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Dati 2016
Lo rileva l'Istat nel dossier sul Def
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L'11,9% delle famiglie italiane nel 2016 si è trovata nelle condizioni di ''grave deprivazione materiale''. Lo rileva l'Istat nel dossier sul Def, nel corso dell'audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.I minori che nel 2016 risultano in condizioni di ''grave deprivazione'' sono 1.250.000 pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni. ''Tale quota risulta in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti'', rileva ancora l'Istat.''Sappiamo che il governo ha messo in campo una serie di provvedimenti importantissimi per quanto riguarda la lotta alla povertà'', afferma il direttore del dipartimento dell'Istat. ''Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie non si è osservata una riduzione dell'indicatore di grave deprivazione materiale. Si tratta della quota di persone che sperimentano sintomi di disagio di vario tipo'' che, secondo i dati provvisori del 2016 ''è stabile'' rispetto all'anno precedente. Nonostante ''migliora il mercato del lavoro, crescita economica e la disuguaglianza -osserva il direttore- rimane stabile questa quota che percepisce gravi difficoltà''. In particolare nell'ultimo anno questo indice ''peggiora soprattutto per le persone anziane: la percezione degli anziani sta aumentando''. Nel 2016 la situazione del mercato del lavoro è ''ancora sfavorevole per la fascia di età tra 25-34 anni''. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo ''è più bassa rispetto sia a quella registrata nello spesso periodo dell'anno precedente sia a quella di due anni prima''.

Giustizia lumaca
Solo Cipro ha una giustizia amministrativa più lenta di quella del Bel Paese
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Paese che vai, giustizia amministrativa che trovi. Se non solo in Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (cioè che veda opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono dieci volte tanto, ben 1000 giorni, vale a dire quasi tre anni, contro i tre mesi dei Paesi citati. E' uno dei dati che emergono dalla V edizione del Justice Scoreboard della Commissione Europea, che misura l'efficienza della giustizia nei Paesi membri dell'Ue. Solo Cipro ha una giustizia amministrativa più lenta di quella del Bel Paese, con circa 1.400 giorni per chiudere un procedimento in primo grado; il Portogallo è allineato all'Italia (un migliaio di giorni); seguono Grecia (circa 900) e Malta (500). Tra 100 e 500 giorni Olanda, Romania, Lussemburgo, Lituania, Finlandia, Francia, Spagna, Germania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Belgio. Non ci sono dati per Danimarca, Irlanda, Austria (dove la giustizia amministrativa non è separata da quella civile) e Regno Unito. In Repubblica Ceca e Slovacchia i casi pendenti includono tutti i gradi di giudizio. 

CAUSE CIVILI - L'Italia resta la lumaca dell'Unione Europea, superata solo da Cipro, per la lunghezza delle cause civili e commerciali. In media, secondo il quinto 'Justice Scoreboard', nel nostro Paese occorrono ancora oltre 500 giorni, in media, per chiudere una causa in primo grado (dato 2015).

Cronaca
Nelle false pratiche sono incappati anche calciatori professionisti come come Corsini Bruno Henrique del Palermo Serie A
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di Paolino Canzoneri


NAPOLI – Una organizzazione dedita al rilascio di false pratiche di cittadinanza italiana è stata sgominata nel capoluogo campano a seguito di una indagine iniziata nell'estate del 2016. Nel blitz i carabinieri hanno dato esecuzione ad una ordinanza di Custodia Cautelare messa dal GIP di Nola. In manette il responsabile dell'ufficio di Stato Civile di Brusciano della provincia napoletana e il titolare di una agenzia di Terni che si occupava di pratiche a livello amministrativo. Le indagini del capitano Angelone della compagnia di Castello di Cisterna hanno consentito i carabinieri di porre fine ad un giro illegale di false pratiche di cittadinanza italiana a cui sono incappati anche calciatori professionisti come come Corsini Bruno Henrique del Palermo Serie A, Gabriel Boschilia della Liga 1 francese, Silva Eduardo Henrique dell'Atletico Mineiro Serie A brasiliana, Dos Reis Lazaroni Guilherme Henrique della squadra Red Bull della Serie B del brasile, Vancan Daniel del Gil vincente FC Serie B portoghese, Colcenti Antunes Eduardo e Ferrareis Gustavo Henrique dello Sporting Club Internacional della Serie A brasiliana. Facile intuire come il raggiro crei non pochi problemi di carattere legale ai giocatori attualmente impegnati nei rispettivi campionati e la notizia ha del clamoroso perchè si estende fino ad oltre 300 cittadini brasiliani che inconsapevolmente hanno affrontato le spese per diventare italiani in base allo ius sanguinis che consentiva la possibilità di cittadinanza per nascita da un genitore già in possesso della stessa cittadinanza. Un sistema rapido in grado di aggirare i vincoli di tesseramento previsti dall’attuale normativa e l'accesso era facilitato grazie ad un semplice timbro comunale e una pratica redatta a tavolino nell'eccellenza del calcio europeo. Il sindaco di Brusciano nel napoletano ha personalmente rimosso impiegati e responsabili dalle loro mansioni e ha commentato: "Ho rimosso il responsabile e tutti gli altri impiegati, assegnandoli ad altre mansioni e ho anche avviato un'indagine interna analizzando tutte le pratiche sottoposte all'ufficio anagrafe nel periodo in cui la persona arrestata vi ha lavorato. Con le notizie del coinvolgimento di alcuni giocatori professionisti che hanno ottenuto illecitamente la cittadinanza, ho capito e compreso la cautela e la blindatura delle notizie adottata fin dal 2016 dagli investigatori". 
Economia & Turismo
Secondo un’indagine di eDreams Roma, Milano e Venezia saranno le destinazioni preferite
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di Gianfranco Nitti

L’Italia sarà ancora una volta meta privilegiata di viaggiatori stranieri, come all’epoca del “Grand Tour”. Pasqua 2017 non tradisce, infatti, le attese ma riserva anche tante sorprese. Il barometro sulle prenotazioni provenienti dall’estero di eDreams, l’agenzia di viaggi online leader in Europa e presente in 33 paesi nel mondo, svela il boom della Sicilia: Palermo e Catania superano in numero di arrivi in aeroporto una delle gemme del turismo straniero, la Firenze di piazza della Signoria e del Museo degli Uffizi. Il capoluogo siciliano fa addirittura meglio di Siviglia, città simile per popolazione e tradizioni culturali e che è nota per la sua capacità d’attrazione del turismo religioso, specie nel periodo pasquale quando si svolgono gli eventi contenuti nel cartellone di appuntamenti della “Semana Santa”.


 Regina incontrastata del turismo internazionale resta, però, Roma, la città eterna, tallonata da Milano, la cui crescita in preferenze dopo l’Expo sembra inarrestabile. Quest’anno il capoluogo meneghino si piazza al secondo posto e scavalca Venezia, terza nel 2017 per numero di prenotazioni. Al quarto posto, sia quest’anno che lo scorso, resta Napoli, tra le destinazioni preferite dai turisti per il suo clima mite, il patrimonio storico e la vicinanza a Capri e Ischia.


“L’Italia - spiega Alexandra Koukoulian, Country Manager per l’Italia di eDreams ODIGEO - si conferma ancora una volta tra le destinazioni di punta del turismo internazionale. A poche settimane dalle Festività il trend è molto positivo: la quota di incoming di viaggiatori stranieri resta stabilmente tra le prime 3 d’Europa, subito dopo la Spagna e prima della Francia. Questi dati confermano ancora una volta l’attrattività del nostro Paese e il fatto che il viaggio sia ancora in testa alle preferenze degli europei. Anche per le sue caratteristiche di convenienza, flessibilità e libertà di scelta, il viaggio scelto dalla rete è il settore europeo di commercio elettronico più grande e più in rapida crescita”.


Ecco, quindi, la classifica 2017 delle destinazioni più popolari tra i viaggiatori europei che riporta il confronto col piazzamento dello scorso anno:

 
1.    Roma (prima nel 2016)
2.    Milano (terza nel 2016)
3.    Venezia (seconda nel 2016)
4.    Napoli (quarta nel 2016)
5.    Palermo (nona nel 2016)
6.    Catania (settima nel 2016)
7.    Pisa (sesta nel 2016)
8.    Firenze (quinta nel 2016)
9.    Bologna (ottava nel 2016)
10. Bari (decima nel 2016)
 
I viaggiatori stranieri più presenti in Italia nel periodo Pasquale saranno i francesi, seguiti da tedeschi, spagnoli, britannici e belgi. Rispetto allo scorso anno le prenotazioni più in crescita sono quelle provenienti dalla Spagna, che salgono dal quarto al terzo posto in questa speciale classifica.
Guardando, infine, alle durate delle vacanze, dall’indagine condotta da eDreams sulla permanenza dei viaggiatori in 40.000 destinazioni in tutto il mondo emerge che il 28% dei francesi viaggerà per 3 o 4 giorni, mentre saranno di più gli spagnoli (45%) e i tedeschi (36%) che si fermeranno in una località di vacanza per lo stesso numero di giorni.
 

I dati
Colpito il 5,4% della popolazione (3,8% nel 2000)
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Oltre un milione di malati in più in quindici anni. Ecco la lunga marcia di crescita del diabete in Italia. Emerge dalla decima edizione dell'Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, presentato oggi a Roma. Il diabete secondo il rapporto, che riporta dati relativi al 2015, colpisce 3,27 milioni di persone, una su 18, a cui va aggiunto circa 1 milione di persone che non sanno di avere la malattia.

A livello percentuale la media nazionale delle persone colpite si attesta intorno al 5,4% mentre erano il 3,8 nel 2000 e negli ultimi quindici anni si contano 1.118.000 persone con diabete in più a causa dell'invecchiamento della popolazione e di una maggiore diffusione della malattia. Nello stesso periodo, invece, la mortalità è in lieve flessione. Il diabete e le patologie correlate hanno causato quasi 75 mila morti nel 2013 e la diffusione del diabete aumenta al crescere dell'età: oltre i 75 anni sono 1,3 milioni nel 2015 contro 634.000 del 2000. 

La tragedia
L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità colombiane per verificare l'eventuale presenza di italiani a Mocoa
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"Secondo le prime informazioni in nostro possesso ci sono quattro o cinque stranieri, tra i quali due italiani e due israeliani, che si trovavano nella zona di Mocoa colpita dalla valanga di fango, che non hanno ancora dato loro notizie alle rispettive famiglie". A parlare, contattato dall'ANSA, è Cesar Uruena, responsabile delle operazioni di soccorso della Croce Rossa colombiana. "Il personale della Croce Rossa sta perlustrando tutta l'area devastata dalla frana alla ricerca dei dispersi e proseguirà anche nelle prossime ore".

L'Unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità colombiane per verificare l'eventuale presenza di italiani a Mocoa, la cittadina colombiana travolta da una devastante valanga di fango, e per prestare ogni possibile assistenza ai loro familiari. Lo si apprende da fonti della Farnesina. Fonti locali riferiscono la presenza di stranieri, tra i quali anche italiani, tra gli ospiti di un ostello sulla strada colpita dalla micidiale massa di fango e detriti.

Sono almeno 254 i morti nella frana che ha travolto ieri la cittadina di Mocoa, in Colombia. Lo riferiscono le forze di sicurezza colombiane, citate dalla Bbc. Un bilancio che continuerà ad aggravarsi: l'esercito ha reso noto che i dispersi sono circa 200 mentre i feriti sono oltre 400. Più di 1.100 soldati e poliziotti sono impegnati nelle operazioni di soccorso.

Il quotidiano locale Caracol Radio scrive che "la situazione nella città di Mocoa, colpita da una valanga di fango dopo lo straripamento di tre fiumi", a causa delle intense piogge, è "devastante". "E' una tragedia. chiediamo l'Sos", ha detto il sindaco, Jose Antonio Sanchez, precisando che i quartieri colpiti sono 17. I fiumi straripati, tra cui il Mocoa ed il SanBoyaco hanno invaso e distrutto le case, spazzato via i veicoli e due ponti.

"La mia casa è distrutta, il fango è quasi al tetto", ha aggiunto il primo cittadino di Mocoa.

Il governatore della regione colpita dal maltempo, Sorrel Aroca, ha detto che interi quartieri sono sepolti, dal fango. Il sindaco di Mocoa, capoluogo del dipartimento di Putumayo, ha aggiunto che la sua città è "totalmente isolata", senza elettricità e acqua. Marzo è stato il mese più piovoso dal 2011, stando all'agenzia meteorologica locale. Putumayo è al confine tra l'Ecuador ed il Perù. E proprio in quest'ultimo Paese dall'inizio dell'anno almeno 90 persone hanno perso la vita per le forti piogge, che anche in questo caso hanno causato valanghe ed inondazioni.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha dichiarato lo stato di calamità nella regione di Putumayo colpita dal maltempo. Lo scrive il sito del quotidiano Caracol Radio. Santos ha precisato che in questo modo sarà possibile allocare le risorse e attivare i meccanismi necessari per le cure d'emergenza per le vittime del disastro.

Il sondaggio
La scuola italiana è una scuola inclusiva, capace di supportare le studentesse e gli studenti che partono da condizioni più svantaggiate
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La scuola italiana funziona meglio di quella di altri paesi dell'Ocse, in particolare per quanto riguarda l'inclusione dei ragazzi delle scuole superiori provenienti da famiglie con una condizione non favorevole: è quanto emerge da uno studio elaborato dalla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico basato sul confronto tra i dati delle indagini Ocse-Pisa sulle competenze scolastiche e sulle competenze degli adulti (26/28 anni). Nel nostro Paese, le differenze socio-economiche di partenza pesano meno, ma ritornano a farsi sentire dopo l'uscita dalla scuola. L'Italia si posiziona a ridosso della media delle nazioni esaminate (in totale 21) in posizione positiva, rispetto ai valori della ricerca. 


Dal confronto delle indagini Ocse-Pisa sulle competenze scolastiche e sulle competenze degli adulti (26/28 anni) Survey of Adult Skills (PIAAC), emerge che, in generale, il divario del punteggio nell'alfabetizzazione associato all'istruzione dei genitori è generalmente di grandi dimensioni, all'età di 15 e tende ad allargarsi come dimostra l'analisi realizzata sul campione di studenti osservato dall'indagine Ocse-Pisa giovane età adulta. Nella Repubblica Ceca, in Danimarca e in Polonia, il divario è superiore a 0,5 all'età di 15 anni e aumenta a 27 anni. Invece, in Belgio (Fiandre), in Canada e negli Stati Uniti il divario è maggiore di 0,5 a 15 anni ma diminuisce a 27 anni. In Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia il divario con il livello di istruzione dei genitori è ridotto all'età di 15 anni (0,3) ma aumenta da giovani adulti e, in Nuova Zelanda, arriva fino a 0,8. In Corea il divario è basso all'età di 15 anni e rimane sempre ad un livello non alto. Il divario con l'istruzione dei genitori all'età di 15 è di medie dimensioni in Australia, Austria, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia e Spagna. Il divario resta stabile in Germania, mentre tende a crescere in altri paesi.

"I dati - commenta il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli - ci dicono che la scuola italiana è una scuola inclusiva, capace di supportare le studentesse e gli studenti che partono da condizioni più svantaggiate. Una scuola di cui possiamo essere orgogliosi e a cui dobbiamo ora continuare a garantire strumenti e risorse perché possa attuare sempre pienamente l'articolo 3 della nostra Costituzione, garantendo a tutte le ragazze e tutti i ragazzi pari opportunità e uguaglianza. In questa direzione vanno gli investimenti che stiamo facendo sulle competenze delle studentesse e degli studenti attraverso i fondi PON che abbiamo messo a bando nelle scorse settimane".

"I dati Ocse - prosegue Fedeli - confermano che il nostro sistema scolastico funziona: fra le nostre e i nostri quindicenni le differenze socio-economiche di partenza pesano meno che in altri Paesi. Questo divario, però, torna a farsi sentire dopo l'uscita dal sistema scolastico. È quindi molto importante investire anche sull'acquisizione di competenze lungo tutto l'arco della vita e aiutare le ragazze e i ragazzi, soprattutto chi è in condizione di svantaggio, ad affrontare al meglio la transizione dalla scuola agli studi successivi o nel mondo del lavoro".

Renzi, ci promuove, abbiamo fatto molto - "La notizia più bella riguarda la scuola visto che l'Ocse ci promuove. Continuo a pensare che sulla scuola abbiamo fatto molto ma abbiamo anche sbagliato approccio. Punti come il merito, l'alternanza scuola lavoro, la fine del precariato, il potenziamento degli insegnanti, la formazione, l'edilizia scolastica, il diritto allo studio, lo ZeroSei sul modello di Reggio Emilia sono tuttavia per me molto importanti. Con Maurizio Martina - e coinvolgendo il ministro Fedeli - faremo nelle prossime settimane un'iniziativa su questi temi. Da quali temi ripartireste? Mi indicate un punto positivo e uno negativo tra quelli che vi hanno colpito della riforma della scuola?". Lo scrive l'ex premier Matteo Renzi su Facebook. "Il primo G7 della cultura - innovazione della presidenza italiana - nella magnifica cornice di Palazzo Vecchio, col Maestro Muti che torna a Firenze dopo molti anni", sottolinea tra l'altro.

I dati sull'evasione fiscale
Nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato ancora di più
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L'evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l'anno. Così il presidente della Commissione per la redazione della "Relazione annuale sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva", Enrico Giovannini, in audizione alla Commissione Bicamerale, illustrando i dati del triennio 2012-2014. Nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012.
Dalle badanti alla bottega sotto casa, dalle costruzioni ai servizi per le imprese è tra il 20 e il 30%, rende noto Giovannini. Nel dettaglio, il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.

Budapest
Ventidue nazioni si danno battaglia nella fase decisiva del "Red Bull Mind Gamers"
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Le donne comunicano meglio, gli svizzeri sono i più precisi, i tedeschi sono i migliori ingegneri. I giovani pensano fuori dagli schemi, mentre gli anziani hanno dalla loro l’esperienza. Tutti stereotipi culturali. Ma quanto c’è di vero? Anche per l’Italia, da sempre, gli stereotipi si sprecano. Riuscirà la squadra che dal Politecnico di Torino volerà a Budapest a dimostrare che la nostra nazione può competere nel mondo ai massimi livelli della logica e della strategia? Un evento unico, trasmesso in diretta streaming sabato 25 Marzo su Red Bull TV, darà questa risposta: “Mission: Unlock Enoch”, ultimo atto del primo campionato mondiale di escape room nato sulla piattaforma Red Bull Mind Gamers. Nei tre giorni dell’evento le 22 nazionali qualificate, composte da quattro giocatori ciascuna, più due Wild Card Team, si sfideranno in una corsa contro il tempo in dovranno usare tutte le proprie doti di strategia, intuito visivo, logica e creatività. L’escape room finale è stata ideata e realizzata dal team diretto da Scott Nicholson, guru del settore, visiting professor al MIT e docente di Game Design and Development presso il BNGLab della Wilfrid Laurier University di Brantford in Canada. Nelle fasi di qualificazione oltre 10.000 giocatori hanno provato a risolvere una serie di enigmi sulla piattaforma online Red Bull Mind Gamers. Quasi la metà dei partecipanti era costituita da donne, smontando il pregiudizio che il mondo dei giochi sia “una cosa da maschi”. E non è tutto.

Che gli asiatici siano celebri per le loro capacità di problem-solving lo conferma il fatto che tra le 2.345 squadre che hanno preso parte alla sfida, i vincitori a Singapore e in Corea hanno ottenuto i migliori tempi medi. Ciò nonostante, è stata una squadra dell’Università di Berkeley in California ad aver realizzato il record assoluto: 7 minuti, 7 secondi e 616 millisecondi. Un risultato sorprendente che cancella lo stereotipo dei californiani “rilassati”. Un’efficace comunicazione tra i componenti della squadra potrà essere fondamentale. Saranno avvantaggiati i team con più membri femminili, come la Romania?

La squadra ucraina, composta da amici di vecchia data, è favorita rispetto agli sloveni, che prima di qualificarsi non si erano mai conosciuti? Alcune squadre sono composte esclusivamente da ingegneri, come la Svizzera e l’Oman. Come se la caveranno contro i tecnici informatici francesi o contro i due chimici, il geologo e l’archeologo spagnoli?

I francesi, tutti sotto i 21 anni, sono i più giovani: sarà un vantaggio rispetto agli over 30 della Svezia e dell’Inghilterra? I Turchi, invece, prima della finale non hanno mai messo piede in una escape room: come faranno a competere con gli Inglesi, che complessivamente hanno all’attivo quasi mille partite? Senza contare che in una dei Wild Card Team c’è il campione mondiale di puzzle. C’è solo un modo per scoprirlo. Le semifinali di “Mission: Unlock Enoch” cominceranno giovedì 23 Marzo e solo due tra le 22 squadre in gara conquisteranno un posto per la finalissima di sabato 25. L’ultimo atto di questa sfida mondiale sarà trasmesso dalle ore 20.00 in diretta streaming in esclusiva su redbull.tv. Non resta che collegarsi e scoprire chi sarà il team che si aggiudicherà il primo titolo mondiale di mind games. 

Il piano di rilancio economico della compagnia di bandiera, che ha archiviato il 2016 in profondo rosso
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Red. Cronaca

 

Tagli sui costi per un miliardo e aumento dei ricavi pari al 30% entro la fine del 2019. E, questione ancora in bilico, il rischio esuberi: circa 2mila. Sono questi gli interventi previsti dal nuovo piano industriale 2017/2021 approvato ieri dal cda di Alitalia arrivato oggi sul tavolo del governo.Il business plan predisposto dall'amministratore delegato Cramer Ball e passato al vaglio dell'advisor indipendente Roland Berger tenta di riportare all'utile la Compagnia entro la fine del 2019. Per questo motivo tra le misure annunciate vi sono un aumento dei ricavi pari al 30%, dagli attuali 2,9 miliardi a 3,7, entro la fine del 2019 e, sempre alla scadenza dei tre anni, la riduzione dei costi - operativi e del lavoro - per 1 miliardo di euro. Il piano di rilancio economico della compagnia di bandiera, che ha archiviato il 2016 in profondo rosso (si parla di perdite di gestione vicine ai 600 milioni), si fonda su quattro 'pilastri' principali: rivisitazione del modello di business; riduzione dei costi e incremento della produttività; ottimizzazione del network di collegamenti e delle partnership; nuove iniziative commerciali attraverso soluzioni tecnologiche già disponibili. Questione ancora irrisolta invece è quella degli esuberi di personale che potrebbero salire a 2mila unità e che servirebbero a ridurre le spese relative al costo del lavoro. Un tema che verrà discusso a breve con le organizzazioni sindacali durante l'incontro per illustrare i dettagli del piano, le misure relative al personale e trovare un accordo sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro.

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