Tag Titolo Abstract Articolo
Il caso
L'ex premier, 'Non puoi dire che non ricordi. Non è un gioco'
immagine

 

"Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati": così Il Fatto quotidiano riporta un'intercettazione del 2 marzo di quest'anno tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, alla vigilia della convocazione di quest'ultimo in procura, nell'ambito della vicenda Consip. Il brogliaccio è riportato nel libro del giornalista Marco Lillo 'Di padre in figlio'.

"E' una cosa molto seria", afferma l'ex premier, secondo quanto ricostruito da Lillo: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje". E ancora: "Devi dire nomi e cognomi", "Mazzei è l'unico che conosco anche io". "È vero che hai fatto una cena con Romeo?", è la domanda dell'ex premier. E i carabinieri - riporta il quotidiano - annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Quindi Matteo Renzi: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato". E ancora: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie", "non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco".

 

LEGGI ANCHE: 

 10/04/2017 Consip, capitano del Noe indagato per falso

07/03/2017 Consip: vertice tra le Procure di Roma e Napoli. Il 15 marzo mozione sfiducia Lotti

05/03/2017 Lo show di Grillo e Renzi, Il comico: "Rottami tuo padre, sei squallido". E lui replica: "Non nominarlo, la verità arriva"

04/03/2017 Tangenti e ricatti: il padre di Renzi si difende: "Mai preso soldi". L'ex premier: "Se mio padre è colpevole pena doppia"

 03/03/2017 Inchiesta Consip: prosegue l'interrogatorio in procura per Renzi senior

17/02/2017 Tiziano Renzi indagato per traffico di influenza


Cronaca
Una voce indipendente, spesso ostacolato per le sue inchieste scomode
immagine

 

di Silvio Rossi

 

ROMA - Per molti italiani è stato Zorro. Lo Zorro radiofonico, sempre controcorrente, mai allineato, un esempio del giornalismo italiano.Ha iniziato a scrivere su Paese Sera e Tuttosport nei primi anni settanta, per passare a Repubblica nel 1976, anno della sua fondazione. Beha sarà però conosciuto dal grande pubblico prima per la sua collaborazione con Andrea Barbato in “Va Pensiero”, un contenitore culturale domenicale dove si alternavano interviste e approfondimenti su molti argomenti ai commenti delle partite del campionato in diretta, formula ripresa anni dopo nella trasmissione Quelli che il calcio. Parallelamente Beha inizierà la trasmissione radiofonica che lo identificherà, Radio Zorro, una trasmissione di servizio dove giungevano quotidianamente richieste di intervento su molti argomenti. Nel 1995 la trasmissione si fuse con la storica “3131”, diventando il caso dell’anno, con centinaia di chiamate in diretta ogni giorno.


Spesso ostacolato dalle dirigenze, sia di destra che di sinistra, ha continuato a portare avanti con coerenza le proprie trasmissioni (Brontolo in TV, Radio a Colori e Beha a Colori in radio), e le sue inchieste. Tra le sue pubblicazioni, le più conosciute sono state Italiopoli, un viaggio contro i poteri forti, e Indagine sul calcio, una denuncia delle combine che spesso si effettuano nel milionario mondo del pallone. A 69 anni Beha muore a Roma dopo una breve malattia, circondato dall’affetto della sua famiglia.

L’ordigno rudimentale, posto in una scatola di ‘plastica e probabilmente telecomandato, era stato lasciato fra due auto ferme nel parcheggio
immagine

 

di Roberto Ragone

 

ROMA - Esplosione in strada, stamattina, attorno alle dieci, in via Marmorata, quartiere Aventino, davanti all’ufficio postale. Testimoni raccontano di aver sentito due esplosioni, la seconda più potente. L’ordigno rudimentale, posto in una  scatola di ‘plastica e probabilmente telecomandato,  era stato lasciato fra due auto ferme nel parcheggio riservato all’ufficio postale, e ha causato un principio d’incendio che ha danneggiato uno dei due veicoli, pare un furgoncino delle Poste. Sul posto, artificieri, scientifica e pompieri stanno vagliando le varie ipotesi, nessuna delle quali  al momento viene scartata. Prende tuttavia corpo il sospetto di una pista anarchica. La Polizia parla di ‘un atto dimostrativo, in quanto pare che l’ordigno non fosse atto ad offendere. Gli artificieri hanno rinvenuto anche due bottiglie di plastica da mezzo litro con residui di liquido infiammabile. Si stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza, ma al momento non ci sono notizie in merito. Dopo l’esplosione, l’edificio delle Poste è stato evacuato in via precauzionale. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, e i magistrati di Piazzale Clodio attendono una informativa da parte delle forze dell’ordine intervenute. La zona è stata transennata

L'emergenza
Un dramma annunciato, dove come sempre la politica le istituzioni non riescono mai a trovare una risposta.
immagine

 

di Marco Staffiero

 

E' emergenza criminalità, emergenza immigrazione, emegenza abitativa, emergenza rifiuti, disastri ambientali e crisi economica. Che altro aggiungere? A poche ore dalla strage avvenuta martedì notte nel quartiere Centocelle di Roma in cui hanno perso la vita tre sorelle rom di 20, 8 e 4 anni ha riacceso i riflettori sulla condizione di emergenza abitativa in cui vivono migliaia di persone di etnia rom e sinti in Italia. Un dramma annunciato, dove come sempre la politica  le istituzioni non riescono mai a trovare una risposta. Roma, come il resto del Paese sta vivendo una situazione catastrofica. Interi quartieri nel decrado più assoluto. Non facciamo una critica di colore politico, sono tutti responsabili. Nessuno escluso. 
 
Secondo l'ultimo rapporto annuale elaborato dall'Associazione 21 Luglio, a fronte di un numero imprecisato di persone appartenenti alle comunità rom presenti in Italia (le stime si mantengono all'interno di un'ampia forbice compresa tra le 120.000 e le 180.000 unità), sono circa 28.000 unità le persone di etnia rom e sinti che vivono in emergenza abitativa, ovvero in baraccopoli formali, in baraccopoli informali, in micro insediamenti, in centri di raccolta rom. Circa 1.300 persone, in prevalenza sinti, vivono invece in una cinquantina di microaree collocate nell'Italia Centro-Settentrionale. Le baraccopoli istituzionali, insediamenti monoetnici totalmente gestiti dalle autorità pubbliche, sono 149 in totale e si distribuiscono su 88 comuni dal Nord al Sud del Paese. Ben 18.000 sono le persone di origine rom che vivono in questi insediamenti, tra questi, il 55% ha meno di 18 anni, il 37% possiede la cittadinanza italiana mentre sono 3000 i rom provenienti dall'ex Jugoslavia che si stima siano a rischio apolidia, tra essi la metà sono minori.
 
Negli insediamenti informali, prosegue il Rapporto, è stata calcolata la presenza di circa 10.000 unità - per il 90% di nazionalità rumena - mentre i centri di raccolta per soli rom attualmente attivi sono 3, due al Nord e uno al Sud. Le condizioni di vita dei rom che vivono in questi insediamenti sono nettamente al di sotto degli standard igienico-sanitari, l'aspettativa di vita tra queste persone è di 10 anni inferiore rispetto alla media della popolazione italiana. Negli insediamenti informali e nei micro insediamenti il 92% dei residenti sono di cittadinanza rumena. L'Italia, ha lamentato l'Associazione, anche nel 2016 ha perseverato con la "politica dei campi" così come l'attuazione della Strategia Nazionale d'Inclusione dei Rom. La questione dell'alloggio è l'ambito che ha registrato i risultati più scarsi e nel corso del 2016 tre enti internazionali di monitoraggio dei diritti umani hanno diffuso le loro raccomandazioni sull'Italia.
Cronaca
Le bambine avrebbero riferito inoltre al padre che il nonno sarebbe entrato in bagno mentre facevano la doccia
immagine
 
di Angelo Barraco
 
 
CASARANO – Le storie d’amore non sempre hanno un lieto fine e non sempre l’arrivo dei figli riesce a sanare le crepe pregresse, che con il passare del tempo diventano vere e proprie voragini che inghiottiscono lentamente la coppia in un baratro di incomprensione senza via d’uscita . Giampietro è sposato con una donna con la quale ha avuto tre figli. La coppia inizialmente risiede in una casa adiacente a quella dei genitori di Giampietro ma successivamente si trasferisce in una nuova abitazione. Il matrimonio sembra però non andare bene poiché sembrano esserci problemi all’interno della coppia, anche se  l’arrivo della terza figlia calma un po’ le acque. La quiete però sembra essere di facciata e la donna –a detta di Gianpietro- ben presto inizia a  manifestare un certo malessere che successivamente sfocia in vero e proprio turpiloquio, anche davanti alle figlie.
 
Il marito rimprovera alla donna inoltre di non adempiere alle faccende domestiche, pretendendo invece che siano le figlie ad occuparsene.  Alle bambine piaceva uscire insieme ai genitori e mangiare fuori, ma la reazione della madre –a detta del marito- non era propriamente positiva e accomodante e non appena arrivati sul posto sembra che la donna si rifiutasse persino di entrare all’interno del locale. Dai racconti resi dal marito emerge che la donna, quando si arrabbiava, diventava piuttosto aggressiva e avrebbe addirittura ferito le figlie con le unghie fino a lasciare dei lividi. Il marito accusa inoltre la moglie di aver trascurato le figlie anche nel vestiario poiché avrebbe fatto indossare loro abiti strappati e scuciti, malgrado ne avessero altri a casa e quando andavano da amici avrebbe fatto indossare loro  maglioncini sporchi e avrebbe imposto di non togliere il giubbotto.
 
Tale trascuratezza estetica avrebbe fatto nascere nelle figlie un profondo senso di vergogna nel relazionarsi con l’esterno tant’è  che –stando ai racconti del padre- una delle figlie si sarebbe rifiutata persino di scendere  al supermercato perché la madre le avrebbe fatto indossare pantaloni troppo corti. Secondo quanto dichiarato da Gianpietro, questo era uno dei motivi principali per cui litigavano spesso e la donna cominciava ad inveire anche contro le bambine, usando toni minacciosi. L’uomo inoltre accusa la donna di tener le bambine chiuse in casa e di non farle uscire, causando loro problemi di moto, la accusa di privarle dei loro giochi e di far sparire quelli che erano i regali della sua famiglia. Giampietro racconta che un’estate si trovava a casa e stava facendo dei lavoretti, la moglie si era alzata alle 10.00 e aveva cominciato a sgridare le figlie con parole piuttosto pesanti, lui, accortosi di ciò sarebbe entrato in casa dicendo alla moglie che non  avrebbe dovuto permettersi di toccare le bambine perché –secondo quanto asserisce Gianpietro- la donna aveva morso la figlia più grande lasciando i segni dei denti, il tutto sarebbe avvenuto soltanto perché la figlia avrebbe sbagliato a dire una parola al telefono con la madre di una compagna di scuola.
 
Anche i suoceri di Giampietro avrebbero influito in questo clima di tensione familiare, cercando di screditare alle bambine la figura padre in modo esplicito attraverso  ingiurie e usando toni minacciosi. Le piccole però raccontano tutto al padre, raccontano che il nonno gridava e batteva le mani sul tavolo dicendo frasi sconnesse e tutto ciò le impauriva. Le bambine avrebbero riferito inoltre al padre che il nonno sarebbe entrato in bagno mentre facevano la doccia, loro avrebbero cercato di farlo uscire mentre lui avrebbe cercato a tutti i costi di asciugarle. Giampietro parla di un clima di tensione e controllo in casa, dove alle bambine veniva proibito di chiamare il padre al cellulare e se il padre le chiamava loro sarebbero state obbligate a fare ascoltare la telefonata anche alla madre e in caso contrario avrebbero subito minacce. Le piccole parlano con il padre e raccontano un disagio familiare e un malessere che le turba e le inquieta, dove la serenità e la tranquillità sembra ben lontana da quelle mura.
 
La moglie permette a Giampietro di uscire con le bambine una volta a settimana per un’ora e tale momento implicherebbe un costante monitoraggio, da parte dei nonni, sugli spostamenti. Gianpietro parla inoltre di testimonianze raccolte dalle figlie in merito a maltrattamenti –che sarebbero avvenuti per mano dei nonni-  nei confronti della  più piccola; avrebbero raccontato infatti che alla piccola veniva dato troppo latte e che se lei non lo avesse bevuto tutto le bloccavano mani e piedi. Gianpietro spiega che la moglie  preferiva lasciare le bimbe sempre a casa dai suoi genitori dopo la scuola, piuttosto che a casa sua malgrado lui finisse prima di lavorare. Un giorno una delle figlie avrebbe raccontato al padre che mentre era seduta al tavolo, il nonno si sarebbe messo al suo fianco e avrebbe infilato la mano all’interno dei pantaloni toccandole il sedere.
 
Nel gennaio del 2009 Giampietro denuncia al Tribunale per i Minorenni di Lecce gravi abusi e molestie sessuali ai danni delle figlie da parte del nonno materno. Questa è la storia di un padre che aveva ricevuto le confidenze delle figlie maggiori e ritenne di dover fare un esposto al Tribunale per i Minori perché non sapeva come arginare una situazione di pericolo. Le parti in causa hanno sempre negato le accuse contestate. In merito alle accuse di natura sessuale c’è da precisare che sono soltanto attenzioni e non sono mai sfociate in vera e propria violenza sessuale. Lui fece un esposto al Tribunale dei Minori e–come ci spiega l’Avvocato- entro tre mesi furono portate via le figlie da entrambi i genitori e inserite in un istituto e si avviò un’indagine di natura civilistica. Le bambine ne hanno risentito tantissimo di questa situazione poiché il Tribunale dei Minori le ha riaffidate alla madre in costanza di indagine penale per violenza nei suoi confronti e nei confronti di suo padre. Le figlie sono state ascoltate in sede di incidente probatorio ben oltre due anni dopo i fatti e non hanno confermato le violenze.
Il caso
L'esposto è stato presentato in questura dal legale di Landucci, avvocato Susanna Campione il 9 gennaio 2017
immagine

 

LUCCA - La ex moglie di Mario Cipollini, Sabrina Landucci, ha denunciato l'ex campione di ciclismo per lesioni. L'esposto è stato presentato in questura dal legale di Landucci, avvocato Susanna Campione il 9 gennaio 2017, secondo quanto riferisce oggi l'edizione online de La Gazzetta di Lucca. La Procura di Lucca ha aperto un fascicolo e il pubblico ministero che si occupa della vicenda è il sostituto procuratore della Repubblica Antonio Mariotti. 


L'episodio cui fa riferimento la denuncia si è svolto alcuni mesi fa all'interno di una palestra a Lucca, la donna sarebbe stata afferrata violentemente per il collo e costretta a fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso. L'aggressione sarebbe avvenuta davanti a testimoni che si trovavano in quel momento nella palestra.

La Procura di Lucca ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore della Repubblica Antonio Mariotti. Sarà il magistrato a valutare se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di lesioni o, eventualmente, archiviare la denuncia.

Mario Cipollini e Sabrina Landucci erano da tempo separati e il 16 dicembre 2016 avevano divorziato. Cipollini, 50 anni, è stato tra i migliori velocisti di tutti i tempi. Ha alle spalle un palmarès d'eccezione, con il record di vittorie al Giro d’Italia (42) e il titolo iridato conquistato nel 2002 a Zolder (Olanda). Si ritirò dalle competizioni nel 2005. Nel suo passato ci sono anche diverse disavventure giudiziarie, dalle quali è uscito sempre prosciolto sia in sede penale che in sede civile.

Sarà ora il magistrato a valutare se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di lesioni o, eventualmente, archiviare la denuncia. Mario Cipollini e Sabrina Landucci hanno divorziato il 16 dicembre 2016.

Bufera giudiziaria
L'inchiesta riguarda una serie di appalti di servizi pubblici che hanno interessato al momento la manutenzione del verde pubblico in città e nei cimiteri
immagine

 

TERNI - Bufera giudiziaria nel capoluogo umbro dove a finire in manette è il primo cittadino e un componente della squadra. Il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd, sono stati arrestati, ai domiciliari, nell'ambito di un'indagine di polizia e guardia di finanza su una serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali.
A due componenti di cooperative sociali di tipo B è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall'attività d'impresa.

L'indagine, in corso da tempo, ha riguardato una serie di appalti di servizi pubblici che hanno interessato al momento la manutenzione del verde pubblico in città e nei cimiteri, la gestione dei servizi cimiteriali e quella dei servizi turistici presso l'area della cascata delle Marmore. Tutti predisposti e gestiti - hanno rilevato gli investigatori - dall'attuale giunta municipale di Terni.

Secondo la procura di Terni il quadro emerso ha consentito di fare luce su quella che viene ritenuta la "illecita gestione della cosa pubblica" negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2016 che invece di operare nel rispetto delle rispetto delle regole comunitarie e nazionali della libera concorrenza finalizzata alla scelta del miglior contraente, è stata improntata all'alterazione delle regole di mercato secondo un sistema illegale finalizzato a favorire le stesse cooperative sociali di tipo B, operanti nel territorio di Terni e con affluenza extraprovinciali ed extraregionali. Attraverso - secondo l'accusa - l'individuazione e il successivo inserimento nei bandi di gara di requisiti "spaziali" e "strutturali" quali il possesso di un'unità operativa sul territorio e l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Cronaca
Sulla scomparsa di Emanuela Orlandi ha dichiarato: "L'omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi"
immagine
 
di Angelo Barraco
 
L’ex Boss della Banda della Magliana Maurizio Abbatino, detto “Crispino”, noto al grande pubblico attraverso la serie ‘Romanzo Criminale’ con il nome “Il Freddo”, è adesso fuori dal programma di protezione che gli garantiva un’altra identità e una sicurezza. La stessa sicurezza con il quale la Banda della Magliana, dagli anni 70 fino in poi,  ha mosso i propri fili sulla città eterna, impregnando di sangue e piombo i mattoni e le pietre calpestate nei secoli da Re e conquistatori che hanno saputo modellare continuamente il suo volto.  Oggi Maurizio Abbatino non è più il Re della Roma conquistata a suon di spari, rombi di autovetture che fuggivano nella penombra e Rolex d’oro ai polsi. Quella città non fa più parte della vita di “Crispino”, che in un’intervista che ha rilasciato a Repubblica ha dichiarato “Non ero un boss ma un re. E adesso faccio fatica anche ad arrivare alla fine del mese: da quando mi hanno sbattuto fuori dal programma di protezione mi hanno tolto la casa e l'identità di copertura”. Il suo programma di protezione è terminato nel 2015, quando il Servizio Centrale del Viminale ha stabilito che per lui non vi fosse più alcun pericolo, adesso Crispino è un uomo libero ma la sua libertà si scontra con quello che è il suo passato poiché nel 1993, grazie alle sue dichiarazioni sono stati arrestati numerosi affiliati alla Banda della Magliana e oggi, molti di loro sono liberi. In merito a questo punto, Abbatino ha dichiarato a Repubblica “Non è solo per quello che ho detto che sono un bersaglio. Ma per tutte le cose che so e che non ho raccontato perché impossibili da dimostrare”. Nell’immaginario collettivo la Banda della Magliana rappresenta  la più grande organizzazione criminale italiana di tutti tempi, attraverso il quale si sono mossi innumerevoli personaggi che hanno saputo  tessere oscure trame attraverso azioni criminali atte a destabilizzare il potere costituito e l’ordine nazionale. Molte vicende che coinvolgono – direttamente o indirettamente- la Banda e i suoi componenti rimangono ad oggi senza risposte. Nel corso dell’intervista di Repubblica ad Abbatino viene chiesto cosa resta oggi della Banda della Magliana e lui risponde “Sopravvive attraverso persone che della Banda non hanno fatto parte ma che con noi sono entrati in contatto, e che solo per questo si sono fatti un nome. Per molti la Banda della Magliana è stata un'ottima garanzia”. Ha parlato inoltre di Carminati e del processo Mafia-Capitale “Io non ci voglio andare in quel processo. Carminati l'ha sempre fatta franca e anche questa volta finirà che lo grazieranno e sconterà solo qualche anno. Ha negato i suoi rapporti con noi della Magliana, ci ha chiamato "quelli che spacciavano droga". Per il tentato omicidio Parenti-Marchesi  c'era anche lui. L'ho detto anche in tribunale: era in macchina con me. Eppure è stato assolto, con un alibi tirato fuori a distanza di anni grazie alle amicizie che avevamo all'ospedale militare del Celio. Da quando è stato imputato nel processo per l'omicidio Pecorelli, Carminati è sempre stato protetto”. Nel corso dell’intervista parla anche del sequestro di Emanuela Orlandi “L'omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi. Se non si risolve il primo non si arriverà mai alla verità sulla fine di Calvi e sulla scomparsa della ragazza. I tre casi sono collegati da un flusso di soldi finiti nelle casse del Vaticano e mai restituiti”. 
 
Negli anni 70 Trastevere era un quartiere povero, dove le case sono prive servizi, abitate da operai e piccoli artigiani. Nel quartiere, di notte si svolgono attività criminali come prostituzione e bische clandestine. Tra questi vicoli c’era il forno della famiglia Giuseppucci, famiglia semplice. Franco, il figlio del proprietario, lavora lì sin da bambino ed è proprio in quel contesto che si guadagna  il suo soprannome, “Er Fornaretto”. Ma il Fornaretto all’odore del pane preferisce l’odore dei soldi, così nel tempo libero frequenta una sala di corse ad Ostia, dove impara che i criminali godono di rispetto e che i soldi si possono raddoppiare facilmente come altrettanto facilmente si possono perdere. Nel 1976 Franco Giuseppucci ha poco meno di 30 anni, ha compiuto qualche piccola rapina, decide che deve rischiare e come prima mossa stringe amicizia nell’ambiente criminale locale, offrendosi di custodire armi nella roulotte di sua proprietà. 
Il 14 gennaio 1976 la roulotte viene perquisita e viene sequestrato l’arsenale e Giuseppucci viene arrestato. Pensa che la sua carriera da criminale termina con l’arresto, ma è proprio l’ambiente carcerario di Regina Coeli ad offrirgli nuove alleanze, acquisisce la fama di duro ed un nuovo nome di battaglia: “Er Negro”, per via della sua carnagione scura. Quando esce ha capito dove ha sbagliato e si è prefissato un obbiettivo, diventare il più importante boss della mala romana. La prima regola di un boss è avere un gruppo d’uomo, Er Negro recluta i suoi amici di sempre. Il primo ad essere reclutato è Renzo Danesi. Er Negro ha stretto alcune alleanze, ma all’inizio del 1977 è ancora un piccolo criminale di quartiere, ha ripreso a custodire armi per conto d’altri. Questa volta le tiene con se, nascoste in un borsone all’interno della sua auto, fino al giorno in cui la sua auto viene rubata. Infuriato per il furto inizia a cercare colui che ha commesso il furto, le informazioni che raccoglie lo conducono ad un giovane ladro del quartiere Magliana, Maurizio Abbatino detto “Crispino” per via dei suoi capelli ricci. Giuseppucci deve decidere se andare da Abbatino e vendicarsi per il furto oppure allearsi. Giuseppucci propone a Crispino di usare insieme quelle armi per mettere in atto un colpo che li possa arricchire per davvero. La proposta viene accolta e nasce così la Banda della Magliana. 
L'Operazione
Carabinieri del Gruppo Forestale di Terni in azione per prevenire il fenomeno
immagine

 

TERNI - Prosegue incessante l’attività di prevenzione e contrasto delle attività illegali nel comparto agro- alimentare da parte dei Carabinieri del Gruppo Forestale di Terni. In particolare, a seguito di svariate segnalazioni pervenute da alcuni cittadini e dalle associazioni di pesca sportiva, sono state intensificate le attività di controllo sul lago di Corbara finalizzate al contrasto della pesca illegale esercitata attraverso l’utilizzo di reti e di altri mezzi non consentiti.


Questo tipo di pesca illegale comporta infatti un rilevante impatto sulla fauna ittica del lago; pesca che deve essere effettuata da pescatori professionali, con conoscenza delle giuste tecniche e della normativa di settore, per impedire la distruzione di habitat naturali e la perdita di biodiversità.
L’attività di controllo eseguita negli ultimi giorni dai reparti Carabinieri Forestale del comprensorio Orvietano-Amerino, si è conclusa con l’individuazione ed il conseguente sequestro di circa 2000 metri lineari di rete da pesca di altezza di 4 mt, posizionata, prevalentemente nell’arco notturno al fine di non farsi scoprire dalle FF.OO., in una zona del lago idonea alla cattura di diverse specie ittiche attualmente in fase di riproduzione.


Il recupero della rete ha consentito la liberazione e la immediata reimmissione nelle acque di circa 5 q.li di esemplari di pesci tra i quali carpe, carassi e lucioperca, molti dei quali con ventre rigonfio di uova e prossimi alla deposizione.
Nel corso dei controlli effettuati sono state identificate una decina di persone prevalentemente di nazionalità rumena e controllati i loro mezzi di trasporto.
 

Cronaca
Manifestanti cercano di sfondare il cordone della polizia
immagine

 

LUCCA - Sono 5 o 6 i rappresemtanmti delle forze dell'ordine rimasti contusi nel corso degli scontri avvenuti all'altezza di Porta San Jacopo a Lucca dove i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone della polizia per entrare nel centro storico. Tra i contusi ci sarebbe anche un funzionario.

In questo momento i manifestanti si stanno raggruppando a circa 200 metri dalle mura, controllati a distanza dalle forze dell'ordine che si sono ritirate dopo la carica di alleggerimento prolungata. 

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
SEPARATORE 5PX OFFICINA STAMPA SEPARATORE 5PX SEPARATORE 5PX
Tag cloud
Seguici su
Rss
L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direttore@osservatorelaziale.it
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact