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Critiche da ogni parte
Alfano strizza l'occhio al PD
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – La corsa a Palazzo D'Orleans per le prossime elezioni regionali previste per il 5 novembre offre già spunti interessanti e bagarre a mai finire. A pochi giorni dalla decisione del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micchichè di stabilire una intesa con Angelino Alfano che sembrava compiere un passo indietro sugli accordi con il centro sinistra, oggi invece si assiste ad un nuovo capitolo delle complesse strategie politiche messe in atto per raggiungere una certa stabilità necessaria per presentarsi forti e coesi all'elettore che dovrà rimescolare lo scacchiere nel comparto amministrativo della Regione Sicilia. Dopo la rottura di Forza Italia con il candidato Nello Musumeci adesso invece una riapertura sembra tenere banco tra le fila del centro destra: "La soluzione Nello Musumeci è in piedi ma c'è anche una ipotesi Armao". Il coordinatore Gianfranco Miccichè ammette di non essere riuscito a chiudere l'intesa nel centrodestra con Angelino Alfano che al momento invece sembra vicino ad un accordo con il centro sinistra e impegnato a convincere dissidenti di Area Popolare. Nel centro destra stesso anche Miccichè non è immune da critiche levate dal deputato della Lega Alessandro Pagano: "Lui sa che oramai Alfano si è accordato con la sinistra e che il loro candidato sarà Giovanni La Via. Per il PD si tratta di una gatta da pelare in meno dopo il "niet" di Grasso, dopo il fallimento di Rosario Crocetta e dopo che non hanno indetto primarie. A sinistra sono convinti di perdere ma con dignità e di questo si accontentano". Un quadro che non ha risparmiato critiche anche nelle fila dei pentastellati che nella voce di Alessandro Di Battista,  impegnato nel territorio a sostegno del candidato Giancarlo Cancellieri, esprime apertamente il suo dissenso: "Litigano i partiti fra loro, pensa a che livello di disperazione sono arrivati". Il candidato del movimento usa toni altrettanto forti ma prende di mira la "mala gestione" della Regione Sicilia: "Il deficit della regione è di 5,8 miliardi e l'ha fatto chi chiama il movimento 5 stelle inesperto. Se andremo al governo la prima cosa che farò sarà quella di rivolgermi alla Corte dei Conti e li porterò i libri". Cancellieri parla pure dell'annoso argomento degli sbarchi: "Chiederò di diventare commissario straordinario agli sbarchi: per i porti siciliani devono decidere i siciliani. Oggi la Sicilia è la porta di ingresso del flusso migratorio Piangiamo i morti ma la situazione è intollerabile e oggi non abbiamo voce in capitolo mente nella capitale i ministri litigano senza trovare soluzioni". 
Politica
Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Nuovo capitolo estivo nella corsa alle regionali previste per il prossimo 5 Novembre. Dopo la rinuncia alla candidatura dell'attuale Presidente del Senato Pietro Grasso seguita dalla immediata candidatura dell'attuale Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, anche il centrodestra è alle prese con una nuova polemica che porta scompiglio nelle fila di Forza Italia che fino a pochi giorni fa vedeva in Nello Musumeci il candidato ideale da presentare alle elezioni.

Ad oggi invece si rimescolano le carte e Forza Italia torna sui suoi passi rompendo con Musumeci a favore del coordinatore in Sicilia Gianfranco Miccichè che "aggiorna" le preferenze di Forza Italia motivate forse dal clamoroso riavvicinamento di Alfano a Silvio Berlusconi avvenuto pochi giorni fa. Angelino Alfano sembra tornare sui suoi passi e abbandonare il suo avvicinamento al centro sinistra; una sorta di "figliol prodigo" che torna nelle file di Forza Italia rafforzando cosi lo schieramento per renderlo più forte in vista delle prossime elezioni in Sicilia.
 
La tensione ovviamente è salita immediatamente e Nello Musumeci,  tutt'altro che disposto ad essere messo da parte, fa sapere che le divisioni all'interno delle coalizioni sono quasi sempre foriere di sconfitte e Schifani è intervenuto per stemperare la polemica: "La politica dei veti eccessivi è un limite per le grandi alleanze responsabili, Miccichè e Musumeci dovrebbero subito tornare a parlarsi nel nome degli interessi della nosta terra". I giochi per il Palazzo d'Orleans si arricchiscono di ulteriori sfide e Angelino Alfano stesso cerca di ricucire accordi con Miccichè mentre la rottura con Musumeci sembra essere gradita dai centristi che tendono verso la creazione di un nuovo e  grande partito popolare italiano.

Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale con un mese fitto di incontri, riunioni e partecipazioni in mezzo ai cittadini, nelle spiagge e nelle saghe di paese a contatto con la popolazione locale. I due leader appoggeranno il candidato Giancarlo Cancellieri ed oggi presenzieranno a Marina di Ragusa. Il M5S dovrà dapprima fare i conti però con la fragilità della loro piattaforma che recentemente è stata "hackerata" con la clamorosa pubblicazione in rete dei numeri di cellulare di tutto "il corpo dirigenziale" del movimento. La famosa piattaforma Rousseau, strumento basilare per le modalità di adesione, iscrizione e tant'altro, si è vista compromessa ancora di più quando l'hacker responsabile della violazione ha fatto sapere d'essere in grado pure di poter cambiare i voti degli elettori per le prossime elezioni. Fatto gravissimo che mette a repentaglio la sicurezza, la credibilità e la segretezza del voto. 
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