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Lo studio del CSC Coinfindustria
Tra le destinazioni Oltreoceano, l’Italia si posiziona prima attraendo il 4% di turisti, seguita da Francia (3%) e Regno Unito (3%)
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di Gianfranco Nitti

È risaputo come il turismo rappresenti un settore di primaria importanza per il nostro Paese: il suo contributo complessivo al Pil è del 10,2%. e l’Italia vanta un patrimonio culturale e paesaggistico da record (prima al mondo per numero di siti protetti UNESCO). Tuttavia, la spesa effettuata dai turisti stranieri è ancora inferiore al potenziale attrattivo del Bel Paese ed è più bassa di quella francese, tedesca e spagnola. Il Centro Studi Confindustria,CSC, stima che, se tale potenziale trovasse piena espressione, la spesa dei non-residenti in Italia salirebbe del 42,8% (+15,1 miliardi di euro).


Il turismo proveniente dagli Usa, in particolare, ha un grande potenziale, anche in ragione del fatto che gli americani mantengono sempre una certa preferenza per l'Italia, ove la quota di spesa dei turisti statunitensi nel 2016 si è attestata al 13% del totale, ma potrebbe crescere molto. La maggioranza degli statunitensi viaggia all’interno degli USA (55%). Fatto cento il numero dei turisti che vanno all’estero, il 35% sceglie di restare nel continente americano: il 14% in Messico, il 12% nei Caraibi e il 7% in Canada. Tra le destinazioni Oltreoceano, l’Italia si posiziona prima attraendo il 4% di turisti, seguita da Francia (3%) e Regno Unito (3%). Tra le motivazioni di viaggio degli americani spicca la cultura, prima per numero di preferenze (28,4%) tra le ragioni di tipo non economico. Altri fattori che determinano le rotte degli statunitensi sono il clima (16,7%), la presenza di membri della famiglia nella meta di destinazione (15,8%) e la concomitanza di eventi a carattere culturale, sportivo o di altro genere (14,3%). Tra le ragioni di tipo economico spicca il fatto che “si spende bene” (48,3%) nella meta di destinazione; ciò include sia l’effetto cambio sia la percezione della qualità rapportata al prezzo di beni e servizi acquistati. Il costo dell’alloggio è il secondo fattore economico di scelta con il 34,4% delle preferenze espresse, seguito dal costo del volo con il 17,2%. Il CSC e Prometeia stimano che se l’Italia eguagliasse la performance spagnola, raggiungendo quindi una quota del 4,5% sulla spesa mondiale dei non-residenti, accrescerebbe gli incassi dei viaggiatori esteri del 42,8% rispetto ai risultati realizzati nel 2016. Per il mercato statunitense l’aumento sarebbe del 38,3%, pari a +1,8 miliardi di euro rispetto ai 4,7 del 2016. Ciò si tradurrebbe in un aumento ripartito tra tutte le voci di spesa: spiccano le spese per l’alloggio con un bonus di 0,8 miliardi di euro seguite da ristoranti e bar (+0,4), shopping (+0,3) e trasporti insieme ad altri servizi (entrambi +0,2).
 

Emergenza terrorismo
Lo rivela il Site, il sito Usa diretto da Rita Katz di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web
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Redazione

 

Un canale della piattaforma Telegram legato all'Isis indica l'Italia come prossimo obiettivo. Lo riferisce il Site, il sito Usa diretto da Rita Katz di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web. Dopo l'attacco terroristico che ha colpito le ramblas di Barcellona a Milano è stata ulteriormente aumentata l'attenzione per la sicurezza in particolare nelle zone più affollate. Durante la seduta del comitato per l'ordine e la sicurezza "è stata ulteriormente richiamata la massima attenzione di tutti gli operatori sul campo e, in particolare - spiega un comunicato della Prefettura -, delle unità antiterrorismo della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri". Attenzione particolare sarà riservata ai mercati rionali e agli eventi in cui è prevista più affluenza (a partire dalle partite in programma a San Siro). Barriere antisfondamento sono già state messe in Galleria Vittorio Emanuele e nelle vie limitrofe a piazza Duomo (incluso il lato Cordusio via Mercanti) con la previsione di "ulteriori barriere di difesa passiva" nella zona della Darsena. La localizzazione sarà decisa da un tavolo tecnico ad hoc con tutte le forze dell'ordine, vigili del fuoco inclusi e saranno fatti dei sopralluoghi congiunti nelle zone della movida e dove c'è maggior passaggio.

A Roma potrebbero essere presto installate nuove barriere in punti sensibili della città, ovvero luoghi particolarmente affollati o zone pedonali. E quanto sarebbe emerso nella riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Tra le ipotesi in campo che verranno valutate in una tavolo ad hoc tra Campidoglio e prefettura di Roma c'è la possibilità di mettere barriere, come new jersey o fioriere, in via del Corso e in via dei Fori Imperiali. Rafforzare le misure di sicurezza anche in piazza del Campidoglio, per esempio ipotizzando di interdire l'accesso alla piazza alle auto a noleggio, in molte occasioni dei van con vetri oscurati. L'idea sarebbe quella di vietare l'accesso dalla strada che sale da via della Consolazione. Si derogherebbe solo al trasporto dei disabili. La conferma del piano sicurezza tutt'ora vigente a Roma con il rafforzamento del presidi nei luoghi considerati più sensibili. Inoltre una 'stretta' con controlli maggiori su veicoli come camion e ncc. Questa, a quanto si apprende, una delle decisioni che sarebbe emersa oggi dal comitato per l'ordine e la sicurezza riunitosi in Prefettura dopo l'attentato di Barcellona.

Punto della situazione e valutazione delle eventuali misure aggiuntive sulla base delle indicazioni del Viminale e delle forze dell'ordine per garantire più sicurezza a Firenze. E' l'attività svolta oggi dal Comitato provinciale per la sicurezza a Firenze dopo l'attentato a Barcellona. Già nei prossimi, ha spiegato al termine il sindaco Dario Nardella, il Comune fornirà "la mappatura esatta di tutte le delimitazioni delle aree sia nel centro che fuori, come dissuasori mobili e catene, per valutare se sono sufficienti o se devono essere migliorate o rafforzate". Il Comitato ha anche valutato il rafforzamento dei militari nei luoghi sensibili (progetto Strade sicure), ipotesi di cui il sindaco si è detto "molto soddisfatto". "Io ho avuto dal prefetto, dalle forze dell'ordine la rassicurazione che Firenze ha un livello di protezione 2 - ha detto il sindaco - pari a tutte le altre città italiane. In più è bene ricordare che la presenza in questa città, come in poche altre, di squadre speciali antiterrorismo è un elemento importante per il pronto intervento". Il sindaco ha sottolineato però che "le barriere esistenti non sono state progettate e installate con finalità antiterrorismo. Esistono per motivi di mobilità e viabilità. Una catena a presidio di un'area pedonale per non far parcheggiare non è pensata per bloccare un Tir a 80 all'ora. Però possono avere una funzione di deterrenza, quindi il monitoraggio è utile e saranno le forze dell'ordine a dirci dove dobbiamo intervenire per rafforzare". "Il comitato si è occupato del monitoraggio della situazione attuale della città - ha spiegato il viceprefetto vicario Tiziana Tombesi - e sono state ulteriormente messe a punto delle politiche di sicurezza con contatti che interverranno tra l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine". I presidi ai luoghi d'arte, ha sottolineato il viceprefetto, sono già in atto e verranno migliorate alcune misure già adottate. "Vanno studiate - ha aggiunto - delle regole di funzionamento delle barriere che sono già a tutela di alcune aree della città in modo da verificare se è necessario adottare piccoli accorgimenti e vanno incrementati dove sarà possibile i presidi dei militari".

Emergenza senza fine
Era stato addirittura ipotizzato l'uso di panzer lungo il confine
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BRENNERO - Abbandonati i toni marziali delle ultime settimane, quando era stato addirittura ipotizzato l'uso di panzer lungo il confine del Brennero per limitare l'afflusso di migranti, l'Austria ha deciso di agire in maniera più soft, annunciando di aver mandato 70 militari a coadiuvare le forze di polizia per controllare la frontiera. Una mossa che comunque l'Italia non ha affatto gradito, considerandola "sorprendente e ingiustificata", come ha fatto trapelare il Viminale.

La situazione, si fa notare al ministero dell'Interno, è assolutamente tranquilla. Anzi, nei primi sette mesi del 2017, alla frontiera italo-austriaca è stato inibito l'ingresso sul territorio nazionale a 1200 cittadini stranieri, a riprova del trend dei movimenti migratori dall'Austria verso l'Italia. Per questo, secondo quanto si è appreso, Minniti avrebbe chiesto al Dipartimento della P.S. di fare un passo verso i propri omologhi austriaci, perché iniziative "unilaterali" come queste "rischiano di pregiudicare il positivo lavoro di cooperazione che quotidianamente viene svolto".

Il caso
La discoteca St Trop di Lloret de Mar, dove il giovane fiorentino Nicolò Ciatti è stato pestato a morte da tre ceceni, è stata chiusa dalle autorità locali spagnole per ragioni di sicurezza
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SPAGNA - "Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia, che ho incontrato stamane, è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato". Così Sandro Fallani, sindaco di Scandicci (Firenze), comune alle porte del capoluogo toscano dove viveva Niccolò Ciatti, il 22enne morto dopo aver subito un pestaggio in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna, ha commentato stamane la notizia, riportata dai media locali, secondo cui due dei tre aggressori sarebbero stati messi in libertà dal giudice e potranno tornare in Francia dove vivono come richiedenti asilo. La famiglia Ciatti è rientrata in Italia, mercoledì sera veglia a Scandicci.

La discoteca St Trop di Lloret de Mar, dove il giovane fiorentino Nicolò Ciatti è stato pestato a morte da tre ceceni, è stata chiusa dalle autorità locali spagnole per ragioni di sicurezza. Lo annuncia una nota del comune spagnolo della Costa Brava, spiegando che, durante le indagini, gli inquirenti hanno riscontrato "anomalie di forte gravità nel sistema di sicurezza".

Padre, altri due dovrebbero essere in carcere - Anche gli altri due ceceni già rimessi in libertà dovrebbero essere in carcere, ha detto il padre di Niccolò, Luigi Ciatti, in un'intervista al Tg3 Toscana. "Certo - ha detto Luigi Ciatti rispondendo alla domanda se anche gli altri due dovrebbero essere arrestati -, che abbiano le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere". "Penso siano dei professionisti del male", ha detto il padre del giovane ucciso a botte in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. "Non posso dire che queste persone siano così indifferenti - ha detto Luigi Ciatti riferendosi ai due che sono usciti dal carcere - perché erano loro che tenevano lontano i suoi amici dal cercare di aiutare Niccolò. E quindi non mi sembra che siano così brave persone o così bravi". "Ci manca sempre Niccolò, ci manca. Sa cosa facciamo - ha aggiunto il padre tra le lacrime -, andiamo a odorare il suo cuscino per sentire il suo odore".

Critiche da ogni parte
Alfano strizza l'occhio al PD
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – La corsa a Palazzo D'Orleans per le prossime elezioni regionali previste per il 5 novembre offre già spunti interessanti e bagarre a mai finire. A pochi giorni dalla decisione del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micchichè di stabilire una intesa con Angelino Alfano che sembrava compiere un passo indietro sugli accordi con il centro sinistra, oggi invece si assiste ad un nuovo capitolo delle complesse strategie politiche messe in atto per raggiungere una certa stabilità necessaria per presentarsi forti e coesi all'elettore che dovrà rimescolare lo scacchiere nel comparto amministrativo della Regione Sicilia. Dopo la rottura di Forza Italia con il candidato Nello Musumeci adesso invece una riapertura sembra tenere banco tra le fila del centro destra: "La soluzione Nello Musumeci è in piedi ma c'è anche una ipotesi Armao". Il coordinatore Gianfranco Miccichè ammette di non essere riuscito a chiudere l'intesa nel centrodestra con Angelino Alfano che al momento invece sembra vicino ad un accordo con il centro sinistra e impegnato a convincere dissidenti di Area Popolare. Nel centro destra stesso anche Miccichè non è immune da critiche levate dal deputato della Lega Alessandro Pagano: "Lui sa che oramai Alfano si è accordato con la sinistra e che il loro candidato sarà Giovanni La Via. Per il PD si tratta di una gatta da pelare in meno dopo il "niet" di Grasso, dopo il fallimento di Rosario Crocetta e dopo che non hanno indetto primarie. A sinistra sono convinti di perdere ma con dignità e di questo si accontentano". Un quadro che non ha risparmiato critiche anche nelle fila dei pentastellati che nella voce di Alessandro Di Battista,  impegnato nel territorio a sostegno del candidato Giancarlo Cancellieri, esprime apertamente il suo dissenso: "Litigano i partiti fra loro, pensa a che livello di disperazione sono arrivati". Il candidato del movimento usa toni altrettanto forti ma prende di mira la "mala gestione" della Regione Sicilia: "Il deficit della regione è di 5,8 miliardi e l'ha fatto chi chiama il movimento 5 stelle inesperto. Se andremo al governo la prima cosa che farò sarà quella di rivolgermi alla Corte dei Conti e li porterò i libri". Cancellieri parla pure dell'annoso argomento degli sbarchi: "Chiederò di diventare commissario straordinario agli sbarchi: per i porti siciliani devono decidere i siciliani. Oggi la Sicilia è la porta di ingresso del flusso migratorio Piangiamo i morti ma la situazione è intollerabile e oggi non abbiamo voce in capitolo mente nella capitale i ministri litigano senza trovare soluzioni". 
Politica
Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Nuovo capitolo estivo nella corsa alle regionali previste per il prossimo 5 Novembre. Dopo la rinuncia alla candidatura dell'attuale Presidente del Senato Pietro Grasso seguita dalla immediata candidatura dell'attuale Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, anche il centrodestra è alle prese con una nuova polemica che porta scompiglio nelle fila di Forza Italia che fino a pochi giorni fa vedeva in Nello Musumeci il candidato ideale da presentare alle elezioni.

Ad oggi invece si rimescolano le carte e Forza Italia torna sui suoi passi rompendo con Musumeci a favore del coordinatore in Sicilia Gianfranco Miccichè che "aggiorna" le preferenze di Forza Italia motivate forse dal clamoroso riavvicinamento di Alfano a Silvio Berlusconi avvenuto pochi giorni fa. Angelino Alfano sembra tornare sui suoi passi e abbandonare il suo avvicinamento al centro sinistra; una sorta di "figliol prodigo" che torna nelle file di Forza Italia rafforzando cosi lo schieramento per renderlo più forte in vista delle prossime elezioni in Sicilia.
 
La tensione ovviamente è salita immediatamente e Nello Musumeci,  tutt'altro che disposto ad essere messo da parte, fa sapere che le divisioni all'interno delle coalizioni sono quasi sempre foriere di sconfitte e Schifani è intervenuto per stemperare la polemica: "La politica dei veti eccessivi è un limite per le grandi alleanze responsabili, Miccichè e Musumeci dovrebbero subito tornare a parlarsi nel nome degli interessi della nosta terra". I giochi per il Palazzo d'Orleans si arricchiscono di ulteriori sfide e Angelino Alfano stesso cerca di ricucire accordi con Miccichè mentre la rottura con Musumeci sembra essere gradita dai centristi che tendono verso la creazione di un nuovo e  grande partito popolare italiano.

Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale con un mese fitto di incontri, riunioni e partecipazioni in mezzo ai cittadini, nelle spiagge e nelle saghe di paese a contatto con la popolazione locale. I due leader appoggeranno il candidato Giancarlo Cancellieri ed oggi presenzieranno a Marina di Ragusa. Il M5S dovrà dapprima fare i conti però con la fragilità della loro piattaforma che recentemente è stata "hackerata" con la clamorosa pubblicazione in rete dei numeri di cellulare di tutto "il corpo dirigenziale" del movimento. La famosa piattaforma Rousseau, strumento basilare per le modalità di adesione, iscrizione e tant'altro, si è vista compromessa ancora di più quando l'hacker responsabile della violazione ha fatto sapere d'essere in grado pure di poter cambiare i voti degli elettori per le prossime elezioni. Fatto gravissimo che mette a repentaglio la sicurezza, la credibilità e la segretezza del voto. 
L'Italia invivibile che scompare
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di Roberto Ragone

 

Alla fine, fra Boeri e Fornero, tutti sono stati costretti a riconoscere che il progetto di affidare al lavoro degli stranieri del barcone le pensioni degli Italiani, era fallimentare, basato sul fatto che tanti stranieri non raggiungono l'anzianità necessaria per maturare una pensione.  Anche perché, a sentire la Fornero, si sta studiando un sistema per conferire agli stranieri tornati in patria dopo avere versato parte dei contributi, quella parte di pensione che spetterebbe loro se rimanessero in Italia.

Tutto ciò senza voler guardare la luna, ma solo il dito, visto che le pensioni basse sono la reale causa dell’esodo degli anziani, costretti ad emigrare per sopravvivere, mentre i giovani vanno all’estero per trovare un lavoro degno di questo nome, magari in USA, dove vengono apprezzati molto di più che da noi, dove se non hai lo zio monsignore finisci a fare il lavapiatti in qualche ristorante – sempre che il posto non sia stato occupato da un ‘migrante’.  In questo momento, a scapito dei paradisi caraibici, la nazione che riscuote maggior successo è il Portogallo, dove i pensionati non pagano tasse, e dove la vita è tranquilla dal punto di vista sicurezza, oltre che a costare molto meno che in Italia. Tutto ciò ha allarmato chi di dovere, e allora l'Agenzia delle Entrate ha incominciato a fare due conti, ipotizzando un accordo fra l'Italia e la nazione di residenza del pensionato, per comunque succhiare altro denaro a chi è costretto a fuggire da una nazione con politiche dissennate e poco democratiche.

Le pensioni agli Italiani all’estero vengono erogate al lordo di detrazioni fiscali, dato che le tasse vanno pagate nel paese di residenza, e questo aumenta di un venti/trenta per cento la disponibilità di chi quel denaro riceve. Se poi, come in Portogallo, i pensionati non pagano tasse, ecco che una pensione di mille euro che in Italia è  assolutamente insufficiente a sopravvivere, diventa fattore di benessere in una nazione meno esosa.  Il tutto grazie ad una politica previdente e assennata, dobbiamo concludere, visto che sulla carta il Portogallo dovrebbe essere, in una scala di valori europea, sotto l’Italia. Un’Italia in cui le emergenze fanno comodo per tanti fattori; e infatti siamo sempre in emergenza, vuoi per gli incendi, vuoi per i terremoti, per gli allagamenti, per la mancanza d’acqua, per i vaccini, per il morbillo – che strano, le epidemie di morbillo divenute mortali! Ma non l’avranno portato con i barconi? - per le inquinanti trivellazioni selvagge in mare, per le inutili ma sponsorizzate TAV e TAP, per gli sbarchi quotidiani, per le aggressioni ai controllori dei treni e ai conducenti dei bus, dove nessuno paga il biglietto, e questo accade anche nelle metropolitane; l'Italia costretta ad importare prodotti agricoli dall'estero, come olio arance e frutta varia, distruggendo la nostra economia rurale, solo perchè “ce lo chiede l'Europa” per conto delle lobby e delle banche. Un'Italia in cui le nostre donne e le nostre ragazze hanno dovuto imparare a difendersi da chi  le considera facile preda alla mercè di chiunque voglia abusarne, di giorno, di notte, in città o nelle campagne, in branco o da soli: soltanto perchè da loro si fa così, con buona pace della signora Boldrini, femminista convinta ma non convincente: eccetera eccetera.

Salvo poi, le emergenze, a fare i conti con la burocrazia, vera spina dorsale dell’italica inefficienza, e, secondo alcuni, fonte ed effetto di corruzione e mala gestione, dove il vero potere è in mano ai burocrati, anonimi personaggi da scrivania e ‘cartellino’. I terremotati abruzzesi, per esempio, per la maggior parte, sono ancora baraccati, per motivi burocratici, nonostante le promesse di Renzi, secondo il quale ‘per Natale 2016 tutti avrebbero avuto una casa’. Già le promesse di Renzi… per chi ancora ci crede, ma ormai non ci credono più neanche quelli del Giglio Magico.

Città invivibili, soffocate dal traffico e dalle multe per fare cassa, e più di recente senz’acqua; quando si sa che il 40%, ma anche di più, dell’erogazione idrica viene dispersa per la cattiva manutenzione degli acquedotti: e questo è noto da almeno trent’anni, ma nessuno si è data la briga di riparare fosse pure una falla. Falla che, riportata nelle pensioni, si moltiplica. Infatti le perdite sono innumerevoli, e per perdite s’intendono pensioni pagate a che non ha sufficientemente versato. In prima fila i politici: Cicciolina-Ilona Staller, per esempio, dopo una legislatura, allo scoccare dei sessantacinque anni, ha maturato un vitalizio di 3000 euro al mese. Ma… i versamenti?

E come lei tanti, tutti, troppi; a fronte di chi ha realmente lavorato e  versato per oltre trenta o quarant’anni, e che si ritrova con una elemosina.  Intanto, nessuno parla delle pensioni che l’INOPS eroga a favore di 14mila sacerdoti. Il governo ha ammesso che, nonostante lo Stato italiano ogni anno versi nelle casse del Fondo Clero una somma pari a 7 milioni e 924mila euro, in quel fondo sopravvive un ‘buco’ di 2 miliardi, e non c’è volontà di intervenire. Tanto paga Pantalone, e il denaro dei nostri versamenti vanno a favore di chi versato non ha, almeno a sufficienza. Con il rischio che a carico del sistema ci siano pensioni d’oro versate ad alti prelati. Il ministro Poletti, ad una interrogazione specifica, ha risposto che il problema risiede nello squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate, con un rapporto, per il 2015, di tre a uno. Cioè, in pratica, una prestazione pensionistica ha avuto versamenti solo per il 30% del necessario.

Insomma, questa Italia sta andando a picco. Governi e partiti che badano solo al consenso politico, fosse pure solo in aula, come faceva Renzi quando era premier, mentre a far andar dritta la nazione non ci pensa nessuno. Un poliziotto della stradale sanzionato per aver detto ciò che tutti, o molti, pensano, a proposito degli stranieri e delle ‘risorse’, senza contare le proteste da parte dei ‘migranti’ [lo metto tra virgolette perché è un neologismo, coniato per fare in modo che non si usasse il termine, che sarebbe più appropriato, di ‘clandestini’, né si potrebbero chiamare ‘emigranti’, visto che per l’emigrazione esistono appositi uffici che rilasciano visti, senza dei quali ognuno rimare a casa sua] che un giorno sì e l’altro pure, avendo intuito il ventre molle della nostra nazione, scendono in piazza perché ‘cibo no buono, no pasta, carne scaduta, cibo scaduto, niente televisore, niente wi-fi, casa troppo piccola’.

Hanno anche imparato a distinguere fra cibo scaduto – il che non corrisponde a verità, tranne forse in alcuni casi – e cibo ‘buono’, che poi non si sa per loro quale sia. Nella realtà abitano in alberghi e sistemazioni molto più confortevoli di tanti nostri connazionali costretti a dormire con la famiglia in auto o in roulotte. Quindi le ‘risorse’, così le chiama la Presidenta Boldrini, non si toccano, pena sospensione e successiva sanzione. Ma lo sapete che questi uomini, i poliziotti, stanno tutto il giorno sulla strada per la nostra sicurezza, con stipendi a volte insufficienti per la famiglia, e che quella ‘risorsa’ su Graziella in autostrada era un pericolo per sé e per gli altri? L’Italia si svuota, come abbiamo detto, di Italiani, e l’Italia si riempie di ‘risorse’. Vanno via gli Italiani, laureati, e arrivano i ‘migranti’, bassa forza. Nessun italiano tende a sposarsi, dimostrando ancora una volta il fallimento della Chiesa cattolica, e nessuno fa più figli, ormai, non solo perché costano troppo, a fronte di nessuna politica seria che incentivi l’incremento demografico, come nelle nazioni più civili della nostra, ma perché le coppie non vogliono in futuro affidare un figlio a questa Italia che non promette nulla di buono. Fra poco nelle classi elementari saranno tutti stranieri, e i nostri nipoti saranno a parlare inglese da qualche altra parte. O portoghese. Svuotare e riempire, questa è la politica assurda che non tutela chi in questa nazione ha la sue radici. Massimo D’Azeglio pronunciò la famosa frase: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. Ormai, posto che li abbiamo fatti – e non è così -  li dovremo ‘rifare’, visto che di Italiani fra un po’ non ce ne saranno più. La Presidenta  Boldrini spinge per lo ‘ius soli’, e quando tanto si spinge, qualcosa accade. Magari non prima della fine della presente legislatura, ma subito dopo. Un’ultima domanda, rivolta al vento: ma se le pensioni sono una rendita derivante da somme versate in età di lavoro, perché devono essere tassate, e tassate come IRPEF?

Non è, la pensione, un reddito da lavoro, ma una sorta di assicurazione, di investimento a lungo termine, una rendita per cui s’è versato per anni, togliendo dal budget familiare cifre anche importanti: come si fa a tassarla come fosse un reddito tout-court?  In pratica, ho messo a frutto un risparmio, e ho già pagato: perché devo pagare ancora? Non si potrebbe, ad evitare l’esodo in età canuta, quando ognuno vorrebbe passare gli ultimi anni della sua vita fra gli affetti e le cose più care, eliminare l’iniquo balzello, e consentire ai pensionati di spendere il proprio denaro in Italia? Pare che così si eviterebbe l’esodo di circa tre miliardi di euro l’anno. Vi pare poco?

Ma forse è una soluzione troppo intelligente. Abbiamo la minaccia di una islamizzazione galoppante, con la creazione di un partito politico che sulla carta ha i numeri per ottenere una trentina di seggi in Parlamento. E abbiamo una frase pronunziata da un imam tempo fa: "Vi batteremo con la vostra libertà, vi conquisteremo con la vostra democrazia", previsione, il 2050. Tutto ciò si sta avverando. Ma abbiamo una illuminante previsione più vicina nel tempo, da parte del professor Roberto Orsi, un professore emigrato in UK presso la London School of Economics, secondo il quale nel 2025 l'Italia non esisterà più, distrutta dall'euro e dalla Unione Europea: “Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate di terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale.

Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà”. Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica, contro quella che lui chiama 'anomalia costituzionale', avendo la politica portato la nazione ai limiti del collasso nel 2011. Questo è avvenuto, secondo Orsi, da parte dei tecnocrati provenienti dall'ufficio dell'ex Presidente della Repubblica [Napolitano], dai burocrati di diversi ministeri chiave e la banca d'Italia, con l'unico compito di garantire la stabilità italiana nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari, a qualsiasi costo. Ricordiamo le iniziative prese dal prof. Monti, apparentemente tese a sanare una situazione economica della nazione, in realtà aventi l'unico scopo di distruggere la nostra economia: una per tutte, ricordiamo l'aumento sconsiderato delle rendite catastali che ha distrutto il mercato immobiliare e quello delle nuove costruzioni. Orsi prosegue condannando l'interventismo "onnipresente e costituzionalmente discutibile" dell'ex Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell'ordine repubblicano, imponendo le sue direttive nella creazione del governo Monti, e suscitando i due successivi governi non eletti, entrambi espressione diretta del Quirinale. " L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano" prosegue il prof. Orsi "è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che solo Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia”.

 

 

 

 

 

 

L'editoriale
Siamo arrivati al punto dolente. Dolente perché da quell’orecchio non ci vogliono sentire i signori di Montecitorio
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di Emanuel Galea 


Sarà il caldo africano che fonde i cervelli, sarà la noia che fa venire le vertigini, sarà quello che vuoi, rimane il fatto che mentre il ministro Padoan vuole convincerci che “siamo usciti dal tunnel e stiamo percorrendo una strada...” e si corregge dicendo .” Stavo per dire un sentiero stretto, ma vedo il sentiero allargarsi", il suo socio Matteo Renzi, che detiene il golden share nel governo, sta dando i numeri. Rilanciando una sua proposta,quella che nel circo Barnum è conosciuta come “triplo salto mortale, carpiato, raggruppato, con doppio avvitamento”, suggerisce o forse meglio intima a tutti i partiti di sostenere la sua boutade, pezzo forte della sua fatica letteraria “Avanti”, titolo originale copiato dal movimento francese di Macron.

Renzi ha illustrato al Tg2 l’originalità della sua “formula magica per l’Italia” domenica 9 luglio: "Nel mio libro faccio una proposta: buttiamo giù il debito ma torniamo a Maastricht e a un deficit del 3%, per dare ossigeno all’economia. Rottamiamo il Fiscal Compact e tiriamo giù le tasse a famiglie con figli, ad artigiani e piccoli imprenditori, e a chi non ce la fa. Non sia solo l'idea del Pd ma di tutti i partiti da portare in Europa; negli altri Paesi in Europa si va insieme. Gli altri partiti accettino questa proposta, perché abbassare le tasse non serve al Pd ma al Paese".

Dopo avere letto questo tazebao pubblicitario mi veniva da chiudere gli occhi ed immaginare il Paese dei balocchi, luogo fantastico descritto da Carlo Collodi. La realtà, purtroppo è un’altra. Molti politici del passato ragionavano come Renzi e oggi ci troviamo con un debito che a maggio, secondo dati della Banca d’Italia, è arrivato a 2.278,9 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi rispetto ad aprile.

Questa zavorra megagalattica, come l’avrebbe descritta il compianto Fantozzi, è principale fonte di vulnerabilità per l'economia oltre che un inciampo che compromette tutto il futuro dei giovani. La proposta di Matteo anziché mandare l’Italia avanti la farebbe navigare a largo di lidi ignoti.

Padoan fa la sua parte e cerca di rincuorare la nazione : "Non è irrealistico immaginare negli anni prossimi un salto di qualità dell'economia. Gli anni prossimi saranno migliori".

Non bastano più i buoni auspici. Secondo uno studio Cgil gli italiani restano pessimisti e nessuno li può biasimare. I dati Istat danno un quadro molto fosco al riguardo della povertà giovanile e delle famiglie monoreddito. A Brescia una famiglia su venti vive al di sotto della soglia di povertà e nelle altre città italiane la situazione non cambia.

Siamo arrivati al punto dolente. Dolente perché da quell’orecchio non ci vogliono sentire i signori di Montecitorio. Diamo solamente un dato esemplificativo, prendiamo il fabbisogno delle amministrazioni dello Stato aggiornato al 3 luglio 2017. Il fabbisogno cumulato del primo semestre 2017 supera i 50 miliardi di euro, 22,5 in più del 2016 e 28,4


in più del 2015. Si tratta del peggior dato dal 2013. La spesa pubblica è in progressivo aumento mentre i consumi stentano a decollare.

A fronte di questi dati, anziché parlare di un rigoroso spending review / drastico taglio alla spesa pubblica, (vedi partecipate per dirne una) il Renzi di mille risorse propone un aumento del debito pubblico e la distribuzione di mance elettorali che lasciano il tempo che trovano. I famosi 80 euro ormai fanno dottrina.

Il buon Padoan guarda con ottimismo al futuro. L’ottimismo rischiara la vista è giusto ma non basta. Vogliamo fare un atto di fede, questa volta anziché otturarci il naso, chiudiamo gli occhi, incrociamo le dita e facciamo gli scongiuri sperando che l’Italia riuscirà a venire fuori dal tunnel senza incidenti. Teniamo il fiato sospeso mentre si viaggia con i fari del buon senso completamente spenti e la segnaletica dell’intelligenza della classe politica fuori uso.
 

Stivale avvolto dalle fiamme
In tutta la penisola sono numerosi gli intervanti dei vigili del fuoco
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In Toscana, nel Lazio, in Campania e non solo. L'Italia continua a bruciare. Per quanto riguarda la Toscana, sono proseguite nella notte le operazioni di soccorso nei vari scenari degli incendi di vegetazione. Questa mattina, riferiscono i vigili del fuoco, risultano attivi i seguenti interventi: a Marina di Grosseto (GR), a Castellina Marittima (PI), a Lorenzana (PI), a Fognano Montale (PT) e a Piancastagnaio (SI). Nelle ultime 24 ore i vigili del fuoco, in Toscana, hanno effettuato 286 interventi di soccorso di cui 133 per incendi. Attualmente sono in corso 15 interventi di cui 12 per incendi. Malore per un vigile del fuoco durante le operazioni di coordinamento per lo spegnimento di un incendio nel comune di Montale (Pistoia), in località Fognano. Stamani verso le 4.30 un pompiere di 55 anni si è sentito male ed è stato soccorso dai sanitari del 118, con un'ambulanza della Misericordia di Agliana con infermiere a bordo. E' stato ricoverato in codice rosso al pronto soccorso di Pistoia. Il vigile del fuoco era in turno da più di 20 ore continuative per svolgere il suo servizio. Dopo gli accertamenti, il pompiere stamani è stato dimesso. Le sue condizioni sono buone.
 
Lazio - Solo a Roma gli interventi dei vigili del fuoco nella notte sono stati circa 60. E' in fase di bonifica l'intervento in via Camposampiero 844 dove dalle 20 di ieri si è verificato un incendio ad un fabbricato ad uso industriale sul posto due squadre e due autobotti e uno kilolitrica e autoscala. Campania - Un 24enne di origini rumene è stato arrestato ieri sera a Teggiano, in provincia di Salerno, in quanto ritenuto responsabile dell'incendio di un'area boschiva ricadente nel Parco nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano. Un carabiniere della compagnia di Sala Consilina, mentre era libero dal servizio, ha notato il giovane che, da solo e a piedi, si inoltrava nella località boschiva Pedamontana nel comune di Teggiano, luogo in cui nella scorsa settimana sono stati incendiati e distrutti oltre 80 ettari di macchia mediterranea. Il militare ha iniziato un pedinamento a distanza nel corso del quale ha notato il giovane mentre lanciava un oggetto infuocato tra le sterpaglie secche, provocando rapidamente un incendio prima di scappare. Dopo aver allertato la Centrale operativa della compagnia Carabinieri di Sala Consilina, il carabiniere si è adoperato per domare le fiamme con l'aiuto di alcuni residenti accorsi successivamente. Nel frattempo le immediate ricerche hanno consentito ai militari di rintracciare l'incendiario nelle vicinanze del luogo dell'accensione, trovando in suo possesso un accendino funzionante. Il 24enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della Procura di Lagonegro (Potenza).
I dati
L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni
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La povertà assoluta in Italia nel 2016 è rimasta stabile rispetto al 2015 e ha coinvolto 4 milioni e 742mila persone, pari a 1,619 milioni di famiglie residenti. Lo comunica l'Istat. L'incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni. Per gli individui, l’incidenza di povertà assoluta si porta al 7,9% con una variazione statisticamente non significativa rispetto al 2015 (quando era 7,6%). Più nel dettaglio, prosegue l'Istat, l'incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente). Persiste, a partire dal 2012, la relazione inversa tra incidenza di povertà assoluta e età della persona di riferimento (aumenta la prima al diminuire della seconda).

 
Il valore minimo, pari a 3,9%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (10,4%). Come negli anni precedenti l’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata. La posizione professionale della persona di riferimento incide molto sulla diffusione della povertà assoluta. Per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l’incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%). POVERTA' RELATIVA - Anche la povertà relativa risulta stabile rispetto al 2015.
 
Nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente). Analogamente a quanto registrato per la povertà assoluta, nel 2016 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%) La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne. L’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%) FAMIGLIE CON 3 FIGLI - Netto balzo in avanti nel 2016 dell'incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con tre o più figli minori. Il dato è infatti salito al 26,8% dal 18,3% dell'anno precedente, rende noto l'Istat, precisando che il valore coinvolge 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui e che aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016).
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