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Critiche da ogni parte
Alfano strizza l'occhio al PD
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – La corsa a Palazzo D'Orleans per le prossime elezioni regionali previste per il 5 novembre offre già spunti interessanti e bagarre a mai finire. A pochi giorni dalla decisione del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micchichè di stabilire una intesa con Angelino Alfano che sembrava compiere un passo indietro sugli accordi con il centro sinistra, oggi invece si assiste ad un nuovo capitolo delle complesse strategie politiche messe in atto per raggiungere una certa stabilità necessaria per presentarsi forti e coesi all'elettore che dovrà rimescolare lo scacchiere nel comparto amministrativo della Regione Sicilia. Dopo la rottura di Forza Italia con il candidato Nello Musumeci adesso invece una riapertura sembra tenere banco tra le fila del centro destra: "La soluzione Nello Musumeci è in piedi ma c'è anche una ipotesi Armao". Il coordinatore Gianfranco Miccichè ammette di non essere riuscito a chiudere l'intesa nel centrodestra con Angelino Alfano che al momento invece sembra vicino ad un accordo con il centro sinistra e impegnato a convincere dissidenti di Area Popolare. Nel centro destra stesso anche Miccichè non è immune da critiche levate dal deputato della Lega Alessandro Pagano: "Lui sa che oramai Alfano si è accordato con la sinistra e che il loro candidato sarà Giovanni La Via. Per il PD si tratta di una gatta da pelare in meno dopo il "niet" di Grasso, dopo il fallimento di Rosario Crocetta e dopo che non hanno indetto primarie. A sinistra sono convinti di perdere ma con dignità e di questo si accontentano". Un quadro che non ha risparmiato critiche anche nelle fila dei pentastellati che nella voce di Alessandro Di Battista,  impegnato nel territorio a sostegno del candidato Giancarlo Cancellieri, esprime apertamente il suo dissenso: "Litigano i partiti fra loro, pensa a che livello di disperazione sono arrivati". Il candidato del movimento usa toni altrettanto forti ma prende di mira la "mala gestione" della Regione Sicilia: "Il deficit della regione è di 5,8 miliardi e l'ha fatto chi chiama il movimento 5 stelle inesperto. Se andremo al governo la prima cosa che farò sarà quella di rivolgermi alla Corte dei Conti e li porterò i libri". Cancellieri parla pure dell'annoso argomento degli sbarchi: "Chiederò di diventare commissario straordinario agli sbarchi: per i porti siciliani devono decidere i siciliani. Oggi la Sicilia è la porta di ingresso del flusso migratorio Piangiamo i morti ma la situazione è intollerabile e oggi non abbiamo voce in capitolo mente nella capitale i ministri litigano senza trovare soluzioni". 
Politica
Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale
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di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Nuovo capitolo estivo nella corsa alle regionali previste per il prossimo 5 Novembre. Dopo la rinuncia alla candidatura dell'attuale Presidente del Senato Pietro Grasso seguita dalla immediata candidatura dell'attuale Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, anche il centrodestra è alle prese con una nuova polemica che porta scompiglio nelle fila di Forza Italia che fino a pochi giorni fa vedeva in Nello Musumeci il candidato ideale da presentare alle elezioni.

Ad oggi invece si rimescolano le carte e Forza Italia torna sui suoi passi rompendo con Musumeci a favore del coordinatore in Sicilia Gianfranco Miccichè che "aggiorna" le preferenze di Forza Italia motivate forse dal clamoroso riavvicinamento di Alfano a Silvio Berlusconi avvenuto pochi giorni fa. Angelino Alfano sembra tornare sui suoi passi e abbandonare il suo avvicinamento al centro sinistra; una sorta di "figliol prodigo" che torna nelle file di Forza Italia rafforzando cosi lo schieramento per renderlo più forte in vista delle prossime elezioni in Sicilia.
 
La tensione ovviamente è salita immediatamente e Nello Musumeci,  tutt'altro che disposto ad essere messo da parte, fa sapere che le divisioni all'interno delle coalizioni sono quasi sempre foriere di sconfitte e Schifani è intervenuto per stemperare la polemica: "La politica dei veti eccessivi è un limite per le grandi alleanze responsabili, Miccichè e Musumeci dovrebbero subito tornare a parlarsi nel nome degli interessi della nosta terra". I giochi per il Palazzo d'Orleans si arricchiscono di ulteriori sfide e Angelino Alfano stesso cerca di ricucire accordi con Miccichè mentre la rottura con Musumeci sembra essere gradita dai centristi che tendono verso la creazione di un nuovo e  grande partito popolare italiano.

Nelle fila dei pentastellati oggi Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista aprono i loro giochi di campagna elettorale con un mese fitto di incontri, riunioni e partecipazioni in mezzo ai cittadini, nelle spiagge e nelle saghe di paese a contatto con la popolazione locale. I due leader appoggeranno il candidato Giancarlo Cancellieri ed oggi presenzieranno a Marina di Ragusa. Il M5S dovrà dapprima fare i conti però con la fragilità della loro piattaforma che recentemente è stata "hackerata" con la clamorosa pubblicazione in rete dei numeri di cellulare di tutto "il corpo dirigenziale" del movimento. La famosa piattaforma Rousseau, strumento basilare per le modalità di adesione, iscrizione e tant'altro, si è vista compromessa ancora di più quando l'hacker responsabile della violazione ha fatto sapere d'essere in grado pure di poter cambiare i voti degli elettori per le prossime elezioni. Fatto gravissimo che mette a repentaglio la sicurezza, la credibilità e la segretezza del voto. 
Politica
Il Premier Renzi: “Approfondiamo e chiudiamo la partita”
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di Angelo Barraco
 
L’argomento Unioni Civili è un argomento che fa discutere molto i nostri politici, le tv, i giornali, ma anche gli amici al bar o all’università. Chiunque ne parla e dice la sua, ma chi dovrebbe decidere sui diritti altrui sembra avere ancora dubbi. Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, nel corso de La Telefonata di Belpietro su Canale 5, ha parlato di Unioni Civili e si è espresso in questi termini: “Se ci dovesse essere con il premier un accordo su un emendamento che riscriva il testo di legge sulle unioni civili con l'eliminazione delle adozioni e dell'equiparazione al matrimonio, si potrebbe votare con la fiducia, ma io credo che un testo così si possa votare con il consenso di altri settori del parlamento, andando oltre la maggioranza di governo: credo che ampi settori di Forza Italia voterebbero una legge così”. La legge sulle Unioni Civili è ad un bivio: o cerare un’intesa di governo con Ncd o puntare sui Cinque Stelle. Secondo il Premier Renzi saranno i senatori Dem a votare per decidere, convocati martedì alle ore 20:00. Ma il fulcro del problema è la “Stepchild adoption” ovvero l’adozione del figlio del partner. Il Premier ha precisato che martedì alle 20 in Senato “approfondiamo e chiudiamo la partita” sulle unioni civili. Lo ha riferito durante l’assemblea del partito, aggiungendo: “Ho dato disponibilità a partecipare ed e' fondamentale che non si corra il rischio che in nome di uno squallido gioco politico da parte di alcune forze pronte a tutto pur di fare del male al Pd, si faccia del male anche a delle persone che hanno il diritto di guardare al futuro senza paura”. Numerosi interventi nel corso dell’assemblea, si parla del rischio di affidarsi al M5S o cercare intesa con Ncd e il senatore Renato Schifani sottolinea che gli alfanini chiedono che la Stepchild adoption venga stralciata. In molti dicono no allo stralcio. Intanto il M5S lancio un appello di Luigi Di Maio: “Sulle unioni noi ci siamo al 100%, il Pd la vuole votare?”, Dem risponde: ” Un giorno dicono sì, l'altro no. Potevano votare il canguro” dice Rosato. 
Politica
L’emendamento di Francesco Paolo Sisto (FI) è stato approvato a scrutinio segreto con 247 si e 219 no
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di Angelo Barraco
 
Roma Il Governo è stato battuto alla Camera su un emendamento di Forza Italia. La Legge per introdurre il reato di omicidio stradale è in discussione in Parlamento da oltre un anno. Il testo è stato approvato il 10 giugno scorso a Palazzo Madama, ma era in discussione dal 15 luglio del 2014. L’emendamento di Francesco Paolo Sisto (FI) è stato approvato a scrutinio segreto con 247 si e 219 no, malgrado il parere contrario del governo, l’approvazione di un emendamento lo rispedisce al Senato. Dopo l’enunciazione del risultati, dai banchi dell’opposizione è scoppiato un fragoroso applauso e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti ha commentato: “Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall'incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose non e' soggetto all'arresto stabilito per il caso di flagranza di reato”. Ettore Rosato del PD aveva chiesto all’Aula di respingere l’emendamento per consentire alla proposta di Legge di giungere oggi stesso al via definitivo, ma il suo tentativo è andato in vano. Renato Brunetta (FI) ha commentato: “Ha vinto il diritto”, si legge poi sulla sua pagina: “Questo voto non può passare inosservato e non si può far finta di niente. Ha vinto il buon senso, ha vinto il diritto e la sua interpretazione corretta. Però dal punto di vista politico, dopo l'accorato appello del capogruppo Rosato, si apre un problema per il governo e per la maggioranza, e si apre sul tema della giustizia, sul tema della prevaricazione costante anche contro il buonsenso da parte di questo governo e da parte della maggioranza” e aggiunge “Ieri al Senato è passata la riforma Costituzionale senza i voti della maggioranza che si è fermata a 158 avendo bisogno dei voti raccattati dai vari transfughi per poter far passare la riforma Costituzionale. Siamo arrivati a questo punto”. Matteo Renzi il 10 giugno del 2015 scriveva su Twitter: “Un impegno che ho preso da sindaco con famiglie vittime di incidenti: punire omicidio stradale. Oggi prima lettura ok Senato #lavoltabuona”. Roberto Occhiuto (FI)  ha detto invece: “Ho chiesto il voto segreto sul nostro emendamento, presentato dal collega Sisto, al provvedimento sull'omicidio stradale perche' su misure di buon senso e cosi' delicate i parlamentari devono essere liberi di esprimere il loro parere e non devono subito condizionamenti dalle indicazioni di voto date dal loro partito” aggiungendo “al Senato su questo testo e' stata posta la questione di fiducia, e cosi' e' passato questo provvedimento” e ha concluso “la modifica con voto segreto alla Camera e', di fatto, un voto di sfiducia al governo, soprattutto dopo l'intervento del capogruppo del Pd Rosato che non ha posto questioni di merito, ma la necessita' di approvare, a prescindere, la norma”.

Quali sono le pene applicabili con la legge? Saranno introdotti due reati: omicidio stradale e le lesioni stradali. In tali casi il ritiro della patente è previsto per ben 30 anni. E’ previsto l’arresto in flagranza di reato e vi sono pene applicabili per coloro che fuggono fino a a 27 anni di carcere per chi causa la morte di un soggetto guidando in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe e  non soccorre la vittima. Vi è anche un innalzamento della pena rispetto a quello attuale, ovvero dai 10 attuali a 12, invece in caso di alcol la pena è di 7 anni e in caso di droga la pena è di 8 anni. L’articolo 586-bis (sulla morte come conseguenza di altro reato) e il 589-ter (sull’omicidio colposo) stabiliscono pene severe per coloro che commettono un omicidio colposo guidando sotto l’effetto di alcol o droghe (da 8 a 12 anni di reclusione per chiunque guidi con un tasso alcolemico sopra 1,5 grammi/litro o sotto l’effetto di droghe e per i conducenti che svolgano attività di trasporto persone con tasso sopra 0,8 g/l o sotto l’effetto di sostanze). 
L'inchiesta
Diversi i reati che vengono contestati dalla procura: dall'associazione per delinquere alla turbativa d'asta e corruzione.
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di Ivan Galea

Napoli - Ipotesi di turbativa degli appalti nel campo dei rifiuti per il coordinatore regionale della Campania di Forza Italia Domenico De Siano, per il quale il gip di Napoli Claudia Picciotti ha emesso ordinanza di arresto ai domiciliari, inviata per l'autorizzazione al Senato. L'inchiesta è relativa ad alcuni appalti per la raccolta dei rifiuti a Ischia e in alcuni comuni del Napoletano del 2010.

L'inchiesta della Procura vede indagato anche il parlamentare Fi-Pdl Luigi Cesaro, già messo sotto i riflettori della magistratura nel 2011 per il suo rapporto con il clan camorristico dei Casalesi e per il quale nel 2014 la procura di Napoli chiese l'arresto, poi annullato dal Tribunale del Riesame del capoluogo campano per carenza di gravi indizi di colpevolezza. L'attuale inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino e dai Pm Graziella Arlomede e Maria Sepe a seguito delle indagini portate avanti dalla squadra mobile di Napoli.

Diversi i reati che vengono contestati dalla procura: dall'associazione per delinquere alla turbativa d'asta e corruzione. Gli uomini della squadra mobile hanno fatto scattare le manette per Oscar Rumolo, stretto collaboratore di Domenico De Siano. Rumolo, che lo scorso novembre era stato assunto dal Comune di Lacco Ameno, in provincia di Napoli, con la qualifica di responsabile del servizio finanziario e tributi e sempre dallo scorso mese di novembre distaccato presso la commissione consiliare regionale della "Terra dei Fuochi", si trova ora ai domiciliari. Tra gli indagati anche Vittorio Ciummo, imprenditore della Ego Eco, per il quale sono stati ordinati gli arresti domiciliari. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria invece per Salvatore Antifono, già consigliere comunale di Torre del Greco, Vincenzo Rando, responsabile ragioneria del comune di Forio, Giulia di Matteo, segretario generale del Comune di Monte di Procida, Francesco Iannuzzi, già sindaco di Procida, Carmine Gallo, legale della Cite e Carlo Savoia, dipendente Cite.

Nell'inchiesta esiste si parla anche di  tesseramenti a Forza Italia. Dalle intercettazioni effettate tra il  2011 - 2012 emerge infatti una "attività di procacciamento di tesserati operata da Rumolo in vista delle elezioni del 2012 per il congresso provinciale del partito". Una attività che "serviva a potenziare la corrente rappresentata da De Siano, in vista delle elezioni politiche". “Porta la carta d’identità tua e di tuo padre…”. “Porta la carta d’identità tua, dei parenti…”. “Recupera 10, 15 carte d’identità, va bene anche la fotocopia…”. Queste alcune tra le intercettazioni fatte ai diversi personaggi di Forza Italia a Napoli tra i quali sono spiaccati i nomi di Oscar Rumolo, di Domenico De Siano. Le telefonate intercettate dagli inquirenti alla vigilia del congresso napoletano del partito di Berlusconi del marzo 2012. È stato altresì accertato che per gonfiare il tesseramento Pdl, venivano piazzati dei fiduciari davanti alle sale Bingo con la finalità di "adescare" i giocatori, offrendo loro un buono da 10 euro per la sala giochi in cambio dei dati anagrafici per la tessera. Un giro di affari, quindi, che è stato ricondotto al duo De Saino - Cesaro finalizzato a gonfiare il numero di adesioni al Pdl per farle “pesare” al momento delle candidature alle politiche. E per quelli che ne "portano" di più, anche la promessa di qualche nomina. La parte dell'inchiesta riguardante il "tesseramento" ha rafforzato negli inquirenti la convinzione dell’esistenza di un’associazione a delinquere che vedeva nel senatore De Siano, all’epoca consigliere regionale della Campania, “l’organizzatore, con il compito di sovrintendere ai rapporti con gli altri politici, anche sulla scorta di indicazioni provenienti dai vertici locali del Pdl-Forza Italia”. Il gip Claudia Picciotti ha  evidenziato quindi "l’esistenza di un vincolo molto forte tra lo stesso Cesaro, De Siano e Rumolo finalizzata a una indefessa opera di procacciamento di tesserati - anche falsi o oggetto di compravendita - con lo scopo di far apparire la corrente del Cesaro la più votata all’interno del partito Pdl, con conseguente assunzione di posizione predominante nella predisposizione delle liste elettorali, basate sul sistema delle ‘liste bloccate‘”.
 

Amministrative
L'ex premier sulla sinistra: " Non ha fatto nulla di nuovo, si è preso meriti non suoi inaugurando cose che avevamo fatto noi"
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Redazione

Milano - “C’è un bisogno drammatico di cambiamento. La sinistra ha dato prove pessime nel governo delle città in cui è riuscita ad avere i suoi sindaci. Milano è tra queste. Non ha fatto nulla di nuovo, si è preso meriti non suoi inaugurando cose che avevamo fatto noi. Noi cercheremo di avere un sindaco che si comporti come un milanese vero, noi siamo gente concreta che ha voglia di lavorare”. Lo ha detto Silvio Berlusconi inaugurando la campagna elettorale per le comunali. “Noi con questo gazebo siamo qui a domandare ai milanesi quali sono le cose che vorrebbero veder realizzate nel loro quartiere. Abbiamo già raccolto 4mila risposte particolari che saranno elaborate per un programma per i primi 100 giorni di governo”. “Al di là di tutte le dichiarazioni buoniste, ci hanno tolto la sicurezza, ci sono troppi quartieri abbandonati a se stessi. Non siamo sicuri nè nelle strade nè a casa nostra perché aumentano furti nelle abitazioni e chi viene trovato a rubare non viene trattenuto”.

politica
Allo scoccare dei 79 anni conferma la sua intenzione di restare "in campo"
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Redazione

Torna ancora sulla scena Silvio Berlusconi, e allo scoccare dei 79 anni conferma la sua intenzione di restare "in campo" ("sento la responsabilità del paese"), conferma il no alle riforme di Renzi, mentre glissa sulla premiership per non infastidire Matteo Salvini (con cui ha presto si chiarirà in un faccia a faccia che però tarda ad arrivare). "Non ho mai detto di voler fare il candidato premier, ho sempre detto di voler fare il regista e poi a questa età non si coltiva questo progetto", ha puntualizzato il Cavaliere in occasione della cena con i parlamentari azzurri per festeggiare il compleanno. Di certo però - ha assicurato - resterà alla guida di Forza Italia, la sua creatura su cui punta ancora tutte le carte: "Tra due anni sarà il primo partito, mi sono sempre dato traguardi impossibili, poi raggiunti sempre al cento per cento. Riuscirò anche questa volta", ha garantito il Cav, cercando anche di rassicurare gli azzurri e allontanare lo spettro di nuovi addii dal partito. Se ne sono andati? "Siamo contenti. Ora siamo più uniti e coesi", ha sdrammatizzato Berlusconi. Il clima dentro il partito però non è dei migliori e la paura che altri parlamentari possano seguire le orme di Denis Verdini resta alta. Gli addii poi non riguardano solo i parlamentari ma anche sul territorio Fi continua a perdere pezzi. Dopo Bologna, dove tre consiglieri azzurri hanno dato vita ad una lista in contrasto rispetto alla scelta del futuro candidato sindaco, oggi è il turno del Trentino Alto Adige con le dimissioni del coordinatore Enrico Lillo. L'esponente azzurro ha inviato una lettera a Berlusconi per comunicare la decisione di lasciare il suo incarico. Insomma la situazione continua ad essere delicata ecco perchè l'intervento dell'ex capo del governo, al di là dei festeggiamenti, ha lo scopo di serrare i ranghi del partito. L'ex premier coglie l'occasione per ribadire ancora una volta l'intenzione di tornare sulla scena politica convinto che la sua presenza possa aiutare Fi a risalire la china dei sondaggi. Un messaggio chiaro che il Cavaliere utilizza per rassicurare i suoi ma per mandare un messaggio forte anche a Matteo Salvini che non fa mistero di avere altre idee sulla leadership del centrodestra: "A Berlusconi non chiedo prudenza ma coraggio" è il messaggio lanciato dal segretario del Carroccio. Il faccia a faccia tra i due - come si diceva - non è stato ancora fissato, anche perchè spiegano i berlusconiani, se non si fa chiarezza su alcuni punti è inutile vedersi. Prima ancora della ricomposizione del centrodestra infatti Forza Italia e Lega devono sciogliere il 'nodo' della candidatura al comune di Milano. Un passaggio fondamentale anche per capire gli equilibri di forza dei due partiti. All'incontro conviviale hanno partecipato molti parlamentari azzurri che per i 79 anni del Cavaliere hanno fatto una inedita colletta per l'acquisto del regalo: ogni parlamentare infatti ha contributo con 50 euro all'acquisto di un manoscritto del 1500

Politica
Mercoledì nasce un nuovo gruppo
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Redazione

E' divorzio e non c'è niente da fare. Si è risolto con un nulla di fatto l'incontro tra Denis Verdini e Silvio Berlusconi richiesto dall'ex premier per evitare un ulteriore strappo in FI. Nel pranzo tenutosi a palazzo Grazioli, alla presenza anche di Letta e Confalonieri, Verdini, viene spiegato da fonti parlamentari, ha confermato l'intenzione di lasciare il partito, convinto di avere i numeri per un nuovo gruppo al Senato. Il nuovo gruppo, nelle intenzioni dei verdiniani, dovrebbe nascere martedì o mercoledì prossimo.

Intanto Verdini è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Firenze, Anna Liguori, nell'ambito di un procedimento in cui vengono ipotizzati i reati di bancarotta fraudolenta e di bancarotta preferenziale in relazione al fallimento di un'impresa edile di Campi di Bisenzio, in provincia di Firenze.

Azienda alla quale era stato concesso un affidamento da parte del Credito cooperativo fiorentino. Il coinvolgimento di Verdini viene ipotizzato in relazione al suo ruolo di presidente della banca all'epoca in cui si svolsero i fatti.

Sono stati rinviati a giudizio anche i due imprenditori titolari dell'azienda, padre e figlio. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 13 ottobre.

politica
Ma la maggioranza si blinda anche 'facendo fuori' i vicepresidenti targati M5S
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A. D. M. 

Fuori definitivamente senza se e senza ma, un modo per celebrare le esequie di una stretta di mano che si è verificata perdente col passare del tempo. Saltano tutti i presidenti delle commissioni parlamentari targati Forza Italia. La fine del Patto del Nazareno passa anche attraverso il rinnovo della guida delle 14 commissioni della Camera, rinnovo che arriva sempre a meta' della legislatura. Le previsioni della vigilia delle votazioni sono tutte confermate e sanciscono la scelta del Pd di fare a meno definitivamente dell'ex alleato Forza Italia, ormai nel ruolo di opposizione.
Ma la maggioranza si blinda anche 'facendo fuori' i vicepresidenti targati M5S con una sola eccezione, quella di Alfonso Bonafede, l'unico riconfermato nel ruolo di vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio. Non sono stati eletti, invece, tutti gli altri vicepresidenti a 5 stelle: Alessandro Di Battista agli Esteri, Carla Ruocco alle Finanze, Giorgio Sorial al Bilancio, Danilo Toninelli agli Affari Costituzionali, Davide Crippa alle Attivita' produttive.
Confermati, invece, gli ex M5S come Massimo Artini, Walter Rizzetto e Adriano Zaccagnini. Questi i nuovi presidenti delle commissioni della Camera: il capogruppo di Scelta Civica, Andrea Mazziotti di Celso, sostituisce l'azzurro Francesco Sisto alla guida della commissione Affari Costituzionali. Sostituito anche Elio Vito (FI) da presidente della commissione Difesa dal deputato Pd, Francesco Saverio Garofani.
Alla commissione Finanze, il presidente di FI (almeno in origine, perche' ormai fittiano) Daniele Capezzone e' stato sostituito da Maurizio Bernardo, deputato di Ap. La Dem Flavia Piccoli Nardelli, gia' vicepresidente della commissione Cultura, subentra come presidente al posto di Giancarlo Galan. Alla guida della commissione Affari Sociali, invece, e' stato eletto Mauro Marazziti deputato 'Per l'Italia-Centro Democratico' che sostituisce Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica).
Confermati poi tutti gli altri presidenti: Donatella Ferranti (Pd) alla Giustizia; Francesco Boccia (Pd) al Bilancio; Fabrizio Cicchitto (Ap) agli Esteri; Ermete Realacci (Pd) all'Ambiente; Cesare Damiano (Pd) al Lavoro; Luca Sani (Pd) all'Agricoltura; Guglielmo Epifani (Pd) alle Attivita' produttive; Michele Meta ai Trasporti e Michele Bordo (Pd) alle Politiche Europee

Politica
Raffaele Fitto rompe gli indugi e alla trasmissione in ½ ora, al cospetto di Lucia Annunziata, mette il punto, in via del tutto ufficiosa per adesso, alla sua permanenza in FI
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di Matteo La Stella

Raffaele Fitto rompe gli indugi e alla trasmissione in ½ ora, al cospetto di Lucia Annunziata, mette il punto, in via del tutto ufficiosa per adesso, alla sua permanenza in FI. Una risposta netta quella dell'europarlamentare dissidente, che arriva sulla scorta delle parole esplosive lanciate da Silvio Berlusconi durante il suo tour promozionale in Puglia per appoggiare Adriana Poli Bortone. Proprio da Lecce, il Cavaliere, aveva definito l'europarlamentare un “traditore” per aver varato la lista “oltre con Fitto” in vista delle elezioni regionali in Puglia. -”Qualcuno voleva andare oltre, ma per me è andato fuori" , aveva ironizzato Silvio Berlusconi esternando la scissione dal ribelle. Queste parole avevano innescato un botta e risposta della durata di due giorni, che il 17 maggio ha visto il suo epilogo andare in onda su Rai 3. 
L'europarlamentare, già lontano dalla dottrina del partito dai tempi del patto del Nazareno, afferma -”Forza Italia non c'è più”-. Per Fitto -” FI è un capitolo chiuso”- e Berlusconi una -”leadership che ha concluso la sua esperienza”-. -”Noi”-, dice l'ormai “divorziato” europarlamentare-”abbiamo bisogno di andare oltre per un centro destra moderno”- riferendosi alla sua neonata lista che, passate le elezioni parlamentari, sogna un posto nel panorama politico nazionale. Durante il suo intervento, Fitto annuncia anche di aver inviato due lettere: la prima al capogruppo del PPE (Partito Popolare Europeo) in cui allega le spiegazioni del suo allontanamento dal partito. La seconda lettera, invece, all'indirizzo del capogruppo dei Conservatori e Riformisti Europei al quale esprime il desiderio di aderire allo schieramento. Fitto sembra abbagliato dai moderati inglesi, e ritiene che un passo nella loro direzione possa essere il -”Primo ed importante punto di riferimento”-. Inoltre, per accentuare la spaccatura che sta interessando il suo ex partito, annuncia che sono tante le persone che in FI condividono la sua posizione, ma che non hanno il coraggio di ammetterlo.
All'addio di Fitto, l'ex premier Berlusconi risponde che da FI ogni tanto c'è qualcuno che se ne va, ma -”Ci tolgono un peso”- e chi è uscito dal partito - “non è mai finito molto bene”-. Sottolinea, infine, come al paese non servano i -"Mestieranti della politica"- ai quali della gente non interessa nulla.
La sassaiola di dichiarazioni, che li vede protagonisti in casa FI ormai da alcuni mesi, sembra essere al tramonto. Silvio Berlusconi gli indica la porta mentre Fitto sta mettendo gli ultimi consensi in valigia, prima di partire formalmente alla conquista del centro destra.

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