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Cronaca
Un 58enne è stato denunciato perché andava a spasso con un coltello di genere proibito, del quale non ha saputo fornire spiegazioni sul possesso
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Redazione


PALERMO - Con l’avvio della stagione balneare, la Compagnia Carabinieri di Palermo San Lorenzo ha incrementato i controlli, soprattutto sulle spiagge e sulle maggiori vie di comunicazione della giurisdizione. Nel pomeriggio di ieri, in particolare, è stato predisposto un servizio straordinario, che ha visto come scenario di riferimento le spiagge di Mondello e Valdesi. Un 58enne è stato denunciato perché andava a spasso con un coltello di genere proibito, del quale non ha saputo fornire spiegazioni sul possesso. I militari hanno poi controllato e sanzionato ben 7 venditori abusivi, 3 italiani e 4 stranieri, poiché intenti al commercio senza le autorizzazioni previste. I 7 sono stati sanzionati, per un totale di  5.778 €, sequestrati mezzi ed attrezzatura per il commercio. 5 gestori di altrettanti esercizi commerciali, sono stati invece contravvenzionati per occupazione abusiva del suolo pubblico: nelle attività commerciali di ristorazione e bar, non rispettavano i limiti autorizzativi. Tra i sanzionati, anche due parcheggiatori abusivi, sorpresi ad effettuare l’attività nei pressi delle spiagge. I controlli continueranno, al fine di garantire un’estate tranquilla ai cittadini ed ai tanti turisti presenti.

L'Operazione
I militari dell’Arma sono stati schierati sulle principali arterie di traffico: decine i veicoli fermati e ispezionati, ed altrettanto è il numero di persone controllate
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PALERMO - Decine di Carabinieri della Compagnia San Lorenzo e della Compagnia di Intervento Operativo del XII Battaglione Sicilia sono le forze messe in campo dal Comando Provinciale dei Carabinieri nell’ambito di un servizio ad ampio raggio nei quartieri di Baida, Noce e Zen per contrastare i reati in genere e svolgere mirati controlli sulla circolazione stradale. Nella giornata di ieri le pattuglie dell’Arma sono state concentrate nelle zone più trafficate della città: il servizio coordinato ad alto impatto ha il preciso scopo di evitare i numerosi incidenti che, specie in questo periodo, si stanno verificando in città.
I militari dell’Arma sono stati schierati sulle principali arterie di traffico: decine i veicoli fermati e ispezionati, ed altrettanto è il numero di persone controllate. al termine del servizio si contano ben 28 verbali amministrativi elevati per infrazioni al codice della strada di cui 9 per assenza della copertura assicurativa.
E ancora sono 5 i motoveicoli sottoposti a fermo amministrativo per 30 giorni perché conducente o passeggero non indossavano il casco, così come previsto dall’art. 171 del codice.
Ma non è tutto. I Carabinieri della Stazione San Filippo Neri, proprio mentre stavano svolgendo questo servizio, hanno deciso di perquisire l’abitazione di S.s., 72enne palermitano, residente allo ZEN.
All’interno della casa c’erano ben 500 pacchetti di sigarette di contrabbando, ancora steccati, pronti per la vendita. L’uomo è stato immediatamente denunciato all’Autorità Giudiziaria, mentre i 10 kg di tabacchi sono stati sequestrati.

Turismo
Quest'anno le famose capanne si potranno affittare anche settimanalmente oltre che al consueto affitto per la stagione intera
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – La stagione estiva è alle porte e tutte le località balneari delle magnifiche coste italiane si stanno attrezzando per ricevere e gestire la marea di turisti e frequentatori abituali degli spicchi di paradiso presenti per tutto lo stivale e nelle isole maggiori.
 
Mondello a pochi chilometri da Palermo non è da meno. Da decenni le famose capanne di Mondello montate sulla spiaggia di sabbia bianca saranno circa 700 e ci sarà possibilità di affittarle per tutta la stagione balneare che partirà ufficialmente da domani fino al 15 settembre. Amate e odiate allo stesso tempo, le capanne di Mondello rappresentano uno degli argomenti "balneari" usati per rompere il ghiaccio, per attaccare bottone magari con i vicini di capanna fra coloro che oramai le considerano una vera e propria istituzione storica, immancabili nelle foto di vacanza e nei panorami mozzafiato della spiaggia e fra coloro di parere opposto che invece credono che la loro presenza rappresenti un ingombro, una deturpazione del meraviglioso panorama.  
 
Resteranno sempre delle attrezzature indispensabili gestite dalla società italo belga che quest'anno offre possibilità di affitto settimanale oltre che al consueto affitto per la stagione intera. Con circa 350 euro sarà possibile ottenere una tessera speciale di affitto capanna a settimana. Presente anche l'area di spiaggia low cost accessibile con 4 euro, (i bambini fino 10 anni non pagheranno) dove all'interno potranno portare un ombrellone ogni due persone.

I palermitani e i turisti adorano arredare e "personalizzare" le cabine con specchi, armadietti e tutto quello che può renderne comodo e pratico l'utilizzo. Per i pochi che non la conoscono  Mondello è una importante località turistica del capoluogo siciliano. Frazione distaccata da Palermo facilmente raggiungibile attraversando il Parco della Favorita, l'area verde più vasta del capoluogo siciliano di poco meno di 4 chilometri fra lunghi viali alberati che, una volta percorsi, si giunge in una spiaggia di sabbia bianca finissima, un merviglioso golfo dai colori tropicali esteso per meno di due chilometri racchiuso dal Monte Gallo e dal Monte Pellegrino descritto dal grande Goethe nel suo libro "Viaggio in Sicilia" nel 1787 come "il più bel promontorio del mondo".
 
Le numerose strutture ricettive, circoli, club nautici, ristoranti e negozi fanno di Mondello una località perennemente piena di turisti da tutto il mondo che hanno modo e occasione di assaporare specialità culinarie locali e pesce fresco praticamente per tutta l'estate grazie ad un mare piuttosto pescoso. L'affitto di cabine in varie frazioni private della lunghissima spiaggia offrono al turista la possibilità di trascorrere intere giornate al sole e al mare e alla sera iniziative di intrattenimento estivo, concerti e rassegne artistiche colorano la stagione estiva di Mondello soprattutto quando il sole non picchia e il clima meno umido e caldo tende ad essere leggermente più clemente. Al centro della passeggiata lungomare accanto la lunga spiaggia spicca un imponente antico e bellissimo stabilimento balneare costruito a palafitta sul mare che i mondellani chiamano "Charleston" progettato e disegnato ad ampia piattaforma su piloni immersi nell'acqua la cui struttura venne decorata con fregi e sculture dai colori accesi e vivaci da risultare elegante e opera in stile architettonico Art Nouveau fra le più belle d'Europa. Lo stabilimento balneare oggi gestito da una importante società italo belga, ospita al suo interno uno dei ristoranti più importanti e prestigiosi di Palermo. Il golfo di Mondello era una zona estesa paludosa, solamente nel 1891 Francesco Lanza di Scalea principe nobile della città ne dispose l'imponente intervento di bonifica che a seguito di sfruttamento dei terreni e drenaggio della acque dell'intera area peludosa riuscì ad adattare i terreni e disporli in modo da poter diventare luogo per le prime costruzioni e insediamenti vicino la città. 
Cronaca
Crocetta: "mi ha assicurato che chiarirà tutto pubblicamente"
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di Angelo Barraco

Palermo – “Non può rimanere nella mia giunta, ha alimentato dicerie vergognose”, è questa la frase esternata da Rosario Crocetta e indirizzata all’assessore Giovanni Pistorio, dopo l’interrogatorio fiume durato quattro ore nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione nel trasporto marittimo. La frase sopracitata fa riferimento ad alcune intercettazione dell’inchiesta ‘Mare Nostrum” nelle quali l’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio reputava la volontà di Crocetta nel prolungare i collegamenti per Filicudi in aliscafo soltanto un “capriccio” legato ai suoi interessi prettamente privati e utilizzando un linguaggio scurrile. Crocetta ha poi dichiarato all’Ansa: “A Pistorio ho solo chiesto spiegazioni rispetto al suo linguaggio e mi pare giusto che mi prenda una pausa di riflessione. Come fa un assessore omofobo a stare in giunta con un presidente gay? A Pistorio porrò questo problema”, ha poi aggiunto “sto riflettendo, Pistorio chieda di essere assunto da Trump”. Nella mattinata di ieri, Pistorio ha chiesto un incontro con Crocetta per chiarire la situazione . Per circa un’ora sono rimasti a parlare, successivamente Pistorio ha affermato: “Ho espresso il mio rammarico per aver usato un linguaggio sgradevole, cedendo al gusto del pettegolezzo ma erano conversazioni private fatte in un clima estivo e vacanziero. Ripeto, ho sbagliato, ma le intercettazioni rendono pubblici aspetti che dovrebbero rimanere privati. In ogni caso, chiarisco che non c'era alcun legame con la verità e con i fatti. Erano solo battute. Io non sono un omofobo, ho una identità mia, ma non sono un omofobo e non lo sono mai stato. Quelle battutte comunque non mi fanno onore e me ne vergogno. Per il resto con il governatore abbiamo concordato su una cosa: nella vicenda Morace abbiamo agito con assoluta corretezza e l'amministrazione regionale ne esce rafforzata”. Crocetta dal canto suo ha detto invece “mi ha assicurato che chiarirà tutto pubblicamente. Perché questa storia non può certo restare tra me e lui. Il suo futuro in giunta? Mi voglio prendere qualche giorno di riflessione, quelle frasi hanno ferito me e offendono tutto il mondo omosessuale. ll fatto che non si sia scusato subito, dicendo che erano falsità, rimane. Al momento non prendo decisioni, vedremo”.
Gli appuntamenti
Gli appassionati delle quattro ruote invece hanno avuto modo di vedere ben 233 vetture da Bugatti a Fiat 509 e Ford e non solo
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Piazza Politema accoglie raduno delle auto storiche sportive per la 27esima edizione del Giro Di Sicilia, competizione automobilistica di regolarità riservato alle auto che hanno segnato indelebilmente la storia dell'automobilismo sportivo organizzato dal "Veteran Car Club Panormus". Oggi un secondo evento importante: "Unlocked Music Festival" al Castello a Mare con un concerto del dj e attore tedesco Paul Kalkbrenner. Il concerto all'interno della manifestazione "Musica e Libertà" ha lo scopo di stimolare e trasmettere l'importanza della legalità fra i giovani. Gli appassionati delle quattro ruote invece hanno avuto modo di vedere ben 233 vetture da Bugatti a Fiat 509 e Ford e non solo. Le auto partiranno una ad una a distanza di un minuto. La manifestazione prestigiosa vede le vetture partire da viale Libertà e procedere in direzione Monreale effettuando un giro largo attorno all'isola di Sicilia per un totale di circa mille chilometri confluendo in 60 ore fino a Cefalù e completando il percorso Unesco. La grande compagnia navale "Grandi Navi Veloci" offre il suo supporto consentendo il trasporto di alcune vetture Ferrari particolarmente attese. La città ha dovuto fare i conti fare i conticon numerose chiusure al traffico per molte vie e per l'intera durata della manifestazione con percorsi alternativi e dirottamenti vari. Le strade di Palermo interdette per la manifestazione sono state via R. Settimo, via Maqueda, corso Tukory, corso Re Ruggero, piazza Indipendenza, via V. Emanuele, via Roma, piazza L. Sturzo, via I. Carini, via P. Calvi. via delle Croci, piazza Crispi, via della Libertà. Al Duomo di Cefalù l'arrivo e conclusione della manifestazione cheha contato, come sempre, una enorme affluenza di tifosi, turisti e curiosi. 
Cronaca
Dalla Kalsa agli storici quartieri cittadini come Brancaccio, Bonagia, Arenella, Zen fino alla provincia in manette diversi malviventi
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Red. Cronaca


PALERMO - Scattata dalle prime luci dell’alba di oggi una vasta operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri che stanno eseguendo una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di diversi malviventi, responsabili a vario titolo di reati attinenti al traffico di stupefacenti. Nel mirino degli investigatori è finito il lucroso spaccio che, a partire dal quartiere della Kalsa, inondava di droga le strade di altri storici quartieri cittadini come Brancaccio, Bonagia, Arenella, Zen, fino ad arrivare nelle città della provincia palermitana di San Giuseppe Jato, Partinico ed Altavilla Milicia.


Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-Stazione” hanno registrato un’attività di smercio degli stupefacenti particolamente dinamica ed “interterritoriale”, segnata dai vorticosi spostamenti di numerosi coindagati lungo gli itinerari dello spaccio, impegnati in “consegne a domicilio” e richieste di nuove “forniture”. Un filone parallelo delle indagini condotte dai militari dell’Arma Carabinieri appartenenti all’Aliquota Operativa della Compagnia di Monreale ha condotto all’arresto, in esecuzione della stessa Ordinanza, di altri due soggetti per i medesimi reati, in quanto sono stati individuati e stroncati i canali che dal cuore della città di Palermo rifornivano la periferia di sostanze stupefacenti.

Cronaca
commemorati i giudici Falcone e Borsellino nel 25imo della loro scomparsa
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di Paolino Canzoneri - Angelo Barraco

 

PALERMO – Il primo quarto di secolo è trascorso da quel terribile 23 maggio del 1992 quando la mafia per eliminare il giudice Giovanni Falcone mise in atto un piano diabolico facendo saltare in aria un breve tratto dell'autostrada a pochi chilometri dall'aeroporto che conduceva fino a Palermo. Nella terribile deflagrazione le vetture dove viaggiavano Falcone, la moglie e la scorta furono divelte e spazzate via uccidendo tutti tranne l'autista della vettura di Falcone. 25 anni possono sembrare tanti ma in realtà, nel corso lungo del tempo, sono davvero pochi. Lo Stato italiano ha voluto organizzare una commemorazione particolare, sentita profondamente e fuori forse da retorica e dagli schemi precedenti. La figura del giudice Falcone questa volta è stata ricordata e celebrata insime a quella del suo amico e collega Paolo Borsellino il cui destino crudele e spietato avrebbe atteso poco meno di due mesi dopo a via D'amelio con una auto bomba che anche in questo caso costò la vita al giudice e alla scorta intera. Il cancro della mafia aveva mostrato il lato più becero eliminando due servitori dello Stato fra i piu importanti che rappresentavano la forza più efficace contro lo strapotere mafioso. Un sacrificio che comunque ha confermato e rafforzato la forza e lo sdegno dei cittadini palermitani che all'unisono oggi, a distanza di soli 25 anni, a gran voce urlano "la mafia è una montagna di merda".
 
I preparativi per l'evento hanno visto coinvolgere un gran numero di forze dell'ordine e la commemorazione di Falcone e Borsellino è stata trasmessa dalla TV di Stato con collegamentI da tutti i punti cruciali divenuti storici per questo paese. Dal Palazzo di Giustizia di Palermo si è mosso un imponente corteo costituito da gente comune e da tante associazioni, delegazioni provenienti dalla capitale e ragazzi di tanti Istituti scolastici che hanno raggiunto l'albero Falcone accanto l'entrata del portone dove abitava il giudice. In un palchetto adibito per l'evento gruppi di delegazioni di bambini hanno intrattenuto il flusso di gente che man mano si addensava con canti e giochi. Una mezzora prima del minuto di raccoglimento delle 17:58, orario preciso della deflagrazione del tratto autostradale. Artisti come Ermal Meta e Giuliano Sangiorgi hanno cantato un paio di brani. La presenza forte dello Stato è stata confermata dalla importante e illustre presenza del Presidente del Senato Piero Grasso che prima di assumere la carica istituzionale è stato fra i principali protagonisti in trincea contro la mafia accanto ai giudici Falcone e Borsellino e a tutto il pool antimafia ed essere uno dei principali giudici protagonsti del Maxi Processo che il 30 gennaio decretò 19 ergastoli e 2265 di anni di reclusione per poco meno di 500 imputati tra capimafia e affiliati. Il Presidente Grasso nel minuto di silenzio ha letto i nomi delle vittime con gli occhi umidi di commozione. Palermo è scesa in strada per gridare a gran voce "NO" alla Mafia e oggi, quel silenzio omertoso che vent'anni fa disseminava  morti in ogni angolo di strada, sembra lontano poichè la città ha alzato la testa, trovando  nuova luce che si riflette negli occhi di una generazione che ha raccolto i semi piantati da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti quegli Uomini che attraverso il sacrificio concreto per la lotta alla mafia hanno cercato di estirpare da questa terra delle radici che avrebbero potuto violare l'integrità di un popolo che ha sempre portato in auge i propri valori etici e morali. In serata è continuata la manifestazione con un collegamento in diretta di Fabio Fazio e Pif in Via D'Amelio, con un palco allestito per l'occasione. Un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarela, inoltre vi era il Presidente del Senato Piero Grasso. Altre presenze illustri che hanno voluto rendere omaggio a Giovanni Falcone e ai caduti di Capaci: Roberto Saviano, Don Luigi Ciotti, Beppe Fiorello, Nicola Piovani, Carmen Consoli, Pierfrancesco Favino, Michele Placido, Fiorella Mannoia, Luca Zingaretti, Isabella Ragonese.  
 
"La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine" disse Giovanni Falcone. Una frase che risuona continuamente nella mente degli italiani, un eco senza interruzione che all'indomani di quelle stragi che hanno spaccato in due l'ormai tristemente famosa autostrada situata all'altezza di Capaci o all'indomani della strage di Via D'Amelio. Un pensiero di speranza e di crescita culturale innestato nella mente di un popolo che ha sempre rifiutato ogni forma di principio attacco alla costituzione. Oggi più che mai vi è la necessità di concretezza dinanzi al sacrificio e ad eventuali barlumi che lascerebbero presagire eventuali nuove guerre di mafia. Palermo è cambiata, certamente, i cittadini hanno preso coscienza del sacrificio dei suoi eroi, morti per difendere una terra martoriata da usurpatori senza scrupoli, ma quanto accaduto alla vigilia dell'anniversario dei 25 anni della strage di Capaci ha fatto catapultare indietro di venti o trent'anni la memoria storica di chi ha vissuto la terribile guerra di mafia. Stiamo parlando dell'omicidio di Giuseppe Dainotti, un uomo di 67 anni ucciso alla vigilia dei festeggiamenti per il 25esimo anno dell'anniversario della Strage di Capaci. L'uomo ha trascorso 25 anni in carcere per omicidio, traffico di droga e rapina  e sarebbe stato ucciso nel quartiere Zisa da due killer in moto che gli avrebbero sparato in testa.
Regolamento di conti
L'uomo poco dopo la scarcerazione nel 2014 era già nel mirino dei suoi nemici interni a Cosa nostra
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PALERMO - Giuseppe Dainotti, 67 anni, capomafia scarcerato nel 2014, è stato ucciso a colpi di pistola, in strada, a Palermo. Sarebbe stato affiancato da due killer, forse in moto, che gli avrebbero sparato in testa. La vittima era in bici, in via D'Ossuna, nel quartiere Zisa. A chiamare la polizia sono stati alcuni residenti della zona che hanno sentito i colpi di arma da fuoco. "Ho sentito due colpi d'arma da fuoco. Erano le 7:50. Erano da pochissimo usciti i miei figli. Mi sembravano fuochi d'artificio. Qui si sparano sempre i fuochi d'artificio a qualunque ora. Mi sono affacciata e ho visto un uomo a terra che perdeva sangue dalla testa. In strada non c'era nessuno", dice una donna tunisina che abita in via D'Ossuna.

A pochi mesi dalla sua scarcerazione, avvenuta nel 2014 per espiazione pena, il boss Giuseppe Dainotti, assassinato a colpi di pistola oggi a Palermo, era già nel mirino dei suoi nemici interni a Cosa nostra. Il fermo di chi lo aveva condannato a morte scongiurò il suo omicidio. Dal carcere, il boss Giovanni Di Giacomo, con cui Dainotti gestiva negli anni '90 traffici di droga, aveva dato l'ordine al fratello Giuseppe Di Giacomo, ucciso poi a marzo del 2014, di eliminare alcuni esponenti mafiosi che si stavano organizzando per assumere il comando del mandamento. Tra le vittime designate anche Dainotti.

Fibrillazioni interne alla cosca accese dall'arresto del padrino di Porta Nuova Alessandro D'Ambrogio. Imputato al maxiprocesso, una sfilza lunghissima di condanne per mafia, omicidio, favoreggiamento, rapina, droga, Dainotti era uno dei fedelissimi del capomafia Salvatore Cancemi, poi passato tra i ranghi dei collaboratori di giustizia.

Cronaca
E dopo la recente apertura di una ciclostazione a Villa Niscemi è prevista anche l'apertura di un nuovo parcheggio nel campus universitario
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Senza dubbio il Cyclopride è stata una iniziativa intelligente e costruttiva tesa a stimolare e valorizzare le due ruote in una giornata palermitana che ha visto Piazza Castelnuovo riempirsi di migliaia di bici di buon mattino pronti per dare vita all'evento annuale. L'evento è stato organizzato dalla Fiab Palermo e da associazioni cittadine delle due ruote in concomitanza con lo stesso evento svoltosi a Milano a Parco Sempione. Al Cyclopride hanno partecipato non solo normodotati ma anche moltissimi disabili che hanno impreziosito l'evento con la loro presenza incoraggiante e ricca di valore e di stimolo per avvicinare sempre di più giovani e adulti all'uso delle due ruote quale mezzo per un sano esercizio fisico in un'ottica di ambiente lontano dall'inquinamento causato dai mezzi di trasporto comuni. L'itinerario è partito da Piazza Castelnuovo nei pressi della Stazione Centrale e lungo tutta la via Roma si è protratto per tutta la città fino a raggiungere il parco della Favorita, polmone verde che separa il capoluogo siciliano dalle spiagge marittime. L'Azienda Municipalizzata Auto e Trasporti di Palermo (AMAT), già da un anno aveva attivato un servizio cittadino di Bike Sharing che, grazie ad un abbonamento periodico, consente l'utilizzo di speciali biciclette dislocate in ciclostazioni presenti in varie zone della città. E dopo la recente apertura di una ciclostazione a Villa Niscemi è prevista anche l'apertura di un nuovo parcheggio nel campus universitario. Iniziative a cui i palermitani hanno risposto in modo entusiasta e con una enorme presenza, forse oltre le più rosee previsioni, che però ha rappresentato "un rovescio della medaglia"; infatti per tutto il giorno in città si sono registrati disagi notevoli per i molti ingorghi causati dalle strade bloccate del centro e il traffico, andato in tilt, ha causato anche la soppressione di alcune linee dei mezzi di trasporto dalla Stazione Centrale particolarmente utilizzati dai molti turisti già presenti in città. A questo va aggiunto che siti internet e portali di informazione nelle ore prima dell'evento non sembra avessero riportato in tempo utile la soppressione o il cambio di percorso di alcune linee. I disagi dei cittadini impongono ovviamente una riflessione sull'importanza di saper valutare la portata di un evento in termini di adesione e di partecipazione. La città di Palermo diventa luogo sempre più abitudinario di grandi eventi colossali dove è prevista una partecipazione massiccia di cittadini e turisti. Questo impone una capacità organizzativa esaustiva in ogni dettaglio che da un lato assicuri il pieno successo nella sicurezza più assoluta e dall'altro garantisca parallelamente la viabilità senza interruzione del flusso del traffico giornaliero e dei mezzi di trasporto. 
L'intervista
Intervista al prof. Luigi Sanlorenzo
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO - Le elezioni amministrative dell'11 giugno sembrano lontane ma un certo fermento in città dimostra palesemente l'opposto. Tutto il comparto politico si sta spendendo con comizi e affissioni pubblciitarie per convincere l'elettore che il voto, questa volta, rappresenti qualcosa di più importante rispetto le precedenti elezioni e questo fatto inoppugnabile è segno tangibile che la città di Palermo confermi già da tempo d'aver intrapreso un cammino verso uno sradicamento definitivo da città nota solo per il terribile passato mafioso. Questo percorso non è stato facile e c'è voluta la volontà e il sacrificio di tanti uomini che ad oggi hanno saputo analizzare e comprendere le reali esigenze di modernità e sviluppo per una città alle prese con la necessità di approcciarsi agli anni duemila con una maturità diversa tesa a valorizzarsi ed apparire per quello che è sempre stata: una città policulturale di rara bellezza. Si perdono nelle strade cittadine decine di slogan più o meno risibili ma si percepisce un sapore un po "deja vù" che non sembra aggiungere nulla di nuovo. Incuriosisce invece uno slogan forse fuori dal comune: " A prezzo di enormi sacrifici Palermo sta cambiando. Mettiamo in sicurezza il futuro della Città".
 
Noi de l'Osservatore d'Italia sentiamo l'esigenza di rincorrere la notizia e abbiamo scelto di intervistare l'autore di questo slogan forte e coraggioso. Dietro a quelle parole c'è Luigi Sanlorenzo, un professore di Filosofia, ex responsabile della formazione manageriale della sede storica del Banco di Sicilia nonchè giornalista pubblicista e tant'altro. Un curriculum d'eccezione che ha fomentato la curiosità di apprendere dalla sua voce le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi al Consiglio Comunale di Palermo a sostegno dell'attuale sindaco Leoluca Orlando: 
 
Un premessa doverosa prima di entrare nel vivo; chi è Luigi Sanlorenzo?
 
Non è facile raccontare 40 anni di impegno in 60 anni di età, sopratutto quando come nel mio caso io penso di avere vissuto più vite nel senso che ho avuto una prima parte di vita di "tipo bancario" anche se di banca in senso stretto mi sono occupato poco perchè  curavo soprattutto la formazione del personale, poi una seconda parte in cui ho deciso di lasciare volontariamente la banca per occuparmi della formazione manageriale a tutto campo e dell'Università nella quale ho insegnato come professore a contratto per circa 10 anni e poi quest'ultima parte nella quale invece mi è capitato, per completare il mio percorso contributivo, di tornare a scuola, dico tornare perchè avendo vinto il concorso a cattedra prima ancora di entrare in banca a 21 anni, lo avevo accantonato;  da 2 anni  insegno filosofia in un Liceo ma si tratta comunque di una esperienza lavorativa conclusiva visto che nel volgere di 1 o 2 anni andrò in pensione.

Passione politica, senso civico o desiderio di migliorare aspetti della sua città; cosa l'ha spinto a spendersi personalmente nel districato mondo della politica a Palermo?
 
Diciamo che io vengo da un "prepolitico" cioè da una formazione maturata all'interno dello scoutismo che mi ha portato a considerare come naturale l'impegno di tipo educativo come palestra per un impegno politico a tutto tondo. Come spesso accade il mio percorso poltico, nasce da un incontro nel 1985 con un giovanissimo sindaco eletto da appena un mese, Leoluca Orlando, che partecipando ad una manifestazione internazionale Scout che io organizzavo come responsabile provinciale  dell'AGESCI a Palermo. Venne a trovarci Villa Trabia   e rimase impressionato dalla capacità e dalla forza che i giovani avevano nel sognare e immaginare una città diversa;  erano gli anni in cui Villa Trabia era chiusa al pubblico ed era diventato un luogo "fantasma"; io riuscii a farmi consentire dalla proprietà che all'epoca era il Banco di Sicilia di poterla utilizzare per una intera settimana con apertura al pubblico con iniziative di giochi e celebrazione della settimana internazionale dello Scoutismo con tutto un programma che vedeva l'immaginazione al potere nel senso che invitava questi ragazzi ad immaginare come sarebbe stata Palermo nei prossimi 10 anni. Da questo comune intendimento nacque una amicizia molto forte oltre che politica con Orlando e quando nel 1991 venne fondata la Rete io fui tra coloro che aderirono tra i primi divenendo Consigliere Comunale della Rete nel 1994. Esperienza che durò fino al 1997.
 
Vista la sua esperienza nel campo dell'amministrazione e del managment, quali saranno i punti essenziali del suo operato qualora fosse eletto?
 
Qui dobbiamo assolutamente qualcosa che andrebbe spiegata anche a molti neo candidati al Consiglio Comunale che ovviamente seguo sui social media etc e che illustrano proclami come se si stessero candidando a diventare sindaci o addirittura come se si stessero candidando a diventare presidenti della Regione; è una cosa assolutamente ridicola perchè il programma del Consigliere Comunale non esiste. Esiste invece il sostegno o l'opposizione al Sindaco quindi tante velleità che io vedo esprimere pur di farsi votare dalle persone e che talvolta riguardano temi stratosferici mondiali o universali e che sicuramente sono una base della propria visione del mondo però hanno poco a che vedere con il ruolo del Consiglio Comunale. Si sceglie di candidarsi e io sono alla mia terza candidatura e so bene cosa voglia dire fare il Consigliere Comunale; vuol dire essenzialmente due cose, se si è Consiglieri di maggioranza, garantire in tutti i modi  che l'azione del Sindaco trovi nel Consiglio un sostegno forte  agli atti che l'amministrazione ritiene essenziali per realizzare il proprio programma; se si è un conisiglieri di opposizione,  consiste nell'esercitare il controllo che l'amministrazione stia operando nel rispetto delle leggi, nel rispetto della trasparenza e nel rispetto dei diritti dei cittadini. Quindi un Consigliere non è un "battitore libero", è un lavoro di grande passione e di grande umiltà sopratutto se si è Consiglieri di maggioranza, ruolo che ha davanti a se lunghe e lunghe sedute dove si è anche liberi di presentare delle delibere proprie anche se il 90% delle delibere che arrivano in Consiglio Comunale sono proposte dell'amministrazione.
 
Volendo immaginare esista un suo personale programma?
 
Per uno come me che ha cominciato il percorso che oggi abbiamo sotto gli occhi che è quello della trasformazione culturale della città come premessa essenziale per qualsiasi altro tipo di cambiamento che va dalla macchina in doppia fila al conferimento dei rifiuti fuori orario, il mio programma è portare a compimento questo processo nel superiore convincimento che tutte le volte che esso è stato interrotto ogni volta è stato necessario dire "dove eravamo rimasti?" e riprendere le fila. Sopratutto per riparare i guasti che erano stati fatti nel frattempo. Portare quindi a compimento il programma che abbiamo sviluppato a partire dalla Consiliatura 93-97 che consisteva nella rigenerazione culturale della città intesa come premessa essenziale per potere risolvere tutti gli altri problemi, da quelli più quotidiani spesso dovuti a forme di inciviltà,  ai problemi più vasti come quello di ribaltare l'immagine di Palermo nel mondo. Non possiamo immaginare il futuro di questa terra  attraverso una visione industriale, nè possiamo immaginare che la pubblica amministrazione sia l'unico motore che generi il reddito in una città. Quindi il problema era capire come trasformare Palermo e come regalarle un nuovo futuro di città internazionale e di cultura grazie anche alla convivenza di culture diverse.

Nel secondo mandato di Orlando, c'è qualcosa che secondo lei non ha funzionato o che si sarebbe dovuto fare meglio e cosa invece la ritiene soddisfatto completamente?
 
Dobbiamo iniziare valutando in che condizioni questa amministrazione si è insediata. C'erano due grandi aziende pubbliche municipalizzate  assolutamente sull'orlo del fallimento: AMIA e GESIP due aziende con all'interno migliaia e migliaia di dipendenti e quindi si può immaginare con quante famiglie dietro. Questa situazione di grandissimo allarme pesava sul bilancio comunale e sostanzialmente ha ritardato l'avvio di questa amministrazione. I primi due anni sono serviti a salvare questa città dal default con un colpo all'immagine che sarebbe stato terribile. Quindi possiamo dire che questa amministrazione ha ripreso solo tre anni fa da dove eravamo arrivati e se ci guardiamo intorno  quello che è stato fatto in questi tre anni ha quasi del miracoloso. Una città che è passata dall'essere capitale della mafia a capitale della cultura, con parti inserite come patrimonio arabo-normanno dell'UNESCO, una città che ha risanato le due aziende che dicevo prima senza perdere un solo dipendente, a portare all'attivo aziende come l'AMG del gas o l'AMAP dell'acqua, ormai a Palermo l'acqua non manca più nelle case. Quello che negli anni 90 è stato il coraggio nel ribaltare anche una concezione urbanistica della città che era ancora quella di Ciancimino quindi questa idea di stop al consumo di suolo a Palermo significa sostanzialmente riqualificazione di tutto e sopratutto l'idea che se Palermo vuole diventare quello che sta diventando deve rinunciare a cose che non sono più compatibili. Se scegliamo la ZTL e i commercianti si vengono a lamentare, dobbiamo spiegare che in Via Roma il commercio era già al collasso. Via Roma nacque strada commerciale nei pressi della stazione dove si veniva con le corriere dai paesi e si compravano pentole, i corredi del le figlie e quant'altro; oggi basta andare in un qualsiasi paese e a 300 metri c'è un enorme centro commerciale. Da qui la scelta delle crescenti pedonalizzazioni: ed è stato difficile per le resistenze avute ma in larga parte è stato attuato. Invito a ricordare cosa fosse Piazza Bellini, un tappeto di macchine posteggiate o cosa fossero Via Maqeda, piazza Borsa o piazza Sant'Anna anch'essa piena di macchine e oggi invece diventata un set. Hanno prenotato Palermo decine e decine di produzioni cinematografiche, Palermo sta diventando un set cinematografico proprio per le quelle caratteristiche che la rendono scenario ideale non soltanto per film sulla mafia e quindi Palermo diventa una città palcoscenico a livello nazionale e internazionale. A questo potremmo aggiungere tante altre cose che stanno completamente modificando e trasformando la mentalità del palermitano; oggi abbiamo un tram che ha cambiato la vita alle periferie in particolare a quella che più ha pagato in termini di emarginazione  che è la Brancaccio di Padre Puglisi.

Lei da giornalista pubblicista collabora con alcuni giornali, che opinione ha sul futuro dell'informazione web o cartacea. Dove siamo diretti?
 
Io credo che l'informazione mai come oggi abbia il grande dovere  di controllare e stare col fiato sul collo del potere, questo è il grande ruolo che ha l'informazione e per questo è sempre meglio ed auspicabile una informazione libera ed autonoma che non sia controllata dalla mano pubblica. Tenuto conto di come si svilupperà il processo democratico e come accanto a questo si svilupperanno anche delle forme complesse di leaderismo, per difendersi dall'eccesso di assemblearismo da una parte e dall'eccesso di leaderismo dall'altra parte, credo che l'unica funzione possa essere svolta dalla stampa che considero l'unica difesa non solo della verità ma soprattutto del diritto del cittadino di sapere. Mai come oggi purtroppo la presenza di hackers, fake news e di elementi che inquinano l'informazione per poter agevolare questa o quella "parte", ha bisogno di una stampa intelligente. Credo che oggi  il ruolo di giornalista sia duplice: da una parte preservare e conservare la memoria perchè è l'unico modo per evitare di ripetere gli errori commessi, dall'altra quella di proteggere le società dall'ascesa o di populismi o di leaderismi riuscendo a dire che "il re è nudo" e quindi anche utilizzando la satira, l'ironia,  ovviamente nel rispetto però della dignità persona.

Cosa augura alla città di Palermo e cosa agli elettori che dovranno scegliere con il loto voto il futuro?
 
Più che augurare mi sento di mettere in guardia gli elettori di Palermo dal possibile ritorno di amministrazioni che non abbiano una visione di Palermo come città internazionale e che continuino a pensarla come una città ripiegata su se stessa che si occupa esclusivamente dei propri bisogni quotidiani. Se  si dovesse interrompere questo difficile percorso si rimarrà una città normale dove per "normale" intendo una città che non attrae; oggi invece la sfida che il mondo pone ai dei territori è quella di attrarre  le migliori professionalità, i migliori investimenti le migliori garanzie per l’esercizio dei diritti civili. Un luogo i cui i diritti civili sono assolutamente centrali e vengono rispettati a prescindere da razza, religione e di attrarre da un punto di vista turistico. Per fare questo una città deve andare incontro al mondo e voglio ricordare che questa amministrazione ha una quantità di rapporti internazionali come nessuna città in Italia. L’attuale Sindaco più volte al mese riceve delegazioni di Paesi anche lontanissimi che vogliono conoscere Palermo, che oggi viene vista come modello di una città metropolitana in grado di mettere in pratica le opportunità del nostro tempo. Una città che dice no alle privatizzazioni dei luoghi, degli spazi e dei servizi; una città che dice si all'accoglienza dei migranti che addirittura considera "cittadini" automaticamente,  che consente una pacifica convivenza con etnie di ogni genere e in particolare con quella musulmana che oggi è l'unico antidoto al radicalismo islamico perchè soltanto se si ha un rapporto tra la città e la comunità etnica si ha anche la possibilità di avere da parte di questa comunità una collaborazione che nessuna intelligence riuscirà mai ad avere. Se c'è una intesa forte tra la città e la comunità e la comunità sa che al proprio interno ci può essere qualche elemento che può deviare verso forme di radicalismo, sarò la comunità stessa ad isolare questi elementi  e  a fornire informazioni. Ecco perchè ha grande importanza che a disposizione dei migranti di Palermo ci sia larga parte del centro storico e non un ghetto periferico adibito e costruito per loro come purtroppo si sta facendo in altre regioni città del nord. Nella misura si ghettizzano i migranti rendendoli cittadini di serie B ne perdi il controllo. Ma Palermo da duemila anni è una città multietnica e multiculturale, luogo di convivenze e tolleranza un modello per il mondo che si prepara.

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