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Cronaca
Accolto il ricorso dell'associazione studentesca Udu contro l'introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici
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Redazione

 

MILANO - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso contro l'introduzione del numero chiuso nella facoltà di studi umanistici dell'Università Statale di Milano. Lo ha reso noto l'associazione studentesca Udu (Unione degli Studenti) che a fine luglio aveva presentato il ricorso.

Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione - si legge nella nota dell'Udu - possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell'immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell'accesso illecite".

Gli studenti ricordano come avessero denunciato "sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99".

Cronaca
Intanto in queste ore in tribunale a Rimini si sta tenendo un incontro tra squadra mobile magistrati italiani e polacchi
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Redazione

 

RIMINI - La prostituta transessuale peruviana ha riconosciuto senza ombra di dubbio i quattro del branco che l'ha aggregata nella notte del doppio stupro a Miramare, tra sabato e domenica scorsi. Negli ambienti investigativi vige il massimo riserbo ma sembra che la transessuale abbia visto le immagini elaborate dalla polizia scientifica e squadra mobile e abbia senza dubbio identificato chi l'ha stuprata, dopo aver violentato a turno una turista polacca e aggredito l'amico sulla spiaggia del Bagno 130 di Miramare.
Intanto in queste ore in tribunale a Rimini si sta tenendo un incontro tra squadra mobile magistrati italiani e polacchi. Le autorità polacche con rogatoria internazionale hanno chiesto di poter accedere gli atti. I due turisti polacchi (ancora in ospedale, pare saranno dimessi lunedì) saranno nuovamente verbalizzati dagli agenti italiani e polacchi.

Il caso
Lui aggredito, picchiato e rapinato. Caccia a quattro persone
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Redazione

 

RIMINI - Lei stuprata ripetutamente da quattro uomini davanti al fidanzato, lui aggredito, picchiato e rapinato. E' accaduto la notte scorsa sulla spiaggia di Rimini, sulla battigia del bagno 130. La polizia di Stato in queste ore è sulle tracce di quattro persone, forse straniere. Ad essere aggredita una coppia di turisti polacchi, trasportata in ospedale.

Le due vittime, di 26 anni, erano in vacanza a Rimini con un gruppo di connazionali dalla Polonia, alloggiati in un hotel di via Padova, ed era l'ultima sera di vacanza. Lei è stata violentata a ripetizione da quattro uomini; lui, aggredito e colpito al capo più volte, è stato lasciato a terra svenuto. Il loro gruppo proprio questa mattina è ripartito per tornare a casa, non i due giovani, ancora ricoverati. La coppia, quando è stata aggredita, si era probabilmente appartata da poco per un po' d'intimità sotto le stelle in un luogo poco illuminato. Erano stesi sui lettini del bagno a scambiarsi effusioni quando i quattro sono comparsi dal nulla, aggredendoli. E' successo intorno alle 4 e l'allarme è scattato quando alcuni passanti, vedendo la coppia insanguinata e sotto choc camminare sul lungomare, hanno chiamato la polizia.

Il giovane dovrebbe essere dimesso a breve dal Pronto Soccorso, per essere sentito nuovamente in Questura con l'ausilio di un interprete, anche se parlerebbe correntemente inglese. Sequestrati gli indumenti della ragazza, tra cui i pantaloncini corti che indossava al momento dello stupro. Per lei è stato immediatamente attivato il protocollo sanitario previsto in caso di violenza sessuale e l'assistenza psicologica.

"Gli autori dell'aggressione e dello stupro? Sicuramente giovani e non escludo reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti". Lo ha detto all'ANSA il questore di Rimini, Maurizio Improta, che oggi, dopo un'estate tra le più tranquille degli ultimi anni, si trova di fronte ad un caso tra i più odiosi per circostanze e vocazione del territorio: stupro di gruppo e rapina in spiaggia. "Senza entrare nello specifico dell'attività d'indagine - spiega - l'impegno degli investigatori della Questura dalle prime ore dell'alba, pochi minuti dopo l'allarme, è stato ed è totale, perché una disumana violenza nei confronti dei due giovani che avevano cercato un momento di intimità sulla spiaggia l'ha trasformato in un incubo. Mi auguro ora che un incubo lo diventi per gli autori del gesto. Non posso dire nulla sullo stato delle indagini, per non dare vantaggi agli aggressori"

Cronaca
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo
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Redazione

 

MILANO - Un uomo è morto e altre tre persone, una coppia e un bambino, risultano disperse a seguito di un incidente stradale avvenuto ieri sera sulla provinciale rivoltana, tra Milano e Cremona. L'allarme è stato dato intorno alle 20.30 dagli occupanti di un'altra automobile che hanno assistito alla scena: l'auto, una Peugeot 307, è uscita di strada all'imbocco di un cavalcavia, ha sfondato il guard rail ed è finita nel canale Muzza, in comune di Truccazzano (Milano).
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo prima che i soccorritori, subito accorsi sul posto, potessero localizzarli, 4 ore dopo. Secondo quanto riferito da un conoscente, alla guida dell'automobile c'era un cinquantenne di Pioltello, il cui corpo è stato recuperato dai sommozzatori dopo l'una di notte, e a bordo vi sarebbero state altre tre persone: una coppia di trentenni con un bambino di 8 anni, che al momento risultano dispersi. Le ricerche sono state sospese, e riprenderanno all'alba.

Cronaca
Scontri tra polizia e attivisti
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BOLOGNA - Tafferugli in centro a Bologna, dove dalle prime luci dell'alba è in atto lo sgombero dell'ex caserma Masini, in via Orfeo, occupata abusivamente da fine 2012 dal collettivo Làbas. Le forze dell'ordine in assetto antisommossa con i blindati avevano circondato l'edificio e chiuso la strada, mentre all' ingresso principale decine di attivisti si sono fatti trovare seduti davanti al cancello, pronti alla resistenza. Altri sono all'interno. Quando la Polizia si è avvicinata al blocco per spostare i militanti, questi hanno reagito e sono scattati i tafferugli con manganellate a cui è stato risposto con fumogeni e petardi. I disordini sono durati alcuni minuti e alla fine la Polizia è riuscita ad entrare nella struttura.
Lo spazio occupato ha ospitato in questi anni diversi progetti e attività sociali, ad esempio sul disagio abitativo, raccogliendo anche apprezzamento tra i residenti del quartiere.

Meteo
Muore escursionista ucciso da un fulmine, deceduta anche 24enne romana
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Redazione

 

Quattro vittime per il maltempo che si è abbattuto al Nord. Il maltempo lungo l'arco alpino e dolomitico ha richiesto finora oltre 30 interventi da parte dei soccorritori. Al momento 51 le persone soccorse. Lo rende noto il Corpo Nazionale del soccorso alpino e speleologico.

E' stata individuata dal Soccorso Alpino di Maniago (Pordenone) la vittima dell'incidente causato dal maltempo in Friuli. Si tratta di una persona che si trovava lungo la pista forestale che conduce al raduno europeo della famiglia Arcobaleno. Secondo quanto si apprende, la vittima - un uomo di 41 anni, cittadino belga - si trovava nella propria tenda travolta da un albero durante il temporale

Ha perso la vita precipitando per diversi metri dopo essere scivolata su un sentiero bagnato, durante un forte temporale, a Saviore dell'Adamello, Margherita Nardone, 24 enne romana.

Un escursionista è stato ucciso da un fulmine sulla ferrata della Marmolada, in Trentino. Ferita, ma non grave, anche la moglie, che ha chiamato i soccorsi. Il turista emiliano, 47 anni, stava percorrendo la via ferrata, quando è stato sorpreso da un forte temporale. Non ha avuto modo di ripararsi, un fulmine lo ha colpito. La moglie, sotto shock, è riuscita a dare l'allarme chiamando al 112. E' intervenuto oltre al soccorso alpino che ha portato in salvo la donna, anche l'Aiut Alpin che ha recuperato il morto e lo ha trasportato a Canazei.

Un uomo è rimasto ucciso schiacciato da un albero sradicato dal vento che si abbattuto sui commensali che stavano partecipando ad una sagra locale. Il fatto è avvenuto a Marziai (tra Quero Vas e Lentiai), sulla riva del fiume Piave dove era in corso la sagra del 'pojat' a cui c'erano una ventina di persone. Improvvisamente la zona è stata interessata da un forte vento che ha sradicato molti alberi, anche alti 10 metri, uno dei quali ha travolto uno dei commensali.

I forti temporali, le intense piogge e le grandinate hanno causato nella notte notevoli danni in Alta Val Pusteria soprattutto nella zona di Braies e Dobbiaco.Fortunatamente non vi sono feriti. Un treno regionale diretto a San Candido è rimasto bloccato per la caduta di una frana a Valdaora. 80 passeggeri a bordo sono stati raggiunti e portati nei punti di assistenza allestiti nelle stazioni di Valdaora e Monguelfo.

Il rio Braies uscito dall'alveo ha inondato alcune case e abitazioni della zona. In brevissimo tempo sono cadute 100 mm di pioggia. Alcune autovetture parcheggiate sono state trascinate dalle correnti nel rio. Le operazioni sono state rese difficili, spiegano i Vigili del Fuoco, sia dall'oscurità come anche dalla mancanza di alimentazione elettrica nella zona che ha colpito 350 utenze. Un ottantina di interventi da parte dei diversi Corpi dei Vigili del Fuoco della zona con oltre 200 soccorritori sul posto.

Dopo i violenti temporali nella notte in Alta Val Pusteria i Vigili del Fuoco hanno salvato in Val di Braies una donna rimasta bloccata in casa a Ferrara. Il suo maso era stato raggiunto da una colata di fango. A Ponticello, sempre in Val di Braies, si sono abbattute diverse frane anche in poca distanza di un albergo pieno di turisti. L'accesso all'albergo "Brückele" è rimasto bloccato per alcune ore. Solo in mattinata la strada verso l'albergo a tre stelle è stata liberata dai detriti. A Braies è stata inondata anche la caserma dei Vigili del Fuoco che hanno fatto fatica a tirare fuori i propri mezzi necessari per gli interventi. Sono stati accorsi da altri Corpi di pompieri della zona. Sul posto nella notte anche il 4/o reggimento aviazione dell'esercito Altair di Bolzano con un elicottero dotato di apparati per la visione notturna. Sono stati segnalati interventi dopo il forte temporale anche in Val Badia, Val Passiria, Val Sarentino e Val d'Isarco.

L'operazione
Gli investigatori hanno appurato che da quel luogo il cittadino polacco aveva già organizzato diverse aste online per la vendita di ragazze rapite
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Redazione


MILANO - Aggredita, narcotizzata, ammanettata e chiusa dentro un borsone da viaggio. In questo modo una modella inglese di 20 anni è stata rapita l’11 luglio scorso a Milano per essere venduta al miglior offerente su siti pornografici del deep web. Per impedire la “vendita” della ragazza il suo agente avrebbe dovuto pagare un riscatto di 300mila dollari. La ragazza è stata poi rilasciata dopo sei giorni di prigionia. Gli investigatori della Squadra mobile di Milano e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, dopo aver svolto un’indagine lampo in collaborazione con il Compartimento polizia postale della Lombardia e il coordinamento dalla Direzione centrale antimafia, il 18 luglio hanno arrestato un cittadino polacco di 30 anni residente in Gran Bretagna, ritenuto responsabile del rapimento, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. La giovane modella era arrivata nel capoluogo lombardo il 10 luglio e il giorno dopo avrebbe dovuto effettuare un servizio fotografico richiestole da un fotografo tramite il suo agente.

Appena entrata nell’appartamento di via Carlo Bianconi nel quale avrebbe dovuto incontrarsi con il professionista, è stata aggredita da due uomini. I rapitori hanno caricato nel bagagliaio di un’auto il borsone con la ragazza e hanno raggiunto una baita isolata a Borgial, una frazione del comune torinese di Lemie. Nel casolare la modella è stata tenuta ammanettata a una cassettiera in legno di una camera da letto sino alla mattina del 17 luglio, quando è stata liberata e accompagnata al consolato britannico di Milano. Gli investigatori hanno appurato che da quel luogo il cittadino polacco aveva già organizzato diverse aste online per la vendita di ragazze rapite, attraverso annunci nei quali descriveva le “prede” e stabiliva la cifra di partenza, anche se non è stato ancora verificato se nei precedenti episodi l’uomo avesse realmente rapito le sue vittime o si fosse inventato tutto. Durante il sequestro il rapitore, utilizzando account criptati, ha chiesto all’agente della modella un riscatto di 300mila dollari per impedire la vendita all’asta dell’ostaggio, rivendicando l’azione a nome del “Black death group” (Gruppo della morte nera), un’organizzazione che nel deep web gestisce diversi traffici illeciti. Mentre trattava il riscatto l’uomo avrebbe ricevuto diverse offerte per le prestazioni sessuali della ragazza, per un valore di oltre 300mila dollari.

Alle indagini hanno preso parte anche gli specialisti del Gabinetto regionale lombardo della Polizia scientifica Sono in corso ulteriori accertamenti, anche in Polonia e Gran Bretagna con la collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) e il coordinamento tra le rispettive autorità giudiziarie, per individuare eventuali complici e per chiarire se si sia trattato di un sequestro con contestuale truffa ai danni di ipotetici acquirenti o se lo scopo dell’azione sia stato veramente quello di rapire e vendere la ragazza. Al momento non risulta essere stato pagato alcun riscatto per il rilascio della giovane modella.

Tragedia
Le aree interessate sono quelle della zona del Cristallo. Interrotta la strada dolomitica in tre punti
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CORTINA - Una persona è morta travolta con la sua auto sotto una colata di detriti a causa di una bomba d'acqua che si è abbattuta la notte scorsa a Cortina d'Ampezzo. Le aree interessate sono quelle della zona del Cristallo. Interrotta la strada dolomitica in tre punti: a Riogere, al Lago Scin e in località Alverà. L'auto con la vittima è stata individuata dai soccorritori nell'alveo del torrente tra Riogere e lago Scin. Con l'aiuto di una piccola ruspa è stata liberata l'auto dai detriti ma il personale sanitario del Suem non ha potuto che costatare il decesso della persona che era a bordo. La massa detritica provocata dalla bomba d'acqua ha invaso alcune strade e garage. Le squadre di soccorso sono al lavoro per riportare la situazione alla normalità. 

Cronaca
Questo venerdì a mezzogiorno, l'ufficiale giudiziario avrebbe dovuto dare corso allo sfratto esecutivo della famiglia dall'abitazione
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FERRARA - Ha sparato alla moglie 73enne e al figlio 48enne, uccidendoli. Ha dato fuoco all'abitazione, in pieno centro a Ferrara, e poi è uscito dalla palazzina: compiute poche centinaia di metri, si è sparato. Protagonista della vicenda, accaduta nella prima mattinata, un uomo, un antiquario di 77 anni.

A quanto si è appreso, oggi a mezzogiorno, l'ufficiale giudiziario avrebbe dovuto dare corso allo sfratto esecutivo della famiglia dall'abitazione. Un mese fa era avvenuto il primo accesso di sfratto non eseguito perché la casa era piena di mobili e da svuotare.

Sul posto, in prima battuta, sono intervenuti i Vigili del Fuoco chiamati alle 6.30 per un incendio sviluppato al piano terra della palazzina che si affaccia su via del Turco e sulla Piazzetta privata Fratelli Bartolucci in pieno centro a Ferrara.
Spento l'incendio, i pompieri hanno rinvenuto nell'abitazione dell'antiquario, al primo piano della struttura, i corpi anneriti dal fumo dell'uomo e della donna con segni di colpi di arma da fuoco alla testa.
Il 77enne, Galeazzo Bartolucci, ha compiuto poche centinaia di metri dalla casa e si è sparato in via Boccanale di Santo Stefano, sotto i portici all'altezza della chiesa di Santo Stefano. Alle 7.30 la Polizia era stata allertata per la presenza di un uomo in fin di vita, trovato dalle forze dell'ordine con il segno di un colpo alla testa e una pistola in mano.

Cronaca
Ora i due sono in carcere. Si impossessavano delle loro pensioni
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PAVESE - Vivevano grazie alle pensioni delle loro due vittime, madre e figlio, che erano recluse in un garage di soli 42 metri quadrati usato come rimessa di attrezzi e vivevano "in un clima di terrore", sottoposte continuamente ad angherie, secondo i carabinieri che hanno arrestato a Cozzo, nel Pavese, una coppia di 52 e 37 anni per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, riduzione in schiavitù, circonvenzione di incapace e abbandono di persona incapace. L'indagine è stata coordinata dal pm Roberto Valli. Madre e figlio di 78 e 37 anni (l'uomo è fratellastro di uno degli arrestati) sono affetti da disturbi mentali.

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