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Ambiente e cittadini
Così il dirigente regionale Salvatore Cocina ha chiuso la prima sessione di lavori del Convegno “La Sicilia che Ricicla”
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MARSALA - Marsala costituisce un esempio per tutta la Sicilia, dimostrando che con una buona programmazione e grazie al sistema porta a porta la raccolta differenziata può raggiungere alte percentuali”. Così il dirigente regionale Salvatore Cocina ha chiuso la prima sessione di lavori del Convegno “La Sicilia che Ricicla”, motivando altresì l'assegnazione del riconoscimento alla Città di Marsala nell'ambito della raccolta e riuso del vetro. Ad inizio dell'incontro il sindaco Alberto Di Girolamo ha illustrato i passi avanti che Marsala ha fatto nell'ambito della raccolta differenziata, nonché le iniziative messe in campo per sensibilizzare i cittadini. Più tecnico l'intervento del vice sindaco Agostino Licari che, nel rappresentare effetti economici e risparmi anche della futura programmazione, ha pure ringraziato l'Associazione “EtiCOlogica”, presieduta da Simona Pecorella, per la cura dello “Sportello Verde”. Nel complimentarsi per i risultati raggiunti, l'ing. Massimiliano Avella (rappresentante del Consorzio recupero vetro) ha evidenziato che Marsala è ben oltre la media regionale nella raccolta del vetro, vantando altresì la presenza virtuosa nel territorio di tutti gli attori della filiera e facendo altresì riferimento alla locale società Sarco, nonchè alla OI - Stabilimento di Marsala che certifica le sue bottiglie come “100x100 Sicilia”. A seguire l'intervento di Claudia Casa (Legambiente Sicilia) per la quale ”riciclare è una buona pratica che va accostata alla bellezza dei territori da proteggere e valorizzare" , aggiungendo che “la cosiddetta rivoluzione circolare, quando parliamo di riuso dei rifiuti, non è economia del futuro ma vero progresso”. Prima dell'assegnazione del premio a Marsala, la relazione dell'ing. Salvatore Cocina. Il dirigente regionale dell'Ufficio Differenziata ha fotografato lo stato di salute (non certo buono) della raccolta differenziata in Sicilia, evidenziando criticità (tante) e buoni esempi (pochi). “Ed è per quest'ultimo aspetto che oggi siamo qui a Marsala - ha concluso Cocina - dove l'Amministrazione comunale sta lavorando con onestà e coerenza per il bene della comunità amministrata”. Una degustazione di prodotti di Aziende marsalesi impegnate nei temi ambientali e rispettose dell'Economia circolare ha chiuso la prima parte dei lavori (proseguono nel pomeriggio). 

Eventi
Il Consorzio Recupero Vetro (COREVE) premierà Marsala quale “Comune virtuoso” per l'eccellente risultato nell'ambito della raccolta e riciclo del vetro.
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Red. Cronaca


MARSALA (TP) - Regione Siciliana e Amministrazione comunale organizzano a Marsala il Convegno “La Sicilia che Ricicla”, che si aprirà domani - venerdì 10 marzo – nel Complesso San Pietro (ore 9,30) con i saluti del sindaco Alberto Di Girolamo. A seguire gli interventi, tra i quali quello dell'ing. Salvatore Cocina dirigente dell'Ufficio Speciale Differenziata istituito dal Governo Crocetta. Nel corso del Convegno, il Consorzio Recupero Vetro (COREVE) premierà Marsala quale “Comune virtuoso” per l'eccellente risultato nell'ambito della raccolta e riciclo del vetro.

Cronaca
Disagi evidenti hanno coinvolto automobilisti e passanti per il crollo in strada di rami in piazza XIII vittime
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Nonostante sia previsto un miglioramento per le prossime ore, la Sicilia è stata attraversata da una imponente maltempo con folate di vento violentissimo che ha causato e sta causando danni ingenti in molte zone del capoluogo e provincia. Danni non indifferenti si sono registrati già dalla tarda serata di ieri e la sala operativa dei vigili del fuoco è stata letteralmente presa d'assalto con numerosissime chiamate di soccorso per rami pericolanti, crolli vari di cornicioni e cartelloni divelti. Disagi evidenti hanno coinvolto automobilisti e passanti per il crollo in strada di rami in piazza XIII Vittime e violente raffiche di vento hanno abbattuto un ponteggio all'interno dei Cantieri Culturali della Zisa dove una intera impalcatura è crollata ferendo in modo leggero il regista Claudio Collovà impegnato in loco. Egli stesso rammaricato ha commentato: "Abbattuto da una impalcatura in una area di solito affollata di studenti e professori. Questa città di carta e di parole. Sto benino. In attesa di tac. Grazie a tutti gli amici". Danni ingenti a Carini dove l'intero tendone del Circo di Svezia è volato arrecando danni enormi alla struttura e all'impianto di illuminazione, amplificazione e seggiolini.
 
Una tigre bianca è pure fuggita ma dopo circa due ore è stata catturata e ricondotta nella sua gabbia e sembra inoltre che un Lama al momento sia scomparso. Guai per la famiglia Saly gestore del Circo che non si è vista rinnovare la concessione agli artisti da parte del primo cittadino Pietro Capizzi. Animali, trapezisti e clowns si sono spostati fino a Villagrazia di Carini per poter condurre nuovi spettacoli ma al momento hanno ricevuto visita di controllo medico dei veterinari dell'ASP, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale che dopo accertamenti hanno sequestrato tredici animali per maltrattamenti. A loro difesa d'ufficio gli avvocati Frascesco Noto e Giuseppe Marcellino che parlando di un accanimento nei confronti degli artisti e della dirigenza del Circo da parte degli animalisti. Il vento intanto non risparmia neanche la motonave Antonello Da Messina costretta a sospendere la regolare corsa Palermo-Ustice delle ore 9. Le previsioni del tempo fortunatamente prevedono un certo miglioramento per le prossime ore.
 
Cronaca
Rosy Bindi ha deliberato all'unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti
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CALABRIA E SICILIA - Lo Scico della Guardia di Finanza sta sequestrando gli elenchi degli iscritti, dal 1990 a oggi, alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche: Grande Oriente d'Italia; Gran Loggia Regolare d'Italia; Serenissima Gran Loggia d'Italia; Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. La richiesta di intervento è stata avanzata dalla Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi, che oggi ha deliberato all'unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti. Il provvedimento è stato assunto in seguito alla mancata consegna degli elenchi più volte richiesti dalla Commissione alle quattro obbedienze. Da tempo l'Antimafia ha acceso un faro sui rapporti tra mafie e massoneria sia in seguito agli sviluppi di alcune inchieste della Dda di Reggio Calabria, sia dopo l'audizione della procuratrice aggiunta di Palermo, Teresa Principato, che ha raccontato della rete di protezione di cui gode il boss latitante Matteo Messina Denaro.

Emergenza migranti
Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza.
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di Paolino Canzoneri

 

Il progetto SPRAR ossia Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati si rivolge ai richiedenti e/o titolari di protezione internazionale di minori/adulti e nuclei familiari. Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza. Gli interventi previsti vanno dal vitto all'acquisizione di strumenti per l'autonomia, in sintonia con i servizi e le opportunità offerte dla territorio in cui esiste il progetto SPRAR. 
 
L'Osservatore d'Italia oggi vuole focalizzare il suo interesse per questo progetto esteso su tutto il territorio nazionale per sondare e comprendere gli sviluppi e le difficoltà che emergono per il corretto svolgimento delle attività dei centri. Sembra che da più parti persista una seria preoccupazione circa i centri di accoglienza oramai giunti al collasso per varie motivazioni legate forse a difficoltà gestionali del Comune. Difficoltà e criticità dovute sopratutto alla mancanza di destinazione delle risorse ministeriali. Il presidente della Consulta delle culture Adham Darawsha ha recentemente parlato di chiara "incapacità gestionale del Comune" e "già a settembre dello scorso anno il Comune non ha destinato le risorse ministeriali in tempi rapidi" lasciando i centri senza soldi e senza stipendi. Ad aprile le somme relative al 2015 erano state erogate mentre per il 2016 il ministero sembra abbia stanziato il 40% del dovuto ma i pagamenti sono fermi. Chiaramente una situazione piuttosto scomoda e insostenibile da risolvere nel minor tempo possibile per riavviare serenamente tutte le attività dei centri. 
 
Noi de L'Osservatore d'italia abbiamo contattato il Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane che opera in una vastissima area dell'intera regione Sicilia che ringraziamo per la gentile e gradita disponibilità. 
 
Il centro si occupa del coordinamento educativo, dei servizi educativi ed ausiliari, del servizi di supporto psicologico, di gestione della struttura, dell'accoglienza materiale e delle spese di integrazione. Si definiscono un Consorzio di Imprese sociali che, intraprendono la strada della cooperazione sociale in Sicilia, ha fatto dei valori di solidarietà, integrazione, promozione e garanzia della qualità del lavoro sociale il fulcro di tutto il sistema cooperativo e delle attività messe in campo a servizio delle persone svantaggiate. 
 
Abbiamo posto delle domande alla dottoressa psicologa e psicoterapeuta Francesca Pruiti che oltre a darci un chiaro ed esaustivo quadro generale delle attività del centro in relazione al progetto SPRAR, ci ha fatto comprendere le difficoltà che possono emergere nell'attuazione del progetto stesso. Estratti di questa intervista saranno trasmessi all'interno della quinta puntata di "Officia Stampa" in onda streaming giovedi 16 Febbraio alle 18.00 sul canale YouTube Officina Stampa. Buona visione
 

Il punto
Furenti polemiche si erano sollevate ad inizio Dicembre per il taglio ai contributi "a pioggia", alle norme per stabilizzare i precari o favorire il pensionamento dei regionali
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Dopo giorni di tensioni e polemiche a mai finire la giunta regionale ha approvato la manovra che invierà entro domani all'Assemblea Regionale Siciliana. A darne notizia il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta e l'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei.  Furenti polemiche si erano sollevate ad inizio Dicembre per il taglio ai contributi "a pioggia", alle norme per stabilizzare i precari o favorire il pensionamento dei regionali. Il presidente dell'Assemblea Giovanni Ardizzone al Palazzo dei Normanni aveva sferzato un colpo di mannaia contro le norme nella manovra di assestamento in commissione Bilancio e tutta una serie di norme non erano state approvate, una delle quali lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per il prossimo G7 che si terrà a Taormina e a detta di Crocetta stesso questi sarebbero stati dei fondi a sostegno di una inziativa a livello globale che oltre al prestigio alla regione Sicilia indiscutibile sarebbe stata una enorme opportunità per una forza lavoro necessaria per gli ingenti preparativi necessari. Dalle parole di Crocetta traspare adesso una certa soddisfazione per l'accordo raggiunto: "La manovra conta di 15 articoli  è una misura essenziale che destina risorse in via prioritaria a enti locali, lavoratori, precari e a tutti gli enti finanziati dalla Regione mettendoli in sicurezza per l'intero anno senza soluzione di continuità per evitare che si verifichino situazioni del passato approvando bilanci provvisori che hanno creato disparità tra i lavoratori. Rassicuriamo tutti, sono previste risorse per la continuità del lavoro dai consorzi di bonifica agli enti teatrali". "Si tratta di una legge di bilancio che continua il percorso avviato nei mesi scorsi con il governo e che ci ha consentito di lavorare al pareggio di bilancio".
 
Il capoluogo siciliano vede oggi anche la presenza del leader della Lega Matteo Salvini impegnato in un convegno programmato in giornata. Non perde tempo il leghista già forte sostenitore della corsa alle urne all'indomani della nascita del governo Gentiloni visto come breve parentesi che ci distanzierebbe da elezioni politiche atte a stabilizzare l'Italia per un lungo tempo. Polemizza Salvini sentendosi già in campagna elettorale forse per bruciare i tempi e se la prende con il governo locale in toto: "ll governo Crocetta e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sono disastrosi e devono andare a casa. Non guardo al passato, credo non ci sarà più spazio per Alfano, Verdini, Cicchitto e questa gente qui, io ci sono, mi piacerebbe che a marzo fossero gli italiani a scegliere il leader e il programma per sfidare Renzi e Grillo". E in una raddolcita carezza ruffiana come se il sud avesse dimenticato la sua ferrea appartenenza ad una lega oltranzista e razzista contro i "terroni", ammalia e soave canta docili parole: "Sono in Sicilia per testimoniare che la nostra battaglia è per unire Nord e Sud, oggi sono a Palermo e domani a Milano. C'è bisogno di elezioni subito, c'è voglia di partecipare, i nostri giovani hanno il diritto di vivere in Italia, in Sicilia come a Milano senza scappare all'estero per andare a lavorare. Lavoro, meno tasse, soluzione ai problemi del precariato. Ecco cosa mi chiedono in Sicilia come a Milano. Queste sono le risposte che bisogna dare ai cittadini, poi chi le darà si potrà chiamare come si vuole". Raggela il sangue vederlo parlare con i cronisti e deporre una corona di fiori davanti alla stele di Capaci nel tratto autostradale fra Capaci e Palermo luogo dell'attentato sanguinario dove persero la vita il giudice Falcone, la moglie e la scorta e già che c'era non poteva mancare la polemica contro Roma ladrona cosi a completare la sua solita litania monotono che lo caratterizza ormai da anni: "Mi sembra che la Raggi e i 5stelle a Roma e dove stanno governando abbiano totalmente fallito". Un gruppo folto di studenti e giovani che si era introdotto all'interno della Cattedrale di Palermo nell'attesa dell'arrivo del leader della lega per offrire il "dovuto benvenuto" come sempre capita a personaggi di una certa "lega" è stato allontanato dalle forze dell'ordine che hanno fatto un cordone costringendo i manifestanti ad uscire. Le urla di disappunto non si sono fatte attendere: "Vergogna! I politici li fanno entrare mentre i cittadini li cacciate!".
Politica
Resa dei conti con Faraone e i Renziani
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di Paolino Canzoneri


PALERMO – Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, comunemente noto per la sua schiettezza, traccia un bilancio personale all'indomani della debacle renziana del referendum e alla recenti dichiarazioni di Faraone e della minoranza PD e lo fa usando toni perentori, chiari ma spesso lontani da facili polemiche: "Il no, espresso al referendum, è un grido di allarme che viene dalle fasce più deboli della popolazione; il no ha vinto, è stato un voto di difesa della Costituzione. Non ho assunto toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria né l'ho collegata in nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perché dovrei farlo dopo il voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l'assessore è convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che metta al centro la lotta contro le povertà, la difesa dei lavoratori e lo sviluppo. Non voglio vedere più una Finanziaria di austerity".

Nessuna sfiducia quindi per Baccei ma dalle parole del Presidente traspare la netta esigenza di far passare la linea economica dalla  sede della presidenza della Regione Siciliana. I risultati leggermente incoraggianti in tema di economia e occupazione non sono da considerare come una promessa mantenuta: "Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento dell'occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati; occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di chiedere di fare di più nell'economia e nella solidarietà, si pensi ad esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell'Urega che è già all'Ars; l'avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani, i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che facciamo queste cose. Perché la Sicilia ce la può fare e ce la deve fare".
 
Le recenti dichiarazioni di Faraone e di tutta la minoranza del PD giocano adesso un ruolo importante per gli assesti politici a cui Crocetta dovrà rendere conto ed attenzione e si paventa all'orizzonte una sorta di possibile rimpasto che stravolgerebbe l'assetto nelle poltrone dei vicini a Faraone: "Non cerco vendette e non apro le Antifaraoniadi. Ma alcuni toni utilizzati dai renziani nei miei confronti sono stati eccessivi, e se non sono diventato il leader del No in questo referendum è solo per il mio senso di appartenenza al Partito democratico e il rispetto per Renzi. Se avesse vinto il Sì, oggi Faraone e i suoi chiederebbero le mie dimissioni. Non penso che il rimpasto interessi ai siciliani, in questo momento. Certo, se gli alleati mi chiedessero di fare qualche aggiustamento in giunta lo farei, perché questo referendum ci insegna che si deve lavorare in squadra. Se poi c'è qualcuno che è convinto di avere il monopolio dei no, sappia che all'interno di quei no ci sono tanti elettori democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti. Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c'entra affatto con le votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo quesito, ma su un'idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemiche". Una precisa presa di posizione che vuole allontanare qualsiasi ipotesi di vendetta: "Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all'unità, a lavorare e non alle polemiche".
Il punto
Senza dubbio ci sono i tratti di una colorita metafora messa in scena per aggiungere ad una storia di per se romanzata
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Il regista Pierfrancesco Di Liberto in arte Pif in queste ore è al centro di una polemica a distanza con lo storico siciliano Rosario Mangiameli. Polemiche pacate ma consistenti che riguardano il film attualmente in proiezione nelle sale cinema d'Italia "In guerra per amore" che racconta la storia d'amore di una coppia durante la seconda guerra mondiale e più precisamente durante le fasi dell'operazione "Husky" cioè l'occupazione delle truppe alleate americane, inglesi e canadesi che sbarcarono in Sicilia e da li avviarono la grande operazione bellica per arretrare e sconfiggere l'occupazione tedesca e nazista nel resto d'Italia. Era il 10 luglio del 1943 e i 180 mila soldati portarono a termine uno sbarco di dimensioni mastodontiche che la storia ricordi. Già nella primavera del 1943, dopo una guerra durata già 4 anni la gran parte degli sforzi bellici erano stati impiegati dall'esercito russo che da sola aveva subito oltre il 95% di tutte le perdite delle potenze alleate massacrando 4,5 milioni di soldati tedeschi mentre gli americani e gli inglesi avevano ucciso appena 500mila. Necessitava quindi una operazione di rallestramento repentino che con un colpo massiccio e da un fronte diverso e inatteso avrebbe sopreso i tedeschi e, chiusi in una morsa, sarebbero stati costretti ad una resa e ad un ripiegamento. L'assalto nel corno della Sicilia meridionale lungo circa 170km fu attuato cosi come pianificato ed è proprio in questo momento che negli anni si sparse la voce che l'approdo a terra delle navi sia stato concordato e permesso dalla mafia locale che in un certo senso ne benedì e ne consentì lo sbarco. Tesi che divide gli storici dando vita ad una leggenda siciliana priva di riscontri dettagliati e provati ma che in se cova non poche possibilità che sia stato un fatto realmente accaduto. Nel film di Pif si assiste ad una paziente attesa delle imbarcazioni d'assalto americane e ad un uomo con tanto di coppola che in barca dalla costa siciliana raggiunge gli alleati per comunicare il consenso e il permesso di attraccare per avviare lo sbarco. Secondo il parere dello storico Raosario Mangiameli si tratta proprio di una colorita leggenda siciliana con scarse probabilità di veridicità per via della enorme flotta e potenza d'assalto che certamente non avrebbe neanche considerato minimamente l'ipotesi di uno "sta bene" da chicchessia e per quanto la mafia si fosse estesa a macchia d'olio, appare un po ardito credegli fino in fondo nonostante altri storici ne abbiamo avallato la veridicità. Senza dubbio ci sono i tratti di una colorita metafora messa in scena per aggiungere ad una storia di per se romanzata, ulteriori spunti e arricchimento di quelle tinte dal sorriso amaro e dalla perenne condizione di subordinanza che il popolo siciliano ha dovuto subire da sempre.

Il caso
Disposta una scorta. L'Anci: "Auspichiamo che le forze di polizia facciano al più presto luce sui responsabili dell’ignobile atto”
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Redazione

CALTANISSETTA - Una busta con 4 cartucce calibro 38 indirizzata all'assessore regionale al Lavoro Gianluca Miccichè è stata rinvenuta sabato scorso nella buca delle lettere della segreteria politica in via Angelico Lipani a Caltanissetta. La missiva conteneva il messaggio: "Questo è il tuo regalo di nozze. Con i prossimi ti centriamo in pieno".
L'episodio è stato denunciato alla polizia. A Caltanissetta, si è riunito il comitato per l'ordine e la sicurezza che ha deciso di assegnare la tutela all'assessore.


“Esprimiamo la nostra solidarietà all’assessore regionale al lavoro, Gianluca Miccichè per vile atto intimidatorio e per le minacce ricevute”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia apprendendo la notizia relativa alla busta, contenente 4 cartucce e un messaggio minatorio, indirizzata all'assessore regionale al lavoro, Gianluca Miccichè, rinvenuta, sabato scorso, nella buca delle lettere della sua segreteria politica.
“Siamo certi – continuano Orlando e Alvano – che l’Assessore Miccichè saprà portare avanti il suo incarico con l’identico impegno dimostrato fino ad ora e auspichiamo che le forze di polizia facciano al più presto luce sui responsabili dell’ignobile atto”.

Cronaca
Alle ore 20:44 s’è verificata una nuova scossa tra Palermo e Trapani
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di A.B.
 

Trapani - Torna a tremare la terra in Italia, questa volta però colpisce la Sicilia e precisamente quella occidentale. Una scossa di terremoto è stata avvertita a Calatafimi, nella provincia di Trapani oggi alle ore 18:53. L’epicentro a 9 km da Alcamo e la magnitudo è stata di 2.8. La scossa di terremoto è stata avvertita anche a Gibellina, Salemi, ma anche a Calatafimi-Segesta. Una seconda scossa invece, più forte,  di magnitudo 3.1, è stata avvertita alle 19.06.

Alle ore 20:44 s’è verificata una nuova scossa tra Palermo e Trapani, precisamente nella zona di Calatafimi-Segesta, di magnitudo 2.6. Anche questa scossa è stata distintamente avvertita ad Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta. Intanto l’INGV ha “aggiustato” i dati delle scosse precedenti, del pomeriggio la più forte, quella delle ore 19:06 è stata di magnitudo 3.0 e non si è verificata al largo di San Vito Lo Capo, bensì tra Alcamo e Calatafimi-Segesta.
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