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Il decreto
Sicurezza urbana, Francesco Tagliente: “Ecco perché il nuovo decreto non risolve i problemi dei sindaci”
10/03/2017 19:27:00
Nuovi scenari della sicurezza nei Comuni: l’analisi punto per punto

 

Redazione
 

Il decreto è in vigore dal 21 febbraio ma sono pochi Comuni che hanno capito di cosa si tratta. I difetti: Senza adeguati strumenti sanzionatori il tutto si riduce a un mero trasferimento di deleghe dallo Stato ai Comuni. La responsabilità passa dallo Stato sulle spalle dei sindaci. Si tratta più un passaggio di testimone che di un valido ed efficace strumento per risolvere i problemi del territorio. 


Premessa Il decreto-legge contiene disposizioni in materia di collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza integrata e la tutela della sicurezza delle città e del decoro urbano. In particolare:

• Sicurezza integrata. Individua contenuti e gli strumenti per la promozione della sicurezza integrata, sul presupposto del pluralismo istituzionale e della necessità del coordinamento sinergico. Di fatto vengono spalmati i poteri e le responsabilità in materia di sicurezza urbana e vivibilità cittadina tra i vari soggetti istituzionali, realizzando un reticolato di sicurezza integrata che coinvolge tutti gli enti interessati. Prevede specifici accordi tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano l'attuazione di interventi in materia di sicurezza integrata;

• Sicurezza urbana Definisce, la sicurezza urbana e rimette l'attuazione dei relativi interventi a specifici patti tra il prefetto e il sindaco, da stipulare nel rispetto delle linee guida adottate su proposta del Ministro dell'interno con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali;

• Ordinanze sindacali. Interviene sul potere di ordinanza del sindaco, ampliando le ipotesi che lo legittimano, in qualità di capo della comunità locale, a adottare provvedimenti contingibili e urgenti connessi a problematiche emergenti nell'ambito del contesto locale; Prevede che il sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da un afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, possa adottare ordinanze non contingibili e urgenti in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni;

• Regolamenti di polizia urbana. Prevede che il comune possa adottare regolamenti per la cura del territorio e per la vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche;

• Comitato Metropolitano. Istituisce un apposito organo, il Comitato metropolitano – copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano – quale sede deputata all'analisi, alla valutazione e al confronto sulle tematiche in materia di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana;

• Ordine di allontanamento e daspo urbano. Definisce specifiche misure per il contrasto delle condotte che compromettono la libera e piena fruibilità di particolari spazi pubblici, caratterizzati da un rilevante flusso di utenti;

• Spaccio di stupefacenti all’interno o in prossimità di locali pubblici Prevede il daspo per chi spaccia stupefacenti all’interno o in prossimità di locali pubblici o aperti al pubblico e di pubblici esercizi è previsto il daspo urbano antidroga semplice e con prescrizioni;

• Occupazione di Immobili Interviene nella delicata materia delle occupazioni arbitrarie di immobili, con la definizione dei criteri e delle modalità di intervento della forza pubblica, tramite il rinvio ad apposite disposizioni impartite dal prefetto. L'obiettivo è quello di superare i pericoli di possibili turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica, tenuto conto della necessità del bilanciamento dei diversi interessi in gioco;

• Controllo dei sorvegliati speciali Consente anche il controllo dei sorvegliati speciali con il cd braccialetto elettronico.

• Deturpamento o imbrattamento di beni. Prevede che per i reati di deturpamento o imbrattamento di beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o di cose di interesse storico o artistico, il giudice, può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute.

Per saperne di più sulla efficacia delle misure introdotte con decreto-legge in materia di sicurezza nelle città - già in vigore dal 21 marzo e ora all'esame della Camera per la conversione in legge- abbiamo chiesto una valutazione a Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Prefetto di Pisa, estensore dei decreti antiviolenza negli stadi


“In sede di conversione in legge – ha detto Tagliente - è bene tenere presente che senza adeguati strumenti sanzionatori il tutto si riduce a un mero trasferimento di deleghe dallo Stato ai Comuni. Alcuni Sindaci, convinti di poter finalmente disporre di nuovi e più incisivi poteri, stanno plaudendo a tale iniziativa senza rendersi conto che le nuove norme gli trasferiscono solo pesanti responsabilità senza conseguenti efficaci strumenti giuridici deterrenti. Prendiamo come esempio il daspo urbano per chi viola le regole dei territori mutuato dal divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Mentre per la violazione del daspo sportivo è previsto l’arresto in flagranza, giudizio per direttissima e condanna alla reclusione da uno a tre anni e alla multa da 10.000 a 40.000 euro, per quello urbano introdotto con il decreto-legge si prevede solo una sanzione pecuniaria priva di efficacia deterrente. Per chi viola il daspo urbano resta l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda prevista per “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità”.
E nemmeno per la violazione dell’altro daspo previsto dal decreto-legge 14/2017, quello antidroga, è consentito l’arresto, perché nei confronti di chi non si attiene al divieto è prevista solo una sanzione pecuniaria e la sospensione della patente – se ce l’ha - da sei mesi ad 1 anno.




Nuovi scenari della sicurezza. L’analisi punto per punto.



D. Cosa si intende per sicurezza integrata?


Di fatto vengono spalmati i poteri e le responsabilità in materia di sicurezza urbana e vivibilità cittadina tra i vari soggetti istituzionali, realizzando un reticolato di sicurezza integrata che coinvolge tutti gli enti interessati.
Per sicurezza integrata, secondo le nuove disposizioni, si intende l'insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dagli enti locali e da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali.
Le linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata sono rivolte, prioritariamente, a coordinare, per lo svolgimento di attività di interesse comune, l'esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti, anche con riferimento alla collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale.



D. Quali sono gli strumenti per attuare la sicurezza integrata?

Le linee guida generali delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata sono adottate su proposta del Ministero dell’Interno con accordo sancito in sede di conferenza unificata.
Gli strumenti per attuare gli interventi di promozione della sicurezza integrata sono, infatti, gli accordi tra lo Stato e le Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano sanciti in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali. Con gli accordi tra Stato e Regioni vengono adottate le linee guida per la promozione della sicurezza integrata


D. cosa prevedono le nuove norme in materia di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale?

Tra gli strumenti di competenza dello Stato e delle Regioni, per attuare gli interventi di promozione della sicurezza integrata, sono comprese anche le valutazioni delle eventuali criticità per la programmazione e la predisposizione degli interventi di rimodulazione dei presidi di sicurezza territoriale.



D. Cosa si intende per sicurezza urbana?
In base alle nuove norme, per sicurezza urbana, si intende il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città. Vivibilità e decoro delle citta da perseguire anche attraverso una serie di interventi come la riqualificazione e il recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e l'affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.



D. Chi concorre alla sicurezza urbana?
Alla sicurezza urbana concorrono anche, con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni.



D. Cosa sono i patti per la sicurezza urbana?
Con il decreto-legge sono previsti nuove convenzioni per la sicurezza tra Prefettura ed istituzioni locali. Per l’attuazione della sicurezza urbana il prefetto ed il sindaco possono sottoscrivere patti nel rispetto delle linee guida adottate con gli accordi per la promozione della sicurezza integrata sanciti in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali.
 


D. Quali sono gli obiettivi dei Patti per la sicurezza urbana?

I patti per la sicurezza urbana perseguono i seguenti obiettivi:
a) prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi di prossimità, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente interessate da fenomeni di degrado;
b) promozione del rispetto della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita, comprese l'occupazione arbitraria di immobili e lo smercio di beni contraffatti o falsificati, nonché' la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici;
c) promozione del rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni competenti, finalizzate a coadiuvare l'ente locale nell'individuazione di aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico, da sottoporre a particolare tutela anche con i nuovi strumenti giuridici: ordine di allontanamento, sanzione amministrativa pecuniaria e Daspo per il decoro urbano.


D. Cosa è il Comitato Metropolitano?
Per l'analisi, la valutazione e il confronto sulle tematiche di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana, è istituito un comitato metropolitano, copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano, cui partecipano anche i sindaci dei comuni interessati e, se ritenuti utili i soggetti pubblici o privati dell'ambito territoriale interessato. Restando immutate le competenze del “Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica”
 


D. Sono previsti nuovi ulteriori strumenti per il sostegno per l'incremento dei servizi di controllo del territorio?

Nell'ambito degli accordi per la promozione della sicurezza integrata e dei patti per la sicurezza urbana possono essere individuati ulteriori strumenti e obiettivi per l'attuazione di iniziative congiunte finalizzate all'incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua valorizzazione.
Le nuove norme prevedono infatti la possibilità del concorso, sotto il profilo del sostegno strumentale, finanziario e logistico, altri enti pubblici, anche non economici e soggetti privati.


D. I sindaci hanno reali maggiori poteri con l’estensione della possibilità di emanare ordinanze?
Le nuove disposizioni in materia di sicurezza urbana approvate dal C.D.M. comprendono anche l’estensione dei poteri dei Sindaci in materia di Ordinanze sindacali per la disciplina degli orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. In pratica al Sindaco viene attribuito un più penetrante potere di ordinanza.
a) Le ordinanze sindacali contingibili e urgenti. Il sindaco, quale rappresentante della comunità locale, anche in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, può intervenire anche in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
b) Le ordinanze sindacali non contingibili e urgenti. Il Sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, può disporre, per un periodo comunque non superiore a sessanta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
c) Le ordinanze sindacali per prevenire e contrastare spaccio, prostituzione, uso di minori e disabili nell’accattonaggio, illecita occupazione di spazi, violenza legata all’uso di alcol e stupefacenti. I provvedimenti contingibili e urgenti adottati dal sindaco, quale ufficiale del Governo sono diretti a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardano fenomeni di abusivismo, quale l'illecita occupazione di spazi pubblici, o di violenza, anche legati all'abuso di alcool o all'uso di sostanze stupefacenti.


D. Cosa cambia in materia di Regolamenti di Polizia Urbana?
Le nuove norme attribuiscono al Consiglio Comunale il potere di inserire nei Regolamenti comunali norme volte a prevenire fenomeni di criticità sociale, suscettibili di determinare un’influenza negativa sulla sicurezza urbana come la vendita e somministrazione di bevande acoliche e la individuazione delle aree urbane da sottoporre a particolare tutela.
In materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, i Comuni possono adottare regolamenti ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.
Individuazione delle aree urbane protette. I regolamenti di polizia urbana possono individuare aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico, alle quali si applicano la sanzione amministrativa pecuniaria e l’ordine di allontanamento dal luogo.
 


D. Quali sono i nuovi strumenti giuridici previsti per la tutela del decoro di particolari luoghi?

Tra le misure previste a tutela del decoro di particolari luoghi, le nuove norme prevedono: la sanzione amministrativa pecuniaria; ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto, ordine di allontanamento per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione; daspo urbano del questore; daspo giudiziario urbano

a) Sanzione amministrativa pecuniaria. Chiunque ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti, è soggetto alla sanzione amministrativa da 100 a 300 euro.
b) Ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Contestualmente alla rilevazione della condotta illecita, l’organo accertatore ordina al trasgressore l'allontanamento per 48 ore dal luogo in cui è stato commesso il fatto.
c) Ordine di allontanamento per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione, il provvedimento di allontanamento è disposto altresì nei confronti di chi commette le violazioni previste dalle predette disposizioni nelle aree di cui al medesimo comma.
 


D. Quali sono le procedure per impartire l'ordine di allontanamento

L'ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto e quello per ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza e commercio sulle aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione è rivolto per iscritto, dall'organi accertatori compresi gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, con la specificazione che ne cessa l'efficacia trascorse quarantotto ore dall'accertamento del fatto e che la sua violazione è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria aumentata del doppio.


D. A chi va trasmesso l’ordine di allontanamento?
Copia dell’ordine di allontanamento è trasmessa con immediatezza al questore competente per territorio per l’adozione del DASPO e contestuale segnalazione ai competenti servizi socio-sanitari, ove ne ricorrano le condizioni.
 


D. Che durata ha il Daspo urbano e quali sono le garanzie processuali per il “daspato”?

Il Daspo urbano del Questore può avere la durata fino a 6 mesi in caso di reiterazione della condotta o da 6 mesi e 2 anni se l’autore risulta condannato negli ultimi 5 anni. Garanzie procedurali sono le stesse previste per il DASPO sportivo.
a) Daspo urbano fino a 6 mesi. Nei casi di reiterazione della violazione dell’ordine di allontanamento questore, qualora dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato, per un periodo non superiore a sei mesi, il divieto di accesso ad una o più delle aree protette, espressamente specificate nel provvedimento, individuando, altresì, modalità applicative del divieto compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario dell'atto.
b) Daspo urbano da 6 mesi a 2 anni. La durata del divieto non può comunque essere inferiore a sei mesi, ne' superiore a due anni, qualora la violazione dell’ordine di allontanamento risulti commesse da soggetto condannato, con sentenza definitiva o confermata in grado di appello, nel corso degli ultimi cinque anni per reati contro la persona o il patrimonio.
c) Daspo urbano a minorenne. Qualora il responsabile sia soggetto minorenne, il questore ne dà notizia al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.


D. Funzionerà davvero questo Daspo ? Quali sono le conseguenze per la violazione del Daspo urbano e che differenza c’è con il daspo sportivo?
Il daspo urbano è privo di sanzione con effetto deterrente. Chi contravviene al DASPO sportivo, al divieto di andare allo stadio può essere arrestato in flagranza, giudicato per direttissima e condannato alla reclusione da uno a tre anni e alla multa fino da 10.000 a 40.000 euro. Lo stesso dicasi per chi non si presenta al Commissariato in occasione della partita disputata dalla squadra per cui è sottoposto al divieto.
Per il daspo urbano non è così perché il quarto comma dell’art 10 del D.L. approvato dal C.D.M. dispone che in relazione al provvedimento di cui al comma tre, cioè qualora le condotte sono commesse da un soggetto già condannato, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 2-bis 3 e 4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401. La norma fa espresso riferimento quindi alle garanzie procedurali relative a notifica, prescrizioni e ricorsi. Non richiama invece anche il comma 6 dell’articolo che tratta appunto della sanzione prevedendo espressamente che la” contravventore alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è punito con la reclusione da uno a tre anni”

D. E’ previsto un DASPO giudiziario urbano?

In sede di condanna per reati contro la persona o il patrimonio commessi in particolari aree protette, la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'imposizione del divieto di accedere a luoghi o aree specificamente individuati.


D. Cosa si prevede in tema di cooperazione tra le Forze di polizia e polizia municipale?
Ai fini dell'applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari luoghi, della sanzione amministrativa pecuniaria, dell’ordine di allontanamento e del Daspo urbano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'interno determina i criteri generali volti a favorire il rafforzamento della cooperazione, informativa ed operativa, tra le Forze di polizia e i Corpi e servizi di polizia municipale.


D. Cosa prevedono le nuove norme in tema di occupazioni abusive di immobili?
Il prefetto, nel dare esecuzione ai provvedimenti dell’A.G. concernenti occupazioni arbitrarie di immobili, sentito il CPOSP, dispone la graduazione delle esecuzioni tenendo conto del numero degli immobili da sgomberare, del pericolo di possibili turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica e della disponibilità della Forza pubblica tenendo anche conto della situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l’incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonché' dei livelli assistenziali che possono essere assicurati agli aventi diritto dalle regioni e dagli enti locali.


D. Quali sono le sanzioni per reiterata inosservanza delle ordinanze sindacali In materia di esercizi pubblici?
E’ prevista la sospensione della licenza di esercizio da parte del Questore. Le nuove norme prevedendo la possibilità per il Questore di disporre la sospensione dell’attività ex articolo 100 Tulps fino a 15 giorni in caso di reiterata inosservanza ad ordinanze sindacali, ordinarie e contingibili ed urgenti di cui agli articoli 50, comma 5 e 7 TUEL in tema di vivibilità e decoro urbano, vendita di alcolici e superalcolici.
Nei casi di reiterata inosservanza delle ordinanze sindacali emanate, in materia di orario di vendita e somministrazione delle bevande alcoliche nelle aree protette il Questore può disporre la sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni
D. cosa viene previsto per chi spaccia all’interno o in prossimità di locali pubblici?
Per chi spaccia all’interno o in prossimità di locali pubblici o aperti al pubblico e di pubblici esercizi è previsto il daspo urbano antidroga semplice e con prescrizioni
a) Daspo urbano antidroga semplice. Nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope, per fatti commessi all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico, pubblici esercizi, il questore può disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso, per la durata da 1 a 5 anni, agli stessi locali o a esercizi analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi.


b) Daspo urbano antidroga con prescrizioni. Se il soggetto risulta già condannato negli ultimi tre anni con sentenza definitiva, il Questore può integrare il DASPO urbano antidroga fino a 5 anni con una o più delle seguenti prescrizioni per la durata massima di due anni, una o più delle seguenti misure:
- obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana a un ufficio della Polizia; obbligo di rientrare a casa entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata;
- divieto di allontanarsi dal comune di residenza;
- obbligo di comparire in un ufficio di polizia negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici.



D. quali garanzie procedurali sono previste per il DASPO urbano antidroga?

Le garanzie procedurali per il DASPO urbano antidroga semplice e con prescrizioni (notifica, prescrizioni e ricorso) sono le stesse previste per il DASPO sportivo



D. Può essere applicato un daspo antidroga a in minore?

Il Daspo urbano antidroga semplice può essere disposto dal Questore anche nei confronti di minori imputabili (da 14 a 18 anni)



D. Le sanzioni per la violazione del DASPO antidroga sono le stesse previste per il daspo sportivo?

No. Le sanzioni previste per il daspo antidroga sono solo la pena pecuniaria da 10.000 a 40.000 euro e la sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno. Il nuovo decreto-legge prevede che salvo che il fatto costituisca più grave reato, per la violazione del daspo urbano antidroga semplice e con prescrizione il prefetto applica, la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 40.000 euro e la sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno. Non è prevista la stessa sanzione come per il contravventore al divieto di andare allo stadio che può essere arrestato in flagranza, giudicato per direttissima e condannato alla reclusione da uno a tre anni e alla multa fino da 10.000 a 40.000 euro.

 


D. Cosa prevedono le nuove norme per il condannato per spaccio nel caso di concessione della sospensione condizionale della pena?
E’ previsto il daspo giudiziario antidroga. In sede di condanna per spaccio di droga all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici, aperti al pubblico o dei pubblici esercizi, la concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'imposizione del divieto di accedere in locali pubblici o pubblici esercizi specificamente individuati.



D. per chi viola il daspo può essere adottato il foglio di via obbligatorio?

Le nuove norme prevedono una estensione dei soggetti destinatari delle misure di prevenzione personali. In base al nuovo decreto-legge il Questore può applicare le misure di prevenzione anche per reiterate violazione dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa, se i soggetti interessati sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l'integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.



D. Cosa prevedono le nuove norme per il controllo dei sorvegliati speciali?

Le nuove norme consentono anche il controllo con il cd braccialetto elettronico. Si prevede che le misure di prevenzione personali possono essere applicate dall'autorità giudiziaria anche per reiterate violazioni dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla vigente normativa e, che, con il consenso dell’interessato, i controlli possono essere effettuati anche con il braccialetto elettronico.



D. Che misure sono previste contro chi imbratta i muri?

E’ previsto che con la sentenza di condanna per i reati di deturpamento o imbrattamento di beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati o di cose di interesse storico o artistico, il giudice, può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna.
 

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