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La ricetta
Il video di come si prepara il piatto estivo di facile esecuzione
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di Matteo La Stella

Un mix di storia e tradizione si cela dietro la festa del Ferragosto, la ricorrenza estiva per eccellenza. Oltre la valenza religiosa, la giornata del 15 agosto rappresenta per molti l'occasione di ritrovarsi: dalle riunioni di famiglia a quelle tra amici, tutti intorno alla tavola del pranzo di Ferragosto. Che siate al mare o in montagna, in viaggio o in città, il pranzo resta l'evento rituale da assolvere. Se il ristorante non fa per voi e avete deciso di giocare in casa, la soluzione de L'Osservatore d'Italia farà sicuramente al caso vostro.

Cenni storici. Il Ferragosto affonda le sue radici etimologiche nelle “feriae  Augusti”, periodo di riposo dal lavoro indetto nel 18 a. C. dal primo degli imperatori romani, Ottaviano Augusto, che in buona sostanza cambiò solo i connotati alle feste dei Consualia, le giornate dedicate al dio Conso, divinità romana della terra e della fertilità. Per gli antichi romani i festeggiamenti si protraevano per buona parte del mese di agosto, irrorando di gioia la vita dei contadini in congedo dal lavoro nei campi. È solo facendo un balzo di 800 anni, però, che si è giunti al Ferragosto come lo conosciamo. È intorno al VII secolo, infatti, che la festa del Ferragosto assume una valenza religiosa: l'assunzione di Maria.

In cucina. Data la stagione, il pranzo di Ferragosto deve essere composto di piatti semplici, gustosi e mai pesanti. Oggi, L'Osservatore d'Italia insieme a chef Davide Mearelli del ristorante La Mangiatoia di Roma presentano un piatto estivo di facile esecuzione: la Frangia Caprese.

GustoBanda: Alla scoperta dei sapori del territorio
Un pezzo di pane caldo, ciambelle al vino intinte in un bel bicchiere di rosso. Crostate, dolci antichi che non si trovano più se non in pochissime parti d'Italia.
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Redazione

Nemi (RM) - Profumi e sapori che ti portano indietro nel tempo. L’odore di pane riempie i vicoli e il centro storico del meraviglioso paese di Nemi.

Un piccolo gioiellino che ha un patrimonio storico naturalistico inestimabile. Il forno Fortuna ha una memoria lunga settant’anni. Figli e nipoti diventati genitori e poi nonni. Un pezzo di pane caldo, ciambelle al vino intinte in un bel bicchiere di rosso. Crostate, dolci antichi che non si trovano più se non in pochissime parti d'Italia.  La domenica, una festa. L’osservatore laziale ha deciso di fare un servizio a questo forno perché oggi, botteghe artigianali del genere è difficile trovarne.

Il pane del forno Fortuna che si trova nelle immediate adiacenze dell’imponente Castello Ruspoli è cotto ancora rigorosamente a legna ed è davvero speciale e particolare: nulla da invidiare a quello di Genzano e di Lariano, davvero una chicca.

Fausto, Alessandro, Massimo e Gloria si alzano presto al mattino. Si alzano alle tre quando ancora dormono tutti. Infornano e poi alle 7 la prima sfornata di profumi. E’ davvero eccezionale. Provare per credere.

GustoBanda: Alla scoperta dei sapori del territorio
Al civico 8 della storica piazza Umberto I a Nemi c’è un altro forno antichissimo, quello dei Fratelli Cavaterra
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Redazione

Nemi (RM) - Eccoci arrivati alla seconda puntata di “GustoBanda” la nuova rubrica de L’osservatore laziale che intende riscoprire insieme ai propri lettori i piaceri della cucina tradizionale, gli antichi sapori, i prodotti artigianali ma anche il mondo moderno e al passo con i tempi dei nuovi chef, le frivolezze e stranezze, creazioni di ingegni all’opera oltre, naturalmente, alle sagre e feste di piazza.

Al civico 8 della storica piazza Umberto I a Nemi c’è un altro forno antichissimo, quello dei Fratelli Cavaterra. Un tuffo nei piaceri e la riscoperta di prodotti realizzati artigianalmente senza conservanti e con ingredienti semplici. Uova, latte, farina, zucchero, vino e anice sapientemente dosati, utilizzati, impastati da mani esperte.  Massimo Cavaterra che ha fatto gli onori di casa e che ha imparato il mestiere da suo padre ci ha fatto vedere anche gli innumerevoli dolciumi che sforna l’affascinante fornace, rigorosamente a legna, che arde dal mattino fino a sera, lasciando i passanti inebriati dal profumo della legna e dei prodotti quali il pane e i dolci che sono in continua lavorazione.
 

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