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Lutto nel mondo dello sport
Ricoverato in ospedale a Cesena in rianimazione per un gravissimo politrauma e una vasta lesione cerebrale

 

Nicky Hayden non ce l'ha fatta. E il mondo del sport piange un altro campione di motociclismo. Il pilota nordamericano è morto all'ospedale Bufalini di Cesena, dopo l'incidente in cui è rimasto coinvolto mentre si stava allenando in bicicletta nel Riminese.

Da mercoledì, Kentucky Kid - così come era soprannominato Hayden - era ricoverato in rianimazione per un gravissimo politrauma e una vasta lesione cerebrale. Accanto al campione si trovano la madre Rose e il fratello Tommy, giunti dagli Usa, la fidanzata Jackie, al suo fianco fin dal ricovero e membri del team Red Bull Honda con cui Hayden corre nel Mondiale Superbike.

Nicky Hayden, campione del mondo di MotoGp nel 2006, è stato travolto da un'auto, mercoledì, mentre si allenava in bicicletta a Misano Adriatico, nel Riminese, poco distante dal circuito che da anni ospita il gran premio di San Marino e che è intitolato alla memoria di Marco Simoncelli. Nei giorni precedenti aveva corso il gran premio di Superbike sul circuito di Imola. Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime: aveva infatti riportato numerose ferite dopo essere stato sbalzato sul cofano della vettura e avere sfondato il parabrezza mentre la sua bici, spezzata, è finita in un fosso ai lati della carreggiata. Da mercoledì era ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bufalini di Cesena.

Sul fronte delle indagini, spunta un video, ora al vaglio della Procura di Rimini, in cui si vede la dinamica dell'incidente. Il filmato, come riporta il quotidiano 'Corriere Romagna', è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza di un'abitazione vicina all'incrocio dove il pilota, alcuni giorni fa, si è scontrato con un'auto. Dalle immagini emergerebbe che Hayden ha tirato dritto allo stop e proprio in quel momento è passata l'auto che centrato in pieno la bicicletta.

Economia & Finanza
I dati
Zabeo:"I debiti della Pa hanno ormai assunto una dimensione surreale"
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Nel 2016, tra gli acquisti di beni e servizi e gli investimenti fissi lordi, la Pubblica amministrazione italiana ha fatturato ai propri fornitori e alle imprese appaltatrici 160 miliardi di euro. In totale assenza di dati ufficiali, si stima che una parte di questi non siano stati saldati e che questa fetta oscilli tra un valore minimo di 32 miliardi fino a un massimo di 46 miliardi. E' quanto ha provato a calcolare la Cgia di Mestre. "Suddividendo in via puramente teorica i 160 miliardi di euro nell’arco dell’anno e 'pesandoli' su 12 mensilità nel caso delle Pa che pagano a 30 giorni e in 6 mensilità per quelle che invece saldano a 60 giorni (come la sanità), si ottiene la cifra di 19 miliardi di debiti fisiologici che non vengono onorati nell’arco dell’anno perché non sono ancora scaduti i termini di pagamento previsti dalla legge. In realtà, lo stock da onorare è molto superiore". "Secondo l’Istat - continua la Cgia - l’importo riferito solo ai debiti di parte corrente che l’istituto ha notificato alla Commissione europea per l’anno 2016 è di 51 miliardi di euro; la Banca d’Italia, invece, stima un importo pari a 65 miliardi di euro (anno 2015).

 
Di conseguenza, l’ammontare dei debiti per i ritardi di pagamento che la Pa dovrebbe saldare oscilla, secondo una nostra stima tra un valore minimo di 32 miliardi (dato dalla differenza tra 51 e 19) e un valore massimo di 46 miliardi (importo risultante dalla differenza tra 65 e 19)", stima la Cgia. Le principali cause "che hanno dato origine a questo malcostume tutto italiano" sono da ricercare, spiega ancora l'associazione mestrina, "nella mancanza di liquidità del committente pubblico, nei ritardi intenzionali, nell'inefficienza di molte amministrazioni a emettere in tempi ragionevolmente brevi i certificati di pagamento e nelle contestazioni". A queste ragioni, prosegue la Cgia, "ne vanno aggiunte almeno altre due che, tra le altre cose, hanno indotto la Commissione europea a far scattare l’avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese. Sono la richiesta da parte della Pa di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori o l’invio delle fatture; l’istanza al fornitore di accettare, durante la stipula del contratto, tempi di pagamento superiori ai limiti previsti per legge senza l’applicazione degli interessi di mora in caso di ritardo".
 
"Dall’inizio del 2015 - continua poi la Cgia - ha fatto il suo 'debutto' lo split payment. Questa novità obbliga le amministrazioni centrali dello Stato (e dal prossimo primo luglio anche le aziende pubbliche controllate dallo stesso) a trattenere l’Iva delle fatture ricevute e a versarla direttamente all’erario. L’obbiettivo di questa misura è stato quello di contrastare l’evasione fiscale, ovvero, evitare che una volta incassata dal committente pubblico, l’azienda fornitrice non la versi al fisco. Il meccanismo, sicuramente efficace nell’impedire che l’imprenditore disonesto non versi l’Iva all’erario, ha però provocato molti problemi finanziari a tutti coloro che con l’evasione, invece, nulla hanno a che fare. Vale a dire la quasi totalità delle imprese".
Infine, aggiunge la Cgia nel suo studio, "sebbene la domanda di credito sia in aumento e attraverso il Quantitative easing la Bce abbia acquistato più di 255 miliardi di euro di titoli di stato italiani (dati compresi tra il 9 marzo 2015 e il 30 aprile 2017), tra marzo 2017 e lo stesso mese dell’anno scorso gli impieghi bancari alle imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici) sono scesi dell’1,5 per cento (pari a una contrazione di 13,4 miliardi di euro)".
 
Se a ciò "si aggiunge la difficoltà a rispettare i tempi di pagamento da parte dello Stato e gli effetti dello split payment, una buona parte delle circa 900.000 imprese che lavorano per la Pa sta vivendo momenti difficili". Per far fronte alla mancanza di liquidità, ricorda l'associazione, le contromisure assunte da queste ultime sono la dilazione dei tempi di pagamento dei propri fornitori, la contrazione degli investimenti, la richiesta anticipo fatture in banca e il contenimento o la riduzione del personale". "I debiti della Pa hanno ormai assunto una dimensione surreale", commenta il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, mentre il segretario della Cgia, Renato Mason, aggiunge: "La nostra Pa non solo paga con un ritardo che non ha eguali nel resto d’Europa, ma quando lo fa non versa più l’Iva al proprio fornitore. Insomma, oltre al danno anche la beffa. Pertanto, le imprese che lavorano per lo Stato, oltre a subire tempi di pagamento spesso irragionevoli, scontano anche il mancato incasso dell’Iva che, pur rappresentando una partita di giro, consentiva alle imprese di avere maggiore liquidità per fronteggiare i pagamenti di ogni giorno. Questa situazione, associandosi alla contrazione degli impieghi bancari nei confronti delle imprese in atto dal 2011, ha peggiorato la tenuta finanziaria di moltissime aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione", conclude Mason.
Cronaca
Il caso
A distanza di pochi mesi emergono nuovi riscontri sulla Villa di Mondello in via Scalea di fronte il Mondello Palace Hotel
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO –  Non c'è nessun fantasma e nessun istituto bancario ma tanta fantasia e suggestione. A distanza di pochi mesi emergono nuovi riscontri sulla Villa di Mondello in via Scalea di fronte il Mondello Palace Hotel che rumors, suggestioni, leggende, voci varie e blog a tema avevano inserita tra le ville infestate da fanstasmi con un trascorso storico ricco di eventi legati verosimilmente più a trame "paranormali" che a reali accadimenti storici. I rumors relativi a questa villa si erano spinti oltre e le voci incontrastate e libere nel vento avevano addirittura ipotizzato che la villa fosse in gestione di un Istituto Bancario palermitano che l'avrebbe messa in vendita per appena una manciata di migliaia di euro.
 
Noi de L'Osservatore d'italia abbiamo riportato in un articolo questi "rumors" (come da noi espressamente definiti), che, da tali, non avevano comunque nessuna attendibilità. Abbiamo avuto modo di confermare che l'immobile oltre a non essere gestito da nessun Istituto Bancario, non è assolutamente appartenente ad alcuna di queste storie di fenomeni paranormali o trascorsi legati a leggende raccontate nell'articolo. Ci sembra d'uopo quindi smentire in modo categorico quanto riportato nell'articolo precedente.
 
Interni
Ordine pubblico
Il punto di Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Prefetto di Pisa
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di Francesco Tagliente

 

Riecco l’arresto in flagranza differita. Finalmente gli operatori di polizia possono disporre nuovamente di uno strumento ritenuto molto importante per la gestione delle manifestazioni. Tra le principali novità contenute nella legge 18 aprile 2017 n. 48 di conversione del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città c’è la reintroduzione dell’istituto dell'arresto in flagranza differita (per i soli reati in cui l'arresto è obbligatorio) se il reato con violenze alla persone o alle cose avvenga durante o in occasione di manifestazioni pubbliche e sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche.
Uno strumento giuridico ritenuto molto importante per gli operatori di polizia perché rispondente alle esigenze di garanzia del cittadino.
Per la complessità del contesto ambientale in cui è chiamata a operare la polizia giudiziaria, a volte, un provvedimento restrittivo obbligatorio nella flagranza, potrebbe provocare reazioni da parte degli arrestati che potrebbero coinvolgere, anche con conseguenze gravi, persone estranee ai fatti violenti.
La legge 18 aprile 2017 n. 48 sulla sicurezza delle città, attribuisce più poteri, e conseguenti responsabilità, ai sindaci per la sicurezza nelle città.
La reintroduzione della possibilità di arresto ritardato in "flagranza differita" in caso di reati con violenze alla persone o alle cose durante o in occasione di manifestazioni pubbliche, con previsione di arresto obbligatorio, escludendo la possibilità di avvalersi degli elementi oggettivi e lasciando la possibilità di arresto esclusivamente nelle ipotesi che l’autore del reato sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche, richiede in impegno dei sindaci con spese per videosorveglianza – come previsto dall’art 5 co. 2-ter della legge n.48/2017- anche fuori dal patto di stabilità.
Saluto con estremo favore la reintroduzione di questo importante strumento giuridico di governo delle manifestazioni, che si ricollega a un mio punto fermo della strategia per la gestione dell’ordine pubblico, riassumibile - come ho più volte sostenuto -nella espressione: “Meglio l’inchiostro del manganello”.
Ed è proprio con questa convinzione che, nel 2001, promossi una circolare che il Capo della Polizia inviò a tutte le questure, per limitare ai casi di estrema ratio l’uso dei lacrimogeni e degli sfollagente nei servizi di ordine pubblico.
Con lo stesso spirito, insieme con Roberto Massucci, Giulio Cazzella e Antonino Bella tentammo di far introdurre l’arresto in flagranza differita nel nostro ordinamento con il d.l. 20 agosto 2001, n 336 poi soppresso in sede di conversione della legge n.337/2001
Convinti della necessità per ridurre le occasioni di scontri di piazza e di poter intervenire senza creare pregiudizi per le persone perbene, insistemmo poi a riproporlo con il dl 24 febbraio 2003 n 28. Finalmente fu accolto dalla legge di conversione 24 aprile 2003 n. 88 anche se transitorio fino al 30 giugno 2005. Prorogato più volte, l’ultima possibilità di procedere all’arresto in flagranza differita fu estesa fino al 2016. Dopo un anno eccolo reintrodotto con la legge n.48 del 2017.

Scienza, Salute & Ambiente
Salute
Il primo passo per intervenire contro la calvizie precoce è individuarne le cause
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Redazione

I capelli sono un argomento particolarmente delicato, soprattutto per i giovani. Non stupisce, dunque, che negli ultimi tempi l’attenzione si sia sempre più spesso spostata verso la calvizie precoce, in veloce aumento in Italia: secondo i dati rilevati dalla Fondazione Nazionale sulla Ricerca per i Capelli (IHRF), infatti, un maschio italiano su 5 soffre di caduta prematura, con tutte le conseguenze psicologiche ed emotive del caso. Quella che viene chiamata alopecia androgenetica, dunque, diventa particolarmente seccante quando finisce per colpire soprattutto i 20enni, ancora nel pieno della loro vita sociale.

Calvizie precoce: cos’è e come si manifesta?

La calvizie precoce è una patologia che porta alla caduta dei capelli già in età giovanile, che si manifesta con un iniziale diradamento della chioma dovuto al restringimento dei follicoli piliferi, e successivamente con una caduta più o meno massiccia, dovuta stavolta alla chiusura dei suddetti follicoli, che smettono di essere operativi ed entrano in una fase dormiente. Purtroppo, l’alopecia androgenetica non sempre può essere curata, perché i follicoli che si chiudono sono destinati a non riaprirsi più: questo causa ovviamente un forte stato di paura nei giovani soggetti che cominciano a notare un primo diradamento dei capelli, che spesso parte dalle tempie e dalla nuca. Le cause, invece, possono essere varie: si va da una predisposizione genetica al calo degli ormoni androgeni, fino ad arrivare a cattive abitudini come il fumo.

Cosa fare in caso di sintomatologia da calvizie precoce?

Il primo passo per intervenire contro la calvizie precoce è individuarne le cause: questo perché l’alopecia androgenetica ha spesso un suo quadro clinico molto evidente, dunque va trattata in modo diverso rispetto alle altre patologie che portano alla caduta dei capelli. I testi tricologici sono dunque essenziali per diagnosticare questa condizione. Ed una volta che è stata individuata una tendenza all’alopecia androgenetica, bisogna intervenire con decisione. Come? Ad esempio utilizzando prodotti come le fiale per la ricrescita dei capelli per uomo Bioscalin, e adottando abitudini sane, allontanando lo stress ed abbandonando alcool e sigarette, dunque abbracciando uno stile di vita più responsabile e salutare. Da evitare anche l’uso di detergenti non idonei, di piastre per capelli e di acconciature a coda di cavallo.

Caduta dei capelli nei giovani: le conseguenze psicologiche

C’è una profonda differenza fra i giovani che soffrono di calvizie e le persone più avanti con gli anni: i primi stanno vivendo l’età più spensierata, sono continuamente coinvolti da un punto di vista sociale e sentimentale, e al tempo stesso sono soggetti a tensioni psicologiche non da poco. I secondi, per via della maturità e dell’esperienza, accettano con minor carico la perdita dei capelli. Nei ragazzi, invece, l’alopecia androgenetica ha degli effetti molto gravi sulla psiche e sull’umore: la caduta dei capelli viene infatti vista come una sorta di retrocessione da un punto di vista sociale, perché altera l’estetica e dunque sfavorisce il ragazzo che ne soffre in base anche alla competizione maschile. Le conseguenze? Mancanza di autostima, depressione e tutta una serie di meccanismi psicologici che si attivano, e che portano chi soffre di calvizie a sentirsi inferiore agli altri.

 

Sport
Calcio
Per i bianconeri è il 33/o scudetto, è il sesto consecutivo. Campioni con un turno di anticipo. Allegri: il mio futuro è la finale di Cardiff
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La Juventus si è laureata campione d'Italia per la 33ma volta, la sesta di fila. I bianconeri hanno battuto allo Stadium il Crotone 3-0, portando a 4 punti il vantaggio sulla Roma, 2/a, a una giornata dal termine. "Bisogna fare i complimenti in primis a quei giocatori che hanno vinto i sei scudetti di fila, sono loro che entrano nella storia. E alla società, che assieme alla squadra ha fatto cose straordinarie. Marotta dice che la permanenza in bianconero dipende da me? Dipende da entrambi: io sono molto contento di essere alla Juve. Ora dobbiamo focalizzarci sul giocare, e possibilmente vincere, la finale di Cardiff". Massimiliano Allegri, ai microfoni di Premium Sport, si gode così lo scudetto con la testa alla finale di Champions.

"Abbiamo scritto delle belle pagine che entrano nel libro della storia del calcio. Vincere non è mai facile: al di là delle parole che si dicono, stare in alto è sempre sinonimo di sacrificio e abnegazione da parte di tutti". Lo ha detto un emozionato Gigi Buffon, dai microfoni di Premium Sport, poco dopo il fischio finale di Juventus-Crotone, match che ha consegnato il sesto scudetto consecutivo ai bianconeri. "Se si vuole vincere le gare - aggiunge - bisogna sempre avere la testa e le gambe giuste".

"Passione, umiltà è cattiveria... domani più che ieri. Leggenda". E' essenziale il tweet del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che commenta così lo scudetto bianconero.

Hi-Tech
La recensione
Da soli, prigionieri di una stazione spaziale infestata da alieni e a caccia della verità
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di Francesco Pellegrino Lise


Arkane Studios, dopo l’avvincente Dishonored 2, torna alla carica propone ai possessori di Pc, Xbox One e PS4, Prey un'avventura in prima persona ambientata a bordo di una vasta stazione spaziale infestata. Una volta affrontati i primi minuti di gioco, i giocatori si risveglieranno a bordo della Talos I, una stazione spaziale che orbita intorno alla luna nel 2032. Molto presto ci si accorgerà di star vestendo i panni di Morgan Yu, oggetto di un esperimento destinato a cambiare per sempre l’umanità, ma le cose hanno preso una terribile piega. La stazione spaziale è stata invasa da creature aliene altamente ostili che hanno iniziato a dar la caccia al protagonista. Mentre ci si addentrerà nei più profondi segreti di Talos I e del proprio passato, bisognerà cercare di sopravvivere usando gli strumenti trovati nella stazione, l’intelligenza, le armi e le abilità incredibili messe a disposizione. Il destino di Talos I e di tutti è nelle mani di chi gioca. La storia di Morgan Yu e della stazione spaziale Talos-1 nasce prendendo ispirazione da tutte le opere sci-fi più recenti, ma anche da altre produzioni ludiche e letterarie. Pervade sempre il senso di mistero, c'è uno sconosciuto a guidarci verso uno scopo inizialmente opaco ma poi ben delineato, c’è una minaccia aliene antropomorfa, sfuggente e letale pronta a uccidere in qualsiasi momento. Se si è appassionati di titoli come BioShock allora il nuovo gioco Bethesda potrà dare grandissime soddisfazioni. La vera forza di Prey però risiede nel trasporto della quest principale, ma anche nell’incredibile qualità di tutte le attività secondarie mai banali, inutili, superflue. Tutto serve a raccontare una storia ben scritta, dove l’esplorazione diventa un elemento fondamentale, sia per quanto riguarda il gameplay, sia per quanto riguarda la narrativa, con i classici terminali da leggere e file audio da ascoltare che assieme creano un puzzle scritto con coscienza ed estrema cura per il dettaglio. Talos-1 come la città sommersa di Rapture quindi, o almeno cosi sembra: perché in realtà Prey obbligherà i giocatori a prendere decisioni importanti, ogni bivio narrativo avrà ripercussioni e, se si vorrà vivere l’esperienza fino in fondo, finire il gioco una volta soltanto potrebbe non bastare.



All'inizio dell’avventura Morgan non è attrezzato a dovere per affrontare le terrificanti creature che hanno superato i sistemi di contenimento. La sua unica arma è infatti una chiave inglese utile contro i Mimic, quadrupedi alieni simili a dei ragni giganti che mutano il loro aspetto nascondendosi in oggetti comuni al fine di sferrare un attacco a sorpresa. Incontrare altri tipi di Typhon, potrebbe invece costare la pelle in quanto sono molto più resistenti dei Mimic e sono dotati di abilità aliene di vario tipo. Talos I non è affatto un luogo ospitale, i pericoli si celano dietro ad ogni angolo e sopravvivere non è proprio un gioco da ragazzi. Nella stazione spaziale, tuttavia, si possono recuperare ed utilizzare diversi oggetti, armi, munizioni, torrette difensive, kit medici, cibo, bevande di varia natura e gli indispensabili Neuromod, utili a potenziare il nostro protagonista. Attraverso questi ultimi oggetti, dopo essersi iniettati il contenuto, sarà possibile sviluppare tutta una serie di abilità, ognuna dotata di vari potenziamenti. Imparare le tecniche Hacker, ad esempio, permette di accedere con facilità a computer, aprire porte e casseforti protette da password o codici. Le abilità legate alla riparazione sono indispensabili per aggiustare torrette, macchine per il riciclaggio e sistemare pannelli in cortocircuito. Imparare a sollevare oggetti sempre più pesanti invece permette di usare la forza bruta e di spostare grosse casse al fine di accedere a passaggi segreti o stanze inaccessibili. I Neuromod però non si trovano così spesso e potenziare le abilità ha un costo tutt’altro che esiguo: di conseguenza non è possibile accendere e sviluppare al massimo tutte le voci presenti nei tre alberi legati alle abilità di Morgan. E' bene inoltre sottolineare che i kit auto-iniettabili servono anche per acquisire e sviluppare le potenti abilità aliene, una volta ottenuto lo Psicoscopio. Esso è uno speciale visore che permette di scovare i Mimic nascosti e di scansionare i vari tipi di Typhon, sbloccando i loro poteri. Si può quindi ottenere l’utile abilità dei Mimic per sfruttare la loro capacità di mimetizzarsi oppure si può apprendere le basi della telecinesi o ancora imparare a usare le onde energetiche.

 

 

I kit auto-iniettabili fortunatamente possono essere costruiti anche tramite il sistema di crafting, affidato alle macchine per il riciclaggio. I materiali richiesti però non saranno semplici da reperire. I compattatori, però, potranno essere usati per produrre diversi oggetti utili a sopravvivere quali medi kit, munizioni e armi, a patto di essere in possesso dei materiali giusti e di aver trovato i progetti necessari. La personalizzazione di Morgan però non si limita solo alle abilità e ai poteri alieni, ma viene affidata anche ai chip removibili, da installare su Tuta e Psicoscopio, che garantiscono upgrade di vario tipo e rendono il protagonista immune ad alcune tipologie di attacco. Prey è un'avventura che spinge e invoglia il giocatore a sperimentare, trovando soluzioni ingegnose per superare i numerosi ostacoli e portare a casa la pelle. Il livello di difficoltà generale è alto, gli alieni non si devono mai sottovalutare, neppure se si affronta l’avventura in modalità normale. Il combat system funziona nel complesso abbastanza bene, armi e munizioni non abbondano anche se ispezionando la stazione spaziale sarà possibile recuperare granate, pistole e l’immancabile fucile a pompa. Utilissimo inoltre il Cannone Gloo, che spara raffiche di una insolita schiuma molto utile per bloccare i Typhon, per crearsi strade alternative e per bloccare momentaneamente scariche elettriche, in quanto la schiuma a contatto con le superfici si solidifica. Non mancano inoltre chiavi magnetiche da scovare per accedere a luoghi inizialmente interdetti, documenti da leggere, registrazioni da ascoltare e video da visionare. Oltre a tutto questo è anche possibile ricevere le richieste di aiuto dei poveri superstiti in cerca di aiuto. Insomma su Talos I non c’è proprio tempo di annoiarsi e oltre alle missioni legate alla trama principale, sarà possibile sbloccare anche una serie di compiti extra, completamente opzionali, caratterizzati da un buona varietà di incarichi.



Dal punto di vista grafico, Prey non stupisce particolarmente. La discreta estensione delle varie aree in cui è suddivisa la stazione orbitale si paga con una serie di alti e bassi qualitativi, legate soprattutto alla presenza di modelli poligonali di qualità altalenante, e di qualche texture a bassa risoluzione. Nonostante gli interni di Talos I non siano particolarmente dettagliati, il gioco riesce in ogni caso ad assemblare scorci affascinanti, intrisi di un'atmosfera unica, ma soprattutto colmi di oggetti, di casse e container, di armadietti da ispezionare. Anche la narrazione indiretta è importante, in Prey, così come lo è quella diversità di materiali, prospettive ed elementi a cui prima si accennava. Buoni, anche se non travolgenti, gli effetti speciali, legati quasi sempre all’arrivo degli Spettri, alcuni tra i più insidiosi nemici che infestano la stazione. Letteralmente da Oscar, invece, è la splendida colonna sonora. Mentre l’effettistica ambientale generale non è sempre all’altezza, le musiche di sottofondo riescono a sottolineare in maniera perfetta l’entusiasmo di una nuova scoperta, il timore di avanzare in una zona inesplorata, la tensione di un incontro con i Typhon. Tirando le somme, a nostro avviso Prey rappresenta un gioco da avere. La vasta esplorazione, gli enigmi da affrontare, la possibilità di scegliere e la grande rigiocabilità fanno di questo titolo un prodotto davvero godibile in ogni suo aspetto. Il senso di ignoto che circonda il protagonista, la voglia di scoprire la verità e la possibilità di approcciare in modi differenti l’intera storia fanno di Prey un piccolo capolavoro assolutamente da provare. 

 

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 9

Longevità: 9

VOTO FINALE: 9

Hi-Tech
Shopping 2.0
Il sistema di pagamento digitale della Mela debutta online e nei negozi anche nel nostro Paese
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di Francesco Pellegrino Lise


I pagamenti in contanti, con carta di credito o con il bancomat stanno per andare in pensione grazie ad Apple. Finalmente anche in Italia si potrà pagare accostando semplicemente l'iPhone ad un Pos. Dopo il lancio avvenuto nel 2014 arriva anche nel nostro Paese Apple Pay, il sistema di pagamenti digitali della Mela, che trasforma lo smartphone in conto corrente e portafoglio. Un sistema "sicuro" in cui "le proprie credenziali non vengono condivise" che al momento non ha rivali nel suo genere in Italia. Ma come funziona? La piattaforma di Cupertino opera su diversi apparecchi e in diversi modi: in negozio basta avvicinare Apple Watch o iPhone al Pos e confermare il pagamento; non è necessario accedere al dispositivo, aprire un’app o inquadrare un codice Qr, come accade con altri sistemi. Prima però è necessario aver registrato la carta di credito o di debito: al momento possono farlo i clienti di Unicredit, Carrefour Bank, Banca Mediolanum e American Express, a breve la compatibilità sarà estesa a CartaBCC, ExpendiaSmart, Fineco, Hype, N26 e Widiba. Per tutti gli altri la soluzione è Boon: una carta virtuale che si può ricaricare tramite bonifico o altre carte. Una volta registrata la carta (o più d’una, da scegliere al momento del pagamento), Apple Pay si può usare anche per fare acquisti sia su app per smartphone, sia sul web: ad esempio per prenotare le vacanze con Booking.com , ordinare cibo con Deliveroo o parcheggiare a Roma con ParkAppy. “E naturalmente – aggiunge Bailey - è possibile fare acquisti online con i Mac, sia utilizzando Touch ID sul nuovo MacBook Pro, sia completando un pagamento con iPhone o Apple Watch sugli altri Mac”. Purché siano aggiornati all’ultima versione del sistema operativo. Tale sistema di pagamento vanta anche un sistema di sicurezza all'avanguardia: il numero della carta di credito non viene conservato sull'iPhone, ne' sui server Apple ne' condiviso con il commerciante e ogni transazione viene autorizzata con un codice di sicurezza dinamico e univoco che cambia di volta in volta. Le transazioni vengono finalizzate "con il Touch ID", cioè il riconoscimento delle impronte digitali o "con il proprio codice di sicurezza", chiavi di accesso strettamente personali che rendono Apple Pay inutilizzabile da chiunque in caso di perdita o di furto del dispositivo. Con l’ingresso dell'Italia, attualmente sono 16 i mercati in cui Apple Pay è disponibile: USA, UK, Canada, Australia, Cina, Singapore, Svizzera, Francia, Hong Kong, Russia, Nuova Zelanda, Giappone, Spagna, Irlanda e Taiwan.

Hi-Tech
Social network
Informazioni ingannevoli al momento dell acquisto dell'app
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di Francesco Pellegrino Lise


Grossa grana per il social network di Mark Zuckerberg, l'Antitrust Ue ha infatti deciso di infliggere una maximulta da 110 milioni di euro a Facebook per aver fornito informazioni fuorvianti nel momento dell'acquisto di Whatsapp. Nel 2014 Facebook aveva assicurato alla Commissione Ue di non poter fare collegare gli account del social network con quelli della piattaforma di instant messagging, cosa invece avvenuta successivamente nel 2016. Si tratta di "un chiaro segnale alle società che devono rispettare le regole Ue, incluso l'obbligo di fornire informazioni corrette", ha dichiarato la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. La multa inflitta a Facebook è "proporzionata e deterrente", ha avvertito la Commissaria alla concorrenza. Secondo le regole Ue sulle fusioni, Bruxelles può infatti imporre una sanzione pari all'1% del fatturato annuo di una società se questa fornisce in modo intenzionale informazioni scorrette o fuorvianti. Facebook ha commesso due infrazioni: ha fornito informazioni fuorvianti nel 2014 e anche nella risposta di chiarimenti richiesta da Bruxelles a fine 2016. Lo staff di Facebook era infatti al corrente sin dal 2014 della possibilità tecnica di poter collegare automaticamente i profili Facebook con quelli Whatsapp, sebbene lo avesse negato. La società di Zuckerberg, però, ha poi ammesso di aver commesso l'infrazione collaborando con la Commissione, e quindi quest'ultima ha deciso di ridurre la multa a 110 milioni dai quasi 250milioni di euro potenziali, pari all'1% del fatturato 2016 del gigante social. Nonostante le false informazioni fornite nel 2014, l'ok che la Commissione Ue diede alla fusione tra Facebook e Whatsapp resta valido. La decisione di oggi, sottolinea Bruxelles, "non ha impatto sulla decisione dell'ottobre 2014 di autorizzare la transazione", né è legata a ulteriori procedimenti legali in corso legati alla privacy dell'aggiornamento dei termini di utilizzo del servizio imposti agli utenti Whatsapp nell'agosto 2016. Un portavoce di Facebook, dopo l'annuncio della Maxi multa nei confronti del social network ha dichiarato: "Abbiamo agito in buona fede sin dalle nostre prime interazioni con la Commissione Ue e abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta". Il portavoce ha poi concluso affermando: "Gli errori che abbiamo fatto nel 2014 non erano intenzionali e la Commissione ha confermato che non avevano impatto sull'esito dell'analisi della fusione. L'annuncio di oggi porta a conclusione la questione".

Cronaca
Il punto
Presentate le liste e 19 saranno quelle a sostegno del prossimo neo primo cittadino del capoluogo siciliano
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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Sono ben 129 i Comuni chiamati al voto previsto per l'11 Giugno per le prossime Amministrative 2017. Presentate le liste e 19 saranno quelle a sostegno del prossimo neo primo cittadino del capoluogo siciliano. Le cifre parlano chiaro, 1300 pretendenti per 120 posti disponibili per Consiglio e circoscrizioni. I nomi dei candidati a nuovo sindaco che ieri erano 7, in extremis alla scadenza del termine di candidatura sono diventati 8. Leoluca Orlando, Fabrizio Ferrandelli, Ugo Fiorello, Ismaele La Verdera, Ciro Lomonte, Francesco Messina, Nadia Spallitta e la "new entry" Marco Lo Bue. La Sicilia con i suoi 1.663.686 abitanti fra paesi e città che con il loro voto cambieranno lo scacchiere politico regionale dovrà fare in conti con una presenza massiccia dei Cinquestelle che sono in lizza praticamente in ogni Comune. Le elezioni daranno incarico a 1640 consiglieri comunali e mai come adesso gli schieramenti politici, col fiato corto, cercano di rincorrere consensi o alleanze in grado di mostrare pugno duro e una certa credibilità agli occhi dell'elettore. Il PD si trova a dover ricucire spaccature che preoccupano non poco le loro fila mentre il centrodestra sembra si sia ricompattato pronto per la sfida.  Palermo e Trapani sono i due capoluoghi teatro dello scontro epocale delle storiche coalizioni. A Palermo Ferrandelli ha trovato l'appoggio del centrodestra tradizionale di Forza Italia, UDC e Cantiere Popolare di Saverio Romano mentre il PD con Leoluca Orlando gioca la sua sfida dovendo fare i conti con un quadro generale politico regionale che conta falle vistose nelle alleanze e negli accordi politici che a Sciacca, Catania, Misterbianco e altri centri, per esempio, mostrano evidenti segni di uno spaccamento da risanare nell'interesse dei cittadini che dovranno votare.  Il M5S, presente ovunque con 37 in lizza, potrebbe davvero fare la differenza approfittando della perenne litigiosità di un centrosinistra sempre più lontano dal consenso popolare e di un centrodestra che si presenta apparentemente compatto ma spesso coadiuvato e ispirato da nomi che sembrano non ottenere quel consenso popolare che aiuta e ne incoraggia il voto.  A Trapani lo scontro diretto a Sindaco sarà tra Mimmo Fazio, Giuseppe Marascia, Pietro Savona, Antonio D'Alì e Marcello Maltese. Le Amministrative 2017 sono nel vivo della scena e l'interesse per l'esito è fomentato anche dalla nuova legge elettorale che sancirà la vittoria al 40% del primo turno nei Comuni maggori in cui si voterà col sistema proporzionale e ogni voto assegnato alla lista sarà assegnato anche al candidato stesso e quindi aleggia una certa attesa per comprendere quanto questa novità rappresenti una garanzia vincente o un forte svantaggio.
Cronaca
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Avvocato Petrongolo: "Con l’opposizione noi confidiamo in una prosecuzione dell’attività d’indagine"
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di Angelo Barraco
 
 
REGGIO CALABRIA - E’ di pochi giorni fa richiesta di archiviazione da parte della Procura sul caso di Madalina Pavlov, la ragazza di 21 anni che viveva a Reggio Calabria con la madre e la sorella e che il 21 settembre del 2012 muore misteriosamente precipitando dal palazzo di Via Bruno Buozzi. La notizia ha gettato nello sconforto la famiglia che in tutti questi anni ha lottando per arrivare alla verità che si cela dietro la strana morte di Madalina e le innumerevoli zone d’ombra che ancora oggi non hanno trovato una risposta. La famiglia è difesa dall’Avvocato Antonio Petrongolo, che ha presentato un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione e richiesta di prosecuzione delle indagini. L’opposizione presentata dall’Avvocato Petrongolo evidenzia che la richiesta è stata avanzata sulla base di motivazioni che non risultano condivisibili e alla luce di risultanze di natura probatoria acquisiti in corso di istruttoria che non possono certamente deporre a favore di una richiesta di archiviazione. L’Avvocato Petrongolo ci ha spiegato che “con l’opposizione noi confidiamo in una prosecuzione dell’attività d’indagine. Noi abbiamo indicato al Gup i mezzi opportuni per poterlo fare, abbiamo chiesto un’integrazione se non un rinnovo della consulenza peritale redatta dall’ingegnere per quanto concerneva le modalità del decesso di Madalina perché nella consulenza della Procura le prove sono state effettuate non in loco ma presso un magazzino collocato poco fuori Reggio con delle simulazioni con un sacco dello stesso peso di Madalina. Esistono delle metodologie completamente diverse, molto più simili quali per esempio i manichini”.  

Chiede infatti che il Giudice per le indagini preliminari voglia ordinare la prosecuzione delle indagini e viene chiesto al PM lo svolgimento di investigazioni supplementari attraverso la riesumazione della salma di Madalina, dando incarico al medico legale di poter individuare sul corpo elementi riconducibili a terze persone e ciò è possibile attraverso esami nell’apparato vaginale che possono confermare o meno che Madalina possa aver incontrato qualcuno nelle ore antecedenti al decesso e che possano aver lasciato delle tracce sul suo corpo, in tutti questi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e trovare elementi concreti e senza dubbio più semplice rispetto che all’epoca dei fatti; l’Avvocato chiede inoltre che venga ripetuta la consulenza tecnica effettuata dal consulente della Procura che in precedenza aveva utilizzato un sacco dello stesso peso volumetrico di Madalina e non un manichino delle fattezze della vittima che invece avrebbe reso, probabilmente, esiti molto più verosimili alla realtà; vengono inoltre chiesti ulteriori approfondimenti sugli indumenti della vittima ai fini di ricercare delle tracce ematiche e/o seminali non precedentemente rilevate di persone ad oggi sconosciute.  Viene chiesto inoltre un esame sugli indumenti di Madalina con il fine ultimo di cercare tracce ematiche o seminali non precedentemente rilevate e una verifica sulla vernice presente sullo stivale della vittima in modo tale da poter verificare la compatibilità con quella della vettura 126 o con solventi usati in campo nautico o vernici e smalti che vengono utilizzati per riverniciare gazebi o cabine di spiaggia; si chiede inoltre un esame grafologico sul foglio rinvenuto accanto al cadavere che riportava la scritta “Via Bruno Buozzi”, per appurare se appartiene a Madalina o meno. L’Avvocato Antonio Petrongolo e ci ha riferito inoltre: “ritengo che in sede di opposizione in GUP dovrebbe dare maggiore voce a quelle che sono le richieste stesse”. Nel gennaio scorso c’era stata una svolta nelle indagini non indifferente al team di esperti che indaga da anni e agli inquirenti; allo studio romano dell’Avvocato Antonio Petrongolo, legale rappresentante della famiglia di Madalina, è pervenuta una lettera anonima dove sono riportati elementi che confermano la tesi dell’omicidio ed escludono il suicidio. Il biglietto è pervenuto nello studio dell’Avvocato nel dicembre scorso, ma la notizia non è stata fatta trapelare per ovvie ragioni e la missiva è stata sottoposta alla magistratura. Si tratta di un foglio piegato in quatto dove all’interno vi sono descrizioni dettagliate in merito alla vicenda. Il foglietto pervenuto all’Avvocato non è stato spedito per posta ma è stato fatto recapitare direttamente nella cassetta delle lettere dell’Avvocato Petrongolo.  Ancora non si conosce l’identità del soggetto che ha consegnato la missiva e in merito a tale aspetto  vi sono accertamenti in corso sul sistema di videosorveglianza della zona. Il contenuto del foglietto non è stato reso noto ma si tratta di elementi  importanti che aprono nuovi e ulteriori scenari sulla morte di Madalina. Chi ha spedito quella lettera? 
 
Il caso di Madalina è seguito dal Crime Analysts Team (CAT), un gruppo di consulenti esperti che segue il caso. I consulenti della mamma di Madalina, le dott.sse Mary Petrillo, criminologa, Rossana Putignano, psicoterapeuta esperta in psicodiagnostica forense, Aida Francomacaro, psicoterapeuta esperta in psicologia giuridica e Fabio Calvani tecnico informatico forense affermano “sarebbe uno scandalo non considerare i molti punti evidenziati dallo studio delle carte in possesso dell'avvocato Petrongolo”.
 
Nel corso di un’intervista a Radio Cusano, Psicologa, criminologa, Coordinatrice del Crime Analysts Team, Docente Master Univ. Niccolò Cusano ha parlato del caso “abbiamo presentato, diverso tempo fa, una relazione molto dettagliata e circostanziata con delle criticità evidentissime nel caso della morte di Madalina Pavlov e a quanto pare queste nostre osservazioni non sono state nella piena considerazione. Siamo arrabbiatissimi perché quello che noi stiamo cercando con forza di fare è trovare verità e giustizia per la morte di questa ragazza, una morte misteriosa, anomala, dove appunto abbiamo più volte sottolineato tutti gli aspetti strani di questa morte e adesso ci arriva questa doccia fredda con una richiesta di archiviazione del caso. Non è proprio ammissibile una cosa del genere! Non è proprio possibile! Ci sono delle evidenze che in qualche modo meritano un approfondimento investigativo a quello che magari già è stato fatto, per carità, non voglio mettere in dubbio questo, però comunque non possiamo assolutamente che venga archiviato il caso della morte di questa ragazza, assolutamente!”.

La Dott.ssa Rossana Putignano - Psicologa Clinica- Psicoterapeuta Psicoanalitica- Responsabile della Divisione Sud e della Divisione di Psicodiagnosi Neuropsicologia e Forense del Crime Analysts Team ci ha riferito: “Alla luce della recente novità , e mi riferisco alla missiva pervenuta presso lo studio dell 'Avv. Petrongolo a Roma, ho ipotizzato che Madalina potesse avere degli amici in sede. Questa conferma mi è giunta dalle sorelle di Madalina le quali mi hanno confermato un viaggio della ragazza a Roma, presumibilmente in data 6 luglio 2012 ( informazione convalidata dai post sul social fb di Madalina). Madalina si sarebbe recata a Roma per preparare la documentazione in vista del suo trasferimento in Australia e avrebbe incontrato una persona (di cui conosciamo certamente l'identità). Proprio non si spiega come mai, dopo aver informato la procura di tutto ciò, arriva a ciel sereno questa richiesta di archiviazione. È nostro desiderio che la procura continui a indagare, almeno per accertare la provenienza della lettera, a nostro avviso, abbastanza verosimile. Chi è questa persona amica detentrice dei segreti di Madalina? Ne approfitto per lanciare un appello a questa persona con la raccomandazione che sarà tutelato in tutti i modi se solo decidesse di contattarci in maniera decisa e coraggiosa. Altro dato importante,da non escludere, è che Madalina desiderava trasferirsi in Australia a Sydney dove,abbiamo scoperto, vi è una vera e propria comunità di calabresi che vivono lì;  magari Madalina aveva già preso dei contatti con qualcuno che l'avrebbe accolta ma purtroppo, non essendo in possesso di sufficiente materiale informatico ( e su questo il collega Fabio Calvani potrà essere molto più preciso) non possiamo saperlo! Infine, ribadisco e sottolineo ancora una volta l'importanza di quella sera del 21 settembre 2012: non era una serata qualunque! Poco prima che Madalina perse la vita, sul lungo mare Falcomatà si stava svolgendo la famosa manifestazione di solidarietà "Happy Run" condotta dalla Showgirl e campionessa paraolimpica Giusy Versace. La sua importanza è dovuta al fatto che Madalina, essendo socia Unitalsi ( associazione presente con il suo stand quella sera), è possibile che si sia affacciata poco prima alla manifestazione per incontrare qualche amico, oltretutto, la pizzeria in cui lavorava, si trovava a 300 mt circa in direzione dal palco. Questo è quanto emerge dalle testimonianze raccolte in merito allo svolgimento della serata, senza contare i numerosi sms giunti ai partecipanti alla corsa nei quali si parlava di una "ragazza bellina" che si sarebbe suicidata o che avrebbero ammazzato in Via Bruno Buozzi. Alla luce di tutti i dati raccolti con i colleghi ed evidenziati nel nostro corposo dossier depositato a Reggio, ancora non si spiega come sia possibile questa richiesta di archiviazione. Confidando nel proseguimento delle indagini da parte della procura, sottolineo che noi consulenti della Sig.ra Cutulencu non ci fermeremo davanti alle tante lacune emerse e a carico, purtroppo, delle indagini svolte”
 
Fabio Calvani, Tecnico informatico del Crime Analysts Team , esperto in data ricovery, Docente presso L'Università Niccolò Cusano Roma ci ha inoltre riferito in merito alla richiesta di archiviazione: “la mia reazione non è stata delle più positive” e precisa “abbiamo proposto una relazione veramente approfondita lavorando sulle uniche carte che noi avevamo”. Abbiamo chiesto al Dott. Calvani quali saranno i prossimi obiettivi e ha puntualizzato che “la persona più importante per noi in questo momento è la mamma di Madalina. Quindi la mamma di Madalina sa perfettamente che non ci fermiamo, che non ci arrendiamo. Per quanto mi riguarda io vorrei poter analizzare il telefono di Madalina, la scheda telefonica e il computer. Queste analisi sono state fatte un anno dopo dalla morte con la strumentazione dell’epoca che era quella all’avanguardia, sono passati diversi anni, la tecnologia varia giorno dopo giorno e sicuramente oggi con le nuove tecnologie si potrebbe scoprire molto di più che al’epoca non è stato possibile perché erano quelle le strumentazioni e le conoscenze".

Madalina Pavlov era una ragazza dinamica e attiva nel sociale e nel tempo libero lavorava in una pizzeria  in Corso Vittorio Emanuele. Il 21 settembre del 2012 termina il suo turno di lavoro alle 15.00 e successivamente si incontra in un bar con il suo ex fidanzato, intrattenendosi con esso fino alle 17.45. Successivamente lui si reca a lavoro, rimanendoci fino a tarda serata. Madalina quel pomeriggio chiama anche un’amica che vive a Napoli dicendole che stava per realizzare il suo più grande sogno, quello di trasferirsi in Australia. Ma purtroppo quella telefonata piena di speranze, di prospettive rivolte ad un futuro oltremanica e di illusioni rivolte ad un mondo ancora tutto da scoprire si sono spezzate troppo presto. La dott.ssa Rossana Putignano del Crime Analysts Team afferma di aver raccolto delle testimonianze su quella serata in cui si svolgeva la manifestazione l'Happy Run a Reggio ed è emerso che verso le 20.30 diverse persone che parteciparono alla corsa ricevettero un sms sul cellulare in cui si scriveva di una ragazza “bellina” che si era suicidata o che avevano "buttato giù". Teniamo presente, afferma la dott. Putignano, che il giorno prima dell’omicidio Madalina ha ricevuto una telefonata mentre era con la sorella Elena e si è allontanata un pò e ha fatto intendere all’interlocutore che non poteva parlare. Poi ha declinato l’invito dicendo che avrebbe trascorso la serata con la sorella Elena. Madalina era attesa in pizzeria alle ore 19.00 ma non si presenta sul luogo di lavoro poiché la giovane muore in circostanze anomale in Via Bruno Buozzi alle ore 21.00. La morte di Madalina è sopraggiunta in seguito alla caduta dal tetto che ha determinato lesioni in diverse parti del corpo. Sono stati rinvenuti gli effetti personali della giovane tra cui: la borsa contenente il cellulare, il portafoglio e vari oggetti tra cui un voglio con su scritto “Via Bruno Buozzi” con relativa chiave che consente l’apertura della porta del terrazzo. Dagli accertamenti svolti non risulta in alcun modo che Madalina conoscesse inquilini di quel palazzo, inoltre non è chiaro come la giovane sia entrata all’interno del palazzo. Perché è importante Via Bruno Buozzi? Il 19 marzo 2016 abbiamo intervistato il legale della famiglia di Madalina, l’Avvocato Antonio Petrongolo, che con noi ha chiarito alcuni punti chiave dell’inchiesta, come ad esempio la questione riguardante il biglietto trovato in tasca e le chiavi che aprivano la porta del terrazzo e a tal proposito ci ha riferito: “Di fatto c’è questo equivoco perché, tra i beni che sono stati rinvenuti nella disponibilità di Madalina si parla di questo biglietto ma sembrerebbe che ci si riferisca al biglietto che è allegato alla chiave di accesso di apertura del terrazzo. Quindi non si capisce bene, sembrerebbe formare un corpo unico, anche se poi sembrerebbero a loro volta stati staccati. Quindi ci potrebbero essere due elementi diversi e questo ci deve anche far riflettere sul perché e sul per come Madalina avesse la chiave del terrazzo”.
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