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Emergenza migranti
Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza.
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di Paolino Canzoneri

 

Il progetto SPRAR ossia Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati si rivolge ai richiedenti e/o titolari di protezione internazionale di minori/adulti e nuclei familiari. Lo scopo principale è l'accoglienza e l'accompagnamento all'autonomia e l'inclusione sociale dei beneficiari dell'accoglienza. Gli interventi previsti vanno dal vitto all'acquisizione di strumenti per l'autonomia, in sintonia con i servizi e le opportunità offerte dla territorio in cui esiste il progetto SPRAR. 
 
L'Osservatore d'Italia oggi vuole focalizzare il suo interesse per questo progetto esteso su tutto il territorio nazionale per sondare e comprendere gli sviluppi e le difficoltà che emergono per il corretto svolgimento delle attività dei centri. Sembra che da più parti persista una seria preoccupazione circa i centri di accoglienza oramai giunti al collasso per varie motivazioni legate forse a difficoltà gestionali del Comune. Difficoltà e criticità dovute sopratutto alla mancanza di destinazione delle risorse ministeriali. Il presidente della Consulta delle culture Adham Darawsha ha recentemente parlato di chiara "incapacità gestionale del Comune" e "già a settembre dello scorso anno il Comune non ha destinato le risorse ministeriali in tempi rapidi" lasciando i centri senza soldi e senza stipendi. Ad aprile le somme relative al 2015 erano state erogate mentre per il 2016 il ministero sembra abbia stanziato il 40% del dovuto ma i pagamenti sono fermi. Chiaramente una situazione piuttosto scomoda e insostenibile da risolvere nel minor tempo possibile per riavviare serenamente tutte le attività dei centri. 
 
Noi de L'Osservatore d'italia abbiamo contattato il Consorzio Sol.Co. Rete di Imprese Sociali Siciliane che opera in una vastissima area dell'intera regione Sicilia che ringraziamo per la gentile e gradita disponibilità. 
 
Il centro si occupa del coordinamento educativo, dei servizi educativi ed ausiliari, del servizi di supporto psicologico, di gestione della struttura, dell'accoglienza materiale e delle spese di integrazione. Si definiscono un Consorzio di Imprese sociali che, intraprendono la strada della cooperazione sociale in Sicilia, ha fatto dei valori di solidarietà, integrazione, promozione e garanzia della qualità del lavoro sociale il fulcro di tutto il sistema cooperativo e delle attività messe in campo a servizio delle persone svantaggiate. 
 
Abbiamo posto delle domande alla dottoressa psicologa e psicoterapeuta Francesca Pruiti che oltre a darci un chiaro ed esaustivo quadro generale delle attività del centro in relazione al progetto SPRAR, ci ha fatto comprendere le difficoltà che possono emergere nell'attuazione del progetto stesso. Estratti di questa intervista saranno trasmessi all'interno della quinta puntata di "Officia Stampa" in onda streaming giovedi 16 Febbraio alle 18.00 sul canale YouTube Officina Stampa. Buona visione
 

Politica
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La città metropolitana può rinascere solo con Giorgia, -  dal bando  di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) aggiornato al 19 febbraio nel territorio della città metropolitana di Roma in arrivo 4000 immigrati

 

di *Marco Silvestroni

È di questi giorni la notizia che nel 2015 risultano in condizione di grave deprivazione 1 milione 340 mila minori, pari al 13% della popolazione con meno di 18 anni. Lo ha riferito il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione alle Commissioni Bilancio di camera e Senato sul Def. 'Questa quota, che prima della crisi si attestava a livelli prossimi all'8% e che nel 2012 ha raggiunto il picco del 16,8%, e' ferma intorno al 13% da tre anni - ha aggiunto Alleva - Il dato nazionale del 2015 e' il risultato di andamenti territoriali diversi: migliora la situazione del Mezzogiorno (dal 24,2% registrato nel 2014 al 20,8% del 2015), pur mantenendosi su livelli considerevolmente piu' alti, mentre peggiora quella del Centro (da 6,8% a 9,9%)'. .

In italiano il termine “deprivazione” usato elegantemente dal presidente dell’istat  per definire la situazione di oltre un milione di minori in Italia,
  vuol dire “Privazione o insufficienza di elementi o condizioni essenziali al compiuto sviluppo e alla soddisfazione delle necessità dell'individuo. Nel manuale operativo per la gestione di servizi di accoglienza emanato dal ministero dell’interno si trova che nell’allestimento delle strutture che li ospitano si deve prevedere frigoriferi e spazi di conservazione degli alimenti;

‐ lavatrici e gli altri accessori di lavanderia (stendini, bacinelle, tavola da stiro, ecc.).

Testualmente nel manuale si evince che si possono, inoltre, prevedere: ‐ uno spazio per la televisione; ‐ un collegamento satellitare per consentire la visione dei canali esteri (secondo modalità puntuali e attuabili che possano garantire una condivisione dell’opportunità, senza renderla causa di tensioni); ‐ un accesso a internet, e sempre in questo fantastico manuale è previsto la  garanzia per  l'approvvigionamento alimentare oltre che - una scheda telefonica e/o ricarica, nei tempi e nelle modalità previsti dal patto di accoglienza; - l’abbonamento al trasporto pubblico urbano o extraurbano al fine di garantire l’accesso ai servizi e/o ai luoghi di socializzazione; - articoli di puericultura, vale a dire tutti quei prodotti necessari a far dormire, a far mangiare, a trasportare, a curare l’igiene del bambino (lettini, seggioloni, box, culle, passeggini, biberon, tettarelle. Sono previsti contributi per l’alloggio quando escono dal progetto di accoglienza e il contributo è destinato a coprire alcune spese, come: la caparra; i costi di agenzia; spese di registrazione del contratto; prime mensilità (anche in modo parziale); prime spese condominiali; prime spese di utenze (soprattutto per allaccio). E per uscire dal progetto di accoglienza sono previsti anche Il contributo alloggio consiste in un supporto economico concesso al beneficiario in uscita dal progetto di accoglienza, per agevolare il percorso di inserimento socio-economico-abitativo, un contributo destinato all’acquisto di mobili, elettrodomestici e altri oggetti destinati all’allestimento di un’abitazione da parte di titolari di protezione internazionale che accedono a un alloggio autonomo. Nelle famiglie italiane spesso non si ha un pc e una connessione per iscrivere i figli telematicamente a scuola è questa l’ingiustizia di una Stato che va nella direzione sbagliata, ma non finisce qui perché ai progetti territoriali dello SPRAR è consentito rendicontare un massimo di spesa di 2.000 euro, ed infine un contributo una tantum in supporto di beneficiari in uscita da un progetto territoriale di accoglienza e con un percorso di integrazione del quale non si conoscono o non sono facilmente individuabili i vari passaggi e dettagli.

L’importo massimo, dice il manuale di Alfano,
del contributo non può superare i 250 euro pro capite ed è calcolato in maniera modulare rispetto al nucleo familiare, salvo deroghe concesse dal Servizio Centrale a seguito della presentazione di una relazione, in cui siano puntualmente presentate le motivazioni della richiesta.

Un ragazzo italiano spesso non può andare all’università perché la famiglia non può garantire economicamente le spese di iscrizione dei testi e di viaggio, giovani coppie non fanno figli perché non potrebbero sostenere le spese. Non posso accettare che il 10 % dei minori della Città Metropolitana  sia in stato di “deprivazione” e 4000 immigrati abbiano vitto alloggio trasporti e incentivi di ogni tipo, solo se il sindaco della città Metropolitana è Giorgia Meloni abbiamo speranza che le cose cambino.

*capo gruppo Fratelli d’Italia in città metropolitana di Roma Capitale

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