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Colpo di scena
Oggi la mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato
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INGHILTERRA - Lo aveva negato almeno sette volte in pubblico: niente voto anticipato prima della Brexit. Buona l'ottava nel Regno Unito, dove la premier Theresa May, con una disinvolta capriola a sorpresa, ha annunciato lo scioglimento della Camera dei Comuni e nuove elezioni politiche per l'8 giugno.

Oggi presenterà alla Camera dei Comuni una mozione per il voto anticipato. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato.

L'obiettivo dichiarato dalla May è irrobustire il suo Partito Conservatore per portare a casa l'uscita dall'Ue in barba ai dubbi delle altre formazioni. Quello implicito, approfittare dei sondaggi che, a prenderli stavolta per buoni, le permettono di sperare di far quasi piazza pulita dell'opposizione: a cominciare da un Labour diviso sulla leadership - ad un tempo radicale e troppo soft - di Jeremy Corbyn. "Non sono disposta a consentire che gli oppositori della Brexit indeboliscano la Gran Bretagna", ha proclamato lady Theresa, in tailleur gessato sul blu e posa simil-thatcheriana, comparendo davanti al portoncino al numero 10 di Downing Street con appena un'ora di preavviso - fra gli affannati interrogativi di commentatori e media - per rendere pubblica dopo il Consiglio dei Ministri la sua decisione in un messaggio alla nazione. 

Effetto referendum
La premier britannica: "Siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".
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INGHILTERRA - La premier britannica Theresa May ha firmato la lettera per la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che, nel momento della consegna al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, segnerà l'avvio formale dell'iter della Brexit, il divorzio di Londra dall'Ue sancito dal referendum del 23 giugno scorso. Lo riporta la Bbc. La lettera - poche cartelle - sarà consegnata alle 13,30 a Tusk dall'ambasciatore del Regno Unito a Bruxelles. E farà scattare i due anni di negoziati previsti per il divorzio.

"E' il momento di essere uniti". Così la premier britannica, secondo le anticipazioni dei media del Regno Unito, si rivolgerà più tardi al Paese annunciando l'inizio della Brexit. Nel suo richiamo all'unità dopo le divisioni del referendum ricorda come "siamo una grande unione di persone e nazioni con una storia di cui andar fieri e un brillante futuro".

La May, sempre secondo le anticipazioni dei media, si impegna a "rappresentare ogni persona in tutto il Regno Unito, inclusi i cittadini Ue". Secondo la leader conservatrice, i milioni di residenti europei nel Regno "hanno fatto di questo Paese la loro casa".

"Alle 13,20 oggi, l'ambasciatore Tim Barrow mi consegnerà la lettera con la notifica dell'articolo 50", lo scrive il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, ricordando che poco più tardi, alle 13,45, farà una dichiarazione per la stampa.

Emergenza terrorismo
Il divieto per dieci aeroporti di otto paesi a maggioranza musulmana
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Il divieto di tablet e laptop in cabina per i voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto paesi a maggioranza musulmana sarebbe stato deciso perché Al Qaida avrebbe perfezionato tecniche per nascondere esplosivo nelle batterie dei dispositivi elettronici. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali le informazioni di intelligence ottenute ''indicano che i gruppi terroristici continuano ad avere nel mirino l'aviazione commerciale'' e che il bando non e' una ''mossa politica''.

Dopo gli Stati Uniti anche la Gran Bretagna introduce il divieto di portare in cabina laptop. Il bando, secondo i media, riguarda i voli diretti verso il Regno Unito in arrivo da sei Paesi: Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Anche il Canada starebbe valutando la possibilità di introdurre restrizioni simili.

"Stiamo valutando le informazioni che ci sono state fornite", ha detto a riguardo il ministro canadese dei Trasporti Marc Garneau, pur specificando che al momento "non ci sono ancora tempi precisi. Ma stiamo lavorando speditamente".

La decisione di vietare pc e iPad in cabina sui voli per gli Usa provenienti da una decina di paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente e' "necessaria e proporzionata alle minacce" date le informazioni di intelligence a disposizione. Lo ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer rispondendo a domande dei giornalisti, senza tuttavia entrare in dettagli. "Un passo appropriato date le informazioni di intelligence", ha detto Sipcer.

Riguardano 14 compagnie aeree le restrizioni introdotte dagli Stati Uniti prima e poi anche da Londra che vietano pc e iPad in cabina sui voli provenienti da alcuni paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente, di queste sei di base sia negli Usa sia nel Regno Unito, stando a quanto riferisce la Cnn. Si tratta quindi di British Airways, EasyJet, Jet2.com, Monarch, Thomas Cook, Thomson, Turkish Airlines, Pegasus Airways, Atlas-Global Airlines, Middle East Airlines, Egyptair, Royal Jordanian, Tunis Air e Saudia. Ci sono inoltre alcune differenze sull'applicazione del divieto da parte delle autorita' di Washington e Londra, per esempio riguardano diversi 'punti di partenza': per i voli diretti con destinazione Regno Unito il provvedimento interessa quelli provenienti da Turchia, Libano, Giordania, Egitto, Tunisia e Arabia Saudita. Saudi Arabia. Ma alcuni aeroporti interessati dal divieto americano - Abu Dhabi e Dubai, Doha, Kuwait City e Casablanca - non sono interessati dalle restrizioni previste dalle autorità britanniche.

Abc, minaccia Isis dietro bando a pc e tablet - Ci sarebbe la minaccia dell'Isis dietro la decisione americana di vietare pc e tablet sui voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da dieci aeroporti di otto Paesi a maggioranza musulmana. Lo riferisce la Abc che cita fonti del governo americano secondo le quali le informazioni raccolte quest'anno dagli 007 sulla possibile presenza di esplosivi all'interno dei device sono ritenute "credibili" da Washington. Lo stesso allarme è stato riferito dalla Cnn, che ha però puntato il dito contro al Qaida.

Il caso
Il corpo della ragazza è stato ibernato, nella speranza di essere «risvegliata» al momento dell’arrivo di nuove cure
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Redazione

GRAN BRETAGNA - Lo ha chiesto e lo ha ottenuto, perché spera un giorno di vivere quella vita che gli è stata tolta in giovanissima età da un male letale temuto da tutti. Una ragzza di soli 14 anni, malata terminale di cancro. Prima di morire l'inglese, JS, ha chiesto e ottenuto quello che nessun aveva avuto prima in Gran Bretagna. I giudici hanno stabilito che il suo corpo fosse conservato e non sepolto. Il corpo della ragazza è stato ibernato, nella speranza di essere «risvegliata» al momento dell’arrivo di nuove cure. La decisione è di ottobre, ma è stata resa pubblica solo ora, secondo quanto riporta la BBC, dopo che il corpo è stato congelato con il processo della criogenesi negli Stati Uniti.

Dal punto di vista etico e legale quindi è possibile solo la crioconservazione di corpi morti, che cerca di sfruttare il lasso di tempo che passa dal blocco del battito cardiaco alla morte cerebrale, effettuando così il congelamento in modo da conservare intatte le strutture nervose. I sostenitori di questa tecnica credono che in futuro dovrebbe essere possibile sviluppare una tecnologia in grado di ripristinare completamente le funzioni vitali dei corpi ibernati. Il corpo, al momento del risveglio, tornerebbe come prima dell'ibernazione senza invecchiamento. Ma è una teoria che presenta molti limiti. Alla base c'è l'idea di 'prendere tempo' nella speranza quando si verrà scongelati esistano nuove tecnologie che permettano di rigenerare, sostituire e ristrutturare i tessuti vecchi e il corpo ormai sulla soglia della morte. Intanto l'ibernazione non è in grado di ringiovanire il corpo e quindi di allungarne la vita, ma ritarda solo l'invecchiamento non lo rallenta.

Politica e polemiche
Craig Oliver, già braccio destro per la comunicazione di David Cameron, ha definito l'annuncio di Greening "una ritirata controllata" da parte del governo di Theresa May
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Redazione

INGHILTERRA - Il governo britannico ha abbandonato formalmente l'idea suggerita al congresso Tory dalla ministra dell'Interno Amber Rudd di chiedere alle aziende di rendere pubblici i numeri dei lavoratori stranieri. Lo ha detto oggi la sua collega dell'Istruzione, Justine Greening, precisando che la proposta sarà sostituita da una richiesta di informazioni riservate da parte del governo sui vuoti occupazionali. L'obiettivo, ha precisato, resta quello di assicurarsi che la manodopera straniera non sia sfruttata a danno di potenziali candidati britannici.

Ma ha assicurato che - al contrario di quanto prospettato dalla Rudd nei giorni scorsi - le imprese non saranno messe di fronte alla scelta se rendere note le quote dei lavoratori esteri rispetto ai 'locali' o essere "svergognate" dinanzi all'opinione pubblica. Craig Oliver, gia' braccio destro per la comunicazione di David Cameron, ha definito l'annuncio di Greening "una ritirata controllata" da parte del governo di Theresa May. Le parole di Amber Rudd avevano suscitato reazioni di sdegno e preoccupazione a livello politico in Gran Bretagna, da parte del mondo del business e di attivisti dei diritti umani, ma anche fra esponenti politici e commentatori stranieri, italiani inclusi, e nella comunita' degli stranieri residenti nel regno. Non solo: nello stesso governo, stando al Sunday Telegraph, erano emersi segnali di divisione sull'approccio alla Brexit fra i vari ministri, mentre nel campo dei 'brexiter' non erano mancate prese di distanza. Proprio oggi il Sunday Telegraph cita la reazione di Steve Hilton, ex braccio destro di Cameron, ma sostenitore convinto del divorzio dall'Ue al referendum di giugno, che ha definito "ripugnante" l'idea di pretendere che le aziende mettano in piazza i dati sulla percentuale di dipendenti stranieri che impiegano. Mentre persino un deputato dell'Ukip (destra radicale euroscettica) ha denunciato come inaccettabili le idee della Rudd: "Se le avessimo suggerite noi ci avrebbero bollati come fascisti", e' sbottato.

Politica
I maggiori quotidiani italiani hanno evidenziato il picco delle borse, fisiologico almeno in questa prima fase, e il panico dei mercati europei
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di Angelo Barraco
 
Regno Unito – L’Europa è in subbuglio, la Brexit ha vinto e la Commissione elettorale della Gran Bretagna ha confermato la vittoria dei Leave. Il Regno Unito lascia l’Europa con un consenso pari al 51.9%  e un rifiuto al distacco dall’UE pari al 48.1%. Gli elettori che hanno votato per lasciare l’Europa sono stati 17.410.742, quelli che invece hanno votato per rimanere sono stati 16.141.241. Vi è stata inoltre un’affluenza del 72,2% di cittadini che si sono recati alle urne a votare.

Le dimissioni di Cameron Ma non è tutto, il premier David Cameron si è dimesso e ha dichiarato “Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre, dovrà guidare i negoziati con l'Ue. Il popolo britannico ha votato per uscire dall'Europa e la volontà del popolo britannico sarà rispettata”. Tutto ciò ha portato ad un vertiginoso crollo delle borse, crollano i mercati asiatici e la sterlina. L’indice Ftse Mib cede oltre l’11%, la Borsa di Milano guadagna il 10%. Vi sono perdite superiori al 20% per Mediolanum, Bper, Mps, Bpm, Banco Popolare. Intesa cede il 19%, Telecom perde il 14%; Mediaset, Fca e Generali segnano cali notevoli. Situazione disastrosa anche per le borse europee. Londra per il 5,1%, Atene l’indice Bs Ase perde il 14%, Francoforte il 7,2%, Madrid l’11%. 
 
Le reazioni dal mondo La stampa italiana ha accolto la notizia della virata del Regno Unito evidenziato il picco delle borse, fisiologico almeno in questa prima fase, e il panico dei mercati europei. La linea è stata mantenuta da quasi tutte le maggiori testate nazionali italiane.  Ma cosa scrive invece la stampa estera in merito alla situazione che si sta verificando nel Regno Unito?
 
Spagna - Il quotidiano spagnolo “EL MUNDO” apre con il titolo “Gana el Brexit: Reino Unido decide abandonar la Unión Europea”, sottolineando che è il Regno Unito ad abbandonare l’Unione Europea, ma si parla anche della dichiarazione di Cameron in merito al nuovo primo ministro ad ottobre.
 
Germania La Germania dedica ampio spazio a quanto accaduto. Il quotidiano “ZEIT ONLINE” dedica all’uscita dall’UE e alle dimissioni di Cameron una prima e mette in testa il seguente titolo di lancio “Das Land braucht eine frische Führung”, ovvero “Il paese ha bisogno di una nuova leadership” e una foto di Cameron in primo piano. Sempre sullo stesso giornale vi sono articoli che sottolineano l’importanza dell’evento accaduto “Diese Nacht verändert Europa”, questa notte è cambiata l’Europa. Rimanendo ancora in Germania, il quotidiano “WAZ”, mette in prima pagina la notizia ma si mantiene decisamente meno plateale nell’enunciazione “Premierminister Cameron kündigt Rücktritt an”, ovvero Il Primo Ministro Cameron annuncia le sue dimissioni. Il fronte francese dedica spazio alla vicenda, con aggiornamenti e parsimonioso interesse.
 
Francia Il quotidiano francese “LE MONDE” apre in prima pagina con “En direct :  après la victoire du "Brexit", Cameron annonce son départ dans trois mois”, evidenziando anch’esso come i quotidiani sopracitati, che il Premier ha dato dimissione dopo la vittoria di Brexit. Il quotidiano “LE FIGARO” invece “David Cameron annonce sa démission prochaine”, mettendo in prima pagina la questione relativa alle dimissioni.
 
USA Negli Stati Uniti d'America il “THE NEW YORK TIMES” riporta in prima pagina “Britain Stuns World With Vote to leave E.U.; Cameron plans to resign and markets plunge”, ciò significa che quanto avvenuto in Gran Bretagna ha scosso il mondo, Cameron si dimette e i mercati sono a picco. La “BBC” riporta un grafico sul risultato del referendum, con relative percentuali di voto e numero di votanti. Il titolo di punta è il seguente “Brexit: David Cameron to quit after UK votes to leave EU”, il concetto è sempre lo stesso citato precedentemente.
 
Gran Bretagna Non poteva mancare in questo excursus sulle reazioni riportate dalla stampa mondiale in merito alla brexit  Il quotidiano inglese “THEGUARDIAN” che apre con i risultati delle votazioni che sono i seguenti: Scotland: Remain 62%; Wales: leave 52.5%; Northern Ireland: remain 55.8%; London: remain 59.9%; Rest of England: leave 57%. Il “THE TIMES” riporta in prima pagina “Cameron to quit after Brexit defeat”, facendo riferimento all’uscita di Cameron. 
Farmaci pericolosi in commercio
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Silenzio del produttore, mentre il ministro della Salute Lorenzin e l’AIFA non si sono ancora attivati al ritiro in commercio. Il deputato europeo, l’on Pedicini: “Questo è un vero e proprio atto criminale che non si fa scrupoli neanche davanti la salute dei nostri bambini e dei nostri ragazzi”.

LEGGI ANCHE: SCANDALO PSICOFARMACI MINORI, GLAXO ALTERA I DATI SUI FARMACI DIRETTI AI BAMBINI?

di Cinzia Marchegiani

Lo scandalo emerso sul farmaco a base di Paroxetina sembra trascinare con se oltre gli orrori di una terapia inefficace e pericolosa prescritta a bambini e adolescenti (stimola tendenze suicide), anche un silenzio tutt'oggi persistente da parte delle istituzioni sanitarie e degli organi competenti garanti della tutela e sicurezza dei pazienti. A confutare questa evidenza farmacologica della Paroxetina è stata una ricerca scientifica pubblicata sul British Medical Journal, lo scorso 16 settembre 2015, una tra le più autorevoli riviste mediche al mondo.

Giùlemanidaibambini aveva denunciato questo scandalo il 28 ottobre 2015. Il comunicato stampa del Comitato GiùleManidaiBambini in cui si dava rilievo all’articolo del British Medical Journal, che dimostra l’assoluta irrilevanza scientifica degli studi a supporto dell’autorizzazione della Paroxetina aveva fatto emergere tutti i retroscena di uno studio che sembrerebbe alterato e che di fatto consente la prescrizione di un potentissimo farmaco a bambini e adolescenti che per evidenza neanche risulta efficace.

La scoperta agghiacciante. La revisione sulla Paroxetina, potente antidepressivo prescritto ai bambini dimostrava la pericolosità. Il Comitato Giùlemanidaimbambini a fine ottobre 2015 aveva sollevato e spiegato cosa stava accadendo intorno a questo potente farmaco prescritto ad adolescenti e bambini: “grazie alla recente revisione sistematica promossa dalla più autorevole rivista medica del mondo non lascia spazio a dubbi, i dati che finora hanno giustificato la prescrizione a bambini e adolescenti del potente antidepressivo a base di paroxetina – usato anche in Italia – risultavano falsati dal produttore, la multinazionale farmaceutica GSK – GlaxoSmithKline, e quella molecola è INEFFICACE E PERICOLOSA”.

Studio falsato. La verità dopo 14 anni. Si svela ora come la nebbia al sole la verità su questo studio. Luca Poma giornalista membro dell’Unione Nazionale Medico-Scientifica d’Informazione e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini fa luce su questo scandalo vergognoso, spiegando lo studio cosiddetto “329” che era stato pubblicato nel 2001, a firma di 22 ricercatori, e originariamente pareva confermare l’appropriatezza d’uso per questa molecola nei casi di depressione. In realtà la ricerca fu redatta da Sally K. Laden, una ghostwriter pagata dalla casa farmaceutica che aveva finanziato la ricerca allo scopo di dimostrare l’efficacia della molecola. Ci sono voluti poi 14 anni – e la tenacia di validi ricercatori – per ribaltare i risultati dello studio, e dimostrare che la paroxetina aumenta il rischio di suicidio per i minori che la assumono.

Vendita di Paroxetina alle stelle grazie allo studio falsato. “Dopo lo studio n° 329 del 2001, le vendite della paroxetina e di altri SSRI subirono una fortissima impennata, grazie anche a prescrizioni di medici generici e pediatri, con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono. La paroxetina divenne l’antidepressivo più venduto, con guadagni per centinaia di milioni di dollari e più di due milioni di ricette emesse ogni anno per i soli bambini e adolescenti”, ha commentato Paolo Migone, Medico specializzato in Psichiatria in Italia e in USA.

Istituzioni italiane e produttore in silenzio. Arriva la reazione politica da Bruxelles. Lo studio su questi farmaci a base di Paroxetina non sembrano aver prodotto ancora effetti sul ministero della salute, tanto che da Bruxelles arrivano le reazioni politiche alla notizia del British Medical Journal: l’EFDD chiede il ritiro dal commercio, e scrive una lettera aperta alla Commissione Europea e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Silenzio del produttore.

Lettera indirizzata alla Lorenzin, ministro della Salute e interrogazione urgente. Il coordinatore del Gruppo Parlamentare Efdd- M5S nella Commissione Ambiente e Sanità del Parlamento Europeo, Dott. Piernicola Pedicini, ha inviato una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea. Nella lettera di chiede agli organi competenti italiani ed europei intervengano immediatamente con misure urgenti atte a vietare il commercio del farmaco

Alla Lorenzin chiesto il ritiro dal mercato italiano di farmaci a base di Paroxetina. Al ministro Lorenzin è stato chiesto il ritiro dal mercato italiano dei farmaci a base di Paroxetina; alla Commissione Europea è stato chiesto di attivare una procedura di deferimento all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per una nuova valutazione dei prodotti medicinali a base di Paroxetina (Direttiva 2001/83/Ce) e di aprire un’indagine finalizzata ad accertare se la multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK), che commercializza tutt’ora l’antidepressivo non abbia violato le norme antitrust dell’UE accordando un vantaggio sleale al proprio prodotto.

La nuova ricerca pubblicata su British Medical Journal - afferma Pedicini - non lascia spazio a dubbi: la Paroxetina è ‘inefficace e pericolosa’. Allora questo significa che si specula sulla pelle dei nostri bambini?

L’on Pedicini chiede che lo studio non nemga ignorato e chiede al Minsitro dela salure Beatrice Lorenzin:
1. di sollecitare il provvedimento di revoca delle autorizzazioni di immissione in commercio (AIC) di prodotti a base di Paroxetina dal mercato italiano, motivando la scelta non solo in base al principio di precauzione previsto dal Trattato UE, ma anche sulla base di solidi dati scientifici forniti dallo studio dell’autorevole rivista scientifica British Medical Journal
2. prendere tutte le misure necessarie per avvisare i medici i cui pazienti assumono paroxetina ed i genitori i cui figli vengono trattati con questa molecola a trovare delle alternative terapeutiche più efficaci e soprattutto meno pericolose
3. verificare attraverso le ispezioni se, e in che modo, i titolari delle autorizzazioni di immissioni in commercio abbiano fornito alle autorità italiane elementi carenti, fuorvianti o addirittura falsi, al fine di ottenetre autorizzazioni in messa in commercio o proroghe alla commercializzazione di farmaci a base di paroxetina
4. verificare se il responsabile del servizio farmacovigilanza abbia fornito informazioni di segnalazioni di sospette reazioni avverse gravi o disattese sul territorio nazionale
5. comunicare tutti i dati relativi alla spesa sanitaria sostenuta dallo Stato italiano negli ultimi5 anni per il rimborso di farmaci a base di paroxetina
6. controllare se l’Agenzia Italiana del Farmaco abbia comminato tutte le sanzioni previste dalla normativa in caso di accertata violazione delle norme sulla farmacovigilanza.

Silenzio di tutti su questa evidenza sconcertante. “Stupisce il silenzio quasi assoluto sia degli organismi sanitari di controllo, che della Magistratura, che delle società scientifiche: nessuna chiara presa di posizione, nessuna iniziativa, nessun comunicato stampa. I bambini e gli adolescenti vengono danneggiati da questi prodotti, che continuano ad essere somministrati in modalità off label anche in Italia: le ragioni del business, sulla pelle dei minori, evidentemente sono più forti” commenta Luca Poma del Comitato Giùlemanidaibambini.

Inquietante come la sicurezza dei bambini e adolescenti abbiano priorità minori rispetto ad un business che danneggia i bambini. Un mondo al contrario occorre assistere ogni santo giorno, ogni qulavolta che uno scandalo colpisce le lobby del farmaco . Aberrante e sconcertante è ancoral'assordante silenzio. Il Comitato Giuùlemanidaibambini si è dimostrato sempre attivo nel monitorare questo mondo pieno di inqioetanti contraddizioni istituzionali.

Esteri
Terremoto in casa laburista dove si sono innescate le dimissioni a catena di tutti i leader sconfitti
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di Giuseppa Guglielmino

Londra - Clamorosa vittoria dei conservatori nelle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento di Westminster. Il risultato elettorale permetterà ai conservatori di governare da soli. Terremoto in casa laburista dove si sono innescate le dimissioni a catena di tutti i leader sconfitti: il laburista Ed Miliband, il liberaldemocratico Nick Clegg e l'euroscettico Nigel Farage. I Tory del premier David Cameron hanno superato ogni aspettativa e hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi nella Camera dei Comuni, con 331 seggi. Netta sconfitta dei diretti rivali, il partito laburista di Ed Miliband, che era dato dai sondaggi testa a testa con i laburisti e invece non e' andato oltre i 232 deputati. La sconfitta del Labour e' anche dovuta all'enorme successo dei separatisti scozzesi (lo Scottish National Party, Snp) che si sono accaparrati 56 seggi dei 58 disponibili nella tradizionale roccaforte dei laburisti. L'Ukip ha ottenuto quasi 3,9 milioni di voti, diventando il terzo partito, ma a causa del sistema elettorale e' riuscito a portare a Westminster solo un parlamentare. Neanche il leader euroscettico Nigel Farage, alleato del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, e' riuscito a essere eletto. Grandi sconfitti i liberaldemocratici, di fatto decimati (portano solo 8 deputati in Parlamento), che hanno pagato un prezzo altissimo all'accordo di coalizione con i conservatori, nell'ultimo quinquennio. "Il governo che ho guidato finora ha fatto un buon lavoro e gettato le basi per un futuro migliore: ora bisogna costruire sulle fondamenta", ha sottolineato Cameron, dopo aver ricevuto l'incarico dalla regina Elisabetta II. "Crediamo nel nostro referendum europeo", "dobbiamo credere anche in quello", ha aggiunto, accennando al referendum sull'Ue che ha promesso di indire entro il 2017. Parlando davanti al n.10 di Downing Street, il premier ha assicurato che "con un governo di maggioranza" sara' in grado di mantenere "tutte le promesse". Il 'terremoto' elettorale ha provocato le dimissioni di tutti gli sconfitti. Per primo Nigel Farage che nel collegio di Thanet South ha preso 16.026 voti, non riuscendo tuttavia ad aggiudicarsi il seggio. Il leader dell'Ukip ha mantenuto l'impegno di dimettersi in caso di mancata conquista del seggio, ma si e' lasciato aperto una porta, spiegando che decidera' a settembre se ripresentarsi di nuovo per la guida del partito. Anche Nick Clegg ha lasciato, ammettendo che e' stata la sconfitta peggiore della storia del partito. Infine, si e' dimesso Ed Miliband, che e' si preso tutta la responsabilita' della sconfitta. A traghettare Labour e Ukip verso la nuova leadership saranno due donne: Harriet Harman e Suzanne Evans.
 

Sondaggi
Il gruppo Rape Monitoring (RMG) ha pubblicato il rapporto annuale che dimostra come la percentuale sia notevolmente aumentata.
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7.775 casi nel 2013 e 2014 rispetto A 5674 episodi di stupro su bambini nel 2009 e nel 2010

 

di Cinzia Marchegiani

Londra – Un abuso indicibile spesso mascherato o edulcorato come un atto naturale, in cui le pressioni psicologiche del violentatore condizionamento e plagiano il minore, vittima violata nella carne e nella consapevolezza. Così lo stupro diventa troppo spesso un crimine che vve sottotraccia e reso silenzioso. Nel Regno Unito l’ HMIC l’Ispettorato di Sua Maestà di Constabulary valuta in modo indipendente le forze di polizia e di polizia in tutta l'attività di squadre di quartiere che fronteggiano le forme gravi di criminalità e la lotta contro il terrorismo nel pubblico interesse. L’HMIC ha sorvegliato infiniti dati registrati acquisiti dalla Polizia, dal Ministero della Giustizia, e ha lavorato su raccolte di dati del Metropolitan Police Service e la città di Londra, realizzando controlli crociati per monitorare il territorio e fornire una serie di dati a consentire un'analisi più approfondita di come lo stupro viene affrontato in una particolare area di Inghilterra e Galles.
I dati, appena diffusi dall’ispettorato di Sua Maestà di Constabulary (HMIC), condotto dal gruppo Rape Monitoring (RMG) rilasciano una fotografia aberrante. Il rapporto annuale da poco reso pubblico dimostra che ci sono stati 5674 episodi registrati di stupro bambino nel 2009 e nel 2010, rispetto ai 7.775 casi nel 2013 e 2014. Negli ultimi quattro anni, si è registrata una tendenza terribile in incidenti registrati di stupro, con le azioni penali e condanne invece in diminuzione. I dati mostrano anche che lo stupro adulti è aumentato del 38 per cento dal 9383 casi registrati nel 2009 e nel 2010 per 12.952 nel 2013 fino al 2014.

Si legge che purtroppo gli stessi funzionari di polizia confermano che i tagli di bilancio hanno influito negativamente sul livello di servizio per le vittime di stupro: ”Quasi 17.000 agenti di polizia sono stati tagliati dal 2010. unità specializzate per reati sessuali sono stati sciolti, come gli agenti di polizia hanno in questi ultimi anni è stato schierato in posizioni più generali.”
L’HMIC decide la profondità, la frequenza e aree da ispezionare sulla base dei nostri giudizi su ciò che è nel pubblico interesse. Nel fare questi giudizi, si considerano i rischi per la popolazione, i rischi per l'integrità della polizia, la qualità del servizio, le preoccupazioni del pubblico, l'ambiente operativo, il peso delle ispezioni e dei potenziali benefici per la società derivanti miglioramenti che potrebbero derivare dal controllo .
Di fatto il crimine più nauseabondo viene perpetrato sui minori, che diventano duplici vittime del loro aguzzino, spesso è una persona che fa parte della sua quotidianità, che prima scardina la fiducia del bambino, per agire facilmente andando a manipolare la sua mente, affinché quegli atti terribili rimangano segreti e taciuti.

Per questo motivo nel Regno unito partirà un corso all’interno delle scuole che coinvolgeranno per ora ragazzi di 11 anni, cui verrà insegnata la sostanziale differenza tra stupro e sesso consensuale. Questi progetti sottoposti alle classi detti di "consenso" permetteranno di affrontare le preoccupazioni che gli stessi adolescenti vivono, perché appunto sottoposti a una pressione senza precedenti per avere rapporti sessuali in età precoce.
Le classi inizieranno quest'anno e verrà insegnato ai bambini come riconoscere e rispondere alla pressione sessuale, alla coercizione e alle tecniche manipolative, compreso mentire.
Una delle tecniche che possono essere impiegate è il " vicolo della coscienza ", un incontro originariamente ideato per aiutare gli attori di una probabile scena e imparare ad interfacciarsi con i loro personaggi. Questo corso presto sarà utilizzato nelle scuole inglesi per insegnare ai bambini i pericoli e dilemmi di consenso al rapporto sessuale.

Un universo di grande fragilità dei figli minori emerge dalla nostra attuale civiltà, frenetica e poco attenta alle sfumature caratteriali in cambiamento. Figli silenti, assenti e lontani che vivono vergogne che non sanno comprendere o come raccontare, dove il pedofilo e lo stupratore manipola mentalmente la sua capacità intellettiva. L’abuso perpetrato al minore diventa così un segreto impossibile da confessare, dove l’atto carnale diventa una colpa che è meglio dimenticare. La sensibilizzazione in questa direzione porta a prendere coscienza del proprio corpo, dell’inviolabilità che nessuno può circuire né con la forza fisica e né tanto meno quella psicologica. Il Regno Unito affronta così il mostro del secolo, gli stupri silenti che rovinano generazioni intere. Un atto dovuto, visto il report dei casi appena pubblicato. Mai è troppo tardi per iniziare a proteggere i minori.

Intanto si continua a combattere a Kobane, dove i curdi guadagnano postazioni. La Turchia dichiara che non concederà basi aeree agli Usa.
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di Maurizio Costa

LONDRA - La polizia britannica continua ad indagare per stanare presunte cellule terroristiche affiliate all'Isis in Inghilterra. Dopo i tre arresti di ieri, oggi le forze dell'ordine hanno fermato altre sei persone, tre uomini e tre donne, accusate di essere terroristi islamici.

Questi sei indagati sarebbero accusati anche di aver premeditato attacchi terroristici all'estero.

L'Inghilterra, insieme alla Francia e alla Germania, è uno dei paesi con più popolazione islamica in Europa e il rischio di far arrivare l'Isis anche a Londra è altissimo.

Intanto, a Kobane continuano i combattimenti. I raid Usa hanno permesso ai curdi che difendono la città di tirare un po' il fiato e di sferrare una controffensiva contro i miliziani dell'autoproclamato califfato.

I peshmerga hanno conquistato qualche zona della città a Sud e ad Est, riuscendo ad uccidere 13 jihadisti. Qualche colpo di mortaio è stato sparato anche vicino al valico di confine con la Turchia, che, dal canto suo, rimane a guardare senza intervenire.

I carri armati turchi rimangono schierati al confine mentre il popolo curdo muore sotto i colpi dell'Isis. La Turchia vorrebbe evitare l'intervento in Siria perché la sconfitta dei jihadisti porterebbe a un aumento del potere del dittatore Assad, acerrimo nemico della Turchia.

Inoltre, i turchi sono contrari ad aiutare il popolo curdo, che da anni porta avanti una campagna di indipendenza dalla Turchia.

I jihadisti si trovano anche in Iraq, dove hanno conquistato la regione di Hit dopo una ritirata strategica dell'esercito iracheno.

La Turchia, intanto, smentisce le voci intorno alla cessione della base aerea di Incirlik agli Stati Uniti. Fino a nuovo ordine, nessun aereo a stelle e strisce potrà usare il territorio anatolico come base prima dei bombardamenti sulla Siria e Sull'Iraq.

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