Tag Titolo Abstract Articolo
Cronaca
Il raggiro ha coinvolto almeno 150 persone scelte dai truffatori tra negozianti, commercianti ed artigiani convinti di poter abbattere i costi fiscali
immagine

di Paolino Canzoneri

PALERMO – Due anni e quattro mesi di reclusione; questa è stata la sentenza del processo a carico di Nicolò Regina, la madre Anna Giammarino, la sorella Carmela Regina e la moglie Veronica Rosa rei d'essersi spacciati per rappresentati di una finta azienda tedesca di erogazione di energia elettrica che sul territorio era in grado di garantire il servizio di fornitura a costi decisamente bassi, oltre il 30% in meno rispetto la media degli altri gestori.
 
Il raggiro ha coinvolto almeno 150 persone prevalentemente scelte dai truffatori tra negozianti, commercianti ed artigiani convinti di poter abbattere i costi fiscali della quotidiana morsa fiscale che attanaglia il nostro paese. La banda avrebbe incassato almeno un milione e mezzo di euro grazie alle bollette false mandate ai raggirati che ignari pagavano la finta azienda tedesca con il risultato di diventare loro stessi morosi nei confronti dell'ENEL che continuava a fornire regolarmente il servizio di erogazione. Sei lunghi mesi di indagini della Guardia di Finanza coordinate dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Teresa Maligno partite da una denuncia di un negoziante seguita successivamente dalla denuncia dell'ENEL che nella truffa si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Massimo Motisi al processo svolto con rito abbreviato dal gup Vittorio Alcamo.
 
La truffa sarebbe stata prevalentemente gestita dai coniugi Regina trasferitisi da poco tempo a Tenerife nelle Canarie mentre la madre avrebbe coperto il ruolo di curatrice delle transazioni bancarie e conti correnti e la sorella invece avrebbe mantenuto i contatti con i clienti che preferivano pagare in contanti e si sarebbe anche occupata di far volturare i contatori dei clienti che nel tempo divenivano morosi per evitare che l'ENEL procedesse al distacco dei contatori. La moglie Veronica Rosa si sarebbe invece occupata della fatturazione delle finte bollette che giungevano periodicamente ai clienti raggirati. In circa sei mesi di indagini della Guardia di Finanza la banda è stata posta agli arresti e processata con rito abbreviato con la condanna di due anni e quattro mesi.
Cronaca
La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è l’ossatura principale per il contrasto della criminalità
immagine
 
di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – Manette ai polsi per Massimo Maltese e Teresa Pace, responsabili di aver rubato un computer portatile e oggetti vari. La coppia si era recata in un bar nei pressi del luogo in cui avevano messo a segno l’ultima rapina, ma alle 17.50 una volante riceve la segnalazione in merito al furto ai danni di un commerciante che gestisce un’attività di vendita di computer.
 
L’attività commerciale, dotata di un sistema di videosorveglianza, ha permesso al titolare di mostrare agli inquirenti un video in cui vi erano due soggetti –una donna e un uomo- che si destreggiavano nei pressi dell’espositore di computer portatili. L’uomo viene immortalato mentre introduce nel suo giubbotto un portatile e repentinamente si dirige verso l’uscita.
 
Gli inquirenti identificano immediatamente il soggetto maschile nella persona di Massimo Maltese, già noto alle forze dell’ordine. Immediatamente partono le ricerche e viene individuato insieme a Teresa Pace, che all’interno della sua borsa teneva tre paia di occhiali etichettati e un vestito con relativa etichetta. Gli inquirenti hanno accertato che anche quegli oggetti erano stati rubati in altre attività commerciali.
 
In base agli elementi riscontrati nel corso dell’attività, gli inquirenti hanno provveduto all’arresto di entrambi per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa della sentenza. La città di Marsala non si piega alla criminalità e alle rapine. Le forze dell’ordine svolgono quotidianamente un lavoro eccelso nel tutelare i cittadini da episodi di criminalità che intralciano il quieto vivere di coloro che vorrebbero assaporare le bellezze della città del vino senza compromessi gravosi.
 
La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine è l’ossatura principale per il contrasto della criminalità che ogni giorno affligge le nostre città. L’episodio sopracitato dimostra quanto sia importante la prontezza e la collaborazione oggettiva dei cittadini con gli inquirenti con il fine ultimo di individuare i responsabili di un determinato reato. Nel mese di marzo ci sono stati altri arresti importanti nella città di Marsala  e nella giornata di venerdì 13 marzo sono scattate le manette ai polsi per David Bojian, pregiudicato rumeno. Sul soggetto pendeva un mandato di arresto europeo poiché nel novembre del 2010 –a Barlad in Romania- aveva commesso il reato di rapina. L’uomo inoltre aveva precedenti per ricettazione e guida senza patente. E’ stato condannato a 2 anni di reclusione. 
Emergenza immigrazione
Ricoverato presso l'ospedale Martini
immagine

 

TORINO - Un tunisino si è inflitto gravi ferite per non essere espulso ed è stato ricoverato presso l'ospedale Martini. A darne notizia è l'Ufficio stampa del Coordinamento affari sociali Noi con Salvini Lazio Simone Carabella.:"Il fatto gravissimo accaduto presso il centro di identificazione ed espulsione di Torino sottolinea ancora una volta la necessità di intervenire drasticamente sulla questione degli immigrati clandestini. Evidente l'inefficenza dei metodi di controllo e gestione dei centri di espulsione la dove continui fatti di intolleranza mettono a repentaglio l'incolumità di tutti ed in particolare degli operatori che in esso operano. La prevista moltiplicazione dei centri CIE in italia potenzialmente innescherà delle vere e proprie bombe ad orologeria che potranno esplodere in qualsiasi momento. Il responsabile degli affari sociali per la regione Lazio di Noi con Salvini, Simone Carabella, esprime solidarietà agli operatori e alle forze dell'ordine costrette a far fronte a tali situazioni auspicando un immediato intervento da parte del Ministero competente".

 

Uniti si vince
Mezzo milione in tutta Italia.Don Ciotti: "Oggi a Locri siamo tutti sbirri"
immagine

 

LOCRI - In 25mila a Locri e mezzo milione in tutta Italia. Sono i numeri della marcia organizzata da 'Libera' per la Giornata della memoria e del ricordo delle vittime della mafia. "Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare". A detto in apertura della manifestazione don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri.

In testa al corteo i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest'anno: "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia."Orgogliosa di avere sposato uno sbirro". É la scritta che la vedova del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino il 9 luglio del 1990, ha scritto sulla propria camicia bianca con la quale sta marciando a Locri nel corteo di Libera. "Quando ho visto le scritte di ieri - ha detto - mi sono arrabbiata, mi si è rivoltato lo stomaco. Da qui l'impulso di fare questa maglietta. Sono moglie e mamma di un carabiniere e oggi mi sento la mamma di tutti i carabinieri d'Italia. Gli sbirri sono persone perbene. Rispetto!".

"La prima mafia - ha detto Ciotti - si annida nell'indifferenza, nella superficialità, nel quieto vivere, nel puntare il dito senza far nulla e girarsi dall'altra parte. L'omertà uccide, la verità è la speranza". "Coraggio e umiltà - ha aggiunto - non richiedono 'eroismi' ma generosità e responsabilità. Consapevolezza e responsabilità sono inseparabili. Se oggi i diritti sono così deboli non è solo a causa di chi li attacca, ma anche di chi li difende troppo debolmente o peggio si nasconde dietro di essi per giustificare inadempienze e negligenze". "La legalità - ha detto don Ciotti - non può essere un insieme di principi sacrosanti, ma astratti, ma un ponte tra la responsabilità e la coscienza di essere persona sociale ed il ruolo attivo e positivo che giochiamo nella nostra comunità. Sull'assenza di progetti e proposte concrete e credibili rischiamo di rassegnarci alle mafie come un male inevitabile".

Ieri le scritte contro il prete simbolo della lotta alla mafia ('Don Ciotti sbirro') sui muri del Vescovado che lo ospita in questi giorni. Domenica la visita del presidente Sergio Mattarella.

Le date
La mission: far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela
immagine

 

MARSALA - Annuale appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, in svolgimento anche in provincia di Trapani nel fine settimana, volte a far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale meritevole di tutela. Il 25 e 26 marzo, a cura della delegazione provinciale del FAI (Fondo Ambiente Italiano), diverse le iniziative nei comuni di San Vito Lo Capo, Alcamo, Pantelleria e Marsala. Qui, il “Gruppo FAI”, si avvarrà del patrocinio dell'Amministrazione Di Girolamo, nonchè della collaborazione della Direzione del Polo Regionale Trapani-Marsala, dell'Associazione Amici del Parco archeologico e delle Scuole marsalesi. Il programma prevede visite in siti di pregio archeologico e architettonico, nonché legati alle tradizioni locali, che saranno illustrati - anche in lingua inglese e francese - dagli “apprendisti ciceroni”, ovvero dagli studenti marsalesi appositamente formati. A Marsala si comincia già venerdì 24 (ore 9-13) con la visita all'Area archeologica di Capo Boeo e al rinnovato Museo di Baglio Anselmi. Ad accogliere i visitatori, gli studenti degli Istituti Superiori “Giovanni XXIII-Cosentino”, “Pascasino”, “Garibaldi”, “Ruggieri” e del Comprensivo “Garibaldi-Pipitone” (le visite guidate si ripeteranno domenica). Ancora venerdì 24, in mattinata, apertura dell'Ipogeo di Crispia Salvia (via Massimo D'Azeglio), con accoglienza a cura del Comprensivo “Luigi Sturzo”. Sabato 25, gli studenti del Comprensivo “De Gasperi” guideranno i visitatori nel suggestivo Parco delle Cave di contrada Sant'Anna dove, dalle ore 9 alle 13, si alterneranno anche momenti musicali. L'ultimo appuntamento con le “Giornate di Primavera” - promosse dal Fondo Ambiente Italiano - è fissato per domenica 25 marzo nel Complesso monumentale di Santa Maria della Grotta: gli “apprendisti ciceroni” saranno gli studenti del Liceo Scientifico.

Violenza sessuale
Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi
immagine

 

NAPOLI - In dodici, tutti minorenni, un anno fa furono arrestati e portati in comunità per avere stuprato e filmato ripetutamente una 15enne, costringendola a sottostare alle violenze del branco con la minaccia di diffondere i video hard realizzati in un bosco.
Accadde a Pimonte, paese dei Monti Lattari. Stamane il Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all'epoca era 13enne e quindi non imputabile). Già ai domiciliari dallo scorso 20 febbraio, ora sono destinati a tornare a scuola o lavorare (uno di loro ha raggiunto i 18 anni di età), svolgere attività sportive e di volontariato. L'unica restrizione disposta dal giudice è di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi per ristabilire - mediante adeguati comportamenti e scuse - dei buoni rapporti con lei dalla quale devono ottenere il perdono.

Cronaca
"Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga"
immagine

 

di Paolino Canzoneri

 

PALERMO – Il consigliere della quinta circoscrizione Giovanni Tarantino nelle fila de I Coraggiosi di Fabrizio Ferradelli è stata vittima di una aggressione nella movida del centro città di sabato notte verso mezzanotte. A spiegare è il giovane politico che sui social ha denunciato il fatto: "Ieri, intorno a mezzanotte, mentre stavo tornando a casa, sono rimasto imbottigliato nel traffico nei pressi di Piazza Nascè. Fermo nel traffico, ho leggermente sfiorato una macchina che mi stava davanti. È stato un attimo e il tizio alla guida dell'auto che avevo sfiorato, ha aperto la mia macchina e ha iniziato a picchiarmi, colpendomi con pugni in faccia. Non ho reagito, sono riuscito soltanto a malapena a chiudere lo sportello e ad infilarmi nella corsia d'emergenza e, fra l'indifferenza generale di decine di automobilisti e passanti che hanno assistito alla scena, infine sono riuscito a scappare con la macchina. Purtroppo i traumi sono stati così forti che, oltre alla perdita di sangue, sono svenuto per qualche minuto dopo la fuga. Sono appena uscito dal pronto soccorso. Dopo una radiografia i medici hanno riscontrato una frattura scomposta delle ossa nasali e un versamento di sangue. Sporgerò denuncia per l'accaduto, ma quello che più mi fa male non sono i pugni, non sono le ossa rotte, non è l'occhio tumefatto, quello che più mi fa male è che nessuno si sia preoccupato neanche per un attimo di quello che stava accadendo". Stranamente il giovane Tarantino dopo essersi ripreso dalla perdita dei sensi non ha chiamato nè il 118 e neppure le forze dell'ordine e ha espresso l'intenzione di denunciare l'aggressione al suo avvocato la mattina successiva. I medici al pronto soccorso gli hanno riscontrato una frattura al setto nasale e un versamento non grave all'occhio destro. Prognosi di una ventina di giorni.
 
 
Il caso
Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta"
immagine

P . C.

COMISO – L'inciviltà è una piaga che può essere combattuta non solo per vie legali come multe o more ma anche con quella che si può definire "pubblica gogna mediatica". Ed è proprio quello che è successo nella cittadina di Comiso nel ragusano dove il primo cittadino Filippo Spataro ha ritenuto efficace e "ammaestrativo" l'utilizzo della rete internet per "postare" un video-denuncia che ha ripreso il gesto palesemente incivile di alcuni cittadini ripresi con le classiche telecamere di videosorveglianza mentre abbandonano sacchetti della spazzatura e vari rifiuti ingombranti in strade divenute vere e proprie "discariche abusive". Alcune persone sono state identificate e dovranno pagare una multa salatissima di seicento euro. Il video pubblicato sul portale YouTube nel canale istituzionale mostra le immagini del misfatto con un sottofondo ad hoc scelto per evidenziare e sottolineare in una ottica di derisione e di pubblica gogna ovvero la musica "Siam tre piccoli porcellin" tratta dal capolavoro cinematografico a cartoni animati del 1933 "I tre porcellini". Una chiara derisione a fin di bene per evidenziare, qualora non fosse chiaro, che a volte spingersi oltre nel cercare vie più efficaci nella educazione civile "è cosa buona e giusta". Il Sindaco Spataro aveva già espresso la chiara intenzione di voler incoraggiare l'utilizzo della rete per iniziative che provassero a scuotere le coscienze. 
 
 
Cronaca
"E' cosciente e sereno", hanno detto i sanitari che lo hanno in cura
immagine

 

LECCE - Albano Carrisi é ricoverato nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce per una leggera ischemia che lo ha colto ieri mentre era in viaggio di ritorno in Puglia dalle Marche. Dopo essersi sentito male, Albano è stato ricoverato nel Policlinico di Bari per primi accertamenti e poi trasferito a Lecce. Il candante è ora ricoverato nella Stroke Unit, l' unità specializzata nella cura dell'ictus, all'interno del reparto di neurologia. "E' cosciente e sereno", hanno detto i sanitari che lo hanno in cura. La compagna Loredana Lecciso è attesa a momenti. Poco prima di Natale il cantante era stato operato proprio per dei problemi cardiaci. Stava provando la scaletta di un concerto all’Auditorium di Roma, a due passi da San Pietro, quando si era sentito male. Corsa in ospedale, allora, e intervento di tre ore. Perfettamente riuscito. Allora si trattò di due attacchi cardiaci. Al Bano era tornato sul palco per l’ultima edizione del festival di Sanremo.

Contro la mafia
Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore"
immagine

 

LOCRI - Un colpo alla mafia sferrato nelle parole lapidarie del presidente della Repubblica e poco dopo la criminalità organizzata risponde. Dopo la visita di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, una scritta "più lavoro meno sbirri" e un'altra "don Ciotti sbirro", sono state tracciate la notte scorsa sul Vescovado di Locri dove risiede il vescovo Francesco Oliva e che in questi giorni ospita don Luigi Ciotti, presidente di Libera, per la manifestazione nazionale della Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Entrambe le frasi sono state subito cancellate, stamani, dagli operai del Comune. Ieri Mattarella aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l'altro, che i mafiosi "non hanno onore".

Visita di Mattarella Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello stadio di Locri incontra i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera.Forte richiamo antimafia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Locri, nell'incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie nell'ambito della XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera. Bisogna prosciugare le paludi dell'arbitrio della corruzione, dove la mafia prospera, dice il capo dello Stato, sottolineando che i mafiosi non hanno senso dell'onore o del coraggio. E la lotta alla mafia deve riguardare tutti quanti, nessuno può pensare di chiamarsene fuori. Un messaggio anche al mondo politico: deve essere impermeabile alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose. Ed ogni zona grigia va azzerata, ammonisce Mattarella.

Letti nel corso della cerimonia gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie. Il Capo dello Stato é accompagnato dal Ministro dell'Interno, Marco Minniti, e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell'incontro a Locri con il Capo dello Stato. Un applauso ha accompagnato la lettura dei nomi. Anche il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva, nel suo intervento, ha fatto riferimento al Capo dello Stato come familiare di vittima delle mafie. "Le Chiese di Calabria - ha detto il presule - sono vicine a Lei, signor Presidente, e alla sua personale sofferenza per la perdita di suo fratello Piersanti, vittima anch'egli dell'arroganza criminale".

Come Chiese di Calabria abbiamo accolto l'invito di Papa Francesco ad essere fermento di una società animata dal Vangelo che s'impegna quotidianamente nella lotta alla 'ndrangheta e nella formazione ai valori della legalità, della solidarietà e della partecipazione civile". Lo ha detto il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva nel suo intervento all'incontro dei familiari delle vittime di mafia con il Capo dello Stato Sergio Mattarella nell'ambito della Giornata della memoria e dell'impegno organizzato da Libera. "Questa terra, Presidente - ha aggiunto il presule - guarda a Lei con fiducia. Vede in Lei la presenza dello Stato e delle istituzioni, dalle quali si attende sempre maggiore attenzione. Con Lei oggi diciamo no alle mafie e a tutte le forme di associazione criminale. Diciamo no alla 'ndrangheta, che, insieme alla corruzione, rappresenta una delle cause più gravi della crisi sociale del nostro tempo. Siamo certi che le mafie possono essere sconfitte. Dipende dall'impegno di tutti e di ciascuno". "Questa terra - ha detto ancora mons. Oliva - guarda avanti e vuole lasciare alle spalle un passato triste d'ingiustizie, macchiato dal sangue versato da faide che hanno seminato morte e disperazione. Non vogliamo più morti e sangue innocente! La nostra terra nutre il sogno di divenire 'terra di speranza e luogo di bellezza' e sa di doversi impegnare nel purificare se stessa da ogni deriva mafiosa".

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
SEPARATORE 5PX SFOGLIA IL GIORNALE SEPARATORE 5PX L’Osservatore d’Italia - Ultima edizione SEPARATORE 5PX OFFICINA STAMPA SEPARATORE 5PX SEPARATORE 5PX DA LEGGERE SEPARATORE 5PX EMANUEL GALEA EDITORIALE SEPARATORE 5PX ANGELO BARRACO EDITORIALE SEPARATORE 5PX ROBERTO RAGONE EDITORIALE SEPARATORE 5PX ROBERTO RAGONE EDITORIALE SEPARATORE 5PX EMANUEL GALEA EDITORIALE SEPARATORE 5PX ANGELO BARRACO EDITORIALE SEPARATORE 5PX CHIARA RAI EDITORIALE SEPARATORE 5PX EMANUEL GALEA EDITORIALE SEPARATORE 5PX ROBERTO RAGONE COMMENTO SEPARATORE 5PX ROBERTO RAGONE COMMENTO SEPARATORE 5PX ANGELO BARRACO COMMENTO SEPARATORE 5PX ROBERTO RAGONE COMMENTO SEPARATORE 5PX GIUSY ERCOLE LA NOTA SEPARATORE 5PX LINCHIESTA SEPARATORE 5PX NEMI GESTIONE RIFIUTI SEPARATORE 5PX ULTIMI VIDEO SEPARATORE 5PX SEPARATORE 5PX SEPARATORE 5PX
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact