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Enogastronomia
Un appuntamento fondamentale per promuovere le produzioni tipiche e tradizionali "made in Italy"
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Redazione

Le Eccellenze enogastronomiche del Lazio atterrano a New York: sardine del nostro Mare, olio extra vergine di oliva, la porchetta di Ariccia, latticini, liquori e vini del Lazio sono i protagonisti dell’iniziativa “Abbiamo deciso di raccontarci al Mondo”, nata dalla collaborazione dell’Arsial, l'agenzia della Regione Lazio per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura, con “I Borghi più belli di Italia” e “Ecce Italia, consorzio delle Eccellenze di Italia”, in corso presso Eataly di New York fino al 7 novembre.
Un appuntamento fondamentale per promuovere le nostre produzioni tipiche e tradizionali che l’Arsial non poteva disattendere, considerata l’importanza di un mercato come quello americano e una piazza prestigiosa come New York.
Nove le Aziende selezionate attraverso il circuito “Protagonisti del Cibo”, la call che l’Agenzia regionale ha attivato in occasione dell’Expo 2015 e che ad oggi è lo strumento privilegiato per la partecipazione delle Aziende del Lazio, che rappresentano le Eccellenze regionali, alle iniziative e agli eventi gestiti dall’Arsial.
“Un piccolo passo incoraggiante – dichiara Antonio Rosati, amministratore Unico Arsial - riuscire ad essere qui, in una delle città più grandi e importanti del mondo. Per il mercato agroindustriale della nostra Regione, New York rappresenta un punto di riferimento imprescindibile che offre indiscusse possibilità di crescita e sviluppo”.
“Alcune Aziende hanno avuto ottimi risultati – conclude Rosati - e spetta a noi continuare ad impegnarci nella promozione delle nostre Eccellenze enogastronomiche. Cooperare per competere è il nostro modus operandi in quella che io amo chiamare economia della bellezza: cibo, cultura e turismo”.
Numerosi gli appuntamenti organizzati: incontri e degustazioni con Tour Operator e stampa di settore, con buyers e con i ristoratori italiani a New York. Una presenza, quella della Regione Lazio con l’Arsial, che vuole essere un primo approccio verso i mercati internazionali più importanti.

La ricetta
Il carnevale era anche il modo di celebrare l’imminente risveglio della natura dopo l’inverno
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di Livia Pica

Il carnevale è una festa molto antica, probabilmente le sue origini risalgono ai riti in onore di Saturno, dio della semina: infatti il carnevale era anche il modo di celebrare l’imminente risveglio della natura dopo l’inverno.
In cucina erano frequenti gli eccessi sia perché in questo periodo si macellava il maiale sia in previsione della quaresima e dei conseguenti sacrifici alimentari che arrivavano al digiuno.
I dolci tipici di carnevale sono prevalentemente fritti e preparati con ingredienti semplici perché tradizionalmente erano cucinati e mangiati per la strada, durante i festeggiamenti.
Ecco un’idea facile e un po’ diversa.

Girandole al limone:

Ingredienti per 4 persone:
200 grammi di farina
2 uova
2 limoni
5 cucchiai di zucchero
sale

Preparazione

Disponete la farina a fontana su una spianatoia o un piano da lavoro, aggiungete le 2 uova e un pizzico di sale quindi impastate fino a formare un panetto morbido che poi farete riposare per 30 minuti coperto con un canovaccio.
Successivamente mettete l’impasto sul piano infarinato e stendetelo con un mattarello per ottenere la sfoglia.
Quando la pasta sarà ben stesa, cospargete tutta la superficie con la buccia grattugiata di 2 limoni, i 5 cucchiai di zucchero e infine spremetevi il succo di un limone.
Arrotolate la sfoglia e chiudetela bene. Poi tagliate le girelle larghe circa ½ centimetro e friggetele in olio di arachidi finché diventano dorate e caramellate.
Estraete le girandole con la schiumarola e mettetele a scolare su carta assorbente.
Sono buone sia calde che fredde.

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La ricetta
Tra i tanti modi per cucinare la zucca, ne trovate di seguito uno un po’ originale
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di Livia Pica

La zucca è giunta in Occidente dal continente Americano (come la patata e il pomodoro). Ne esisto numerose specie ma quella più diffusa da noi è il “turbante turco” così definito per la sua forma. La zucca arriva sulle nostre tavole in autunno e in inverno e oltre la polpa sono commestibili anche i fiori e i semi.
E’ un cibo leggero, con poche calorie e adatto anche a chi soffre di diabete. Ha proprietà digestive e diuretiche e il colore arancione indica la presenza notevole di carotenoidi utili per l’abbronzatura.

Tra i tanti modi per cucinare la zucca, ne trovate di seguito uno un po’ originale.

Gnocchetti di zucca
Ingredienti per 4 persone:
500 grammi di polpa di zucca
300 grammi di farina
100 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
70 grammi di burro
2 uova
3-4 foglie di salvia

Preparazione
Lessate la zucca in poca acqua leggermente salata poi scolatela e mettetela ad asciugare in forno caldo per qualche minuto.
Quando sarà raffreddata, mettetela in una terrina, schiacciatela con una forchetta e poi unite la farina (poca per volta) e le uova sbattute a parte con un pizzico di sale e metà del parmigiano.
Impastate con cura fino ad ottenere un composto omogeneo e facilmente lavorabile sulla spianatoia infarinata.
Suddividete l’impasto in piccoli pani e lavorateli fino ad ottenere con ciascuno uno sfilatino della circonferenza di un paio di centimetri, poi tagliateli in pezzetti piccoli e date loro la forma passandoli sui rebbi di una forchetta o semplicemente pigiandoli al centro con un dito.
Infarinateli leggermente e disponeteli su un vassoio in attesa della cottura.
In una pentola fate bollire l’acqua leggermente salata e versatevi gli gnocchi che vanno scolati appena tornano in superficie.
Condite gli gnocchetti di zucca con il burro fuso cui unirete la salvia spezzettata e per finire cospargete con il rimanente parmigiano grattugiato.

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La ricetta
La ricetta sarà apprezzata anche da coloro che vogliono evitare di mangiare le uova crude dato che nella crema vengono cotte.
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di Livia Pica 

Il tiramisù ha origini controverse perché diverse zone d’Italia ne rivendicano l’ideazione ma la primogenitura sembra ormai attribuita alla città di Treviso anche perché il nome deriverebbe dal dialetto veneto “tiramesù” che ne indica le qualità energetiche e allude a ipotetiche proprietà afrodisiache.

Proponiamo una variante del dolce che può essere gustata anche da chi è intollerante al lattosio, vale a dire dalle persone che hanno una carenza di lattasi (l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte) infatti crema è preparata con il latte senza lattosio (delattosato o HD) e si usano i Pavesini invece dei classici savoiardi.

La ricetta sarà apprezzata anche da coloro che vogliono evitare di mangiare le uova crude dato che nella crema vengono cotte.

 

 

Tiramisu con crema e senza lattosio

Ingredienti per 8 persone:

500 grammi di mascarpone

150 grammi di Pavesini

½ litro di latte delattosato

4 torli d’uovo

150 grammi di zucchero

60 grammi di farina

½ tazzina di marsala

caffè in polvere

cacao amaro in polvere

marsala

 

Preparazione della crema: mettete a scaldare il latte e intanto sbattete i 4 tuorli d’uovo con 130 grammi di zucchero, aggiungete la farina e poi unite questo impasto al latte caldo girando di continuo con una frusta fino a che si addensa. Quando la crema è sufficientemente morbida lasciatela raffreddare in un piatto largo. Suggerisco di coprire con una pellicola affinché la crema rimanga morbida.

Preparate il caffè in una caffettiera da 3 tazze, fatelo raffreddare in una ciotola e poi unite ½ tazzina di marsala e 2 cucchiaini di zucchero.

Impastate i 500 grammi di mascarpone con 3 cucchiai di zucchero quindi unite la crema fredda e aggiungete 4 cucchiaini di caffè e poi mescolate bene.

A piacimento, si possono unire anche 250 grammi di panna montata.

Preparazione del tiramisù: prendete una pirofila possibilmente di vetro, immergete velocemente i Pavesini nel caffè e posateli nel tegame a formare un primo strato che va coperto con abbondante crema quindi procedete nello stesso modo per 3-4 strati. Concludete con uno strato di crema e una spolverata abbondante di cacao amaro.

Mettete il dolce in frigorifero per almeno 4 ore. Eventualmente si può guarnire con qualche amaretto.

 

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Ricette di Cucina
Mettete un po’ dell’impasto sopra l’alice aperta e coprite con un’altra alice
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di Livia Pica

Le alici sono diffuse in tutto il Mediterraneo quindi è facile trovarle fresche, tuttavia al momento dell’acquisto è sempre bene controllare l’occhio che deve essere vivo, sporgente e con la pupilla nera. Con l’occasione, si possono guardare anche le branchie che devono essere di un colore rosato tendente al rosso e il corpo del pesce che deve essere sodo e con le squame aderenti.

Le alici, o acciughe, fanno parte del pesce azzurro. La definizione è dovuta al colore della parte dorsale che è di un bell’azzurro brillante mentre il ventre è argenteo. Nella stessa definizione rientrano anche sardine, aringhe e sgombri che sono accomunati, oltre che dalle ridotte dimensioni, anche dai comportamenti, infatti questi pesci vivono in branchi abbastanza numerosi e si spostano tutti insieme.

Ecco una ricetta molto semplice e veloce che ne esalta il sapore.


Alici ripiene

Ingredienti per 4 persone

1 kg di alici

4 uova

4 fette di pan carrè bianco

pane grattugiato

1 spicchio d’aglio

prezzemolo

olio

Preparazione

Prendete le alici, lavatele, togliete la lisca e la testa e lasciatele aperte.

Preparate l’impasto con 2 uova sbattute, pan carrè sbriciolato, prezzemolo, aglio e olio.

Mettete un po’ dell’impasto sopra l’alice aperta e coprite con un’altra alice, procedete così per tutte le alici. Successivamente, sbattete le altre 2 uova e immergetevi ad una ad una le alici ripiene che vanno poi passate anche nel pangrattato.

Cottura: fritte per qualche minuto in olio (in extra-vergine di oliva o di arachidi) bollente oppure al forno per 20’ a 180°.

Portatele in tavola guarnite con il prezzemolo e accompagnate da fettine di limone.

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