Brexit indeboliscano la Gran Bretagna", ha proclamato lady Theresa, in tailleur gessato sul blu e posa simil-thatcheriana, comparendo davanti al portoncino al numero 10 di Downing Street con appena un'ora di preavviso - fra gli affannati interrogativi di commentatori e media - per rendere pubblica dopo il Consiglio dei Ministri la sua decisione in un messaggio alla nazione. 

Effetto referendum
La premier britannica: "Siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".
immagine

 

INGHILTERRA - La premier britannica Theresa May ha firmato la lettera per la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che, nel momento della consegna al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, segnerà l'avvio formale dell'iter della Brexit, il divorzio di Londra dall'Ue sancito dal referendum del 23 giugno scorso. Lo riporta la Bbc. La lettera - poche cartelle - sarà consegnata alle 13,30 a Tusk dall'ambasciatore del Regno Unito a Bruxelles. E farà scattare i due anni di negoziati previsti per il divorzio.

"E' il momento di essere uniti". Così la premier britannica, secondo le anticipazioni dei media del Regno Unito, si rivolgerà più tardi al Paese annunciando l'inizio della Brexit. Nel suo richiamo all'unità dopo le divisioni del referendum ricorda come "siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".

La May, sempre secondo le anticipazioni dei media, si impegna a "rappresentare ogni persona in tutto il Regno Unito, inclusi i cittadini Ue". Secondo la leader conservatrice, i milioni di residenti europei nel Regno "hanno fatto di questo Paese la loro casa".

"Alle 13,20 oggi, l'ambasciatore Tim Barrow mi consegnerà la lettera con la notifica dell'articolo 50", lo scrive il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, ricordando che poco più tardi, alle 13,45, farà una dichiarazione per la stampa.

Politica e polemiche
Craig Oliver, già braccio destro per la comunicazione di David Cameron, ha definito l'annuncio di Greening "una ritirata controllata" da parte del governo di Theresa May
immagine

Redazione

INGHILTERRA - Il governo britannico ha abbandonato formalmente l'idea suggerita al congresso Tory dalla ministra dell'Interno Amber Rudd di chiedere alle aziende di rendere pubblici i numeri dei lavoratori stranieri. Lo ha detto oggi la sua collega dell'Istruzione, Justine Greening, precisando che la proposta sarà sostituita da una richiesta di informazioni riservate da parte del governo sui vuoti occupazionali. L'obiettivo, ha precisato, resta quello di assicurarsi che la manodopera straniera non sia sfruttata a danno di potenziali candidati britannici.

Ma ha assicurato che - al contrario di quanto prospettato dalla Rudd nei giorni scorsi - le imprese non saranno messe di fronte alla scelta se rendere note le quote dei lavoratori esteri rispetto ai 'locali' o essere "svergognate" dinanzi all'opinione pubblica. Craig Oliver, gia' braccio destro per la comunicazione di David Cameron, ha definito l'annuncio di Greening "una ritirata controllata" da parte del governo di Theresa May. Le parole di Amber Rudd avevano suscitato reazioni di sdegno e preoccupazione a livello politico in Gran Bretagna, da parte del mondo del business e di attivisti dei diritti umani, ma anche fra esponenti politici e commentatori stranieri, italiani inclusi, e nella comunita' degli stranieri residenti nel regno. Non solo: nello stesso governo, stando al Sunday Telegraph, erano emersi segnali di divisione sull'approccio alla Brexit fra i vari ministri, mentre nel campo dei 'brexiter' non erano mancate prese di distanza. Proprio oggi il Sunday Telegraph cita la reazione di Steve Hilton, ex braccio destro di Cameron, ma sostenitore convinto del divorzio dall'Ue al referendum di giugno, che ha definito "ripugnante" l'idea di pretendere che le aziende mettano in piazza i dati sulla percentuale di dipendenti stranieri che impiegano. Mentre persino un deputato dell'Ukip (destra radicale euroscettica) ha denunciato come inaccettabili le idee della Rudd: "Se le avessimo suggerite noi ci avrebbero bollati come fascisti", e' sbottato.

Inizio
<< 10 precedenti
10 successivi >>
Pubblicitá
SEPARATORE 5PX
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact