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Malore durante le prove
Il suo nome circola anche tra i possibili Big del prossimo Festival di Sanremo: l'ufficializzazione è attesa lunedì 12 dicembre


Redazione


ROMA - Il cantante Al Bano è stato operato la notte scorsa a Roma dopo essere stato colpito da un malore mentre era impegnato nelle prove del concerto di Natale all'Auditorium della Conciliazione. Si sarebbe trattato di un attacco cardiaco: i medici - a quanto si apprende - hanno ritenuto opportuno impiantare due stent.
"Ora sto bene", ha detto lo stesso artista pugliese al settimanale Oggi che ha anticipato la notizia in esclusiva. Al Bano - spiegano al suo staff - spera di riprendere presto la sua attività.

A 'Oggi', Al Bano ha raccontato di essersi sentito male due volte - mentre provava la sua esibizione al concerto di Natale in programma questa sera all'Auditorium della Conciliazione - prima del ricovero: il primo attacco "è stato alle 18, poi un altro. Alle 20 ho ceduto e mi sono fatto portare in ospedale".

In sala operatoria, ha detto, "sentivo tutto quello che dicevano e mi sono morso la lingua: mi veniva da fare battute ma poi ho pensato fosse meglio non distrarli". "Se va bene, in un paio di giorni sono fuori. Anche perché ho tante di quelle cose da fare", ha sottolineato.

Il suo nome circola anche tra i possibili Big del prossimo Festival di Sanremo: l'ufficializzazione è attesa lunedì 12 dicembre. Nella breve intervista ad 'Oggi', il cantante è riuscito anche a scherzare sulle sue condizioni di salute: "Tanto è inutile, lassù non mi vogliono. Resto quaggiù".

Cronaca
Cronaca
I due erano in trasferta a Milano dove stavano provando a smerciare l'oro rubato
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Red. Cronaca

 

MILANO
- I Carabinieri della Stazione di Melzo hanno fatto scattare le manette ai polsi di due fratelli pluripregiudicati romani, rispettivamente di 20 e di 30 anni d’età, in “trasferta” dalla capitale. I militari li hanno bloccati nei pressi di un compro-oro, mentre tentavano di rivendere monete d’oro e d’argento, nonché collane e braccialetti, di cui non hanno saputo giustificare la provenienza.

 

L’intervento scaturisce da una felice intuizione degli operanti, che hanno notato il più giovane dei due a bordo di un’auto, in sosta nei pressi dell’esercizio. Il nervosismo dell’automobilista li ha indotti a controllarlo. Subito dopo, i militari si sono diretti all’interno del negozio, dove hanno sorpreso il secondo malvivente. La perquisizione dell’auto ha consentito di rinvenire altri gioielli ed oltre 6 mila euro in contanti, il tutto occultato in punti diversi dell’abitacolo. L'esame delle catenine, spezzate in più punti, ha suggerito che i gioielli potessero essere provento di furti con strappo e rapine.

I due ricettatori sono stati quindi sottoposti a fermo di indiziato di delitto e condotti a San Vittore, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Cronaca
Cronaca
Si tratta del 21enne P.G. ventunenne e del 22enne A.C., ambedue studenti palermitani
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Red. Cronaca

 

PALERMO - I Carabinieri della Stazione di Monreale hanno arrestato P.G., ventunenne, e A.C., ventiduenne, studenti palermitani, perché trovati in possesso di un ingente quantitativo di droga, già diviso in dosi e confezionato. In particolare, i militari dell’Arma, sospettando che i due potessero detenere sostanza stupefacente all’interno di un garage da loro fittato, hanno ritenuto opportuno procedere ad una perquisizione locale, a seguito della quale, ben occultato hanno rinvenuto 3 buste di plastica contenenti 165 grammi circa di marijuana, 5 ovuli di hashish, per un peso complessivo di circa 50 grammi, e 6 dosi di hashish, per un peso totale di 3,6 grammi, nonché un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. L’Autorità Giudiziaria prontamente informata, ha disposto il regime degli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo per i due. Gli arresti sono stati convalidati ed i rei sono stati rimessi in libertà.

Economia & Finanza
Il caso
Lo stato pronto a fare da salvagente ma quanto tutelerà le persone? L'Istituto aveva chiesto 20 giorni in più. Raffica di sospensioni a Piazza Affari
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Redazione

 

Il consiglio di vigilanza della Bce ha bocciato la richiesta di Mps di concedere più tempo per l'aumento di capitale da 5 miliardi avanzata dal Cda dell'istituto senese. Il consiglio di amministrazione puntava ad ulteriori 20 giorni in considerazione del mutato contesto per l'esito del referendum.

Dopo che si è diffusa la notizia dell'alt di Francoforte, il titolo è andato a picco a Piazza Affari tra continue sospensioni, arrivando a perdere anche oltre il 16%. E ha chiuso con un crollo del 10,5%. Secondo fonti di Palazzo Chigi, non è prevista per sabato alcuna riunione del Consiglio dei Ministri. Le stesse fonti, tuttavia, ritengono che lo schema di decreto legge sulle banche sia sostanzialmente pronto per essere varato, laddove fosse necessario.

Il Cda di Mps informa "di non aver ricevuto alcuna comunicazione" da parte della Bce in merito alla richiesta di proroga dei termini per completare l'aumento di capitale entro fine anno. "La banca - si legge in una nota - prosegue pertanto tutte le attività propedeutiche al completamento della predetta operazione". Il board si è aggiornato a domenica alle ore 16.

Cronaca
Cronaca
Si cerca il suo complice che, secondo indiscrezioni, sarebbe fuggito dall'Italia ma non avrebbe lasciato l'Europa
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Redazione


MILANO - E' stato arrestato dalla Squadra mobile di Milano uno dei presunti autori dell'omicidio di Antonio Rafael Ramirez, il 37enne di Santo Domingo ferito a morte con coltellate e con un colpo di pistola la sera del 12 novembre scorso in piazzale Loreto, a Milano. L'uomo, anch'egli sudamericano ma di cui non si conoscono ancora le generalità, è stato catturato in provincia di Siena nella notte tra il 5 e il 6 dicembre e la convalida è arrivata solo oggi. Si cerca il suo complice che, secondo indiscrezioni, sarebbe fuggito dall'Italia ma non avrebbe lasciato l'Europa. Gli investigatori mantengono il riserbo sulle modalità dell'arresto e sui dettagli dell'indagine. Proprio dopo l'aggressione del 12 novembre in piazzale Loreto, il sindaco Giuseppe Sala chiese al governo più militari per presidiare le periferie di Milano

Esteri
Economia
A l’IILA sono state illustrate le principali caratteristiche del Paese, con una attenta analisi dei principali settori
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di Gianfranco Nitti

Un interessante Forum Imprenditoriale El Salvador-Italia, iniziativa promossa dal Governo della Repubblica di El Salvador attraverso il Ministero degli Affari Esteri, l’ambasciata di El Salvador in Italia e l'Istituto Italo Latino Americano (IILA)  di Roma, si è svolto presso l’IILA , nella capitale.


L’evento, realizzato col supporto di Easy Diplomacy, ha costituito una preziosa opportunità per conoscere da vicino questo affascinante Paese che gode di numerose attrattività e altrettanti opportunità commerciali e d’investimento nell’ambito del lavoro e dell’attività produttiva ,che ne favoriscono lo sviluppo sociale, economico e culturale.


Nel corso dell’incontro, rivolto alla stampa e alle imprese che desiderino investire in El Salvador, si sono state illustrate le principali caratteristiche del Paese, con una attenta analisi dei principali settori, dall’industria tecnologica alle avanguardie nel settore medico, dal manifatturato tessile alle moderne infrastrutture, senza tralasciare argomenti legati all'energia rinnovabile, al turismo e al settore alimentare. Un particolare approfondimento è stato dedicato alle vigenti agevolazioni fiscali ed agli accordi bilaterali con l’Italia in diversi campi.
Erano presenti all’incontro, per El Salvador Jaime Alfredo Miranda Flamenco (Vice Ministro degli Affari Esteri per la Cooperazione allo Sviluppo), Sigfrido Reyes (Presidente di PROESA, Agenzia di Promozione e Investimenti di El Salvador)  e l’ambasciatrice salvadoregna in Italia, la signora Sandra Elizabeth Alas Guidos e per l’Italia Massimo Bellelli (Ministro Plenipotenziario, Direzione della Cooperazione allo Sviluppo) e Pierferdinando Casini (Presidente della Commissione Esteri del Senato).


Con una superficie poco inferiore a quella dell’Emilia-Romagna ed una popolazione di 6 milioni di abitanti,poco superiore a quella del Lazio, il Salvador intende offrire al settore imprenditoriale italiano numerose possibilità d’investimento favorite anche da una tassazione per le imprese non superiore al 30% ed un’IVA massima del 13%, con un tessuto infrastrutturale e logistico di ottima qualità. Anche l’art. 27 della Legge di Cooperazione allo Sviluppo 125/2014 favorisce i finanziamenti alle joint venture italo - salvadoregne, fino ad un cifra che si aggira sui 10 milioni €, come evidenziato dal dr. Bellelli.
Il saldo positivo dell'interscambio commerciale del nostro paese con El Salvador nel 2013 (21,012 milioni di euro) e' stato quasi raddoppiato rispetto a quello del 2012 (12,483 milioni di euro). L'importante crescita è dovuta maggiormente all'aumento del 25,1% delle nostre esportazioni.
Tra i principali prodotti venduti dall'Italia ad El Salvador, un aumento dei prodotti di maggiore esportazione, in particolare dei macchinari ed apparecchiature (+36,6%), degli articoli in gomma e materie plastiche (+91,9%) e dei prodotti chimici (+12,7%). Le vendite di carta ed i prodotti di carta nonché i prodotti in metallo, esclusi i macchinari e le attrezzature, invece sono diminuite rispettivamente del 25,6% e del 29,1%. Infine, si osserva un'accelerazione della domanda dei nostri prodotti alimentari (+73,7%) e degli articoli di abbigliamento (+78,2%).

FOCUS SUL TURISMO

Negli ultimi anni, il settore del turismo in El Salvador ha avuto un rilancio consistente, creando notevoli possibilità di investimento. Inoltre, l’afflusso dei turisti è aumentato in modo costante
negli ultimi anni, cosa che ha fatto crescere la domanda di camere d’albergo, la quale a sua volta ha promosso l’edificazione di nuovi hotel sia nella capitale, sia lungo la costa e in montagna. La ricchezza naturale del paesaggio e la Legge sul Turismo con i vantaggiosi incentivi fiscali, come anche il deciso sostegno del governo di El Salvador, hanno fatto sì che il settore sia tra i più trainanti del Paese.


Nella nicchia di mercato del turismo medico,El Salvador è la destinazione ideale come sede di ospedali e cliniche specialistiche dedite ad assistere i pazienti residenti negli Stati Uniti e in Canada; questo grazie alla prossimità geografica, ai costi competitivi dei servizi sanitari e all’eccellente collegamento tra il policlinico e i siti di attrazione turistica.


In particolare, nel settore del turismo molte sono opportunità di investimento in settori quali
• Hotel / Hotel boutique
• Centri fieristici e di convegni
• Marine
• Spa e centri benessere
• Residenze ad uso misto
• Turismo medico: ospedali, cliniche specialistiche,
   spa mediche, ospedali resort


FLUSSI TURISTICI (EL SALVADOR)
il turismo in entrata rappresenta una importante risorsa per l’economia nazionale con entrate di valuta estera per il 2013 pari ad 893,8 milioni di dollari ed una partecipazione sul totale del PIL del 3,63%. Si segnala, tuttavia, che queste informazioni, come quelle che seguono, si basano sugli unici dati disponibili forniti dalla Corporazione Salvadoregna del Turismo (CORSATUR) che registrano tutti i visitanti stranieri (escursionisti e turisti) entrati nel Paese, senza specificazione la finalità dell’ingresso (turismo, affari, lavoro o altro). Le informazioni fornite dalla CORSATUR riportano per l’anno 2013, l’entrata nel paesi di 1.822.003 cittadini stranieri (1.282.792 turisti e 539.211 escursionisti (turismo di un giorno senza pernottamento). Le predette tre cifre rappresentano un aumento nell’ordine del 4,8%, del 2,2% e dell’11,5% rispetto al 2012. Nel 2013 i mesi di maggiore affluenza sono stati nell’ordine: dicembre, luglio, agosto e marzo. Per quanto concerne le vie utilizzate per l’entrata nel paese, quella terrestre rimane la preferita dai turisti e dagli escursionisti e rappresenta il 55,1% del totale delle entrate, seguita da quella aerea utilizzata dal 44,9% dei turisti.


 

Esteri
Esteri
Il condannato ha continato a parlare, tossire e contorcersi...
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Red. Esteri

 

ALABAMA - Trentaquattro minuti di purissimo orrore, sotto lo sguardo atterrito dei suoi avvocati. Questa l'agonia che ha preceduto il trapasso di Ronald Bert Smith, condannato alla pena capitale e giustiziato nel carcere di Holman Correctional ad Atmore, con una tripla iniezione sperimentale.

 

Oggi 45enne, condannato a morte per aver ucciso sparandogli in testa Casey Wilson, un commesso di un negozio, perchè non aveva aperto il registratore di cassa, nel 1994 a Huntsville. Le sostanze sono state iniettate nelle sue vene dalle 10:34 alle 10:47, ma prima di perdere conoscenza, Ronald Bert Smith ha continato a parlare, tossire e contorcersi. L'illusione che potesse essere finita lì. Invece no. Dopo quel primo, interminabile intervallo, l'uomo ha iniziato a boccheggiare sonoramente, alla disperata ricerca di ossigeno. Smith ha continuato a sbuffare per alcuni minuti, poi la sua resistenza si è andata affievolendo. Il condannato ha continuato ad aprire e chiudere la bocca senza emettere più alcun suono, mentre il ventre si gonfiava e sgonfiava, prima spasmodicamente, poi sempre più lentamente. Poi è rimasto immobile senza fiato e tosse dopo il primo test. Dopo la seconda iniezione, che è stato eseguita alle 22:37 e di nuovo a 22:47 il braccio destro di Smith e la mano si muovevano.


La fine è giunta trentaquattro minuti dopo la tripla iniezione. Una delle esecuzioni più lunghe da quando la pena capitale è stata reintrodotta in Alabama nel 1983. Jeff Dunn, Commissario dell'Alabama Prison, quando tutto è finito, ha emesso il suo verdetto: "L'esecuzione è andata come indicata nel protocollo previsto dal sistema carcerario". Due sedativi e un anestetico. Questa la combinazione utilizzata dallo Stato dell'Alabama per la fallimentare tripla iniezione. Smith è la seconda persona che è stata giustiziata quest'anno in Alabama, dopo un altro condannato a morte, Christopher Brooks Eugene. Mentre il dibattito sull'opportunità di mantenere la pena capitale è sempre vivo, altri 58 uomini sono stati giustiziati negli Usa quest'anno, secondo il Death Penalty Information Center.  Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, l'agonia di Ronald Bert Smith è la riprova che non esiste un metodo umano, dolce e indolore di eseguire la pena di morte. Quel che è accaduto in Alabama è una violazione autorizzata del principio della Costituzione americana che vieta ogni punizione crudele e inusuale. E' ora che l'America si liberi di un sistema così barbaro di fare giustizia.

Cronaca
Cronaca
Forse una stufetta malfunzionante all'origine di questo grave incidente
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Redazione


FOGGIA - Un ragazzo di 20 anni è morto carbonizzato in un violento incendio che si è sviluppato nella notte, forse a causa di una stufetta mal funzionante, all'interno del cosiddetto 'Ghetto dei Bulgari', l'insediamento di baracche che si trova in località 'Pescia', nel territorio di Foggia, Borgo Mezzanone e Tressanti, a una ventina di chilometri da Foggia. Si teme ci possano essere altre vittime. E' questo il secondo incendio in pochi giorni che avviene nei ghetti che nel foggiano ospitano i migranti.
L'allarme è scattato questa notte intorno alle due e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con autobotti. I pompieri hanno dovuto lavorare diverse ore per spegnere l'incendio che ha distrutto circa l'80% delle baracche. Sul posto anche i carabinieri del Comando provinciale di Foggia. Al momento non è possibile capire con certezza quali siano state le cause dell'incendio.

Cronaca
Cronaca
Il 21enne è stato trovato in possesso di un pacchetto di sigarette, in parte svuotate del tabacco e sostituito con “cipolline” di cocaina
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Redazione


ANDRIA - Ancora un pusher è finito nella rete dei perseveranti controlli dei militari dell’Arma di Andria. I Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno, infatti, arrestato L.F., 21enne, pregiudicato del luogo.
I militari, ai quali erano giunte diverse segnalazioni, anche tramite il 112, di movimenti sospetti del 21enne, hanno deciso di porre i suoi “movimenti” sotto la lente d’ingrandimento, eseguendo degli oculati servizi di osservazione. Uno di questi ha condotto i militari nella zona di via Barletta, dove è stato notato il 21enne sostare a bordo della propria autovettura in attesa di potenziali clienti. Infatti, dopo qualche istante, si è avvicinato a lui un giovane, il cui intento è stato poi accertato essere quello di acquistare sostanza stupefacente, che è salito a bordo dell’autovettura.
Nel corso dell’immediato controllo, il 21enne è stato trovato in possesso di un pacchetto di sigarette, in parte svuotate del tabacco e sostituito con “cipolline” di cocaina. Al termine della perquisizione personale e veicolare sono saltate fuori ben 28 dosi di cocaina, unitamente a denaro contante, ritenuto il provento dell’attività illecita.
La sostanza stupefacente ed il denaro sono stati sequestrati, mentre il 21enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Trani (BT) a disposizione della stessa Procura della Repubblica e dovrà rispondere oltre che del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, anche del reato di minaccia a p.u., avendo proferito contro i militari operanti frasi ingiuriose durante la perquisizione ed il successivo arresto.

Cronaca
Cultura e tradioni
Si è formalizzato il gemellaggio che unirà per sempre queste due storiche città siciliane rappresentati dell’anima orientale ed occidentale dell’Isola.
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Redazione 

MARSALA - Con la stretta di mano tra Ignazio Abbate e Alberto Di Girolamo, rispettivamente Sindaci di Modica e Marsala, si è formalizzato il gemellaggio che unirà per sempre queste due storiche città siciliane rappresentati dell’anima orientale ed occidentale dell’Isola. Prima dell’inizio della cerimonia però il commosso ricordo di Franco Ruta, l’imprenditore che più di ogni altro ha contribuito alla creazione del brand Cioccolato di Modica e alla sua commercializzazione. La figura del titolare della storica Dolceria Bonajuto è stata celebrata in un video di un suo intervento pubblico di qualche anno fa sulla qualità del cioccolato modicano e sulla sua diffusione. Il Sindaco Abbate ha poi voluto ricordare Ruta dedicandogli l’edizione 2016 di ChocoModica, la prima dalla sua scomparsa: “A Franco Ruta il merito di aver rilanciato la tradizione cioccolatiera modicana, il merito di aver fatto riappropriare Modica del suo patrimonio dolciario. L’Antica Dolceria Bonajuto è stata con lui un’attrattiva per il turismo enoganostronomico tanto da richiamare l’attenzione di diversi giornalisti di fama nazionale. Che la sua figura rimanga da esempio per tutti i produttori modicani. Modica, lo ribadisco, deve tanto a Franco Ruta e alla sua famiglia”. Moderati dal direttore di Video Regione, Salvatore Cannata, si sono quindi susseguiti gli interventi di illustri studiosi come i professori Ettore Sessa e Giuseppe Barone. Il primo si è concentrato sulla storia di Marsala raccontata attraverso l’epopea dei Florio e la crescita economica dei settori cantieristici e tessili, il secondo sulle analogie che accomunano le due Città sia da un punto di vista culturale che enogastronomico. E’ stata poi la volta dei due primi cittadini. Il Sindaco di Marsala: “Non possiamo immaginare un futuro senza guardare la nostra storia ma allo stesso tempo non possiamo fermarci a specchiarci ma dobbiamo andare avanti. Fondamentale è non piangersi addosso. Sono felice nel vedere tanti giovani che hanno seguito il nostro progetto, giovani che sono innamorati del proprio lavoro. Marsala e Modica hanno capito che solo stando insieme possono farsi conoscere nel Mondo, fare conoscere i propri prodotti e di conseguenza i propri territori. E non escludiamo che in futuro altre illustri città possano unirsi a questo gemellaggio”. Gli fa eco il padrone di casa, Ignazio Abbate: “Quando qualche mese fa mi hanno proposto questo connubio tra vino e cioccolato sono stato subito entusiasta. Le nostre Città insieme hanno potenzialità straordinarie da sviluppare in sinergia. Già il prossimo anno ci sarà un ChocoMarsala presumibilmente in primavera dove i produttori modicani faranno conoscere il proprio prodotto. Stiamo studiando con il collega Di Girolamo, con il quale ci siamo trovati subito in sintonia, diverse strategie ed iniziative future. Modica e Marsala per sempre amiche”. Per finire la firma sul documento letto dal direttore del CTCM, Nino Scivoletto e lo scambio di doni tra tutti i presenti.

Editoriali & Commenti
L'Editoriale
Niente soluzione di continuità, quindi, si parla addirittura di un Renzi bis
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di Roberto Ragone
 
Come previsto, l’ipotesi più probabile, conoscendo i nostri polli, rimane quella del quarto governo non eletto, che ci porti alla fine della legislatura. Un governo che permetta a circa 600 parlamentari di completare il periodo di 4 anni, 6 mesi e un giorno di esercizio, per poter ‘godere’ del vitalizio a cui ormai si fanno risalire tutte le vocazioni politiche, quasi che fare un periodo al governo fosse un’opera di beneficenza.
 
Di contro, la prima alla Scala, con grande dispiegamento di forze di polizia per proteggere i VIP, completamente avulsi dalla realtà e incapaci di comprendere le ragioni dei pochi che si sono radunati davanti al teatro per manifestare il loro disagio. Tutti gli intervistati nel foyer hanno parlato soltanto di una ‘grande emozione’ di fronte ad una versione della Butterfly mai rappresentata prima. Un contrasto stridente fra le ‘mise’ delle signore arrivate con grande codazzo di auto di lusso, e i cartelli di chi legittimamente manifestava perché non riesce a tirare la fine del mese, e magari neanche a trovare un lavoro vero, nonostante Renzi & Co. continuino, nel riassunto dei ‘meravigliosi mille giorni’, a decantare le bellezze delle centinaia di migliaia di posti di lavoro in più, circa 550 al giorno.
 
Peccato che nessuno se ne sia accorto, e che i salari siano sempre più bassi, e che le ore lavorate e pagate con i vaucher abbiano raggiunto la quota di 1 milione 700mila. Peccato anche che il 75% degli Italiani non riesca più a mettere da parte un soldo, e che i poveri siano più che raddoppiati in due anni e mezzo. Abbiamo anche imparato che si è poveri quando:
1) non si può cambiare la lavatrice;
2) non si può cambiare l’auto;
3) si lasciano indietro bollette da pagare;
4) non si può far fronte a spese impreviste;
5) non si può permettersi una breve vacanza, di una settimana.
 
Cioè praticamente la condizione generale di quasi tutti gli Italiani, tranne quei pochi ricchi che continuano a rastrellare denaro. Quindi ricchi sempre più ricchi, e poveri sempre più numerosi e sempre più poveri. Fra la Casta finanziaria e la vita reale la forbice s’allarga sempre di più, come accade anche con la Casta politica. Un’esercito di gente che ha in mano le leve del potere e dell’economia, a cui non importa nulla della condizione dei cittadini, soprattutto perché non la capiscono. E non la capiscono perché non si preoccupano minimamente di capirla. Pancia piena non pensa a quella vuota. Intanto, Napolitano parteciperà alle consultazioni per la soluzione del vuoto di potere, dopo la farsa della fiducia posta al governo dimissionario per l’approvazione della legge di bilancio. Abbiamo un Renzi abbondantemente squalificato sia come capo del governo che come segretario del partito, e ancora la sua presenza è condizionante per le decisioni da prendere, anche se non parteciperà alle consultazioni. A cui, invece, parteciperà il presidente emerito Giorgio Napolitano: in che veste, se c’è già Mattarella? Per controllare che l’incarico sia dato ad una persona di sua ‘fiducia’, per continuare la politica intrapresa?
 
Niente soluzione di continuità, quindi, si parla addirittura di un Renzi bis, anche se don Matteo fa il ritroso, giusto per far credere che poi avremo bisogno di lui, che proprio, se fosse per lui mollerebbe tutto, ci mancherebbe, dopo le dimissioni ‘irrevocabili’, accolte impropriamente da Mattarella ‘con riserva’. Mille giorni in cui l’Italia è andata sempre peggio. Renzi, se ci lascia – e tutti ce lo auguriamo, almeno il 60% degli aventi diritto al voto – ci lascia una nazione in pezzi, con gli stipendi ai minimi termini, i poveri che aumentano ogni giorno, la disoccupazione galoppante, i pensionati che fuggono all’estero, i migranti che arrivano in numero sempre maggiore, i guasti nella gestione delle case popolari che creano guerre fra poveri, e famiglie che vanno a vivere nelle cantine dei palazzi, ove trovino posto. Uno sfacelo che don Matteo definisce ‘mille giorni meravigliosi’. Cosa ci trovi di meraviglioso, lo sa solo lui. Lui che non solo non è guarito dalla sua solita arroganza, ma, dopo il lacrimevole discorso pronunciato con la moglie a tre metri di distanza, sullo sfondo, - discorso che pare non sia neanche farina del suo sacco – ha ripreso il suo solito atteggiamento. Certa gente non impara mai. Mentre fuori dal teatro alla Scala i poveri, quelli veri, si accalcano, cercando di manifestare della loro condizione a persone che, ingioiellate e vestite in alcuni casi, con un chimono come la protagonista -  “L’avevo nell’armadio, e ho pensato bene di metterlo”: perché mai una donna debba avere un chimono giapponese nel suo armadio, nessuno lo sa – sono arrivate con auto di lusso in fila indiana, ben protette e attente a non contaminarsi con gli straccioni che chiedevano solo un po’ di giustizia sociale.
 
Si racconta che Maria Antonietta, di fronte al popolo che protestava fuori del palazzo reale, abbia chiesto alla sua servitù per quale motivo lo facesse. “Maestà” fu la risposta “Non hanno pane.” “E allora che mangino brioches” pare che sia stata la risposta. Ora, al di là della leggenda, sappiamo come è andata a finire, con la ghigliottina in piazza. Non siamo a quei tempi, ma la disuguaglianza sociale è arrivata a livelli insopportabili, specialmente se teniamo conto del fatto che il compito dei governi dovrebbe essere quello di creare le condizioni di vita giuste per i cittadini. Dopo la consultazione referendaria sarebbe stato giusto che chi ha fallito in maniera così clamorosa fosse andato veramente a casa. L’esito del referendum ha detto chiaramente che gli Italiani non sono soddisfatti di questa gente e delle loro politiche, tutte tese al vantaggio dei poteri forti, che ormai sappiamo bene chi sono e a chi fanno capo in Italia. Così stando le cose, è molto facile che, sotto la spinta di un Napolitano tanto emerito quanto redivivo, ci venga imposto un quarto governo non eletto. Chiamatelo come volete: tecnico, provvisorio, istituzionale: non c’è niente di più definitivo di una cosa provvisoria. Anche perché è chiaro come il sole che, a dispetto delle ‘gride’ della destra, Salvini in testa, la mira di chi è ancora al potere nonostante tutto, è di arrivare al 2018, cioè a fine legislatura. L’unica strettoia per chi dovrà decidere il prosieguo di questo disgraziato governo sarà l’attenzione ad adottare misure che taglino fuori i Cinquestelle. È probabile, e speriamo di sbagliare, che sarà adottata la soluzione del Renzi-bis, il che consentirebbe di non sconvolgere i piani Bilderberg/Unione Europea. Questo spiegherebbe il perché del mancato sconvolgimento dei mercati finanziari. Con buona pace di chi legittimamente chiede di andare finalmente a votare, dopo il parere della Consulta, il 24 gennaio o giù di lì: infatti non è necessario un nuovo governo per cambiare la legge elettorale, basta, appunto, la modifica della Corte Costituzionale.
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