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Cronaca
Emozione e lacrime sui volti delle persone che hanno potuto prendere possesso delle abitazioni dotate di ogni confort
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NORCIA - Consegnate le prime 18 casette di legno a San Pellegrino di Norcia. Sono le prime abitazioni completate nell'intera area del Centro Italia colpita dal sisma.
Il sindaco Nicola Alemanno ha dato le chiavi degli alloggi alle famiglie aventi diritto a seguito della scossa del 24 agosto scorso. Emozione e lacrime sui volti delle persone che hanno potuto prendere possesso delle abitazioni dotate di ogni confort: all'interno sono completamente arredate con tanto di stoviglie, asciugamani, biancheria e pentole.
"Questo è il risultato dello sforzo di cinque mesi difficili, ma è anche la risposta migliore che lo Stato potesse dare, oggi possiamo dire che le istituzioni qui hanno lavorato come meglio non si potesse, nonostante le tante difficoltà", ha detto il sindaco. Al taglio del nastro ha partecipato anche l'assessore regionale Fernanda Cecchini che ha ribadito che "lo Stato c'è e continuerà ad esserci, restando al fianco di questa gente". I destinatari delle 18 casette potranno abitarci dai prossimi giorni.

Bufera giudiziaria
I carabinieri gli avrebbero notificato oggi, a Scandicci, l'invito a comparire fissando l'interrogatorio già per la settimana prossima a Piazzale Clodio
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SCANDICCI - Tiziano Renzi, padre dell'ex presidente del consiglio Matteo Renzi, è indagato dalla Procura di Roma nell'inchiesta sugli appalti Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Tiziano Renzi avrebbe ricevuto oggi un invito a comparire nel quale si ipotizza il reato di concorso in traffico di influenza. Il padre di Renzi sarà interrogato la prossima settimana. In base a quanto si apprende, i carabinieri gli avrebbero notificato oggi, a Scandicci, l'invito a comparire fissando l'interrogatorio già per la settimana prossima a Piazzale Clodio.

"Ho ricevuto questa mattina - dice Tiziano Renzi - un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza 'il traffico di influenza'. Ammetto la mia ignoranza ma prima di stamattina neanche conoscevo l'esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati - cui va tutto il mio rispetto - potranno verificare. I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore è per loro".

La notifica dell'invito a comparire è arrivata a Tiziano Renzi oggi alle 13.00. Lo conferma il suo difensore, l'avvocato Federico Bagattini, di Firenze. "Il fatto è totalmente incomprensibile - aggiunge il legale - perché nell'atto è riportato solo il numero della norma violata. Prenderemo contatto con il pm per capire quali sarebbero i fatti contestati".

Il procedimento all'attenzione dei pm romani è uno stralcio dell'inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Nell'inchiesta a fine dicembre erano stati indagati anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento. Il reato di traffico di influenza, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa. 

Cronaca
Taglio mensilità e e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici: non c'è parità di trattamento con gli altri corpi
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ROMA - "Trecento euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici". E un affronto che i Vigili del Fuoco del Conapo non riescono più a digerire, anche perché, chiarisce il segretario generale Antonio Brizzi "alle tante lodi pubbliche dei governanti non seguono mai per noi i dovuti riconoscimenti e continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B. Per noi stranamente i soldi non si trovano mai, solo medaglie".
Per dire basta a questo trattamento il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco Conapo ha organizzato per giovedi 16 febbraio una manifestazione di protesta a Roma davanti alla Camera dei Deputati che vedrà la partecipazione di numerosi pompieri in divisa provenienti da tutta Italia.
"Non possiamo tollerare oltremodo questa inaccettabile situazione anche perché non chiediamo nessun privilegio ma solo parità di trattamento con gli altri corpi" fa sapere Brizzi, stizzito anche dal fatto che "non c'è nessuna attenzione nemmeno per gli specialisti che soffrono una sperequazione ancora piu elevata con gli altri corpi".
I vigili del fuoco, gli stessi eroi del terremoto e del Rigopiano si dicono "offesi dalla riforma Madia in via di approvazione, la quale non solo non rimedia le sperequazioni esistenti ma non prevede nemmeno carriere parificate agli altri corpi, l'ennesima umiliazione!".
"Aspettiamo da troppo tempo - spiega Brizzi - di avere un rilancio autentico dei Vigili del Fuoco e la meritata valorizzazione del nostro personale in divisa che è il vero patrimonio del Corpo nazionale e che grazie solo alla passione e al sacrificio individuale rappresenta una eccellenza del Paese invidiata in tutto il mondo. Servono urgentemente anche ulteriori assunzioni per coprire la grave carenza di organico di 3 mila pompieri che mancano dai 32 mila previsti a livello nazionale anche perché quelli in servizio hanno un età media troppo elevata di 48 anni causata dai tagli alle assunzioni. Per questo chiediamo solidarietà e sostegno trasversali affinchè la protesta pungoli a dovere il premier Gentiloni e i Ministri Minniti e Madia".
"Mai più trattati come un corpo di serie B sarà lo slogan della protesta di Roma affinché in questo momento storico in cui la legge Madia impone riforme del nostro corpo i pompieri non vengano ancora una volta traditi. Apprezziamo l'annuncio di Minniti di aver reperito 50 milioni di euro per i Vigili del Fuoco ma sono ampiamente insufficienti per avere lo stesso trattamento degli altri corpi, anche perché una parte la vogliono destinare al personale amministrativo e non a chi rischia la vita" conclude.
 

Bufera giudiziaria
I profitti ottenuti dall'associazione con il riciclaggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati da Corallo in attività economiche e finanziarie e in immobili
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ROMA - L'ex presidente della Camera e leader di An Gianfranco Fini é indagato per riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. A Fini é stato consegnato un avviso di garanzia.

L'iscrizione nel registro degli indagati di Fini, secondo quanto si apprende, scaturisce dalle perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani eseguite a dicembre 2016. Gli accertamenti bancari e finanziari sui rapporti intestati alla famiglia Tulliani avrebbero infatti portato alla luce nuove condotte di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere - dal 2008 in poi - da Sergio, Giancarlo, Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini.

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Roma, ha eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di 5 milioni nei confronti dei Tulliani. Il sequestro é il frutto degli sviluppi dell'indagine che ha portato a dicembre dell'anno scorso all'emissione di un'ordinanza di custodia in carcere nei confronti di Francesco Corallo, Rudolf Theodor, Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, ritenuti dagli investigatori appartenenti a un'associazione a delinquere transnazionale dedita a peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I profitti ottenuti dall'associazione con il riciclaggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati da Corallo in attività economiche e finanziarie e in acquisizioni immobiliari. Profitti anche destinati ai membri della famiglia Tulliani

L'inchiesta
Ospiti della trasmissione il Consigliere Regionale di Fratelli D'Italia Fabrizio Santori e il Segretario Regionale del Sul Comparto Trasporti Renzo Coppini.
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Redazione

 

Si è parlato dell’azienda Cotral nella puntata del 9 febbraio 2017 di Officina Stampa condotta dalla giornalista Chiara Rai. Sono state toccate diverse tematiche tra cui quella della pulizia e stato dei mezzi, dei dati sulla manutenzione e dell’inchiesta che vede 50 indagati e un arresto. Ospiti della trasmissione il Consigliere Regionale di Fratelli D'Italia Fabrizio Santori e il Segretario Regionale del Sul Comparto Trasporti Renzo Coppini.

 

Dalle immagini di alcuni mezzi Cotral immortalati in servizio, si può chiaramente evincere che i bus sono sporchi a vista d’occhio. Coppini ha sollevato alcune problematiche sebbene abbia evidenziato una premessa importante: “Siamo concordi al risanamento della Cotral, che deve rimanere pubblica, ma abbiamo una visione diversa rispetto all’Azienda”.


Il Consigliere Regionale Santori è stato molto chiaro e diretto nel suo intervento: “Finora alle nostre interrogazioni su Cotral abbiamo ricevuto risposte fumose da parte dell’amministrazione Zingaretti. La nostra costante presenza è volta a tutelare gli utenti del trasporto pubblico – ha continuato – dunque se si fanno delle truffe su manutenzione e pulizia queste vanno a discapito di chi usufruisce del servizio e non può succedere”. Santori ha espresso un voto “pessimo” sotto il profilo del servizio all’utenza. Si tratta di una situazione di gestione fallimentare che non è da imputare assolutamente agli autisti che fanno il proprio lavoro e che addirittura sono stati spostati a 150 chilometri di distanza da casa. “Questo significa distruggere le vite familiari di queste persone”. “Sul sito del Cotral - ha proseguito Santori - abbiamo letto una sorta di indagine che poteva essere approfondita meglio: ci sono problemi sugli orari, sulle coincidenze delle corse e sulla sicurezza ma anche sullo stato dei mezzi e pulizia: i bus sono obsoleti e si fermano spesso creando disagi agli utenti. Questo è il giudizio generale che abbiamo raccolto da parte dei cittadini. Ci si chiede inoltre, come è possibile dedicare soltanto 20 minuti alla pulizia del mezzo?. Ultimo ma non ultimo – ha concluso - Zingaretti sostiene di aver fatto un appalto che sarà operativo a partire da ottobre… beh, ci hanno messo un bel po’ di tempo! Loro con 340 mezzi dicono di aver sostituito un terzo della flotta ma dai dati non ci risulta. Abbiamo una situazione devastata”.


Il Segretario Regionale Sul Coppini inoltre ha rimarcato che
“l’azienda utilizza lo strumento disciplinare per convincere che il loro è un lavoro corretto”, ponendo l’accento sul caso del trasferimento degli autisti, che sta destando non poche polemiche. E sul nuovo capitolato sulla pulizia delle vetture, Coppini è stato lapidario: “Prima gli autobus venivano lavati con molta più frequenza, oggi ogni mese, mese e mezzo”.

 

Importanti i dati forniti durante la puntata di Officina Stampa: Nel bilancio 2015 si parla di 1569 mezzi in totale di età media tra i 15 e i 48 anni rispetto ai 1.619 bus del 2012. Dunque che tipo di manutenzione è stata fatta su questi mezzi?

 

Preoccupanti i dati che registrano un incremento dei costi sulla manutenzione, sempre nel bilancio 2015: i costi per la manutenzione impianti (+35,3%), per la manutenzione dei complessivi (+30,4%), per la manutenzione dei macchinari (+19,6%) e per la manutenzione della flotta (+0,3%) le voci che hanno registrato i principali incrementi sono i costi per: “Omologazioni, revisioni e collaudi” (+87,0%), per “Assistenza hardware/software” (+38,3%), per “Accertamenti DM 88/99” (+37,3%), per “Commissioni su operazioni di Factoring” (+6,7%), per “Servizi idrici” (+31,6%), per “Gas metano” (+36,7%) e per “Assicurazioni”(+7,8%)

 

Emblematica la battuta finale della conduttrice, Chiara Rai: “Io non capisco, dicono che è aumentata la copertura della reta del servizio, però leggo che il chilometraggio è diminuito. Di anno in anno, diminuiscono i chilometri, ma aumenta la copertura del servizio”. Anche qui, la domanda della giornalista è stata supportata da dati: Nel 2015, si rileva un aumento dell’indice di copertura del servizio con una percentuale media annua che si attesta al 94,88%. I chilometri percorsi sono stati: 76.507.393. I chilometri percorsi nel 2012 erano 76.772.648 e nel 2010 erano 80.317.880.

Cronaca
Davanti al Gip interrogatorio in carcere per Di Lello
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CHIETI - Centinaia di persone hanno partecipato a Vasto, nella chiesa del Sabato Santo, ai funerali di Italo D'Elisa, il ventunenne ucciso a colpi di pistola mercoledì scorso davanti al 'Drink Bar'. Accusato dell'omicidio Fabio Di Lello. Una vendetta, dopo che D'Elisa, nel luglio 2016, aveva ucciso, investendola con la macchina, Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello.


La banda di Chieti, con una marcia sinfonica, ha accolto sul sagrato la bara bianca di Italo. Il parroco, don Antonio Totaro, ha ammonito i presenti: "Si fermi questa ondata di odio. Basta con questa violenza. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città. Noi abbiamo perso".

Il sacerdote ha portato le condoglianze delle famiglie. "E' qui presente il fratello di Roberta" ha detto ai presenti. E ancora: "Queste morti riportino nella nostra comunità un po' di serenità. Basta con i social media. Dobbiamo tornare a parlare tra di noi. Senza conoscere abbiamo condannato" ha aggiunto il parroco.

Intanto Fabio Di Lello, nell'interrogatorio di garanzia in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare" dicono i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. A carico di Di Lello la Procura ha formulato il reato di omicidio volontario premeditato e si è riservata più tempo in ordine alla convalida e all'adozione delle misure cautelari.

I personaggi
Il programma, condotto dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 dall'esclusivo locale Black Jack Cafè di Grottaferrata
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La società di oggi gioca un ruolo importante: possono i frequentatori di social network, di un luoghi di culto o addirittura adolescenti o vicini di casa risvegliare istinti suicida o omicida in alcune persone? Quali sono le caratteristiche di un “criminale”? Si può intervenire su questi soggetti prima che finiscano sulle cronache?
Questo il tema principe che verrà affrontato nella prossima puntata di OFFICINA STAMPA ricca di ospiti e di notizie. La puntata condotta dalla giornalista Chiara Rai, andrà in diretta web Tv giovedì 2 febbraio a partire dalle 18:00 direttamente dall'esclusivo locale di Lino Ventriglia Black Jack Cafè di Grottaferrata.
Oltre che dalla location, il programma può essere seguito in diretta dalle ore 18:00 sul canale Youtube OFFICINA STAMPA o sulla pagina FACEBOOK OFFICINA STAMPA o direttamente sul sito www.officinastampa.tv

In apertura la criminologa Roberta Bruzzone: parlerà di se stessa, della sua professione ma anche di alcuni casi interessanti che sta seguendo.

 
Ospite nell’angolo di Simone Carabella, Roberto Pennacchi, fratello di Francesco Pennacchi commercialista di Velletri ucciso barbaramente da un vicino di ufficio che sentiva “troppi rumori”. Roberto annuncerà importanti novità.
Non mancherà occasione di affrontare i problemi del territorio, tra tutti l’allarme di abbassamento del livello dell’acqua del lago di Bracciano. Ospite in trasmissione un membro del Parlamento: il deputato Pd Emiliano Minnucci. A partecipare a questo spazio di cronaca anche il giornalista Emilio Ammaturo noto per il suo piglio concreto e talvolta piacevolmente irriverente.


Momento musicale di grande pathos con Athanas che ha brevettato un nuovo strumento oltre che una nuova maniera di fare musica: presenterà una performance con chitarra e percussione grazie al "Rhythm and Play"

A curare il momento della rassegna stampa il giornalista Marco Montini, collaboratore de “Il giornale della Provincia”, “Le Città” e “La Torre”.

A chiudere la puntata di OFFICINA STAMPA un ospite speciale: il giornalista, autore televisivo RAI e scrittore Camillo Scoyni che ci farà amare un giallo dalle tinte forti con sapori storici e mistici non digiuno di profezie: “Il male sulle scarpe”. Il libro di Scoyni parla della “Roma oscura”: gioielleria di via Marcantonio Colonna. I corpi senza vita di titolare e dipendenti vengono ritrovati dagli uomini dei Vigili del Fuoco. Emerge subito un particolare raccapricciante: l'assassino, prima di uccidere a sangue freddo il proprietario, gli ha versato in bocca dell'oro fuso.
Con l’occasione potranno essere acquistate alcune copie del suo giallo che naturalmente verranno autografate dallo stesso autore. Davvero un appuntamento da non perdere quello di giovedì 2 febbraio con OFFICINA STAMPA che si sta confermando a tutti i gli effetti come il nuovo modo di fare informazione. 

Cronaca
Il 29 giugno 2009 morirono 32 persone. In aula i familiari delle vittime, 'Momenti pesanti dopo tanto tempo'.
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VIAREGGIO - Condanna a sette anni per gli ex ad di Fs e Rfi Moretti ed Elia al processo per la strage di Viareggio in cui persero la vita 32 persone nel giugno del 2009. Per i 33 imputati, come persone fisiche, e 9 società, le accuse erano a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Dieci le assoluzioni. Moretti, hanno spiegato i suoi avvocati, è stato assolto come ad delle Ferrovie, ma condannato in qualità di ex amministratore delegato di Rfi. "Scandaloso l'esito del processo, e la sentenza trasuda populismo" ha aggiunto il legale. Tra le società 'imputate', assolte Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, condannate Rfi e Trenitalia. I parenti delle vittime commenteranno domani la decisione dei giudici. Dopo la lettura della sentenza, in Borsa Leonardo ha perso il 3,4%.

Sanzioni da 700.000 euro a Rfi e Trenitalia 480.000 euro per società Gruppo Gatx Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon è tra le condanne pronunciate oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell'illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

Dieci assoluzioni I giudici del tribunale di Lucca hanno assolto 10 dei 33 imputati per non aver commesso il fatto che sono Andreas Barth dell'Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa. Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

Nella strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, morirono 32 persone, tra cui bambini. Sono 33 le persone imputate a vario titolo. I familiari delle vittime sono arrivati in corteo al Polo fieristico, dove si svolge il processo. 'Viareggio 29-6-2009 niente sarà più come prima' è lo striscione con le foto di tutte le vittime che ha aperto il corteo silenzioso. Con loro anche una rappresentanza dei macchinisti delle Ferrovie, una bandiera del gruppo delle 'Tartarughe lente', alcuni rappresentanti dei No Tav. Chiudevano il corteo alcuni gonfaloni tra cui quello della Regione Toscana.
 

Mauro Moretti, secondo quanto spiegano i suoi avvocati, è stato assolto come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ma i giudici hanno disposto la sua condanna come ex amministratore delegato di Rfi. Lo spiegano i suoi legali. Tra le società 'imputate' assolti anche Ferrovie dello Stato e Fs Logistica, mentre vengono condannate Rfi e Trenitalia. 

Cronaca
Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli)
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Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine della Dda di Napoli, sta eseguendo nelle province di Roma, Napoli, Salerno e L'Aquila il fermo di 4 persone indiziate di traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera.

Si tratta di tre italiani e un libico accusati di aver introdotto, tra il 2011 e il 2015, in paesi soggetti ad embargo, quali Iran e Libia, in mancanza delle necessarie autorizzazioni ministeriali, elicotteri, fucili di assalto e missili terra aria.

Fra i fermati ci sono due italiani convertiti all'Islam e 'radicalizzati', una coppia di coniugi di San Giorgio a Cremano (Napoli). Si chiamano Mario Di Leva, convertito all'Islam con il nome di Jaafar, e Annamaria Fontana. Anche un loro figlio risulta indagato. L'indagine, coordinata dai pm Catello Maresca e Luigi Giordano, riguarda fra l'altro un traffico di armi destinate ad un gruppo dell'Isis attivo in Libia. Agli atti dell'inchiesta vi sarebbe anche una foto in cui la coppia è in compagnia dell'ex premier iraniano Ahmadinejad.

Figura anche l'amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi, già coinvolto un un'altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia, tra i quattro destinatari dei provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Napoli. L'ultima misura cautelare riguarda un libico, attualmente irreperibile.

Oltre ai quattro provvedimenti di fermo sono state eseguite 10 perquisizioni nei confronti di altrettante persone per ipotesi di reato riconducibili al traffico internazionale di armi e di materiale 'dual use', di produzione straniera. La prima fase dell'odierna operazione ha avuto avvio nel giugno 2011, su input del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, in relazione ad un precedente procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Napoli dalla quale è emerso che una persona organica ad un clan camorristico dell'area casalese era stato contattato da un appartenente alla cosiddetta "mala del Brenta" con precedenti specifici per traffico di armi.

Quest'ultimo ricercava, infatti, persone esperte di armi ed armamenti da inviare alle Seychelles per l'addestramento di un battaglione di somali, che avrebbero dovuto svolgere attività espressamente qualificate come "mercenariato". Le attività di indagine al tempo svolte, sfociate in diversi procedimenti penali, consentirono di evidenziare come la richiesta di addestramento fosse stata originata da una persona di nazionalità somala, con cittadinanza italiana, parente del deposto dittatore del Puntland (Somalia).

Tragedia in Abruzzo
"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini
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ABRUZZO - C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. A distanza di una settimana tutte le vittime sono state recuperate, 29 corpi; gli ultimi due nella tarda serata di ieri.

Gabriele D'Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l'hotel Rigopiano: lo ha stabilito l'autopsia a cui è stato sottoposto, secondo quanto riferisce il medico legale di parte Domenico Angelucci. "Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali - spiega il medico -. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato'', riferisce il medico di parte della famiglia D'Angelo.

Conferenza stampa del sostituto procuratore di Pescara, Cristina Tedeschini, per fare il punto sulle indagini dell'hotel Rigopiano. Casi di esclusivo schiacciamento, con morti istantanee, e per altri concorrenza di cause, tra quali ipotermia e asfissia. Sono questi, fin qui, i motivi delle morti delle sei persone sottoposte ad autopsia: ha confermato il pm. Finora sono state effettuate 6 autopsie e altre 6 sono in programma. 
Nel pomeriggio, nel tribunale del capoluogo adriatico, il punto sull'inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo colposo: "Le telefonate registrate sono state acquisite, io le ho ascoltate e mi sembra evidente che ci siano state incomprensioni relative alle richieste di aiuto lanciate da Giampiero Parete e Quintino Marcella il 18 gennaio", ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "Al momento non ci sono indagati", ha dichiarato il pm Tedeschini, che poi ha confermato che in giornata sono state effettuate "acquisizioni importanti" di materiale utile alle indagini. "Sulla base delle informazioni in mio possesso, l'hotel era in possesso di tutte le autorizzazioni", ha proseguito la Tedeschini. "La situazione complessiva, percepita dagli ospiti dell'hotel il 18 gennaio, era sicuramente di criticità, sia in mattinata sia, soprattutto, nel pomeriggio e c'era una diffusa volontà di lasciare l'albergo": a dirlo il procuratore aggiunto Tedeschini rispondendo ad una domanda sulle prime testimonianze dei sopravvissuti. "Anche nella giornata precedente - ha proseguito Tedeschini - altre criticità erano state segnalate dal gestore dell'hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza si gasolio e a problemi di viabilità". "I bollettini Meteomont sono stati regolarmente redatti, trasmessi e ricevuti dai destinatari istituzionali. Questo e' un fatto certo". Tedeschini ha annunciato che terrà il prossimo incontro con la stampa, per fare un nuovo punto sull'inchiesta, venerdì prossimo alle 15. Questo è un punto importante per l'inchiesta, per capire quali soggetti istituzionali abbiano effettivamente ricevuto per tempo, il 18 gennaio scorso, il bollettino che indicava un rischio valanghe 4 in una scala da 0 a 5.

"Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia": così il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini. "I primi sei accertamenti autoptici che sono stati acquisti hanno dinamiche di decesso diverse l'una dall'altra", ha spiegato. "In alcuni casi, ci sono state morti immediate per schiacciamento, in altri casi ci sono stati decessi meno immediati con concorrenza di cause: schiacciamento, ipotermia e asfissia". Il procuratore ha poi precisato: "Non ci sono casi in cui la causa esclusiva e' l'ipotermia. Abbiamo casi di esclusivo schiacciamento - ha rimarcato - e casi di concorrenza di cause, ma temporalmente assai prossime".

In mattinata c'è stata un'informativa nell'aula di Palazzo Madama del premier Paolo Gentiloni: 'Siamo orgogliosi dei soccorritori, fatto ogni sforzo possibile'.

Trovato morto il receptionist Alessandro Riccetti: ad annunciarlo è stato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook. "La notizia che tutta Terni si aspettava non è arrivata. Tante ore di angoscia e speranza terminano nel peggiore dei modi" scrive ancora. Riccetti, 33 anni, lavorava come receptionist all'hotel Rigopiano. 

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