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Il ricordo
Intanto, è stata danneggiata la stele fatta erigere alla periferia di Agrigento dai genitori del giudice Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990
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PALERMO - Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha presieduto il Plenum del CSM dedicato al ricordo della figura di Paolo Borsellino a 25 anni dalla strage di Via d'Amelio, dove persero la vita anche gli uomini della scorta. Alla fine del Plenum, che ha all'ordine del giorno la pratica di Sesta Commissione relativa "alla pubblicazione degli atti su Paolo Borsellino", ci saranno le testimonianze della figlia Lucia Borsellino, del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti e dell'attore Luca Zingaretti che leggerà alcuni passaggi tratti dal volume editato dal Csm.L'Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in memoria della strage di via D'Amelio nel giorno in cui ricorre il 25esimo anniversario. Il presidente Grasso ha ricordato il "barbaro assassinio" del giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina". "Il nostro pensiero - ha detto - è rivolto alle famiglie". Al termine è seguito un lungo applauso dell'Assemblea e i senatori si sono alzati in piedi.

L'Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in memoria della strage di via D'Amelio nel giorno in cui ricorre il 25esimo anniversario. Il presidente Grasso ha ricordato il "barbaro assassinio" del giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina". "Il nostro pensiero - ha detto - è rivolto alle famiglie". Al termine è seguito un lungo applauso dell'Assemblea e i senatori si sono alzati in piedi.

"Di Paolo Borsellino ricordo il sorriso. Solare, simpatico, sempre pronto a farti uno scherzo: quante risate ci ha fatto fare quando rubava le paperelle che Giovanni custodiva gelosamente sulla sua scrivania per chiedergli poi il riscatto". E' il ricordo che il presidente del Senato Grasso lascia sulla sua pagina Facebook in memoria dell'amico Paolo Borsellino. "Frammenti di vita, - aggiunge - che mostrano il volto umano e privato del simbolo che onoriamo in questo triste anniversario. Professionalmente aveva un eccezionale talento, una passione viscerale e una ineguagliabile capacità di superare fatica e delusioni. Sapeva sempre dare il giusto consiglio ai colleghi più giovani: me ne ha dati tanti, preziosissimi, quando iniziai a studiare le carte del maxiprocesso".

"La tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia - ha detto il presidente Sergio Mattarella alla cerimonia di commemorazione di Paolo Borsellino al Csm -. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla strage di via D'Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato".

"Paolo Borsellino ha combattuto la mafia con la determinazione di chi sa che la mafia non è un male ineluttabile ma un fenomeno criminale che può essere sconfitto. Sapeva bene che per il raggiungimento di questo obiettivo non è sufficiente la repressione penale, ma è indispensabile diffondere, particolarmente tra i giovani, la cultura della legalità", ha detto ancora Mattarella.

"Rivolgo un pensiero di gratitudine a tutti i familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio - ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, nel plenum presieduto dal capo dello Stato -. Verso di loro avvertiamo il dovere di sostenere con forza un'insopprimibile domanda di giustizia; essa chiama tutti in causa, senza eccezioni, e dunque ribadiamo la necessità di fare luce piena su quegli eventi di sangue, fino in fondo e senza temere lo scorrere del tempo. Questo intendiamo ribadire alla presenza del Capo dello Stato".

Per la presidente della Camera Laura Boldrini, al "ricordo vivo e profondo" della figura e dell'impegno di Paolo Borsellino deve accompagnarsi "l'impegno delle Istituzioni, della società civile, dei singoli cittadini nel contrasto alla criminalità organizzata". L'Assemblea di Montecitorio ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime, cui ha tributato alla fine un applauso unanime.

Intanto, è stata danneggiata la stele fatta erigere alla periferia di Agrigento dai genitori del giudice Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990. Il monumento si trova nel luogo in cui il magistrato venne assassinato. A fare la scoperta è stato un operaio che stava passando e che ha subito segnalato il fatto. A dare la notizia sono i responsabili delle associazioni "Amici del Giudice Rosario Livatino" e "TECNOPOLIS" di Canicattì, che da anni organizzano iniziative in memoria del magistrato per il quale è in corso di chiusura la Canonizzazione. Secondo i primi accertamenti qualcuno con un oggetto pesante - una pietra o un martello - ha spaccato in due il cerchio su cui c'era scritto "A Rosario Livatino..." facendo saltare il nome del giudice. Le associazioni presenteranno denuncia.

Ma c'è anche una buona notizia. L'Associazione Nazionale Funzionari della Polizia di Stato si è impegnata a occuparsi del restauro del busto di Falcone recentemente danneggiato a Palermo. "Non di onere ma di vero e proprio onore si tratta" ha evidenziato il Segretario Nazionale Enzo Marco Letizia che ha voluto sottolineare come "in una realtà complessa come quella siciliana i simboli rappresentano qualcosa di importante". "Per questo - ha aggiunto - non solo riteniamo essenziale ricollocare al più presto il busto del giudice Falcone ma crediamo sia significativo che a farlo siano dei Funzionari di Polizia. Poliziotti come erano gli uomini della scorta di Falcone e Borsellino caduti insieme a loro. Un segnale anche per i tanti poliziotti che oggi, come 25 anni fa, continuano a combattere il crimine di stampo mafioso. Una lotta che riteniamo essere una priorità per la sicurezza e l'economia del nostro Paese". Oggi, ricorda l'Associazione Nazionale Funzionari Polizia di Stato, ricorre l'anniversario della strage di Via d'Amelio "e riteniamo perciò particolarmente significativo ricordare quel tragico evento con un impegno a tenere vivi i simboli della lotta alla mafia".

Contro la mafia
Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore"
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LOCRI - Un colpo alla mafia sferrato nelle parole lapidarie del presidente della Repubblica e poco dopo la criminalità organizzata risponde. Dopo la visita di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, una scritta "più lavoro meno sbirri" e un'altra "don Ciotti sbirro", sono state tracciate la notte scorsa sul Vescovado di Locri dove risiede il vescovo Francesco Oliva e che in questi giorni ospita don Luigi Ciotti, presidente di Libera, per la manifestazione nazionale della Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Entrambe le frasi sono state subito cancellate, stamani, dagli operai del Comune. Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore".

Visita di Mattarella Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello stadio di Locri incontra i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera.Forte richiamo antimafia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Locri, nell'incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera. Bisogna prosciugare le paludi dell'arbitrio della corruzione, dove la mafia prospera, dice il capo dello Stato, sottolineando che i mafiosi non hanno senso dell'onore o del coraggio. E la lotta alla mafia deve riguardare tutti quanti, nessuno può pensare di chiamarsene fuori. Un messaggio anche al mondo politico: deve essere impermeabile alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose. Ed ogni zona grigia va azzerata, ammonisce Mattarella.

Letti nel corso della cerimonia gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie. Il Capo dello Stato é accompagnato dal Ministro dell'Interno, Marco Minniti, e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell'incontro a Locri con il Capo dello Stato. Un applauso ha accompagnato la lettura dei nomi. Anche il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva, nel suo intervento, ha fatto riferimento al Capo dello Stato come familiare di vittima delle mafie. "Le Chiese di Calabria - ha detto il presule - sono vicine a Lei, signor Presidente, e alla sua personale sofferenza per la perdita di suo fratello Piersanti, vittima anch'egli dell'arroganza criminale".

Come Chiese di Calabria abbiamo accolto l'invito di Papa Francesco ad essere fermento di una società animata dal Vangelo che s'impegna quotidianamente nella lotta alla 'ndrangheta e nella formazione ai valori della legalità, della solidarietà e della partecipazione civile". Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva nel suo intervento all'incontro dei familiari delle vittime di mafia con il Capo dello Stato Sergio Mattarella nell'ambito della Giornata della memoria e dell'impegno organizzato da Libera. "Questa terra, Presidente - ha aggiunto il presule - guarda a Lei con fiducia. Vede in Lei la presenza dello Stato e delle istituzioni, dalle quali si attende sempre maggiore attenzione. Con Lei oggi diciamo no alle mafie e a tutte le forme di associazione criminale. Diciamo no alla 'ndrangheta, che, insieme alla corruzione, rappresenta una delle cause più gravi della crisi sociale del nostro tempo. Siamo certi che le mafie possono essere sconfitte. Dipende dall'impegno di tutti e di ciascuno". "Questa terra - ha detto ancora mons. Oliva - guarda avanti e vuole lasciare alle spalle un passato triste d'ingiustizie, macchiato dal sangue versato da faide che hanno seminato morte e disperazione. Non vogliamo più morti e sangue innocente! La nostra terra nutre il sogno di divenire 'terra di speranza e luogo di bellezza' e sa di doversi impegnare nel purificare se stessa da ogni deriva mafiosa".

La visita
"Non ho più niente se non l'orgoglio di essere italiano" ha detto al presidente un anziano
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Redazione

 

USSITA - "Siate forti, non vi abbandoneremo e ricostruiremo tutto". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto alla gente di Ussita, dove il capo dello Stato è stato in visita. "Non ho più niente se non l'orgoglio di essere italiano" ha detto al presidente un anziano del paese con le lacrime agli occhi. Mattarella l'ha rincuorato sussurrandogli di resistere tenendogli le mani.


 

 

Il presidente, dopo un giro nel centro di Ussita, si è recato in visita all'azienda Roana che produce acque minerali. Il capo dello Stato ha voluto accogliere l'invito per dare un segno di vicinanza alle imprese del luogo messe a dura prova dal sisma.

"Il presidente della Repubblica mi ha promesso che tornerà a Ussita il giorno che avvieremo la prima ricostruzione": a dirlo è Marco Rinaldi, sindaco del piccolo comune dell'Appennino marchigiano, che ha accompagnato Mattarella tra le macerie provocate dal terremoto del 30 ottobre scorso. "Il presidente ha dimostrato una sensibilità e una umanità incredibili - ha aggiunto il primo cittadino - ed è rimasto colpito dalla bellezza di questa vallata anche se profondamente ferita".

Dopo Ussita, la visita a Preci. "Coraggio, ce la faremo": il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto così a Francesca, ottantacinquenne di Preci durante l'incontro con la popolazione nella città umbra colpita dal terremoto. Dopo aver visitato il prosciuttificio Salpi, il capo dello Stato è partito per Amatrice. "Ho detto al presidente - ha spiegato la signora Francesca - che sono scoraggiata, perché questa volta ci vorrà tanto a rimettere a posto le cose. Siamo distrutti. Il presidente però mi ha rassicurata".

Il presidente Mattarella è poi giunto a Norcia. Ha detto al sindaco Nicola Alemanno che la sua presenza a Norcia "è testimonianza che la ricostruzione sta partendo e verrà completata" il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita nel centro umbro. Dove ha incontrato gli studenti delle scuole superiori ospitati in un prefabbricato. "Il presidente - ha detto ancora il sindaco - ha voluto salutare i ragazzi dopo avere visitato un'azienda a Preci perché per lui scuola e lavoro sono i pilastri fondanti della comunità. Con i nostri giovani si è scusato per avere fatto loro allungare l'orario (nella scuola le lezioni si tengono infatti con i doppi turni - ndr)". "Al presidente - ha affermato Alemanno - ho detto che il Paese e le istituzioni stanno funzionando". Nella lettera consegnata a Mattarella, invece, gli studenti hanno chiesto di "non essere abbandonati". Sottolineando anche che "scuola e lavoro" sono "punti di riferimento per la rinascita".

"Sono stato a Ussita, a Preci, ora a Norcia per manifestare solidarietà a tutti i comuni colpiti dal terremoto. Comuni, distribuiti tra Umbria, Marche Lazio, che non sono solo il centro geografico dell'Italia ma adesso anche il centro affettivo, perché in tutto il nostro Paese vi è un sentimento convinto e profondo di sostegno e solidarietà nei vostri confronti": così Mattarella nella sua visita alla scuola di Norcia.

Giornata sulla lotta al cancro
Il capo dello Stato parla anche dei costi di farmaci e terapie
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Redazione

Oggi è la giornata dedicata alla lotta al cancro, un tema fondamentale che non deve mai essere abbandonato soprattutto dal grosso filone della solidarietà. Si pensi infatti che la maggiore destinazione del 5xmille degli italiani è proprio la ricerca contro il cancro.  "Ai ricercatori italiani, nel nostro Paese e nel mondo, va tutta la nostra grande riconoscenza. E' opportuno ricordarlo costantemente: investire nella ricerca è sempre una scelta vincente": lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Giornata sulla lotta al cancro. "Avverto - rileva - che questa convinzione si sta radicando sempre più nella coscienza civile, anche se il limite delle risorse non consente di fare tutto ciò che sarebbe necessario. E' importante, naturalmente, spingere per fare sempre meglio e di più e tuttavia è necessario valorizzare e far conoscere i risultati che si conseguono". Il capo dello Stato parla anche dei costi di farmaci e terapie. "Le istituzioni - sostiene - sono sfidate a garantire il diritto universale alla salute ed a monitorare un mercato difficile, influenzato da imprese transnazionali che, se contribuiscono in modo positivo alle attività di ricerca, vanno sollecitate a condividere la responsabilità della comunità internazionale per la salute nel ventunesimo secolo, superando la contrapposizione tra diritti di proprietà intellettuale e diritti umani".

Vaccini "Occorre contrastare con decisione gravi involuzioni, come accade, ad esempio, quando vengono messe in discussione, sulla base di sconsiderate affermazioni, prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Giornata nazionale per la ricerca sul cancro.

Farmaci sul cancro
"L'accessibilità alle cure è parte importante della coesione stessa di una società. Va apprezzata la scelta, annunciata dal governo, di destinare un fondo ai farmaci innovativi per la cura del cancro. E' una tendenza che va incoraggiata e spero si sviluppi". ha detto il presidente Mattarella al Quirinale, in occasione della Giornata nazionale per la ricerca sul cancro.

Lorenzin Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, '"nel suo discorso ha segnato dei passaggi estremamente importanti". Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in riferimento alle affermazioni del presidente sull'importanza delle vaccinazioni, in occasione dell'evento al Quirinale per 'I giorni della ricerca' dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Il presidente, ha sottolineato il ministro, ''ha infatti fatto riferimento all'importanza delle vaccinazioni come base della prevenzione nel nostro Paese". E' infatti "fondamentale - ha sottolineato - aumentare le coperture vaccinali, e ciò anche a favore di chi, per problemi di salute, non può invece essere vaccinato". Altro fenomeno "drammatico", al quale Mattarella ha fatto riferimento, ha concluso, "è poi quello di coloro che rinunciano a cure e terapie scientificamente validate, e che potrebbero salvare la vita, per affidarsi a veri e propri 'stregoni'".

Scienza e comunicazione
"E' necessaria una alleanza virtuosa tra scienza e mondo della comunicazione", ha detto il presidente della Repubblica alla Giornata per la ricerca sul cancro. "La lotta - sostiene il capo dello Stato - che insieme conduciamo contro il cancro è collegata all'affermazione di un più generale diritto alla salute, e un ruolo di grande rilievo all'informazione. Notizie infondate o campagne di indicazioni sbagliate possono provocare comportamenti gravi e condizionare la vita di persone sofferenti. Attenzione e serietà devono essere massimi In materia di salute - conclude - pubblicare notizie senza adeguata verifica viola i principi basilari dell'informazione".


I premi Questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è tenuta la cerimonia per la Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro, nel corso della quale hanno preso la parola il Direttore generale dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Niccolò Contucci a nome del Presidente AIRC, Pier Giuseppe Torrani, il Direttore Scientifico AIRC, Federico Caligaris Cappio, il Direttore dell'Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino - Istituto Tumori di Genova e ricercatrice AIRC, Lucia Del Mastro e il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. E' quindi intervenuto il Capo dello Stato. Nel corso della cerimonia il Presidente Mattarella ha consegnato il Premio Speciale AIRC "Credere nella Ricerca" a Pippo Baudo e alla Fondazione Cariplo, e il Premio FIRC "Guido Venosta 2016", al prof. Francesco Lo Coco, Ordinario di Ematologia presso l'Università degli Studi di Tor Vergata. Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, il Presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, Emilia Grazia De Biasi, il Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Mario Marazziti, rappresentanti del mondo politico, della ricerca, dell'università e dell'imprenditoria. In precedenza il Presidente della Repubblica ha consegnato una targa alla Presidente dell'Associazione Inner Wheel Italia, Alessandra Colcelli Gasperini, per l'attività svolta a favore della ricerca oncologica.

Politica
A questa uscita, dell'ambasciatore Usa, che per molti è stata considerata “infelice” ci ha messo la cosiddetta toppa il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella
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di Ivan Galea

Siciliano doc, uomo delle istituzioni è intervenuto sulla maxi volata che l’ambasciatore Usa in Italia Philips ha tirato al premier Renzi asserendo che votare no al Referendum potrebbe destabilizzare gli equilibri internazionali con gli altri Paesi. Era meglio che avesse detto votate si” per l’amico mio perché piace pure a Obama e abbiamo succolenti progetti insieme. A questa uscita che per molti è stata considerata “infelice” ci ha messo la cosiddetta toppa il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella, uomo d’equilibrio e ancor prima delle istituzioni. Silente ma efficace quando serve: "Dobbiamo vivere serenamente il referendum, come ogni passaggio democratico". Così Sergio, da Sofia, a chi gli chiede delle fibrillazioni crescenti e come gli italiani dovessero vivere questi due mesi che mancano alla consultazione. "Il mondo - ha proseguito - si è molto interconnesso: quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l'Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all'estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori". Quello del referendum costituzionale...

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Riforma Costituzione
Merkel appoggia le riforme di Renzi: "Ovviamente non spetta al governo tedesco esprimersi su referendum che si tengono in altri Paesi"
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Redazione

"Dobbiamo vivere serenamente il referendum, come ogni passaggio democratico". Così il presidente Sergio Mattarella, da Sofia, a chi gli chiede delle fibrillazioni crescenti e come gli italiani dovessero vivere questi due mesi che mancano alla consultazione.

"Il mondo - ha proseguito - si è molto interconnesso: quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l'Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all'estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori". Quello del referendum costituzionale è un passaggio da vivere "serenamente" ed è normale in un mondo sempre più interconnesso che sia seguito con grande attenzione anche all'estero. A titolo di esempio il capo dello Stato ha citato quanto successo con il referendum in Gran Bretagna.

Sul Referendum Merkel appoggia le riforme di Renzi "Ovviamente non spetta al governo tedesco esprimersi su referendum che si tengono in altri Paesi" ma Angela Merkel "appoggia" il premier Matteo Renzi nelle "sue diverse attività di politica interna" e "le riforme che il premier ha avviato, ad esempio nel mercato del lavoro". Lo ha detto oggi il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert rispondendo a una domanda su quanto affermato ieri dall'ambasciatore Usa a Roma circa il "passo indietro" che farebbero gli investimenti stranieri in Italia qualora prevalesse il 'no' al referendum.

Martedì le dichiarazioni dell'Ambasciatore Usa in Italia a favore del Sì al Referendum. Le parole di John Phillips hanno scatenato l'ira del centrodestra e della sinistra Dem che ha letto l'intervento come una grave 'ingerenza'. Successivamente anche l'Agenzia di rating Fitch ha messo in guardia dagli esiti negativi sui mercati di un 'no' alla consultazione. 

Sisma
Si aggrava ancora il bilancio delle vittime:267 morti, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli.
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Redazione

Domani, 27 agosto 2016, ad Ascoli Piceno, funerali solenni delle vittime del terremoto del Comune di Arquata del Tronto. Le esequie, celebrate dal Vescovo Monsignor Giovanni D'Ercole nella palestra adiacente all'ospedale "Mazzoni" alla presenza delle massime autorità dello Stato, si svolgeranno alle ore 11,30. In concomitanza con il rito, il Presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l'esposizione di bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell'intero territorio italiano.

"Sarebbe stato un segnale bruttissimo se lo Stato non avesse deciso di fare un funerale collettivo e solenne per le vittime del terremoto". Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini. "Le famiglie stavano già per portare via le salme", invece non sarà così.

Nel frattempo arrivano ancora aggiornamenti sullo stato dei luoghi e il numero dei dispersi e vittime di questa catastrofe che si è abbattuta nel Lazio. Il terremoto al Centro Italia ha cambiato la fisionomia del territorio tanto che il suolo si è abbassato di 20 centimetri in corrispondenza di Accumoli. Lo indicano le prime immagini della faglia rilevate dai satelliti e rese note da Istituto Nazionale di Grofisica e Vulcanologia (Ingv), Consiglio Nazionale delle Ricerche e Dipartimento della Protezione civile.

Si aggrava ancora il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia, aggiornato dalla Protezione Civile: 267 morti, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387, ma si sta verificando quanti ancora siano ospedalizzati. Fino a ieri sono state 238 le persone estratte vive dalle macerie: ai 215 salvati dai Vigili del Fuoco, si devono infatti aggiungere 23 tratti in salvo dal Soccorso Alpino. "Un miracolo laico", ha detto Alfano giunto ad Arquata del Tronto.

Nelle Marche "ai vigili del fuoco non risulta più alcun disperso" dopo il forte terremoto di mercoledì scorso. Lo ha detto il comandante regionale Ugo Bonessio, al campo base di Arquata del Tronto. Le ricerche in tutto il territorio colpito dal sisma vanno comunque avanti.

La terra continua a tremare. Dopo l'ultima forte scossa di magnitudo 4.8 alle 6:28 di questa mattina, è stato chiuso il Ponte a Tre Occhi sulla strada regionale 260, importante via di accesso verso il comune di Amatrice anche per i soccorsi. "Amatrice è da radere al suolo completamente", ha ammesso il sindaco della cittadina distrutta Sergio Pirozzi, che ha confermato all'ANSA come non ci sia più nessun edificio nel centro storico che sia possibile restaurare e salvare. A parte la chiesa romanica di S.Francesco, tutto il resto non c'è più. "Ma come ho già detto ieri - ha ammesso Pirozzi - vorremmo ricostruirlo nello stesso posto, magari con la stessa forma e con la stessa estetica".

Le scosse di terremoto sono state 928, 57 solo dalla mezzanotte di oggi, tra cui quella di magnitudo 4.8 delle 6:28 di stamani. Per tutta la notte l'Istituto nazionale di Geofisica (Ingv) ha registrato repliche nella zona del Reatino. Alle 2:04 c'è stata una scossa di magnitudo 3.8, alle 6:08 e alle 6:21 di magnitudo 3. Le altre sono state da 2.1 a 2.7. Scosse di intensità simile proseguono ancora.

Festa della Repubblica
Cerimonia all'Altare della patria e parata ai Fori imperiali, in cui per la prima volta hanno sfilato anche 400 sindaci
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Redazione

Si è conclusa, sotto la pioggia, la parata militare per la festa della Repubblica ai Fori Imperiali. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha lasciato il luogo della cerimonia a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, insieme al ministero della Difesa Roberto Pinotti, dopo aver ricevuto gli onori da parte di uno squadrone di corazzieri. In cielo sono nuovamente passate le Frecce tricolori.

 

 

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella ha raggiunto via del Fori Imperiali a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, e ha preso posto sul palco presidenziale dove sono presenti le massime autorità dello Stato. A rendergli gli onori un reparto di corazzieri a cavallo. Sfilano in circa 3.600, tra militari e civili. In apertura, dopo la banda dell'Esercito, 400 sindaci con le loro fasce tricolori, in rappresentanza degli 8.000 Comuni italiani: si tratta di una novità assoluta di quest'anno "a simboleggiare - è stato sottolineato - come il 2 giugno sia la 'festa di tutti' e non solo delle Forze armate". Presenti alla parata anche gli studenti e i docenti di 53 scuole secondarie e gli atleti del Gruppo paralimpico della Difesa, reduci dagli Invictus Games svoltisi ad Orlando, dove hanno conquistato diverse medaglie. Un applauso si è levato dalle tribune collocate ai Fori Imperiali per Silvio Mirarchi, il carabiniere ucciso ieri a Marsala. Durante la sfilata delle Forze Armate per la Festa della Repubblica Mirarchi e' stato infatti ricordato dallo speaker della parata e dalle tribune e' partito subito un applauso.

In precedenza c'è stato l'omaggio del capo dello Stato alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano, che ha segnato l'inizio delle celebrazioni per la Festa nazionale della Repubblica. Mattarella è giunto all'Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano. Sulle scale del Vittoriano, a ricevere il capo dello Stato, c'erano tra gli altri, il presidente del Senato, Piero Grasso, quello della Camera, Laura Boldrini, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi. La banda dell'Esercito ha quindi intonato l'Inno nazionale e le Frecce tricolori hanno sorvolato il Vittoriano.

Politica
Il presidente della Repubblica ha parlato al Quirinale in occasione della tradizionale cerimonia per i cavalieri del lavoro del primo maggio
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Redazione

"Sul lavoro è fondata la nostra Repubblica" e creare lavoro è "impegno costituzionale vivo e attuale" affinchè "la cittadinanza sia piena e non mutilata". Lo ha detto il presidente della Repubblica parlando al Quirinale in occasione della tradizionale cerimonia per i cavalieri del lavoro del primo maggio. Il 2015 e il 2016 sono anni "di crescita moderata" con valori macroeconomici in segno positivo e l'occupazione è cresciuta. Ma "non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati rispetto alla dimensione del problema", ha aggiunto Mattarella.

"Un paese che non riesce ad includere i giovani è un paese fermo. Un paese che esclude i giovani, o li inserisce nel mondo del lavoro in modo precario, si condanna da solo", ha affermato Mattarella.

"Alcune misure per la ripresa dell'occupazione sono state adottate", ha proseguito, e "non è mio compito entrare nel merito degli opportuni aggiustamenti al sistema previdenziale e fiscale: mi limito ad osservare che tutto va orientato alla ripresa dell'occupazione".

Cronaca
Infine sottolinea “un apprezzamento particolare per la scelta di dedicare a Giulio Regeni l'edizione di quest'anno del vostro meeting."
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di Angelo Barraco

Assisi (Perugia) – La morte di Giulio Regeni non trova ancora quelle risposte che possano dare un volto e un nome agli esecutori materiali di questa terribile e assurda morte. L’Italia chiede fermamente risposte ma tali risposte non arrivano e allora si battono i pugni sul tavolo, ci si chiede il perché di tanto velato silenzio dietro la vita spezzata ad un giovane e brillante ricercatore. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato della vicenda nel corso del Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo che ha luogo ad Assisi. Ha riferito “Un apprezzamento particolare intendo esprimere per la scelta di dedicare a Giulio Regeni l'edizione di quest'anno del vostro Meeting. Non vogliamo e non possiamo dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti”. Ha rivolto un messaggio al Coordinamento nazionale degli enti locali e i diritti umani dicendo “Il mio augurio  l'esperienza di queste giornate aiuti la crescita dei giovani e li incoraggi a farsi costruttori di amicizia e di solidarietà. I luoghi e lo spirito di Assisi , , ci interpellano sui valori autentici della vita e ci sollecitano a rompere quell'involucro di indifferenza nel quale talvolta si pensa di trincerarsi. La pace e la fraternità cominciano dai nostri comportamenti e ci sfidano a procedere con coerenza nel percorso della distensione, della cooperazione tra i popoli, della tutela dei diritti fondamentali, della giustizia, del rispetto dell'ambiente, della solidarietà sociale, del contrasto allo sfruttamento, alle violenze e alle guerre, prosegue Mattarella “Agire nel concreto della nostra comunità e guardare lontano, pensare in grande: questi gli obiettivi del grande impegno educativo a cui tutta la società è chiamata per affrontare gli straordinari cambiamenti del nostro tempo. I giovani non sono soltanto il nostro futuro, ma indicano fin d'ora la direzione in cui si stanno muovendo i nostro paese, la nostra Europa, il nostro mondo. La scuola ha un compito importantissimo, ma ciascuno - famiglie, formazioni sociali, associazioni, agenzie informative e culturali - deve fare la propria parte per non lasciare la scuola da sola nella missione educativa”. Infine sottolinea “un apprezzamento particolare per la scelta di dedicare a Giulio Regeni l'edizione di quest'anno del vostro meeting. Non vogliamo e non possiamo dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti”. La presidenza della Commissione Diritti umani del Parlamento europeo ha invitato i genitori di Giulio Regeni all’Eurocameta. La notizia è emersa da fonti parlamentari. 
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