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Emergenza migranti
Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza.
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di Paolino Canzoneri

 

Il progetto SPRAR ossia Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati si rivolge ai richiedenti e/o titolari di protezione internazionale di minori/adulti e nuclei familiari. Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza. Gli interventi previsti vanno dal vitto all'acquisizione di strumenti per l'autonomia, in sintonia con i servizi e le opportunità offerte dla territorio in cui esiste il progetto SPRAR. 
 
L'Osservatore d'Italia oggi vuole focalizzare il suo interesse per questo progetto esteso su tutto il territorio nazionale per sondare e comprendere gli sviluppi e le difficoltà che emergono per il corretto svolgimento delle attività dei centri. Sembra che da più parti persista una seria preoccupazione circa i centri di accoglienza oramai giunti al collasso per varie motivazioni legate forse a difficoltà gestionali del Comune. Difficoltà e criticità dovute sopratutto alla mancanza di destinazione delle risorse ministeriali. Il presidente della Consulta delle culture Adham Darawsha ha recentemente parlato di chiara "incapacità gestionale del Comune" e "già a settembre dello scorso anno il Comune non ha destinato le risorse ministeriali in tempi rapidi" lasciando i centri senza soldi e senza stipendi. Ad aprile le somme relative al 2015 erano state erogate mentre per il 2016 il ministero sembra abbia stanziato il 40% del dovuto ma i pagamenti sono fermi. Chiaramente una situazione piuttosto scomoda e insostenibile da risolvere nel minor tempo possibile per riavviare serenamente tutte le attività dei centri. 
 
Noi de L'Osservatore d'italia abbiamo contattato il Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane che opera in una vastissima area dell'intera regione Sicilia che ringraziamo per la gentile e gradita disponibilità. 
 
Il centro si occupa del coordinamento educativo, dei servizi educativi ed ausiliari, del servizi di supporto psicologico, di gestione della struttura, dell'accoglienza materiale e delle spese di integrazione. Si definiscono un Consorzio di Imprese sociali che, intraprendono la strada della cooperazione sociale in Sicilia, ha fatto dei valori di solidarietà, integrazione, promozione e garanzia della qualità del lavoro sociale il fulcro di tutto il sistema cooperativo e delle attività messe in campo a servizio delle persone svantaggiate. 
 
Abbiamo posto delle domande alla dottoressa psicologa e psicoterapeuta Francesca Pruiti che oltre a darci un chiaro ed esaustivo quadro generale delle attività del centro in relazione al progetto SPRAR, ci ha fatto comprendere le difficoltà che possono emergere nell'attuazione del progetto stesso. Estratti di questa intervista saranno trasmessi all'interno della quinta puntata di "Officia Stampa" in onda streaming giovedi 16 Febbraio alle 18.00 sul canale YouTube Officina Stampa. Buona visione
 

Il punto
Furenti polemiche si erano sollevate ad inizio Dicembre per il taglio ai contributi "a pioggia", alle norme per stabilizzare i precari o favorire il pensionamento dei regionali
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Dopo giorni di tensioni e polemiche a mai finire la giunta regionale ha approvato la manovra che invierà entro domani all'Assemblea Regionale Siciliana. A darne notizia il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e l'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei.  Furenti polemiche si erano sollevate ad inizio Dicembre per il taglio ai contributi "a pioggia", alle norme per stabilizzare i precari o favorire il pensionamento dei regionali. Il presidente dell'Assemblea Giovanni Ardizzone al Palazzo dei Normanni aveva sferzato un colpo di mannaia contro le norme nella manovra di assestamento in commissione Bilancio e tutta una serie di norme non erano state approvate, una delle quali lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per il prossimo G7 che si terrà a Taormina e a detta di Crocetta stesso questi sarebbero stati dei fondi a sostegno di una inziativa a livello globale che oltre al prestigio alla regione Sicilia indiscutibile sarebbe stata una enorme opportunità per una forza lavoro necessaria per gli ingenti preparativi necessari. Dalle parole di Crocetta traspare adesso una certa soddisfazione per l'accordo raggiunto: "La manovra conta di 15 articoli  è una misura essenziale che destina risorse in via prioritaria a enti locali, lavoratori, precari e a tutti gli enti finanziati dalla Regione mettendoli in sicurezza per l'intero anno senza soluzione di continuità per evitare che si verifichino situazioni del passato approvando bilanci provvisori che hanno creato disparità tra i lavoratori. Rassicuriamo tutti, sono previste risorse per la continuità del lavoro dai consorzi di bonifica agli enti teatrali". "Si tratta di una legge di bilancio che continua il percorso avviato nei mesi scorsi con il governo e che ci ha consentito di lavorare al pareggio di bilancio".
 
Il capoluogo siciliano vede oggi anche la presenza del leader della Lega Matteo Salvini impegnato in un convegno programmato in giornata. Non perde tempo il leghista già forte sostenitore della corsa alle urne all'indomani della nascita del governo Gentiloni visto come breve parentesi che ci distanzierebbe da elezioni politiche atte a stabilizzare l'Italia per un lungo tempo. Polemizza Salvini sentendosi già in campagna elettorale forse per bruciare i tempi e se la prende con il governo locale in toto: "ll governo Crocetta e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sono disastrosi e devono andare a casa. Non guardo al passato, credo non ci sarà più spazio per Alfano, Verdini, Cicchitto e questa gente qui, io ci sono, mi piacerebbe che a marzo fossero gli italiani a scegliere il leader e il programma per sfidare Renzi e Grillo". E in una raddolcita carezza ruffiana come se il sud avesse dimenticato la sua ferrea appartenenza ad una lega oltranzista e razzista contro i "terroni", ammalia e soave canta docili parole: "Sono in Sicilia per testimoniare che la nostra battaglia è per unire Nord e Sud, oggi sono a Palermo e domani a Milano. C'è bisogno di elezioni subito, c'è voglia di partecipare, i nostri giovani hanno il diritto di vivere in Italia, in Sicilia come a Milano senza scappare all'estero per andare a lavorare. Lavoro, meno tasse, soluzione ai problemi del precariato. Ecco cosa mi chiedono in Sicilia come a Milano. Queste sono le risposte che bisogna dare ai cittadini, poi chi le darà si potrà chiamare come si vuole". Raggela il sangue vederlo parlare con i cronisti e deporre una corona di fiori davanti alla stele di Capaci nel tratto autostradale fra Capaci e Palermo luogo dell'attentato sanguinario dove persero la vita il giudice Falcone, la moglie e la scorta e già che c'era non poteva mancare la polemica contro Roma ladrona cosi a completare la sua solita litania monotono che lo caratterizza ormai da anni: "Mi sembra che la Raggi e i 5stelle a Roma e dove stanno governando abbiano totalmente fallito". Un gruppo folto di studenti e giovani che si era introdotto all'interno della Cattedrale di Palermo nell'attesa dell'arrivo del leader della lega per offrire il "dovuto benvenuto" come sempre capita a personaggi di una certa "lega" è stato allontanato dalle forze dell'ordine che hanno fatto un cordone costringendo i manifestanti ad uscire. Le urla di disappunto non si sono fatte attendere: "Vergogna! I politici li fanno entrare mentre i cittadini li cacciate!".
Politica
Resa dei conti con Faraone e i Renziani
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di Paolino Canzoneri


PALERMO – Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, comunemente noto per la sua schiettezza, traccia un bilancio personale all'indomani della debacle renziana del referendum e alla recenti dichiarazioni di Faraone e della minoranza PD e lo fa usando toni perentori, chiari ma spesso lontani da facili polemiche: "Il no, espresso al referendum, è un grido di allarme che viene dalle fasce più deboli della popolazione; il no ha vinto, è stato un voto di difesa della Costituzione. Non ho assunto toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria né l'ho collegata in nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perché dovrei farlo dopo il voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l'assessore è convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che metta al centro la lotta contro le povertà, la difesa dei lavoratori e lo sviluppo. Non voglio vedere più una Finanziaria di austerity".

Nessuna sfiducia quindi per Baccei ma dalle parole del Presidente traspare la netta esigenza di far passare la linea economica dalla  sede della presidenza della Regione Siciliana. I risultati leggermente incoraggianti in tema di economia e occupazione non sono da considerare come una promessa mantenuta: "Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento dell'occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati; occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di chiedere di fare di più nell'economia e nella solidarietà, si pensi ad esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell'Urega che è già all'Ars; l'avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani, i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che facciamo queste cose. Perché la Sicilia ce la può fare e ce la deve fare".
 
Le recenti dichiarazioni di Faraone e di tutta la minoranza del PD giocano adesso un ruolo importante per gli assesti politici a cui Crocetta dovrà rendere conto ed attenzione e si paventa all'orizzonte una sorta di possibile rimpasto che stravolgerebbe l'assetto nelle poltrone dei vicini a Faraone: "Non cerco vendette e non apro le Antifaraoniadi. Ma alcuni toni utilizzati dai renziani nei miei confronti sono stati eccessivi, e se non sono diventato il leader del No in questo referendum è solo per il mio senso di appartenenza al Partito democratico e il rispetto per Renzi. Se avesse vinto il Sì, oggi Faraone e i suoi chiederebbero le mie dimissioni. Non penso che il rimpasto interessi ai siciliani, in questo momento. Certo, se gli alleati mi chiedessero di fare qualche aggiustamento in giunta lo farei, perché questo referendum ci insegna che si deve lavorare in squadra. Se poi c'è qualcuno che è convinto di avere il monopolio dei no, sappia che all'interno di quei no ci sono tanti elettori democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti. Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c'entra affatto con le votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo quesito, ma su un'idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemiche". Una precisa presa di posizione che vuole allontanare qualsiasi ipotesi di vendetta: "Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all'unità, a lavorare e non alle polemiche".
Il punto
Senza dubbio ci sono i tratti di una colorita metafora messa in scena per aggiungere ad una storia di per se romanzata
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Il regista Pierfrancesco Di Liberto in arte Pif in queste ore è al centro di una polemica a distanza con lo storico siciliano Rosario Mangiameli. Polemiche pacate ma consistenti che riguardano il film attualmente in proiezione nelle sale cinema d'Italia "In guerra per amore" che racconta la storia d'amore di una coppia durante la seconda guerra mondiale e più precisamente durante le fasi dell'operazione "Husky" cioè l'occupazione delle truppe alleate americane, inglesi e canadesi che sbarcarono in Sicilia e da li avviarono la grande operazione bellica per arretrare e sconfiggere l'occupazione tedesca e nazista nel resto d'Italia. Era il 10 luglio del 1943 e i 180 mila soldati portarono a termine uno sbarco di dimensioni mastodontiche che la storia ricordi. Già nella primavera del 1943, dopo una guerra durata già 4 anni la gran parte degli sforzi bellici erano stati impiegati dall'esercito russo che da sola aveva subito oltre il 95% di tutte le perdite delle potenze alleate massacrando 4,5 milioni di soldati tedeschi mentre gli americani e gli inglesi avevano ucciso appena 500mila. Necessitava quindi una operazione di rallestramento repentino che con un colpo massiccio e da un fronte diverso e inatteso avrebbe sopreso i tedeschi e, chiusi in una morsa, sarebbero stati costretti ad una resa e ad un ripiegamento. L'assalto nel corno della Sicilia meridionale lungo circa 170km fu attuato cosi come pianificato ed è proprio in questo momento che negli anni si sparse la voce che l'approdo a terra delle navi sia stato concordato e permesso dalla mafia locale che in un certo senso ne benedì e ne consentì lo sbarco. Tesi che divide gli storici dando vita ad una leggenda siciliana priva di riscontri dettagliati e provati ma che in se cova non poche possibilità che sia stato un fatto realmente accaduto. Nel film di Pif si assiste ad una paziente attesa delle imbarcazioni d'assalto americane e ad un uomo con tanto di coppola che in barca dalla costa siciliana raggiunge gli alleati per comunicare il consenso e il permesso di attraccare per avviare lo sbarco. Secondo il parere dello storico Raosario Mangiameli si tratta proprio di una colorita leggenda siciliana con scarse probabilità di veridicità per via della enorme flotta e potenza d'assalto che certamente non avrebbe neanche considerato minimamente l'ipotesi di uno "sta bene" da chicchessia e per quanto la mafia si fosse estesa a macchia d'olio, appare un po ardito credegli fino in fondo nonostante altri storici ne abbiamo avallato la veridicità. Senza dubbio ci sono i tratti di una colorita metafora messa in scena per aggiungere ad una storia di per se romanzata, ulteriori spunti e arricchimento di quelle tinte dal sorriso amaro e dalla perenne condizione di subordinanza che il popolo siciliano ha dovuto subire da sempre.

Il caso
Disposta una scorta. L'Anci: "Auspichiamo che le forze di polizia facciano al più presto luce sui responsabili dell’ignobile atto”
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Redazione

CALTANISSETTA - Una busta con 4 cartucce calibro 38 indirizzata all'assessore regionale al Lavoro Gianluca Miccichè è stata rinvenuta sabato scorso nella buca delle lettere della segreteria politica in via Angelico Lipani a Caltanissetta. La missiva conteneva il messaggio: "Questo è il tuo regalo di nozze. Con i prossimi ti centriamo in pieno".
L'episodio è stato denunciato alla polizia. A Caltanissetta, si è riunito il comitato per l'ordine e la sicurezza che ha deciso di assegnare la tutela all'assessore.


“Esprimiamo la nostra solidarietà all’assessore regionale al lavoro, Gianluca Miccichè per vile atto intimidatorio e per le minacce ricevute”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia apprendendo la notizia relativa alla busta, contenente 4 cartucce e un messaggio minatorio, indirizzata all'assessore regionale al lavoro, Gianluca Miccichè, rinvenuta, sabato scorso, nella buca delle lettere della sua segreteria politica.
“Siamo certi – continuano Orlando e Alvano – che l’Assessore Miccichè saprà portare avanti il suo incarico con l’identico impegno dimostrato fino ad ora e auspichiamo che le forze di polizia facciano al più presto luce sui responsabili dell’ignobile atto”.

Cronaca
Alle ore 20:44 s’è verificata una nuova scossa tra Palermo e Trapani
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di A.B.
 

Trapani - Torna a tremare la terra in Italia, questa volta però colpisce la Sicilia e precisamente quella occidentale. Una scossa di terremoto è stata avvertita a Calatafimi, nella provincia di Trapani oggi alle ore 18:53. L’epicentro a 9 km da Alcamo e la magnitudo è stata di 2.8. La scossa di terremoto è stata avvertita anche a Gibellina, Salemi, ma anche a Calatafimi-Segesta. Una seconda scossa invece, più forte,  di magnitudo 3.1, è stata avvertita alle 19.06.

Alle ore 20:44 s’è verificata una nuova scossa tra Palermo e Trapani, precisamente nella zona di Calatafimi-Segesta, di magnitudo 2.6. Anche questa scossa è stata distintamente avvertita ad Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta. Intanto l’INGV ha “aggiustato” i dati delle scosse precedenti, del pomeriggio la più forte, quella delle ore 19:06 è stata di magnitudo 3.0 e non si è verificata al largo di San Vito Lo Capo, bensì tra Alcamo e Calatafimi-Segesta.
Politica
Il premier: "Questo non e' un referendum contro la democrazia ma contro la burocrazia"
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Al ritorno dalla trasferta in America il presidente del Consiglio Matteo Renzi non affatto stanco del lussuoso trattamento e dalla presunta "strizzatina d'orecchie" avuta da Obama con il suo "patti chiari e amicizia lunga", Matteo Renzi torna ai suoi impegni più o meno istituzionali partecipando ad importanti iniziative nella maggiore isola d'Italia in diversi passaggi come la consueta inaugurazione dell'anno accademico, evento d'apertura al Teatro Massimo.

 

La protesta dei lavoratori Fin qui tutto regolare "da protocollo" se non fosse però che gruppi di operai della SIS che si occupano della realizzazione del passante ferroviario saranno presenti a manifestare il loro dissenso per la decisione dell'azienda di licenziare 210 operai edili dopo i 250 già licenziati lo scorso agosto. Gli operai in tuta da lavoro consegneranno al premier una lettera per esaminare il caso e coinvolgere il governo per evitare i rischi di una ennesima opera incompiuta: "Sconfitta per i lavoratori e cittadini ma sopratutto per le istituzioni" come scritto nel comunicato. Renzi nel suo cammino e nei suoi impegni ha sempre il fiato al collo di una conduzione politica pregna di evidenti falle con cui prima o poi dovrà farne i conti e già ieri nel capoluogo siciliano in pieno centro storico blindato e con negozi e locali chiusi, al Teatro Santa Cecilia in una sala gremita di grandi presenze del PD fra cui Rosario Crocetta, Antonello Cracolici, Fausto Raciti, Giuseppe Lupo e Beppe Lumia; durante il suo comizio per il prossimo referendum alla manifestazione "Basta un SI", ha dovuto registrare suo malgrado fuori dal Teatro dietro transenne prontamente presidiate da Polizia e Carabinieri la presenza e le proteste accese dei 400 lavoratori di Almaviva che rischiano il trasferimento in Calabria a Rende a seguito di una commessa ENEL in scadenza a dicembre.

 

Renzi sale sul palco e apre il suo comizio evidenziando orgoglioso gli ottimi esiti della sua visita negli States e ricorda una delle eccellenze italiane Giusy Nicolini finalista al premio internazionale Word Mayor 2016 conferito ai primi cittadini che si sono distinti per il loro contributo alla crescita della loro comunità per poi lanciarsi andare in un'ora di discorso-polemica sull'attacco della vecchia guardia che prova a rientrare in gioco cavalcando e strumentalizzando a proprio vantaggio la scelta del NO: "E' facile dire che le cose non vanno. L'atteggiamento di chi sta alla finestra. La politica non e' questa. Da Palazzo Chigi ho preso più consapevolezza delle potenzialità del Paese. Il referendum costituzionale e' il più grande simbolo tra quelli che danno una mano e quelli che mettono bocca solo per fare polemica. Chi vota SI vuole che le cose cambino. Chi vota NO lascia le cose come stanno. La domanda non e' 'pensate che Renzi sia ingrassato o vi stanno simpatici i ministri'. C'e' una domanda sulla riforma e io vorrei che entrassimo nel merito. Ti sta antipatico Renzi? Occhio che se voti no per decenni resta tutto così. Il bicameralismo perfetto c'e' solo in Italia. Il bicameralismo perfetto e' un ping pong che fa male all'Italia. Siamo il parlamento più numeroso e costoso del mondo. E' antipolitica volere ridurre? Ho visto Berlusconi, Monti, D'Alema, gente che ha avuto qualche responsabilità. Come fanno a dire 'io avrei fatto in un altro modo'. Perché non l'hanno fatto?. Questo non e' un referendum contro la democrazia ma contro la burocrazia. Non c'e nessuna norma che cambia i poteri del primo ministro. Che non può neppure cambiare un ministro. C'è una differenza profonda tra quelli di prima e quelli di adesso. Quelli di prima vedono il referendum come l'occasione per tornare in partita. Sono stati messi da parte e oggi dicono questa è l'occasione per non finire ai giardinetti." Immancabile il riferimento al tormentone del Ponte: "Bisogna mettere a posto i viadotti e le ferrovie, dobbiamo portare la banda larga nei paesi. Dopo di che dovete dirmi perché in un Paese normale si possono spendere miliardi a Torino o tra Firenze e Bologna e invece se si mettono un po'di soldi per collegare la Sicilia e la Calabria è una sciagura mondiale. Il fatto che gli investimenti al sud non si fanno perché c'è l'illegalità è insopportabile, come se la Nord invece va tutto bene. L'illegalità si combatte al sud come al nord. Se il referendum passa è finita la stagione degli inciuci, se vince il NO non succede nulla e non cambierà niente almeno per i prossimi vent'anni. La Sicilia deve tornare ad attrarre cervelli. Non ad assistere alla fuga. Ma dobbiamo andare avanti. E rispondere col sorriso."  Stoccata a chi ha criticato la schermatrice italiana campionessa mondiale Beatrice Maria Vio ripresa in uno spassoso selfie con Obama a cui è seguito l'annuncio del logo del prossimo G7 previsto a Taormina l'anno prossimo: "Un autorevole leader in occasione di un meeting ha fatto una battuta particolarmente stupida. Avevo fatto un passaggio sulla Sicilia. E questa personalità ha fatto una battuta tipica dei pregiudizi che ancora subite e subiamo. Ha detto 'la Sicilia e' il luogo della mafia'. Io ho detto che la Sicilia e' cultura, teatro, passione, cibo. E che prima di parlare di Sicilia questa persona avrebbe dovuto studiare. Allora ho deciso di fare il G7 qui e non a Firenze. Mi sono iscritto in Giurisprudenza nel '93 quando un Fiorino era esploso sotto gli Uffizi" e ricordando i grandi eroi caduti della mafia ha aggiunto: "Noi questa lotta non la dimentichiamo. Ma diciamo che la Sicilia non e' soltanto questo". Dopo un altro comizio previsto a Trapani ad un centinaio di chilometri da Palermo, il premier correrà alla volta proprio di Taormina, famosa località mondana e culturale, scelta come già detto, per il prossimo G7 del 2017 dove presenterà il nuovo logo ufficiale con la presenza del Sindaco Eligio Giardina.

Lo scandalo
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di Paolino Canzoneri
 
U.K. - La nostra rappresentanza diplomatica e nello specifico l'ambasciatore Pasquale Terracciano ha inviato una nota al Foreign Office in cui solleva perplessità evidenti circa la discutibile nota scritta nei moduli d'iscrizione online approvati dal Dipartimento dell'educazione del governo del Galles e di Bradford inviata ad un certo numero di scuole scozzesi dove risulta espressamente richiesto ai genitori di evidenziare etnia e prima lingua del figlio. Una sorta di marcatura, una clamorosa precisazione che mette in evidenza quanto certe scelte apparentemente burocatiche covino al suo interno precisi punti di vista razzisti. Informazioni richieste per cosa? Magari per creare una precisa selezione a cui riservare un trattamento differrente rispetto gli autoctoni del luogo? Le sigle adottate sono quattro: ITA cioè italiano; ITAA "Italian any other" cioè il resto degli italiani, per arrivare poi a ITAN "Italian Napoletan" italiano di origine napoletana e per concludere ITAS "Italian Sicilian" cioè italiano di origini siciliane. "Pensavo fosse uno scherzo  di quelle bufale che si trovano su Internet, ma poi per capire meglio ho chiamato la persona, una mia cara amica, e lei mi ha confermato tutto. La signora mi ha detto che doveva iscrivere la sua bambina al primo anno di quella che in Italia è la prima media. Qui ormai si fa tutto online. Al momento di descrivere la nazionalità, sul modulo ha però trovato alcune opzioni che fino a poco tempo fa non c’erano” dice Michele La Motta, un ragazzo venticinquenne italiano residente a Cambridge. Che gli inglesi fautori di questa iniziativa avessero dato ulteriore prova di "sana e robusta imbecillità" sembra palese ma quanto accaduto dovrebbe fare riflettere su come sia evidente oggi una certa ignoranza e mancanza di cultura e come sia facile commettere strafalcioni simili nonostante sia risaputo di quanto gli italiani nel Regno Unito siano da sempre trattati bene. Si dovrebbe suggerire nelle orecchie di chi ha coniato questa "genialata" che l'Italia è un paese unito dal 17 marzo 1861 e che certi intenti sembrino proprio fuori contesto storico e fermi all'ottocento. Ovviamente l'indignazione dei nostri connazionali del distretto ha preteso la rimozione immediata di questo "marchio" anche se l'ambasciatore Terraciano escludendo che si tratti di esclusione dolosa e precisa, ritiene comunque che alla luce delle recenti scelte sembri più saggio evitare di introdurre una distinzione sociale che non andrebbe che ad aggravare certe uscite già poco felici del Regno Unito. Da Londra pronte le scuse ufficiali e questo incidente dipomatico sembra volgere al termine in fretta con la cancellazione dai moduli della marcatura specifica legata alle etnie e che apparentemente non intendevano passare per discriminatorie ma quale elemento ulteriore di accertamento di qualche ulteriore difficoltà linguistica per i bambini da inserire nel sistema inglese e gallese ma resta il fatto che messa cosi è una discriminazione offensiva per i meridionali. 
Cultura
Hanno partecipato autorità civili e religiose e vi era il Consigliere Comunale Calogero Ferreri in rappresentanza del Consiglio Comunale
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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – Si è conclusa l’ottava edizione di “Re…Estate a Pastorella”, una manifestazione nata circa trent’anni fa, messa nel cassetto per svariati anni e rispolverata, ringiovanita e contestualizzata perfettamente con quelli che sono i costumi odierni ma agganciata a quello che era negli anni 80 lo spirito di unione, armonia e collaborazione che ha spinto il comitato organizzativo a creare una manifestazione nella città e per la città. Il comitato odierno unisce nuove e vecchie leve, che hanno l’obiettivo comune di riportare alla luce gli elementi tipici della tradizione siciliana, immancabile l'intrattenimento in ogni forma e colore, che porta ogni anno un numero copioso di pubblico e un feedback positivo da parte di tutti coloro che vi partecipano attivamente. L’organizzazione di quest’anno ha comportato maggiori sforzi poiché la situazione che vige nelle casse comunali non ha permesso al comitato di avere un aiuto da parte del Comune. “The show must go on” cantavano i Queen, ed è stato proprio così poiché in quattro serate, la piazza si è popolata di oltre 2.000 persone. La manifestazione ha avuto inizio giovedì 28 luglio, con il taglio del nastro. Hanno partecipato autorità civili e religiose e vi era il Consigliere Comunale Calogero Ferreri in rappresentanza del Consiglio Comunale. Successivamente i cittadini si sono accomodati nelle sedie dinnanzi al palco, dove è stato dedicato un momento ad Enzo Mezzapelle, un membro del comitato organizzativo venuto a mancare poco tempo fa. E’ stata consegnata una targa  in memoria di Enzo e dei fiori alla moglie e alle figlie e la piazza, con le sue foto sul grande schermo  alle spalle e le parole del Presidente Salvatore Bonfratello, si è lasciata andare in un lungo applauso e lacrime. La serata è proseguita con lo spettacolo di musica e cabaret intitolato “Trikke e Found”, con i “Trikke e Due Cabaret” e la band “Found” che hanno intrattenuto il pubblico presente con della buona musica dal vivo. La serata si è conclusa con dolcezza poiché i presenti sono stati deliziati con dei buonissimi Cornetti caldi. Venerdì 29 luglio alle ore 20.00 c’è stato il Santo Rosario, alle 21.30 si è svolto invece il Festival Canoro “Musica sotto le stelle”, organizzato da “La Voce del Mediterraneo” e presentato da Baldo Russo. Nel corso della suddetta manifestazione si sono esibiti grandi e piccini in due categorie, Junior e Senior, ed ambedue le categorie hanno portato a casa premi. La serata si è conclusa con gusto poiché gli Chef Giovanni e Baldo hanno deliziato i presenti con la buonissima “Pasta cu Matarocco”, ormai un must per la manifestazione. Sabato 30 luglio c’è stato il Santo Rosario alle ore 20.00, alle ore 21.30 i presenti hanno giocato alla “Tombola” con Enzo Amato e Nicola Anastasi dei “Trikke e Due Cabaret” che hanno fatto portare a casa numerosi premi tra uno sketch e l’altro. Domenica 31 luglio, serata conclusiva, si è svolta la Santa Messa all’aperto, alle ore 21.30 si è esibito un Gruppo Folkloristico e successivamente si sono aperte le danze alla tanto attesa sagra del “Pane Cunzato”, che ancora una volta ha deliziato il palato di tutti i presenti. In questa ultima serata ha presenziato anche il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo che si è complimentato con l’organizzazione per l’ottimo lavoro svolto. Si è svolto poi il Memorial “Gaspare Sammartano”, uno spettacolo di musica e varietà con la scuola di canto “Academy of Music” di Daniela e Nadia Sammartano, rispettivamente moglie e figlia. La serata si è conclusa con i Giochi pirotecnici.  Cosa ci riserverà il prossimo anno Re..Estate a Pastorella? Staremo a vedere!
Attualità
Il Canale di Sicilia è ancora un cimitero a cielo aperto che silenziosamente accoglie corpi senza nome
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di Angelo Barraco
 
Roma – Sono tanti i migranti che tentano ogni giorno la traversata per approdare sulle nostre coste, il mare però è imprevedibile e le imbarcazioni da loro utilizzare non facilitano di certo queste lunghe e faticose traversate. Nella maggior parte dei casi si trasformano in vere e proprie tragedie poiché il sovraccarico di persone all’interno di imbarcazioni, omologate per un preciso numero di ospitanti, rende  il viaggio un inferno poiché si verificano malesseri dovuti alle condizioni disumane a bordo, morti a causa della fame e della sete e diffusione di malattie. Il Canale di Sicilia è ancora un cimitero a cielo aperto che silenziosamente accoglie corpi senza nome. L’ultima tragedia riguarda un barcone pieno di migranti e semiaffondato. Il repentino intervento della nave Vega della Marina Militare ne ha salvati 135, sono stati recuperati però 45 cadaveri. Il timore è che vi siamo decine di dispersi, ma la stima è provvisoria e potrebbero essere un centinaio. Ma questa non è l’unica operazione di salvataggio di migranti poiché nell’ultimo periodo sono stati salvati circa 4.000 immigrati in 22 operazioni di soccorso, con l’intervento di 7 unità della Guardia Costiera, un’unità spagnola del dispositivo Eunavformed, un’unità spagnola del dispositivo Frontex, un’unità navale della ONG Sea Watch, 4 rimorchi, 3 mercantili. Nelle 22 operazioni sopracitate rientra anche un’operazione che ha portato al recupero di 96 persone, tra cui un bambino di 5 anni in ipotermia. Nella giornata di ieri, 27 maggio, è stato recuperato un peschereccio carico di migranti, ne sono stati salvati 562, cinque sono morti ma si teme che molti altri siano rimasti incagliati nell’imbarcazione che rapidamente si è inabissata. La tragedia è avvenuta a venti miglia dalle coste libiche, già da diversi anni teatro di incidenti e inabissamenti. Quando la Marina Militare individua il peschereccio in mare lo descrive come “precarie condizioni di galleggiamento con numerosi migranti a bordo”. Quando la Marina è sul posto inizia a distribuire i giubbotti di salvataggio ma l’imbarcazione sta per affondare “dopo alcune rilevanti oscillazioni, si è capovolto a causa del repentino movimento dell'elevato numero di persone a bordo”, così hanno iniziato a recuperare i naufraghi. 
 
I dati Frontex Emerge che i migranti giunti sulle coste italiane all’inizio del 2015 erano circa 36mila, nel 2014 erano 170mila e nel 2013 erano 45mila. Nei primi mesi del 2015 vi è fu uno spostamento ad est dei migranti dove circa 39 mila giunsero in Grecia contro i 50.831 del 2014. Secondo i dati emersi, in territorio ellenico sono stati registrati 2.700 migranti. Gli arrivi in Italia attraverso il Mediterranio avrebbero subito una riduzione del 13%. Il direttore di Frontex ha commentato “C’è stata una drastica riduzione degli arrivi sulle isole greche, sono ben al di sotto al numero di persone che spesso abbiamo visto arrivare quotidianamente sull’isola di Lesbo durante i mesi di picco dell’ultimo anno”
 
La politica alza la voce Il leader della Lega Matteo Salvini “Di fronte alle 4.000 persone salvate ieri, ai morti annegati, agli oltre 40 mila sbarcati dall'inizio dell'anno non possiamo stare zitti e fermi. Vogliamo presentare le nostre proposte. Ci rifiutiamo di assistere a questo disastro in silenzio” e commenta la tragedia in mare scrivendo sul suo profilo facebook “Altri 45 morti in fondo al mare, altro sangue sulla camicia di Renzi. E intanto Alfano dice che io sarei un ASSASSINO...Chi li invita a partire, li condanna a morire. Senza contare i danni subiti da milioni di cittadini italiani. #‎stopinvasione”. Angelino Alfano invece “quando eravamo a 170 mila arrivi, nel 2014 e gli altri paesi a zero, la redistribuzione era a nostro vantaggio. Ma ora che ne sono arrivati tantissimi in Grecia, Ungheria, Austria non è neanche detto che saremo tra i paesi cedenti migranti con i ricollocamenti e non dovremmo invece prenderne”. 
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