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Emergenza terrorismo
Sono 15 i morti nell'attentato, tutti identificati

 

Redazione

 

BARCELLONA - Il killer di Barcellona Younes Abouyaaqoub è stato abbattuto dalla polizia catalana a Subirats: dopo le indiscrezioni della tv pubblica Rtve, la conferma arriva dall'agenzia spagnola Efe che cita fonti dell'antiterrorismo. Younes Abouyaaqoub indossava una finta cintura esplosiva. Lo riferisce la Efe che cita fonti della polizia catalana.

Il ministero degli Interni catalano ha confermato che l'uomo abbattuto a Subirats è il ricercato Younes Abouyaaqoub, il killer che ha guidato il furgone della morte sulla Rambla, riferisce El Periodico online.

Il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils la settimana scorsa è di 15 morti. Lo ha detto il ministro degli Interni catalano, Joaquim Font. La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all'interno di un'auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l'attentato. Tutte le 15 vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils sono state identificate ufficialmente. Sono sette donne e otto uomini. Sei morti sono cittadini spagnoli, tre italiani, due portoghesi, uno belga, uno statunitense, uno canadese e uno con doppia nazionalità australiana e britannica, il piccolo Julian Cadman.

Sono state pubblicate stamane dai media spagnoli le prime immagini del terrorista marocchino Younes Abouyaaqoub in fuga dopo la strage sulla Rambla. El Pais online (LEGGI L'ARTICOLO) pubblica tre foto del jihadista mentre si allontana dal luogo dell'attentato a piedi, con indosso gli occhiali da sole, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un'edicola dopo avere travolto la folla.

L'Audi A3 utilizzata per l'attacco terroristico a Cambrils era stata fotografata da un autovelox, nella regione parigina dell'Ile-de-France, circa una settimana prima degli attentati. Lo rende noto Le Parisien, sottolineando che "secondo fonti concordanti, al momento le indagini non hanno stabilito nessun legame operativo con la Francia". "Potrebbe trattarsi di un semplice transito su un tragitto più lungo" scrive il quotidiano. L'informazione proviene dalla cooperazione tra forze dell'ordine organizzata "a livello europeo per identificare eventuali complici" afferma il giornale parigino. Bfmtv ha affermato che la macchina è immatricolata in Spagna e non risulta essere stata affittata o rubata.

Esteri
Cronaca
E' il secondo incidente in due mesi. Altri cinque - riferisce la Marina statunitense - sono rimasti feriti.
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Ma. Ga. 


USA - Sono 10 i marinai dispersi e 5 i feriti nell'incidente di una nave antimissile della Marina americana che si è scontrata con una nave cisterna tra le acque di Singapore e lo Stretto di Malacca avvenuto alle 5:24 (ora locale) che equivalgono alle 23:24 in Italia.
La nave americana John S. McCain ha subito gravi danni allo scafo.La nave cisterna, Alnic MC, trasportava prodotti petrolchimici.
E' la seconda collisione in cui è coinvolta una nave della Marina Usa nel Pacifico negli ultimi due mesi. Nel giugno scorso sette marinai sono morti nello scontro tra la USS Fitzgerald e una portacontainer al largo del Giappone. Il capitano della Fitzgerald era stato poi rimosso dall' incarico dopo che la Marina Usa aveva accertato una serie di negligenze che avevano contribuito a provocare l'incidente. L' indagine è ancora in corso. La McCain, di base a Yokosuka, in Giappone, era diretta a Singapore per uno scalo di routine.

Editoriali & Commenti
Il commento
Questi terroristi dove si sono abbeverati di tanta “cultura islamica” per convincersi ad immolarsi e sporcarsi di eccidi infami sperando di guadagnare il premio delle vergini in paradiso?
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di Emanuel Galea

 

Per favore smettetela di chiamarli dei comuni terroristi. Ogni azione nasce da una ragione, è alimentata con valutazioni e passioni diverse, è sorretta e proiettata verso fini, scopi oppure obiettivi precisi. Ogni azione è graduata, governata con metodi secondo tempi e luoghi.

Non tutti gli islamici sono terroristi ma tutti i terroristi degli attentati, dalle Torri Gemelle fino alla Rambla sono stati di matrice islamica.

Perché lo fanno? Per soldi? Per amore di patria? Per odio verso i miscredenti , cioè coloro che non credono nel loro stesso dio? Forse sperano di raggiungere presto il loro paradiso sensuale dove verranno premiati avendo in spose le vergini con delle caratteristiche che ometto di descrivere per non offendere l’altrui pudore.

Se si vuole capire il fenomeno terrorismo bisogna prima rispondere a questi quesiti che sono alle radici di ogni immolazione del kamikaze e conseguente carneficine.
 

L’azione del terrorista nasce da una ragione:

Rifiuto fermamente di credere che tale grave azione, criminale e folle possa trovare ragione e concretizzarsi , solamente perché abbagliati da una offerta qualsiasi di denaro.

Parlare d’amore di patria nei casi specifici non fa senso. Lottare per l’unione e l’espansione dell’Umma, "comunità di musulmani"? Neanche questa ipotesi è credibile perché la nozione di umma, tuttavia, non sempre ha impedito divisioni anche gravi, prodotte da dibattiti teologici da rivalità etniche e politiche. La prima rottura della Umma si ebbe nel VII secolo e altre seguirono successivamente. A questo punto non rimangono che le ultime due ragioni per indurre il musulmano a compiere un atto così abietto ed osceno: odio verso il miscredente e la speranza di raggiungere l’aldilà (Jannah), dove, secondo il testo Coranico, troverebbe ad attenderlo un paradiso sensuale. Le due ipotesi sono interconnesse e per maggior comprensione bisogna che ci riferiamo ai “hadith”, cioè . parole e atti del Profeta che trasmettono l'insegnamento e lo stile della sua vita e della prima generazione dei credenti.

La maggior parte dei teologi musulmani famosi, come Gibril Haddad, quelli ortodossi come al-Ghazali (morto nel 1111 d.C. e al-Ash'ari , morto nel 935 d.C, hanno tutti discusso i piaceri sensuali che si troverebbero in paradiso.

I vari hadith, tanti di essi apocrifi e non tutti autentici, esaltano i piaceri e le doti sensuali delle vergini che spetterebbero al martire musulmano.

Ci sono molte descrizioni riguardo alle vergini in diverse fonti islamiche. I contributi a loro attribuiti sia dal Corano che dai hadith spaziano da quelli fisici a quelli sessuali, da quelli caratteriali alla forma costitutiva del loro stesso essere.

Un fattore importante da non trascurare riguarda il livello culturale degli imam. Dalle presenze che si affacciano di tanto in tanto in tv, non sembrano certamente dei teologi dell’Islam e neanche, me lo consentano, dei professori usciti dall’Università al-Azhar.

Dove si formano per poter istruire ed insegnare il vero Islam agli altri? Cosa insegnano, il Corano oppure i tanti hadith,che come accennato sopra, non tutti sono autentici, come certi apocrifi della chiesa Cattolica?
 

Finalmente arriviamo alla domanda principe: questi terroristi dove si sono abbeverati di tanta “cultura islamica” per convincersi ad immolarsi, oltre a sporcarsi di eccidi infami sperando poi di guadagnare il premio delle vergini in paradiso?

Bisogna prosciugare le fonti dove si abbeverano.

Alcuni puntano il dito su internet. Bene, chi di dovere aumenti la vigilanza su questi siti. Altri, come il sottoscritto, non trascurino le moschee. Da tanto che si parla di regolamentare questa materia che non è circoscritta ai soli imam, bisogna aprire gli occhi sui finanziatori di queste strutture.

La materia è complessa, non è certo quella che ci vogliono dipingere i mass media. I blocchi di cemento fermeranno qualche furgoncino ma non certo l’aspirazione del “musulmano indottrinato” di raggiungere le sue vergini in paradiso

Cronaca
Lutto
Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''
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Redazione

 

ROMA - È morto ieri Gero Caldarelli, il mimo che dal 1990 animava il Gabibbo. Ne da' notizia un comunicato di Striscia la notizia. Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''.
Nato a Torino il 24 agosto 1942, Caldarelli, aveva frequentato la scuola di mimo del Piccolo Teatro. Dopo numerose parti sia in teatro che in TV, nel 1974 fondò, insieme a Maurizio Nichetti, la compagnia e scuola di mimo Quelli di Grock. Nel 1979 prese parte al film Ratataplan.
Collaborò con Antonio Ricci già in Drive In, nei panni di Gawronski e Pendulus, e nel 1990 venne scelto per interpretare il Gabibbo, il Pupazzo di Striscia la notizia che da allora ha sempre animato. Nel 2003 uscì il suo libro Una vita da ripieno - Cronache dall'interno del Gabibbo (Rizzoli) e nel maggio scorso ha pubblicato una raccolta di fiabe intitolata Belandi, che storie! Tre mega avventure nel mondo dei besughi (Mondadori).

Cronaca
Cronaca
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo
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Redazione

 

MILANO - Un uomo è morto e altre tre persone, una coppia e un bambino, risultano disperse a seguito di un incidente stradale avvenuto ieri sera sulla provinciale rivoltana, tra Milano e Cremona. L'allarme è stato dato intorno alle 20.30 dagli occupanti di un'altra automobile che hanno assistito alla scena: l'auto, una Peugeot 307, è uscita di strada all'imbocco di un cavalcavia, ha sfondato il guard rail ed è finita nel canale Muzza, in comune di Truccazzano (Milano).
La forte corrente ha trascinato l'automobile e i suoi occupanti per oltre un chilometro e mezzo prima che i soccorritori, subito accorsi sul posto, potessero localizzarli, 4 ore dopo. Secondo quanto riferito da un conoscente, alla guida dell'automobile c'era un cinquantenne di Pioltello, il cui corpo è stato recuperato dai sommozzatori dopo l'una di notte, e a bordo vi sarebbero state altre tre persone: una coppia di trentenni con un bambino di 8 anni, che al momento risultano dispersi. Le ricerche sono state sospese, e riprenderanno all'alba.

Cronaca
Lutto
Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''
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Redazione

 

ROMA - È morto ieri Gero Caldarelli, il mimo che dal 1990 animava il Gabibbo. Ne da' notizia un comunicato di Striscia la notizia. Antonio Ricci commenta così la sua scomparsa: ''Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia''.
Nato a Torino il 24 agosto 1942, Caldarelli, aveva frequentato la scuola di mimo del Piccolo Teatro. Dopo numerose parti sia in teatro che in TV, nel 1974 fondò, insieme a Maurizio Nichetti, la compagnia e scuola di mimo Quelli di Grock. Nel 1979 prese parte al film Ratataplan.
Collaborò con Antonio Ricci già in Drive In, nei panni di Gawronski e Pendulus, e nel 1990 venne scelto per interpretare il Gabibbo, il Pupazzo di Striscia la notizia che da allora ha sempre animato. Nel 2003 uscì il suo libro Una vita da ripieno - Cronache dall'interno del Gabibbo (Rizzoli) e nel maggio scorso ha pubblicato una raccolta di fiabe intitolata Belandi, che storie! Tre mega avventure nel mondo dei besughi (Mondadori).

Esteri
Lutto
Scomparso a 91 anni il grande attore e regista comico
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Redazione

 

E' morto l'attore americano Jerry Lewis, aveva 91 anni. Il Picchiatello diceva che ''bisogna essere matti per fare il comico'', e lui aveva iniziato a 5 anni quando si era accorto che la gente rideva alle sue battute. Ma Jerry Lewis, uno dei comici più rivoluzionari del dopoguerra, era nonostante tutto diventato un monumento e i suoi 90 anni, giusto il 16 marzo del 2016, erano stati celebrati con una retrospettiva al MoMa di New York e una reunion con Martin Scorsese al Museum the Moving Image. Ora, dopo una morte varie volte annunciata come una fake news, Hollywood Reporter e Variety annunciano che Jerry Lewis, con all'attivo una quarantina di film come attore, una decina da regista, tanta tv, è scomparso davvero a Las Vegas a 91 anni per cause naturali. Lewis nacque il 16 marzo del 1926 a Newark, periferia delle Grande Mela da genitori attori di vaudeville, russi di origine ebraica, radici che gli fecero abbandonare presto la scuola, quando fu espulso dal collegio dove era iscritto per aver picchiato un insegnante che parlava male degli ebrei. Erano gli anni che precedevano la Seconda Guerra Mondiale, che evito' grazie ad un'otite che gli aveva perforato il timpano.

Il Picchiatello diceva che ''bisogna essere matti per fare il comico'', e lui aveva iniziato a 5 anni quando si era accorto che la gente rideva alle sue battute. Ma Jerry Lewis, uno dei comici più rivoluzionari del dopoguerra, era nonostante tutto diventato un monumento e i suoi 90 anni, giusto il 16 marzo del 2016, erano stati celebrati con una retrospettiva al MoMa di New York e una reunion con Martin Scorsese al Museum the Moving Image. Ora, dopo una morte varie volte annunciata come una fake news, Hollywood Reporter e Variety annunciano che Jerry Lewis, con all'attivo una quarantina di film come attore, una decina da regista, tanta tv, è scomparso davvero a Las Vegas a 91 anni per cause naturali. Lewis nacque il 16 marzo del 1926 a Newark, periferia delle Grande Mela da genitori attori di vaudeville, russi di origine ebraica, radici che gli fecero abbandonare presto la scuola, quando fu espulso dal collegio dove era iscritto per aver picchiato un insegnante che parlava male degli ebrei. Erano gli anni che precedevano la Seconda Guerra Mondiale, che evito' grazie ad un'otite che gli aveva perforato il timpano.

Fu uno dei tanti lavoretti occasionali di quegli anni a lanciarlo nel mondo dello spettacolo. Inizio' come maschera in un cinema-teatro di Brooklyn e i suoi brevi sketch fra il primo e secondo tempo furono subito notati. La sua prima tourne'e risale al 1944 e due anni dopo nasce il sodalizio con Dino Crocetti, italo-americano che prendera' il nome artistico di Dean Martin. Il successo del duo fu immediato, da una parte il fascino di Martin, dall'altra la comicita' sgraziata di Lewis. Insieme girarono 16 film fra i quali Attente ai marinai! (1952), Morti di paura (1953), Il nipote picchiatello (1955), Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte! (1956). Fu proprio nel 1956 che il sodalizio si ruppe e dopo un periodo meno brillante, per Lewis inizio' la carriera di 'total-filmaker': risale al 1960 il suo primo film da attore e regista, Un ragazzo tutto fare. Poi vennero L'idolo delle donne e Il mattatore di Hollywood(entrambi del 1961), Jerry 8 (1964) e il suo acclamato capolavoro, Le folli notti del dottor Jerryll (1963).

Invento' anche una tecnica di lavoro sul set. Dal momento che quasi tutti i suoi sketch erano improvvisati, Lewis-regista aveva bisogno di controllare immediatamente il lavoro fatto. Fu lui dunque a portare sul set la tecnica del video assist, che utilizzava monitor per vedere il girato in tempo reale. La tecnica e' ancora oggi abitualmente usata sul set. Osannato nei Cahiers du Cine'ma dalla critica francese, Lewis nel 1970 diresse Scusi, dov'e' il fronte?, che ottenne un clamoroso successo in Francia, ma che venne snobbato in patria, determinandone la parabola discendente.

Jerry Lewis, nonostante i guai fisici, ha vissuto gli ultimi anni da arzillo vecchietto. Aveva subito l'impianto di quattro bypass coronarici ed era stato operato di cancro alla prostata. Soffriva anche di diabete e fibrosi polmonare ma a Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, ha tenuto fino all'ultimo spettacoli dal vivo e seminari sul buonumore. Vincitore di Golden Globe, Bafta e del Leone d'oro alla carriera a Venezia, nel 1999, Lewis nel 2009 ha ottenuto dall'Academy il Jean Hersholt Humanitarian Award ma mai nessun Oscar per i suoi film. Numerose sono state anche le polemiche che lo hanno riguardato. Criticato dalle associazioni dei disabili per le sue parodie nei confronti degli affetti da distrofia muscolare, fece anche scalpore in televisione per i suoi epiteti contro i gay. Una volta si scaglio' anche contro le donne comiche che - disse - lui vedeva solo come "macchine sforna bambini". Subi' anche una denuncia per porto abusivo d'armi, nel 2008 all'aeroporto di Las Vegas. Aveva con se' una pistola che sostenne essere un regalo di un fan. Non tutti ridono alle battute di Lewis, ma la migliore recensione del lavoro del comico newyorkese e' stata scritta dal collega Dice Clay: "Non e' il ridere il punto. Il punto e' la commedia". Per apprezzare Jerry Lewis occorre prenderne il bello e il brutto e apprezzarne il brutto - le battute al limite dell'offensivo e i suoi modi sgraziati e qualche volta irritanti - esattamente come la piu' sincera delle risate che ci ha regalato.
 

Esteri
Emergenza terrorismo
Trovate tracce di esplosivo preferito dall'Isis
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Redazione

 

BARCELLONA - Julian Cadman, il bimbo di 7 anni disperso dopo l'attentato sulle Rambla, è rimasto ucciso nell'attacco. Lo conferma l'ufficio spagnolo per le persone scomparse, come riferisce tra gli altri SkyNews. Ieri, i media spagnoli avevano invece riferito che il bambino, madre filippina e padre australiano, era stato ritrovato in un ospedale.

Intanto continua la caccia al killer tra Spagna e Francia. La polizia catalana stringe il cerchio sul super ricercato per il duplice attentato sulla Rambla e Cabrils dove 14 persone sono state uccise. "Siamo vicini ad una persona collegata all'attentato", ha detto il Mossos de Esquadra, la polizia catalana, aggiungendo che le forze di Sicurezza sono state dispiegate nella provincia di Girona dove si trova Ripoll ed in particolare lungo il confine francese. Gli inquirenti non hanno confermato il livello del coinvolgimento del sospettato, ma in base ad alcune indiscrezioni il cerchio si starebbe stringendo su Younes Ayoubaaqoub, l'ultimo dei terroristi, sfuggito dopo gli attentati e sospettato di essere stato alla guida del furgone che ha falciato i turisti sulle Rambla.

Nella casa di Alcanar, saltata per aria mercoledì alla vigilia dell'attentato alla Rambla, sono state trovate 120 bombole di gas.

Mossos de Squadra, la polizia catalana, hanno identificato i resti di due persone nella casa di Alcana. Una persona ferita e' stata arrestata.

I terroristi islamici di Ripoll volevano realizzare una nuova strage sul Lungomare di Cambrils ma il loro piano è in parte fallito perchè sono stati intercettati da un posto di blocco, che hanno forzato,

I cinque membri del commando, poi abbattuto dalla polizia, volevano uccidere a pugnalate percorrendo tutto il Lungomare il maggior numero di turisti a passeggio sul Lungomare. Ma si sono imbattuti in un posto di blocco che non avevano previsto. Sono riusciti a raggiungere il lungomare, dove lì'auto si è capovolta, inseguiti dalla polizia. Hanno potuto ferire a coltellate sei persone - una donna poi è morta in ospedale - ma sono stati quasi subito abbattuti dagli agenti, prima di poter compiere il massacro che avevano in progetto. Otto ore prima un furgone guidato da un altro jihadista si era lanciato sulla folla sulla Rambla di Barcellona uccidendo 13 persone e facendo più di 100 feriti

Secondo indiscrezioni degli inquirenti, il 'piano A' dei terroristi islamici era "far saltare in aria" la Sagrada Familia, simbolo di Barcellona, con "enormi quantità di esplosivo" Tatp, quello con cui l'Isis ha firmato le sue stragi in Europa

Si è conclusa a Barcellona la 'messa della pace' celebrata davanti a migliaia di persone nella Sagrada Familia alla memoria delle vittime degli attentati. Re Felipe VI e la regina Letizia sono usciti dalla basilica, che secondo la stampa spagnola era il primo obiettivo dei terroristi. Alla cerimonia religiosa hanno partecipato fra gli altri il premier spagnolo Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont e il presidente e il premier del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa e Antonio Costa.

Hi-Tech
La recensione
Una splendida edizione rimasterizzata del grande classico del 1998 che comprende titolo originale ed espansione
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di Francesco Pellegrino Lise

 

StarCraft è un nome che per tutti gli amanti di videogames risuona come una leggenda, un sinonimo di battaglie punta e clicca in tempo reale veramente inimitabile, un titolo che ha fatto la storia del genere. Bene, proprio per celebrare tale magnificenza, Blizzard ha deciso di fare un grande regalo a tutti i fan di vecchia data, ma anche a tutte quelle nuove generazioni di gamers che per via della giovane età non hanno potuto godere della bellezza di questo gioco lanciando a un prezzo davvero straordinario StarCraft remastered, ossia un’edizione completamente rimessa a nuovo del grande classico per pc del 1998. Oggi, 19 anni dopo la sua uscita, viene quindi proposto un viaggio indietro nel tempo. L'obiettivo che Blizzard si è proposta con il ritorno di questo immenso videogame è infatti rispolverare un grande capolavoro degli anni ’90 ringiovanendolo con un comparto tecnico in grado di garantire agli appassionati un prodotto che abbia il fascino e la grande giocabilità del passato, senza far avvertire troppo il peso degli anni trascorsi. Se vi state chiedendo: perché proprio StarCraft? Bene, la risposta è semplice, questo titolo non è solo un eSport, ma rappresenta anche a tutti gli effetti un racconto epico che ha accompagnato la crescita di migliaia di appassionati per oltre 20 anni, riuscendo a creare un vero e proprio universo vivo e pulsante sul quale sono stati scritti romanzi e sono stati prodotti avvincenti cortometraggi. Con questa edizione rinnovata del grande classico, quindi, si chiude quindi un cerchio che magari un giorno porterà a riaprirne uno totalmente nuovo. E’ bene sottolineare che il gioco è commercializzato solo in versione digitale, all’ottimo prezzo di 14,99 euro, mentre la versione fisica, con favolosi gadget annessi, è al momento acquistabile solo in Corea del Sud. E’ bene sottolineare che il titolo non offre niente di più e niente di nuovo rispetto alla versione originale e, come già detto, le principali novità riguardano il solo comparto tecnico, ma sia che lo abbiate spolpato a dovere negli anni passati, sia che non lo abbiate mai giocato, il nostro consiglio è quello di acquistarlo perché ne vale davvero la pena. Il pacchetto, offrendo sia la campagna originale, sia l’avvincente espansione Brood War, garantisce una longevità non indifferente e di certo superiore alla media del genere. Per quanto riguarda il multiplayer, questo ovviamente è basato su un semplice concetto: la competitività. Chiunque si voglia quindi avvicinare a questo contesto deve armarsi prima di tutto di pazienza e voglia di apprendere, dato che le ore che si dovranno passare davanti al computer per migliorare e affinare la propria tecnica per poter competere a livelli alti saranno davvero molte.

 

 

Per chi non lo sapesse, la trama di StarCraft è una delle più appassionanti mai create per uno strategico in tempo reale, con dei personaggi fortemente carismatici e una storyline ricca di colpi di scena. Le missioni sono numerosissime, estremamente cinematografiche e, grazie anche ad un sistema di difficoltà molto equilibrato, anche chi non ha dimestichezza con questa tipologia di gioco non dovrebbe trovare difficoltà a godersi tutta la storia senza dover affrontare momenti di estrema frustrazione. Per chi non avesse mai giocato a questo titolo, è bene spiegare che la campagna è suddivisa in tre grandi filoni, tutti estremamente intrecciati tra di loro, ognuno dei quali è legato a una razza differente. Si parte con i Terran per poi passare agli Zerg ed infine ai Protoss. Ogni razza ha le sue caratteristiche specifiche e le proprie meccaniche, il che è uno degli aspetti che ha permesso a StarCraft di raggiungere il meritato successo, garantendo una grandissima varietà alla campagna. Per quanto riguarda la giocabilità,Il menù principale, una volta lanciato il gioco, dà la possibilità di scegliere tra giocatore singolo e multigiocatore. Scegliendo la prima opzione si potrà rivivere la campagna originale oppure quella proposta dall’espansione Brood War, un'esperienza che qualunque giocatore di StarCraft dovrebbe assolutamente provare prima di cimentarsi nelle battaglie online. Per quello che concerne il menù principale del comparto multiplayer, esso è il classico Battle.net, notizia che farà la felicità dei videogiocatori nostalgici e più accaniti. Anche giocando online verrà chiesto di scegliere tra le unità tipiche del gioco originale oppure quelle presenti in Brood War e successivamente la fazione da controllare sul campo di battaglia. Si potrà anche selezionare che tipo di partita affrontare scegliendo tra una semplice amichevole oppure una partita classificata, da soli o in compagnia di altri tre giocatori, per delle sfide quattro contro quattro di dimensioni davvero imponenti. Il sistema di gioco, come per tutti i videogames di strategia in tempo reale, è estremamente frenetico e bisogna sempre porre molta attenzione a tutto quello che si fa se si vuole vincere. Tutto è incentrato sulla velocità dei giocatori e sull'abilità nel coordinare mouse e tastiera contemporaneamente mentre si costruisce, si pianifica e si combatte. Specialmente per quanto riguarda i veterani di StarCraft II, il ritorno alle meccaniche originali, con l'impossibilità di non poter selezionare più di 12 unità contemporaneamente, potrebbe essere difficile da digerire fin da subito, ma sicuramente aggiunge quel pizzico di sfida in più che i veri gamers sapranno apprezzare. Per quanto riguarda il comparto tecnico, Blizzard ha il merito di aver svolto un lavoro squisito, attento ai particolari ed estremamente curato. Il titolo può girare fino a 4K e garantisce un'attenzione al dettaglio per la quale chiedere di più sarebbe stato davvero molto difficile, sempre tenendo in considerazione che si sta parlando di un software sviluppato 19 anni fa. Per quanto riguarda il comparto audio, la colonna sonora è rimasta la stessa di un tempo, proprio per questo c’è la possibilità di selezionare l'audio originale con le musiche e i doppiatori che hanno fatto la storia del primo StarCraft o impostare quelle rimasterizzate. Stessa flessibilità viene concessa per quanto riguarda l'aspetto grafico, è possibile infatti passare in qualsiasi momento dalla versione aggiornata del gioco a quella originale, così che si possa apprezzare ancora di più il lavoro svolto dai programmatori Blizzard con quest'opera di restyling, ma soprattutto ci si possa render davvero conto di come ci si divertiva a giocare quasi un ventennio fa. Tirando le somme, con questo StarCraft Remastered, Blizzard ha regalato un vero e proprio sogno a tutti gli amanti di questa spettacolare saga. Puntando sui ricordi di chi lo ha già giocato e investendo sulle nuove generazioni di giocatori che si avvicineranno a questo titolo Blizzard ha compiuto a nostro avviso un’operazione commerciale molto intelligente, estremamente curata e soprattutto ha dimostrato di tenere veramente ai propri fan.



GIUDIZIO GLOBALE:


GRAFICA: 8
SONORO: 9
GAMEPLAY: 9
LONGEVITA’: 9,5


VOTO FINALE: 9

Editoriali & Commenti
Il Commento
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di Emanuel Galea

 

Tutti ormai conosciamo la leggenda della mela lanciata sul tavolo degli sposi Peleo e Teti da Eris, dea della discordia, offesa perché non invitata al banchetto. Con malizia Eris aveva inciso sul pomo “Alla più bella”. Il resto si conosce, la furibonda lite che seguì tra Era, regina degli dei, Afrodite, dea della bellezza e Atena dea della saggezza.

Questa volta il pomo della discordia lo ha lanciato il ministro Minniti sul mare agitato del Mediterraneo e sul pomo ha inciso : ”codice per Ong”.In quel momento nel Paese c’era un acceso dibattito sul ruolo di queste organizzazioni, un immigrazione fuori controllo e degli accordi avviati con la Libia per arginare le partenze dei flussi migratori che da lì partivano.

Il ministro Delrio e i vari boldrini, saviano, i manconi e i loro seguaci sono insorti in rivolta definendo il provvedimento Minniti disumano. Qualche operatore umanitario, in un’intervista, ha reagito con veemenza tradendo  lo spirito umanitario al quale dovrebbe ispirarsi. Con le motivazioni più accampate in aria, una alla volta, le Ong stanno sospendendo le loro “attività di soccorso” ciò nonostante il flusso migratorio sulla penisola sta gradualmente entrando nella normalità.

Il capo procuratore catanese Carmelo Zuccaro ed il procuratore capo facente funzione della Procura di Trapani Ambrogio Cartosio irrompono nei sacri antri di queste organizzazioni e avviano  inchieste ed indagini  che interessano dei  volontari di Save the Children, Medici Senza Frontiera e la tedesca Jugend Rettet, tutti indagati con  l’ipotesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Che organizzazioni non governative si trovano in mezzo ad indagini investigative non è certo questa la prima volta. Il famoso settimanale televisivo di approfondimenti della Bbc “Panorama” aveva condotto un’inchiesta sulle più importanti Ong mondiali con quartiere  generale in Gran Bretagna, come Amnesty International, Save The Children e Comic Relief. I risultati dell’inchiesta , pubblicati da Enrico Franceschini, corrispondente da Londra per Repubblica, non depongono  certamente a favore di queste  Ong.

Comic Relief, l’organizzazione che fa mettere un "naso rosso" da clown ai suoi operatori che girano per i letti dei bambini malati in ospedale , si scopre che  investe milioni di sterline in fondi di investimento e  che acquistano tra l’altro azioni di aziende che producono armamenti, alcolici e tabacco.A dire poco non è certo quello che ci si aspetta da un’organizzazione umanitaria.

Amnesty International, invece, con quello che rivela l’inchiesta della BBC, chiarisce una volta per sempre, che per lo meno non tutti i volontari delle Ong prestano la loro “opera umanitaria” a zero retribuzione. Secondo la stessa inchiesta Amnesty, al suo ex-segretario generale Irene Khan, aveva concesso una buonuscita di circa euro 600.000, controvalore di 500.000 sterline.  Chi è Minniti e chi è Delrio spero che tutti lo sappiamo. Forse si sa troppo poco sulle Ong. Sono  organizzazioni  non governative, senza fini di lucro, indipendenti dagli Stati e dalle organizzazioni governative internazionali.

Le Ong sono diverse tra di loro. Alcune hanno interessi politici, religiosi o fini sociali e si registrano per l’esenzione fiscale. Altre sono enti benefici che possono essere sia pubbliche che private e sempre con scopo di  promozione  sociale, artistica, culturale, sportiva e di altri campi delle relazioni umane. Requisito importante è il riconoscimento del Ministero dell’Interno. L'elenco delle organizzazioni riconosciute è molto nutrito e si può consultare sul sito del Ministero.

A completamento aggiungiamo che oltre alle agevolazioni legali e fiscali, i propri affiliati  godono  di biglietti a riduzione per spettacoli musicali, artistici o altre fattispecie ricadenti sotto la SIAE  nonché l'esenzione dalla licenza d'esercizio per spacci alimentari e di bevande nei locali sociali.

Le Ong hanno sempre destato curiosità e attirato l’attenzione del così detto giornalismo investigativo e d’ inchiesta e le cose che raccontano oscurano le aureole costruite intorno a queste associazioni come riportato dalla stessa inchiesta della BBC 

Rimane il fattore “finanziatori” che non è cosa da trascurare. Più è intensa l’attività delle Ong e più finanziamenti riescono a raccogliere. Nel 2016 Msf ha raccolto euro 38 milioni di fondi e le altre Ong non sono state da meno. Da precisare però, che 38/40  e anche se fossero 50/60 milioni, per le navi delle Ong che stanno ore in navigazione per giorni e mesi, sono sufficienti per coprire tutti i costi? Se non lo sono, come rimediano?

Concludendo, incrociando le dita e toccando ferro, angoscia il pensiero che tra i finanziatori di queste “emerite” organizzazioni possano esserci quelle multinazionali che sfruttano risorse minerali e petrolio della stessa gente che i volontari  cercano di salvare dalle acque del Mediterraneo e che il codice Minniti sta cercando di proteggere.


 
 

Esteri
Emergenza terrorismo
Lo rivela il Site, il sito Usa diretto da Rita Katz di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web
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Redazione

 

Un canale della piattaforma Telegram legato all'Isis indica l'Italia come prossimo obiettivo. Lo riferisce il Site, il sito Usa diretto da Rita Katz di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web. Dopo l'attacco terroristico che ha colpito le ramblas di Barcellona a Milano è stata ulteriormente aumentata l'attenzione per la sicurezza in particolare nelle zone più affollate. Durante la seduta del comitato per l'ordine e la sicurezza "è stata ulteriormente richiamata la massima attenzione di tutti gli operatori sul campo e, in particolare - spiega un comunicato della Prefettura -, delle unità antiterrorismo della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri". Attenzione particolare sarà riservata ai mercati rionali e agli eventi in cui è prevista più affluenza (a partire dalle partite in programma a San Siro). Barriere antisfondamento sono già state messe in Galleria Vittorio Emanuele e nelle vie limitrofe a piazza Duomo (incluso il lato Cordusio via Mercanti) con la previsione di "ulteriori barriere di difesa passiva" nella zona della Darsena. La localizzazione sarà decisa da un tavolo tecnico ad hoc con tutte le forze dell'ordine, vigili del fuoco inclusi e saranno fatti dei sopralluoghi congiunti nelle zone della movida e dove c'è maggior passaggio.

A Roma potrebbero essere presto installate nuove barriere in punti sensibili della città, ovvero luoghi particolarmente affollati o zone pedonali. E quanto sarebbe emerso nella riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Tra le ipotesi in campo che verranno valutate in una tavolo ad hoc tra Campidoglio e prefettura di Roma c'è la possibilità di mettere barriere, come new jersey o fioriere, in via del Corso e in via dei Fori Imperiali. Rafforzare le misure di sicurezza anche in piazza del Campidoglio, per esempio ipotizzando di interdire l'accesso alla piazza alle auto a noleggio, in molte occasioni dei van con vetri oscurati. L'idea sarebbe quella di vietare l'accesso dalla strada che sale da via della Consolazione. Si derogherebbe solo al trasporto dei disabili. La conferma del piano sicurezza tutt'ora vigente a Roma con il rafforzamento del presidi nei luoghi considerati più sensibili. Inoltre una 'stretta' con controlli maggiori su veicoli come camion e ncc. Questa, a quanto si apprende, una delle decisioni che sarebbe emersa oggi dal comitato per l'ordine e la sicurezza riunitosi in Prefettura dopo l'attentato di Barcellona.

Punto della situazione e valutazione delle eventuali misure aggiuntive sulla base delle indicazioni del Viminale e delle forze dell'ordine per garantire più sicurezza a Firenze. E' l'attività svolta oggi dal Comitato provinciale per la sicurezza a Firenze dopo l'attentato a Barcellona. Già nei prossimi, ha spiegato al termine il sindaco Dario Nardella, il Comune fornirà "la mappatura esatta di tutte le delimitazioni delle aree sia nel centro che fuori, come dissuasori mobili e catene, per valutare se sono sufficienti o se devono essere migliorate o rafforzate". Il Comitato ha anche valutato il rafforzamento dei militari nei luoghi sensibili (progetto Strade sicure), ipotesi di cui il sindaco si è detto "molto soddisfatto". "Io ho avuto dal prefetto, dalle forze dell'ordine la rassicurazione che Firenze ha un livello di protezione 2 - ha detto il sindaco - pari a tutte le altre città italiane. In più è bene ricordare che la presenza in questa città, come in poche altre, di squadre speciali antiterrorismo è un elemento importante per il pronto intervento". Il sindaco ha sottolineato però che "le barriere esistenti non sono state progettate e installate con finalità antiterrorismo. Esistono per motivi di mobilità e viabilità. Una catena a presidio di un'area pedonale per non far parcheggiare non è pensata per bloccare un Tir a 80 all'ora. Però possono avere una funzione di deterrenza, quindi il monitoraggio è utile e saranno le forze dell'ordine a dirci dove dobbiamo intervenire per rafforzare". "Il comitato si è occupato del monitoraggio della situazione attuale della città - ha spiegato il viceprefetto vicario Tiziana Tombesi - e sono state ulteriormente messe a punto delle politiche di sicurezza con contatti che interverranno tra l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine". I presidi ai luoghi d'arte, ha sottolineato il viceprefetto, sono già in atto e verranno migliorate alcune misure già adottate. "Vanno studiate - ha aggiunto - delle regole di funzionamento delle barriere che sono già a tutela di alcune aree della città in modo da verificare se è necessario adottare piccoli accorgimenti e vanno incrementati dove sarà possibile i presidi dei militari".

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